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Communiqué n° 299 de 22 mai 2025

Respinte quattro mozioni

 

Nella seduta del 22 maggio 2025, sono state trattate quattro mozioni, tutte respinte.

 

  • Reintroduzione delle tre preferenze e rappresentanza di genere

Respinta con 26 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, FI, PCP, GM), 1 contro (Consigliere Padovani) e 6 a favore (Lega VdA), la mozione con cui il gruppo Lega Vallée d'Aoste voleva impegnare la prima Commissione ad elaborare, una specifica proposta di legge per garantire la presenza di entrambi i generi nella composizione della Giunta regionale, così come da impegno assunto con l'approvazione dell'ordine del giorno presentato dai Capigruppo di maggioranza. In alternativa, il documento chiedeva di invitare alle dimissioni i Consiglieri uomini che hanno sostenuto l'ordine del giorno e che rivestono cariche all'interno dell'attuale Esecutivo al fine di favorire l'ingresso della componente femminile.

La Consigliera Raffaella Foudraz ha sollecitato la presentazione della proposta di legge a garanzia della rappresentanza di genere spiegando che «questa iniziativa nasce a seguito dell'ordine del giorno presentato dai Capigruppo di maggioranza nel febbraio scorso che citava l'importanza della promozione della parità di genere nelle istituzioni governative per contribuire a una più ampia rappresentatività delle diverse istanze sociali e una governance più equa. Che ne è stato di questo ordine del giorno presentato dai colleghi uomini? Quando si prevede di dare corso a quanto approvato dal Consiglio?»

Il Presidente della prima Commissione, Erik Lavevaz, ha spiegato che «l'impegnativa della mozione non è stata dimenticata: si è lavorato al testo della norma che è sostanzialmente pronto. A seguito della recente modifica della legge elettorale statutaria per l'elezione del Consiglio regionale (n. 3/1993), è stata avviata la raccolta firme per la realizzazione del referendum confermativo, il cui termine è previsto per i primi giorni di giugno. Solo allora sapremo se può essere promulgata o se, invece, partirà l'iter per l'effettuazione del referendum. Anche la modifica relativa all'introduzione del genere meno rappresentato in Giunta riguarda una norma statutaria: quella sull'elezione della Giunta (n. 21/2007). L'idea condivisa in maggioranza è quella di presentare la modifica sulla presenza di entrambi i generi dopo il 5 giugno in modo da evitare che si accavallino più procedure statutarie e si aumenti la confusione su procedure già complesse.»

«La proposta di legge che prevede la presenza di entrambi i generi in Giunta sarà portata all'attenzione del Consiglio dopo il 5 giugno - ha confermato il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. L'attività della maggioranza è chiara: agiamo con la serietà che da sempre ci contraddistingue e la convinzione di lavorare per dare chiarezza e affidabilità alle scelte che abbiamo messo in campo.»

 

  • Locazione castello di Montfleury

È stata respinta, con 19 astensioni (UV, FP-PD, PlA, SA) e 15 a favore (Lega VdA, RV, FI, PCP, GM), la mozione del gruppo Lega Vallée d'Aoste con cui chiedeva al Governo di invitare l'Ufficio di Presidenza del Consiglio a non disdettare il contratto di locazione dei locali del castello di Montfleury, in attesa di conoscere esattamente la futura destinazione di questi spazi e i tempi certi di disponibilità dei locali di via Piave.

Il Consigliere Paolo Sammaritani ha ricordato che «attualmente, i locali del castello sono occupati dagli uffici del Corecom e della Consulta femminile in forza di un contratto di locazione in essere tra il Consiglio regionale e la proprietà. Considerato che la Regione non ha ancora individuato i soggetti che potrebbero occupare in futuro questi spazi e non si ha contezza di quando saranno messi a disposizione del Corecom i nuovi uffici di via Piave, noi riteniamo opportuno di valutare con attenzione l'invio di eventuali disdette contrattuali.»

