Oggetto del Consiglio n. 175 del 15 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 175/XVII - Reiezione di mozione: "Creiamo nuovi alloggi per chi non trova casa".
Aggravi (Presidente) -Punto 48 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al primo firmatario, collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Con questa iniziativa abbiamo voluto prendere in carico un problema di cui abbiamo parlato più volte all'interno di quest'aula, che è il problema della mancanza di alloggi. Una mancanza di alloggi che è stata certificata in numerose discussioni, ovviamente si parla di alloggi per una variegata tipologia di necessità. Parliamo chiaramente di alloggi per persone che hanno delle necessità, quindi che non riescono a trovare le soluzioni sul mercato privato, perché il mercato privato offre delle soluzioni eccessivamente costose, abbiamo peraltro messo all'interno di questo documento alcune valutazioni, raccolte su alcuni siti specializzati sugli affitti medi nella nostra Regione e ad Aosta e alloggi anche di tipologie differenti, perché, se da una parte il costo degli alloggi è un deterrente, scoraggia fortemente o, più che scoraggia, non rende possibile l'affittare una casa perché i costi sono proibitivi, dall'altra è proprio l'assenza di alloggi, di disponibilità di alloggi in generale a frenare la possibilità di avere una casa.
A fronte di tutto questo, a fronte di questo problema che credo sia conclamato e credo non vi sia la necessità di dover ulteriormente circostanziare, quello di cui abbiamo potuto prendere visione sul Comune di Aosta, in particolare nel Quartiere Cogne è che si è deciso di demolire due grattacieli, che hanno avuto vita purtroppo molto breve. A prescindere adesso dalle maggiori o minori bontà di soluzioni costruttive adottate, il problema è che questi condomini, questi grattacieli che sono stati demoliti, che ovviamente andavano demoliti per alcune criticità strutturali, alcune debolezze strutturali, verranno soppiantati non da altri alloggi, di cui vi è una grande necessità, ma da un parco cittadino. Tutte le anime belle si emozionano di fronte a questi nuovi parchi cittadini, il problema è che ovviamente sappiamo benissimo qual è il destino dei parchi cittadini, e lo vediamo peraltro, se vi fosse necessità di un esempio, rispetto a quello che succede in un parco qui vicino: parliamo del parco della stazione, che è situato non in una zona malfamata, ma davanti al Tribunale di Aosta. Ecco, nonostante vi sia una collocazione che sicuramente lo rende scevro da condizionamenti ambientali negativi, io stesso sono stato testimone in svariati giri di presidio del parco della presenza di soggetti poco raccomandabili, ma la cronaca stessa ci ha restituito un racconto sicuramente non positivo. Se noi immaginiamo che in un parco collocato proprio davanti al Tribunale accade l'inqualificabile… mi ricordo peraltro anche un tentativo, non ricordo se andato a buon fine o meno, di violenza visto che oggi abbiamo parlato con il collega Perron proprio di questa grave piaga, purtroppo, e ovviamente mi auguro che non si sia trasceso, ma purtroppo è un fatto anche abbastanza recente. Ricordo anche, peraltro, altri fatti di cronaca legati a quella zona, non particolarmente edificanti.
