Info Conseil

Communiqué n° 270 de 15 mai 2026

Presentata l'attività 2025 della Difensora civica Adele Squillaci

 

La Difensora civica della Valle d’Aosta, Adele Squillaci, ha presentato, giovedì 14 maggio 2026, in prima Commissione consiliare e oggi, 15 maggio, agli organi di stampa, l'attività svolta nel 2025 dall'Ufficio di difesa civica oltre che come Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Garante per l'infanzia e l'adolescenza e Garante dei diritti delle persone con disabilità.

«Il 2025 è stato un anno segnato da contraddizioni, sofferenza e speranza, considerato lo scenario internazionale e le criticità emerse in Italia e sentite anche nella nostra Regione - dichiara Adele Squillaci -. Dai colloqui con le cittadine e i cittadini sono emerse perplessità e scarsa chiarezza nel modo di comunicare delle pubbliche amministrazioni, soprattutto per coloro in difficoltà economiche o privi degli strumenti culturali per tradurre un linguaggio complesso.»

«Le amministrazioni stanno compiendo importanti sforzi per digitalizzare i servizi e supportare gli utenti - prosegue -. Tuttavia, dal confronto con i cittadini, emerge che tra i fattori che determinano scarsa fiducia nelle istituzioni potrebbero esserci la mancanza di risposte esaustive dovute anche alla carenza di organico e, in pochi casi, comunicazioni non chiare e coerenti. L’Ufficio difesa civica ha quindi cercato di ascoltare, mediare e fornire supporto ai cittadini nei casi di ritardi, incomprensioni o mancate risposte da parte della pubblica amministrazione valdostana, con l'intento di ridare agli utenti fiducia nelle istituzioni.»

 

L'Ufficio di difesa civica

Sono stati 283 i casi trattati nel 2025 portati all'attenzione del Difensore civico nelle sue funzioni proprie da 107 utenti con un'età media di 56 anni.

La maggior parte delle istanze riguarda i Comuni con 91 casi trattati, di cui il 69% riferiti al Comune di Aosta. Segue la Regione con 84 casi, che hanno coinvolto principalmente la Sovraintendenza agli studi (30 casi) e i Dipartimenti delle politiche sociali (28) e del personale (7). Sono, invece, 21 i casi che hanno riguardato l’Usl, 15 l’Agenzia delle Entrate e 11 l’Inps. L'Ufficio ha ricevuto anche 35 richieste improprie per cui si può solo dare un consiglio e non intervenire a tutela del cittadino.

Quanto alle materie trattate, 88 casi hanno riguardato i rapporti istituzionali, 23 le sanzioni amministrative e altrettanti la circolazione stradale. Seguono l’impiego pubblico con 18 casi e i servizi sanitari con 12.

«Tra i cittadini che si rivolgono all’Ufficio, emergono spesso difficoltà nella comprensione degli iter amministrativi, talvolta legate a fragilità personali o diffidenza - evidenzia Squillaci -. Nella maggior parte dei casi, il confronto con la pubblica amministrazione conferma comunque la correttezza delle procedure, anche se la comunicazione con i cittadini, soprattutto in materia di sanzioni amministrative, può essere migliorata. Molti utenti segnalano infatti di non aver ricevuto avvisi di raccomandata e di essersi ritrovati con cartelle elevate: episodi che, tra il 2024 e il 2025, avrebbero coinvolto 1.700 persone. Anche per l'anno 2025, rimane la difficoltà per alcuni utenti di comprendere ed entrare nell'iter amministrativo digitale. In molti casi i funzionari accolgono la richiesta di un appuntamento ma la carenza di organico ha sostituito questa opportunità con dei call center in cui il riscontro è standardizzato.»

