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Communiqué n° 323 de 4 juin 2025
Approvato un disegno di legge in materia di urbanistica ed edilizia
Nella seduta del 4 giugno 2025, il Consiglio Valle ha approvato, con 18 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 14 astensioni (Lega VdA, RV, FI, PCP, GM), un disegno di legge che contiene disposizioni in materia di urbanistica ed edilizia.
Il testo, depositato dalla Giunta regionale il 31 marzo e modificato nel corso dell'esame in terza Commissione, che ha predisposto un nuovo testo, si compone di 56 articoli, che modificano la normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d’Aosta n. 11 del 1998.
Sul testo è stato approvato un emendamento congiunto dei gruppi UV e FP-PD, mentre sono stati respinti gli altri emendamenti depositati in Aula, di cui tre di RV, uno di PCP, uno di Lega VdA e uno di GM.
Contestualmente, l'Assemblea ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, presentato dal gruppo Rassemblement Valdôtain così come modificato in accordo con l'Assessore alle opere pubbliche, riguardante la sanatoria di singole unità immobiliari in condominio in presenza di difformità edilizie che coinvolgono parti comuni. In particolare, il testo impegna il Governo regionale a precisare, nell'ambito dell'attuazione del disegno di legge, che la possibilità di procedere alla sanatoria di una singola unità immobiliare in condominio - anche in presenza di difformità che coinvolgano parti comuni - è subordinata al consenso formale dell'assemblea condominiale, e può riguardare esclusivamente la porzione interessata dalla difformità, senza estendere l'intervento all'intero edificio, purché l'uso e l'interesse delle restanti unità non risultino pregiudicati e sia rispettata la compatibilità edilizia dell'intervento stesso.
È stato invece respinto, con 20 astensioni (UV, FP-PD, PlA, SA, PCP) e 13 a favore (RV, Lega VdA, FI, GM), un secondo ordine del giorno del gruppo RV che riguardava la semplificazione delle procedure edilizie per interventi non interferenti con le condizioni di pericolosità idraulica o geologica.
Relazioni d'Aula
A illustrare il provvedimento in Aula sono stati i Consiglieri Corrado Jordan per la maggioranza e Luca Distort per la minoranza.
«L’obiettivo primario di questo disegno di legge - ha detto il Consigliere Corrado Jordan (UV) - è quello di snellire i procedimenti amministrativi anche grazie alle tecnologie digitali, adeguare le norme all'evoluzione delle esigenze operative raccolte in questi anni e recepire la legge statale n. 105/2024 ("Salva Casa") in materia di edilizia e urbanistica nel rispetto dell’autonomia regionale. Il testo, frutto di confronto con enti locali e operatori economici, rappresenta un passo importante nella modernizzazione della normativa urbanistica regionale.»
«I principali interventi - ha proseguito - riguardano: la semplificazione delle varianti ai piani regolatori comunali, con particolare attenzione alla distinzione tra le diverse tipologie e procedure di approvazione; la ridefinizione degli ambiti inedificabili e la modernizzazione della vigilanza sulle trasformazioni urbanistiche ed edilizie, con un focus sulla semplificazione del procedimento sanzionatorio; la codificazione della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) in sanatoria, di fatto già utilizzata nella prassi; l'aggiornamento della normativa sulle aree a rischio idrogeologico, definendo criteri più chiari per la disciplina d'uso dei terreni e semplificando le procedure di revisione della cartografia delle aree a rischio, in una logica di rafforzamento delle misure di tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini; il recepimento della legge statale 105/2024 con un adeguamento alle peculiarità del territorio e alle norme di pianificazione nei limiti offerti dallo Statuto speciale, garantendo la centralità degli strumenti di pianificazione comunali (legittimità degli immobili, mutamenti d’uso, tolleranze costruttive, sanatorie, superficie minima degli alloggi mono-stanza). Al di là di elementi interessanti della normativa statale che sono stati accolti in questo testo, ve ne sono numerosi altri che, se applicati indistintamente su tutto il territorio regionale, potrebbero portare a deregolamentazione della pianificazione, con effetti negativi in termini di usi e servizi. Questo disegno di legge tutela quindi il territorio e la sicurezza, in risposta alla fragilità ambientale della Valle d’Aosta, e promuove un modello di sviluppo sostenibile, che coniughi la crescita economica con la tutela dell'ambiente e del paesaggio: in quest'ottica si favorisce il recupero del patrimonio esistente, si incentivano le pratiche di efficienza energetica e si limita il consumo di nuovo suolo.»
