Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 63 del 26 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 63/XVII - Approvazione di risoluzione: "Invito ai Parlamentari valdostani ad adoperarsi per l'approvazione della 'legge sul consenso'".

Aggravi (Presidente) -Possiamo riprendere i lavori. Punto 43.01 all'ordine del giorno.

Chiedo scusa ai colleghi, so che stanno esaminando le varie risoluzioni.

Ricordo nel frattempo che la trattazione delle risoluzioni prevede 10 minuti al Consigliere proponente, la replica di 10 minuti da parte della Giunta e poi l'eventuale intervento, uno per gruppo, sempre nei 10 minuti. Poi la messa al voto.

Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Abbiamo presentato questa risoluzione prendendo le mosse, in sostanza, dalla discussione che è avvenuta ieri in Consiglio regionale, a seguito delle comunicazioni del Presidente, in merito alla celebrazione della giornata del 25 novembre, Giornata internazionale della violenza contro le donne. In quell'occasione ci sono stati vari interventi e anche dal comunicato finale dell'ufficio stampa del Consiglio è emerso, in modo direi molto chiaro, che c'è un impegno delle istituzioni regionali, che viene ribadito, nella tutela dei diritti, della prevenzione e nel contrasto a questo fenomeno.

In tanti abbiamo messo in luce la necessità di non limitarsi a un semplice momento celebrativo, ma di continuare in quest'impegno, che è stato sottolineato, e di sostenere quindi delle iniziative che siano da una parte volte a contrastare la violenza di genere, ma anche a promuovere, nei modi che si possono ritenere opportuni, una cultura del rispetto della dignità e della libertà delle donne.

Proprio ieri, poi, la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità - ed è molto significativo, a mio avviso, che ciò sia avvenuto - il disegno di legge che introduce nel codice penale l'articolo 577bis, vale a dire il reato di femminicidio come una fattispecie giuridica considerata a sé stante. Mi pare che si sia in questo modo segnato un traguardo storico importantissimo e si sia dato un segnale significativo di coesione politica trasversale sulla lotta alla violenza contro le donne. Io ho apprezzato moltissimo che si sia riusciti a trovare quest'accordo, che è un po' una pietra miliare.

Ugualmente, la settimana scorsa la Camera dei Deputati ha approvato - ancora una volta all'unanimità - la proposta di legge che modifica un articolo del codice penale e introduce in maniera esplicita il consenso libero e attuale come elemento centrale per il reato di violenza sessuale. È un risultato che era atteso da anni, che tutti, direi, e in particolare le donne, hanno accolto con grande soddisfazione. Un risultato che, se venisse confermato dal voto al Senato, porterebbe l'Italia a essere allineata agli standard internazionali.

Tuttavia, abbiamo appreso ieri sera che sul provvedimento che ho appena citato, che era atteso nell'Aula del Senato per l'approvazione, dopo un passaggio in Commissione Giustizia, sono stati richiesti degli ulteriori approfondimenti. Al momento quindi l'iter ha subito una temporanea battuta d'arresto.

Noi vogliamo sottolineare l'urgenza di quel disegno di legge e soprattutto - ed è quello a cui tengo maggiormente - vogliamo sottolineare il valore di un'approvazione bipartisan di questa proposta. Auspichiamo che venga discussa al Senato quanto prima e che questi approfondimenti in Commissione siano veloci e riescano davvero a confermare quello che ci sembra un accordo importante. Sappiamo che la Convenzione di Istanbul del 2011, che contiene tutta una serie di disposizioni e di elementi, che non vogliamo di certo qui riprendere, prevede anche una sezione che è mirata a combattere la violenza contro le donne e rientra, all'interno della Convenzione di Istanbul, anche la questione legata appunto al consenso.

Quello che quindi la risoluzione in buona sostanza chiede al Consiglio regionale è di impegnare il governo a invitare, perché può trattarsi soltanto di un invito, i Parlamentari valdostani ad adoperarsi fattivamente in Parlamento per sostenere questa trasversale approvazione della cosiddetta "Legge sul consenso", consenso in mancanza del quale un rapporto sessuale viene considerato violenza, ed è ciò che è, appunto, come dicevo, in linea con la Convenzione di Istanbul.

