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Communiqué n° 140 de 11 mars 2026

Dibattito in Consiglio sul disegno di legge del Corpo valdostano dei vigili del fuoco

 

La seduta pomeridiana del Consiglio regionale dell’11 marzo 2026 è stata dedicata alla discussione generale sul disegno di legge relativo all’organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco.

Gli interventi in Aula

Per il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, «il problema di questo disegno di legge - depositato a giugno 2025 dopo una concertazione durata anni e seguito da pressioni per un'approvazione urgente all'epoca, nella sua formulazione originale - è che giovedì scorso la maggioranza, rifiutando la nostra richiesta di un confronto con le forze sindacali, ha presentato degli emendamenti che cambiano in modo sostanziale il testo. Come minoranza abbiamo chiesto di rinviare la discussione di due settimane per spiegare ai diretti interessati le ragioni di questi interventi, la maggioranza ritiene, invece, che ci sia già stata la concertazione necessaria. Il risultato è che il testo ha scontentato tutti: sia il Corpo dei vigili del fuoco sia il Soccorso alpino valdostano che lo hanno criticato con osservazioni puntuali e dettagliate. Noi non siamo mossi da tifoseria, ma da una legge che affronti realmente le criticità e dia le risposte a chi le attende da anni, siamo favorevoli a una legge che funzioni davvero sul campo, condividendo l’impianto generale e gli emendamenti utili, ma chiediamo chiarimenti su quelli relativi alla Cus, che potrebbero generare conflitti di competenze e rischi di illegittimità.»

Il Consigliere Massimo Lattanzi (Fratelli d'Italia) ha ricordato che «i vigili del fuoco, nell’incontro di oggi con i Capigruppo, ci hanno confermato di condividere 210 articoli su 213 di questa legge. Ci sono quindi tre articoli modificati dalla maggioranza all’ultimo momento che hanno scardinato un lavoro di confronto durato oltre quattro anni. Le modifiche, giustificate come miglioramento dell’efficienza del sistema di soccorso, appaiono incomprensibili: il soccorso funziona già bene, perché modificarlo? C'è forse un’altra dinamica politica, quella di accontentare altre parti del sistema? E ancora: perché non accogliere la richiesta di rinviare di 15 giorni l’approvazione della legge e rispettare la procedura di raffreddamento? Oggi i vigili del fuoco ci hanno avvertito che, se le loro richieste non saranno ascoltate, chiederanno di tornare nel Corpo nazionale. Questo segnala che qualcosa non funziona. La politica è dialogo: la maggioranza dia l'esempio, ha i numeri per farlo. Occorre ascoltare, confrontarsi e prendersi il tempo necessario, perché qui è in gioco la vita delle persone. Non condividiamo né il metodo né il merito.»

La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ha parlato di «un disegno di legge frutto di un iter complesso, durato cinque anni e caratterizzato da un lungo lavoro di mediazione tra le parti, che oggi arriva in Aula con alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza solo pochi giorni fa senza una condivisione. Le modifiche proposte intervengono su altri ambiti normativi, come la disciplina della Cus e la legge sul Soccorso alpino valdostano, creando un problema di metodo e di coerenza legislativa. Un disegno di legge che ha l’obiettivo di disciplinare l’organizzazione e le funzioni del Corpo valdostano dei vigili del fuoco dovrebbe, infatti, rimanere concentrato su questo oggetto, senza trasformarsi in un contenitore di modifiche ad altri settori normativi che meriterebbero un confronto specifico e autonomo. Rinviare l’approvazione di questa legge, come richiesto dalla minoranza e dalle rappresentanze sindacali dei vigili del fuoco, e mettere in discussione questi emendamenti - che, invece di chiarire, rischiano di lasciare spazio ad ambiguità e diverse interpretazioni - non significa negare l’importanza del sistema complessivo di soccorso e protezione civile, di cui siamo pienamente consapevoli. È un atto di buon senso.»

