Oggetto del Consiglio n. 4858 del 22 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4858/XVI - Trattazione del D.L. n. 209: "Terzo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per il triennio 2025-2027. Modificazioni di leggi regionali e altre disposizioni". (Ritiro di sette ordini del giorno. Reiezione di cinque ordini del giorno).
Bertin (Presidente) - Ci sono altri interventi? Altrimenti passiamo agli ordini del giorno.
Procediamo con l'alternanza tra gruppo della Lega e gruppo di Rassemblement.
Iniziamo con il gruppo di Rassemblement, ordine del giorno n. 1. Il consigliere Restano si è prenotato per illustrare l'ordine del giorno, le passo la parola.
Restano (RV) - Come detto dal mio Capogruppo, con l'intenzione di anticipare quelle che sono state le interpellanze, le abbiamo trasformate in ordini del giorno, anche con impegno da parte del Consiglio regionale.
Con quest'ordine del giorno, che riguarda il restauro dell'Arco di Augusto, sottolineiamo il fatto che a partire dal mese di maggio 2024 sono iniziati i lavori di restauro dell'Arco di Augusto; alla data odierna il cantiere appare fermo.
Queste segnalazioni ci sono giunte da chi abita nella zona, ma soprattutto da chi ha delle attività commerciali; ci siamo pregiati anche di andare a verificare e di giorno vi è un'auto parcheggiata a lato, ma non si vedono molte maestranze operare all'interno del cantiere, quindi è comprensibile che i cittadini e i commercianti della zona si siano anche rivolti alla parte politica per sottolineare questo curioso aspetto.
Sappiamo tutti ciò che rappresenta l'Arco di Augusto per la nostra Regione e per la città di Aosta, soprattutto l'opportunità che genera a chi ha delle attività commerciali nella zona. Quante persone transitano in quella zona? E oggi, ancora più di prima, ci rendiamo conto che la chiusura di questo restauro di quest'importante monumento ha generato un calo dell'affluenza di turisti, perché genera un calo dei passaggi.
Allora noi chiediamo al Consiglio regionale di impegnare il Governo regionale a comunicare in maniera pubblica, a seguito dell'approvazione di quest'ordine del giorno, le tempistiche aggiornate per la conclusione dei lavori di restauro dell'Arco di Augusto e per la sua eventuale restituzione alla comunità, a chiarire se ci sono stati o se ci siano ancora ad oggi degli impedimenti tecnici, burocratici, o se i lavori debbano proseguire o per quale motivo il cantiere appare un pochino abbandonato.
Comunque, in ogni caso, chiediamo di garantire un monitoraggio costante dei lavori e di comunicare in maniera trasparente agli operatori economici, ai cittadini e non più al Consiglio, perché se non lo fa adesso non avrà più occasione di farlo, ma attraverso i canali istituzionali, qual è lo stato dell'arte del cantiere.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Lei scrive che il cantiere appare fermo, circostanza che induce i commercianti eccetera... Ma se posso confortarla, collega, non sussistono impedimenti tecnici o burocratici di alcuna natura. I lavori stanno proseguendo regolarmente, con la presenza sui ponteggi (poi magari non si vede perché ovviamente i ponteggi sono protetti) di operatori specializzati che stanno portando avanti le attività progettuali previste senza alcuno sforamento dei termini del contratto. Quindi, come già era stato evidenziato nel corso mi pare di altre due iniziative, forse del collega Baccega che aveva chiesto qualcosa, adesso non ricordo, confermiamo che non ci sono sforamenti, quindi tranquillizziamo sia il Consiglio che chi ci ascolta.
Come già comunicato, ricordo che i lavori sulla porzione superiore del monumento saranno conclusi, come avevamo detto, entro l'autunno di quest'anno, con il conseguente smontaggio del ponteggio, rendendo così visibile a tutti il monumento restaurato.
Come già avevo anche precisato, solo la fascia basamentale del monumento, come previsto proprio dal progetto e dal cronoprogramma, sarà oggetto di restauro nella primavera del 2026; ovviamente lì dipenderà poi dalle condizioni metereologiche perché le temperature devono consentire l'utilizzo dei materiali di restauro, in ogni caso però tali lavorazioni avverranno con l'Arco libero dal ponteggio e completamente visibile dalla popolazione.
Credo quindi che non ci sia la necessità di chiarire pubblicamente: questo è il luogo forse più pubblico che ci sia quando ci sono da evidenziare dei problemi, ma anche quando devono essere evidenziati il rispetto dei cronoprogrammi e di impegni. Le chiederei di ritirare l'ordine del giorno proprio perché non c'è necessità di fare alcun tipo di variazione rispetto a quello che è già stato rappresentato più volte in questo Consiglio e in altri contesti.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Io non so come risponderà a quanto ha dichiarato l'Assessore il collega Restano, nel caso in cui dovesse mantenere l'ordine del giorno, io vorrei semplicemente spiegare il posizionamento della Lega, che è quello di auspicare il maggior ritardo possibile di questo cantiere, non perché vogliamo vedere l'Arco di Augusto coperto ancora per tanto, ma per il semplice motivo che questo cantiere ha permesso la riapertura dell'Arco di Augusto che qualche folle ha deciso di chiudere, a cominciare dall'allora sindaco Fulvio Centoz, che decise di fare un esperimento mai tentato prima penso nella sfera urbanistica delle città, cioè la quarto-pedonalizzazione, cioè la pedonalizzazione di un quarto d'Arco di Augusto con la sua chiusura e l'installazione di bare che dovevano funzionare e fungere da panchine, ma che in realtà erano semplicemente dei sarcofagi di marmo, credo residuati di qualche cimitero dismesso.
Da allora è evidente che la volontà di quest'Amministrazione è sempre stata quella di punire le persone che hanno un'automobile, quindi quelli che arrivano da una parte della città devono rimanere da quella parte della città, non devono attraversare perché guai! Mentre invece l'Arco di Augusto consentiva di poter attraversare l'asse nord-sud.
Siccome noi riteniamo che la libertà di movimento debba essere garantita e che chi ha una macchina e l'ha pagata debba anche essere libero di poterla utilizzare e non, come viene fatto ora, con la limitazione che però vale soltanto per i comuni mortali e invece per chi ha la sua casa nella via centrale l'accesso con la macchina è garantito, il famoso popolo delle ZTL che tanto piace al PD, siccome noi siamo dei sostenitori della libertà di movimento, speriamo che questo cantiere abbia il maggior ritardo possibile fino a quando magari un auspicato cambiamento della maggioranza del Governo comunale non deciderà che quell'Arco di Augusto deve essere transitabile dalle persone perché è evidente che quello che è stato fatto è un disastro, coronato peraltro dalla collocazione di deliziosi vasi posti sui parcheggi che c'erano a servizio nelle vicinanze della Cittadella, perché anche qui è un bello sfregio, perché è giusto che le persone non abbiano un posto dove parcheggiare.
Quindi grazie a tutto questo contorno che si è creato nella città, noi auspichiamo davvero che questo cantiere termini il più tardi possibile, che ci sia ancora la possibilità di poter transitare all'Arco di Augusto e speriamo che ci sia una modifica dell'attuale maggioranza che possa riportare del buon senso e magari far rivivere quelle che sono le attività commerciali della zona, che sono completamente morte e che hanno visto calare ovviamente l'accesso delle persone Perché è evidente, se ci ricordiamo com'era l'Arco di Augusto una volta, aveva una bellissima fermata dei pullman turistici proprio esattamente in corrispondenza appena dietro l'Arco di Augusto: un pullman turistico arrivava, scaricava le persone nella via e i turisti percorrevano la via lì e poi il pullman lo andavano a parcheggiare nella Consolata, avevano molte zone dove parcheggiare.
Adesso tutto questo è morto, i pullman vengono portati a parcheggiare al Puchoz che, nel frattempo, qualcuno vuole trasformare nell'ennesimo parco figlio del degrado, e si trovano nel Puchoz che probabilmente avrebbe potuto essere utilizzato in quelle scene famose, non so se vi ricordate gli Avengers quando si è utilizzata Piazza Cavalieri Vittorio Veneto come una zona degli anni '70 del regime sovietico, quello rispecchia esattamente quell'arredo urbano... quindi il turista arriva, scende e vede questo spettacolare paesaggio sovietico degli anni '70.
Tutto questo ovviamente è un disastro, quindi speriamo e ci auspichiamo che questa percorrenza venga garantita, che il cantiere non finisca, quindi non si chiuda di nuovo e si lasci soltanto agli amici delle ZTL la percorrenza di questa strada e si lasci il transito da una parte all'altra.
Per questi motivi, nel merito di quest'ordine del giorno, ci asterremo.
Presidente - Altri gruppi? Non ci sono altri gruppi... Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Come ho anticipato, nasce da un'interpellanza, quindi lei, Assessore, mi ha dato sostanzialmente la risposta che cercavo. Le malelingue parlavano di un'apertura per scopi elettorali, lei ci ha detto che non è così.
In risposta però al collega che mi ha stimolato, la problematica dell'Arco di Augusto è ben nota: ognuno, probabilmente, in questo periodo ha le soluzioni in tasca, ha le proprie idee soprattutto rispetto all'Arco di Augusto.
Capiamo tutti che in un periodo dove il costo dell'energia elettrica si è alzato, le materie prime si sono alzate, la diminuzione di turisti diventa un problema, però oggi quanto avevo chiesto all'Assessore ha ottenuto la sua risposta, anche precisa, quindi noi ritiriamo l'ordine del giorno.
Presidente - Ordine del giorno n. 1 della Lega. Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Per illustrare brevemente quest'ordine del giorno che riprende un'interpellanza che è stata fatta qualche tempo fa che evidenziava come fossero stati spesi, secondo noi inutilmente, dei fondi pubblici per istituire quello che è stato definito il centro di orientamento e supporto per cittadini stranieri "Voce di colori".
Come abbiamo avuto modo di dire già tempo fa, questo centro è stato aperto per sostenere e per supportare, così si diceva nel comunicato stampa, rappresentare "un punto di riferimento importante per chi cerca informazioni, orientamento e accompagnamento su temi fondamentali della vita quotidiana".
Tra questi temi fondamentali della vita quotidiana ricordiamo che questo centro, aperto con i soldi di tutti e dedicato esclusivamente ai cittadini stranieri, rientrano i temi di inserimento lavorativo, tutela della salute e ricerca di una casa.
Ora, non entro nel merito del rilascio e rinnovo dei documenti di soggiorno, che può essere fatto tranquillamente in Questura, non entro nel merito dell'acquisizione della cittadinanza italiana, idem con patate, ovviamente c'è poi la richiesta per quanto riguarda il Comune, e l'accesso alla scuola e alla formazione dei corsi in lingua italiana che anche questi ci sono e sono disponibili.
Ci eravamo concentrati sugli ultimi tre temi perché banalmente sono temi che possono interessare tutti i cittadini valdostani, sono egualmente interessati, chi più chi meno a seconda dei temi, all'inserimento lavorativo. Immaginiamo una persona che non ha un lavoro, sarà ugualmente interessata tanto al cittadino straniero quanto al cittadino italiano. Stessa cosa per la tutela della salute, stessa cosa per la ricerca di una casa.
Quello che abbiamo trovato curioso a fronte delle domande formulate è che la risposta che ci è stata data è che ci sono i PUA a cui ci si può rivolgere, e ringraziamo sentitamente, ma per quanto riguarda - facciamo un esempio su tutti - la tutela della salute io spero che qualcuno ci dica che se una persona ha bisogno di un intervento dal punto di vista della salute e di un supporto da questo punto di vista, abbia, che sia esso italiano, straniero, valdostano, malgascio o neozelandese, il diritto di rivolgersi alle strutture sanitarie e vedersi riconosciuto un servizio, perché partiamo da questo presupposto.
Se così non è, allora io spero che l'Assessore ce lo dica e ci dica: "No, agli stranieri non è garantito il diritto alla salute, quindi dobbiamo aprire un ufficio apposito".
Allora se è così ne prendiamo atto; credo che però questa maggioranza abbia qualche problema.
Se invece è già così, allora non v'è soverchie necessità di avere un centro che si occupi della tutela della salute, quando in realtà le strutture ci sono già.
Lo stesso discorso per la ricerca di una casa: ci sono le agenzie immobiliari, c'è il passaparola, ci sono i social, ci sono le agenzie che sono dedicate a queste, vedi l'ARER; se hai diritto puoi tranquillamente far richiesta e ottieni il tuo alloggio.
Se la stessa cosa la applichiamo all'inserimento lavorativo, abbiamo le agenzie per il lavoro, abbiamo il famoso collocamento, abbiamo tutta una serie di servizi. Non capiamo obiettivamente per quale motivo si debbano spendere dei soldi per dare dei servizi che sono garantiti a tutti, perché non c'è un divieto di accesso per gli stranieri, sono garantiti a tutti.
In virtù quindi di questo ragionamento, con quest'ordine del giorno chiediamo al Governo regionale di cancellare il Centro di orientamento e supporto per cittadini stranieri "Voce di colori" e investire i fondi destinati per ampliare i servizi a beneficio di tutti.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Grazie collega Manfrin per aver voluto riproporre a distanza di un solo mese quest'iniziativa.
Se non erro, la prima volta che lei l'aveva proposta era esattamente il giorno nel quale attendeva a braccia aperte il generale Vannacci e credo che fosse abbastanza veloce, nella maniera di replicare, anche con una virile presenza perché doveva correre ad accoglierlo; infatti ha lasciato il Consiglio in anticipo proprio per questo motivo.
Credo quindi che dopo un mese, tecnicamente, la risposta lei l'abbia colta perfettamente, ma giustamente è giusto, in ultimo, in cauda venenum, dicevano gli antichi (giusto, collega Distort?), arriviamo al punto.
L'accesso ai servizi socio-sanitari e sociali da parte di tutti i cittadini è garantito su tutto il territorio regionale attraverso i Punti unici di accesso di cui abbiamo parlato durante la mia replica e presenti nell'attuale variazione oggetto di confronto, attivi appunto in otto sedi decentrate che sono, Aosta, Morgex, Châtillon, Villeneuve, Verrès, Gignod, Donnas e Nus.
Tali sportelli forniscono gratuitamente informazioni e orientamento anche rispetto all'insediamento occupazionale, ai servizi sanitari e alla ricerca di casa e, laddove necessario, avviano la presa in carico sociale in stretta connessione con i servizi territoriali, per una spesa di circa 1.300.000 euro l'anno.
I cittadini possono quindi rivolgersi alla sede PUA, tutti i cittadini residenti in Valle d'Aosta, territorialmente competente in base alla propria residenza anagrafica oppure contattare il numero verde attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle ore 16:30 o addirittura inviare un'email.
Tale impostazione e organizzazione dei servizi denota appunto un impegno particolare dell'Amministrazione regionale nei processi di facilitazione e accompagnamento ai servizi dell'intera comunità e all'attenta, tra l'altro, specifica nei confronti delle fasce più fragili e vulnerabili della cittadinanza.
In tale ottica, abbiamo inoltre avviato il pronto intervento sociale - che è un altro LEPS - che non in tutte le Regioni si è già riusciti ad attivare, per dare risposta alle emergenze solo sociali 24 ore su 24 e sette giorni su sette alla cittadinanza, tutto ciò in applicazione appunto dei LEPS e in particolar modo il pronto intervento sociale, come lei sa, ha avuto riscontro decisamente positivo da parte di tutti coloro i quali quotidianamente e istituzionalmente operano in tal senso, da tutte le Forze dell'ordine, la Polizia, la Protezione civile, piuttosto che tutti coloro i quali, quotidianamente e istituzionalmente, si trovano a rendersi conto che non debba esistere soltanto un pronto soccorso sanitario, ma anche un pronto soccorso sociale.
Tutto quanto questo è a servizio dell'intera comunità e secondo me è di facilissima comprensione tutto ciò e sono assolutamente certo che, vista la sua sensibilità, e non scherzo, anche il collega Manfrin lo ha colto facilissimamente.