«Si tratta di una questione che è di competenza dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, di cui i firmatari di questa iniziativa sono componenti - ha replicato il Presidente della Regione, Renzo Testolin - : la competenza non è demandabile al Governo regionale. Al netto delle valutazioni che ci saranno rispetto alle necessità dell'Amministrazione regionale di insediare nel castello altre strutture, riteniamo che le decisioni sulla disdetta del contratto di locazione debbano essere assunte all'interno dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle. Da qui la nostra astensione.»

Il Presidente del Consiglio, Alberto Bertin, ha specificato che «i componenti dell'Ufficio di Presidenza sono a conoscenza da tempo del fatto che la disdetta è stata data e gli uffici saranno consegnati a luglio, mentre il trasloco del Corecom avverrà la prima settimana di ottobre. Preciso che il trasferimento avverrà per 4 unità di personale da un sito di 500 mq ad un sito di 200 mq e che all'interno dei nuovi locali è prevista una sala riunioni anche a disposizione dei Consiglieri regionali.»

 

  • Contrarietà al sostegno del piano di riarmo europeo

L'Assemblea ha respinto, con 25 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, FI) e 10 a favore (Lega VdA, PCP, GM e il Consigliere Padovani di FP-PD), una mozione del gruppo Progetto Civico Progressista con cui invitava il Governo regionale e i Parlamentari valdostani a esprimere la netta contrarietà a ogni forma di sostegno al piano di riarmo europeo "ReArm Europe/Readiness 2030" e a sostenerne, al suo posto, un piano di rilancio e sostegno agli investimenti per la promozione della competitività, degli obiettivi a lungo termine e delle priorità politiche per rendere l'economia dell'Unione europea più equa, competitiva, sicura e sostenibile.

La Capogruppo Erika Guichardaz ha evidenziato che «la svolta militarista dell'Ue è in contrasto con i principi e i valori comunitari. È un tema di attualità, molto preoccupante, per cui è importante prendere una posizione chiara perché la pace non si costruisce mai con le armi.»

L'Assessore agli affari europei, Luciano Caveri, ha ricordato «la paura storica che i Paesi del centro/est Europa hanno nei confronti della Russia che non è basata su elementi astratti ma sul prezzo pagato nel corso della loro storia millenaria. È comprensibile quindi che questi Stati chiedano il riarmo proprio per timore del loro vicino storico. Orwell, al rientro dalla guerra di Spagna, abbandonò la sua posizione pacifista sostenendo che non si poteva non sostenere una guerra armata, unico modo per combattere il nazismo e il fascismo. Mi riconosco nella visione della necessità di essere armati in una logica difensiva e, oggi, una parte dei fondi del bilancio comunitario dovrà essere spesa per il riarmo. La battaglia da fare è sulla volontarietà di scelta degli Stati membri che devono poter decidere se utilizzare i fondi per le armi o per altro. Avere oggi una forza armata europea è necessario se vogliamo contare sullo scacchiere mondiale, contrapponendoci a Stati sempre più aggressivi come Cina e Russia. Nel rispetto della posizione di tutti: di chi vorrebbe avere un paese neutrale e chi no, non votare questa mozione non significa pensare che la soluzione a tutti i problemi dell'umanità sia il riarmo. È una scelta che tocca i Governi e che deve essere assunta.»

 

  • Riduzione tempi di attesa delle prestazioni sanitarie

Il gruppo Forza Italia, con una mozione, voleva invitare il Governo regionale a individuare, per un biennio, in via sperimentale ed emergenziale, misure integrative ai percorsi di tutela in sanità, anche attraverso l'istituzione di nuovi Lea aggiuntivi regionali, per l'erogazione delle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche per il rispetto dei tempi di attesa di 30/60 giorni. In particolare, chiedeva di prevedere l'istituzione di un voucher soggettivo a copertura dei costi delle prestazioni previste dal tariffario regionale per ottenere il rimborso della spesa sostenuta presso una struttura sanitaria sia regionale sia extra-regionale. Inoltre sollicitava l'attivazione di un tavolo pubblico-privato accreditato affinché nella programmazione sanitaria si possa avere un approccio chiarificatore dei rispettivi ruoli e compiti per garantire una vera integrazione tra pubblico e privato volta alla tutela della salute dei cittadini in maniera efficiente. Il testo è stato respinto con 23 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, RV) e 10 a favore (FI, Lega VdA, GM).

