Oggetto del Consiglio n. 4843 del 10 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4843/XVI - Continuazione della trattazione congiunta delle Relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del D.L. n. 189 (Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2024) e del D.L. n. 195 (Assestamento al bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per l'anno 2025. Seconda variazione al bilancio di previsione della regione per il triennio 2025/2027). (Reiezione di dieci ordini del giorno. Ritiro di un ordine del giorno).
Bertin (Presidente) - 30 Consiglieri presenti in aula, possiamo iniziare. Siamo agli ordini del giorno collegati ai DL, Assestamento e Variazione. Siamo all'ordine del giorno n. 1 del gruppo Rassemblement Valdôtain. Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Iniziamo questa giornata parlando di un argomento che abbiamo più volte trattato in aula, si tratta degli esami abilitanti alla professione di docente.
Direi che la questione è stata trattata fin dall'inizio di quest'anno, e anche prima, da tutti i gruppi, con importanti e interessanti risposte da parte dell'Assessore. Dopo gli ultimi interventi in data 24 giugno, la stampa ha pubblicato un articolo dal titolo: "Corsi per professori, ultima beffa. In bilico gli iscritti a Torino, i precari rischiano di non potersi iscrivere in prima fascia nelle future graduatorie e denunciano gravi criticità organizzative e gestionali in merito ai percorsi abilitanti all'insegnamento per la scuola secondaria di secondo grado attivati presso l'Università di Torino".
In pratica viene ripercorso tutto quanto già discusso e sul quale ci siamo confrontati in questo Consiglio. Viene significato che i ritardi potrebbero compromettere il diritto degli iscritti ad accedere alla prima fascia delle future graduatorie per le supplenze, precludendo importanti opportunità lavorative e penalizzando anni di servizio. Vengono sottolineati il malcontento e la preoccupazione.
Di questa questione, come ho già detto, si è trattato più volte, non ritengo opportuno ritornare a dare tutte le spiegazioni, ma noi con quest'iniziativa - anticipando un'interpellanza che avevamo presentato e che penso non sarà discussa - vogliamo chiedere un impegno al Governo regionale di avviare urgentemente con il Governo nazionale, anche attraverso l'azione dei Parlamentari valdostani, un'interlocuzione per addivenire all'adozione di misure transitorie ed erogatorie alla data ormai passata del 30 giugno, fissata come termine per l'iscrizione alla prima fascia di supplenze.
Questo consentirebbe, a chi dovrà sostenere gli esami a partire dal primo di settembre, di poter accedere alla prima fascia, senza arrecare loro un ulteriore danno.
Si tratta di un estremo tentativo per garantire quella qualità dello studio, quella continuità didattica che spesso viene evocata in quest'aula.
Presidente - Per il Governo l'assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie, collega, anche per non aver ripercorso tutto ciò che è stato detto e fatto, anche perché poi rischiamo di ripetere e magari di ricominciare di nuovo ciascuno a raccontare dei posizionamenti, le cose che sono state fatte e le varie rivendicazioni.
Quello che posso dire, spero a conforto suo e anche di chi ci ascolta, è che abbiamo, credo, fatto tutto quello che si poteva fare, nel senso che l'azione che è stata fatta da tutti i soggetti implicati in questa partita è stata un'azione che... sì, poi sui giornali in una certa fase è apparsa come "L'ultima beffa" eccetera, ma devo dire che poi ho sentito anche questi insegnanti, ho avuto modo d'interfacciarmi con loro e di spiegare anche a loro, oltre che ai sindacati e a tutte le persone che hanno richiesto di essere in qualche modo informate e confortate, perché forse o non avevano letto i giornali o le note ufficiali che non avevano fatto... mi sono reso conto che pochissime persone seguono i dibattiti consiliari, perché credo di aver risposto almeno a quindici iniziative relativamente a questo tema, quindi forse quello che occorreva giustamente era anche cercare di spiegare alle persone, non solo ai sindacati e non solo in questa sede, lo sforzo che è stato fatto, ma non tanto da me, collega, perché poi il gioco della politica porta alle volte anche a individuare nel politico delle responsabilità, ma credo che debba essere riconosciuto alle strutture, quindi alla Sovrintendenza, all'Università della Valle d'Aosta ...e anche ai Parlamentari, perché, se lei ricorda bene, il collega Manes, rispetto al tema dei corsi abilitanti, aveva effettuato un'iniziativa e so - perché ci siamo sentiti - che comunque ha seguito direttamente anche la questione. Non so se si ricorda quell'iniziativa parlamentare in cui poneva l'attenzione sul fatto che gli eventuali abilitanti, vincitori di concorso, che non potevano concludere le loro operazioni in modo tale da poter avere l'abilitazione entro il 31 di agosto per malattia o per maternità avrebbero dovuto essere tutelati.
Devo dire che già noi avevamo inviato delle note ai Ministeri competenti in cui rilevavamo quei fatti; io avevo anche avuto modo, tra l'altro, di interfacciarmi con alcuni sindacati, ero stato a un congresso sindacale e avevo sollecitato anche il Segretario nazionale che faceva parte della Commissione trattante in ARAN rispetto a questo tema e il tema è stato accolto credo anche per interessamento diretto del parlamentare Manes, il quale io so che si interfaccia abbastanza quotidianamente con la collega Spelgatti.
Tutto quello che si poteva fare è stato fatto. Tra l'altro, l'altro giorno e nell'ultima occasione avevo rappresentato il fatto che ho cercato anche di coinvolgere, tra l'altro, la collega del Piemonte, l'Assessora (o l'Assessore perché non vorrei poi turbare certe...) del Piemonte affinché agisse anche lei in sede sia politica che sul CIFIS, perché - come sa - è un Consorzio interuniversitario che fa capo all'Università di Torino; devo dire che non ho ricevuto risposta, immagino che si siano interfacciati.
Ciò che ho potuto verificare con i miei colleghi è che ciò che ha fatto la Valle d'Aosta rispetto a questo tema, pur con i suoi piccoli numeri, non l'ha fatto nessuna Regione in Italia, questo glielo posso garantire senza tema di smentita, nel senso che credo che le venti Regioni che potrebbero poi dire: "No, ma noi ci siamo attivati in tutti i modi"... nessuno dei miei colleghi con i quali mi sono interfacciato si è preoccupato, in maniera così importante, di tutelare i propri insegnanti.
Se può servire, tutti gli insegnanti vincitori di concorso si sono abilitati, quindi tutti gli insegnanti vincitori di concorso al primo di settembre saranno assunti a tempo indeterminato. Credo che questa sia una notizia.
Dopodiché è evidente che se noi avessimo avuto per tempo e fosse stato attivato per tempo il percorso dei CFU, probabilmente anche i non vincitori di concorso, quindi quelli a cui lei fa riferimento - gli idonei sostanzialmente e gli abilitanti - sarebbero in prima fascia oggi.
Le faccio solo un esempio: l'Università della Valle d'Aosta ormai da due anni organizza i TFA, cioè i corsi per il sostegno, e quest'anno ne ha abilitati 57 o 54, comunque circa una sessantina; hanno fatto un percorso autorizzato dal Ministero, ma lì è più facile perché non bisogna dividere per classi di concorso - il sostegno è solo un percorso - e hanno lavorato dieci mesi. Hanno fatto un corso per il sostegno che è durato dieci mesi e, se lei ha letto la lettera dei docenti che recentemente è uscita sui giornali, i docenti hanno espresso, oltre che soddisfazione, anche riconoscenza all'Università della Valle d'Aosta perché quel percorso è stato talmente fatto nei tempi dovuti (quindi attraverso tirocini, attraverso riflessioni, lezioni in aula, lezioni direttamente nelle scuole) che è servito a qualcosa.
Purtroppo questi corsi abilitanti - e lo dicono tutti gli insegnanti che si sono trovati a doverli fare in un mese e mezzo o in due mesi, soprattutto i vincitori di concorso - lasceranno poche tracce perché se fossero stati attivati, già a ottobre-novembre, quando noi ci eravamo attivati con tutti gli strumenti possibili (quindi permessi e la possibilità di prendere aspettativa retribuita eccetera nelle scuole) probabilmente in otto mesi sarebbe stato fatto in maniera adeguata.
Io penso quindi che la risposta sia che quello che si poteva fare si è fatto e che anche i Parlamentari in questo caso si sono attivati, ma che la data del 30 di giugno, come lei sa, era una data ultima, tra l'altro, per poter comporre anche le graduatorie.
Le graduatorie quest'anno noi contiamo di poterle chiudere nei termini, quindi entro il mese di luglio; riaprire i termini credo che non sia possibile, ma neanche a livello ministeriale nel momento in cui dovessero dare delle date diverse, perché vorrebbe dire rimettere completamente in quadro sia gli organici di diritto che gli organici di fatto, però devo dire che questo percorso che abbiamo fatto in questi mesi probabilmente degli effetti li ha sortiti, perché quantomeno i vincitori di concorso sono riusciti a chiudere.
Le chiederei quindi eventualmente o di ritirare quest'impegnativa nella consapevolezza che tutti, sia voi che noi, abbiamo fatto quello che si poteva fare o altrimenti ci asterremo.
Presidente - Altri gruppi? Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Rilevo che il collega Restano non ha ripercorso tutte le tappe che hanno portato alla discussione di quest'argomento, alle varie iniziative che ci sono state al pregresso, mentre l'Assessore ha tenuto a ribadirci per l'ennesima volta, ma lo sappiamo bene, le tappe invece che l'Amministrazione, in accordo con l'Università e con gli altri enti, ha fatto.
Apprendiamo con favore che le persone che avevano vinto il concorso e hanno fatto i corsi entreranno in ruolo il 1° settembre: è una buona notizia, per loro innanzitutto ma anche per la scuola valdostana, e credo per tutti noi che abbiamo seguito questa vicenda.
Il tema dell'ordine del giorno però è un poco un altro, nel senso che quella è una situazione e abbiamo - meno male - portato in qualche modo a termine quel percorso molto accidentato, lo devo dire, per il quale ci sono delle responsabilità precise a livello nazionale, e non sono mai state negate e, dal nostro punto di vista, c'erano delle responsabilità organizzative anche a livello locale perché la questione doveva essere presa in carico molto prima.
Mi riferisco, per esempio, anche soltanto alla questione dell'organizzazione dei corsi abilitanti di francese che non si fanno in cinque minuti, ovviamente, e che hanno bisogno di cifre, di frequenza, ma che si devono mettere in piedi in una regione bilingue come la nostra, con le opportune convenzioni, ed esistono gli strumenti normativi che permettono di farlo anche in deroga, e li abbiamo citati più volte.
Qui invece si parla di un'altra questione, si parla di coloro che non sono vincitori di concorso e che dovrebbero tenere queste sessioni di esame tra settembre e novembre 2025, ma la scadenza era fissata al 30 di giugno, quindi questa cosa non sarà possibile.
Di conseguenza quello che si chiede - e non si dà, mi sembra, nell'impegnativa una responsabilità o non si avanza una critica netta all'operato della Regione - è una cosa diversa: si chiede di avviare un'interlocuzione con il Governo nazionale anche attraverso l'azione dei Parlamentari valdostani.
Mi sembra opportuno averlo anche richiamato, proprio perché sappiamo bene che per quanto riguarda la questione delle insegnanti in maternità c'era già stato un intervento in passato che, a quanto pare, aveva anche sortito i suoi effetti.
Allora, proprio per quello, mi pare corretto richiamare, a questo punto, un'interlocuzione che deve avvenire ovviamente in tempi brevi, perché non so di quanto può essere questa deroga, è scaduta il 30 di giugno la possibilità per queste persone, siamo al 10 di luglio, se la volontà ci fosse, ovviamente deve essere una volontà che arriva dal Ministero e dal Governo, ma su cui si può, credo, fare pressione come Regione, allora queste persone potrebbero accedere agli esami e alle supplenze in prima fascia? Mi sembra ragionevole.
L'Assessore dice: "Tutto quello che si poteva fare è stato fatto"; tutto quello che si poteva fare non so se sia stato fatto, diciamo che sono state fatte tante cose, ma nella fattispecie, per questa fascia (per questo numero che non so neanche di quanto sia, perché non so quanti siano gli insegnanti interessati a quest'altro segmento della questione) credo che spendersi ancora possa essere utile, quindi non so se il consigliere Restano e il suo gruppo ritireranno l'ordine del giorno, ma se l'ordine rimane in piedi noi lo sosteniamo.
Presidente - Altri gruppi? Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Vedo che non intervengono altri colleghi, allora intervengo io.
Devo riconoscere all'Assessore una qualità che già conoscevo in lui, che è quella di spostare sempre il tema del discorso su un fronte diverso da quello che si deve affrontare, come ha ben detto la collega Minelli, che ringrazio per il suo intervento.
In effetti noi non parliamo dei vincitori del concorso, noi parliamo di un altro segmento che sono le persone che non hanno vinto il concorso e che devono procedere all'abilitazione.
Per queste persone sembrerebbe che non si sia fatto tutto quanto possibile.
Più volte lei, Assessore, ci ha ripetuto e ha sostenuto di aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità. Ne prendiamo atto, evidentemente non è stato efficace ed efficiente in questa questione, su questo dossier.
Noi volevamo darle un'opportunità, un'opportunità di mettere in campo un'azione significativa politicamente, vuole - per come l'ha impostata lei - dimostrativa, simbolica, ma soprattutto le volevamo dare l'opportunità di prendere in considerazione questi insegnanti che, come più volte sostenuto in quest'aula, sono centrali per la formazione dei nostri alunni, perché garantiscono la qualità dell'insegnamento, sono un asse portante della nostra scuola: senza di loro, senza i precari, non si andrebbe avanti, danno quella famosa continuità didattica che più volte viene evocata e permettono veramente di completare quella che più volte lei richiama come la comunità educante e, soprattutto, ci permettono di porre gli alunni al centro della questione. Riprendo le sue affermazioni più volte fatte in quest'Aula per esempio per lo 0-6: in questo caso non è così, gli alunni non sono al centro della questione, ma soprattutto voglio sottolineare una cosa: come a pochi metri di distanza, contrariamente a quanto affermato dal Vicepresidente ieri, non c'è questa comunità di intenti, questa coesione, perché tra lei e il presidente Testolin è veramente un disallineamento su quest'aspetto.
Ieri il presidente Testolin nel suo intervento sull'argomento oggi in discussione, che è l'assestamento di bilancio, ha affermato che l'assestamento riguarda anche offerte di lavoro, una dignità lavorativa, opportunità di lavoro, continuità lavorativa.
Ha ragione, Presidente, ma in questo caso non si perseguono questi obiettivi, ce li siamo veramente dimenticati. Non diamo neppure continuità alla formazione perché è importante e, se poi volesse, potremmo parlare anche degli insegnanti di sostegno, perché lì ce n'è una valanga. Sulla scuola oggi ci sono gli elementi per fare un Consiglio straordinario, e ne parliamo per due giorni se vogliamo, ma su questo devo rilevare che avete due punti di vista diversi, o per lo meno parlate due lingue diverse.
Lei ci poteva rispondere di sì - e andava un poco contro quanto lei ha affermato fino a oggi - oppure tenersi in linea con quanto fatto fino a oggi e dire: abbiamo fatto tutto il possibile.
Non avete fatto quello che era sufficiente, non avete preso in considerazione questo personale e, soprattutto, pur mantenendo la coerenza con la sua impostazione, non avete dato l'idea di volerli valorizzare, in poche parole, diciamocelo: non vi interessa, e questo mi dà un grosso rammarico.
Qual è l'auspicio? Che nel tempo che rimane - ormai hanno tutti perso le speranze, hanno capito che non si vuole impegnare, che non se ne vuole fare niente - almeno ponga le basi perché ciò non avvenga più nei prossimi anni, questo ce lo auguriamo.
Non è un impegno dell'Università, degli uni, del CIFES e degli altri, è un impegno politico, Assessore, è questo che noi le chiediamo.
Noi abbiamo continuato a parlare d'impegni politici, non del coinvolgimento dell'Università.
Una volta un suo collega disse: "La scuola va avanti da sola" e si vede che la fate andare avanti da sola, questa ne è la prova tangibile, l'avete abbandonata.
Presidente - Altri gruppi? Se non ci sono altre richieste d'intervento mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Il successivo è il primo di Forza Italia. Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Anche qui torniamo su un argomento più volte discusso all'interno di questo Consiglio regionale. Si tratta della messa in sicurezza del tratto di SS 26 tra l'uscita dell'autostrada a Quart fino all'ingresso di Aosta, davanti ai Vigili del fuoco.
Sono tanti gli atti ispettivi che noi abbiamo portato all'attenzione della Giunta; come ricorderete abbiamo anche cercato, attraverso un rapporto con il Ministero e con l'Anas a Roma, di capire quali potevano essere gli sviluppi rispetto alla messa in sicurezza di quel tratto di strada che per noi è prioritario e quindi ci era stato detto all'epoca e ne avevamo parlato, Assessore, anche in Consiglio regionale, attraverso una nostra mozione nella quale si chiedeva di portare in Commissione quella bozza di progetto.
Le cose vanno avanti: come sapete c'è un incremento di traffico - su quel tratto di strada, ma non solo - piuttosto significativo: avevamo annunciato che ci sarebbe stato lo spostamento di un centro commerciale, l'Euronics, ed è stato fatto, ed è adesso drammatico uscire da quel semaforo, che in qualche modo è pericolosissimo.
Per la Protezione civile avete annunciato che ci sarà la nuova sede, e anche quello sarà un incremento notevole di traffico.
C'è un supermercato molto, molto frequentato, quindi noi davvero chiediamo che su quella parte di percorso vi sia la giusta attenzione.
Avevamo anche chiesto se si erano fatti dei passi avanti rispetto all'acquisizione dei terreni che erano interessati all'occupazione dei tratti di strada; ci pare di no, perché ci siamo informati, quindi c'è una sorta di stallo che francamente non capiamo per quale motivo sia lì così.
Siamo alla fine di questa legislatura, siamo in zona Cesarini, come si dice in ambiente calcistico, e sappiamo che c'è questo progetto; Noi che cosa chiediamo? Quantomeno se, entro la fine legislatura, attraverso una Commissione che si potrà convocare, si potrà in qualche modo vedere questo progetto in Commissione, oppure, in alternativa, se si riesce a trasmettere ai gruppi consiliari quella copia di progetto per poter così avere un minimo di valutazione sulle cose da fare.