«Rilevo che purtroppo alcuni cittadini affetti da patologie fisiche o mentali si sono rivolti all'Ufficio con e-mail quotidiane con un linguaggio offensivo, da cui traspare la rabbia degli utenti. Ciò ha comportato un significativo aggravio di lavoro e per un caso si è resa necessaria la segnalazione in Procura. L'impegno per i prossimi anni è di formare tutto lo staff per rispondere in maniera sempre più adeguata alle varie richieste e far conoscere il ruolo del Difensore civico soprattutto fra i giovani.»

 

Garante dei detenuti

Nel 2025, l’Ufficio ha trattato 73 casi. Dei 153 detenuti nella Casa circondariale di Brissogne, in 30 (20%) si sono rivolti alla Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per un totale di 36 colloqui. Ha usufruito del servizio anche un'operatrice che svolgeva attività nell'istituto.

La prevalenza dei casi è strettamente connessa al rapporto con il carcere: 42 casi su 73 riguardano le condizioni di detenzione, il rapporto con il personale, i trasferimenti e il lavoro. Seguono 14 casi concernenti l'Usl della Valle d'Aosta per le visite mediche e 17 casi che coinvolgono il Ministero della giustizia o questioni private.

L'età media dei detenuti che hanno richiesto un colloquio era di 38 anni: il più giovane aveva 19 anni, il più anziano 57.

Riguardo alla popolazione carceraria, si evidenzia un aumento del numero di detenuti nell'istituto di Brissogne: si è passati dai 102 del 2022 ai 153 del 2025. Resta alto il numero di detenuti stranieri: nel 2025 sono 87 su 153, pari al 56,9%.

«Pur non essendoci problemi di sovraffollamento - precisa la Garante -, si registra ancora la mancanza di personale sia sul fronte amministrativo, in particolare un istruttore contabile, sia tra gli agenti di polizia penitenziaria. Non sono stati assunti agenti a copertura dei pensionamenti e sono state assegnate alcune agenti, pur in assenza di una sezione femminile.»  

«Fortunatamente le capacità e la professionalità del personale dell'istituto hanno impedito il verificarsi nel 2025 di atti autolesionistici e suicidi, fenomeno in continuo aumento nel resto d'Italia. Molto è stato fatto dal personale medico e dagli psichiatri, personalizzando le cure e centellinando la prescrizione di farmaci che possono creare dipendenza ed è stato attivato il servizio di telemedicina.»

Un altro aspetto riguarda la diminuzione delle attività dell’Associazione valdostana volontariato carcerario: «Ho appreso dalla Presidente che nel 2025 molte iniziative, come la coltivazione dello zafferano, l’apicoltura e il teatro, non sono state autorizzate, determinando difficoltà anche finanziarie per l’associazione. Non è nemmeno proseguita l’attività artigianale finalizzata alla vendita dei manufatti alla Fiera di Sant’Orso. Tale situazione è legata presumibilmente alla necessità di rispettare la normativa dell’ordinamento penitenziario, ma nei colloqui con i detenuti è sempre stato evidenziato positivamente il contributo dei volontari e delle attività proposte. Auspico quindi che la Direzione carceraria possa individuare, per il 2026, soluzioni che consentano di dare continuità a iniziative apprezzate, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa.»

Garante dei minori

Sono tre le persone che nel 2025 si sono rivolte alla Garante per l'infanzia e l'adolescenza, per un totale di 7 casi trattati.

L'ente maggiormente coinvolto è stato la Regione, con 3 casi riguardanti la Sovraintendenza agli studi, seguita dall'Usl (2 casi). I restanti due casi non erano di competenza del Garante perché riguardavano problemi presenti in un'altra regione e l'amministrazione locale della giustizia.

I temi trattati hanno riguardato l'istruzione e i servizi sanitari, in particolare gli obblighi vaccinali.

«Nel 2025 sono stati pochi gli utenti che mi hanno contattata per questioni riguardanti i minori. L'organo di garanzia è ancora poco conosciuto ma il dato denota anche il generale buon funzionamento dei servizi sociali, con i quali ci si interfaccia spesso - evidenzia la Garante -. Dobbiamo anche considerare la costante diminuzione del numero dei minori in Valle d'Aosta: al 31 dicembre 2025 erano 17.660, il 3,1% in meno rispetto all'anno precedente, di cui 8.518 femmine (248 unità in meno) e 9.142 maschi (310 unità in meno).»

