Info Conseil

Communiqué n° 363 de 19 juin 2025

Percorsi abilitanti per i docenti: discussi due question time e un'interpellanza

 

Nella seduta del 19 giugno 2025, la questione dei percorsi abilitanti per i docenti valdostani è tornata all’attenzione del Consiglio attraverso due interrogazioni a risposta immediata, presentate dai gruppi Progetto Civico Progressista e Forza Italia, e un’interpellanza del gruppo Rassemblement Valdôtain, trattate congiuntamente.

Il Consigliere di RV, Claudio Restano, ha illustrato le iniziative, anche a nome dei Capigruppo di PCP, Erika Guichardaz, e FI, Pierluigi Marquis, che prendono spunto da una petizione firmata dagli insegnanti immatricolati ai percorsi abilitanti 30-36-60 crediti formativi universitari presso l'Università degli studi di Torino, con la quale chiedono l'intervento del Governo regionale per ottenere un appello tra il 27 e il 30 giugno prossimi per l'espletamento della prova finale.  

Il Consigliere Restano, richiamando una sua precedente iniziativa discussa lo scorso Consiglio, ha ricordato che «i corsi abilitanti in svolgimento presso l’Università degli studi di Torino, attraverso il consorzio Cifis, coinvolgono un numero significativo di docenti precari valdostani attualmente inseriti nella seconda fascia delle Graduatorie regionali per le supplenze (Grs), in attesa dell’abilitazione necessaria per accedere alla prima fascia. Ora, il termine ultimo per il conseguimento dell’abilitazione, requisito indispensabile per l’inserimento in prima fascia ai fini dell’assegnazione degli incarichi per l’anno scolastico 2025-2026, è fissato in via inderogabile al 30 giugno 2025. Il mancato conseguimento dell’abilitazione entro tale scadenza impedirà loro di partecipare alla scelta degli incarichi per l’anno scolastico 2025-2026, nonostante la regolare frequenza dei corsi. Altre Università hanno invece previsto la possibilità di sostenere la prova finale entro il 30 giugno, consentendo così ai propri iscritti di completare il percorso in tempo utile per l’inserimento nelle graduatorie. Ricordo che i docenti precari sono parte fondamentale del sistema scolastico regionale: ci chiediamo quindi se l'Assessore ritenga corretto e politicamente accettabile che vengano penalizzati rispetto a colleghi di altre regioni, per ragioni non imputabili alla loro volontà o impegno. Vorremmo anche conoscere le iniziative che sono state o si intendono adottare per rispondere al loro appello.»

L'Assessore al sistema educativo, Jean-Pierre Guichardaz, ha ribadito che «la definizione dei concorsi per dirigenti scolastici e docenti, così come dei percorsi abilitanti, è competenza esclusiva dello Stato. La Regione Valle d’Aosta non ha alcun potere né sull’indizione né sull’organizzazione di questi percorsi. Se fossimo stati noi a decidere le tempistiche dei concorsi, avremmo senz'altro bandito quello per dirigenti scolastici prima dell'inizio dello scorso anno scolastico, così da avere i nuovi dirigenti già in servizio da settembre 2024. E invece, a causa dei ritardi a livello nazionale - malgrado le nostre reiterate sollecitazioni e interlocuzioni - l'avvio delle procedure concorsuali è stato posticipato. Ne consegue che solo dal prossimo anno scolastico potremo colmare i vuoti, dopo aver dovuto affrontare per mesi i problemi legati alle reggenze forzate e ai posti vacanti. Siamo quindi costretti, nostro malgrado, a gestire gli effetti di scelte e ritardi che non dipendono da noi.»

«Analoga è la situazione dei percorsi abilitanti per gli insegnanti: tempistiche, accessi e contenuti sono determinati a livello statale - ha proseguito -. Le università accreditate, tra cui l’Università di Torino tramite il consorzio Cifis, devono attenersi alle direttive ministeriali, senza autonomia sulle tempistiche o l’organizzazione delle prove. La Regione ha costantemente rappresentato le istanze del sistema scolastico valdostano, avviando già alla fine del 2024 interlocuzioni con i Ministeri competenti e gli Atenei, evidenziando criticità come i ritardi nei decreti attuativi e l’impatto sulle assenze del personale. In particolare, si è ribadita la necessità che tutte le Università - residenziali e online - adottassero criteri omogenei per evitare discriminazioni tra corsisti, concludendo i percorsi entro luglio per permettere l’inserimento tempestivo nelle graduatorie. È stato inoltre espresso il disappunto per il ritardo di Atenei come Torino o Pavia, che rischia di penalizzare i docenti valdostani rispetto a colleghi iscritti in altre sedi. La Regione ha continuato ad esercitare un ruolo attivo di vigilanza, anche in assenza di competenze formali, intervenendo prontamente sulla questione delle “prove intermedie” introdotte dall’Università di Torino, scrivendo al Cifis e ad altri soggetti istituzionali. L’azione politica e tecnica ha contribuito all’emissione di una nota esplicativa indirizzata ai corsisti. La Valle d’Aosta ha quindi svolto un ruolo di stimolo e tutela, in difesa del proprio sistema scolastico e dei lavoratori coinvolti. Voglio sottolineare che la data del 18 luglio 2025 non è un termine stabilito dalla Regione né dalle Università consorziate, bensì rappresenta una deroga nazionale concessa esclusivamente ai vincitori di concorso per concludere il percorso abilitante in forma accelerata. Le deroghe alle date sono state fornite dai Ministeri alla Conferenza dei Rettori: se non fosse arrivata l'autorizzazione qualche giorno fa non si sarebbe potuto fare niente.»

«Inoltre - ha concluso -, la Regione ha messo in campo anche misure concrete per sostenere i docenti valdostani impegnati nei percorsi: la concessione di permessi retribuiti per motivi di studio, l'attivazione di borse di studio a copertura totale o parziale dei costi dei percorsi, l'accoglimento delle principali istanze sindacali, una collaborazione continua tra Assessorato, Sovrintendenza agli studi, Università della Valle d'Aosta, dirigenti scolastici e insegnanti.»

La Capogruppo Erika Guichardaz ha commentato: «In tutta questa attività profusa dall'Assessorato, ci sono due desaparecidos: i parlamentari valdostani. Ci aspettavamo che si facessero parte attiva a livello nazionale, sollecitati anche dall'Assessore, affinché la disparità evidenziata nella petizione non fosse perpetrata, perché entrare in prima fascia per i precari è vita.»

«Ritenevamo che quella degli insegnanti fosse una richiesta legittima - ha evidenziato il Capogruppo Marquis -: ora spiace sapere che alle loro aspettative non sarà data risposta entro i termini previsti per l'iscrizione alle graduatorie regionali.»

Il Consigliere Restano ha aggiunto: «I termini imposti dal Ministero non impediscono di organizzare gli esami prima del 30 giugno. Secondo noi non è stato fatto tutto il possibile, soprattutto in virtù del fatto che nel CdA dell'Università della Valle d'Aosta siedono sia il Presidente della Regione che l'Assessore al sistema educativo. L'obiettivo era quello di ottenere gli esami entro il 30 giugno: ciò non è avvenuto e questo fallimento è dell'Assessore, che non deve dare la colpa all'Università.»

SC