Contestualmente, si impegna il Presidente del Consiglio della Regione Valle d'Aosta a trasmettere quest'atto in maniera urgente, sappiamo che gli atti vengono sempre trasmessi, ma sottolineiamo il carattere d'urgenza, al Deputato e alla Senatrice della Valle d'Aosta.

Credo che la risoluzione, così come abbiamo voluto formularla, ma così anche come la concepiamo, possa essere condivisa da tutti. Ho detto, e lo ripeto, che volevamo in particolare mettere in luce gli aspetti positivi del percorso che è stato fin qui effettuato, aspetti positivi che a nostro avviso sono davvero un segnale importante. Speriamo che questo testo di legge possa essere votato all'unanimità anche in Senato e diventare, così, legge a tutti gli effetti.

Presidente -La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Intervengo in dibattito generale perché, di fatto, prendendo atto molto positivamente di quanto la collega Minelli ha appena rappresentato, secondo noi vanno giustamente evidenziati alcuni aspetti.

Il primo è che la proposta di legge, come da lei richiamata, di modifica dell'articolo 609bis introduce in modo esplicito che qualsiasi atto sessuale compiuto senza il "Consenso libero e attuale", cito, della persona coinvolta costituisce di fatto violenza sessuale. Tra l'altro, il testo approvato alla Camera mantiene l'impianto tradizionale del reato, quindi costrizione/induzione, ma rafforza - e questo è un dato fondamentale - la tutela, inserendo il principio del consenso come elemento centrale della fattispecie e la "Particolare vulnerabilità", cito, tra le condizioni che rendono invalido il consenso, e la cornice edittale invariata.

La riforma infatti percepisce e recepisce gli standard della Convenzione di Istanbul, secondo cui la violenza sessuale non richiede più la prova di violenza fisica o minaccia, ma si fonda sull'assenza di un consenso libero, attuale e contestuale all'atto.

Il dossier della Camera - come tra l'altro lei ha evidenziato, a cui plaudiamo a nostra volta - evidenzia che il nuovo impianto è coerente con la giurisprudenza sia europea che italiana e che queste già valorizzano la centralità del consenso e la revocabilità in ogni momento. Di fatto, i dati riportati nel dossier, che sono stati utilizzati per quanto sopra, mostrano un aumento costante delle violenze sessuali negli ultimi anni, oltre 6.500 casi nel 2024, con il 91% delle vittime di genere femminile.

Per questo motivo, ringraziandola per aver voluto politicamente portare quest'iniziativa in Consiglio, saremmo a proporle il seguente emendamento: inserire nella fase delle premesse un "Considerata" che vado a leggerle: "Considerata l'attenzione posta al tema da parte del Consiglio regionale, con l'avvio di un percorso legislativo rispetto alla prevenzione e al contrasto alla violenza di genere e orientato alla costruzione di una cultura improntata alla parità e al rispetto".

Mentre per la parte emendativa noi saremmo a dire: "Il Consiglio regionale impegna il governo a sensibilizzare i Parlamentari valdostani nell'adoperarsi in Parlamento per sostenere la celere e trasversale approvazione di una legge che rafforzi la tutela della libertà e dell'integrità sessuale, introducendo esplicitamente il principio del consenso libero e attuale quale elemento costitutivo del reato di violenza sessuale, in linea con la Convenzione di Istanbul".

La seconda parte dell'impegnativa resterebbe assolutamente uguale, sperando in un accoglimento positivo.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Assessore, sì, abbiamo esaminato, perché c'è stata una breve interlocuzione anche nella pausa, la proposta che lei, a nome del governo e della maggioranza, ha inteso fare, e accettiamo questa modifica, che da una parte introduce un elemento che non c'era nella risoluzione, vale a dire la sottolineatura del percorso che si sta facendo da parte dell'iter legislativo di un disegno di legge sulla violenza sessuale, che avremo modo, penso, di esaminare e su cui faremo le nostre valutazioni. Certo è che il fatto che si stia lavorando e che si riprenda a lavorare sulla riforma della legge 4/2013 è sicuramente una cosa importante, al netto poi dei contenuti definitivi di quella legge.

