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Communiqué n° 394 de 9 juillet 2025
Rendiconto 2024 e Assestamento 2025: la discussione generale
I lavori della mattinata e della prima parte della seduta pomeridiana del Consiglio del 9 luglio 2025 sono stati occupati dalla discussione generale sul Rendiconto 2024 e l'Assestamento 2025 della Regione.
Sull'Assestamento sono stati depositati in Aula 26 ordini del giorno, di cui 7 di Forza Italia, 9 della Lega Vallée d'Aoste, 1 di Pour l'Autonomie, 7 di Progetto Civico Progressista, 2 di Rassemblement Valdôtain.
Sono stati inoltre presentati 8 emendamenti, di cui 3 del Presidente della Regione, 1 dell'Assessore allo sviluppo economico, 1 di PCP e 3 di RV.
Il dibattito in Aula
«Il Rendiconto finale è l'occasione per analizzare l'operato di questa maggioranza e la sua capacità di rispondere alle reali esigenze dei valdostani - ha affermato la Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz -. Il documento privilegia una distribuzione a pioggia, senza una reale visione e senza una reale capacità di affrontare le urgenze e opportunità. La Regione ha molte risorse che si dovrebbero trasformare in un sostegno ai cittadini in difficoltà e come volano all'economia, che invece vanno in avanzo. Anche per il bilancio del 2024 più del 40% delle risorse disponibili non è stato utilizzato, mentre un ente pubblico ha il dovere di spendere correttamente le risorse che preleva ai cittadini sotto forma di tasse. Questo avanzo di 277 milioni è la chiara manifestazione della mancanza di visione e scarso impegno della maggioranza che arriva a fine Legislatura senza aver portato a termine nessun impegno annunciato. L’unico intervento su cui si è accelerato è quello dell'ampliamento del Parini: la scelta più sbagliata che porterà la Valle d'Aosta a non avere un ospedale nuovo e un presidio unico. Quali sono le risposte date su liste d'attesa, sull'istruzione, sulla necessità di strutture socio-sanitarie, su acquedotti e fognature vecchie, sullo spopolamento e sulla denatalità? Nessuna. Questo rendiconto e questo assestamento sono la plastica rappresentazione di una maggioranza che non ha saputo migliorare la Valle d'Aosta.»
Il Capogruppo di RV, Stefano Aggravi, intervenendo sull'Assestamento, ha posto l'accento su «due emendamenti presentati per rendere più coerenti le scelte in materia di edilizia scolastica con le vocazioni dei territori. Proponiamo di orientare la scuola secondaria prevista a Pont-Saint-Martin verso ambiti tecnico-tecnologici, come robotica e informatica, in linea con il profilo produttivo della bassa Valle, e di destinare invece un contributo straordinario di 500mila euro al Comune di Saint-Vincent per progettare una scuola con valenza sportiva e montana, come richiesto dall’Unité Mont Cervin e a seguito di approfondimenti già svolti in Commissione. Con un terzo emendamento abbiamo proposto un contributo straordinario al Comune di Cogne per la progettazione di una via alternativa di accesso al territorio comunale, a maggior ragione dopo il recente evento alluvionale che ha nuovamente compromesso la percorribilità della strada già interessata da interventi a seguito dell’alluvione dello scorso anno. Riteniamo fondamentale individuare, una volta per tutte, un collegamento stabile e sicuro per il Comune di Cogne.»
«Questo Rendiconto conferma l’assenza di programmazione e l’incapacità di spendere - ha evidenziato la Consigliera Raffaella Foudraz (Lega VdA) -. L’avanzo, costante di questi cinque anni, è segno di una maggioranza senza visione, incapace di garantire crescita e benessere. L’Assestamento destina risorse in modo incoerente con trasferimenti agli enti locali in deroga alle norme regionali, creando problemi gestionali. La mancanza di cura nella destinazione delle risorse è evidente come per i 500mila euro a Pont-Saint-Martin per uno studio di fattibilità di una scuola media e superiore per lo sport e le professioni del turismo, mentre nelle audizioni in Commissione emerge che si ragiona solo su quella media e, per altro, nell'ordinamento scolastico questo tipo di scuola non è previsto. Si progettano nuovi plessi ma si chiudono le scuole di montagna. Dove sta la logica? Altri interventi lasciano perplessi per la scarsa documentazione a supporto come ad esempio il contributo al Comune di Rhêmes-Notre-Dame per l'acquisto di un alpeggio da un privato a Entrelor (1,2 milioni di euro) senza una perizia di stima; l'acquisizione di una collezione privata delle opere di Italo Mus (200mila euro) sempre senza perizia o i 35 milioni di euro per un non meglio definito investimento sugli impianti sciistici al Breuil. Condividiamo invece gli interventi su edilizia scolastica, difesa del suolo e strade che voteremo a favore, astenendoci sugli altri e sulla norma nel suo complesso.»
Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha osservato: «Nonostante le difficoltà, lo Stato sta cercando di allentare la pressione fiscale sui cittadini, mentre la Regione Valle d’Aosta, con un avanzo di 277 milioni di euro, dimostra scarsa sensibilità in tal senso. Mai ci sono state così tante risorse disponibili, eppure la Regione è ferma, con un PIL inferiore di circa dieci punti percentuali rispetto alla media nazionale, come rilevato da Banca d’Italia. L’Assestamento proposto non segue una strategia chiara di rilancio economico: gli interventi sono frammentati e non incentivano la produttività, anzi, rischiano di indebolire ulteriormente il sistema economico. Con una gestione più attenta si sarebbero potuti affrontare nodi strutturali: mancano misure per attrarre i giovani, investimenti su lavoro e formazione, così come azioni per ridurre i costi dell’energia, nonostante la Regione sia grande produttrice di energia rinnovabile e i nostri bilanci siano sostenuti da questa produzione. I grandi temi non sono affrontati con ottica lungimirante: l'accessibilità della Valle d'Aosta rimane un problema e la ferrovia non darà quel valore aggiunto che ci si poteva aspettare. La Valle potrebbe sognare molto di più e, se ci fosse una visione, avere prospettive di sviluppo più significative.»
La Consigliera Chiara Minelli (PCP) ha parlato di «bulimia legislativa: non è stata ancora approvata la seconda variazione di bilancio che ne arriva un'altra a rinforzo, senza parlare del profluvio di disegni di legge scaricati negli ultimi giorni. Il tesoretto stanziato con questa manovra, agli sgoccioli della Legislatura, denota mancanza di lungimiranza, perché da una parte riguarda finanziamenti attesi da tempo, e dall'altra richieste spuntate all'ultimo minuto, di cui non si è capita né la ratio né l'urgenza. Sorge un dubbio: che questa pioggia di milioni si possa ricondurre in buona parte all'inizio della campagna elettorale? Alcuni stanziamenti sono importanti, necessari e attesi da tempo come l'auditorium della biblioteca di Châtillon; la messa in sicurezza di ponti noti per l'alto numero di suicidi; il recupero di due edifici a Fontainemore, richiesta di tanti anni fa, dimenticata, e su cui esprimo l'auspicio che la futura amministrazione sappia opportunamente valorizzare. Non condividiamo invece certi finanziamenti come quello al Col Ranzola, di cui ad oggi non conosciamo ancora la precisa funzione (strada? sentiero? collegamento ciclopedonale?), ma a cui viene destinata una cifra molto alta. Sui 50 milioni per gli impianti a fune in varie località, in Commissione non si è saputo praticamente quasi nulla se non alla fine della Legislatura: una procedura poco corretta visto anche il peso delle risorse allocate che avrebbe meritato una più ampia trattazione. Su vari articoli abbiamo depositato specifici ordini del giorno, collegati alla nostra azione in Consiglio. Non voteremo il Dl nel suo complesso.»
Per il Consigliere Luca Distort (Lega VdA), «arrivare a metà luglio senza aver ancora effettuato investimenti sul territorio per quasi 300 milioni, alla luce di un bilancio votato otto mesi fa, può dare adito a diverse interpretazioni. La prima evidenzia un'incapacità di amministrare la spesa pubblica e di allocare le risorse sul territorio: per prassi, il 15% del bilancio, pari a 285 milioni, è destinato agli investimenti, ma questa somma è ancora tutta da spendere. La seconda ipotesi è che la disponibilità iniziale del bilancio fosse eccessiva, e che le stime non rispecchiassero le reali esigenze del territorio ma, considerando che parte del bilancio proviene dalle tasse, si potrebbe riflettere su una riduzione della pressione fiscale sui valdostani. La terza ipotesi è quella delle “regalie” in vista delle elezioni. Con la parabola dei talenti, il Vangelo offriva una visione imprenditoriale "ante litteram": un amministratore a cui era stata affidata una somma, e che non era riuscito a farla fruttare, veniva redarguito. Cosi, anche in questa manovra di fine Legislatura, qualcosa non ha funzionato e il Governo non è riuscito a farla funzionare.»
