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Communiqué n° 107 de 24 février 2026
Interrogazione sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale
Nella seduta consiliare del 24 febbraio 2026, con un'interrogazione presentata dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, si è parlato della riorganizzazione della pubblica amministrazione.
Ripercorrendo l'attuazione delle prime fasi dello studio sulla riorganizzazione della macchina amministrativa regionale condotto dall'Università Bocconi (introduzione delle posizioni di particolare responsabilità e ridefinizione, dal 1° aprile 2026, delle strutture dirigenziali di primo e secondo livello), il Vicecapogruppo Eugenio Torrione ha voluto sapere le motivazioni che hanno portato alla soppressione delle strutture dirigenziali di primo livello delle politiche sociali e dell’ambiente, accorpate rispettivamente nei dipartimenti sanità, salute e politiche sociali e ambiente e territorio. «Con questo nuovo assetto - ha chiesto -, come potrà essere garantito un adeguato presidio tecnico e organizzativo delle politiche sociali, vista anche l'attuazione della riforma della disabilità? Come sarà assicurata l'autonomia strategica alle politiche ambientali regionali, alla luce delle sfide legate alla transizione ecologica e alla tutela del territorio alpino? Per la Giunta, la riduzione delle strutture dirigenziali in ambiti così delicati è coerente con l’obiettivo di rafforzare la qualità e l’efficacia dell’azione amministrativa o si valuta di riconsiderare tali scelte?»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha specificato che «la riorganizzazione attua il modello proposto da Sda Bocconi e prevede la riduzione dei dirigenti di primo livello per: superare l’organizzazione a "silos" e creare macro aree di policy pubblica, favorendo comunicazione interna e integrazione intersettoriale; promuovere l’evoluzione manageriale della dirigenza apicale, distinguendola dalla dirigenza di settore più tecnica e professionale di secondo livello; rendere il Comitato di direzione snello ed efficiente, migliorando il confronto sulle questioni trasversali tra dipartimenti e facilitando l’individuazione di soluzioni condivise.»
«Dal 1° aprile 2026 - ha proseguito - il settore delle politiche sociali sarà rafforzato con l’incremento di una struttura dirigenziale di secondo livello dedicata alle politiche abitative, a supporto della struttura delle politiche sociali e della famiglia, migliorando la gestione dell’Unità di valutazione multidimensionale delle persone con disabilità e la collaborazione con la struttura invalidità civile e disabilità. Il Coordinatore unico garantisce la sinergia tra strutture sanitarie e sociali, favorendo la realizzazione della piena integrazione socio-sanitaria prevista dal Piano della salute e del benessere sociale approvato dal Consiglio nel 2023. La riorganizzazione del territorio, le Aggregazioni funzionali territoriali, la nuova rete dei servizi e i Punti unici di accesso richiedono infatti una stretta collaborazione tra operatori sanitari e sociali, per assicurare una presa in carico globale e integrata della persona. Infine, abbiamo organizzato momenti di condivisione con tutto il personale, perché il coinvolgimento di chi lavora sul campo è fondamentale per accompagnare la transizione verso il nuovo assetto, caratterizzato da un dipartimento unico, nuove strutture e professionalità dedicate.»
«L'accorpamento dell'ambiente nel dipartimento territorio e difesa del suolo è virtuoso sotto tutti i punti di vista: politico, strategico ed organizzativo - ha evidenziato il Presidente -. Le politiche ambientali saranno rafforzate all’interno di un dipartimento unico e più strutturato, che permetterà di efficientare i processi e valorizzare le competenze specialistiche presenti, anche per far fronte alle carenze di personale qualificato. Le politiche territoriali e quelle ambientali devono infatti essere sinergiche e coerenti, gestite sotto un’unica regia. La riduzione dei dipartimenti e delle strutture dirigenziali non riduce quindi il peso delle materie né il personale, ma mira a migliorare il dialogo e la collaborazione tra uffici con competenze che si intersecano. L’obiettivo è rafforzare l’organizzazione, aumentando la responsabilità dei funzionari e il coordinamento dei processi trasversali, con decisioni più rapide ed efficienti. Al momento le scelte effettuate non sono, quindi, oggetto di ripensamenti, anche perché un ripensamento ancor prima di iniziare un nuovo percorso non sarebbe giustificato da nessuna valutazione di merito. Dopo un anno saranno valutati eventuali correttivi se gli obiettivi di razionalizzazione e efficientamento non dovessero realizzarsi.»
«Ritengo che accorpare le politiche sociali al dipartimento della sanità e della salute, coordinate da un unico dirigente di primo livello, rappresenti un grave errore organizzativo - ha replicato il Consigliere Torrione -. Il Coordinatore del dipartimento sanità ha già un carico di lavoro significativo, e aggiungere anche le politiche sociali rischia di sovraccaricarlo. Negli ultimi anni alcuni dirigenti delle politiche sociali hanno lasciato per l’eccessivo carico di lavoro. Occorre evitare che ciò accada anche con i dirigenti attuali. Purtroppo temo che questa modifica comporti ulteriori carichi di lavoro. Non condivido nemmeno la logica di integrare sanità e politiche sociali, perché temi complessi come la disabilità richiedono una visione basata sui diritti e sull’integrazione sociale, non sul sanitario. Preoccupa inoltre l’accorpamento di altre aree, come ambiente e lavoro, che non appare funzionale per chi vi ha lavorato a lungo. Per questi motivi auspico che il nostro invito a rivedere gli accorpamenti e le riorganizzazioni venga preso in considerazione al più presto, garantendo continuità, competenze acquisite e una gestione sostenibile del personale.»
SC
