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Communiqué n° 280 de 20 mai 2026
Il Consiglio ha espresso parere favorevole alla norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d'acqua
Nella seduta del 20 maggio 2026, il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole all'unanimità sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d'acqua.
La norma di attuazione sarà ora trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva del relativo decreto legislativo.
I contenuti
Il testo, trasmesso dal Ministro per gli affari regionali il 29 aprile scorso, è composto di cinque articoli che rafforzano le competenze della Regione nella gestione delle concessioni e subconcessioni di derivazione d’acqua per tutti gli usi, attribuendole la disciplina delle modalità di assegnazione, della durata, dei canoni e delle valutazioni ambientali e paesaggistiche, con le relative misure di compensazione. La norma dedica particolare attenzione alle grandi derivazioni idroelettriche: la Regione dovrà adottare entro dodici mesi una legge specifica che definisca procedure, requisiti dei concessionari e criteri di assegnazione. Le concessioni potranno avere una durata fino a 40 anni, prorogabili di ulteriori 10 anni in relazione agli investimenti e alla complessità dei progetti. Le concessioni potranno essere affidate tramite gara pubblica, partenariati pubblico-privati, società miste oppure anche a società interamente pubbliche in regime “in house providing”, costituite per finalità di interesse generale legate alla produzione energetica nel territorio regionale. È inoltre previsto in capo alla Regione il diritto di prelievo dal concessionario di una quota annua gratuita di energia destinata a favore di servizi pubblici o a categorie di utenti individuate dalla legge regionale. Sul piano istituzionale, viene rafforzato il ruolo della Regione nei rapporti con l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico attraverso forme di consultazione preventiva.
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha illustrato la norma evidenziando che «consente alla Regione di esercitare in modo più pieno le competenze in materia di concessioni e subconcessioni delle derivazioni d’acqua, superando un sistema storicamente ancorato alla normativa statale. La nuova disciplina affida alla legge regionale la definizione delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni, anche per le grandi derivazioni idroelettriche, nel rispetto dei principi dell’ordinamento statale ed europeo. Il testo è stato oggetto di un percorso istruttorio approfondito, già approvato dal Consiglio regionale lo scorso anno e successivamente modificato per recepire le osservazioni dei Ministeri competenti. La modifica più rilevante riguarda le modalità di affidamento delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche: viene infatti chiarito che anche l’affidamento in house a società a totale controllo pubblico è possibile, ma solo nel rispetto del diritto europeo e con un obbligo di motivazione rafforzata da parte della Regione, che dovrà giustificare in modo puntuale la scelta e il mancato ricorso alle altre forme di affidamento tramite gara o partenariato pubblico-privato. È stata inoltre eliminata la previsione che consentiva una proroga delle concessioni già scadute al momento di emanazione del decreto, in quanto non compatibile con il quadro normativo nazionale e con gli impegni assunti in sede di Pnrr, situazione peraltro non presente in Valle d'Aosta. Infine, è stata introdotta una clausola di invarianza finanziaria, che pone gli oneri delle procedure a carico del bilancio regionale. Nel complesso, si tratta di modifiche che non cambiano l’impianto della norma, ma ne rafforzano la coerenza giuridica e la solidità, confermando un modello di Autonomia regionale più chiaro e responsabile nella gestione delle risorse idriche.»
Il dibattito in Aula
«La bozza di questa norma di attuazione era già pronta nel 2019 poi è stata messa in frigorifero per cinque anni e successivamente, nonostante l'approvazione in Consiglio a gennaio del 2025 e i nostri numerosi solleciti, si è arenata per un altro anno sulla scrivania del Governo nazionale - ha ricordato la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli -. Ci sono voluti sette anni per una norma che ha sostanzialmente lo stesso impianto della versione del 2019, però con alcuni elementi peggiorativi, e che presenta una scarsa valenza autonomista: buono sarebbe stato assegnare più ampia potestà a una Regione autonoma come la nostra, evitando certi paletti oggi inseriti. Nonostante ciò, è rimasta la possibilità, da approfondire subito, di riassegnare le concessioni senza gara e direttamente a Cva, quale società pubblica regionale. Dobbiamo evitare le gare che rappresenterebbero un rischio troppo grosso per Cva. Occorre ora mettersi seriamente a studiare per scrivere la legge sulle concessioni, siamo a un passaggio politico istituzionale di estrema rilevanza. La legge avrà un enorme impatto. Per noi l’obiettivo è chiaro: mantenere le concessioni in capo a una società interamente pubblica, che sia strumento operativo della Regione e che agisca al servizio della comunità valdostana e della transizione energetica della Valle d’Aosta. Per questo, nonostante le perplessità espresse, il nostro voto è favorevole.»