Dicevo: se in quella zona succede questo, figuriamoci cosa succede quando si inserisce in un quartiere ad alta densità abitativa e purtroppo un quartiere dove sono concentrate molte fragilità, che sono sicuramente in alcuni casi fragilità economiche, a volte sono fragilità sociali che si sommano… figuriamoci che cosa accade quando già oggi abbiamo avuto testimonianza, per esempio, di alcuni atteggiamenti. Mi spiace non ci sia l'assessore Marzi, ma abbiamo parlato, per esempio, di un soggetto che ha occupato una casa senza averne titolo e che si è prodotto in violenze ripetute e che è stato fermato soltanto con l'ausilio delle Forze dell'ordine e soltanto perché ha aggredito un agente di polizia fuori servizio; dall'altra parte, qualcuno ricorderà anche qui la cronaca recente, l'aggressione in pieno giorno, alle 3 del pomeriggio, sempre nel Quartiere Cogne, con il lancio di una bomba molotov contro un condominio. Tutti questi esempi ci devono suggerire che il rischio di collocare un parco in quella zona della città è forse una scelta non eccessivamente azzeccata: azzeccata però invece potrebbe essere la scelta - e qui sta appunto l'impegnativa della nostra mozione - di continuare a destinare a uso abitativo quella zona, chiaramente una volta rimosse tutte le macerie e gli scheletri dei grattacieli abbattuti, proprio per sfogare la tensione abitativa necessaria, perché questo ci aiuterebbe su due fronti. Da una parte abbiamo preso coscienza delle graduatorie… mi pare che ci sia stata una discussione qualche settimana fa rispetto a quanti erano i soggetti in graduatoria, io sono andato sul sito dell'ARER, lì c'è l'elenco e sono 566 nuclei familiari che hanno fatto richiesta e sono in graduatoria in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, quindi sono sicuramente non pochi. Dando una soluzione abitativa a questi 566 nuclei, che in questo momento non sappiamo dove siano, sicuramente non vivono tutti all'addiaccio, ma potrebbero liberare delle soluzioni abitative, da una parte si darebbe una sistemazione adeguata alle persone che sono in attesa di un alloggio e hanno fatto domanda e sono collocate nella graduatoria utile; dall'altra parte ci sarebbe la possibilità di costruire nuovi alloggi per dare soddisfazione a questa parte di graduatoria, a un'altra parte di graduatoria e dall'altra parte di liberare degli alloggi che potrebbero essere affittati utilmente a chi ha invece maggiori disponibilità economiche: ecco perché con questa mozione, a fronte di queste premesse, chiediamo alla Giunta regionale - ovviamente non è soltanto competenza… anzi, è maggiormente competenza del Comune di Aosta, ma riteniamo che ci si debba fare portatori, ne parleremo ancora nelle due risoluzioni che riguardano il Carnaval de Montagne - "di valutare, di concerto con il Comune di Aosta e l'ARER la modifica del progetto di riqualificazione dell'area ex Grattacieli del Quartiere Cogne, destinandola prioritariamente alla realizzazione di nuovi alloggi di edilizia aziendale pubblica, anziché a parco urbano e promuovendo le necessarie varianti al progetto PINQUA ed eventualmente integrando risorse regionali o accedendo a ulteriori fondi nazionali ed europei per l'edilizia sociale".
Presidente -La discussione è aperta. Qualcuno intende intervenire? La parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) -La mozione affronta due temi estremamente interessanti: uno è quello dei parchi e l'altro è quello degli alloggi. Peccato che, dal mio punto di vista, sono messi insieme nella maniera sbagliata, nel senso che è abbastanza originale l'affermazione: "siccome i parchi hanno avuto e hanno una deriva a volte negativa, non facciamoli più". Non facciamo più parchi, cementiamo…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…l'hai detto prima… chiedo scusa, l'ha detto prima. "Come vanno a finire i parchi" mi sembra fosse l'affermazione. La deduzione "non facciamoli più" era la mia, non era stato detto da lei ovviamente, però sembrava che intendesse questo. Ovviamente la soluzione non è quella di non fare parchi, ma è quella di rendere i parchi sempre più belli. Il discorso sulla bellezza l'ho fatto forse in passato citando l'esempio di Porta Nuova a Torino, luogo degradato quando io andavo all'Università e luogo adesso estremamente più vivibile solo perché è reso più bello, più fruibile, eccetera, eccetera, quindi rendiamo i parchi più fruibili.
Per quanto riguarda la questione specifica, abbiamo abbattuto un grattacielo e abbiamo costruito delle case alternative, quindi in un'ottica di consumo zero di suolo, pari e patta. Io non sono dell'idea che si debbano costruire alloggi al posto del parco: uno, perché il parco è estremamente importante che venga fatto; due, anche per una questione tecnica, perché ci sono già delle progettazioni avviate e delle tempistiche da rispettare, che credo diventi quasi impossibile andare a modificare tra piano regolatore, eccetera, eccetera, però non sono espertissimo e quindi la metto come ipotesi e non la do come certezza.
L'aspetto più importante per il quale dico no ad altri alloggi non è perché non c'è bisogno di alloggi, lei ha perfettamente ragione, c'è un grande bisogno di alloggi e le liste di attesa anche degli alloggi ARER lo dimostrano. Abbiamo fatto entrambi delle iniziative sugli alloggi ARER, quindi siamo assolutamente d'accordo, ma non facciamo case popolari insieme ad altre case popolari e creiamo dei quartieri ghetto. Non si fa così, non è un modo per intervenire. Ormai l'integrazione si fa anche attraverso questo sistema, di non creare appunto zone ghetto concentrate. Tutti noi, io soprattutto perché sono più anziano di lei, abbiamo vissuto epoche in cui alcuni quartieri di Aosta erano potenzialmente definibili ghetto per alcune caratteristiche, non è più così, evitiamo di ricapitare in una situazione analoga, per cui assolutamente non siamo d'accordo.
