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Communiqué n° 271 de 8 mai 2024

Interpellanza sulla condizione di persona con grave disabilità

Nella seduta consiliare dell'8 maggio 2024, il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha presentato un'interpellanza sulla condizione di una persona con grave disabilità.

Ripercorrendo le vicende che hanno portato allo sfratto per morosità da un alloggio di proprietà dell'Agenzia regionale per l'edilizia residenziale di un nucleo familiare composto anche da una persona con grave disabilità, totalmente inabile al lavoro e che necessita di assistenza continua, il Consigliere ha chiesto al Governo quali azioni intende mettere in campo per consentire un'esistenza dignitosa a questo individuo.

Nella nota letta in Aula a nome dell'Assessore alle politiche sociali è stato evidenziato che, avendo compiuto più di 65 anni, la persona è in carico ai servizi sociali del Comune di Aosta che lo sta seguendo nel suo percorso, come previsto dal Protocollo d’intesa del 1996 tra l'Amministrazione regionale e quella di Aosta. Il Governo è a conoscenza della condizione in cui versa il nucleo familiare e i bisogni delle persone in situazione di fragilità socio-economica potranno trovare risposte specifiche all’interno di percorsi più ampi, attualmente in fase di studio e valutazione, nell’ambito della revisione della legge regionale sulle politiche abitative (n. 3/2013). Per rendere rispondenti le misure attuative della legge rispetto ai fabbisogni territoriali, lo scorso mese di dicembre, è stata sottoscritta la convenzione con l’Università della Valle d’Aosta per la realizzazione di un progetto di ricerca sul tema del disagio abitativo che consentirà dal punto di vista economico, sociale e giuridico. Il lavoro non consiste in una mera revisione di legge ma individua un approccio globale al disagio sociale nella sua interezza, di cui il tema abitativo è di fatto una importante componente e, in questo percorso, sono coinvolti, in tutte le sue fasi, gli enti locali che continueranno ad avere in carico i propri cittadini.

Il gruppo Lega VdA ha sottolineato la mancata soluzione del problema che viene solo spostato dall'Arer, che ha disposto lo sfratto, ai servizi sociali che hanno preso in carico il nucleo familiare. È impensabile chiedere quasi 1000 euro mensili di affitto a una persona che versa in condizioni critiche: i canoni, invece, dovrebbero essere concordati sulla base del reddito dei nuclei familiari. Il gruppo ha voluto sottolineare anche la disparità di trattamento tra il caso esaminato e altre situazioni di persone residenti all'estero che non sono oggetto di azioni così draconiane e ha ribadito la necessità urgente di individuare un modus operandi che garantisca a persone con fragilità la certezza di un'abitazione.

LT