Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4862 del 23 luglio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4862/XVI - Continuazione della trattazione del D.L. n. 206: "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e di cultura. Modificazioni di leggi regionali". (Reiezione di tre ordini del giorno)

Bertin (Presidente) - 29 Consiglieri presenti. Continuiamo con gli ordini del giorno collegati al punto 10.02. Ordine del giorno n. 4 di Rassemblement Valdôtain. Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Riprendiamo gli ordini del giorno sul disegno di legge n. 206 e parliamo di scuole polo. L'articolo 10 (Disposizioni in materia di finanziamento delle istituzioni scolastiche) introduce il concetto di scuola polo, che è poi ripreso anche parzialmente dall'articolo 11, dove si parla di disturbi specifici dell'apprendimento. Riteniamo che, relativamente alla scuola polo, nell'ambito educativo dell'inclusione, possano rientrare a pieno titolo anche i disturbi relativi all'ADHD, così come si sono fatti entrare, via legge n. 8, i DSA. Senza ripetere tutto quanto ci siamo già detti, si chiede al Consiglio di impegnare il Governo regionale ad attivarsi, di concerto con la Sovrintendente agli studi, ai sensi dell'articolo 10 del disegno di legge n. 206, per inserire, sin dal prossimo anno scolastico, all'interno dell'istituzione scolastica avente ruolo di scuola polo per l'inclusione, oltre agli alunni DSA, anche gli alunni ADHD.

Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Lei cita l'articolo 10, ho fatto fare una memoria, perché mi ricordavo ma ho pensato: si vede che l'impegnativa ha approfondito di più e mi dicono che l'articolo 10 prevede già da parte dell'Amministrazione, attraverso la scuola polo per l'inclusione, l'attivazione di progetti didattico-educativi necessari non solo per gli alunni con DSA, ma per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali, compresi gli alunni con ADHD e con disabilità.

Presidente - Qualche gruppo nel frattempo vuole intervenire? Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Grazie Assessore per la risposta. Come ha potuto vedere, io non ho gli uffici che mi danno le giuste e corrette interpretazioni della norma, ma qua non leggo nulla di quanto lei mi ha detto. È un'interpretazione probabilmente estensiva. È per questo che chiediamo un impegno al Consiglio affinché, laddove la Sovraintendente possa agire nella scelta, lo faccia con un'indicazione, questa volta politica, del Consiglio, che sottolinea l'importanza di questo tema.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 5

Favorevoli: 5

Astenuti: 28 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Minelli, Padovani, Perron, Rosaire, Sammaritani, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 5 di Rassemblement Valdôtain. Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Il titolo di questo ordine del giorno è: "I bambini fantasma nella scuola dell'infanzia". Si sono riscontrate delle problematiche significative non solo nel corso di questo ultimo anno scolastico, ma ormai da parecchi anni relativamente alla determinazione dell'organico docente nelle scuole dell'infanzia regionale, in particolare nei casi in cui gli alunni risultano iscritti in istituti scolastici diversi da quelli di pertinenza territoriale per motivi magari lavorativi, familiari o logistici. Per il primo anno di frequenza tali alunni non vengono conteggiati né nella scuola di pertinenza, né in quella frequentata, generando una situazione amministrativa che li rende di fatto bimbi fantasma nel calcolo degli organici degli insegnanti naturalmente.

La normativa vigente prevede che l'organico degli insegnanti sia determinato secondo dei parametri di uno a dieci, cioè un docente fino a dieci alunni, superato il numero di undici alunni, i docenti saranno due. Ciò comporta che in alcune istituzioni scolastiche accolgono più alunni rispetto alla soglia prevista per l'assegnazione del secondo docente - mi riferisco ai bambini fantasma - senza ricevere un adeguato potenziamento dell'organico. L'esempio è questo: a una scuola da dieci alunni si aggiungono due ragazzi di una famiglia, si va a dodici, ma non sono conteggiati e l'insegnante rimane uno solo. Questa situazione si traduce in carenze di personale che possono compromettere la qualità della didattica, possono compromettere l'inclusione, la sicurezza e anche la realizzazione di attività progettuali. Se poi a questo ci aggiungiamo che magari c'è anche un alunno PEI, la frittata è fatta. Tale dinamica genera delle disparità territoriali tra le scuole, penalizzando quelle che si dimostrano più flessibili nel permettere l'iscrizione a degli alunni in più. È da anni che si registra un effettivo calo delle nascite sul nostro territorio, che deve anche essere considerato nella pianificazione e nella riorganizzazione di tutti i servizi educativi. Proprio a fronte di tutto questo, chiediamo al Consiglio di impegnare il Governo regionale e l'Assessore competente a effettuare una ricognizione puntuale sull'evoluzione degli iscritti alla scuola dell'infanzia negli ultimi dieci anni; valutare la presenza di eventuali docenti dichiarati in esubero, ma soprattutto prevedere forme di compensazione, supporto e riallocazione del personale per le scuole che si trovano in difficoltà organizzativa a causa dell'attuale sistema di calcolo dell'organico, che ho poc'anzi descritto; a predisporre, d'intesa con l'Ufficio scolastico regionale, proposte normative o sperimentazioni organizzative - mi riferisco essenzialmente a queste - affinché anche i bambini iscritti fuori zona siano computati ai fini dell'organico già dal primo anno di frequenza. Credo che questo impegno lo si possa assumere perché non incide sulle norme, ma risolve un problema reale; poi, se volete, potete attivare un tavolo tecnico con gli Enti locali per risolvere definitivamente la situazione.