Sulla modifica del primo impegno, noi non abbiamo nessun problema ad accettare che si sostituisca il verbo "Invitare" con "Sensibilizzare", e va bene anche quello che lei ha proposto riguardo alle modifiche che in qualche modo introducono un elemento in più, ma mantengono al centro dell'impegno la questione del consenso, che è poi quella dirimente e che sta al centro di tutta la proposta di legge che, come sottolineavo, è già passata in una delle due Camere e aspetta di essere ratificata e votata anche dall'altra.

Per noi quindi vanno bene le modifiche, che accettiamo, la ringrazio per aver posto attenzione alla nostra proposta e auspico che ci sia un'approvazione anche qui trasversale, com'è già avvenuta alla Camera dei deputati su un testo di legge. Qui è una cosa ben inferiore come importanza, ma è un segnale che anche questo Consiglio, proprio nei giorni legati al 25 novembre, vuole dare, e credo che vada sottolineato in senso positivo.

Presidente -Grazie collega. Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la risoluzione, modificata ovviamente.

Ha chiesto la parola il collega Bellora, ne ha facoltà.

Bellora (LEGA VDA) -Signor Presidente, il problema di questa risoluzione non è ideologico, perché una norma penale non deve mai essere ideologica. Il problema di questa risoluzione è un problema di tecnica normativa.

Prima di tutto, c'è un errore. Sappiamo tutti che la riserva di legge in materia penale è una riserva di legge statale assoluta. Possiamo sicuramente, perché fa parte dei nostri poteri, sensibilizzare o pungolare i nostri Parlamentari, ma evidentemente non è questa la nostra materia, quindi io credo che su questo noi dobbiamo muoverci con ancora più prudenza rispetto agli altri contesti nei quali ci dovremmo muovere.

In questa risoluzione c'è prima di tutto un errore di fondo, un errore proprio secondo me molto grave, un errore da matita blu, quando si dice "Impegna il governo a invitare i Parlamentari valdostani ad adoperarsi in Parlamento per sostenere la celere e trasversale approvazione della cosiddetta "Legge sul consenso", in mancanza del quale un rapporto sessuale è considerato violenza sessuale".

Questo è un errore, questa è, me lo si consenta, una bestialità giuridica, perché il rapporto sessuale senza il consenso è violenza sessuale. È pacifico.

Il problema non è se sia o no violenza sessuale un rapporto sessuale senza consenso, come si scrive qui. Il problema è il problema tipico di ogni fattispecie penalistica e cioè se e come vada raggiunta la prova del consenso, perché è questo il punto: "Se e come vada raggiunta la prova del consenso".

Io credo allora che questo ripensamento, che poi non è un ripensamento, ma questo supplemento di riflessione che il Parlamento ha voluto adottare sia una prova di assoluta civiltà e assoluto buonsenso.

Io sono abituato, soprattutto quando si parla di diritto penale, ad andarmi a prendere le norme e a leggerle, cosa che non so quanti qui dentro abbiano fatto. Io sono andato a prendermi la proposta di legge e ho visto che al 609bis del codice penale, che prevede la violenza sessuale, verrebbe aggiunto un comma 2 ai sensi del quale si dice: "Agli effetti dell'articolo 609bis del codice penale, come sostituito dal comma primo del presente articolo, per "Consenso" si intende quello espresso quale libera manifestazione della volontà della persona e che rimanga tale e immutato durante l'intero svolgersi dell'atto sessuale".

Ora attenzione a questo passaggio: "Il consenso dev'essere valutato tenendo conto della situazione e del contesto e può essere revocato dalla persona in qualsiasi momento e con ogni forma".

