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Communiqué n° 282 de 21 mai 2026

Respinte tre mozioni. Iscritta una risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes

 

In chiusura dell'adunanza del 20 e 21 maggio 2026, il Consiglio Valle ha votato contro l'inversione dell'ordine del giorno - 19 voti contrari (UV, CA, FI) e 14 a favore (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance, AdC) - per anticipare la discussione dell'interrogazione n. 16 della Lega Vallée d'Aoste riguardante l'imminente chiusura delle due gallerie autostradali di Côte de Sorreley e Signayes. Ha invece iscritto una risoluzione della maggioranza, sempre sul tema, che sarà trattata nella prossima adunanza consiliare.

«La chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes rischia di mettere in ginocchio la Valle d'Aosta - ha detto il Consigliere della Lega Vallée d'Aoste Corrado Bellora -: all'ordine del giorno vi sono tre iniziative ispettive della minoranza su questo argomento, già depositate. È fondamentale anteporre questo argomento - che è di fondamentale importanza - rispetto ad ogni altro: chiedo quindi l'inversione dell'ordine del giorno per la trattazione dell'interrogazione depositata dalla Lega Vallée d'Aoste, di cui al punto 16, perché questo è un problema essenziale per i valdostani

Il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi, ha aggiunto: «Di fronte alla richiesta della maggioranza di invertire l'ordine del giorno per discutere una loro risoluzione sul tema, noi chiediamo che si parli prima delle nostre iniziative ispettive che erano già iscritte a questa adunanza. Nessun problema per l’iscrizione, ma crediamo che ci debba essere un rispetto nei confronti dei gruppi di minoranza che hanno lavorato da tempo a questo argomento.»

Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, ha replicato: «Le interrogazioni non permettono nessun dibattito: gli interpellanti chiedono e il Governo risponde. Ecco perché la maggioranza ha proposto di sottoscrivere una risoluzione: per permettere di avviare un dibattito, dove tutti i Consiglieri possono parlare. Rispetto a questo tema, abbiamo fatto un passo avanti per tentare di dare una soluzione. La nostra soluzione è quella di coinvolgere i soci di Sav Spa, attraverso la convocazione di un'Assemblea, per tentare di capire se ci sono altre possibilità di intervenire. Ci dispiace che la minoranza non abbia colto questo obiettivo.»

Nel corso della seduta di ieri e di oggi, l'Assemblea ha inoltre respinto tre mozioni.

  • Norme di attuazione e Commissione paritetica

Con una mozione, i gruppi AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC volevano impegnare il Presidente della prima Commissione a promuovere un approfondimento, all’interno della Commissione stessa e da inviare entro 90 giorni al Consiglio, sulle criticità legate all'iter di approvazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale, sulle modalità di funzionamento della Commissione paritetica Stato-Regione Valle d’Aosta e sulla trasparenza dei suoi atti. Il testo è stato respinto con 19 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 voti a favore (AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC).

La Capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha evidenziato che «questa iniziativa, presentata in modo unitario da tutti i gruppi di minoranza due mesi fa, conserva ancora tutta la sua attualità. Le norme di attuazione sono previste dall’articolo 48bis dello Statuto speciale, ma l’iter di approvazione non sta producendo i risultati attesi e numerosi dossier faticano ad arrivare a conclusione. Occorre fare chiarezza, perché le norme di attuazione sono lo strumento attraverso cui si realizza la nostra Autonomia: è quindi necessario disporre di procedure precise e tempistiche definite. L’approfondimento che chiediamo potrebbe rappresentare un’occasione per formulare proposte utili a ottenere uno strumento più efficace. Riteniamo che la Commissione possa svolgere un ruolo importante di contributo e di lavoro comune su questo tema. È un peccato che la mozione non venga accolta, perché ancora una volta non si riconosce alla Commissione un ruolo costruttivo su una questione ritenuta rilevante da tutti.»

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato che «sul piano procedurale delle norme di attuazione, esiste una certa "insofferenza", condivisa anche da parte nostra, quando i testi approvati dalla Commissione paritetica non trovano poi la loro conclusione. Si tratta di un problema ricorrente e trasversale alle Regioni a Statuto speciale, che abbiamo condiviso anche recentemente e che ha portato alla predisposizione di un documento poi approvato in sede di Conferenza delle Regioni, con la richiesta di un intervento di semplificazione per rendere il percorso delle norme di attuazione più lineare ed efficace, evitando duplicazioni di pareri. Alla luce di questo, chiediamo il ritiro del provvedimento in attesa delle valutazioni in merito ai provvedimenti che saranno adottati dal Ministero.»

  • Corso Fse+ per "ex buttafuori"

Respinta con 20 voti di astensione (UV, CA, FI, AdC), 6 contrari (PD-FP, AVS) e 8 favorevoli (Lega VdA, La Renaissance, FdI), una mozione dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine riguardante il bando per l'accesso al corso gratuito per Addetti ai servizi di controllo e sicurezza locali notturni (ex buttafuori), finanziato dal Programma regionale Fse+ 2021-2027 nell’ambito del progetto “Percorsi di Futuro” e rivolto esclusivamente alle persone straniere. In particolare, i gruppi volevano impegnare la Giunta regionale a inserire, tra i destinatari di futuri bandi simili, i giovani, i disoccupati di lungo periodo, i gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro e le persone inattive al posto dei soggetti esclusivamente stranieri.