Presidente - La parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz per il Governo.

Guichardaz J. (FP-PD) - Le do solo un'informazione. Lei stamattina ha concluso dicendo sostanzialmente che le ha scritto una sua amica, dicendo che non ci sono corsi relativamente all'ADHD... un suo amico, non lo so, comunque una sua amica o un suo amico, qualcuno. Dica di cercare un po' meglio, perché si cerca su Web-école e l'allegato alla DGR n. 1073 del 9 settembre del 2024, al punto 3.3.1, il titolo è: "I disturbi del comportamento" e sono 50 ore di corso. Credo che se la sua amica, questa Signora o questo Signore che le ha scritto, che dice che non c'è niente, ha voglia di iscriversi, l'anno prossimo probabilmente verrà riproposto, quest'anno era dal novembre 2024 al maggio 2025. Questo solo per dare un'informazione, perché poi solitamente queste discussioni si concludono con la gente che scrive e che dà delle indicazioni che non sempre sono corrette.

Rispetto al suo ordine del giorno, le do alcuni dati. Intanto la ricognizione viene fatta annualmente. Io ho già avuto varie occasioni e il collega Caveri prima di me di raccontare che vi è stata una diminuzione significativa di alunni della scuola dell'infanzia, dovuta al calo delle nascite. Le do un dato, 2015-2016: 3.475 bambini, quest'anno sa quanti? 1.787, esattamente la metà. L'organico però quest'anno prevede 211 posti, per i Comuni, per 1.787 bambini iscritti alla scuola dell'infanzia. Il rapporto medio non è uno a dieci, o uno a undici, ma è 1,1 a 8,47 bambini, quindi siamo decisamente sotto il rapporto medio. È ovvio che annualmente - lo diceva prima il collega Caveri, glielo riporto e glielo ribadisco io - si creano delle situazioni di soprannumero in alcune scuole, ma ci sono anche, per fortuna, delle sedi vacanti, per dimissioni o pensionamenti, che fino ad ora hanno sempre riassorbito i docenti soprannumerari, malgrado questo dimezzamento completo, nel giro di meno di dieci anni, del numero dei bambini.

Tengo a precisare, rispetto a quanto sostenuto nell'ordine del giorno, che non vi è carenza di personale. Secondo i dati Istat, a livello nazionale il rapporto tra docenti e alunni nelle scuole dell'infanzia si attesta a un valore superiore ai dieci bambini per ogni insegnante; il rapporto in Valle d'Aosta, come le ho detto prima, è di uno a otto. Nelle scuole dell'infanzia statali, parliamo di statali, il numero di alunni per sezione può variare. Questo è un dato importante, perché poi anche i nostri insegnanti non sempre hanno magari chiaro il dato, ma lo fornisco io qui pubblicamente. Il rapporto può variare da un minimo di 18 bambini a un massimo di 26, con la possibilità di accogliere fino a 29 bambini in casi eccezionali. In Valle d'Aosta ricordo che di norma le sezioni si attivano con un minimo di dieci alunni, al contrario dei 18 e dei 26 fuori dalla Valle d'Aosta e i numeri, tra l'altro, possono scendere fino a tre per le scuole di montagna. Anche sulle scuole di montagna poi facciamo attenzione, perché sono ben delimitate le scuole di montagna da quelle che non sono scuole di montagna, ne parleremo comunque dopo col collega Brunod. Negli ultimi anni, a seguito della denatalità, vi è stato un progressivo calo di assunzioni, questo per forza di cose, inoltre non sono stati più banditi concorsi, questo in accordo, ovviamente, con le organizzazioni sindacali ed è tutta cosa assolutamente nota, in quanto non vi è stabilità assunzionale per prevedere incarichi a tempo indeterminato e sono ancora presenti dei docenti nelle graduatorie a esaurimento. Questo è di tutta evidenza: è dovuto evidentemente alla riduzione progressiva, malgrado i numeri siano rimasti abbastanza immutati, dei bambini. Lei mi chiede se siano allo studio proposte normative, eccetera. Confermo che sono state attivate misure sperimentali in questi ultimi anni per venire incontro alle esigenze dei Comuni, delle scuole e delle famiglie. È stata data la possibilità, laddove richiesto dal Comune - ricordo che è il Comune che è titolare - in accordo con la scuola, di effettuare le iscrizioni all'interno dello stesso Comune, senza il vincolo della competenza territoriale. A conclusione delle iscrizioni effettuate dalle famiglie, il dirigente, insieme all'Ente locale - sempre insieme all'Ente locale - valuta l'attivazione delle varie sezioni nei plessi presenti all'interno del Comune. A titolo esemplificativo si citano alcuni Comuni - questo serve anche poi come risposta, successivamente - che, avendo più plessi, stanno già applicando questa modalità di conteggio delle iscrizioni. Le faccio l'esempio di Sarre, Charvensod, Châtillon, Donnas.