Il Capogruppo Alberto Zucchi, ha espresso il voto favorevole «convinto» di Fratelli d'Italia: «Va ricordato che il percorso della norma, di cui si parla fin dal 2019, ha subìto rallentamenti legati alla fase pandemica e all’attuazione del Pnrr. Si tratta di un impianto riconducibile anche al Governo Draghi, che aveva definito gli obiettivi legati al sistema delle gare e alle relative tranche di finanziamento. I Governi cambiano, ma gli impegni restano, ed è su questo principio di serietà istituzionale che si fonda anche l’azione del Governo Meloni, che ha seguito con attenzione e responsabilità l’intero iter, lavorando per garantire una soluzione equilibrata e sostenibile. Le modifiche introdotte rappresentano il risultato di un confronto tecnico con i Ministeri competenti e non di imposizioni politiche: si tratta di precisazioni necessarie per assicurare la piena legittimità del testo, in particolare per quanto riguarda le modalità di affidamento delle concessioni idroelettriche e la motivazione rafforzata prevista. Riteniamo che questo sia un risultato di equilibrio istituzionale, frutto della collaborazione tra Regione e Governo, che consente di chiudere positivamente un passaggio importante.»
«Questa norma di attuazione permette alla Regione di muoversi autonomamente con una propria legge regionale nel determinare il futuro delle nostre concessioni idroelettriche, un patrimonio che è oro colato per la transizione energetica nazionale - ha affermato il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron -. Noi chiediamo approfondimenti tecnico-giuridici e economici sulle varie modalità di assegnazione previste dalla norma perché saremo chiamati a decidere. Le gare sarebbero deleterie ma siamo anche contrari all'ipotesi di trasformare la Cva in una società in house perché sarebbe passibile di una procedura di infrazione a livello europeo, fornirebbe un servizio soltanto alla Regione e non potrebbe agire sul mercato, implicherebbe rinunciare a oltre il 90% del fatturato che la società produce all'esterno della regione con un danno erariale non da poco. Sarebbe come avere un nuovo Assessorato da gestire e chi si prenderà la responsabilità degli investimenti da fare? La nostra visione è quella di una società pubblica forte lontana dalle interferenze della politica, che porti risultati per la transizione energetica anche oltre i confini regionali e utili da redistribuire alla comunità valdostana.»
Per il Presidente Stefano Aggravi (Centro Autonomista), «il fatto che la Valle d'Aosta arrivi solo ora non deve essere letto soltanto in termini di ritardo: le procedure di assegnazione avviate in alcune regioni hanno evidenziato difficoltà operative e, soprattutto, contenziosi. Il settore idroelettrico si muove in un equilibrio delicato: da un lato, vi sono i principi europei e statali in materia di concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza; dall'altro, vi è la specificità di una risorsa naturale limitata e strategica, la cui gestione non può essere equiparata in modo automatico ad altri settori economici. L’affidamento a società in house non può essere considerato una soluzione automatica né uno strumento ordinario per superare le procedure comparative. Si tratta di una possibilità prevista dalla norma, ma caratterizzata da profili di forte complessità applicativa. Sul piano operativo e istituzionale, occorre essere consapevoli che le scadenze si avvicinano e che il rischio di un intervento sostitutivo statale non può essere certo ignorato. Il vero lavoro inizia adesso: occorrerà predisporre una legge regionale solida, tecnicamente accurata, coerente con il diritto europeo e italiano, capace di valorizzare le nostre peculiarità. Insomma, costruire un modello che consenta alla Valle di governare una risorsa strategica con serietà, competenza e visione di lungo periodo.»
