Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 112 del 16 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 112/XVII - Trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del DEFR per il triennio 2026-2028, del D.L. n. 2 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028) e del D.L. n. 3 (Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028). (Reiezione di quindici ordini del giorno. Ritiro di sei ordini del giorno).

Aggravi (Presidente) -Punti n. n. 05.01, n. 05.02, n. 05.03, n. 05.04, n. 05.05, n. 05.06, n. 06.01, n. 06.02 e n. 06.03 dell'ordine del giorno.

Se non ci sono contrarietà, procederei con gli ordini del giorno. Come abbiamo definito, andremo a scalare, in ordine di presentazione, inizieremo con gli ordini del giorno dei gruppi Lega e la Renaissance, poi nell'ordine con quelli del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Fratelli d'Italia, PD Federalisti, Progressisti e VDA e Autonomisti di Centro. Inizieremo dal primo per ognuno e poi, come di consueto, i numeri 2, 3, appunto a scalare per l'esaurimento degli ordini del giorno presentati. Inizierei quindi con l'ordine del giorno n. 1 dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e la Renaissance. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Con quest'ordine del giorno, che è formalmente collegato a un emendamento che abbiamo presentato, abbiamo voluto intervenire, l'abbiamo già detto questa mattina in discussione generale, sul tema del bando di sostegno alla locazione.

Quest'ordine del giorno prende spunto da un articolo che è inserito nel DL 2, il DL sulla legge di stabilità, sulla questione giustamente dell'articolo, che, come detto, abbiamo accolto positivamente rispetto alla fascia di esenzione dell'addizionale IRPEF per i redditi al di sotto dei 15 mila euro di ISEE. Con quest'estensione, con questa collocazione viene detto nella relazione e abbiamo riportato nell'ordine del giorno: "In considerazione del perdurare della crisi economica, in particolare delle persone con redditi più bassi, utilizzando la possibilità di discostarsi dalla normativa nazionale con riferimento agli scaglioni, si mantiene…" quindi l'esenzione per le persone al di sotto dei 15 mila euro di ISEE.

Ora, qual è il punto? Il punto è proprio questo: che si vanno a definire le persone che si trovano al di sotto di questa soglia, che sono depositarie di un reddito basso, quindi se si reputa che al di sotto dei 15 mila euro di ISEE si abbia un reddito basso… e noi concordiamo, anzi, addirittura saremo per alzare ulteriormente questa soglia, allora a maggior ragione riteniamo che sia necessario andare a incidere su una delle misure più importanti attualmente in essere, cioè il bando di sostegno alla locazione, che ad oggi però ha delle previsioni diverse. Sapete che ci sono due fasce: la fascia massima è quella di 12.500 euro, significa che le persone che si trovano al di sopra della fascia dei 12.500 euro di ISEE non possono accedere al bando di sostegno alla locazione: ecco perché con quest'ordine del giorno abbiamo voluto chiedere un impegno politico che riteniamo molto importante, cioè quello di estendere la possibilità di poter accedere al bando di sostegno alla locazione proprio per le persone che si trovano al di sopra. Con quest'ordine del giorno quindi impegniamo l'Assessore competente a modificare il bando di sostegno alla locazione estendendo la possibilità di aderire anche a chi rientra nella fascia ISEE 12.500-15.000 attualmente esclusa.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -In merito a quest'ordine del giorno, si rendono evidenti due aspetti a nostro avviso fondamentali: il primo, quello di rendere evidente un bilancio assolutamente in continuità tra la precedente legislatura e quella attuale; se si ha l'occasione di andare a controllare gli atti di indirizzo che sono stati portati avanti per autorizzare il nuovo bando alla locazione, che partirà a gennaio 2026, si rende assolutamente evidente il fatto che, indipendentemente dalle posizioni che ognuno di noi ricopre in quest'aula, quindi di maggioranza e di Governo, è assolutamente chiaro il fatto che l'atto di indirizzo di riferimento che ha autorizzato in corsa la possibilità di partire con la nuova attività di sostegno alla locazione, a partire dal gennaio 2026, stanziando ben 2 milioni di euro in più, è un atto in piena continuità che, di fatto, recepisce un passaggio di Governo.

Rispetto alla fascia che il collega Manfrin rende evidente, quindi il fatto di passare alla fascia da 15 mila euro, tutto ciò è già assolutamente nelle volontà del Governo rispetto alla futura legge che prevederà la possibilità, con le relative coperture finanziarie, di arrivare anche a prendere in considerazione questa fascia. È però poi importante anche dare due valutazioni politiche: la prima, non è mai successo, a livello regionale, che il sostegno alla locazione abbia lasciato qualcuno da parte, quindi non è mai successo che un cittadino valdostano non abbia avuto un sostegno rispetto a quest'attività; la seconda con i 7.300.000 euro che sul 2026 andiamo a stanziare di fatto restiamo una delle pochissime Regioni, probabilmente l'unica a continuare a finanziare il sostegno alla locazione. Il Governo nazionale ha sospeso il sostegno alla locazione dal 2023 e, di fatto, con 7.300.000 euro, per una popolazione da 123 mila abitanti, risultiamo da soli essere, per fare solo un esempio rispetto alla Regione a noi più vicina, che in totale assomma quasi a 4.700.000 abitanti e che, di fatto, stanzia per questo tipo di attività poco più di 12 milioni di euro. Nel recepire come un auspicio il fatto che con il prossimo bilancio di previsione, quindi quello 2027-2029, si possa arrivare a prendere in considerazione anche la fascia ISEE da 15 mila euro, ci consenta però anche di rendere evidente politicamente il fatto che a questo tipo di iniziativa si era già lavorato nel passato, indipendentemente da chi avrebbe raccolto il testimone su questo tema; in secondo luogo di rendere chiaramente evidente il fatto che, stanziando 2 milioni di euro in più, a maggior ragione, pensiamo di continuare con un servizio molto apprezzato sia dalla cittadinanza in difficoltà su un bene primario come la casa che anche nei confronti dei proprietari degli immobili stessi a proposito di tutta una serie di iniziative, anche di più ampio respiro, che sono state poste in essere con alcuni ordini del giorno, e consideriamo anche che la nuova legge 3, in una logica multidisciplinare e soprattutto che prende in considerazione il disagio socio-abitativo con uno spettro molto più ampio, arrivi anche a prevedere un cambio delle fasce e, tre, a voler sottolineare come un servizio di questo genere, reso alla comunità valdostana già con i precedenti stanziamenti, intorno ai 5 milioni e mezzo di euro, risultava non lasciare da parte e indietro nessuno, figuriamoci con 7.300.000 euro stanziati sul 2026. Per questo motivo le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo e naturalmente riteniamo che questa sia una risposta assolutamente coerente anche con l'emendamento che al momento è stato rappresentato.

Président -La collègue Minelli a demandé la parole.

Minelli (AVS) -Alla luce della richiesta dell'assessore Marzi, non so quale sarà la posizione dei colleghi che hanno depositato l'ordine del giorno, per quello che ci riguarda, se verrà mantenuto in essere, verrà portato al voto, noi siamo favorevoli a quest'impegno perché crediamo, al di là delle delucidazioni che sono state date, che questa fascia di ISEE che è stata proposta, quindi quella successiva che al momento è esclusa per quello che riguarda il sostegno alla locazione, sia da prevedere, questo alla luce della situazione oggettiva in cui è la nostra Regione per quello che riguarda le domande di contributo agli affitti.

Président -La parole au collègue Carrel.

Carrel (ADC) -Sentendo un attimo l'esposizione e la risposta dell'Assessore, credo opportuno andare ad argomentare un attimo una presa di posizione, perché, dal mio punto di vista, tutti i limiti che abbiamo imposto e dico abbiamo come Amministrazione regionale negli ultimi anni sono ormai dei limiti eccessivamente bassi che rischiano di tagliare fuori poi i cittadini valdostani o quelli che potrebbero avere interesse, che, nonostante non navighino in buonissime acque, non siano sicuramente dei benestanti, da classificare come benestanti, hanno delle difficoltà, ma non riusciamo ad aiutarli.

Io credo che quest'ordine del giorno vada in una determinata direzione che il collega Manfrin conosce bene, ma potremmo ampliarlo su tantissimi altri temi: dal diritto allo studio ai trasporti, ai mutui Finaosta, tanti sono gli aspetti su cui dovremmo andare a rivedere gli scaglioni e andare a rivedere i limiti ISEE e questo credo sia un auspicio che lancio ovviamente a chi sta al Governo quest'oggi, perché credo che, con le importanti risorse che abbiamo ogni anno da amministrare, possiamo permetterci una politica più attenta alle esigenze dei Valdostani, dei nostri residenti e ovviamente una politica attenta alle esigenze delle nostre famiglie.

Presidente -Io ne approfitto per chiedere al collega Centoz di dirci come vuole essere chiamato visto che è stato è stato citato più volte, ho detto: attendo che chieda la parola così almeno glielo chiediamo dalla viva voce. La parola al consigliere Centoz.

Centoz (PD-FP) -Sta diventando un tormentone. Credo che tecnicamente sia "Sento", però non mi sono mai formalizzato sulla definizione.

Solo per aggiungere anch'io che effettivamente l'ordine del giorno è condivisibile, quindi anche il nostro gruppo lo voterà. È un intervento che riteniamo utile, non è un intervento risolutivo probabilmente sul problema della casa, quindi forse bisognerebbe intervenire in maniera più organica su di esso, ma è indubbiamente un elemento su cui probabilmente possiamo in qualche modo essere tutti d'accordo. Il nostro gruppo quindi voterà a favore.

Presidente -La parola al collega Lattanzi.

Lattanzi (FdI) -Voteremo a favore di quest'ordine del giorno e peraltro non ci siamo neanche messi d'accordo con il collega Manfrin, perché ne condividiamo lo spirito e anche noi, come diceva il collega Carrel, crediamo che questo sia solo uno dei problemi che dovremo affrontare per quanto riguarda l'emergenza sociale. È evidente che il cambio dei redditi in questa Valle mette in difficoltà molte famiglie, c'è un aspetto che inseriamo nel dibattito, poi vedremo eventualmente di affrontarlo nelle Commissioni competenti ed è quello delle coppie separate e dei padri che devono mantenere famiglie e figli separati. È un altro tema che sicuramente non affronta con questo specifico intervento ma che potrebbe essere risolutivo.

Prendiamo anche atto, peraltro, delle parole che diceva il collega Marzi; collega, è vero, siamo forse l'unica Regione che mantiene un minimo di aiuto e di sostegno, vero, siamo anche l'unica Regione che si può permettere di farlo e investire sulle fasce più deboli - in questo caso uso la parola "investire" - per far uscire dalla povertà le persone e accompagnarle all'economia reale di questa società, per quanto ci riguarda, è un investimento e non è una spesa.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Come giustamente hanno recepito i colleghi a fronte dei miei ampi cenni di diniego, non ritirerò ovviamente l'ordine del giorno, quindi manterremo il testo proposto.

Vorrei innanzitutto ringraziare i colleghi che sono intervenuti perché evidenziare una grande attenzione su questo tema è assolutamente importante, è un tema davveroà la une, la questione abitativa è uno dei temi principali che ci troviamo ad affrontare ed è importante che si prenda cognizione del fatto che è un tema che riguarda davvero moltissime persone, soprattutto per quanto riguarda appunto le fasce, che non sono soltanto le fasce più deboli ma, come giustamente viene scritto, è un problema che comincia a estendersi.

Nell'ordine vorrei appunto ringraziare per aver evidenziato come in realtà - e riprendo a prestito le parole del collega Carrel - poi tutto questo sia da estendere anche su tanti altri settori. Banalmente adesso ragioniamo ad alta voce con alcuni colleghi che si sono occupati di politiche sociali, sappiamo, per esempio, che c'è un grosso tema che riguarda il reddito minimo, la cui oggi definizione ha un'accezione che è assolutamente insufficiente, cioè si dice che una persona - adesso non mi ricordo esattamente la cifra, ma indicativamente intorno ai 450 euro - al di sotto di questa soglia si ha un reddito che è insufficiente per mantenersi e anche un po' al di sopra di questa soglia è assolutamente impossibile, quindi quella è una determinazione che va rivista, ma, al netto di questo, la questione è sicuramente importante.

Ora, io comprendo, Assessore - e la ringrazio anche per l'approccio che ha voluto dare su quest'ordine del giorno - che, al netto di quello che sarà il voto di fiducia e la richiesta di astensione, che, come detto già anche in discussione generale, ci auguriamo non debba essere estesa a tutte le proposte che vengono formulate, è corretto dire che ve ne state occupando, è corretto dire che si è data progettualità, non voglio nella maniera più assoluta dire che non si è fatto nulla, anzi, sicuramente ringrazio per l'attenzione verso questo sistema, anche se lei sa benissimo che io ho sollevato diverse criticità rispetto al bando di sostegno alla locazione, ma avremo modo di parlarne magari nei prossimi Consigli. Al netto di questo sicuramente il bando di sostegno alla locazione è un elemento importante di supporto alle famiglie, però, come giustamente ha riconosciuto, è un progetto che lei mette al futuro, quindi che nel prossimo bilancio di previsione 2026-2027 forse si riuscirà a trovare una risposta.

Il problema, come lei sa, Assessore, è contingente, quindi chiaramente alle famiglie che si trovano in quelle condizioni, che si trovano in quella fascia di reddito ISEE ovviamente possiamo anche dire loro che in futuro ce ne occuperemo, ma necessitano di risposte adesso, anche perché lei sa benissimo - e su questo ci siamo più volte confrontati - il bando di sostegno alla locazione oggi garantisce in realtà un sostegno alle persone che hanno fatto domanda in maniera arretrata. Tanto per capirci, le persone che faranno domanda a gennaio, quando verrà loro accettata la domanda, avranno risposte, quindi vedranno coprire le proprie spese di affitto nel 2025, quindi a gennaio 2026, quando verranno lavorate febbraio, marzo e aprile 2026, potranno vedere pagato l'affitto di casa, o una parte di quest'affitto di casa del 2025, il che significa che, se io a gennaio 2025 al mio padrone di casa ho detto: "Guarda, io non ho ancora tutti i soldi, porta pazienza, tanto c'è il bando di sostegno alla locazione" e lui mi ha detto: "Va bene", gli ho detto la stessa cosa a febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre, sono arrivato al 2026 e a gennaio 2026 gli dico: "Ti ricordi a gennaio che ti ho detto che non avevo ancora tutti i soldi? Ecco, abbi pazienza perché ho fatto domanda e magari a marzo o aprile mi arrivano anche i soldi". Questa situazione è sicuramente difficoltosa, proprio anche in ragione di questo noi riteniamo che si debba intervenire con rapidità e si debba intervenire subito.

Sicuramente non in maniera né provocatoria né di disturbo, ma con sincera volontà di provare a dare una risposta, visto anche quello che è giustamente il sostegno che i colleghi hanno manifestato, noi riteniamo che si debba andare al voto su quest'ordine del giorno.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, procedo al voto dell'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 1 del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Il DEFR 2026-2028, a pagina 96, laddove c'è l'aggiornamento del cronoprogramma dell'attuazione relativa all'obiettivo valutazione in ordine allagovernancedella società Casino de la Vallée, ricorda che, per raggiungere quest'obiettivo, sono stati programmati varistepintermedi, alcuni dei quali sono già stati raggiunti nel 2024, in particolare le linee guida per il rilancio della società Casino de la Vallée e altri sono in fase conclusiva di realizzazione.

Il raggiungimento del quarto step, che è l'analisi di dettaglio delle modifiche normative del nuovo disciplinare di concessione, è previsto per il 2025.

Il DEFR ci dice inoltre che è stato conferito un incarico a Finaosta per l'elaborazione di uno studio giuridico e l'eventuale svolgimento delle attività prodromiche all'affidamento della Casa da gioco e della correlata attività alberghiera e per la definizione dei rapporti con il soggetto terzo gestore. Questo studio, secondo il DEFR, è previsto entro il 2025 e gli step sono stati quindi praticamente quasi tutti raggiunti, l'ultimo è fissato nella tabella di pagina 96 al 2026.

Recentemente, a seguire le fonti di stampa, emergerebbe che, a seguito anche della notizia su un'indagine relativa al riciclaggio e alla corruzione al Casinò di Saint-Vincent, il tema della cessione del Casinò non sarebbe più così all'ordine del giorno, lo ricordano anche i sindacati, e soprattutto dicono che la Regione non ha ancora comunicato le sue intenzioni ai lavoratori della società. Per questo l'ordine del giorno vuole chiedere al Consiglio regionale di impegnare il Governo a trasmettere con tempestività alle Commissioni competenti e a tutti i Consiglieri lo studio giuridico citato in premessa, la cui consegna è prevista per la fine dell'anno e anche a impegnare il Presidente della Commissione a riferire nelle Commissioni circa le valutazioni del Governo sulla futuragovernancedel Casinò.

Presidente -Per la risposta, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) -Sicuramente quando arriverà lo studio verrà reso disponibile in tempi congrui alle Commissioni, così come è sempre stato. Per quanto riguarda la questione di riferire nelle Commissioni competenti è una scelta, questa, che è in piena autonomia delle stesse, quindi verrà analizzata all'interno delle discussioni, così come si è già valutato anche oggi in sede di riunione dei Capigruppo rispetto ad altri argomenti, sempre legati alla Casa da gioco.

Il nostro voto, per questa motivazione, sarà quindi di astensione rispetto a quest'ordine del giorno .

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) -Molto brevemente, solo per segnalare alcuni aspetti: in primo luogo io credo che - e mi viene da dire manco farlo apposta - qualunque esigenza di chiarezza sul Casinò in questo momento sia oltremodo necessaria. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Casinò, per la quale abbiamo ascoltato poco fa l'Amministratore unico della Casa da gioco rende ancora più necessario, semmai ce ne fosse stato bisogno, una trasparenza assoluta, cioè il Casinò deve diventare veramente una casa di vetro, quanto meno per questo Consiglio.

Detto questo, credo quindi che un passaggio anche nelle competenti Commissioni sia indispensabile, sia importante. Noi segnaliamo che abbiamo chiesto peraltro l'audizione formale dell'Amministratore unico del Casinò in IV Commissione, ci auguriamo che quest'audizione avvenga e che non ci siano ostacoli a un'audizione di questo tipo, perché diversamente saremmo costretti a ritenere che chi si oppone a quest'audizione voglia nascondere qualcosa e credo che in questo momento la Casa da gioco, come dicevo prima, abbia necessità invece di essere chiara ed evidente a chiunque, quindi evidentemente noi voteremo a favore di quest'ordine del giorno.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Ho ascoltato la risposta del presidente Testolin e rilevo due cose: la prima è che nell'aggiornamento del cronoprogramma avete confermato che la scadenza di questo studio era 2025. Ora, il DEFR lo avete approvato una prima volta ad agosto e poi lo avete riapprovato a novembre. Siamo al 15 di dicembre, dalla risposta non è chiaro se questo studio è pronto, lo sarà fra 15 giorni oppure no, perché il Presidente dice: "Quando arriverà lo studio, in tempi congrui sarà trasmesso alle Commissioni competenti". Ora non sappiamo se questo "Quando arriverà lo studio" è indeterminato, è indefinito, ma a questo punto mi sembra abbastanza di sì, spero di sbagliarmi.

La seconda cosa che mi preoccupa sono quei tempi congrui, perché noi qui abbiamo memoria di studi che sono stati pronti, sono stati affrontati per delle date stabilite, mi riferisco a uno in particolare, che doveva essere pronto per il novembre del 2022, anche se la scadenza era ancora precedente: mi riferisco a quello di Cime Bianche che poi è arrivato alle Commissioni ad aprile del 2023, dopodiché con un'audizione sommaria… poi è rimasto lì. Io spero quindi davvero che, entro la fine dell'anno, così come dovrebbe essere, visto che non avete aggiornato diversamente quell'obiettivo, lo studio arriverà e sarà trasmesso a tutti quanti.

Sulla questione che sarà la Commissione a decidere, io anche qui rammento cose che sono già accadute, perché alle volte ci si dice che è la Commissione che dovrà decidere, quando poi in Commissione chiediamo ai Presidenti di Commissione - ed è successo in IV Commissione, la stessa che dovrebbe occuparsi del Casinò - è cambiato il Presidente, d'accordo, ma la risposta - e non era soltanto la sua - è sempre stata: "Ma io mando avanti quello che mi dicono gli Assessori, il Presidente e la Giunta", quindi vedremo come andrà avanti questa questione. Noi aspettiamo lo studio e aspettiamo di esaminarlo e discuterlo.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, passo alla fase di votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo al primo ordine del giorno del gruppo Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola il vicepresidente Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -È stato il tema che ha accompagnato il nostro dibattito su questa legge. Noi abbiamo chiarissimo che il prodotto interno lordo della Valle d'Aosta quest'anno è di circa 5 miliardi, abbiamo chiarissimo che non è sufficiente avere un bilancio solido se poi la crescita reale di questa Regione è poco meno dell'1%, quindi poco più di quello italiano, ma con condizioni di bilancio totalmente diverse e credo che condividiamo tutti la necessità di lavorare alla crescita. Per fare un esempio, se solo riuscissimo ad aumentare di un punto percentuale il PIL di questa Regione - e ne abbiamo tutte le potenzialità per poterlo fare, anche se questo bilancio purtroppo non lo mette a terra -, sarebbe un introito maggiore di circa 50-55 milioni in valore aggiunto annuo, 800-1.000 posti di lavoro equivalenti, 20-25 milioni di maggiori entrate pubbliche da noi determinate, quindi non dipendendo necessariamente da decisioni degli altri, quindi senza aumento della pressione fiscale. È per questo motivo che noi riteniamo fondamentale mantenere in questa prospettiva gli investimenti alti. Colgo l'occasione anche per dire al collega Baccega: vede, mi può dare tanti aggettivi ma non nefasto, io sono un'ottimista di natura e credo che la mia vita lo abbia anche dimostrato e in questo contesto la preoccupazione, cioè occuparcene prima, è semplicemente un atto di responsabilità. È per questo che chiediamo a questa maggioranza, ma all'intero Consiglio, di approvare quest'ordine del giorno, che mette strutturalmente investimenti al 20% di questa Regione, perché qui siamo oggi al 25% sul 2026, ma poco meno del 10% per il 2028 e questa dinamica noi la vogliamo invertire. Credo che anche voi nel vostro programma avevate dichiarato di volerlo fare, quindi non dovreste avere problemi a impegnarvi su questo tema. Mi rendo conto che la questione non è semplice, sotto l'aspetto tecnico, è complicata, quindi chiediamo alla Giunta non solo di impegnarsi su quest'obiettivo, ma con i tempi e con i modi che ritiene più necessari e utili a predisporre un piano triennale degli investimenti produttivi e unificati e a destinare eventuali risparmi di spesa corrente, se là ne individuaste, al rafforzamento degli investimenti.

Presidente -Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Baccega.

Baccega (FI) -In realtà, l'ordine del giorno impegna la Giunta regionale a definire un obiettivo minimo di spesa di struttura del 20% della spesa destinata agli investimenti. La richiesta parte un po' dal presupposto che viene descritto nelle vostre premesse, che nell'esame del bilancio risulterebbe nel triennio un progressivo squilibrio, però sono a rassicurare il Consiglio che tale progressivo squilibrio è un fenomeno che avviene solo in previsione, l'ho spiegato anche prima nel mio intervento, tanto che, come è noto, nell'assestamento di bilancio l'avanzo di amministrazione può, a regole contabili nazionali, solo ed esclusivamente essere destinato agli investimenti. Nel corso della gestione del bilancio fisiologicamente gli investimenti vengono incrementati superando ampiamente il 20%, e lo è dimostrato nel tempo, se lei va a fare i conti, verificherà che a consuntivo c'è un incremento molto, molto più impegnativo. Dall'analisi del bilancio infatti emerge con chiarezza l'attenzione di questo Governo agli investimenti senza la necessità di porre un ulteriore vincolo formale. Quanto alla richiesta di predisporre un piano triennale degli investimenti produttivi, ad oggi il piano triennale dei lavori pubblici sono rare le Regioni italiane che lo fanno, proprio per assicurare, con l'avvio dell'anno, che si possono avviare gli interventi previsti. Il piano triennale prevede importanti risorse che superano ampiamente quel 20% e quindi quelli sono già investimenti che si portano dietro ulteriori investimenti che sono stati programmati e messi a bilancio negli anni precedenti. L'ordine del giorno fa riferimento a investimenti produttivi, se con ciò si intende per tramite di contributi a imprese o a ricerca… rileva la difficoltà a effettuare tale piano… è evidente, posto che, di fronte agli stanziamenti predisposti dalla Regione, nel bilancio di previsione occorre raccogliere le domande da parte delle imprese produttive.

Il terzo punto dell'ordine del giorno, che prevede che eventuali risparmi di spesa corrente vengano destinati al rafforzamento degli investimenti, questo, come ho detto poco fa, è già previsto dalla legislazione contabile nazionale che impone che le economie risultanti dal rendiconto dell'anno precedente, quindi le economie di spesa, i soldi non spesi, l'avanzo di amministrazione, possano essere destinati solo alla spesa per investimenti. Per questo diciamo che il quadro è molto chiaro e c'è grande attenzione da parte della Giunta e dell'Assessorato, quindi le chiederei di ritirare l'ordine del giorno, altrimenti noi ci asterremo.

Presidente -Chiedo ai colleghi se vogliono intervenire. La parola al collega Lattanzi.

Lattanzi (FdI) -Beh, curiosa la risposta, Assessore: "Abbiamo le risorse, faremo gli investimenti, non preoccupatevi, il 20% sarà addirittura superato, le economie di scala le faremo, è già prevista la riduzione dei costi di spesa corrente a favore degli investimenti", ma ritirate l'impegno perché "Poi vediamo, poi vediamo". No, noi chiediamo invece un impegno formale alla Giunta, che gli investimenti rimangano al 20% in questo bilancio, perché la destinazione che lei ha dato non è scritta, è un impegno che si è assunto adesso lei chiedendoci di ritirare l'impegno che chiediamo a voi. Sembra veramente kafkiano, quindi noi non ritireremo il nostro ordine, lo metteremo agli atti naturalmente, certo che avevamo altre aspettative sugli ordini del giorno. Comincio a vedere che l'attenzione ai contributi dell'opposizione è quella di chiedere di ritirare quello che noi vi suggeriamo di fare, ma che voi state già facendo, quindi passeremo un bel pomeriggio a rimbalzarci la palla.

Presidente -Se ci sono interventi, altrimenti apro il voto sull'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 9

Maggioranza: 18

Favorevoli: 9

Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 1 del gruppo PD-FP. Le collègue Centoz a demandé la parole.

Centoz (PD-FP) -Siamo arrivati all'ordine del giorno, che ovviamente è conseguente di quello che esponevo stamattina nella discussione generale sul bilancio, cioè io ho evidenziato che, senza una riforma degli Enti locali, diventa oggettivamente difficile contrastare efficacemente il problema principale che abbiamo in Valle d'Aosta, in questo momento non solo in Valle d'Aosta ma, per quanto ci riguarda, la Valle d'Aosta e cioè il problema dello spopolamento, dell'abbandono dei piccoli Comuni, il problema dell'invecchiamento della popolazione, insomma tutto ciò che ho elencato stamattina e su cui non sto a ritornarci, quindi l'idea è quella non di fare la riforma domani mattina, chiaramente, ma di avviare un percorso di riforma. L'impegno quindi che chiediamo alla Giunta è quello di avviare, entro il primo semestre del 2026, poi chiaramente le tempistiche sono labili, un percorso di revisione del sistema delle finanze locale, coinvolgendo chiaramente il Consiglio permanente degli Enti locali e le Commissioni consiliari competenti al fine di rivedere i criteri e le modalità di riparto delle risorse regionali a favore degli Enti locali per tutto ciò che evidenziavo questa mattina; a predisporre, nell'ambito di tale percorso, una proposta di una nuova legge regionale che riconosca in modo strutturale il ruolo del Comune di Aosta quale capoluogo regionale, quantifichi un trasferimento stabile pluriennale distinto in parti correnti e in conto capitale commisurato agli oneri aggiuntivi connessi alle funzioni svolte dal Comune, definisca strumenti e monitoraggio sull'utilizzo delle risorse e sugli effetti in termini di qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Qui mi riallaccio alla famosa - per chi viene dal Comune di Aosta - Aosta capitale, che è una legge che finanziava in particolare il Comune di Aosta e so che i colleghi della Lega ne hanno presentato un altro più o meno simile. Chiaramente, chi viene dal Comune di Aosta sa di cosa sto parlando e sa quali sono le difficoltà di chiudere il bilancio in una condizione per il Comune di Aosta che è strutturalmente diversa rispetto agli altri Comuni e lo posso dire a ragion veduta, perché, come sapete, io ho prima fatto il Sindaco in un piccolo Comune e poi l'ho fatto al Comune di Aosta, quindi ho visto e ho toccato con mano le differenze, che, è vero, che sono tutti e 74 comuni, ma ci sono delle differenze oggettivamente palpabili.

