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Communiqué n° 239 de 23 avril 2026
L'Assemblea regionale approva un disegno di legge per il sostegno del Terzo settore
Nella seduta del 23 aprile 2026, con 24 voti a favore (UV, CA, FI, PD-FP, AVS) e 9 astensioni (FdI, Lega VdA, La Renaissance, AdC), il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge che contiene disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell'amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva.
Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 9 febbraio, è stato esaminato dalla quinta Commissione che ha prodotto un nuovo testo a seguito delle audizioni ai rappresentanti del Terzo settore e si compone di 24 articoli, che sono stati illustrati in Aula dai Consiglieri Luisa Trione (CA) per la maggioranza e Andrea Manfrin (Lega VdA) per la minoranza.
Il disegno di legge recepisce il Codice del Terzo settore, adattandone principi e strumenti al contesto regionale. Riconosce il ruolo degli enti del Terzo settore come attori fondamentali della coesione sociale, istituzionalizza il confronto con la Regione e disciplina l’amministrazione condivisa, attraverso strumenti come la co-programmazione, la co-progettazione e i patti di collaborazione per la gestione dei beni comuni. Istituisce la Consulta regionale del Terzo settore, con funzioni consultive e propositive, e l’Osservatorio regionale, per l’analisi e il supporto alle politiche. Promuove il volontariato, introducendo anche il volontariato individuale nelle amministrazioni pubbliche. Prevede infine un sostegno stabile al Centro di servizio per il volontariato, per rafforzare servizi, formazione e accompagnamento e facilitare gli adempimenti degli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore.
In Aula sono stati depositati 12 emendamenti a firma congiunta di AVS e PD-FP, di cui 1 approvato tal quale e 3 subemendati in accordo con l'Assessore alle politiche sociali. Gli emendamenti recepiti rafforzano il ruolo della cooperazione sociale e dell’impresa sociale; garantiscono la rappresentanza di tutte le sezioni del Registro unico nazionale del Terzo settore e confermano la presenza di un rappresentante del Forum del Terzo settore all’interno della Consulta regionale; chiariscono inoltre la natura della co-progettazione come processo di costruzione condivisa.
Il dibattito in Aula
«Questo disegno di legge non si limita a recepire il Codice del Terzo settore, ma è il frutto di un lavoro costruito nel tempo in sinergia tra enti del Terzo settore e amministrazione regionale - ha evidenziato la Vicecapogruppo di PD-Federalisti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati -. È un atto atteso e necessario che introduce il concetto di amministrazione condivisa, superando una logica di appalto, più competitiva, a favore di una logica collaborativa, attraverso strumenti come co-progettazione e co-programmazione, che dovranno essere utilizzati in modo efficace. Valutiamo positivamente anche l’aumento delle risorse a favore del Csv, proposto dall’Assessore, mentre evidenziamo - come criticità - la disparità di trattamento tra volontariato e cooperazione sociale: il rischio è di creare un Terzo settore a due velocità. Per questo, insieme al gruppo AVS, abbiamo presentato emendamenti per riconoscere il ruolo imprenditoriale e occupazionale delle cooperative sociali, che in Valle contano oltre 1.200 dipendenti; superare l’esclusione delle imprese sociali dai percorsi di innovazione; inserire tra le finalità della legge il ruolo strategico della cooperazione e dell’impresa sociale come produttori di welfare e sviluppo; garantire la rappresentanza di tutte le sezioni del Runts e prevedere risorse specifiche per la fase istruttoria della co-programmazione.»
Il Vicecapogruppo Eugenio Torrione, annunciando il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di «legge necessaria, frutto di un percorso condiviso e di un lavoro serio, che segna un cambio di paradigma in un settore in profonda evoluzione.» Illustrando gli emendamenti presentati, ha evidenziato «la volontà di colmare il mancato riconoscimento del ruolo strategico della cooperazione e dell’impresa sociale, che insieme all’associazionismo rappresentano un pilastro nella produzione di servizi di interesse generale e nella creazione di occupazione. È importante ricordare che la cooperazione sociale nasce con funzione di interesse collettivo e non di profitto, e il Codice del Terzo settore ne riconosce pienamente il ruolo. Occorre valorizzare chi opera correttamente e rafforzare co-programmazione e co-progettazione che coinvolgano le realtà del territorio in modo serio ed equilibrato, a supporto dell’ente pubblico. Serve inoltre sostenere soprattutto le realtà più piccole e gli enti locali, attraverso formazione e strumenti adeguati per applicare correttamente i principi dell’amministrazione condivisa. Infine, sul metodo, rivendico il lavoro sugli emendamenti: serio, condiviso e approfondito, anche con supporti tecnici e confronto preventivo. Il nostro approccio è valutare i provvedimenti nel merito, non in base a chi li presenta. È su questo che dovrebbe fondarsi il lavoro dell’Aula.»
