Oggetto del Consiglio n. 4861 del 23 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4861/XVI - Discussione generale del D.L. n. 206: "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e di cultura. Modificazioni di leggi regionali". (Reiezione di tre ordini del giorno).
Bertin (Presidente) - 33 Consiglieri presenti. Possiamo riprendere i lavori interrotti ieri sera.
Eravamo al punto 10.02 del disegno di legge n. 206, era stata illustrata la relazione.
Apriamo la discussione generale. La discussione generale è aperta.
Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - La premessa della discussione di questo disegno di legge non può che vedermi particolarmente felice, visto che quanto avevo proposto l'anno scorso rispetto agli esoneri del personale docente per attività di supporto a dirigenti - con la proposta di legge n. 148, diventata poi legge 13/2024 - e sollecitato in più di un'iniziativa consiliare, dopo aver visto l'esito del concorso per i dirigenti scolastici, oggi diventa strutturale.
Viene poi riconosciuto anche il bonus per la formazione continua al personale docente ed educativo assunto a tempo indeterminato e determinato, anche se questo avviene dopo ricorsi intrapresi dai lavoratori e successive sentenze; altro tema che spesso è stato oggetto della mia attività di questi anni.
Purtroppo sempre più spesso, però, i docenti, il personale della scuola e i lavoratori tutti hanno dovuto intraprendere dei ricorsi per ottenere i loro sacrosanti diritti.
Rispetto agli esoneri credo che sia evidente a tutti che la situazione in cui versano le scuole regionali è particolarmente critica, a causa dell'elevato numero di reggenze - ovvero dell'assegnazione a un dirigente di un'ulteriore scuola, priva del titolare, oltre alla propria - che comporta notevoli difficoltà gestionali e organizzative, sia delle sedi di titolarità dei dirigenti, che di quelle assegnate in reggenza.
Purtroppo questa legge, ancora una volta, è arrivata in zona Cesarini, nonostante si sappia da sempre che la scuola inizia il 1° settembre, e da gennaio abbiamo anche l'esito dei dirigenti abilitati, per cui sapevamo già che ci sarebbero state altre sedi di reggenza; è un tampone, come dicevo, a una situazione drammatica.
Esistono poi istituzioni a elevata complessità, come l'istituzione scolastica Manzetti, che da quattro anni ha una reggenza e la cosa più grave è che questa reggenza è stata per tre anni - ora vedremo, perché non so se siano già stati dati anche i posti di reggenza, poi magari l'Assessore ci farà il quadro rispetto alle scelte anche dei dirigenti scolastici, giusto per capire come andremo ad affrontare il 1° settembre del prossimo anno - come dicevo, sono quattro anni che è in reggenza e per tre diversi anni è stata assegnata a un dirigente diverso, quindi non garantendo nemmeno la continuità.
Questa legge poteva sicuramente fare di più rispetto a istituzioni come quella - e mi riferisco quindi non solo al Manzetti, ma anche al Gex e all'Isiltp, dove ci sono indirizzi tecnici e professionali, con molti alunni in dispersione e a rischio - aggiungendo un esonero a tempo parziale in più, come ho sollecitato più volte durante le iniziative in cui chiedevo la stabilizzazione di questa legge.
È evidente che queste scuole richiedono un notevole lavoro per il dirigente scolastico, anche a livello amministrativo, oltre che gestionale e pedagogico-didattico.
Visto che abbiamo un quadro più chiaro delle situazioni di sedi assegnate e reggenze, come dicevo, spero che l'Assessore nella replica possa un po' esplicitarlo all'Aula, perché non possiamo pensare che queste leggi possano in qualche modo servire a migliorare notevolmente la situazione delle scuole valdostane, ma, molto probabilmente, bisogna pensare a una riorganizzazione che tenga conto dei numeri, della denatalità e delle sedi, che dovrà essere una delle priorità di chi affronterà la prossima legislatura.
Questa legge è stata dichiarata urgente e sicuramente per il pezzo dei dirigenti lo è, come per la parte del bonus docenti, visto che sappiamo che, nonostante le rassicurazioni dell'Assessore, poi sono partiti ulteriori ricorsi, hanno richiesto in qualche modo di fare ricorso, nonostante, come dicevo poc'anzi, l'Assessore avesse garantito che sarebbe arrivata per fine legislatura questa proposta di legge.
La legge, però, non contiene solo queste due parti urgenti, ma introduce un nuovo contributo alla Fondazione Maria Ida Viglino, dopo essere già intervenuti lo scorso anno, parlando sì degli aumenti contrattuali, quindi molto probabilmente è una cosa che non era prevedibile, anche se sappiamo che gli aumenti contrattuali comunque ci sono, ma viene anche citata la questione della locazione della sede, che invece era già nota al momento dell'approvazione della legge 20/2024.
Sono poi previsti premi sotto forma di denaro, o opere di natura artistica e artigianale, in occasione d'iniziative culturali, e l'eliminazione dell'attuale limite dei nove anni per i distacchi presso l'amministrazione scolastica. Lo dico perché, rispetto ai distacchi, se non sbaglio anche il consigliere Manfrin aveva fatto qualche iniziativa in questo senso, proprio perché pensare a dei distacchi, in questo caso oltre i nove anni - già nove anni erano tantissimi - vuol dire in qualche modo bloccare dei posti, che non possono essere messi a ruolo, di persone che poi faranno, immagino, percorsi diversi.
Ma, soprattutto, lo spirito con cui nascevano quei distacchi, e con cui sono pensati quei distacchi, è uno spirito di messa a disposizione delle proprie competenze. Se io, quindi, voglio fare il ricercatore, giustamente farò il ricercatore per un periodo della mia attività di docente, ma poi è previsto che ritorni a scuola. In qualche modo troviamo che il pensare che questo, invece, possa non avvenire possa non essere attinente al principio con cui era pensato. Dico questo come il fatto che era anche pensato rispetto ai dottorati o ad altre situazioni in cui effettivamente poi quell'attività svolta nel distacco dava anche un valore aggiunto all'attività poi di docenza.
Come dicevo, quindi, ci sono delle parti della legge che sono assolutamente urgenti, altre un po' meno, su cui valuterò poi in seguito come votare, anche dopo la replica dell'Assessore, per meglio comprendere perché siano stati inseriti quei tre punti, quei tre articoli riferiti, come dico, a norme non così urgenti.
Presidente - Consigliere Di Marco, ne ha facoltà.
Di Marco (PA) - Con questo disegno di legge, così come predisposto dalla V Commissione, si apportano modificazioni ad alcune leggi regionali, allo scopo di introdurre delle novità di tipo procedurale in materia di istruzione e cultura, due settori che, secondo noi, svolgono un ruolo chiave per lo sviluppo della nostra comunità: la prima perché elemento essenziale per la crescita sia degli individui che della società; la seconda perché motore d'identità regionale, di coesione sociale e di crescita economica. E meritano quindi il massimo dell'impegno, finalizzato, nel caso dell'istruzione, all'innalzamento della qualità e dell'efficacia del nostro sistema scolastico e formativo e, nel caso della cultura, al sostegno e all'incentivazione delle espressioni artistiche locali.
Dico quindi subito che, come Gruppo consiliare di Pour l'Autonomie, coerentemente con la linea di pensiero appena esposta, non possiamo che appoggiare questa proposta normativa e le sue importanti disposizioni che, per quanto attiene all'istruzione, riguardano la formazione continua, gli esoneri e le utilizzazioni di personale, i diritti universitari, i finanziamenti alle istituzioni scolastiche, i disturbi specifici dell'apprendimento e le Fondazioni Maria Ida Viglino, Clément Fillietroz e Sistema Ollignan; e che, per quanto attiene alla cultura, riguardano premi da concedere in occasione d'iniziative culturali di diversa tipologia.
Disposizioni, queste, che nel loro complesso non potranno che avere, secondo noi, effetti positivi su questi due settori, permettendoci di ottimizzare il sistema scuola e di supportare il complesso e articolato mondo della nostra cultura, rafforzandone le peculiarità e promuovendone lo sviluppo.
Venendo adesso all'articolato di questo disegno di legge, mi soffermerò unicamente su quelli che, secondo noi, ne sono gli aspetti cruciali, cercando di tradurre disposizioni che sono decisamente tecniche in un linguaggio diretto e immediato, a vantaggio soprattutto di chi ci ascolta.
Per quanto riguarda l'istruzione, vogliamo sottolineare in primo
luogo l'importanza che attribuiamo alla formazione continua per i
docenti e gli educatori, che consente loro di acquisire nuove
competenze e di restare aggiornati, così da rispondere in
modo efficace alle esigenze di una società in continua evoluzione.
Bene quindi, dal nostro punto di vista, che con la modificazione
della legge regionale 18/2016 si stabilisca di erogare la somma di
500 euro per ogni anno scolastico in favore del personale docente
ed educativo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado,
assunto sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, per
sostenerne la formazione continua e valorizzarne le competenze
professionali.
Bene anche che, con le modificazioni alla legge regionale 19/2000, si possano concedere assegnazioni aggiuntive alle istituzioni scolastiche per lo svolgimento delle funzioni correlate al ruolo di "Scuola polo", per la realizzazione di progetti di particolare rilevanza e complessità, promossi o riconosciuti di interesse della Regione, e per la copertura di spese di comprovato carattere straordinario o imprevedibile; così da poter garantire un'istruzione sempre di qualità, che sappia rispondere alle necessità del territorio e degli studenti.
Inoltre, giudichiamo certamente rilevante che con la modificazione della legge regionale 8/2009, oltre ai contributi di cui all'articolo 7 comma 2, concessi alle famiglie di soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) per l'acquisto di idonei strumenti informatici o tecnologici utili a facilitare i percorsi didattici dei ragazzi, sia previsto in alternativa, con la sostituzione del comma 2bis, che la Regione possa provvedere all'acquisto di dispositivi personali e a trasferire all'istituzione scolastica, con ruolo di Scuola polo nell'ambito educativo dell'inclusione, le risorse necessarie per l'acquisto dei predetti dispositivi; da cedere in comodato d'uso alle famiglie di studenti con questa tipologia di disturbi, affinché possano utilizzarli come strumenti compensativi.