Infine si impegna a valutare, già nella prima variazione di bilancio, l'opportunità di prevedere risorse transitorie in favore del Comune di Aosta, in coerenza con la futura disciplina, al fine di garantire continuità nella gestione dei servizi fondamentali connessi al ruolo di capoluogo della Regione.

L'obiettivo, al di là di tutto, è quello di cominciare a imbastire una riforma degli Enti locali, poi lo so benissimo che non è una cosa che si può risolvere in quattro giorni, ma, se non si comincia, non si arriva mai alla fine.

Président -Pour la réponse, la parole au président Testolin.

Testolin (UV) -Innanzitutto ringrazio Centoz per il garbo con il quale presenta le sue iniziative, che è apprezzabile, ma comunque non sufficiente per farsi dire di sì; evidentemente però è qualcosa che in quest'aula è un buon punto di partenza.

Mi permetto di fare alcune valutazioni prendendo qualche secondo in più del solito rispetto alle mie risposte un po' lapidarie. Lui sicuramente è un profondo conoscitore delle dinamiche dello spopolamento della montagna, anche perché anche personalmente ha fatto scelte che l'hanno portato da Rhêmes-Notre-Dame ad Aosta non solo per fare il Sindaco, ma anche per una questione familiare.

Senza entrare nel merito, credo che le dinamiche che caratterizzino lo spopolamento della montagna non siano esclusivamente legate, pur nella loro importanza, a scelte sul riparto a favore dei Comuni, ma siano decisamente più ampie nel cercare di creare opportunità anche di lavoro e di continuità di servizi; conseguenza questa anche di una presenza sul territorio da parte dell'Amministrazione regionale per incentivare la residenzialità in certi contesti.

Per quanto riguarda il Comune di Aosta, credo che l'attenzione ci sia sempre stata, lo ripeto e lo ripeterò ancora un'altra volta, grazie anche a un dialogo molto importante. Il Comune di Aosta è caro a questa maggioranza così come a chi fa un po' di opposizione per sottolineare la necessità di attenzionare la crescita di spese correnti all'interno del contesto e per la chiusura del bilancio della città capoluogo di Regione e non avrà perso l'articolo dedicato alle risorse ad essa destinate anche in quest'anno, che peraltro poi magari approfondirò nell'ordine del giorno dedicato proprio ad Aosta capitale con alcune considerazioni.

Per gli altri due punti ci portiamo avanti, nel senso che non solo vogliamo fare una "normetta", ma diciamo già come dobbiamo farla; sarà oggetto di contrattazione. Posso garantirle che all'interno delle attività amministrative degli uffici competenti c'è già una serie di dati e di informazioni che possono essere utili e utilizzabili per creare, come le dicevo nello scorso confronto, un percorso più tecnico che metta a disposizione della Commissione competente e degli Enti locali, che dovranno individuare i criteri e le tipologie di riferimento per attuare queste modalità di riparto nel prossimo futuro.

Finisco con il dire che un'attenzione al Comune di Aosta è sempre stata data anche nel contesto degli Enti locali, andando ad assegnare una percentuale fissa del 17 e 32% al Comune rispetto a dinamiche che coinvolgono gli altri 73 Comuni, che nel contesto è sicuramente qualcosa in più rispetto ai reparti adottati per il resto del territorio.

CI sarà un'astensione rispetto all'ordine del giorno, ma la disponibilità a lavorare in questo percorso assolutamente c'è ed è condivisa per i motivi che ho cercato di illustrare.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) -Per esprimere il voto favorevole a quest'ordine del giorno.

Già stamattina, nell'intervento relativo all'intera manovra finanziaria, ho sottolineato che è necessario un percorso di revisione del sistema degli Enti locali come obiettivo strategico e all'interno di questo sistema sicuramente c'è la parte di finanza locale. L'impegno che richiede di riconoscere al Comune di Aosta in modo strutturale questo ruolo quale capoluogo regionale che si quantifichi in un trasferimento stabile e pluriennale, secondo noi, è importante ed è utile, perché è sicuramente vero che l'Amministrazione regionale interviene con finanziamenti per tutta una serie di questioni che si svolgono poi o sono radicate nel Comune di Aosta e di cui si occupa la Regione, però è anche vero che abbiamo un bilancio regionale che è di 2 miliardi a fronte di un bilancio per il Comune di Aosta, che è intorno ai 90 milioni, mi sembra che quest'anno è anche sotto i 90 milioni.

Credo quindi che un impegno in questo senso e a valutare, come recita la terza richiesta già nella prima variazione di bilancio, l'opportunità di prevedere delle risorse transitorie a favore del Comune di Aosta, al fine di garantire continuità nella gestione dei servizi, è per noi assolutamente condivisibile.

Ricordo anche che, se non sbaglio, era il 2020, è stato il primo momento in cui si è fatta una differenziazione tra le risorse date al Comune di Aosta in maniera percentuale e quelle agli altri Comuni, perché prima erano praticamente simili per i Comuni che erano fino a 5 mila abitanti e la situazione è obiettivamente diversa.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Centoz.

Centoz (PD-FP) -Intanto devo ringraziare il presidente Testolin perché dice che per loro Aosta è importante nonostante ci sia una maggioranza diversa, quindi questo ci fa ovviamente molto piacere.

Non mi aspettavo ovviamente una risposta molto diversa, lo ha ribadito prima il collega, immagino che l'andamento di questi ordini del giorno sia abbastanza segnato, peccato perché era un momento per provare a mettere un punto fermo e cominciare a ragionare su di un tema che io credo sia - non sto a ripetermi, l'ho detto stamattina - importante. Ovviamente l'impegnativa non chiedeva delle tempistiche chiare per arrivare a una soluzione, non chiedeva di iniziare un percorso domani mattina e di concluderlo dopodomani, chiedeva di cominciare questo percorso.

Prendiamo atto che c'è la volontà di affrontarlo, ma in qualche modo rimane nel limbo e questo, secondo noi, è un problema.

Presidente -Se non ci sono interventi, apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 1 degli Autonomisti di Centro. Per l'illustrazione, la parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) -Con quest'ordine del giorno andiamo un po' nella direzione che ci siamo già detti sin dal primo giorno di questa maggioranza, con l'idea di questo gruppo di fare delle proposte che ovviamente stimolino il Governo regionale ad avere dei tempi di risposta chiari, definiti per poter attuare determinate politiche che sono delle politiche che ci vedono anche in qualche modo coinvolti e, da un certo punto di vista, anche consapevoli delle difficoltà che si possono incontrare proprio nell'andare a definire determinate leggi.

Parto proprio dal settore dell'agricoltura per andare a parlare dell'importanza dei consorzi di miglioramento fondiario, un settore che spesso viene quasi sottovalutato, almeno all'opinione pubblica, ma che, dal mio punto di vista, è il cuore pulsante della gestione reale del territorio. Un cuore pulsante che ha mille difficoltà in questo periodo, che sono delle difficoltà sicuramente, da un certo punto di vista, economiche, dall'altro punto di vista sono quelle della mancanza di attività di questi consorzi e delle difficoltà di occuparsi di un bene comune come la gestione delle nostre risorse idriche e del nostro territorio. È una mancanza che ovviamente crea importanti danni alle aziende agricolein primis, ma crea un danno anche sicuramente al settore turistico, crea un danno al settore degli impianti a fune, perché, laddove in inverno sciamo, in estate vi sono delle aziende agricole che lavorano e a monte vi sono dei consorzi che gestiscono questi territori. Non tutti i consorzi sono nella stessa situazione, abbiamo dei consorzi che sono assolutamente molto attivi e riescono ad attingere a importanti risorse messe a disposizione sia dal PNRR che dai fondi nazionali, vi sono altri consorzi che riscontrano invece numerose difficoltà. Quello che andiamo a fare con quest'ordine del giorno è chiedere all'Assessore competente di chiudere l'iter della proposta legislativa per la creazione dei consorzi di secondo livello e scaricare il conseguente disegno di legge entro la fine del mese di giugno 2026.

Un disegno di legge che, come citato nel DEFR, è già esistente, su cui sicuramente vanno fatte delle valutazioni, ma è già esistente e sono già state avviate le interlocuzioni con il Dipartimento legislativo, un disegno di legge che non obbliga la creazione di consorzi di secondo livello, ma che dà l'opportunità ai consorzi di unirsi per far fronte a determinate sfide che sono sempre più importanti. Ricordiamo che l'elevato numero di consorzi, l'elevata frammentazione in questo caso, dal mio punto di vista, è un limite e sul quale come politica dobbiamo lavorare. Per questo motivo chiediamo all'Assessore competente di impegnarsi e di andare in questa direzione.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Girod.

Girod (UV) -Come Assessore che arriva da un piccolo Comune di media montagna, conosco pienamente l'importanza dei consorzi di miglioramento fondiario, riconoscendo il loro ruolo strategico della manutenzione e nella realizzazione delle infrastrutture rurali, nella gestione delle risorse idriche e nella conservazione del paesaggio e direi non solo per le aziende agricole, ma per tutta la collettività e quindi per tutto il nostro territorio.

L'ha già detto lei: il programma di legislatura di questa maggioranza prevede di sostenere e accompagnare i consorzi, rafforzandone la capacità operativa e organizzativa e introducendo la possibilità di costituire questi consorzi di secondo grado su base volontaria come strumento di aggregazione e coordinamento tra realtà consortili esistenti per aumentare l'efficienza. Chiediamo tuttavia di ritirare l'ordine del giorno in quanto, prima di procedere all'approvazione della legge sui consorzi di secondo grado, riteniamo opportuno rivedere le attuali disposizioni sui consorzi di primo grado che sono 176, quindi sono veramente tanti, praticamente contenuti in un disegno di legge che ormai è datato, che necessita di essere aggiornato per rispondere alle nuove esigenze di gestione idrica, ambientale e infrastrutturale. Pertanto, pur condividendo assolutamente lo spirito dell'ordine del giorno ribadisco che l'azione proposta è già ricompresa negli indirizzi di legislatura e negli obiettivi strategici, e sarà quindi attuata attraverso un intervento organico, quindi non solo la legge sui consorzi di secondo grado, ma un intervento che garantisca la coerenza normativa, la sostenibilità finanziaria e la partecipazione nella stesura di queste leggi di tutte le realtà consortili.

Presidente -Le collègue Carrel a demandé la parole.

Carrel (ADC) -Convengo con lei, Assessore, che è necessario rivedere l'intero pacchetto di norme sui consorzi di miglioramento fondiario, io vengo invece da un Comune, che è Valtournenche, che ha ben sette consorzi di miglioramento fondiario, Fontainemore, se non erro, ne ha quattro e capite bene che forse sarebbe opportuno riorganizzare questi apparati per andare a essere più efficienti e per poter veramente mirare ad attingere a importanti risorse. Capisco quindi la necessità di andare a rivedere l'intero pacchetto, ma nell'intero pacchetto possiamo andare a prevedere già la possibilità di andare a istituire i consorzi di secondo livello, anche perché glielo dico, ma lo saprà sicuramente, anche perché uno dei consorzi che ha attinto a quelle risorse è del suo Comune, vi è oggi la possibilità di attingere a un massimo di 400 mila euro di fondo perso di contributo al 90% se ci sono più di un consorzio, il limite è 200 mila euro, innalzato a 400 mila euro quando l'intervento riguarda più di un consorzio, quindi stiamo già andando in quella direzione ed è una direzione che politicamente la Giunta precedente aveva deciso di dare all'impostazione dei contributi del consorzio.

Non cadiamo nella tentazione di aumentare i fondi ed esclusivamente aumentare i fondi, perché talvolta non è solamente aumentando i fondi che risolviamo i problemi, ma andiamo a risolvere alla base i problemi dei consorzi e andiamo ad agevolarli realmente e a responsabilizzarli, perché siamo stati troppo fermi negli ultimi anni e oggi dobbiamo rincorrere, ma dobbiamo farlo con cognizione di causa, partendo dalle norme. Accetto quindi l'invito di ritirare l'ordine del giorno a una condizione: questo nuovo testo di legge deve comprendere anche la possibilità di andare a istituire i consorzi di secondo livello, quindi facciamo un disegno di legge unico e non dividiamoli e, per piacere, facciamolo in tempi brevi perché la legislatura sembra lunga, ma è un attimo e dobbiamo assolutamente avere la legge nel 2026 in modo da operare. Faccio un'apertura di credito nei suoi confronti e mi auguro di non rimanere deluso da questo mio atteggiamento e attendo durante il 2026 quest'importantissimo disegno di legge.

Presidente -Solo per conferma, è ritirato? L'ordine del giorno è ritirato, grazie collega.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2 dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e Reinassance. Ha chiesto la parola la collega Baccini, ne ha facoltà.

Baccini (LRV) -Permettetemi una battuta: stamattina l'assessore Baccega mi ha fatto sognare perché ha parlato di collaborazione tra le forze di opposizione e di maggioranza, ma già dalle prime iniziative mi pare di capire che la stessa musica che ho vissuto cinque anni in Consiglio comunale è sempre la stessa, nel senso che tutte le nostre iniziative o le ritiriamo o comunque vi astenete, quindi mi sento ancora un po' a casa, anche se sono in un'altra aula.

Mi dispiace che mi ripeterò un po' perché l'iniziativa che stiamo appunto per esporre è simile a quella del collega Centoz, quindi adesso andrò a leggervi.

Con quest'ordine del giorno intendiamo riportare al centro del dibattito politico e istituzionale un tema che non è né nuovo, né marginale, ma che riguarda direttamente l'equilibrio, lo sviluppo e la qualità della vita dell'intera comunità valdostana, il ruolo di Aosta come capitale dell'autonomia. Parliamo di una città che non è semplicemente il capoluogo amministrativo della Valle d'Aosta, ma che rappresenta il cuore istituzionale, logistico, economico e simbolico della nostra Regione. È in Aosta che si concentra una parte rilevante dei servizi pubblici regionali, delle strutture sanitarie, scolastiche, giudiziarie, culturali e sociali è ad Aosta che quotidianamente convergono migliaia di persone provenienti da tutta la Valle per lavorare, studiare, curarsi e accedere ai servizi. Proprio per questo, nel 2011 il legislatore regionale aveva avuto la lungimiranza di approvare la legge regionale n. 27, riconoscendo formalmente che il ruolo di Aosta, come capitale dell'autonomia, comporta oneri aggiuntivi, ma anche opportunità che vanno sostenute con strumenti straordinari. Quella legge nasceva con un obiettivo chiaro: accompagnare lo sviluppo della città attraverso interventi mirati, investimenti infrastrutturali e azioni di sostegno allo sviluppo economico, sociale e turistico. Le motivazioni ispiratrici di quella legge restano oggi pienamente attuali, anzi, se possibile, risultano ancora più evidenti alla luce delle trasformazioni che la città sta vivendo.

Aosta oggi è interessata da numerosi cantieri di opere di competenza regionale, tra cui uno dei più rilevanti e strategici: la realizzazione del nuovo Ospedale, un'opera fondamentale per tutta la Valle d'Aosta, ma che inevitabilmente incide in modo diretto e profondo sul tessuto urbano, sulla viabilità, sull'organizzazione della città e sulla quotidianità dei cittadini.

Aosta dunque sostiene un carico che va ben oltre i confini comunali e lo fa nell'interesse generale della Regione; è un dato di fatto che il Comune di Aosta ospiti una quota rilevante di servizi e strutture che non servono soltanto ai residenti ma all'intera collettività valdostana. Questo ruolo comporta responsabilità, ma anche costi che non possono gravare esclusivamente sul bilancio comunale. Negli anni il tema del rifinanziamento della legge su Aosta capitale è stato più volte sollevato sia dal Consiglio comunale di Aosta, sia dal Consiglio regionale, sono state presentate appunto mozioni, risoluzioni e ordini del giorno; purtroppo dobbiamo constatare con onestà che fino ad oggi questi tentativi non hanno prodotto risultati concreti. La legge è rimasta sostanzialmente priva delle risorse necessarie per dispiegare appieno i propri effetti, eppure in più occasioni la maggioranza di governo, sia nella scorsa legislatura sia in quella attuale, ha dichiarato di voler porre una particolare attenzione agli Enti locali riconoscendone il ruolo fondamentale nel garantire coesione territoriale e qualità dei servizi.

Quest'ordine del giorno si inserisce appunto esattamente in questa linea politica e chiede coerenza tra gli impegni dichiarati e le scelte di bilancio. Non stiamo chiedendo un privilegio per Aosta: stiamo chiedendo un riconoscimento equo e responsabile del ruolo che la città svolge per l'intera Regione. Investire su Aosta capitale significa investire sull'efficienza dei servizi regionali, sull'attrattività del territorio, sulla capacità della Valle d'Aosta di presentarsi come una comunità moderna, organizzata e solidale. Il rifinanziamento della legge regionale 27/2011 rappresenterebbe uno strumento concreto per sostenere interventi di riqualificazione urbana, migliorare l'accessibilità, rafforzare l'offerta culturale e turistica, accompagnare le trasformazioni in atto senza scaricare i costi esclusivamente sui cittadini di Aosta. Per questo motivo, con quest'ordine del giorno, impegniamo il Governo regionale a predisporre, nella prossima variazione di bilancio, il rifinanziamento della legge regionale n. 27/2011, un impegno chiaro, circoscritto, ma politicamente significativo, un segnale di attenzione verso la capitale dell'autonomia e al tempo stesso verso l'intero sistema regionale.

Presidente -Per la risposta, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) -Se mi permette la collega, inizio anch'io con una battuta: se vuole provare altre esperienze politiche, noi siamo sempre a disposizione per accoglierla come suggeritrice di attività da sviluppare sul territorio aostano, probabilmente con maggior soddisfazione da parte sua.

Detto questo, che per il momento rimane una battuta, credo che l'argomento sia già stato sviscerato assieme al collega Centoz rispetto a delle situazioni che si sono sviluppate negli anni.

Ci tengo a fare due riflessioni con lei e con l'Aula, che riportano a quel 2011, quando questa norma, la 27/2011, dava una prospettiva di circa 13 anni e andava a investire in maniera programmatica 12 milioni di euro rispetto a tutta una serie di iniziative che avrebbero dovuto essere portate avanti principalmente dai Comuni. Ad un certo punto, nel 2023, siamo arrivati a dover chiudere formalmente questa norma per andare incontro a quelle che erano delle necessità più cogenti manifestate dal Comune di Aosta che, a quel punto, aveva speso poco meno di circa 7 milioni di euro in linea capitale, anche perché nel frattempo aveva attivato altre opportunità che gli erano state offerte, ad esempio, dal "Bando periferie" piuttosto che da altre situazioni che il Governo e i fondi europei avevano messo a disposizione ed in questo senso siamo andati a rimodulare quelli che erano investimenti in linea capitale con sostegni per affrontare le spese correnti.

Credo che al momento sia prematuro pensare di andare a rifinanziaretout courtuna legge che, peraltro, bisognerebbe ripensare alla luce delle nuove necessità, perché Aosta capitale di suo ha fatto dei passi avanti molto importanti, con infrastrutturazioni che siamo andati a finanziare nell'ultimo periodo e, al netto di fossilizzarsi sul titolo della legge, credo che i 9 milioni e mezzo di investimenti che abbiamo approvato qualche mese fa a favore del capoluogo regionale la dicano lunga rispetto a situazioni che sono assolutamente attenzionate da parte dell'Amministrazione regionale.

Credo che nel prossimo futuro, così come è stato esplicitato anche nel confronto sull'ordine del giorno del collega Centoz, dovrà essere incardinato in alcune valutazioni, sicuramente in un ridisegno delle risorse complessive da mettere a disposizione degli Enti locali nel loro complesso e di valorizzare, attraverso quelli che saranno i giusti equilibri, le risorse su Aosta. Si dovrà fare un ragionamento anche in senso un po' più ampio per una diversificazione della locazione dei vari servizi in un contesto che non è solo quello cittadino, ma che può essere quello anche di altre realtà limitrofe alla città di Aosta, ridisegnando anche per cercare di decongestionare, quelle che possono essere delle insistenze troppo importanti sulla città che può avere necessità invece di caratterizzarsi di più non solo come centro amministrativo, ma valorizzarsi anche da un punto di vista turistico.

Come avevo già risposto al collega Centoz, al netto di astenersi su questo tipo di proposta, credo che il ragionamento vada fatto, vada condiviso e vada ampliato a dei momenti di visibilità e di visione che potranno caratterizzare sicuramente i prossimi mesi e la prossima legislatura.

Presidente -La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) -Volevo ringraziare intanto la collega perché ovviamente è tornata su un argomento importante. Credo che il tema di Aosta capitale, prima ancora Aosta capoluogo, non sia tanto sugli investimenti ma sulla spesa corrente, cioè Aosta capitale aveva due linee di finanziamento - parlo di quando io ero Sindaco, poi non so se si è modificata -: una in parte corrente, l'altra in conto capitale e ciò che ovviamente ha sempre alleggerito il bilancio del Comune di Aosta è la parte corrente, che ovviamente è quella che è sempre più in difficoltà, peraltro negli anni in cui io ho avuto l'onore di amministrare il Comune di Aosta la parte corrente era decisamente in difficoltà, però questo ci riporta al tema più generale di rivedere il riparto degli Enti locali. Aosta capitale è un pezzo di un sistema che va rivisto, lo stiamo dicendo tutti, lo abbiamo evidenziato stamattina, lo ha riconosciuto anche il Presidente, anche se capisco che non abbia la volontà in questo momento di prendersi un impegno oltre all'astensione, noto che non c'è neanche la richiesta di ritiro, c'è subito l'astensione, evidentemente si bypassa un passaggio, ma va bene lo stesso. Io però credo che questo tema vada affrontato e vada affrontato il più velocemente possibile, perché è un tema che ci porterà via del tempo se lo affrontiamo fino in fondo, perché è un tema complicato perché si tratta di mettere in discussione ciò che è stato fatto in questi vent'anni, non perché sia stato fatto male, ma perché, appunto, non è più attuale. La Valle d'Aosta è cambiata negli ultimi 20-30 anni profondamente e c'è bisogno di rivedere in profondità questi meccanismi di riparto e non basta semplicemente rivedere i parametri, perché, rivedendo i parametri, qualcuno scende, qualcuno sale e alla fine non si trova mai la soluzione, bisogna proprio ripensare il modello e questo, secondo me, ci porterà via veramente tanto tempo se lo vogliamo fare seriamente. È per questo che io continuo a insistere su quest'argomento e credo sia importante partire prima possibile perché poi non si arriverà a una conclusione probabilmente in poco tempo, ma prima si parte e prima in qualche modo si affronta in maniera sensata questo tema.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Inizio anch'io con una battuta: cara Eleonora, se eri in maggioranza ti dicevano di sì…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…glielo ha detto in maniera palese.

Intervengo perché la legge 27/2011 è stata uno degli elementi importanti del lavoro che il collega Zucchi e io facemmo in quegli anni insieme alla maggioranza alla quale appartenevamo, seppure in maniera esterna, e ricordo allora come oggi che la motivazione non era che in quel momento non arrivassero fondi destinati ad Aosta, ma si voleva con quella legge, che poi giustamente è stata progressivamente abbandonata, invece dare un segnale politico di attenzione a una capitale che è la capitale della nostra autonomia.

Al di là del fatto che si possa intervenire sulla spesa corrente e sui tecnicismi che appunto l'ordine del giorno richiama nelle competenti Commissioni, nei progetti e nei programmi del prossimo semestre, noi riteniamo importante invece che da quest'Aula esca un messaggio chiaro e forte di attenzione verso Aosta, non perché gli altri Enti locali non abbiano lo stesso diritto e la stessa necessità di attenzione, anzi, il parere degli Enti locali è direi assordante, ma perché - ripeto - su Aosta - e lo diceva bene la collega Baccini - ruotano dei costi fissi che non sono di Aosta, sono dei costi fissi che sono dell'intera Plaine, se non addirittura dell'intera Regione; aggiunto certo la sottolineatura del ahimè cantiere della sanità che andrà a svilupparsi nei prossimi anni e che certamente metterà sotto pressione l'intera città.

Noi quindi condividiamo quest'iniziativa, ripeto, con un segno di attenzione, ne rivendichiamo anche l'idea e crediamo che invece che dire: "Noi i soldi li facciamo comunque arrivare ad Aosta" si debba formalizzare l'attenzione di Aosta con una legge dedicata, chiaramente rivista e riportata all'attenzione di quest'Aula.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Baccini, ne ha facoltà.

Baccini (LRV) -Solo per un brevissimo intervento. Il Presidente ha parlato di collaborazione, noi siamo qua, però ovviamente la collaborazione è fatta da due parti del venirsi incontro, quindi noi proponiamo, però ci deve essere anche un'apertura da parte vostra, che, ad oggi, non mi sembra che ci sia stata su nessun tipo di fronte.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 14

Maggioranza: 17

Favorevoli: 14

Astenuti: 19 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Testolin, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 2 del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. Ha chiesto la parola il collega Torrione, ne ha facoltà.

Torrione (AVS) -L'ordine del giorno è per mettere subito in attività il nostro giovane Assessore. Abbiamo rilevato che nel DEFR, rispetto al tema dell'innovazione tecnologica, si sottolinea che la Regione da anni è impegnata "a promuovere il processo di trasformazione digitale secondo una visione per una nuova era di gestione dati, offerta di servizi e sviluppo di competenze digitali", ho riportato testualmente. Sempre nel DEFR si sottolinea che tale modello ha come scopo quello di "aumentare l'accessibilità dei servizi a disposizione di cittadini e imprese, fornire connessioni stabili, ridurre le distanze, rispondere ai bisogni delle aziende e migliorare la qualità della vita dei cittadini". Tra l'altro, nel corso dell'audizione in II Commissione, anche il Presidente della Chambre Valdôtaine ha sottolineato l'importanza della digitalizzazione per le imprese, precisando anche che quest'elemento vale ancor di più per quelle più piccole e soprattutto periferiche, cosa che potrebbe favorire la loro competitività e modernizzazione.

È evidente a tutti lo sforzo in questi anni, il dispiego di risorse che l'Amministrazione regionale ha profuso per diffondere la banda larga su tutto il territorio regionale ed è anche chiaro a tutti quanto, ahinoi, anchepostpandemia Covid… la diffusione dellosmart workinge la necessità non solo per le imprese o i lavoratori di connessioni veloci e stabili renda fondamentale una capillarità nel processo di digitalizzazione.

Purtroppo rileviamo in Valle d'Aosta che la fibra ottica, tecnicamente FTTH, è diffusa ma, come tanti di noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle, questa fibra arriva nelle centrali e arriva in quelli che vengono definiticabinetsdelle strade, ma non arriva direttamente nelle case e negli uffici delle imprese, cioè manca quello che viene volgarmente definito "L'ultimo miglio", ovvero questo tratto tra le centrali, icabinetse le case, cosa che fa sì che una connessione che si pagatote che viene spacciata con 1 giga didownloaddi velocità, in realtà arrivi a 60-70 mega, lo dico anche per esperienza personale, quindi lo so abbastanza chiaro.

