Info Conseil

Communiqué n° 68 de 11 février 2026

Il Consiglio commemora il Giorno del Ricordo

 

Nella seduta mattutina dell'11 febbraio 2026, il Consiglio Valle ha commemorato il Giorno del Ricordo, celebrato ieri, martedì 10 febbraio, e istituito con la legge n. 92 del 2004 per commemorare le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra.  Il 10 febbraio 1947 furono, infatti, firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell'Italia.

Il Presidente dell'Assemblea ha ricordato che, in questa occasione e nel solco di quanto già realizzato il 27 gennaio, si è voluto dare spazio al lavoro di un giovane, Lorenzo Rocchi, laureato all’Università della Valle d’Aosta, che ha dedicato la sua tesi ai profughi giuliano-dalmati arrivati in Valle d’Aosta, restituendo voce a storie spesso trascurate e contribuendo a inserirle nella memoria della comunità. Ha evidenziato che valorizzare le ricerche e il punto di vista dei giovani non è solo un gesto personale, ma un impegno politico volto a rafforzare la consapevolezza collettiva e la formazione di cittadini responsabili.

Il gruppo Lega Vallé d'Aoste ha evidenziato che sul tema c'è stato un silenzio colpevole per decenni: la scuola e le istituzioni non ne hanno parlato perché quegli omicidi avevano una matrice politica evidente, i partigiani comunisti di Tito. Oggi si è abbattuto il muro di omertà: ci sono un Comitato 10 Febbraio e un parco dedicato ai Martiri delle Foibe ma, in occasione della commemorazione, assistiamo ancora sui social a una vera e propria “fogna” di commenti giustificazionisti su quanto accaduto. Una "fogna" libera di esistere, in virtù della libertà di espressione, ma che proprio per questo rende necessario celebrare il Ricordo per non dimenticare.

Per il gruppo PD-Federalisti Progressisti, l’Europa è stata ed è un progetto di pace nato per impedire che le tragedie del Novecento tornassero a segnare il destino del nostro continente. Eppure, guardando all’attualità, comprendiamo quanto questa lezione resti fragile: oggi il modo più autentico per onorare questa giornata è rafforzare la cultura della convivenza, rifiutare ogni nazionalismo aggressivo e custodire la qualità delle istituzioni democratiche, ricordando che il contrario della memoria non è soltanto l’oblio, ma il suo uso politico, perché una democrazia che perde memoria diventa più fragile, e una democrazia fragile è una democrazia più esposta alle paure.

Il gruppo AVS ha parlato di una pagina di storia segnata da violenze e sofferenze che è giusto ricordare, riconoscendone il dolore umano che quelle vicende hanno prodotto. Per il gruppo, sono necessari rigore e responsabilità nel modo in cui questa ricorrenza viene commemorata. Ridurre quei fatti a una narrazione unilaterale o a uno scontro politico, senza analizzare la storia del confine orientale, alimentando nazionalismi contrapposti, come avviene spesso, tradirebbe il senso stesso del ricordo. Netta la condanna dunque dei massacri delle foibe e di tutte le violenze del Novecento, comprese quelle compiute dal fascismo nei Balcani. In una regione come la Valle d’Aosta fondata sul rispetto delle minoranze, occorre riaffermare la necessità della convivenza, il rifiuto di ogni violenza e l’impegno per una lettura storica seria, critica e completa.

Il gruppo Forza Italia ha ricordato le migliaia di italiani vittime di una violenza brutale e disumana nel silenzio dell'indifferenza. Ricordare oggi significa affermare una verità: le foibe furono il frutto di un totalitarismo violento e ideologico. Il gruppo condanna ogni forma di totalitarismo indipendentemente dal colore politico e afferma che il ricordo è un atto di giustizia verso gli esuli e le loro famiglie, ma anche un impegno culturale, affinché le giovani generazioni conoscano questa pagina di storia. Solo attraverso il rispetto e la consapevolezza si può costruire una società davvero libera e democratica.

Il gruppo Centro Autonomista ha rivolto il pensiero alle vittime delle foibe e agli esuli, costretti a lasciare le loro terre non per ciò che avevano fatto, bensì per la loro identità e presenza. Ha quindi sottolineato come questa rappresenti una pagina dolorosa della storia italiana, a lungo trascurata, che va ricordata con rispetto e verità, non per alimentare divisioni ma per rendere giustizia alle sofferenze patite e riaffermare il valore della dignità umana.

Per il gruppo Fratelli d'Italia, il dibattito in Aula ha dimostrato come i momenti di ricordo e di memoria, invece di unire, continuino a dividere: ecco perché ha scelto di chiudersi in un silenzio che si spera assordante, esprimendo cordoglio e vicinanza per tutte le vittime e ferma condanna di ogni estremismo - nazista, fascista, comunista o religioso - che ancora oggi attraversa il nostro tempo.

Per il gruppo Union Valdôtaine è un dovere morale ricordare le vittime delle foibe e le migliaia di italiani delle terre di confine orientale travolti dall’odio e dalla violenza, così come gli oltre 300 mila esuli che, dopo il Trattato di Parigi del 1947, lasciarono case e radici per non rinunciare alla propria identità. In una regione autonoma e di confine come la Valle d'Aosta, si conosce ancor di più il valore profondo del legame tra popolo, lingua e territorio. Per questo, l'UV ritiene che questa memoria non appartenga a una parte politica, ma sia patrimonio comune.

Il Presidente della Regione è intervenuto a nome del Governo con una riflessione istituzionale. La legge del 2004 ha voluto riconoscere dignità e vicinanza a persone che attendevano un segno concreto delle istituzioni: è questo il senso delle iniziative promosse e dei gesti simbolici, come il diploma e l’insegna con la scritta “La Repubblica Italiana ricorda”: non formalità superate, ma testimonianze autentiche di presenza delle Istituzioni accanto a chi ha sofferto. Una vicinanza che rafforza la coesione e il valore della comunità.

SC-MP