L'altro motivo è quello che ho detto prima: non andiamo a costruire alloggi, ma andiamo a riutilizzare gli alloggi e gli edifici sfitti e non utilizzati e ce ne sono tanti, perché, se andiamo a guardare l'elenco che c'è, del patrimonio della Regione, di alloggi e di edifici ce ne sono tantissimi. Faccio un esempio su tutti, perché ha avuto una storia infinita, che ho anche incrociato per il mio lavoro precedente: l'ex Agenzia delle entrate, potrei sbagliarmi, ma stiamo parlando di 1.400 metri quadri, è lì bloccata, passata da ipotesi completamente diverse, dallo studentato agli uffici polmone, perché è stato usato questo termine "uffici polmone", il risultato però è che abbiamo 1.400 metri quadri pubblici assolutamente non utilizzabili. L'idea quindi è: utilizziamo gli spazi che abbiamo, non andiamo a crearne altri. Questo è il motivo per cui noi voteremo contro.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Zucchi.
Zucchi (FdI) -Finalmente una mozione dove presumibilmente ci sarà un'espressione di una posizione favorevole o contraria. È difficile che la Giunta possa esprimere "ci abbiamo già pensato, lo stiamo già facendo, la pensiamo nello stesso modo pertanto ritiratela" ed è giusto che sia così.
Il collega Manfrin ha esposto un tema che è di grande importanza. Il Centro-Destra nel suo programma ha evidenziato come essenziale la soluzione al problema dell'edilizia popolare, dove sono state anche ricordate le graduatorie e le carenze ormai evidenti che testimoniano la necessità che questa città e questa Regione hanno in merito a questo problema. Tutti gli accorgimenti, tranne che non siano quelli legati al metodo Salis, cioè quello della confisca degli alloggi delle persone che ne dispongono, quindi ben vengano.
Nell'appoggiare convintamente la mozione del capogruppo Manfrin della Lega e del gruppo Renaissance noi abbiamo stabilito questo punto come importante, come ho detto in premessa, pertanto questa è una delle soluzioni che riteniamo possa essere aggiunta alle altre… sicuramente iniziative volte alla defiscalizzazione degli alloggi vuoti e cercare di fare il possibile per venire incontro alle esigenze di queste carenze che ormai sono croniche.
Assessore Sapinet, visto che sarà lei a dover rispondere a questa mozione, io mi aspetto che lei, se non altro ci dica quale può essere un'alternativa al raggiungimento di questo obiettivo, perché, se non è questa, che comunque, giusta o sbagliata che sia, noi la riteniamo opportuna perché è attuale e che possa dare comunque delle risposte in tempi brevi, se non è questa l'iniziativa che possa essere giudicata sufficiente e adeguata per la risoluzione di un problema così grave, ci siano elencate delle soluzioni, ma non sulla carta, puntuali, precise e anche cronologicamente fondate affinché noi si possa pensare che, di fronte a questo problema, la Giunta, se non ritiene questo un argomento pertinente, ne delinei un altro in modo tale che si giunga comunque alla risoluzione del problema.
Presidente -Ha chiesto la parola la collega Forcellati, ne ha facoltà.
Forcellati (PD-FP) -Qui si vivono delle situazioni kafkiane importanti. Io penso che tanto per cinque anni noi vedremo questo teatrino da una parte e dall'altra, un po' le minoranze saranno d'accordo, un po' se la canteranno e diranno: "non siamo d'accordo", ma da lì non si smuove niente, quindi mettiamoci il cuore in pace e facciamo il nostro lavoro senza grandi aspettative. Purtroppo, io dico, perché questo, a mio parere, non è il modo di far politica, quella politica per il bene della comunità, però questa è un'introduzione e fa niente.
Come direbbero i colleghi dell'Union, questo è un argomentoà la une… benissimo ed effettivamente il problema della casa, della carenza, e dei 560… assessore Baccega, non 400, ma lei lo sa molto meglio di me, lei ha dato dei numeri dicendo che non sono 600, ma sono 450 in uno dei primi Consigli, invece sono più di 500, ma è normale, è naturale avendo noi tutti accesso alle graduatorie ARER. La carenza di alloggi quindi è un problema ormai endemico nella nostra città.
