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Communiqué n° 163 de 25 mars 2026
Iniziati i lavori del Consiglio: anniversario del rogo del tunnel del Monte Bianco, Giornata dell'acqua e ricordo di Umberto Bossi
Il Presidente Stefano Aggravi ha aperto i lavori del Consiglio Valle, convocato oggi, mercoledì 25, e domani, giovedì 26 marzo 2026, ricordando il 27° anniversario del tragico incendio nel tunnel del Monte Bianco, in cui il 24 marzo 1999 persero la vita 39 persone. Il Presidente ha rinnovato, a nome dell'Assemblea tutta, il ricordo delle vittime e la vicinanza alle loro famiglie, evidenziando come questa tragedia richiami ogni anno all’importanza della sicurezza, della prevenzione e della cooperazione tra istituzioni per garantire che eventi simili non si ripetano.
«Ricordiamo quell'evento come un momento di grande tristezza e uno spartiacque per la cultura della sicurezza e della prevenzione nelle grandi infrastrutture - ha detto il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. In quegli anni, il traforo del Monte Bianco è stato recuperato attraverso procedure innovative che hanno contribuito alla nascita di una direttiva europea che ha migliorato in modo significativo la sicurezza delle gallerie. Nel tempo, molto è stato fatto per il potenziamento delle misure di sicurezza e tanto va ancora fatto affinché queste tragedie non si ripetano. Per questo ringraziamo tutti gli operatori del Geie e le società concessionarie Sitmb e Atmb per l’impegno in questa direzione e orientato anche ad un futuro sostenibile di questa grande infrastruttura.»
Il Consigliere di Fratelli d'Italia Massimo Lattanzi ha dichiarato: «Le 39 persone scomparse rimarranno sempre nella nostra memoria e ci richiamano come il tunnel del Monte Bianco sia una grande opera incompiuta per la sicurezza. Il traforo del Monte Bianco è oggi un’infrastruttura fuori dal tempo e dallo spazio, che necessita di essere raddoppiata. Non è questa una richiesta che arriva solo dagli operatori economici, ma dai rapporti transfrontalieri e da una visione di Europa moderna, dei popoli e del federalismo.»
Per il Consigliere Marco Carrel (Autonomisti di Centro), «il traforo del Monte Bianco è un’infrastruttura strategica che collega Italia e Francia, ma soprattutto rappresenta un nodo centrale per l’Europa. Crediamo nel tunnel e nella sua valenza transfrontaliera, e per questo ribadiamo con forza la necessità del raddoppio, fondamentale per garantire maggiore sicurezza e continuità, evitando le criticità legate alle chiusure per manutenzione.»
La Capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha osservato che «la memoria delle vittime del rogo del 1999 del tunnel del Monte Bianco deve guidarci verso scelte fondate su prevenzione, sicurezza e tutela dell’ambiente, a partire dalla riduzione dei fattori di rischio, il primo dei quali è la pericolosità dei mezzi pesanti. Per questo non è giusto utilizzare questa tragedia per sostenere il raddoppio del traforo. Ricordo che la chiusura tra il 1999 e il 2001 non ha prodotto effetti catastrofici sull’economia regionale, come dimostrano i rapporti disponibili, e ha comportato per contro un miglioramento delle condizioni ambientali. Incentivare ulteriormente il traffico attraverso le Alpi va inoltre in direzione opposta rispetto alle politiche europee, che puntano al trasferimento del trasporto merci su rotaia. Per queste ragioni, il raddoppio del tunnel non rappresenta la scelta giusta.»
«Ricordare il passato ci può aiutare a migliorare il futuro - ha detto il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin -: tocca alla politica decidere ma il raddoppio del tunnel del Monte Bianco è ormai irrinunciabile.»
Ricordo di Bossi
Il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, ha ricordato Umberto Bossi, deceduto il 19 marzo: «Un uomo che, con le sue idee e le sue posizioni, ha portato una visione nuova all’interno della politica italiana, una visione che vive ancora oggi. Ho incontrato il Senatore nel 1997, quando ero ragazzo: fu un momento per me emozionante. Nel marzo 1998 ebbi poi modo di ascoltare uno dei suoi interventi più significativi, in cui espresse tutti i suoi dubbi sull’Europa. Già allora emergeva una Lega che ricalcava tratti ancora attuali: la promozione di un Paese federale e dinamico, capace di sostenere la libertà dei popoli. A lui va riconosciuto il merito di aver portato le istanze dell’autonomia dei territori all’attenzione dell’intero Paese. Per questo non possiamo che essergli grati.»