Per quanto riguarda la cultura, valutiamo come opportuno che, con le modificazioni alla legge regionale 89/1993, si introduca per la Regione la possibilità di assegnare premi in occasione d'iniziative culturali volte alla promozione della cultura in generale, con particolare attenzione a quelle destinate alla promozione della lettura e del libro, come di iniziative culturali indirizzate alla promozione della creatività contemporanea. Tutte iniziative che, per loro natura, consideriamo essenziali per arricchire la vita culturale della nostra Regione, attrarre turisti, stimolare l'economia locale e preservare il patrimonio culturale unico, tipico del nostro territorio; e che, come tali, riteniamo debbano essere correttamente incentivate con riconoscimenti quali quelli definiti in questa proposta normativa.
E con questo chiudo questo mio breve intervento, ribadendo che, come Gruppo consiliare di Pour l'Autonomie, daremo il nostro appoggio a questo disegno di legge, ritenendolo importante per le motivazioni che ho appena espresso, nonché coerente con le finalità che ci sono state ben illustrate durante le audizioni nella Commissione competente.
Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.
Restano (RV) - Intervengo in discussione generale con alcune riflessioni sul disegno di legge che stiamo discutendo, "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e cultura. Modificazioni di leggi regionali" e lo faccio dopo aver ascoltato con attenzione il relatore alla norma e aver letto la relazione di accompagnamento.
Cercherò di dare una lettura critica della norma, pur apprezzandola, e nel contempo di essere propositivo dal punto di vista pratico, tramite la presentazione degli ordini del giorno che poi discuteremo.
Il relatore ci riferisce che si tratta di una norma urgente e l'urgenza nasce da tre priorità: garantire pari diritti formativi a tutto il personale docente ed educativo, rafforzare la governance in reggenza e sostenere la produzione culturale contemporanea.
Colleghi, ritengo che si trattasse d'iniziative che si potevano avviare anche con qualche anno di anticipo.
Il relatore prosegue definendo l'estensione al personale educatore a tempo indeterminato e determinato del cosiddetto bonus formazione di 500 euro annui, come elemento centrale della riforma. Con grande sincerità - così come già anticipato nella relazione di accompagnamento al disegno di legge - il relatore ammette che l'obiettivo principale è evitare ulteriori contenziosi, che comportano maggiori oneri per le amministrazioni regionali e che il bonus sarà riconosciuto anche retroattivamente, a partire dal 2016.
Con l'articolo 4 si prevede, invece, di riconoscere, su istanza dell'interessato, il bonus ai docenti che hanno svolto supplenze dal 2016 al 2023, sia per quelli che hanno presentato domanda giudiziale, sia per quelli che non l'hanno fatto.
Permettetemi ora di esclamare ad alta voce un "Finalmente". Ci sono volute numerose sentenze per convincervi a riconoscere un diritto che avrebbe dovuto essere riconosciuto fin dalle prime pronunce della magistratura. Se si fosse veramente consapevoli del ruolo che hanno gli insegnanti e gli educatori, non si sarebbe dovuto aspettare così tanto tempo. Non si doveva arrivare all'ultimo Consiglio della legislatura. Tuttavia, considerando che si parla di somme stanziate dal 2016, ci appare difficile sostenere che sussista ancora un'urgenza reale.
Detto ciò, siamo soddisfatti di quest'iniziativa, ma ci chiediamo: se il bonus di 500 euro è un contributo destinato a sostenere la formazione e la crescita culturale annuale dei nostri docenti, perché li abbiamo fatti aspettare così tanto, generando forse, per certi aspetti, un danno formativo?
Colleghi, credo che tutti in aula siamo ben consapevoli dell'importanza di poter accedere a un'opportunità di formazione continua a livello professionale. Fino a oggi questa opportunità è stata negata a molti operatori della formazione.
Inoltre, riteniamo necessario avviare un ragionamento anche per i docenti delle scuole paritarie, che contribuiscono in modo sempre più determinante alla crescita e alla formazione dei nostri giovani e che si sostituiscono alla scuola pubblica, soprattutto nel caso di alunni DSA, BES o con altre fragilità, contribuendo così a ridurre l'abbandono scolastico, di cui tanto in questi giorni si è parlato.
La nostra riflessione, purtroppo, è amara ma necessaria. Queste iniziative per il miglioramento del sistema scolastico arrivano in ritardo, non possiamo più permettere che la formazione e l'aggiornamento dei nostri insegnanti ed educatori restino in secondo piano. La qualità della scuola dipende innanzitutto dalla qualità del personale docente, e un'insegnante preparato non può aspettare mesi o anni, come in questo caso, per ricevere il giusto supporto formativo a cui ha diritto.
La nostra Regione deve assumersi un ruolo attivo e strategico. Se vogliamo un corpo docente all'avanguardia, capace di affrontare i cambiamenti della didattica moderna, occorre investire nella formazione continua e tempestiva.
Gli insegnanti devono avere gli strumenti adeguati per rispondere ai bisogni formativi, ai bisogni educativi di oggi, inclusi i sempre più frequenti disturbi dell'apprendimento. Non possiamo ignorare l'aumento delle diagnosi di DSA e ADHD. Servono corsi mirati, il coinvolgimento di professionisti sanitari e una rete di supporto reale e non sporadica.
A proposito, è inaccettabile che quest'anno, solo grazie all'Azienda sanitaria locale, sia stato avviato un corso specifico di coaching per ADHD, frequentato solo da tre docenti. Dico tre.
Questo dato dovrebbe farci riflettere. Propongo che la frequenza di tali corsi sia incentivata e sia inserita nel piano formativo, resa quasi obbligatoria, con strumenti pratici, sia didattici, sia di coaching, perché una scuola inclusiva non è un'opzione, ma è un diritto e un dovere da parte nostra.
Non meno grave il ritardo riguardo ai corsi di abilitazione per i docenti precari, di cui abbiamo già tanto parlato. Molti insegnanti valdostani sono stati penalizzati rispetto ad altri colleghi italiani o valdostani. Si sono generate disparità di trattamento, non per mancanza di merito, ma per problemi di organizzazione e di tempistica.
Questo è un fatto gravissimo, i nostri insegnanti meritano pari opportunità e rispetto e la Regione deve garantire un coordinamento efficace per evitare tali disparità.
C'è un altro problema, finora poco affrontato, che ci è stato sottoposto.
Alcuni docenti, con grande passione e senso del dovere, si mettono a disposizione per formare i colleghi, condividendo competenze preziose. Tuttavia, ci riferiscono che queste responsabilità e questo impegno non siano adeguatamente riconosciuti. È per noi inaccettabile che il lavoro di formazione interna sia considerato quasi come volontariato obbligatorio. Se un insegnante lavora per migliorare la scuola e i colleghi, tale lavoro deve essere riconosciuto, pagato e valorizzato.
Per questo auspico che la Regione preveda fondi dedicati a chi svolge attività di formazione interna, affinché non si ripetano più situazioni di sfruttamento o disuguaglianza. Investire su chi contribuisce alla formazione dei colleghi moltiplica le competenze e rafforza l'intera scuola.
Proseguendo nell'analisi della norma, questa affronta la questione delle reggenze, rendendo strutturale la legge del 2024 che, in via transitoria, autorizzava l'esonero o il semi-esonero del personale docente che si dedica ad attività di supporto al dirigente scolastico nelle funzioni amministrative. Riteniamo questa un'azione importante per garantire una buona qualità del servizio.
Ora vorrei soffermarmi in maniera particolare su due articoli, a nostro parere fondamentali: l'articolo 10: "Disposizioni in materia di finanziamento alle istituzioni scolastiche", modificazione alla legge regionale n. 19, "Autonomia delle istituzioni scolastiche", che prevede la sostituzione del comma 4 dell'articolo 13, introducendo, dopo la frase "La Regione può inoltre concedere alle istituzioni scolastiche assegnazioni aggiuntive finalizzate", il punto "Allo svolgimento delle funzioni correlate al ruolo di scuola polo, attribuito alle stesse dalla Sovrintendente agli studi, in ambiti educativi diversi".
Dal punto di vista finanziario si tratta di un impegno di scarso rilievo, 42.000 euro nel triennio, 14.000 euro all'anno.
Sottolineo poi l'importanza dell'articolo 11, che tratta dei DSA e introduce - a cura della scuola polo, nell'ambito dell'inclusione e dell'educazione - la possibilità di acquistare e cedere in comodato gratuito dispositivi da utilizzare come strumenti compensativi. Qui l'impegno è maggiore: 346.000 euro nel triennio, circa 115.000 euro all'anno.
Esprimiamo soddisfazione per questi interventi in favore dei DSA, avendo un'esperienza diretta riguardo alle difficoltà di diagnosi, ai percorsi sanitari, alle lunghe attese per le diagnosi, al ricorso a professionisti privati e alla necessità di far confrontare il professionista privato con gli insegnanti pubblici.
Dalla redazione degli articoli si comprende che la scuola polo è un'istituzione incaricata di gestire alcuni ambiti educativi (come l'inclusione, scienze, legalità) a beneficio di tutte le istituzioni scolastiche. A tale proposito, sono previsti finanziamenti specifici per queste scuole, riconoscendo la loro importanza strategica.
Il combinato disposto di questi due articoli, scuola polo e supporto ai DSA, ci invita a riflettere. Lo facciamo alla luce delle dichiarazioni dell'Assessore alla Pubblica istruzione, che spesso parla di pari opportunità, di scuola inclusiva, un Assessore che sui social scrive di una scuola che guarda alle competenze, ma soprattutto alle persone, e di un sistema educativo più equo, solido e moderno.
Tuttavia, colleghi, ci chiediamo come sia possibile che questa scuola, definita equa, moderna e inclusiva, a oggi non abbia mai affrontato apertamente le problematiche legate al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Serve una legge dedicata, servono azioni concrete da mettere in campo in vista dell'avvio del prossimo anno scolastico. A tal proposito, attraverso degli ordini del giorno, cercheremo di sottoporre all'attenzione del Consiglio delle soluzioni pratiche, applicabili prima delle elezioni regionali.