Un'ultima considerazione. Le procedure messe in atto da società private, che peraltro sono a forte componente pubblica, ad esempio, Open Fiber, per portare la fibra nelle abitazioni e negli uffici risultano per i fruitori estremamente complesse, di difficile gestione e anche costose, tanto che finora effettivamente sono pochi gli utenti che ne hanno usufruito e molti, in realtà, rinunciano per il costo e anche la complessità della pratica. Quello quindi che noi chiediamo è un impegno all'Assessore agli affari europei, innovazione PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili a dare mandato alle proprie strutture di predisporre un progetto che preveda anche accordi con i gestori per portare la fibra ottica nelle case e negli uffici di cittadini, lavoratori e imprese valdostane, con procedure semplificate e riduzione di costi.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Lotto.

Lotto (CA) -Grazie collega Torrione. Come ha giustamente sottolineato e come anche ben specificato nel DEFR, la connettività, e in particolare l'utilizzo della fibra ottica, è una priorità di questo Governo, in ottica soprattutto dismart workinge di attrattività e, come anche promesso per le iniziative dei colleghi di Fratelli d'Italia, io sto continuamente monitorando la situazione, tant'è che proprio ieri stavo discutendo con i miei uffici di questo.

Come abbiamo già evidenziato, ci sono due piani nazionali su questo tema che sono il piano nazionale a banda ultra larga che copre le zone bianche e il piano Italia, 1 giga, per le zone grigie, questi due piani, che sono, ricordo, nazionali e che sono attuati da Infratel Italia S.p.A., che è una società di proprietà del MIMIT, stanno subendo oggettivi ritardi, che però non sono assolutamente imputabili al Governo regionale, alla Giunta regionale. Come dicevo e come promesso ai colleghi di Fratelli d'Italia, sto monitorando la situazione, la situazione ci dice che nell'arco del 2026 questi due progetti dovrebbero arrivare a compimento e per questo motivo sarebbe in questo momento poco utile fare degli accordi con i gestori proprio perché siamo ancora in una fase di sviluppo da parte di Infratel Italia di questi due piani. Per questo motivo vi chiederei di ritirare il vostro ordine del giorno, sennò ci asterremo, proprio perché, per quanto l'idea possa essere condivisibile, non è questo il momento, perché siamo a metà dell'opera e non abbiamo un'idea chiara dello stato dell'arte dello sviluppo di questi due piani. Perciò ripeto quanto scritto nel DEFR e quanto già detto, cioè che è una priorità per questo Governo la connettività e la fibra ottica, ma non è questo il momento per prendere accordi con i gestori; in questo momento c'è da monitorare l'operato di Infratel Italia per quanto riguarda i due piani nazionali che ho prima citato.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Tuccari, ne ha facoltà.

Tuccari (FdI) -Volevo ringraziare il collega Torrione per aver riproposto quanto l'assessore Lotto ha rimarcato, quindi buon segno, appoggeremo sicuramente quanto loro hanno messo come iniziativa. Mi spiace della risposta dell'Assessore perché speravo per la popolazione, che ne ha necessità, un cambio di marcia, ma aspetteremo.

Presidente -La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) -Intervengo brevemente. È chiaro che eravamo e siamo a conoscenza di questi due piani nazionali. Per quello che abbiamo capito, comunque questi due piani nazionali che, come ha detto lei, stanno incontrando delle difficoltà e delle lungaggini anche un pochettino esagerate, comunque non mi sembra che intervengano in maniera efficace su questo specifico punto sia in termini di costi, perché comunque poi diventa a pagamento l'ultimo miglio, io poi non sto chiedendo una gratuità: sto chiedendo un intervento dell'Amministrazione regionale per agevolare famiglie e imprese su questa contribuzione rispetto a quest'ultimo tratto. A livello nazionale quindi i due interventi non vanno a incidere su questo, pertanto non abbiamo intenzione di ritirare l'ordine del giorno e ci spiace che non venga accolto dalla maggioranza, peraltro è il primo che non viene accolto mi sembra.

Presidente -Metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 14

Maggioranza: 17

Favorevoli: 14

Astenuti: 19 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Testolin, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2 del gruppo Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola per l'illustrazione il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Sarò brevissimo. In tutto questo bilancio si è parlato pochissimo dispending review, invece è una cosa che noi avevamo nel programma, un'attenzione alla spesa, soprattutto nel momento in cui esprimiamo preoccupazione per il processo del triennale nel nostro bilancio, c'è rigidità di spesa, abbiamo sentito questa mattina che sono state destinate le risorse per il rinnovo dei contratti, che riteniamo doveroso naturalmente. Seguiamo anche con attenzione la necessità da parte di tutto l'apparato pubblico, il rimpiazzo del personale al turnover utilizzato al 100%, dal momento in cui la legge nazionale lo ha permesso, quindi esprimiamo con quest'ordine del giorno una preoccupazione che è legata proprio all'attenzione dei costi. È un qualcosa che ci chiedono anche i cittadini, i cittadini chiedono prima di tutto alla Pubblica Amministrazione non solo trasparenza, ma anche efficientamento, quindi chiediamo di avviare una spending review strutturale e selettiva, non generica e trasversale, di presentare una relazione annuale sui risparmi eventualmente conseguiti e di destinare le risorse liberate, come prima l'Assessore ci comunicava, agli investimenti e alla riduzione della pressione fiscale, in particolare all'IRAP.

Attendiamo naturalmente che voi ci chiediate di ritirarla.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Baccega.

Baccega (FI) -Grazie Presidente, grazie molte e soprattutto con l'intenzione di non voler far sognare nessuno… quindi anche questa sarà in qualche modo destinata a chiedere di essere ritirata, ma ci sono dei motivi molto chiari.

Il bilancio della nostra Regione è innanzitutto un atto programmatorio e la Regione deve fare innanzitutto programmazione nei confronti dell'Azienda USL, degli altri Enti locali e nella realizzazione degli investimenti strutturali.

Il tema dellaspending reviewè stato affrontato a più riprese, nel 2013 per la prima volta, quando sono stato eletto in questo Consiglio, mi sono ritrovato a fare l'Assessore alle finanze con le casse vuote, quindi abbiamo dovuto fare altro che una spending review, molto, molto di più: abbiamo azzerato i contributi per tutto il panorama regionale, poi c'è stato un percorso nel quale si è potuti andare nella direzione di… ma voglio dire che in questa Regione c'è grande attenzione alla spesa pubblica, c'è abnegazione da parte di tutti i miei colleghi Assessori, c'è approfondimento da parte di tutti i coordinatori e i dirigenti regionali, quindi direi che si sono fatti proprio tutta una serie di percorsi per arrivare a organizzare una spesa che sia una spesa plausibile.

Un'evoluzione della spending review in modo più concreto ed efficace si potrà fare solo al termine dell'implementazione del progetto "Accrual" di cui ho parlato poco fa. Quello è il momento più importante e significativo nel quale si potrà dire: "Okay, è il momento di andare a valutare dove ci sono possibilità di risparmio, anche minime".

Collega, io la stimo perché questi sono davvero momenti in cui il confronto può andare nella direzione di collaborare, ma, nel momento in cui noi apriamo una palestra perché sono finiti i lavori, apriamo la Casa della salute, apriamo una scuola, ci sono spese correnti importanti e significative e inevitabili, il servizio cresce, la spesa cresce per il personale, per le manutenzioni, per i servizi, per le utenze, per le pulizie e qui non è che si può tornare indietro e dire: "No, risparmiamo qualcosa".

Aggiungo un altro pezzo: lei sa benissimo che ogni volta che si va a lavorare nella direzione di appaltare un servizio, appaltare un lavoro, bisogna farlo attraverso una qualità e una stesura di capitolati che rischia di far abbassare, se si va troppo sotto il livello, la qualità dei servizi, quindi in quella direzione cercheremo ovviamente di approfondire. Non è questo il momento, ma sicuramente - e questo è un impegno che prendo fin da subito - nel momento in cui, nel 2026, andremo a parlare del progetto "Accrual", interverremo anche in questa direzione. Le chiedo davvero di ritirarlo, ma non perché voglio andarle contro, semplicemente perché non è il momento. Buon lavoro.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Non che avessimo grandi speranze, lo sapevamo che sarebbe arrivato l'invito, l'avevo in qualche modo predetto.

Sono ancora più preoccupato di quanto non lo fossi quando ho presentato l'ordine del giorno perché è esattamente quello che le chiediamo: di poter presentare una relazione annuale sui risparmi conseguiti e che intende conseguire, sono preoccupato e lo siamo ancora di più nel momento in cui sentiamo una cultura della spesa pubblica che si occupa delle palestre, degli alberghi, delle ristorazioni, dove l'apparato pubblico… guardi, se vuole, le faccio nome e cognome anche delle attività, vediamo il Billia, il Casinò, cioè tutte le attività che da privatistiche diventano in questa Regione pubbliche e, di conseguenza, diventano spesa pubblica. In questo bilancio ci sono centinaia di contributi a pioggia, di spese fisse e di rigidità, noi credevamo e crediamo, ma lei in qualche modo l'ha anche annunciato, che è necessario, con l'attenzione di tutti i suoi colleghi, di andare a rivedere la spending review, di verificare quello che è giusto che sia spesa regionale, fissa, corrente e quello che invece può non esserlo, quindi lasciato anche alla gestione privata e non ci stupisce il fatto che lei ci dica che non è il momento, mi chiedo quando lo sarà, con questa cultura non lo sarà mai, quindi le spese correnti che oggi sono al 78% diventeranno l'85% e poi l'88%, esattamente quello che disegna il bilancio. Questa è la nostra preoccupazione. Non la deluderò neanch'io, qualcosa ritireremo, non questo.

Presidente -Ci sono altri interventi? Apro la votazione, chiedo ai colleghi di votare. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 9

Favorevoli: 9

Astenuti: 24 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Testolin, Torrione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo dunque all'ordine del giorno n. 2 del gruppo PD-FP. Ha chiesto la parola il collega Centoz, ne ha facoltà.

Centoz (PD-FP) -Con quest'ordine del giorno torniamo a parlare di sanità, ne abbiamo parlato stamani mattina e prendiamo spunto da notizie uscite sui giornali in cui evidenziavano le difficoltà per il bilancio previsionale 2026 dell'USL di trovare una composizione. Siccome le risorse per la missione della sanità sono aumentate di 5 milioni e qualche cosa, ci stavamo chiedendo come pensa di intervenire l'Amministrazione nel cercare di definire in maniera più compiuta e con prospettive un po' più a lungo termine i costi di gestione dell'USL. Immagino che ciò derivi - lo avevamo visto la volta scorsa - dalla chiusura del PNRR, dalla necessità di costi aumentati, ma a noi sembrava, da questo punto di vista, corretto - dico sembrava perché immagino che la risposta sia simile a quelle che abbiamo già avuto fino ad adesso - che sulla sanità, che riteniamo essere uno degli elementi principali su cui si deve impegnare qualsiasi maggioranza, ma in particolare questa che in questo momento governa… credo sia un elemento indispensabile per cui potesse valere la pena trovare un impegno già nella prima variazione per cercare di definire in maniera chiara le finanze da trasferire all'Azienda USL.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Come da lei richiamato, il bilancio preventivo annuale 2026 dell'Azienda USL è un bilancio civilistico con ricavi e costi, che è andato in utile con le relative tirate di orecchie del caso e in pareggio nel corso degli anni. Diciamo che su tutta l'analisi che spesso viene fatta rispetto a fondi pubblici - e lei, collega Centoz, ne sa qualcosa, così come il sottoscritto in tantissime occasioni -rispetto a un'errata lettura dell'avanzo di amministrazione libero con l'applicazione del 118/2011, naturalmente se già quella è una lettura bislacca, figuriamoci una lettura rispetto all'utile piuttosto che al disavanzo tecnico con un approccio civilistico al 118 del 2011, come nel caso specifico… ciononostante di fatto è stato predisposto in forma tecnica e provvisoria e presenta un disavanzo stimato di circa 25 milioni di euro. Si tratta di una situazione che ovviamente va letta anche nel contesto delle scelte di programmazione e degli investimenti effettuati. Tra l'altro, riconoscendole, come richiamato dal Presidente della Regione poc'anzi, una maniera assolutamente corretta di rappresentare le iniziative, è stato anche oggetto di confronto tra me e lei durante la presentazione del bilancio e del DEFR in II Commissione.

Il disavanzo quindi riflette un livello di spesa connesso a un percorso di rafforzamento, innovazione e ampliamento dei servizi sanitari e socio-sanitari, in particolare nell'ambito dell'assistenza territoriale. Negli anni precedenti l'Azienda USL ha infatti beneficiato di importanti risorse straordinarie e statali, tra cui fondi PNRR, destinati all'avvio di nuovi modelli organizzativi: ad esempio, il potenziamento dell'ADI che dal 2026 dovranno essere mantenuti con risorse ordinarie; questo anche rispetto al suo intervento di questa mattina in discussione generale rispetto alla territorialità della sanità. Nel corso del 2026 saranno infatti attivate nuove strutture e servizi strategici territoriali, tra cui l'ospedale di comunità presso il G.B. Festaz, che, tra l'altro, dovrebbe vedere la sua apertura ufficiale nei primi 15 giorni del mese di gennaio 2026, ovviamente tutto il Consiglio sarà invitato in tal senso, e un nuovo nucleo residenziale socio-sanitario a Verrès, con un impegno economico annuo di circa 3 milioni di euro, questo non ha nulla a che vedere con il futuro ospedale di comunità. A ciò si sommano gli effetti strutturali dei recenti rinnovi contrattuali del comparto sanità, pari a circa 5 milioni di euro, e degli accordi per la medicina convenzionata, nonché l'aumento dei costi di farmaci e dispositivi medici superiori a 3.5 milioni di euro anche in relazione allo sviluppo di attività cliniche di elevata complessità e qualità. Gli impegni, tra l'altro, (incomprensibile) a cui la sanità valdostana fa fronte, soprattutto per l'incrementale avuto rispetto alla spesa farmacologica, che ci vede comunque, tra i primi in Italia, anche se totalmente esclusi dai rimborsi statali che avvengono per questo tipo di spese nelle altre Regioni.

Il bilancio tiene conto inoltre dell'aumento generalizzato dei costi di servizi e dei cambiamenti demografici in atto, come, tra l'altro, richiamato nella presentazione dell'ordine del giorno, e dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescita delle cronicità, che determinano una domanda di cura più elevata e sicuramente complessa.

Un ulteriore elemento che ha inciso sul disavanzo è il venir meno, a partire dal 2026, di poste accantonate negli esercizi precedenti e utilizzate in via straordinaria nel 2025 per contenere l'impatto degli aumenti di spesa.

Come richiamato in Commissione, il fatto di aver deciso in piena coerenza rispetto all'economicità e all'efficienza dell'utilizzo di denari pubblici, di andare a utilizzare in via prioritaria tutta una serie di fondi che erano ancora previsti nel 2025 fa sì che in un'analisi previsionale tra il 2025 e il 2026, rispetto ai trasferimenti fatti all'Azienda USL, sembra esserci una differenza, ma in realtà poi sui dati consuntivi i valori di spesa sono molto simili, perché, di fatto, nel 2025 abbiamo compiuto un'azione molto corretta di utilizzo di quelli che tecnicamente potremmo definire dei residui. Tale meccanismo non è ovviamente più riproducibile e rende oggi un quadro finanziario non più mitigato da risorse pregresse che sono finalmente state impegnate.

Il bilancio tecnico provvisorio quindi fotografa una fase di consolidamento e sviluppo della rete dei servizi, frutto del lavoro congiunto tra Regione e Azienda USL per garantire un sistema sanitario attrattivo e capace di rispondere ai bisogni della popolazione. In questo contesto confermiamo quindi che l'impegnativa di questo ordine del giorno è già parte integrante dell'attività programmatoria e gestionale in corso, nel senso che, come abbiamo già avuto modo di rappresentarle anche in Commissione, siamo già impegnati da tempo sia nella gestione di quello che è stato il disavanzo tecnico 2025, che assomma - ne abbiamo parlato anche in Commissione - a poco più di 1.800.000 euro, e quindi a una serie di valutazioni sul 2026.

Le necessarie analisi, tra l'altro, finalizzate all'individuazione di criteri di sostenibilità pluriennale delle possibili modalità di copertura del disavanzo sono anche particolarmente attente alla variabilità delle fonti di finanziamento che ci auspichiamo possano aumentare anche rispetto a possibilità date dai fondi europei. Per questo motivo e per il fatto che l'attività è già in corso, anche vista l'assoluta necessità in tal senso legata a un bilancio in continuità, perché il fatto che questa situazione si sia venuta a creare, indipendentemente… come ho già rappresentato rispetto all'ordine del giorno n. 1 della Lega, rende evidente che questo - lasciando stare il discorso maggioranza e minoranza, bilancio tecnico e bilancio politico - è un altro di quei dati che rende assolutamente evidente come stiamo parlando di un bilancio in continuità che sconta anche la temporalità, che, ad esempio, il collega Carrel ha rappresentato rispetto al gigantesco problema che esiste nell'andare a elezione nell'autunno degli anni, perché il fatto di andare a elezione nell'autunno degli anni fa sì che poi dopo tutta una serie di cose scarrelli in momenti dell'anno in cui, soprattutto sul bilancio, si rendono evidenti una serie di problematiche. Il fatto è che noi ci siamo trovati in concomitanza a dover andare a prendere atto di un bilancio che è quello dell'Azienda USL, che, di fatto, a quel punto dovrebbe già avere tutta una serie di dati finanziari sul bilancio di previsione, perché l'Azienda USL deve preparare in bilancio previsionale entro il 31 di ottobre, quindi naturalmente ci eravamo già premuniti - l'anno scorso avevo anche avuto occasione di dirlo in aula - andando a prevedere un trasferimento sul triennio che prendeva in considerazione una certa stabilità, così da dare la possibilità all'Azienda USL di poter lavorare almeno con dei flussi più alti sulla seconda annualità del previsionale che stiamo vivendo ancora tutt'oggi, finché non approveremo l'attuale bilancio previsionale regionale. Questo è un problema che permane soprattutto se poi, come abbiamo avuto modo di dire nella risposta, di analizzare in II Commissione e anche di analizzare nella discussione generale del bilancio, ci troviamo ad avere tutta una serie di fondi, soprattutto legati al PNRR statali, che vengono a mancare un anno rispetto all'altro e quindi creano questo tipo di scalone tecnico di riferimento. Per questo motivo le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti, viste tutte le attività in corso e anche l'assoluta trasparenza che abbiamo avuto su questo tema, sia sul 2025 che sul 2026, ci asterremo.

Presidente -La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) -Immaginavo già il tenore della risposta, però è abbastanza evidente che in questo momento scontiamo il fatto che finiamo in un ciclo di programmazione del PNRR e quindi bisogna assestarsi in maniera diversa. Le elezioni ovviamente cadono in un periodo non particolarmente felice, quindi prendo per buone le sue rassicurazioni e ritiro l'ordine del giorno.

Presidente -L'ordine del giorno è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Passiamo ora alla trattazione dell'ordine del giorno n. 2 degli Autonomisti di Centro. La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) -Con quest'ordine del giorno vogliamo porre nuovamente l'attenzione sul percorso del disegno di legge e sull'ordinamento e funzionamento del Corpo forestale, un disegno di legge che è stato discusso nella fase conclusiva della scorsa legislatura assieme a quello del Corpo valdostano dei vigili del fuoco e che oggi non è ancora stato scaricato dalla Giunta alle Commissioni competenti.

Il Presidente della III Commissione ci ha già detto in Commissione che c'era comunque l'intenzione di discutere i due provvedimenti insieme, credo che sia però opportuno capirne un attimo le tempistiche, quindi capire quando questo disegno di legge è in previsione di essere approvato in Giunta, così da poter individuare anche i tempi in cui poi la Commissione potrà andare a lavorare. Io credo sia fondamentale discutere i due testi insieme, non lasciare indietro il Corpo forestale in quanto capiamo che l'attenzione sui vigili del fuoco è un'attenzione sicuramente importante anche dal punto di vista politico, ormai lo abbiamo letto anche sui giornali essere un tema molto sentito, ma, dall'altra parte, vi è anche il Corpo forestale che ha la necessità di avere questo disegno di legge e ha la necessità di vedere questa legge approvata da questo Consiglio, quindi non vorrei che venisse messo in secondo piano. Per questo motivo ho portato quest'ordine del giorno chiedendo appunto se vi sono notizie e quali sono le tempistiche di approvazione da parte della Giunta di questo disegno di legge.

Presidente -Ha chiesto la parola l'assessore Girod.

Girod (UV) -È assolutamente intenzione del Governo regionale portare avanti in maniera coordinata la revisione dell'ordinamento e del funzionamento dei due Corpi regionali, ovvero i vigili del fuoco e del Corpo forestale, in linea e nell'ambito dell'istituito comparto di negoziazione, sicurezza e soccorso, riconoscendo assolutamente le particolarità delle due strutture. La Giunta prevede di esaminare i disegni di legge in questione nella seduta del 23 dicembre, quindi fra qualche giorno, è già stato iscritto all'ordine del giorno della seduta e ciò consentirà la prosecuzione dell'iter legislativo verso l'approvazione in aula consiliare. Ci siamo presi un paio di settimane in più rispetto a quello dei vigili del fuoco proprio per alcuni piccoli approfondimenti rispetto alla bozza che avevate visto, quindi richiedo una seconda apertura di credito e di ritirare l'ordine del giorno.

Presidente -Collega Manfrin, non è detto che l'apertura di credito venga utilizzata, quindi formalmente non è proprio un debito. Ha chiesto la parola il collega Carrel.

Carrel (ADC) -Grazie Assessore. Pensavo rispondesse il Presidente, ma comunque sia ha risposto a nome appunto della Giunta.

Mi permetto di dirle semplicemente: il Governo quindi ha deciso di affrontare prima i vigili del fuoco e poi il Corpo forestale, ma sicuramente in Commissione, come ci ha ben esposto anche il Presidente, verranno discussi i due disegni di legge insieme.

Un ulteriore approfondimento sicuramente era necessario sul Corpo forestale, ipotizzo che anche in Commissione ci prenderemo del tempo per andare a fare un'ulteriore valutazione, questo lo dico dai banchi dell'opposizione, anche sull'altro disegno di legge che invece è stato scaricato molto più rapidamente con delle vicissitudini di cui abbiamo letto sui giornali, ma di cui sicuramente ci occuperemo nei lavori della Commissione andando ad approfondire il tema.

Sulle aperture di credito, visto il periodo, credo di averne un poco… e credo però che il valore di quello che ci si dice in Consiglio regionale soprattutto ha un valore dal punto di vista politico rilevante. Non mancherò nel caso in cui lei o il Governo manchi di rispettare gli accordi che abbiamo preso qui di farglielo notare e di portare ulteriori iniziative.

Accetto quindi di ritirare quest'iniziativa, apprendo con favore il fatto che il 23 dicembre avremo il nuovo disegno di legge e quindi ovviamente ipotizzo che dopo le festività natalizie potremo iniziare a discutere di tutti e due i disegni di legge, che era l'obiettivo di quest'ordine del giorno, quindi ritiro l'ordine del giorno.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Grazie collega, prendiamo atto che l'ordine del giorno è ritirato.

Come concordato in Conferenza dei Capigruppo, sospendiamo il Consiglio per una breve pausa e riprendiamo alle ore 18:45.

La seduta è sospesa dalle ore 18:18 alle ore 18:47.

Aggravi (Presidente) -Chiedo ai colleghi di prendere posto. Siamo all'ordine del giorno n. 3 dei gruppi Lega e la Renaissance. Per l'illustrazione, la parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) -Riprendiamo i lavori, chi c'è ci deve essere, quindi, bene, possiamo partire.

Veniamo a un tema che già avevamo trattato nella scorsa legislatura, che riguarda i centri estivi o, meglio, la proposta che noi abbiamo fatto riguardo a dei voucher per i centri estivi, ma partiamo da capo, il perché di questa proposta già sul finire della legislatura e poi da riproporre oggi.

Ricordiamo per prima cosa i dati demografici, non è una sorpresa per nessuno che la Valle, come l'Italia e altre zone europee, soffrono in questo caso di una decrescita demografica che va a impattare pesantemente e ancor più impatterà nei prossimi anni, nei prossimi decenni su tanti elementi della società valdostana,in primis, ad esempio, quello delle scuole, quindi con tutto quanto è annesso. Noi ricordavamo tempo fa i dati più recenti riguardanti appunto la demografia valdostana testimoniati dal censimento Istat del 2023, che certificavano una situazione grave, in continuo peggioramento, nella quale la Valle conferma un calo decennale ininterrotto della popolazione attestabile a partire dal 2014, quindi è dal 2014, da un decennio, che abbiamo un calo demografico.

Ricordiamo inoltre un'altra tematica con la quale quest'iniziativa si affianca rispetto a quella del tema demografico, che è quella della conciliazione delle esigenze lavoro e famiglia che riguarda molte donne, in particolare durante il periodo estivo dove chiaramente le scuole sono chiuse.

Richiamiamo - ecco che torno all'incipitdell'iniziativa - la nostra proposta di legge: la n. 191 depositata dal gruppo Lega nel maggio 2025, qui chiedo scusa, avevo sbagliato, ho messo 2015, ovviamente è 2025, la quale proponeva un aiuto concreto alle famiglie con figli a carico da predisporsi nel delicato periodo estivo.

Cosa proponeva la nostra legge che, in qualche modo, oggi noi qua riecheggiamo con quest'ordine del giorno per chiedere al Governo regionale di prendere una direzione specifica su questo tema? Noi chiedevamo un sistema di voucher che avrebbe potuto impattare con forza, chiedevamo, ad esempio, il ristoro del 30% riguardo ai costi che le famiglie devono sostenere per i centri estivi, tra l'altro, anche i posti spesso non sono sufficienti e i costi sono molto alti.

Ricordo che ciò che mi fece muovere per fare quest'iniziativa, della quale sono stato il primo firmatario, fu proprio la telefonata di una mamma, che, leggendo le nostre varie iniziative, mi ha detto: "Guarda che noi abbiamo dei problemi molto grossi, noi come genitori arriviamo ad arile-maggio che non sappiamo più che cosa fare per il periodo estivo". C'è quindi una lotta anche ad accaparrarsi i posti e mi ha detto i costi: dai 160 ai 250 euro, io pensavo mensili e ovviamente mi beccai qualche insulto perché lei mi ha detto: "Sono a settimana".

Ci muovemmo quindi in questa direzione e la riportiamo, però quanto noi chiedevamo era appunto questo: un ristoro 30%, ovviamente avevamo messo un ampio margine, avevamo calcolato tutta la platea dei ragazzi possibili, dall'infanzia fino ai 15-16 anni, quindi avevamo messo un'ingente somma sopra, ma era un primo tentativo per portare il tema sul tavolo. All'epoca, quindi qualche mese fa, questa proposta di legge venne bocciata poi dall'Aula, fu una delle poche che portammo, ma riteniamo che la sua validità resti e sia importante, non solo testimoniato da noi che siamo stati i proponenti e poi anche da giudizi positivi che abbiamo sentito anche nelle audizioni in Commissione varie volte, ma dal fatto che tra le pochissime leggi sulle quali si è in qualche modo esplicitato il parere del CELVA questa ricevette il parere positivo.

