Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4842 del 9 luglio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4842/XVI - Trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del D.L. n. 189 (Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2024) e del D.L. n. 195 (Assestamento al bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per l'anno 2025. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2025/2027). (Ritiro di un ordine del giorno. Reiezione di due ordini del giorno)

Bertin (Presidente) - Possiamo affrontare gli ordini del giorno, che sono 26. L'idea è di procedere così: uno per gruppo, facendo il giro e seguendo l'ordine di come sono arrivati; pertanto, iniziamo con l'ordine del giorno n. 1 del gruppo PA. Consigliere Di Macro, a lei la parola.

Di Marco (PA) ? Non è casuale, ma fortemente voluta la presentazione di quest'ordine del giorno nella discussione sul disegno di legge n. 195, tema su cui Massimo Lévêque era un massimo esperto.

Con quest'ordine del giorno andiamo a prevedere, già a partire dal bilancio 2026-2028, l'istituzione di una borsa di studio annuale intitolata alla memoria di Massimo Lévêque, destinata a studenti meritevoli dell'Università della Valle d'Aosta iscritti a corsi in ambito economico e a valutare forme di cofinanziamento pubblico e privato che possano nel tempo rafforzare l'impatto e la congruità dell'iniziativa.

È invece una casualità, e lo dico con molta tristezza, quello che mi è successo questa mattina: il messaggio di Facebook che mi ricordava del compleanno di Massimo di oggi. Sì, oggi compiva gli anni, la tristezza è che me l'ero scordato, dopo che per vent'anni l'ho festeggiato insieme agli amici del borgo con un aperitivo, un pranzo o una serata a suonare e cantare fino a tardi.

Tutto questo per dirvi che siamo consapevoli che quest'ordine del giorno sia fine a sé stesso e l'impegno decada alla fine di questa legislatura, ma la nostra presentazione vuole chiedere l'impegno politico e morale a tutti i Movimenti e i Partiti che saranno presenti nella prossima legislatura di portare avanti questo progetto, anche insieme, opposizione e maggioranza, per ricordare e non dimenticare Massimo, che tanto ha dato per la Valle d'Aosta, che amava profondamente. Poi credo forse, anzi senza forse, che la politica abbia un grosso debito nei suoi confronti.

Presidente ? Per il Governo, la parola al Presidente della Regione.

Testolin (UV) ? Personalmente, e penso di farlo a nome dell'Aula, raccolgo questo stimolo in questa proposta da parte di PA e di Aldo, con quell'attenzione che merita una persona che si è spesa nella sua professionalità a favore dell'Amministrazione regionale, ma della comunità valdostana in senso più lato.

Credo che, quando Massimo ci ha lasciato, all'interno di quest'aula c'è stata una trasversalità di valutazioni positive nei suoi confronti e di un ricordo di una persona che si è spesa, appunto, per gli altri e ha lasciato un patrimonio anche intellettuale importante. Penso che si possa raccogliere all'interno di quest'aula questo seme che con questa iniziativa si vuole lasciare, ma con altrettanta serietà io chiederei se fosse possibile, lasciando in eredità questo messaggio a chi ci sarà nel momento della possibilità di inserire questo percorso, questa borsa di studio all'interno del nuovo bilancio, una proposta più strutturata che potrà arrivare anche al di fuori del Consiglio regionale, ma che questo Consiglio regionale terrà a verbale per quello che si è passato. Chiederei, anche per serietà, proprio per non innescare dei meccanismi dove ci si prende carico di situazioni che poi non si possono portare alla fine, di voler ritirare l'ordine del giorno per lasciarlo come un segnale al futuro Consiglio regionale.

Presidente - Altri? Ci sono altri? La parola alla consigliera Minelli.

Minelli (PCP) ? Abbiamo ascoltato l'illustrazione del collega Di Marco, avevamo peraltro letto il testo di quest'ordine del giorno e riteniamo che l'impegno che viene proposto sia un impegno in qualche modo condivisibile, al netto di quella che sarà la decisione dei proponenti se, appunto, mantenere o ritirare quest'ordine del giorno.

C'è un impegno che chiede, nel primo punto, che già a partire dal bilancio 2026-2028 ci sia l'istituzione di questa borsa di studio annuale, un impegno che si può prendere o che si può demandare, se vogliamo, all'inizio della prossima legislatura. Questo spetterà appunto a loro dirlo. Credo che comunque di impegni che riguardano la prosecuzione dell'attività, in questo caso amministrativa, ne verranno presi tantissimi oggi sia con gli articoli che verranno votati con la manovra dell'assestamento, forse anche, non lo so, con qualche ordine del giorno che potrebbe essere accettato, ma sta di fatto che tante delle cose che si stanno discutendo avranno degli effetti e comporteranno delle scelte e anche degli impegni che qualcuno dovrà portare avanti, a meno che non deciderà di stravolgere tutto, ma sappiamo benissimo che tutto non si può stravolgere. Da parte nostra, quindi, se verrà messo in votazione l'ordine del giorno, ci sarà un sostegno.

Presidente ? Ha chiesto la parola al consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) ? Per esprimere la posizione, al di là poi di quello che decideranno di fare i firmatari su quest'ordine del giorno, che, al di là del fatto che siamo al termine della legislatura, rappresenta un'impegnativa che condividiamo e su cui forse la stessa Università della Valle d'Aosta, nella sua autonomia, può anche già fare delle valutazioni visto l'impegno che comunque il professor Lévêque ha dato sia come docente sia alla stessa Comunità. Penso che ogni Comunità debba giustamente ricordare chi ha dato il suo contributo. Anche il fatto che oggi in tanti passaggi dell'assestamento comunque si citi ad esempio la legge n. 48 qualcosa ci dice.

