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Communiqué n° 174 de 26 mars 2026
Interpellanze sul servizio antincendio del traforo del Monte Bianco
Nella seduta consiliare del 25 marzo 2026, con due interpellanze, di cui una di Fratelli d'Italia e una congiunta di Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine, è stata posta l'attenzione sulla gara d'appalto per l'affidamento del servizio antincendio del traforo del Monte Bianco.
«La procedura è imminente e i dipendenti sono preoccupati perché si prospetta una significativa riduzione del personale, dovuta principalmente all'applicazione del diritto del lavoro francese, in quanto la sede sociale del Geie, che gestisce il traforo, si trova in Francia - ha osservato il Consigliere di FdI Aldo Domanico -. Visto che la Regione è azionista per oltre il 10% della Società italiana per il traforo del Monte Bianco (Sitmb), che a sua volta fa parte del Geie, chiediamo se intenda attivare misure o azioni per tutelare i lavoratori italiani e mantenere il trattamento economico e normativo almeno pari a quello attuale, riconoscendo così la professionalità acquisita.»
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha inoltre sollecitato verifiche preventive affinché la futura composizione dell’organico assicuri la piena attuazione del Piano di intervento immediato per la sicurezza e del Piano di soccorso binazionale, evitando riduzioni che possano compromettere la sicurezza degli utenti del traforo.
«Come Presidenza della Regione, abbiamo intrapreso tutte le iniziative possibili per il rinnovo dell'appalto del servizio antincendio del tunnel del Monte Bianco in continuità di caratteristiche operative e di qualità fin dal 19 settembre 2024, quando - a seguito di una segnalazione dei sindacati - abbiamo rappresentato al Geie la necessità di prestare massima attenzione all'inserimento, nel capitolato d'appalto, di una clausola sociale, ritenendola indispensabile per garantire un servizio qualificato attraverso il mantenimento dell’esperienza del personale che per anni ha svolto il servizio antincendio, formandosi e lavorando in un contesto unico - ha spiegato il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Il 30 aprile 2025, il Geie ci ha confermato che era in corso la redazione del bando, in cui era previsto l’inserimento di una clausola sociale secondo la quale l’aggiudicatario avrebbe dovuto riassumere il personale dell’impresa uscente secondo i contratti italiani e francesi. La Presidenza ha quindi informato le organizzazioni sindacali di questa comunicazione il 7 maggio 2025.»
«Qualche mese dopo, il 24 novembre 2025, riceviamo una richiesta dall’Associazione nazionale delle imprese di sorveglianza antincendio (Anisa) per un confronto sulla gara d'appalto con il Geie, i sindacati, le società concessionarie italiane e francesi del traforo e il Ministero del lavoro - ha proseguito Testolin -. L'incontro si è tenuto il 5 dicembre 2025, ma il giorno prima il Geie ha comunicato che non avrebbe partecipato per non compromettere la parità tra i candidati e l'imparzialità della procedura di appalto in corso. Abbiamo espresso rammarico per questa decisione, sottolineando che il confronto non intendeva interferire con la gara, ma promuovere un dialogo costruttivo per prevenire tensioni e criticità e assicurare la piena operatività di un'infrastruttura strategica per la Valle d'Aosta e l'Italia. L’incontro si è comunque svolto e il documento presentato dai sindacati con le proposte per il rinnovo dell'appalto è stato trasmesso al Geie.»
«Arriviamo al 18 febbraio 2026, quando Anisa in una nota indirizzata anche al Geie evidenzia come la procedura di gara pubblicata il 10 dicembre 2025, riguardo alla clausola sociale disattendesse le aspettative e le rassicurazioni verbali di quest'ultimo. È stato chiesto un nuovo incontro per individuare una soluzione a cui il Geie ha risposto, il 23 febbraio 2026, che la gara era già stata avviata e la scadenza per le offerte era il 6 marzo, quindi non era possibile modificare i documenti di gara per non violare il principio di parità di trattamento. Ha evidenziato che all'interno del capitolato di gara è stata inserita una clausola sociale in coerenza con la vigente normativa europea a cui anche l'Italia deve attenersi. Abbiamo, quindi, informato Anisa, i sindacati, le società concessionarie e il Ministero, confermando la nostra piena collaborazione sull'argomento.»
«Sulla questione, abbiamo adottato tutte le iniziative possibili per quanto di nostra competenza - ha ribadito il Presidente -. Rispetto alla clausola sociale, che Anisa e i sindacati ritengono critica, il Geie ha rilevato che il suo inserimento non costituisce un obbligo per la stazione appaltante ma che è stato opportuno reiterarla in analogia con il precedente appalto del 2019. Ha evidenziato che la procedura di appalto in corso richiede esattamente gli attuali livelli del servizio antincendio in coerenza con l'attuale piano interno di intervento e di sicurezza (squadre presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7). Attualmente è in corso la valutazione delle offerte pervenute e seguiremo con attenzione gli esiti della procedura.»
«Nonostante si sia voluto dare un'apparenza di partecipazione e vigilanza sulla questione, traspare una certa frustrazione per non essere riusciti a incidere, malgrado le vostre numerose richieste di incontro, sempre respinte vista la procedura in corso - ha replicato il Consigliere Manfrin -. Tutti questi incontri non potevano essere organizzati prima dell'avvio della procedura, per chiedere garanzie? Ci si è attivati troppo tardi e ora, come segnalano i sindacati, potrebbe verificarsi un drastico ridimensionamento occupazionale. Non intravedo novità positive per il futuro.»
«Concordo con il collega Manfrin - ha aggiunto il Consigliere Domanico -, chiedo di continuare a vigilare e provare a fare il pugno duro con il Geie perché i lavoratori valdostani sono molto preoccupati per la situazione.»
MP
