Info Conseil
Communiqué n° 278 de 28 juillet 2005
PETIZIONE SULLA REALIZZAZIONE DI UNA STRADA TRATTORABILE NEL VALLONE DI COMBOÈ
Adunanza del Consiglio regionale
Il Consiglio regionale ha affrontato la discussione sulla petizione per l’individuazione di soluzioni alternative alla realizzazione di una strada trattorabile nel vallone di Comboé.
Il Presidente dell’Assemblea Ego Perron ha presentato l’iniziativa affermando che “la petizione è stata firmata da 1.638 cittadini e l’Ufficio di Presidenza ne ha stabilito la ricevibilità e l’ammissibilità. La documentazione è stata trasmessa al Presidente della Regione, agli Assessori competenti e al Presidente della III Commissione per una richiesta d’informazioni.”
Nel dibattito è intervenuto il Consigliere Carlo Curtaz (Arcobaleno Vallée d’Aoste) per il quale “questa petizione offre l’occasione per riflettere sia sul caso specifico sia sulla viabilità rurale e le sue conseguenze sull’ambiente. Il vallone è di particolare pregio e ciò avrebbe dovuto sconsigliare la realizzazione della strada trattorabile. Occorre trovare delle soluzioni alternative per evitare l’impatto di una tale opera. Chiediamo al Comune di Charvensod di ripensare alle alternative.”
Il Presidente della III Commissione “Assetto del Territorio”, Fedele Borre, ha affermato che “la Commissione ha ritenuto di non trarre delle conclusioni, ma di inviare la petizione in Consiglio per il dibattito. La strada permetterà l’uso a coloro che utilizzano l’alpeggio per un buon periodo dell’anno. Ci è stato assicurato che non presenta degli evidenti impatti ambientali.”
Per Dario Comé (Stella Alpina) è “una petizione che merita un’attenzione particolare. Fino all’inizio del 2005 nessuno ha mai fatto obiezioni circa la realizzazioni dell’opera che a suo tempo era stata approvata dal Comune di Charvensod all’unanimità. Non si tratta di strada, ma di una pista trattorabile ed è l’allargamento del sentiero già esistente che permetterà il transito dei trattori di dimensioni ridotte.”
Il Consigliere della Casa delle Libertà Enrico Tibaldi ha sottolineato “come valdostani dobbiamo conservare il nostro territorio. Il vallone del Comboé è anche ambiente alpino che viene utilizzato per attività agro-pastorali. Alla tutela del territorio, però, bisogna considerare anche lo sviluppo dello stesso. Concedere la realizzazione di una tale opera non è un delitto. Si tratta di venire incontro a chi lavora in quell’ambiente, agevolare l’insediamento in montagna.”
Il Vicepresidente del Consiglio, Roberto Nicco, ha fatto riferimento al progetto del Mont Avic come esempio di equilibrio tra un’esigenza e l’altra. “la questione di Comboé deve essere inserita in un’ottica generale per prendere in esame la legge in vigore sulla salvaguardia del territorio e rivedere il Piano regionale delle aree protette che è rimasto lettera morta.”
Dopo gli interventi degli Assessori dell’Ambiente, Alberto Cerise, e dell’Agricoltura, Giuseppe Isabellon, il Consiglio ha approvato (24 voti favorevoli e l’astensione della Casa delle Libertà) una Risoluzione nella quale il Consiglio “EXPRIME l’opportunité d’intervenir par des instruments législatifs et administratifs afin de valoriser et protéger des sites d’intérêt paysager, naturel et architectural du territoire de la Vallée, en accord avec les collectivités locales et la nécessité de soutenir par des mesures adéquates l’activité agro-pastorale compatible et utile pour leur maintien. »
E stata invece respinta una Risoluzione (4 voti favorevoli, 1 contrario, 22 astenuti) presentata dal gruppo Arcobaleno Vallée d’Aoste e dal capogruppo della Fédération Autonomiste Francesco Salzone che intendeva “Chiedere al Comune di Charvensod, committente del progetto di strada trattorabile e proprietario dell’unico alpeggio nel vallone di Comboé, di voler aprire una riflessione serena e priva di pregiudizi sul significato simbolico e sulle conseguenze ambientali ed economiche della scelta di costruire la progettata strada trattorabile e di valutare appieno eventuali ipotesi alternative (come la cosiddetta “monorotaia”); e impegnare la Giunta regionale ad approntare i necessari interventi legislativi ed amministrativi atti a salvaguardare i siti di particolare interesse ambientale, naturalistico ed economico della Valle d’Aosta, e nel contempo a sostenere adeguatamente l’attività agro-pastorale in tali siti, laddove particolarmente disagiata.”