Quasi tutte ci vennero bocciate, tranne qualcuna, mi pare del collega Manfrin, sulla fibromialgia, su quella ci fu il parere positivo, però fu una soltanto, ma questa, un po' a sorpresa, noi vedemmo che il parere del CELVA fu positivo e l'abbiamo riportato ovviamente nell'iniziativa, perché, ricordiamo, il CELVA rappresenta gli Enti locali e negli Enti locali la nostra forza non è rappresentata a livello di posizioni apicali, quindi sono tutti amministratori del mondo autonomista e vedere un parere positivo riguardo alla nostra legge espresso dal CELVA chiaramente ci ha confermato una volta di più che la direzione è quella positiva.

Siccome ormai abbiamo una certa esperienza nel vederci ordini del giorno bocciati in serie nella scorsa legislatura e siccome io sono portato a pensare che, se sono stati bocciati quasi tutti quelli prima o meglio viene proposto di ritirarli, e in questo caso non credo che io sarò così fortunato o riceverò anch'io delleavancescome sono state fatte, perché in cinque anni giustamente non le ho mai ricevute e ho dormito lo stesso… voglio rincuorare i colleghi che già l'hanno capito, allora a questo punto, assessore Bertschy, perché mi hanno detto che è lei che deve rispondere, io spariglierei un po' le carte, quindi invece di leggerle l'impegnativa che ho messo giù io, cioè quella che era la nostra proposta: presentare di nuovo, valutare dei voucher già nell'estate 2026, togliere l'ISEE, perché quella fu una novità che mettemmo sul tavolo, perché sappiamo benissimo che la classe media basta ben poco e resta fuori da questi contributi. È un male quindi perché la classe media soffre fortemente e, secondo noi, bisogna redistribuire in maniera più intelligente le risorse economiche regionali, specie sul tema della famiglia, io spariglierei le carte e a questo punto, siccome so già che la nostra impegnativa specifica verrebbe bocciata, io le dico, Assessore: ma perché non valuta di modificare l'ordine del giorno usando l'impegnativa che aveva riportato il CELVA che è il mondo dei vostri amministratori, la quale diceva: "L'Assemblea evidenzia la necessità di una riflessione condivisa, che tenga in considerazione il quadro complessivo di interventi, misure, iniziative esistenti e di una valutazione più ampia circa l'opportunità di una misura universale volta a favorire la conciliazione famiglia/lavoro". Invece di sentirmi dire: "Ritirate il vostro ordine del giorno", cosa che noi non faremo, perché non spariglia un po' le carte e ci apre verso una modifica dell'impegnativa in questa direzione facendoci fare anche a noi un risultato positivo in questa serie di ordini del giorno? La metto a fattor comune suo, Assessore, ci dica e ci dia la risposta.

Presidente -La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -Grazie collega Perron. No, io non spariglierò le carte, ma sono sicuro che lei, da giovane Consigliere, capace di leggere nelle risposte anche le possibilità di scelta rispetto alla presentazione dell'ordine del giorno, farà poi una scelta autonoma e magari poi sarà lei che in qualche maniera spariglierà le carte, nel senso che io riconosco alla Lega una grande attenzione su questo tema ormai da parecchio tempo, sono state numerose le iniziative portate in aula. Oggi si parla molto dei centri estivi, però il tema della conciliazione è un concetto universale che riguarda in generale questo mondo del lavoro e anche questa nuova composizione sociale che anche la comunità valdostana ha.

Sappiamo tutti come abbiamo necessità di sempre maggiori servizi, sappiamo tutti come sono cambiate anche le famiglie e sempre di più cambieranno, da un lato, abbiamo la pensione che arriva sempre più tardi, quindi tanti nonni che rimangono al lavoro, dall'altra parte abbiamo famiglie che arrivano da distante e non è detto che abbiano opportunità di avere aiuti a casa e, dall'altra, la necessità di avere la possibilità di far frequentare i servizi, ai ragazzi e ai bambini, perché a livello pedagogico diventa importante anche crescere all'interno dei servizi.

Noi, forti di tante discussioni, di tante sollecitazioni - e ripeto: a voi possiamo sicuramente riconoscere l'attenzione su questo tema -, abbiamo lavorato da tempo, si è più volte sottolineato la mancanza di programmazione della maggioranza, io vi invito ad andare a leggere i documenti di programmazione del passato, il DEFR l'aveva indicato, l'aveva indicato il piano politiche del lavoro e ce ne eravamo fatti carico in quasi tutte le attività di concertazione con tutti gli attori che stanno nel mondo del lavoro.

Noi siamo riusciti a definire - e la risposta è anche a nome del collega Leonardo Lotto, del collega Marzi e del collega Erik Lavevaz -, alla fine di un lungo percorso di preparazione e di una serie di studi fatti per arrivare a costruire una misura, con la delibera 1075 del 7 agosto 2025 - gliene darò una copia alla fine della risposta - quello che giustamente lei chiede, è esattamente quello che chiede lei: un'approvazione della misura di conciliazione vita-lavoro a valere sul programma regionale FSE, una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro nel periodo strutturale, avrà modo di leggerlo. Al punto 2 si descrive la misura dicendo cosa si vorrebbe raggiungere, la misura darà risposta ai figli minori di età compresa tra i 6 mesi e i 14 anni; il voucher di conciliazione metterà in condizione di dare una risposta per tutti i servizi socio-educativi, tra questi anche i centri estivi, e la misura è universale perché, se ci sono alcuni periodi dell'anno, quello delle vacanze è sicuramente uno di questi, comprese quelle di Natale, dove le famiglie vanno maggiormente in crisi, oggi la crisi la si vive in generale come possibilità di poter partecipare al mercato del lavoro, e qui c'è tutto il tema del lavoro di genere e delle mancate opportunità se questi servizi vengono a mancare sul territorio.

Si prevede nella delibera una rete di conciliazione, perché, oltre a mettere a disposizione risorse, è necessario che il territorio si strutturi, non viviamo solo di Paesi di grande densità, abbiamo bisogno di strutturare servizi su tutto il territorio, c'è bisogno di conciliazione nei Paesi più piccoli, nelle vallate più distanti, come ad Aosta e nella Plaine, quindi è un lavoro importante quello che rimane da fare, però la misura è prevista, deliberata e autorizzata ed è stata autorizzata alla conclusione di un lungo lavoro di studio, di analisi e di preparazione.

Ci sono a disposizione queste risorse, ovviamente che andranno integrate da ulteriori risorse se sarà necessario, io mi prendo l'impegno, a nome del Governo e della maggioranza, di centrare per questa prima fase sicuramente l'obiettivo di arrivare a un voucher per l'estate 2026, un voucher che andrà ad accompagnarsi alle politiche che noi abbiamo messo in campo negli ultimi tre anni, per esempio, a sostegno delle famiglie con minori e con persone disabili, che va già oggi a sostenere le politiche di conciliazione durante l'estate e che dovremo - e anche di questo ne abbiamo parlato in aula - cercare poi di estendere ad altri periodi dell'anno.

Io le dico quindi la delibera 1075 del 7 agosto 2025 comprende molte delle sollecitazioni e anche delle richieste che lei fa, io non la invito a fare nulla, ci ragioni, la legga e poi sicuramente torneremo a parlare di questi temi e a presentare il progetto da mettere in campo nei prossimi mesi. Sarà importante far sì che il territorio si strutturi, terzo settore, gli Enti locali che hanno sostenuto, giustamente attraverso la loro sensibilizzazione al Governo, la necessità di questa misura, che si faccia perché, ripeto, non è solo una questione di dare alla famiglia la possibilità di spendere meno, ma di costruire servizi che diano delle risposte complessivamente su tutto il territorio.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Torrione, ne ha facoltà.

Torrione (AVS) -Con il mio arrivo non ci sarà solo la Lega che attenziona questo tema, perché ovviamente è un tema a me caro nel quale ho lavorato, peraltro ho iniziato il mio lavoro nel sociale come animatore, quindi fondamentalmente è lì che è nata la mia passione per il sociale.

Ringrazio il consigliere Perron perché tocca un tema assolutamente cogente ed estremamente importante per le famiglie: il tema della conciliazione lavoro e gestione dei figli. Peraltro, nella logica dell'interconnessione di tutti gli aspetti, faccio notare che è un problema ancora più grave, perché, con l'invecchiamento della popolazione e con l'innalzamento dell'età pensionabile, la funzione dei nonni che tenevano prima, un po' di anni fa, i figli anche nei periodi estivi e comunque in cui i genitori lavoravano, adesso non è più possibile perché stanno lavorando anche i nonni, quindi molti nonni lavorano e non possono più svolgere quella funzione alla quale io che sono vecchiotto sono abbastanza abituato, quindi è assolutamente un tema interessantissimo.

Piccolo passaggio storico, poi ho chiesto un contributo alla consigliera Machet giusto stamattina su quest'argomento perché mi mancava un'informazione, io sono di un'epoca in cui mi ricordo che i centri estivi - e so che è soltanto un pezzo della questione - erano gestiti dai Comuni con presenze enormi, i soggiorni di vacanza estivi avevano dei numeri nei servizi pubblici enormi, Pinarella di Cervia, solo per fare un esempio, faceva 4 turni da 120 ragazzi a turno, quindi stiamo parlando di numeri pazzeschi. È cambiato sicuramente il mondo, adesso di centri estivi pubblici ce ne sono pochi, quindi una volta funzionava, per un certo periodo ha funzionato il fatto che la Regione dava dei contributi per i soggiorni di vacanza ai minori ed era molto utilizzato, era utilizzato da chi? Dalle fasce deboli, dalle fasce che non avevano disponibilità economiche che oggettivamente fanno fatica a mandare i figli in vacanza e in soggiorni di vacanza, quindi era estremamente utilizzato.

Come noi dicevamo quando gestivamo questi soggiorni, è chiaro che arrivavano soprattutto ragazzi di fasce di reddito di popolazione bassa, okay, ma ben venga, meno male che era così, poi quei contributi non si sono più dati.

Per quanto riguarda invece i centri estivi - la differenza soggiorni e centri estivi immagino che la sappiate, gli uni sono residenziali, gli altri sono solo diurni - fino a non molto tempo fa c'erano fondi regionali che venivano dati ai Comuni o alle Unités, che allora erano Comunità montane affinché potessero organizzare questo tipo di servizi, anche questa parte è decaduta.

Aggiungo un pezzo: secondo me, non tantissimi lo sanno, ma ci sono dei fondi statali che, grazie all'indicazione della consigliera Machet, mi ha spiegato che arrivano però direttamente ai Comuni e non alla Regione per l'organizzazione dei Comuni di attività estive e non molti Comuni, o non tutti i Comuni sicuramente li utilizzano. Questo per dare un quadro di carattere generale.

Rispetto alla manovra specifica del voucher, io non sono d'accordissimo, nel senso che è sicuramente valido perché va incontro alla libertà delle persone di scegliere come spendere i soldi, poi bisogna vedere dove li spendono, perché bisogna poi mettere dei meccanismi di verifica e di controllo su dove li spendono.

Faccio un'ulteriore premessa sulla questione di sistema: i servizi estivi di cui parlava il consigliere Perron, con quelle cifre che sono reali, 160-250 euro a settimana, i 250 mi sembra già un costo elevato, però i 160-170 euro a settimana per i centri estivi è il costo reale per chi vuole fare questo tipo di servizio, ma attualmente la maggior parte delle persone che mandano i figli nei cosiddetti "centri estivi" li mandano in servizi privati o gestiti dalle associazioni sportive. Qui mi viene il primo dubbio rispetto alla misura del voucher e non a un'altra possibile che io poi propongo, cioè il fatto che il mercato privato di queste attività ha una carenza di professionalità abbastanza marcata. Chiedo scusa, ho dimenticato le parrocchie, perché c'è un importante servizio di supporto di conciliazione fatto dalle parrocchie e quelle sono economiche, molto economiche, però anche lì mi scatta e mi sovviene un problema di professionalità, sappiamo benissimo tutti che i ragazzi delle parrocchie sono gestiti in una logica di pari educazione, per dirla all'italiana, da ragazzi spesso minorenni, senza formazione e senza un'adeguata preparazione. Lo stesso dicasi per molte attività delle associazioni sportive che sono gestite, siccome c'è un vincolo che si possono fare queste attività con persone che vengono pagate con un meccanismo esentasse, lo ricordo, fino a 7.500 euro vengono pagati, ma devono essere istruttori, quindi c'è questo limite; peccato che spesso questi istruttori anch'essi sono minorenni e privi dell'adeguata formazione.

La proposta quindi che faccio io, pur riconoscendo la validità in termini di libertà di scelta che il voucher propone… secondo me, bisogna fare un ragionamento di sistema, cioè che la Regione si chieda e si ponga l'idea di dare dei contributi aggiuntivi a quelli statali ai Comuni e alle Unités perché si ritorni a organizzare servizi pubblici che sono dati in appalto o con altri meccanismi che adesso sono in uso, ma che garantiscono professionalità, preparazione, l'età minima.

Faccio un esempio banalissimo: noi, come cooperativa, abbiamo partecipato a gare d'appalto per i centri estivi ed era richiesto il diploma per i ragazzi che dovevano tenere i minori, diploma rispetto ai minorenni che sono in molte delle attività che ho detto prima, è chiaro che la differenza è molto marcata.

La mia proposta quindi è che la Regione, in un'ottica di sistema, prenda in carico questa questione che è delicatissima e, come ho già detto prima, ringrazio il consigliere Perron per averla sollevata, io l'avevo leggermente anticipata nel mio intervento questa mattina, ma la soluzione, dal nostro punto di vista, non è il voucher che un pochettino ci preoccupa.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Centoz, ne ha facoltà.

Centoz (PD-FP) -Intervengo per dire due cose, la prima, che sicuramente i costi sono importanti, lo dico a ragion veduta avendo tre figli che hanno partecipato ai centri estivi, l'esborso è notevole, quindi è un tema che indubbiamente interessa più di una famiglia.

Il voucher però che ha pensato la Regione - e qui lo dico anche avendo partecipato al gruppo di lavoro che ha elaborato il voucher e alla stesura dell'ultima DGR citata dall'Assessore - ha la necessità di essere più ampio riguardo soltanto ai centri estivi, cioè la necessità di conciliazione non riguarda soltanto i centri estivi, che pure sono un elemento importante, ma ci sono tutta una serie di servizi che possono essere offerti alle famiglie per il doposcuola, per il trasporto degli alunni, per tutta una serie di attività che in qualche modo vanno a supportare la conciliazione vita-lavoro sulla quale il voucher, come strumento flessibile, può essere una misura importante.

Preciso che chiaramente la creazione di un voucher per i sistemi di conciliazione presuppone anche che chi offrirà questi servizi dovrà garantire dei livelli di qualità che devono essere ovviamente stabiliti dalla Regione, probabilmente non si arriverà a un sistema di accreditamento come c'è per gli asili nido o come c'è per le strutture per gli anziani, però indubbiamente ci sarà la necessità di alzare il livello, perché evidentemente non si può immaginare di finanziare degli interventi amatoriali senza un minimo di garanzie che i figli che vengono in qualche modo sopportati siano curati e seguiti da persone ampiamente qualificate, anche perché ci ho lavorato e mi sento di sposare quest'iniziativa e posso confermare che ovviamente il tema è stato affrontato, lo si sta affrontando anche con un'ottica sui fondi europei, che è di vitale importanza visto che abbiamo la necessità di spendere i soldi del fondo sociale.

Presidente -Qualcun altro intende intervenire? La parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) -Grazie Presidente, ringrazio anche l'Assessore. A questo punto cosa dire? Bene, nel senso che in qualche modo ci intestiamo l'aver sviluppato o fatto sviluppare in qualche modo una discussione sul tema.

Ora rifaccio un attimo la cronologia: noi abbiamo presentato la PL 191 il 15 maggio del 2025, il parere del CELVA è del 10 giugno e poi la delibera del 7 agosto 2025, quindi adesso guarderò chiaramente quello, poi io non mi attribuisco l'essere al centro del mondo, perché quella malattia, grazie a Dio, non ce l'ho, quindi sicuramente avete già fatto le valutazioni prima, perché si capisce già dal parere del CELVA che è circostanziato, se lo dice lui, è chiaro che c'era già una discussione in atto, adesso un po' di esperienza in qualche anno me la sono fatta: ecco perché ho sparigliato un po' le carte. A questo punto però noi ci intestiamo di aver portato fuori per la prima volta questa problematica che prima non era stata affrontata o non era stata affrontata in maniera adeguata, perché, se abbiamo ricevuto tante lamentele dalle famiglie e problematiche di questo tipo, vuol dire che non si faceva abbastanza e c'erano già appunto delle misure sulle Unités des Communes, quindi anche noi abbiamo preso spunto da quello pensando che poteva essere fatto. Ci intestiamo quanto meno quella parte che penso che sia corretto attribuirci e poi sul resto è chiaro che non si è tutto sviluppato grazie a noi, però certamente questo lo portiamo a casa.

Sul resto ringrazio i colleghi intervenuti ma, prima cosa, noi, quando dall'opposizione proponiamo qualcosa, non abbiamo in mano ovviamente tutto e ci dobbiamo un po' muovere con le competenze che abbiamo, grazie al cielo, ci sono gli uffici, abbiamo il legislativo, eccetera, ma poi ovviamente non abbiamo in mano completamente tutto, questo è un tema già affrontato più volte, quindi dall'opposizione quando proponiamo ci dobbiamo rimboccare le maniche e per forza dobbiamo essere un po' più approssimativi, perché noi la macchina non ce l'abbiamo in mano, questo è il primo punto.

Seconda cosa: perché il sistema voucher, eccetera? Per noi qui ritorna una differenza con i colleghi della Sinistra, per noi a un certo punto sono le famiglie che decidono dove mettere poi i loro soldi. Tra l'altro, un intervento di questo tipo l'avevamo già sottolineato, io non sono un economista, ma qualche esame nella mia storia contemporanea di storia economica l'ho dato, c'è un effetto moltiplicatore, ovvero un investimento pubblico di questo tipo se sviluppasse in Valle d'Aosta un sistema di centri estivi, perché chiaramente c'è l'incentivo pubblico, quindi le famiglie sono aiutate e quindi ci sarà bisogno di più offerta su questa tematica, è ovvio che è un effetto moltiplicatore, perché si crea anche la possibilità che qualcuno crei nuova imprenditoria sul mercato, quindi perché andare a definire prima?

Poi c'è una cosa che si chiama mercato e a questo punto le famiglie decidono se un servizio è scadente oppure no. Attribuirsi prima… di dire: "Eh, però qui gli enti di un certo tipo devono avere i nostri criteri" ci sa un po' di manipolazione per spingere chiaramente verso certi settori; questo succede e sappiamo benissimo. Noi abbiamo un concetto diverso di società, c'è una questione di mercato e a quel punto che si faccia.

Mi pare di aver detto tutto. A questo punto, assessore Bertschy, va bene, accetto la sua risposta, staremo a vedere, perché ovviamente bisogna vedere come l'avete declinato. Faremo le nostre valutazioni successive, aspetto la delibera e poi aspetto che gli interventi vengano messi in campo e lì a questo punto ci sarà l'ulteriore discussione, però a questo punto le dico: fatelo già per l'estate 2026, perché tante persone hanno bisogno, tante famiglie ce l'hanno segnalato, quindi riteniamo sia importante.

Ritiro l'ordine del giorno.

Presidente -L'ordine del giorno è stato ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Passiamo all'ordine del giorno n. 3 del gruppo Alleanza, Verdi e Sinistra. Ha chiesto la parola la collega Minelli per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -A pagina 99 del DEFR si evidenzia - e cito testualmente -: "Sempre in ambito di tutela forestale verranno portati avanti progetti e interventi di prevenzione per la lotta contro gli incendi boschivi".

Sappiamo tutti che tra le molteplici cause che possono dare origine a incendi ci sono anche delle possibili scorrette pratiche di abbruciamento di residui vegetali che nel recente passato - e credo che lo sappiamo bene, Assessore - hanno prodotto ingenti danni al patrimonio forestale e talvolta hanno anche messo a rischio delle abitazioni e dei villaggi con sicuramente un notevole dispendio di risorse economiche, ma anche con una grossa dose di preoccupazione che credo abbia interessato le popolazioni e, in particolar modo, gli amministratori che se ne dovevano occupare.

Le pratiche di abbruciamento… tra l'altro, non è l'unico effetto chiaramente, ma possono avere anche delle importanti ricadute sull'inquinamento ambientale, gli studi ce lo dicono, e sono disciplinate dal decreto 152/2006 laddove l'attività di abbruciamento non costituisca una normale pratica agricola consentita per il rimpiego di materiali come sostanze concimanti o ammendanti o che venga effettuata in un periodo di massima pericolosità.

In Valle d'Aosta non esiste, come invece accade in altre Regioni, una normativa specifica e aggiornata, perché i riferimenti legislativi sono la legge 85/1982, parliamo di 43 anni fa, e anche le linee guida per la corretta gestione degli abbruciamenti agricoli sono datate, esistono, ma sono datate. L'articolo 6 di quella legge del 1982 al comma 1 dice: "Lo stato di eccezionale pericolo di incendi boschivi e i divieti relativi sono resi noti per i terreni o la parte di essi compresi nel piano di cui all'articolo della presente legge, annualmente o per periodi di tempo più brevi, con decreto del Presidente della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'agricoltura e foreste". Questo in assenza però di una misurazione oggettiva dello stato di aridità del territorio regionale o di parte di esso espone chi deve prendere le decisioni a un elevato grado di discrezionalità, che, a nostro avviso, potrebbe essere evitato, nel momento in cui si decreta appunto questo stato di eccezionale pericolosità.

Poi le sanzioni amministrative che sono contenute nell'articolo 14 di quella stessa legge, a nostro avviso - ma lo abbiamo verificato anche con qualcuno che opera sul campo -, non hanno un effetto deterrente tale da dissuadere la pratica di accensioni caratterizzate da scarsa prudenza, perché succede anche questo, purtroppo, in ambiti boscati o vicini ai boschi, con un aumento molto forte dei rischi per l'intero patrimonio boschivo. L'ultimo aggiornamento della carta regionale della pericolosità di incendio boschivo risale al 2017, sono passati otto anni e non credo che siano pochi considerato anche che cosa succede a livello di ambiente e di crescita dei boschi in otto anni.

Noi crediamo che la pulizia e la manutenzione del nostro territorio siano sicuramente sempre più difficili e per la particolare morfologia che ha la Valle d'Aosta, ma anche per il progressivo abbandono, purtroppo, di molti villaggi. Fortunatamente ci sono ancora tanti agricoltori, e anche tanti semplici cittadini che non svolgono quella professione e fanno altro, che si occupano di questo, ed è importante, perché la manutenzione del territorio è spesso e volentieri in capo a chi - lo abbiamo detto tante volte, lo abita -in primischi lavora nel campo agricolo. Però siamo convinti che ci sia bisogno di una regolamentazione chiara, adeguata e aggiornata.

Nel corso della passata legislatura, lo ricorderà l'assessore Sapinet, c'erano state delle interlocuzioni tra gli Assessorati competenti finalizzate proprio ad arrivare a una visione condivisa, non soltanto a livello di Assessorati, ma con le associazioni di categoria, con le persone che lavorano sul territorio, per arrivare a una norma, a una legge che tenga conto delle specificità del territorio valdostano, delle necessità degli addetti al settore agricolo, ma anche della tutela della salute dei cittadini e del contrasto all'inquinamento atmosferico. C'è quindi la necessità di avere dei riferimenti normativi chiari e precisi per svolgere al meglio anche quel compito di controllo, di sorveglianza ed eventualmente anche di attribuzione di sanzioni che è in capo al Corpo forestale valdostano, una necessità che abbiamo raccolto anche parlando con le guardie forestali del territorio. Per questo chiediamo al Consiglio regionale di impegnare il Governo, nell'ambito proprio di quei progetti e interventi di prevenzione per la lotta contro gli incendi boschivi che avete citato nel DEFR, a predisporre entro sei mesi una bozza di proposta normativa da inoltrare alle Commissioni competenti, credo sia non soltanto la terza, e da esaminare in collaborazione con gli Enti locali e con tutti glistakeholdera vario titolo interessati; ovviamente qui ci sono le associazioni di categoria, ci possono essere le associazioni ambientaliste.

Abbiamo messo anche una tempistica, perché credo che è un tempo che si possa ritenere congruo, considerato che si è iniziato a parlare di questo ben cinque anni fa e che mi è stato più volte detto che si stava procedendo, si stavano facendo degli approfondimenti con le varie strutture. Io credo quindi che darsi un tempo di sei mesi possa essere un tempo adeguato.

Presidente -La parola per la risposta all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -Grazie collega. Proprio oggi si parlava di collaborazione tra i vari componenti della Giunta, più che tra le persone, tra gli Assessorati, perché poi le persone passano ma le collaborazioni rimangono al di là del colore dei Governi. Questo è un classico argomento che ci ha visto e ci vedrà insieme, come Assessorati, adesso con la collega Girod, fino a qualche tempo fa con il collega Carrel, quindi un passaggio del DEFR relativo all'Assessorato dell'agricoltura, ma poi all'interno della vostra iniziativa fate riferimento alla proposta normativa circa la questione abbruciamenti della quale abbiamo già dibattuto; collaborazione tra Assessorati che qualcuno ha messo in discussione, ma molto tranquillamente posso riportare un po' di serenità e di certezze date dai fatti, penso al tanto lavoro che è stato fatto in casi di eventi calamitosi, con il collega dell'agricoltura, i casi di Bionaz o di Cogne, o l'attività che si porta avanti con il collega Bertschy sui trasporti e viabilità, o la questione ARER che con l'assessore Marzi seguiamo ormai da anni.

Veniamo al punto, quindi l'attenzione che c'è al patrimonio boschivo è duplice, e così la tematica relativa agli incendi boschivi, agricoltura e ambiente, quindi, da un lato, l'attenzione a un patrimonio che con la collega Girod lavoreremo per valorizzare e preservare, così come abbiamo lavorato nella scorsa legislatura, un patrimonio che è aumentato di superficie, ma del quale è aumentata anche la fragilità, e ci ricorderemo l'evento di aprile; dall'altro, come ha ricordato anche nelle premesse, con l'attenzione alla tematica riguardo alla biodiversità, alla tutela dei cittadini e al contrasto dell'inquinamento atmosferico, un tema che ci vede impegnati anche sul nuovo piano aria che ha già iniziato il suo percorso di valutazione ambientale strategica e che presto porteremo in Commissione, quindi, di fatto, il lavoro alla norma inizierà già all'interno della discussione con il piano aria, piano che verrà approvato dal Governo regionale proprio in questi giorni.

Come ricordato, occorre conciliare e preservare i due aspetti: da un lato, tener conto della specificità del nostro territorio, delle necessità del mondo agricolo, almeno in determinati luoghi e in determinate situazioni dove i macchinari e nuove tipologie di lavorazione non arrivano e, dall'altro, preservare la salute umana e l'aspetto ambientale. Le regole sanzionatorie sono uno strumento necessario, ma non possono essere da sole l'unica soluzione. Il confronto con le associazioni di categoria per trovare pratiche agricole sostenibili ed eventualmente incentivarle è importante, così come importanti saranno e sono le sinergie con il Corpo forestale valdostano.

Siamo nell'ambito di qualità dell'aria una delle Regioni virtuose in Italia, vogliamo continuare a esserlo, quindi opereremo, se necessario, dopo l'approvazione del piano aria secondo le azioni in esso previste, ma, di fatto, come dicevo prima, la discussione che avremo poi in Commissione, il lavoro sul piano aria di fatto dà il via a quello che è concretamente poi il lavoro sulla norma, e anche tenendo conto - e questo lo ricordo: lei lo segnalò in una sua passata iniziativa - delle differenze che ci sono sul nostro territorio, ricordo anche l'esempio che fece con il bollettino valanghe, che è una suggestione di cui non mi sono dimenticato e che ho riportato anche agli uffici e sulla quale faremo degli approfondimenti. Questo per dire che non ci dimentichiamo degli impegni e che crediamo che questa sia una norma importante da portare avanti, individuando magari azioni mirate che possano continuare, quindi, come dicevo, a far coesistere le buone pratiche agricole in una gestione ottimale della filiera boschiva, gli aspetti paesaggistici e ambientali.