Per il Consigliere Fulvio Centoz (PD-Federalisti Progressisti VdA), «con questo provvedimento si riconosce finalmente la piena natura pubblica di una funzione che pubblica lo è sempre stata, superando una contraddizione che per anni ha visto il Corpo svolgere compiti pubblici con un assetto giuridico non pienamente coerente. La riforma ha anche una rilevanza strategica perché apre la strada a una norma di attuazione capace di affrontare il nodo del sistema previdenziale, oggi diverso da quello del Corpo nazionale pur a fronte dello stesso lavoro. Tuttavia, questa legge riguarda anche il modo in cui la Valle d’Aosta decide di organizzare il proprio sistema di soccorso: l'errore è stato tentare di risolvere questi nodi dentro la legge sull’ordinamento di un singolo Corpo. Per questo serve una vera legge di sistema sul soccorso valdostano, che stabilisca con chiarezza che la Cus è un soggetto neutro di coordinamento, non un organo di comando, che la direzione tecnica di ogni tipo di intervento spetta al corpo con la competenza prevalente su di uno specifico scenario. Una legge di sistema che valorizzi il modello integrato creato dalla Valle d’Aosta e che rappresenta uno degli elementi più originali della nostra Autonomia.»

«In Capigruppo, alcuni rappresentanti sindacali dei vigili del fuoco hanno affermato, anche con toni molto forti, la possibilità di tornare a un sistema statale, abbandonando quello regionale: un segnale che dovrebbe far riflettere soprattutto una maggioranza che si definisce autonomista - ha affermato il Consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. Di fronte allo stato di agitazione e agli emendamenti presentati dalla maggioranza all’ultimo momento, sarebbe stato opportuno prevedere un breve rinvio per ascoltare i diretti interessati e approfondire alcuni aspetti. La mia non è una presa di posizione a favore di una parte o dell’altra, ma una riflessione sul metodo: la politica deve decidere e assumersi la responsabilità delle scelte, ma prima deve ascoltare. Restano, inoltre, alcune perplessità tecniche, in particolare sul fatto che un ufficiale di polizia giudiziaria possa essere sottoposto, sotto il profilo operativo, alle indicazioni della Centrale unica di soccorso e sui timori, espressi da alcuni, di una possibile privatizzazione del servizio.»

Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, si è detto «imbarazzato dalle dichiarazioni dei vigili del fuoco che hanno parlato di un possibile ritorno sotto il Ministero: è una coltellata, oltre che un segno di ingratitudine verso una Regione che negli anni ha investito molto in infrastrutture, mezzi, assunzioni e organizzazione in questo comparto. Il nostro obiettivo è semplice: garantire che le informazioni siano condivise tra tutte le componenti del sistema di soccorso. Non si tratta di togliere competenze, ma di lavorare insieme in modo efficace quando ci sono persone in pericolo. Il modello valdostano è un sistema integrato, in cui ciascuno contribuisce con le proprie competenze. È questo il valore della nostra Autonomia e del modello di soccorso costruito negli anni. Come maggioranza non siamo certo nemici dei vigili del fuoco: al contrario vogliamo valorizzarli e rafforzare il sistema nel suo complesso. L’obiettivo è mantenere e migliorare un sistema che rappresenta un’eccellenza della Valle d’Aosta, evitando polemiche che non aiutano né i vigili del fuoco né il buon funzionamento del soccorso.»

Ricordando il lavoro svolto nelle Commissioni consiliari, dove «sono stati ascoltati tutti gli interlocutori interessati con metodo, trasparenza e senso di responsabilità», il Consigliere Michel Martinet (UV) ha osservato come gli emendamenti presentati dalla maggioranza «non debbano essere letti come una contrapposizione o un tentativo di stravolgere il disegno di legge, ma come un contributo costruttivo per rafforzarlo e garantire che sia il più possibile condiviso, efficace e funzionale. Il ruolo dei Consiglieri regionali è proprio questo: esaminare i testi, confrontarsi, valutare eventuali criticità e proporre miglioramenti con l’obiettivo di rendere le leggi più chiare ed equilibrate. È quanto è stato fatto anche con questo disegno di legge, che rappresenta un passaggio importante per la valorizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, la cui attività è fondamentale in un territorio di montagna complesso e soggetto a numerosi rischi naturali. Proprio per questo è importante dotarsi di una normativa aggiornata e solida, capace di valorizzare il loro contributo e di rafforzarne il ruolo, confermandoli come uno dei punti cardine del sistema di protezione civile e di gestione delle emergenze e del soccorso pubblico.»

