Oggetto del Consiglio n. 174 del 15 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 174/XVII - Reiezione di mozione: "Raddoppio della tratta ferroviaria Chivasso/Ivrea".
Aggravi (Presidente) -Punto 47 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) -Come tutti sappiamo, la ferrovia Chivasso/Ivrea/Aosta venne costruita quasi due secoli fa. Nel 1858 venne inaugurato il tratto Chivasso/Ivrea e circa trent'anni dopo, nel 1886, il tratto Ivrea/Aosta. Una delle mie due bisnonne materne, che era nata proprio in quell'anno, nel 1886, quando ero bambina, mi ricordava sempre con orgoglio:me si nà l'an que u treno é arivà a Osta[traduzione letterale dal dialetto di Fontainemore: io sono nata l'anno in cui il treno è arrivato ad Aosta] ed era per lei un avvenimento epocale, molto di più di quello avvenuto nel 1969, quando c'era stato lo sbarco sulla luna, che lei riteneva una grandissima bufala. La ferrovia valdostana, circa 100 chilometri a binario unico, senza trazioni elettriche e con una gestione che è rimasta a lungo affidata ai ferrovieri, solo alla fine del Novecento è stata in parte oggetto di alcune modifiche rispetto a come era stata concepita e realizzata a metà Ottocento. Infatti, a partire dagli anni Ottanta sono stati installati nuovi sistemi di controllo della circolazione dei treni, poi la gestione è passata, lo sappiamo, dal Genio ferrovieri alle Ferrovie dello Stato. Agli inizi del Duemila, quindi del nuovo millennio, è poi stata elettrificata la tratta Chivasso/Ivrea e ora si sta finalmente elettrificando anche la tratta Ivrea/Aosta.
Manca ancora un passaggio importante per la modernizzazione della linea, lo sappiamo, era segnato anche in tutti i documenti che hanno preparato il terreno ed è il superamento del binario unico e dei limiti alla circolazione dei treni che questo ovviamente comporta. Si parla di raddoppio del binario da tanti anni, direi addirittura da alcuni decenni, ma attualmente non ci sono ancora i progetti, non ci sono i finanziamenti, non c'è una previsione precisa e articolata di realizzazione dei lavori. Eppure, il superamento del binario unico, soprattutto nella tratta fra Ivrea e Chivasso, è fondamentale per il buon servizio ferroviario.
Credo che occorra assolutamente fare una distinzione tra la tratta valdostana e quella canavesana. Con gli utenti della zona di Ivrea e del Canavese il numero degli utenti complessivi della tratta Ivrea/Chivasso raddoppia rispetto al resto e talvolta anche triplica rispetto a quelli della tratta Aosta/Ivrea. C'è quindi bisogno di un numero maggiore di treni in entrambe le direzioni, cosa che rende palesemente inadeguata una linea a binario unico e che incide negativamente sulla velocità del servizio. Il problema è presente anche nella tratta valdostana, lo sappiamo, ma ha un'incidenza decisamente inferiore e sono i numeri anche a dimostrarlo.
Sto dicendo delle cose che sono note, sono delle considerazioni che sono già state fatte varie volte in passato e questo problema è stato anche evidenziato nelle varie bozze di Piano regionale dei trasporti. In particolare nell'ultima bozza del 2024, precisamente nella relazione generale, a pagina 43, per quanto riguarda la ferrovia, si indica come obiettivo 1A la velocizzazione e il miglioramento della puntualità e si afferma: "L'obiettivo viene perseguito attraverso una strategia perseguibile per fasi, che prevede ingressi contemporanei in tutti i punti di incrocio già finanziati, la previsione del raddoppio della tratta Ivrea/Chivasso in Piemonte e la valutazione di eventuali raddoppi selettivi in territorio valdostano". Come dicevo, è una bozza che risale al giugno 2024, riporta delle considerazioni che erano già state espresse negli anni precedenti in altri documenti, però oggi siamo a gennaio 2026 e siamo all'enunciazione del problema. È vero che ci sono state negli ultimi due anni delle interlocuzioni tra le due Regioni e anche con Rete ferroviaria italiana, ma dei progressi concreti ed evidenti non ci sono ancora stati.
Sono comunque intervenuti a fine 2024 e nel corso del 2025, l'anno appena concluso, alcuni fatti nuovi, da cui è derivata la decisione di presentare la mozione che sto illustrando. Il primo fatto nuovo è che l'8 ottobre 2024 è stato siglato dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, dalla Regione Piemonte e da Rete ferroviaria italiana un protocollo di intesa per definire gli ulteriori sviluppi di medio termine dell'intera tratta Aosta/Ivrea/Chivasso. Si tratta di un atto formale, che non parla esplicitamente di raddoppio della ferrovia, ma che si pone un obiettivo definito come "individuazione del quadro esigenziale", della definizione cioè delle esigenze a cui la linea deve ora e nei prossimi decenni fare fronte. Noi non sappiamo se questo quadro esigenziale è stato completamente redatto, sarebbe bene anche che la competente Commissione consiliare potesse averlo ed esaminarlo. Sappiamo poi che il 26 settembre 2025, poco prima delle elezioni regionali, c'è stata una conferenza stampa presso il Municipio di Ivrea, a cui ha partecipato l'assessore Bertschy, a cui era presente l'assessore ai trasporti del Piemonte, Gabusi, e c'era RFI, rappresentata dall'ingegner Rubini, proprio per fare il punto, dopo quasi un anno, sull'attività svolta a seguito del protocollo d'intesa di quell'ottobre 2024. In questa occasione Rete ferroviaria italiana ha annunciato che sta studiando delle proposte di raddoppio di alcune tratte.
Un altro fatto nuovo, recente - è stato ricordato anche ieri mattina nelle comunicazioni del Presidente della Regione - è che martedì 23 dicembre scorso c'è stato un incontro appunto fra il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, e la Giunta in cui è stato deciso di istituire un tavolo permanente di coordinamento tra le due Regioni sul tema dei trasporti, presieduto a turno dai due Presidenti e con la partecipazione degli Assessori ai trasporti delle due Regioni e anche di Rete ferroviaria italiana. È un incontro di meno di un mese fa. Mi sembra che ieri, dalla risposta che è stata data al collega Carrel, il Presidente abbia detto che il tavolo non si è ancora riunito, ma è sicuramente positivo che ci sia un ambito istituzionale in cui le due Regioni e RFI affrontino il tema dei potenziamenti della ferrovia Chivasso/Aosta, potenziamenti da cui mi sembra evidente che il raddoppio per la tratta Chivasso/Ivrea rappresenti l'aspetto più urgente e più rilevante. Noi siamo convinti che, se esiste una volontà politica delle due Regioni e la disponibilità tecnica di Rete ferroviaria italiana, si possano fare degli importanti passi avanti, anche con una certa rapidità.
