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Communiqué n° 215 de 9 avril 2026

Conclusi i lavori del Consiglio dell'8 e 9 aprile. Respinta una mozione

 

In chiusura dell'adunanza dell'8 e 9 aprile 2026, il Consiglio Valle ha trattato una mozione sull'escalation militare in Medio Oriente.

L'iniziativa, respinta con 23 voti di astensione (UV, CA, FI, Lega Vda, La Renaissance) e 6 voti favorevoli (PD-FP e AVS), è stata presentata dal gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA e chiedeva al Presidente della Regione di farsi portavoce presso il Governo italiano e le rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti, di Israele e dell'Iran, delle preoccupazioni dell'Assemblea regionale per l’escalation militare in Medio Oriente, promuovendo soluzioni diplomatiche e richiamando l’attenzione sulle conseguenze umanitarie, economiche e geopolitiche dei conflitti, anche per i cittadini europei.

«Con questa mozione - ha evidenziato il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz - abbiamo voluto affermare una posizione di responsabilità e di equilibrio di fronte a una crisi internazionale molto grave. Condanniamo le violazioni dei diritti umani del regime iraniano, ma allo stesso tempo riteniamo che l’escalation militare in Medio Oriente - nonostante si parli di tregua - rappresenti un rischio enorme per la stabilità della regione. Le scelte unilaterali del Governo israeliano, sostenute dagli Stati Uniti e non condivise con gli alleati europei, mostrano la marginalità dell’Europa e dell’Italia in decisioni che hanno però effetti diretti anche sui nostri territori. Questa spirale di violenza aggrava le crisi umanitarie e ha già conseguenze economiche concrete, anche per realtà come la Valle d’Aosta. Per questo chiediamo di rafforzare ogni iniziativa diplomatica e un ruolo più attivo dell’Italia e dell’Europa per la de-escalation.»

«Questo dibattito è stato utile per approfondire temi complessi e per confrontarci su questioni che, pur essendo di respiro internazionale, hanno ricadute anche sulla nostra realtà - ha affermato il Presidente, Renzo Testolin -. Tuttavia, riteniamo importante riportare il confronto entro ambiti in cui possiamo realmente incidere, valorizzando il nostro ruolo e il nostro contributo, come lo è stato per la mozione di solidarietà al popolo ucraino, approvata ieri, in cui ci siamo fatti parte attiva di un percorso di accoglienza. Quando, invece, le impegnative non risultano sufficientemente chiare e incisive - come in questo caso - diventa difficile sostenerle con convinzione. Per questo motivo, la nostra posizione sarà di astensione: non per sottrarci al confronto, ma con la volontà di contribuire in modo più efficace e concreto, nel rispetto dei principi che ci guidano, come la pace, la democrazia e la non belligeranza.»

Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 22 e giovedì 23 aprile.

SC-MP