Al di là quindi della scelta che faranno i proponenti, se verrà messo al voto, il nostro voto sarà favorevole, altrimenti pieno sostegno e pieno impegno a mantenere viva questa proposta o qualsiasi altra proposta volta a ricordare un Valdostano molto importante.

Presidente ? La parola al consigliere Marquis.

Marquis (FI) ? Anche da parte mia due considerazioni da parte del gruppo di Forza Italia. Noi riteniamo che questa sia una proposta sicuramente meritevole e che debba essere portata avanti. Se ci fosse stata sottoposta all'attenzione, l'avremmo pure sottoscritta.

Riteniamo che mai come oggi sia importante portare avanti quest'iniziativa in ricordo del professore, di Massimo Lévêque, una persona, un economista che ha prestato sempre grande attenzione ai temi dello sviluppo economico e produttivo della Valle d'Aosta. Pertanto riteniamo più che mai attuale questo pensiero, questa necessità in questo momento per la Valle d'Aosta e che sia importante metterlo a terra il prima possibile.

L'impegnativa prevede l'impegno, per il 2026 e già a decorrere da quest'autunno, di predisporre questa borsa di studio per degli studenti meritevoli dell'Università della Valle d'Aosta. Sicuramente il fatto che siamo a fine legislatura non aiuta, ma c'è ancora di fronte una variazione di bilancio. Da parte nostra, se voi lo riterrete, se il proponente lo riterrà, daremo tutto l'appoggio per individuare una possibile misura per risolvere sotto il profilo amministrativo anche la gestione di questa pratica. Pertanto, se verrà messa al voto la voteremo. Diversamente sosterremo l'iniziativa in tutte le sedi e nel momento in cui dovrà essere attuata.

Presidente ? Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) ? Non starò a ripetere quello che già i colleghi che mi hanno preceduto hanno detto, anche della figura di Massimo Lévêque, che era un amico e persona comunque di grande competenza in materia economica.

Anche il gruppo Lega quindi è sicuramente favorevole a quest'iniziativa, che voterà con molto piacere, perché riteniamo che persone di questo livello di origine valdostana, valdostane a tutti gli effetti, devono essere ricordate nei modi migliori e questo sicuramente è un modo importante per dare rilievo al ricordo di questa persona.

Presidente ? Ha chiesto la parola al consigliere Di Marco, ne ha facoltà.

Di Marco (PA) ? Dopo aver sentito i colleghi che hanno preso degli impegni, anche morali, in quest'aula, che credo abbiano ancora un valore, dopo aver sentito il Presidente, che giustamente, forse, dice che siamo arrivati forse fuori tempo massimo... per fare una cosa fatta bene, magari in collaborazione con la famiglia e gli amici, per creare veramente questa borsa di studio che possa avere continuità nel tempo, noi in questo momento ritireremo l'iniziativa confidando che veramente nel bilancio 2026-2028 tutte le forze che saranno presenti in quest'aula si ricordino di quest'impegno, che non è un impegno che vi lega a niente, perché uno potrebbe anche non farlo, però penso che sia fondamentale che chi sarà qua porti avanti questo progetto, perché, ripeto, forse la politica a Massimo doveva qualcosa. Ritiriamo l'iniziativa.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Passiamo al seguente, quello di PCP. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) ? Quest'ordine del giorno ruota attorno all'articolo 9 del disegno di legge n. 195, un articolo di cui oggi abbiamo parlato in tanti, che già era stato oggetto di discussione durante il lavoro di Commissione e che anche l'Assessore, nella sua replica, ha trattato.

Nella relazione che accompagna quest'articolo - che, lo ricordo, autorizza un contributo straordinario di 500.000 euro al Comune di Pont-Saint-Martin - si dice: "tale contributo è finalizzato all'acquisizione del DOCFAP relativo ai lavori di realizzazione di una struttura di scuola secondaria di primo e secondo grado innovativa che integri un'istruzione di qualità con un'offerta formativa orientata allo sport e alle professioni connesse alla montagna e al turismo". Nell'audizione che abbiamo avuto, e poi in qualche modo è stato detto anche oggi, quest'iniziativa si inserisce all'interno di un disegno strategico più ampio che punta, così ci è stato detto, a diversificare l'attuale offerta formativa regionale. Si parla poi di necessità di promuovere in Bassa Valle percorsi scolastici caratterizzanti, capaci di dare identità e attrattività al territorio. Si parla di contrastare la diminuzione demografica; mi sembra un po' difficile contrastare la diminuzione, il decremento demografico attraverso la creazione di un indirizzo scolastico, ma è una valutazione personale. Si dice anche che questo potrebbe costituire il primo passo di un percorso più ampio, finalizzato alla creazione di un polo scolastico professionale dedicato alle competenze e ai mestieri della montagna. Va al di là di un semplice studio di fattibilità comunale e si fonda su una visione di sistema volta a costruire un'identità scolastica esclusiva per la Bassa Valle.