«Al termine di questa Legislatura resteranno inevase questioni cruciali per la comunità - ha denunciato il Vicecapogruppo di FI, Mauro Baccega -. Questa maggioranza redistribuisce ingenti risorse agli enti locali all’ultimo momento, senza garantire che possano essere spese correttamente per mancanza di programmazione. Un caos in cui svanisce ogni logica. Abbiamo presentato proposte concrete, come la ristrutturazione delle case popolari (oggi finanziata dal Governo con 4 milioni), ma sono state respinte. Intanto, progetti essenziali come il percorso per disabili a Chevrère di Champdepraz o la riqualificazione della Ss26 - in un’area destinata a sviluppo - sono stati dimenticati. Ad Aosta, città crollata al 22º posto per vivibilità con un Sindaco al 90º per gradimento, mancano interventi strutturali cospicui. Persino la Salle de Gymnastique, per cui i cittadini hanno fatto una raccolta fondi, non ha ricevuto il sostegno necessario. In compenso, dei 5 milioni destinati alla sanità, 2 saranno destinati per l’ex Arer, edificio non di proprietà dell’Usl, anziché per opere urgenti. È il simbolo di una gestione approssimativa con stanziamenti decisi senza un confronto approfondito in Commissione.»
Il Consigliere Diego Lucianaz (Misto) ha espresso un «giudizio critico su di una montagna di soldi mal distribuita. C'è uno spreco di denaro per la digitalizzazione, mentre le aziende chiudono e la comunità valdostana soffre. Nessun ascolto per la criticità sul nodo stradale di Pont-Suaz, mentre l’accesso a Cogne necessita di una viabilità alternativa, come più volte proposto tramite un tunnel con Pila. Questi 277 milioni potevano migliorare la vita dei valdostani: invece si finanziano temi a sostegno della tesi del riscaldamento climatico, trascurando i bisogni reali. Un Governo che segue le direttive europee, l'Agenda 2030 e gruppi di potere, quando da un governo autonomista mi sarei aspettato scelte più aderenti al territorio. Si finanziano progetti Usl, come il numero europeo 116117, ma non si riducono le liste d’attesa. Aosta ha problemi di traffico e parcheggi, ignorati dalla Regione che ne finanzia in tanti altri Comuni. Si investe nell’innevamento artificiale a bassa quota, pur sostenendo che il riscaldamento climatico ha sconvolto il nostro clima. L’école publique est toujours moins valdôtaine, toujours plus dangereusement digitalisée et le patrimoine archéologique est vandalisé comme le cromlech. Sull’ospedale mancano elaborati, cifre, studi delle fasi successive. Nessuno, nemmeno la Giunta, conosce il costo del nuovo ospedale, che non sarà né immerso nel verde né efficiente.»
Il Consigliere Christian Ganis (FI) ha lamentato «la gestione improvvisata delle risorse regionali che porta a un avanzo di amministrazione di 277 milioni: dato eclatante ed emblematico che dimostra l'incapacità del Governo a programmare. Ora si vanno ad allocare risorse all'ultimo minuto per tacconare situazioni croniche e strutturali su cui non si è voluto intervenire con una pianificazione adeguata. Dove sono finite le risorse per ridurre le liste di attesa in sanità? Le scuole attendono interventi sugli edifici, che erano già urgenti nel 2024, e invece si prevedono dei finanziamenti straordinari a spot. Oggi si concedono 800mila euro per la scuola d'infanzia a Issogne per un progetto risalente al 2016 che non è ancora stato realizzato. La viabilità tra Issogne non è ancora stata ultimata creando disagi quotidiani alla circolazione, agli abitanti e al settore commerciale della zona. Dove sono le nuove importanti infrastrutture che dovrebbero rilanciare il nostro territorio? E che dire degli aiuti alle famiglie? Assenti. Nel documento non troviamo fondi specifici per i centri estivi per i ragazzi e anche il commercio è svilito senza una strategia seria di rilancio di questo settore che patisce un periodo estremamente negativo. L'obiettivo a cui tendere è un reale sviluppo della Valle d'Aosta, non un'elargizione di contentini a pioggia a seconda del momento politico.»