«Anche nel 2025, continua a preoccupare l'elevato numero di adolescenti con problemi di disturbi alimentari che si avvalgono delle strutture di Psichiatria e dei relativi ambulatori dell'Usl già a partire dall'età di 10 o 11 anni. L'azienda sanitaria è impegnata a migliorare l'approccio terapeutico in un'ottica sempre più multidisciplinare e personalizzata, anche tramite la predisposizione di spazi di confronto e terapia per i genitori. Un dato positivo, dovuto anche a questa importante riorganizzazione, riguarda la lieve riduzione degli accessi ai servizi dedicati rispetto al periodo post pandemia.»

I minori presenti nelle comunità socio-educative della Valle d'Aosta a fine 2025 erano 82, di cui 34 minori stranieri non accompagnati. Quindici minori sono invece ospiti di strutture fuori Valle.

La Garante ricorda l'attività formativa, prevista dalla l.r. 17/2001 e realizzata grazie alla Convenzione stipulata con il Dipartimento di giurisprudenza dell'Università di Torino, rivolta agli operatori dei servizi sociali dell’area minorile, che nel 2025 ha puntato su «un taglio più pratico, individuando un argomento di grande interesse come l'amministrazione di sostegno e interdizione.»

 

Garante delle persone con disabilità

Sono, infine, 41 i casi esaminati dalla Garante dei diritti delle persone con disabilità proposti da 14 utenti con un'età media di 53 anni.

Di questi, 23 casi hanno avuto come destinatario la Regione, in particolare il Dipartimento politiche sociali, seguito da quello dei trasporti e mobilità sostenibile. Gli unici due enti locali interessati sono stati il Comune di Aosta (4 casi) e il Comune di La Salle (2 casi). Cinque le richieste improprie per cui ci si è limitati a dare un consiglio, come previsto dalla normativa.

«Un primo aspetto da sottolineare è la crescita, anche in Valle d'Aosta, delle persone con disabilità. Dal 2023 al 2025, le persone con un'invalidità maggiore del 35% sono passate da 11.196 a 11.736 (4,8% in più) e quelle con disabilità da 5.726 a 6.906 (20,6% in più) - dice la Garante -. A questo proposito ricordo l'avvio in Valle della sperimentazione della riforma della disabilità che si protrarrà fino al 31 dicembre 2026 per poi entrare in vigore in tutta Italia dal 1° gennaio 2027. In quest'ottica occorre promuovere ulteriori collaborazioni e sinergie, per dare delle risposte alle persone con disabilità e ai caregiver. Dai colloqui con gli utenti, emerge un alto rischio di esclusione nella scuola, nel lavoro e nella società. I familiari non possono più sobbarcarsi e occuparsi a tempo pieno di figli, parenti o amici, soprattutto quando si è anziani già molto provati o con problemi di salute.»

L’Ufficio della Garante ha cercato di dare risposte ad ogni cittadino, interagendo con la pubblica amministrazione e accogliendo anche suggerimenti per migliorare il servizio offerto a titolo gratuito. Nel 2025 è stato, inoltre, avviato un dialogo con il Dipartimento regionale di Protezione civile e le associazioni che tutelano le persone con disabilità, con iniziative dedicate alla gestione delle emergenze e all’inclusione delle persone con specifiche necessità. Il tema è stato approfondito anche con enti locali, volontariato e Terzo settore, richiamando l’importanza dei Piani di emergenza inclusivi e della figura del disability manager, introdotta nel 2024.

Per Squillaci, «occorre munire tutte le pubbliche amministrazioni valdostane di maggiori risorse umane e strumentali per la disabilità, considerando i numeri in crescendo e l'insieme di norme che stanno attuando una riforma epocale.»

SC-MP