«Noi vogliamo che le decisioni sulle concessioni garantiscano alla Regione un reale potere di indirizzo, evitando scelte calate dall’alto - ha evidenziato il Consigliere dell'Union Valdôtaine Corrado Jordan -. Il ragionamento che sembra sfuggire alla politica nazionale è che le concessioni non possono essere trattate solo come una questione amministrativa, ma come una scelta strategica di politica industriale ed energetica. Le gare, infatti, presentano una forte criticità: l’asimmetria del mercato. Mentre l’Italia vuole aprire il mercato alla concorrenza, altri Paesi continuano a proteggere i propri gruppi energetici nazionali. Il rischio è che grandi operatori stranieri acquisiscano asset strategici italiani senza che le aziende italiane abbiano la possibilità di fare lo stesso. Diventa, quindi, indispensabile immaginare altre vie su cui il Parlamento si dovrà confrontare che possano assicurarci rinnovi diretti ai concessionari uscenti a fronte di importanti piani di investimento pluriennali per l'efficientamento e la sicurezza degli impianti.»
Il Vicecapogruppo dell'UV, Michel Martinet, ha aggiunto: «Questa norma di attuazione ci permetterà di lavorare su quella che potrebbe essere una delle leggi più importanti per i prossimi quarant’anni della nostra regione, con ricadute significative in termini di sviluppo e benessere economico. Sui ritardi, va ricordato che il principio pattizio richiede un accordo tra Regione e Stato: le norme passano solo quando c’è unanimità all’interno della Commissione paritetica. È proprio grazie al lavoro svolto dall'UV e dal rappresentante regionale nella Paritetica che oggi possiamo arrivare a questo risultato, che considero eccezionale. Ora, sarà fondamentale costruire una legge attenta a tutte le conseguenze applicative, in particolare sul tema delle società in house, per valorizzare al meglio questa opportunità senza compromettere quanto costruito finora. L'obiettivo è quello di ottenere i migliori risultati possibili per la nostra comunità.»
Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha parlato di «un passaggio determinante per disegnare il futuro dell’assetto della titolarità delle concessioni e del loro sfruttamento a uso idroelettrico. Rivendichiamo con orgoglio e senso di responsabilità l’impegno speso dal partito per far sì che il Governo nazionale con i Ministeri competenti determinassero le condizioni necessarie per arrivare oggi, in questo Consiglio, all’approvazione di questo schema di norma di attuazione che recepisce tutte le regole previste dal contesto giuridico attuale. Sulla possibilità di assegnazione tramite delle società in house, c'è stato un ampio confronto con lo Stato, perché non era scontato che venisse inserita nello schema della norma. Anche sotto questo profilo siamo soddisfatti per l’obiettivo raggiunto. Starà, ora, al legislatore regionale dopo l’approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri sfruttare al massimo le opportunità che la legge concede, avviando tutti gli approfondimenti necessari.»
Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha annunciato il parere favorevole del PD-Federalisti Progressisti VdA: «Siamo davanti a una norma importante, attesa da molti anni, che riguarda uno dei temi strategici per la nostra Regione: il ruolo pubblico nella gestione di beni non solo economici, ma profondamente identitari, come l’acqua e il patrimonio energetico valdostano. Questa discussione andrebbe affrontata con serietà ed equilibrio, evitando di trasformare una norma di attuazione in una bandierina politica. La norma non nasce oggi: già nel gennaio 2025 il Consiglio regionale aveva espresso parere favorevole su uno schema sostanzialmente analogo, senza che nessuno rivendicasse particolari meriti politici. Si tratta di una norma dovuta, che discende direttamente dal nostro Statuto speciale e appartiene alla comunità valdostana, non a una parte politica. I passaggi dell’ultimo anno non ne hanno cambiato la natura, ma hanno rafforzato il testo rispetto ai rilievi ministeriali e ai possibili contenziosi legati alla normativa europea e alla concorrenza. Per questo lascia perplessi la narrazione di chi - come Forza Italia - ha parlato di “sblocco” della norma, quasi che una prerogativa statutaria della Valle d’Aosta dipendesse dagli equilibri politici del momento. L’Autonomia e l’autogoverno non dovrebbero mai essere percepiti come il risultato di rapporti di forza contingenti, ma come diritti e responsabilità che appartengono all’intera comunità valdostana.»
