Info Conseil
Communiqué n° 321 de 4 juin 2025
Iniziati i lavori del Consiglio del 4 e 5 giugno. Dibattito sulla richiesta di referendum confermativo
Il Presidente Alberto Bertin ha aperto i lavori del Consiglio Valle, convocato oggi, mercoledì 4, e domani, giovedì 5 giugno 2025, per discutere un ordine del giorno composto di 76 punti.
Nelle sue comunicazioni all'Aula, il Presidente ha informato che «sono pervenute due richieste di sottoporre a referendum confermativo la legge elettorale regionale per l'elezione del Consiglio Valle, approvata dall'Assemblea il 27 febbraio scorso. La prima è stata presentata il 30 maggio dai Consiglieri dei gruppi Lega VdA e Misto, mentre la seconda, corredata da 2.273 firme, è stata consegnata nel pomeriggio di ieri dai delegati del Comitato per la riforma elettorale. Gli uffici stanno verificando le firme.»
Il dibattito sulle comunicazioni
La Consigliera Chiara Minelli (PCP) ha sottolineato come «per la prima volta, si svolgerà un referendum confermativo su una legge regionale. Proprio perché si tratta di un evento inedito, sarà fondamentale gestirlo nel migliore dei modi. Abbiamo sostenuto attivamente la raccolta delle firme, poiché la legge approvata è ben diversa da quella promessa all’inizio della Legislatura: si tratta infatti di un ritocco minimale, che non affronta i veri nodi da risolvere, ovvero la governabilità e la rappresentanza di genere. Una normativa, dunque, negativa. Ad oggi la legge regionale non può essere promulgata e non può produrre effetti fino all’esito del referendum. Il decreto di indizione delle elezioni regionali, atteso per fine luglio, si baserà quindi sulla normativa attualmente in vigore, il che comporta che le elezioni regionali previste per fine settembre si svolgeranno con la preferenza unica. Il periodo utile per lo svolgimento del referendum va da metà agosto a metà ottobre: la scelta della data rappresenta un atto politico che deve essere orientato a favorire la più ampia partecipazione possibile. Per questo auspichiamo che il voto si tenga in occasione dell’election day a settembre, garantendo così una maggiore affluenza e una riduzione dei costi. Votare ad agosto, cosa mai accaduta nel nostro Paese, rappresenterebbe una forzatura e una negazione del diritto a una partecipazione consapevole e diffusa.»
«Il nostro gruppo non ha partecipato alla raccolta firme per la promozione di questo referendum ma va fatta chiarezza quanto prima: a quattro mesi dalle consultazioni regionali non conosciamo ancora quali saranno le regole elettorali, un fatto che non ha precedenti in nessuna regione! - ha commentato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Ora il Presidente della Regione ha trenta giorni a disposizione per esprimersi sull'indizione del referendum che potrà avvenire solo tra il 60° e il 90° giorno dall'emanazione del decreto di indizione del referendum. Non possiamo aspettare tutto questo tempo. Mancano quattro mesi alle elezioni e sarebbe surreale dover aspettare ben 30 giorni per conoscere la data del referendum e l'applicabilità del suo esito alle prossime elezioni regionali. Forza Italia e altri gruppi consiliari stanno acquisendo dei pareri legali per fare luce sull’argomento: un inutile dispendio di risorse. È l'istituzione Regione che avrebbe dovuto farsi parte diligente, chiedere un parere e metterlo a disposizione di tutti. Siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo. Sollecitiamo un chiarimento urgente da parte del Governo regionale a tutela della democrazia e del rispetto della decisione popolare.»
Il Consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA) ha aggiunto: «Abbiamo voluto depositare anche come Consiglieri la richiesta di referendum, perché riteniamo che riforme di questa entità debbano essere sottoposte al vaglio popolare. Le tre preferenze con la terza di genere non sono un modo per riequilibrare la rappresentanza di genere: saremmo l'unica regione italiana, perché nelle altre c'è la doppia di genere. La modifica della legge elettorale non è sostanziale, è stata fatta tardi, male, in modo maldestro e con arroganza. Saranno gli elettori valdostani a valutare la scelta di questa maggioranza. Sarebbe paradossale fare un referendum ad agosto su di una legge che, comunque, non potrà entrare in vigore.»