Se tutto ciò è consolidato, perché creare un servizio specialistico rivolto in particolare ai cittadini stranieri, tenuto conto delle complessità amministrative e della eterogeneità dei bisogni legati al percorso migratorio e linguistico e delle difficoltà di orientamento e accesso ai servizi? Proprio perché, essendo dei cittadini stranieri, hanno tutta una serie di peculiarità specifiche che una volta erano gestite in maniera "sporadica" e dedicata, intervenendo tra l'altro su tutta una serie di spazi dedicati e andando di fatto quindi anche a interagire e inficiare la possibilità di dare risposta agli altri cittadini. Di conseguenza la scelta che è stata fatta già nel corso e che viene stabilizzata con un investimento che a fronte di 1.300.000 euro l'anno è di 70 mila euro l'anno su un biennio, quindi 70+70 (e questo gliel'ho già detto). Va detto tutto ciò, perché lei, data quest'assoluta semplice espressione di differenza e soprattutto non di sostituzione, resta nel senso che non è che noi facciamo una cosa che è questo sportello oggetto della sua iniziativa in sostituzione e in maniera esclusiva per questa popolazione perché questa popolazione ha esigenze diverse. Invece no: è semplicemente perché ci rendiamo perfettamente conto che, proprio perché esistono servizi per tutti, tutti i cittadini valdostani, e questo non è scontato, e proprio per fare in modo che all'interno degli spazi che sono stati creati per dare una risposta a tutti i cittadini valdostani in una situazione di fragilità può capitare che alcune specificità, come il fatto di non comprendere la lingua o di parlare lingue diverse, può di fatto sovrapporsi a servizi resi per tutta quanta la cittadinanza; ora sarebbe anche triste dire con un dispendio anche di risorse finanziarie non paragonabili tra di loro e che, tra l'altro, è comprensivo anche degli stessi cittadini. Di fatto dove è la difficoltà nel cogliere che questo sportello, oggetto di questa sua iniziativa, non solo non si sostituisce, ma si affianca per assolute specificità perché - e io credo che questo lo capiscano anche tutti coloro i quali stiano riascoltando la stessa cosa a distanza di un mese - si può facilmente capire che in realtà il motivo per il quale questo sportello è stato individuato è proprio per andare incontro, ad esempio, al fatto che un cittadino straniero, da qualsiasi parte del mondo venga, potrebbe trovarsi nella condizione di non parlare la lingua italiana o non parlarla ancora. Quindi, anche per dare un servizio migliore all'interno dei Punti unici d'accesso dove invece possono accedere tutti, è utile rappresentare la presentazione di alcuni servizi, anche semplicemente superando la difficoltà e la differenza di lingua piuttosto che raccontando come, da un punto di vista amministrativo, nel nostro Paese le cose sono diverse magari dal loro paese d'origine, ripeto, qualsiasi esso sia il paese di origine.
Nell'eliminazione quindi di questo sportello noi non soltanto non andiamo a ledere i servizi che rendiamo a tutti quanti gli altri cittadini, ma in realtà è proprio sottraendo la possibilità di avere uno spazio dedicato, anche semplicemente per motivi linguistici, rischiamo di andare a rovinare i servizi che rendiamo nei Punti unici d'accesso.
Io credo, ed è il motivo per il quale le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti voteremo contro, che da punto di vista logico noi dobbiamo votare contro, ma non soltanto per darle la possibilità di fare la fotografia e poi dopo fare immediatamente un post dicendo: "Viene detto di no ai cittadini" eccetera, perché questo ovviamente attiene alla sua scelta politica sulla quale, ripeto, io non voglio intervenire, ma oggettivamente parlando perché sarebbe veramente un tentare di dare dei fessi a chi ci ascolta perché, di fatto, per l'ennesima volta, a distanza di un mese, stiamo spiegando che le due cose non si sostituiscono, ma vengono fatte l'una a supporto dell'altra. Da un punto di vista amministrativo paragonare un servizio reso su un biennio per 70 mila euro all'anno per accogliere chi non parla la lingua, non soltanto non ha nulla a che vedere con dei punti dedicati alla fragilità dei cittadini valdostani, ma rischia anche di essere preso come uno strizzare l'occhio a dinamiche politiche che non ci appartengono.
Sicuramente appartengono a lei ed è giustissimo e legittimo che lei strizzi l'occhio ai suoi adepti, però, oggettivamente parlando, non può pensare che noi non ci troviamo nella condizione di dover semplicemente spiegare a questi cittadini che una cosa non ha nulla a che vedere con l'altra.
Parlando invece a tutti i cittadini valdostani, noi diciamo loro che ad oggi, grazie a quanto è stato fatto nel corso degli ultimi cinque anni, anche grazie alla vituperata Unione Europea che ha messo in piedi il PNRR, per la prima volta si è data la possibilità di aprire otto Punti unici d'accesso previsti in otto Comuni della nostra Regione dove vengono ascoltati tutti i cittadini e presi in carico per i servizi sociali e questo viene fatto per la prima volta in un'integrazione sociosanitaria, per cui all'interno di questi Punti, quindi di fatto alcuni sparsi in otto Comuni valdostani, si riesce ad ascoltare il cittadino valdostano in difficoltà e a dargli delle risposte in maniera immediata con una presa in carico che, in alcuni casi, resta soltanto in ambito sociale, in alcuni casi resta sociale e parla anche di inclusione lavorativa, in altri casi ancora accede già a servizi di matrice sanitaria e che questo oggi è possibile direttamente, Punto unico d'accesso, senza addirittura la possibilità di prenotarsi.
Questo tipo di servizio è un servizio che riguarda tutti e non ha nulla a che fare con la finta polemica che viene messa in piedi rispetto al fatto che c'è un altro posto ancora dedicato solo a coloro i quali non sono in grado, ad esempio, di capire la lingua nella quale gli verrebbero date delle risposte.
Questa roba qui, quest'ultimo servizio, non c'entra niente con il primo, ma in realtà serve a migliorare la possibilità per coloro i quali vanno nei Punti unici d'accesso di essere ascoltati immediatamente.
Per questo motivo, le chiedo nuovamente di ritirare l'iniziativa (ma so che lei non lo farà), oppure noi voteremo contro.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Lei parte da un presupposto, ed è molto abile da questo punto di vista, cioè lei cerca di far pensare a chi ascolta che chi le pone delle questioni probabilmente non le conosca o possa essere erroneamente stato tratto in inganno da alcune comunicazioni, oppure ancora che questa questione, e questa credo che sia la cosa più assurda, sia già stata discussa un mese fa.
Posto il fatto che tema similare è stato discusso un mese e tre giorni fa, per la precisione, lei dovrebbe conoscere - e io non credo che lei non conosca, ma probabilmente le fa gioco il suo intervento - la differenza degli strumenti consiliari.
Siccome io sono un attento cultore del regolamento e degli strumenti consiliari che ci sono stati dati, credo che lei si renderà perfettamente conto della differenza che intercorre fra un'interrogazione nella quale io le faccio una domanda e lei risponde e un ordine del giorno che, se approvato, la impegna a fare o non fare qualcosa.
Se io con un'interrogazione le faccio una domanda, le chiedo un'informazione e lei me la dà prendo atto di quell'informazione e le dico anche quello che penso. Nel momento in cui però io presento un ordine del giorno che la impegna a fare o a non fare qualche cosa e questo viene votato, c'è un impegno politico che la impegna a fare o non fare qualcosa.
Penso quindi che questo sia chiaro, io penso che lei non voglia fingere di non conoscere questa differenza fra gli strumenti consiliari di cui disponiamo, quindi prendiamo atto di questo, quindi che non stiamo presentando una proposta che è già stata discussa un mese e tre giorni fa, ma che è una proposta che discende dalle risposte che lei ci ha consegnato un mese e tre giorni fa.
Un mese e tre giorni fa lei, appunto, ci parlò dei PUA, ce ne parlò diffusamente in maniera entusiastica. Bene, buon per lei, ma lei giustamente ha detto che le persone si possono rivolgere a questi PUA e si possono rivolgere indipendentemente da quella che è la loro cittadinanza. Bene, benissimo, sono servizi che sono garantiti a tutti: a maggior ragione questa domanda, la domanda che le abbiamo formulato, prende corpo.
Lei a seguire, visto che le piace e lei è solito farlo, provare a magnificare iniziative che poco hanno a che fare i suoi servizi, ha parlato anche di quello che è il pronto intervento sociale.
Vede, purtroppo questa fine Legislatura non ci permette di poterne parlare diffusamente perché anche qui ci sarebbe stato modo di parlarne in maniera diffusa. Io immagino che lei, Assessore, ci potrà anche raccontare questa cosa qui, ma immagino che se io dicessi, Assessore, per esempio parlando a chi sta fuori da quest'Aula e avesse il coraggio di collegarsi, magari perché ha una difficoltà, e gli dicessi: "Questa sera se sei in difficoltà chiama il pronto intervento sociale", so benissimo che lei spalancherebbe gli occhi. Lo sa perché glielo dico? Perché questa persona non potrebbe chiamare il pronto intervento sociale, perché il pronto intervento sociale non può essere contattato dai singoli cittadini, può essere contattato solo dagli enti, dai soggetti diversi, dalle Forze dell'ordine, dalle assistenti sociali e quant'altro.
Io sarei invece curioso di vedere quando una persona in difficoltà alle tre del mattino si ritrova sbattuta fuori di casa, immaginiamo, immaginiamo una persona che viene sbattuta fuori casa alle tre del mattino, sarei curioso di sapere questo pronto intervento sociale come funziona, oppure in alcuni soggetti che le ho segnalato più volte sarei proprio curioso di vedere questo pronto intervento sociale se ha prontamente trovato un'abitazione a disposizione o meno, perché sono pronto a scommettere che la risposta è no.
Fortunato per lei, lei ha la fortuna che questa Legislatura non prosegua, o per lo meno che non possiamo parlarne pubblicamente e non possiamo confrontarci su questo tema perché ci divertiremmo parecchio a confrontare i risultati di questo pronto intervento sociale che, al di là delle chiacchiere, avrà effetto zero, perché ovviamente ha effetto zero e lei lo sa benissimo, sono cose fissate soltanto per poter dare aria e fiato alla bocca e va benissimo.
Detto questo, lei ci ha detto, nel succo del suo discorso, che tutto questo, quindi 70 più 70 140 sono fatti perché c'è uno sportello che serve per parlare di queste cose per persone che non parlano la nostra lingua.
Assessore, ma veramente ci dice che noi spendiamo 140 mila euro semplicemente per garantire uno sportello dove si possono rivolgere persone che non parlano la nostra lingua? Quindi lei mi dice che praticamente c'è uno sportello, adesso immaginiamo, e in questo sportello praticamente c'è una persona che parla tutte le lingue del mondo, oppure c'è un pool di linguisti che parlano di tutto, dalla lingua che si parla nello Sri Lanka fino ai dialetti della Cina profonda, perché se così fosse le diamo atto di aver fatto un bel servizio ed è sicuramente un costo abbastanza basso quello di 140 mila euro. Se così non fosse, io le ricordo, ma lo saprà anche lei, purtroppo io ho frequentato l'ospedale in maniera abbastanza importante in quest'ultimo periodo e ogni volta che entro c'è un cartello con scritto: "Servizio di mediazione culturale", quindi cosa significa? Che c'è ad oggi un servizio di mediazione culturale e c'è una persona che, ovviamente, fa da mediatore e se c'è qualcuno che non parla la lingua prende, sta sul posto e spiega: "Guarda, qui in ospedale puoi fare questo, puoi avere questo, puoi dire questo", penso che il servizio sia chiaro.
Se lei ci dice che sostanzialmente ha aperto uno sportello a 140 mila euro semplicemente perché a una persona che non parla italiano venga spiegato che può andare in ospedale o che può avere una casa se fa la richiesta all'ARER o se va sul mercato privato quant'altro, sinceramente sono molto deluso, Assessore, e a maggior ragione prende forza la proposta che abbiamo fatto, cioè il fatto che questo servizio sia inutile, che sia sufficiente la presenza eventualmente di un mediatore culturale all'interno di un PUA e il problema è risolto.
Non solo quindi non ritiriamo l'ordine del giorno; l'ordine del giorno trae maggior forza da quella risposta che ci ha dato.
In ultimo, lei sa che io non sono sicuramente un maestro di bon ton, chiamiamolo così, di certo mi piace lo scontro, se c'è da farlo, non sono la persona che utilizza i termini più ricercati possibili, non mi scandalizzo di fronte anche a espressioni abbastanza dure, però il fatto che lei dica, sostanzialmente, che chi è qui, da questa parte del microfono, e parla a quelli che lei ha definito degli adepti, e lei sa benissimo che gli adepti sono coloro che diciamo che fanno parte tendenzialmente di sette, questo mi offende particolarmente.
Se lei ritiene nella sua esperienza politica di aver avuto e di essere entrato in contatto con degli adepti che magari l'hanno votato, hanno votato il suo movimento perché credevano in maniera acritica a quello che lei diceva, a me dispiace per lei, perché la politica non è una religione.
Noi di adepti non ne abbiamo, abbiamo persone che credono in quello che facciamo, che credono nelle nostre proposte e che credono nei valori che noi portiamo avanti.
Gli adepti se li tenga per lei, noi abbiamo persone che hanno questo tipo di visione, poi faccia quello che vuole. Sinceramente, a me questa cosa qui ha particolarmente infastidito, quindi ne prendiamo atto ma utilizzeremo questo termine anche nel futuro, visto che le piace tanto.
Ovviamente quest'ordine del giorno non lo ritiriamo.
Presidente - Ci sono altri interventi? Altrimenti mettiamo in votazione. Assessore Marzi per il gruppo.
Marzi (SA) - Collega Manfrin, visto che tutto tace, mi avrebbe fatto piacere che anche qualche collega decidesse di intervenire in questo simpatico dibattito.
Sul tema adepto, la ringrazio tantissimo per averlo richiamato perché altrimenti non sarei riuscito a farglielo dire, però gli adepti non riguardano soltanto le sette, riguardano in realtà anche le associazioni piuttosto che i movimenti: è semplicemente un gruppo chiuso che segue qualcuno che dice alcune cose e, nel suo caso, è assolutamente così, come nel caso di molti di noi, per cui non solo non mi offendo, sono felice che lei deciderà di parlare spesso utilizzando questo termine per quanto riguarda le persone che la seguono (da cui seguace). Però, oggettivamente parlando, arriviamo non tanto a parlare dell'ordine del giorno, perché credo che abbia annoiato: di fatto parlare di un servizio specialistico rivolto ai cittadini stranieri che tiene conto delle difficoltà amministrative piuttosto che dell'eterogeneità dei percorsi piuttosto che dei bisogni, dato che appunto sono cittadini stranieri ed è un concetto così difficile- a mio avviso no. È ovviamente chiaro che il suo ordine del giorno ha finalità tipicamente politiche, legate appunto a chi la segue, perché ha piacere di sentirle dire queste cose.
Io invece vorrei parlarle appositamente di quanto ha rappresentato rispetto al pronto intervento sociale, perché del pronto intervento sociale - apposta ho provato a spiegarglielo, sperando che lei recepisse, e lei ha recepito, ovviamente come ha voluto e non come le ho detto -, in realtà nel momento in cui è stato presentato come è stato dichiarato da tutti quanti i soggetti presenti al tavolo, quindi la Polizia, la Protezione civile, l'Arma dei Carabinieri, alla quale lei è molto vicino, - anche perché, come sa meglio di me, molti di questi professionisti girano l'Italia, per cui erano da poco arrivati in Valle, - e come sono stati loro i primi a dire, a onore della cronaca, che in realtà erano lietissimi di essere lì presenti, perché avevano girato in altre realtà regionali nelle quali il pronto intervento sociale o PRIS non era ancora stato istituito, in realtà ce n'è un'assoluta necessità.
Ce n'è un'assoluta necessità perché? Perché è importante capire che tutto quello che accade in termini di fragilità delle persone non segue gli orari d'ufficio, quindi, di conseguenza, come da lei richiamato, può capitare di trovarsi in una situazione di assoluta necessità anche in orari serali/notturni, durante i fine settimana piuttosto che durante quelle che vengono definite festività.
C'era un adagio che diceva che la fortuna ci vede malissimo, mentre invece la sfortuna vede benissimo, quindi può capitare che questo accada proprio quando non deve accadere.
Ecco il motivo per il quale ci si trova nella condizione, spessissimo, di trovarsi nella necessità, soprattutto tra addetti ai lavori, quindi non nell'avere un rapporto diretto con il cittadino ma nel cercare una soluzione, di avere uno strumento che consenta di far fronte al fatto che se la fortuna ci vede malissimo, la sfortuna invece può capitare proprio quando non deve, quindi in giornate nelle quali i servizi non funzionano.
Quello che gli addetti ai lavori hanno rappresentato nella presentazione del PRIS è stato proprio ed esclusivamente quello, finalmente c'è la possibilità non di schioccare le dita e di trovare un'immediata soluzione a chi si trova in una situazione di difficoltà, ma addirittura nello schioccare le dita e non trovarsi in una situazione di difficoltà ci si può trovare nella condizione di aver bisogno di qualcuno che è pronto a rispondere al telefono e fare rete.