Ora, leggendo queste parole e avendo anche ascoltato quello che ci è stato detto, io credo che quest'intervento abbia una potenziale portata forte e, così com'è stato descritto, a mio avviso, potrebbe anche stravolgere l'assetto della scuola secondaria di primo grado, perché conosco molto bene quella realtà, ma soprattutto appare in contraddizione con quella scelta che è stata fatta a suo tempo riguardo ai due poli scolastici: quello di Verrès e quello di Aosta per quanto concerne la scuola secondaria di secondo grado. Una scelta che, sappiamo bene, non è stata scevra da criticità, ne abbiamo parlato anche tante volte. Proprio però perché si tratta di una scelta che è stata definita strategica, io credo che occorrerebbe fare un approfondimento molto articolato sul futuro della scuola secondaria di secondo grado nel territorio regionale. Perché è stata fatta nel passato una scelta di un certo tipo, che può non essere stata corretta, non voglio entrare nel merito, però, se adesso si intraprende una strada diversa, questa deve essere una strada su cui c'è una riflessione collettiva, che al momento non c'è stata, che al momento non esiste, perché la Commissione consiliare competente non ha trattato il tema, se non proprio in occasione del disegno di legge, non sono state coinvolte le Comunità interessate, e parlo di Comunità, non parlo soltanto di Ente locale, soprattutto non è stata coinvolta la scuola, in particolare la scuola media di Pont-Saint-Martin che, lo ricordo, è una SMIM, una scuola a indirizzo musicale, da molto tempo ha una sua fisionomia; e nessuno è a conoscenza di questa... chiamiamola novità.

Crediamo anche che sia invece, questo sì, imprescindibile pensare alla progettazione e alla realizzazione o ristrutturazione dell'edificio che ha ospitato fino al 2021 la scuola media, l'edificio di via Carlo Viola, da cui appunto i ragazzi erano stati trasferiti in quell'anno nel prefabbricato adiacente al palazzetto dello sport. Una soluzione che era stata ritenuta fin da subito una soluzione di tipo provvisorio, temporaneo, in attesa di fare le opportune scelte riguardo a quella struttura che i test antisismici nel 2018 avevano detto non essere più agibile. È ancora lì e non abbiamo visto grandi cambiamenti...

L'articolo 9, poi, al comma 2 dice che i criteri e le modalità per il trasferimento delle risorse saranno stabiliti con una deliberazione di Giunta e quindi le scelte dovranno essere fatte ancora successivamente. Durante quell'audizione che abbiamo avuto in Commissione ci è stato anche detto che si vuole procedere alla rivisitazione dell'offerta formativa perché non si possono più duplicare i percorsi e bisogna fare un ragionamento dal punto di vista del cambiamento dell'offerta. Proprio alla luce di questo e alla luce dell'importanza di quello che potrà essere il futuro dell'intera scuola secondaria di secondo grado in Valle d'Aosta, noi chiediamo con quest'ordine del giorno un impegno a dare priorità, per quanto previsto al comma 2 dell'articolo 9, alla progettazione e realizzazione dell'edificio da destinare a scuola secondaria di primo grado di Pont-Saint-Martin, e a subordinare la valutazione della realizzazione del progetto di scuola secondaria di primo e secondo grado, quindi questa scuola continuativa, con valenza sportiva e legata al mondo della montagna, a un approfondimento condotto all'inizio della prossima legislatura sul futuro complessivo della scuola secondaria di secondo grado in Valle d'Aosta, in collaborazione con la Commissione competente, che finora non è stata coinvolta, e previo confronto con i vari portatori d'interesse, a partire naturalmente dal mondo della scuola.

Presidente ? Consigliere Perron, prima c'è il Governo e poi uno per gruppo. Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J-P. (FP-PD) ? A titolo anche esplicativo, visto che la collega Minelli conosce sicuramente bene la materia, ha un'esperienza che magari chi ci ascolta non ha, darei alcune informazioni perché, secondo me, si è un po' anche travisato su che cosa si intende per "scuola innovativa del primo ciclo d'istruzione in continuità con un percorso specifico del secondo ciclo ? che è ciò che è scritto nel provvedimento ? volta a proporre un'offerta curricolare ed extra curricolare orientata al mondo dello sport e alla montagna". Le attività legate alla montagna rappresentano un'opportunità educativa preziosa per avvicinare gli studenti, come ho avuto modo di dire e come ha avuto modo di dire meglio di me la Sovraintendente in Commissione, al proprio territorio attraverso delle esperienze pratiche, quindi dei percorsi di conoscenza e scoperta delle professioni, della cultura e dell'ambiente montano. L'obiettivo di quest'opportunità educativa è di rafforzare il legame tra i giovani e il contesto in cui vivono, promuovendo la consapevolezza, il rispetto e la valorizzazione della montagna, questo è l'obiettivo.