«Questa norma di attuazione è un risultato di tutti, non di un Governo o di una parte politica - ha sottolineato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Se qualcuno avesse voluto porre degli ostacoli avrebbe potuto farlo, ma la Lega, così come le altre forze di Governo, hanno responsabilmente fatto la propria parte, perché il tema delle acque è un patrimonio comune fondamentale per la nostra Regione, forse il più prezioso che abbiamo. Ecco perché nessuno ha magicamente sbloccato un iter che era rimasto fermo, ma quello di cui si deve prendere atto è che questo è solo il primo passo, perché quelli che oggi festeggiano non si sono resi conto che una cosa è portare a casa la norma di attuazione, un'altra è fare in modo che l'Unione europea non sollevi dei problemi. Quest'ultima sarà la sfida più importante.»
L'Assessore Mauro Baccega (FI) ha evidenziato che «c'è una squadra che ha lavorato dietro questa norma: il Presidente della Regione, la Commissione paritetica, i Ministeri competenti. Permetteteci oggi di esprimere soddisfazione per questo risultato, grazie anche all'impegno di Forza Italia e all'impegno del governo Meloni.»
Pour le Conseiller Laurent Viérin (UV), «il y a des thèmes qui n’appartiennent pas à une force politique, mais à l’ensemble des Valdôtains. Ce schéma est un acte politique par excellence: déjà Chanoux affirmait que la Vallée d’Aoste est “fille de ses eaux”, ayant compris que la richesse de l’eau représente une richesse fondamentale pour notre territoire. Au fil des années, la gestion et la défense des ressources hydriques ont également eu des retombées économiques importantes pour les Valdôtains. Aujourd’hui, une partie des ressources de notre budget provient aussi de ce parcours historique. Dal punto di vista politico, questa norma rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della nostra Autonomia. Dobbiamo difendere le scelte del passato, guardando al futuro e sapendo che esistono temi che non devono dividerci. Da qui in avanti, su questi temi, pur nella necessaria dialettica politica, chiediamo la massima convergenza possibile, perché significa maggiore forza per il futuro della Valle d’Aosta».
Per il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, «la vera partita inizia oggi: abbiamo 12 mesi per poter arrivare ad una legge con cui ci giocheremo il futuro delle concessioni idroelettriche. Il 2029 è alle porte. Questo è un passaggio che va affrontato con un approccio costruttivo e con tutti gli approfondimenti necessari dopo che il Consiglio ha individuato la miglior soluzione possibile e formulato una sintesi democratica delle diverse posizioni. Non abbiamo molto tempo. Non aspettiamo che la norma torni da Roma, iniziamo a lavorarci fin da subito, tutti insieme.»
Il Consigliere di FdI Massimo Lattanzi ha concordato sul fatto che «da oggi bisogna lavorare insieme per i prossimi dodici mesi per il completamento di questa partita, che è assolutamente complessa. Stiamo parlando del nostro “petrolio”: l’acqua è la nostra risorsa. In quest’Aula non possiamo negare che un’affinità politica possa accelerare i processi; altrimenti negheremmo l’essenza stessa della politica. Tuttavia, questo provvedimento, che avvia oggi un percorso, ci dice una cosa sola: la storia non la fanno le singole persone, ma le comunità che si uniscono e che procedono verso il proprio progresso, nel rispetto della loro storia e nella consapevolezza del presente. Questo Consiglio ha una grande responsabilità nei confronti dei valdostani.»
