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Communiqué n° 173 de 26 mars 2026
Interpellanza sull'accesso allo smart working per il comparto unico
La revisione della delibera regionale sullo smart working è stata al centro di un'interpellanza del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra discussa nella seduta pomeridiana del 25 marzo 2026.
La Capogruppo Chiara Minelli ha ricordato che «la delibera, in vigore dal 1° gennaio 2025, limita la possibilità di ricorrere al lavoro agile e al lavoro da remoto ai soli dipendenti del comparto unico con contratto a tempo pieno. Una disposizione che penalizza in particolare le lavoratrici, che statisticamente ricorrono più spesso al part-time perché impegnate in attività di cura e assistenza a figli o familiari anziani. Considerato che con un ordine del giorno dell'allora gruppo PCP, approvato il 26 marzo 2025 con un emendamento del Presidente della Regione, era stato assunto l’impegno di verificare la possibilità di estendere lo smart working a tutto il personale regionale, chiediamo quale sia stato l’esito di questa verifica, in quali enti del comparto pubblico regionale i dipendenti part-time possano accedere al lavoro agile e con quali modalità, e se, nelle more della revisione del contratto del comparto unico, si intenda modificare la delibera per garantire maggiormente le pari opportunità.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, nel premettere che «il lavoro agile non è un diritto del lavoratore, ma una modalità organizzativa che ogni ente può adottare e modulare secondo le proprie esigenze», ha spiegato: «La verifica effettuata dal Comitato regionale per le politiche contrattuali (Corepoc) ha evidenziato diversi livelli di attuazione del lavoro agile negli enti del comparto unico, con regolamentazioni differenziate in ragione delle specifiche organizzazioni. Per quanto riguarda l’accesso simultaneo al lavoro agile e al part-time, con la Direttiva 2 del 7 agosto 2025, il Corepoc ha stabilito che anche i dipendenti con contratto a tempo parziale possano accedere al lavoro agile, rispettando il principio della prevalenza del lavoro in presenza e condizioni specifiche: percentuale di riduzione della prestazione non superiore al 25-30%, numero massimo di giornate settimanali di lavoro agile (due per il part-time orizzontale, uno per quello verticale), possibilità di deroghe per lavoratori con disabilità o con particolari esigenze familiari, e priorità ai lavoratori a tempo pieno laddove l’organizzazione dell’ente non consenta di garantire l’accesso a tutti.»
«Il Dipartimento personale e organizzazione della Regione non dispone di informazioni precise sugli altri enti del comparto unico presso i quali i dipendenti possono richiedere l’accesso allo smart working e sulle relative modalità - ha proseguito -. Tuttavia, in linea con quanto previsto dal contratto collettivo regionale, i lavoratori part-time il cui contratto preveda l’accesso al lavoro agile possono fruire di questa modalità sin dall’instaurazione del rapporto di lavoro con l’ente. La contrattazione in corso, conforme alla Direttiva 2/2025, dovrebbe concludersi a breve, e l’accesso al lavoro agile ai lavoratori part-time che soddisfano le condizioni previste è già in fase di autorizzazione.»
«Tra i vari punti elencati dal Presidente emerge che sono previste alcune deroghe, ma lo smart working è concesso prioritariamente ai lavoratori a tempo pieno - ha replicato la Consigliera Minelli -. Stupisce che non siano disponibili dati, visto che l’ordine del giorno approvato nel 2025 prevedeva di verificare la possibilità di accesso al lavoro agile per tutto il personale del comparto unico, indipendentemente dal contratto: un obiettivo che avrebbe potuto essere rispettato anche con dati concreti. Ci interessa chiarire cosa sia effettivamente autorizzato: lo smart working per i part-time è previsto dal decreto legislativo 61/2000, che garantisce gli stessi diritti e opportunità dei lavoratori a tempo pieno. Auspichiamo che le autorizzazioni in corso comprendano anche i part-time, perché intercettare le esigenze di questa parte del personale sarebbe un segnale concreto e positivo, in un contesto in cui la Regione fatica ad attrarre lavoratori.»
SC
