Oggetto del Consiglio n. 184 del 28 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 184/XVII - D.L. n. 7: "Modificazioni alla legge regionale 17 dicembre 2018, n. 11 (Disciplina dello svolgimento delle prove di francese all'esame di stato del secondo ciclo di istruzione in Valle d'Aosta). (Approvazione di un ordine del giorno)".
Aggravi (Presidente) -Alla presenza di n. 34 colleghi possiamo riprendere i lavori. Avevamo chiuso la discussione generale. Per le repliche, la parola all'assessore Lavevaz.
Lavevaz (UV) -D'abord permettez-moi de remercier tous ceux qui sont intervenus dans le débat ce matin avec leurs propositions, avec leurs suggestions, en particulier permettez-moi de remercier la reporteuse du projet de loi, la Présidente de la Ve Commission, toute la Commission qui a voulu bien collaborer en comprenant la nécessité et l'urgence de porter en avant ce projet de loi. Évidemment aussi je remercie les bureaux de la Surintendance pour le travail qui ont fait dans ces semaines.
Je l'ai dit depuis le premier moment, lorsque ma présentation en Commission de la loi, cette modification, cette loi nationale d'abord, ce n'était pas ce que j'envisageai, ce que j'aurais imaginé pour le prochain examen chez nous et aussi au niveau national…
Comme j'ai dit, depuis les premiers jours, les premières semaines, je me suis occupé de ce problème en ayant eu de la part de la Surintendance, évidemment, un aperçu de ce qui était arrivé, évidemment quelque chose j'avais déjà lu et je l'ai dit en Commission on avait tracé une adresse, ou essayé de tracer une adresse qui allait exactement dans le sillon qu'un peu tout le monde ici, aussi les syndicats et le monde de l'école avec lequel on a parlé évidemment, les dirigeants en particulier… l'idée qu'un peu tout le monde a, c'est-à-dire l'ajout d'un Commissaire pour le français et pas une substitution à l'intérieur des quatre Commissaires. Évidemment les interlocutions à tout niveau, partout, pour aboutir à un objectif doivent voir deux parties qui se trouvent, non? Deux parties qui trouvent un accord et pour l'instant, pour le moment, ce n'est pas ainsi, n'a pas été ainsi et, hélas, on a dû en prendre acte.
Farò brevemente qualche breve replica rispetto agli interventi che, ripeto, comunque sono tutti positivi questa mattina, perché le suggestioni sono sempre assolutamente positive e da ritenere in qualche modo. Cerco di andare in ordine: il primo intervento era quello del collega Manfrin, che ha evidenziato dei problemi sugli indirizzi professionali, delle questioni di disomogeneità rispetto all'esame di maturità a livello nazionale. Io condivido perfettamente queste due considerazioni che il collega ha fatto, perché anche sulle questioni più inerenti gli indirizzi professionali ne abbiamo parlato anche tra di noi, ne abbiamo parlato anche in maggioranza, effettivamente ovviamente il fatto di sostituire il francese all'interno di una scelta che è molto ristretta chiaramente può creare dei problemi all'interno degli indirizzi. Dovremo fare delle scelte, credo nei prossimi giorni, molto complesse perché bisogna cercare di tenere nella giusta considerazione sia gli aspetti degli indirizzi di studio, sia delle questioni di equilibrio tra le materie scientifiche, le materie umanistiche, eccetera, quindi il lavoro sarà complesso. Indubbiamente questo tipo di modifica che è stata apportata, parlo a livello nazionale di una riduzione così importante, e con il fatto di non poter aggiungere un Commissario per il francese, ma di doverlo andare a sostituire all'interno di quei pochi Commissari evidentemente può creare dei disequilibri, o comunque un equilibrio non perfetto. Il collega Manfrin ha anche parlato di un problema legato al fatto che questo cambiamento arriva già nel corso del secondo quadrimestre o comunque anche di ritardi da parte nostra nel procedimento che porta all'approvazione del disegno di legge oggi. Su questi due aspetti invece non sono perfettamente d'accordo perché evidentemente il cambiamento deriva dal fatto che la norma nazionale, al netto del fatto che, come è stato giustamente sottolineato, prima il decreto-legge approvato a settembre, poi la conversione di legge il 30 ottobre… il fatto che poi noi siamo dovuti intervenire a valle chiaramente non dipende da noi, nel senso che se, come succede a volte, anche se una legge fatta ora viene posticipata nei suoi effetti all'anno scolastico successivo… poteva avere un senso di dire: "Approviamo la legge e questa avrà effetti dal 2027 al 2028", si potevano fare dei ragionamenti anche rispetto al nostro atteggiamento rispetto a un'eventuale forzatura rispetto alla norma nazionale, invece così non è. Come sappiamo, la legge entra in vigore quest'anno, entra in vigore subito, quindi abbiamo dovuto comunque intervenire subito.