I lavori del Consiglio si sono conclusi e riprenderanno sabato 30 luglio prossimo alle ore 9.
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Il Presidente dell’Assemblea Ego Perron ha presentato l’iniziativa affermando che “la petizione è stata firmata da 1.638 cittadini e l’Ufficio di Presidenza ne ha stabilito la ricevibilità e l’ammissibilità. La documentazione è stata trasmessa al Presidente della Regione, agli Assessori competenti e al Presidente della III Commissione per una richiesta d’informazioni.”
Nel dibattito è intervenuto il Consigliere Carlo Curtaz (Arcobaleno Vallée d’Aoste) per il quale “questa petizione offre l’occasione per riflettere sia sul caso specifico sia sulla viabilità rurale e le sue conseguenze sull’ambiente. Il vallone è di particolare pregio e ciò avrebbe dovuto sconsigliare la realizzazione della strada trattorabile. Occorre trovare delle soluzioni alternative per evitare l’impatto di una tale opera. Chiediamo al Comune di Charvensod di ripensare alle alternative.”
Il Presidente della III Commissione “Assetto del Territorio”, Fedele Borre, ha affermato che “la Commissione ha ritenuto di non trarre delle conclusioni, ma di inviare la petizione in Consiglio per il dibattito. La strada permetterà l’uso a coloro che utilizzano l’alpeggio per un buon periodo dell’anno. Ci è stato assicurato che non presenta degli evidenti impatti ambientali.”
Per Dario Comé (Stella Alpina) è “una petizione che merita un’attenzione particolare. Fino all’inizio del 2005 nessuno ha mai fatto obiezioni circa la realizzazioni dell’opera che a suo tempo era stata approvata dal Comune di Charvensod all’unanimità. Non si tratta di strada, ma di una pista trattorabile ed è l’allargamento del sentiero già esistente che permetterà il transito dei trattori di dimensioni ridotte.”
Il Consigliere della Casa delle Libertà Enrico Tibaldi ha sottolineato “come valdostani dobbiamo conservare il nostro territorio. Il vallone del Comboé è anche ambiente alpino che viene utilizzato per attività agro-pastorali. Alla tutela del territorio, però, bisogna considerare anche lo sviluppo dello stesso. Concedere la realizzazione di una tale opera non è un delitto. Si tratta di venire incontro a chi lavora in quell’ambiente, agevolare l’insediamento in montagna.”
Il Vicepresidente del Consiglio, Roberto Nicco, ha fatto riferimento al progetto del Mont Avic come esempio di equilibrio tra un’esigenza e l’altra. “la questione di Comboé deve essere inserita in un’ottica generale per prendere in esame la legge in vigore sulla salvaguardia del territorio e rivedere il Piano regionale delle aree protette che è rimasto lettera morta.”
Dopo gli interventi degli Assessori dell’Ambiente, Alberto Cerise, e dell’Agricoltura, Giuseppe Isabellon, il Consiglio ha approvato (24 voti favorevoli e l’astensione della Casa delle Libertà) una Risoluzione nella quale il Consiglio “EXPRIME l’opportunité d’intervenir par des instruments législatifs et administratifs afin de valoriser et protéger des sites d’intérêt paysager, naturel et architectural du territoire de la Vallée, en accord avec les collectivités locales et la nécessité de soutenir par des mesures adéquates l’activité agro-pastorale compatible et utile pour leur maintien. »
E stata invece respinta una Risoluzione (4 voti favorevoli, 1 contrario, 22 astenuti) presentata dal gruppo Arcobaleno Vallée d’Aoste e dal capogruppo della Fédération Autonomiste Francesco Salzone che intendeva “Chiedere al Comune di Charvensod, committente del progetto di strada trattorabile e proprietario dell’unico alpeggio nel vallone di Comboé, di voler aprire una riflessione serena e priva di pregiudizi sul significato simbolico e sulle conseguenze ambientali ed economiche della scelta di costruire la progettata strada trattorabile e di valutare appieno eventuali ipotesi alternative (come la cosiddetta “monorotaia”); e impegnare la Giunta regionale ad approntare i necessari interventi legislativi ed amministrativi atti a salvaguardare i siti di particolare interesse ambientale, naturalistico ed economico della Valle d’Aosta, e nel contempo a sostenere adeguatamente l’attività agro-pastorale in tali siti, laddove particolarmente disagiata.”
I lavori del Consiglio si sono conclusi e riprenderanno sabato 30 luglio prossimo alle ore 9.