Sempre in tema d'inclusione, portiamo all'attenzione due problematiche ancora irrisolte, che compromettono la continuità educativa e l'effettiva inclusione degli alunni con PEI.
La prima: gli alunni della scuola dell'infanzia che s'iscrivono per la prima volta in istituzioni diverse da quelle di pertinenza territoriale e che quindi non vengono conteggiati né nella scuola di provenienza, né in quella frequentata, dando origine a quelli che sono definiti i "bambini fantasma".
La seconda: la presenza degli educatori e degli operatori di sostegno per alunni PEI nella scuola dell'infanzia, che termina il contratto con l'agenzia interinale con la fine della scuola primaria, lasciando scoperto per l'ultimo periodo di scuola, nel mese di giugno, l'alunno che stavano seguendo, con ripercussioni sulla continuità e sulla qualità dell'intervento, anche quando viene sostituito da altro personale.
Porremo quindi all'attenzione del Consiglio due ordini del giorno pratici, mirati a considerare e a risolvere queste problematiche.
Infine, permettetemi una considerazione per quanto riguarda la tecnologia a scuola. La norma prevede di erogare finanziamenti alle famiglie per l'acquisto di dispositivi elettronici per studenti con DSA. Un'iniziativa importante, che condividiamo, ma ci chiediamo: come possiamo parlare di digitalizzazione, se le scuole non hanno una rete Internet funzionante, o perlomeno non ce l'hanno sempre? Se i dispositivi adottati non funzionano correttamente? Spesso mancano i tecnici informatici per risolvere i problemi e i docenti si trovano da soli di fronte a strumenti inutilizzabili.
Per questo chiediamo, in prospettiva, di investire sulla rete e sulle infrastrutture tecnologiche delle scuole. Migliorare il wi-fi e le connessioni è una priorità assoluta. Non ha senso distribuire tablet o computer, se la connessione è instabile.
Leggiamo, da un post che ha pubblicato l'Assessore, che sono stati investiti 15 milioni di euro per 400 operatori di sostegno. Purtroppo ci risulta che molti ragazzi non abbiano un'assistenza al 100% dell'orario scolastico. Queste affermazioni riteniamo che da sole non abbiano molto senso, devono avere essere accompagnate da altri dati che ci permettano di fare un ragionamento. Aspettiamo magari, nella risposta, di poter capire, ma ci auguriamo che si possa presto raggiungere un'assistenza oraria del 100%.
Ci risulta che il numero di diagnosi sia in costante aumento, quindi l'investimento dovrebbe essere proporzionato alle ore da dedicare a questi ragazzi.
L'Assessore segnala che la dispersione scolastica è in calo, tuttavia questo dato deve essere analizzato con attenzione. È la dispersione scolastica in Italia, che sta diminuendo, ma la nostra regione rimane ancora tra le più colpite. I dati regionali, seppure incoraggianti rispetto al 2021 e al 2023, non devono farci abbassare la guardia. La dispersione è ancora un problema serio e ogni studente che abbandona la scuola rappresenta una sconfitta collettiva.
Per contrastare questo fenomeno, dobbiamo investire in progetti mirati, non solo culturali o letterari, ma anche scientifici. I laboratori degli istituti professionali hanno bisogno di aggiornamenti, di materiali, tecnologie e innovazioni. La scuola tecnica e professionale non può essere considerata di serie B. Investire in strumenti concreti significa offrire ai ragazzi una formazione moderna, utile e competitiva.
Vorrei ora dare uno sguardo verso il futuro e fare una considerazione: se desideriamo una Valle d'Aosta inclusiva, moderna e capace di formare cittadini pronti ad affrontare le sfide del domani, non possiamo più permettere che l'istruzione resti ostaggio di lungaggini burocratiche e scelte rinviate, o di fondi distribuiti in ritardo.
Chiudo il mio intervento riprendendo quanto detto ieri dall'assessore Marzi rispetto agli ordini del giorno. Gli ordini del giorno che noi discuteremo e che presentiamo all'attenzione del Consiglio non vogliono diventare un atto politico; potrebbero esserlo, ma non vogliamo scendere sul campo dell'atto politico, non vogliamo alzare o sollevare una contrapposizione tra maggioranza e minoranza. Vogliamo condividere e avere gli stessi intendimenti, che sono quelli di risolvere dei problemi concreti.
Sappiamo che oggi, discutendo questo provvedimento, quello di ieri, sarebbe stato difficile appostare dei soldi, produrre degli emendamenti. Ci siamo limitati a degli ordini del giorno che sono realizzabili nei prossimi due mesi, di competenza diretta del governo regionale.
Questa è la nostra proposta: risolvere alcune problematiche reali, che vanno incontro alle esigenze dei nostri studenti.
Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Intervengo brevemente su questo disegno di legge, perché i colleghi che mi hanno preceduta hanno fatto un'ampia illustrazione di quelle che possono essere, anche da parte mia, motivazioni condivisibili per un voto favorevole a questa legge, che arriva in aula - direi finalmente, perché era attesa da tanto tempo - e che mette fine a una lunga teoria di ricorsi che sono stati fatti e che hanno comportato una spesa non indifferente da parte di chi li ha proposti, di chi li ha sostenuti, e poi anche da parte dell'amministrazione regionale, che in più occasioni è stata condannata al pagamento, appunto, degli arretrati e delle spese processuali.
Credo anche che, se questi ricorsi non fossero stati inoltrati nel tempo, forse non saremmo arrivati ancora oggi a questo testo di legge, che è stato sollecitato moltissimo, soprattutto nell'ultimo anno. Ricordo che già a gennaio l'Assessore aveva detto - e poi a febbraio lo aveva confermato in una nota - che il disegno era praticamente pronto.
A una mia interrogazione, discussa il 16 aprile di quest'anno, quindi praticamente oltre due mesi fa, anche lì ci era stato detto che era tutto pronto, e ci arriviamo, per fortuna, in coda alla legislatura. Meglio tardi che mai.
Credo che sia un disegno di legge assolutamente importante, che riporta un po' di equilibrio anche all'interno della scuola e del lavoro dei singoli insegnanti. Ho vissuto, da insegnante, l'imbarazzo, negli anni in cui ero a scuola, di percepire il bonus in quanto docente di ruolo, accanto a colleghi che si formavano e procedevano anche all'auto-formazione, nel mio stesso identico modo, ma non avevano questa possibilità.
Lo abbiamo visto che per i docenti a tempo determinato era già stata fatta tempo fa l'operazione per concedere il bonus, però qui rientrano anche gli educatori, e mi sembra che sia assolutamente corretto che questo avvenga.
Colgo l'occasione per rinnovare un invito, che è già stato fatto in quest'aula e che ho ripetuto più volte, ed è quello di provvedere, da parte regionale, anche a un adeguamento delle procedure per la rendicontazione delle spese legate al bonus. Sappiamo che gli insegnanti devono utilizzare la piattaforma regionale, con una procedura lunga e farraginosa, che comporta davvero un dispendio di energie che ha poco senso nel momento in cui a livello nazionale si opera diversamente e con tempi decisamente ridotti.
È questa l'occasione, poi, anche per riportare l'attenzione - lo ha già fatto il collega Restano, ma lo sottolineo - sulla necessità che nell'immediato futuro la Regione si attivi per quanto riguarda l'organizzazione dei corsi abilitanti, in particolare quelli relativi all'insegnamento della lingua francese, che una Regione come la nostra, una Regione bilingue, deve assolutamente essere in grado di organizzare. Anche facendo riferimento e appoggiandosi su normative nazionali, che esistono e che concedono alla Regione autonoma Valle d'Aosta di fare convenzioni e quant'altro per mettere in piedi questi corsi. Mi riferisco, in particolare alla legge Ruberti.
Per quanto riguarda i dispositivi, i device, per gli alunni con DSA, bene. La norma che viene approvata oggi sblocca anche la questione legata alla possibilità per la scuola polo di avere direttamente questi strumenti, da concedere poi in comodato d'uso alle famiglie. Non conosco esattamente i termini della questione, ma è un modo anche questo, ovviamente, per facilitare l'utilizzo degli strumenti. Anche se credo che il fatto di dare direttamente anche alle famiglie in comodato d'uso i computer e i vari programmi fosse già una situazione abbastanza positiva.
Infine, c'è anche da ricordare che all'interno della legge è prevista l'erogazione degli arretrati, e questo credo che sia importante proprio come riconoscimento alla formazione pregressa degli insegnanti.
Qualche perplessità l'ha già evidenziata la collega Guichardaz, e ce l'ho anche io, sull'articolo che elimina il limite dei nove anni per quello che riguarda i cosiddetti distacchi, perché vi assicuro che nella scuola non avere la possibilità di sapere mai se un posto rimarrà in qualche modo come cattedra da coprire (perché la persona continua il suo lavoro diversamente) o se c'è un rientro è qualche cosa che ogni anno crea qualche problema. Su questo articolo io sicuramente mi asterrò.
Presidente - Non vedo ulteriori prenotazioni per intervenire. Chiudo pertanto la discussione generale. La discussione generale è chiusa.
Per il governo replica l'assessore Guichardaz. Ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie ai colleghi per gli interventi articolati, che dimostrano anche la grande attenzione, probabilmente anche frutto anche del grande e del costante dibattito sul tema della scuola, così come altri temi - che prendono spesso tempo e ragionamenti, elaborazioni e riflessioni in quest'aula - danno il senso e il segno anche di un'attenzione costante da parte, credo, di tutti, della comunità a prescindere dagli schieramenti e a prescindere dalle appartenenze.
Devo dire che questo mi fa piacere, così come mi fanno piacere anche le critiche, perché poi ogni critica serve comunque a migliorare, serve a fare quell'azione politica che deve essere al servizio delle persone. In questo caso io non dimentico mai - e lo ribadisco spesso, in ogni contesto in cui intervengo, quando intervengo nei tavoli sindacali, parlo con gli insegnanti o parlo, in genere, col mondo della scuola - che il focus fondamentalmente sono i ragazzi, che sono il nostro futuro. Quindi da lì mi piacerebbe che si partisse sempre, quando si ragiona di scuola, cioè dall'idea che la scuola è un contesto di crescita dei nostri ragazzi, quindi il benessere delle scuole deve essere al centro dell'interesse, credo, di qualunque comunità.