Quanto richiesto, come specificato, è già nel solco dell'operato dei nostri Assessorati e non è una frase di circostanza, è un dato reale, concreto; ha ragione sui tempi, dobbiamo darci dei tempi e l'impegno andrà sicuramente in questa direzione.

Per quanto detto, quindi io la invito a ritirare l'ordine del giorno ma, in caso contrario, ci asterremo.

Presidente -La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) -Come ben è stato rappresentato dalla collega presentando quest'ordine del giorno, io credo che la tematica abbruciamenti sia una tematica che possa essere vista anche in un aspetto ancora più ampio e nell'aspetto ancora più ampio colgo l'occasione per ricordare uno dei documenti che sono stati avviati nella scorsa legislatura, che sicuramente vedranno la luce in questa legislatura. Il programma forestale della Regione Valle d'Aosta che ha una durata dal 2026 al 2040 quindi è un programma su cui abbiamo avuto modo di confrontarci anche in Commissione, non ricordo bene se una o due volte, ma comunque sia un tema che ci ha visti già confrontarci su questo documento.

Il tema degli abbruciamenti è uno dei temi dell'antincendio boschivo, è uno dei temi che, dal mio punto di vista, deve essere visto all'interno del piano forestale, all'interno del piano aria, quindi è necessario andare ad approvare oltre alla legge che giustamente lei richiama essere ormai vecchia e passata, superata, credo sia opportuno andare a discutere di questo tema all'interno del programma forestale Regione Valle d'Aosta, che colgo l'occasione per ricordare che oggi è attualmente in VAS e la VAS scade il 22 di gennaio 2025, quindi tutte le iniziative possono essere portate in quella sede in modo da poter poi avviare la discussione che ci auguriamo anche noi possa avvenire nel corso del primo semestre del 2026, per poter andare a portare il nostro contributo, andare a migliorare il documento laddove necessario e poi a valle di quell'importante documento che manca, proprio per la gestione e per l'intera valorizzazione di tutta la filiera del legno in Valle d'Aosta, occorre andare ad affrontare anche questi temi.

Proprio per questo motivo inviterei il Governo, in questo caso l'assessore Girod, a procedere con la stesura di questo programma, a portarlo in Commissione e, come gruppo Autonomisti di Centro, ci asterremo su quest'ordine del giorno.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Pensavo che rispondesse l'assessore Girod, perché questa parte era espressamente contenuta nella sezione del DEFR che riguardava il suo Assessorato, ma ovviamente questo è un tema che riguarda anche l'Assessore all'ambiente, e in generale tutti quanti, quindi capisco anche le valutazioni che sono state fatte e la scelta della persona che risponde.

Assessore, lei sa che la questione era già stata presentata in altre occasioni sotto forma non ricordo se di ordine del giorno o di mozione, ma lei lo ha ricordato… da parte mia quest'argomento è stato presentato in uno spirito - e lo voglio sottolineare anche se poi non viene rilevato, ma non ha importanza - che è costruttivo, proprio perché so benissimo che la questione degli abbruciamenti, come anche sottolineava adesso il collega Carrel, è soltanto - e l'ho detto nell'illustrazione - una delle cause che possono portare agli incendi boschivi. Ma proprio perché negli anni recenti lo abbiamo visto ripetersi e sappiamo che questa è stata anche una delle cause, per cui la normativa di riferimento è datata ed è innegabile, io ritengo che si debba concentrare l'attenzione anche su questo. Poi ben vengano sicuramente il piano aria di cui abbiamo bisogno, il piano forestale, che sappiamo essere stato già affrontato durante la seconda parte della scorsa legislatura...però poi è necessario avere delle norme specifiche, anche perché uno strumento di legge rispetto a un piano ed è sicuramente più agile e immediato, visto che si ritrova esattamente quella che può essere la prescrizione, che ci può essere la possibilità di applicare una sanzione, che certamente non è l'unica soluzione e non penso assolutamente che sia così.

L'assessore Sapinet ha fatto riferimento anche alla richiesta, che a suo tempo era stata avanzata, di pensare a un ruolo del centro funzionale che, così come emette il bollettino per la pericolosità delle valanghe, che è utilissimo, potrebbe farlo anche - e io invito davvero ad andare avanti in questo senso - per quello che riguarda la pericolosità legata al possibile sviluppo di incendi. Ci sono momenti di vento, di aridità, anche di caldo che può alimentare la situazione, quindi in questo senso bisogna lavorare. Io sono certa che voi avete iniziato a fare delle riflessioni, a provare anche a elaborare delle proposte, sta di fatto che ne abbiamo parlato cinque anni fa, ne sono passati di mesi, di anni e di tempo e al momento, anche almeno in bozza, non è mai arrivato nulla. Quindi il fatto di dare un'indicazione temporale era ed è da pungolo affinché questo venga fatto. Troppe volte ho visto e sentito: "Stiamo facendo, portiamo" e poi però non ci siamo arrivati, quindi l'ordine del giorno non lo ritiriamo, anche se confidiamo davvero che a breve ci diciate qualche cosa di più concreto e quindi che abbiate poi un testo scritto, che sia un piano, che sia una legge, ma su cui possiamo ragionare.

Presidente -Se non ci sono interventi, metto al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Maggioranza: 18

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Carrel, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 3 del gruppo consiliare Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Noi vogliamo subito togliere dall'imbarazzo l'Assessore che abbiamo compreso ci avrebbe sicuramente chiesto di ritirare questa cosa trattandosi di ulteriori attenzioni verso gli investimenti e non sui costi.

Considerate le suggestioni che ci ha fornito nelle precedenti iniziative, siamo noi che ritiriamo l'ordine del giorno, così non la mettiamo in imbarazzo.

Presidente -Prendiamo atto del ritiro, grazie collega.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Passiamo dunque all'ordine del giorno n. 3 del gruppo PD-FP. Ha chiesto la parola per l'illustrazione il collega Centoz, ne ha facoltà.

Centoz (PD-FP) -Continuiamo le indicazioni che avevamo illustrato stamattina nella discussione sul bilancio e torniamo a parlare di edilizia popolare e in questo caso di ARER. Ne abbiamo parlato diffusamente stamattina, ci sono stati anche altri interventi, l'obiettivo con quest'ordine del giorno è quello innanzitutto di avere un quadro completo degli interventi che sta portando avanti l'ARER, in particolare sul Comune di Aosta, ma non solo, perché nel corso di questi anni tra le risorse del PNRR, tra il superbonus e tra una serie di investimenti credo che l'ARER sia intervenuto in maniera massiccia e importante… in particolare, dicevo, sul Comune di Aosta, ma non solo e quindi ci piacerebbe capire, con una relazione un po' più dettagliata da portare magari in Commissione, lo stato di attuazione di questi interventi, le indicazioni puntuali delle eventuali criticità tecniche, finanziarie e organizzative che incidono sulla realizzazione e sui tempi di realizzazione e la stima dei fabbisogni finanziari necessari per garantire la piena attuazione dei programmi che sono in corso. Ci siamo anche spinti un po' oltre e abbiamo chiesto che a seguito di questa panoramica si possa, nella prossima variazione, a seconda delle disponibilità, individuare delle risorse per il recupero e ristrutturazione degli alloggi pubblici ancora esistenti, infine a valutare insieme ad ARER gli strumenti organizzativi e contrattuali amministrativi per migliorare l'azione amministrativa e operativa dell'ente, partendo dal presupposto che, come dicevo prima, gli interventi di questo genere in questi ultimi anni sono stati importanti, sono stati decisamente sostanziosi, quindi probabilmente serve un momento di valutazione complessiva di ciò che è stato fatto, di ciò che è in ballo e di ciò che invece si potrebbe fare in futuro.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -Come abbiamo già sottolineato più volte in quest'aula, la gestione degli oltre 1.650 alloggi facenti parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell'ARER, in particolare sotto l'aspetto della corretta manutenzione della progressiva e costante riqualificazione degli alloggi sfitti da rendere nuovamente assegnabili agli aventi diritto utilmente inseriti nelle graduatorie dell'ente è tra le priorità di questo Governo e bene ha fatto il collega Baccega questa mattina quando ha ricordato poi il numero corretto delle graduatorie, ma ricordo alcuni stanziamenti, quelli relativi all'ultima annualità, a testimonianza e a riprova di quanto detto, quindi ricordo brevemente 3 milioni stanziati in questo bilancio sullo specifico capitolo destinato ai contributi e agli investimenti dell'ARER a valere sul Fondo regionale per le politiche abitative per gli interventi di recupero e interventi di manutenzione straordinaria di alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente sfitti, alloggi da rendere nuovamente assegnabili. Poi ci sono gli ulteriori 2 milioni di euro previsti nell'ultimo assestamento di bilancio 2025, sempre a favore di ARER, per analoghi interventi di recupero e manutenzione straordinaria di alloggi sfitti. Vi è poi la recente convenzione tra Regione e la stessa ARER per la realizzazione di trenta nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica presso le ex soffitte della Casa Giacchetti, ubicate nel Quartiere Cogne, per una spesa complessiva di 4 milioni di euro. Inoltre il piano opere pubbliche dell'ARER per il 2026, approvato il 12 dicembre con la delibera sugli indirizzi al Consiglio di amministrazione della stessa azienda, prevede anche l'avvio dello sviluppo di interventi di nuova realizzazione di 80 alloggi presso il Quartiere Dora di Aosta, per i quali è in fase di acquisizione la progettazione di fattibilità tecnico-economica e il reperimento delle risorse economiche necessarie alla realizzazione dell'opera.

Ribadisco, come sempre, che c'è ovviamente una disponibilità totale a un confronto in Commissione, come già è avvenuto a più riprese durante la scorsa legislatura, chi c'era se lo ricorderà, per un confronto sullo stato di realizzazione degli interventi in corso di ultimazione e di quelli programmati, perché tutti, anche i nuovi eletti, abbiano piena consapevolezza di quanto è stato fatto, abbiamo citato i finanziamenti e non abbiamo citato tutta la serie di interventi che in parte ha già citato lei, di quanto si sta facendo e di quanto si farà. Un lavoro tecnico, ma un lavoro anche politico importante con la collaborazione di questi anni con ARER, un raccordo che non è mancato e che non mancherà; un confronto che questo Governo ha avuto con le competenti strutture di ARER che è stato e che continua a essere proficuo anche per quanto riguarda l'aspetto della copertura delle posizioni aperte in tema di fabbisogno di personale tecnico e amministrativo.

Non mancherà la nostra attenzione al supporto dell'attività di ARER per la piena realizzazione dei numerosi progetti di riqualificazione del patrimonio esistente, di costruzione dei nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica per rispondere alle esigenze dei cittadini utilmente inseriti nelle graduatorie.

Parlavamo di carenza di personale tecnico, è un problema di ARER, ma non solo, è un problema enorme anche per la nostra Amministrazione, geometri, ingegneri, architetti, figure tecniche dei quali c'è una carenza importante che non sono sempre e solo le procedure concorsuali a risolvere, perché, come diceva qualcuno ieri, i numeri sono quelli che sono.

Un tema quello dell'edilizia residenziale pubblica che è emerso anche nel corso del dibattito, su questo quindi rassicuriamo sull'attenzione che porremo anche in collaborazione con il collega Marzi tramite ARER.

Stiamo garantendo un importante sostegno all'edilizia residenziale pubblica, lo abbiamo fatto nelle ultime leggi di assestamento in modo importante, anche raccordandoci con il Comune di Aosta, in particolare sul Quartiere Cogne, ma anche sul Quartiere Dora, l'abbiamo fatto e, come detto, lo faremo ancora. A fronte quindi di quest'impegno, io annuncio l'astensione della maggioranza nel caso in cui l'ordine del giorno non verrà ritirato.

Presidente -Ha chiesto la parola il proponente collega Centoz.

Centoz (PD-FP) -Grazie Assessore per la sua risposta. Per provare ad andare un po' più avanti, poteva essere anche emendato l'ordine del giorno, presa magari soltanto l'impegnativa iniziale sulla relazione in Commissione che lei si è impegnato a fare, però vedo che iltrendormai è diventato di questo genere, quindi a questo punto lascerò l'ordine del giorno, se qualcuno vuole intervenire per la discussione, magari c'è qualche elemento in più di discussione.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Innanzitutto vorrei rivolgere qualche parola di conforto al collega Centoz. Non riuscirò mai a chiamarlo Sento, lo chiamerò sempre Centoz come ho fatto per tre anni in Comune ad Aosta, dove si svolgeva esattamente questa identica scena, cioè, a fronte delle mie proposte, venivano regolarmente bocciate, quindi sono lieto che in questo momento assaggi la sua stessa medicina e ci dia anche un giudizio sulla dolcezza. Al netto di questo, si entra nel merito di un discorso che è quello appunto dell'edilizia residenziale pubblica, che, come sapete, mi ha sempre particolarmente interessato e che ringrazio nuovamente i proponenti per aver evidenziato un qualcosa che tranquillamente si potrà eventualmente esaminare, lo abbiamo fatto nella scorsa legislatura con le Commissioni III e V riunite per competenza di materia, ma che sicuramente vede una grossa criticità perché, se da una parte noi abbiamo un problema abitativo generale e si dice da più parti, cioè non si trovano alloggi da una parte e ci sono affitti sempre più cari dall'altra, ed è giusto, questo è quello che è stato detto con quest'ordine del giorno; dall'altra, ci sono parecchi alloggi che purtroppo risultano vuoti, io continuo a ricevere segnalazioni di alloggi che sono abbandonati a loro stessi, continuo ad avere persone che mi dicono: "Ma l'alloggio di fronte al mio è vuoto, eppure l'abbiamo visto, una volta vengono gli operai, lo aprono e dentro è perfetto eppure non lo assegnano. Nell'alloggio sotto al mio sono dieci anni che non ci vive nessuno, ma la persona del secondo piano è mancata due anni fa e ancora non c'è nessuno". Sono obiettivamente delle segnalazioni che si moltiplicano alle quali bisognerebbe dare un po' corso, nel senso che io non so esattamente se il collega Sapinet sicuramente avrà fatto dei sopralluoghi per quanto riguarda i cantieri, ma se si sia fatto dare, per esempio, un elenco degli alloggi che non sono affittati, che appunto sono sfitti e quindi sono utilizzabili, ma giustamente l'allarme sull'elenco degli alloggi, sulla necessità delle persone che sono in graduatoria e che è stato lanciato dai colleghi di AVS questa mattina è un allarme reale.

Il problema per esempio… e questo lo dico a suo beneficio, perché probabilmente non ha vissuto, giustamente, un pezzo di vita consiliare della scorsa legislatura sulla parte di efficientemente energetico… innanzitutto l'aggiorno su una cosa, cioè l'efficientamento energetico finanziato dal Superbonus alla fine è finito in conto a noi, perché, con i ritardi che si sono accumulati ai lavori, quest'Amministrazione, questa Regione autonoma si è trovata a pagare 10 milioni di euro di un patrimonio che doveva essere efficientato a spese di altri, sempre della collettività peraltro, però si doveva approfittare di un bonus che c'era e alla fine in realtà il conto l'hanno pagato come sempre i cittadini, perché, come il collega Aggravi soleva ricordare, ma lo ricorderà sempre, non esistono pasti gratis, quindi alla fine il conto salato l'abbiamo pagato noi. Al netto di questo, io la inviterei, collega, un giorno a fare un giro nel Quartiere Cogne e vedere come è stato fatto quest'efficientamento energetico, perché è molto bello quando si parla da questa parte riempirsi la bocca di questi efficientamenti che abbattono le spese e fare i magnifici - ovviamente non parlo del suo caso -, ma poi la realtà è molto più dura.

Noi abbiamo avuto un Quartiere Cogne, prendo quello, ad esempio, perché sono spesso lì, che è rimasto imprigionato di impalcature per tre-quattro anni, persone che non hanno più visto la luce del giorno perché hanno dovuto chiudere le imposte, perché le impalcature non erano allarmate e la gente si arrampicava sulle impalcature ed entrava dentro le case, oppure perché le impalcature ospitavano dei simpatici animaletti che si arrampicavano ed entravano dentro gli alloggi, oppure perché i piccioni hanno cominciato a nidificare perché qualcuno ha pensato bene di andare a disturbare la parte dei solai dove ormai avevano nidificato da dieci anni, tant'è vero che c'erano, per esempio, nei solai 40 centimetri di guano che hanno dovuto essere rimossi, si immagini in 40 centimetri quanto si sono accumulati, quindi persone che si sono trovate con i piccioni che hanno deciso di eleggere a propria toilette personale i davanzali e tuttora le persone vengono molestate dalla presenza di piccioni all'interno del quartiere, tutto questo efficientamento energetico per fare che cosa? Per allacciare forzatamente, sotto la minaccia delle armi, le persone al teleriscaldamento, che ha decuplicato i costi delle bollette. Sappiamo quindi benissimo come funziona il teleriscaldamento, c'è un solo fornitore e il fornitore decide il prezzo. Tu, una volta che sei allacciato lì, da lì non ti muovi più e il teleriscaldamento non funziona, come romanticamente viene detto, con le colate della Cogne che riscaldano l'acqua, ma funziona soltanto in minima parte, tutto il resto viene fatto con il gas e ci sono varie stazioni direvampingdalla centrale fino ad arrivare, per esempio, al Quartiere Cogne e il costo di questo revamping si scarica sempre sulle bollette degli utenti, che, se anche domani volessero dire: "Passiamo tutto l'inverno al freddo" e volessero spegnere il riscaldamento, continuerebbero comunque a pagare una parte indivisa, cioè il 30% delle spese che ci sono, quindi le persone che non hanno i soldi per pagare le bollette alla fine si sono trovate a pagare delle robe assurde. Tutto questo in nome dell'efficientamento. L'efficientamento peraltro si sprigiona anche sul fatto che si sono fatti i cappotti su due pareti su quattro, perché le altre due erano protette, era un edificio documento e quindi non si poteva modificare, non si poteva intervenire su quelle pareti. Come lei sa, con la trasmittanza termica le persone non soltanto si sono trovate comunque ad avere freddo lo stesso, ma si sono trovate anche invase dalla muffa. Questa è la situazione del magnifico efficientamento energetico del Quartiere Cogne.

Quando leggo queste cose, quindi vedo più sventure che vantaggi per le persone che abitano lì, ma dicevo che la questione vera in realtà era: 1) capire quali sono gli alloggi sfitti, andare a incidere su quelli e capire per quale motivo questi alloggi sono chiusi e nessuno ci va ad abitare e non vengono assegnati, questa è la prima questione.

La seconda questione è capire la questione delle spese, ma io immagino che l'ineffabile assessore Marzi ci risponderà che con il rifacimento della legge 3/2013 si metterà una toppa a qualsiasi criticità, e non credo, ma su questo confidiamo sull'assessore Baccega, che la volta scorsa aveva criticato aspramente quella proposta di legge quando era stata proposta, quindi sicuramente verrà proposta una proposta diversa, il disegno di legge verrà sicuramente stravolto con le criticità che l'attuale assessore Baccega aveva evidenziato quando era all'opposizione, quindi chissà che il testo non vada a migliorare, ma comunque dubito fortemente.

Poi sulla questione delle manutenzioni il problema è uno solo - e questo invece lei lo sa benissimo - di quella che era la gestione APS - e non soltanto lei, perché ci sono colleghi che per l'APS hanno lavorato e lavoreranno in futuro si immagina, molto lontano… -, appunto l'APS gestiva le manutenzioni con una squadra dedicata. Oggi invece siamo nelle mani delle caritatevoli cooperative, sempre le stesse, quelle che fanno i centri estivi, che fanno tutti i servizi, siano sempre nelle mani di queste caritatevoli cooperative, che ogni tanto fanno il piccolo mantenimento in cambio dell'obolo, che ogni tanto mandano qualcuno a vedere se il verde è bello, se il verde è brutto, però non risolvono niente. Allora, per tagliare la testa al toro, bisognerebbe avere delle squadre autonome da parte dell'ARER che fanno minuto mantenimento e che vengono pagate per fare una costante anche verifica delle persone che ci vivono, perché lei sa che, purtroppo, questa è una cosa che non viene fatta, ma che la legge 3/2013 prevede, anche fare dei controlli negli alloggi sarebbe ogni tanto utile e indispensabile, perché ci sono persone che vivono dentro i garage, ci sono persone che vivono in case che non sono proprie. L'ultimo caso, quello che abbiamo affrontato il Consiglio prima di questo, è di una persona che occupava l'alloggio che, in realtà, era della madre e poi dopo ha prodotto le violenze e quant'altro. Ecco, se ci fossero le squadre di minuto mantenimento che si occupano di fare questo tipo di manutenzione, sarebbe veramente l'ottimo e non me ne vogliano gli amici delle cooperative rosse.

Noi con piacere voteremo quest'ordine del giorno, con piacere riteniamo che il tema della casa, soprattutto della casa dell'edilizia residenziale pubblica sia un tema centrale, ci dispiace che ovviamente, a prescindere da questo, non si dia mai corso e non si darà corso a nessuna delle iniziative che propone l'opposizione.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) -Anche il nostro gruppo voterà a favore di quest'ordine del giorno, d'altronde abbiamo presentato, ed è il nostro tredicesimo ordine del giorno, un testo simile, direi anche più incisivo in qualche modo, perché noi proponiamo addirittura di fare un piano articolato per quello che riguarda il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, quindi non possiamo che essere favorevoli a un impegno che chieda innanzitutto una relazione dettagliata e anche con un'indicazione delle criticità tecniche, ma poi soprattutto di individuare delle risorse che sono finalizzate al miglioramento e alla ristrutturazione di questi alloggi.

Abbiamo avuto modo di vedere recentemente anche immagini che sono molto eloquenti, stiamo parlando di alloggi che hanno portoncini di ingressi che non funzionano, l'ha detto il collega Torrione in un'iniziativa dei precedenti Consigli, ci sono interventi che sono stati effettuati in modo poco curato.

Io non so, collega Manfrin, se questo è da imputare a quelle che lei chiama le caritatevoli cooperative, poi le ha definite rosse, eccetera, eccetera; io le ricordo che le cooperative di tipo B sono quelle che fanno anche degli inserimenti lavorativi di persone che sono in difficoltà, svantaggiate, quindi io credo che dire che siano caritatevoli - e mi sembra che lei utilizzi quest'aggettivo in un'accezione polemica e negativa - non sia molto corretto, perché sappiamo di che cosa si occupano queste cooperative e più volte abbiamo detto che questi enti che fanno capo al terzo settore sono importanti e senza di questi credo che tante cose non verrebbero realizzate.

Al di là di questo, come dicevo, condividiamo lo spirito dell'ordine del giorno ed è anche importante, secondo noi - e lo dirò anche dopo, ma anticipo così poi faremo più in fretta alla fine -, fare delle verifiche sugli occupanti stessi di questi alloggi. In particolare io mi riferisco al fatto che - e lo sappiamo - ci sono delle situazioni per cui questi alloggi sono stati assegnati tantissimo tempo fa a famiglie che ne avevano obiettivamente tutti i diritti, ma che nel tempo hanno modificato il loro stesso assetto. Ci sono degli alloggi molto grandi che sono stati assegnati a famiglie che un tempo erano composte da cinque persone, perché così era quella famiglia, oggi magari c'è una signora vedova da sola in un alloggio di tanti metri quadri; questo non vuol dire che bisogna mandare via le persone, bisogna trovare delle soluzioni abitative, ma bisogna anche rivedere. La stessa cosa, secondo me, dovrebbe essere quella che va a vedere il reddito delle persone che hanno ottenuto ai tempi un'assegnazione, perché il mondo cambia. Non vorrei che per qualcuno l'alloggio di edilizia popolare diventasse una sorta di usucapione, perché non può essere così.

Votiamo quindi quest'ordine del giorno, diremo qualche cosa in più anche quando presenteremo quello che abbiamo depositato, che va in sostanza nella stessa direzione, come dicevo, forse con un'articolazione e una strutturazione più articolata.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, pongo al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 13

Maggioranza: 17

Favorevoli: 13

Astenuti: 19 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 3 del gruppo Autonomisti di Centro. Ha chiesto la parola per l'illustrazione il collega Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (ADC) -Torniamo con quest'ordine del giorno su un tema che ha visto ampie e grandi discussioni nella scorsa legislatura proprio anche con l'assessore Grosjacques, quindi il tema della legge sullo sport, il nuovo disegno di legge che vada ad aggiornare la legge regionale 3/2024. Come ben evidenziato dall'Assessore in diverse occasioni, ma da diversi interventi in Consiglio regionale, lo sport è un elemento fondamentale per lo sviluppo della nostra Regione, è un'attività fondamentale per i giovani valdostaniin primis, oserei dire, ma anche come motore di turismo, una serie di eventi nazionali e internazionali, giovanili esenior, che negli ultimi anni sono stati organizzati grazie al lavoro dell'Assessore e della Giunta regionale proprio sul nostro territorio hanno attratto sicuramente numerosi visitatori, ne siamo pienamente convinti e pienamente consapevoli.

Quello di cui non siamo convinti è che sia corretto continuare a lavorare con delle leggi spot, quindi delle leggi che vadano a prevedere dei finanziamenti in base esclusivamente agli eventi che ci vengono proposti di sei mesi in sei mesi, spesso e volentieri ci vengono anche proposte queste leggi di fretta e furia e quindi non ci permettono di fare una valutazione a 360 gradi di quello che può essere il settore sport per la nostra Regione e quindi quella che può essere vista come una programmazione sportiva, quindi anche dal punto di vista turistica almeno biennale o triennale.

Quello che chiediamo è di andare a rimettere mano alla legge 3/2004, riprevedere i contributi ordinari per gli sport invernali, andare a riattivare… e l'Assessore lo sa che sono molto sensibile agli sport tradizionali, perché credo che curino un aspetto che è importantissimo: quello anche culturale, che potrebbe anche, da un certo punto di vista, coinvolgere l'assessore Lavevaz viste le nuove deleghe e le nuove denominazioni degli Assessorati, ma anche e soprattutto andare a rivedere le sponsorizzazioni.

Nella precedente legislatura il gruppo Rassemblement Valdôtain ci ricordava spesso la necessità di andare a rivedere questi parametri, la necessità di andare a rivedere questa legge nel suo insieme, ovviamente oltre al cuore pulsante della mia presentazione, quindi la possibilità di avere una programmazione sulle manifestazioni sportive. Questo è un tema che ci ha visti molto attivi grazie alla collaborazione anche del consigliere Di Marco, che nella scorsa legislatura ha più volte ricordato la necessità di andare ad agire su questo testo. Noi crediamo quindi che con quest'ordine del giorno non facciamo null'altro che continuare quell'azione che avevamo avviato e chiediamo alla Giunta regionale, quindi all'Assessore competente, di approvare questo testo entro il 31 marzo 2026 per dare certezze, concretezze e soprattutto per dare una prospettiva al mondo dello sport.

Presidente -La parola al collega Grosjacques.

Grosjacques (UV) -Grazie Presidente e grazie anche alle premesse del collega Carrel con il quale nella passata legislatura abbiamo lavorato su parecchie attività, su parecchi eventi sportivi di grande richiamo per la nostra Regione, che lui ha puntualmente sottolineato come importanti per l'attività turistica della nostra Regione. A proposito della legge 3, poi farò una distinzione tra quello che è coperto dalla legge 3 e quello che invece è coperto dalla legge 6/2001, che non si sovrappongono ma vanno in alcuni casi a intervenire sulle stesse tipologie.

