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Communiqué n° 108 de 24 février 2026
Interrogazione sul monitoraggio della mobilità degli studenti fuori Valle
La mobilità delle studentesse e degli studenti valdostani fuori sede è stata al centro di un'interrogazione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra discussa nella seduta consiliare del 24 febbraio 2026.
Nel dettaglio, il Consigliere Andrea Campotaro ha voluto sapere se la Regione disponga di strumenti di monitoraggio sulle mete dei percorsi di studio frequentati dagli studenti valdostani fuori Valle, in particolare universitari e post-universitari; se abbia dati aggiornati sul numero di iscritti ai principali poli extra-regionali, suddivisi per tipologia di percorso (università, post-laurea, Istituti tecnici superiori, ecc.) e se questi siano pubblicati sul sito; se utilizzi tali informazioni nella programmazione del trasporto pubblico e nei rapporti con i gestori interregionali per garantire collegamenti efficienti; se ritenga adeguati gli attuali servizi di mobilità per gli studenti che studiano fuori regione, anche in relazione ai tempi medi di percorrenza verso le principali destinazioni.
L'Assessore all'istruzione, Erik Lavevaz, ha confermato che «l'Assessorato effettua ogni anno un censimento dei residenti in Regione iscritti alle varie università, con particolare attenzione ai corsi frequentati fuori Regione, sulla base delle informazioni fornite da tutte le università italiane. I dati dell’anno accademico in corso non sono ancora disponibili, ma fa buon riferimento la rilevazione per il 2024-2025: 2.498 studenti residenti in Valle d’Aosta sono iscritti ad atenei fuori regione. Di questi, 1.723 sono in Piemonte; 307 in Lombardia, 123 in Emilia Romagna, 91 in Veneto, 71 in Toscana, 59 nel Lazio e 54 in Liguria. Ci sono studenti in tutte le regioni, tranne in Basilicata e Molise. Il sistema Its non rientra nel censimento regionale; tuttavia, il Dipartimento politiche del lavoro e della formazione fornisce dati sugli studenti residenti in Valle che hanno richiesto una borsa di studio per questi percorsi: in totale sono 15 persone, di cui 9 in Piemonte, 3 in Lombardia e 1 rispettivamente in Trentino-Alto Adige, Liguria ed Emilia Romagna. Per gli studi all’estero, non sono disponibili dati completi, né dalle università né da Istat o Eurostat. Si conoscono solo gli studenti residenti che hanno richiesto una borsa di studio per l’anno accademico 2024-2025: 32 studenti, dato comunque parziale, vincolato a requisiti di merito e Isee.»
Riguardo alla programmazione dei trasporti, l'Assessore ha riferito che «la Regione ha competenza sul trasporto pubblico locale su gomma in tutto il territorio regionale e sulla tratta ferroviaria Aosta/Torino. Gli altri servizi interregionali sono “a mercato” e non possono essere finanziati direttamente dalla Regione, che può intervenire solo marginalmente, ad esempio con politiche tariffarie per studenti e pendolari. Per la tratta Aosta/Torino, la Regione ha collaborato con i gestori dei servizi ferroviari e automobilistici per individuare fasce orarie più adatte agli studenti fuori sede e ha potenziato i servizi della domenica sera. Per agevolare ulteriormente gli studenti universitari valdostani fuori sede, è attivo da anni un sistema di rimborso dei biglietti; dal 1° febbraio 2024 lo sconto sui viaggi è stato aumentato e, in seguito alla chiusura della ferrovia, lo sconto sugli abbonamenti mensili ferroviari per i residenti è passato dal 30% al 60%. Dalle prossime settimane sarà disponibile un nuovo portale online per richiedere le agevolazioni, con regolamento semplificato e interfaccia user-friendly, per favorire un aumento delle domande. Per promuovere l’intermodalità, da luglio 2025 sono stati introdotti i titoli integrati Special45 e Special65, che permettono viaggi giornalieri illimitati sia sulla tratta ferroviaria (fino a Pont-Saint-Martin o Torino) sia sulla rete di autobus.»
Il Consigliere Campotaro, pur apprezzando l'impegno dell'Assessorato, ha evidenziato che «il diritto allo studio non si esaurisce nel contributo economico, ma dipende anche dalla qualità concreta degli spostamenti: molte destinazioni oltre a Torino e Milano, come Losanna, Chambéry, Pavia o altre città entro 200-250 km, presentano criticità significative, con tempi di viaggio lunghi e complessi. Se uno studente deve cambiare tre o quattro mezzi, impiegando dalle 3 alle 6 ore, per percorrere poco più di 200 km, il problema non è il costo del biglietto: è la praticabilità del viaggio. È quindi fondamentale avere un monitoraggio strutturato delle mete frequentate dai nostri studenti, perché solo così è possibile pianificare collegamenti sostenibili e dignitosi, dialogare con i gestori del trasporto e con le altre Regioni, e investire in servizi di coesione territoriale. Più facilitiamo i rientri, più manteniamo il legame tra giovani e il territorio e più rafforziamo le possibilità che, una volta formati, scelgano di tornare. Una Regione autonoma e finanziariamente solida dovrebbe permettersi questo tipo di investimento strategico.»
SC