Per venire al disegno di legge, questo non è un disegno di legge che cambia radicalmente, come avete evidenziato anche voi, le norme vigenti o introduce delle riforme epocali. Diciamo che è un atto, se vogliamo, di manutenzione normativa, e anche di consolidamento amministrativo, che però, se letto con attenzione, credo che dimostri, come dicevo prima, anche una certa coerenza rispetto a degli impegni che ci siamo presi in questi anni, e anche una certa attenzione per le persone.
Credo che sia un provvedimento che si muove lungo una linea chiara, come è stato già evidenziato sia dal relatore, che ringrazio, e ringrazio anche le persone che hanno lavorato in Commissione, e soprattutto ringrazio le strutture, perché mettere in piedi testi di legge coerenti, che cerchino d'intercettare anche delle necessità e apportare dei correttivi vi assicuro che non è facile.
Alle volte i cosiddetti ritardi sono determinati... nel caso specifico la collega Minelli diceva "già a gennaio, a febbraio", è vero, però poi la scrittura normativa proprio di questi testi di legge, così come la coerenza, richiedono tempo, richiedono verifiche e riverifiche. Noi abbiamo riscritto questo testo varie volte, poi si inserivano anche delle novità, dovute anche ai risultati, per esempio, di ricorsi, perché io non ho mai negato il fatto che anche i ricorsi sindacali alle volte sollecitano - anzi, il confronto in alcuni casi è anche acceso, ma sempre rispettoso - la messa a regime di certe situazioni.
In particolare, poi lo spiegherò, la questione per esempio del bonus degli educatori non era così scontata e non era nulla di così chiaro, nel senso che parliamo di educatori che poi sono stati riconosciuti, anche a seguito di pronunciamenti da parte del giudice, al pari di insegnanti ai quali è dovuto il bonus formazione.
Dicevo che la linea è quella della giustizia formativa, dell'equità nell'accesso alla cultura (per quella parte che abbiamo inserito rispetto ai premi letterari e ai premi artistici), della cura della scuola e dei suoi attori.
È un disegno di legge, quindi, che dà valore al lavoro già fatto, avete ragione: è stato fatto un lungo lavoro, che sana anche alcune fragilità e che pone ordine laddove serviva chiarezza; è anche, è giusto rivendicarlo, il frutto di un confronto articolato con il Consiglio regionale - io non ho mai negato che il dibattito, anche con le minoranze, serve a sollecitare dei procedimenti, dei processi - con i sindacati, con i quali noi abbiamo un costante confronto, alle volte poi emergono magari dei posizionamenti che sono alle volte tra controparti, ma vi assicuro che con i sindacati abbiamo lavorato e si continua a lavorare molto - si è fatto recentemente, per esempio, l'ultimo accordo sulle mobilità, devo dire con estrema soddisfazione - con i dirigenti (la partecipazione, anche mia, agli incontri dei dirigenti e alle conferenze di servizi), con gli insegnanti, con gli uffici, perché è vero che non siamo direttamente competenti rispetto al personale amministrativo, ma l'elemento amministrativo con il quale ci si deve confrontare assicura il buon funzionamento.
Partirei dal bonus formativo da 500 euro, già riconosciuto da anni in Valle d'Aosta. Devo dire che è l'unica Regione, questo mi piacerebbe che fosse riconosciuto, a farlo in questa forma autonoma e stabile.
Il bonus formazione rappresenta un investimento nella qualità del nostro sistema scolastico. Non è solo un diritto riconosciuto ai docenti, è un gesto politico che noi abbiamo decretato, tra l'altro già con una legge che ha riconosciuto e che ha stoppato, se vogliamo dire così, tutta una serie di ricorsi che a livello nazionale continuano a essere fatti, ma che non trovano poi soddisfazione. Questo lo sapete meglio di me, perché i ricorsi che vengono fatti dagli insegnanti a livello nazionale sul bonus formativo spesso rimangono lì e non trovano seguito.
Questo perché? Perché, come ho sempre detto - quando ho presentato anche la scorsa normativa, la scorsa legge, che sanava la questione per gli insegnanti al 30 giugno e al 31 agosto, quindi non solo per quelli a tempo indeterminato, e questa è una cosa che riguarda solo la Valle d'Aosta, ve lo posso assicurare, non è una prassi altrove - affermare che gli insegnanti hanno diritto a formarsi significa riconoscere che la formazione non è un orpello, ma è un fondamento della qualità dell'insegnamento.
Lasciatemi dire, però, che in un contesto in cui il contratto collettivo nazionale non rende ancora obbligatoria la formazione dei docenti - e anche su questo in più sedi abbiamo sottolineato la necessità di un cambiamento - la Valle d'Aosta si distingue, secondo me, per coerenza e lungimiranza. Come dicevo prima, non esiste qualità scolastica senza formazione continua e non esiste comunità educante forte se non si investe sulle sue figure più strategiche.
Lo dico perché mi è già capitato di dirlo nel corso di congressi sindacali e altro: a me sembra abbastanza bizzarro che la formazione sia prevista obbligatoriamente nel contratto sanità e in tanti altri contratti delle professioni, eccetera, ma non sia prevista per una categoria di professionisti che manipola, come sapete, il materiale più delicato, che sono i nostri ragazzi, gli adulti del futuro.
Il disegno di legge poi amplia questo diritto a due categorie che finora erano escluse e solo parzialmente coperte. Questo forse non è stato detto del tutto.
Da un lato i docenti supplenti con almeno 180 giorni di servizio, che potranno ricevere il bonus anche per gli anni pregressi, questo a partire dal 2021-2022.
Dall'altro gli educatori del Convitto regionale Chabod, riconosciuti a tutti gli effetti come personale educativo, che svolgono un ruolo delicatissimo e spesso invisibile nella quotidianità della scuola.
Questa scelta, lo ribadisco, è stata il frutto di un dialogo articolato con le organizzazioni sindacali, è stata sollecitata anche da voi dell'opposizione, ed è maturata anche alla luce di alcuni pronunciamenti della magistratura che hanno fornito elementi giurisprudenziali importanti per chiarire i margini d'azione. Non riconoscere questo diritto, al di là del fatto che è un diritto, quindi è giusto che i lavoratori ne possano usufruire, avrebbe potuto significare l'apertura di contenziosi, e i contenziosi, come sappiamo, l'ho detto più di una volta, significano conflitti, costi per l'erario o tensioni istituzionali. È quindi anche un provvedimento di buon senso, oltre che un atto di giustizia.
Allargando il campo, questo disegno di legge contiene numerose disposizioni che rafforzano il governo del sistema scolastico.
Penso, ad esempio, all'esonero e al semi-esonero dei docenti a supporto delle reggenze, di cui avete parlato. Mi sembra ne abbia parlato in primis la collega Guichardaz. È una misura sperimentale, introdotta lo scorso anno, che ora viene confermata e messa a regime. È uno strumento semplice ma efficace: permette alle istituzioni prive di un dirigente titolare - purtroppo ne abbiamo ancora quattro o cinque anche per il prossimo anno scolastico, non per colpa nostra, ma perché i concorsi hanno decretato gagnants sette dirigenti - di beneficiare di un docente che, alleggerito dal carico didattico, supporti la reggenza e la gestione della scuola; questo alleggerirà i dirigenti reggenti, migliorerà l'organizzazione scolastica e valorizzerà anche le competenze interne. Questo è un aspetto importante perché, investendo nella reggenza dei docenti che già fanno parte dell'istituzione, alla fine si crea anche un meccanismo di conoscenza e di fiducia nei confronti di queste persone.
Di questo io riconosco - ma credo di averlo già riconosciuto a sufficienza - il fatto che questa prima norma, che ora trova un suo consolidamento, sia frutto anche di suggerimenti e di dibattiti interni a questo Consiglio con le minoranze.
Sempre in questa logica, l'articolo 10 del disegno di legge interviene per far chiarezza su una questione tanto tecnica quanto fondamentale: la distinzione tra assegnazioni ordinarie e straordinarie ricorrenti per le istituzioni scolastiche.
Si tratta di un passaggio richiesto anche dalla Corte dei conti, ma che risponde anche a un'esigenza pratica delle scuole e degli uffici, cioè rendere leggibili i bilanci, distinguere ciò che è una tantum da ciò che, pur essendo fuori dall'ordinario, viene reiterato ogni anno, come ad esempio le assegnazioni per le scuole polo e per le attività inclusive. Anche questa credo sia una necessità, anche per favorire una buona amministrazione.
Vorrei poi soffermarmi su un punto che considero particolarmente significativo, anche perché parte da un ascolto reale dei bisogni. È l'articolo che consente - è stato accennato, mi sembra, dalla collega Minelli - alla scuola polo CTS, che è il centro territoriale, di acquistare dispositivi compensativi per alunni con DSA da affidare in comodato d'uso alle famiglie.
Finora questi acquisti erano possibili solo con finanziamenti statali, mi sembra, o comunque con finanziamenti che venivano centralizzati. Ora si apre la possibilità di agire anche con risorse regionali, quando necessario. È un passaggio importante per la garanzia del diritto allo studio.
Sempre in ambito scolastico, va segnalato l'articolo 7, che recepisce in modo puntuale quanto già si applicava nella prassi amministrativa in assenza di una norma esplicita. La collega Minelli parlava della questione dei distacchi del personale presso gli enti pubblici o gli enti privati, come ad esempio l'Istituto storico, o altri distacchi; si tratta di un allineamento a una normativa nazionale, che non prevede limiti e che veniva già di fatto applicata, perché è vero che la legge prevedeva un limite, mi sembra, di nove anni, ma la norma nazionale, invece, estendeva la possibilità.
Io sono il primo, lo sapete, su questo ho anche fatto qualche battaglia, a dire che sarebbe opportuno che i distacchi fossero delle esperienze temporanee aperte, secondo me, a una più ampia gamma di persone.