Ovviamente si tratta di avere uno spartitraffico, degli attraversamenti pedonali che sono drammatici soprattutto nella zona delle strutture cinesi, perché lì ci sono dei ristoranti cinesi che vedono davvero un attraversamento continuo da una parte all'altra, quindi con una forte pericolosità.
Noi diciamo che la sicurezza per ciclisti, pedoni e automobilisti su quel tratto di strada è importante. L'ultimo degli incidenti, anzi, non l'ultimo, uno degli incidenti degli ultimi giorni ha coinvolto anche una gazzella dei Carabinieri, quindi davvero questa cosa qui va valutata con grande attenzione e noi riteniamo che sia una priorità. Una priorità che sicuramente la nuova Amministrazione, qualora ci veda ancora in questo Consiglio, dovrà portare avanti inevitabilmente perché la questione è davvero rimasta troppo dormiente.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Un intervento, e l'abbiamo detto più volte, importante e delicato, e do atto al collega Baccega di aver mantenuto un'attenzione costante e di aver sollecitato anche nel modo corretto il sottoscritto, ma posso anche dire che la situazione non è in stallo ma, e glielo dirò nella mia risposta, nel contratto di programma tra Governo, attraverso il Ministero infrastrutture trasporto, e ANAS per il periodo 2021/2025, l'intervento di sistemazione e riqualificazione del tratto di Statale tra i Comuni di Quart e Saint-Christophe è ricompreso, come sappiamo, nell'elenco degli interventi previsti sul nostro territorio regionale.
Io posso ribadire l'impegno, che ci siamo presi e che non mi sono dimenticato, a condividere gli elaborati in Commissione non appena avremo quello definitivo, perché ad oggi, il pourparler, ma è più di un pourparler, il confronto che abbiamo avuto, i vari incontri, la prima proposta di ANAS su una bozza, le osservazioni della Regione, le osservazioni condivise insieme ai Comuni... ecco che quando ci sarà una bozza definitiva sarà su quella bisognerà ragionare - altrimenti rischiamo di parlare su un qualcosa che definitivo non è - come dicevo, in seguito alle istanze che sono state presentate nel mese di marzo e successivamente dalle competenti strutture regionali su cui ANAS sta lavorando con l'obiettivo di completare la progettazione definitiva quanto prima, anche al fine di procedere poi all'acquisizione dei pareri.
Le competenti strutture dell'ANAS hanno altresì avviato gli opportuni contatti con le amministrazioni comunali interessate, che ovviamente anche con noi si confrontano, e anche noi abbiamo visionato e abbiamo fatto i ragionamenti sulla bozza per le verifiche e gli aggiornamenti necessari; posizioni quindi parallele: le osservazioni in Regione sono state condivise e formulate anche dai Comuni, perché l'intervento è importante ma è assolutamente delicato anche per tutto quello che riguarda l'acquisizione dei terreni e controviali, dove si era ribadito anche - preso atto che la progettazione doveva essere un tutt'uno (rotonde e viabilità) - di dare la priorità nella fase realizzativa assolutamente alle realizzazioni delle due rotatorie.
Ma l'argomento quantomeno arriva nel giorno giusto: di prima mattina abbiamo avuto insieme al Presidente un incontro con l'ingegner Angelo Gemelli e segnalo che recentemente ANAS ha nominato proprio l'ingegner Aldo Castellari, nuovo responsabile della struttura territoriale Piemonte-Valle d'Aosta.
Castellari si insedierà il 15 luglio prossimo al posto dell'ingegner Angelo Gemelli, che abbiamo salutato a nome del Governo e del Consiglio regionale, al quale è stata affidata la direzione operativa, quindi un Angelo Gemelli che è chiamato a incarichi superiori. Bene per lui ma bene anche per noi per il rapporto di grande collaborazione che c'è stata e che, siamo sicuri, ci sarà.
Nei prossimi giorni, nell'ambito appunto anche di questo passaggio di consegne, ci incontreremo con l'ingegner Castellari che, di fatto, ha raccolto il testimone dall'ingegner Gemelli per quanto riguarda tutti i dossier della nostra Regione, ma prioritariamente e in particolar modo su questo. Nell'ambito dei confronti si è avuta anche la conferma del finanziamento.
A oggi non si può pertanto che confermare l'impegno assunto a più riprese, non appena saranno disponibili le tavole progettuali definitive e condivise con gli Enti locali e con tutti gli attori, le stesse saranno presentate in Commissione o, in alternativa, trasmesse ai gruppi.
Presidente - Altri gruppi? Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Vede, Assessore, cinque anni di battaglie, cinque anni di sollecitazioni e nessun passo avanti. Avevamo anche chiesto eventualmente di stralciare il progetto iniziale, di tracciare le complanari di uno spartitraffico e comunque di avere la possibilità di avere degli attraversamenti pedonali efficaci ed efficienti.
Niente. Lei ci dice ancora che c'è un progetto che deve essere ancora valutato dai Comuni, lei ci racconta che c'è stata la nomina di un nuovo ingegnere, l'ingegner Castellari, a definire il percorso, quindi dovrete ancora incontrare l'ingegner Castellari, sappiamo che non ci sono a disposizione tutti i terreni che servirebbero per poter dare una risposta a questo progetto, quindi direi che da questo punto di vista non si è fatto niente in cinque anni. Siamo qui ad aspettare che tutto quanto si ricomponga.
L'auspicio davvero è che questo diventi, per chi governerà nei prossimi cinque anni, una priorità assoluta, ribadisco: priorità assoluta, perché quello che sta succedendo in quel tratto di strada è davvero preoccupante e lo verificano anche le ambulanze che ogni tanto escono a portare i feriti che arrivano dalla montagna portati dagli elicotteri perché rischiano anche loro, nonostante le sirene che possono comunque fermare il traffico.
Devo dire quindi che questo è un bell'insuccesso.
Presidente - Altri gruppi? Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2 di PCP. Si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Innanzitutto per dire che mi scuso con i colleghi: nelle premesse ho fatto un copia e incolla di un altro... chiederei di poter fare una modifica all'ordine del giorno, quindi non è l'articolo 25 quello a cui ci ancoriamo rispetto a quest'ordine del giorno, anche se dopo cinque anni ho compreso che avremmo potuto parlare della qualunque, mi sembra, però... non è l'articolo 25, ma è l'articolo 13, quindi le porterò la modifica a quest'ordine del giorno.
L'obiettivo di quest'ordine del giorno, ed è specificato nel resto delle premesse, è quello di cercare di dare delle soluzioni migliori rispetto a uno dei temi che abbiamo affrontato anche ieri e che affronteremo in tanti ordini del giorno oggi rispetto alla questione della riduzione del rischio idrogeologico.
Lo dico perché anche in quest'assestamento sono previste delle risorse, ma sarebbe importante, per garantire comunque una più efficace e rapida allocazione delle risorse regionali proprio rispetto a questo tema, dove sicuramente c'è una risposta tempestiva alla prima risposta quando avvengono degli eventi importanti, ma sarebbe altrettanto importante poter regolamentare la fase di ricostruzione, quindi in qualche modo dare anche più tempo ai Comuni, perché riguardo alle problematiche evidenziate ieri - soprattutto dall'assessore Bertschy rispetto poi alla possibilità effettivamente di tramutare gli impegni in opere - sappiamo bene che destinando queste risorse nel mese di luglio anche per i Comuni la cosa diventa molto più difficoltosa.
Quello che si richiede quindi è di valutare e di predisporre, attraverso gli uffici - questo naturalmente come bagaglio per la prossima legislatura - criteri e preventivi trasparenti per la concessione dei contributi a titolo d'investimento agli Enti locali, finalizzati alla ricostruzione e sostituzione di opere pubbliche danneggiate o comunque inservibili a seguito di calamità naturali, criteri che andranno comunque condivisi con le future Commissioni consiliari competenti e naturalmente con i futuri Sindaci valdostani, è un po' per cercare di mettere ordine e di cercare anche di trovare dei principi di trasparenza, un po' come avviene rispetto all'edilizia scolastica, dove in qualche modo la predisposizione del portale che c'è attualmente ha reso molto più semplice, anche per i Comuni, l'accesso a quei contributi. Molto probabilmente, la stessa cosa potrebbe essere pensata rispetto a questa tematica, che è sempre più presente viste le calamità naturali e visto quanto sta avvenendo in una regione come la nostra che, essendo comunque una regione di montagna, con l'attuale situazione purtroppo sempre di più deve affrontare tematiche di questo tipo.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Avevamo notato il copia e incolla e avevamo immaginato, ma bene ha fatto a ricordare quella che è una risposta tempestiva.
Dopodiché ecco che l'avvio della ricostruzione parte in particolare dall'iter dei pareri, dove non nascondiamo delle criticità date da una mole di lavoro che aumenta e da una forza lavoro che negli ultimi anni è diminuita ma sulla quale si sta intervenendo: questo è il primo punto di partenza per ottimizzare anche i tempi.
È chiaro che la fase di ricostruzione non può non tener conto delle evoluzioni climatiche e delle evoluzioni del territorio; una ricostruzione che, in caso di calamità, non deve essere e non è mai fine a se stessa (senza cioè tener presenti gli insegnamenti dell'evento) per rendere più resiliente il territorio.
Accanto agli interventi urgenti, necessariamente di ripristino, di rifacimento delle opere distrutte, si opera sempre pensando a una loro diversa costruzione, in modo da renderle maggiormente efficaci.
Abbiamo degli esempi. La strada della Valnontey è un esempio lampante: accanto a un ripristino immediato per consentire l'accesso e la fruizione della valle, il Comune sta sviluppando un progetto che punta a superare le criticità presenti e a realizzare una struttura che sia più resiliente rispetto agli eventi previsti.
Pertanto su quest'ordine del giorno ci asterremo.
Presidente - Altri gruppi? Consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Non ho capito il finale, nel senso che dalla risposta dell'Assessore mi sembrava che la chiosa fosse: "Voteremo quest'ordine del giorno" perché ha di fatto rappresentato quello che ho spiegato io in premessa e che, in qualche modo, ripeto, aiuterebbe comunque in maniera importante anche la programmazione dei Comuni che, in questo caso, deve per forza seguire invece la programmazione regionale e soprattutto sperare che vi siano delle risorse che avanzano per poter entrare in questi investimenti.
Fissare quindi dei criteri, poi capisco la questione dei pareri e tutto il resto, ma questi già ci sono, nel senso che sappiamo che, rispetto ai finanziamenti che vengono dati in quest'assestamento, le richieste sono comunque di più.
Non entro invece nel merito della ricostruzione della Valnontey, perché credo che abbiamo posizioni diverse, e su questo immagino ci confronteremo anche in campagna elettorale, però proprio anche lì c'è un esempio piuttosto lampante di quello che sta avvenendo.
Oltretutto lì ci troviamo anche in una situazione molto diversa, perché - essendoci stato comunque lo stato di emergenza, la calamità e via dicendo - hanno anche altre risorse e il Comune in qualche modo ha potuto organizzarsi.
Noi quindi manterremo quest'ordine del giorno e, come ho detto, porterò adesso poi la modifica rispetto solo alle premesse.
Presidente - Per il gruppo dell'Union, il presidente Testolin.
Testolin (UV) - Penso che sia necessario solo un chiarimento, perché quando parliamo di "La qualunque" non è che basti scrivere le cose giuste rispetto ai vari articoli, perché ci sono già delle procedure che non sono da confondere con quelle dell'articolo 13 dove sono dei finanziamenti per la riduzione del rischio idrogeologico preventivo, di fenomeni che sono o ipotizzati o che si sono ripetuti nel tempo e che vanno attenzionati.
Le Amministrazioni comunali, a fronte di situazioni di danno provocate da smottamenti, da piogge intense o da situazioni di calamità, possono ricorrere alla legge 5 che prevede un contributo fino al 90% per il ripristino, quindi è una procedura molto chiara; che sia una procedura da svecchiare gli uffici lo sanno molto bene e stanno lavorando in quel senso già da tempo per cercare di trovare anche delle formule che siano più duttili, se vogliamo, rispetto anche ai mutamenti climatici sui quali siamo obbligati a lavorare.
Con questo, però, non è che si possa pensare di avere delle somme destinate al ripristino ancor prima che avvengano gli eventi calamitosi, altrimenti sì che sarebbe un altro di quei fondi che poi non si utilizzerebbero, o si utilizzerebbero in maniera parziale e andrebbero ad accumulare gli avanzi di amministrazione.
Da questo punto di vista quindi l'astensione è più che giustificata, in quanto un procedimento c'è e ci sono delle certezze da parte delle amministrazioni comunali per attingere a dei fondi sui quali bisogna evidentemente andare a svecchiare la norma ed è cosa che si sta già facendo lavorando con le strutture competenti.
Presidente - Non ci sono altri interventi? Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. Ovviamente votiamo il testo così come modificato nelle premesse. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo al successivo, l'ordine del giorno n. 2 della Lega. Si è prenotato il consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno intendiamo suggerire al Governo una nostra proposta per migliorare gli obiettivi contenuti nell'assestamento di bilancio.
Parliamo, in quest'ordine del giorno, dei criteri per l'assegnazione dei vari benefici di welfare. In linea con la prospettiva politica del nostro movimento, noi intendiamo affermare il principio che prevede di dare priorità a chi ha bisogno di aiuto e, contestualmente, dà di più alla comunità.
Chi è che ha bisogno di aiuto e dà di più alla comunità? C'è una parte di società che rappresenta l'ossatura del sistema economico e sociale del nostro territorio, mi riferisco al ceto medio.
Il ceto medio è colpito dal fisco, escluso dal welfare, ignorato nei riconoscimenti; rappresenta i due terzi della popolazione del nostro territorio ed è, ripeto, l'ossatura economica e sociale del Paese.
È un ceto che resiste, che investe nei figli, tiene in piedi famiglie e territori con una generosità silenziosa, ma quanto può sopportare ancora?
Faccio presente che ho usato l'espressione "Investe nei propri figli" e proprio il concetto d'investimento appartiene totalmente al ceto medio e il concetto d'investimento nei confronti del ceto medio rappresenta esattamente la linea politica di buona amministrazione e di buon governo.
È esattamente in questi termini che quest'ordine del giorno si colloca perfettamente a tema nell'assestamento di bilancio, una manovra che prevede fondamentalmente di andare nella direzione degli investimenti.
Ecco, questo è l'investimento, è l'investimento in ricchezza umana, ricchezza sociale, ricchezza economica.
Il ceto medio vive in una sorta di paradosso: è un paradosso ovviamente insostenibile, è un paradosso che ancora in qualche modo è compensato dalla capacità del ceto medio di resistere ma comunque, senza voler dipingere degli scenari apocalittici, è una sorta di bomba a orologeria, perché, pur essendo il punto di tenuta del paese, è troppo ricco per ricevere aiuti, paradossalmente, ma troppo povero per costruire futuro.
Ecco la visione d'investimento che deve avere un Governo, un buon Governo, nel territorio.
Negli ultimi anni oltre la metà degli Italiani, che quindi rappresentano l'ossatura sociale del Paese, ha visto il proprio reddito fermo, mentre più di uno su quattro lo ha visto calare; solo il 20% dichiara un miglioramento, ma, più che arretrare, il ceto medio oggi galleggia senza prospettiva, e così anche i consumi riflettono questo stato.
Il 45% li ha già ridotti e la maggioranza teme ulteriori tagli nel prossimo futuro.
Non è solo una condizione economica, è un malessere sociale diffuso che svuota di speranza il futuro, un futuro che, sempre più spesso, non riesce più a immaginarsi dietro i confini del proprio territorio, e quindi cosa succede? Succede che tende ad andare altrove. Questa tendenza della popolazione a diminuire il proprio numero proprio attraverso questa fuga proveniente dal ceto medio, vi è soprattutto in una regione, come la nostra, che, è del tutto noto, si colloca tra le più care d'Italia.
Il 50% degli appartenenti al ceto medio non si sente protetto dalle reti di welfare, quindi c'è una sorta di oscillazione tra ansia, incertezza e vera e propria insicurezza e il risparmio, da sempre uno dei tratti distintivi del ceto medio, si erode.
Il 46% ha ridotto la capacità di accantonare risorse, il 44% prevede un peggioramento nei prossimi anni.
Quando la fiducia nel futuro s'incrina, cresce il bisogno di protezione, ma è proprio qui che il sistema mostra le sue crepe più profonde, osserviamo cioè che le varie forme di welfare si basano su criteri selettivi dell'Isee che, formandosi principalmente su determinati presupposti reddituali e patrimoniali, penalizzano in particolare il ceto medio nella possibilità di accesso ai benefici di welfare, pensiamo ad asili nido, mense scolastiche, strutture assistenziali; si incrementano così le condizioni di un generale disagio economico, con tutte le conseguenze relative, tra cui - ne abbiamo parlato molto spesso in quest'aula - la denatalità che è frutto di un meccanismo reale, concreto, che ha a che fare anche tantissimo con la dimensione del welfare.
Su questi dati che io ho riportato fino adesso possiamo essere assolutamente tutti d'accordo, ci viene da dire: "Quindi che cosa facciamo? Che cosa propone quest'ordine del giorno?". Innanzitutto fa riferimento al fatto che esiste la possibilità di modificare le norme che regolano l'assegnazione delle forme di aiuto, regolarle su criteri che sono più mirati a rispondere alle esigenze del territorio, e abbiamo degli esempi, abbiamo per esempio l'esempio della legge 20/2020 della Regione Veneto, non da usare come esempio da seguire, ma per capire, come diceva Sant'Agostino: "Si isti et istae (possunt), cur non ego?" cioè se ce la fanno questi e queste, perché non io? Soprattutto io, noi che siamo Regione autonoma.
Allora, la Regione Veneto ha ridefinito i criteri di assegnazione delle forme di aiuto costruendo una norma basata sul fattore Famiglia che ridetermina i criteri dell'Isee nazionale e presenta scale di equivalenza più articolate in grado di cogliere in modo più preciso le molteplici dimensioni del bisogno.