Detto questo, però, io devo dire alcune cose, essendo stata per cinque anni in Consiglio e in Giunta al Comune di Aosta. La demolizione dei grattacieli non faceva parte del PINQUA, ma è stata fatta con risorse del Comune, così come il parco successivo, che è stato in qualche modo stralciato dal PINQUA, perché non si riusciva a realizzare proprio perché non si sapeva qual era la tempistica di abbattimento dei grattacieli.
Faccio ancora una premessa, cioè noi stiamo discutendo su cose che non sono nostre, cioè direttamente sono terreni… è un progetto del Comune di Aosta, quindi forse almeno va condiviso, va valutato…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…sì, ho visto che c'è nell'impegnativa. È vero che non è direttamente PINQUA, ma PINQUA è un acronimo, per così dire, dove c'è la qualità dell'abitare. Sappiamo tutti qual è l'origine di questo progetto importante, per il quale il Comune di Aosta è stato premiato, perché è entrato dopo nel PNRR, il PINQUA, ma è nato come un progetto che il Comune di Aosta - i funzionari, non certo la politica - ha fatto e, unico ente pubblico, è stato finanziato, perché gli altri erano tutti enti di ricerca o università. Diciamo quindi anche che c'è stato un bel riscontro dal punto di vista di partecipazione e progettuale. Proprio il PINQUA ha degli obiettivi che sono integrati, cioè la costruzione, l'abbattimento a lato dei grattacieli, ma soprattutto la socialità, la qualità urbana e i servizi.
Ora, immaginare, dopo l'abbattimento dei grattacieli… per i quali io ho visto delle persone, che abitano nei palazzi adiacenti, avere le lacrime agli occhi e ringraziare tutti, che fosse la Regione, il Comune, tutti i presenti a una riunione, proprio perché in qualche modo li liberavano da una non vista ormai pluridecennale, che veramente era impossibile continuare ad avere. A questo io aggiungerei una problematica importante, vale a dire: proprio nella qualità dell'abitare noi dobbiamo alternare, bisognerebbe alternare edifici con una viabilità completamente cambiata, una piazza che permetta la socialità e l'aggregazione e un parco… che non è perché nel parco ci possono essere degli episodi delinquenziali, micro-delinquenza, che noi non facciamo più parchi, dobbiamo fare in modo che nel parco questo non avvenga, ma prevede, appunto, anche il parco per rendere quello un quartiere degno di essere vissuto, di essere abitato.
Da ultimo inserire un ennesimo, un altro edificio, che ci serve, che serve sicuramente, collega Manfrin, ma inserire un edificio in un quartiere che tutti - il Comune di Aosta, ma tutti noi, e penso che anche gli Assessori competenti potranno dirlo - stanno cercando di rendere eterogeneo e non omogeneo nella difficoltà, perché, se noi creiamo difficoltà nella difficoltà, non ne usciamo mai. Questo è il motivo che ci vede in difficoltà rispetto a questa proposta.
Devo anche dire che da anni ormai l'ARER ha dei terreni al Quartiere Dora, anche in una zona molto positiva, molto bella anche dal punto di vista di paesaggio, per i quali mi sembra abbia già chiesto degli interventi economici, naturalmente, e abbia già cercato di reperire, attraverso bandi nazionali, delle risorse per costruire, lì sì, nuovi alloggi. Io penso che la questione della casa, che è una questione complessa e che non mi permetto di risolvere in due frasi, quattro battute, perché sarei veramente poco intelligente, oltre che poco capace, si debba affrontare sotto diversi punti, diversi aspetti. Se da una parte è vero che lì al Quartiere Dora si può costruire e io penso che questo vada fatto, dall'altra parte noi dobbiamo cercare di rendere un po' più eterogeneo, non costruire sempre negli stessi luoghi, in modo tale da creare quell'eterogeneità che permette poi anche alle persone, che magari temporaneamente sono in difficoltà - alcune famiglie sappiamo che non lo sono temporaneamente, lo sono purtroppo per tempi lunghissimi - di pensare e di sperare, vedendo gli altri, di poter raggiungere, anche con l'aiuto naturalmente di tutti i contributi e le azioni positive che la Regione e il Comune possono mettere in atto un futuro migliore. Questo è il motivo per cui non concentreremmo lì un altro edificio e invece io penso che sia opportuno - e chiedo, ma questo magari lo chiederemo insieme, o in un altro momento - veramente un piano di costruzione e un piano di reperimento alloggi serio, perché di questo abbiamo bisogno.