Devo dire che non è che ci sia la fila per i distacchi, perché voi sapete che un insegnante che fa 18 ore, poi, se deve fare un distacco presso un ente, ne deve fare 36, con un orario che è quello conforme a un dipendente pubblico, quindi non c'è proprio la fila, e lo sappiamo tutti gli anni quando mettiamo a bando i distacchi, per esempio, per gli uffici di supporto o altri. Lo dico anche perché è giusto che questa cosa venga evidenziata.
Le prove Invalsi, qualcuno le citava, forse il collega Restano, confermano che la Valle d'Aosta è una delle regioni con il più basso tasso di dispersione scolastica esplicita. Lo dico perché nel 2021 avevamo un tasso del 14,1 e il 10,4 nel 2023: è la regione che ha avuto il calo più rapido nel giro di due anni, portando questo tasso, come diceva lei, in linea con la media nazionale.
I nostri studenti, quindi, è giusto dirlo, si collocano ai vertici nazionali per livelli di competenza, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado.
Le differenze tra studentesse e studenti sono contenute, anche se nell'abbandono scolastico, lo sappiamo, continuano a prevalere i maschi, però, laddove ci sono le competenze, queste sono abbastanza allineate, e questo è un aspetto che a me fa particolarmente piacere, perché vuol dire che la qualità del nostro sistema scolastico, che è un sistema scolastico inclusivo, fortemente inclusivo... lei ha citato i 15 milioni di euro: parliamo di operatori di sostegno, non di insegnanti di sostegno, cioè in Valle d'Aosta esiste questa attenzione, che è evidenziata attraverso l'utilizzo, oggi, non mi ricordo se parliamo di 12.000 ore alla settimana di supporto, oltre agli insegnanti di sostegno; questo credo sia il risultato anche di una politica che guarda alle persone con maggiore fragilità con una certa attenzione e con l'idea che una società che si prende carico - ho apprezzato anche molto il discorso del Consigliere Di Marco - comunque della scuola, della cultura, e anche delle persone più fragili, è una società che mira a costruire dei cittadini consapevoli.
Per quanto riguarda la Fondazione Maria Ida Viglino, avete evidenziato la questione del contributo. Non è un aiuto di emergenza, questo contributo, ma è il riconoscimento del ruolo strategico della fondazione, innanzitutto nel sistema musicale valdostano. Voi sapete che le abbiamo dato la possibilità di ampliare la propria sede, quindi di trovare degli spazi - prima erano molto contenuti, all'interno degli spazi di via San Giocondo - e oggi hanno la possibilità comunque di avere la sede, o la seconda sede, ampliata; questo contributo mira a coprire i maggiori oneri derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale, dalle indennità di vacanza contrattuale e dai costi crescenti della gestione.
Mi pare qualcuno abbia detto "Si poteva prevedere...", eccetera. Sono fondazioni e le fondazioni, come sapete, faticano, nella loro amministrazione e nelle loro dinamiche di bilancio, a mettere da parte dei tesoretti, dei soldi, che nella scuola pubblica, ad esempio, vengono messi costantemente, ogni anno ripetuti, e poi vanno spesso in economia, ma a titolo cautelativo, perché i contratti purtroppo - parlo della parte economica, per la parte normativa lasciamo stare, perché spesso rimangono con contratti vecchi anche di dieci anni - non rispettano mai le cadenze delle annualità; se un contratto scade nel 2020, alle volte lo si rinnova nel 2024.
Allora è necessario, laddove esistono delle fondazioni a partecipazione, come in questo caso, della Regione, che ci siano delle compensazioni in corso d'anno.
Presidente - La replica è stata fatta, se non ci sono altri interventi passiamo agli ordini del giorno del gruppo Rassemblement Valdôtain.
Ordine del giorno n. 1. Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Parliamo, come anticipato, di educatori e operatori di sostegno nella scuola. Attraverso un'apposita normativa, la nostra Regione promuove un sistema integrato d'interventi a favore delle persone con disabilità, con particolare attenzione al percorso educativo scolastico e formativo, al fine di favorire un progetto di vita, la diffusione della cultura dell'inclusione sociale, l'eliminazione di ogni forma di discriminazione.
Per gli alunni che necessitano di sostegno, è prevista la definizione di un Progetto educativo individuale, definito PEI, approvato da un'apposita unità di valutazione.
Gli alunni oggetto di PEI, iscritti alla scuola dell'infanzia, sono assistiti da educatori e operatori di sostegno, così come previsto dai relativi progetti individuali. In alcune scuole dell'infanzia queste figure sono fornite da agenzie interinali e risultano assunte con un contratto a tempo determinato, che si conclude con il termine della scuola primaria, ad esempio quest'anno il 10 giugno, mentre l'attività della scuola dell'infanzia prosegue fino al 30 giugno.
Negli ultimi venti giorni dell'anno scolastico, il personale di sostegno già attivo durante l'anno viene sostituito da altro personale che non conosce né gli alunni né il contesto educativo, generando così potenziali discontinuità e criticità nell'assistenza. Stiamo parlando di alunni che devono seguire un PEI, un Progetto educativo individuale, che hanno delle sensibilità particolari. Questa sostituzione può quindi comportare una riduzione delle ore effettive di sostegno dedicate a ogni allievo.
Noi chiediamo al Consiglio regionale d'impegnare l'Assessore:
a rivedere questo modo di operare e, quindi, i criteri di distribuzione e continuità delle risorse di sostegno educativo per gli alunni PEI nella scuola dell'infanzia, affinché i contratti del personale siano coerenti con il calendario scolastico di riferimento, quindi garantiscano la continuità di servizio;
a verificare se le modalità attuali di gestione del personale siano effettivamente compatibili con i principi di pari dignità, di non discriminazione, d'inclusione e di continuità educativa, sanciti dalla legge del 2008, e a porre rimedio a queste stranezze già a partire dal prossimo anno scolastico, eliminando questa discontinuità nell'assistenza dell'alunno.
Presidente - Per il governo, assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega e colleghi per i vari spunti, che mi daranno modo anche di chiarire alcune questioni che fatico io, alle volte, a comprendere, pur essendo lì da due anni e mezzo, anche perché il sistema scolastico è un sistema estremamente articolato e complesso, che richiede un continuo confronto. Le vostre iniziative servono anche poi a sollecitare degli approfondimenti sui singoli temi e sulle singole sfaccettature.
Intanto premetto che gli operatori di sostegno sono gestiti dalla società di servizi - questo lei lo sa - e che le scelte di gestione del personale, quali le eventuali innovazioni contrattuali, sono di competenza della società e non della committenza. Questa è proprio una regola che è prevista dalle convenzioni, cioè la committenza sarebbe la Regione.
Ricordo che la società datoriale ha nel proprio organico personale assunto sia con contratto a tempo determinato che indeterminato.
In questi anni (come ho detto prima quando parlavo di 400 operatori di sostegno) siamo passati da una spesa, se non erro, cinque anni fa di 4 milioni e 4 ? adesso do dei dati a memoria ? fino all'attuale. In questi anni abbiamo assistito a un costante incremento intanto delle necessità e poi, di conseguenza, delle assunzioni. Sappiamo che la società di servizi, come lei ha evidenziato nel suo ordine del giorno, si rivolge, quando necessario, anche alle società interinali per ottemperare alle richieste di fabbisogno.
Solo quest'anno, a seguito delle nuove certificazioni dei nuovi bisogni, si incrementerà il personale di qualche decina, parliamo di 40-50 persone in più, è quindi veramente un flusso di persone che ogni anno viene incrementato.
Nel merito quindi di quanto viene chiesto, specifico che nei primi giorni di aprile l'Ufficio inclusione della Sovraintendenza agli studi, questo a titolo di prassi, trasmette a tutte le istituzioni scolastiche un modulo per la richiesta di prosecuzione del servizio presso le scuole dell'infanzia, nonché per il supporto degli alunni durante gli esami di Stato. Perché? Perché le scuole dell'infanzia vanno fino al 30 giugno e non finiscono, come le scuole normali, ai primi giorni di giugno.
A seguito delle richieste pervenute direttamente dalle scuole, la Società di Servizi Valle d'Aosta S.p.A. procede con la novazione dei contratti necessari all'erogazione del servizio, considerato - e qui è la spiegazione forse della questione che ha posto lei - che nelle ultime settimane di giugno molte scuole dell'infanzia modificano l'orario scolastico, solitamente ridotto nella fascia 8:00-14:00, e che si registra un significativo numero di assenze rispetto ai bambini iscritti. Perché? Perché molti hanno magari fratelli e sorelle negli altri gradi di scuola, che sono già in vacanza, quindi non frequentano più le attività didattiche educative, cioè precipita proprio il numero di bambini che frequentano la scuola dell'infanzia ? la continuità sugli alunni con disabilità non è che non venga garantita, ma viene garantita dagli insegnanti di sostegno, dagli insegnanti di classe e da eventuali ulteriori operatori di sostegno che condividono la parte di assistenza educativa e didattica, dipendenti a tempo determinato o indeterminato della Società di Servizi Valle d'Aosta S.p.A.
Ciò avviene nel rispetto della legge regionale 4/2008. È il punto n. 2. Se lei va a guardare, questa prassi e questa modalità è prevista.
Inoltre la società, nel rispetto dei principi di economicità e di buon utilizzo delle risorse pubbliche, proroga esclusivamente i contratti effettivamente necessari del proprio personale.
In un'ottica di trasparenza, efficienza ed efficacia, la società provvede alla novazione contrattuale unicamente per il personale assunto direttamente, evitando il ricorso alla proroga delle risorse somministrate. Perché, come dicevo prima, con il proprio personale e con il personale docente, si riesce tranquillamente a far fronte a questo fabbisogno.
Anche in vista del prossimo anno scolastico - per poter evitare il ricorso alle società di somministrazione, che peraltro prevedono un costo maggiore e che, come lei sa, poi prevedono anche una stabilità diversa, perché la somministrazione è comunque una modalità di ricorso al bisogno - la società, anche a seguito di un dibattito, di un confronto anche con noi, ha avviato una nuova ulteriore procedura di selezione finalizzata alla copertura del servizio con risorse interne; anche per tranquillizzare il personale che già lavora, ma lavora magari in somministrazione, è stata quindi avviata questa nuova procedura.