Sui nostri presunti ritardi sottolineo ancora una volta che, al di là della conversione in legge del 30 ottobre, che, come ha ben sottolineato il collega Centoz, non è banale, nel senso che anche a livello nazionale - avevo seguito un pochettino il dibattito - la cosa non era linearissima, nel senso che c'era un dibattito abbastanza acceso, quindi era anche logico attendersi che in fase di conversione qualcosa sarebbe cambiato. Anche partire con delle iniziative politiche o di altro tipo in quella fase lì quindi era comunque complesso, al netto del fatto che, se siamo seri, dobbiamo dircelo, ovviamente in fase di elezioni, in fase di passaggio, non è che gli uffici della Sovrintendenza, o comunque gli uffici tecnici, prendano delle iniziative in qualsiasi direzione, è normale che sia così.
Io, da quando mi sono insediato il 4 novembre, credo la settimana dopo abbiamo fatto una prima riunione su questi aspetti, ed eravamo quindi a metà novembre, da lì a un paio di settimane abbiamo avuto delle interlocuzioni informali, a livello dimail, a livello di telefonate, interlocuzioni che avevano già dato una direzione che è un po' poi quella che è stata formalizzata, però, vista la delicatezza della questione, abbiamo deciso di chiedere un parere formale che abbiamo chiesto i primi giorni di dicembre, quindi sono passati 15 giorni da quando abbiamo iniziato ad avere le interlocuzioni informali a quando abbiamo richiesto il parere formale. Dai primi di dicembre, come è stato giustamente detto, il parere è arrivato il 12 gennaio. Dai primi di dicembre al 12 gennaio non è che abbiamo aspettato girandoci pollici, abbiamo sollecitato più volte la risposta a questa richiesta formale e, lo ripeto ancora una volta, da quando è arrivato il parere formale il 12 gennaio, noi il 16 gennaio, quattro giorni dopo, abbiamo portato in Giunta il disegno di legge. Dire quindi che abbiamo perso tempo credo non sia corretto in questo senso.
Sull'afflato autonomista, sul quale mi sollecita giustamente il collega Manfrin, me l'aspettavo anche ed è giusto, perché effettivamente, in diverse occasioni in quest'aula, soprattutto quando avevo ruoli più importanti, avevo sollecitato molte volte il Consiglio di aver coraggio al fatto di essere incisivi e il fatto di farsi impugnare anche le leggi, però qua oggettivamente non siamo proprio nelle condizioni di fare alcunché, perché con il parere scritto che è arrivato l'impugnativa è assolutamente certa, quindi il fatto che l'impugnativa arriverebbe comunque nei prossimi mesi, quindi vuol dire a pochi mesi poi dall'esame di maturità… non è un modo di dire o fare retorica il fatto di dire che veramente creiamo un problema ai ragazzi, ma perché è così, ai maturandi, e si rischierebbe veramente di arrivare a pochi mesi dall'esame di maturità senza avere le materie certe per i nostri maturandi.
Oggettivamente oggi in questa fase, con la situazione che ci siamo trovati a dover gestire, era impensabile forzare la mano e approvare una legge che saremmo stati certi sarebbe stata impugnata, ma credo che il punto sia ancora un altro, perché l'afflato autonomista che giustamente viene richiamato, secondo me, dovrebbe sempre esserci quando sono da difendere le nostre prerogative statutarie, quando è da difendere il nostro particolarismo, quando è da difendere in qualche modo il nostro Statuto speciale. In questo caso, ma l'ha detto anche il collega stesso, il nostro particolarismo è quasi sovra tutelato, nel senso che il francese ha un peso maggiore rispetto a prima all'interno dell'esame di Stato, prima contava un sesto dell'esame, parlo soprattutto della parte orale, adesso vale un quarto. Dal punto di vista delle nostre prerogative statutarie, perché io devo battere i pugni con il Ministero? È stato ampiamente rispettato le nostre prerogative statutarie. Mi metto invece dalla parte del Ministero, se io fossi invece il Ministro, o comunque se fossi il Ministero, diciamo così in senso lato, avrei avuto qualcosa da ridire, cioè io avrei chiesto esattamente il contrario, perché il Ministero dice: "No, per una questione di uniformità a livello nazionale dovete sostituire il francese all'interno di uno dei quattro", ma io avrei detto esattamente il contrario, cioè per uniformità l'esame di Stato deve essere uguale per tutti, che già sono quattro e non sono più sei materie.