Credo dunque che la mozione che abbiamo portato all'ordine del giorno possa essere condivisa dal Consiglio, anche perché la richiesta che esprimiamo, lo riconosco, è una richiesta in realtà minimale, ma riteniamo importante che proprio alla prima riunione di questo Tavolo di coordinamento, e sottolineo in questa prima occasione, venga esaminato il tema delle modalità, dei tempi e delle risorse per il raddoppio della tratta ferroviaria Chivasso/Ivrea e vengano valutate le ipotesi di raddoppi selettivi nella tratta valdostana, che, lo sappiamo bene, possono essere più modesti, anche proprio per la conformazione della nostra regione.
Aggiungo che il testo di questa mozione, con gli opportuni aggiustamenti, è in corso di deposito anche presso il Consiglio regionale del Piemonte. Sarà presentata dalla capogruppo di AVS, Ravinale, dalle colleghe Cera e Marro, dalla capogruppo del PD, Pentenero, e dal consigliere Avetta, dello stesso partito, che hanno condiviso la necessità di questa richiesta mirata e relativa all'esame del raddoppio,in primisdella tratta Chivasso/Ivrea e poi della situazione valdostana. Richiedono anche loro che questo tema venga affrontato alla prima riunione del tavolo.
Presidente -Qualcuno che intende intervenire in discussione? La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Intervengo anch'io in discussione come Consigliere di minoranza, ma con uno spirito che vorrei invece che fosse non di schieramento, ma dell'intero Consiglio, perché la mozione che abbiamo presentato, e che io ho sottoscritto con convinzione, non è o non dovrebbe essere la bandiera di qualcuno. È una richiesta di buon senso infrastrutturale: mettere mano al nodo che da decenni strozza la qualità del collegamento ferroviario tra la Valle d'Aosta e Torino.
Parto da un punto chiave. Questa mozione non chiede un annuncio, non chiede una promessa generica e non chiede nemmeno oggi un impegno di spesa regionale senza coperture. Chiede una cosa molto più seria e, proprio per questo, molto più votabile da tutti: che alla prima riunione del Tavolo permanente Valle d'Aosta-Piemonte con RFI si affronti subito in modo strutturato il tema del raddoppio della tratta Chivasso/Ivrea, guardando alle modalità, ai tempi, alle risorse e valutando anche raddoppi selettivi in territorio valdostano. Non stiamo votando quindi un progetto definitivo domani mattina, stiamo votando l'idea che il Tavolo appena istituito non parta dai temi marginali, ma dal cuore del problema. Lo dico con chiarezza: se anche oggi ci fossero differenze politiche su cento questioni, su questa dovremmo essere invece monolitici, perché, quando parliamo di ferrovia, parliamo di diritto alla mobilità, di competitività del territorio, di pendolarismo, di turismo e di resilienza nei collegamenti alpini. Noi possiamo raccontarcela infatti in tanti modi, ma la verità è semplice: il collegamento ferroviario tra Aosta e Torino ha bisogno di un salto di qualità.
La mozione lo dice chiaramente: non basta elettrificare la tratta Ivrea/Aosta, serve intervenire strutturalmente sull'intera tratta Chivasso/Aosta, perché? Perché c'è un collo di bottiglia che condiziona tutto. È una tratta che, se non la rendiamo più capace e regolare, continuerà a trascinarsi dietro ritardi, instabilità e limiti dell'offerta, anche quando avremo fatto altri passi avanti. Non lo dico io, lo dice appunto, come ricordava la collega, la pianificazione regionale. La bozza del piano regionale dei trasporti, richiamata dalla mozione, indica tra le azioni per velocizzare la puntualità, la previsione del raddoppio Ivrea/Chivasso in Piemonte e la valutazione, appunto, come dicevo, dei raddoppi selettivi in Valle d'Aosta. Questo è il punto politico importante. Non è quindi un capriccio, è un tassello coerente con una strategia già scritta, quindi anche difendibile davanti al Ministero, a Rete ferroviaria italiana e a chi dovesse eventualmente finanziare l'opera.
Proviamo a entrare nel merito, senza tecnicismi. Il raddoppio tra Chivasso e Ivrea significa tre cose molto semplici: capacità, più treni possono circolare senza litigarsi la linea; regolarità, se un treno ritarda, non trascina dietro il ritardo di tutti gli altri: affidabilità, puoi costruire un orario più stabile, più cadenzato e più leggibile per pendolari e turisti. Questo è quindi il cuore del tema. Non è solo un fare più veloce, è un fare più affidabile, perché il pendolare non ti chiede un miracolo, ti chiede che il treno arrivi e che gli orari non siano una lotteria. Il turista, se deve scegliere tra auto e treno, sceglie il treno solo se è una scelta comoda e non invece una scommessa.
Io quindi vorrei che oggi in quest'aula ci ricordassimo di una cosa: la ferrovia non è un tema da appassionati di rotaie, è un tema sociale. Dietro ogni minuto guadagnato o perso, dietro ogni coincidenza che salta c'è una madre o un padre che rientrano più tardi, uno studente che arriva in ritardo, un lavoratore che deve scegliere se cambiare il lavoro o cambiare casa, un territorio che perde attrattività. La Valle d'Aosta non può permettersi che la mobilità sia un fattore di esclusione o un moltiplicatore dello spopolamento.
Secondo tema: il turismo. Noi siamo una Regione turistica, il turismo non è solo economia, è lavoro e stagionalità, è servizi, è identità. Se vogliamo un turismo più sostenibile, più destagionalizzato, meno dipendente dall'auto privata, dobbiamo offrire un'alternativa credibile e l'alternativa credibile non è "prendi il treno e poi vediamo"; l'alternativa credibile è "prendi il treno, arrivi puntuale, trovi le coincidenze con gli autobus e i servizi locali e non perdi mezza giornata". Il raddoppio Chivasso/Ivrea per il turismo valdostano è un pezzo del puzzle, perché riduce l'incertezza lungo l'asse Torino/Aosta e rende più semplice immaginare anche i servizi migliori e più frequenti.
