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Communiqué n° 324 de 4 juin 2025
Approvato un disegno di legge per l'alloggio del personale di imprese alberghiere e commerciali
Con 32 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, Lega VdA, RV, FI, GM) e 2 voti di astensione (PCP), il Consiglio Valle, nella seduta pomeridiana del 4 giugno 2025, ha approvato un disegno di legge che contiene disposizioni per il riuso di edifici esistenti finalizzato all'alloggio del personale di imprese alberghiere, commerciali o esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande attive sul territorio regionale, nonché di altre attività strettamente correlate al settore turistico.
L'atto, depositato dalla Giunta regionale il 2 aprile ed esaminato dalle Commissioni terza e quarta, si compone di dodici articoli. Sul testo sono stati respinti sei emendamenti di PCP.
L'Assemblea ha poi approvato, con 31 voti a favore e due astensioni (PCP), un ordine del giorno del gruppo RV, così come emendato in accordo con l'Assessore al turismo, riguardante l'estensione dell'accesso alla gestione delle strutture per l'alloggio dei lavoratori stagionali. In particolare, si impegna il Governo regionale a dare mandato agli uffici di predisporre, nel prosieguo dell'attività amministrativa, una proposta legislativa sul modello del disegno di legge, che tenga conto sia delle esigenze espresse dalle imprese commerciali e della ristorazione manifestate nel corso delle audizioni consiliari, nonché di altre categorie imprenditoriali e settori economici attivi nelle località turistiche del territorio regionale.
Relazione d'Aula
Il Consigliere Albert Chatrian (UV), a nome anche del Consigliere Corrado Jordan (UV), ha illustrato i contenuti all'Aula. «Il disegno di legge - ha detto - affronta la difficoltà di reperire, in particolar modo nelle zone più turistiche, camere e alloggi per il personale dipendente stagionale: la problematica ha riguardato inizialmente il personale delle imprese alberghiere per poi estendersi anche ad altre attività economiche presenti sul territorio regionale ricollegabili all'ambito turistico. Per contenere il consumo di suolo, il provvedimento prevede esclusivamente il riutilizzo di edifici esistenti, escludendo nuove costruzioni e rispondendo così anche alla necessità di riqualificare il patrimonio edilizio esistente e di promuovere la riqualificazione urbana. Sono interessati due tipi di edifici: edifici con destinazione turistico-ricettiva alberghiera, cessati definitivamente e non riconvertiti ad altro uso; edifici con altre destinazioni d’uso, previa modifica della destinazione in funzione dell’alloggio del personale. Gli edifici così riutilizzati sono classificati come strutture complementari di aziende alberghiere attive, rendendo così possibile l’accesso ai mutui agevolati previsti dalla legge regionale 19/2001 a sostegno della riqualificazione delle attività turistico-ricettive e commerciali. Infine, la gestione degli edifici destinati all'alloggio dei lavoratori è riservata alle aziende alberghiere operative, in forma singola o associata.»
«Questo è un primo tassello - ha proseguito -, ma sarà necessario introdurre ulteriori misure per rendere la nostra regione attrattiva per i lavoratori e le lavoratrici che vorranno venire a prestare sul nostro territorio la loro indispensabile opera e professionalità, e, eventualmente, trasferirvisi con le loro famiglie. Alcune località di media montagna o della valle centrale, dove il costo delle abitazioni è più accessibile rispetto a quelle più turistiche, potrebbero così ritrovare nuova vitalità, anche demografica, grazie all’afflusso di persone in grado di colmare la carenza di manodopera locale.»
Il dibattito in Aula
Il Capogruppo di Pour l'Autonomie, Aldo di Marco, ha parlato della «volontà di dare risposte concrete a una problematica che affligge tutte le attività legate al settore turistico, che si avvalgono di operatori stagionali e che faticano a reperire unità abitative adeguate e a costi accessibili. Questo è un fattore critico anche per i lavoratori che non possono sostenere un esborso economico ingente da destinare all'affitto. Un circolo vizioso che rischia di compromettere la competitività di tutto comparto turistico. La norma agisce concretamente e dà la possibilità di riutilizzare gli edifici esistenti evitando il consumo di suolo che sarebbe necessario per la costruzione di nuove case e consentendo agli operatori economici l'accesso di mutui a tasso agevolato. Una legge che pensa anche a creare le condizioni per l'accoglienza delle famiglie dei lavoratori, in modo da attrarre e stabilizzare la manodopera, aprendo nuovi interessanti scenari rispetto al contrasto dello spopolamento dei territori di montagna. Bisogna pensare sempre più in grande, lavorando per un modello di accoglienza integrata che renda la Valle d'Aosta non solo una meta turistica di eccellenza ma anche un territorio attrattivo per i lavoratori.»