Pertanto, alla luce di quanto le ho detto in premessa, noi non ravvisiamo - poi io capisco la percezione, che magari è un'altra - elementi di discontinuità tali da incidere in modo significativo sul percorso educativo e formativo dei bambini. Pertanto spero che la spiegazione sia stata una spiegazione sufficientemente ampia e dettagliata e le chiederemmo di ritirare l'ordine del giorno, confermando comunque, come credo tutti possano verificare, un'attenzione costante nei confronti di questi lavoratori e soprattutto dei bambini che sono seguiti da questi lavoratori.
Presidente - Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Devo dire che il fatto che non vi siate fermati ad analizzare gli ordini del giorno mi fa pensare che siano tutti respinti.
Detto questo, ho ascoltato con attenzione quanto da lei detto. Ovviamente, se abbiamo presentato quest'ordine del giorno, è perché ci sono stati presentati dei casi specifici. Ciò che abbiamo descritto l'ha ripreso anche lei: è il caso di allievi che hanno usufruito per un lungo anno scolastico di un educatore di sostegno che proveniva da un'agenzia interinale e, ahimè, quest'anno, il 10 di giugno ha visto terminare il suo contratto di collaborazione con l'Agenzia. Questo allievo quindi ha avuto le attenzioni di un altro educatore di sostegno (che aveva un contratto a tempo indeterminato, che è stato spostato all'interno dell'organizzazione) che lo doveva condividere con altri allievi di altri plessi scolastici.
Ora, come ho detto, parliamo di ragazzi che hanno dei bisogni educativi particolari, parliamo di PEI, quindi la continuità, che tanto viene evocata da tutti noi, e in particolare dall'Assessore, la continuità definiamola assistenziale, educativa, formativa è venuta a mancare. È vero, solo per venti giorni, però è importante. È importante per il benessere psicofisico di questo bambino, che viene garantito solo ed esclusivamente dalla presenza continua delle persone che si sono occupate di lui per un lungo anno.
È vero, si tratta solo di venti giorni. Ipotizziamo il caso, e questa è mia supposizione, di una scuola con 10 alunni, quindi con un solo insegnante che fa lo spezzato: diventa veramente un problema l'assenza di una persona che ha condiviso il progetto educativo con tutto il team e che viene improvvisamente sostituita da un'altra persona che, ancorché competente, con tanta buona volontà, non riesce a esprimere il potenziale professionale e anche di empatia che aveva chi l'ha proceduta.
Noi quindi riteniamo che la committenza, che è la Regione, possa autonomamente decidere, rivolgendosi all'agenzia dei servizi, di chiedere di prolungare per venti giorni questo tipo di fornitura di servizio, questa è la sostanza dell'intervento, al di là di tutto quello che ho detto.
Credo che sia una cosa fattibile, la pregherei di valutarla e di prenderla in considerazione. Comunque la metteremo al voto.
Presidente - Altri interventi? Ci sono altri interventi?
Non vedo altre richieste, mettiamo in votazione l'ordine del giorno. Votazione aperta.
Tutti hanno votato? Tutti presenti? Votazione chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 2 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Con quest'ordine del giorno, come già anticipato durante la discussione generale, porto all'attenzione dell'Aula una questione che non possiamo più rimandare: la condizione degli studenti ADHD nelle scuole della Valle d'Aosta.
Parliamo di un disturbo complesso, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, che non è un capriccio, né una mancanza di disciplina, come a volte viene frainteso, ma è una condizione neurobiologica riconosciuta e diffusa, che incide in modo significativo sulla vita quotidiana di bambini e ragazzi, in classe come fuori.
Purtroppo nella nostra regione l'inclusività per questi studenti è ancora largamente insufficiente. Le famiglie spesso si trovano sole ad affrontare un percorso a ostacoli in attesa di diagnosi, supporti adeguati e di una scuola pronta ad accogliere.
Solo da maggio, dobbiamo dirlo, è stato aperto un ambulatorio dell'Azienda sanitaria locale dedicato. Un passo nella giusta direzione, ma un passo che è arrivato tardi ed è ancora insufficiente rispetto ai bisogni reali.
Il problema più evidente nelle scuole, dove i docenti nella maggior parte dei casi non ricevono formazione specifica sull'ADHD, è quando viene proposta la partecipazione minima. Questo comporta il rischio che il ragazzo venga frainteso, etichettato come un ragazzo difficile, un ragazzo problematico, compromettendo il suo percorso scolastico e, soprattutto, compromettendo la sua autostima. Sono situazioni che generano frustrazione, isolamento e troppo spesso l'abbandono precoce della scuola.
È proprio qui che s'innesta un altro nodo cruciale: l'ADHA è una delle tante cause nascoste dell'alta dispersione scolastica nella nostra regione e registra percentuali - Assessore, io la vedo diversamente da lei ? ancora preoccupanti di abbandono scolastico.
Se non interveniamo in modo sistemico, continueremo a perdere studenti che avrebbero molto da dare, se solo venissero capiti e accompagnati.
Ma è fondamentale ribadire un concetto: l'ADHD non è un problema che riguarda solo la scuola, è una condizione che attraversa tutte le fasi della vita, dall'infanzia all'adolescenza, fino all'età adulta. Riguarda le relazioni, la salute mentale, il benessere sociale, l'accesso al lavoro, ignorarlo o trattarlo solo come una questione educativa significa commettere un grave errore di prospettiva.
Serve dunque una rete integrata di servizi che accompagni la persona con ADHD lungo tutto il suo percorso, dalla diagnosi precoce al sostegno scolastico, alla formazione professionale, fino all'inserimento nel mondo del lavoro. Perché solo così possiamo garantire loro pari opportunità, dignità e autostima.
Sembra quindi importante, Assessore, sottolineare nell'illustrazione di quest'ordine del giorno quale sia l'importanza della formazione continua dei docenti, ma una formazione specifica per ADHD, perché nelle classi dov'è presente un alunno ADHD, DOP o con autismo, i docenti e gli operatori di sostegno devono avere una formazione indirizzata a quel disturbo.
Sembra importante sottolineare come i fondi stanziati per gli strumenti compensativi, su apposita norma - perché per i disturbi dell'apprendimento la Regione ha veramente fatto tanto, promuovendo una norma apposita - ci devono essere anche per gli ADHD, che per tanti casi sono anche dei DSA, magari non diagnosticati, ma sono dei DSA. La diagnosi arriva a volte in seguito.
È un problema relativo al servizio mensa, ci vuole del personale adeguato a questa tipologia di alunno e di allievo, anche per i bambini ADHD e DOP, non è sufficiente allontanarli, è discriminatorio.
Bisogna garantire la continuità degli operatori di sostegno per i ragazzi ADHD e con autismo, ne abbiamo appena parlato prima per un'altra questione, in quanto hanno bisogno di una struttura e di routine, perché sennò si fatica a gestire i cambiamenti con questi ragazzi, lo sappiamo bene. Bisogna prevedere, e sarà oggetto di un altro ordine del giorno, una scuola polo per ADHD, com'è stato fatto per i DSA.
Riprendendo quindi l'articolo di stampa del 14 maggio 2025: "Quando la mensa diventa un ostacolo per nostro figlio ADHD", e riconoscendo che questa è una condizione sottolineata dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali come un disturbo del neurosviluppo, ho richiamato la normativa del 2009, la n. 8, quella che è stata votata - non da me, ma da questo Consiglio - per il DSA, quindi ci ha portato avanti nel tempo rispetto ad altre realtà, ma anche, guardandoci attorno, ci sono Regioni che sono andate avanti, hanno già introdotto misure operative e normative per affrontare questa questione.
Pur essendo al termine della legislatura, crediamo che sia possibile da parte del governo regionale, da parte sua, Assessore, un impegno, che chiediamo al Consiglio, per:
rafforzare le misure attualmente in essere per favorire l'inclusione scolastica degli alunni affetti da ADHD, promuovendo una reale parità di condizione e continuità al supporto educativo e sanitario;
definire un protocollo operativo regionale - questo si può fare senza passare per il Consiglio - che garantisca un coordinamento efficace tra il dipartimento di Salute mentale (qualcosa è già stato avviato) e le istituzioni scolastiche e le famiglie, al fine di assicurare un accompagnamento continuativo e condiviso degli studenti con ADHD;
avviare, ne ha parlato lei poc'anzi, dei corsi - esageriamo ? obbligatori e specifici dedicati all'ADHD, al fine di sensibilizzare, formare e dotare gli insegnanti degli strumenti didattici e valutativi adeguati.
Le richieste sono importanti e sono tante ma, Assessore, serve un segnale. Serve un segnale da parte del Consiglio di attenzione, di considerazione.
Ora mi permetta una provocazione. Ho detto durante il mio intervento in discussione generale che questi non sono degli ordini del giorno politici. Riprendendo quanto ha detto ieri l'Assessore alla Sanità, dobbiamo condividere delle problematiche e dare delle soluzioni reali. Votando quest'ordine del giorno diamo una risposta, come ho detto, di dignità, di attenzione. Non votandolo, lo fate diventare un problema politico.
Presidente - Per il governo, l'assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Intanto solo un'annotazione rispetto all'abbandono scolastico. È vero che si vorrebbe abbandono scolastico pari a zero, sarebbe bello. Il fatto, comunque, che nel giro di pochissimi anni si sia ridotta la forbice di 4 punti, allineandoci con la media nazionale, perché lei sa che avevamo nel 2021 un abbandono scolastico che in qualche modo ci catalogava come cinture nere di abbandono scolastico; ciò era dovuto probabilmente a vari fattori, io credo dipenda dal fatto di aver investito così tanto sull'inclusione.
Poi inclusione, facciamo attenzione, non vuol dire abbassare il livello della qualità della scuola, perché qualcuno dice: "Sì, li tenete dentro tutti, non si fa selezione come in Corea del Sud, in Giappone o in altri posti, ma diminuisce la qualità". Non è vero, perché aumentando il sostegno e il supporto per le persone, per i bambini con difficoltà, poi dopo tutta la classe ne trae dei vantaggi. Questo io spero che sia chiaro, perché un investimento così consistente di risorse pubbliche dev'essere anche giustificato rispetto poi a dei ritorni e il ritorno è di una comunità scolastica che non abbandona, come ho detto prima, le persone più fragili.