Una norma del genere allora è una norma che, secondo me, ma non solo secondo me, poi dirò anche secondo chi altri, in un ordinamento giuridico di uno Stato democratico non può avere diritto di cittadinanza, perché è una norma che andrebbe contro a una sicura dichiarazione di incostituzionalità sotto almeno due profili, ma secondo me sarebbero più di due, cioè quello dell'articolo 21 della Costituzione e quello dell'articolo 27 della Costituzione. Quello dell'articolo 27 per il principio di presunzione di innocenza; quello dell'articolo 21 per il principio del diritto di difesa, perché è una norma che evidentemente va a calpestare il principio di tassatività e il principio fondamentale della certezza del diritto.

È una norma che non sarebbe generale e astratta, ed è una norma che porrebbe un problema di prova spaventoso, perché se due persone hanno un rapporto sessuale e a un certo punto una persona davanti a un giudice, per un qualunque motivo, dice "Io durante quel rapporto sessuale ho cambiato idea senza manifestare questo mio cambiamento di idea", l'altra persona si troverebbe sottoposta a un processo per violenza sessuale.

Quello che voglio dire è che è chiaro che il consenso è un consenso che va considerato un elemento costitutivo del reato, ma va riscritta, va studiata questa norma, che così com'è è una norma pericolosissima, per garantire certezza di prova a un rapporto sessuale che avviene senza consenso.

Attenzione, quando andiamo a parlare di norme penali dobbiamo fare uno sforzo tecnico notevolissimo. Qui stiamo facendo l'errore che accade spessissimo in penale o in procedura penale, che è quello di legiferare sull'onda dell'emotività: la giornata contro la violenza sulle donne, i femminicidi, il consenso, allora introduciamo questa norma. No. Il diritto penale è un qualcosa che deve garantire il diritto dell'imputato, deve garantire il diritto della persona offesa, ma soprattutto dev'essere studiato e scritto in un determinato modo.

A me ricorda la normativa sulla custodia cautelare. Soprattutto nel periodo in cui io facevo l'università, ricordo che usciva la notizia che c'era il rischio di scarcerazione di "X" mafiosi e, pronti via, si aumentavano i termini, per decreto, di custodia cautelare. Poi magari succedeva che un innocente venisse assolto, ecco che, pronti via, con decreto si riducevano i termini di custodia cautelare.

Non si legifera in questo modo e soprattutto non si legifera in questo modo in materia penalistica, che è la materia più delicata possibile, perché è quella che va a incidere sulla libertà delle persone.

Dicevo che certe cose non le dico solo io. Leggo solo, sono poche righe, il commento di Giandomenico Caiazza, che insomma, senza nulla voler togliere alla consigliera Minelli e al consigliere Torrione, mi pare forse un signore che di diritto penale e di procedura penale se ne intende un poco di più, visto che è stato Presidente delle Camere penali, e che non ha certamente un'impostazione forcaiola o non improntata al garantismo. Viene dalla galassia radicale, lo conosciamo.

Lui dice: "In sostanza, onere della prova invertito in caso di denunzia di una donna che affermi di aver subito un rapporto sessuale contro la propria volontà. Come dire: in caso di denunzia, il dissenso della donna è presunto, il consenso va provato dal denunziato. Si vada in giro microfonati, o ci si astenga. Altro che fuori dalla Costituzione, qui siamo fuori dalla grazia di Dio!". Giandomenico Caiazza, non Corrado Bellora o altri.

Ora, cosa voglio dire con questo? Voglio dire che ogni legislatore deve fare la sua parte, deve fare il suo mestiere. Questo non è il nostro mestiere, il nostro mestiere è quello di fare i legislatori regionali. Vogliamo dare un suggerimento? Vogliamo dare un consiglio? Vogliamo manifestare un'istanza? Già sull'onda dell'emotività non mi piace farlo, mi piacerebbe farlo in maniera pacata ed equilibrata, com'è dovere di un legislatore penale fare, ma se proprio lo vogliamo fare, non mettiamo fretta a nessuno e, soprattutto, prendiamo le distanze da un testo di legge come questo, perché un testo di legge come questo è un testo di legge che è indegno di un Paese che si ispira al principio della presunzione d'innocenza, che è una regola fondamentale della nostra Costituzione. Quella stessa Costituzione che a ogni piè sospinto sento definire la più bella del mondo, ma che poi viene calpestata da norme come questa. Una riflessione quindi, secondo me, è essenziale.