In analogia quest'anno è stata applicata la stessa procedura anche al Comune di Aosta e, nel caso specifico, all'istituzione scolastica Saint Roch, sempre in accordo - perché si fanno tutti gli anni, gli accordi - con le organizzazioni sindacali scolastiche, al fine proprio di risolvere il problema dei bambini che lei definisce "bambini fantasma", che sono stati citati nel titolo dell'ordine del giorno.

Per quanto riguarda il punto 4, la Regione, pur non avendo ancora nominato i componenti del tavolo tecnico-politico, è quotidianamente impegnata sul tema, promuovendo un'efficace comunicazione e una costante collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti. Non è che aspettiamo, o che la Sovrintendente aspetta, di avere chissà che cosa. È quotidiano, glielo posso assicurare, perché tra sindacati, Enti locali, sindaci, presidenti delle Unités, insegnanti, siamo sempre a parlare di questioni... è un continuo, anch'io partecipo a questi scambi con gli Enti locali. Desidero precisare che, nel rispetto della loro autonomia, questo vorrei che fosse compreso, sono gli Enti locali, le scuole e le famiglie a dover cooperare attivamente tra loro. Noi facciamo moral suasion, mettiamo gli insegnanti, facciamo sempre azione di consiglio alle istituzioni, ma sono le istituzioni, con il dirigente, con gli Enti locali e con le famiglie. Questa è la prassi. Non è prassi che l'Assessore o il Sovrintendente vada nei 74 Comuni a dare delle indicazioni, anche se di fatto poi, in ultima istanza, veniamo sempre coinvolti, come succede e come spiegherò poi anche nell'ultimo ordine del giorno. Con la recente deliberazione, approvata in data 07/07/2025, la n. 847, appena deliberata, sarà istituito, oltre al Coordinamento pedagogico regionale, anche un tavolo tecnico-politico presieduto dall'Assessore, cioè dal sottoscritto, perlomeno fintanto che sarò Assessore, che avrà il compito di disciplinare la costituzione dei poli per l'infanzia.

Le chiederei, visto che mi sembra che la risposta sia abbastanza articolata, e comunque penso fughi anche i dubbi e i timori, di ritirare quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Approfitto di quest'ordine del giorno del collega Restano per fare due considerazioni, perché è uno dei temi che quasi ogni anno ho portato all'attenzione dell'Assessore, perché l'organico di diritto fosse sempre un po' più vicino all'organico di fatto e soprattutto che il limite di questa iniziativa è che si parla solo della scuola dell'infanzia, mentre un problema analogo c'è anche sulla scuola primaria, perché spesso gli stessi bambini fuori zona che hanno frequentato l'infanzia poi si trovano a frequentare la scuola primaria. È evidente che il problema esiste, lo segnalavo soprattutto, ad esempio, nel caso di Jovençan, dove c'era in atto la sperimentazione e dove, a un certo punto, c'è stato un aumento notevole di bambini che arrivavano da fuori Comune, proprio perché quella sperimentazione aveva qualcosa di diverso. Ben capisco quindi la problematica messa in campo dal collega Restano.