Riguardo alla mensa, l'ho letto anche io quell'articolo, ma nello specifico noi ci siamo confrontati con i genitori di questo bambino - le posso assicurare con un'attenzione - e abbiamo avuto tantissimi incontri anche con l'assessore Marzi, con i genitori, con gli insegnanti di classe, con le persone che supportavano. Il problema lì è un problema che bisognerà cercare di risolvere, però, con delle modalità che non sono così semplici, perché la pausa mensa attualmente non è considerato tempo scolastico, quindi gli enti locali devono fare ricorso a delle cooperative, a delle persone per un'ora e mezzo, due ore, e chiaramente l'investimento in termini di formazione comincia a diventare complicato.
Stiamo quindi cercando di capire se si riesca in taluni casi a concepire la pausa pranzo come un momento di continuità scolastica. Non è facile, perché i contratti - non della scuola dell'infanzia, ma parliamo dalle elementari in su - non prevedono questo spazio, quindi ci sono anche delle difficoltà oltre che sulla formazione (che è già problematica sugli insegnanti per i motivi che ci dicevamo prima, ed è ancor più problematica sugli operatori di sostegno, perché sono aumentati di centinaia nel giro di pochissimi anni) quindi bisogna stare dietro alle assunzioni e a una formazione di base che non può essere specificamente mirata solo, per esempio, su un settore; è quindi comunque un lavoro che si fa quotidianamente, ma che rincorre in qualche modo, che però le assicuro fanno tutti, cioè la comunità educante a 360 gradi.
All'inizio dell'anno scolastico 2023-24, è stato trasmesso alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, comprese le paritarie, un documento a disposizione sul sito di Webécole denominato "Linee di indirizzo sui disturbi esternalizzanti".
Si tratta di un documento predisposto dal sottogruppo di lavoro interistituzionale regionale GLIR, "Disturbi esternalizzanti", approvato dal GLIR nella riunione del 26 settembre 2023. Si precisa che al GLIR partecipano, tra gli altri, anche i rappresentanti delle associazioni e delle persone con disabilità maggiormente rappresentative a livello regionale, tra cui l'AIFA Valle d'Aosta, che è l'associazione proprio delle famiglie ADHD della sezione Valle d'Aosta.
L'idea di proporre un documento riguardante specificamente i disturbi del comportamento esternalizzante nasce dalla volontà di fornire al mondo della scuola uno strumento strutturato, finalizzato a porre l'attenzione sulla peculiarità di questi funzionamenti atipici e, in particolare, sul fatto che la cura e la progettualità socio-terapeutica non può riguardare solo il soggetto che ne è affetto e la sua famiglia, ma deve coinvolgere la società in tutta la sua interezza, dai servizi sanitari e sociali al mondo della scuola. Tutto ciò richiede lo sforzo di proporre percorsi integrati multidisciplinari e multiprofessionali in risposta ai bisogni di questa particolare fascia d'utenza.
È opportuno ricordare che i disturbi del comportamento esternalizzanti sono in progressivo aumento in Italia così come in Valle d'Aosta, e riguardano, come lei ha specificato, una percentuale di popolazione sempre più importante, che si aggira intorno al 3-5%, quelli riconosciuti quantomeno.
Al fine di sensibilizzare ulteriormente le scuole rispetto a questa tematica diffusa, pertanto, nell'ambito dell'offerta formativa 2025-26 sono stati previsti degli incontri di restituzione per presentare anche ai nuovi dirigenti scolastici e agli insegnanti le suddette linee d'indirizzo a supporto della gestione degli alunni con disturbi di comportamento.
Oltre a queste linee d'indirizzo, nella classroom regionale "Inclusione e disabilità" è presente una specifica sezione dedicata al tema a supporto delle scuole nella gestione degli alunni con ADHD, DOP, disturbo della condotta eccetera, nella quale gli insegnanti iscritti possono trovare materiali di formazione, suggerimenti e strategie.
Infine, presso l'Ufficio supporto autonomia scolastica è presente personale in distacco dedicato all'area dell'inclusione, che fornisce informazione, formazione e consulenza alle scuole, nonché supporto per la progettazione di percorsi di personalizzazione e orientamento per gli alunni con disabilità e altri bisogni educativi speciali.
Approfitto per ringraziare questo personale perché, come le dicevo prima, è comunque un lavoro che implica anche un impegno non indifferente.
Dal maggio scorso, e qui rispondo con il contributo dell'USL, l'USL ha attivato un ambulatorio psicologico settimanale presso il dipartimento di Salute mentale dedicato alla diagnosi e alla presa in carico dei pazienti con ADHD. Il servizio è operativo nelle ore mattutine e gestito da uno psicologo che cura la valutazione iniziale e i follow up, in collaborazione con uno psichiatra incaricato di definire i piani terapeutici personalizzati, inclusi quelli farmacologici.
Il dipartimento di Salute mentale garantisce inoltre l'apertura mensile di uno spazio d'incontro rivolto ai genitori di ragazzi con ADHD, offrendo un momento di ascolto e confronto. In collaborazione con la struttura complessa di neuropsichiatria infantile, il dipartimento assicura anche una continuità assistenziale nel passaggio all'età adulta, 17-18 anni, con l'obiettivo di garantire una transizione strutturata e coordinata nella presa in carico dei pazienti.
Il Serd supporta l'inquadramento diagnostico tramite uno psicologo specializzato in ADHD, che somministra test mirati qualora emerga il dubbio di una possibile diagnosi nei pazienti già in carico. Come lei sa, la diagnosi comunque richiede anche dei tempi, che spesso non vengono comunque completati durante i primi anni di frequenza scolastica.
Sono già stati avviati i corsi specifici dedicati all'ADHD, per rispondere alla sua domanda.
Nell'ambito del Piano regionale per la formazione dei docenti 2022-25, in continuità con le proposte di formazione già poste in essere in passato sul tema dell'ADHD, a partire dall'anno scolastico 2022-23 viene organizzata una formazione specifica dal titolo "Disturbi del comportamento, ADHD, DOP e disturbo della condotta e disregolazione emotiva, tutoraggio e analisi dei casi".
L'obiettivo generale della formazione è sostenere gli insegnanti nella comprensione e gestione di situazioni specifiche vissute all'interno del proprio gruppo classe, per questo, la metodologia didattica degli incontri è stata di natura laboratoriale: docenti curricolari di sostegno hanno potuto esporre casi concreti a partire dai quali le formatrici hanno condotto interventi in discussione condivisa, role-playing e supervisione.
A partire da quest'attività pratica, sono state condivise teorie e tecniche in modo tale da raggiungere i seguenti obiettivi specifici: sviluppare e consolidare conoscenze sui disturbi del comportamento esternalizzanti; comprendere le relazioni tra emozioni e apprendimento e le sue implicazioni sulla didattica; implementare il background di strategie e metodologie didattiche per la gestione efficace della classe e dei singoli, alunni al fine di garantire a questi ultimi l'inclusione scolastica.
Alla formazione hanno partecipato oltre 150 docenti.
Alla luce di quanto riportato, quindi, è evidente l'impegno da parte del governo regionale, in particolare credo anche degli Assessorati ? non dico degli Assessori, perché poi sono le persone che lavorano dietro le quinte ? nel rafforzare le misure dedicate all'inclusione scolastica, non solo attraverso l'utilizzo di risorse umane, quali insegnanti e operatori di sostegno, ma anche attraverso piani didattici personalizzati, rispondenti a specifiche linee guida per il supporto e la valutazione degli alunni con ADHD.
Non risulta quindi necessario accogliere quest'ordine del giorno, come lei ha anticipato, ma le posso assicurare che l'attenzione è massima.
Chiudo sulla questione della formazione. L'ho già ribadito prima e non mi stancherò di ribadirlo finché potrò. Il problema della formazione nell'ambito della scuola è un problema pressante, di cui si devono fare carico le organizzazioni, sia datoriali all'interno, a mio parere, delle commissioni contrattuali nazionali in ARAN, sia sindacali. È qualcosa che urge perché, nel momento in cui ci saranno dei percorsi di formazione obbligatoria, si potrà a questo punto affrontare in maniera coordinata, non lasciata alle singole istituzioni, la decisione di capire in quale tipo di formazione investire.
Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Credo che quest'ordine del giorno, che ha presentato il gruppo Rassemblement e che ha illustrato il consigliere Restano, sia da vedersi in continuità con gli altri che ci sono sul tema, che sono il n. 3 e anche il n. 4, che affrontano ancora il tema del disturbo da deficit di apprendimento.
Mi sembra anche che nell'impegno di questo preciso ordine del giorno si parli di rafforzare le misure che sono attualmente già in essere e che poi l'Assessore ha anche illustrato, misure per favorire l'inclusione di questi alunni.
È vero che anche a livello nazionale c'è stata nel 2012 una direttiva ministeriale che ha esteso la legge 170/2010, cioè quella che si occupa di DSA, agli alunni ADHD, però è l'estensione di una norma specifica che riguarda un altro tipo di disturbi dell'apprendimento, un'altra sfera, che è diversa, non c'è niente da fare. Chi ha avuto a che fare con alunni che sono affetti in particolare da questi disturbi sa che sono cose completamente diverse.
È quindi vero che c'è a livello nazionale una normativa che offre un quadro di tutela per questi alunni, però è anche vero che poi ci sono i PDP, i Piani didattici personalizzati, non è che non esista una presa in carico. Ma quello che credo voglia presentare quest'ordine del giorno è una necessità ulteriore, che poi è anche quella che sottolineano le associazioni delle famiglie di questi alunni, cioè che ci sia un approccio più sistemico alla questione e che anche a livello di buone prassi, che magari già esistono, ci sia una sistematizzazione.
Tant'è vero che si chiede di definire un protocollo operativo regionale che garantisca un coordinamento tra il dipartimento della Salute mentale, le istituzioni e le famiglie. Poi si chiede di avviare dei corsi specifici dedicati all'ADHD.