Per quel che riguarda la legge 3, gli uffici dell'Assessorato stanno lavorando alla legge di manutenzione della legge 3/2004 relativa agli interventi a favore dello sport, una norma che, è bene precisarlo, nella versione vigente fornisce già tutte le risposte alle esigenze di molte realtà del mondo sportivo, ad esempio, i contributi per l'attività federale ordinaria, per l'attività agonistica di rilievo nazionale, per l'attività svolta dagli enti di promozione sportiva e dal CAI per il merito sportivo a favore di società e associazioni in relazione ai risultati agonistici di elevato livello nazionale o internazionale dei propri atleti, i contributi per la realizzazione di manifestazioni sportive di particolare rilievo turistico sportivo sul territorio regionale e la sponsorizzazione degli atleti emergenti da distinguere rispetto ai contratti promo pubblicitari che abbiamo invece attivato con gli atleti di punta dei nostri sport invernali.

Il lavoro di aggiornamento è in corso e mira a rendere la legge ancora più rispondente alle nuove e nel frattempo mutate esigenze del territorio sia mediante la previsione di ulteriori e specifiche provvidenze, sia mediante l'ampliamento delle attuali e, a mero titolo esemplificativo, voglio citare il sostegno delle spese di affitto di impianti sportivi e nuove fattispecie di spese ammesse per eventi organizzati dagli enti di promozione sportive, sia per mezzo di una maggiore valorizzazione del ruolo della Consulta regionale per lo sport, così come della sezione valdostana del Comitato Italiano Paraolimpico e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il CONI. In ogni caso, come le ho detto, tutte le richieste al momento di sostegno delle varie manifestazioni sportive organizzate sul territorio hanno avuto piena e direi soddisfacente risposta alle loro richieste.

Non appena la bozza di disegno di legge sarà ultimata, verrà sottoposta all'attenzione dapprima del Comitato ristretto della Consulta per lo sport che è stato ricostituito, voglio ricordarlo, siccome siamo nel nuovo quadriennio olimpico, solo nella metà di novembre, mentre invece la Consulta dello sport, che riceverà successivamente la bozza, è stata ricostituita il 28 di luglio, perché, purtroppo, senza attribuire ovviamente responsabilità a nessuno, le Federazioni sono moltissime e ci abbiamo messo quasi cinque mesi per poter ottenere da tutte le Federazioni i nominativi dei delegati, per cui nel frattempo siamo andati, come lei ben sa, in ordinaria amministrazione e non abbiamo potuto provvedere a proseguire nel lavoro di confronto sulla norma.

Una volta ultimati i passaggi che le ho citato, il disegno di legge potrà essere scaricato dalla Giunta regionale e avviare il proprio percorso legislativo nelle competenti Commissioni. In ogni caso la tempistica, visto proprio il numero importante dei portatori di interesse, in questo momento non è direttamente specificabile e fissabile, per cui le chiedo di ritirare l'ordine del giorno con l'impegno, ovviamente, dato il lavoro che è quasi completato, di portare all'attenzione di questo Consiglio, quindi delle Commissioni e poi del Consiglio, nel più breve tempo possibile, fatti salvi ovviamente i confronti che dovranno essere effettuati e che ovviamente potranno anche dare degli spunti importanti che saranno certamente presi in considerazione.

Per quanto riguarda i grandi eventi sportivi che hanno un'importanza dal punto di vista promo pubblicitario, e faccio gli esempi del Giro d'Italia e delle Coppe del mondo di sci che abbiamo organizzato in questo 2025, che speriamo di poter calendarizzare anche negli anni successivi, questi non vengono disciplinati dalla legge 3/2004 proprio perché non si tratta di una mera erogazione di un contributo a sostegno delle spese, ma dalla legge regionale 6/2001 attraverso un contratto di servizi promo pubblicitari che vengono fatti attraverso la piattaforma con degli operatori di settore, nel caso specifico del Giro d'Italia RCS Sport piuttosto che con i comitati organizzatori delle gare di sci alpino.

Sugli sport tradizionali, per chiudere, la Federazione Esport de Nohtra Téra, che raggruppa gli sport tradizionali sui quali abbiamo posto da alcuni anni grande attenzione e lei lo sa perché c'è stato un provvedimento nel bilancio 2024, che ha elevato il contributo alla FENT da 95 mila a 150 mila proprio in relazione all'implementazione dell'attività e all'attenzione che questi sport, anche se sono sport di nicchia, meritano nella nostra programmazione.

Proprio per tutti questi motivi, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno con l'impegno, ovviamente, di continuare a lavorare e aprire, nel più breve tempo possibile, il confronto con il Comitato ristretto della Consulta e poi con la Consulta tutta intera.

Presidente -La parola al consigliere Torrione.

Torrione (AVS) -Intervengo rapidamente solo per ringraziare sia il consigliere Carrel che l'Assessore rispetto a un tema che ovviamente ormai da vecchio ed ex sportivo mi interessa molto.

L'unica precisazione che volevo fare è che ovviamente sono d'accordo con quanto è stato detto, cioè che non vengano fatte cose aspot, ma in maniera più sistematica, mi sembra che la risposta dell'Assessore sia comunque abbastanza in questa linea.

Quello che mi ha fatto anche piacere è che siano state citate le associazioni di promozione sportiva e anche il CAI, che toccano quella parte di sport, io fondamentalmente sono un agonista proprio di quelli sfegatati, però riconosco che soprattutto per i giovani lo sport fatto anche a livello amatoriale abbia un'importanza notevolissima. L'attenzione quindi verso anche lo sport amatoriale deve essere riconosciuta.

Proprio comeflashso che magari non è nel tema, però, collegato allo sport, c'è una questione che è delicatissima: quella delle palestre nelle quali si fanno sport e ad Aosta in particolare la carenza è strutturale e abbastanza drammatica, ci sono società sportive che non riescono e hanno dovuto ridurre il numero di allenamenti delle proprie squadre perché non hanno una palestra dove poter fare l'attività sportiva. So che è un tema che avete, come si suol dire, attenzionato però mi piaceva ricordarlo ulteriormente.

Presidente -Ci sono altri interventi? La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) -Assessore, ricordo molto bene quella delibera perché ne avevamo anche discusso e credo sia stata una delibera che andava appunto nella direzione che auspicavo nelle premesse.

Io credo però sia fondamentale oggi avere dei tempi certi su cui discutere questa nuova legge e glielo dico perché questa è stata una battaglia che anche dalla maggioranza abbiamo portato avanti, tant'è che ho qui l'intervento del collega Di Marco, tenutosi proprio in quest'aula il 22 di luglio del 2025, dove le ricordava che nella seduta consiliare del 5 novembre 2024 ha definito il disegno di legge: quello della nuova disciplina degli interventi a favore dello sport in dirittura d'arrivo.

Il 26 febbraio 2025, sempre lei, Assessore, ha affermato che - e cito testualmente -: "Dopo una lunga e penosa malattia abbiamo chiuso un testo e quindi nelle prossime settimane lo metteremo a disposizione prima di mandarlo all'Ufficio legislativo e scaricarlo poi in Giunta". È passato più di un anno e stiamo ancora lavorando, perché la risposta che lei ci ha dato oggi è: "Stiamo ancora lavorando".

Io credo che uno degli aspetti positivi - poi le scelte ormai sono state fatte e va benissimo così - della Giunta Testolin di questa legislatura sia di dare continuità in determinati Assessorati. Credo che la continuità ci possa e ci debba permettere, per questi temi, di non dirci che stiamo ancora lavorando, ma che abbiamo il testo pronto, perché capisco i colleghi che stanno avviando la loro attività amministrativa in determinati Assessorati e ne comprendo le difficoltà, perché è successo anche a me, ho avuto questo onore, ma è sicuramente difficile trovare degli equilibri nuovi in un determinato momento di inizio legislatura, ma credo altrettanto che, laddove vi è la continuità, invece questa debba essere un valore aggiunto.

Sulla legge dello sport avevamo delle rassicurazioni quando eravamo in maggioranza, abbiamo preso degli impegni prima della fine della legislatura, purtroppo non sono stati rispettati, chiediamo scusa a tutti coloro con cui abbiamo preso questo tipo di impegni, ma continuiamo a lavorare e a chiedere a lei e a questa nuova maggioranza di prendere a cuore questo tema e di andare a stilare questa nuova disciplina degli interventi a favore dello sport di cui abbiamo estremamente necessità per fare programmazione e per dare un nuovo slancio allo sport in Valle d'Aosta.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, apro la votazione. La votazione è aperta.

Invito i colleghi a esprimersi. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 13

Maggioranza: 17

Favorevoli: 13

Astenuti: 19 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 4 dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e Renaissance. Ha chiesto la parola per la presentazione il collega Bellora, ne ha facoltà.

Bellora (LEGA VDA) -Se c'è una cosa che credo di aver iniziato a capire di questa votazione del bilancio - come tutti voi sapete, io sono nuovo di quest'Assemblea -, è che il gioco degli ordini del giorno consiste nel fatto che la minoranza ne propone uno, la maggioranza gli dice: "o lo ritirate o ci asteniamo" e poi alla fine ci si astiene, quindi mi pare che, almeno per quello che ho visto, lo schema sia questo, poi ovviamente essere smentiti è sempre un piacere, ma temo che sarà difficile che io lo sia.

Mi verrebbe da dire che la soluzione, o comunque un tentativo di uscire da questa tematica, da questo meccanismo che mi pare abbastanza inesorabile, sia quella di fare le proposte forse ragionevoli, ma soprattutto delle proposte che non comportino un eccessivo impegno o vincolo per la maggioranza, mi verrebbe quasi da dire, forse è l'ora tarda, permettetemi di scherzarci un attimo, delle proposte che fanno fine e non impegnano. Questa proposta non fa fine perché affronta un problema molto serio e molto delicato e impegna perché si chiede di impegnare appunto l'Assessore competente a convocare e a istituire un tavolo, quindi mi rendo conto di viaggiare a passo forzato verso una bocciatura, ma, siccome è un argomento nel quale crediamo, e soprattutto è un argomento che crediamo sia importante alla luce anche di ciò che sta vivendo la nostra società, io lo propongo, lo caldeggio e lo sostengo.

Il problema di fronte al quale noi ci troviamo e al quale quest'ordine del giorno tenta non di porre rimedio, perché sarebbe un'impresa titanica, ma anche solo di creare dei correttivi è evidentemente quello della povertà e dell'indebitamento. I dati sono impietosi, alcuni li abbiamo scritti nelle premesse del nostro ordine del giorno, la gente è spaventosamente indebitata, addirittura un Valdostano medio impiegherebbe circa 15 stipendi per azzerare un mutuo e prestiti, quindi quasi una situazione davvero insostenibile; tra l'altro, tutto questo porta verso vie d'uscita che, purtroppo, per ragioni professionali, conosco bene per essermene occupato in passato, come appunto l'usura e realtà che comunque comportano una situazione di grande debolezza per le persone, perché poi alla fine si sente parlare, perché ogni epoca ha le parole che vanno di moda, la nostra epoca ha delle parole che vanno di moda, che sono solidarietà, pluralismo, inclusione, nessuno deve essere lasciato indietro, tutte queste belle parole con le quali ci riempiamo la bocca e nel contempo ci laviamo la coscienza, per poi forse, quando si tratta di prendere delle iniziative concrete e di ragionare su degli interventi che possano permettere di trasformare queste parole trite e ritrite in realtà pratiche, ecco che il passaggio diventa molto più tortuoso e molto più difficile da percorrere, anche perché l'indipendenza economica è una garanzia di libertà e nulla e nessuno è più ricattabile di chi è in una posizione di debolezza economica. Anche questo è un argomento che si sente spessissimo ripetere, specie da sinistra, sulla parità di genere, si dice che le donne sono libere nel momento in cui sono indipendenti economicamente, ma questo è un principio generale che vale per tutti ed evidentemente le persone più sono povere e meno hanno la possibilità di sentirsi libere e di avere la possibilità di fare delle scelte. Ecco perché credo che un'iniziativa di questo tipo - che, tra l'altro, non è neanche un'iniziativa particolarmente cogente o stringente, ma è un'iniziativa che comporta un impegno che però mi sembra un impegno serio e importante - credo possa essere appoggiata anche da questa maggioranza, cioè istituire un tavolo di lavoro che comprenda tutta una serie di protagonisti della società - sono elencati nell'ordine del giorno, quindi non sto a ripeterli - per tentare di trovare dei rimedi, o comunque quanto meno di mettere sul campo questo problema e cercare di arrivare a una soluzione.

Presidente -Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) -Ringrazio il collega Bellora per aver messo in campo un ordine del giorno su questo che certamente è un problema serio, che impegna, ma impegna nella misura in cui non si stia facendo niente. Siccome si sta facendo qualcosa, le illustro quali sono le cose che si stanno mettendo in campo.

Due riflessioni me le deve dare rispetto alle premesse, dove correttamente si fa riferimento ai dati ISTAT e CRIF riportati su "Il Sole 24Ore", sulla base dei quali si dice che un Valdostano medio impiegherebbe circa quindici stipendi per azzerare i mutui e i prestiti, meno rispetto alla media nazionale, che è diciassette. Le premesse continuano citando il fatto che l'indebitamento medio è cresciuto rispetto al 2023 da 17 a 30 mila euro pro capite. È un dato sul quale bisogna davvero capire molto meglio da dove arrivano queste riflessioni e questo senza che venga esplicitato e riportato nulla per sostenere la proposta contenuta nell'ordine del giorno. Le faccio una domanda: non pensate che sia possibile che l'indebitamento medio in Valle d'Aosta possa essere la conseguenza delle misure adottate sui fondi di rotazione nel periodo di inattività per mancanza di fondi? C'è stato un forte rallentamento, i mutui casa infatti non sono stati concessi per mancanza di risorse negli anni 2020-2021 e sono stati riattivati nel secondo semestre 2022 con la concessione di 185 milioni di euro dal luglio 2022 ad oggi. Tra l'altro, per quanto concerne i mutui casa erogati alle famiglie tramite Finaosta, non si rilevano grandi criticità in quanto i casi di sofferenza e insolvenza sono decisamente in riduzione rispetto al passato, quindi in apparente contrasto con i dati riportati nella premessa dell'ordine del giorno. Ovviamente Finaosta è un campione della realtà, la tematica del monitoraggio del sovraindebitamento è una tematica estremamente delicata e l'organismo OCC in qualche modo, ai sensi della legge 3/2027, si chiama Organismo di Composizione della Crisi, ha la funzione di assistere il debitore nella ristrutturazione dei debiti e conseguentemente soddisfazione dei crediti.

In Valle d'Aosta risultano accreditati presso l'elenco del Ministero tre organismi di composizione della crisi:

- l'OCC ISCOS n. 242, che gestisce le pratiche per chi risiede o ha sede nel circondario del Tribunale di Aosta e offre supporto e informazioni;

- l'OCC sportello di orientamento sociale, un altro organismo attivo collegato anche ai servizi sociali del Comune, e qui si sta facendo un gran lavoro;

- l'OCC per i diritti del debitore.

La Chambre Valdôtaine non ha un OCC, ma gestisce le procedure relative alla composizione negoziata della crisi d'impresa ai sensi del Codice della crisi d'impresa, decreto legislativo 14/2019.

A questo proposito si è inteso che l'ordine del giorno fosse destinato solo alle persone fisiche e non alle imprese, in realtà non è chiaro il significato dell'espressione riportata nell'ordine del giorno in capo all'istituendo tavolo di lavoro - lei siede da poco tempo in questo Consiglio e di tavoli di lavoro ce ne sono una marea - di predisporre ogni soluzione utile. Si sta lavorando in modo deciso nei tre ambiti di cui le ho parlato e che oggi non possa essere individuata dall'OCC… non è chiaro il motivo per cui nel tavolo dovrebbe partecipare La Chambre.

Aggiungo un altro pezzo: da qualche settimana mi sono confrontato con Finaosta e stiamo lavorando per determinare la rinegoziazione delle sofferenze anche dei mutui Finaosta, che per ora non sono possibili, quindi questo è uno degli elementi in cui tutti gli attori stanno lavorando nella direzione, ma ho la sensazione che il dato vada in qualche modo approfondito.

Per questo siamo comunque impegnati in questa direzione e per questo, per quanto le ho palesato, la invito a ritirare l'ordine del giorno, altrimenti la maggioranza si asterrà.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Bellora, ne ha facoltà.

Bellora (LEGA VDA) -È sempre bello sentirsi dire: "Ci sono tante cose, ci sono tante iniziative, i tavoli servono a poco", ma allora voglio dire… Secondo me, se anche ci sono state tante iniziative, io qualche dubbietto ce l'ho, ma me lo tengo, il fatto di metterne in piedi un'altra, vista la situazione grave che stiamo vivendo, non mi sembrerebbe male.

Sento dire che non si rilevano grandi criticità sul punto, beh, oddio, magari non siamo tanto d'accordo su questo, Assessore, perché le criticità sul punto sono serie, le associazioni di categoria, ma anche i commercialisti ci segnalano delle situazioni molto gravi e io credo che il discorso della criticità forse vada un po' rivisto.

Vede, Assessore, lei mi dice che io sono da troppo poco tempo in questo Consiglio, io la ringrazio, ma io temo che invece lei qui dentro ci sia un po' da troppo, quindi forse ha perso di vista quello che succede qua fuori, perché a me i toni paternalistici non i sono mai piaciuti, quindi non mi piacciono neanche questi. Si guardi fuori, vada in mezzo alla gente, perché forse non le è molto chiaro quello che succede qui fuori. Sì, io forse sono da poco, anzi, sicuramente sono qui da poco, però forse il fatto di essere qui da poco mi dà la possibilità di vedere e di confrontarmi con una realtà dalla quale mi sembra che lei sia un pochino lontano. Io mi occupo, come sa, di giustizia, non di giustizia civile, non di diritto fallimentare o diritto commerciale, io mi occupo di diritto penale, però la Valle d'Aosta è piccola, il Palazzo di giustizia è piccolo, il Tribunale è uno solo e quindi, bene o male, con i colleghi che fanno civile, con i colleghi che fanno commerciale capita di parlare e, mi creda, la situazione non è quella che lei descrive. Se le capita di dare un'occhiata a queste istituzioni, forse si renderà conto che non ho torto.

Presidente -Ci sono altri interventi? Se non ce ne sono, pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta, invito i colleghi a votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora al quarto ordine del giorno del gruppo AVS. Ha chiesto la parola per l'illustrazione la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Nella parte del DEFR relativa all'Assessorato dello sviluppo economico a pagina 104 si afferma che nel settore industriale saranno sviluppate le direttrici definite dal nuovo piano di sviluppo industriale della Valle d'Aosta, al fine di potenziare le filiere produttive esistenti e lo sviluppo di nuovi progetti innovativi di investimento.

Abbiamo poi esaminato anche questo piano di sviluppo industriale, lo abbiamo visto, tra l'altro, rileviamo che di Cogne, che è poi l'oggetto di quest'ordine del giorno, nel piano non si parla e noi riteniamo che, per quanto riguarda le filiere produttive esistenti, sia particolarmente rilevante il ruolo della Cogne Acciai Speciali, che, come dicevo stamattina, è la principale azienda sotto il profilo occupazionale e sotto l'aspetto economico perché è la principale esportatrice di prodotti. L'azienda, lo sappiamo, ha dovuto ricorrere quest'anno a dei periodi di cassa integrazione, anche, ma non soltanto, in relazione ai dazi che sono stati imposti da Trump e ci sono comunque delle difficoltà.

Inoltre - e questa è una cosa che è nota - l'azienda deve affrontare il problema della decarbonizzazione complessiva delle sue attività produttive visto che al momento utilizza soprattutto dei combustibili fossili, anche se sappiamo che ha un piano di interventi per andare in un'altra direzione. Per raggiungere la decarbonizzazione, è sicuramente necessario l'uso esteso dell'idrogeno verde, che abbiamo più volte ricordato anche in quest'aula durante la scorsa legislatura e diventa rilevante il ruolo della Regione nelle azioni che vengono fatte per favorire la realizzazione delle infrastrutture a ridosso dello stabilimento in grado di produrre e di distribuire idrogeno.

L'ordine del giorno quindi chiede al Consiglio regionale di impegnare il Governo per svolgere una costante e puntuale azione di monitoraggio sull'attività della Cogne Acciai Speciali e a definire, in accordo con la CAS, un programma di interventi a supporto del suo progetto di decarbonizzazione, in particolare attraverso l'utilizzo dell'idrogeno.

Presidente -L'ordine del giorno è stato illustrato. La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -Ha citato il piano industriale dicendo che non tratta il tema della siderurgia e della Cogne. C'è una linea direttrice che è il rafforzamento delle filiere della metallurgia e siderurgia attraverso integrazioni verticali, sinergie strategiche, la 7, che dice che c'è un'impresaleaderdi riferimento per il settore produttivo valdostano, la produzione di acciaio inossidabile impiega oltre 1.900 dipendenti, ed è esattamente la Cogne; magari non ha avuto modo di leggerla con attenzione. Al di là di questo, il lavoro che facciamo è esattamente… anzi, si fa anche un po' di più di quello che è indicato nella mozione. L'ultimo incontro è di ieri mattina con lagovernancedella Cogne proprio per mantenere uno stretto contatto su una situazione evidentemente che deve vedere anche il Governo regionale impegnato nella valutazione degli effetti di una serie di politiche che nel tempo hanno indebolito sicuramente un settore industriale importante a livello europeo che ha delle ricadute anche sulla CAS in quest'ultimo periodo, una crisi che parte con le difficoltà che ci sono sull'automotive, l'abbiamo già detto in altre occasioni, e che poi è stata ancor più implementata dalle scelte che si sono verificate in quest'ultimo periodo, soprattutto con l'imposizione dei dazi che creano problemi per la vendita sul mercato americano, ma creano una doppia difficoltà, perché evidentemente poi chi non vende su quei mercati si ritrova a vendere in maniera maggiore sul mercato europeo.

In più tutti sappiamo che il mercato indiano, la produzione del settore metallurgico e siderurgico indiano, non sconta sicuramente tutta una serie di problematiche che devono superare le industrie, quanto meno quelle europee e non vuol dire che dobbiamo adattarci a sistemi produttivi che non tengano conto di tutta una serie di aspetti, compresi quelli ambientali, e i temi che riguardano anche l'organizzazione del lavoro e l'attenzione per i lavoratori, però comunque tutto questo incide in maniera pesante ed è proprio per questo che l'abbiamo inserito come filiera strategica che poniamo molta attenzione alle attività della Cogne.

Quello siderurgico è uno dei settori che ha maggiore difficoltà a decarbonizzare, lo sanno tutti, perché le attuali tecnologie sono ancora in grossa difficoltà a sostituire una serie di organizzazioni a livello produttivo ed è per questo che stiamo sviluppando anche noi, per quello che è di nostra competenza, attività di ricerca che possono essere di aiuto ad andare in questa direzione.

Abbiamo tenuto fortemente conto dell'attività della Cogne nella realizzazione del PEAR dove è stata interessata come uno dei principalistakeholdere proprio per questo ci sono iniziative che si sono sviluppate, le vorrei ricordare quella con la Telcha che ci ha portato ad avere un progetto di recupero dei cascami termici dellostabilimento siderurgico nella centrale di teleriscaldamento della città di Aosta, che ad oggi evita circa 11.400 tonnellate di emissione di CO2 in atmosfera.

Poi potremmo citare anche altri progetti, c'è quello del PNRR che è stato citato, che contribuirà a un primo progetto di importante inserimento nel processo produttivo e contribuirà a sostituire i combustibili fossili in uno dei settanta forni industriali.

È importante citare il fatto che la CAS ha un bilancio di sostenibilità che prevede specificazioni mirate alla decarbonizzazione, è altresì pubblicato il suo piano di decarbonizzazione, che evidentemente ha tenuto fortissimamente conto degli obiettivi che deve raggiungere in base agli scenari che sono stati definiti dalle politiche di indirizzo sia a livello mondiale che europeo e nel suo piano di sostenibilità la riduzione delle emissioni da qui al 2035 è prevista al 45% rispetto al 2022. L'azienda lavora su alcuni pilastri: l'utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, l'upgradetecnologico e le ottimizzazioni dei processi, la decarbonizzazione della catena del calore, la compensazione delle emissioni residue. Proprio per questo ha firmato un protocollo d'intesa con CVA nel dicembre 2024, che prevede da un lato la diagnosi energetica del sito e degli edifici, gli interventi mirati per l'efficientamento e la riqualificazione impiantistica e l'attivazione di un contratto PPA per approvvigionarsi a medio e lungo termine con energia al 100% rinnovabile. Tra le iniziative fatte direttamente noi abbiamo messo a disposizione di tutte le imprese valdostane un piano per l'efficientamento energetico, ovviamente non possiamo elencare le imprese per nome e cognome, ma è messo a disposizione in piena trasparenza questo bando per l'efficientamento energetico anche della Cogne.

È bene ricordare che, essendo una grande industria, può utilizzare le risorse pubbliche ai sensi del GBER che regolamenta, ai sensi delle direttive europee, l'utilizzo appunto delle risorse a disposizione degli impianti.

Infine c'è un lavoro che nel 2026 sicuramente riuscirà ad andare alla sua realizzazione, l'azienda aveva chiesto maggiore tempo per completarlo, è un accordo che abbiamo preso insieme a VDA Structure e a CAS per la demolizione del forno fusorio, cosiddetto "UHP", che prevede, oltre a una riconversione e anche a un miglioramento di tipo paesaggistico, un abbattimento di una parte di stabilimento che migliorerà anche in questo senso la gestione del sito.

Il lavoro che si fa quindi è esattamente quello che viene indicato e lo continueremo a portare avanti. Nell'incontro di ieri mattina ci è stato spiegato come nel primo trimestre 2026 ci saranno ancora alcune difficoltà, si è in attesa che la Comunità europea assuma definitivamente le posizioni che deve assumere a salvaguardia del settore industriale, in particolare di quello siderurgico, cercando di contenere con l'imposizione di dazi che possono aiutare le industrie europee in questo campo a riprendere volume di affari e produzione. Quello che ci si aspetta è un miglioramento della situazione generale a partire dal secondo trimestre.

È importante ricordare che comunque sono state trasformate a tempo indeterminato quarantacinque posizioni nel corso dell'ultimo anno e questo comunque rimane un impegno forte che l'azienda vuole mantenere sia per mantenere l'occupazione che per migliorare i processi produttivi.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) -Riguardo a quest'ordine del giorno, punto primo, conveniamo anche noi - e l'ho sentito anche dire dall'Assessore - che chiaramente uno dei più grossi problemi che il nostro continente dovrà affrontare, l'Europa dovrà affrontare, dazi o non dazi, è il problema della deindustrializzazione di tutto il territorio europeo. Chiunque può capire che un continente deindustrializzato crea un sacco di problemi, prima di tutto lavorativi, poi ciò non significa che non conosciamo i danni anche dell'industrializzazione, per la carità, i danni ambientali, anche questi, ma vanno in qualche modo limitati e questo, ad esempio, l'utilizzo dell'idrogeno, che è considerato un settore che viene definitohard to abate, difficile da abbattere, sulle emissioni, quindi l'idrogeno è un vettore fondamentale per questo tipo di transizione. Chiaramente in Europa ci sono vari modi per mantenere un'industria attiva, uno di questi è investire sull'industria bellica ad esempio, molti Paesi lo stanno già facendo, la Germania lo sta facendo ad esempio.

Un altro tema è quello dei motori termici nel 2035, ci sono novità anche su questo, la Lega ha sempre fatto delle battaglie per dire: "Guardate che è una stupidaggine colossale", adesso ci arrivano tutti, ma su questo ci sarà anche un altro intervento in merito.

Veniamo alla Valle d'Aosta, che non è che sia un posto che può prescindere dalle dinamiche globali ovviamente, sappiamo quanta importanza abbia la Cogne a livello sia storico sia di tipo occupazionale, quindi conveniamo.