Credo - e i numeri purtroppo lo dicono clamorosamente - che sulla scuola dell'infanzia andrebbe fatta una valutazione molto più organica, perché, a differenza della scuola primaria, che è su cinque anni, il problema nella scuola dell'infanzia è che, essendo su tre anni, anche i parametri sono sempre più difficili da conteggiare, quindi a un certo punto gli esuberi sono ogni anno sempre maggiori. Questo è del tutto evidente.

Per uno spirito che mi vede in qualche modo soprattutto molto vicina alle problematiche messe, so che si mettono in campo delle azioni, molto probabilmente è una riflessione che va fatta a livello complessivo, quindi voterò questo ordine del giorno, anche se, come dico, non si limita solo all'infanzia. Questa problematica andrebbe veramente estesa anche alla scuola primaria e soprattutto andrebbe estesa anche rispetto alla questione dei sostegni, perché sappiamo che se la certificazione non è fatta a inizio anno... c'è anche tutta una serie di problematiche, legate proprio al numero dell'organico degli insegnanti piuttosto importanti. La sosterrò quindi anche se in alcune parti non ero così convinta, ma per uno spirito proprio di affinità con alcune cose dette dal collega Restano.

Presidente - La parola alla consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Sarò molto breve, perché ha già detto la collega Guichardaz e anch'io condividerò questo ordine del giorno. Faccio solo notare che, oltre alla scuola primaria, come giustamente è stato detto, che è interessata dallo stesso problema, perché poi si ribalta negli ordini di scuola successivi, c'è da considerare anche che il problema si pone pure per le scuole secondarie di primo grado, in particolar modo laddove si è in una situazione, chiamiamola così, di confine. Nella scuola secondaria di primo grado di Pont-Saint-Martin il problema si pone quasi ogni anno, perché ci sono degli alunni, che possono iscriversi da Carema o da Quincinetto, che non vengono conteggiati e, di conseguenza, nel momento in cui bisogna fare gli organici, è chiaro che sono persone che non vengono prese in considerazione e non sempre, quando dall'organico di diritto si passa all'organico di fatto, poi si trova la quadra; di conseguenza, il problema c'è e va affrontato probabilmente davvero con una riflessione più ampia che riguardi tutti gli ordini di scuola.

Presidente - Consigliera, purtroppo l'intervento è uno per gruppo, mi sono sbagliato. Diciamo che mi sono portato avanti. Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Solo un piccolo chiarimento. Non so cosa accada nel PD, ma nel movimento di Rassemblement Valdôtain abbiamo una Commissione Identità, cultura e scuola (Commission Identité, culture, école). Tutte queste iniziative vengono dalla Commissione, non dalle mie amiche, questo è per chiarire e puntualizzare le questioni. Poi che degli insegnanti abbiano contattato componenti della Commissione, che mi hanno girato una marea di messaggi, questo è vero, sono persone che non conosco, però ringrazio le colleghe, perché, da quanto lei ci ha detto, sembravano tutte delle invenzioni, in realtà hanno testimoniato che il problema esiste. Non abbiamo parlato di rapporto medio, di esuberi di insegnanti, abbiamo parlato di un problema reale. Deve mettere i piedi per terra, Assessore, deve vivere le cose, andare nelle piccole realtà. Faccia come alcuni colleghi che vanno sul luogo e potrà capire che il problema è di un sovrannumero di ragazzi, oltre i dieci, si arriva a dodici ragazzi con un solo insegnante. Se lei è l'Assessore e il suo Coordinatore è il Sovrintendente agli studi, se fate tanti tavoli, siete capaci di organizzare qualcosa? È tutta la mattina che mi risponde dicendo: "abbiamo fatto, abbiamo qua, abbiamo là", ma i problemi sono questi. Le assicuro: non me li sono inventati, lo hanno confermato le poche colleghe che sono intervenute. I problemi ci sono e sono irrisolti, lei non ha voluto affrontarli. Questa legge non li ha affrontati tutti, ahimè, purtroppo rimarranno sul piatto ancora per il prossimo anno e sapranno chi ringraziare.

Presidente - Metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 6 di Rassemblement Valdôtain. Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (RV) - Veniamo a quest'ultimo ordine del giorno del gruppo Rassemblement Valdôtain, dove immaginiamo che anche l'Assessore competente sia a conoscenza che da alcuni mesi è stata manifestata grande preoccupazione a Champdepraz da parte di numerosi genitori e dell'intera popolazione a causa del possibile rischio di chiusura della scuola dell'infanzia in vista dell'anno scolastico 2025-2026, dovuto a un calo del numero degli iscritti. Rimarchiamo che una possibile chiusura della scuola rappresenterebbe un grave impoverimento per l'intero Paese, con una significativa perdita di servizi essenziali per le famiglie. Evidenziamo quindi che, prima di assumere decisioni definitive, sarebbe opportuno valutare tutte le possibili soluzioni o alternative al fine di evitare scelte che possano incidere negativamente sul tessuto sociale dell'intera comunità.