Poi in più voi dovete rispettare le vostre prerogative statutarie, quindi deve esserci, come c'è per lo scritto, che c'è lo scritto di francese in più… ci deve essere un Commissario di francese che valuta, anche perché poi abbiamo una certificazione di francese che ha un valore e una spendibilità, è un passaggio tutt'altro che banale e ha la sua assoluta importanza. Ovviamente quindi il Commissario di francese deve esserci e questo è esattamente quello che noi abbiamo chiesto fin dal primo giorno nelle interlocuzioni con il Ministero e sarà quello che continueremo a chiedere da oggi in poi. Su questo credo che più o meno siamo tutti d'accordo al di là delle sfumature più o meno di dettaglio che ci sono e su questo vengo dopo all'ordine del giorno, sono comunque soddisfatto che ci sia una condivisione da questo punto di vista. Il punto è questo, perché poi la premessa che bisogna anche dire e sottolineare è che l'esame di Stato è una competenza esclusiva dello Stato, quindi noi questi accordi dobbiamo trovarli insieme al Ministero, non possiamo imporre in nessun modo nessuna nostra prerogativa che vada oltre quella prevista dallo Statuto, cioè quella, come è stato detto e ripetuto, dell'uguaglianza in tutti i sensi, in tutti i modi dell'italiano e del francese nei nostri corsi di studi e tanto più poi nell'esame conclusivo.
Per quanto riguarda invece la transitorietà di cui si è parlato tanto, degli emendamenti che sono previsti, ringrazio il collega Centoz perché credo abbia già dato una risposta molto precisa, ma d'altronde è più tecnico di me per quanto riguarda ovviamente gli aspetti di tecnica legislativa. Anche su questo io ho voluto fare delle analisi e delle verifiche con chi si occupa tutti i giorni di rapporti con i Ministeri e soprattutto anche di questioni costituzionali o di rapporti anche con la Corte costituzionale e mi è stato evidenziato in maniera molto chiara che non è accettabile in nessun modo rimandare un qualcosa di transitorio, ma, come è già stato detto, senza avere già quella che sarà la legge dopo la fase transitoria, quindi se noi diciamo: "Questa è una norma transitoria", dobbiamo già dire alla scadenza della norma transitoria cosa si fa, perché sennò rimane un enunciato, rimane una legge sospesa, cosa che la Corte costituzionale ha sempre evidenziato come una questione da escludere, cioè una norma in buona sostanza, per semplificarla proprio e dirla a pane e salame, non può essere mai una norma a termine, deve essere gestita in maniera diversa. Su questo, ripeto, fatte le verifiche con il Legislativo e chiarito che un enunciato normativo deve essere sempre sufficientemente determinato e non può lasciare in sospeso le discipline di una materia, rinviando a futuri interventi legislativi, purtroppo non c'è margine rispetto al fatto di inserire in legge quello che si vuole inserire con l'emendamento, cioè quello di dire: "La norma è transitoria", è proprio una questione banalmente di tecnica legislativa e anche di precedenti che ci sono, vi posso dare poi eventualmente anche i riferimenti se vi interessano in cui la Corte costituzionale ha detto esattamente quello che vi stavo dicendo.
Con il collega Perron poi non voglio entrare in polemica, perché, se c'è una cosa sulla quale sono attendista è sulla polemica perché non mi piace, non è nel mio stile fare polemica, non ho tanto capito il riferimento al minutaggio, è stato comunque interessante; bisogna anche dire però che il 90% del tempo che passiamo qua dentro è fatto dalle iniziative delle opposizioni. È chiaro quindi che i Consiglieri di maggioranza non hanno tutto questo spazio per esprimersi, ma al netto di questo è comunque interessante vedere che… da un certo punto di vista, è stato anche illuminante, perché io mi sono sempre chiesto: bisogna riempire il tempo, adesso me l'ha chiarito, nel senso che, se la qualità della politica è proporzionale al minutaggio che uno usa nei suoi interventi, allora capisco tante cose di questi anni di Consiglio, ma io non credo che sia così, questo non è il mio modo di vedere.
Io intervengo sempre solo se ritengo di avere qualcosa da dire, quindi molto spesso, anche magari nelle mozioni, magari sono cose che non mi solleticavano più di tanto nel periodo in cui ero Consigliere, le mozioni vostre, ovviamente sulle altre, sulle leggi, sul bilancio in genere partecipavo ma partecipo quando posso.