Ecco perché non solo non c'è un vaniloquio piuttosto che non c'è una situazione di un servizio vuoto ma, in realtà, i primi ad aver fatto quella richiesta, guarda caso arrivata, sono coloro i quali tutti i giorni lavorano per far fronte alle necessità.
È questo che è importante rappresentare, perché a maggior ragione per quello che lei sta rappresentando nella dissertazione che ha fatto sulla differenza tra un'interrogazione e un'interpellanza e un ordine del giorno, lei sa benissimo che qualsiasi cosa noi ci diciamo oggi, soprattutto anche votando un ordine del giorno, perché lei sa che gli ordini del giorno e gli impegni dell'ordine del giorno finiscono con le Legislature. Questo lo sappiamo tutti: solo che siccome lei è partito con un discernimento tra la differenza tra un'iniziativa che domanda o chiede che cosa stiamo facendo rispetto a un impegno, questo impegno, anche se noi glielo votassimo, funzionerebbe da oggi a dopodomani, per cui è normale che anche lei ha fatto politica in questa cosa.
Sì, settembre: in realtà, collega Manfrin, lei sa benissimo che è dietro l'angolo perché esiste una roba, sulla quale non annoiamo i cittadini, che si chiama ordinaria e straordinaria Amministrazione, per cui visto che sta dissertando rispetto a che cosa si può fare di quest'ordine del giorno, quest'ordine del giorno ha dignità politica e lei la utilizzerà, così come il sottoscritto, per una questione politica, solo politica. In termini amministrativi, tutti questi ordini del giorno, purtroppo, anche quelli che dovessero essere votati, non potranno trovare applicazione, ma tutti quanti noi ci siamo trovati in questa circostanza.
Lei ricorderà, perché era presente, la famigerata legge 8/2021: anche in quell'occasione, dopo due settimane di discussione su un complessissimo articolato, abbiamo comunque votato degli ordini del giorno che, come in questo caso, sono valsi... - anche io ne ho fatto uno, il primo e l'unico della mia vita politica sino a oggi - sono valsi praticamente il quarto d'ora che li abbiamo discusso. Però, se questa è politica, è invece importante parlare, anche se ci sono delle differenze, sull'impostazione politica diversa rispetto a determinati tipi di servizi.
Per cui, se è giusto il fatto che noi ci confrontiamo da posizioni diverse su alcune cose, secondo me è anche giusto dare dignità a servizi come i Punti unici d'accesso e il Pronto intervento sociale che sopravviveranno, per fortuna, a noi e di fatto servono assolutamente alla nostra comunità.
Siccome noi tutti siamo qua impegnati a lavorare per la nostra comunità, anche se da posizioni diverse, è importante che questi servizi ci sopravvivano perché questi servizi servono eccome.
Per questo motivo, come gruppo Stella Alpina, voteremo no a quest'ordine del giorno.
Presidente - Ci sono altri interventi? Non ne vedo, mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. Tutti hanno votato? La votazione è chiusa.
Presenti: 32 Votanti: 28
Favorevoli: 7
Contrari: 21
Astenuti: 4 (Aggravi, Brunod, Planaz, Restano)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 2 del gruppo di Rassemblement. Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (RV) - Come hanno già accennato il capogruppo Aggravi e il collega Restano, anche quest'ordine del giorno è un'interpellanza che era stata presentata a fine giugno, ora trasformata in ordine del giorno a questo disegno di legge 209, quindi il terzo provvedimento di variazione al bilancio 2025-2027.
Come tutti sapete, nelle scorse settimane diversi organi di stampa locali avevano segnalato criticità nello stato di manutenzione del percorso naturalistico per persone con disabilità in carrozzina situato nella parte alta del Comune di Champdepraz e, secondo quanto riportato da rappresentanti della DISVAL e dall'Associazione Valdostana Paraplegici, anche altri percorsi accessibili risultano a rischio di inagibilità o necessitano comunque di alcuni interventi. Per esempio, quelli di Champlong a Verrayes, erano stati citati Antey-Saint-André, Lexert a Bionaz, il lago di Villa a Challand-Saint-Victor e le aree umide di Les Îles a Brissogne e del Marais a Morgex.
Il percorso che è stato citato nelle premesse, cioè quello in questione, è un percorso che si trova ai piedi del Mont Avic ed era stato realizzato nell'ambito del progetto "Intégration et bien-être dans les Alpes" finanziato dal programma europeo Interreg Alcotra 2007-2013.
Il sito ufficiale di promozione turistica della nostra Regione, quindi il sito www.lovevda.it, dedica un'intera sezione al turismo accessibile alla montagna senza limiti, presentando numerose schede informative relative ai percorsi accessibili.
Qui precisiamo che, fino a poco tempo fa, vi era anche questo percorso che, purtroppo, poi ha avuto queste criticità dovute alle problematiche meteo che anche nello scorso Consiglio avevamo appreso durante la risposta dell'assessore Carrel.
Chiediamo quindi che il Consiglio regionale impegni il Governo regionale a predisporre, in collaborazione con i Comuni interessati, una verifica annuale preventiva dello stato dei percorsi naturalistici destinati alle persone con disabilità, da effettuare prima dell'inizio della stagione primaverile, al fine di garantire affidabilità e sicurezza dell'offerta turistica accessibile; a istituire sul portale ufficiale turistico della nostra Regione un sistema aggiornato di segnalazione sulla percorribilità effettiva dei percorsi accessibili, in modo analogo a quanto già previsto per esempio per il catasto sentieri VdA, oppure potrebbe essere anche una soluzione per esempio per quanto riguarda gli impianti sciistici della nostra Regione, dove si trovano di diversa colorazione gli impianti aperti, gli impianti chiusi oppure i sentieri che sono in manutenzione, in modo da evitare informazioni fuorvianti per l'utenza con disabilità.
In ultimo a promuovere, in maniera trasparente e coerente con la realtà territoriale, l'immagine di una Valle d'Aosta accessibile e inclusiva, adottando strumenti operativi che ne garantiscano la credibilità.
Presidente - Per il Governo l'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Collega Brunod, sul punto relativo agli interventi non starò a ripetermi perché, come ha ben ricordato lei, il collega Carrel ha già fornito puntuali risposte nell'ultimo Consiglio, quindi ha già dato informazioni sugli interventi che saranno messi in opera sul percorso di Champdepraz.
Per quel che riguarda invece le impegnative 1 e 2, all'interno del sito lovevda.it, nella sezione dedicata all'accessibilità, la pagina "Montagna senza limiti" fornisce informazioni su luoghi all'aperto in Valle d'Aosta accessibili in tutto o in parte anche alle persone in sedia a rotelle. Non si tratta solo di sentieri, ma di mete diverse nella natura come parchi gioco, giardini o aree protette.
Nel testo introduttivo della pagina si precisa che, trattandosi di ambienti montani, è consigliata la presenza di un accompagnatore, l'uso di carrozzine da outdoor o con ruote adatte ai terreni irregolari e, come misura precauzionale, una verifica preventiva delle condizioni del territorio meta della visita.
L'elenco dei suddetti siti accessibili è stato elaborato in passato grazie a una ricognizione condotta dall'Office du Tourisme con il supporto dei propri uffici territoriali, ciascuno competente per i Comuni della propria area.
Come lei sa, ci sono tredici uffici più cinque uffici che vengono aperti nel corso della stagione estiva.
La redazione del sito prevede già una verifica annuale dei contenuti e comunque aggiornamenti ulteriori in caso di segnalazioni.
Ad oggi, per quanto riguarda i sentieri, l'Office contatta periodicamente i Comuni responsabili della manutenzione dei sentieri e delle ordinanze relative ai problemi di viabilità e sicurezza, oppure consulta i relativi siti web per reperire informazioni sullo stato dei soli sentieri e delle strade poderali.
L'Office du Tourisme conferma che continuerà a verificare annualmente, in primavera, quindi in apertura di stagione, le condizioni dei luoghi elencati alla pagina "Montagna senza limiti", sentieri e altre mete all'aperto attraverso il contatto diretto con i Comuni e con eventuali gestori o referenti dei siti.
Nell'immediato, l'Office du Tourisme ha avviato una verifica puntuale per rilevare problemi sopravvenuti nei luoghi elencati in seguito agli eventi atmosferici che sono successi e che non sono stati comunque comunicati dai Comuni interessati.
Per quanto riguarda il terzo punto dell'impegnativa, l'Assessorato è da sempre impegnato nella promozione delle attività del turismo inclusivo con significative azioni progettuali. Si è infatti concluso da poco il progetto "Lo sci per tutte le abilità", che ha riscosso un notevole gradimento e che è stato giudicato come best practice dallo stesso Ministro per le disabilità, l'onorevole Alessandra Locatelli, nel corso della sua recente visita nella nostra regione a fine marzo scorso.
Nel corso del 2025 sono stati inoltre avviati altri due progetti: il progetto "Caspita: cultura, accoglienza e sport" per un turismo inclusivo nelle Alpi, che prevede il finanziamento di progetti volti a promuovere il turismo accessibile e inclusivo per le persone con disabilità.
Tra i suoi vari obiettivi ci sono anche la mappatura e la promozione dei servizi accessibili tramite pubblicazione di guide e aggiornamento dei portali turistici, facilitando la pianificazione dei viaggi per le persone con disabilità.
In quest'ambito è previsto, anche nel corso del 2026, il coinvolgimento del CODIVDA, il Coordinamento disabilità della Valle d'Aosta, che è tra i soggetti aderenti al progetto e che sarà parte attiva nella verifica dell'effettiva accessibilità.
Per quel che riguarda il progetto "In tre vie, viaggiare inclusivo, vivere emozioni tra Vallese, Valle d'Aosta e Piemonte", è stato approvato questo progetto a valere sul programma di cooperazione INTERREG Italia-Svizzera 2021-2027 il 3 dicembre 2024.
Il progetto mira a sviluppare e promuovere una rete transfrontaliera di destinazioni turistiche, accessibili e accoglienti per persone con bisogni specifici. Tale rete includerà il patrimonio naturale, culturale e prodotti turistici come lo sci, con l'obiettivo di destagionalizzare l'offerta turistica e promuovere l'inclusione sociale.
Ciò avverrà attraverso lo scambio di buone pratiche già sviluppate nei territori, la definizione di metodi di raccolta delle informazioni e di promozione del prodotto turistico legato alle diverse disabilità, nonché la creazione di servizi congiunti come la formazione, per incentivare il turismo a beneficio di cittadini con disabilità motoria, sensoriale o intellettiva e dei relativi territori coinvolti.
Sia nell'ambito delle due iniziative progettuali che le ho delineato, sia, più in generale, attraverso azioni promozionali mirate dall'Assessorato, è da ritenere che si stia realizzando un importante investimento nella valorizzazione di un'immagine di una Valle d'Aosta sempre più inclusiva e accessibile, e a questo proposito è di prossima programmazione una puntata su Sky Sport Icarus dedicata all'inclusività e all'accessibilità della nostra regione.
Per queste ragioni, che testimoniano l'effettuazione delle attività da lei rappresentate nell'impegnativa, sia dalla struttura competente dell'Assessorato che dall'Office du Tourisme, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno; in caso contrario ci asterremo.
Presidente - Consigliere Brunod, a lei la parola.
Brunod (RV) - Ringraziamo l'Assessore e ovviamente anche tutta la struttura, l'Assessorato che ha contribuito sicuramente nel fornire questa risposta molto articolata e molto dettagliata a riguardo di tematiche su cui tutti abbiamo molta attenzione e sensibilità, perché comunque vogliamo veramente in modo concreto avere una Valle d'Aosta sempre più inclusiva e accessibile, quindi ben vengano tutti i progetti che lei ha elencato che sono molto interessanti.
Poi ovviamente, purtroppo, a volte ci sono questi incidenti di percorso che possono andare a macchiare un po' quella che è la nostra immagine ed è proprio per questo che attraverso queste iniziative si creano quelle opportunità di affrontare delle tematiche nella sede deputata, che è poi questa qui, per cercare tutti insieme, attraverso spunti che arrivano dalla minoranza, e a volte accoglimenti da parte della maggioranza, di dare un'immagine migliore di quello che è il nostro prodotto e la nostra offerta turistica.
Anche ascoltando parte della sua risposta, dove comunque l'Assessorato, dopo queste problematiche, è intervenuto per cercare di far fronte alle criticità che erano legate a questo percorso al momento non utilizzabile, noi intendiamo ritirare quest'ordine del giorno senza problemi. Ovviamente, chiediamo che ci sia sempre grande attenzione perché poi molte volte si fanno sì dei grandi progetti, delle grandi iniziative, poi a volte nel concreto magari si va un po' sulla fiducia che le cose tutte funzionino e poi invece magari è meglio fare una verifica una volta in più che una volta in meno per essere tranquilli di offrire un'immagine di una Valle d'Aosta veramente all'altezza delle aspettative, sia in campo nazionale che internazionale.
Ringraziamo l'attività svolta dall'Office du Tourisme e dall'Assessorato per garantire al meglio questi servizi e quindi ritiriamo l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.
Passiamo a quello successivo n. 2 della Lega. Consigliere Lavy ne ha facoltà.
Lavy (LEGA VDA) - L'anno scorso è stata la Bluetongue, quest'anno la dermatite nodulare bovina, cerchiamo però di fare un pochino di chiarezza.
In Sardegna, in Lombardia, in Savoia e in Alta Savoia ci sono diversi casi di dermatite nodulare bovina, malattia virale che colpisce i bovini, causando febbre e noduli sulla pelle. Tutto per colpa della trasmissione di un virus che avviene tramite insetti ematofagi, come alcune specie di mosche, zanzare o dalle zecche, nello stesso modo praticamente in cui si trasmette la Bluetongue.
La malattia virale rientra tra le malattie di categoria A, D e E dal regolamento di esecuzione 2018/1882 della Commissione Europea del 3 dicembre 2018, relativo all'applicazione di determinate norme di prevenzione e controllo delle malattie.
Tanto per capirci, per malattie di categoria A si intende una malattia elencata che non si manifesta normalmente nell'Unione e che, non appena individuata, richiede l'adozione immediata di misure di eradicazione di cui all'articolo 9, paragrafo 1 lettera A del regolamento 2016/429.
Non sto ovviamente a elencare anche le caratteristiche delle malattie di categorie D e E, perché altrimenti ci metteremmo troppo.
Il regolamento 2016/429 determina che, in occasione di caso accertato della malattia, si deve procedere con il sequestro dell'allevamento interessato, rintraccio delle movimentazioni degli animali e istituzione della zona di protezione di 20 km e di 50 km di sorveglianza, il divieto di movimentazione dei bovini, il divieto di movimentazione di letame e liquami provenienti dalle zone di protezione. Ma questo è ancora il "meno", perché si prevede addirittura l'abbattimento degli animali che potrebbero essere contaminati o contribuire alla diffusione della malattia.
Rendiamoci conto che qui si procede all'abbattimento non solo degli animali effettivamente malati, ma anche quelli che potrebbero trasmettere il virus, quindi tutti quelli dell'allevamento in cui si trova magari un solo caso positivo.
E infatti, se si guarda in Savoia, stanno facendo delle vere e proprie stragi, perché appunto in Savoia e in Alta Savoia esistono dei focolai della malattia e un'area intorno al Piccolo San Bernardo è rientrata nella zona di sorveglianza.
Questa malattia è originaria dell'Africa subsahariana, è per quello che rientra in questa categoria A di malattie, e uno legge le notizie di stampa e sembra veramente come la peste bubbonica, poi però si guardano i dati della mortalità e ci si stupisce.
L'Assessore alla sanità della Regione Sardegna, Armando Bartolazzi (e ricordo che la Sardegna, come era stato per la Bluetongue, è la Regione più colpita da questa malattia) ha dato alcuni dati e ha affermato che la morbilità, cioè la trasmissione della malattia da capo a capo, è del 5,26%, quindi su 100 mucche, in caso di trasmissione, solamente 5 vengono contagiate, mentre la mortalità è limitata al momento, dice l'Assessore, allo 0,51%, quindi su 100 animali che possono essere malati, che sono malati, se va male ne muore uno, quindi noi ammazziamo, magari, interi allevamenti per combattere un animale che muore. Se gli altri animali prendono la malattia, magari stanno anche male, per carità, ma poi si immunizzano.