Terzo tema: il contesto dei collegamenti alpini. Non serve fare allarmismi, basta guardare il mondo com'è. I grandi assi di attraversamento alpino sono oggi sotto pressione per lavori, per sicurezza, per stagionalità, per flussi turistici e merci. In questo quadro avere un collegamento ferroviario affidabile verso Torino non è un lusso, è un pezzo della resilienza territoriale. Anche qui, attenzione, la mozione non promette la ferrovia internazionale domani, ma chiede di fare bene il nostro compito immediato, cioè migliorare ciò che è realmente migliorabile nel medio termine, partendo dal punto più importante, dal nodo più importante.
La mozione ricorda due elementi politici che rendono questo momento diverso dal passato, il primo: l'8 ottobre del 2024 è stato siglato, come ricordava la collega, il protocollo d'intesa tra la Valle d'Aosta, il Piemonte e RFI sugli sviluppi a medio termine della tratta Aosta/Ivrea/Chivasso.
Secondo elemento: c'è stata, a dicembre del 2025 appunto, la decisione di istituire un Tavolo permanente di coordinamento tra le due Regioni sul tema dei trasporti con la partecipazione degli Assessori competenti e di RFI. Questa è, secondo noi, la finestra. Se un Tavolo nasce e non entra subito nel merito del collo di bottiglia, rischia di diventare un tavolo dove ci si scambia cortesie e comunicati stampa. Se invece parte dal raddoppio Chivasso/Ivrea, parte da una cosa che è concreta, è strategica, è difendibile ed è attesa da anni. Infatti la mozione ricorda che già nel 1994 il territorio e gli utenti chiedevano l'elettrificazione e il raddoppio della Chivasso/Ivrea. Questi, secondo me, sono gli elementi più importanti che dovrebbero invogliare questo Consiglio a votare questa mozione.
Salto un pezzo e provo ad arrivare alla conclusione. Questa mozione è un invito a fare una cosa molto semplice e utile: mettere il tema al primo posto del Tavolo e farlo con serietà, guardando ai tempi e alle risorse. Non vorrei che fosse presa come la mozione precedente, come una trappola politica, come un intervento ideologico. Qui non c'è nessuna forzatura, c'è la volontà di provare a mettere sul tavolo un tassello importante per la nostra mobilità, c'è la volontà di mandare un messaggio chiaro: a RFI, per la volontà che esprime la Valle d'Aosta e speriamo un domani anche il Piemonte, al Piemonte con cui vogliamo collaborare in maniera chiara e al Governo per far capire che il territorio si muove in maniera coordinata.
Credo quindi che, da questo punto di vista, questa mozione possa essere votata da tutti.
Presidente -Qualcun altro vuole intervenire? Chiudo la discussione. Per il Governo, la parola all'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) -Probabilmente si troverà nel corso della legislatura il modo di trovare la giusta sintesi tra un confronto politico, la possibilità poi di trovare punti di convergenza e la necessità di ogni gruppo di avere, attraverso la sua sensibilità, la giusta attenzione, però bisognerà prima o poi chiarirsi sul senso delle mozioni. Una mozione può aver senso per una maggioranza se ricorda qualche cosa che non è stato fatto, che non è nel proprio programma o che non si sta facendo. Se una mozione si propone di invitare la maggioranza a fare quello che sta già facendo, addirittura che ha già fatto e comunicato, diventa anche difficile sostenerla, perché sarebbe come dire: "vi diamo ragione tanto per darvi ragione".
Questa mozione ci chiede di fare, all'interno del Tavolo di coordinamento, quello che noi abbiamo comunicato che stiamo preparando negli atti di fare. È chiaro che il raddoppio selettivo è uno dei temi importanti tra le politiche che tra la Regione Piemonte e la Valle d'Aosta porteremo avanti. Non solo, nei prossimi giorni lavoreremo sul Vallo, sul tema della frana di Quincinetto, stiamo lavorando sul tema della Camolesa e lavoreremo anche per le infrastrutture di collegamento tra Regione Valle d'Aosta e Piemonte, ma sono cose che sono più avanti delle mozioni che ci presentate, quindi avrebbe poco significato per noi prenderci un impegno che abbiamo già preso e che stiamo già eseguendo.
In più sul tema specifico, il protocollo d'intesa, che è un atto molto più forte di una mozione, ha impegnato le due Regioni e RFI in particolare a lavorare sulla predisposizione di un documento che è stato presentato a settembre e che ha portato all'avvio del Docfap. Oggi RFI sta lavorando sul Docfap, avremo di qui a qualche mese un Docfap sul quale confrontarci, su cui ragionare insieme per capire quali saranno gli obiettivi che si potranno raggiungere e nel Docfap verranno fuori non solo le esigenze, ma anche i costi. Lì sì che potrà esserci evidentemente la necessità di sostenere, tra le Regioni e tra tutti i gruppi politici che avranno piacere di farlo, l'esigenza di inserire queste risorse per poter poi avviare le progettazioni necessarie e gli investimenti necessari per andare avanti. Oggi però impegnarci a fare qualcosa che stiamo già facendo evidentemente è qualche cosa che noi non riteniamo opportuno fare e ci asterremo facendo ben chiarezza sul fatto che, ripeto, siamo più avanti di quello che ci chiedete di impegnarci a fare. Lavoriamo in questa direzione, non c'è nessun problema a portare i documenti in Commissione e a continuare a lavorare per realizzare gli obiettivi che sì, questi sono condivisi. Noi stiamo completando degli investimenti importanti a livello ferroviario per il collegamento Ivrea/Aosta, stiamo investendo in maniera importante sul materiale rotabile. Se ne parla poco, ma, quando si riprenderà la linea, la Regione Valle d'Aosta dimostrerà anche in questo campo che cosa ha fatto. Ha acquistato sei treni nuovi, tre li metterà a disposizione Trenitalia e la flotta ripartirà con una linea ammodernata, ma soprattutto con materiale rotabile che andrà affiancarsi ai cinque treni bimodali.
Sull'importanza del collegamento ferroviario evidentemente lo abbiamo scritto nel nostro programma, ci stiamo lavorando e siamo contenti che si condivida. Siamo anche contenti di portare avanti queste iniziative e di sapere che anche da parte vostra c'è l'interesse a sostenerle anche in altre sedi.