Evidenziando che il disegno di legge «non si limita a recepire passivamente il Codice del Terzo settore, ma costruisce un modello valdostano di sussidiarietà orizzontale moderno ed efficiente», la Consigliera dell’Union Valdôtaine, Loredana Petey, si è soffermata sul rapporto tra Terzo settore ed enti locali: «Nei nostri paesi esistono spesso cittadini che, anche al di fuori di associazioni strutturate, si mettono a disposizione della comunità, ad esempio per la manutenzione del verde, il pedibus e molte altre attività. Per valorizzare queste forme di cittadinanza attiva - che sfuggono ai vincoli burocratici ma rappresentano una linfa vitale per i Comuni - la norma introduce il riconoscimento del volontariato individuale. Non si tratterà più solo di “buona volontà”, ma di cittadinanza attiva riconosciuta e tutelata. Il testo prevede, inoltre, la possibilità per gli enti locali di concedere beni immobili in comodato gratuito agli enti del Terzo settore per lo svolgimento di attività di interesse generale: un’occasione per riaprire spazi chiusi nei paesi (ex scuole, locali comunali), affidandoli ai volontari affinché li trasformino in centri di aggregazione sociale e culturale, ridando vita ai borghi. Si tratta, quindi, di una legge che incarna pienamente i valori e la visione politica dell’Uv: non è stata imposta dall’alto, ma è il risultato di un ampio processo di concertazione con gli enti del Terzo settore, il Cpel e le strutture regionali.»
Per il Consigliere di Forza Italia Marco Sorbara, «il tema riguarda la qualità delle nostre comunità e la capacità delle istituzioni di essere vicine alle persone. Il Terzo settore è lo spazio in cui lo Stato incontra la società nella sua forma più autentica, dove la risposta ai bisogni nasce da responsabilità e solidarietà. Il lavoro svolto è il risultato di un percorso partecipato e va riconosciuto, ma è anche nostro dovere interrogarci sull'efficacia, perché quando parliamo di amministrazione condivisa, parliamo di strumenti che incidono sulla vita delle persone più fragili. Il passaggio verso una logica collaborativa richiede trasparenza, regole chiare e strumenti di controllo, altrimenti si rischiano distorsioni e sfiducia. Centrale anche la rappresentanza: il Terzo settore è un ecosistema complesso e la Consulta deve riflettere questa pluralità, così come l’Osservatorio deve essere uno strumento operativo e non formale. Fondamentale il sostegno alle realtà più piccole, spesso primo presidio sui territori, che rischiano di essere penalizzate da burocrazia e complessità. Serve adeguato supporto economico e organizzativo: senza risorse, l’amministrazione condivisa non funziona. Infine, questa legge deve essere uno strumento monitorato e migliorabile nel tempo. Il suo valore si misurerà nella capacità di produrre effetti concreti, perché dietro ogni norma ci sono persone e fragilità reali.»
Le Conseiller Corrado Jordan (UV) a souligné que «le tiers secteur n’est pas un univers abstrait, mais l’ensemble des entités privées qui travaillent pour le bien commun dans des domaines essentiels tels que la santé, l’assistance, la culture, l’environnement ou le tourisme. En Vallée d’Aoste, il constitue un pilier fondamental du développement grâce à l’engagement de milliers de bénévoles et à un tissu associatif particulièrement dense, avec plus de 100 organisations réunies au sein du Csv et de nombreuses autres structures actives sur le territoire. La Région figure par ailleurs parmi les premières en Italie pour le rapport entre associations et population ainsi qu’entre bénévoles et habitants, ce qui en fait une véritable source de fierté collective. Il ne s’agit pas d’une simple forme de bienfaisance, mais d’un élément central de l’économie civile, fondé sur la subsidiarité et la coopération avec les institutions pour répondre à des besoins que ni le secteur public ni le marché ne parviennent à satisfaire pleinement. D’où la nécessité de reconnaître pleinement le rôle stratégique et la dignité de celles et ceux qui contribuent chaque jour à la cohésion sociale et au développement de la communauté valdôtaine.»