Ma qui siamo veramente alla follia. La colpa, intendo dirlo, non è assolutamente della Regione, questo ci deve essere chiaro, perché la Regione in questo non ha potere come neanche lo Stato perché, come ho detto, tutte queste normative, tutta questa malattia rientra in regolamenti della Commissione Europea e anche nel regolamento 2016/429 che mi sembra sia stato in qualche maniera anche promosso dal Parlamento e dal Consiglio Europeo.
Nella nostra regione abbiamo tre razze autoctone, la pezzata nera, la castana e la pezzata rossa, i cui numeri dei capi le pongono ovviamente a rischio di estinzione, soprattutto per quanto riguarda la pezzata nera.
Immaginiamo se dovessimo in qualche maniera procedere con l'abbattimento di interi allevamenti; per carità, gli allevamenti valdostani non sono grandi come quelli di altre regioni o quelli francesi, ma sarebbe un danno immane, oltre che affettivo, economico, ma anche un danno importantissimo al patrimonio genetico delle razze.
È ovvio che per quanto riguarda le azioni da portare avanti bisogna sperare innanzitutto che la malattia non arrivi, dall'altro, come ho detto, la Regione ha le mani legate sotto tutta una serie di aspetti e so, e questo è già uscito, che gli Assessorati di competenza agricoltura e sanità si sono già mossi, e questo è assolutamente positivo e doveroso, ma un atto politico forte del Consiglio regionale, che in qualche maniera da un lato approfondisca e dall'altro solleciti la questione delle deroghe riguardanti il regolamento dell'Unione Europea 2016/429 e - ho dimenticato di inserirlo anche nelle premesse - del regolamento 687/2020 sarebbe assolutamente un atto forte, importante, soprattutto per avere delle deroghe, al di là della questione della movimentazione, anche e soprattutto sugli abbattimenti, perché non possiamo rischiare di intaccare il capitale dei bovini di razze che sono in via d'estinzione.
Un ordine del giorno, quindi, che tiene conto delle enormi difficoltà di non avere una competenza primaria e neanche il fatto che lo Stato ha competenza in questo tema; è un ordine del giorno che, appunto, ha un valore politico molto forte, anche ovviamente per far sentire una piccola voce a livello di Unione Europea.
I parlamentari, sia nazionali che gli europarlamentari del gruppo a cui appartengo, sono ovviamente stati sollecitati per fare pressione in merito a questo tema per avere possibilmente delle deroghe, ma è ovvio che anche un atto politico del Consiglio regionale sarebbe importante per far sentire la nostra voce.
Presidente - Assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Comincio, e come lei sa io non lo faccio normalmente, a ringraziarla per questa iniziativa perché ci consente di utilizzare il Consiglio anche a fini comunicativi, come è giusto che sia.
Oggi, infatti, c'è stata una riunione dell'Unità di crisi centrale ed è notizia di ieri sera la presenza di altri tre focolai francesi che fanno avanzare il fronte del nostro areale di sorveglianza di altri 500 metri.
Saranno quindi coinvolti nella zona di sorveglianza altri due Comuni valdostani, oltre a quello di La Thuile, cioè il Comune di Courmayeur e il Comune di Pré-Saint-Didier, che io ho già avvisato in tal senso, per un totale di 29 alpeggi, 107 allevamenti e 2.380 capi, alcuni provenienti anche dal Piemonte.
Il Ministero ha inoltre approvato la nostra richiesta di vaccinazione preventiva e si è già attivato in via informale con la Commissione Europea per procurarci le dosi necessarie non soltanto per i capi presenti in zona di sorveglianza, ma per tutto il nostro patrimonio zootecnico bovino, nonché dei capi piemontesi presenti in alpeggio.
Entro questa settimana dovremmo quindi predisporre il piano vaccinale, definendo il numero di capi da trattare, i tempi necessari per completare il piano e stabilire le procedure operative.
Nel caso in cui dovessimo avere dei casi positivi, abbiamo inoltre già chiesto la deroga all'abbattimento dell'intero allevamento e la protezione del nostro patrimonio zootecnico e auspichiamo in tal senso un'apertura a trovare soluzioni diverse da quelle previste dalla normativa.
Abbiamo chiesto inoltre di poter continuare a lavorare il latte crudo sul posto, nelle zone di restrizione, dicendo che avremmo designato stabilimenti di stagionatura in vincolo e anche in questo caso auspichiamo riscontri positivi.
Abbiamo inoltre proposto che in tal senso si aprano dei confronti anche con la Francia e la Svizzera coinvolta.
Questo è il motivo per il quale io credo sia importante, collega Lavy, aggiungere a quest'aspetto che da solo supera l'impegnativa del suo ordine del giorno, tanto per essere chiari. Io so che lei è collega che ha dimostrato nel corso di questi anni una profonda onestà intellettuale e quindi lei lo può anche portare alla votazione, l'ordine del giorno, rimane il fatto che qualsiasi impegno politico ci prendessimo, come detto poc'anzi, non avrebbe nessun tipo di peso, ma soprattutto che nei fatti è già superato, ed è già superato non perché noi siamo bravi, ma perché, come da lei richiamato, ci siamo trovati a dover affrontare una iattura enorme.
Io però credo che sia anche importante dire alcune cose e mi auguro che poi ognuno di noi, visto che è importante parlare con le persone quando si vuole fare politica, mi auguro anche che in camera caritatis, senza dire che l'Assessorato è bravo e che l'Assessore sta lavorando, assieme, tra l'altro, al collega Carrel con il quale condividiamo anche questo badot, io mi auguro invece che però senza fare nomi voi, facendovi parti attive dicendo che è merito vostro, quando incontrate le persone però poi spieghiate alcune cose.
La prima: non c'è assolutamente paragone tra la Bluetongue e la Lumpy Skin Disease (LSD) o dermatite nodulare contagiosa.
In francese, tra l'altro, viene citata come DNC e non come LSD, perché sappiamo che gli amici e cugini francofoni ci tengono anche al verbum o alla langue, però detto tra di noi c'è una differenza sostanziale tra queste due malattie e quello che chi fa amministrazione è chiamato a fare è e deve essere fondamentalmente un aspetto sostanziale, cioè quello di trattare questo genere di problematiche come delle problematiche amministrative.
Per cui se lei nelle premesse di quest'ordine del giorno correttamente cita le categorie per le quali la DNC si trova nelle condizioni di essere trattata come una malattia extra UE, quindi di conseguenza sa anche che anche il tema dell'approvvigionamento dei vaccini viene gestito secondo dinamiche completamente diverse dalla Bluetongue proprio perché malattia, chiamiamola così, extra UE, e siccome i vaccini vengono prodotti a loro volta extra UE, anche semplicemente l'approvvigionamento degli stessi non può essere gestito, come è successo per la Bluetongue dove noi abbiamo stanziato dei denari e acquistato i vaccini in collaborazione con l'Azienda USL arrivando quindi ad averli e quindi poi a poterli somministrare: in questo caso, ed è questo il motivo per il quale anche in Francia la situazione è socialmente molto dura, chi gestisce l'approvvigionamento, la distribuzione e anche le dinamiche sanitarie legate alla distribuzione dei vaccini è solo ed esclusivamente la Comunità Europea.
Questa è una differenza sostanziale che, di fatto, richiede anche e beneficerà del fatto che la Regione Valle d'Aosta, da questo punto di vista, si è mossa in profondo anticipo.
Da quando la DNC è arrivata in Sardegna, da subito il Ministero ovviamente si è attivato, poi c'è stato un caso di un focolaio nel mantovano e anche in quel senso il Ministero si è immediatamente attivato.
Quello che la Regione autonoma Valle d'Aosta ha fatto, però, è stato da subito avvisare il Ministero rispetto al fatto che, mentre si trattava la DNC sul territorio nazionale nel frattempo nella vicina Francia, ahimè, la malattia era arrivata e si stava espandendo a macchia d'olio, per cui noi da subito, prima che si arrivasse alle comunicazioni della settimana scorsa, abbiamo avvisato il Ministero che dalla Francia la malattia si stava avvicinando.
Questo ha fatto sì che quando venerdì mattina alle ore 11:02 il Ministero, informalmente, ha avvisato la Regione autonoma Valle d'Aosta che c'era un areale della sua Regione e quindi, tanto per essere chiari, alcuni alpeggi nel Comune di La Thuile sarebbero entrati all'interno della zona di sorveglianza perché all'interno del raggio di 50 km dal focolaio più vicino francese. Nella stessa comunicazione ufficiosa che il Ministero ha fatto alla Regione autonoma Valle d'Aosta, al secondo capoverso si scrive e dichiara testualmente che "si stava già operando sui vaccini" per quanto riguarda la nostra Regione perché la Regione, già in maniera anticipatoria, si era immediatamente fatta parte attiva per diventare una Regione che doveva immediatamente avere delle vaccinazioni del caso.
L'unità di crisi centrale di questa mattina, che ha confermato da subito questa richiesta, ci fa auspicare che nel minor tempo possibile questi vaccini arrivino.
Da questo punto di vista però, io tengo a essere anche molto preciso perché quando poi dopo abbiamo incontrato tutte le associazioni e tutti i soggetti coinvolti dalla filiera venerdì pomeriggio scorso, noi avevamo ricevuto una mail alle ore 11:00 e alle ore 14:30 abbiamo incontrato tutti, questo perché già il martedì precedente avevamo convocato quella riunione per trattare il tema con tutti quanti i soggetti coinvolti.
Quest'oggi abbiamo comunicato quelle che sono le disposizioni legate alla gestione della malattia per i Comuni non coinvolti delle zone di sorveglianza: speriamo con domani o dopodomani al massimo di dare anche una nota, attraverso un provvedimento dirigenziale della nostra Regione, dove si vadano a individuare le disposizioni che invece sono previste per i Comuni all'interno delle zone di sorveglianza.
Il fatto che ci stiamo muovendo in questa maniera anticipatoria e continuamente condivisa non rende merito rispetto al rischio che lei ha richiamato e che stiamo correndo perché ad oggi la normativa di riferimento, siccome questa malattia è una malattia extra UE, prevede l'eradicazione della malattia stessa attraverso l'abbattimento di tutti i bovini presenti in stalla.
Per questo motivo, muovendoci da subito, sul tema di non adire la via dell'eradicazione tramite abbattimento di tutta la stalla e sul tema della lavorazione della fontina a freddo o comunque prevedere una serie di deroghe applicabili che nel centro Italia sono già state applicate, noi stiamo cercando di lavorare in maniera parallela su questo fronte, sperando che ci ascoltino, e questo è uno dei fronti sui quali già il Ministero ha dato dei riscontri positivi, però fino a quando non si vede la carta, conviene comunque sia mantenere uno stato d'allerta. Perché? Perché la nostra è una situazione, come da lei richiamato, assolutamente fuori scala, perché noi abbiamo 38 mila bovini, 6 mila nere e gli altri 32 mila più dediti al latte e di fatto questi 38 mila bovini risultano essere tutti e tre imputabili a tre razze autoctone in via di estinzione, mentre invece la vicina Francia è il principale produttore di carne d'Europa e tantissime altre Regioni vicino a noi, basta pensare al vicino Piemonte, che a fronte di 4.700.000 abitanti ha più o meno 8 milioni di bovini, hanno numeri ben diversi. Quindi è normale che, nel momento in cui si dovesse dar corso a questo genere di prassi, noi di fatto metteremo sostanzialmente a rischio la stessa sussistenza di queste razze e di tutto il lavoro genetico che è stato posto in essere nel corso degli anni.
Chiudo semplicemente dicendo che, a fronte di questo lavoro e a fronte di queste due deroghe chieste, quello che noi dobbiamo sperare nel minor tempo possibile, per chiunque si faccia parte attiva in tal senso - ma è una questione solo ed esclusivamente amministrativa - è il fatto di avere nel minor tempo possibile 38 mila vaccini che dovranno essere somministrati dai veterinari presenti in questa Regione i quali quindi, nel momento in cui questi dovessero arrivare, saranno impegnati solo su quel fronte.
Presidente - Consigliere Lavy, a lei la parola.
Lavy (LEGA VDA) - Assessore Marzi, lei ha citato l'onestà intellettuale: onestà intellettuale che mi consente e non mi fa nessun tipo di problema a dire che su questo tema si sta agendo, credo, nel miglior modo possibile, perché più di così credo che non si potesse fare. Poi effettivamente, come è stato detto, ma ci credo in maniera più assoluta, ci si è mossi in maniera anche preventiva rispetto ad altri territori dello Stato italiano proprio perché al nostro confine la situazione sta sfuggendo di mano, tanto di cappello, non c'è assolutamente niente da dire perché credo che sia un tema molto serio, che in questo caso non debba vedere fazione da una parte e dall'altra, perché l'obiettivo è lavorare tutti assieme per cercare di evitare una vera e propria catastrofe che potrebbe capitare ai nostri allevamenti e al nostro settore zootecnico, quindi su questo tema bisogna alzare le mani e dire che si sta agendo veramente correttamente.
Ha fatto bene a informare che purtroppo le zone sono in espansione, speriamo non si espandano di più, ma visto un po' l'andazzo c'è il timore che potrebbero andare a coprire anche altri Comuni della Valle d'Aosta.
Benissimo che si sia già chiesta la deroga per quanto riguarda gli abbattimenti, sperando che appunto questa possa essere accolta. Bene anche il discorso della richiesta dei vaccini, proprio per i nostri numeri esigui in qualche maniera e proprio per le nostre razze che sono assolutamente in via di estinzione, quindi niente da dire.
Giusto che quest'iniziativa potesse anche essere una sorta di aggiornamento riguardo a una situazione che è molto delicata e non ho problemi a ritirare l'ordine del giorno.
Presidente - Pertanto l'ordine del giorno è ritirato. Ordine del giorno n. 3 di Rassemblement. Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (RV) - Quest'ordine del giorno si riferisce a questioni legate a criticità nella viabilità regionale e alla priorità di interventi proprio lungo la strada statale della nostra Regione. Si fa anche riferimento, oltre ovviamente al disegno di legge 209 che stiamo discutendo, al disegno di legge 195, l'assestamento di bilancio e di previsione per l'anno 2025, dove al capo settimo si tratta: "Le disposizioni specifiche relative ad interventi di investimento in materia di trasporti, viabilità e infrastrutture stradali".
Ricordiamo anche che nel corso della Legislatura sono state avanzate numerose proposte e segnalazioni in merito a situazioni critiche presenti lungo la rete viaria regionale, in particolare sulle strade statali che attraversano la Valle d'Aosta e che richiedono investimenti puntuali per la messa in sicurezza e il miglioramento della circolazione.
Tra le varie situazioni segnalate si evidenzia in particolare quella dell'incrocio tra la strada statale 26 e la strada regionale 6, all'altezza del Comune di Champdepraz, oggetto di attenzioni istituzionali da diversi anni, come nelle diverse iniziative si è messo in evidenza, e si sono anche ottenute varie risposte dall'Assessore competente in merito a quanto è stato fatto e quanto ad oggi si cerca di fare o si vuole fare.
È proprio per quello che noi abbiamo fatto quest'ordine del giorno che prevede che il Consiglio regionale impegni il Governo regionale, a seguito dell'approvazione del presente ordine del giorno, a fornire un quadro aggiornato degli interventi prioritari previsti o programmati sulle strade statali che attraversano il territorio valdostano, anche in relazione alle risorse già stanziate o disponibili nell'ambito del contratto di programma 2021-2025 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ANAS e soprattutto a promuovere, in collaborazione con ANAS e gli Enti locali interessati, una nuova valutazione progettuale dell'incrocio tra la strada statale 26 e la strada regionale 6 di Champdepraz, con l'obiettivo di individuare soluzioni definitive e risoluzioni delle criticità di sicurezza e fluidità della circolazione.
Quando diciamo nuove soluzioni, cioè delle soluzioni definitive e risolutive, facciamo riferimento a soluzioni che vadano completamente a risolvere quelle che sono le criticità, perché ricordiamo nelle ultime interlocuzioni - adesso non mi ricordo bene se nelle ultime iniziative affrontate con l'Assessore competente - vi erano prospettate delle possibili soluzioni che andavano solamente in parte a risolvere queste criticità, quindi noi riteniamo che questo punto, che ha delle problematiche da anni ormai irrisolte, meriti un'attenzione e un approfondimento, ma soprattutto che si cerchi di trovare delle soluzioni che vadano a risolverlo completamente, perché adesso vediamo cosa ci dice l'Assessore, ma con le soluzioni che ci erano state prospettate probabilmente si sarebbero spesi dei soldi ma alla fine si sarebbe risolta a metà la problematica, quindi probabilmente sono ancora da fare degli approfondimenti e delle delucidazioni in merito.