Servono queste misure, serve la capacità di avere una visione sul nostro tessuto sociale, anticipare le necessità dell'immediato futuro e anche un po' più in là dell'immediato, ma basterebbe già quelle dell'immediato futuro o del presente, e quindi rivedere un attimo le norme che regolano il welfare, in modo tale da tutelare e rilanciare il ceto medio, perché questa oggi è una scelta essenziale per la crescita, vorrei dire addirittura per la sopravvivenza della nostra società, e la crescita, o anche la sopravvivenza, è a tutti gli effetti la vera partita politico-8ìamministrativa.
Tutto ciò premesso, con quest'ordine del giorno chiediamo al Governo regionale di avviare gli approfondimenti necessari per la redazione di un modello selettivo regionale che regoli l'assegnazione dei benefici di welfare, tenendo conto delle caratteristiche peculiari del tessuto sociale della Valle d'Aosta e delle relative dimensioni del bisogno, nella prospettiva di tutelare e rilanciare il ceto medio come scelta essenziale per la crescita economica e sociale della comunità valdostana.
Come vedete, è un'impegnativa che esprime una visione politica e che volutamente evita di entrare nel dettaglio del come attuarla, proprio perché fondamentale è innanzitutto capire quale visione abbia il Governo, perché ci sono due possibilità: o ci si giustifica, e allora vuol dire: "Non vogliamo fare niente, non vogliamo cambiare niente, non siamo capaci", oppure si dice: "Si prende atto del problema e vogliamo lavorarci".
Presidente - Per il Governo, assessore Marzi.
Marzi (SA) - Le azioni richieste sono naturalmente oggetto di attenzione e sviluppo a livello trasversale nei settori dei colleghi del Governo regionale e, tra l'altro, anche su mandato di questo Consiglio che proprio nel 2025 ha emendato e approvato delle iniziative in tal senso, per cui se dovessi limitarmi a una sintesi di quanto da lei richiesto, collega Distort, nei fatti stiamo già facendo questo ma, nonostante ciò, lei l'ordine del giorno l'ha fatto lo stesso.
Proprio in quest'ottica, infatti, tra le varie cose, lo scorso 7 luglio - quindi lunedì, oggi è giovedì - abbiamo deliberato in Giunta la ricostituzione del tavolo interistituzionale sulle politiche familiari, la cui prima convocazione è già prevista per il prossimo 1° agosto.
Il tavolo interistituzionale - che sopravviverà con i gesti apotropaici del caso, collega Distort - per la programmazione integrata delle politiche familiari avrà il compito di: analizzare lo stato attuale delle politiche familiari a livello locale e nazionale; identificare le principali sfide e criticità che le famiglie affrontano oggi (sto leggendo l'impegnativa della delibera approvata); promuovere lo scambio di buone pratiche e soluzioni innovative; elaborare proposte concrete per condividere e migliorare il supporto alle famiglie, come servizi, agevolazioni o interventi sociali; monitorare inoltre e valutare l'impatto delle politiche attuate.
Il tavolo ha inoltre il compito di raccogliere i fabbisogni emergenti e promuovere un aggiornamento normativo, quindi la riforma complessiva della legge regionale 44 sulla famiglia, in grado quindi di rispondere in modo strutturale alle esigenze delle famiglie valdostane proprio per rispondere alle sfide attuali, come l'invecchiamento della popolazione, la denatalità, l'aumento della vulnerabilità socioeconomica e l'impoverimento del ceto medio, da lei richiamato.
Questo percorso tiene inoltre conto anche delle esperienze maturate in altre realtà regionali, tra l'altro, realtà regionali gestite a livello politico in maniera assolutamente trasversale, presentate, in occasione della conferenza della famiglia regionale che c'è stata il 14 giugno del 2025 e che mancava da un po'.
Rispetto al fattore famiglia da lei richiamato anche nell'impegnativa, ricordiamo, quanto espresso dal gruppo di lavoro interistituzionale che ha elaborato il documento di sintesi finale del lavoro svolto, quindi stiamo parlando della fine del 2024, approvato da tutti i componenti del gruppo stesso, ivi compreso quindi il forum del terzo settore e il forum delle associazioni familiari.
Nel documento finale il gruppo di lavoro ha ritenuto poco praticabile l'introduzione a livello regionale valdostano del fattore famiglia a fronte di un generale aggravio dei costi organizzativi e gestionali e delle procedure di riferimento, senza far, tra l'altro presupporre concreti e significativi benefici a favore delle famiglie valdostane, come anche segnalato dal CPEL, che ha evidenziato inoltre anche incertezza sulla sua sostenibilità in mancanza sicuramente di invarianza finanziaria.
Tutto ciò ponendo come centrale però sempre il documento finale di lavoro sul fattore famiglia a cui tutte le associazioni erano coinvolte, e come da lei richiamato, la riformulazione del welfare con il suo principale indice di riferimento, che appunto però è l'indice ISE-Isee, ma lei, collega Distort, rispetto a questo tema sa perfettamente che noi siamo tutti quanti d'accordo, per cui se si tratta semplicemente (in termini di ordine del giorno) di fare una sintesi rispetto a un interesse che lei e il suo gruppo avete richiamato e che, come correttamente, anche io ho fatto e richiamato, addirittura tornando a un'iniziativa del febbraio del 2025 che abbiamo emendato, approvato e a cui abbiamo dato corso, perché, dentro quella mozione che abbiamo emendato ed approvato, era chiaramente espressa sia la necessità di riconvocare la Conferenza regionale sulla famiglia, sia di avviare - attraverso un tavolo interistituzionale che appunto ci sopravviverà - la completa riformulazione della legge regionale 44 sulle politiche familiari.
Per cui, se dovessimo fare una valutazione di natura amministrativa, dovrebbe essere lei a dire che l'ordine del giorno va ritirato, perché se lei decide invece di mantenere questo ordine del giorno, come è giusto che sia, quest'ordine del giorno ha, come dire, una assoluta dignità di natura politica, perché il suo gruppo decide nuovamente di dimostrare attenzione al tema.
Noi non soltanto siamo d'accordo con lei, ma nei fatti stiamo dimostrando quest'attenzione perché, come spesso diciamo in quest'aula, la differenza tra minoranza e maggioranza sta che nella maggioranza i ragionamenti devono avvenire non soltanto intra verbum ma anche per acta, quindi, alla fine della fiera, lo abbiamo appena dimostrato con una serie di cose che si sono sviluppate nel corso di questi pochi mesi del 2025 e le ho appena richiamato una delibera di giunta regionale del 7 luglio 2025 che non solo istituisce il tavolo, ma rilancia una riformulazione complessiva di tutta quanta la politica familiare.
Se però invece la questione risulta essere che lei l'ordine del giorno lo mantiene, allora io mi immagino anche che, il secondo dopo, il suo gruppo scriva al Governo nazionale di cui voi fate parte e solleciti nuovamente la completa riformulazione del welfare e soprattutto degli indici che, a livello amministrativo in tutta Italia, vengono utilizzati perché - chi ha amministrato anche un solo giorno sa - introdurre altri indici - come tra l'altro la Regione Autonoma Valle d'Aosta nel passato aveva già fatto - non solo non aiuta le famiglie, né quelle del ceto medio, né le altre, ma tende a creare tutta una serie di ridondanze che non fanno altro che non aiutare nessuno e aumentare quello che voi - e anche noi - spesso tacciate essere uno dei maggiori problemi della nostra Nazione, cioè l'eccesso di burocrazia, perché se davvero si vuole fare qualcosa per il ceto medio in termini di sostegno e di investimenti, lì è il nesso, in un intervento modulato rispetto all'ISE-Isee; questo è - e lei lo sa perché è persona accorta e che studia - assoluta prerogativa dello Stato centrale, quindi di interventi di matrice nazionale.
Per questo motivo noi speriamo che lei ritiri l'ordine del giorno, altrimenti saremo costretti a prendere atto che ha solo delle connotazioni di natura politica, per riportare di nuovo argomenti fortemente trattati in quest'aula, quindi di conseguenza noi ci asterremo.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Vorrei intervenire molto brevemente sull'ordine del giorno presentato dal collega Distort per fare alcune considerazioni.
Ho trovato molto interessante il passaggio che lui ha fatto nella presentazione e alcuni contenuti delle premesse, in particolare sull'importanza che riveste il ceto medio, anche se è una terminologia che dovrebbe essere un po' rivista, perché oggi sappiamo che la piramide sociale, come alcuni chiamano, non è più tanto in forma piramidale, ma è molto particolare e soprattutto rischia di essere ben diversa da zona a zona di uno stesso Paese, ma, detto questo, la fascia centrale di reddito è quella effettivamente più produttiva, più legata a temi del risparmio e dell'investimento, sia essa una fascia legata alla famiglia ma anche all'impresa, perché - in Italia particolarmente le piccole e medie, in realtà le piccole imprese, sono l'asse portante dell'economia - sappiamo che in Valle d'Aosta abbiamo addirittura le micro imprese che sono l'asse portante, quindi spesso abbiamo una dimensione imprenditoriale che, se non è prossima o simile alla stessa famiglia, ne è almeno elemento dello stesso bilancio e della stessa sopravvivenza.
Lei cita giustamente l'indagine condotta dal Sole 24 Ore relativamente alla persistenza di un fisco penalizzante, un fisco più o meno palese; avremo anche modo in questo Consiglio o successivamente di parlare di tariffe e di costi e anche in quella parte lì poi alla fine il bilancio si carica, al di là delle tasse e delle imposizioni.
Io continuo a pensare che la principale miglior forma di welfare per quello che riguarda il ceto medio non siano tanto i contributi ma la detassazione o politiche di facilitazioni, di defiscalità, e anche di semplificazione in quel mare magnum di detrazioni e deduzioni che sta impegnando o ha già impegnato chi si deve occupare delle dichiarazioni, delle chiusure dei bilanci delle famiglie e anche di sé medesimo.
Sono anche d'accordo - e lo sono sempre stato più da un punto di vista, se vogliamo tecnico, quasi che politico - sui criteri, o meglio, su quest'indicatore di ricchezza, cioè l'Isee, nel senso che ho da sempre notevoli dubbi sulla sua funzionalità e sulla sua reale rappresentazione dell'indicatore di ricchezza, ma sappiamo che in Italia - e in parte l'ha detto anche nel suo intervento l'assessore Marzi - di indicatori di ricchezza ne abbiamo "N" perché si crea un indicatore per ogni volta che dobbiamo o imporre dei limiti o imporre delle tasse o soprattutto giustificare il perché qualcuno non abbia accesso a determinate forme di aiuto.
Pur consapevoli e convinti quindi che il primo e il miglior strumento di welfare per il ceto medio dovrebbe essere la detassazione e la semplificazione fiscale, comprendiamo la finalità, almeno i principi di quest'ordine del giorno, quindi siamo pienamente d'accordo sulla presentazione e sull'insieme delle premesse.
Devo dire che sull'impegnativa sono piuttosto scettico, sia per il momento, nel senso che siamo a chiusura di legislatura, per carità, ognuno di noi ha giustamente presentato le sue istanze per cercare di giustamente portare avanti la propria politica e di farsi sentire, però in questa fase la parte di impegnativa che viene rappresentata, soprattutto sulla sua applicabilità attuale - e forse meriterebbe anche un approfondimento migliore - ci trova alquanto perplessi, anche perché oggettivamente - verissimo, lei cita la legge della Regione Veneto, il tema del fattore famiglia - però, se la nostra impostazione (e questa è) è, potrei dire, primum fiscalità e poi vivere, nel senso che prima di tutto dobbiamo capire il peso che ci viene imposto dallo Stato, io penso che un'azione forte e soprattutto d'inversione di rotta, rispetto al passaggio che giustamente viene citato di persistenza di un fisco penalizzante in Italia, debba partire dal Governo nazionale.
Io oggettivamente sto ancora aspettando la rivoluzione liberale che ogni tanto qualcuno citava, in realtà non soltanto dalla parte del centrodestra, ma era venuta anche da un'altra parte, dalla parte del centrosinistra, questa rivoluzione per me può essere anche più tranquilla, ma che ci sia.
In realtà, a oggi, chiunque deve adoperarsi per le leve fiscali ha notevoli difficoltà, principalmente di doppia natura: anche lo Stato ha un bilancio e deve far fronte alle spese e, dall'altro lato, quelli che chiamiamo stakeholders spesso e volentieri hanno un peso maggiore rispetto alla volontà politica, quindi in alcune situazioni tagli e spazi per generare risorse da destinare alla defiscalizzazione in Italia sono estremamente complessi.
C'è poi una variabile che non viene mai considerata e che pesa tantissimo sui liberi professionisti, più che sui professionisti legati a degli organi professionali e alle piccole imprese, che è il grande tema della gestione separata o degli oneri previdenziali.
Il bilancio più complesso e più gravoso per tutti noi è quello previdenziale e prima o poi bisognerà metterci mano.
L'INPS sappiamo che è un "Sarchiapone" che ha dei piedi d'argilla, e quello ha un costo, è un costo che pagano soprattutto le fasce produttive.
Non so come se ne uscirà, su questo tema sono molto pessimista, come anche su altri passaggi, però io penso che, prima di tutto, il cambio di rotta sui temi che vengono rappresentati deve partire dal Governo nazionale, perché noi abbiamo le armi spuntate.
Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) -. Innanzitutto ringrazio i colleghi della Lega e il relatore dell'ordine del giorno per aver posto all'attenzione dell'Aula questo tema.
È un tema al quale abbiamo riservato, nel corso della legislatura, parecchia attenzione, perché riteniamo che l'impoverimento del ceto medio sia una questione importante da affrontare e lo è in Valle d'Aosta perché il ceto medio sta subendo una regressione del suo status quo, che è importante e che è anche preoccupante.
È stata fatta già un'analisi da chi mi ha preceduto, dove sostanzialmente è stato evidenziato che si può intervenire in due maniere: o attraverso la riduzione del prelievo o attraverso una maggiore partecipazione nella distribuzione delle prestazioni che offre il pubblico.
Per quanto riguarda la prima, la riduzione del prelievo, dobbiamo evidenziare che lo Stato in questi anni, il Governo di centrodestra, ha fatto qualcosa: rimarcavo ieri nella discussione generale che sono stati trasferiti alla Regione 30 milioni di fondi compensativi per le minori entrate dovute alla riduzione della pressione fiscale a livello nazionale, quindi significa che i Valdostani hanno potuto beneficiare di una politica dello Stato che ha portato loro una riduzione della pressione di 30 milioni di euro. Non sarà questa la soluzione del problema, ma è un segnale importante.
Ho rimarcato nella discussione, sempre ieri, che la Regione non è analogamente intervenuta sulla pressione fiscale, perché ci sono dei margini di intervento che non sono stati adoperati in alcun modo.
Si potrebbe intervenire a favore del ceto medio su un fattore che è molto importante, che è quello dell'IMU, perché ci sono, ai fini dell'Isee, che è un indicatore reddito-patrimoniale, delle incidenze di valori patrimoniali che, di fatto, non producono reddito in Valle d'Aosta, perché abbiamo un patrimonio diffuso sul territorio di situazioni che sono da recuperare, che di fatto costituiscono un peso per chi le detiene allo stato attuale.
Pertanto è questa la differenza che c'è anche nei termini di valutazione dell'Isee a livello nazionale e a livello regionale, perché la nostra situazione è del tutto peculiare rispetto a quella delle grandi realtà urbane, dove gli immobili ci sono e gli immobili sono quasi tutti messi a reddito, non come qui da noi.
Per quanto riguarda il discorso che ha fatto l'Assessore, che è stato previsto un tavolo interistituzionale, questo è vero, è importante che si proceda in questa direzione, ma è da anni che sollecitiamo la messa a disposizione di dati comuni, perché non c'è la capacità di avere una visione complessiva, anche qui manca la strategia. Ovvero che cosa significa questo? Non c'è da parte dell'Amministrazione regionale nemmeno la disponibilità del dato di quanto ogni famiglia percepisca, o riesca a percepire, attraverso l'offerta di tutta una serie d'iniziative che sono messe in campo dall'Amministrazione regionale, perché una famiglia può beneficiare delle iniziative che partono dai servizi per l'infanzia sino ad arrivare ai servizi a favore degli anziani.
Attraverso un tasto, quello del codice fiscale, si potrebbe innanzitutto avere una visione complessiva di quanto sia l'intervento della Regione a favore di ogni famiglia.
Questo costituirebbe già un elemento importante per poter fare delle valutazioni che mi risulta che a oggi non vengano fatte e non mi risulta neanche che dalla lettura della delibera emerga questa volontà di entrare nel dettaglio per percepire sino in fondo quale sia l'entità di questa problematica.
Pertanto noi riteniamo che, al di là del momento in cui è stata presentata, che è un momento di fine legislatura, è del tutto evidente che non ci sarà la possibilità da qui al prossimo mese di dare soluzione a questo problema, ma questo è un voler evidenziare una situazione che si sta trascinando da anni, da anni si dice che si interviene, però nei fatti non ci sono stati dei significativi passi in avanti e credo che evidenziare questa manchevolezza, questa necessità di cambiar marcia, di trovare delle soluzioni diverse rispetto a quelle attuali sia il voler testimoniare la situazione e invitare l'Amministrazione di oggi e l'Amministrazione che verrà a prendere in considerazione quest'argomento, perché è di fondamentale importanza, per cercare di dare delle soluzioni più consone ai bisogni della collettività valdostana in termini di sostegni e benefici nei vari settori in cui interviene la pubblica Amministrazione.
Per questa ragione, se l'ordine del giorno verrà portato in votazione, noi lo sosterremo con convinzione.
Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (GM) - Solo per sostenere l'iniziativa coraggiosa del collega Distort, l'ho molto apprezzata, anche se i termini sono quelli che sono e la risposta del Governo l'abbiamo sentita, però grazie per quest'iniziativa. Ringrazio anche i colleghi Aggravi e Marquis per quanto hanno detto, perché effettivamente è un tema che va sollevato e io condanno questa disattenzione verso i Valdostani, verso chi vuole produrre e non ha la cultura della questua, mentre invece stiamo vivendo una società in cui viene premiato il questuante e non il lavoratore e non chi, come noi Valdostani, possiede piccole proprietà, quindi sicuramente c'è da fare molto in questo senso.
Sosterremo convintamente, io e il mio gruppo.
Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Ringrazio gli intervenuti per aver arricchito il dialogo su questo tema determinante e apprezzo il collega Marquis e il collega Lucianaz per la dichiarazione di riconoscimento del valore di quest'iniziativa.