Poi sull'attendismo lascerò valutare poi i posteri, se siamo stati attendisti quando ero Presidente della Regione, quando abbiamo fatto delle scelte anche complicate, come quella di mandare avanti l'Ospedale a costo di perdere un pezzo di maggioranza, se siamo stati attendisti nella gestione del Covid con le ordinanze che facevamo prendendoci dei rischi anche personali molto elevati, al di là della legge anti Dpcm, che è vero che in qualche modo mi è stata caricata sulle spalle, ma, di fatto, io - e il consigliere Manfrin lo ricorda molto bene - nel mio primo intervento in Commissione ero contrario, ma perché ero convinto che quella legge lì non servisse, per le ordinanze che già facevamo un po' era così, però non torniamo a rivangare cose vecchie.
Per chiudere, perché ho solo cinque minuti, sulla questione degli ordini del giorno sono contento che ci sia una condivisione quasi totale sugli indirizzi, perché questo credo che fortifichi le trattative che dovremo non dico iniziare, perché le abbiamo iniziate un mese e mezzo fa, ma proseguire, magari anche a un livello un pochettino più alto, nei prossimi mesi, nelle prossime settimane, coinvolgendo magari anche la Commissione paritetica o magari anche no, non è detto che sia necessario, queste sono considerazioni che faremo. Il fatto che si sia trovata un po' una condivisione di intenti intorno all'obiettivo credo sia un passaggio importante.
Anche il nostro ordine del giorno non era a traino, ma ovviamente lo sappiamo bene che anche chi l'ha detto non lo pensa, semplicemente l'ordine del giorno fatto dalla maggioranza nasce dal fatto che, come dicevo prima, non potevamo in questa fase fare nulla di diverso dal punto di vista della tecnica legislativa, quindi degli inserimenti in norma di questioni che richiamassero la transitorietà, lo possiamo fare invece ovviamente sul lato più politico, sull'impegno politico che ci prendiamo ma che, di fatto, mi ero già un pochettino preso in Commissione, perché io stesso la prima parola che ho detto è che questa legge probabilmente non è proprio quello che immaginavamo.
La mia interlocuzione inizierà già domani con la risposta che devo ancora dare a quella missiva del Ministero richiamata, quella famosa che è arrivata il 12 gennaio, e ancora lì la risposta non l'ho data. Ovviamente la risposta sarà che abbiamo preso atto, il Consiglio regionale ha preso atto di quel punto di vista, abbiamo preso atto del fatto che in questa fase non possiamo fare nulla di diverso, ma che il Consiglio regionale a questo punto, se l'ordine del giorno sarà approvato o buona parte comunque del Consiglio regionale darà questo mandato, avrò anche un peso politico diverso nel dire che la Valle d'Aosta merita qualcosa di diverso, di più corretto e di più equo rispetto a tutto il territorio nazionale.
Presidente -Abbiamo ora l'ordine del giorno, c'è qualcuno che lo vuole esporre o vuole intervenire? Lo diamo come presentato? La parola al collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) -Io chiedo scusa se ruberò questi minuti alla presentazione dell'ordine il giorno che non c'è stato, quindi evidentemente un po' di tempo c'è, perché io vorrei ancora una volta, anche alla luce delle parole illuminanti dell'Assessore… e la ringrazio, Assessore, per le parole che ha detto, perché effettivamente ancor di più ci convince dell'inutilità di questo provvedimento legislativo, proprio alla luce di quello che lei sosteneva. Che cosa cambia il decreto nazionale? Otto articoli, il presidente Mattarella ha emesso il suo decreto, articolo 1: "Misure urgenti in materia di esami di Stato ed esami integrativi al ciclo dell'istruzione" e al comma 3B, articolo 16 dice: "Presso le istituzioni scolastiche statali, paritarie e sedi presiedute da un Presidente esterno all'istituzione scolastica e composte da due membri esterni e per ciascuna delle due classi da due membri interni afferenti alle aree disciplinari individuate" e descrive il nuovo assetto… Cosa rende automatico questo decreto? Non si occupa della Valle d'Aosta, si occupa del Paese. Per la Valle d'Aosta qual è il riflesso giuridico? La Valle d'Aosta ha una legge che all'articolo 8 giustamente della legge 11 del 17 dicembre 2018 dice: "Nella composizione delle commissioni d'esame - non fa riferimento a numeri - prevede la nomina di un docente di lingua francese".