Ascoltiamo quindi cosa ci può dire l'Assessore.
Presidente - Per il Governo, Assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Posso innanzitutto rassicurarla sul fatto che le segnalazioni da lei, ma anche da altri colleghi, portate in Aula sono queste assolutamente riprese, se non erano già state oggetto di confronti precedenti con ANAS e portate al tavolo.
Il contratto di programma del 2021-2025 tra il Ministero e ANAS, che è approvato dal CIPES, fornisce un quadro dettagliato di quelli che sono gli interventi in esso compreso e ci sono specifici finanziamenti su alcuni di questi interventi.
I progetti citati nel contratto di programma riguardano la rettifica e l'adeguamento della strada statale 26 tra il chilometro 56 e il chilometro 60 circa nei Comuni di Bard e Arnad, per cui i lavori sono attualmente in corso, gli interventi di protezione da caduta massi sulla strada statale 26 in direzione del Comune di Courmayeur, i lavori di qualificazione di cui abbiamo parlato spesso della strada statale tra Quart e Saint-Christophe, la rettifica e l'adeguamento della strada statale tra Châtillon e Saint-Denis e in particolare gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza degli incroci con le viabilità regionali mediante la realizzazione di ulteriori rotatorie lungo la strada statale 26 e su quest'ultimo punto è stato previsto uno specifico nuovo stanziamento che è pari a 8.772.936 euro.
Come abbiamo già avuto modo di dire e di ricordare in quest'Aula anche nel mese di marzo scorso, la Regione ha già formalmente evidenziato ad ANAS quella che era la revisione e la necessità di intervenire, la revisione di quella che è la priorità delle rotatorie per la messa in sicurezza degli incroci, in particolar modo nei Comuni di Pré-Saint-Didier, che è un intervento peraltro già previsto dall'accordo di programma precedente, Châtillon all'intersezione tra la strada statale 26 e Via Pellissier, Saint-Denis all'imbocco della strada regionale per Pontey, ancora Saint-Vincent all'incrocio con la strada del cimitero e proprio Verrès all'incrocio con la strada regionale per Champdepraz, del quale abbiamo già dibattuto.
L'elenco di questi interventi sarà oggetto di apposito accordo che è in fase di condivisione, e che speriamo di chiudere a brevissimo, per la definizione delle competenze reciproche che sarà oggetto di una specifica deliberazione che verrà prossimamente.
Venendo adesso puntualmente al secondo punto dell'ordine del giorno, relativo all'incrocio tra la strada statale 26 e la regionale 6, rispetto all'aggiornamento del progetto del nuovo innesto appunto tra queste due viabilità, la regionale 6 di Champdepraz, si ribadisce, come avevamo già comunicato, che l'incrocio in questione è compreso tra la Dora Baltea e un importante fronte roccioso, quindi non è attuabile, per questioni di dimensioni (le rotatorie devono avere delle dimensioni minime) non è possibile prevedere quindi l'inserimento di una rotatoria proprio all'altezza del ponte.
Come già abbiamo ricordato in quest'Aula, sono allo studio soluzioni diverse che coinvolgono sia il Comune di Champdepraz sia il Comune di Verrès, perché poi il territorio è su quel Comune e io posso oggi nuovamente rassicurarla che saranno sicuramente coinvolti sia ovviamente i Comuni con i quali si sta interloquendo insieme ad ANAS al fine di trovare quella che deve essere una soluzione sicuramente definitiva.
ANAS ci ha peraltro confermato che l'incrocio tra la strada statale 26 e la strada regionale 6, stante la particolare ubicazione geografica dell'intersezione, necessita di specifici approfondimenti finalizzati proprio all'individuazione di una soluzione tecnica perseguibile nell'ambito del finanziamento già citato poc'anzi.
Siamo anche in una settimana di cambio dove, come avevamo comunicato nell'ultimo Consiglio, l'ingegner Gemelli è passato a incarichi superiori ed è stato sostituito dall'ingegner Castellazzi che incontreremo probabilmente la settimana prossima se non quella dopo, quindi per quanto concerne i tempi per individuare soluzioni definitive, una volta formalizzato l'elenco degli interventi, potranno essere definiti i necessari approfondimenti, di conseguenza i relativi tempi di progettazione e di realizzazione, ma che devono avere come obiettivo quello che anche lei sostiene.
Avendo dato risposta a quelle che sono le questioni e le domande del collega, chiediamo nel caso di ritirare quest'ordine del giorno, in alternativa ci asterremo.
Presidente - Consigliere Brunod, a lei la parola.
Brunod (RV) - Grazie Assessore per la risposta a quest'ordine del giorno che tratta, per l'ennesima volta, questa problematica, che ovviamente è da anni che è conosciuta da tanti Assessori, immagino, e sono delle criticità che permangono da tanto tempo, ma ovviamente la sicurezza stradale vale più di tutto quando si parla di sicurezza della persona e della viabilità, quindi quest'ordine del giorno era anche uno stimolo per cercare di porre la massima attenzione e non per togliere priorità ad altri interventi già programmati che sicuramente la nostra Regione, avendo un territorio difficile e complesso, ha diversi interventi che sono utili e necessari da portare avanti, ma è allo stesso tempo importante non tralasciare quelle che sono a volte delle criticità maggiori o dei problemi che, da un punto di vista tecnico, sono più difficili da risolvere proprio perché stiamo parlando di viabilità.
È positivo che finalmente ci sia all'interno di queste interlocuzioni e all'interno di questi elenchi anche quest'intervento di questo tratto di strada della Bassa Valle che coinvolge i Comuni di Verrès e di Champdepraz, anche perché posso confermarlo io, ma tante altre persone della Bassa Valle che in quel punto quotidianamente vi è un grande problema, perché comunque la zona è una zona dove vi è grande traffico di autoarticolati, di pullman, di camion e quindi quando ci si deve incrociare in quel punto lì bisogna fare delle manovre che ovviamente non sono il massimo a livello di viabilità, proprio per permettere a questi grandi autoarticolati di fare manovra e di tenere tutta la strada per entrare o per uscire dal ponte e andare a immettersi sulla strada statale.
Questo era un po', come abbiamo detto, uno stimolo per cercare di trovare nuove soluzioni anche da un punto di vista tecnico, magari prendendo spunto da quelle che sono delle moderne tecnologie o delle soluzioni più dinamiche e più facili da realizzare, ma proprio per cercare di risolvere completamente la viabilità in quel punto lì, ovviamente la soluzione in tasca non ce l'ha nessuno, però siamo convinti che, attraverso la collaborazione degli Enti che rappresentano quel territorio e soprattutto dei professionisti del settore, si riesca quanto prima a trovare una risoluzione a questo problema.
Non c'è problema, lo ritiriamo.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.
Il Consiglio viene sospeso per un'ora, come previsto dalla convocazione, e i lavori riprenderanno pertanto al più tardi alle 21:03.
La seduta è sospesa dalle ore 20:03 alle ore 21:06.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo, dopo la pausa, per la sessione notturna. Siamo all'ordine del giorno n. 3 della Lega. Il consigliere Perron si è prenotato, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Direi che tocca a me, i miei colleghi sono un attimo in ritardo, sono l'unico che non è andato a cena con tutti, ecco perché sono qua, per fortuna, sennò saltava anche questa, comunque veniamo all'oggetto del contendere.
Chiaramente siamo ben consapevoli che gli ordini del giorno alla fine della Legislatura hanno il peso che hanno, ma era un modo per noi di mettere sul tavolo un tema che riteniamo importante. Già alcune tematiche e alcuni dati li abbiamo presentati in precedenza, durante il corso della trattazione di altri ordini del giorno o di altre leggi.
Prendiamo atto, con quella che era poi tra l'altro una legge che noi abbiamo depositato proprio sui voucher per i centri estivi, che dai dati più recenti della demografia valdostana abbiamo il censimento ISTAT del 2023 che certifica una situazione grave e in continuo peggioramento già a partire dal 2014, è più di una decade che abbiamo dati negativi.
Preso atto inoltre che in un solo anno la regione ha perso 253 residenti, mostrando un saldo naturale negativo, i nuovi nati del 2023 sono stati 718, dato più basso, e questo è chiaramente preoccupante, dalla serie storica dal dopoguerra ad oggi, quindi da 75 anni.
Rilevata, per quanto ci riguarda, la necessità di interventi a favore delle famiglie, e in particolare per coloro che hanno figli in età compresa tra i 3 e i 16 anni, al fine di favorire la spinta demografica e rendere la Valle potenzialmente attrattiva verso le famiglie di altre Regioni;
Considerato che - e qui spieghiamo un attimo dove abbiamo preso i dati, quelli che erano nella legge che abbiamo poi trasformato di modo che se ne parlasse in questo ordine del giorno - l'insieme intero degli studenti valdostani, a partire dall'infanzia fino ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, cioè le care vecchie medie, e indicativamente dai 3 ai 14 anni (abbiamo messo 16 perché ci possono essere dei ripetenti), dell'ultimo Memento statistico della scuola valdostana riguardo l'anno scolastico 2023-2024, che abbiamo usato un po' come campione, quindi il totale possibile di una platea di ragazzi che possono andare ai centri estivi, assomma a 10.821, qua c'è il dato puntuale, suddiviso in 2.450 dell'infanzia, 2.800 per la primaria e secondaria di primo grado, cioè le medie, circa 3.500 alunni.
Con questi dati avevamo fatto una rapida indagine empirica di mercato e i centri estivi offrono i propri servizi per circa 12 settimane e vanno da un costo minimo di 165 euro fino a un massimo di 250 euro a settimana, quindi sono costi decisamente alti che le famiglie devono affrontare per mandare i figli ai centri estivi.
Tenuto conto che l'utilizzo dei centri estivi, economicamente gravoso, consente alle famiglie valdostane un sostegno alla gestione dei ragazzi e la piena conciliazione del lavoro e della famiglia da parte delle donne, anche su questo tema noi piuttosto che le questioni ideologiche e femministe che sempre cerchiamo di contrastare, ma, quando è il caso invece di dare la libertà e la possibilità alle donne di scegliere tra lavoro e famiglia, tutti gli strumenti necessari quelli per noi sono importanti, quindi tengo a distinguere le due cose, e quella che era la nostra legge, oggi ordine del giorno un po' fuori tempo, ma almeno se ne parla, va in questa direzione.
Con quest'ordine del giorno impegniamo la Giunta regionale all'utilizzo di un mezzo straordinario di rimborso spese senza limite di Isee, anche questo è un tema importante, l'ho già sostenuto in mattinata, chiaramente l'utilizzo dello strumento dell'Isee può andare a detrimento di persone che sono semplicemente della classe media, gli italiani e i valdostani hanno un patrimonio molto ampio di tipo immobiliare, questo spesso già pregiudica l'accesso a misure che vengono fatte, quindi noi proprio in ossequio a questo principio tendiamo, e l'abbiamo fatto nella legge e lo riproponiamo qua, a togliere la questione Isee, perché riteniamo che in un contesto di grave crisi demografica si debba incentivare anche le fasce più agiate, o quantomeno la classe media che pian piano sta sprofondando verso il basso, noi impegniamo la Giunta regionale, o quantomeno un dibattito, o quantomeno che si metta il punto su una questione, anche perché ci sarà più avanti rispetto a quello che è il Consiglio attuale, che resti agli atti, quindi un utilizzo e un mezzo straordinario di rimborso spese cumulabile sui profili pari al 30% delle spese sostenute dai nuclei familiari residenti in Valle sottoforma di voucher a titolo di rimborso per i costi dei centri estivi dell'estate 2025.
Sempre nella legge avevamo sostenuto che oggi non ci sarebbero tutti i posti per tutti i ragazzini e ragazzine e bambini, questo è ovvio, ma incentivi di questo tipo, se fossero resi strutturali o parte integrante di quella che è la progettazione della Regione nei prossimi anni, potrebbero favorire lo sviluppo anche di un settore, perché un settore che viene incentivato spingerebbe tutti i vari enti, diciamo l'ecosistema economico, ad attrezzarsi per avere più posti da creare, perché sarebbe un business che diventa, grazie anche all'intervento pubblico, importante e più facile da realizzare a livello anche di profitto.
Questa è una nostra visione generale che volevamo mettere a fattor comune, consci che il tempo è quello che è, ormai siamo alla fine ma è una discussione che può servire anche per i prossimi anni e a spunto di un dibattito, su questo Assessore io penso che lei, se mai dovesse esserci di nuovo, magari in quella posizione, alla prossima Legislatura possa ricordarsi anche di questo, perché abbiamo ricevuto molto sostegno da parte delle famiglie su questo tema, perché è un intervento che sarebbe molto sentito abbassare i costi alle famiglie da questo punto di vista.
Presidente - Per il Governo, assessore Marzi.
Marzi (SA) - Grazie collega Perron per le modalità, perché a volte la forma è sostanza, con le quali ha rappresentato questo tema che rimane un tema politico.
Noi in parte riusciamo a risponderle, nel senso che, soprattutto per quanto riguarda le famiglie con figli con disabilità, si sono già fatti tanti passi avanti e invece per quanto riguarda il tema più generale inerente i centri estivi per quanto riguarda le famiglie, si inseriscono in una politica più generale per quanto riguarda i minori: infatti con la delibera 683/24 abbiamo introdotto, ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 25/2023, una nuova misura che prevede il rimborso a favore degli Enti locali delle spese sostenute per la partecipazione ai servizi di centri estivi da parte dei soggetti minori in condizioni di disabilità.
Questa era una latenza che c'era e che soprattutto da parte dei soggetti i quali si spendevano per organizzare questi centri aveva problemi e poi, a ruota, da parte dei Comuni.
Lo stanziamento complessivo per quest'iniziativa per il triennio 2024-2026 è stato pari a complessivi 420 mila euro, cioè 140 mila euro all'anno.
I beneficiari di questa misura sono stati gli Enti locali che organizzavano i centri estivi con possibilità di fruizione anche da parte di minori con disabilità.
Tra le varie spese rimborsate vi sono quelle sostenute ovviamente per i servizi e per l'assistenza dei minori, perché quello era il problema.
Con la delibera 308/2025, quindi in piena prosecuzione amministrativa, è stata approvata un'istruttoria pubblica per la concessione di contributi a valere sul fondo ministeriale 2024 in favore delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato che, nell'ambito della gestione di attività ludico ricreative estive, favoriscono la partecipazione dei minori con disabilità certificata di età compresa tra i 3 e i 18 anni.
Il finanziamento complessivo per quest'iniziativa era di 80 mila euro.
L'avviso prevedeva un contributo massimo erogabile a ogni singola organizzazione pari a euro 20 mila, assegnato sulla base di una graduatoria che ha visto ammessi tutti i soggetti richiedenti per un importo complessivo dei contributi nella cifra complessivamente di euro 74.030.
Venendo ai servizi più generali, il Dipartimento, attraverso la struttura assistenza economica, riconosce contributi per le famiglie per l'utilizzo di alcuni servizi quali le tate familiari, i collegi, i convitti e i doposcuola che utilizzano lo strumento dell'Isee come valutazione di capacità contributiva familiare e di fatto la spesa complessiva è intorno al milione di euro all'anno.
Confermiamo quindi che nella nostra Regione la percentuale di offerta - e questo serve a far rientrare tutto all'interno di una politica più generale che naturalmente poi dovrebbe venire incontro alle famiglie anche per quanto riguarda queste necessità - è tra le più alte in Italia ed è in continua crescita.
Confermiamo, tra l'altro, anche che si è passati da una spesa per i 7 milioni e mezzo del 2025 agli 8.355.000 euro per il 2027.
A partire dall'anno scorso, tra l'altro, abbiamo introdotto a carico delle famiglie un 20% di sconto per i servizi di asilo nido e di gioco e si è intervenuti con 400 mila euro in più sul 2025 per il voucher, sempre a favore delle famiglie, per le tate familiari.
Tra l'altro, la percentuale di persone che all'interno del sistema Valle d'Aosta beneficiano dei servizi oggi è praticamente superiore al 50% in termini di asili nido e siamo molto oltre quelli che sono i parametri europei per la gestione di questi servizi.
Espongo anche parte della misura delle strutture del collega Bertschy che, essendo collegato a tutto il tema di conciliazione casa-lavoro, si è mosso a sua volta nel corso degli ultimi tre anni.
Infatti, il voucher di conciliazione è destinato a lavoratori e lavoratrici, sempre partendo dai bimbi con disabilità. Questo strumento ha avuto l'obiettivo principale di favorire la conciliazione tra tempi di cura e quelli lavorativi e dal 2022 al 2024 il numero di domande pervenute è cresciuto in modo costante, da 65 del 2022 a 97 del 2024.
