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Communiqué n° 102 de 24 février 2026

Respinta una mozione sui percorsi di tutela in ambito sanitario

 

Nella seduta mattutina del 24 febbraio 2026, l'Assemblea regionale ha esaminato tre mozioni rinviate da precedenti adunanze, di cui una respinta e due ritirate.

Con 18 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 a favore (PD-FP, FdI, AVS, Lega VdA, La Renaissance, AdC), l’Assemblea ha respinto una mozione del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA che sollecitava l’adozione, in tempi certi, di un sistema strutturato e automatico di informazione al cittadino sui percorsi di tutela attivabili in caso di superamento dei tempi massimi di attesa per le prestazioni sanitarie rientranti nei LEA, nonché la piena esigibilità di tali percorsi su tutto il territorio regionale, la valutazione di strumenti integrativi come i voucher sanitari nei casi di indisponibilità del sistema pubblico e accreditato e un monitoraggio periodico con dati trasparenti sull’attuazione delle misure e sui loro effetti.

Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha sottolineato che «il superamento dei tempi massimi di attesa compromette il diritto alla tutela della salute e incide sull'equità di accesso alle cure. Il percorso di tutela dovrebbe costituire uno strumento di garanzia a favore dei cittadini per consentire l'erogazione delle prestazioni sanitarie nei tempi previsti, anche attraverso modalità alternative. Tuttavia, nella pratica, questo strumento risulta ancora scarsamente conosciuto e non è sempre attivato in maniera uniforme: ne sono penalizzate in particolare le persone anziani, fragili o meno avvezze ai meccanismi burocratici o con scarse competenze digitali. Occorre quindi intervenire per tutelare i cittadini oltre che per rafforzare la credibilità e l'efficienza del sistema sanitario pubblico regionale.»

«Il sistema sanitario valdostano dispone di strumenti strutturati per la gestione delle liste d’attesa, basati sul principio della presa in carico sin dal primo contatto con il servizio pubblico, che dal primo accesso ai servizi garantisce il percorso necessario che consente alla persona la tutela dei propri diritti costituzionali - ha risposto l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi -. Questo percorso pubblico ha strumenti precisi che vengono attivati in questo ordine: il regime istituzionale, ossia l’attività ordinaria svolta nelle strutture sanitarie pubbliche; il privato accreditato, un supporto importante che integra l’offerta del servizio sanitario regionale sempre sotto la regia pubblica (limitato in Valle d'Aosta al 5,4% dei casi contro una media nazionale del 17,1%); la libera professione aziendale e la libera professione intramuraria, che permette ai medici del pubblico di svolgere al di fuori dell’orario di servizio, in strutture aziendali, prestazioni sanitarie, contribuendo al recupero dei ritardi accumulati nelle liste d’attesa

«Per quanto riguarda il percorso di tutela - ha aggiunto -, i dati confermano che lo stesso è concretamente accessibile e utilizzato: dall'entrata in vigore del decreto 73/2024, su 6.176 domande, 4.592 prestazioni sono state erogate, pari al 74%. La procedura attualmente adottata è semplificata, proprio per garantire ai cittadini un accesso trasparente, equo e uniforme: qualsiasi maggiore diffusione delle informazioni deve essere accompagnata da un’attenta analisi organizzativa, per evitare distorsioni e confusione, mentre l’introduzione di strumenti esterni al sistema accreditato comporterebbe criticità di sostenibilità. Le principali difficoltà derivano dalla carenza di personale, affrontata tramite un gruppo di monitoraggio delle liste d’attesa. Pertanto, tutte le iniziative devono rafforzare il percorso pubblico, evitando soluzioni private che compromettano la continuità e l’effettività della presa in carico degli assistiti. Per questi motivi chiediamo di ritirare la mozione, pur restando disponibili a fornire dati aggiornati e a partecipare a ulteriori audizioni in Commissione consiliare.»

Sono state ritirate dai proponenti due mozioni. La prima, dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine, chiedeva l'intitolazione di un'aula dell'Università della Valle d'Aosta a Charlie Kirk. La seconda, del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, riguardava la condivisione delle priorità di mandato per la nomina del futuro Direttore generale dell'Usl.

SC-MP