Il Consigliere Luca Distort (Lega VdA) ha parlato di «una vera e grande occasione perduta. L'intero disegno di legge invece di segnare un cambio di paradigma verso un’urbanistica che proceda per progetti, rimane ancorato a una logica normativa e disciplinatoria, frutto dell’attività tecnica più che di una visione politica innovativa che sappia rispondere alla varietà e al rapido evolvere delle esigenze dei cittadini, a partire dalla necessità di ripopolamento delle aree territoriali in abbandono e di insediamento di nuovi modelli aggregativi e produttivi in ambito rurale. Mancanze, scelte restrittive e un complesso corpus di aggiustamenti puntuali e dettagli tecnico-amministrativi danno di questo provvedimento un'immagine che rievoca il concetto evangelico delle "pezze su di un vestito logoro": una prospettiva inadeguata e costruita sull'intelaiatura di uno strumento legislativo (la l.r. 11/1998) ormai superato e completamente da riscrivere, che impedisce all'emendabilità di poterne correggere le mancanze.»
Per il Consigliere, «il recepimento parziale della normativa nazionale è una scelta politica di auto-censura: il Governo regionale, invece di cogliere l’occasione per favorire trasformazioni edilizie e semplificazioni, ha preferito riaffermare vincoli e limitazioni, mantenendo i cittadini sottomessi a norme rigide. Non viene poi colta l’opportunità di semplificare le procedure autorizzative in aree a rischio idrogeologico, affidando alle figure professionali abilitate il compito di dimostrare la compatibilità dei singoli progetti ai rischi idrogeologici, e sollevando gli uffici regionali dai compiti valutativi ed evitando la sovrapposizione di competenze. Il tema delle destinazioni d’uso, centrale per le esigenze attuali dell'urbanistica, è trattato in modo limitato e restrittivo, ignorando le nuove esigenze di convivenza tra usi abitativi, lavorativi ed economici. Così come non sono valorizzati i meccanismi di premialità volumetrica della "Legge Casa" regionale (24/2009), che costituiscono i presupposti per favorire il riuso del patrimonio edilizio esistente, in linea con i principi di riduzione del consumo di suolo. Infine, mancano scelte politiche sulla rigenerazione urbana e rurale e sulla riduzione del consumo di suolo: due temi urgenti e strategici ignorati dal testo.»
Il dibattito in Aula
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha ricordato che «la Regione ha competenza primaria sull'urbanistica e, come altre Regioni hanno fatto, anche noi avremmo potuto intervenire tempo addietro recependo il decreto "Salva Casa". Nonostante le nostre innumerevoli sollecitazioni e le risposte rassicuranti del Governo su un "rapido intervento", arriviamo con un anno di ritardo rispetto al recepimento della norma nazionale. Questa legge approda in Consiglio in ritardo ed è priva di molti elementi che avrebbero potuto riverberarsi positivamente sul territorio consentendo fin da subito di liberare gli appartamenti, ostaggio di una normativa rigida e frammentata, di sanare piccole difformità edilizie e di accedere ai mutui. Le associazioni imprenditoriali e gli ordini professionali avevano concorso alla redazione di un testo che prevedeva numerosi interventi normativi migliorativi e che avrebbe consentito di mettere sul mercato numerose abitazioni. La norma aveva trovato il consenso della società professionale e civile, ma non di quella di questa maggioranza che oggi ci presenta una legge monca che arriva fuori tempo massimo. Dispiace constatare che non si sia voluto utilizzare a pieno gli strumenti che venivano messi a disposizione a livello nazionale, con buona pace della nostra autonomia.»
Per il Capogruppo di RV, Stefano Aggravi, «si tratta di un provvedimento complesso e delicato, che deve aggiornare una normativa datata e tenere conto del ruolo centrale degli enti locali. Sicuramente in termini di programmazione strategica è mancata la possibilità di poter ragionare sulla l.r. 11/98 a fronte della nuova versione del Piano territoriale paesistico il cui futuro resta oggi incerto. Come RV abbiamo cercato di contribuire con due ordini del giorno e quattro emendamenti, puntando a ridurre la discrezionalità e a rafforzare coerenza e trasparenza. In particolare sull’articolo 51, abbiamo sollecitato una riflessione sul “Piano Casa”, proponendo di affiancargli una cornice regionale per l’uso degli accordi di programma, spesso impiegati per operazioni urbanistiche di grande impatto, senza criteri comuni. Questi strumenti, al pari dei Pud inseriti nei Piani regolatori comunali, consentono incrementi volumetrici significativi, ma operano oggi in un contesto normativo frammentato, rischiando di generare disallineamenti rispetto ai limiti imposti al "Piano Casa". Con l’articolo 51-bis, che proponiamo, si consente ai Comuni di sospendere anche tali strumenti urbanistici, e non solo il "Piano Casa", durante le fasi di revisione degli strumenti urbanistici. L’obiettivo è evitare una pianificazione a due velocità tra piccoli interventi e grandi volumi, ristabilendo coerenza e maggiore equilibrio nelle politiche di trasformazione del territorio, soprattutto nei contesti più delicati o a forte pressione turistica.»