A titolo esemplificativo riporto alcune attività che possono essere sviluppate in modo modulabile e progressivo senza andar contro alcun programma ministeriale scolastico, senza inventarsi nulla: per esempio, l'integrazione curricolare, parliamo di progetti didattici multidisciplinari che affrontino i temi legati alla montagna sotto il profilo storico, geografico, culturale, economico e ambientale. Questa potrebbe essere una prima forma di integrazione, degli incontri con gli esperti, quindi l'organizzazione di momenti di confronto con le guide alpine, gli accompagnatori di media montagna, gli operatori turistici e altri professionisti del settore. Questo per far conoscere le opportunità lavorative e le peculiarità del territorio. Potrebbe essere, per esempio, lo studio della flora e della fauna, quindi degli approfondimenti scientifici sulla biodiversità delle aree montane, con l'uscita o con delle uscite, per esempio, di osservazione diretta delle specie presenti, degli approfondimenti geologici, che sono delle attività che già vengono fatte a livello scolastico, teorico-pratiche sulla formazione delle montagne, sui fenomeni geologici caratteristici, per esempio, l'erosione, le valanghe, le frane, con possibili interventi, mi viene da pensare, per esempio, della Protezione civile, dei percorsi storico-culturali. Un'esplorazione - che ne so? - delle tradizioni, delle leggende, del folklore, della storia delle Comunità montane attraverso ricerche, interviste, visite, per esempio, ai musei e ai centri culturali, delle attività pratiche e delle escursioni naturalistiche. Cose che già fanno, peraltro anche nell'ambito di progettualità che le scuole mettono in atto: visita rifugi e percorsi sul territorio per una conoscenza diretta dell'ambiente montano, dei laboratori didattici, quindi costruzione di modelli, realizzazione di mappe, tecniche di base di arrampicata, scoperta di antichi mestieri. Ripeto: cose che già fanno. Noi proponiamo, insieme al collega Grosjacques, per esempio, dei progetti nelle scuole che vanno verso questa direzione, attività sportive legate alla montagna, oltre all'atletica e al tennis, per esempio, trekking, arrampicata, mountain bike, eccetera, volontariato e cittadinanza attiva, coinvolgimento degli studenti in attività di cura del territorio, manutenzione sentieri, valorizzazione dei rifugi, promuovendo il senso civico e di rappresentanza, questo rientra anche nei percorsi, per esempio, di educazione civica, produzione creativa, realizzazione di manufatti artigianali e progetti artistici ispirati alla montagna, in sinergia con la nuova legge regionale sull'artigianato di tradizione, che rinvia anche alla scuola come momento di formazione e di sensibilizzazione, per esempio, per le tradizioni e per il folklore. Posso pensare a collaborazioni con il territorio, per esempio coinvolgimento di attività locali, associazioni, aziende agricole, rifugi, musei, eccetera, per rafforzare questo dialogo tra la scuola e la comunità, anche quindi l'organizzazione di eventi aperti come mostre, rappresentazioni, proiezioni, per condividere le esperienze con le famiglie e il territorio. C'è tutto l'ambito, il côté dell'educazione alla sostenibilità, quindi le iniziative di sensibilizzazione ambientale e promozione della consapevolezza sull'importanza della tutela del territorio montano. Queste attività - ho detto tutta una serie di attività che possono essere fatte tranquillamente nell'ambito delle attività scolastiche - non vogliono stravolgere in alcun modo - e questo credo che lei, collega Minelli, possa capirlo - l'attuale assetto dei poli delle scuole superiori. Si tratta quindi di un'ipotesi di arricchimento dell'offerta formativa che parte dalla scuola secondaria di primo grado, questo sì, coerente anche con il percorso ? voi avete citato, per esempio, SMIM ? che mira a garantire una prosecuzione del progetto educativo fortemente legato al territorio.

Tra l'altro, se posso dire, lei ha detto che non è stata informata la scuola: le dirigenti scolastiche, la professoressa Dallou e la professoressa Girodo, sono state preventivamente informate dalla Sovraintendenza agli studi. In questa prima fase non sono stati coinvolti gli insegnanti e le famiglie, ma questo è il DOCFAP, che va proprio in quella direzione, quindi nella direzione proprio di fare anche uno studio di fattibilità che presupporrà poi anche momenti di socializzazione, di incontro, di condivisione a partire dalla comunità scolastica, dalla comunità educante nella sua definizione più ampia. Non si tratta quindi di una decisione imposta ma, come ho avuto modo di dire, perché ne abbiamo ampiamente parlato visto che sul tema si è aperto un dibattito estremamente fitto, anche in Commissione abbiamo parlato per mezz'ora proprio di questo tema, non è una decisione imposta, ma vorrei che fosse compreso il fatto che è un'opportunità da costruire in modo partecipato. È quindi di tutta evidenza che più che spiegare e più che declinare e dire che è qualcosa di estremamente possibile... perché, quando si parla di orientamento, non si parla di stravolgere né programmi scolastici, né altro.

Tra l'altro, voi nella vostra impegnativa subordinate la valutazione al progetto a un approfondimento condotto all'inizio della prossima legislatura sul futuro complessivo. Io non è che mi posso impegnare, così come il nostro Governo, ma credo neanche lei, a fare degli approfondimenti per una legislatura in cui magari non ci saremo. Poi io le auguro che lei ci sia, le faccio tutti i miei auguri di essere presente nella prossima legislatura, ma vorrei capire da quando in qua una legislatura ne può impegnare un'altra, tra l'altro, sul futuro complessivo della scuola secondaria di secondo grado in Valle d'Aosta. Noi abbiamo tracciato una via, che è una via che potrà essere perseguita da chi verrà dopo. Se ci saremo noi, ovviamente la perseguiremo. È una via che vede nella centralizzazione, effettuata non da noi qualche anno fa, e nell'accorpamento in due poli scolastici, Aosta e Verrès, dei percorsi secondari, qualcosa che poi ha avuto, se vogliamo, anche degli effetti, che possono essere valutati positivamente o negativamente. Poi la letteratura su questo tema non è che sia mai stata così favorevole, perché basta un evento a Verrès e sembra di essere a Medellín. Bisognerà valutare e bisogna valutare anche quello.