Per quanto riguarda la risposta del Governo e una parte fondamentalmente la risposta del collega Aggravi sull'acquisizione dell'impegnativa, in particolare per la risposta dell'Assessore Marzi, io non so voi, ma lo sentivate un rumore di sottofondo mentre si esprimevano queste parole? Era lo stridore delle unghie sui vetri.
Porti pazienza ma in particolare a lei, Assessore Marzi, che è esattamente nella stanza dei bottoni... esatto, non ha le unghie, vedo che ha le unghie corte, quindi ancora di più è riuscito in un'impresa inimmaginabile, quella di riuscire ad arrampicarsi sui vetri e dare questo stridore ugualmente, perché guardi, assessore Marzi, se veramente il Governo sta già lavorando in quella direzione, lei aveva solo da dire una cosa, lei conosce molto bene il latino, poteva citare quella norma, quella regola del sillogismo che prevede ambae affirmantes nequeunt generare negantem, cioè c'è una premessa che afferma una cosa, un'altra premessa che la ribadisce, affermano entrambi una certa direzione, quindi non può seguire una negazione.
Invece il successo della sua azione rocambolesca è stato proprio quello di dire: "Noi non lo voteremo".
Allora, porti pazienza, ma lei ha avuto l'occasione per dire: "Benissimo, per una volta andiamo nella direzione, noi abbiamo già avviato e quindi ci allineiamo perfettamente". Il suo indirizzo, la sua sollecitazione rafforza la nostra iniziativa; non è che la sostituisca, non è che l'annulli, la rafforza, perché l'avvio di un tavolo non è automaticamente la soluzione di un problema, perché bisogna vedere che cosa c'è su questo tavolo.
Se io la invito a cena e c'è un bel tavolo, magari anche studiato da un bel designer, però non c'è niente sopra, che cosa sto a invitarla a cena? A cosa serve sedersi a questo tavolo? È importante che ci siano delle regole ben chiare, quindi siccome c'è la possibilità di creare dei miglioramenti - purché li si vogliano fare, attuare questi miglioramenti - allora si tratta di dire: perfetto, prendiamo questa sollecitazione, la ribadiamo e andiamo nella stessa linea, stiamo dicendo le stesse cose, ergo andiamo a votare in questa direzione.
Per quanto riguarda l'intervento del collega Aggravi, chiaramente apprezzo la visione che è fatta di un DNA ideologico che è molto simile, oltre a una vicinanza particolare tra le persone.
Ricordo però un elemento: vero il discorso della tassazione nei confronti dell'impresa, verissimo, e lei sa perfettamente quanto io, da libero professionista, acquisisca in modo naturale questa condotta e questa linea, però a fianco alla detassazione c'è un elemento fondamentale, che non è quello del contributo fine a se stesso, ma della lettura della società, della realtà imprenditoriale valdostana, perché nella nostra imprenditoria, nel nostro tessuto imprenditoriale, come dice lei, abbiamo fondamentalmente una presenza di micro impresa, ma questa micro impresa che natura ha? Questa micro impresa è formata per la maggior parte di casi da famiglie, da realtà familiari, quindi le forme di aiuto legate direttamente alla dimensione familiare sono fondamentali.
L'accesso agli asili nido: il fatto che se non c'è la possibilità di accedere in maniera virtuosa all'asilo nido, in certi casi, paradossalmente, non sia conveniente che uno dei due coniugi contribuisca all'attività lavorativa dell'azienda familiare.
È questo il paradosso che io avevo denunciato e a questo punto, di fronte a questo paradosso, o si crede in questo, o si riconosce il tessuto della realtà imprenditoriale valdostana o non lo si riconosce, o si riconosce la realtà dell'imprenditoria valdostana del ceto medio - giusto il fatto che la terminologia non sia adeguata, va benissimo, ma è solo per capirci e trovare una forma di linguaggio comune e condiviso - o si riconosce questo o altrimenti non lo si riconosce, indipendentemente dal tempo.
Arriviamo a fine legislatura, non c'è problema, anche a fine legislatura un atto simbolico politico, non elettorale, perché, assessore Marzi, se lei pensa che questo per me diventi un elemento di propaganda elettorale, evidentemente lei non conosce la mia persona, cinque anni non sono bastati, per quanto ci conosciamo anche da prima di cinque anni.
Non mi interessa quindi la marchetta elettorale, minimamente, mi interessa la realtà dei Valdostani, la società valdostana, un'imprenditoria fortemente concentrata e costruita sulla famiglia, quindi il pensare non a regole che vanno a complicare le regole esistenti, Assessore Marzi, questo rivela la visione (porti pazienza) che lei ha delle norme e delle regole.
Certo che se aggiungiamo ulteriori regole così, fini a se stesse, andiamo a complicare un percorso burocratico, ma non si tratta di aggiungere delle regole, si tratta di inserire degli elementi di premialità. Sono questi che fanno la differenza, ma per questi bisogna avere visione, bisogna avere passione, bisogna avere la capacità di osservare, di conoscere la realtà in cui viviamo e questo, secondo me, può stare tranquillamente anche a fine legislatura, così come la fine di qualunque esperienza, percorso, anche quello vitale della vita: si stabilisce a un certo momento una realtà che può tranquillamente ricondursi al testamento, in termini non certo negativi o comunque tristi, come il testamento di una fine esistenza, ma l'espressione di una volontà che si vuole affermare indipendentemente dal fatto che abbiamo una vita intera davanti, una legislatura intera davanti o che siamo a fine legislatura. Un testamento che viene affidato a questo tavolo che evidentemente sopravvive a noi, perché noi, dopo fine settembre, potremmo essere tutti a casa, oppure no, ma il tavolo mi sembra che esista, non è che il 29 settembre questo tavolo salti, quindi il pensare di lasciare delle indicazioni secondo me è importante.
Allora, portate pazienza, io non intendo ritirare quest'ordine del giorno, perché quest'ordine del giorno e né più né meno che la volontà che nasce dall'aver guardato, dal riconoscere la realtà valdostana, rendermi conto, renderci conto delle sue esigenze, delle sue caratteristiche, e affermare la fondamentale necessità di andare come visione in questa direzione, prima ancora che ci pensi lo Stato, perché o qua crediamo, cari autonomisti e tutti quelli che si fregiano della parola, dell'aggettivo autonomista in quest'aula, o abbiamo quest'idea in testa di capire quanto lo strumento dell'autonomia possa essere utilizzato subito, senza aspettare le indicazioni, le imbeccate o le scelte di Roma, o sennò a questo punto dichiariamo di tirare i remi in barca ma a questo punto, più che autonomisti, si è autonomisti in una maniera assolutamente finta.
Con questo non voglio mettermi a fare delle critiche fini a se stesse, voglio sollecitare qualcosa che dovrebbe far parte del DNA ideologico di chi siede in quest'aula.
Presidente - Altri interventi? No, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 25 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo ai due successivi di Forza Italia. Si sta preparando il consigliere Ganis. A lei la parola Consigliere.
Ganis (FI) - Intervengo oggi a nome del gruppo di Forza Italia per porre nuovamente l'attenzione su una problematica che affligge i nostri concittadini e che, nonostante le ripetute sollecitazioni, rimane irrisolta: la grave situazione del traffico sulla strada regionale n. 20, nel tratto compreso tra Gressan e Pont-Suaz.
Come evidenziato nel nostro ordine del giorno, voi siete sempre attenti a dove si metta l'accento, però il problema comunque persiste, perché secondo me, a prescindere da dove si deve mettere l'accento, se "Pont-Suáz - Pont-Súaz", la gente comunque rimane sempre in coda ore e ore.
Come quindi abbiamo già evidenziato nel nostro ordine del giorno, e come purtroppo tutti possiamo constatare, questo tratto di strada si trasforma, in particolare nelle ore di punta, in un lungo serpentone di veicoli bloccati.
Questo non è solo un disagio, ma è una perdita di tempo prezioso per chi si reca al lavoro, a scuola, ma è anche un problema, a nostro avviso, di salute pubblica, con un aumento significativo di smog e rumore che impatta anche sulla vita dei residenti.
Avevamo già presentato una mozione l'11 gennaio 2024, chiedendo l'attivazione di un tavolo di lavoro tra i Comuni della Plaine, la Giunta regionale e il Comune di Aosta, per trovare delle soluzioni condivise.
Ebbene, a quasi un anno di distanza, dobbiamo constatare che la situazione non è cambiata e i cittadini continuano a subire le code giornaliere.
Siamo tra l'altro a conoscenza dello studio preliminare sulla viabilità complessiva nell'ambito territoriale della Plaine e dell'Envers, avviato per individuare soluzioni alle criticità che interessano la strada per generare eventi di Gressan, tuttavia le soluzioni adottate e proposte non hanno risolto il problema.
La Giunta regionale stessa, con deliberazione 1680 del 28 dicembre 2018, aveva approvato un piano d'azione per la gestione ambientale di questa stessa strada, definita "Asse stradale principale", con oltre 3 milioni di transiti di veicoli all'anno.
Allora ci chiediamo: "A cosa serve definire la gravità di un problema se poi non si agisce con la dovuta urgenza e determinazione?".
Il disegno di legge regionale 195, che tratta il tema delle infrastrutture - in particolare il capo settimo intitolato "Investimenti in materia di trasporti, viabilità e infrastrutture stradali" - ci offre l'opportunità di agire concretamente.
Per queste ragioni quindi il nostro gruppo impegna il Governo regionale ad accelerare l'individuazione e l'implementazione di soluzioni concrete e definitive per il congestionamento del traffico sulla strada regionale n. 20.
A nostro avviso non possiamo più permettere che i nostri cittadini perdano ore nel traffico, respirino aria inquinata e subiscano un disagio costante.
Chiediamo che queste soluzioni vengano attuate in tempi brevi e, perché no, proprio entro la fine di questa legislatura.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - La sua attenzione è anche la nostra: soluzioni e studi che sono stati fatti e che sono all'attenzione del Governo, in collaborazione con i Comuni, come su altri dossier, come su quello che citavamo prima, dove voi ci dite che non è stato fatto nulla, ma sappiamo bene che non è così, mi riferivo all'iniziativa precedente dove sulla strada statale 26 i passi avanti sono stati fatti ma, come dicevo, sono aspetti delicati, così come su questa strada regionale, dove il tavolo con i Comuni è costante, tant'è vero che noi eravamo totalmente d'accordo su quella mozione, adesso non mi ricordo il voto come andò ma noi non la votammo non perché non fossimo d'accordo sul tavolo di lavoro, ma perché in realtà il tavolo di lavoro già c'è ed è il Conseil de la Plaine, tant'è vero che anche Pont-Suaz ha una sua storia, e non è solo il ponte che collega due Comuni ma molto di più.
Su quanto dice quindi lo sappiamo e non possiamo che confermare: l'arteria è indubbiamente tra le più trafficate delle strade regionali, in particolar modo lo snodo di Pont-Suaz è sicuramente il punto forse più trafficato di tutta la viabilità regionale.
Sono stati fatti interventi importanti per garantire la piena funzionalità della carreggiata, sia sulle movimentazioni, sia al riguardo della sicurezza dei pedoni, con la realizzazione dei marciapiedi continui all'interno del centro abitato.
Su Pont-Suaz, dove si presenta la maggiore concentrazione del traffico, sono in corso gli approfondimenti sui possibili miglioramenti e soluzioni dell'attraversamento verso Aosta, anche attraverso il monitoraggio dei flussi che saranno alla base delle interlocuzioni con i Comuni della Plaine, non solo sul Pont-Suaz ma sicuramente con il collega del Comune di Aosta, Cometto per la questione della viabilità sul Comune di Aosta, proprio perché le modifiche che verranno apportate e le nuove viabilità che sono in fase di realizzazione sul Comune di Aosta, ecco che gli studi saranno sicuramente utili a sbloccare e ad alleggerire oggettivamente i tempi in certe ore importanti.
Interlocuzioni non solo con Aosta ma attività concreta anche con i Comuni della Pleine, in particolar modo un ultimo incontro il 17 giugno, per essere precisi, con il Sindaco del Comune di Gressan ed alcuni abitanti della zona di Chevrot: interlocuzioni finalizzate a un aumento degli standard di sicurezza in prossimità dell'incrocio in località Chevrot e poi alcuni ragionamenti in corso, che sono più che dei ragionamenti; alcuni interventi potranno essere messi in campo poco più avanti con un'ulteriore rotatoria, proprio al fine di migliorare le condizioni di sicurezza di una viabilità che, come giustamente ha detto, è una viabilità importante con dei flussi di traffico notevoli, quindi un'attività già in corso e sicuramente poi bisognerà guardare ancora più avanti - ma questo guardando la prossima legislatura - su altre soluzioni di cui abbiamo già parlato e sulle quali si potrà iniziare a pensare.
Presidente - Consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (FI) - Grazie, Assessore, per la sua risposta ma anche per il suo impegno.
Io non ho detto che non è stato fatto nulla, ho detto semplicemente che in un anno praticamente nulla è cambiato, cioè non si vedono dei miglioramenti.
Come ho detto prima e ribadito in premessa, siamo a conoscenza che esiste questo tavolo di lavoro però, come ho detto, i miglioramenti non si vedono.
A settembre, tra l'altro, ci sarà la riapertura delle scuole, il traffico aumenterà e quindi il problema ci sarà sempre di più.
A nostro avviso, l'abbiamo detto, occorrono degli interventi urgenti, e perché non pensare di realizzare un'infrastruttura importante?
A nostro avviso, quindi, ci auguriamo a questo punto che, con la nuova legislatura, si terrà a mente di queste problematiche e, chissà, forse si risolveranno questi problemi legati al transito lungo il tratto Gressan e Pont-Suaz.
Visto il nostro impegno e la costante attenzione al problema noi porteremo al voto quest'iniziativa.
Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (GM) - Solo per, sicuramente, sostenere quest'iniziativa; già ieri l'ho detto in discussione generale: a me fa piacere che l'Assessore continui a parlarci di attenzione su questa strada, è tre anni che glielo sentiamo dire. L'attenzione ci sarà sicuramente ma chi la frequenta tutti i giorni se ne fa un baffo di quest'attenzione, perché nulla è stato cambiato, né sulla rotatoria di Pont-Suaz né su quella nel Comune di Aosta, qualche opera lungo la strada di Gressan può essere stata effettuata, però la soluzione non è stata assolutamente trovata.
Che la Plaine se ne occupi va bene, che la Regione se ne occupi altrettanto, però non abbiamo visto un minimo di soluzione.
Tra l'altro le ricordo, Assessore, che sul Pont-Suaz, lo sa meglio di me, le ho segnalato che ci sono quei blocchi di 150 tonnellate disposti sul ponte che hanno enormemente ristretto la carreggiata. Lei dice che si passa, però a un metro e mezzo dal ciclista, come è segnalato sui cartelli stradali, non si passa, quindi è assolutamente un altro punto di criticità molto grave e più volte abbiamo anche sollevato la questione di collegare la ciclabile regionale con il centro di Aosta, ma non ve ne siete mai occupati.
Con convinzione quindi sosterrò quest'iniziativa.
Presidente - Si può mettere in votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo ora, prima della pausa, all'ultimo dei numeri 2 degli ordini del giorno, gruppo Rassemblement Valdôtain. Consigliere Restano.
Restano (RV) - Il 24 di aprile abbiamo presentato un'interpellanza che trattava di Viale Gran San Bernardo, la strada statale 27 che porta verso il Gran San Bernardo.
Come tutti penso sappiano, i primi 700 metri di questo viale sono forniti di marciapiede da entrambi i lati, per i successivi 500 metri che portano fino all'incrocio con Viale delle Betulle e Via Edelweiss non ci sono più marciapiedi.
Ora nel corso degli ultimi 10-15 anni la popolazione di questa parte di Aosta è cresciuta notevolmente, si contano circa 200 unità abitative in più in questo tratto di strada.
Sempre circa 10-15 anni fa, nel 2010, con i fondi di Aosta Capitale si era previsto di costruire la rotonda tra Via delle Betulle e la strada statale Via Edelweiss con un tratto di marciapiede. Questo marciapiede interessa la parte che va da Viale delle Betulle alla rotonda con Excenex e per un piccolo tratto, 150 metri, in discesa verso Aosta.
Con l'interpellanza, si era chiesto all'Assessore se riteneva necessaria la realizzazione del marciapiede che colleghi i primi 700 metri di Viale Gran San Bernardo con l'incrocio con Viale delle Betulle, così da completare il progetto in itinere, e se era intenzione di realizzare questa rotonda, e, in caso di risposta affermativa alle prime due domande, quali erano i tempi di realizzazione.
Ora sono trascorsi alcuni mesi da quest'interpellanza e non abbiamo avuto modo di confrontarci sulla questione. Vedo dall'ordine del giorno che non l'affronteremo neppure oggi e probabilmente neppure nel prossimo Consiglio, così l'occasione dell'assestamento di bilancio ci ha permesso di affrontare il tema con quest'ordine del giorno che le proponiamo, anche perché parliamo di lavori e di contributi al Comune di Aosta.
Riprendendo appunto il tema con l'ordine del giorno che le abbiamo presentato, le chiediamo di avviare un'interlocuzione con il Comune di Aosta per definire una variante al progetto che abbiamo saputo in via di appalto, una variante quindi in corso d'opera, per realizzare la parte di marciapiede mancante e di prevedere quindi il relativo finanziamento con i fondi residui.
Perché le chiediamo questo? Perché, confrontandoci con altre realtà, per esempio la strada regionale che porta a Roisan e a Porossan si riscontra che è fornita di marciapiede, anche in presenza di eventuali tratti di strade secondarie che permetterebbero la discesa a piedi degli abitanti di quelle zone.
Ho significato questo perché, così come è previsto, il progetto prevede la discesa ai pedoni e l'utilizzo di Viale Edelweiss, che comunque è una via che non ha marciapiede, quindi se s'intende ridurre il rischio per i fruitori di questa strada, non si ottiene l'obiettivo al 100%. Lo si ottiene solamente costruendo e collegando i primi 700 metri con Viale delle Betulle.
Presidente - Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Direi bene ha fatto a trasformare la sua iniziativa in un ordine del giorno, che ci permette quindi di anticipare e probabilmente di dare una risposta che altrimenti avremmo rischiato di non fornire, ma soprattutto anche per le interlocuzioni che abbiamo avuto fuori microfono che ci hanno permesso di chiarirci e di essere, come si suol dire, sul pezzo.