Presidente -Ci sono altri interventi? La parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) -Ho ascoltato sia il collega Centoz che l'Assessore. In buona sostanza l'Assessore dice: "Per una maggioranza ha senso una mozione nel momento in cui propone qualche cosa che ancora non c'è, o che non si sta facendo". Io penso che nei prossimi giorni mi prenderò anche lo sfizio di andare a spulciare tutte le mozioni che sono state approvate, ovviamente mi riferisco alla passata legislatura e magari anche prima, perché in questa abbiamo visto che per adesso non è successo ancora niente riguardo all'approvazione, ma mi prenderò lo sfizio di andare a vedere quante mozioni effettivamente erano per proporre qualche cosa che non esisteva, non si stava facendo, si doveva modificare o via di questo passo e, se non è mai stato approvato nulla che in qualche maniera rafforzasse un tema su cui ci può essere convergenza da parte di tutti, perché è ritenuto utile e importante per la comunità, perché, permetta Assessore, questa è una motivazione piuttosto debole dal mio punto di vista.
Aggiungo però anche un'altra cosa. Lei dice: "stiamo facendo, abbiamo anche detto, esplicitato sia in aula, lo ha fatto ieri il Presidente, sia con comunicati stampa o comunque con dichiarazioni pubbliche, che su questo siamo già impegnati, quindi è inutile e magari anche ridondante, quello che chiedete". Poi lei dice che c'è l'avvio del Docfap e che si sta facendo tutto questo. Io sono andata a riguardarmi il protocollo d'intesa che è stato firmato nel 2024 e in esso si parla delle esigenze, della necessità di arrivare a un quadro esigenziale, non si parla di raddoppio. Non si parla di raddoppio nel protocollo, ma sappiamo, almeno dal 1994, ma io direi anche prima, che l'esigenza principale, in particolare da parte della Regione Piemonte, perché il protocollo riguarda le due Regioni e RFI, era stata evidenziata in tutti i modi dall'Associazione degli utenti della ferrovia, ma non solo da loro, proprio l'esigenza del raddoppio. Non solo, c'è pure scritto, nell'articolo 5 di questo protocollo, al penultimo comma: "Le risultanze dell'attività di RFI definite all'articolo 4 verranno condivise col gruppo di lavoro al fine di recepirle in un quadro esigenziale che costituirà input per la successiva redazione, a cura di RFI, del documento delle fattibilità delle alternative progettuali, non disciplinato dal presente protocollo". È quindi qualche cosa che ci può essere, come non ci può essere.
Adesso noi ci crediamo che si sta lavorando a questo e meno male. Avevo anche chiesto, perché da quell'incontro di Ivrea che era per la stampa, da quello che ho capito - a cui noi non avevamo partecipato, abbiamo solo letto gli articoli sul giornale -, si parlava anche di elaborazione del Docfap, sembrava che fosse già presente, invece poi ho fatto anche un accesso agli atti, mi è stato detto che non c'era, l'unica cosa che c'era erano leslideche sono state rese note in quell'occasione.
Rilevo però, anche dal suo discorso, Assessore, ma che poi è un po' quello che avete fatto in occasione della discussione del bilancio sugli ordini del giorno, che tutto ciò che in qualche modo non è la sottolineatura di una mancanza, perché lì potreste dire - e lo avete fatto tante volte -: "no, noi non approviamo questa cosa, perché voi ci state dicendo una cosa che non condividiamo, non è vero"… qui noi diciamo un'altra cosa, diciamo: si sta facendo, si è messo in piedi un discorso, adesso avete istituito anche un Tavolo, ho detto che è una cosa importante, la richiesta, molto semplice e anche minimale, è quella di dire: "questo Tavolo si riunirà?"…
Presidente -Chiedo scusa, collega. Chiedo alla gente in tribuna di non utilizzare i telefoni, altrimenti sgombero la tribuna. Prego collega.
Minelli (AVS) -…stavo dicendo che la richiesta è: questo Tavolo si riunirà, non sapete ancora quando, ci state lavorando? Va bene. Noi chiediamo che non sia messo al primo punto, ma sia messo all'ordine del giorno di una prima riunione, quella di cui questo Tavolo si occuperà… e si occuperà di tante cose, è stato anche detto che potrà prendere in considerazione successivamente la questione del Parco, che è importante pure quella, però noi chiediamo: "C'è un'esigenza che riguarda le due Regioni, che è quella del raddoppio, che è scritta in tutti i documenti della Regione Valle d'Aosta". Penso, per esempio, al programma strategico degli interventi del 2019: è scritto a chiare lettere, c'era nel programma della scorsa legislatura, ma c'è nei documenti ufficiali, l'esigenza di fare questo, oltre all'esigenza dell'elettrificazione, ne abbiamo discusso tante volte. Allora vi chiediamo che in quella prima riunione si parli di questo.
Sappiamo che è importante la questione del viadotto della Camolesa, sappiamo che è importante la questione della frana di Quincinetto, sono tutte cose importanti, però questa è qualche cosa che riguarda veramente un'esigenza di tantissime persone, di tantissimi pendolari sia di questa Regione che del Piemonte ed è anche per dare forza a una richiesta che viene da una Regione vicina, nello spirito di collaborazione che ci deve essere e che ci avete sottolineato più e più volte.
Mi dispiace che non si voglia fare questo piccolo passetto, adducendo anche un po' questa motivazione, francamente puerile, dal mio punto di vista, che è una mozione fatta perché qualcuno deve avere visibilità, deve mettere il suo cappello su una cosa. Non è così, voi avete un'idea distorta di alcune iniziative, su altre potete avere ragione, può capitare, su cose come questa no, proprio no: è semplicemente una volontà di rendere più forte una posizione che si sta prendendo, che è stata presa, a mio avviso, in maniera anche molto timida, in questo protocollo d'intesa che lei invece dice essere la cosa più importante, proprio perché, come ho detto, di raddoppio qui non se ne parla nemmeno in una riga. Non c'è proprio, non è citato. Si parla di capire quali sono le esigenze delle comunità, ma le esigenze delle due comunità, se non lo sapete, se non lo sapevate prima di fare quel quadro esigenziale… si poteva fare anche più velocemente, ma l'avevo già detto quando abbiamo parlato di questo in Consiglio, perché è chiara l'esigenza: l'esigenza è quella di eliminare il problema che c'è, e lo diceva bene il collega Centoz prima. Non solo, ma l'intervento più grosso, lo sappiamo tutti, e anche il più fattibile, è quello nella zona di pianura, è quello nella zona tra Ivrea e Chivasso. Francamente questo atteggiamento non è condivisibile, non è nemmeno accettabile.