Bene ha fatto quindi, secondo me, il Parlamento, non a non legiferare in materia di consenso sulla violenza sessuale, perché sicuramente è corretto precisare, come diceva anche poco fa l'assessore Marzi, che l'assenza di consenso costituisce sempre violenza sessuale e va accertata in un determinato modo, ma bisogna disciplinare in maniera seria la prova di questo consenso, perché sennò veramente ce ne renderemo conto poi, quando ci troveremo di fronte ai casi pratici, perché, e qualcuno in quest'aula lo sa, trovarsi di fronte a un giudice penale è molto diverso dall'andare a scrivere delle leggi generali e astratte, soprattutto senza l'approfondimento necessario.

Noi quindi non voteremo questa risoluzione, ci asterremo su di essa perché riteniamo sicuramente necessario un approfondimento in questa materia, ma non in questo modo.

Presidente -Tengo solo a precisare, perché all'inizio del suo intervento ha richiamato genericamente il Presidente: non so se si riferisse a me o al presidente Testolin, all'inizio del suo intervento.

Non era un richiamo, era solo per capire se si aspettasse da me...

Tengo solo a precisare, perché è importante, perché capiterà durante il corso della legislatura, che in alcune situazioni, risoluzioni, ordini del giorno o mozioni vadano a sensibilizzare, a invitare i nostri Parlamentari. Ovviamente quest'Aula non ha un potere d'impegno imperativo. Tengo a dirlo giustamente anche a chi ci ascolta e a chi è arrivato nuovo. Ovviamente poi ogni Parlamentare fa il suo percorso perché ognuno di noi, in quanto eletto in qualsiasi organo e consesso, ha poi la libertà di agire secondo coscienza.

Lo dico solo perché ovviamente le risoluzioni non hanno un carattere imperativo e, soprattutto, c'è anche un tema delle materie che quest'Aula può disciplinare, e su altre materie no. Soltanto questo.

Non lo dico a lei, lo dicoerga omnes, diciamo così...

No, è un po' troppo.

Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Grazie Presidente. Desidero rassicurare subito il collega Bellora, io non ho, com'è notorio, delle competenze...

Presidente -Scusi collega, mi fanno notare che lei era già intervenuta dopo l'assessore Marzi, come gruppo. Per le risoluzioni c'è un solo intervento per gruppo.

Minelli (AVS) -Neanche sulle dichiarazioni di voto?

Presidente -No, purtroppo no.

Minelli (AVS) -Va bene.

Presidente -Se ci sono altri interventi, sennò passo alla fase di voto.

Abbiamo trasmesso via e-mail la risoluzione emendata.

La stiamo trasmettendo. Abbiate pazienza, ma la digitalizzazione è ancora un elemento su cui bisogna migliorare. Diciamo che il processo è iniziato dalla carta, quindi non è colpa dell'Assessore con delega alla digitalizzazione.

Possiamo procedere con la votazione? O sennò do lettura ai colleghi.

Viene inserita rispetto al testo originario un'ulteriore premessa di cui do lettura: "Considerata l'attenzione posta al tema da parte del Consiglio regionale, con l'avvio di un percorso legislativo rispetto alla prevenzione e al contrasto alla violenza di genere e orientato alla costruzione di una cultura improntata alla parità e al rispetto".

Viene emendata la prima impegnativa, ne do lettura: "Impegna il governo a sensibilizzare i Parlamentari valdostani nell'adoperarsi in Parlamento per sostenere la celere e trasversale approvazione di una legge che rafforzi la tutela della libertà e dell'integrità sessuale, introducendo esplicitamente il principio del consenso libero e attuale quale elemento costitutivo del reato di violenza sessuale, in linea con la Convenzione di Istanbul".

Apro la votazione.

Invito i colleghi a votare.

Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 8 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Manfrin, Perron, Tuccari e Zucchi).

La risoluzione è approvata.