Info Conseil

Communiqué n° 242 de 23 avril 2026

Question time sulla modifica della legge elettorale regionale

 

La modifica della legge elettorale regionale è stata al centro di un'interrogazione a risposta immediata del gruppo Lega Vallée d'Aoste, discussa nella seduta consiliare del 23 aprile 2026.

Ricordando «l'impugnazione proposta da alcuni Consiglieri di AVS davanti al Tribunale di Aosta contro la legittimità dell’elezione del Consigliere Renzo Testolin a Presidente della Regione», il Consigliere Corrado Bellora ha osservato come «sia la difesa del Presidente Testolin che quella della Giunta regionale, costituitasi in giudizio, pongono una questione di illegittimità costituzionale della vigente legge elettorale. Pur senza entrare nel merito delle scelte difensive, si evidenzia che una proposta di riforma della legge elettorale depositata dal centrodestra è ferma da mesi senza che vi siano stati contributi della maggioranza, che tuttavia sembra sollevare dubbi sulla stessa legge. È quantomeno curioso: si chiede quindi al Governo se sia intenzionato ad aderire alla nostra proposta oppure proporne una nuova.»

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha premesso: «Rispetto ad altre prese di posizione sulla vicenda, condivido quanto detto dal Consigliere che non è corretto discutere, fuori dal contesto giudiziario, le difese tecniche che sono e restano libere, nell’interesse esclusivo delle parti patrocinate, e che, soprattutto, non possono essere utilizzate all’occorrenza, decontestualizzandole dal tenore complessivo della difesa o, peggio, strumentalizzandole per polemica politica. Ciò posto, preciso, se ce ne fosse necessità, che la questione è stata fraintesa e che l’eccezione difensiva sulla possibile incostituzionalità della disposizione che viene rilevata nel giudizio, relativa al limite dei mandati, non concerne affatto la disposizione in sé, ma bensì la lettura che della stessa ne danno i ricorrenti, ritenuta da noi non corretta, proprio perché altrimenti in contrasto con i principi costituzionali, così come anche esplicitato nel parere pro veritate acquisito dal Consiglio regionale sulla cui base si è formato il convincimento del Consiglio regionale che ha adottato l’atto contestato, vale a dire l’elezione del Presidente della Regione.»

Ha quindi rilevato che «il tema della riforma elettorale è ben più ampio e complesso di quanto non lo sia quello sul limite dei mandati per il Presidente e per i componenti della Giunta e su come detti limiti debbano essere intesi e applicati in un contesto ordinamentale a oggi caratterizzato da una forma di governo parlamentare, basato sull’elezione indiretta del Presidente e degli Assessori. Certo potrebbe costituire un’occasione per avviare il confronto su un tema, quello delle riforme istituzionali appunto, che implica però, a mio giudizio, riflessioni molto più approfondite per giungere a soluzioni quanto più condivise possibili che assicurino la stabilità del governo, senza alterare l’equilibrio dei poteri. Si tratta di questioni che devono però essere condotte con i giusti tempi nella sede naturale di tali riforme, che è il Consiglio regionale, per la dialettica e per il contributo che nell’Assemblea, su temi trasversali, riguardanti i cardini dell’ordinamento, ogni componente, sia esso di minoranza o di maggioranza, può apportare alla riflessione e al dibattito.»

Il Consigliere Bellora ha replicato: «Mi piacerebbe che questa tempesta, emersa in difesa del Presidente della Regione, diventasse un’opportunità per far ripartire con nuovo slancio la discussione sulla riforma elettorale, prima in Commissione e poi in Consiglio, visto che nella precedente legislatura non è stato fatto nulla.»

SC-MP