È sicuro che noi seguiremo con grande attenzione questodossier, lo faremo chiaramente in collaborazione con i gruppi consiliari di AVS e del PD della Regione Piemonte, che si stanno muovendo, che tra domani e dopodomani depositeranno questa stessa mozione, che verrà discussa a fine gennaio. L'obiettivo comune è quello di fare un passo avanti su una questione che per noi è di estrema rilevanza e su cui davvero si è fermi da troppo tempo, perché poi ritornano i discorsi, ma, quando sono discorsi che sono stati fatti circa 32 anni fa, credo che ricominciare da capo possa essere utile, ma possa anche essere lì davvero una ridondanza.
Presidente -La parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) -Stavolta, contrariamente a quelle che potevano essere delle facili aspettative, non mi rivolgerò all'assessore Bertschy, ma mi rivolgo in modo simpatico alla collega Minelli. Ho capito il motivo per il quale, dalle sue premesse, è così legata al mondo della ferrovia, tracciando appunto l'aneddoto di sua nonna, che nel 1886 aveva dato quel tipo di lettura nell'imminenza dell'arrivo della ferrovia in Valle d'Aosta. Non è una battuta, noi voteremo questa mozione, consigliera Minelli, perché sicuramente è una mozione la cui impegnativa, così come l'altra, ci sembra legata al buon senso, perché tutto quello che va in merito a un miglioramento delle infrastrutture sicuramente trova il nostro consenso al di là di chi pone in essere queste iniziative. In questo senso io in qualche modo devo dire che quest'iniziativa più che dalla collega Minelli io mi sarei aspettato fosse giunta da altri colleghi in questo emiciclo, che oggi fanno parte della maggioranza e mi riferisco ai colleghi di Forza Italia, perché io mi ricordo perfettamente qualche giorno prima, qualche ora prima della chiusura del programma di Centro-Destra, come il consigliere Marquis qui presente mi impegnò in una seduta a singolar tenzone in modo tale che fosse evidenziata la necessità di andare proprio sulle impegnative che lei, consigliera Minelli, ha descritto. Sembra proprio una replica di quelle che erano le posizioni del consigliere Marquis in merito alla necessità di arrivare, ove possibile, al raddoppio della linea, della ferrovia, che fosse quindi un punto essenziale nel programma, tant'è che noi, convinti della bontà di quell'iniziativa, la appoggiammo e la sposammo; la sposammo allora, come la sposiamo adesso, indipendentemente da chi la propone. In questo senso, al di là del fatto che l'Assessore ha detto, come dacliché, come ormai da abitudine, che questa cosa è già stata effettuata, è già stata pensata e portata avanti, vedremo poi con le iniziative successive se sarà così ugualmente, io mi aspettavo, o mi aspetto, che il collega Marquis di Forza Italia su questo punto possa dire qualche cosa in merito a quello che lui riteneva fosse un punto veramente determinante per l'assetto delle nostre infrastrutture, perché sul punto del raddoppio, ove possibile, perché la conformazione del nostro territorio sicuramente è difficile, è stato ricordato… e quindi questa logica deve essere comunque perseguita, deve trovare da parte di tutti gli attori, da tutto questo emiciclo la spinta per poter essere effettivamente eseguita.
Io non credo, collega Marquis, che la rassicurazione portata avanti dall'assessore Bertschy possa essere considerata sufficiente, o quanto meno può essere sicuramente considerata un buon inizio, sicuramente è un fatto lodevole, positivo, ma il fatto di stigmatizzare una posizione, che mi rendo conto possa essere anche imbarazzante, di dover dire quanto sia importante arrivare a una sensibilizzazione affinché quello che è allo studio oggi sulla linea Chivasso/Torino ove possibile, così come recita l'impegnativa della collega Minelli del gruppo AVS, possa essere comunque portato avanti sia comunque condiviso nel solco delle iniziative votate al buon senso.
Ho visto che lei si è prenotato. Spero che possa confermare all'aula quello che lei ha avuto modo di dire a me nell'imminenza della presentazione del programma di Centro-Destra sulla questione della ferrovia, perché mi ricordo, adesso come se fosse ieri, proprio i punti che lei evidenziò e che mi trovarono d'accordo. Mi auguro quindi che lei su questo punto dica qualcosa e non possa che trovarsi d'accordo in merito all'impegnativa che i colleghi hanno proposto all'aula.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) -Il tema della ferrovia è un tema sul quale abbiamo mostrato nella scorsa legislatura in particolare una grossa sensibilità. Ogni volta che si parlava di elettrificazione abbiamo sostenuto con grande energia e con grande vigore la necessità che si dovesse completare questo intervento con una serie di raddoppi selettivi, perché nei fatti l'esigenza primaria è di rendere competitiva questa infrastruttura e la competitività può solo essere perseguita se c'è una riduzione dei tempi di percorrenza sulla tratta, pertanto questa è la priorità che noi confermiamo e che abbiamo sempre esplicitato. A questo riguardo, avendo quindi dei contatti molto positivi con la Regione Piemonte, siamo stati promotori dell'organizzazione di questo incontro che è avvenuto tra la Giunta regionale valdostana e il presidente Cirio e per la costituzione di questo tavolo di lavoro, questo coordinamento politico per addivenire a delle soluzioni sulle problematiche che ci sono comuni sotto il profilo del settore dei trasporti. Abbiamo parlato di ferrovia, così come parliamo di settore autostradale, della frana che è stata esplicitata prima, la questione della frana Chiappetti a Quincinetto, il viadotto della Camolesa a Santhià, sulla bretella. Sono problematiche che sentiamo in modo molto significativo e forte.
Così come ha detto l'Assessore, la mozione è più indietro dei fatti, perché abbiamo attivato questo Tavolo proprio per trattare quest'argomento. Dopo che è stato promosso l'incontro è stato costituito il Tavolo di lavoro, arriva una mozione che dice: "ma perché non vi occupate di questo alla prima occasione in cui vi trovate?". Sembra pleonastico, è già scritto, è già fatto, questo. Se ci fossero delle anticipazioni rispetto alle volontà da portare avanti, posso ben capire e sarebbe corretto condividere un'iniziativa, però questa è un'iniziativa che non aggiunge niente rispetto alla situazione nei fatti, alla quale siamo già a livello di gestione, siamo più avanti.