Presidente -Ci sono interventi? Chiudo la discussione generale. Per il Governo, la parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) -È una mozione interessante, che ha sviluppato anche un bel confronto, magari con visioni diverse, ma con la nostra risposta cercheremo di mettere in fila le cose e di dare risposte concrete. Lo diciamo noi, ma soprattutto lo dicono gli atti che andrò poi a citarvi.
In riferimento al titolo e alle premesse della mozione, si ribadisce, come già abbiamo fatto più volte, anche di recente in quest'aula consiliare, che il potenziamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e gestito da ARER è una delle priorità di questo Governo, con l'obiettivo di mettere a disposizione i nuovi alloggi o di ristrutturare quelli attualmente sfitti per dare una risposta concreta alle famiglie che sono collocate nella graduatoria. Abbiamo verificato: oggi siamo a 512, poi ovviamente c'è la verifica dei requisiti, questo lo faremo e lo abbiamo anche fatto nella legislatura passata, con stanziamenti importanti, anche con delle sollecitazioni che sono arrivate dall'opposizione, sulle quali abbiamo discusso, sulle quali ci siamo confrontati e che abbiamo anche accolto.
Per quanto concerne poi il progetto di rigenerazione urbana PINQUA, lo stesso è in capo al Comune di Aosta, e ripeto quanto diceva la collega Forcellati, poi abbiamo anche la collega Borre, che questidossierli conoscono bene. L'azienda ARER è impegnata quale soggetto attuatore del progetto per un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, di cui circa 15 a valere sui finanziamenti del PNRR.
Scopo del progetto è la riqualificazione del Quartiere Cogne a partire dalle ristrutturazioni delle case Fresia e Gazzera, l'ammodernamento dell'asse centrale di via Capitano Chamonin, la realizzazione di un'area pedonale lungo l'asse di via Colonnello Alessi - via Chatrian, la realizzazione della nuova Piazza Soldats de la Neige, attraverso la riqualificazione dell'area a lungo occupata dai prefabbricati adibiti ad aule scolastiche e l'abbattimento dei grattacieli, con la realizzazione di un'area verde alberata.
Duplice iltargetdegli interventi ricompresi nel PINQUA: la riqualificazione e la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma al contempo la realizzazione di superfici di aree verdi libere. In particolare, il finanziamento specifico per l'area occupata dagli ex grattacieli di via Capitano Chamonin prevede espressamente la costruzione di un nuovo parco urbano, la cui prima fase è già in corso di ultimazione, con il riempimento delle superfici interrate afferenti ai grattacieli abbattuti, propedeutico alla realizzazione dell'area verde.
Inoltre, circa le preoccupazioni relative ai possibili fenomeni di degrado legati alla realizzazione di un parco urbano in questa zona del Quartiere Cogne, si confida sull'efficacia delle misure di prevenzione e delle misure di sorveglianza, anche recentemente annunciate dal Comune di Aosta, a partire dall'implementazione della videosorveglianza nelle aree particolarmente sensibili ed esposte, tra le quali potrà essere annoverato anche il futuro parco urbano di via Capitano Chamonin, un quartiere migliorato, un quartiere rigenerato dai vari interventi, un quartiere che deve essere più sicuro. Abbiamo parlato prima dell'implementazione della videosorveglianza, parlando del caso di Gressan, è chiaro che questo va fatto e vigileremo su questa attività.
Ripeto le parole di qualche collega: comunicare che "la creazione di un parco urbano potrebbe favorire fenomeni di degrado, delinquenza e spaccio" ritengo sia un'affermazione quanto meno discutibile, collegandomi a quanto detto dai colleghi. C'è un problema della delinquenza, lo si affronta e tendenzialmente si cerca di risolverlo.
Il cofinanziamento coi fondi PNRR impone il completamento degli interventi del progetto PINQUA entro l'anno in corso, pena la decadenza dei finanziamenti per la parte di lavori realizzati oltre i termini dell'accordo. In questo senso la proposta contenuta nella mozione non è compatibile, in termini temporali, con le tempistiche previste dal PNRR. Inoltre, l'area dove sorgevano gli edifici del cosiddetto "grattacielo", l'ha citato il collega Torrione e ha in parte ragione, è vincolata dai vincoli del piano regolatore generale della città di Aosta come area di interesse pubblico, con un vincolo che è stato posto nel momento in cui, con l'approvazione del contratto di quartiere, era stata decisa la demolizione dei grattacieli e la ricollocazione degli inquilini negli edifici di nuova costruzione di via Cesare Battisti. Nell'ambito PINQUA, a seguito della demolizione di due grattacieli, quindi è stata prevista la sistemazione dell'area, così provvisoriamente liberata, a verde pubblico, in coerenza con quanto previsto con la pianificazione degli ultimi 25 anni che, attraverso appunto il contratto di quartiere, aveva previsto la restituzione dell'area liberata dai grattacieli a servizio di interesse pubblico per il quartiere.