L'impegnativa dice al punto 1: "Svolge una costante e puntuale azione di monitoraggio", siamo d'accordo. È chiaro che pensiamo che l'Ente regionale debba trovare tutti i modi, ancorché ho il dubbio che ce ne siano in questo caso, perché sono dinamiche grosse, sarebbe bello potersi muovere, io spero che voi lo facciate, che abbiate interlocuzioni, ce ne ha parlato di alcune, il problema è che con un'industria privata poi è ben difficile per una Regione muoversi, servono incentivi, servono movimenti a livello più ampio, quindi io non so esattamente cosa si possa fare, ma tutto quello che si può fare, siamo per una volta d'accordo con la collega Minelli su questo tema.

Sul secondo punto, veniamo qui al tema idrogeno, l'ho già detto, è un campo dove l'idrogeno viene usato come fonte principale, dove ha un futuro, una possibilità di sviluppo, però, come sapete, noi, come Lega, siamo stati praticamente i primi a intestarci questo tema, a portarlo fin da cinque anni fa sul tavolo, perché ne abbiamo colto le potenzialità, potenzialità non significa che per forza si sviluppi al 100%, è un settore nuovo, ne conosciamo anche le problematiche. Quello che però noi abbiamo sempre sottolineato è che, al di là del tema della CO2 e di quanto può essere risparmiato con l'idrogeno, perché è chiaro che con l'elettrico risparmi di più perché da 100 recuperi quasi 100 e con l'idrogeno recuperi 30, il problema è… e il vantaggio dell'idrogeno è, fatto sul territorio valdostano, portare dell'occupazione, portare dell'industria, quindi abbiamo sempre visto in maniera favorevole gli investimenti che verranno fatti sulla zona di Châtillon e speriamo che verrà portato avanti tutto, perché, tra l'altro, Châtillon è una zona tradizionalmente industriale che, una volta persa questa vocazione industriale, si trova praticamente depauperata e depopolata.

Vanno benissimo quindi gli interventi, ne siamo sempre stati fautori, quindi voteremo questo ordine del giorno, però non siamo d'accordo con quanto ha detto la Minelli prima, se ho inteso correttamente, perché si è detto: "Ah, sviluppiamo l'idrogeno, allora lo facciamo ad Aosta perché può funzionare sulla Cogne invece che a Châtillon perché sul trasporto pubblico locale non funziona". Noi non siamo per scegliere uno o l'altro, assolutamente.

Sulla questione trasporto locale ritorniamo allo stesso tema, se anche CVA, se anche un investimento pubblico non ha una resa massima su quello ma ti produce occupazione e sviluppo, noi diciamo: ben venga, evviva Dio, perché non è tutto da contabilizzare al millimetro quando si parla di sviluppi del territorio. Non deve essere per noi: "Sì ad Aosta, no, non li facciamo più su Châtillon", assolutamente no, ci pare un ragionamento assolutamente sbagliato.

Voteremo quindi quest'ordine del giorno con i distinguo che abbiamo fatto in questo caso.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Sono emerse varie cose, sia dall'intervento dell'Assessore, ma anche da quello del collega Perron riguardo in particolare all'ultima parte. Ho citato il piano industriale e confesso, Assessore, di averlo visto soltanto una settimana-dieci giorni fa, è stato scaricato, se non sbaglio, quest'estate e io non lo avevo letto per intero, però da una rapida ricerca, forse mi sono anche espressa male, questo è un piano industriale per il futuro. Si parla della CAS come di società, che è la più importante società nell'ambito della siderurgia, però poi le linee che si tracciano… almeno nella parte che sono riuscita a leggere, è un piano di 150 pagine, poi ci sono anche vari allegati e non sono riuscita a vederlo tutto, però quest'aspetto, da una ricerca fatta anche per blocchi, io non sono riuscita a vederlo, ma andrò a leggerlo con maggiore attenzione.

Sicuramente noi siamo a conoscenza del fatto che c'è un piano di CAS, lo dicevo anche prima nell'illustrazione, c'è la relazione di sostenibilità, sono previste delle azioni, ma che non sono nemmeno tutte nuove. Già da tempo, per esempio, per quello che riguarda le emissioni, grazie all'introduzione di particolari dispositivi, filtri, eccetera, sappiamo che delle azioni sono state fatte e sono state giudicate positivamente.

L'ordine del giorno chiedeva una cosa precisa, cioè questa costante e puntuale azione di monitoraggio sull'attività della Cogne.

Ora, ci rendiamo conto che, anche da quello che lei ha appena detto, voi vi raccordiate in maniera regolare con la CAS, forse lo fate di più di quello che fate con CVA, nonostante CAS sia privata e CVA sia totalmente pubblica, ma è una cosa positiva.

Quando però io chiedevo di svolgere una costante e puntuale azione di monitoraggio, e forse dovevo esplicitarlo meglio, era anche un'azione che venisse in qualche modo restituita almeno alle Commissioni competenti.

La seconda cosa che riguarda la definizione di un programma di intervento sul processo di decarbonizzazione, e ho citato non a caso in particolare attraverso l'utilizzo dell'idrogeno, è proprio su questo, perché tutte le cose che lei ha citato, e che sono importanti, anche per esempio la questione entro il 2026 del forno UHP che verrà dismesso vanno tutte nella direzione di migliorare la situazione… però ilfocusera proprio sulla questione dell'idrogeno.

Mi spiace deludere in qualche modo il collega Perron ma, come dicevo nell'intervento in discussione generale, noi crediamo invece proprio che, visto che al momento, come scrive anche il DEFR a chiare lettere, non è possibile pensare all'utilizzo dell'idrogeno per il TPL perché ci sono varie questioni, gli autobus che potrebbero essere utilizzati qui non sono quelli che in questo momento sono sul commercio, ci sono problemi di altro tipo… l'obiettivo viene traslato in avanti.

Ora, lei dice: "A noi interessa che si facciano comunque delle attività che aumentino la possibilità di avere posti di lavoro"; io credo che una questione di favorire l'occupazione però fine a se stessa non sia una strategia molto corretta. Poi tutti sappiamo che c'è bisogno di avere dei posti di lavoro, ma questo va in un'ottica assistenzialista, che non credo sia quella che ci vuole. Si possono pensare altre cose e possibilità di creare dei posti di lavoro ce ne sono, so che non siamo sulla stessa lunghezza d'onda, ma, nell'ambito di progetti che siano di valorizzazione di un certo tipo di turismo sostenibile, le posso assicurare che si possono creare grandi opportunità di lavoro e che hanno uno scopo che non è soltanto quello di creare appunto qualche posto in più, ma di andare in una direzione diversa.

Noi pensiamo - lo dico perché l'ho spiegato anche stamattina, quindi non mi nascondo dietro a un dito - che sia opportuno rivalutare da parte della Regione questa possibilità di spostare l'investimento sull'impianto di produzione di idrogeno destinato al trasporto pubblico locale ad Aosta a ridosso dello stabilimento della Cogne, perché l'intervento che è stato fatto con fondi PNRR che verrà terminato, non è di certo sufficiente, anzi, rappresenta una piccolissima possibilità di utilizzo appunto del vettore idrogeno a scopo industriale.

Ci sarebbe bisogno di fare molto di più, non basterebbe nemmeno, ovviamente, quello che proponiamo noi, ma almeno avremmo un utilizzo di fondi importanti - sono milioni, non stiamo parlando di quisquilie - che possono essere utilizzati a scopo diverso e immediato in qualche modo, con una finalità che viene perseguita e che si può perseguire senza spostare nel tempo.

Portiamo quindi al voto quest'ordine del giorno e credo che fosse anche onesto chiarire l'intento. Poi le frasi che sono scritte, come dice lei collega Perron, possono prestarsi a un'interpretazione che è più ampia e meno settoriale, e sono d'accordo, però, per onestà intellettuale, le devo dire che il pensiero era proprio quello.

Presidente -Ha chiesto la parola come gruppo l'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -Molto velocemente, per quanto riguarda la produzione dell'idrogeno non è pensabile di spostare un progetto come quello di Châtillon verso Aosta, ma piuttosto di implementare in futuro gli investimenti ad Aosta, perché, per produrre l'idrogeno, quel progetto ha alle spalle una valutazione di un certo tipo che permette di poter produrre idrogeno in quel sito a fronte di tutta una serie di investimenti.

Detto questo, non era per questo che sono intervenuto, proprio ieri nell'incontro tra i temi che abbiamo trattato c'è quello di come rendere maggiormente informato anche il Consiglio regionale rispetto a questo momento dell'azienda. Ci siamo raccordati velocemente con il Presidente della IV Commissione, che ringrazio, e credo che un impegno che ci possiamo prendere, al di là dell'ordine del giorno, è di programmare, compatibilmente con la disponibilità dell'azienda, un incontro direi in azienda, che forse è la cosa migliore, con la IV Commissione così da poter insieme ragionare e far sentire l'attenzione della parte politica, al di là del Governo, ma di tutto il Consiglio e approfondire un po' gli aspetti che lei ha citato.

C'è un tema, l'ha detto il collega Perron: per quanto noi possiamo mettere in campo delle politiche, poi le società private sono società private. Oggi perché l'idrogeno non viene utilizzato ancora in maniera così importante anche in quel settore? Perché i costi sono esagerati rispetto alla possibilità poi di renderli redditizi in termini prodottivi. C'è chi fa l'acciaio ancora col carbone e c'è chi è passato all'energia elettrica. Noi vogliamo andare all'idrogeno, viva, è questa la strada ma, fino a quando non diventa economico il ciclo produttivo, alle aziende poi interessa fino a un certo punto. Deve quindi migliorare la ricerca, deve migliorare l'innovazione, devono essere sempre di più le aziende che possono utilizzarlo, ma non glielo possiamo imporre, possiamo guidare a delle politiche e nulla di più. Comunque ci prendiamo l'impegno di organizzare questo momento di incontro e ci asteniamo.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, pongo al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 4 del gruppo Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Con quest'iniziativa vorremmo fare un gesto di comprensione nei confronti dei colleghi della maggioranza, che da stamattina stanno ascoltando le nostre esternazioni, quindi chiederei direttamente alla Giunta e, se si prende l'impegno di venire in Commissione a farci relazione sull'andamento dei fondi europei del PNRR, noi ritiriamo l'ordine del giorno.

Presidente -La parola all'assessore Lotto.

Lotto (CA) -In tal caso assolutamente sì, ringrazio i colleghi di Fratelli d'Italia e, se ritirerete l'ordine del giorno, io sicuramente mi presenterò in Commissione per parlare dell'avanzamento del PNRR.

Presidente -Mi permetto soltanto di ricordare che le Commissioni sono sovrane. La parola al collega Lattanzi.

Lattanzi (FdI) -Grazie Presidente per averlo ricordato. Naturalmente a questo punto l'invito va al Presidente della Commissione, che inviterà l'Assessore per relazionare all'intero Consiglio.

Presidente -L'ordine del giorno è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Passiamo ora all'ordine del giorno n. 4 del gruppo PD-FP. Ha chiesto la parola per l'illustrazione la collega Forcellati, ne ha facoltà.

Forcellati (PD-FP) -Bene, l'obiettivo di quest'ordine del giorno è ambizioso, quindi mi sembra che non ci siano né le condizioni, né l'orario per portarlo a casa, ma noi non demordiamo…

(ilarità dell'Assemblea)

…certo! Vi ho stupito…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…no, assolutamente, vi ho stupito perché volevo un attimo risvegliare il torpore. Lo illustro…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…dieci minuti esattamente. Al di là della battuta o del momento più spiritoso, con quest'ordine del giorno che ha davvero un obiettivo ambizioso, vorremmo portare all'attenzione della Giunta, del Consiglio e della maggioranza l'attuazione e/o il potenziamento del sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 e introdurre progressivamente due concetti: l'universalità di accesso a questi servizi 0-6 e la gratuità.

Il DEFR e il programma di legislatura pongono la sostenibilità e l'equità sociale al centro delle nostre scelte, quindi non si può parlare di equità sociale se non garantiamo pari opportunità formative fin dalla prima infanzia. Il decreto legislativo 65/2017 ha stabilito l'istituzione del sistema integrato 0-6 come un obiettivo prioritario nazionale. La Valle d'Aosta, forte delle proprie competenze ma anche delle proprie risorse, dovrebbe porsi l'obiettivo di garantire l'universalità di accesso a questi servizi.

Quali sono i benefici dell'universalità e della gratuità? Questa è una misura innanzitutto diwelfarefondamentale, che apporta dei benefici molto importanti: il primo contrasta la povertà educativa e le disuguaglianze sociali fin dai primi anni naturalmente di vita. Noi sappiamo bene quanto i primi anni di vita e le esperienze che si fanno in questo periodo incidano poi sull'essere adulto, quindi sull'essere anche cittadino e cittadina e sappiamo anche quanto nascere - e non si chiede naturalmente, non si può decidere dove si nasce - in una famiglia in cui ci sono delle fragilità importanti può determinare una difficoltà importante. Non c'è una causalità diretta, quindi non è che facciamo del catastrofismo, ma questa gratuità e questa accessibilità a tutti, quindi questa universalità sostiene anche una cosa che noi oggi abbiamo citato molto spesso: la natalità, quindi tutto quello che ne consegue, e l'occupazione femminile, elementi vitali per il nostro futuro demografico e anche economico. Sappiamo bene quanto incide sul PIL nazionale, ma naturalmente anche sul benessere di ogni famiglia se entrambi i genitori possono - se lo desiderano naturalmente - accedere al mondo del lavoro.

Di fronte al perdurare della crisi, come peraltro viene ripetuto anche e certificato nel disegno di legge n. 2, l'abbattimento totale delle rette non è solo auspicabile, ma è un imperativo sociale che noi dovremmo porci.

Sappiamo che in questi anni molto è stato fatto, quindi anticipo già una potenziale risposta di uno o l'altro Assessore, non so se mi risponderà…

(intervento dell'assessore Lavevaz fuori microfono)

…benissimo, grazie, assessore Lavevaz, sappiamo che molto è stato fatto in ambito formazione e sperimentazioni, quindi non partiamo da zero, però adesso è il momento di volare un po' più alto. Non possiamo fare solo sperimentazioni che creano, tra le altre cose, dei territori privilegiati e dei territori meno privilegiati e creano anche quella migrazione, non essendoci un obbligo di iscrivere i propri figli nel contesto della propria abitazione, creano anche delle migrazioni che non sono così utili anche dal punto di vista dello spostamento, quindi del traffico urbano, piuttosto che verso i Comuni della Plaine.

Attualmente però la missione 4 non riflette un impegno finanziario sufficiente a realizzare quest'obiettivo, che, ripeto, è un obiettivo difficile, perché coinvolge non solo aspetti dal punto di vista finanziario, ma anche aspetti dal punto di vista lavorativo, del personale, eccetera.

Allora noi chiediamo alla Giunta di impegnarsi a inserire nella prima, nella seconda e nella terza variazione di bilancio una dotazione finanziaria straordinaria e vincolata sulla missione 4 per l'introduzione sperimentale e progressiva della gratuità progressiva, non immediata, non totale, però progressiva, universale dei servizi 0-3. Ricordiamo che questa misura porterebbe anche a un vantaggio importante nella scuola dell'infanzia e anche al personale della scuola dell'infanzia, che vede progressivamente depauperarsi la propria possibilità di accedere al lavoro con dei perdenti posto, con una contrazione anche importante appunto dei posti di lavoro.

Chiediamo altresì di impegnarsi a definire un cronoprogramma pluriennale finanziario, naturalmente pluriennale - noi pensiamo che questo non possa essere immediato, e questo deve essere chiaro, e conosciamo bene la difficoltà - che garantisca però la copertura integrale dei costi, superando quella logica delle tariffe, eliminando anche le liste d'attesa - e a istituire, se possibile, un tavolo tecnico-politico, che metta insieme un po' tutti. So che al CELVA c'è un tavolo che sta lavorando, ma sta lavorando sui regolamenti dei nidi, sta lavorando su altri aspetti, sulle tariffe. Qui c'è bisogno di una regia importante dell'Assessorato che si prenda in carico. La gratuità di questi servizi 0-6 è un investimento strategico, è un investimento per i nostri bambini, le nostre bambine, per le nostre famiglie e soprattutto sul futuro della nostra Regione. Per questo vi chiediamo di approvare l'ordine del giorno.

Presidente -Non fatevi prendere troppo dall'entusiasmo, colleghi. La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Grazie alla collega Forcellati anche per aver risvegliato l'Aula, perché condivido con lei l'importanza di quest'argomento. Ovviamente lei ha fatto riferimento al vostro programma politico, un programma politico che ricordo con simpatia alla fine della legislatura precedente in quella zona lì veniva brandeggiato spesso come un oggetto atto a offendere anche fisicamente, quando c'è stata l'affissione del gruppo. Il nostro programma politico, ovviamente lei se non seguiva i Consigli… poi si vedeva solo una parte, ma i siparietti erano simpatici. Chiaramente nel gioco delle parti della politica, questa volta il vostro programma politico è rimasto un programma politico, il nostro programma politico è diventato un programma di legislatura. Se lei va a leggere nello specifico il programma di legislatura, ha già la risposta in buona sostanza a quest'ordine del giorno, perché nel programma si dice proprio in maniera molto esplicita che la volontà della maggioranza in questa legislatura è di trasformare il servizio dell'asilo nido da un servizio a domanda individuale a un servizio educativo. Questa è sostanzialmente la risposta all'obiettivo che vogliamo portare a casa tutti.

Le confesso che, da quando ho l'onore di prendere in mano e di gestire questo Assessorato, quest'obiettivo è uno degli obiettivi che ritengo maggiormente sfidanti di questa legislatura per quanto riguarda ovviamente gli argomenti di mia competenza, questo in realtà è un pochettino a cavallo anche ovviamente con le politiche sociali, ma ovviamente in maniera del tutto coordinata. Da questo punto di vista, quindi le assicuro massima attenzione, tant'è che abbiamo già un gruppo di lavoro che stiamo rimettendo in piedi, che è già convocato per le prime settimane di gennaio proprio per cercare di mettere insieme i pezzi di quella che è stata una sperimentazione che ha dato degli ottimi risultati, poi il suo collega Guichardaz conosce molto bene la questione avendola seguita e avendola anche guidata nella prima fase.

Peraltro, ovviamente, anche il DEFR che lei ha citato in parte, di fatto dava già questa risposta, il DEFR l'abbiamo concordato ovviamente con la maggioranza uscente, perché questo, come abbiamo sempre detto, è un DEFR di traghettamento tra una legislatura e l'altra, più che una maggioranza e l'altra, ma, di conseguenza, anche una maggioranza e l'altra.

Le sperimentazioni che sono state fatte nei vari Comuni, Lillianes, Jovençan, Doues, Roisan, sono state molto incoraggianti, soprattutto, dal punto di vista degli utenti, delle famiglie, hanno avuto un ritorno molto positivo. Questo è anche il motivo per il quale poi nel programma di legislatura abbiamo voluto declinarlo in maniera definitiva, quindi si lavorerà in questa legislatura per arrivare a un servizio educativo anche per l'asilo nido; questo vuol dire un servizio gratuito ovviamente, questo è scritto in maniera molto chiara tra le righe del programma di legislatura.

Io non parlerei più di 0-3 e di 3-6, parlerei semplicemente di 0-6, quindi non farei più dei ragionamenti da qui ai prossimi mesi e ai prossimi anni, quindi anche nelle impegnative di qua ai sei mesi o di qua alla fine dell'anno di portare la gratuità dello 0-3, io andrei oltre, ragioniamo su rendere strutturale il servizio 0-6.

L'intenzione quindi che ho… e ripeto, lo stiamo facendo, lo stiamo organizzando ovviamente in queste prime settimane, abbiamo già in calendario nella prima settimana di gennaio una prima riunione del tavolo tecnico per definire i passaggi e fra i passaggi, come lei sa - perché poi lei, fra l'altro, è stata molto puntuale nell'illustrazione, perché conosce molto bene il problema, l'ha anche citato - il problema fondamentale è quello di definire i poli, perché ovviamente, se andiamo a legare la scuola dell'infanzia agli asili nido, come giustamente ha detto lei, andremo a impoverire tutto il tessuto delle vallate laterali e andremo a fare un grosso danno, che è esattamente quello che non vogliamo. Vogliamo esattamente l'opposto, cioè mantenere le piccole scuole, mantenere le piccole realtà nelle vallate laterali e nelle situazioni anche più piccole.

Nell'idea che mi sono fatto io, ma che per adesso è un'idea personale, dobbiamo fare esattamente il contrario, cioè legare il servizio dell'asilo nido al servizio dell'infanzia in modo che manteniamo una capillarità molto maggiore sul territorio valdostano. Queste quindi saranno le idee che porterò nel tavolo tecnico nel corso del mese di gennaio e poi a proseguire.

Ovviamente va anche detto, ma lei lo sa molto bene, che la titolarità dei servizi di asilo nido in questo momento è degli Enti locali, quindi è un lavoro che deve essere fatto nella massima serietà e di rispetto rispetto al lavoro degli Enti locali nella logica della leale collaborazione anche istituzionale, quindi è un percorso che va costruito insieme a tutti.

Condivido con lei il fatto che sia un obiettivo molto sfidante perché è sicuramente un cambiamento epocale di un sistema che soprattutto quello dell'asilo nido già oggi funziona molto bene, bisogna dirlo, perché io mi ricordo, come tanti altri qua, quando eravamo nell'assemblea del CPEL sette o otto anni fa, c'erano dei problemi di copertura del servizio dell'asilo nido, che venivano assegnati poi con l'assestamento, non c'erano ancora i vincoli che ci sono oggi del decreto legislativo 118, quindi molto spesso i servizi della prima infanzia venivano coperti con l'avanzo di amministrazione e poi dall'Amministrazione regionale.

Oggi soltanto dal 2020 al 2026, quindi negli ultimi cinque anni, siamo passati da - mi ero appuntato i dati - 4.800.000 nel 2020 a 8 milioni e mezzo nel 2026 sui servizi di asilo nido, quindi un aumento del 77%. Questo a dire che la strada ormai è ampiamente tracciata e anche la direzione peraltro anche della gratuità già c'è per gli ISEE più bassi, per gli ISEE inferiori a 16 mila euro, ma, al di là di quello che già è stato fatto, che ha riconosciuto anche lei essere un percorso comunque molto positivo, la strada su quello che vogliamo è tracciata in maniera molto chiara e quindi ovviamente chiediamo di ritirare l'ordine del giorno condividendone sostanzialmente i contenuti essendo una strada che già abbiamo tracciato.

Président -La parole à la conseillère Minelli.

Minelli (AVS) -Io credo che l'ordine del giorno che hanno presentato i colleghi del PD e che poggia sulla questione del sistema 0-6 sia in qualche modo anche un po' lo stimolo perché la discussione in Consiglio, ma prima ancora in V Commissione, si debba fare sul sistema integrato 0-6, che effettivamente è previsto dalla normativa statale, sappiamo che si sta andando in quella direzione. Se ricordate - e lo dico a beneficio soprattutto di chi non era presente nella scorsa legislatura -, su questo tema abbiamo discusso, abbiamo fatto delle audizioni in particolare degli insegnanti della scuola dell'infanzia, che in alcune realtà erano stati interessati dalla sperimentazione. Io credo quindi che si debba evitare ciò che è successo in alcune situazioni, vale a dire che sono state prese delle decisioni su cui il peso preponderante è stato quello delle Amministrazioni locali e regionale ed è stato un po' messoà côtéil pezzo della scuola e dei docenti, che si sono ritrovati a doversi confrontare con progetti che erano stati scritti, predisposti, organizzati da altri, dove solo marginalmente e solo alcuni rappresentanti del mondo della scuola erano stati coinvolti e in qualche maniera avevano partecipato all'evoluzione del progetto. Dico questo perché ci sono delle situazioni dove le cose hanno funzionato, o stanno funzionando meglio, altre dove ci sono delle criticità, e ricordiamo bene durante l'audizione in V Commissione quello che alcune docenti della scuola dell'infanzia ci hanno detto.

Come dicevo, ci sono invece delle realtà dove le cose, da quello che è a mia conoscenza, stanno funzionando meglio, penso, per esempio, alla situazione di Lillianes, dove però si è seguito un percorso che è stato molto più partecipato e io credo che questo sia indispensabile se vogliamo che le cose funzionino.

L'ordine del giorno dei colleghi verte principalmente sulla questione delle dotazioni finanziarie e sulla gratuità che, se ho capito bene dall'illustrazione della collega Forcellati, deve essere una gratuità a tutto tondo e che non riguarda soltanto le ISEE più basse, anche perché sappiamo benissimo che le rette degli asili nido - pochi sono ormai pubblici e comunali e gli altri non lo sono - sono elevate anche per chi non ha un reddito bassissimo, sono elevate anche per chi sta in una fascia media.

Noi voteremo l'ordine del giorno perché chiede di definire un cronoprogramma finanziario pluriennale che garantisca la copertura integrale dei costi e poi chiede anche di istituire un tavolo tecnico-politico urgente per la riforma del sistema tariffario. Ho capito che l'ordine del giorno non verrà accettato, come non ne viene accettato nessuno, e anche questo è un po' contraddittorio rispetto ai discorsi che avete fatto fin dal vostro insediamento e che avete ripetuto anche nell'illustrazione della manovra di bilancio, però quello che vorrei è che, se si andasse poi in quella direzione - mi sembra che l'Assessore abbia detto che ci sarà la disponibilità a porsi come obiettivo strategico anche quello dello 0-6 -, in questi tavoli che verranno istituiti non si valuti soltanto o principalmente l'aspetto economico, che pure è importantissimo, ma che ci sia modo davvero di sostenere nei fatti quel percorso partecipato senza il quale io credo che si rischi di fare non dico un buco nell'acqua, ma qualcosa di molto simile.

La sollecitazione quindi che mi sento di fare, confermando che voteremo l'ordine del giorno, va in quel senso.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Intanto solo per dire che potevate sforzarvi nel mucchio dei 51 ordini del giorno di trovarne due o tre… quanto meno per una questione anche solo di cortesia istituzionale e di riconoscimento del lavoro che è stato fatto nei cinque anni precedenti, ma vedo che non vale più niente, non vale neanche più un minimo di lealtà politica, anche se le vostre scelte oggi sono state fatte in maniera diversa.

Posso dire su questo rigetto dell'ordine del giorno che però sono contento del fatto che l'assessore Lavevaz abbia fatto un'enunciazione assolutamente progressista rispetto a un tema che mi piacerebbe sapere i suoi compagni di avventura di Forza Italia cosa ne pensano, perché non so se vi siete resi conto che la legge 65/2017 è un manifesto di progressismo, di inclusione, di accoglienza tutta permeata da principi che vanno nella direzione di prendersi in carico in qualche modo i bambini sin dalla più tenera età.

Penso che, se dovesse esserci qua oggi il ministro Valditara, probabilmente non sarebbe tanto d'accordo rispetto a questo suo impegno che lei in ogni caso si è preso, anche se non voterete l'ordine del giorno. Tra l'altro, è un impegno che forse va ancora al di là rispetto alle aspettative, nel senso che lei parla addirittura di costruire un percorso… sembra me quando rispondevo alle 150 iniziative settimanali del consigliere Restano, non so se si ricorda sullo 0-6, quando dicevo che mi sarebbe piaciuto arrivare non alla fine di questa legislatura, ma magari presto o tardi a una presa in carico educativa all'interno proprio di un più ampio progetto educativo dei bambini da zero anni in poi, senza per questo togliere alla famiglia. Questo lo voglio dire a conforto dei vostri alleati di Forza Italia, che magari inorridiscono un po' meno rispetto a queste sue dichiarazioni, il ruolo fondamentale che la famiglia ha, che è quello ovviamente che tutti riconoscono, laddove la famiglia esiste, laddove esistono comunque le possibilità anche di un'equilibrata educazione da parte delle famiglie. In alcuni casi le famiglie non ci sono e questa educazione di cui tanto parlano alcuni esponenti di certa Destra nazionale purtroppo alle volte non è possibile che sia presa in carico.