La Vicecapogruppo di Centro Autonomista, Luisa Trione, ha parlato di «una legge ampia e complessa, che non può essere ridotta a pochi aspetti senza rendere giustizia al lavoro svolto nei diversi passaggi che hanno portato alla sua costruzione. Al centro c’è un valore non negoziabile: la sicurezza dei valdostani e dei turisti e la tutela del nostro territorio. Questa sicurezza si fonda su un sistema definito nel dettaglio, che rispetta e valorizza le competenze di chi ogni giorno la garantisce. Il testo conferma un impianto ambizioso per valorizzare il Corpo valdostano dei vigili del fuoco. Anche il volontariato è riconosciuto come componente strategica di un sistema unico e resiliente, capace di rispondere alle peculiarità della realtà valdostana. Un punto fondamentale è l’integrazione del Corpo nel sistema regionale di soccorso, con un coordinamento che rispetta le competenze tecniche di ciascun soggetto. Gli emendamenti approvati in Commissione rappresentano, dal nostro punto di vista, miglioramenti sostanziali che hanno perfezionato il raccordo tra le norme, garantendo che ogni ingranaggio del comparto sicurezza funzioni. Votare questa legge significa rafforzare un modello di soccorso moderno, coordinato e di alta qualità, a servizio della nostra comunità.»

«Il provvedimento, frutto di oltre cinque anni di lavoro, presenta ancora troppe zone d’ombra - ha detto la Capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini -. A novembre 2025 si credeva di avere una versione condivisa, ma a una settimana dal voto sono stati presentati dalla maggioranza degli emendamenti sostanziali senza un confronto con le parti interessate. Il metodo di lavoro adottato è inaccettabile: i sindacati non hanno potuto esprimere un parere e hanno appreso le modifiche per vie non ufficiali senza avere dei chiarimenti. Non si tratta di dettagli marginali, ma di cambiamenti che incidono profondamente sull’assetto del soccorso pubblico. L’introduzione di un ruolo della Centrale unica di soccorso che rischia di sovrapporsi alle competenze tecniche dei vigili del fuoco è, infatti, un punto molto delicato: si rischia di creare confusione nelle competenze e nella catena di comando mentre in emergenza non può esserci ambiguità. In quest'ottica, il testo originario garantiva un equilibrio tra i ruoli costruito in anni di confronto. Le modifiche introdotte all’ultimo momento senza un'adeguata valutazione tecnica rischiano di indebolire il sistema.»

«Per me questo tema ha anche una dimensione personale: faccio parte del Corpo dal 1998, prima come volontario e poi come professionista - ha detto l'Assessore Davide Sapinet (UV) -. Proprio per questo ho cercato di affrontare il provvedimento con lo sguardo del legislatore. Il suo percorso è stato lungo e complesso, avviato diversi anni fa e portato avanti con un lavoro intenso di confronto politico e tecnico. Il risultato è un testo che forse non soddisfa pienamente tutti, ma che rappresenta un punto di equilibrio raggiunto attraverso il dialogo e il confronto. Credo ora sia importante lavorare per ricomporre eventuali tensioni e rafforzare lo spirito di collaborazione tra tutti i soggetti del sistema di soccorso valdostano. Dobbiamo fare squadra, perché il sistema Valle d’Aosta continui a essere un modello efficace e coordinato. Parallelamente prosegue l’impegno della Regione per rafforzare il Corpo, con nuove assunzioni, concorsi e investimenti sulle strutture e sulle sedi operative. L’obiettivo è continuare a migliorare un sistema di sicurezza e soccorso che rappresenta un punto di forza per la nostra comunità.»