La collega Machet questa mattina ci presenta la sua relazione, io capisco che i tempi non siano stati favorevoli per ragionare su questo provvedimento di legge, perché noi siamo arrivati il 28 ottobre, intanto il decreto era andato avanti, qui si sono agitati gli uffici legislativi e qual è la conseguenza? Niente, che non cambia assolutamente nulla dal decreto nazionale che presuppone quattro Commissari e dalla legge regionale che prevede che uno dei quattro, non più dei sei… ha ragione, Assessore, era quello che volevo esprimere questa mattina, perché facciamo questo disegno di legge? Per sottolineare che uno dei quattro deve essere un insegnante di francese quando è già normato che un insegnante di francese, all'articolo 11, c'è nella commissione? Che sia a quattro o che sia sei, semmai, con la nuova legge nazionale, l'insegnante in francese acquisisce un peso maggiore. Complimenti, Assessore, la ringrazio. Semmai l'interlocuzione degli uffici non dovevano agitarsi per ribadire un concetto che un insegnante francese nella commissione ci deve essere, che è già normato; si doveva semmai provvedere a un'interlocuzione - e io lo capisco -postelettorale, post legislativa, con il Governo e con il Ministero dell'istruzione per significare che in Valle d'Aosta, se non si voleva far pesare troppo l'esame di francese, bisognava aggiungere un membro: il quinto, come giustamente lei ha detto, per non dare rispetto agli studenti italiani, ai Valdostani un Paese dalla lingua madre francese più alto rispetto a prima. È esattamente quello che stavamo dicendo noi stamattina, non c'è bisogno di questo provvedimento di legge su cui gli uffici si sono tanto sbattuti, l'Assessorato ha lavorato, la nostra collega si è impegnata, non serve, perché uno su sei e meno di uno su quattro e, se vogliamo, uno su cinque… dobbiamo fare un'interlocuzione diversa che non è questo provvedimento, perché il Presidente della Repubblica ha firmato ed emanato un decreto diverso.
Adesso noi continuiamo a guardare i vostri ordini del giorno, voi firmerete insieme un'intenzione, la transitorietà di questa norma in attuazione di una serie di incontri interlocutori con il Ministero, guardate, noi vi diamo la nostra disponibilità, noi ci saremo al fianco dei Valdostani, degli studenti valdostani, del corpo docente valdostano e del suo Assessorato, Assessore, per significare che la Valle d'Aosta ha una norma che implica l'esame anche in francese e fare in modo che il Governo possa concedere un membro in più in Valle d'Aosta. Questo lo potremmo fare e questa era l'unica cosa che, secondo noi, interessava agli studenti valdostani.
Presidente -La parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) -Ho ascoltato l'intervento dell'assessore Lavevaz, così come gli interventi dei colleghi.
Il nostro gruppo, nell'ordine del giorno, chiedeva un impegno anche a essere aggiornato rispetto al prosieguo di questodossier, quindi chiediamo all'assessore Lavevaz, poi chiederemo magari un incontro in Commissione, lo chiederemo alla Presidente naturalmente, ma, siccome è un dossier molto importante, chiediamo all'assessore Lavevaz di condividere questo percorso, perché per noi è un pezzo davvero molto importante.
Presidente -Ci sono altri interventi? Siamo all'ordine del giorno a un intervento per gruppo. Non è stato presentato, si è dato come rappresentato… la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) -Volevo essere sicura di poter intervenire facendo anche una dichiarazione di voto. Ne approfitto anche, visto che c'è il tempo, e poi dopo non ritornerò sulla questione quando ci sarà l'emendamento, per esplicitare un po' tutta la posizione. Innanzitutto vorrei dire e rassicurare che, da parte nostra, non c'è stato nessun tentativo di rincorrere i sindacati, ma piuttosto di ascoltare, di prendere in considerazione le esigenze che vengono dal mondo della scuola, in particolare dagli insegnanti e dagli studenti; e ascoltare queste preoccupazioni e queste istanze, secondo me, non è proprio la stessa cosa che rincorrere qualcuno, credo che abbia un altro valore e un altro significato.
Sulla questione invece legata alla possibilità di un'impugnativa della legge, qualora si introducessero gli emendamenti che abbiamo presentato, - non mi riferisco ad altre cose, cioè alla forzatura che si poteva fare decidendo di mettere la quinta persona, il quinto Commissario, mi riferisco agli emendamenti - io credo che quest'intervento non determini né un'elusione, né una fittizia applicazione della disciplina nazionale e nemmeno una delega in bianco, come qualcuno potrebbe voler sottolineare, che possa prospettare dei futuri scenari di incertezza, perché il successivo intervento legislativo della Regione è espressamente definito, cioè la Regione può decidere se adottare un provvedimento, quando farlo e con quali modalità, anche sul contenuto. Ovviamente per noi non è che deve deciderlo chissà quando, deve deciderlo nei tempi, però non penso proprio che su un aspetto come questo ci potrebbe essere un'eventuale, secondo noi remota, impugnativa del Governo, ma in quel caso riguarderebbe esclusivamente, l'ho già detto, la norma transitoria e non inficerebbe l'operatività della legge per quest'anno. Da questo punto di vista, ovviamente non condivido quello che è stato detto ed è la ragione per cui noi manterremo l'emendamento.