Il Presidente della Commissione "Assetto del territorio", Albert Chatrian (UV), ha evidenziato «l'impegno profuso dalla Commissione che ha lavorato a lungo per approfondire i contenuti del decreto "Salva Casa" ascoltando con attenzione ogni voce proveniente dal territorio: dagli enti locali ai rappresentanti del mondo professionale e imprenditoriale. Questo lavoro di analisi ha richiesto del tempo, ma ci ha consentito di arrivare alla stesura di un testo di cui possiamo dirci soddisfatti. L'obiettivo non era quello di plasmare la normativa regionale a immagine di quella nazionale, ma di realizzare un abito su misura, cucito sulle esigenze del nostro sistema e delle sue peculiarità. Rispetto al decreto "Salva Casa" abbiamo voluto che fossero i Comuni a mantenere le competenze territoriali conservando anche la loro piena decisionalità rispetto ai cambi di destinazione d'uso. Abbiamo esercitato le nostre competenze statutarie con la chiara consapevolezza che l'urbanistica non è una semplice disciplina tecnica, ma lo strumento con cui viene scritto il futuro della nostra comunità: è una materia di importanza vitale dal momento che si occupa della pianificazione e programmazione del nostro territorio. Il movimento dell'Union Valdôtaine ritiene che l'ambiente e il territorio siano i beni più preziosi di cui disponiamo, un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare e preservare nel migliore dei modi.»
«Questo è uno dei temi più incisivi della pianificazione regionale - ha rilevato la Consigliera Chiara Minelli (PCP) -. Sono state introdotte modifiche tecniche su cui abbiamo avuto modo di ascoltare portatori di interesse come Celva, ordini professionali e associazioni, che hanno avanzato osservazioni e richieste, in alcuni casi recepite. Alcuni aspetti sono condivisibili, altri destano perplessità, come gli indici di edificabilità, riguardo ai quali non sono chiare le possibili conseguenze, o le nuove regole sulle serre. Il disegno di legge modifica anche le norme per le aree a rischio idrogeologico, ma ci mancano elementi per una valutazione compiuta. Riguardo al recepimento della normativa nazionale, per noi vi sono alcuni elementi che possono essere ritenuti interessanti, ma nel complesso la "Salva Casa" rappresenta uno strumento per sanare pesanti abusi edilizi, commessi a danno dell'ambiente e del territorio; la legge riduce gli standard abitativi e allunga i tempi per le demolizioni, e questo è negativo. Pur apprezzando alcuni "paletti" posti a livello regionale, che per alcune situazioni mettono un freno all'eccessiva liberalizzazione del testo nazionale, riteniamo inopportuna l’unione in un unico testo della revisione della legge 11/1998 e delle modifiche della "Salva Casa": quest'ultima andava discussa in modo separato e più approfondito, nell'ambito della revisione della l.r. 24/2009. Per questi motivi, esprimeremo un voto di astensione.»
«Con questo disegno di legge e il prossimo in discussione che riguardano l'urbanistica, si assiste a un depotenziamento dei Comuni a cui sono tolte alcune competenze rispetto ai piani regolatori e si è persa nuovamente l'occasione per fare una riforma generale che desse risposte esaustive alle esigenze abitative e all'ambiente, frenando le spinte della speculazione edilizia - ha osservato la Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz -. La norma non frena gli aumenti volumetrici sconsiderati che hanno consentito, ad esempio, il condominio vista mare sull'Arco d'Augusto ad Aosta. Per questo ho predisposto un emendamento volto ad estendere le limitazioni per i comuni definiti "grandi stazioni turistiche" alla città di Aosta. Se Courmayeur ha avuto, infatti, un aumento volumetrico di 101mila m3, Aosta ne ha avuti 72mila e lo stesso Comune imputava al "Piano Casa" le colpe di aumenti fuori scala. Resta anche un dubbio sull'applicazione della nuova legge da parte dei Comuni. Dovranno aspettare la delibera della Giunta regionale o potranno agire con propri atti prima dell'intervento della Regione? Ritengo che debbano essere tempi certi e brevi, oppure dovrebbero potersi esprimere senza aspettare l'Amministrazione regionale per evitare una corsa al titolo edilizio.»