Per il Consigliere Claudio Restano (RV), «con questo Assestamento si mettono in campo risorse che, se fossero state allocate prima, avrebbero potuto fornire, ad esempio, incentivi al personale sanitario, alle Oss, ridurre le liste d'attesa, rallentare la desertificazione commerciale e altro ancora. Perché non si è fatto? Per mancanza di personale, per la burocrazia o perché vi è l'assenza di una visione politica? Gli avanzi di amministrazione crescono, ma i bisogni della popolazione rimangono e vengono ignorati dalla politica. Questa è una sconfitta per la politica. Per RV è arrivato il momento di dire basta: la Valle d'Aosta non può più permettersi una paralisi di questo tipo. Noi non vogliamo essere complici di una deriva di questo genere. La percezione è che la nave stia navigando a vista: è arrivato il momento di cambiare rotta, di cambiare o integrare l'equipaggio. Questo cambiamento consentirebbe di dare un senso al bilancio, di dare una nuova direzione: politica, responsabile, lungimirante. Governare significa scegliere e noi siamo pronti ad incidere, nei modi e nei tempi dovuti. Siamo pronti a farlo per la nostra gente.»
«Con questo corposo Assestamento si destinano importanti risorse per investimenti strategici e interventi prioritari in settori chiave per lo sviluppo della Valle - ha affermato il Capogruppo di PlA, Aldo Di Marco - ma è anche un documento che riflette un clima di fine Legislatura caratterizzato da scelte spesso urgenti più che strategiche. Pur riconoscendo alcuni interventi necessari - come i fondi per l’edilizia scolastica a Courmayeur, Donnas e Pont-Saint-Martin, o la manutenzione dell’Institut agricole di Aosta, manca una visione d’insieme. La Legislatura è stata segnata da decisioni rimandate e un clima politico poco collaborativo, che ha reso difficile un confronto costruttivo per il bene comune. Ora si agisce sull’emergenza, ma servirebbe una programmazione chiara per lo sviluppo futuro della Valle d’Aosta, oltre a interventi spot. Un punto positivo è il sostegno all’agricoltura, con il rifinanziamento della legge 17/2016 e i contributi per le imprese agroalimentari. Qui, grazie all’impegno dell’Assessore Carrel, abbiamo ottenuto risultati concreti, dimostrando che una programmazione seria è possibile. Nel complesso, tuttavia, questo bilancio riflette una gestione che rischia di lasciare indietro priorità come la sanità, le infrastrutture e la transizione ecologica. Servono scelte coraggiose, non solo contentini elettorali.»
Il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha osservato che «in questo assestamento possiamo leggere un concatenarsi di interventi a copertura di tutti i settori attraverso una pianificazione specifica, a volte su richiesta degli enti locali, a volte per necessità successive agli eventi alluvionali del 2023, 2024 e 2025, a volte per programmazione finanziaria a copertura di leggi regionali. Una quota sempre più consistente è destinata al fragile territorio valdostano, ma non manca il sostegno alla sua fruibilità, alle bellezze naturali, beni architettonici, patrimoni religiosi e storici e alla sicurezza. Insomma, per la comunità, e i suoi enti locali, per rendere la Valle d’Aosta più attrattiva, più inclusiva, con servizi a disposizione, assolvendo al mandato che termina con il prossimo Consiglio, pensando al futuro dei nostri giovani oltre che a tutti coloro che vogliono insediarsi nelle nostre vallate e costruire una famiglia.»
Il Vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine, Albert Chatrian (UV), ha parlato di «un Assestamento importante figlio di scelte fatte nei cinque bilanci precedenti che abbiamo approvato e sostenuto come forze di maggioranza. Con il documento di oggi andiamo a integrare degli interventi già decisi in passato che sono il frutto di precise scelte politiche improntate a una visione strategica che è stato possibile portare avanti grazie alla stabilità politica di questo Governo. Chi oggi lamenta improvvisazione dimentica che le priorità sono state fissate da tempo e questo bilancio è il risultato di una programmazione seria e ragionata come, ad esempio, sull'ampliamento dell'ospedale, sull'aeroporto, sulla ferrovia, sul riammodernamento degli impianti a fune e sulla gestione di un territorio sempre più caratterizzato da cambiamenti climatici e emergenze idrogeologiche. L'azione del Governo si è concentrata in maniera importante su settori centrali per la crescita della nostra regione: mutui, efficientamento energetico, enti locali, consorzi di miglioramento fondiario, impianti a fune e scuole. Le risorse allocate sono figlie di decisioni chiare, precedentemente assunte e frutto della continuità che ha caratterizzato questa maggioranza e questa Legislatura.»