Nel 2024, inoltre, l'importo richiesto dai beneficiari ha oscillato tra un minimo di 240 euro a un massimo di 2 mila euro con ben 24 famiglie che hanno indicato proprio il tetto massimo e quindi i 2 mila euro di riferimento.
L'importo medio è stato di 1.120 euro e su un totale disponibile di 150 mila euro si è praticamente rasentato il totale utilizzo della parte dedicata.
Sicuramente questa è un'iniziativa che lei ha voluto sottolineare essere di forte incentivo per quanto riguarda una valutazione più generale su questo servizio anche per le famiglie normali, quindi di fatto famiglie che si trovano nella condizione semplicemente di avere qualche difficoltà, che ricorrono a questo strumento di conciliazione. Credo che in tal senso, e glielo dico sinceramente, ne abbiamo anche parlato, - perché questo va a maggior ragione dopo che abbiamo connotato nella maniera più adeguata anche il tema della disabilità - sia quindi come una barriera temporanea a seconda di quello che è il limite specifico e non come una situazione stabile, ma comunque in termini di politiche familiari sicuramente questo tipo di conciliazioni deve assolutamente rientrare - e così sarà - all'interno della riforma che è già partita con la creazione del tavolo interistituzionale per tutta la legge quadro sulla famiglia.
Quello che posso dirle, indipendentemente dal fatto che nella prossima Legislatura ci sia Tizio, Caio o Sempronio, è che questo processo di rivisitazione complessiva delle politiche familiari regionali è già partito e prenderà in considerazione anche questo tipo di necessità, cambiando completamente un approccio che partirà dalla singola iniziativa che deve essere ricondotta a un quadro generale, a un quadro generale che deve ricomprendere a 360 gradi tutte le fattispecie che oggi creano problematiche.
Per cui sicuramente oggi non c'è una risposta immediata per le famiglie rispetto a questo tema. Il tema delle politiche familiari si inserisce in un quadro più ampio dove si sta facendo però tanto sui servizi resi ai minori per fare in modo che il pubblico dia una risposta.
Siamo da questo punto di vista all'avanguardia sul tema specifico dei centri estivi.
Al momento siamo partiti dalle famiglie con maggiori fragilità, quindi le famiglie che hanno dei bimbi con disabilità, ma a tendere sicuramente l'auspicio che lei richiama potrà essere raccolto.
Naturalmente, anche per i motivi che lei ha richiamato, noi le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - Qualcun altro? Consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta, ce l'aspettavamo.
Volevamo appunto che si cogliesse questo segnale, noi lo porteremo al voto perché era già una legge che avevamo messo sul tavolo.
Siamo assolutamente convinti, dal punto di vista politico, che si debba fare di più in queste direzioni, dal punto di vista proprio macro, poi è chiaro che noi siamo in minoranza, non abbiamo completamente il quadro degli interventi, sappiamo della discrepanza, della possibilità, di conoscere nel dettaglio le cose tra chi è lì che gestisce e chi è da questa parte. Noi volevamo però mettere questo punto, ci fa piacere che lei l'abbia colto e diciamo lo considera fattibile nel futuro; certamente noi, come Lega, ancora tratteremo di questo, lo inseriremo nel programma elettorale perché riteniamo che in Valle d'Aosta debbano esserci interventi di questo tipo per favorire appunto le famiglie.
Ripeto, è un intervento che molte persone ci hanno detto essere valido perché i costi, per tirar su dei ragazzi e ragazze, oggi sono molto alti e un intervento di questo tipo, su ampia scala e con anche ingenti interventi economici dal nostro punto di vista resta, o comunque potrà essere una soluzione che noi, al posto vostro, cercheremmo in qualche modo di tarare nel miglior modo possibile.
La ringrazio comunque per la risposta e l'apertura, come dire, credito verso il futuro. Siamo agli sgoccioli, poi porteremo comunque al voto, perché è un intervento che riteniamo si debba fare, che la Valle d'Aosta debba andare in quella direzione.
Presidente - Ci sono altri interventi? Non vedo prenotazioni, mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 24 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin). L'ordine del giorno non è approvato
Passiamo a quello successivo, vale a dire il 4 di Rassemblement. Consigliere Brunod, a lei per l'illustrazione.
Brunod (RV) - Quest'ordine del giorno nasce dal fatto che numerosi utenti ci hanno segnalato disservizi nella consegna delle raccomandate contenenti comunicazioni da parte dell'Assessorato competente riguardanti convocazioni a visita o risposte in merito alla concessione dell'indennità di accompagnamento e di altre prestazioni assistenziali.
Tali disservizi comportano gravi disagi sia per gli utenti che si trovano costretti a recarsi personalmente presso gli uffici per avere informazioni o presentare istanze, sia per i dipendenti degli uffici che sono costretti a ripetere attività già svolte con conseguente allungamento dei tempi di lavorazione delle pratiche.
Il Consiglio regionale quindi impegna il Governo regionale a verificare formalmente, per il tramite degli uffici competenti, l'effettiva portata dei disservizi nella trasmissione delle raccomandate agli utenti, in particolare a soggetti in condizioni di fragilità, e a mettere in campo azioni tempestive per correggere le criticità emerse, anche mediante rafforzamento dei canali di comunicazione e tracciabilità, l'adozione di strumenti digitali integrativi e l'interlocuzione con i fornitori dei servizi postali.
Quest'ordine del giorno credo che permetterà, anche ascoltando adesso la risposta dell'Assessore, di capire meglio quali sono le problematiche da un punto di vista tecnico che hanno portato tali criticità e capire se vi sono gli strumenti e le condizioni per poter risolvere quanto prima tali problematiche.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Le darò una risposta molto sintetica, anche perché quest'iniziativa va a cogliere un aspetto sicuramente che esprime più che dignità rispetto al tema, ma che per una serie di motivi, che provo a spiegarle sinteticamente, di fatto oggi è per fortuna già stato superato, senza però riuscire assolutamente a evitare che problemi di questo genere, se questi servizi continueranno a essere messi a gara, in un futuro si possano ripetere.
Il servizio di recapito della corrispondenza è stato rescisso dall'Amministrazione regionale in ragione dei gravi inadempimenti addebitati all'appaltatore precedente. Rispondiamo naturalmente sulla base di quanto riferito dalla struttura competente del personale e delle attività economali della Presidenza della Regione.
I gravi inadempimenti addebitati all'appaltatore sono rispetto al corretto svolgimento del servizio e attualmente i competenti uffici sono, di fatto, impegnati ad affidare il nuovo servizio a Poste Italiane.
L'appalto triennale del servizio di recapito della corrispondenza che era stato infatti affidato per il triennio 2022-2024 era stato prorogato sino alla conclusione delle procedure di gara per l'affidamento del servizio, ma questo non ha avuto seguito.
Durante la proroga, a seguito di segnalazione di mancato recapito di corrispondenza, l'Amministrazione ha immediatamente rescisso il contratto in ragione dei gravi inadempimenti addebitati all'appaltatore. Ciò è avvenuto a seguito della conclusione del processo di contraddittorio attivato tra le parti relativamente ai disservizi sulle spedizioni tracciabili di posta raccomandata nazionale, posta estera e anche i libri in raccomandata.
Nel frattempo, i nostri uffici dell'invalidità civile, che ringraziamo per l'impegno supplementare perché questa roba qui è stata veramente drammatica, si sono prodigati per ridurre il più possibile i tempi di attesa delle consegne, assicurando agli utenti non in possesso di PEC la ricezione delle comunicazioni anche attraverso indirizzi email, telefonate, SMS e in alcuni casi anche il ritiro delle raccomandate direttamente presso gli uffici stessi.
Veniamo alla buona notizia: a decorrere dal 9 giugno 2025, al fine di assicurare la continuità al servizio e lo smaltimento della posta accumulata, l'Amministrazione ha quindi disposto l'adesione, in via d'urgenza, al servizio postale universale, attualmente gestito dalle Poste Italiane.
L'adesione, in via d'urgenza, al servizio postale universale è risultata l'unica soluzione alternativa immediatamente percorribile, considerata l'impossibilità di pervenire a una positiva conclusione della gara d'appalto.
Per questo motivo, le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - Consigliere Brunod, a lei la parola.
Brunod (RV) - Ringraziamo l'Assessore per questa risposta sintetica e che, con tutta onestà, ovviamente non ha negato l'esistenza di questa problematica.
È ovvio che a tutti possono succedere dei problemi, l'importante è cercare di risolverli, quindi, ripeto, abbiamo apprezzato questa risposta di massimo impegno da parte degli uffici delle strutture per far fronte a un grave problema, come ha ribadito anche l'Assessore, quindi da parte nostra non c'è nessun problema a ritirare l'ordine del giorno perché poi, alla fine, il risultato più importante, soprattutto per gli utenti della nostra Regione, è vedere dei segnali migliorativi nei confronti delle problematiche che sono esistenti ogni giorno.
Ritiriamo quindi l'ordine del giorno e ci auguriamo che queste problematiche non succedano più.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.
Passiamo al n. 4 del gruppo della Lega. Consigliere Sammaritani, a lei la parola.
Sammaritani (LEGA VDA) - Torniamo su un tema che è stato già anche oggetto in questa consiliatura di azioni ispettive, forse almeno una sicuramente, riferita appunto a persone affette da gravi patologie quali l'Alzheimer o altro tipo di patologie che possano incidere sulla capacità di intendere e di volere, quindi di attendere alle proprie occupazioni e a se stessi.
Ci sono ormai numerose sentenze, sia della Corte costituzionale, sia di altri Tribunali di livello inferiore, ma importante è appunto il principio che la Corte costituzionale ha riconosciuto, nel senso di dire che l'attività sanitaria, socio-assistenziale e socio-sanitaria, a favore di anziani non autosufficienti, è elencata fra i livelli essenziali di assistenza sanitaria dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2001, e che tra coloro che non sono autosufficienti rientrano sicuramente le persone anziane o disabili che non possono provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l'aiuto determinante di altri.
Ricordando ormai un consolidato orientamento giurisprudenziale che si è creato e si è formato pian piano nel tempo, a partire ancora dalla fine degli anni '90 e anche prima, a dire il vero qualche primo accenno c'è stato anche prima, agli inizi degli anni '90, secondo i quali il servizio sanitario nazionale, quindi nel caso di specie anche il servizio sanitario della nostra Regione, dovrebbe garantire la gratuità delle cure, sia quelle sanitarie, sia quelle di natura più alberghiera, per chi è ricoverato nelle RSA e in strutture del genere.
Chiediamo quindi che venga una volta per tutte evitato purtroppo quel grosso onere alle famiglie che hanno a che fare con persone di questo genere affette da queste patologie gravi, che sono appunto principalmente la demenza, l'Alzheimer, ma anche per esempio patologie quali la schizofrenia, per cui non è possibile gestire queste persone a casa perché hanno appunto dei comportamenti a volte che sono davvero addirittura pericolosi per se stessi, quindi sarebbe un atto sicuramente importante quello di prevedere, senza necessità che queste famiglie debbano fare magari dei ricorsi in Tribunale, la gratuità delle spese, quindi la presa in carico da parte del Servizio sanitario regionale integralmente delle rette di ricovero di questi pazienti.
Vogliamo quindi impegnare il Governo regionale ad avviare le necessarie procedure per porre in atto ogni azione necessaria ad arrivare a coprire tutte le spese relative al ricovero e all'assistenza dei pazienti affetti da Alzheimer, schizofrenia e altre gravi patologie che escludano l'autosufficienza ricoverati presso le RSA aventi sede in Valle d'Aosta.
Presidente - Assessore Marzi, per il Governo, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Come da lei richiamato, collega Sammaritani, il tema delle rette per i malati di Alzheimer e demenza era già stato trattato nel Consiglio regionale del 16 e 17 aprile dell'anno in corso.
Il Dpcm 2001, tra l'altro, sui livelli essenziali di rischio richiamati nelle premesse dell'ordine del giorno, non è più vigente perché ora vige il Dpcm 12 gennaio 2017 che non ha ancora previsto la totale gratuità delle rette per le persone non autosufficienti.
Peraltro, l'inserimento nei LEA, come lei sa meglio di me, non vuol dire gratuità delle prestazioni, ma vuol dire semplicemente doverne garantire il diritto.
L'argomento è oggetto di approfondimenti da parte ovviamente dell'Assessorato nei tavoli tecnici interregionali e nei lavori della Commissione salute, nonché in sede parlamentare, proprio in quanto è ancora in corso di esame una proposta di legge a livello nazionale; per questo motivo risulterebbe non funzionale intraprendere azioni isolate a livello locale, in quanto è fondamentale trovare percorsi comuni a livello interregionale amministrativamente condivisi e soprattutto legalmente supportati.
Seppure le sentenze richiedano una dovuta considerazione, non è infatti automatico, ma questo lei lo sa meglio di me, darvi seguito senza che le stesse siano state recepite a livello centrale, ma soprattutto in modo equo e universale verso tutti i cittadini, particolarmente quando si tratta di spese importanti da porsi in capo alla pubblica Amministrazione, con evidenti impatti che non possono essere ignorati.
Su questo tema nel tempo, infatti, come da lei richiamato, si sono succedute pronunce contrapposte, sia in termini di legittimità, sia di merito, ed è ricca la giurisprudenza che, in senso opposto a quanto dice quest'ordine di giorno, stabilisce che in presenza di patologie di rilevante gravità e connotate dalla cronicità della malattia non vige assolutamente il principio della gratuità assoluta di tutte le prestazioni rese nei confronti di tali pazienti.
Risulta pertanto necessario un aggiornamento delle norme che disciplinano la materia e che hanno, come principale riferimento, appunto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017 relativo ai Livelli Essenziali di Assistenza.
Con riferimento al tema che ci occupa, è necessario inoltre soffermarsi in particolare sugli articoli 29 e 30 di questo Dpcm. L'articolo 29 tratta dell'assistenza residenziale extra ospedaliera a elevato impegno sanitario, quindi dei trattamenti intensivi e prolungati, e in questo caso non vi sono termini di durata della degenza e le spese sono a totale carico del servizio sanitario regionale.
L'articolo 30 tratta invece dell'assistenza socio-sanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti, distinguendo i trattamenti in regime estensivo o in regime di lungo assistenza. La durata del trattamento estensivo di norma non supera i 60 giorni.
Per tale periodo la spesa è totalmente a carico del servizio sanitario regionale.
Per i trattamenti di lunga assistenza, o quelli dopo i 60 giorni, quelli non hanno limiti temporali di degenza, invece, il Dpcm LEA che ho appena citato del 2017 prevede che la spesa sia a carico del servizio sanitario per una quota pari al 50% della tariffa giornaliera, mentre la restante quota è posta in carico all'utente stesso.
Quando le disposizioni LEA prevedono la compartecipazione alla spesa da parte degli assistiti, questi possono accedere, se ne hanno i requisiti, alle specifiche misure regionali dell'intervento di cui all'articolo 19 della 23/2010 in materia di interventi economici di sostegno e promozione sociale.
Tale articolo disciplina i criteri per l'erogazione di contributi a favore di persone non autosufficienti affette da gravi patologie invalidanti che non possono permanere al loro domicilio per il pagamento delle rette nelle strutture.
L'assegnazione, tra l'altro, dei setting di assistenza e cura degli assistiti è sempre posta in capo alle varie unità di valutazione multidisciplinari (l'UVMD, il CDCD), le quali procedono con tutte le necessarie valutazioni sia di carattere sanitario, sia di carattere sociale.
Non entro, tra l'altro, nel merito - perché lei sicuramente le conosce - rispetto al fatto che il tavolo interistituzionale sulle demenze e sull'Alzheimer a livello regionale valdostano è sicuramente una punta in questo sistema e in questo momento, tra l'altro, è impegnato a fare tutta una serie di progettazioni perché a livello statale sono aumentati gli stanziamenti fino a 600 mila euro per tutta una serie di progetti che erano già in corso e che si stanno tra l'altro arricchendo.
Per questo motivo, le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - Consigliere Sammaritani, a lei la parola.
Sammaritani (LEGA VDA) - Immaginavamo una risposta di questo genere e capiamo anche quali siano le complessità in questa materia che ha risvolti sicuramente sociali, sanitari, ma anche di civiltà, in fin dei conti; quindi è una materia veramente delicata che colpisce famiglie che magari hanno delle fragilità particolari.