Il progetto complessivo di riqualificazione urbana del Quartiere Cogne, compreso nel PINQUA, è ormai in ultimazione. Sia i vincoli urbanistici riguardanti le superfici libere, a cui facevo riferimento sopra, sia la necessità di rispettare la stringente tempistica per l'ultimazione dei lavori, legata appunto ai citati finanziamenti PNRR, tutto ciò impone di portare a termine il progetto, che peraltro è stato presentato e illustrato dal Comune di Aosta in più occasioni pubbliche fin dal 2023, così come previsto, senza che vi siano margini per modifiche o variazioni nel senso appunto auspicato dalla mozione. Tuttavia, ciò non significa che questo Governo non ritenga prioritario investire risorse per incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, perché ha ragione il collega quando ricorda le graduatorie. Questo per dare risposta alle tante famiglie valdostane che non riescono ad accedere al mercato privato dell'acquisto e delle locazioni, con i problemi che sono stati citati.
Parlavo di atti, di atti concreti, quindi la recente deliberazione n. 1633 del 12 dicembre 2025, contenente gli indirizzi del Consiglio di amministrazione dell'ARER per l'attività nel 2026, si muove in tal senso in due direzioni, in particolare: da una parte, attraverso nuovi accordi quadro per la manutenzione e per la riqualificazione degli alloggi sfitti, da rendere nuovamente assegnabili ai cittadini inseriti nelle graduatorie per l'assegnazione di un alloggio; dall'altra, attraverso interventi di nuova realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, anche nel Quartiere Cogne, e iniziamo con i 30 nuovi alloggi che saranno realizzati entro l'anno presso le ex soffitte delle case Giacchetti.
Particolarmente importante, poi, è il progetto della realizzazione degli 80 nuovi alloggi al Quartiere Dora, che citava la collega Forcellati, presso l'area denominata UMI 3, di fronte all'arena Croix Noire, per i quali si è nella fase di acquisizione del progetto di fattibilità tecnico-economica e di reperimento delle necessarie risorse a valere sul bilancio regionale, non avendo lo Stato al momento previsto specifici finanziamenti per la realizzazione di nuovi progetti dell'edilizia residenziale pubblica. 30 nuovi alloggi nell'anno in corso, quindi, e su questi 80 si è avviato l'iter di progettazione. Inoltre, sempre nel corso di questo 2026, saranno ultimati i 72 nuovi alloggi delle case Fresia e Gazzera, facenti parte del quinto lotto degli interventi di riqualificazione del Quartiere Cogne e gli stessi alloggi verranno assegnati entro la fine del corrente anno.
La risposta ovviamente arriva da un'interlocuzione fitta con ARER, che avviene in occasione delle iniziative, ma anche durante tutto l'anno, con un confronto continuo. Oltre a questi 72, si aggiungeranno anche i 63 alloggi del piano di ristrutturazione e riqualificazione denominato "Sicuro verde sociale", finanziato con fondi ministeriali, anch'essi saranno assegnati agli aventi diritto entro il corrente anno. Entro il corrente anno, quindi, 63 alloggi "Sicuro verde sociale", 30 alloggi delle ex soffitte Giacchetti e poi altri 72 alloggi. Sugli 80 alloggi della Croix Noire viene avviato il percorso per l'iter progettuale. È una sfida che ci vedrà sicuramente protagonisti e cercheremo di reperire le risorse necessarie e di accorciare il più possibile i tempi. Sulla base di quanto appena riportato, alla luce degli atti, come aveva detto qualcuno, non si può essere favorevole o contrari. Su questo, l'abbiamo detto, c'è un PNRR che ha dei vincoli, c'è un piano regolatore che pone ulteriori vincoli e ci sono degli atti che testimoniano una volontà concreta di fare qualcosa per andare incontro all'emergenza abitativa. Sulla base di quanto è stato appena riportato, io quindi chiederei, a nome della maggioranza, il ritiro della mozione e annunciando in caso contrario il voto di astensione.