Pertanto condividiamo gli obiettivi, perché l'obiettivo è questo su cui noi lavoriamo e riteniamo che sia un intervento che abbia una grande priorità, perché, come ho detto poc'anzi, se non si riducono i tempi, tutto quello che è stato fatto serve a ben poco, perché la ferrovia rimarrà sempre in utilizzo a coloro che non possono fare diversamente, invece la ferrovia dovrebbe essere undriverche deve essere utilizzabile dal maggior numero di utenza possibile, da parte nostra. Pertanto gli obiettivi sono pienamente condivisi, ma sono già delineati, dunque crediamo che sia pleonastica quest'iniziativa.
Presidente -La parola al collega Perron.
Perron (LEGA VDA) -Senza fare polemica, ne abbiamo già fatta parecchia, giustamente, come è nella politica, sul tema dell'elettrificazione, quindi senza fare polemiche, in questo caso con la collega Minelli, sul tema dell'elettrificazione, è conosciuta la nostra posizione, sapevamo dell'opportunità di farla visti i disagi che avrebbe creato, visti i purtroppo prevedibili ritardi che un'opera di questo genere poteva comportare, lei stessa ieri ha stigmatizzato i ritardi, poi l'Assessore invece dice: "no, faranno tutto in tempo entro giugno 2026"… in qualche modo noi abbiamo sempre fatto certe considerazioni, quindi in questo caso però, collega Minelli, salteremo le premesse su una zona, tra l'altro, di territorio che non è nostro, quindi non sappiamo bene se eventuali benefici verrebbero apportati anche alla nostra zona, anche perché il numero dei treni rimarrà costante da Ivrea in su, lo sappiamo benissimo, senza i raddoppi. L'abbiamo sempre saputo, l'abbiamo sempre detto, però a questo punto ci agganciamo, come ha anche detto il collega Zucchi… c'era un programma nella coalizione e soprattutto il tema dei raddoppi è stato portato in varie occasioni, quanto meno interne anche nostre, alla Lega e come istanza nelle sedi opportune dalla senatrice Spelgatti, proprio perché sapevamo che i raddoppi selettivi avrebbero potuto essere, quelli sì, un modo per guadagnare tempo, mentre l'intervento fatto così non avrebbe apportato grossi benefici.
Poi c'era, mi ricordo, il cronoprogramma del 2019, l'avevamo analizzato molto bene, era la parte dei raddoppi selettivi successiva, sta di fatto che ora siamo con tre anni di fermo e a questo punto, anche per il fatto che c'è un Governo nazionale in cui questa volta siamo noi che abbiamo il Ministero dei trasporti e dovremo portare avanti le iniziative, anche se all'epoca la Lega Valdostana le ha contestate, con buone ragioni, a questo punto, collega Minelli, ci agganciamo alla parte finale, cioè sulla valutazione di eventuali raddoppi selettivi in territorio valdostano, che abbiamo sempre perorato, quindi in questo caso le voteremo questa mozione, fatta salva tutta la parte iniziale e fatte salve tutte le divergenze che abbiamo avuto in passato e che in parte direi che hanno dato ragione anche alle nostre posizioni, che erano critiche sul tipo di intervento, sulla modalità, sulle tempistiche. Se si va verso i raddoppi selettivi, l'abbiamo detto anche noi in tutte le lingue, in questo caso ci turiamo il naso su alcune parti e ve la sosteniamo, perché ormai diventa una priorità un po' per tutti quanti i Valdostani.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Mi pare di aver capito che questo sia già stato fatto, che è uno di quegli elementi dell'accordo Union-Forza Italia, c'è una "V", "fatto", già sopra sull'elenco. Direi che questo è già stato raggiunto, ce lo presenteranno come elemento già raggiunto con l'accordo Union-Forza Italia. La metto sul ridere perché prima l'Assessore intervenendo ha detto: "Le mozioni in qualche modo cercano di segnare un po' il campo". Beh, ne abbiamo una prova anche oggi, perché ieri ci è stata presentata una risoluzione sul Carnaval de Montagne, oggi ne sbuca una seconda e non si capisce perché non si può votare la prima. Noi lo diciamo già, le votiamo entrambe, non si capisce allora perché non si è potuta votare la prima. Se dobbiamo giocare a puntare le bandierine, siamo capaci tutti.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (ADC) -Parlando di Carnaval de Montagne, visto che sono stato io a portare il question time, mi sento tirato in ballo. Come sapete, come Pour l'Autonomie, abbiamo sempre spesso una posizione abbastanza scettica, se non contraria, lo sa bene la consigliera Minelli, sul tema dell'elettrificazione della ferrovia, anche perché non è un tema esaustivo o, meglio, affrontare il tema della ferrovia non può essere affrontato guardando solamente all'elettrificazione.
Mentre il collega Marquis, che prima ci ha edotto sulla posizione di Forza Italia, allora era membro, se non erro, di Stella Alpina e appoggiava quella scelta dell'elettrificazione, noi eravamo contrari, ma capiamo lo spirito di questa mozione, cioè andare a dare delle priorità, perché, quando si aprono i tavoli, i temi sono veramente tanti, ci sono stati elencati e io credo che dare delle priorità sia un tema che compete al Consiglio regionale. Con questo spirito quindi, cercando di dare appunto una priorità alta al tema della ferrovia, come gruppo Autonomisti di Centro, andremo ad approvare questa mozione e ci auguriamo che possa vedere la luce, meglio, un progetto che sia da discutere in Commissione quanto prima, al di là di quelle che possono essere le posizioni politiche di ognuno di noi, perché questo è un po' da superare in questo momento, soprattutto su questi temi.
Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (AVS) -Io volevo anche ringraziare i colleghi che sono intervenuti per le loro dichiarazioni, per quanto è stato detto. Sappiamo benissimo che le posizioni che abbiamo avuto sul tema dell'elettrificazione sono diverse, chi ha seguito un po' il Consiglio nella passata legislatura ne è ben consapevole.