È vero che ci sono appunto delle sentenze anche contrastanti, è vero che la materia è molto fluida e in divenire, è anche vero che molto spesso però la soluzione è determinata da una volontà politica sicuramente, per esempio ci sono Regioni come la Lombardia che è dotata anch'essa di nuclei Alzheimer che fanno le loro valutazioni, ma nel momento in cui la malattia viene diagnosticata e riconosciuta come particolarmente grave, e quindi le prestazioni socio-sanitarie nei confronti di certi pazienti sono ad alta integrazione sanitaria, escludono la compartecipazione dei soggetti affetti da questa patologia alle spese di ricovero.
Si tratta effettivamente e sicuramente di cifre importanti, si tratta di una materia, appunto, che va affrontata con una volontà politica precisa e noi crediamo che nella nostra Regione, che grazie a Dio è vero che è tutto proporzionato, ma non ha dei numeri così elevati, probabilmente si potrebbe fare anche di più, con un minimo di volontà politica. Per questo non ritiriamo l'ordine del giorno.
Presidente - Altri interventi? Non vedo altre prenotazioni, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 12
Favorevoli: 12
Astenuti: 22 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 5 del gruppo di Rassemblement. Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (RV) - Quest'ordine del giorno prende spunto da una vecchia iniziativa, un'interpellanza presentata a inizio aprile 2025 e oggi trasformata in ordine del giorno, che prende spunto da un articolo dell'agenzia ANSA VdA pubblicato il 1° aprile 2025, in cui sono stati riportati i dati aggiornati sulla raccolta differenziata in Valle d'Aosta, sottolineando risultati molto positivi nella raccolta del cartone, ma la necessità di migliorare la qualità nella raccolta della carta.
Quest'articolo menziona che la nostra Regione aderisce alla campagna nazionale Paper Week, iniziativa di sensibilizzazione in programma dal 7 al 13 aprile, giunta alla sua quinta edizione e volta a promuovere l'informazione e la formazione sul corretto riciclo di carta e cartone.
L'ultimo report 2024 elaborato da ENVAL evidenzia la crescita complessiva della raccolta della carta ma, allo stesso tempo, la necessità di migliorarne la qualità, che è elemento fondamentale per garantire l'efficienza e la sostenibilità del riciclo.
Il Consiglio regionale quindi impegna il Governo regionale a rafforzare, anche in collaborazione con la società ENVAL, le iniziative di comunicazione, sensibilizzazione e formazione rivolte ai cittadini, scuole e imprese, con l'obiettivo di migliorare la qualità della raccolta differenziata della carta su tutto il territorio regionale, a dare continuità all'adesione alla campagna nazionale Paper Week valorizzandola come occasione per promuovere progetti locali specifici volti al miglioramento della filiera del riciclo e a monitorare i risultati qualitativi della raccolta della carta e a rendere noti, con cadenza periodica, gli obiettivi raggiunti e le eventuali criticità riscontrate, anche al fine di trarre in modo più efficace le politiche ambientali regionali.
Presidente - Assessore Sapinet per il Governo.
Sapinet (UV) - Colgo l'occasione di quest'iniziativa per un brevissimo aggiornamento in seguito all'incendio che c'è stato tra il 1° luglio e il 2 luglio, in quella notte, per segnalare e ricordare che l'attività di ENVAL del compattatore di Brissogne non si è fermata, è stata delegata a un impianto convenzionato con la stessa società fuori Valle e verrà riattivato a breve, appena si sarà risolta la criticità. Questo ci ha dato l'occasione per ricordarlo.
Ricordo inoltre che il flusso del cartone con quello della carta, che se analizzati nel complessivo delle diverse raccolte differenziate sono comunque entrambi performanti... infatti la percentuale di presenza di frazione estranea è comunque contenuta come dai dati del 2024, per la carta ha un valore di circa il 13%, per il cartone e un valore di circa 4,5%, quindi 13% della carta e per il cartone un valore di 4,5%.
Quanto ci chiede il collega di fatto è già in attuazione, infatti ricordo che l'Amministrazione è impegnata nella redazione di un piano di comunicazione con l'aiuto e la collaborazione di consulenti esterni in grado di mettere a terra diversi indirizzi di comunicazione, al fine di spiegare e informare meglio i cittadini sulla necessità di differenziare.
Si sta lavorando in special modo sui focus ritenuti più urgenti come vetro, imballaggi plastici, metalli e organico, prevedendo comunque anche per gli altri flussi degli approfondimenti per campagne e sfruttamento in collaborazione con i Consorzi di filiera.
Inoltre, si vuole sottolineare come sia stato richiesto che il costruendo piano di comunicazione agisca come azione trasversale di comunicazione in grado di unire quelle delle Amministrazioni pubbliche e delle varie Amministrazioni e dei vari quindi sub ATO, con quelli dei gestori del servizio, sia per i nuovi appalti che per quelli avviati, appunto si sta impostando e facendo girare all'utenza.
Era quindi anche un momento per allineare quello che è il metodo di comunicazione e per fare un'analisi di quello che i vari territori avevano fatto fino ad oggi, quindi capire sul come si era comunicato, sul cosa si era comunicato e sul quanto si era comunicato; quindi un momento di allineamento a livello comunicativo per poi andare avanti con un'azione sicuramente uniforme su tutto il territorio.
Sono poi in fase di predisposizione anche delle azioni che prevedono la presenza di un punto ENVAL nelle più importanti manifestazioni, al fine di sensibilizzare per una corretta raccolta, nonché l'importanza di tale scelta anche all'interno di avvenimenti o manifestazioni temporanee.
Ovviamente, quello della carta è uno dei materiali su cui si sta agendo, il rafforzamento di campagne come la Paper Week è una delle iniziative che nei prossimi mesi si andrà nuovamente a proporre.
L'aspetto quindi comunicativo non può prescindere, ma questo è evidente dalle azioni di monitoraggio ed elaborazione dei report che stiamo continuamente facendo, anche con la pubblicazione dei dati che danno quello che è l'avanzare e l'andamento dell'attività.
Pertanto si invita al ritiro di quest'ordine del giorno, in alternativa ci asterremo.
Presidente - Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (RV) - Ovviamente l'ordine del giorno era maggiormente incentrato su quello che è l'effettuare un lavoro per andare a ottimizzare quella che è una migliore qualità della raccolta della carta e anche se allo stesso tempo vi è una maggiore attenzione e sensibilità nei confronti degli altri materiali, ben venga, quindi tutte quelle iniziative che vanno a integrare la comunicazione e sensibilizzazione al riguardo di una migliore raccolta non possono che portare migliori risultati a vantaggio della collettività e di tutto il nostro territorio regionale.
Ovviamente, molte volte si pensano a queste partecipazioni, a questi eventi stagionali o a queste campagne, ma sicuramente non sono dei momenti che bastano per fare il salto di qualità e migliorare da un punto di vista qualitativo la raccolta, ma bisogna dare seguito anche con nuove iniziative e soprattutto grandi attività e investimenti nella comunicazione e sensibilizzazione di tutte le fasce d'età, ovviamente partendo dai giovani e dalle scuole, per poter crescere a livello culturale in modo migliore e in modo sempre più attento a queste iniziative.
Noi siamo a fine Legislatura, non è che la votazione oggi di un ordine del giorno cambi la vita, però questa è un'occasione per trattare temi molto importanti che riguardano la nostra società, quindi c'è sempre occasione di affrontare un dibattito costruttivo e collaborativo da entrambe le parti per cercare di migliorare le cose.
Ringraziamo quindi della risposta e ritiriamo l'ordine del giorno.
Presidente - Ordine del giorno n. 5 della Lega. Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno abbiamo voluto riprendere una proposta di legge statale che abbiamo depositato, che purtroppo non potrà essere discussa da questo Consiglio, ma che immaginiamo possa trovare un suo accoglimento anche soltanto come condivisione rispetto al dato politico rispetto a quanto detto dal collega Marzi prima, cioè il fatto che gli ordini del giorno possono nascere e morire, soprattutto a fine Legislatura, nello spazio di qualche minuto; in realtà penso che anche soltanto la comunicazione del fatto che la nostra Regione è favorevole a questa proposta di legge statale potrebbe sicuramente orientare un intendimento.
L'intendimento che abbiamo voluto mettere in evidenza è proprio quello di andare a stabilizzare quella che è la situazione attuale. Come sapete i dirigenti medici e le professioni sanitarie hanno due tipologie di vincolo con la sanità nel caso in cui appunto il professionista sia assunto dalla sanità pubblica, ovvero il dirigente medico ha la possibilità di poter svolgere anche la libera professione, mentre invece per quanto riguarda le professioni sanitarie questo vincolo in realtà non c'è la possibilità di rimuoverlo, quindi c'è un vincolo che obbliga a prestare la propria opera solo e soltanto per la sanità pubblica, nonché ovviamente si voglia andare nella direzione opposta, ovvero dire che non si deve lavorare per la sanità pubblica, assolutamente no, ma abbiamo raccolto quella che era una suggestione e un grido che è arrivato a livello nazionale da parte delle professioni sanitarie e che ovviamente è chiaramente condiviso dal personale delle professioni sanitarie nella nostra Regione.
La riflessione che sta alla base di tutto questo è questa cosa qui, cioè per dare la possibilità anche alle professioni sanitarie di poter lavorare al di fuori della sanità pubblica è un modo che si ha per poter fornire degli introiti ulteriori, quindi dei maggiori introiti, e la possibilità quindi di avere una maggiore agiatezza e magari anche una maggiore stabilità proprio da parte delle professioni sanitarie; perché? Perché è evidente che ad oggi il medico che vuole fare delle ore in più di lavoro, e magari provare a guadagnare qualcosa in più, ha la possibilità di farlo, mentre oggi in realtà temporaneamente, per una norma che è stata inserita nel 2022, c'è la possibilità di fare la stessa cosa da parte delle professioni sanitarie ma con dei distinguo, perché per esempio nelle professioni sanitarie immaginiamo che ricadano il dietologo ma anche il fisioterapista, e se il dietologo ha bisogno di un ufficio e di un computer per svolgere la sua attività al di fuori, è evidente che il fisioterapista deve attrezzare un suo studio, un suo laboratorio, fare un investimento, acquistare macchinari, acquistare delle attrezzature e quindi evidentemente avrà bisogno di una stabilizzazione di questa rimozione del vincolo.
Ebbene, questa rimozione del vincolo in realtà scadrà nel 2026, quindi il 1° gennaio 2026 questo vincolo scadrà.
A livello nazionale abbiamo coordinato come Lega una proposta di legge che in diversi Consigli regionali è stata depositata proprio dal gruppo Lega al fine di arrivare, se non all'approvazione di quella proposta di legge, per lo meno di un emendamento che possa stabilizzare questa rimozione del vincolo che permetterebbe, come dicevamo prima e come abbiamo voluto anche riassumere nell'impegnativa del nostro ordine del giorno, ci sarebbe la possibilità di mettere a disposizione le proprie competenze al di fuori dell'ambito pubblico e la possibilità da parte dei cittadini di accedere a servizi personalizzati e continui da parte degli stessi professionisti che erano seguiti in ambito ospedaliero e territoriale.
Sarebbe sicuramente una miglioria che non toglierebbe nulla al settore pubblico, anzi, permetterebbe a molti professionisti di rimanere nel settore pubblico a lavorare, ma di poter implementare il proprio lavoro e poter implementare anche i propri guadagni però di farlo nell'ambito ancora di un contratto con la pubblica Amministrazione.
Con questo impegno, quindi, abbiamo voluto con la nostra impegnativa impegnare il Presidente della Regione a esprimere il proprio sostegno al Governo nazionale alla proposta di legge statale che è stata, come ho appena detto, presentata anche in altre Regioni e che risponde alla rimozione del vincolo di esclusività per le professioni sanitarie, consentendo agli stessi di esercitare presso il domicilio del paziente o nell'ambito di strutture autorizzate, in forme intramurarie, presso gli enti di appartenenza e/o in altre strutture pubbliche o private autorizzate o accreditate, e anche di invitare i Parlamentari valdostani a promuovere in sede parlamentare ogni azione utile all'adozione di un provvedimento legislativo finalizzato alla rimozione del summenzionato vincolo.
Riteniamo che sia una buona causa, una causa assolutamente da interpretare e da sostenere che può portare soltanto benefici, tanto alla nostra comunità, tanto a livello locale che a livello nazionale, sia ovviamente anche ai pazienti e ai professionisti della sanità che ne avrebbero solo da guadagnare.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Il tema del vincolo di esclusività per il personale sanitario pubblico è complesso e di grande rilevanza, soprattutto alla luce delle modifiche legislative e contrattuali intervenute negli ultimi anni, in particolare durante e dopo la pandemia.
Come è noto, il vincolo di esclusività impone tradizionalmente ai dipendenti del servizio sanitario nazionale di dedicare tutta la loro attività lavorativa al pubblico impiego, impedendo lo svolgimento di attività extra lavorative nel privato, salvo specifiche eccezioni.
Tuttavia, con l'applicazione dell'articolo 3quater del decreto legge 127/2021, successivamente modificato dal decreto legge 34/2023, del quale in questa sede abbiamo parlato n milioni di volte rispetto al tema delle liste d'attesa, è stato temporaneamente superato questo vincolo per alcune categorie di operatori sanitari, infermieri, tecnici, fisioterapisti, ostetriche, per iniziare, i quali possono svolgere attività extra lavorativa nel privato fino al 31 dicembre 2025 senza necessità di autorizzazione purché rispettino precisi limiti e compatibilità con l'orario di servizio.
La recente ipotesi di contratto collettivo nazionale per il lavoro per il comparto sanità 2022-2024 siglata lo scorso giugno 2025 ha formalizzato e stabilizzato queste deroghe nel quadro contrattuale, sottolineando che le attività extra lavorative devono comunque essere autorizzate dall'Azienda sanitaria per garantire l'efficienza organizzativa e il rispetto degli obiettivi istituzionali.
È dunque evidente come la materia sia soggetta a una doppia regolazione normativa e contrattuale, con elementi ancora in fase di definizione, considerando che il contratto nazionale dovrà completare l'iter di approvazione, in teoria, entro la fine del 2025.
Alla luce di queste complessità riteniamo opportuno demandare, come è corretto, la regolamentazione della materia e la definitiva sottoscrizione contrattuale e pertanto, pur riconoscendo l'importanza della discussione della necessità di garantire una gestione equilibrata e sostenibile delle risorse umane del settore sanitario, ci impegniamo a monitorare attentamente gli sviluppi contrattuali sul tema, indipendentemente dal nostro permanere e per questo le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Io sinceramente, lo dico proprio con tutta sincerità, non ho compreso la sua richiesta di ritiro, se non con il fatto - e spero che non sia così, spero che gli ordini del giorno siano stati valutati attentamente nel merito e nel contenuto -, spero che non sia per onor di scuderia per il quale bisogna astenersi o chiedere il ritiro di tutti gli ordini del giorno, perché obiettivamente rispetto a questo, visto che lei ha detto di essere d'accordo, sinceramente non vedo alcuna difficoltà.
Esprimere la propria condivisione rispetto alla rimozione del vincolo di esclusività e impegnare i nostri Parlamentari trasmettendo loro questa impegnativa, obiettivamente non mi pare che possa creare alcun disguido, né problema.
Io credo che se da questo Consiglio esce un messaggio forte con una presa di posizione da parte di tutti che dice: andiamo e condividiamo, andiamo a stabilizzare, a cristallizzare la situazione attuale e diamo la libertà alle professioni sanitarie di poter esercitare senza vincolo di esclusività, io credo che possiamo fare soltanto il bene, non mi pare che lei abbia citato delle criticità da questo punto di vista.
Non vedo quindi il motivo per ritirare obiettivamente l'ordine del giorno; ripeto, spero che non sia per onor di scuderia, per il quale bisogna astenersi su tutti gli ordini del giorno a prescindere dal contenuto, mi sembrerebbe obiettivamente sbagliato e molto grave anche che ci si astenga a prescindere dal contenuto.
Io ovviamente non ritiro l'ordine del giorno, spero che da questo Consiglio per lo meno, forte o flebile che sia, esca una condivisione rispetto alla necessità di rimozione del vincolo.
Presidente - Altri interventi? Non vedo prenotazioni, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 25 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo al n. 6 del gruppo Lega. Consigliere Lavy, a lei la parola.
Lavy (LEGA VDA) - La Commissione Europea ha svelato il cosiddetto MFF, il Multi Annual Financial Framework, da quasi 2.000 miliardi di euro, pari all'1,26% del reddito nazionale lordo dell'Unione Europea, che fissa per sette anni i tetti di spesa dell'Unione Europea.