Riguardo a quanto ci dice il Comune di Aosta, l'intervento di realizzazione dei marciapiedi lungo Viale Gran San Bernardo è previsto all'interno delle opere per lo sviluppo di "Aosta Capitale dell'autonomia" e sono già frutto di un'interlocuzione avviata numerosi anni fa con il Comune. Sono infatti stati finanziati con la legge regionale 27/2011 e successivamente modificata nel 2020.
Per quanto riguarda nello specifico il progetto dei nuovi marciapiedi, in questa fase l'amministrazione comunale di Aosta ha dato priorità su Viale Gran San Bernardo al tratto compreso tra il chilometro 1+700, in corrispondenza della struttura per anziani "Bellevue" e l'intersezione con la vecchia strada vicinale per Excenex a monte del distributore di carburante in regione Saraillon, che si trova al chilometro 2+200, con l'obiettivo appunto di dare una risposta in termini di sicurezza dei pedoni del tratto di viale maggiormente urbanizzato.
Nel tratto intermedio di Viale Gran San Bernardo, poco edificato, e dove per la costruzione dei marciapiedi sarebbero necessarie opere complesse di rilevante impatto economico in questa fase non sono previsti interventi di realizzazione di marciapiedi.
Tuttavia, per venire un po' a quella che è anche la richiesta di avviare una pronta interlocuzione, va detto che poi quest'interlocuzione nel frattempo si è sviluppata anche grazie a un gruppo di residenti che ha interloquito con l'Assessore del Comune di Aosta, interlocuzione della quale poi io ero informato per conoscenza, probabilmente poi hanno sollecitato quest'iniziativa e di fatto sull'argomento ci si è già confrontati: è più che una semplice variante - poi il collega Cometto è anche ingegnere - con un importante intervento di realizzazioni a sbalzo.
Questo per dire che quindi c'è un'interlocuzione in corso e che bene è stata quest'iniziativa e anche il fatto che sia sollecitata dai residenti.
Aggiungo che nei tratti oggetto d'interventi saranno realizzate quattro apposite fermate, due per ogni senso di marcia per gli autobus del trasporto pubblico locale, previste con appositi allargamenti esterni delle corsie di marcia e connesse ai percorsi pedonali.
Anche attraverso tali interventi il centro città risulterà connesso in sicurezza e raggiungibile con i mezzi pubblici, quindi in aggiunta ai percorsi pedonali comunque già esistenti.
Alla luce quindi che un'interlocuzione è avviata, noi proponiamo l'astensione se l'ordine del giorno non verrà ritirato.
Presidente - Altri gruppi? Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Mi fa piacere sapere da lei che le interlocuzioni con il Comune di Aosta sono già state avviate.
Credo il 26 di aprile, dopo aver presentato quest'interpellanza, sulla stampa locale è apparso un articolo che illustrava il progetto in questione, ma non si parlava del tratto di marciapiede di cui oggi discutiamo, l'Assessore da lei citato parlava della rotonda e della fase in essere, cioè la fase di appalto.
In quel momento però io avevo presentato, come da lei detto, l'interpellanza perché sollecitato dagli abitanti della zona che fino a quel momento dicevano di avere avuto delle interlocuzioni ma di non aver ottenuto risposte, ed è per questo che mi ero attivato.
Ho eseguito alcuni sopralluoghi, sul fatto che i lavori siano importanti e ne convengo, sono importanti per la popolazione, non per l'importo da sostenere: sembra che ci sia lo spazio per realizzare il marciapiede e solo dei brevi tratti potrebbero essere a sbalzo, però questo non mi compete, io non sono ingegnere, ho scarsa esperienza, quindi lasciamo fare il mestiere a chi è in grado di farlo, però ritengo che chi ne ha la competenza potesse pensarci un po' prima.
Siamo partiti nel 2011, abbiamo rivisto la legge nel 2020, in cinque anni, per arrivare oggi alla realizzazione del lavoro, non si è pensato a realizzare questo tratto; ma forse si è pensato a fare altro.
Non è nostro costume fare questo, però devo dire che, visto l'articolo comparso dopo la nostra interpellanza, sentito quanto lei mi ha detto, ci prendiamo un poco del merito e diciamo: "Beh, siamo stati efficaci ed efficienti e siamo riusciti a raggiungere un obiettivo", visto che l'interlocuzione è partita e che ci state lavorando.
Spero di vedere nella prossima variazione di bilancio anche i soldi in favore del Comune di Aosta e ritengo, essendomi confrontato con i colleghi, che possiamo ritirare l'iniziativa.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato e, come anticipato, facciamo una breve pausa per arieggiare i locali. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 11:02 alle ore 11:23.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Ordine del giorno n. 3 del gruppo PCP.
Consigliera Erika Guichardaz, a lei la parola.
Guichardaz E. (PCP) - Stavo notando che c'è veramente poca presenza in quest'aula, comunque aspettiamo.
Rispetto a quest'ordine del giorno, credo sia piuttosto chiara la nostra posizione riferita al collegamento del Col Ranzola, ma l'ordine del giorno ha due obiettivi: un primo obiettivo è quello di comprendere - perché a oggi non l'abbiamo ancora compreso - se questo collegamento intervallivo sarà una strada, sarà una pista, sarà una ciclopedonale; la prima scheda del Fosmit parlava di una strada intervalliva comunale, poi il PRT invece parlava di un collegamento escursionistico ciclopedonale, quindi sotto questo punto di vista intanto comprendere di che cosa si tratti.
Dopodiché abbiamo visto anche le osservazioni al PRT, dove era evidenziato, come dicevo, il collegamento escursionistico e comunque una presa di posizione da parte dei Comuni che invece sostenevano con forza una questione legata alla strada.
L'impegnativa nella sua prima parte cerca di far chiarezza rispetto a questo passaggio.
Dopodiché però c'è un secondo passaggio che è legato alla posizione che, in qualche modo, non viene mai esplicitata, o comunque si dice aprioristicamente "Noi siamo contro quel tipo di strada" dove invece rimettiamo di nuovo uno degli obiettivi che è quello di valutare invece di servire gli alpeggi, perché, sotto questo punto di vista, anche il nostro gruppo è assolutamente concorde sul fatto che bisogni in qualche modo dare la possibilità agli alpeggi e, se non sbaglio, forse solo uno dei vari alpeggi della zona in questo momento non è servito comunque da una pista... quindi sotto questo punto di vista l'impegnativa prevede proprio di rivedere le proprie scelte, quindi le scelte del Governo regionale, valutando la sola progettazione volta a servire gli alpeggi, perché chiunque vada al Col Ranzola si rende conto che dal lato Brusson si arriva praticamente quasi in cima al Colle, quindi sinceramente anche tutto quello che è stato detto in passato, una pista relativa all'emergenza... sappiamo bene che lì ci troviamo in una zona franosa e anche valanghiva; naturalmente immagino che non si pensi di andare avanti e indietro nel periodo invernale, ma anche questo non l'abbiamo ancora compreso.
Sotto questo punto di vista quindi quest'ordine del giorno cerca di fare chiarezza.
Abbiamo poi anche presentato un emendamento - ma di quello parleremo successivamente - naturalmente per togliere le risorse messe a disposizione da questo articolo.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Quanto si sta esaminando è relativo anche a una modifica della fonte di finanziamento dell'opera ed è per quello che sarò io a rispondere, raccogliendo il testimone dal collega Caveri con il quale, ovviamente, ci si è confrontati e che giustamente ricordava, e lo diciamo prima di tutto, che il progetto ha ricevuto anche parere favorevole da parte del Ministero delle autonomie.
L'articolo parla chiaro e cita la viabilità di collegamento intervallivo, quindi un collegamento intervallivo proprio nei giorni nei quali parliamo del principio di autoresponsabilità nel transitare le nostre strade poderali in montagna in questa settimana in seguito ai passaggi che sono stati; quindi un momento importante - e lo ricordiamo bene - anche ad avvio della legislatura quando facemmo (io ero all'epoca all'agricoltura) un tavolo apposito proprio per tutelare i Consorzi per andare in questa direzione e per rafforzare questa viabilità che può essere una grande opportunità, così come lo può essere quella del collegamento ciclabile tra la Valsavarenche e il vicino Piemonte, che in quella zona, in alta Valle, si auspica fortemente per dare un rilancio a quelle zone particolarmente in difficoltà. Il Col Ranzola lo conosco da escursionista e anche da ex Assessore all'agricoltura, quindi so di cosa parliamo.
Il progetto dell'opera è stato oggetto di valutazioni tecniche e amministrative dalle quali non sono emerse criticità particolari, né di natura idrogeologica, né connesse a problematiche ambientali. Le strutture oggi in carico a quest'Assessorato: ovviamente prima di oggi le strutture dell'Assessorato sono state fin dall'inizio coinvolte, ad esempio le questioni archeologiche e storiche sono state oggetto anche queste di approfondimento particolare che ha portato a trovare soluzioni condivise.
Gli effetti del cambiamento climatico sono già normalmente oggetto di valutazione quando si esaminano progetti di questa natura e saranno ulteriormente approfonditi; approfondimenti che verranno fatti nel percorso previsto per meglio caratterizzare le esigenze da soddisfare, accanto a quella di collegamento agricolo, come quello escursionistico o come quello di emergenza, anche al fine, come detto nella relazione, di stimolare i Comuni a realizzare interventi per la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale dei loro territori, in relazione agli effetti del cambiamento climatico sui territori montani, rimanendo ovviamente in un contesto prettamente rurale.
E quindi è un bene l'assegnazione dell'articolo a una struttura che si occupa di gestione del territorio e cambiamento climatico, è garanzia della finalità dell'opera, quindi affrontare il futuro è anche accompagnare il cambiamento in atto.
Pertanto noi chiediamo il ritiro, per quanto detto, dell'ordine del giorno e, in alternativa, ci asterremo.
Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Alla fine non sono riuscita a capire nemmeno adesso che cosa si voglia fare, nel senso che non si è voluto neanche questa volta dirlo chiaramente, perché poi si dice: "Si vedranno le esigenze successivamente".
Se le esigenze si vedono in un secondo momento, vuol dire che in questo momento non sappiamo cosa vogliamo fare, perché, ribadisco, se le esigenze sono di tipo turistico ci sarà una scelta, di tipo legato all'agricoltura un'altra, di tipo legato alla viabilità un'altra ancora, quindi andiamo a progettare, ma, questo l'abbiamo detto mille volte, noi progettiamo senza sapere qual è l'esigenza.
Mi sembra veramente di tornare un po' alla questione posta su Cime Bianche quando si diceva: "Ma chi metterebbe mai dei soldi in una progettazione, se non sa se la può fare?".
Qui vogliamo mettere dei soldi nella progettazione senza sapere le esigenze a cui rispondiamo.
La questione del cambiamento climatico qui sinceramente non capisco neanche come possiate inserirla, perché dire che una strada è una risposta a un cambiamento climatico mi sembra del tutto fuori luogo e soprattutto non ha nessun tipo di attinenza.
Vedremo poi anche come avete bypassato tutti i vincoli, sia paesaggistici che storici che archeologici, perché evidentemente non c'è una progettazione, non sappiamo quanti tornanti, non sappiamo le esigenze a cui andiamo incontro, ma i vincoli sono stati bypassati.
Spero che in qualche modo ci sia, da qui alla prossima legislatura, qualcuno di un po' più lungimirante che, per lo meno, prima di progettare un'opera, decida quali sono le esigenze perché sinceramente, ancora una volta, abbiamo già messo soldi nel bilancio, ne mettiamo adesso e ne metteremo anche nella variazione.
Alla fine non si capisce nemmeno quanto, perché sembra veramente un buco dove continuiamo a mettere soldi e non si capisce veramente dove stiamo andando.
Capire poi se tutto questo è legato a servire gli alpeggi, anche sotto questo punto di vista non lo abbiamo capito perché, ribadisco, se è per servire gli alpeggi, allora si può fare veramente tutta un'altra scelta e soprattutto molto probabilmente tutte le risorse che state destinando non hanno neanche un grande senso.
Presidente - Consigliere Lavy, a lei la parola,
Lavy (LEGA VDA) - Condivido con la collega Guichardaz anche io questi dubbi nel capire cosa verrà fatto, perché, appunto, non è ancora chiaro del tutto. Questa è l'unica cosa che condivido con la collega Guichardaz in merito a questo tema, perché noi è da almeno inizio legislatura che spingiamo per i collegamenti intervallivi e questo sarebbe assolutamente fondamentale perché, lo vediamo, il turismo invernale spesso non basta più. Abbiamo fatto le battaglie per i piccoli impianti di Weissmatten, però è ovvio che dare uno sviluppo turistico in quella zona fra Estoul e Gressoney-Saint-Jean, anche e soprattutto legato in merito a questo collegamento intervallivo, sarebbe assolutamente importante.
Collegamenti intervallivi che servono per collegare le popolazioni in alto, per fare in modo che si riduca - eliminare del tutto sarebbe utopistico - lo spopolamento, ma collegamenti che permettano di mettere in comunicazione dei territori che una volta lo erano perché si passavano colli collegati, ora non più, quindi scendendo verso il Fondovalle è ovvio che poi la popolazione scenda anche lei più verso il Fondovalle.
Invece dei collegamenti intervallivi come questo - che ovviamente non sono un collegamento stradale, asfaltato, che sarà aperto al traffico, almeno mi pare di capire almeno per ora - sicuramente possono dare delle risposte, soprattutto anche a tutte le attività turistiche che hanno sempre più difficoltà a stare in piedi solamente grazie al turismo invernale.
Sicuramente quindi sarà importante vedere cosa si deciderà poi di fare, è ovvio che gli alpeggi dovranno essere collegati per dare un aiuto a chi continua a lavorare lassù in montagna, però dare uno strumento in più anche agli operatori turistici, e non solo nel comprensorio di Estoul e di Gressoney-Saint-Jean, sarebbe importante.
Noi quindi non sosterremo quest'ordine del giorno, anzi, voteremo contro.
Presidente - Se non ci sono altri interventi mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 12
Favorevoli: 2
Contrari: 10
Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Brunod, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Ganis, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marquis, Marzi, Padovani, Planaz, Rosaire e Sapinet).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo al numero 3 della Lega. Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno cogliamo l'occasione dell'articolo 12 che parla dei nuovi alloggi da mettere a disposizione, da ristrutturare o da acquistare, per dare dignità a una petizione che altrimenti, con il finire della Legislatura, non avrebbe potuto vedere la luce e non avrebbe potuto fare il suo percorso di Commissione che, come sappiamo tutti, è evidentemente ingolfata.
Una raccolta firme che ovviamente parte dal presupposto che avete potuto leggere, ma se non lo aveste potuto fare tra poco vi leggerò comunque il testo, che riporta le firme di 524 persone (che poi sono state valutate soltanto 480 nella giornata di ieri dall'Ufficio di Presidenza) ma, a prescindere, abbiamo un disagio espresso di 500 persone e anche più e quindi sicuramente un disagio che va ascoltato e dibattuto e se non si riesce a trovare una soluzione, per lo meno deve lasciare una traccia, perché, spero, Assessore, che lei non si limiterà a dire che ci sono cose che non si possono fare in questa Legislatura, dal momento in cui questa Giunta ha preso impegni che travalicano la Legislatura, abbiamo appreso, nelle scorse settimane, di alcuni ordini del giorno, di alcuni emendamenti, che prendono impegni anche per il dopo Legislatura, si è detto che si prendeva l'impegno perché era un impegno politico ed era giusto farlo.
A fronte di questo quindi ci aspettiamo che venga data medesima attenzione anche agli impegni che, se non possono essere portati a termine in questa Legislatura, per lo meno rimangano da monito per chi verrà dopo.
Di cosa parla quest'ordine del giorno? Parla di un problema molto grave che riguarda proprio gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che, sappiamo tutti, sono o dovrebbero essere ad appannaggio di persone che hanno chiaramente delle difficoltà e delle criticità dal punto di vista sociale, quindi che spesso non riescono a trovare un alloggio sul mercato libero.
Che poi ovviamente anche le persone che hanno chiaramente meno difficoltà sociali abbiano oggi più difficoltà a trovare un alloggio sul mercato libero è altrettanto notorio, ma chiaramente parliamo di persone che, per poter avere accesso a un alloggio di edilizia residenziale pubblica; devono avere un Isee che arriva al massimo a 8.500 euro, quindi parliamo di persone che sicuramente non navigano nell'oro.
Queste persone che devono avere questo tipo di requisiti - per esempio io qui ne ho uno su tutte, poi pubblicherò perché i dati sono anonimizzati - si trovano ad avere per esempio una richiesta mensile di 979 euro, e a fronte di questa richiesta mensile di 979 euro la gentilezza che l'ARER gli usa è: o paghi o te ne vai, perché è così, perché così vuole la legge regionale, quindi se tu salti quattro bollette, dopo quattro bollette non pagate o paghi oppure prendi i quattro stracci, fai fagotto, te ne vai e ti diamo anche un bel calcio nel sedere.
A poco, immagino la sua perorazione, Assessore, varrà il fatto che voi con i comunicati stampa avete detto che si è ridotto, si è fatto, si è intervenuti, perché ovviamente tutta una serie di povere persone che avete sbattuto fuori di casa sono attualmente fuori di casa, quindi non è che... ce le ha messe in campo qualcosa che in realtà non serve praticamente a nulla e oggi sana quello che avete fatto nel passato.
Quello che abbiamo voluto fare recuperando e sostenendo questa petizione è, come abbiamo voluto fare anche nel passato, evidenziare come per esempio viene trattato il tema del pagamento dei canoni nelle altre regioni.
Prendiamo un esempio abbastanza vicino a noi, cioè l'esempio di Regione Piemonte.
Che cosa fa Regione Piemonte? Divide coloro che occupano un alloggio di edilizia residenziale pubblica (occupano legittimamente, non che lo occupano come fa la Salis) e lo divide in 19 fasce. Una fascia di sostegno, la prima, quella basilare, alcune fasce di protezione, poi la stabilità, la sicurezza e la permanenza.