Quello che noi riteniamo è che sia opportuno fare e cominciare con qualcosa di concreto, valutare la possibilità che questi accorpamenti, che hanno depauperato peraltro sedi come Pont-Saint-Martin e Saint-Vincent...

Presidente ? Concluda.

Guichardaz J-P. (FP-PD) ? ...possano essere ripresi...

Presidente ? Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) ? Noi ci asterremo sull'ordine del giorno, però penso che, assessore Guichardaz, la sua disamina sia stata interessante. Come ha già detto stamattina la collega Foudraz, a noi pare piuttosto confuso su questo argomento... collega Padovani, non me lo disturbi, grazie... ci pare piuttosto confuso e, dopo questo suo ultimo intervento, abbiamo la certezza che la confusione è totale, perché abbiamo sentito dire un po' di tutto. Io però voglio andare, come di consueto, a riprendere i verbali dell'audizione che lei ha fatto, nei quali si può vedere... Beh, innanzitutto mi lasci dire che la Sovrintendente mi pareva decisamente più sul pezzo di lei in quel senso, perché lei è stato molto naïf, diciamo, su questa questione di questi 500.000 euro che devono andare e per cosa devono andare.

Riprendo il verbale. Onestamente si fa fatica a capire quale sia la vostra visione su questo. Cominciamo. Nel verbale, innanzitutto, lei parla dei giornalisti che si sono inventati il liceo sportivo e uno dice: "vabbè, ho capito", la comunicazione però la fate voi, io non lo so, avete smentito, non smentito. La comunicazione la fate anche voi, i giornalisti diranno delle cose, ma io non lo so da dove se lo sono inventato il liceo sportivo. La comunicazione sarà anche in capo a voi. Non ho visto smentite ufficiali, non lo so. Infatti, la gente mi chiama e dice: "Hai visto, Perron, che adesso hanno fatto quello che voleva fare la Lega tempo fa?", eccetera. Poi andiamo a vedere, non è così. Va bene. Leggo dai verbali di audizione. Lei dice: "Intanto, come sapete, la scelta è stata fatta... l'intendimento, quindi, al momento non è di immaginare né un liceo, ma nemmeno un'istituzione di un altro genere". Bene, ho capito o, meglio, non ho capito, ma andiamo avanti.

Lei critica poi le scelte, l'ha fatto anche adesso, dei due poli Verrès-Aosta. Noi diciamo: alleluia, alleluia, perché noi abbiamo criticato queste scelte già da un pezzo. Ci chiediamo anche: ma cosa avete fatto per cambiare le cose? Era possibile cambiare queste scelte se anche lei concorda sul fatto che i due poli hanno dato dei problemi tagliando via alcune zone, ad esempio, della Media Valle? Ci muoviamo adesso a dare un sostegno su Pont-Saint-Martin per riuscire ad avere qualcosa che bilancia? Ci lamentiamo di questo? Mi sembra un po' tardi, Assessore, mi sembra un po' tardi.

Poi, vabbè, dice che a Verrès c'è stata un'amplificazione mediatica e adesso parla di Medellín, Colombia. Non so cosa intendesse, se questo argomento delle etnie sudamericane, che ci sono stati dei problemi... come si sa, a Verrès, lei ha detto: "sono solo casi isolati", poi la stampa insomma ci ha gonfiato sopra. Mi vien da fare anche la battuta sul suo partito a livello nazionale: finché c'è questo Governo, speriamo restino casi isolati; se ci fosse il PD, probabilmente saremmo invasi, quindi non sarebbero più casi isolati, ma, per fortuna c'è qualcun altro al Governo, che cerca almeno di limitare. Ho un sacco di colleghi che mi dicono che il 50% nelle classi ormai è di etnia nordafricana, quindi casi isolati adesso, poi più avanti chi lo sa.

Lei poi dice - e qui per una volta siamo d'accordo con lei -: "rendere la Bassa Valle interessante" e su questo okay.

C'è poi una parte in cui lei dice: "ritenuto utile che fosse un segmento di scuola media orientante", perché qua torniamo a che cosa sarà questa scuola, qual è la visione? È una scuola secondaria di primo grado, cioè una cara vecchia scuola media, è lì che volete andare? Perché lei ha parlato di questo. Dice: "Un po' sul modello SMIM". Io riporto quello che lei ha detto in Commissione, spero sia corretto: "un po' sul modello". "Un po' sul modello" capisce che non è proprio chiaro. Le SMIM, per farlo capire a tutti, sono le medie a indirizzo musicale. Sarà un po' di quel tipo, Assessore? Non lo so, mi pare piuttosto fumoso.

La parte però un po' più divertente, posso dire, è quella in cui lei introduce il modello Moutier. Diventa un qualcosa di quasi mitologico. Tra l'altro, lei ha citato di nuovo la mitologia, il folklore, poi c'è lo sport e poi c'è l'artigianato. Io non lo so se farebbero tutto ciò nelle pareti di arrampicata, studieranno le leggende della Valle d'Aosta. Non si capisce francamente dove volete andare a parare con quest'idea, Assessore, e lei ha aggiunto elementi di confusione che mi paiono totali. Vediamo su Moutier, questa famosa Moutier, poi abbiamo anche il mio ordine del giorno, mi risponderà anche lì, ci darà delucidazioni. Perché lei dice: "Il modello Moutier è non su sport invernali ma su quelli non invernali". Giusto? Ha detto così. Poi lei continua e dice: "Vedete, a Moutier, per esempio, loro costituiscono professionalità nel campo di accompagnatore di media montagna, moniteur de ski, danno dei crediti per le guide d'alta montagna, poi fanno tutto un percorso anche tecnico di impiantisti, impianto a fune, pisteurs..." eccetera. Sono quindi cose anche invernali di montagna. Resta quindi il dubbio di che cosa fanno a Moutier, ce lo farà capire dopo. Se quello è un po' stile Moutier, chiaramente c'è di tutto un po'.