Presidente -Ci sono altri interventi? Sennò passiamo alla fase di voto. Attendevo il collega Manfrin… la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Non voglio innescare un dibattito ulteriore rispetto a quanto si è già sviluppato, ovviamente non entrerò nel merito di quanto già detto dai miei colleghi dirimpettai. Avrei molte cose da dire e mi farebbe molto piacere dirle, ma ritengo sia più utile rimanere sull'argomento.
Di tutto quello che giustamente ci ha detto, Assessore, rimangono due dati. Mi fa piacere che venga riconosciuta la necessità di andare a implementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che ha un effetto chiaramente a cascata. Lei ha fatto un elenco di soluzioni che vengono messe in piedi: per esempio, i 30 alloggi che vengono fuori dalle soffitte, dalle ristrutturazioni delle soffitte del Quartiere Cogne, che vanno esattamente all'opposto rispetto a quello che ha prospettato qualche collega, cioè non bisogna più fare alloggi al Quartiere Cogne, perché, per carità, si concentrano problemi su problemi, però 30 alloggi lì si fanno, quelli vanno bene, per noi vanno bene, ovviamente. Certo che è recupero, perché quelle soffitte non erano utilizzate, lei si ricorderà benissimo che ne abbiamo parlato diffusamente in occasione della questione del bonus 110%, di cui peraltro, visto che era un tema che volevo sollevare, così lo anticipiamo… lei, Assessore, si preoccupa per la perdita di fondi che potrebbe portare, ma nulla si dice sui 10 milioni di euro che i cittadini valdostani hanno pagato, proprio a causa dei ritardi sul bonus 110% che i cantieri hanno accumulato, perché siete partiti tardi, non siete stati sul pezzo coi lavori, avete mandato via le ditte per non si sa bene quale motivo, le ditte hanno accumulato ritardi, avete imprigionato il Quartiere Cogne per tre anni con le impalcature, avete trovato nelle soffitte guano di piccioni che risaliva ad anni e decenni prima, al punto che era arrivato a 40 centimetri di altezza, tutte cose di cui abbiamo ben discusso già in altre sedute. Il fatto che ci si preoccupi per i fondi, ma nel caso in cui si spendano 10 milioni di euro dei cittadini per andare a intervenire sulle criticità del 110% quello non è un problema, anzi, quello è gentilmente offerto dalla casa, un po' mi fa sorridere, ma ripeto, ne abbiamo già parlato, quindi lo cito soltantoen passant.
Il punto centrale di tutto questo, contrariamente a quello che qualcuno ha detto, è che a lei potrà sembrare un'affermazione da respingere, il fatto che io le dica che un parco in quella zona è foriero di gravi preoccupazioni… ma io le dico, Assessore, che lei dovrebbe farsi… lei l'ha detto che lo fa, io spero che sia così, perché anche un Sindaco di Aosta diceva che faceva sempre i giri al Quartiere Cogne e non è più stato ricandidato. Io spero che lei lo dica però lo faccia anche, perché quella persona che diceva di fare i giri del Quartiere Cogne e di parlare con la gente la conosceva talmente tanto che alla fine non ha capito di cosa avevano bisogno ed è stato messo a riposo… adesso poi abbiamo visto che è stato riutilizzato nella maniera migliore possibile.
Dicevo che il problema è che proprio la gente stessa del Quartiere Cogne ha timore di un parco in quella zona, sono proprio quelle persone che hanno timore. Sa qual è un esempio di quello che questa bellissima idea degli anni Settanta di "peace and love", che si è un po' diffusa all'interno di alcune amministrazioni, ha prodotto? Ha prodotto quella meravigliosa piazza colorata, che poi è stata riasfaltata, poi non so se sarà ricolorata, proprio davanti alle scuole del Quartiere Cogne, che è stata chiusa coi panettoni, perché guai a far passare lì le macchine, ci mancherebbe altro… non passano più neanche le ambulanze, però intanto le macchine non passano. Quella piazza si è trasformata in un ricettacolo di amici del collega Perron, simpatici maranza che frequentano quella piazza di giorno, ma soprattutto di notte, che fanno divertente utilizzo di sostanze sintetiche, o sintetizzate in qualche maniera, che tengono sveglio l'intero quartiere, che spaccano vetri, che rompono bottiglie, che si ubriacano e che molestano tutti quelli che passano lì. Questo, in piccolo, è una piazzetta di poche decine di metri quadri, che si è creata soltanto chiudendo con dei panettoni quella piazza. Lei si immagini un parco delle dimensioni e della metratura di quei due grattacieli. Le persone che vivono lì sono molto preoccupate.