Per il Capogruppo di Rassemblement Valdôtain, Stefano Aggravi, «questo disegno di legge non risponde solo alla necessità di trovare degli spazi per creare alloggi per i lavoratori stagionali a favore di un settore strategico per la nostra regione, ma anche di dare un'ulteriore offerta a chi sceglie di venire a lavorare in Valle d'Aosta. Nel percorso di analisi, è emerso un tema per cui abbiamo sollecitato l'Assessorato, dopo aver ascoltato le esigenze rappresentate dalle imprese commerciali, della ristorazione e dai proprietari privati: l'ampliamento del ruolo di soggetto gestore, che in questo provvedimento è riservato alle sole imprese alberghiere, escludendo di fatto altre realtà economiche. Infatti, la domanda abitativa riguarda una pluralità di settori economici e sociali attivi nelle località turistiche: ecco perché abbiamo presentato un ordine del giorno per estendere la platea dei gestori delle strutture, impegnando il Governo, nel prosieguo dell'attività amministrativa, a predisporre una proposta tecnica di revisione, tenuto conto che la Legislatura sta per scadere e che non vi è il tempo per un nuovo intervento legislativo.»
«Le intenzioni espresse nella relazione, su un primo tentativo di contrasto allo spopolamento rappresentato da questo disegno di legge, appaiono ottimistiche, dal momento che questo intervento legislativo si limiterà alla realizzazione di stanze e piccoli alloggiamenti all'interno di strutture alberghiere dismesse, che è cosa ben diversa dalla realizzazione di veri e propri alloggi per lavoratori e nuclei familiari - ha osservato la Consigliera Chiara Minelli (PCP) -. La norma prova a dare soluzioni concrete alle criticità rappresentate da Adava, ma non bisogna dare false speranze e conviene essere realistici. Inoltre, il problema dell'abitazione in Valle interessa tante altre categorie di lavoratori, altrettanto indispensabili per la nostra economia, e non solo, ma che non sono state considerate. Pensiamo ai lavoratori del settore sanitario e agricolo che fanno fatica a trovare alloggi a prezzi equi. Sarebbe poi anche stata opportuna una riflessione più ampia sul riuso di edifici diversi da quelli alberghieri, pensando a quelli collocati nei centri storici in particolare dei comuni delle medie vallate interessate in maniera significativa dallo spopolamento che, comunque, non si combatte pensando alla realizzazione di stanze per i lavoratori. Il riuso degli edifici individuati potrà essere realmente classificabile come una questione di interesse pubblico? Anche su questo senso permangono forti dubbi.»
Per il Consigliere Luca Distort (Lega VdA), «si tratta di un primo esperimento legislativo che tenta di rispondere ad alcune esigenze del settore produttivo e che riconosciamo sia frutto di un grande lavoro. Tutto il settore turistico-ricettivo chiede risposte alle esigenze di alloggio del personale: questo disegno di legge può rappresentare una prima puntata di una riforma in ambito urbanistico. L'attuale rigida distinzione tra destinazioni d'uso è ormai obsoleta; ora si tratta di riportare alla luce il modello, che è stato rottamato, appartenente alla società rurale e che è il modello casa-lavoro, casa-bottega e casa-officina. È altresì importante creare un legame tra l'imprenditore e il proprio personale dipendente: una sorta di reciproco scambio, e non di assoggettamento, che questo disegno di legge fa apparire virtuoso. In questa linea, abbiamo votato favorevolmente in Commissione e auspichiamo che questo modello sia replicato in altri settori.»