Per quello che riguarda invece l'ordine del giorno, che è stato modificato con l'accordo dei proponenti dei tre testi che ci erano stati inoltrati questa mattina, abbiamo visto la nuova formulazione e voteremo quest'ordine del giorno per più motivi. Quello che è determinante è il fatto che nelle modifiche che sono state concordate viene introdotto, sia nelle premesse sia poi anche nella parte deliberativa, nella parte degli impegni, questo principio della transitorietà, che evidentemente intendiamo in maniera un po' diversa, però per noi è importante che venga in qualche modo richiamata la necessità di mettere nero su bianco che si tratta di un passaggio obbligato quello di fare adesso questa legge per garantire il normale svolgimento dell'esame di maturità e non andare a penalizzare docenti, alunni, famiglie e mondo della scuola. Riteniamo che davvero ci debba essere un impegno serio e continuiamo a sostenere, ma questa è una cosa che tutti coloro che sono qui sanno benissimo, che un ordine del giorno ha un determinato valore, che è importante ma che si ferma a un certo punto: un emendamento che entra in legge diventa a tutti gli effetti, qualora sia approvato, elemento legislativo.
Dico ancora una cosa, e concludo: non soltanto una norma, ma anche una legge può avere un carattere a tempo, esiste anche una dizione per definire questo tipo di legge; tempo fa era stata utilizzata un'espressione che ricordo era quella delle "leggi del tramonto", le cosiddette "Leggi a tempo", credo che sia una norma, sia una legge possano andare incontro a delle modificazioni e avere un carattere temporaneo.
Voteremo comunque quest'ordine del giorno con la consapevolezza che sia importante dare un segnale, mantenendo comunque una posizione che è forse un po' parallela ma, dal nostro punto di vista, più rispettosa di quella che sarebbe stata invece una formulazione più adeguata.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Grazie all'assessore Lavevaz per le sue risposte, così potrò anche qui entrare un pochino nel merito e lo ringrazio anche per aver riconosciuto anche con onestà intellettuale il fatto che non era ai tempi - parliamo sempre della legge anti Dpcm - favorevole a quel testo, ma poi dopo venneobtorto colloobbligato a votarlo e la cosa che trovavo più divertente era andare in giro e dire: "Avete visto? Che bravo che è stato il nostro Presidente, che scatto d'orgoglio, d'autonomia", dicevamo: "Scusate, primo lui quella legge lì non la vuole ed era contrario, l'hanno obbligato a votarla, l'ho firmata io quindi…", perlomeno abbiamo ristabilito un po' di verità e la ringrazio davvero per l'onestà intellettuale.
Detto questo, vengo al tema che è quello dell'ordine del giorno, per il quale ovviamente voglio ringraziare tutta la maggioranza che ha voluto gettare un ponte anche di collaborazione e di dialogo rispetto a un tema che tocca tutti e devo mostrare assoluta soddisfazione rispetto al recepimento nell'interno del testo… che di partenza, come abbiamo detto, erano molto simili un po' tutti e tre e che avevamo presentato, come giustamente ha ricordato la collega Minelli, con l'obiettivo di raccogliere le istanze dei portatori di interesse e portarle all'interno di quest'aula, soddisfazione per aver recepito il tema centrale, cioè la questione e il tema della transitorietà. Era un tema trasversale che ci avevano chiesto tutti, so che ci sono anche molte istituzioni scolastiche che vogliono pronunciarsi nel merito, ma credo che questa possa essere una formulazione che davvero esplicita al meglio la direzione che questa Regione vuole intraprendere per il proprio sistema di istruzione e per quello che è tornato a essere l'esame di maturità.
L'inserimento della transitorietà della norma, che è un intendimento politico, ovviamente assolutamente condivisibile, proprio per questo motivo, ancora una volta ringraziandolo per la mediazione per aver voluto trovare una quadra fra tutti per rendere un servizio a questa Regione, ovviamente annunciamo il nostro voto favorevole.
Presidente -La parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) -Anch'io approfitto di questi dieci minuti per cercare di fare una dichiarazione di voto che vada sugli ordini del giorno, sul disegno di legge e sull'emendamento.