E come fa a calcolare il canone? Beh, fa una cosa molto semplice, dice che, per esempio, nella fascia di sostegno - quindi parliamo di persone che sono assolutamente poverissime, non hanno nulla, e credo che su questo si collochi addirittura la fascia di sussistenza - si chiede il 35% del canone base e un canone minimo di 40 euro. Poi via via a salire fino ad avere nella 19esima fascia il 240% del canone base e un canone minimo di 300 euro, ma si stabilisce una percentuale rispetto al reddito e si dice: "Se tu, per esempio, sei in fascia 2 (cioè quella in un gradino più alto rispetto a quella minima) tu in un anno non puoi pagare più del 14% del tuo reddito", cioè si dice che si può pagare una limitata percentuale, perché è normale.
Se io guadagno 5 mila euro all'anno non posso pagare 979 euro di affitto ogni mese, perché semplicemente non ce li ho, non mi entrano in tasca.
Allora questo ragionamento così basilare obiettivamente non capiamo come non possa essere stato ancora preso in esame; il problema peraltro si riverbera anche sulle famose questioni della morosità incolpevole, di cui abbiamo dibattuto più volte e su cui lei, Assessore, ci ha sempre detto che non si poteva fare di più, ma in realtà raccontando a tutti quanti una bugia.
Sulla morosità incolpevole si poteva fare molto di più, cioè si poteva predisporre una possibilità di accedere a un sostegno e, se la persona non era in grado di poter pagare, a fronte dei canoni che voi calcolate, non era in grado di poter pagare quest'affitto.
Io quindi adesso le leggo il testo che è stato depositato e che ho visto è stato assegnato alla V Commissione, che non penso ovviamente che potrà, come dire, far fronte agli impegni e all'esame; questo è un testo che nasce nel 2024 e dice: "Dopo gli spaventosi aumenti delle spese a carico degli assegnatari e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con la DGR 932/2024 il Governo regionale ha deciso di aumentare anche gli affitti delle case popolari di 50 centesimi al metro quadro, rendendo impossibile per molte persone in condizioni di difficoltà far fronte alle spese sopraggiunte.
Per questo motivo i sottoscritti cittadini richiedono che si blocchi l'aumento deliberato e che si prenda atto, una volta per tutte, che le case popolari non sono un mezzo per fare cassa, bensì un diritto per chi è in condizioni di necessità che, come tale, deve essere garantito senza doversi indebitare per avere un tetto sopra la testa, consentendo di pagare un affitto e delle spese commisurate al proprio reddito", esattamente quello che si richiede.
Peraltro abbiamo trovato molto curioso questo aumento di questa delibera e abbiamo chiesto anche dei lumi ai tecnici che se ne sono occupati e la risposta è stata particolarmente divertente, divertente per chi la legge in questa maniera, meno divertente per chi si trova a dover pagare 979 euro al mese di affitto di una casa popolare.
La spiegazione che ci è stata data è: "Beh, siccome in alcune zone" - facciamo un esempio su tutti: del quartiere Cogne - "È intervenuto l'efficientamento energetico " (e cioè i lavori bellissimi che avete fatto e che hanno imprigionato il quartiere per tre anni, che hanno fatto i cappotti smanicati, cioè due pareti sì e due pareti no, che hanno chiaramente creato problemi per i quali ancora la gente è prigioniera dentro le case e che peraltro, proprio per vostra scelta, hanno collegato tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica al teleriscaldamento, facendo schizzare verso l'alto le spese, perché voi avete detto che se uno utilizzava il teleriscaldamento era green e quindi si doveva fare, poco importa se uno ovviamente deve poi pagare di più) "Siccome questi lavori li abbiamo fatti, è migliorato il quartiere, è migliorata la zona e quindi vi facciamo pagare di più, quindi è aumentato l'OMI e la zona chiaramente ha un valore maggiore" Allora, come si suol dire: dopo il danno anche la beffa.
Ecco che quindi con quest'ordine del giorno, Assessore, chiediamo al Governo regionale di introdurre un metodo di calcolo che preveda un tetto massimo al canone rapportato al reddito, al fine di limitare gli aumenti discriminati e favorire un contenimento dei costi per gli assegnatari fragili.
Presidente - Assessore Marzi, per il Governo ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Ringraziamo anche il Consigliere per aver portato all'attenzione una petizione di cui non eravamo a conoscenza, che è quindi stata presentata, come dice l'ordine del giorno, negli ultimi giorni.
Per correttezza però dobbiamo rettificare quanto da lei sostenuto rispetto al dato che lei richiama anche nel testo della petizione che, ripeto, non conoscevamo, rispetto a un dato di aumento dei canoni ERP che nella realtà nel 2025 non vi è, ma che però possiamo assolutamente immaginare... Sì, nel 2024, l'anno scorso, va benissimo, ma nel 2025 non c'è stato, e non solo non c'è stato, ma non c'è perché abbiamo deciso - grazie a una legge che oggi è in discussione in Commissione , la riforma della legge 3/2013 - di sospendere gli aumenti di riferimento per l'anno in corso.
Infatti, nelle more di entrata in vigore della nuova legge sulle politiche abitative, si è previsto di non stabilire alcun aumento dei canoni ERP, rinviandone di fatto l'aggiornamento all'anno 2026, quindi la nuova legge - che oggi è in discussione - eliminerà ogni attuale riferimento all'OMI e quindi di modalità di calcolo automatico dei canoni, facendo sicuramente dei ragionamenti rispetto alla situazione reddituale degli assegnatari.
Stante il fatto che, indipendentemente dall'iter della raccolta firme, che però a maggior ragione, se lei mi parla ancora del 2024, in termini di petizione, che poi io non so se riusciremo o non riusciremo ad analizzare in Commissione, visti i tempi che tutti conosciamo, vorrei mettere un attimo da parte la liturgia consiliare e andare al sodo. Lei mi sta dicendo, collega Manfrin, che avete fatto una raccolta firme, qualcuno ha fatto una raccolta firme, che però poi dopo si collega a un ordine del giorno che porta la Lega oggi in Consiglio, parlando della legge sull'assestamento con il suo visage che presenta il tema, che immagino non faccia assolutamente nessun tipo di collegamento, quindi qualcuno ha fatto una raccolta firme rispetto a un aumento previsto per legge fatto l'anno scorso, dove si evidenziano degli aumenti per i canoni ERP che quest'anno non ci sono.
Perché non ci sono? Perché l'attuale Governo, e tra pochi giorni sarà in discussione lo strumento amministrativo con il quale, governando, ci siamo assunti delle responsabilità, invece che millantando questioni che, di fatto, io posso capire, accolgano il placet e il favor, o meglio la sensibilità delle persone che sono in difficoltà, ma andare a millantare che bisognerebbe abbassare i canoni ERP è facile per tutti, mentre trovare gli strumenti amministrativi corretti per fare in modo che ciò non avvenga richiede non soltanto sensibilità, che lei sicuramente ha, così come in quest'aula abbiamo tutti, ma anche la trasformazione di una sensibilità in un atto e in un intervento legislativo.
Sic stantibus rebus, lei l'ordine del giorno lo dovrebbe ritirare prima che io finisca di parlare, perché di fatto quanto è avvenuto l'anno scorso è già avvenuto, ed era previsto per legge; quanto avrebbe dovuto avvenire quest'anno non sta avvenendo perché il Governo, anche recependo sensibilità che questo Consiglio esprime, perché in quest'aula ci sono tantissimi altri colleghi, anche di minoranza, così come di maggioranza, che esprimono lo stesso tipo di attenzione rispetto a questo tema che la Lega e lei esprimete, ma di fatto, grazie a questo tipo di sensibilità, qualcuno nei fatti è riuscito a fare in modo che, collegata a una riforma legislativa, ci sia la possibilità di non intervenire più secondo un automatismo che è quello individuato dalla petizione che qualcuno ha poi dopo proposto con la raccolta firme del caso, per cui nei fatti ciò non sussiste più.
Rispetto a quello che è già avvenuto, non si può fare assolutamente nulla, ma quanto è avvenuto era talmente un automatismo che ci si è potuti fare... a proposito del suo "Non mi dica che non si può fare", infatti non glielo dico, perché abbiamo fatto, poi lei avrà tutte le repliche, e naturalmente sarà anche nella condizione di nuovo di rappresentare un amarcord rispetto alla sensibilità, ma chi governa, invece, deve trovare degli strumenti per fare in modo che le cose stiano in piedi.
Aggiungo un altro pezzo, perché naturalmente questo avviene sempre nella presentazione delle iniziative consiliari che poi, nel momento in cui si va in replica, si aggiungono dei pezzi e poi, anche per rispetto dell'Aula, è inutile stare a creare dei dibattiti, però io mi limito a quello che lei ha detto finora, poi, se in replica dirà altre cose, valuteremo le altre cose che dirà.
All'interno di un ordine del giorno che pone lei e naturalmente il suo movimento come unici difensori della sensibilità e delle difficoltà delle persone che abitano in edilizia residenziale pubblica lei dice: "Cattivi, la morosità incolpevole, mandate via la gente" eccetera eccetera eccetera.
Nel 2024 sono due gli assegnatari che sono usciti dall'ERP.
Nel 2025, a oggi ancora nessuno. E perché? Perché governando, e assumendoci delle responsabilità, abbiamo colto un vulnus e abbiamo cercato di porre un rimedio.
Pensate un po' che all'interno del mondo dell'edilizia residenziale pubblica, fino agli ultimi mesi/anni era possibile essere un assegnatario di casa popolare senza essere in carico al servizio sociale valdostano.
Nel cogliere questo - come possiamo definirlo... - corto circuito, abbiamo cercato di fare in modo... tra l'altro, questa è anche una delle ratio inserite all'interno della nuova 3/2013, che sicuramente non vedrà la luce prima della fine di questa consiliatura per tutta una serie di motivi, ma che sicuramente rimane come base sulla quale il prossimo Governo, la prossima legislatura, potrà partire per fare dei ragionamenti.
Quali tipi di ragionamenti? I ragionamenti rispetto al fatto che a oggi esiste un disagio socio-abitativo che fa parte delle politiche sociali più che dello strumento attraverso le quali il disagio socio-abitativo viene gestito, quindi di conseguenza con l'emergenza abitativa, la casa in emergenza abitativa, l'edilizia residenziale pubblica, la casa popolare assegnata a un determinato nucleo che ne ha diritto, perché quelli sono strumenti, mentre la problematica da sanare è di altro tipo.
Detto ciò, lei ci sta dicendo che esistono solo alcuni paladini del tema quando poi di fatto (anche attraverso un atto amministrativo dovuto, quella famosa delibera che è stata approvata rispetto alla morosità incolpevole) nonostante gli spazi, che anche in quel senso si sono presi in termini di deroga, fossero più ampi della normativa nazionale, sempre rispettandone la piena legittimità, ma poi ai fatti concreti negli anni si è cercato d'intervenire rispetto al fatto che quell'atto dovuto doveva essere interpretato in un ambito, quello appunto del disagio socio-abitativo di difficoltà; questo ha portato a due sole esclusioni nel 2024, tra l'altro non imputabili a morosità incolpevoli ma ad assenza degli assegnatari negli alloggi che, in teoria, dovevano essere da loro occupati, e sul 2025 si sta cercando con estrema difficoltà: ad oggi, infatti, non ci sono state esclusioni dall'ERP per la fattispecie di morosità rispetto al pagamento dei canoni, con tutte le difficoltà del caso.
Per cui i dati dicono che tutti coloro i quali occupano quest'aula hanno sensibilità per il disagio socio-abitativo, non soltanto qualcuno.
I fatti dicono anche che ognuno è chiamato ad avere dei ruoli diversi e a cercare di trovare soluzioni a un mondo che cambia perché, di fatto, anche il disagio socio-abitativo nel corso degli anni è cambiato, quindi - qualsiasi cosa si deciderà di fare nel prossimo futuro a livello legislativo - sicuramente il nuovo impianto normativo che si occuperà di disagio socio abitativo in Valle d'Aosta dovrà prevedere un percorso nel quale la persona in difficoltà venga posta al centro e accompagnata fino a diventare autonoma e non assegnataria di una casa popolare a vita.
Aggiungo un pezzo: gli aspetti di natura reddituali collegati ai canoni ERP esistono già oggi nella normativa valdostana: quindi spesso capita che chi ha canoni alti ed elevati è perché ha anche Isee di riferimento alti ed elevati; Ho detto, collega Manfrin, "Spesso capita", perché anche io ricevo persone che rappresentano delle problematiche specifiche, ma non le porto in aula, perché sono chiamato ad occuparmi di problemi di carattere generale e a cercare le migliori soluzioni possibili.
Venendo all'ordine del giorno e all'impegnativa di riferimento, le ho dimostrato nei fatti che a oggi il fatto non sussiste, quindi le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Ringrazio i colleghi della Lega per aver presentato quest'ordine del giorno che voteremo sicuramente, a meno che non lo ritiri, ma non credo.
È un tema che abbiamo affrontato più volte nel quinquennio e sul quale bisognerà fare delle riflessioni. Io ieri, nel mio intervento, ho lanciato un messaggio molto chiaro e forte - voi avete scaricato la legge 3/205, modificando la legge 3/2013 - e ho anticipato che ci sarà una serie di emendamenti piuttosto significativi che vanno nella direzione, che, secondo me, non è stata recepita in quella legge, di sostenere determinate famiglie.
Sono due i temi che lei ha affrontato, Assessore, il primo è che sono solo due i nuclei familiari che sono stati esclusi perché non sono stati trovati in casa, però viene fuori un tema importante, che è quello dei controlli all'interno degli alloggi.
È chiaro che se il vigile urbano va a cercare una signora che ha 84 anni e la signora pranza e cena dalla figlia che non è lì in quell'alloggio ma in un altro alloggio evidentemente non la troveranno mai, e questo diventa poi motivo di esclusione.
Consiglieremmo di valutare anche i consumi elettrici, per capire se la famiglia realmente viva nell'alloggio e nel momento in cui il Vigile urbano va a controllare non la trova, anche se è capitato cinque o sei volte, come in un caso particolare.
L'altro aspetto richiama un po' quello che ha detto il collega della Lega e riguarda appunto le spese di condominio.
Ci sono delle famiglie che non ce la faranno mai a sostenere quelle spese di riscaldamento così esagerate, perché sono famiglie che hanno dei redditi minimi, però il costo dell'energia è diventato quello e in qualche modo bisognerà intervenire.
Noi suggeriremmo che si andasse a ripristinare l'articolo 13 della legge 3 che è stato soppresso (non ricordo ancora bene la data ma la andrò a cercare) e che prevedeva contributi a favore degli assegnatari di alloggi ERP volti a ridurre la spesa sostenuta per i servizi accessori che a un certo punto è stata eliminata dalla legge 3, quindi quel contributo non c'è più stato, ed è stata eliminata non ricordo per quale motivo, probabilmente c'era un abuso, però basta ripristinare i controlli e verificare quando si doveva intervenire.
Questo è un atto che sicuramente - e lo proporremo negli emendamenti - darà un po' di respiro, bisognerà finanziarlo adeguatamente ma, individuando delle fasce di reddito, si potrà dire: l'Amministrazione regionale va nella direzione di sostenere quelle famiglie che, inevitabilmente, non ce la faranno mai a pagare quelle bollette che arrivano sistematicamente.
Questa è un po' la proposta di Forza Italia, è la proposta che troverà spazio nell'emendamento che metteremo a disposizione nella modifica della legge 3 che avete presentato e non so se riusciremo a farla in questa legislatura, credo che sarà impossibile, ma certamente nella prossima legislatura chi arriverà si troverà un pacchetto di emendamenti sulla legge che potranno essere valutati.
Presidente - Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Assessore Marzi, so che mi ascolta anche se è di spalle, lei ha concluso il suo intervento dicendo che "A fronte di quest'ordine del giorno, il fatto non sussiste", con una formula che potremmo definire da processo all'americana.
Allora, seguendo un po' la falsa riga di questa formula, potremmo dire che, se fossimo all'interno di un processo, lei andrebbe assolto per non aver compreso il fatto, e non ha compreso perché dalla sua lettura lei non si è reso conto neanche di quello che ha detto.
Cominciamo con l'aumento che voi - lei in prima persona e tutta la sua Giunta a seguire - avete deliberato. Lei ci dice: "Nel 2024 abbiamo deliberato degli aumenti, ma nel 2025 no, quindi va bene così".
Prendo atto che si allontana dall'aula e non ascolta neanche la replica, benissimo... Ah no, si siede, perfetto.
Lei ci dice: "Noi abbiamo deliberato degli aumenti nel 2024, nel 2025 no quindi va bene", allora io le faccio una piccola nota: se io nel 2023 pagavo la pizza 1 euro e nel 2024 la devo pagare 2 euro, se nel 2025 non aggiungo 1 euro, dovrò sempre pagarla il doppio rispetto a quella che la pagavo nel 2023, quindi gli aumenti che avete deliberato nel 2024 la gente oggi li paga. Punto.
Allora ci dice che avete deliberato e rinviato gli aumenti al 2026. Beh, insomma, Assessore, è sicuramente una mossa interessante forse dal punto di vista - questo sì - elettorale, perché lei delibera gli aumenti nel 2024, nel 2025 dice: "No, sapete che c'è? Nel 2025 no perché magari ci sono anche le elezioni, facciamo che però il prossimo che arriva si trova un bell'aumento nel 2026".
Allora queste sono mosse elettorali e queste sono prese in giro, che purtroppo la gente patisce, e lei dovrebbe saperlo molto bene.
Ancora, lei ci dice - e credo che questo sia un grosso vulnus, e lo ha dimostrato anche ieri - che noi le chiediamo di abbassare gli affitti.
Noi non le chiediamo di abbassare gli affitti, noi le chiediamo di legarli al reddito, il che si lega anche a quello che ha detto rispetto al fatto che chi governa deve trovare gli strumenti.
Ha ragione, Assessore, ha perfettamente ragione, chi governa deve trovare gli strumenti e chi governa, per esempio, come abbiamo detto prima, in Piemonte, gli strumenti li ha trovati e glieli ho esplicitati, in maniera così chiara che nel 2024 abbiamo perfino portato una mozione che è stata discussa a novembre con la quale le abbiamo detto: questa è la tabella, in Piemonte si fa così e si lega al reddito.
E cosa c'è di più cristallino di questo? Se io guadagno X, pago in percentuale rispetto a X e non pago di più, perché se io guadagno 100 e devo pagare 150, non lo potrò fare neanche in mille vite perché non guadagno 150, guadagno 100.