Allora, se ritenete di non voler prendere in carico questa preoccupazione, che io le sto dando in questo momento… non è la prima volta, naturalmente, ma io la sto mettendo nero su bianco, su tutto quello che accadrà quando questo parco verrà realizzato non si potrà dire: "non lo sapevo", lo sapevate bene, perché vi avevamo messo in guardia.
Al posto di avere un ricettacolo di degrado, spaccio e delinquenza, quindi forse è meglio continuare a utilizzare, a proposito di piani regolatori, la destinazione urbanistica di quei grattacieli e quindi andare a inserire degli alloggi, che non devono per forza essere dei grattacieli tipo Dubai e andare su per chilometri, ma possono essere semplicemente progettati degli alloggi in misura anche minore, ma comunque un qualcosa che ha una funzione.
La collega Forcellati ha parlato della finalità del progetto PINQUA, cioè della socialità, della qualità urbana e dei servizi. La collega, con la quale mi piace spesso scontrarmi, ma in maniera anche positiva vorrei dare uno stimolo, sa benissimo che si possono dare delle finalità di socialità, di qualità urbana e di servizi anche quando si costruiscono gli alloggi. Lei conoscerà sicuramente, per esempio, la parte di Casa Gagliardi. La parte di Casa Gagliardi, quegli alloggi che sono stati realizzati nella ex Casa Gagliardi sono alloggi che - poi dopo qualcuno, non diciamo chi, ma lo sappiamo bene, ha pensato bene di riempire, invece di rimpicciolire quegli alloggi - avevano delle altre dimensioni, ma soprattutto prevedevano degli spazi dedicati alla socialità, un po' come, e lei lo sa, quello che c'era alla base di uno dei grattacieli, cioè quella struttura dedicata agli anziani che era dedicata alla socialità. Quando si fa edilizia, si può anche dedicare una parte di questa alla socialità e quella era una di queste possibilità. Non è necessariamente che se si va a costruire degli alloggi, quegli alloggi poi non possono avere delle funzioni che sono quelle di dare dei servizi o quelle di dare della qualità urbana, o di promuovere la socialità: ecco l'obiettivo che noi ci poniamo con questa mozione, ecco perché noi ovviamente non ritireremo questa iniziativa ed ecco perché riteniamo che sia giusto mettere in votazione questa iniziativa e perché sia giusto anche creare un'idea politica, come ha ricordato anche il collega Perron, di quella che noi intendiamo come gestione del bene pubblico. Qualcuno ha l'idea che, immaginando di piazzare un parco lì, vada tutto bene e si metteranno dei fiori nei nostri cannoni, qualcuno invece immagina che, mettendo un parco lì, i cannoni saranno di natura diversa. Ovviamente noi voteremo a favore.
Presidente -Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la mozione. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 11
Maggioranza: 18
Favorevoli: 9
Contrari: 2
Astenuti: 24 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)
La mozione non è approvata.
Punto 49 all'ordine del giorno… prego, collega Minelli.
Minelli (AVS) -Ho chiesto mozione d'ordine perché, visto e considerato che ci è stato distribuito il documento che l'Assessore ha consegnato alla Presidenza, cioè questeslideche sono state utilizzate durante l'incontro del 26 di settembre scorso e considerato che è anche arrivata unamail, quindi con la trasmissione elettronica, di questo stesso documento, e nell'oggetto si denomina "Protocollo d'intesa gruppo Ferrovie dello Stato italiano", la stessa cosa si trova sul frontespizio delle slide, "Protocollo di intesa per la definizione degli scenari di sviluppo dei traffici sulla linea Chivasso/Ivrea/Aosta", chiedo la possibilità di fare la stessa cosa, cioè di trasmettere il protocollo d'intesa, a scanso di equivoci, perché, letto così, sembra che questo sia il protocollo. In realtà, il protocollo è un'altra cosa e i miei riferimenti al fatto che il protocollo d'intesa non contenesse la questione dei raddoppi si riferiscono a quanto io ho ricevuto come protocollo d'intesa, poi successivamente ho ricevuto le slide, ma il protocollo è un'altra cosa.
Chiedo quindi cortesemente che possa essere trasmesso anche il protocollo, perché non ho nessuna intenzione di passare per bugiarda, oltretutto, perché quello che io ho detto è riferito a questo documento.
Presidente -Penso che la completezza informativa sia utile a tutti, quindi trasmettiamo il documento.