Il Capogruppo Pierluigi Marquis ha evidenziato che «la sanità pubblica oggi non riesce a rispondere alle esigenze della popolazione, e l’assunzione di nuovi medici specialisti, da sola, non basterà nei prossimi anni. È quindi necessario affiancare ai percorsi tradizionali misure integrative per l’erogazione di prestazioni ambulatoriali e diagnostiche. In Valle d'Aosta, al 31 dicembre scorso, circa 8.600 cittadini erano in attesa di una prestazione sanitaria; al 30 aprile 2025, sono 3.500 quelli che avrebbero diritto all’attivazione del percorso di tutela. Inoltre, la nostra regione, con il 5,8%, registra il più basso coinvolgimento del settore privato nella spesa sanitaria: si dovrebbe attivare un voucher affinché i cittadini possano rivolgersi al privato per la prestazione sanitaria e ottenere il rimborso dalla Regione. Nel contempo urge un tavolo pubblico-privato per definire il rispettivo contributo alla soddisfazione delle esigenze della comunità. La tutela della salute pubblica è un diritto universale, ma una sinergia tra pubblico e privato è indispensabile, pensando anche di poter andare fuori Valle e favorendo il rimborso.»

«Non si può valutare l’efficacia di una misura di mera iniezione di risorse a rimborso, valutandone solo l’impatto immediato ma senza valutare cosa questa possa poi determinare su un sistema complesso quale quello della sanità pubblica - ha replicato l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi -. La sanità pubblica, bene collettivo, va assicurata e controllata a livello regionale, anche quando si ricorre a erogatori privati. In collaborazione con l'Ausl, nell'ambito di un tavolo tecnico appositamente costituito, abbiamo approfondito e avviato una serie di azioni per ridurre le liste d'attesa. Tra queste, ricordo che per le specialità con carenza di personale si ricorre a specialisti ambulatoriali convenzionati, già utilizzati con buoni risultati in dermatologia e ortopedia, mentre si valuta un maggiore coinvolgimento dei professionisti territoriali tramite progetti specifici. Il privato accreditato, riconosciuto come risorsa fondamentale per la sanità regionale, è stato valorizzato con tariffe superiori alla media nazionale. Grazie al suo contributo, l’85% dei percorsi di tutela è stato completato entro marzo e le liste di galleggiamento sono state dimezzate. La disponibilità anticipata delle agende da parte dei privati ha inoltre migliorato la programmazione, facilitando il recupero delle attese e portando benefici concreti ai cittadini. Tuttavia, la regia di un modello pubblico/privato, in tutta la filiera che ne deriva, deve assolutamente rimanere saldamente sotto il controllo regionale, perché solo così si offre sicurezza ed equità di cure al cittadino. È questa la ragione per la quale lo strumento del voucher - che rappresenta una agevolazione solo per una prima visita - non garantirà mai alla persona in stato di bisogno una presa in carico complessiva del suo problema di salute, in quanto alla persona dovrà essere assicurata una continuità nel percorso di presa in carico e cura che il voucher non può certo garantire. Il voucher, quindi, rischierebbe in realtà di duplicare la spesa per le casse pubbliche, e illudere il cittadino rispetto ad una irreale facile soluzione al suo problema di salute. Lo strumento, al quale stiamo lavorando, rimane quello di alzare i tetti di spesa verso strutture private accreditate, a fronte di maggiori volumi di attività da effettuare e di maggiori servizi resi. Per questo motivo ci asteniamo.»

SC-LT