Assessore, non sappiamo più cosa dire. Diciamo che ci pare veramente molto, molto confuso su quest'articolo 9, glielo ha già detto la mia collega Foudraz. Io volevo vedere qualche elemento in più e quest'elemento in più ci ha confermato che la confusione pare totale.

Noi comunque ci asterremo su quest'ordine del giorno e aspettiamo le sue risposte sul nostro ordine del giorno, che riguarda la nostra cara, vecchia assodata proposta del liceo sportivo, a cui avevamo pensato anche di abbinare un professionale e sarà quella che noi riporteremo sul tavolo, che quanto meno era una proposta lineare, perché, come tutti sappiamo, la Valle d'Aosta è l'unica che non ha un liceo sportivo. Sappiamo che, se doveste fare un qualcosa legato alla professionalità dello sport, a Ivrea c'è un liceo sportivo, a 15 chilometri, 16 per l'esattezza. Non lo so se sarebbe il posto opportuno. Di certo nella Media Valle ci sono strutture scolastiche vuote, di cui si sono fatte varie iniziative, non solo nel nostro gruppo, il collega Manfrin, io, il collega Ganis... vado a memoria, ad esempio, sui geometri di Châtillon, e non si sa che cosa farne.

Non lo so quindi, ci pare veramente una confusione totale. Assessore, mi pare una cosa buttata lì nel finale per poi dire: "sì, ma ci sarà il cambio di legislatura" quando, mi diceva prima il collega Manfrin, ci sono altre cose che sono state proiettate più avanti.

Non abbiamo francamente capito la ratio di questa sua proposta; da come ce l'ha esplicitata, posso dirle che mi pare che non sia chiara nemmeno a lei.

Presidente ? Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) ? Per rappresentare la posizione di voto su quest'ordine del giorno del gruppo Rassemblement Valdôtain...

(intervento della consigliera Minelli fuori microfono))

...la posizione di voto... l'ordine del giorno è tutto vostro, collega Minelli, non voglio appropriarmi di nulla. La posizione di voto è del gruppo Rassemblement Valdôtain, virgola, su quest'ordine del giorno, virgola, e, se vuole, aggiungo anche: di quest'ordine del giorno del gruppo PCP, virgola... no, qui è al 100%, quindi di tutto il gruppo. Non mi prendo assolutamente, anzi, le dirò, ci asterremo così non lo vogliamo rubare. Ci asterremo per una motivazione di coerenza rispetto a quello che abbiamo rappresentato in forma di emendamento. Volevo dirlo, nel senso che, per quello che ci riguarda, noi... e l'ho anche già detto in discussione generale, noi abbiamo cercato di rappresentarlo, abbiamo dei dubbi, come anche altri colleghi hanno detto. Abbiamo dei dubbi anche principalmente alla valenza sportiva e legata al mondo della montagna in quell'area, nel senso che riteniamo che quell'area abbia una vocazione diversa o abbia una prospettiva diversa considerato che, comunque sia - è stato detto - le strutture scolastiche non sono avulse dal contesto in cui operano.

Se la Bassa Valle ha, dovrebbe avere, o avrà - e noi ce l'auguriamo - una vocazione più industriale, più tecnologica, il nostro primo emendamento propone appunto quello di sostituire la vocazione sportiva legata al mondo della montagna in... legata più alla parte tecnica, legata al mondo della robotica, dell'automazione e dell'informazione. Al contempo prevediamo un emendamento per introdurre invece la realizzazione della progettazione per un'innovativa struttura scolastica con la valenza sportiva legata al mondo della montagna nell'area dell'Unité Mont-Cervin, ma sicuramente ci torneremo.

A fronte quindi della presentazione di questi due emendamenti, ci asteniamo sull'ordine del giorno del gruppo PCP.

Presidente ? Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) ? Assessore, l'ho ascoltata con attenzione, come avevo fatto anche durante l'audizione in Commissione. Lei dice che io conosco bene la materia. Sì, ho lavorato quasi trent'anni in quella scuola, sono un'insegnante e, guardi, praticamente quasi tutte le attività che lei ha citato le posso assicurare che nel corso del tempo sono state oggetto di programmi, di progettazioni all'interno di quella scuola, perché sono delle attività che rientrano nell'educazione ambientale, nell'educazione civica, nel rapporto con il territorio, nelle materie curricolari, quindi tutto quello che lei ha detto è qualche cosa che, a livelli diversi e a seconda delle annate, viene assolutamente fatto.

Non mi sembra quindi che quanto rappresentato si caratterizzi per dare impulso a una scuola che sia orientata secondo quello che è ciò che lei pensa sostanzialmente. Poi soprattutto vorrei riuscire a capire come si può fare quello che lei dice in maniera forse più strutturata, perché, se la scuola ha un orientamento, sarà anche un po' più codificato, quando abbiamo in questo momento una scuola che, quella sì, ha già un orientamento preciso, che è la scuola media a orientamento musicale!