Il Capogruppo di FI, Pierluigi Marquis, ha parlato di «un uomo che ha segnato in modo profondo la storia politica, interprete di un'idea forte e riconoscibile: il federalismo inteso come valorizzazione delle autonomie e dei territori. Valori che condividiamo e che intendiamo rafforzare nell'azione di governo della Valle d'Aosta, che rappresenta da sempre un esempio concreto e avanzato di autogoverno. Un uomo profondamente legato alla sua famiglia e alla sua comunità politica che ha contribuito a fondare e a guidare.»
Per il Consigliere di FdI Massimo Lattanzi, «Umberto Bossi è stato un grande innovatore della politica, capace di portare all’attenzione nazionale il tema del federalismo, che resta ancora oggi una grande incompiuta. Il Governo Meloni ha approvato la legge sull’autonomia differenziata: attendiamo ora la definizione dei Lep, nella consapevolezza che non può esistere un’Europa senza le Regioni, una nazione senza le Regioni così come non possono esistere i popoli senza un pieno riconoscimento regionale.»
«Ricordiamo il Senatore Bossi come una figura appassionata e determinata, capace di portare avanti con forza l’idea di un federalismo reale e della difesa delle comunità - ha detto il Consigliere Marco Carrel (AdC). Un’eredità che oggi si traduce nel nostro impegno concreto a tutela degli interessi e dell’autonomia dei territori.»
Il Capogruppo di CA, Marco Viérin, ha ricordato «Umberto Bossi non solo come un leader di partito ma anche come colui che, piaccia o non piaccia, ha lavorato sul fronte del federalismo e ha saputo scuotere la politica nazionale.»
Giornata internazionale dell'acqua
Il Presidente Aggravi ha poi anche evidenziato che il 22 marzo si è celebrata la Giornata internazionale dell’acqua, un'occasione per riflettere sull’importanza della tutela e della gestione sostenibile delle risorse idriche.
«Proteggere l'acqua non è solo una scelta ambientale, ma anche sociale, politica e culturale - ha affermato il Consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra, Andrea Campotaro -. A questo proposito, il punto non è più se il cambiamento climatico esista, ma se siamo in grado di affrontarlo. Questo mette in discussione il nostro modello di sviluppo. Non basta che lo diciamo nei programmi. Serve cambiare, ripensare il turismo, il sistema energetico e costruire modelli più resilienti. Non possiamo permetterci di compromettere ciò che abbiamo di più prezioso: serve un impegno collettivo, concreto e quotidiano.»
L'Assesseur à l'environnement, Davide Sapinet, a rappelé que «en juillet dernier, le Conseil régional a approuvé le Plan de protection des eaux, un point de départ essentiel pour une gestion de l’eau plus efficace et durable. Le comité de pilotage, qui s'est réuni le 10 mars dernier, travaille sur des enjeux clés: l’eau potable pour l’agriculture, le secteur hydroélectrique et une gestion toujours meilleure du territoire, dans un monde en évolution rapide.»
«Sul tema dell’acqua, alcuni dati sono significativi - ha detto il Consigliere Massimo Lattanzi (FdI) -: l'Italia è il paese in Europa che consuma più acqua in bottiglia pur avendo la migliore acqua in termini di qualità grazie ai servizi di controllo. La dispersione idrica si attesta intorno al 40% a livello nazionale e circa al 25% in Valle d’Aosta: è quindi necessario programmare un grande lavoro di monitoraggio. Non è una questione di destra o sinistra, ma di sopravvivenza. Per questo rivolgo un invito semplice: beviamo più acqua del rubinetto, l'acqua in bottiglia è anche 10 volte più inquinata.»
«Quando si parla di acqua in Valle d’Aosta si parla anche di energia pulita, del nostro “oro blu”, che rende possibili investimenti fondamentali per il territorio - ha ricordato il Consigliere Marco Carrel (AdC) -. Proprio per questo è essenziale affrontare e risolvere la questione della norma di attuazione, in un’ottica autonomista e pragmatica, valorizzando al meglio una risorsa strategica per la nostra regione.»
«Per migliorare la gestione dell'acqua è importante adottare comportamenti più virtuosi ma anche guardare, in quanto Regione autonoma, alle esigenze dei valdostani», ha concluso il Capogruppo di CA, Marco Viérin.
SC-MP