Impegniamo quindi con quest'ordine del giorno il Governo regionale a garantire, per quanto di competenza, la regolare continuità del servizio scolastico presso la scuola dell'infanzia di Champdepraz per l'anno scolastico 2025-2026 e a coinvolgere la comunità locale e le istituzioni scolastiche in un percorso di confronto e monitoraggio volto a individuare possibili soluzioni organizzative e didattiche che consentano di evitare la chiusura dell'istituto.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Anche se quest'ordine del giorno non c'entra niente col n. 206, perché non ho trovato l'aggancio, a dir la verità, però mi serve per ribadire, perché magari può servire ribadire per la terza volta, alcuni concetti e per far capire che non siamo poi così cattivi, che vogliamo chiudere le scuole, che vogliamo dare meno bambini, eccetera. Questa è una narrazione che ci può stare nel teatrino della politica, però vi pregherei non per rispetto per me, ma per rispetto per un sistema scuola, dove comunque l'attenzione verso i bambini, verso le famiglie è costante, a prescindere dall'Assessore di turno, veramente poi, anche nel momento in cui si fanno magari delle conclusioni, di non dire necessariamente sempre che tutto quello che si fa lo si fa senza pensare, perché le repliche finali sono sempre "lascerà detto", o "sarà poi ciò che verrà interpretato" e che "a voi non interessa niente della scuola". Io spero di non offendere, vi do dei dati relativamente... lei mi ha fatto un'interpellanza, io le leggo esattamente la risposta all'interpellanza visto che l'ordine del giorno riprende proprio quello che dice l'interpellanza. Non sto a fare agganci rispetto alla norma, perché non ne ho trovati. Non si parla né di DSA, né di ADHD, né di altre cose, però le do questa risposta che spero sia convincente, perché almeno le faccio capire che i ragionamenti si fanno anche se non spettano alla Sovraintendenza e all'Assessore di turno, ma noi siamo pienamente coinvolti nel cercare di trovare delle soluzioni. La soluzione finale poi la trova l'istituzione, la trova il dirigente nella loro sacrosanta autonomia organizzativa, didattica e amministrativa.

Nel corso dell'anno scolastico 2024-2025 la scuola dell'infanzia di Champdepraz ha funzionato regolarmente, ospitando un numero di bambini sufficiente alla costituzione della sezione - lo abbiamo detto prima: almeno dieci, Champdepraz non è scuola di montagna, io questo lo voglio dire, perché ci sono due classificazioni - e garantendo la continuità con la scuola primaria presente nello stesso edificio. Tuttavia, nel passaggio all'anno scolastico 2025-2026, si è verificato un progressivo imprevisto decremento delle iscrizioni effettive, che ha reso critico il mantenimento del plesso. In base ai dati aggiornati - praticamente al mese scorso, ma comunque sono delle ultime settimane -, risultano cinque bambine formalmente iscritte e potenzialmente frequentanti la scuola dell'infanzia di Champdepraz per l'anno scolastico 2025-2026, cinque non una moltitudine. Queste bambine non risultano iscritte ad altri plessi e fanno parte del nucleo originariamente destinatario del servizio scolastico locale. Altri bambini inizialmente iscritti a Champdepraz hanno chiesto e ottenuto il trasferimento in altri plessi, in particolare a Montjovet e ad Arnad, motivando la scelta - perché non è che li puoi tenere lì per forza, hanno motivato la scelta - con esigenze logistiche legate alla vicinanza dei nonni e del luogo di lavoro dei genitori. Questo per dire che non è che sono stati invitati ad andarsene via. Sono rimasti in cinque perché una parte di quelli che c'erano hanno chiesto di essere trasferiti per star vicino ai nonni o per stare vicino al luogo di lavoro dei genitori. Tali richieste sono pervenute nel periodo successivo alla chiusura delle iscrizioni, tra l'altro, tra marzo e maggio 2025, quindi si erano iscritti, dopodiché hanno manifestato delle esigenze.