«In più interventi è stato richiamato il percorso di Forza Italia nella scorsa legislatura - ha sottolineato l'Assessore Mauro Baccega -. È vero, avevamo espresso rammarico per non essere riusciti ad approvare alcune leggi importanti, tra cui quella sui vigili del fuoco. Proprio per questo, nel nostro programma di governo, e successivamente nel programma di maggioranza, ci siamo impegnati a depositare entro novanta giorni il disegno di legge su questo tema e così è stato. Da quel momento è iniziato un lavoro importante nelle Commissioni consiliari. Mi pare che si sia andati nella direzione giusta, lavorando alla costruzione di una strategia più ampia che possiamo definire come un vero e proprio sistema di soccorso, sul quale siamo pienamente d’accordo. L’obiettivo era rafforzare il sistema e garantire ai cittadini una struttura solida, capace di rispondere con rapidità alle emergenze. Per questo non possiamo che essere soddisfatti di aver partecipato a questo percorso e di aver rispettato uno degli impegni fondamentali del nostro programma di governo.»

«Come Autonomisti di Centro, abbiamo portato in Aula il tema dei vigili del fuoco e del Corpo forestale a novembre del 2025 per sapere quale sarebbe stato il percorso che ci avrebbe portato alla giornata di oggi e già allora avevamo riscontrato una visione non univoca - ha detto il Capogruppo Marco Carrel, anticipando il voto favorevole -. Questa legge non è la migliore possibile, non accontenta nessuno ma rappresenta il penultimo capitolo di un lavoro durato cinque anni. Con oggi, infatti, non chiudiamo un cerchio: occorrerà ancora confrontarsi sulla norma di attuazione per i vigili del fuoco e i forestali e ci deve essere una chiara indicazione sull'iter interno alla Cus. Abbiamo un sistema di soccorso d'eccellenza e nel 95% dei casi è già chiaro chi interviene dove, ma ci sono delle zone d'ombra in cui si tende ad intervenire tutti. In Commissione, ci siamo astenuti perché avremmo ritenuto più opportuno approfondire gli emendamenti proposti dalla maggioranza con i sindacati e gli interlocutori interessati. Oggi il voto è favorevole perché siamo stati parte di questo percorso e la direzione è quella giusta. Continueremo a sollecitare il Governo sui passaggi mancanti.»

Il Consigliere Laurent Viérin (UV) ha sottolineato che «oggi votiamo una legge che aggiorna e rafforza un comparto molto importante per la nostra comunità. La storia del sistema sicurezza-emergenza in Valle d’Aosta ha radici profonde: lo Statuto speciale del 1948, all’articolo 2, prevede le competenze in materia di servizi antincendi. Da lì sono seguite la prima norma di attuazione del 1978, a seguire la nascita del Corpo dei vigili del fuoco volontari, componente essenziale del sistema di protezione civile, e nel 1999 la legge e a seguire la costituzione del Corpo regionale dal 2000. Con questo disegno di legge ridiamo prospettiva a un percorso costruito negli anni con importanti investimenti pubblici sulla sicurezza dei cittadini e sulla tutela del territorio e delle infrastrutture. Oggi riaffermiamo con chiarezza queste competenze, a cui farà seguito anche la norma di attuazione sul trattamento pensionistico. È stato un percorso complesso e a tratti travagliato, ma il lavoro delle Commissioni consiliari ha ridato centralità al ruolo legislativo del Consiglio Valle: è questo il cuore della democrazia. L’Autonomia va esercitata: per noi significa assumersi responsabilità, anche finanziarie, e continuare a prendere decisioni in piena libertà.»