Io credo che l'obiettivo della discussione di oggi sia stato appunto quello di rivedere il ruolo del francese in un'ottica nuova, ovviamente questo non è possibile farlo oggi, non è possibile farlo con questo disegno di legge perché - e su questo non convengo con il collega Lattanzi - ci sono delle norme che sono nazionali che noi dobbiamo recepire e in qualche modo dobbiamo anche capire come dobbiamo recepirle con il nostro ordinamento, perché la legge regionale prevedeva e prevede tuttora l'inserimento di un Commissario che si occupi appunto dell'esame di maturità, o esame di Stato, in lingua francese, ovviamente, se si riduce il numero di Commissari, aumenta il peso del francese, ma non è questo il modo in cui vorremmo esercitare la nostra autonomia, almeno dal nostro punto di vista. Il nostro modo di intendere e di vedere l'autonomia è la capacità della Regione Valle d'Aosta di andare, insieme al Ministero e al Ministro, a trattare e ad argomentare sul come possiamo tutelare le nostre peculiarità al meglio.
Sicuramente non è un rapporto di proporzione quello che dobbiamo fare, bensì è un esercizio legislativo di prospettiva sul quale, come Consiglio, oggi ci siamo confrontati e sicuramente ci confronteremo in futuro. Si chiudono credo così dieci giorni che per la nostra autonomia hanno significato molto, perché circa dieci giorni fa abbiamo audito in questa sala il presidente Testolin in merito alle modifiche del nostro Statuto e, grazie alla Presidenza del collega Marco Viérin, abbiamo poi iniziato una discussione che ci vedrà sicuramente attenti e partecipi sulle modifiche dello Statuto, una settimana difficile. Perché dico questo? Perché sicuramente ci è stato presentato dal presidente Testolin la fine di quello che è stato il percorso dal 2023 ad oggi e ci è stato richiesto ufficialmente di aprire una nuova fase.
Io confermo oggi la nostra piena disponibilità a questa nuova fase e annuncio che abbiamo appena inviato al Presidente della I Commissione una nota che, come Direttivo di Pour l'Autonomie, mi è stato richiesto di farmi da tramite al Presidente della I Commissione di andare ad audire una serie di persone, che, secondo noi, sono importanti e fondamentali per andare a trattare il tema della modifica dello Statuto. Io credo che questo sia il momento per annunciarlo perché qui stiamo parlando, appunto, della nostra autonomia e del come vogliamo esercitarla; esattamente come vorremmo esercitarla al meglio con l'applicazione della legge 11/2018: ecco perché, come gruppo consiliare Autonomisti di Centro, voteremo tutte le iniziative che guardano alla transitorietà di questa norma, perché crediamo che non possiamo dire di aver trovato la soluzione, bensì possiamo dire che questa soluzione è una soluzione per oggi, per il momento attuale, ma che ci deve vedere tutti insieme impegnati per un disegno di legge nuovo, più prospettico e più realmente autonomista. Non aspettiamo che le norme arrivino dallo Stato e noi dobbiamo adattare e adottare le nostre norme in funzione di quanto prevede lo Stato, bensì siamo noi attori principali di quello che vorremmo fare. Questo è quello che ci auguriamo che accada appunto nelle Commissioni nel breve periodo ed è proprio in questa direzione che andava il mio intervento prima della sua relazione e mi dispiaccio, Assessore, che non abbia avuto la possibilità di rispondere.
Cosa abbiamo fatto come Regione Valle d'Aosta? Cosa abbiamo fatto attraverso i nostri Parlamentari? Cosa abbiamo fatto ufficialmente nelle sedi opportune, quindi nella Conferenza Stato Regioni, e cosa abbiamo potuto fare a livello politico, perché giustamente lei ci ha rappresentato quelli che sono stati i passaggi dell'aspetto tecnico, ma, dal punto di vista politico, invece nulla ci è stato detto e su questo sicuramente torneremo, con l'obiettivo di andare a rivedere al meglio questa norma, di andare a rivedere al meglio il nostro Statuto e di essere propositivi, perché essere autonomisti non è una questione di avere un membro su sei, un membro su cinque o un membro su quattro e non è esclusivamente avere un peso specifico della lingua francese, ma è tutelare la nostra cultura, tutelare le nostre tradizioni e avere chiaro il dove vogliamo andare nel rispetto delle nostre peculiarità e dove vogliamo portare i Valdostani e la Valle d'Aosta.
Presidente -Ci sono altri interventi? Altrimenti poniamo in votazione l'ordine del giorno. Apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Domanico, Lattanzi, Tuccari)
L'ordine del giorno è approvato.
Passiamo ora all'esame del testo di legge. Ricordo che ci sono due emendamenti. Articolo n. 1, apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Domanico, Lattanzi, Tuccari)
Il Consiglio approva.