Riguardo al punto 2, vorrei chiarire alcuni aspetti legati al funzionamento del sistema scolastico valdostano, con particolare riferimento alla scuola dell'infanzia di Champdepraz. In primo luogo, è importante ricordare che le istituzioni scolastiche, come ho detto prima, godono di piena autonomia amministrativa, didattica e organizzativa. Non mi stancherò mai di ribadirlo, perché la volta che cominci magari a inserirti politicamente o da un punto di vista di controllo sovraordinato, poi alla fine si viola l'autonomia scolastica e poi magari si arrabbiano. La Sovraintendenza si occupa dell'assegnazione dell'organico, ma non entra nelle scelte autonome dei dirigenti scolastici. Non hanno quel tipo di contratto. I dirigenti scolastici, nel momento in cui sono assegnati, sono autonomi, si confrontano con gli organismi interni della scuola, i quali, nella loro piena responsabilità, valutano le esigenze dei territori e dei singoli plessi. In collaborazione con chi? Con i Comuni. È evidente che poi noi, se hanno bisogno, facciamo, come dicevo prima, moral suasion, cerchiamo di dargli delle indicazioni, eccetera, anche se in teoria i dirigenti non ne avrebbero bisogno. Parallelamente, il dirigente scolastico - questo per rappresentare poi il caso specifico - nel mese di febbraio aveva optato per la riconduzione degli otto bambini di Champdepraz sul plesso di Verrès, in quanto scuola di viciniorità, al fine di far scattare - perché ha fatto questo tipo di operazione? - la fascia superiore di organico, altrimenti avrebbero avuto due insegnanti in meno, da 44 a 52 bambini e ottenere due risorse aggiuntive, portando il numero di docenti da quattro a sei. Questo per dire che, se avesse fatto l'operazione diversa, avrebbero avuto quattro bambini. Va detto inoltre che nella scuola dell'infanzia di Champdepraz risultano iscritti soltanto cinque bambini.

La informo che in tempi non sospetti tre bambini hanno richiesto, come le dicevo prima - cioè i genitori, non i tre bambini -, il trasferimento in altri plessi dell'istituzione scolastica, prima che venisse fuori questa richiesta da parte della moltitudine, della comunità. Questo dato però mette in discussione, come diceva prima lei, la sua narrazione sulla forte comunità locale attorno alla scuola, al momento la numerosità non garantisce la sostenibilità del servizio, considerando, come lei sa bene, avendo studiato il dossier, che, per mantenere aperta una sezione, occorre un minimo di dieci iscritti. Questa è la regola.

Come vede, collega Brunod, abbiamo svolto, per quanto di nostra competenza, tutte le azioni possibili, ovviamente, ripeto, nel rispetto dell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche, che possono assolutamente articolare, lì sì... quando noi parliamo con i dirigenti diciamo: "guardate che siete assolutamente in grado di articolare proposte e organizzazioni differenti, interfacciandovi direttamente con il territorio". L'auspicio è che tali soluzioni possano essere rivalutate tra il dirigente scolastico, le insegnanti e le famiglie e gli Enti locali implicati. È possibile anche, con dei numeri minori, fare dei progetti di vicinanza, dei progetti che possano, per esempio, interagire tra diverse scuole, però questo è il suggerimento che ci è stato chiesto, noi abbiamo parlato col sindaco, abbiamo parlato con i dirigenti, abbiamo cercato di interagire con tutti, anche se poi alla fine la decisione finale non la assumiamo noi.