È un concetto molto semplice, se io invece guadagno 100 e quello che devo pagare è il 20% di quello che guadagno, allora quella è la percentuale chiara.
Questo è quello che non avete capito o che lei fa finta di non aver capito.
Rispetto alla decadenza, e ringrazio il collega Baccega per aver introdotto la questione della decadenza, io le dirò qualcosa in più, perché, vede, Assessore, io nella scorsa legislatura, ma anche in questa, ho dovuto purtroppo segnalare tanto all'ARER quanto alle forze dell'ordine persone che occupavano l'alloggio, non soltanto ovviamente in maniera truffaldina, ma (mi ricordo un caso limite che, per fortuna, siamo riusciti a portare a decadenza) addirittura una persona aveva una casa popolare al quartiere Cogne, una casa popolare in Francia e una casa popolare in Olanda. Aveva tre case popolari in tutta Europa, campione d'Europa di case popolari, e qui nessuno si è accorto di niente e, se non avessimo fatto un esposto alla Guardia di Finanza, questo avrebbe continuato a essere il campione d'Europa delle case popolari.
Allora questo mi sovviene e mi fa chiedere come fate i controlli.
Il collega Baccega ha detto "Controllate i consumi" e ha ragione.
Posto il fatto che ci sono alcuni personaggi che utilizzano la casa popolare che hanno per affittarla e subaffittarla, quindi sui consumi non risulterebbe, ma quelli che non la utilizzano effettivamente risultano dai consumi.
Le abbiamo portato anche questo in aula e sa cosa è successo? Che una persona che in tre anni ha consumato 5 metri cubi di acqua, e quindi in casa non c'era o non si lavava o non faceva il bucato o non aveva mai sete (ma è un po' difficile), quindi 5 metri cubi in tre anni, siete riusciti a farla rimanere negli alloggi e l'alloggio è ancora una piccionaia, perché è piena di uccelli, piena di piccioni che ci vivono dentro, però va bene così. Guai a mandare qualcuno dell'ARER a verificare, guai a mandare qualcuno a bussare in orario pasti o in altri momenti a capire se questa persona c'è o non c'è. Guai, quello va bene così.
Poi arriviamo alla parte delle decadenze. Beh, Assessore, lei ci dice che nel 2024 ci sono state soltanto due decadenze.
Allora io ho preso quello che gli organi di formazione... - lei sa che io sono un giornalista e quindi obbligato dal mio Ordine a credere a tutto quello che viene scritto, perché i giornalisti scrivono soltanto la verità, questo dice la Carta di Roma e tante altre belle cose che ci sono state gentilmente indicate - i miei colleghi giornalisti scrivono che nel 2024 sono stati quattro gli sfratti e 49 le decadenze registrate.
Nel 2020-2022 (le riporto sempre i dati dei miei colleghi giornalisti), sono state 181 le decadenze. Nel 2022 sono stati almeno 18 gli sfratti. Ad aprile 2023 c'erano già stati 20 sfratti.
Se noi sommiamo tutti questi bei dati che riguardano la finestra dei cinque anni - e non soltanto la sua gestione, questo va assolutamente detto - immaginiamo che ci siano fra le 50 e le 100 famiglie che la casa l'hanno persa, moltiplicato per tre mi faccia lei il conto... quindi ci sono persone che si sono trovate da un giorno all'altro sbattute in mezzo a una strada, perché nella maggior parte dei casi, alcuni legittimamente, quelli che avevano le case... a campioni d'Europa legittimamente sbattuti in mezzo a una strada, e io spero anche che siano anche condannati a risarcire il diritto di cui hanno privato le persone... ma persone che voi avete sbattuto in mezzo a una strada così; va bene così perché dovevano pagare questo e va bene così.
Sulla questione della morosità incolpevole, noi l'abbiamo evidenziato più volte: quello su cui voi non avete voluto entrare è stata proprio la gestione disastrosa che l'ARER ha fatto, perché l'ARER da un certo punto in poi ha deciso che era signora e padrona degli alloggi e che non gestiva un servizio con i crismi di un servizio che deve approcciarsi a una delicatezza sociale, ma lo seguiva semplicemente con la logica del padrone di casa: "Questo è l'affitto, mi paghi. Non mi paghi? Ti sbatto fuori", che non si adatta alle condizioni delle persone, perché se una persona allettata con disabilità ha una pensione di accompagnamento di 386 euro e io gliene chiedo 500 al mese, io non posso poi prenderla e sbatterla in mezzo a una strada, o una persona con disabilità su una carrozzella con delle criticità... e lei sa benissimo come è avvenuto lo sgombero forzoso al quartiere Dora, voi ve ne siete sbattuti di quelli che erano i diritti delle persone, lo avete fatto perché è così. Voi, l'ARER, ma al Governo ci siete voi e mi pare che le direttive dell'ARER siano state queste.
Avete dato la possibilità alle persone di avere accesso alla morosità incolpevole anche nel momento in cui non avevano determinati requisiti, perché chiaramente una persona che ha una pensione di accompagnamento, che è anziana non può migliorare la sua situazione? No, a oggi no, non l'avete fatto. Punto, finito.
Quello che viene evidenziato nella petizione c'è, gli aumenti che avete deliberato ci sono, il fatto che ci siano delle criticità legate al costo degli affitti delle case popolari c'è, quindi non ci sono scusanti, non è perché avete spostato dal 2025 al 2026 degli ulteriori aumenti che allora la questione si è risolta; non si è risolta, Assessore, non si è risolta e quindi evidentemente dovrebbe leggere qui l'impegnativa che dice che si impegna il Governo regionale a introdurre un metodo di calcolo che preveda un tetto massimo del canone, non a tagliare i costi, abbassare gli affitti, non fare gli aumenti... No. Introdurre un metodo di calcolo che preveda un tetto massimo al canone rapportato al reddito, al fine di limitare gli aumenti indiscriminati e favorire un contenimento di costi per gli assegnatari fragili: ognuno paga in base a quello che ha.
È il metodo più giusto, è un metodo che attualmente è in uso in Piemonte, è un suggerimento amministrativo di chi governa che le possiamo fare. Se lei non lo vuole recepire ne prendiamo atto e ne prenderanno atto anche le 524 e più persone che hanno sottoscritto questa petizione.
Presidente - Assessore Marzi, per il gruppo di Stella Alpina.
Marzi (SA) - Come richiamato in fase di replica, è assolutamente evidente e necessario rispondere alla miriade d'inesattezze che il collega Manfrin... perché io avrò anche dei problemi di comprendonio, ma di fatto lei sicuramente li esprime di udito.
Arriviamo al nocciolo della questione, politicamente parlando:
1) a oggi i canoni di riferimento dell'attuale legge 3 vengono calcolati per l'assegnazione di case popolari partendo da metri quadri, aumenti OMI, Isee e vetustà dell'alloggio, per cui la teoria per la quale altre Regioni farebbero cose che in queste Regioni non venivano fatte non sta in piedi.
2) La delibera di cui lei continua a parlare e che le persone che hanno deciso di raccogliere le firme hanno, probabilmente ingenuamente, utilizzato come strumento per arrivare alla raccolta delle firme è una delibera prevista dall'articolo dell'attuale legge 3 che stabilisce che la Giunta regionale deve applicare gli aumenti OMI, qualora ci fossero, ai canoni ERP, ed è una delibera che è stata appunto approvata nel 2024.
Quello che ho cercato di dirle prima - ma che lei ovviamente capisce ma non utilizza in replica perché smonta completamente la sua tesi, non soltanto di questo ordine del giorno strumentale ma anche e probabilmente del suo appoggio politico a chi ha raccolto le firme - è legata al fatto che a oggi questa deliberazione nel 2025 non c'è stata - non c'è stata! - e con la prossima legge di variazione di bilancio vedrà il perché, anche se è già a sue mani, di fatto non c'è stata perché la Giunta regionale, e quindi il Governo regionale, ha già agito ed è già intervenuto proprio per andare incontro al non ripetersi di quanto deliberato nel 2024.
È già accaduto, quindi lei avrebbe dovuto, dopo che gliel'ho detto, in silenzio, ritirare l'ordine del giorno e decidere di non continuare perché, di fatto, quanto lei sta continuando a dire non sussiste, ma ovviamente perdeva dieci minuti di vetrina e quindi ha deciso di non farlo. É una scelta politica sua, però se la tenga per sé.
La Stella Alpina, invece, siccome di fatto oggi è chiamata a governare, ragiona per fatti e per obblighi, quindi di conseguenza cerca di fare "In modo che".
Nel dibattito, a quest'ordine del giorno hanno preso la parola colleghi di quest'aula, così come il sottoscritto, che di case popolari, di edilizia residenziale pubblica, di disagio socio-abitativo se ne sono occupati almeno quanto lei e hanno sempre manifestato interesse politico e amministrativo al tema ma, a differenza sua - perché questo lo decide solo lei e lo sceglie solo lei - non continuano tutti, questa è una sua prerogativa, a intervenire su fatti specifici di persone in difficoltà per fare dei discorsi di ordine generale che non sussistono, perché lei dice di aver letto un articolo di giornale, benissimo, allora lo legga per bene, perché in quell'articolo di giornale c'è scritto che, a fronte di quarantanove possibili decadenze, le decadenze che ci sono state davvero sono state quattro, due per morosità, che è l'oggetto del contendere di quest'ordine del giorno, e due perché le persone di riferimento non erano presenti nell'alloggio.
Di conseguenza, quanto richiamato per far notare nei numeri un'attenzione a questo tema senza entrare nel merito però della scelta politica tutta sua di voler continuare a buttare benzina sul fuoco con persone in difficoltà rispetto a un tema che è il disagio socio-abitativo che per forza ha a che fare con la sensibilità di una persona che si trova in difficoltà, perché una persona in difficoltà che rischia di perdere anche il tetto sulla testa, per forza è sensibile a chi gli fa credere di essere dalla sua parte, però forse, in un'Aula che fa leggi, non è soltanto quello che bisogna fare, secondo me, soprattutto quando, discutendo degli ordini del giorno che vanno a richiamare una legge di assestamento, lei ieri ha avuto il coraggio di dirmi che io avevo detto una cosa non corretta perché vado a prendere la legge 80/90 che spende denaro in titolo 2 per gli investimenti sulle micro e non parlo dell'oggetto del suo ordine del giorno che non c'entrava una beneamata fava.
Ora quella è politica, ma il fatto di continuare a scegliere rispetto a temi sociali così rilevanti, di prendere dei singoli casi specifici e di utilizzarli in maniera forse strumentale per portare avanti una tesi secondo la quale esistono solo dei paladini delle persone in difficoltà è, secondo me, una scelta politica tutta sua, più che legittima, ma sarà anche d'accordo rispetto al fatto che noi non vediamo in questo modo di agire qualcosa da perseguire e da appoggiare?
Per cui quest'ordine del giorno nei fatti non sussiste. La tesi di riferimento rispetto alla quale un Governo ha dovuto applicare delle norme sulla morosità incolpevole e poi se ne è fregato non sussiste nei fatti, però lei continua a dirlo, tant'è che ci sono delle persone che sono in difficoltà che, invece di guardare i numeri, vanno credendo davvero che a oggi noi cacciamo la gente, quando siamo una delle poche Regioni in Italia che abbiano l'edilizia residenziale pubblica a vita.
Siccome le ho appena finito di dire che i canoni di riferimento vengono applicati all'ISE/Isee, è possibile che nella stragrande maggioranza dei casi coloro i quali hanno dei canoni ERP alti è perché, per fortuna, durante la loro vita, cioè da quando gli è stata assegnata la casa popolare a vita, a oggi hanno avuto una situazione patrimoniale che, per loro fortuna, è venuta a migliorare, tant'è che abbiamo tutti concordato che nella futura legge sulla casa questo deve essere evitato. E perché deve essere evitato? Deve essere evitato perché noi dobbiamo prenderci cura delle persone in difficoltà accompagnandole verso una loro emancipazione e non lasciandole legate al tavolo come delle persone alle quali bisogna raccontare delle bubbole.
Chi lo fa, fa una scelta personale, non è una scelta politica/amministrativa, e nei fatti, infatti, tutti quanti assieme stiamo cercando di non farlo e di andare oltre.
È possibile che durante 20-30-40 anni la vita di una persona che è entrata in una casa popolare abbia avuto dei miglioramenti, quindi di conseguenza anche il canone ERP seguirà questo tipo di evoluzione.
Magari uno dei motivi per i quali questo è stato previsto ai tempi con difficoltà - perché qui ci sono degli amministratori che l'hanno applicato quel tipo di cambiamento - era anche fatto perché queste persone uscissero dall'ERP e lasciassero spazio a coloro i quali si trovavano in difficoltà, e questo era già un buon inizio.
Oggi questi parametri vanno cambiati, però quest'ordine del giorno, perché di questo stiamo parlando, porta la bussola e il nord dove dice lei, non dove ci sono i fatti e non dove la sensibilità di questo Governo di fatto sta cercando di andare avanti per superare questo tipo di approccio.
Non lo stiamo facendo da soli, lo stiamo facendo anche con colleghi che hanno fatto lo stesso lavoro e hanno avuto sempre lo stesso tipo di sensibilità rispetto a questo tema, per cui nei fatti, e anche negli indirizzi politici di riferimento, quest'ordine del giorno non sta in piedi, ma soprattutto quest'ordine del giorno richiama a una narrazione non corretta, che, invece che alla promozione, porta tutto alla seduzione, cioè non parla alla testa della gente ma alla pancia della gente e, come si sta dicendo in questi giorni a livello internazionale, ci saremmo anche rotti le scatole di coloro i quali scelgono di far politica solo ed esclusivamente parlando dalla cintola in giù dei Cristiani. C'è anche qualcuno che vuole parlare alla loro testa.
Ci sarà sempre qualcuno che preferirà la rabbia, ma noi pensiamo che ci sia anche qualcuno che preferisce la testa e il cuore.
Presidente - Consigliere Manfrin per mozione d'ordine.
Manfrin (LEGA VDA) - Gli ordini del giorno che sono stati depositati, tra cui quello di ieri e quello di oggi, mi è stato detto che non hanno senso di essere depositati perché ovviamente non hanno alcun collegamento con quanto è in discussione.
In realtà, come lei sa, e visto che sono stati ammessi, sono collegati ad articoli specifici che abbiamo richiamato e se sono stati ammessi è evidente che hanno un collegamento con quanto viene discusso, quindi ritengo che sia opportuno semplicemente per questo Consiglio evidenziare che non ci sono ordini del giorno di serie A e di serie B; se non sono ammissibili non si discutono, se sono ammissibili e sono in discussione, evidentemente vuol dire che riguardano quanto è contenuto all'interno dei disegni di legge che stiamo discutendo.
Mi spiace quindi che lei si scaldi e diventi rosso come un peperone, forse la cosa le darà fastidio, ma ci sono persone che la pensano in maniera diversa da lei.
Presidente - Dopo questa precisazione passiamo alla votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 29
Favorevoli: 10
Contrari: 19
Astenuti: 5 (Aggravi, Brunod, Minelli, Planaz e Restano).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 3 del gruppo di Forza Italia. Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Il disegno di legge che stiamo portando al voto, l'assestamento di bilancio della Regione Autonoma Valle d'Aosta, tratta di tutta una serie d'interventi significativi nelle scuole, nello sport eccetera, quindi ci siamo anche un po' stupiti, a seguito della delibera della concessione gratuita all'Associazione Disval della struttura denominata Salle de Gymnastique, destinata all'attività sportiva rivolta in prevalenza a persone con disabilità; noi richiamiamo... cerco di farla breve ma ci sarebbe tanto da dire rispetto all'importante attività che la Disval svolge con le finalità di promozione e diffusione della pratica di attività sportive invernali ed estive, quindi con lo scopo di divulgare anche la pratica dello sport fra i diversamente abili.
La ristrutturazione dello storico edificio è iniziata con finanziamenti provenienti da donazioni di enti e associazioni, credo che molti di noi siano stati invitati a verificare lo stato dei lavori che sono poi a suo tempo iniziati, io personalmente sono andato a verificare e nei giorni scorsi abbiamo letto un grido d'allarme dell'Associazione che dice che le risorse stanno finendo e che sarebbe stata cosa carina da parte dell'Amministrazione regionale individuare un percorso di sostegno.
Noi quindi impegniamo la Giunta regionale a predisporre nella prossima variazione di bilancio, cioè la terza, adeguate risorse finanziarie per sostenere, anche con adeguata contribuzione, il completamento dell'opera, perché qui c'è il rischio di trovare il cantiere per "N" anni, finché non arrivano risorse, chissà da dove e per come.
Credo quindi che tutti noi in questo senso saremmo impegnati, volendo, anche a sostenere... ma ovviamente lì si parla di quasi 2 milioni, credo che quei 2 milioni avrebbero potuto essere presi dall'intervento che era previsto dall'Assessorato alla sanità e servizi sociali per sostenere l'USL nella ristrutturazione dell'ex sede ARER e collocarli in quella logica.
Non siamo riusciti per tempo a predisporre un emendamento perché i tempi non erano a nostro favore, ora chiediamo nella prossima variazione di bilancio di valutare con attenzione questo percorso.
Se così non sarà, ci attiveremo nella prossima legislatura, auspicando che ci possa essere un efficace sostegno per completare quell'opera, perché ci crediamo, ci crediamo fortemente e credo che la sensibilità di tutti noi debba proprio andare in quella direzione.
Presidente - Per il Governo, il Presidente della Regione.
Testolin (UV) - Intanto ringrazio il collega per mettere a disposizione dell'Aula una situazione che il Governo conosce molto bene, adesso non mi ricordo se il primo passo con l'Associazione Disval lo facemmo assieme nel lontano 2019 o 2020 quando ci fu la concessione per valorizzazione di quest'immobile alla Disval; un percorso che è iniziato con la Disval, così come con altre associazioni, per mettere a disposizione del tessuto sociale e del tessuto comunitario delle strutture in luogo, andando a metterle sul mercato e quindi dismetterle definitivamente dal patrimonio regionale.
Questo percorso, come lei ben sa, perché ha in qualche modo anche seguito questa procedura, prevede che l'Amministrazione conceda, per un numero definito di anni, che può andare dai 25-35 ai 40 anni, l'immobile in maniera gratuita. Dall'altra parte c'è un'assunzione di responsabilità che è quella di sistemare questo immobile, di valorizzarlo per poi metterlo a disposizione delle attività sociali essenziali, per poter concedere questo bene in concessione gratuita.