Perché non so se siete al corrente del fatto che stiamo parlando di un'istituzione scolastica che fa già tre rientri pomeridiani, fino alle 16:10, è una scuola che ha il sabato a casa, quindi in questo modo è stata organizzata; nei due pomeriggi in cui non c'è scuola e dopo le 16:10 i ragazzi fanno le attività di SMIM. Se allora noi aggiungiamo ancora delle altre attività che in qualche modo devono essere orientanti, perché altrimenti sono cose che fanno normalmente e allora non cambia il tipo di scuola, quanto li facciamo stare a scuola? Quelli che dovrebbero fare anche delle attività sportive, che già faticano alle volte a riuscire a organizzare, come faranno? Se quindi la sua spiegazione doveva essere in qualche modo convincente, mi spiace, ma le devo dire che non lo è stata per nulla, al contrario. Lei poi dice anche che non è una decisione imposta, perché è stata in qualche modo presentata. Io le posso dire che, se non è imposta, di certo non è stata condivisa, perché l'informazione che hanno ricevuto la Dirigente dell'ISILTP e la Dirigente dell'Istituzione scolastica Mont-Rose A è una comunicazione. Il mondo della scuola non è fatto solo di dirigenti, il mondo della scuola è fatto di alunni, di insegnanti, di famiglie, di dirigenti, di territorio circostante, perché la scuola è una comunità viva che interagisce con la società che le sta attorno! Proprio per questo, se si vuole, io non dico che sia negativo a priori, ma, se si vuole fare un'operazione di questo tipo, non la si fa al mese di luglio della fine di una legislatura. Ci si dà il tempo, si fanno degli incontri approfonditi, si sentono i soggetti, gli attori e poi si fanno dei progetti.

Lei dice: "da qualche parte bisogna partire, questa è una proposta concreta, bisogna partire e poi si vedrà", ma no, non funziona così!! Se una proposta deve essere concreta, deve essere un progetto strutturato, non è che a un mese dalla fine della legislatura ci arriva un assestamento di bilancio con un articolo da 500.000 euro che dice: "rivoluzioniamo la scuola in questo modo, non vanno più bene i due poli"!

Torno a dire che io non sono neanche convinta che sia così, perché i poli bisogna farli funzionare se si vuole che vadano avanti e a Verrès manca dall'inizio lo studentato, mancano delle strutture. Forse, se ci fosse stata una programmazione diversa e si fosse partiti con gli accorpamenti e le duplicazioni degli indirizzi quando c'erano in piedi strutture dedicate, avremmo avuto dei risultati diversi, ma si è ancora in tempo, tant'è vero che adesso prevedete anche soldi in più per terminare lo studentato.

Quello che io voglio dire è che non è che si può andare in una direzione e poi anche nell'altra, cioè, se continuiamo a pensare che abbia un senso mettere lì lo studentato, continuare a migliorare quel polo, allora lo dobbiamo discutere, lo dobbiamo decidere. A quel punto però non è che possiamo dire: "andiamo avanti così però poi facciamo anche laggiù un'altra scuola", quando sappiamo benissimo che abbiamo un calo delle nascite, abbiamo una prospettiva di diminuzione delle iscrizioni, ma non è serio, secondo me, un discorso del genere! Se vogliamo fare un discorso sulla scuola valdostana, sia la scuola di base ? quella però dobbiamo portarla avanti comunque ? ma soprattutto la scuola che deve avere un indirizzo di un tipo piuttosto che di un altro... i colleghi di Rassemblement parlano di una vocazione della Bassa Valle che è diversa rispetto a quella alpina e sportiva, più vicina a una vocazione industriale. È anche vero, quindi bisogna fare delle riflessioni che però siano a tutto tondo. Bisogna poi coinvolgere le altre realtà della Media Valle e un po' tutti i territori, cioè non è che siamo grandi come la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Sicilia: siamo una Regione di 120.000 abitanti che ha delle difficoltà per quello che riguarda gli spostamenti, e lo sappiamo, però si può fare un piano scolastico intelligente, meditato, che coinvolga un pochino tutti. Non lo si può fare adesso però! Perché allora noi chiediamo di subordinare la valutazione di questo progetto e comunque della realizzazione del futuro complessivo della scuola secondaria di secondo grado in Valle d'Aosta all'inizio della prossima legislatura? Perché è una cosa sensata, perché è una questione di buon senso.

Lei mi dice: "non so se lei sarà ancora qui, se altri ci saranno", ma come facciamo a lasciare ai posteri in eredità una cosa del genere? E come facciamo a lasciar loro in eredità tutto questo malloppo di 277 milioni da realizzare, più altri 85 che arriveranno tra un po'? Saranno pure delle responsabilità che avranno le persone che vengono dopo... o un ordine del giorno che chiede di fare una valutazione di demandare fra tre mesi una cosa del genere è qualche cosa che metterà in crisi chiunque entrerà qui dentro? Ma stiamo scherzando?! Non lo so! Cioè mi sembra veramente che ci sia - e su questo per una volta concordo con il collega Perron, caso strano - una confusione assoluta, perché veramente non è sostanzioso quello che lei ci dice, non è solido. Si è buttata lì una cosa quando c'è un'urgenza, questo sì, c'è una priorità. La priorità è che non si può più lasciare i ragazzi della scuola media che vengono da due vallate e dal fondovalle ancora a lungo in quella scuola prefabbricata, perché sono lì dal 2021.