«Siamo di fronte a un disegno di legge complesso che ha il compito di coniugare le esigenze dell'economia con gli aspetti urbanistici - ha evidenziato il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier -. Il primo obiettivo della norma è quello di realizzare delle camere per quei lavoratori di cui la Valle ha fortemente bisogno. In passato è stata l'industria ad attirare personale che si è stabilito in Valle in via definitiva. Anche le attività silvo-colturali hanno mobilitato persone provenienti da altre zone in cui la situazione economica era peggiore che da noi. E così è stato anche per la costruzione di infrastrutture stradali e delle centrali elettriche. Oggi tocca al turismo e molti dipendenti sono costretti ogni mattina a fare da pendolari su e giù per le vallate. Una situazione lavorativa garantita, unitamente alla disponibilità di alloggi, potrebbe portare a un'inversione di rotta e contribuire al ripopolamento delle aree montane generando ricadute positive sull'economia circolare reale che si autoalimenta all'infinito a vantaggio delle comunità locali, delle scuole e degli esercizi commerciali. Avendo 1,4 milioni di euro a disposizione non è possibile per ora estendere la norma ad altri comparti: incominciamo dal turismo, valutando gli impatti nel primo anno.»
Per la Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, «questo disegno di legge presenta molti limiti. Innanzitutto, il problema casa andrebbe affrontato a 360°, mentre qui si propone un intervento tampone, sbilanciato a favore di una sola categoria, gli albergatori. Altri settori, come l’agricoltura, l'edilizia o la sanità, affrontano problematiche analoghe a quelle del comparto turistico-ricettivo, ma con esigenze anche legate alla residenzialità. Secondo i dati Istat del 2021, in Valle d’Aosta ci sono 75.948 abitazioni non occupate, molte delle quali obsolete. Un intervento utile - soprattutto considerando la situazione del comune di Aosta, con quasi 5.000 case vuote - potrebbe essere quello di promuovere la ristrutturazione di questi immobili per uso residenziale. Un ulteriore limite del disegno di legge è che le strutture interessate resteranno classificate come turistico-ricettive, escludendo quindi la possibilità di residenza e non dando risposte allo spopolamento della montagna. Dal punto di vista politico, si assiste poi a uno svuotamento degli strumenti di pianificazione in capo agli enti locali. Pur comprendendo le esigenze delle categorie interessate, rileviamo la mancanza di dati concreti sia sulle strutture coinvolte sia sulle reali priorità.»
«Siamo di fronte a un primo tentativo, innovativo rispetto al panorama nazionale, che comprensibilmente, non può essere esaustivo per una serie di ragioni tra cui anche quelle legate ai finanziamenti stanziati - ha affermato l'Assessore al turismo e commercio, Giulio Grosjacques -. Abbiamo lavorato pensando al territorio e nel rispetto delle competenze e dell'autonomia decisionale degli enti locali che hanno la piena facoltà di disciplinare le eventuali destinazioni d'uso ammettendo a recupero quelle che ritengono opportune. Siamo consapevoli che il reperimento di personale da parte delle imprese turistiche sta diventando sempre più difficoltoso e con questa norma abbiamo voluto dare una prima risposta alle esigenze maggiormente rappresentateci dal comparto legate alle attività turistico-ricettive, commerciali e della somministrazione di alimenti e bevande. La norma è fortemente attesa dagli operatori del settore e non prevede costruzioni di nuovi volumi ma solo il riuso di edifici esistenti con possibilità di ampliare del 20% la volumetria e la possibilità di accedere ai mutui previsti dalla legge regionale 19/2001. Iniziative che sicuramente fungeranno da incentivo nei confronti degli imprenditori. Non siamo di fronte alla risposta risolutiva per combattere lo spopolamento in montagna, ma è una buona partenza. La costruzione di alloggi per i lavoratori stagionali unitamente alla stabilizzazione dei contratti di lavoro nei comuni di media valle consentirebbe, dove possibile, la costituzione di nuclei familiari stabilmente insediati nei comuni delle valli laterali e non solo di quelli in testata di valle, rivitalizzando le nostre comunità. Il nostro obiettivo è quello di ampliare la platea dei lavoratori aprendo ad altri comparti, che manifestano le stesse necessità, con un apposito provvedimento legislativo che sarà approvato nella prossima Legislatura. Si tratta di una buona legge realizzata nel solco dei principi sostenuti da questa maggioranza.»
I lavori sono sospesi e riprendono domani, giovedì 5 giugno, alle ore 9.
SC-LT