«In Valle d'Aosta abbiamo un patrimonio edilizio importante ma datato, che chiede di essere valorizzato - ha detto il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Una delle difficoltà nel riqualificarlo deriva dall'impostazione dell’attuale legge urbanistica, che impone mille lacci e lacciuoli, ostacolando chi vuole riutilizzare il proprio patrimonio. Serve un’impostazione diversa, oltre gli aggiustamenti tecnici proposti dagli uffici. Coniugare le iniziative nazionali - che hanno provato a snellire le pratiche - con le nostre potestà legislative non era un compito facile e si è scelto di mantenere certe rigidità. La nostra visione è positiva verso chi vuole intraprendere: le regole vanno rispettate, ma bisogna dare fiducia a chi riqualifica. Il "Piano Casa" ha contribuito molto: ci sono stati casi discussi, ma non vanno dimenticati gli effetti complessivi, specie per limitare il consumo di suolo. La nostra è una visione diversa, che sostiene chi fa, pur salvaguardando ambiente e paesaggio. In questo disegno di legge mancano indirizzi politici chiari: forse serviva più coraggio. Ci aspettavamo di più su un tema così centrale per economia e territorio.»
«Questo disegno di legge non è un banale adattamento del decreto "Salva Casa", ma nasce dall'incontro tra la disposizione nazionale e la nostra competenza legislativa primaria - ha ricordato il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier -. Il testo normativo presentato oggi in Aula tiene conto delle numerose osservazioni emerse in Commissione dai vari portatori di interesse: associazioni datoriali del mondo delle costruzioni, Conferenza valdostana delle professioni, enti locali, ecc. La norma dà grande centralità al territorio ponendo in capo ai Comuni molte decisioni, nel pieno rispetto delle loro prerogative di autonomia. È giusto che sia il territorio a decidere delle trasformazioni che lo riguardano, rimanendo sempre nei limiti delle previsioni normative. Ed è quindi fondamentale che alcune questioni siano delegate a chi vive il territorio, lo percorre e lo conosce puntualmente e sa decidere in maniera consapevole e competente. Questa legge potrà forse non accontentare tutti ma abbiamo fatto un primo passo mettendo mano a una materia complessa come l'urbanistica, con pragmatismo e nel rispetto della peculiarità valdostana.»
L'Assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente, Davide Sapinet, nella replica, ha parlato di «un disegno di legge molto atteso, frutto di un grande lavoro, sul quale c'è stato un confronto aperto, a 360°. È stato un esercizio di sintesi, tra visioni diverse con un approccio metodologico che ha coinvolto il Cpel, gli ordini professionali e le associazioni datoriali. Conosciamo bene i problemi delle nostre collettività e abbiamo voluto, con loro, fare delle scelte politiche che non abbiamo delegato ad altri, tanto meno agli uffici. Uno dei pilastri del provvedimento è la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure: siamo intervenuti per ridurre la burocrazia e i tempi di attesa oltre che per chiarire gli adempimenti, anche attraverso l'uso di nuove tecnologie. Importante poi il ripristino dell'Osservatorio dell'edilizia, inattivo dal 2009. L'articolo 51 di questo disegno di legge - che si pone l'obiettivo di consentire alle grandi stazioni turistiche la possibilità di limitare l'applicazione dei benefici volumetrici della "Legge Casa" (n. 24/2009) - risponde all'impegno preso nell'estate del 2024 con l'istituzione del tavolo tecnico per l’esame degli impatti del "Piano Casa" sui comuni di Courmayeur e Valtournenche: un articolo che non è nato in una notte, ma che è frutto di passaggi politici ben definiti e chiari, sviluppatisi all'interno del Cpel. Affermare, quindi, che questo disegno di legge sia privo di visione politica non rende giustizia alla complessità e all'ampiezza dell'intervento, che rappresenta un passo fondamentale e necessario per modernizzare la nostra legislazione, rendendo i processi più efficienti, più trasparenti a beneficio dei cittadini e del nostro territorio. Le scelte operate, inclusa la parzialità nel recepire alcune norme nazionali, derivano da una ponderata valutazione delle specificità regionali con la volontà di garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Credo che con l'apporto di tutti sia stata trovata la giusta sintesi di un lavoro che non finisce oggi: delibere e circolari applicative ci aspettano.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato «l'importanza del confronto, a volte anche acceso, ma sempre e comunque costruttivo, avvenuto con le varie controparti durante la stesura della legge. Questo dialogo ha permesso di realizzare una norma che riconosce e valorizza le peculiarità del nostro territorio: un provvedimento che si inserisce in un'ottica di rispetto e sostegno al territorio che sarà ulteriormente tradotta con azioni concrete attraverso le delibere applicative di Giunta. La legge in discussione oggi è il preludio verso interventi più articolati che dovranno abbracciare il campo più ampio del Piano territoriale paesistico per dare completezza e organicità a questo percorso.»
SC-LT