Il quadro finanziario pluriennale prevede la creazione di un unico pilastro, un fondo unico, il cosiddetto National and Regional Partnership, che ha una dotazione di 865 miliardi, che unifica la politica agricola e quella di coesione; ma non solo, viene unificata anche la pesca, l'immigrazione, il sostegno delle agenzie come Frontex ed Europol, il pagamento del Next Generation EU. Tutto questo minestrone garantendo poi delle quote minime per le Regioni meno sviluppate, e noi fra queste non ci rientriamo.
Il riequilibrio pesa soprattutto sull'agricoltura e sui fondi strutturali che insieme scendono sotto il 50% del totale, quando nella precedente programmazione erano oltre il 60%.
Si passa dalla dotazione di 387 miliardi della PAC attuale a meno di 300 certi per la nuova programmazione, anche se la Commissione promette stesse risorse nominali per le Regioni appunto meno sviluppate, in cui noi non ci siamo.
La Germania e i Paesi Bassi e altri contributori netti hanno già denunciato che questo è un salto di spesa che i bilanci nazionali non possono reggere.
Tutte queste modifiche prevedono che per i Paesi con una forte componente agricola ci sia una sorta di conferma dei pagamenti diretti ai coltivatori, ma con una condizionalità green molto più stringente che il comparto agricoltura, l'abbiamo visto con le manifestazioni dei trattori, ha già dimostrato più volte di non condividere.
In più, leggendo le proposte del nuovo Fondo Unico, si nota come il cosiddetto sostegno al reddito, che non è da intendere come lo intendiamo noi ora, cioè i soldi certi del pagamento di base degli attuali pagamenti diretti, questo fondo consisterà in tutta una serie di priorità che metteranno insieme elementi del primo e del secondo pilastro attuale delle piccole aziende, passando per i giovani fino ad arrivare all'approccio leader, venendo però addirittura, invece, all'eliminazione dello sviluppo rurale.
È ovviamente ancora necessaria un'analisi molto approfondita, perché alcuni dati sono stati resi pubblici l'altro giorno, sono poi del tutto puramente in inglese, quindi magari per chi non sa bene l'inglese sono anche di difficile lettura, ma il peso della nuova condizionalità e il principio orizzontale del do not arm sono inquietanti, perché assolutamente lasciano in qualche maniera l'agricoltura ai margini, la relegano ai margini, al superfluo, e questo non deve assolutamente capitare, anzi, si deve in tutte le maniere possibili combattere.
Per non parlare poi del ruolo totalmente passivo delle Regioni, che rischiano di trovarsi spettatrici ancora maggiormente ancora di più rispetto alle situazioni attuali.
Ho visto le prese di posizione dell'Assessore e anche del presidente del Consiglio Bertin di questa mattina, che ha commentato appunto la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale e quindi credo che quest'ordine del giorno serva a confermare e a rafforzare anche una preoccupazione che è sempre più grande nel settore agricolo e dell'allevamento.
Chiediamo quindi che il Governo regionale esprima ferma contrarietà, anche sollecitando ovviamente il Governo nazionale, alle ipotesi di riforma della PAC proposta dalla Commissione Europea che prevedono il superamento della struttura a due pilastri con la conseguente riduzione del budget dedicato al settore, con il rischio di andare a minare la competitività e magari la stessa esistenza da agricoltura e dell'allevamento valdostano.
Inoltre si invita poi a sollecitare nelle sedi opportune la necessità della partecipazione attiva delle Regioni, delle organizzazioni agricole e dei portatori di interesse nella definizione della futura programmazione post 2027.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Carrel.
Carrel (PA) - Grazie collega Lavy per l'introduzione di questo tema che sicuramente ci vede d'accordo sulla necessità di un approccio totalmente diverso rispetto a quello che ad oggi è stato proiettato e prospettato dal quadro finanziario pluriennale.
Proprio poc'anzi con il collega Caveri ci siamo confrontati e in tutte le fasi di preparazione del quadro finanziario pluriennale possiamo confermare che la Regione ha già espresso queste opinioni e ha già espresso la sua contrarietà. Questo ovviamente non toglie la nostra massima attenzione per quello che sarà il prosieguo di questo iter, che è un iter che oggi è semplicemente all'inizio del proprio percorso, in quanto è prevista appunto un'approvazione all'interno del Parlamento europeo e sicuramente lì, anche a sentire un po' gli umori che abbiamo avuto modo di sentire e di comprendere anche da parte di altre nazioni, l'iter prevedrà dei cambiamenti e ci auspichiamo che questi cambiamenti siano dei cambiamenti positivi e che prevedano appunto, come lei ha ben esplicitato nelle sue premesse, una maggiore attenzione per quello che è il territorio di montagna, una maggiore attenzione per quello che è il settore agricolo in primis, quindi sicuramente da parte dell'Assessorato e da parte del Governo vi è la piena condivisione per i temi che lei ha portato, la piena condivisione sul fatto che la politica europea 2028-2034 deve garantire per l'agricoltura un'attenzione che era già stata ridotta negli ultimi sette anni, quindi nell'ultimo periodo con l'approvazione del CSR, e sulle quali, come Regione Valle d'Aosta, avevamo più volte sollecitato la necessità di riportare le Regioni al centro invece di portare i singoli Stati alla contrattazione con la Commissione europea.
Venendo a noi, a livello regionale stiamo lavorando con determinazione sia sul piano tecnico che su quello politico; in particolare, sin dai primi mesi del 2025 il nostro Assessorato sta lavorando a un progetto, oggi pienamente operativo, che abbiamo intitolato "AGRI 28" e sviluppato in collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta, proprio con l'obiettivo di elaborare proposte concrete per una gestione più efficace e coerente dei fondi destinati all'agricoltura nelle aree montane nel prossimo periodo 2028-2034.
Una delle proposte centrali che intendiamo portare all'attenzione delle Istituzioni europee è la previsione nei prossimi regolamenti di un programma dedicato alla montagna, accompagnato all'istituzione di un fondo specifico per l'agricoltura di montagna, in considerazione delle sue peculiarità produttive, ambientali e sociali.
Accanto a queste due richieste, chiederemo con forza una semplificazione normativa e procedurale per l'erogazione tempestiva degli aiuti agli agricoltori che operano in montagna.
Queste proposte saranno formalizzate in un documento che ci auspichiamo possa essere espressione di tutto l'arco alpino e che sarà siglato nell'evento del 10 ottobre, di cui fra poco farò cenno.
Siamo inoltre consapevoli delle prime indicazioni emerse dalla proposta della Commissione per la PAC post 2027 e stiamo seguendo con attenzione tutte le evoluzioni.
È evidente che l'attuale bozza, soprattutto per quanto riguarda le risorse, ha generato un ampio dibattito e diffuso malcontento e per quanto ci riguarda anche tanta preoccupazione.
Siamo convinti che questa proposta verrà ampiamente discussa e rinegoziata in sede parlamentare, come accade regolarmente nel processo legislativo europeo e riteniamo prematuro trarre conclusioni definitive, ma ciò non ci impedisce di tenere alta la guardia.
In questo contesto, l'evento previsto per il 10 ottobre, che non a caso abbiamo deciso di titolare "Stati generali dell'agricoltura di montagna", vedrà la partecipazione dell'europarlamentare Herbert Dorman, esponente del PPE, decisamente critico sulle attuali scelte della Commissione in materia di bilancio agricolo e sarà certamente un'occasione importante per ribadire le esigenze dei territori montani, anche grazie al pieno coinvolgimento degli agricoltori.
Infatti all'evento prenderanno parte tutte le principali rappresentanze agricole che già nel mese di maggio sono coinvolte nel cosiddetto "Tavolo delle risorse", contesto partecipativo istituito nell'ambito del progetto "AGRI 28", proprio per dare voce con forza e chiarezza alle istanze dell'arco alpino.
Con questa risposta credo che l'indicazione di voto sia un'indicazione di voto di astensione, non perché non condividiamo l'ordine del giorno, anzi, lo condividiamo appieno, ma perché come Governo, nelle varie deleghe rappresentate da ognuno di noi, stiamo già operando in questa direzione e stiamo organizzando appunto vari incontri e un'azione politica congiunta per poter tenere alta l'attenzione su questo tema, ovviamente facendo attenzione che tutti i passaggi vengano ben valutati e che l'agricoltura di montagna che sta alla base della nostra economia venga ben valutata e sicuramente venga ben remunerata, perché di questo abbiamo bisogno in quanto agricoltori e in quanto custodi reali di un territorio che è sicuramente più difficile di tante altre realtà.
Presidente - Consigliere Lavy, a lei la parola.
Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta che però lascia un po' così, perché lei dice giustamente: "c'è una piena condivisione dell'oggetto di quest'ordine del giorno, c'è tanta preoccupazione per questa nuova programmazione". Dice poi: "Siamo poi convinti che la nuova PAC verrà ridiscussa in Parlamento", quando sappiamo benissimo che per certi atti il Parlamento europeo ha zero voce in capitolo e sappiamo benissimo che se la Commissione su alcune cose si impunta...
Interruzione fuori microfono
Sì, no, però sappiamo benissimo come magari certe decisioni dell'Europarlamento vengano un pochino esautorate ed ecco che però una presa di posizione comunque forte di un'Assemblea regionale come la nostra poteva e può avere un senso, e questa cosa ovviamente non avviene, ed è un gran dispiacere perché appunto è stato detto che si condividono tutte le parole bene o male scritte e gli obiettivi portati da quest'ordine del giorno e quindi un'altra occasione persa.
Se in qualche maniera questo avrebbe potuto essere il momento per far sentire ancora di più la nostra voce, perdiamo un'occasione. Va bene, è così, va bene, state già facendo, quest'ordine del giorno approvato poteva servire per confermare la vostra buona azione, così non sarà. Non ritiro l'ordine del giorno.
Presidente - Altri? Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 12
Favorevoli: 12
Astenuti: 23 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 7 del gruppo Lega. Consigliere Sammaritani, a lei la parola.
Sammaritani (LEGA VDA) - Torniamo a parlare della questione della gestione dei volontari, in questo caso del canile e gattile regionale, cioè coloro che collaborano dall'esterno con il gestore che fino ad un po' di tempo fa era un'associazione animalista. Come molti sapranno oggi è subentrata una cooperativa vincitrice di un concorso regionale che si è aggiudicata la gestione per i futuri tre anni della struttura.
Dagli articoli di stampa è emerso che questi volontari hanno espresso delle rimostranze sulle nuove modalità di gestione, nel senso che ci sono stati dei problemi sulle modalità di accesso e anche di prelievo degli animali, in particolare i cani, che questi volontari molto spesso portano in passeggiata, quindi fanno uscire all'esterno del canile, perché parrebbe ci siano state delle restrizioni negli orari, così come nelle modalità anche di accesso ai box degli animali, e quindi questo ha comportato delle disfunzioni e dei disagi, che naturalmente sono disagi per i volontari, ma sono soprattutto disagi per gli animali perché a noi questo poi interessa: del benessere animale.
Ricordando ancora una volta - ne avevamo già parlato ai tempi della scelta di fare o non fare un bando - che la gestione degli animali non può essere improntata a dinamiche analoghe a quelle di gestione di servizi e merci, impegniamo il Governo regionale ad avviare le necessarie interlocuzioni con l'attuale gestore del canile e gattile regionale, in contraddittorio anche naturalmente con le associazioni animaliste attive sul territorio regionale, per individuare modalità di accesso e di gestione dei volontari più consone alle esigenze degli animali ricoverati nella struttura, e soprattutto potremmo aggiungere anche più consone a quelle che probabilmente erano le abitudini degli animali, che anche queste devono essere tenute in debita considerazione.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Come da lei richiamato, dal 1° luglio la gestione del canile e gattile regionale della Valle d'Aosta è stata affidata, tramite procedura ad evidenza pubblica, la sola possibile, al Consorzio COOB in sinergia con la Cooperativa sociale Melograno.
Ogni cambio di gestione, naturalmente, in qualsiasi ambito avvenga, implica dei cambiamenti e degli adattamenti, ma è utile sottolineare, e avremo occasione di farlo, che il capitolato della gara d'appalto ha ricalcato su molti aspetti le stesse identiche condizioni previste nella convenzione stipulata tra la Regione e il precedente gestore.
Il regolamento interno, infatti, oggetto della sua iniziativa e anche di altre iniziative oggi in corso, è condiviso e validato dalla Regione secondo quanto da sempre previsto dalla legge e dove semplicemente vengono descritte le indicazioni per l'accesso, l'organizzazione dell'attività e il funzionamento della struttura stessa. Ogni struttura pubblica ne è dotato.
Dal primo giorno, la nuova gestione naturalmente ha lavorato garantendo la continuità al servizio e in tal senso il contributo dei volontari è stato assolutamente centrale e non si è mai interrotto.
A conferma della nostra disponibilità di interlocuzione, è prevista a brevissimo la programmazione di un incontro con le varie associazioni che ne hanno fatto richiesta su questo tema e in tal senso, non più tardi di questa settimana, abbiamo risposto alle associazioni, tra cui anche AVAPA, dando la piena disponibilità con il mese entrante, tenendo conto appunto del Consiglio che ci sta impegnando questa settimana, a incontrare tutti coloro i quali ne hanno fatto richiesta, e avendo già comunicato in tal senso all'associazione, l'impegnativa del suo ordine del giorno è superata.
Per questo motivo, pur riconoscendo assolutamente attenzione al tema, le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Siamo anche consapevoli che tanti colleghi e tantissime persone si stanno interessando a questo tema come spesso capita quando si porta una tematica all'attenzione, tanti si esprimono e ognuno si esprime liberamente sulla stessa tematica, magari in alcune situazioni in modalità diverse l'una dall'altra.
Presidente - Consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Assessore, ho capito anche fra le righe quello che lei ha detto nell'ultima parte del suo intervento e abbiamo visto che molti si interessano.
Deve darmi atto però che io me ne sono interessato in tempi non sospetti e la ringrazio dei segni di assenso.
Le assicuro che non mi interessano più di tanto gli umani quanto gli animali, in questo caso, i quali peraltro non votano neanche, per fortuna o forse purtroppo; comunque, al di là di questo, il tema è veramente importante sotto il profilo del fatto che si tratta, come dicevo prima in chiusura del mio primo intervento, di questioni che riguardano proprio le abitudini degli animali.
Capisco che ci siano delle regole, dei regolamenti, sicuramente sappiamo anche naturalmente che i regolamenti si fanno e si disfano, nel senso che si possono anche rifare, si possono modulare.
Ci pare, mi pare da quello che ho sentito, da quello che mi hanno riferito, da quello che è stato scritto, che non ci sia sicuramente nessuna cattiva volontà da parte del nuovo gestore, mi guarderei bene dall'affermarlo, ci mancherebbe, soltanto che probabilmente aver voluto variare certe abitudini, che per gli umani possono essere anche una questione relativa di adattamento, in particolare per i cani, soprattutto i cani difficili, quelli che purtroppo ahimè probabilmente non verranno mai più adottati, quindi purtroppo vivranno la fine della loro esistenza all'interno del canile, per questi animali è molto importante rispettare la routine che hanno, le abitudini, l'approccio e il contatto con il volontario di riferimento, il quale è colui che lo va a prendere nel box, lo porta a fare la passeggiata, che è il momento più importante, è il momento veramente fondamentale per un cane che vive in un canile, e quindi in un box, con tutte le limitazioni del caso. Quindi quello è il momento clou della sua intera esistenza e probabilmente cambiare le modalità di gestione di questi momenti può essere davvero deleterio anche per il cane; magari qualcuno ha ancora qualche aspettativa di essere magari adottato, quindi di dover socializzare in qualche modo con il genere umano.
Sono cose molto delicate che magari chi non conosce bene la materia può trascurare o sottovalutare. In realtà non è così, quindi davvero riteniamo che queste interlocuzioni siano fondamentali, che ci debba essere uno spirito non tanto di gestire in modo burocratico una questione, quanto di andare a partire dalla base, cioè da quello che è l'interesse e il benessere degli animali che sono lì ricoverati.
Io credo che i volontari, quand'anche siano stati parte gestore fino a poco tempo fa, probabilmente hanno tutto l'interesse primario del bene dell'animale, quindi sicuramente saranno in grado di collaborare, però bisogna ascoltarli, bisogna essere sensibili a queste cose perché non è banale, bisogna veramente che chi è il nuovo gestore (e la politica, per quello che può fare) ci metta del suo per risolvere questi problemi quanto prima, perché sono animali che hanno già sofferto abbastanza e sarebbe bene non soffrissero ulteriormente.
A questo punto ritiro l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.