Il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron, ha ricordato che «il corso, come emerso in risposta ad una nostra precedente interrogazione, è attualmente riservato esclusivamente a cittadini di origine straniera: esclude di fatto i cittadini italiani, pur essendo inserito in un Programma che prevede anche misure per giovani, disoccupati di lungo periodo e soggetti svantaggiati. Noi riteniamo che una simile limitazione possa risultare discriminatoria e non coerente con i principi di parità di trattamento e con gli altri obiettivi del Fse+, che includono l’accesso all’occupazione per tutte le persone in cerca di lavoro. Per questo chiediamo alla Giunta di valutare, per i futuri bandi simili, un ampliamento della platea dei destinatari, tenuto conto che non è stata finora svolta alcuna verifica sui bisogni formativi dei cittadini italiani potenzialmente interessati.»

Premettendo che «l'avviso citato nella mozione si è chiuso lo scorso 13 aprile, ben prima della data in cui l'iniziativa avrebbe dovuto essere discussa, rendendo tecnicamente impossibile andare nella direzione richiesta», l'Assessore alle politiche europee, Leonardo Lotto, ha spiegato che «le priorità e gli obiettivi specifici dei fondi Fse+ 2021-2027 sono stati definiti dopo un confronto con la Commissione europea, che ha approvato la programmazione definitiva nel 2022. Da quel momento, le risorse devono essere destinate agli obiettivi specifici individuati. A questo punto, sono gli enti di formazione a proporre autonomamente i corsi. Nel caso specifico, il corso per addetti alla sicurezza è stato proposto da un ente di formazione, sulla base delle esigenze del territorio, ed è stato ritenuto finanziabile dal nucleo di valutazione competente. Segnalo, inoltre, che è in uscita un nuovo avviso pubblico rivolto a tutti, relativo alla presentazione di progetti di formazione per l’acquisizione di competenze di base, qualificazioni, abilitazioni e patentini. Se un ente accreditato - e non l’Assessorato, che non interviene direttamente nella predisposizione dei bandi - confermerà che questa esigenza esiste realmente sul territorio, potrà attivare un corso per i cosiddetti buttafuori, aperto a tutti. Per queste ragioni, la mozione non può essere accolta.»

  • Raddoppio tratta ferroviaria Aosta/Quart

Con voti 30 voti di astensione (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, PD-FP, La Renaissance) e 4 a favore (AVS, AdC), l'Assemblea ha respinto una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra che sollecitava la Giunta ad attivarsi presso Rfi e gli altri soggetti competenti per creare le condizioni per il raddoppio della tratta ferroviaria Quart/Aosta e per la riattivazione della stazione di Quart, con l’obiettivo di valorizzare la linea ferroviaria come servizio di trasporto urbano lungo l’asse Sarre/Aosta/Quart, in coerenza con gli indirizzi già approvati e con gli obiettivi regionali di mobilità sostenibile.

«Rfi sta predisponendo un Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per interventi di raddoppio selettivo sulla linea Chivasso/Ivrea/Aosta, che consentirebbero di aumentare la capacità della rete e distinguere tra treni veloci e servizi locali, con la possibilità di riattivare e valorizzare stazioni oggi non utilizzate - ha evidenziato il Consigliere Andrea Campotaro -. In particolare, il raddoppio tra Quart e Aosta e la riapertura della stazione di Quart (con l’eventuale creazione di nuove fermate) permetterebbero di sviluppare un servizio ferroviario di tipo urbano lungo l’asse Sarre/Quart, l’area a maggiore densità abitativa e di traffico della regione con 40mila abitanti, rispondendo ai flussi quotidiani di spostamento e agli obiettivi di sostenibilità e riduzione del traffico veicolare. La ferrovia, infatti, offre una regolarità che il trasporto su gomma non potrà mai garantire, specialmente nelle criticità invernali o negli orari di punta. È questa - come fatto in Trentino o Svizzera - una vera e propria visione della mobilità del futuro, in linea con l’obiettivo Fossil Fuel Free approvato da questo Consiglio: fare della ferrovia il vero asse portante del trasporto pubblico regionale, partendo dall’istituzione della Ler (Ligne express régionale).»

«Il Piano regionale dei trasporti, che ha ottenuto il parere favorevole del Cpel e quindi degli amministratori del territorio, contiene la visione politica della maggioranza sul futuro della mobilità valdostana - ha replicato l’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy -. Tra le nostre priorità c’è l’acquisizione dell’infrastruttura Aosta/Pré-Saint-Didier per poter poi agire autonomamente alla realizzazione di un servizio di trasporto pubblico che noi proponiamo con il sistema Brt (Bus rapid transit), opzione che dovrà poi essere messa a confronto con altre ipotesi. Su questo obiettivo non è più possibile tergiversare perché è una decisione strategica. Ferrovia e trasporto su gomma devono diventare sempre più complementari in una regione come la nostra, caratterizzata da una distribuzione diffusa della popolazione. Riguardo alla ferrovia Aosta/Torino, puntiamo a ridurre i tempi di percorrenza in modo da collegare più rapidamente la Valle sia al proprio interno sia verso l’esterno. Il lavoro sul Docfap relativo ai raddoppi selettivi si concentra in particolare sul miglioramento dei collegamenti con il Piemonte, dove esistono criticità infrastrutturali che oggi incidono sulla fluidità della rete: è su quel tratto che possiamo incidere maggiormente per migliorare le connessioni con il Nord-Ovest del Paese. Ci sarà comunque occasione di confronto in Commissione durante l’esame del Piano regionale dei trasporti.»

Il Consiglio si riunirà nuovamente martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 giugno 2026.

SC-MP