Anticipo già anche un po' il discorso legato agli altri ordini del giorno che chiedono addirittura di pensare a una norma regionale, un po' sull'esempio di quello che è successo in altre regioni, e poi la questione della scuola polo. Io credo che quello che chiedono le famiglie sia sicuramente di poter avere piena applicazione delle norme che esistono già, ma poi le famiglie puntano anche a una legislazione specifica, a una legislazione che garantisca il diritto alla diagnosi tempestiva, alle terapie, ma allo stesso tempo chiedono anche che venga fatta formazione non solo ai docenti e nelle scuole, ma formazione anche per genitori, che alle volte non sanno come affrontare esattamente queste situazioni, infine, anche che ci sia una sorta di lotta al pregiudizio nei confronti di persone che hanno questo disturbo. Effettivamente all'atto pratico l'esempio della mensa è emblematico, ma anche i momenti del gioco: penso alle uscite didattiche, ai momenti che sono, se vogliamo, extra contesto protetto della scuola. È assolutamente importante.
Consapevoli quindi di quanto ha detto anche l'Assessore, cioè che esistono una serie di misure e anche di azioni che sono state fatte - e lo ha spiegato - io credo che un rafforzamento di quello che già esiste e soprattutto una sistematizzazione attraverso, per esempio, un protocollo, possano essere uno strumento per favorire l'inclusione di questi alunni, ma anche per favorire un migliore clima scolastico in cui tutti gli alunni, i docenti e il personale non docente devono vivere e quindi collaborare per renderlo migliore.
Voteremo quindi quest'ordine del giorno.
Presidente - Altri gruppi? Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Grazie, collega Minelli, per l'intervento e per avermi ricordato che ci sono tre ordini del giorno che trattano lo stesso argomento, che abbiamo volutamente separato, con tre impegni diversi, anche per darle l'opportunità di considerare di far notare che il governo regionale e la maggioranza considerano il problema senza impegnarsi oltremodo.
Guardi, Assessore, la collega ha parlato di un approccio sistemico e di buone prassi. In effetti, chi vive situazioni di questo tipo, il familiare - e lo dico con cognizione di causa - non ha percezione peggiore di quella di essere abbandonato a se stesso, abbandonato alla buona volontà - perché dobbiamo dirlo, ne abbiamo tanti - e alla competenza del singolo operatore.
Ma noi, faccio un piccolo inciso anche sull'abbandono scolastico, ma noi siamo la Valle d'Aosta, siamo una Regione che ha competenza primaria, e dire - convengo con lei - che si è riportato l'abbandono scolastico nella media nazionale, in una Regione che ha competenza primaria, con 130.000 abitanti scarsi, mi sembra porre veramente l'asticella molto in basso.
Noi dobbiamo volare più in alto, lo possiamo fare e lo dobbiamo fare, soprattutto considerando queste problematiche.
Noi, ovviamente, lo portiamo al voto proprio per le motivazioni che sono state ben illustrate da chi è più competente di me, dalla collega Minelli, ma perché noi chiediamo di rafforzare quanto già fatto, che evidentemente, se ci pervengono delle segnalazioni in tal senso, non è recepito così come magari vorrebbe essere fatto. Se quindi siamo qui a discutere di questo è perché l'utenza non percepisce positivamente quanto viene fatto, quindi è il caso d'impegnarsi un poco di più.
Presidente - Ci sono altri interventi? Altrimenti mettiamo in votazione l'ordine del giorno.
Non vedo richieste d'intervento. Votazione aperta.
I presenti hanno votato? Sì. Votazione chiusa?
Presenti: 34
Votanti: 9
Favorevoli: 9
Astenuti: 25 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Perron, Rosaire, Sammaritani, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Sospendiamo brevemente il Consiglio per arieggiare i locali. È convocata alle ore 11:00, nella sala Emilio Lussu, la Conferenza dei Capigruppo per incontrare la delegazione delle organizzazioni sindacali.
Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle 10:52 alle 12:48.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori dopo la sospensione per la riunione della Conferenza dei Capigruppo. La Conferenza dei Capigruppo ha incontrato una rappresentanza delle organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco e del Corpo forestale e ha preso atto della loro richiesta di convocazione di un Consiglio straordinario, per esaminare i due disegni di legge riguardanti l'organizzazione e il funzionamento dei due Corpi.
A fronte di ciò, pur riconoscendo l'importanza dei due provvedimenti, ha considerato che non si tratta solo di trovare una data utile per riunire il Consiglio, ma di accompagnare, con attenzione in Commissione consiliare, l'esame dei due testi corposi, articolati e altamente tecnici, che richiedono tempi adeguati di approfondimento.
A fronte di quanto sopra, ha preso atto che non ci sono i tempi tecnici per poterli affrontare prima della fine della legislatura.
Questo, per quanto riguarda la riunione della Conferenza dei Capigruppo.
Eravamo sempre alla discussione del punto 10.02 e, in particolare, affrontavamo gli ordini del giorno.
Siamo all'ordine del giorno n. 3 del gruppo Rassemblement Valdôtain. Si è prenotato il consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Ritorniamo sul disegno di legge n. 206 con un ordine del giorno che riguarda sempre l'ADHD. Il titolo dell'ordine del giorno è "Predisposizione di un disegno di legge disciplinante le attività volte a prevenire situazioni di difficoltà e consentire il pieno sviluppo di soggetti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività".
Senza ripetere tutto quanto abbiamo già detto, prendiamo spunto dalla legge regionale 8/2009, che ha rappresentato e rappresenta un importante strumento per garantire le pari opportunità nel percorso scolastico a soggetti con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, contribuendo così a una maggiore inclusività nel sistema scolastico valdostano. Analogamente, gli alunni e i soggetti con diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività presentano esigenze educative e di sviluppo che, seppur non rientrando strettamente nel DSA, comportano un impatto significativo sul piano dell'apprendimento, della socialità e della costruzione dell'autonomia personale.
In altre regioni sono state avviate esperienze normative e progettuali volte a favorire il riconoscimento precoce, cosa molto importante, e il supporto multidisciplinare ai minori con ADHD, nel quadro di una visione più integrata tra scuola, sanità e servizi sociali.
Ora, nella consapevolezza che non è possibile predisporre un disegno di legge da discutere in quest'aula, perché terminiamo oggi i nostri lavori, dal punto di vista amministrativo sarebbe un bellissimo segnale se il governo o l'Assessore incaricassero i propri uffici di predisporre nel prosieguo dell'attività amministrativa un disegno di legge ispirato ai principi e alla struttura della legge regionale 8/2009, che interessa la prevenzione, la presa in carico e il supporto educativo, psicologico e sociale dei soggetti con diagnosi accertata di disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
Come ho avuto modo di dire prima, si tratta di una definiamola presa in carico di una problematica in maniera ufficiale, che non vuole dire appunto l'approvazione di una norma ma di dare un incarico. Poi, nella prossima consiliatura, i colleghi che saranno seduti qui lo potranno visionare e fare le dovute valutazioni.
Presidente - Per il governo, assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - La presa in carico del problema, come ho evidenziato prima, c'è, è attenta e condivisa anche con le famiglie, con le associazioni delle famiglie, che ho citato, e con i soggetti del mondo della scuola.
Io penso che sia utile e sia necessario ragionare su una norma che, come tutte le norme, deve però avere un percorso di elaborazione che non sia breve, che sia condiviso con tutti gli attori in campo: col tavolo per la salute mentale, di cui ho parlato nell'ordine del giorno precedente, e soprattutto con il mondo della scuola in termini più generali, con la sanità, eccetera. Prendersi l'impegno adesso e investire le strutture a fine legislatura, nell'ultimo mese dell'estate, dell'elaborazione di una proposta di legge o di un disegno di legge sull'argomento, sarebbe sì, questo, in zona Cesarini. Si potrebbe cioè anche dire "Va bene" e poi non esiste successivamente la possibilità di verificare che tipo di lavoro sia stato fatto, che è un lavoro che dev'essere fatto con il dovuto approfondimento.
L'impegno quindi è quello di continuare a seguire questa tematica in maniera attenta. Io non posso impegnarmi, non ci si può impegnare, credo nessuno, per la prossima legislatura su un argomento che è un argomento politico e non è solo tecnico, nel senso che richiede comunque anche una valutazione forte di tipo politico, anche in questo periodo; come tutte le leggi peraltro, perché altrimenti sarebbero degli atti amministrativi scevri da valutazioni di coinvolgimento della comunità e di processi politici.
Io chiederei di ritirarlo. Io penso che l'impegno sia comunque quello di avere un'attenzione costante e un approfondimento costante di quest'argomento e sicuramente anche chi rimarrà nella prossima legislatura credo non abbia alcun interesse a non prendersi in carico un tema così impegnativo, che richiede però, come le ho detto, un percorso importante di condivisione di tutti i soggetti.
Presidente - Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Prendo atto della mancata volontà di dare quest'importante segnale. Devo dire che, pur dovendo aspettare un'oretta, o quanto abbiamo aspettato, per la sospensione, è stata l'occasione per ricevere alcuni messaggi da parecchi insegnanti.
Gliene leggo solo uno: "Ma quali corsi? Io non ne ho trovato uno su Webécole. L'ultimo corso risale al 2019". E via così.
Probabilmente abbiamo delle fonti diverse d'informazione. Non le sto dicendo che non ci abbia detto la verità, dico che la percezione è completamente diversa da quella che lei mi ha illustrato. Lo è sia per le fonti d'informazione che riguardano l'associazione e i genitori, sia per gli insegnanti, sia per gli educatori. Probabilmente viviamo due mondi separati, due mondi diversi.
Questi ordini del giorno erano l'occasione per far vedere che invece c'era la volontà di affrontare il problema. Lei mi ha detto che sicuramente ci sarà la volontà. Non c'è stata in questi cinque anni e oggi prendiamo atto che forse potrebbe anche accadere che, se le cose non cambiano, continuerà a non esserci.
Comunque, lo mandiamo alla votazione.
Presidente - Votazione dell'ordine del giorno. Votazione aperta.
Tutti hanno votato? Sì. Votazione chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 28 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Perron, Rosaire, Sammaritani, Sapinet e Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
A questo punto interrompiamo per questa mattina i lavori del Consiglio, che riprenderanno alle ore 15:00.
La seduta termina alle ore 12:59.