«L'obiettivo comune a maggioranza e minoranza è migliorare un sistema che già funziona benissimo ma questa legge non lo garantisce - ha detto il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione -. Mi associo alla domanda posta da diversi colleghi: perché dopo tanti anni di concertazione sono stati presentati negli ultimi giorni dalla maggioranza degli emendamenti che apportano modifiche così sostanziali? È stato fatto tutto bene fino a pochi giorni fa.»

Per il Capogruppo di FI, Pierluigi Marquis, «il modello valdostano di protezione civile si fonda su diverse leggi che hanno consentito di ottenere risultati apprezzabili grazie anche a investimenti importanti in mezzi, presidi e organici. I vigili del fuoco sono una componente importantissima del sistema del soccorso pubblico, un ambito di cui possiamo essere orgogliosi ma che, come è stato evidenziato, presenta ancora alcune zone d’ombra. Questo disegno di legge è funzionale ad una migliore organizzazione del Corpo dei vigili del fuoco. Proprio perché parliamo di sicurezza delle persone è particolarmente importante migliorare ciò che è perfettibile. Potenziare il coordinamento tra le diverse componenti del sistema non significa interferire nelle competenze dei singoli corpi, ma garantire un livello sovraordinato capace di definire strategie e collaborazione. Per questo è importante mantenere nel confronto politico uno spirito costruttivo e responsabile, valorizzando il lavoro svolto dalle Commissioni consiliari e guardando soprattutto alla sostanza di un provvedimento che riguarda la sicurezza della nostra comunità.»

«Riconoscere il valore di un sistema non significa ignorarne le criticità - ha spiegato il Consigliere Andrea Campotaro (AVS) -. Questa legge affronta davvero il problema della mancanza di condivisione delle informazioni tra i soggetti coinvolti negli interventi che ci è stata indicata come uno dei problemi? Gli emendamenti approvati in Commissione dalla maggioranza rafforzano la centralità della Cus, ma non chiariscono in cosa consista il suo coordinamento né definiscono ruoli e ambiti di competenza dei diversi enti che ne fanno parte. Il rischio è che gli interventi vengano assegnati senza piena condivisione delle informazioni tra gli operatori. Questo aspetto non può essere trascurato e andava chiarito con questa legge.»

Nella replica, il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha evidenziato come «il lavoro di questi anni abbia portato a un disegno di legge di 213 articoli, che per oltre il 99% rappresenta un testo esaustivo e riconosciuto come necessario per inserire il Corpo dei vigili del fuoco nel comparto di sicurezza e soccorso istituito nel 2024. Un sistema che ha risposto brillantemente al 99% delle situazioni, ma rimane un piccolo margine di miglioramento la cui responsabilità spetta alla politica. Sono state numerose le riunioni con i rappresentanti sindacali, della protezione civile e dei vigili del fuoco, che ringrazio per il confronto e per l'impegno per l'importante lavoro svolto. Questo lavoro andava arricchito con un intervento per migliorare ulteriormente il sistema senza stravolgerlo, mantenendo le regole già funzionanti e ampliando le possibilità di risolvere anche le situazioni marginali dando alla Centrale unica di soccorso, attraverso protocolli chiari e condivisi, questa opportunità. Gli emendamenti proposti trovano la mia piena approvazione perché sono frutto di un lavoro condiviso e meticoloso iniziato il 25 novembre, subito dopo il deposito del disegno di legge in Commissione, e non degli ultimi giorni. Questo percorso ha permesso di analizzare con attenzione tutte le criticità, senza pregiudizi, coprendo quel piccolo margine di miglioramento che può fare la differenza nelle situazioni più critiche e particolari. Dispiace sentire che qualcuno voglia allontanarsi da un sistema consolidato e apprezzato anche all’esterno proprio per la sua capacità di saper unire tutti. Con questa legge vogliamo migliorare ciò che può essere perfezionato e mantenere invariato tutto ciò che funziona e di cui ringraziamo i vigili in primis così come tutte le altre componenti. Per questo, con serenità andiamo al voto.»

I lavori riprendono domani, giovedì 12 marzo, alle ore 9.

SC-MP