Per dare un aggiornamento, mi hanno comunicato che le famiglie dei tre alunni in questione... perché gli era stato detto anche al Sindaco: "Senti le famiglie è vero che non sono dieci, ma attraverso una ricomposizione della distribuzione, aumentando magari i numeri su un altro plesso, eccetera, se riesci a recuperare...", visto che il Sindaco aveva detto che c'era questo interesse fortissimo da parte di questi otto bambini di stare lì... allora che cosa è successo? Che il Sindaco stesso ha risentito le famiglie del Comune, che non hanno dato la disponibilità al rientro presso la scuola di Champdepraz, anche se è stato detto loro che si sarebbe cercato di riformulare e ricombinare gli organici in modo tale che, anche con otto, si sarebbe potuta aprire la sezione di Champdepraz. Cosa è successo? Che il dirigente a questo punto, malgrado tutti i tentativi, è stato impossibilitato ad assegnare delle risorse attribuite all'istituzione scolastica ovviamente per una questione di sostenibilità. L'ultima parola ce l'ha il dirigente ed è il dirigente che poi in qualche modo risponde eventualmente della sostenibilità di una classe, che con otto probabilmente era possibile articolare, ma con cinque evidentemente non è possibile.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (RV) - Mi stupisce molto questa tensione dell'Assessore competente, che in poche occasioni vediamo così teso e nervoso nell'affrontare le tematiche, anche perché credo che da parte nostra, di Rassemblement Valdôtain, presentiamo e portiamo sempre i temi in modo molto educato, collaborativo e costruttivo. Sono state spiegate molto bene ieri dal nostro capogruppo Aggravi - credo che probabilmente lei fosse distratto - le modalità che il nostro gruppo intendeva portare in quest'ultimo Consiglio, cioè trasformare tutta una serie di interpellanze in ordini del giorno, che lei dice non c'entrano un fico secco, ma, se si parla di istruzione, c'è un legame dell'ordine del giorno. Ha detto qualcosa di molto simile, comunque, se è stato accettato, è perché era valido, quindi è tutto discutibile. Ci fa molto dispiacere, ma non tanto a noi come Consiglieri, credo che dispiaccia alle comunità locali, a queste istituzioni scolastiche, soprattutto a queste piccole realtà, sentire questa sua grande difficoltà nell'affrontare queste tematiche che toccano quotidianamente la nostra società e queste piccole realtà, anche perché lei si ricorda bene che - sarà poco più di un mese fa - era presente a Champdepraz durante una manifestazione di fine anno scolastico, dove elogiava molto bene l'attività scolastica di Champdepraz. Sa bene che ci sono anche delle associazioni che hanno più di un secolo di vita e che svolgono dell'attività di beneficenza nel comune di Champdepraz. Vi è una biblioteca, che lavora molto bene, quindi sa che queste possibili soluzioni purtroppo, che lei ha prospettato... e nessuno ha dato le colpe a lei di quello che può succedere, perché comprendiamo che sulla carta, da un punto di vista tecnico, ci sono delle normative, poi ovviamente sta anche a chi ha in mano quelle competenze e quegli Assessorati di cercare di fare i massimi sforzi per poter far fronte a queste criticità, che possono essere solamente momentanee, ma che, se si cerca tutti insieme di superarle, possono portare poi dei grandi benefici a queste realtà, anche perché si sa che quest'anno è così, ma magari il prossimo anno potrebbe cambiare la situazione.

Inoltre sa bene anche lei che chiudere un percorso di una scuola dell'infanzia può sicuramente portare poi a termine anche il percorso della scuola primaria e, in secondo luogo, vuol dire poi che questo edificio non avrà più le manutenzioni dovute, quindi si troverebbe poi anche un edificio che rimarrebbe lì fermo, a svantaggio di tutta la collettività di un Paese. Ovviamente, lo sa meglio lei di me, in un paese dove non ci sono giovani, dove non ci sono bambini viene meno anche l'attività sociale, che è un settore su cui io immagino lei abbia sempre molta attenzione, anche con riguardo a questi settori. Questo era un tema che noi tenevamo a portare all'attenzione con questo ordine del giorno. Ci dispiace un po' aver appreso questa sua risposta. Da qui al 10 settembre c'è ancora un po' di tempo. Non ce n'è tanto, ma sicuramente siamo convinti che il ruolo di un Assessore sia anche quello di fare, anche all'ultimo minuto, dei grandi sforzi, in sinergia con l'amministrazione locale, con tutte le realtà che possono fare qualcosa per cercare di cambiare ancora le cose in extremis. Era questo il nostro obiettivo, il nostro intento. Sicuramente non mettere la cosa da un punto di vista polemico, come ha fatto lei. In ogni caso, vista l'importanza di questo tema, lo porteremo al voto.

Presidente - La parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz per il gruppo.

Guichardaz J. (FP-PD) - Intervengo con i cinque minuti del gruppo, spero di usarne meno. Se ho detto che non c'entra un fico secco, mi scuso. Non mi ricordo di aver detto che non c'entra un fico secco, perché io non uso quei termini. Ho detto: non c'entra nulla con... ma le rispondo e colgo l'occasione. Perché gli altri ordini del giorno comunque avevano tutti in ogni caso un aggancio rispetto alla norma, ma, ripeto, va benissimo, nel senso che, se è stato accolto l'ordine del giorno, è perché comunque si parla di scuola e si parla di istruzione. Non vorrei però che uscisse l'idea che tutti insieme non si cerca, come lei ha detto, questo l'ho proprio scritto. Io credo di aver spiegato, tra l'altro, abbiamo fatto delle call, perché il Sindaco ha mandato due note molto allarmate, quindi abbiamo scritto una lettera chilometrica al Sindaco, cercando di spiegare la situazione, indicando eventualmente quali potevano essere i percorsi; abbiamo sentito il dirigente; l'abbiamo convocato; abbiamo fatto tutto quello che, secondo me, nessun Assessorato fuori dalla Valle d'Aosta, proprio anche per una questione forse di piccoli numeri, di prossimità e di preoccupazione quotidiana affinché le cose nei 74 Comuni possano essere fatte nel migliore dei modi... ci siamo mossi in maniera assolutamente coordinata con il dirigente e con il Sindaco, dando loro anche dei suggerimenti.

