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Communiqué n° 175 de 26 mars 2026

Interrogazione sui percorsi abilitanti per docenti in modalità sincrona all'UniVdA

 

Nella seduta pomeridiana del 25 marzo 2026, è stata discussa un'interrogazione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra sui percorsi abilitanti per la formazione dei docenti all'Università della Valle d'Aosta.

Ricordando «le difficoltà dei docenti costretti a seguire fuori Valle tali attività formative, requisito fondamentale per l'accesso ai concorsi pubblici e l'immissione in ruolo», il Consigliere Andrea Campotaro ha chiesto per quali motivi, nonostante l’esperienza positiva dello scorso anno accademico, non sia ancora stata attivata anche nel 2026 la possibilità di seguire le lezioni obbligatorie in presenza in modalità sincrona all'Università della Valle d'Aosta. Ha inoltre domandato se la Regione abbia avviato interlocuzioni con il Ministero dell’università e della ricerca, la Conferenza dei Rettori delle università italiane o altri soggetti competenti per sollecitare il rinnovo o la proroga delle disposizioni derogatorie che avevano consentito tale modalità di frequenza nel 2025, e con quali esiti.

L’Assesseur à l’éducation, Erik Lavevaz, a expliqué que «pour lannée académique en cours, le Ministère de luniversité a autorisé le lancement des parcours fin janvier; en février, les procédures dadmission aux parcours proposés par le Cifis (Centro interregionale per la formazione degli insegnanti secondari in Piemonte e in Valle d’Aosta) ont eu lieu, et les activités pédagogiques ont débuté le 9 mars. Le 6 mars, le Ministère a fourni des indications opérationnelles supplémentaires, invitant les institutions de formation à s’accorder afin de faciliter la participation des lauréats des concours, titulaires de contrats à durée déterminée, en favorisant la fréquentation des activités pédagogiques dans les sites académiques les plus proches de leurs lieux de service, tout comme l’année passée.»

«L’Université de la Vallée d’Aoste et le Cifis confirment leur disponibilité, également pour l’année académique 2025-2026, à envisager la possibilité pour les lauréats de concours de suivre les activités disciplinaires des parcours au Pôle universitaire d’Aoste - il a ajouté -. La faisabilité effective de cette solution devra être vérifiée en fonction du nombre d’enseignants concernés et de la programmation des activités des différentes classes de certification. A ce jour, aucune demande à ce sujet n’a été reçue ni par l’Université de la Vallée d’Aoste ni par le Cifis. Pour information, je rappelle que pour les parcours de la classe "A022A - Langues et cultures étrangères dans lenseignement secondaire de Ier et IIe degré - Français", activés par l'UniVdA, sur une capacité totale de 30 places, 7 étudiants se sont inscrits au total: 2 au parcours complet de 60 crédits formatifs universitaires, 1 au parcours de 36 et 4 au parcours de 30.»

Il Consigliere Campotaro, nella replica, ha osservato: «Il tema della formazione dei docenti valdostani non è nuovo e già in passato sono state sollevate criticità relative ai tempi e ai disagi del trasferimento fuori Regione per seguire i corsi. Attualmente molti insegnanti devono conciliare il lavoro in classe, il tirocinio obbligatorio, le lezioni a distanza e quelle in presenza, per i più fortunati a Torino, altrimenti anche presso Atenei più lontani, affrontando spostamenti complicati, costi elevati e ritmi eccessivi. Ci sono stati anche episodi gravi, come aule sovraffollate con persone in piedi e un caso di svenimento, segnale di condizioni logistiche insostenibili che mettono a rischio salute dei docenti e qualità del lavoro nelle scuole. Nel 2025 era stata individuata una soluzione, seguire le lezioni in modalità sincrona dal Polo di Aosta, che seppur arrivata in ritardo aveva ridotto i disagi. Oggi questa soluzione non è ancora attiva e chiediamo che venga messa in campo con urgenza: non si tratta di privilegi, ma di garantire condizioni minime per lavorare e formarsi. Investire nella formazione dei docenti è fondamentale per la crescita del capitale umano e per il futuro del nostro sistema educativo.»

SC