Io quindi sono personalmente contento perché vuol dire, tutto sommato, che il lavoro che è stato fatto nei cinque anni precedenti, le schermaglie continue politiche alla fine hanno portato probabilmente alla chiusura di un cerchio, che spero si possa veder chiudere con appunto un'equità anche rispetto a una presa in carico di tutti i bambini, perché oggi il sistema dei nidi è un sistema che, purtroppo, come dicevano le colleghe Minelli e Forcellati, continua a essere estremamente iniquo, perché anche l'accesso per i redditi più bassi purtroppo continua a essere un accesso oneroso, estremamente impegnativo da parte delle famiglie, ne so qualcosa perché ho avuto tutte e due le bambine quando erano piccole al nido e so che anche il sistema, tra l'altro, degli scaglioni ISEE, eccetera, era un sistema che favoriva magari i redditi più alti o quelli non a reddito molto basso e spesso penalizzavano le fasce intermedie, perché purtroppo abbiamo ancora un sistema che penalizza le fasce intermedie che si trovano spesso a dover pagare fino a una certa fascia di reddito come magari genitori che guadagnano molto di più di loro.

Per quanto mi riguarda, quindi sono contento, adesso interverrà anche il collega Perron, immagino che decideremo adesso se votare…

(intervento della consigliera Forcellati fuori microfono)

…ah, va bene, allora non lo ritiriamo, lo mettiamo agli atti e quindi è importante a questo punto che comunque l'ordine del giorno venga in ogni caso messo agli atti, dopodiché, ripeto, noi siamo comunque contenti dell'esito di questo dibattito.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) -Voteremo anche noi quest'ordine del giorno. Telegraficamente rispondiamo al PD valdostano, che è molto interessato a sapere cosa ne pensa il ministro Valditara: guardi, io credo che lui su questa questione 0-6 non so quanto possa c'entrare per dinamiche di competenza, ma, se ci tiene particolarmente, guardi, prendiamo l'impegno, cercheremo di contattare il ministro, probabilmente avrà altro da fare. Visto che le tematiche le interessano molto, le proponiamo un dibattito pubblico con Rossano Sasso, che si occupa delle questioni anche dell'educazione parentale, quando vuole, lo facciamo venire su, così, invece di andare suFacebook, fa un bel confronto e sarà un piacere. Gli telefoniamo e ci organizziamo; se per lei va bene, affare fatto.

Presidente -Bene, così potete organizzarvi l'agenda. Pongo al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta, chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 10

Maggioranza: 18

Favorevoli: 10

Astenuti: 24 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Domanico, Girod, Grosjacques, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'ordine del giorno è rigettato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 4 del gruppo Autonomisti di Centro. Ha chiesto la parola il collega Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (ADC) -Parliamo di un tema tecnico che ha delle ricadute però molto importanti e politiche su tanti Valdostani, perché, quando parliamo di siti "Natura 2000", parliamo sicuramente della tutela e della valorizzazione di aree protette, ma, dall'altra, parliamo anche di una serie di vincoli che vanno a impattare direttamente sulle aziende agricolein primische devono rispettare tutta una serie di norme, soprattutto per attingere ai fondi europei legati alla PAC, che sono a dir poco stringenti, talvolta anche eccessive, perché sono dell'idea e sono seriamente convinto che, per poter valorizzare quello che la natura ci dà, bisogna anche gestirla in qualche modo e, nel momento in cui noi andiamo a tutelare, ma non a valorizzare, determinati ambienti, poi il rischio è che questi si fossilizzino e che, di fatto, poi non mantengano le caratteristiche di base che sono necessarie e le rendono così particolari. Dico questo perché, dal punto di vista agricolo, vi sono delle difficoltà, ma, dal punto di vista venatorio e dal punto di vista ittico, vi sono altre difficoltà e di questo con il collega Sapinet avevamo già parlato, perché, quando si vanno a definire delle aree "Natura 2000", poi vi sono tutta una serie di norme per la pesca e per la caccia che sono anche difficili da far rispettare, anche perché nella nostra Regione non sono ben delineate o, meglio, sono ben definite ma non sono visibili o, meglio, visibilmente definiti, i confini tra un'area "Natura 2000" e un'area invece non "Natura 2000". Non entro nei tecnicismi, ma anche solamente il dover sparare all'interno di un'area "Natura 2000" richiede determinati proiettili che sono diversi rispetto a quelli che invece sono utilizzabili fuori da "Natura 2000".Idemvale per tutta una serie di torrenti dai quali si parte per la pesca in siti non "Natura 2000", risalendo si entra nei siti "Natura 2000" e ovviamente vi sono anche qui dei limiti che vanno a incidere sull'attività ittica.

Io rimango convinto che gli allevatori, gli agricoltori, i cacciatori e i pescatori siano attori fondamentali per la manutenzione e per la valorizzazione del nostro ambiente e proprio per questo vi chiedo di trovare le risorse nel prossimo bilancio di assestamento per andare a rendere ben visibili quali sono i siti "Natura 2000", in modo da non dover incorrere in una serie di vicissitudini che sono presenti e saranno sicuramente presenti se questo non avviene, perché ovviamente anche il Corpo forestale, che deve far rispettare queste norme, ha delle difficoltà a farle rispettare nel momento in cui queste non vengono delineate e definite visivamente.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -Grazie collega per quest'ordine del giorno. Al di là poi dei ruoli e delle deleghe credo che, per quel che riguarda il ragionamento sul settore ittico e il settore venatorio, la pensiamo allo stesso modo, c'è un discorso di conoscenza del territorio, di coloro che il territorio lo conoscono, lo vivono, c'è un discorso anche di cultura e di storia del nostro territorio.

Relativamente alle regole che sono condivise tra tutti gli attori coinvolti, direi più che imposte sono conosciute direttamente molto bene da chi in quelle aree lavorano o in quelle aree o vicino a esse si va a operare in quanto appartenente a una specifica categoria, quindi sono regole ben note che rientrano nei classici e generali comportamenti che i visitatori della montagna conoscono e di cui sono a conoscenza.

Per quanto riguarda l'utilizzo professionale a livello tecnico e cartografico, ricordo che tutti i siti "Natura 2000" sono anche identificati cartograficamente sul geoportale presenti sull'ampia documentazione presente sul sito della Regione, dunque può accedere, prendere visione delle loro estensioni.

Per quanto riguarda l'attività di vigilanza e di controllo a cura del Corpo forestale, si evidenzia che il personale del Corpo utilizza giornalmente le cartografie dei siti in questione, collabora con le altre strutture regionali e con gli Enti Parco a una buona gestione delle aree.

Venendo a quanto ci richiede, in prossimità degli accessi va specificato che sul terreno sono stati posizionati pannelli informativi già da diversi anni, considerate le dimensioni della maggior parte dei siti, e questo un po' anche in seguito ad alcune verifiche… era un argomento del quale avevamo già parlato in precedenza e sul quale abbiamo fatto alcune verifiche, una palinatura per tutta la loro estensione risulterebbe di difficile realizzazione, oltre che anche costosa, soprattutto in termini gestionali e ci sono dei dubbi anche sull'impatto che potrebbe avere.

I siti di "Natura 2000" coprono circa - lo sappiamo bene, le aree protette - il 30% del territorio regionale, alcuni hanno dimensioni decisamente notevoli arrivando fino alle vette; quelli di dimensioni minori, quindi che coincidono con le riserve naturali, sono già in questa fase dotati di palinatura. Le limitazioni previste discendono dalle misure di conservazione recentemente approvate, che rientrano in un quadro di tutela definito non solo regionale, ma anche nazionale ed europeo.

Per quello che riguarda l'importanza di valorizzare queste aree, siamo totalmente d'accordo, anche ai fini turistici e a tal proposito il sito "Viva Valle d'Aosta unica per natura", nato diversi anni fa proprio per promuovere la valorizzazione di questo tipo di turismo, è attualmente oggetto di una revisione per renderlo sempre più attrattivo, sempre più performante. Al tempo stesso, questo sicuro, quello che c'è… vi è l'impegno a continuare un'attività di divulgazione di informazioni su queste aree, come fatto finora, soprattutto in questi ultimi anni, compatibilmente con le risorse a disposizione.

L'impegno della valorizzazione credo lo abbiamo dimostrato in varie occasioni sia sui bilanci che sulle leggi di assestamento, soprattutto in questi ultimi anni, quando qualcuno parla della necessità di avere nuove aree protette, di nuovi parchi, noi abbiamo detto: "Concentriamoci sulla valorizzazione di quello che già abbiamo, che già esiste", ad esempio, le risorse e l'impegno che è stato messo sulle riserve naturali, cito, ad esempio, la legge che ha rifinanziato la Riserva del Mont Mars e poi il sostegno ampio dato al Mont Avic, l'ampliamento - lo cita lei nelle premesse - limitato all'area dell'Alta Valle di Clavalité, poi l'attenzione alla pianta organica dell'Ente Parco e poi l'ultimo finanziamento, quello che permetterà finalmente al Parco del Mont Avic di avere una sede.

Per quanto richiesto quindi, come specificato, è già nel solco, soprattutto la parte di valorizzazione, sulla palinatura abbiamo fatto le verifiche di cui le ho dato rendicontazione, quindi l'operato dei nostri Assessorati continuerà in questa direzione, pertanto inviterei il ritiro dell'ordine del giorno, in caso contrario ci asterremo.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Abbiamo letto con attenzione quest'ordine del giorno e devo dire che non lo voteremo, ci asterremo e spiego anche perché. La prima analisi che abbiamo fatto riguarda le premesse e dalle premesse, così come sono state formulate, a noi sembra di non poter condividere la narrazione che ne viene fuori, che in qualche modo forse abbiamo inteso in modo negativo, però ci sembra che ci sia un tono un po' lamentevole rispetto alle prescrizioni e alle restrizioni che sono previste dalla normativa per quello che riguarda le aree "Natura 2000", a partire dalla questione dei proiettili con il piombo, che, per fortuna, non sono previsti in quelle aree. Noi, se se lo ricorda chi c'era, abbiamo chiesto anche che la Regione, nel piano venatorio che è stato approvato nel 2025, arrivasse a chiedere, non soltanto a raccomandare alcune cose e a confermare per le aree "Natura 2000" l'uso di proiettili senza piombo, ma proprio a prevedere sul territorio regionale, per quello che riguarda l'attività venatoria, quel tipo di proiettili, che obiettivamente sappiamo costare di più, ma pensiamo anche che abbia un senso pure perché l'inquinamento da piombo è negativo e sappiamo poi come avviene trasportato attraverso il ruolo dei rapaci e via di questo passo.

Si mette poi l'accenno sulle difficoltà a cui bisogna far fronte per rispettare le norme previste dall'area "Natura 2000", poi la questione dell'attività ittica e via di questo passo.

Al di là di quelle che possono essere le premesse, che, come dico, magari abbiamo inteso in maniera diversa rispetto a quello che il proponente voleva, c'è poi la parte dell'impegnativa che propone una palinatura sostanzialmente. Allora noi potremmo essere d'accordo se si proponesse piuttosto una mappatura GPS delle aree protette, oppure se si fosse chiesto di mettere all'entrata sui sentieri di accesso alle aree "Natura 2000" dei pannelli, dei cartelli che in qualche modo siano più visibili o in numero maggiore rispetto a quelli che già ci sono, però una palinatura su tutto il perimetro delle aree "Natura 2000" ci sembra anche negativa da un punto di vista dell'impatto che può creare.

Faccio giusto un'osservazione rispetto a quello che ha detto l'assessore Sapinet, che a un certo punto del suo intervento ha detto: "Abbiamo il 30% di aree Natura 2000"; no, abbiamo un 30% di aree protette, ma non tutte le aree protette sono "Natura 2000", che è una percentuale inferiore rispetto a quel 30%, da quello che so.

Poi lei, Assessore, ha detto: "La nostra scelta è quella di valorizzazione delle aree protette che già ci sono e non, come qualcuno chiede, di implementarle e di aumentarle istituendone altre…" ecc. Io vorrei che fosse almeno davvero così, cioè che ci fosse da parte vostra una reale valorizzazione completa e a tutto tondo delle aree protette "Natura 2000", perché vi ricordo che avete intenzione di portare avanti un progetto che è all'interno di aree "Natura 2000", e forse più di uno, perché mi sembra che in cantiere, o almeno in mente ne abbiate anche altri, che riguardano proprio le aree "Natura 2000". Mi riferisco da una parte al collegamento intervallivo di Cime Bianche ma, dall'altra, anche a quello che potrebbe esserci tra Pila e Cogne, perché anche lì siamo in presenza di un'area "Natura 2000". Se si parla quindi di valorizzazione delle aree "Natura 2000", forse bisogna anche capirsi bene su che cosa si intende e su questo, ovviamente, vigileremo nel corso di questa legislatura, come abbiamo fatto in passato e lo faremo forse in maniera ancora più puntuale.

Presidente -La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) -Io inizio con il rispondere alla collega Minelli. L'iniziativa non voleva sicuramente dare un'accezione negativa ai siti "Natura 2000", ma voleva in qualche modo evidenziare delle difficoltà di gestione di queste aree con altre attività che esistono sul territorio, quindi non era mia intenzione andare a dare un'accezione negativa a dei siti "Natura 2000".

Per quanto riguarda la risposta dell'Assessore, convengo con lei che abbiamo entrambi una grande attenzione sulle attività venatorie, le attività ittiche e le attività agricole sul territorio e nei siti di "Natura 2000", sicuramente però dall'altro lato sa bene che in questi anni abbiamo stretto notevolmente le regole in materia di siti "Natura 2000" e il Dipartimento è un Dipartimento che compete… ovviamente ha le sue deleghe e di questo in qualche modo, dal punto di vista politico, dobbiamo prenderne atto perché queste regole che vengono scritte all'interno dei vari documenti poi ricadono su questi attori che poi diciamo di voler agevolare nel loro lavoro.

Io quello che chiedevo non era null'altro di quanto avete previsto con la delibera 1614/2025, quando avete fatto di fatto accolto la zona di divieto di esercizio venatorio sui terreni ricadenti nell'area del bacino del Beauregard nel comune di Valgrisenche, ai sensi dell'articolo 10 legge regionale 64/1994, una delibera di tre settimane fa, nella quale nel punto n. 2 del deliberato stabilite che il Comune di Valgrisenche provvederà ad apporre adeguate tabelle che delimitino, in maniera chiara e visibile, il perimetro dell'area interessata. Questo è quello che chiedevo: avere chiarezza nella delimitazione di queste aree per far rispettare le regole al meglio. Se questo non è possibile, dobbiamo porci degli interrogativi sul come possiamo far rispettare queste regole, perché il territorio lo conosciamo bene entrambi e non me ne voglia il collega Lotto, ma non ovunque la cartografia digitale funziona, perché, quando ci troviamo a caccia o a pesca nelle nostre bellissime vallate, non sempre o, meglio, raramente possiamo utilizzare losmartphoneper vedere e verificare se siamo all'interno o all'esterno dei siti "Natura 2000".

Presidente -Se non ci sono interventi, pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta, chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 9

Maggioranza: 18

Favorevoli: 9

Astenuti: 25 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passerei all'ordine del giorno n. 5 dei gruppi Lega e la Renaissance. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Con quest'ordine del giorno torniamo su un tema che è statoà la unenella scorsa legislatura e riteniamo che debba esserlo anche in questa, perché ovviamente la criticità non è risolta, parliamo della questione lupo.

Ora, nella scorsa legislatura abbiamo più volte trattato il tema, ricordo peraltro che la legislatura si aprì anche con una proposta di legge dei colleghi di Pour l'Autonomie, che venne approvata quasi all'unanimità da tutto il Consiglio con il mancato voto di una parte consueta di quest'Aula e che andava in una direzione molto precisa. Questa direzione però necessitava anche di alcuni passaggi che a livello nazionale peraltro oggi sono stati fatti, a livello internazionale, ovvero la questione del declassamento della speciecanis lupusda parte della Convenzione di Berna, un passaggio che sicuramente ha richiesto molto tempo e che ha visto sicuramente un lavoro molto importante. Qualsiasi sia la decisione, qualsiasi siano le scelte, qualsiasi sia la strada che si intenda seguire anche a seguito di quel passaggio e di quel declassamento però ovviamente dipendono da un fattore e devono partire da un fattore importante: il dato numerico della consistenza della specie lupo delcanis lupusin Valle d'Aosta.

Ringrazio di cuore il Dipartimento caccia della Lega che ha elaborato una serie di dati che poi abbiamo riportato all'interno di quest'ordine del giorno e, ripeto, questi sono i dati ufficiali, quindi non si può prescindere da questi dati, sono quelli che si trovano in tutti ireport, riteniamo che su molti report i dati possano essere stati anche stimati al ribasso, mettiamo così per utilizzare un eufemismo, ma, partendo da questi dati che vengono stimati eventualmente anche al ribasso, abbiamo evidenziato come se da una parte la consistenza numerica viene dichiarata di una certa entità, dall'altra parte ci ritroviamo invece con degli indizi che di questa consistenza numerica ci danno tutti altri dati.

Le farò un po' di storia, Assessore, non che lei ne abbia bisogno, ma credo sia giusto metterla a conoscenza di una serie di discussioni che ci sono state in questi anni, io, quando sono arrivato per la prima volta all'interno di quest'aula, era il 2018 e già ai tempi si diceva che la consistenza numerica del lupo in Valle d'Aosta era indicativamente di circa 50 esemplari. Ebbene, quegli esemplari di cui indicativamente si ipotizzava questo numero erano lievitati nel tempo, perché prima erano 50, poi ci furono delle ammissioni da parte di alcuni rappresentanti della parte del Corpo forestale che dissero che erano 60, alcuni giornali su alcune dichiarazioni riportavano che erano 70, ne vennero individuati in un filmato preso quasi per caso durante le riprese di un documentario naturalistico di cui acquisimmo appunto i contenuti ne furono filmati 18 in una sola vallata in contemporanea, quindi nello stesso momento, un po' smentendo la ricostruzione dei 60 individuati. La stampa cominciò a riportare dichiarazioni di altre persone e, insomma, il conteggio arrivò fino a quasi 100 esemplari. Ogni volta che si veniva qui in aula c'era mi ricordo ai tempi un collega che faceva parte del Corpo forestale valdostano, che, a targhe alterne, ci diceva che la consistenza era una, poi era un'altra, poi che in realtà erano dei cani pastore che erano scappati e poi erano rientrati, si erano ibridati e quindi non erano lupi. Quello che è un dato che rimane è che in realtà dalle tracce, dai campioni di analisi che sono stati esaminati in realtà su 307 analisi in quattro anni sono stati identificati ben 179 individui, con numeri ben superiori di quelli che sono stati comunicati dall'Ufficio fauna, quindi dati reali, dati raccolti sul campo con studi pubblicati nel rapporto "Lupo e lince 2023", da cui abbiamo desunto appunto i dati con i campioni che abbiamo citato. Ovviamente c'è sicuramente un quadro e un andamento - e questo è assolutamente da riconoscere - stagionale rispetto alla consistenza dei branchi, rispetto alle cucciolate, rispetto alla riproduzione, questo senza dubbio, ma che vi siano dei dati differenti rispetto a quelli che vengono riportati questo è un dato di fatto. Per questo motivo, abbiamo allargato un po' il nostro sguardo vedendo quali potevano essere le eventuali soluzioni per provare a stimare e ad avere con discreta certezza una consistenza indicativa del numero di esemplari delcanis lupusin Valle d'Aosta. Ebbene, abbiamo preso come campione quello che è stato utilizzato in Abruzzo, uno studio che è stato utilizzato su un parco dell'Abruzzo, che ha esattamente la stessa metratura che ha lo spazio in cui si muovono i lupi in Valle d'Aosta, quindi è un campionamento che è stato fatto in questo caso per i cinghiali in Abruzzo, ma in un parco dell'Abruzzo che ha la stessa identica metratura, quindi perfettamente sovrapponibile. Grazie a questo sistema che è stato messo in campo, che ha previsto l'utilizzo di droni e di termocamere, si è stimato in una settimana la popolazione esatta e precisa di quella metratura di quel territorio, di quegli ettari, in questo parco dell'Abruzzo, che, come dicevo, è esattamente identico a quello della Valle d'Aosta. Ecco quindi che utilizzare e maggiormente utilizzare in questa stagione, dove le termocamere con ancora maggiore efficacia possono andare a individuare gli esemplari, utilizzare dei sistemi per stimare la consistenza dei branchi e la consistenza degli esemplari, secondo noi, è un ottimo punto di partenza per andare a determinare i numeri con certezza: ecco perché con quest'ordine del giorno chiediamo all'Assessore competente di predisporre monitoraggi puntuali che prevedono anche l'utilizzo di droni, termocamere e visori notturni per determinare, con il minimo margine d'errore, la consistenza effettiva della specie in Valle d'Aosta, con il coinvolgimento di tutti gli attori interessati.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Girod.

Girod (UV) -L'argomento del lupo è un tema che mi sta molto a cuore. La salvaguardia delle razze bovine e ovicaprine valdostane, così come nella biodiversità animale, resta una priorità perché si rischia di proteggere il lupo a scapito di altri animali che dovrebbero avere almeno la stessa dignità. Il rischio di predazione da parte del lupo non riguarda solo la perdita genetica, ma incide direttamente sulla sostenibilità dell'allevamento tradizionale e, di conseguenza, sulla permanenza delle attività umane in montagna. Se gli animali non pascolano, aumenta il rischio di abbandono dei territori montani, con conseguenze negative, sia dal punto di vista ambientale, quindi perdita di paesaggio, aumento del dissesto idrogeologico, sia socio-economico: declino delle comunità rurali, perdita di tradizioni e di competenze. Ci sono già degli esempi di alcunimayenche sono stati abbandonati e l'incolto incombe, senza dimenticare tutto l'aspetto venatorio, perché il calo repentino della fauna selvatica è dimostrato dai dati, con conseguenze ovviamente significative.

Per quanto riguarda il monitoraggio del lupo, attualmente viene condotto secondo protocolli scientifici, riconosciuti a livello nazionale ed europeo, in collaborazione con ISPRA. Le metodologie adottate comprendono analisi genetiche, raccolta di segnalazioni, fototrappolaggio e censimenti diretti. Il numero di 179 capi che citava lei prima si riferisce al totale degli individui identificati tramite analisi genetiche dal 2018 al 2021, includendo anche animali deceduti e soggetti a dispersione verso altri territori, sembra quindi non rappresentare la popolazione attuale. Il dato più aggiornato è quello del 2024, che indica una presenza di soli 87 lupi attivi in branchi consolidati, invece per il 2025 non abbiamo i dati definitivi, dicevo "soli" perché sono quelli che sono stati individuati e potrebbero anche essere di più.

Confermo quindi assolutamente la volontà di rafforzare le attività di monitoraggio, valutando l'introduzione di tutti gli strumenti tecnologici possibili avanzati laddove questi possano effettivamente incrementare l'accuratezza delle stime, nel rispetto delle normative vigenti e, ovviamente, delle risorse disponibili, ma le chiedo anche in questo caso il ritiro dell'ordine del giorno in quanto i visori termici notturni sono già in dotazione al Corpo forestale, ma la loro efficacia per il conteggio dei lupi sembra limitata a breve distanze e non garantisce l'identificazione certa della specie su distanze maggiori.

Per quanto riguarda invece i droni, il comportamento elusivo e la grande mobilità del lupo ne limita fortemente l'utilizzo, a differenza di quanto avviene con altre specie.

Presidente -La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Grazie Assessore per la sua risposta. Mi dispiace doverla contraddire e le dirò anche perché. Io mi rendo conto che dire di no a tutto debba richiedere una camaleontica capacità di trovare il pelo nell'uovo, però… come dire? non esageriamo, quindi, se lei mi avesse detto, e di questo me ne rendo conto: "Lo stiamo già facendo", sa benissimo che avrebbe detto una cosa che non stava ovviamente né in cielo, né in terra, ma solo perché - ne abbiamo già parlato con l'Assessore che la precedeva - sappiamo benissimo che questo non è così.

Dall'altra parte che lei voglia evidenziare, forse con un rilievo che gli uffici hanno provato a fare, che quei 179 individui non rappresentano il campione dei lupi presenti sul territorio non le sfuggirà che è una sesquipedale sciocchezza, nel senso che non è che qualcuno vuole affermare che ci siano 179 esemplari, ma semplicemente dire che, in base ai campioni raccolti in quattro anni, 307 analisi in quattro anni, si sono identificati 179 individui.

Non sfuggirà che sicuramente ci sono esemplari che sono morti, peraltro alcune criticità che lei evidenziava riguardano la predazione di capi sia tanto selvatici quanto di allevamento, una criticità che non si cita mai, ma si deve ricordare è che dei 40 esemplari che si sono trovati morti in natura in realtà una buona metà è morta per causa di impatto con un mezzo di locomozione, siano essi treni, automobili, moto e quant'altro, il che significa che questo rappresenta anche un pericolo per la circolazione.

Al netto di questo e cioè del fatto che ci sono chiaramente degli esemplari che possono essere deceduti e dei capi in dispersione, questo dato non sta a significare che ci sono 179 esemplari, ma che da una semplice analisi - che evidentemente non può essere comprensiva di tutti gli esemplari che ci sono sul territorio, perché si raccolgono gli elementi che si trovano e non si trovano certo gli elementi di tutti - almeno 179 esemplari in quattro anni hanno calcato il territorio della Valle d'Aosta, quindi questo significa che potenzialmente sono molti di più: qualcuno poi nel frattempo sarà deceduto, qualcuno sarà andato in dispersione, qualcuno si sarà trasferito dalla Valle d'Aosta in altre zone, ma la consistenza è sicuramente superiore rispetto a quello che viene detto.

Ora, che vengano utilizzati metodi scientifici non dubitiamo, ma le ricordo che l'adozione, per esempio - e sono andato a cercarlo per dare un riferimento corretto -, del sistema di monitoraggio con droni viene fatto sia dal Parco Sirente-Velino che dal Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise non è un'entità astratta, ma è un'entità che adotta metodi scientifici, così come il Parco Sirente-Velino, quindi non credo che si possa dire che loro adottano sistemiintuito personaeomentula canische dir si voglia, quindi, a fronte di questo, è evidente che il metodo scientifico ricomprende anche i droni e le termocamere, e dire che il visore ha una portata limitata e quindi non si può utilizzare sa benissimo che è semplicemente un modo per cercare di dire di no. Qui si dice semplicemente che si possono utilizzare i droni, si possono utilizzare le termocamere, si possono utilizzare i droni con le termocamere e si possono utilizzare i visori. Sono diversi sistemi che si possono scegliere e si può scegliere qual è la modalità migliore.

Dire di no a quest'ordine del giorno mi rendo conto che è dura, mi rendo conto che vi siete dovuti arrampicare sui vetri, sinceramente non ritireremo quest'ordine del giorno e metteremo chiaramente di fronte al fatto che non volete fare un monitoraggio puntuale degli esemplari semplicemente perché nelle schermaglie consiliari si è dato l'ordine di scuderia che bisogna astenersi su tutte le iniziative dell'opposizione. Noi sinceramente questo non lo accettiamo, riteniamo che, quando portiamo avanti dei temi, non li portiamo per far perdere tempo a quest'Assemblea o per dar fiato alla bocca, ma perché portano avanti delle criticità e delle soluzioni concrete. Noi quindi porteremo al voto chiaramente quest'ordine del giorno e chiunque si assumerà le responsabilità del suo voto.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, pongo al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta, chiedo ai colleghi di esprimersi. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 9

Maggioranza: 18

Favorevoli: 9

Astenuti: 25 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Sono le ore 22:00, abbiamo deciso nella Conferenza dei Capigruppo di sospendere i lavori del Consiglio fino a domani mattina. Riprenderemo domani mattina dal quinto ordine del giorno dei colleghi di AVS. Auguro a tutti una buona serata, ci vediamo domani alle ore 9:00.

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La seduta termina alle ore 22:12.