«Pur ritenendo positivo il riconoscimento del ruolo degli enti del Terzo settore e della cittadinanza attiva nella costruzione delle politiche pubbliche», il Consigliere Aldo Domanico ha annunciato l'astensione del gruppo Fratelli d'Italia: «Il testo presenta alcune criticità, a partire dalle modalità di attuazione dell’amministrazione condivisa, ancora poco definite: strumenti come co-programmazione e co-progettazione sono richiamati, ma non sufficientemente strutturati, lasciando ampi margini di discrezionalità. Non emergono inoltre garanzie uniformi di accesso per tutti i soggetti del Terzo settore, con il rischio di disparità tra realtà diverse. Riteniamo poi che il coinvolgimento degli enti locali, principali attori nell’attuazione, avrebbe meritato un approfondimento maggiore e una definizione più puntuale dei ruoli. Permangono infine dubbi sugli effetti organizzativi e finanziari, che potrebbero incidere sulla sostenibilità e sull’applicazione delle misure previste.»
Motivando il voto di astensione, il Capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha dichiarato: «Non crediamo sia opportuno approvare delle leggi mentre sui giornali leggiamo che la tesi difensiva d'eccellenza del Presidente della Regione nel ricorso promosso da Avs è diventata quella di rendere incostituzionale una nostra legge regionale. Il nostro voto non entra nel merito delle leggi che abbiamo esaminato in queste due giornate ma è un segnale politico forte e chiaro: far finta di nulla non ci porta da nessuna parte e questa situazione va affrontata politicamente.»
In replica, l'Assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha parlato di «un disegno di legge frutto di un lungo processo di concertazione che, fin dal 2024, ha coinvolto gli enti del Terzo settore, il Cpel, la quinta Commissione e le strutture regionali. Il risultato è una vera e propria legge quadro, di ampio respiro, non settoriale, che costruisce regole comuni, stabili e uguali per tutti, valorizzando il volontariato e le esperienze associative. Si definisce un modello di welfare non calato dall'alto, ma costruito ascoltando chi vive il territorio, rafforzando il passaggio da un approccio basato sulla concessione, in cui la Pubblica amministrazione decide e il nuovo Terzo settore esegue, ad un nuovo modello basato sulla collaborazione in cui si progetta insieme. Abbiamo accolto gli emendamenti proposti dalla Commissione che valorizzano il ruolo della Consulta e dell'Osservatorio regionale del Terzo settore; favoriscono modalità di coinvolgimento dei volontari accessibili e non onerose, sburocratizzando alcune procedure; propongono un monitoraggio biennale dell'attuazione della legge. Di fatto, stiamo oggi in quest’Aula dando compiutezza ad un percorso istituzionale avviato con il principio di sussidiarietà sancito all'articolo 118 della Costituzione che favorisce l'autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse regionale, consolidato poi con il Codice del Terzo settore del 2017, nell’assunto che il rapporto tra Pa e Terzo Settore non deve più basarsi sulla competizione ma sulla convergenza di obiettivi, e confermato infine con la sentenza 131 del 2020 della Corte costituzionale, che ci ricorda come il modello dell’amministrazione condivisa non sia fondato su logiche di mercato, ma sulla convergenza degli obiettivi e sull’aggregazione di risorse sia pubbliche che private. Quanto alle proposte di AVS e di PD-FP, accogliamo, con qualche modifica, quelle relative al riconoscimento del ruolo strategico della cooperazione e dell'impresa sociale, alla composizione della Consulta e alla migliore specificazione dello strumento della coprogettazione. Infine, ricordo che questo Consiglio, proprio nelle more dell’adozione di questa legge, già con l’approvazione della legge di stabilità del 2024 aveva dato continuità alla concessione di un contributo al Csv, per consentirgli di continuare a sostenere, gratuitamente, le realtà solidaristiche del territorio. Questo contributo, poi confermato nell’importo massimo di 60.000 euro annui (120.000 euro totali), è stato concesso proprio a riconoscimento dell'attività di supporto che il Csv presta a favore delle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale del territorio regionale.»
SC-MP