Ripeto: sempre fermo restando che il dirigente ha una piena autonomia con l'istituzione, perché poi è l'istituzione che decide, altrimenti sarebbe inutile mettere 23-24 dirigenti, basterebbero un Sovraintendente e un Assessore, non funziona così: funziona che i dirigenti si devono occupare direttamente di tutta questa articolazione con gli Enti locali. È stato sentito il Sindaco di Champdepraz e gli è stato dato un suggerimento, gli è stato detto: "Prova a sentire queste tre famiglie visto che è un problema". Dopodiché, pur facendo magari dispetto a qualche maestra, perché vorrebbe dire trasferirla, perché qualunque tipo di trasferimento crea comunque dei patemi, o crea delle preoccupazioni, fermo restando che avevamo suggerito anche dei progetti di coordinamento tra Champdepraz... perché l'ultimo interesse che abbiamo noi è quello di spaccare le comunità e le scuole, l'abbiamo sempre detto, e lo testimoniano anche le risorse che abbiamo messo per le scuole, che mettiamo per il supporto psicologico, che mettiamo per gli Enti locali, eccetera. Non c'è la volontà di spaccare le comunità o di diminuire. Purtroppo il dato è che da 3.400 siamo arrivati a 1.700, che vuol dire la metà esatta dei bambini nati in dieci anni. Lì alla politica si possono dare tutte le colpe possibili e immaginabili, ma non credo che si possa dire alla politica che non si è fatta una politica tale da sollecitare le famiglie a non fare figli; se è diminuito della metà, è perché è un fenomeno sociologico, non è un fenomeno solo politico; tra l'altro, in pochissimo tempo. Quest'anno sono nati, credo, 250 bambini in meno rispetto all'anno scorso, su una coorte di 1.000 bambini, sono dei dati spaventosamente rilevanti, da un punto di vista politico, ma probabilmente c'è tutta una serie di fenomeni sociali, le guerre, l'insicurezza, l'incertezza educativa, tutta un'altra questione che credo attenga non alle politiche familiari, perché tenere una scuola aperta è una politica familiare. Lei lo sa meglio di me, perché, nel momento in cui togli una scuola da un contesto di paese, è evidente che poi, lei lo ha ben detto, ma lo hanno detto anche prima i colleghi e le colleghe che sono intervenute, si depaupera il territorio. Quello che stiamo cercando di fare è di mantenere pervicacemente le scuole aperte nei piccoli Comuni di montagna e anche in questo caso cerchiamo di farlo. Io credo quindi che su questo, al di là degli schieramenti, o al di là dell'opposizione, della maggioranza, eccetera, la volontà di tutti qui sia di cercare di salvare il salvabile. Noi su questa vicenda di Champdepraz... e l'ha capito pure il Sindaco, perché poi ci siamo interfacciati con la Sindaca diverse volte per cercare una soluzione, ma purtroppo i genitori hanno ritenuto di fare altro. Avevano iscritto i bambini a Champdepraz a febbraio, dopodiché hanno deciso, per questioni loro... ma non è che puoi prenderli e obbligarli a stare lì. C'è anche una questione di logistiche familiari, di avvicinamento a chi di fatto è in grado magari di tenerti i bambini. Il genitore che deve portare il figlio a scuola magari preferisce portarlo ad Arnad o a Montjovet perché è lungo la strada, eccetera. I genitori non sono stati convinti a iscrivere i propri bambini lì, quindi rimangono cinque bambine e questo è un dato di fatto. Poi ci si potrà accusare a vicenda che ognuno di noi non riesce a capire le ragioni ma, rispetto alla cosa di Champdepraz, questo è un dato di fatto. Speriamo l'anno prossimo, la Sindaca ci ha detto che probabilmente ci sarà un rimpolpamento di famiglie con degli arrivi, o altre situazioni, di poter aprire di nuovo questo plesso perché, come dice lei, una volta che lo chiudi purtroppo la china rischia di arrivare dove non dovrebbe arrivare.

Presidente - Altri? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 5

Favorevoli: 5

Astenuti: 30 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Perron, Rosaire, Sammaritani, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.