Il dialogo con la Disval è sempre stato molto schietto, molto aperto e all'insegna delle opportunità e l'Associazione sa bene che non è possibile un intervento diretto da parte dell'Amministrazione per sostenere un investimento su un immobile concesso in questo modo.
È un'attività che si è cercato di svolgere - anche di sensibilizzazione verso tutte quelle associazioni e quelle fondazioni che possono essere vicine al mondo del volontariato - per sostenere questo tipo di progettualità e gli interventi su quest'aspetto.
Quello che continueremo a fare, non potendo intervenire direttamente, sarà di continuare a interfacciarci con l'Associazione per trovare delle opportunità d'intervento che in qualche modo possano essere compatibili con la scelta amministrativa fatta, che evidentemente non può esulare da dei vincoli, anche normativi, che danno delle agevolazioni a fronte d'impegni che poi devono essere in qualche modo portati avanti.
Questo, lo ribadisco, con la piena consapevolezza dell'importanza dell'investimento che anche noi abbiamo avuto modo di verificare, almeno nelle sue parti iniziali, quando la Disval è partita, e con l'impegno, quello sì, di continuare a lavorare di concerto per trovare delle fonti di finanziamento che siano alternative a quelle dell'Amministrazione pubblica.
Se in questo percorso, anche a livello di gruppo che voi rappresentate, ci sono delle ipotesi sulle quali lavorare, si può mettere assieme le forze per cercare di dare delle risposte.
In quest'ottica, chiederei un ritiro dell'ordine del giorno, non per non prenderlo in carico, ma per dei motivi evidenti di impossibilità di andare in questo momento nella direzione della richiesta proposta.
Presidente - Consigliere Baccega.
Baccega (FI) - Ho recepito la sensibilità che comunque lei ha colto nel valutare il nostro ordine del giorno. É evidente che, come ho detto nel mio intervento, c'è il rischio che quel cantiere rimanga lì per "N" anni e, se non arrivano sostanze e finanziamenti dal cielo, rimarrà lì per parecchi anni.
Non è una bella cosa e, lo dico con estrema chiarezza, io so che è provocatorio l'ordine del giorno, so che dal punto di vista amministrativo non è facile gestire la cosa, ma credo che sia necessario che quest'intervento e questa sollecitazione rimangano agli atti del Consiglio, perché, se saremo premiati dall'elettorato, certamente, insieme ai colleghi che ci saranno, cercheremo la strada politica e amministrativa per sostenere economicamente il completamento dell'opera della Salle de Gymnastique, che è proprio al centro di Aosta, di fronte all'Università, in un crocevia che è davvero importante e il rischio di trovare quel cantiere per "N" anni è davvero preoccupante.
Solo per dire quindi che c'è traccia di questo percorso, non la ritiro e la metteremo al voto.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 4 del gruppo PCP.
Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Quest'ordine del giorno è collegato a uno degli articoli del disegno di legge 195, precisamente l'articolo 22, che reca: "Disposizioni in materia di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità".
Si prevede uno stanziamento di 100 mila euro per l'erogazione di contributi destinati all'eliminazione e al superamento delle barriere sia architettoniche sia a senso percettivo di edifici e luoghi privati ma aperti al pubblico.
Durante anche le audizioni che ci sono state nelle Commissioni in preparazione a questa seduta del Consiglio e alla discussione dell'assestamento, abbiamo appreso che le domande per questo tipo d'interventi sono in crescita e anche che c'è l'intenzione da parte del Governo di incrementare la cifra che è stata attualmente prevista che, come ho detto anche ieri nella discussione generale, è una cifra piuttosto modesta, ma accogliamo con favore che ci sia una volontà di andare a incrementarla.
Proprio perché c'è una necessità, riteniamo che sia importante procedere a una ricognizione il più possibile completa e articolata degli edifici e dei luoghi privati aperti al pubblico che presentano tutt'oggi delle barriere architettoniche senso/percettive; questo per avere un quadro aggiornato della situazione ma soprattutto, ed è l'obiettivo principale, perché ci sia la possibilità di programmare un piano degli interventi necessari, con uno stanziamento opportuno di relative risorse, da utilizzare e da impiegare secondo un criterio di priorità, una priorità cronologica di questi interventi; stabilire, in pratica, da dove partire per dove arrivare.
C'è un richiamo nell'ordine del giorno anche alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, perché c'è un punto in questa Convenzione, il punto O del preambolo, in cui si dice che le persone con disabilità dovrebbero avere l'opportunità di essere coinvolte attivamente nei processi decisionali relativi alle politiche e ai programmi, inclusi quelli che li riguardano direttamente.
Poi c'è un articolo preciso in questo senso, che è l'articolo 9, che riguarda l'accessibilità.
Per questo chiediamo, nell'impegno dell'ordine del giorno, innanzitutto al Governo di effettuare, attraverso le strutture regionali competenti, questa ricognizione che ho evidenziato degli edifici e dei luoghi aperti al pubblico che necessitano d'interventi di eliminazione o superamento delle barriere e a redigere un elenco, predisponendo il piano pluriennale degli interventi, con un'indicazione delle priorità, e poi anche ad audire, nell'ambito di questo lavoro, le associazioni delle persone con disabilità, al fine di una valutazione di tali strumenti, perché riteniamo che il coinvolgimento debba essere reale, debba avvenire non soltanto al termine di un processo, ma mentre lo si costruisce e le indicazioni possono venire sicuramente da persone che sul campo si misurano con la presenza e con gli ostacoli di queste barriere e, infine, a prevedere, nella prossima variazione di bilancio - ne abbiamo una che sta per arrivare, ce l'avremo qui in aula fra 15 giorni - un'integrazione alla somma che è stata prevista nel disegno di legge 195 per far fronte alle richieste che potrebbero arrivare.
Sappiamo che la variazione è pronta, ma è una variazione non ancora appunto deliberata su cui, volendo, è possibile - e lo possono fare, ovviamente in maniera agevole, dal Governo coloro che hanno il polso della situazione - fare un emendamento per incrementare tali risorse.
Presidente - Per il Governo, assessore Marzi.
Marzi (SA) - Innanzitutto è necessario precisare che, per quanto riguarda l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati aperti al pubblico, non sussiste alcun obbligo ricognitivo in quanto, come noto, l'Amministrazione regionale da anni garantisce alle imprese e agli enti privati l'accesso alle misure finalizzato a ottenere i necessari contributi finanziati ai sensi della legge regionale 14/2008, quindi la legge che si occupa appunto di persone con disabilità e naturalmente i contributi di cui stiamo parlando sono contributi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche.
In merito poi agli interventi da voi ipotizzati, e questo secondo me è importante farlo anche per dare merito alla sensibilità di quest'ordine del giorno, che però io di fatto ho anche connotato ieri nella mia breve replica, rispetto al fatto che con la delibera 1412 del novembre 2023 il Governo regionale, e quindi questa legislatura, finalmente ha approvato le linee guida per la redazione da parte dei Comuni dei cosiddetti PEBA, e cioè i piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche, stiamo parlando del novembre del 2023, di fatto la normativa di riferimento riguardava 37 anni prima, di conseguenza sono state stanziate le risorse per la concessione dei contributi a favore degli Enti locali per la predisposizione dei piani di eliminazione di barriere architettoniche stessi.
La funzione quindi della Regione non è e non deve essere quella di sostituirsi ai Comuni nella gestione dei territori ma è, e deve rimanere, quella di supporto agli Enti locali nel rafforzare gli strumenti programmatori orientati alla rimozione delle barriere.
La finalità è quindi rendere gli edifici pubblici e gli spazi urbani sempre più accessibili alle persone con disabilità e difficoltà motoria, con un approccio urbanistico ed edilizio maggiormente coordinato sull'intero territorio regionale.
Nell'ambito, tra l'altro, dell'elaborazione dei piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche da parte dei Comuni, verranno definiti gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche sugli edifici pubblici esistenti.
Conseguentemente saranno destinate le risorse comunali e regionali necessarie a dare attuazione agli stessi nell'ambito del prossimo Documento di economia e finanza regionale, che dovrà tener conto, naturalmente, anche delle indicazioni delle associazioni delle persone con disabilità.
Per tali motivi l'ordine del giorno non può essere approvato, ma ci asterremo.
È assolutamente importante però anche prendere atto del fatto che se vengono richiesti in titolo 2 altri 150 mila euro a fronte dei 100 mila già stanziati, è perché c'è sensibilità da parte del territorio e, allo stesso tempo, c'è sicuramente un'azione ricognitoria corretta da parte degli uffici, che ringrazio.
Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Sappiamo benissimo che non esiste un obbligo normativo da parte dell'Amministrazione di effettuare delle ricognizioni per quello che riguarda i luoghi privati che sono aperti al pubblico, ma una ricognizione articolata e completa io credo che si possa assolutamente fare, soprattutto a seguito di quella delibera che lei citava e che ha sbloccato una situazione che era lì ferma da ben 37 anni, e la cifra degli anni la dice lunga sulla situazione e sulla sensibilità che è stata dimostrata per tanto tempo nei confronti di queste tematiche, ma una ricognizione potrebbe essere effettuata con la collaborazione, ovviamente, degli uffici tecnici degli Enti locali e le strutture della Regione e non penso certo che andrebbe nella direzione di in qualche modo volersi sostituire come Regione agli Enti locali, ai Comuni.
Al contrario, mi sembra che in questo senso sarebbe assolutamente un sostegno, come lei lo ha chiamato, e un supporto.
Sulla questione di audire le associazioni lei dice: "Sicuramente si potrà, nel percorso che è iniziato, anche avere il parere di chi si occupa di queste cose"; la proposta che noi facevamo era diversa, era proprio di fare un lavoro a tappeto che potrebbe essere reso sicuramente più agevole dalla collaborazione di queste associazioni, perché sono loro in primis - perché ci si confronta quotidianamente con la presenza di queste barriere - che potrebbero con una collaborazione, così come poi è anche suggerito da norme che sono sovraordinate... è qualche cosa che potrebbe assolutamente andare nella direzione di aiutare un sistema e un percorso che, per la nostra regione, per le sue dimensioni, per il fatto che non abbiamo milioni di edifici che devono essere censiti, sarebbe possibile.
Sulla questione di prevedere poi un'ulteriore somma, uno stanziamento ulteriore, io penso che se già ci è stato detto in audizione che le richieste sono in aumento, sarebbe opportuno prevederlo già fin d'ora.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 4 della Lega. Consigliera Foudraz.
Foudraz (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno era già stato presentato in altre occasioni, poiché riteniamo che l'Istituto regionale Adolfo Gervasone di Châtillon svolga per il territorio della Media Valle un'importante funzione e dia anche un'importante offerta formativa; esso accoglie, in regime di convitto o di semi convitto, studenti dai 12 ai 20 anni iscritti nelle varie scuole pubbliche.
Abbiamo nuovamente analizzato a febbraio, quando ci è pervenuta, la relazione dell'anno 2024, trasmessa appunto dall'Istituto Gervasone.
Constatato che, nonostante che nella seduta del 5 novembre del 2024 il Consiglio regionale abbia approvato all'unanimità un disegno di legge che ha modificato la legge regionale 36/86, nello specifico, andando a ridefinire le modalità di ripartizione delle spese per il funzionamento dell'Istituto regionale Gervasone, prevedendo di porre direttamente in capo alla Regione, oltre alla manutenzione straordinaria, gli interventi di manutenzione ordinaria e le spese per il riscaldamento (appunto, con l'approvazione della legge regionale 21/2024), stanziando 90 mila euro annui sia per l'annualità 2024 che per quella 2025, è nuovamente emersa la necessità di ulteriori interventi di manutenzione straordinaria. Dalla relazione infatti trasmessa a febbraio - come peraltro fatto presente, dicevo già prima, anche nelle relazioni degli anni passati - continua a persistere la problematica che è relativa al secondo piano della struttura, quindi all'utilizzo del secondo piano della struttura che è al momento chiuso, poiché dovrebbe essere completamente rinnovato, e quindi reso agibile.
Riteniamo che sia importante intervenire sulla struttura per le parti relative ai lavori di manutenzione straordinaria che ancora si rendono necessari, al fine di poter fruire appieno della struttura in questione.
Considerato appunto che l'edificio potrebbe essere anche idoneo, viste le sue strutture già adeguatamente attrezzate, a ospitare anche corsi di formazione o altre attività legate al mondo della scuola e al mondo del lavoro, con quest'ordine del giorno il Consiglio regionale impegna l'Assessore competente a prevedere, nell'ambito del prossimo provvedimento amministrativo utile - e parliamo di quello che andrà in aula tra due settimane - degli interventi necessari affinché l'edificio dell'Istituto Gervasone possa essere reso pienamente fruibile, ovviamente il tutto previo confronto con le competenti strutture dell'ente.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Come lei ha giustamente puntualizzato, collega Foudraz, l'Istituto regionale Adolfo Gervasone di Châtillon rappresenta da decenni una presenza significativa nella Media Valle, non solo come convitto per studenti, ma come presidio educativo, sociale e culturale; è un luogo che dialoga con le famiglie, le scuole e le istituzioni, offrendo spazi di crescita e di accoglienza integrata.
Nel corso del 2024, la Regione ha dimostrato concretamente la propria attenzione verso quella struttura, destinando oltre 400 mila euro a interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a garantirne la sicurezza e l'agibilità.
Numerosi lavori sono già stati conclusi: dalla copertura e gli adeguamenti antincendio fino alla ristrutturazione di bagni e vetrate, mentre altri sono attualmente in corso e programmati entro il 2025.
In più lei ha ricordato la legge regionale 27/2024, che poneva a carico e pone a carico della Regione non solo la manutenzione straordinaria, ma quella ordinaria e le spese per il riscaldamento.
Queste scelte importanti riconoscono il valore pubblico e la funzione collettiva dell'Istituto anche da parte della Regione.
Ricordo che l'Istituto, questo forse non tutti lo sanno, è amministrato da un Consiglio di Amministrazione nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, composto da un Presidente esterno agli organi regionali, da un rappresentante dell'Assessorato all'istruzione, da uno delle politiche sociali e da un rappresentante del Comune di Châtillon.
Questo è un assetto equilibrato che garantisce il radicamento territoriale e la capacità di visione di questa struttura.
Per tornare agli investimenti, ulteriori investimenti strutturali, che comportano un significativo impegno economico, dovranno necessariamente essere valutati alla luce di una riflessione strategica sulla destinazione futura della struttura.
Il Gervasone non può essere, come le dicevo prima, considerato solo un convitto, ma come un'infrastruttura flessibile, capace di evolvere per rispondere alle esigenze del territorio, quindi educative, formative, sociali e potenzialmente anche turistiche e culturali.
In questo quadro si inserisce il ragionamento più ampio che la Regione sta conducendo sul rilancio di Saint-Vincent e dei territori limitrofi, in un'ottica di revisione complessiva dell'offerta scolastica e formativa del Fondovalle.
Si stanno valutando, insieme agli Enti locali, alle scuole e all'Università della Valle d'Aosta, anche nuove progettualità didattiche e professionalizzanti, capaci di rilanciare il ruolo di questa porzione della regione.
In questo contesto anche l'Istituto Gervasone potrà essere coinvolto, a seconda della traiettoria scelta, in una ridefinizione della propria funzione vocazione, mettendo a disposizione spazi e risorse a servizio di un disegno più ampio.
Per tutte queste ragioni, quindi riteniamo non opportuno impegnare oggi il Consiglio regionale con un ordine del giorno che vincoli scelte strutturali, in assenza di una visione chiara e condivisa sulle prospettive a medio lungo termine dell'Istituto.
Chiediamo pertanto il ritiro dell'ordine del giorno e, naturalmente, in caso contrario, ci asterremo ma, tengo a precisarlo, come lei ha visto anche dalle mie premesse, non per disinteresse ma per coerenza, perché crediamo che il futuro del Gervasone deve essere costruito all'interno di una progettualità più ampia, condivisa e sostenibile.
Presidente - Altri gruppi? Consigliera Foudraz, ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - L'iniziativa voleva impegnare il Governo a prevedere futuri stanziamenti per lavori di manutenzione straordinari che sarebbero andati in aggiunta a quelli, come lei ha richiamato, giustamente già deliberati l'anno scorso e proprio perché anche lei lo ha detto che questa è una struttura flessibile che può andare a soddisfare delle esigenze del territorio, spiace che si stia ancora pensando a cosa fare di questa struttura, non è la prima volta che porto in aula un ordine del giorno di questo tipo.
È vero che a forza di punzecchiare qualcosa si è riusciti a ottenere, però il top sarebbe appunto la completa ristrutturazione per rendere fruibile in toto quest'edificio, questa struttura.
Prendiamo quindi atto della risposta fornita e direi della momentanea mancanza di volontà di rendere pienamente fruibile questa struttura che, come ha giustamente detto lei, oltre a essere non solo una sede di convitto, è al contempo luogo d'interesse per la promozione e la diffusione della cultura e svolge quindi quell'attività di formazione sociale e civile.
Noi comunque la porteremo al voto.
Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.
Restano (RV) - Già in altra occasione abbiamo approfondito il tema del Gervasone. Conveniamo con l'Assessore che sono stati fatti degli investimenti importanti, ma non possiamo non rimarcare quanto sottolineato dalla collega Foudraz: abbiamo un secondo piano ormai da tempo inutilizzato.
La vocazione di questo Convitto è chiara a tutti.
Troviamo un certo disallineamento quando si parla della necessità di fare una valutazione coordinata, quando proprio oggi si andrà a votare su un documento di fattibilità che riguarda una scuola a Pont-Saint-Martin.
Bisognerebbe, a livello regionale, effettuare uno studio coordinato su tutte queste strutture per alla fine arrivare a fare una scelta che veda un po' un coordinamento generale che riguardi l'intera Valle circa la destinazione di queste strutture.
Così non è stato fatto e allora perché non procedere anche sul Gervasone dove, peraltro, la ristrutturazione di questo piano permetterebbe di abbattere i costi di gestione e di mettere a reddito un intero piano che mi sembra che sia di una certa importanza?
Noi quindi voteremo a favore di questo.
Presidente - Ci sono altri gruppi? Non vedo richieste, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 18 (Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet eTestolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
La seduta è terminata, ci aggiorniamo alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 13:02.