Tutti sanno - ed è una cosa che confermo - che io ho lavorato con convinzione e ho difeso con forza la scelta del progetto di andare verso l'elettrificazione della ferrovia, ma credo - anche qui, se si vuole essere onesti e corretti - che sappiate anche tutti quanti che nei documenti di riferimento e nelle stesse dichiarazioni che io ho fatto più e più volte, ho sempre detto che questo era uno degli elementi, per me importantissimo e fondamentale, ma uno degli elementi che riguardano il potenziamento della ferrovia, perché ci sono due aspetti e poi ce ne sono anche altri secondari, ma uno è l'elettrificazione, l'altro è il potenziamento della tratta e quindi dei binari. Ho sempre anche detto che bisogna essere realistici, sappiamo dove viviamo, sappiamo qual è la conformazione di questa nostra regione: pensare a un raddoppio totale, completo, della tratta da Aosta a Pont-Saint-Martin e poi anche dopo è qualche cosa al momento di piuttosto avveniristico.
Ci sono delle cose che si possono fare. Sicuramente il raddoppio nella zona della Piana, della pianura tra Ivrea e Chivasso, perché noi da lì dobbiamo passare, se vogliamo andare a Torino, questo è certo e poi si possono fare dei raddoppi selettivi. È una cosa che abbiamo sempre detto, che era nei documenti fin dal 2019. Ricordo anche, se ce ne fosse bisogno, ma non a chi è qui, magari a chi ascolta, perché chi è qui lo sa benissimo, non ha bisogno che io lo sottolinei, che nel 2020, quando si è dovuto accedere ai fondi del PNRR, per poterlo fare, per poter fare delle proposte, bisognava avere dei progetti che fossero già a un certo livello di definizione e in quel momento il progetto che c'era a un certo livello di definizione, che poi è stato incrementato, migliorato, eccetera, eccetera, era quello dell'elettrificazione.
Sono state portate due proposte per quello che riguardava l'accesso ai fondi PNRR, per quello che riguardava i trasporti della Valle d'Aosta, sull'elettrificazione e sulla questione dell'Aosta/Pré-Saint-Didier, ma tutti eravamo ben consapevoli, o perlomeno io ne ero assolutamente consapevole, che quello era un primo passo e ce ne sarebbero voluti degli altri.
Dire adesso, come ha detto il collega Marquis, che la mozione è più indietro rispetto alla realtà non mi pare corrispondere al vero. Semmai, se vogliamo, possiamo dire che è una mozione che è parallela e che è a sostegno e a supporto di un'azione che la Regione sta costruendo, che l'Assessorato e il Governo stanno costruendo. Perché dico che sarebbe importante e mi dispiace che non si voglia votare questa mozione? Perché io sono profondamente convinta che ci sia un ruolo del Consiglio Valle che non è soltanto quello legislativo, che è molto importante e che forse è sottovalutato, e ispettivo, ma il Consiglio, a mio avviso - ma credo che questo stia nei documenti stessi che regolano quest'Assemblea -, è anche un organo che dà degli indirizzi, che sono anche di tipo politico.
Ora, non si sta contestando o si vuole sostituirsi in qualche modo all'azione che è in corso e che, da quello che mi risulta, è appena iniziata, perché non c'è ancora stato nessun tavolo, si è presa una strada, una direzione che è importante. Allora perché non permettere, non fare in modo che il Consiglio della Valle d'Aosta, il Consiglio tutto, questo era il nostro auspicio, si esprima a sostegno di qualche cosa che è importante e che ne richieda anzi una puntualizzazione? Che richieda anche un'organizzazione dal punto di vista anche degli argomenti che devono essere portati fin da subito. Perché dico che è importante? Perché sottolineare questo ci metterebbe anche in una stretta sinergia con quello che sta succedendo nel territorio della Regione Piemonte.
Noi quindi ovviamente portiamo al voto questa mozione e, come ho detto, continueremo a seguire con attenzione ildossier.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Torrione, ne ha facoltà.
Torrione (AVS) -Io non farò un intervento tecnico, perché è già stato detto tutto quanto e ho condiviso la maggior parte degli interventi che sono stati fatti dalla minoranza, in questo caso. Io dico una cosa molto semplice: ovviamente per i miei trascorsi ho una discreta esperienza di dinamiche relazionali e mi sembra evidente che qui, oltre alla questione di contenuti, parliamo anche di dinamiche personali che non sono proprio lineari e gradevoli, mettiamola così, che però non devono diventare elementi ostativi o di freno al lavoro del Consiglio.
Quello che io non capisco e che ho percepito… poi posso sbagliarmi, l'assessore Bertschy, che conosco da tanto tempo, mi smentirà se sbaglio a dire a dire quello che sto per dire, ma io credo che si debba andare oltre questi personalismi e, in maniera pulita, prendere le iniziative di questo Consiglio per quello che dicono, per i contenuti che portano, non a seconda di chi le porta e chi le dice.
Ovviamente abbiamo già parlato tanto dei 56 su 56 bocciati, magari ci torneremo, ma qui la mozione, se è condivisa dalla maggioranza, ed è vero che nel protocollo non è scritto chiaro che si fa il raddoppio della tratta e la maggioranza è d'accordo, io mi sarei aspettato che l'assessore Bertschy dicesse semplicemente: "siamo d'accordo, effettivamente una cosa sulla quale crediamo che la Valle d'Aosta abbia da dire qualcosa e che la voglia e quindi al tavolo con il governatore Cirio faremo il possibile perché venga inserita come priorità questo elemento". Semplice. Non andare a dire: "abbiamo fatto questo, abbiamo fatto quell'altro". Se la volontà è quella e si è d'accordo sullo specifico tema, raddoppio della tratta Chivasso/Ivrea - o Ivrea/Chivasso, mettiamola nell'ordine che vogliamo, non è importante - lo si dica. Se purtroppo c'è un discreto fastidio verso le iniziative di AVS in generale, magari, ma più specificatamente della mia collega Minelli, perché bisogna andare a non dire una cosa che è chiara ed evidente a tutti?
Qui mi collego ad altri ragionamenti che sono stati fatti. Proviamo realmente a mettere in campo questa collaborazione e non sentirsi offesi perché vengono chieste delle cose, vengono chiesti dei chiarimenti, eccetera, eccetera? Se siamo tutti qua per il bene della collettività e per fare il nostro lavoro, per il quale siamo pagati, cioè di ascoltare tutte le iniziative e valutare se sono valide o meno, facciamolo in questo modo, esulando da qualsiasi tipo di personalismo.