All'articolo n. 2 c'è l'emendamento n. 1, lo diamo come illustrato, quindi pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo AVS. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Domanico, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Machet, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco)
L'emendamento non è approvato.
Questo fa sì che l'emendamento n. 2 decada. Poniamo in votazione l'articolo n. 2. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 5 (Domanico, Lattanzi, Minelli, Torrione, Tuccari)
L'articolo è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 3? Stesso risultato. Posso dare lo stesso risultato per gli articoli n. 4 e n. 5? Stesso risultato. Pongo in votazione il testo di legge nel suo complesso. La votazione è aperta… Ci sono dichiarazioni di voto? Sospendo la votazione, la parola al presidente Testolin per dichiarazione di voto.
Testolin (UV) -Je commence avec un sourire cette déclaration de vote pour mettre quelques minutes dans mon carnet, ainsi moi aussi j'aurais la possibilité d'améliorer ma position sur les éventuelles futures analyses de combien on a parlé. Non, ce n'est pas pour rigoler mais c'est pour remercier de ce parcours qui a été très intense, très rapide mais aussi très fructueux. On est arrivés à clôturer un passage pas facile en donnant une certitude à ceux qui ont besoin d'avoir des certitudes, dès tout de suite, et qui sont les étudiants et qui auront la possibilité de s'engager sur les matières prévues avec un parcours qui, à mon avis en dépit de ce que j'ai entendu dire, a une nécessité d'être fort claire parce que dans les lois on a toujours des aspects qui on sous-évalue quand on ne doit pas les mettre en acte.
Credo che la possibilità di lavorare ancora su questo disegno di legge in futuro è un'opportunità che era nelle corde di tutti e la sintesi che è stata trovata, andando a limare delle differenze che molte volte sono addirittura solo sulla carta o sulla necessità di marcare ognuno il proprio territorio, così come sovente ed è giustamente comprensibile succeda all'interno di un'aula nella quale ognuno tiene una sua posizione, un suo elettorato di riferimento, però credo anche che l'attenzione vada sempre rivolta al fruitore finale. In questo caso il fruitore finale erano le famiglie, erano soprattutto gli alunni che dovranno andare a sostenere un esame di maturità e lo faranno con la tranquillità del caso.
L'impegno assunto dall'Assessore, che ringrazio anche per la disponibilità dimostrata sia in questi giorni che nella chiusura del cerchio, sarà un impegno non solo formale ma attivo e sicuramente improntato alla salvaguardia delle nostre prerogative statutarie che passano per molto di più di quello che pensiamo nel contesto della valorizzazione e del mantenimento della lingua francese, che è il presupposto sul quale il nostro Statuto si basa.
Non sottovaluterei quindi il fatto che, da un punto di vista delle nostre competenze, questo disegno di legge che oggi approviamo a larghissima maggioranza sottolinea ancora una volta che questa prerogativa è stata rispettata e addirittura rilanciata. Questo è un dato di fatto e per il resto credo che ci siano dei momenti come questo che dove far sintesi e dove fare fronte comune rispetto al prosieguo del lavoro sia un aspetto positivo da valutare anche questo positivamente.
Président -Toujours pour déclaration de vote, je pense, la parole au collègue Torrione.
Torrione (AVS) -Il mio intervento ovviamente è tardivo a emendamento respinto, quindi è solo per fare delle precisazioni.
Noi sulla legge ci asterremo perché comunque, per quanto anch'io non sia un giurista come l'assessore Lavevaz, sulla sua affermazione tecnica, rispetto al fatto che è anche un po' perentorio che non sia possibile inserire una clausola di transitorietà in una norma, ho grandi dubbi e mi sembra anche, per quello che ci siamo anche informati, perché, quando abbiamo preparato l'emendamento, né io, né la collega Minelli siamo giuristi, quindi l'abbiamo fatto anche con il supporto di… ma anche la letteratura che c'è in tal senso prevede che ci sono leggi che sono a scadenza e non necessariamente bisogna avere già la legge successiva, questo è quello che è, però ovviamente entriamo in un ambito in cui forse potrebbe trovarsi più a suo agio il collega Bellora, perché non siamo in un'aula, quindi è chiaro che andiamo a interpretazioni, peraltro di persone che non hanno la competenza, per cui umilmente mi sono permesso di segnalarlo in maniera, come ho detto prima, tardiva, perché l'emendamento è stato bocciato.
Era solo per spiegare che per questo motivo ci asterremo sulla votazione alla legge.
Presidente -Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione il testo di legge. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 5 (Domanico, Lattanzi, Minelli, Torrione, Tuccari)
Il disegno di legge n. 7 è approvato.