Il Capogruppo di RV, Stefano Aggravi, ha sottolineato che «l'organizzazione delle liste elettorali e le tempistiche sono messe seriamente in discussione da questo referendum. Le date di svolgimento della consultazione referendaria aprono scenari paradossali in cui addirittura potremmo trovarci in fase di campagna elettorale regionale a parlare di referendum o andare a votare per il rinnovo del Consiglio Valle dovendo anche pronunciarci su come regolare le consultazioni per il rinnovo del Consiglio. Un assurdo mai visto.»
«L'incertezza è la cosa più preoccupante sia per le elezioni comunali che per quelle regionali - ha detto la Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz -: chi dovrà raccogliere le firme per presentare le liste avrà grosse difficoltà. Non credo, invece, che votare ad agosto sia un problema: per chi crede nell'importanza del voto, si sta organizzando e ci sarà. Riguardo alle preferenze, ricordo che nella proposta di legge della Lega c'erano cinque preferenze senza quella di genere: questo era costituzionale? Noi abbiamo chiesto con forza la doppia di genere, mentre altre forze non lo hanno fatto e oggi si ergono a paladini della rappresentanza di genere e del femminismo.»
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, è intervenuto parlando della preferenza di genere che «nasce su impulso di una ristretta minoranza di femministe interessate a trattare la loro stessa categoria alla stregua di specie in via di estinzione, a prescindere dal merito, mettendo in imbarazzo le donne, tante, che vogliono emergere sulla base delle proprie capacità, e non del sesso. Non condividiamo questo approccio e continuiamo a sostenere fortemente l'unico principio valido: il merito. Il nostro partito non ha preclusioni nei confronti delle donne tant'è vero che abbiamo una Senatrice donna e una Segretaria di partito, entrambe arrivate al successo per meriti e non per imposizioni di genere. Nella nostra proposta di legge elettorale avevamo inserito cinque preferenze senza l'obbligo di quella di genere, come è già stato fatto in altre Regioni.»
Il Capogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz, ha osservato che «i soggetti che hanno raccolto le firme sono molto distanti tra loro e hanno fatto passare dei messaggi che nulla avevano a che fare con questo referendum, che invece è molto semplice: volete o meno questa legge? Tutto il resto è fantasia. Siete partiti con il vento in poppa: oggi ci sono 2.273 firme e mi pare che qualcuno non si sia impegnato nella raccolta. Se il 5% delle firme risultasse non corretto, il referendum non si sarebbe potuto fare, allora sette Consiglieri hanno lanciato un paracadute presentando loro la richiesta. La gente vuole le tre preferenze: andrete incontro ad una brutta figura, come quella che avete fatto nel mettere insieme l'estrema destra con l'estrema sinistra. La legge indica una forbice, non dice che non si può andare a votare ad agosto.»
Per il Vicecapogruppo di FI, Mauro Baccega, «la preferenza di genere era un concetto che, nella proposta di legge che Forza Italia presentò nel 2022 che garantiva stabilità, era doveroso inserire, ma la verità è un'altra: questa Assemblea aveva il compito di favorire l'avvicinamento dell'elettorato al voto. Con questo percorso irto di insidie e di incertezze, lo abbiamo allontanato e questo è un fallimento dell'intero Consiglio regionale.»
«Non comprendo la narrazione di una certa politica che definisce incerto e nebuloso l'iter amministrativo in materia referendaria - ha affermato il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Le regole sono molto chiare, possono non piacere ma sono quelle definite per legge. E su queste basiamo la nostra azione procedurale. Oggi scadono i tre mesi e da domani abbiamo 30 giorni per indire il referendum. Dalla sua decretazione si potrà scegliere una data compresa tra i 60 e 90 giorni. La norma non prevede l'esclusione di alcuni specifici mesi dell'anno ma prevede una precisa finestra temporale entro cui fare il referendum che, nel caso in cui venga effettuato prima delle elezioni regionali, influirà in maniera vincolante sulla definizione delle preferenze di lista per le consultazioni regionali. Capisco che possa essere spiacevole non poter conoscere l'esito del referendum a priori ma le regole sono queste e sono frutto di un confronto con gli uffici regionali che, con dovizia di particolari e attenzione, hanno dato un'interpretazione molto chiara e semplice a cui daremo corso nei prossimi giorni.»
SC-LT