Io litigo volentieri con i miei dirimpettai della Lega e devo dire che - l'ho detto un attimo fa alla mia collega Minelli - mi piacciono le mozioni perché almeno questo Consiglio dimostra di esistere e si anima, perché sennò, non lo so, forse al posto di alcuni miei colleghi io mi annoierei a morte tutte le volte che c'è un Consiglio. Io litigo volentieri con i miei colleghi della Lega, perché almeno ci si confronta, poi io posso avere un'idea o un'altra, però almeno ci si confronta. Il non rispondere in maniera diretta e chiara alle cose non mi piace tantissimo, quindi ovviamente, rispetto a questa mozione, mi sarebbe piaciuto sentire da parte dell'assessore Bertschy semplicemente questo: "Siamo d'accordo anche noi che il raddoppio è importante e faremo tutto il possibile perché venga inserito nelle priorità del tavolo", punto.
Presidente -La parola al collega Viérin Marco.
Viérin M. (CA) -Prendo solo un minuto a questo Consiglio, perché questo è un tema trattato da tantissimi anni. Credo che in due parole possa dire che l'occasione l'abbiamo persa nel dopo alluvione, quando chi c'era sa che in quest'aula abbiamo ragionato e Stella Alpina ha fatto delle battaglie in questo senso per avere la doppia tratta completa, allora c'erano i soldi presso il Governo nazionale, si poteva fare una battaglia fino in fondo, dopodiché siamo arrivati a tutti gli epiloghi.
Noi da sempre abbiamo anche detto che l'elettrificazione non risolveva i problemi, dopodiché si sono fatte strade per cercare di ottenere almeno quello, piuttosto che niente e così via. Io credo che dei sogni che abbiamo perso in passato dobbiamo fare tesoro. Oggi l'Assessore ha esplicitato in maniera molto chiara che questo procedimento, che la mozione illustra bene, per carità, tutto quanto, anche nell'impegno, sono le cose che si stanno già facendo, che sono già state fatte e si prosegue in questa maniera.
Io credo che forse, piuttosto, un domani bisognerà capire se abbiamo l'occasione di trasformare questa ferrovia dall'entrata in Valle d'Aosta, quindi da Ivrea, da Carema, fino ad Aosta, perlomeno, e dotarla veramente di un doppio binario, perché vedo una ferrovia che onestamente è come un'autostrada a un'unica corsia. Credo che, se noi ragionassimo con un'autostrada a un'unica corsia, non andremmo avanti. Queste sono occasioni che abbiamo perso in passato, oggi non possiamo piangerci addosso e dobbiamo fare quello che possiamo fare, quindi io sono perfettamente d'accordo con tutto il gruppo che si proceda almeno con il lavoro che si sta facendo, che è già avanti, con il raddoppio della tratta Ivrea/Chivasso e facendo anche dei raddoppi selettivi, dov'è possibile, al più presto.
Presidente -La parola all'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) -Senza entrare nel merito delle considerazioni personali del collega Torrione, solo per evitare che per l'ennesima volta si cambi l'informazione che deve uscire dall'aula, al di là del fatto che siamo più avanti di quello che ci proponete di fare, il Docfap - la sua collega ce l'ha in mano - elabora un documento che è stato presentato pubblicamente e che parla di raddoppi selettivi. Il Docfap elabora, detto in italiano, un documento che è stato presentato a settembre e che parla di raddoppi selettivi; questo è quello che faremo, perché non esca di nuovo la notizia che non ci sono i raddoppi selettivi. Il Docfap si occupa proprio di questo, con degli scenari differenti, vedremo alla fine di tutti questi studi, che poi non stiamo parlando di ridurre i tempi di trasporto di un'ora e mezza, stiamo facendo qualche minutino, vedremo se qualche minutino sarà ben condiviso nei territori dove bisognerà passare con un altro binario, perché poi la strategia ce l'abbiamo tutti bene in testa, l'obiettivo politico anche, le finanze andranno cercate, poi arriveranno ai territori e dai territori siamo fermi con la lunetta di Chivasso dai tempi di… Solo che sia chiara la notizia che i raddoppi selettivi sono parte del protocollo, del documento che è stato presentato e di quello che il Docfap oggi andrà a presentare, quindi che la notizia quanto meno oggi sia questa: che si studiano i raddoppi selettivi.
Presidente -La parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) -Assessore, io non so bene che cosa significhi la sua espressione, questa che ha usato: "Non vorrei che per l'ennesima volta uscisse un'informazione diversa da quella che è sostanzialmente la realtà". Poi lei mi ha detto: "Lei ha in mano il Docfap". Bene, allora ho capito male, andrò a riascoltare.
Io ho citato il protocollo di intesa, quando ho parlato, il protocollo d'intesa del 2024, e ho detto che nel protocollo d'intesa non si parla esplicitamente di raddoppi dei binari…
Presidente -Collega, scusi, lei ha già fatto la dichiarazione di voto.
Minelli (AVS) -…credo che lei mi abbia dato la parola per un'altra cosa. Quello non è quello che io ho in mano, Assessore, io ho in mano questo documento, che ho ricevuto con accesso agli atti… no, ma lei non ha ascoltato. Io le ho detto che quello che c'è nel protocollo d'intesa è la richiesta…
Presidente -Collega, lei ha già fatto la dichiarazione di voto, abbia pazienza, concluda.
Minelli (AVS) -…no, ma sono stata tacciata…
Presidente -Allora è un fatto personale.
Minelli (AVS) -…e certo!
Presidente -Espliciti il fatto personale, per favore.
Minelli (AVS) -…il fatto personale è che mi è stato detto che per l'ennesima volta si danno delle informazioni distorte, significa che io racconto delle bugie, tradotto.
Presidente -È un fatto personale che usiamo in tanti, giustamente, me lo consenta…
Minelli (AVS) -…Presidente, abbia pazienza… io voglio essere precisa, Assessore. Io ho fatto un accesso agli atti nel 2024 per avere questo documento. In questo documento, che è il protocollo d'intesa, non si parla esplicitamente di raddoppi selettivi, poi ho fatto un accesso agli atti per avere il Docfap di cui si è parlato…
Presidente -Grazie collega…
Minelli (AVS) -…e non ho ricevuto il Docfap, ma delleslide, perché il Docfap non c'è.
Presidente -Colleghi, se può essere utile faccio fare…
Minelli (AVS) -…no, ma io non ho detto che in quelle slide non c'erano i raddoppi, io ho detto che in questo documento non c'è e questo è il documento siglato, eh, abbia pazienza…
Presidente -Collega, se può essere utile, faccio fare una fotocopia e distribuisco quello che ha messo agli atti l'assessore Bertschy. Io procederei con la messa al voto della mozione. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Maggioranza: 18
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)
La mozione non è approvata.