Il Capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha dichiarato che «questa norma di attuazione è il frutto di una negoziazione che consente alla Valle d’Aosta di ottenere competenze già riconosciute alle Regioni a Statuto ordinario, introducendo anche alcuni elementi innovativi di cui dovrà essere verificata la fattibilità. Prendo atto con favore che tutti i Consiglieri si siano espressi a sostegno di questo schema di norma di attuazione, che auspichiamo venga approvato rapidamente dal Consiglio dei Ministri. Non si tratta però di un punto di arrivo, ma della prosecuzione di un percorso già iniziato: gli uffici regionali stanno elaborando diverse ipotesi per la futura riassegnazione delle concessioni, che dovranno poi essere confrontate con gli indirizzi politici. Se in futuro vi sarà la possibilità di prevedere proroghe delle concessioni legate a nuovi investimenti - la cosiddetta “quarta via” richiamata dal Ministro Foti - questa norma di attuazione non lo impedirà e l'Amministrazione regionale farà le sue valutazioni.»
Per il Vicecapogruppo di FI, Marco Sorbara, «l’acqua non è una risorsa come le altre: è un bene pubblico parte della nostra identità e di ciò che ha reso possibile una parte importante dello sviluppo economico della nostra regione. Proprio per questo, quando parliamo di concessioni, non stiamo parlando solo di contratti o di numeri, ma di come viene riconosciuto e restituito un valore che nasce dal territorio e appartiene ai valdostani. La domanda è quindi semplice: il valore generato dall'acqua della Valle torna in modo adeguato alla nostra comunità? Perché se questa risorsa è pubblica, allora il beneficio non può essere solo indiretto o parziale, ma deve essere concreto e percepibile dai cittadini. Il mio impegno oggi è quello di sostenere un principio chiaro: ogni concessione deve garantire un ritorno reale al territorio, non solo attraverso canoni ma anche attraverso strumenti che si traducano in vantaggi per l'intera collettività. Le scelte sull’acqua devono sempre restare ancorate a un principio semplice e non negoziabile, che quello del bene comune.»
Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha espresso voto favorevole, affermando: «Questa norma non è il frutto di un Governo né di una Commissione paritetica: è un risultato collettivo. Ora ci auguriamo che da Roma i tempi di approvazione siano celeri. Cosa faremo come Valle d’Aosta? Gli uffici già stanno lavorando alla predisposizione della norma, la maggioranza avrà già il testo, e noi siamo a disposizione per confrontarci. Dodici mesi non sono tanti, così come il 2029, anno di scadenza delle concessioni, è ormai alle porte. Siamo preoccupati perché il tempo stringe e la situazione politica che si è creata non facilita il percorso. Ora dobbiamo lavorare nell’interesse delle acque valdostane, che rappresentano la risorsa più preziosa della Valle d’Aosta.»
Per il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «sarà fondamentale la legge specifica che dovremo approvare entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto. A questo proposito, la creazione di una in house sembra la strada più difficile da concretizzare perché assoggettata a molti vincoli. Inoltre, la situazione potrebbe anche modificarsi nei prossimi mesi, con l’avvento di una deroga statale o di un accordo Stato-Unione europea, che potrebbe agevolare le nostre decisioni sulle concessioni idroelettriche. Spetterà, quindi, a questo Consiglio regionale cercare di non dividersi e impegnarsi per definire la migliore applicazione delle opportunità per il futuro della nostra comunità.»
Per il Consigliere del PD-FP Fulvio Centoz, «in questa norma di attuazione è stato inserito un elemento in più che non c'è negli altri ordinamenti: la possibilità di utilizzare la società in house. Dal punto di vista di ampliamento della nostra Autonomia, questo è un passo avanti. Le quattro vie per la riassegnazione delle concessioni hanno elementi positivi ma anche negativi, che dovranno essere analizzati con attenzione nella legge che dovremo approvare entro un anno. L’auspicio è che il testo possa essere esaminato in modo approfondito: considerato che gli uffici hanno già elaborato una bozza avanzata, chiediamo che venga trasmessa alle Commissioni competenti con un buon anticipo, così da consentire a tutti una valutazione più consapevole e ragionata.»
SC-MP