È stata una buona soluzione, avevamo lottato perché ci fosse una soluzione, ce lo ricordiamo tutti, ed era stato messo in piedi qualche cosa che ha funzionato, ma che sta mostrando tutti i suoi limiti a livello di spazi, a livello anche di struttura, che non è una struttura in muratura, è una cosa che piano piano comincia a mostrare anche un po' appunto gli anni. Ricordo di essere tornata su quest'argomento più volte nella legislatura, ho fatto una ricognizione di come vengono utilizzati gli spazi, di che cosa c'è bisogno. Sono allo stretto e abbiamo, dall'altra parte della strada, una struttura che è lì, che è stata ristrutturata nel 1977, che avrà delle difficoltà, però sembrava che dovesse venire giù da un momento all'altro: è caduto invece solo qualche calcinaccio.

Cosa ne facciamo allora di quella struttura? È chiaro che il Comune non può ristrutturarsela da solo, così come non può non tenere in considerazione Palazzo Europa, che è di proprietà della Regione, lo sappiamo, ma abbiamo lì delle strutture che devono essere in qualche modo recuperate. Non è però che, perché devono essere recuperate, ci inventiamo di farci dentro la scuola a orientamento sportivo all'ultimo minuto della legislatura!

Sinceramente quindi, al di là dell'ordine del giorno - e sappiamo benissimo che cosa pensate degli ordini del giorno della minoranza e dei nostri in particolare, ma non è quello - a me interessava porre il problema, porre il tema e su questo io spero vivamente che, visto che ci deve essere una delibera di Giunta che poi disciplini quest'articolo, si vada con calma e che si ragioni bene su quello che si deve fare, dando la priorità ovviamente al fatto che i ragazzi non potranno più stare a lungo nella scuola prefabbricata, quelli della scuola media.

Presidente - Altri? La votazione è aperta. I Consiglieri in aula sono invitati a votare. Consigliere Marquis... La votazione è chiusa. L'abbiamo anche chiamata, Consigliere.

Presenti: 34

Votanti: 2

Favorevoli: 2

Astenuti: 32 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Lucianaz, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Perron, Planaz, Restano, Rosaire, Sammaritani, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Possiamo ora all'ordine del giorno n. 1 della Lega. La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) ? Quest'ordine del giorno, in maniera direi piuttosto eloquente, si intitola: "No alla creazione di un ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona". Con quest'ordine del giorno, in maniera netta, vogliamo riportare la posizione che la Lega ha sempre espresso fin dall'inizio di questa balzana proposta e cioè quella della creazione di un ente strumentale che dovrebbe gestire tutti i servizi alla persona, tutti i servizi socio-sanitari.

Abbiamo spiegato le molteplici e le numerose criticità che questa scelta comporta, ma vogliamo riassumerle ancora una volta, l'abbiamo fatto in quest'ordine del giorno e abbiamo evidenziato che questa scelta comporterà il mancato passaggio automatico del personale attualmente impiegato nella Società dei servizi al nuovo ente, che dovrà affrontare una nuova selezione, rischiando così di perdere il posto di lavoro dopo anni di servizio. Ricordiamo in questo caso che ci sono anche alcune sentenze, che dovreste conoscere molto bene, perché so che ne avete parlato diffusamente nelle scorse settimane, dove si evidenzia che non c'è nessun automatismo al trasferimento del personale in caso di servizi.

Lei quindi sa benissimo, assessore Marzi, ma anche il presidente Testolin, che era presente agli incontri che avete fatto, che evidentemente, se si vorrà dire che tutti i dipendenti della Società di servizi dovranno andare nel nuovo ente strumentale, sarà evidente, dovranno fare una selezione e il rischio di essere esclusi, quindi di essere licenziati e perdere il lavoro, è sicuramente presente.

Ancora: criticità circa l'armonizzazione dei contratti, poiché la proposta di studio esclude dal trasferimento alcuni operatori socio-sanitari delle Unités des Communes e dei Centri educativi assistenziali regionali, nonché i dipendenti amministrativi e gli OSS impegnati nel Servizio Sad, creando così disparità di trattamento tra i lavoratori... eliminazioni delle leggi 165/2001 e 22/2010, che garantiranno ai lavoratori meno possibilità di mobilità interna nel comparto unico o presso altri enti pubblici come l'Azienda USL. Il rischio di precarizzazione dei contratti a causa della natura di ente economico simile a quella di un'impresa commerciale; vi è il rischio di riduzione dei costi di gestione a scapito dei lavoratori, senza però chiarire come verranno reclutate le future figure professionali (OSS, assistenti sociali, educatori) e come verranno tutelati i dipendenti della società dei servizi che non supereranno la selezione. La mancata chiarezza sul futuro delle Unités des Communes, che continueranno a gestire alcune figure professionali sul territorio (incomprensibile) la Società dei servizi che gestirà operatori, addetti alla sorveglianza e impiegati amministrativi nell'ambito forestale e il rischio di perdere figure con esperienza decennale formate nel tempo con passione e dedizione, andando quindi a detrimento del servizio degli utenti.

Se fosse soltanto una nostra ipotesi, una nostra convinzione, potremmo limitarci qui. La collega Minelli poco fa ha detto: "sappiamo benissimo cosa pensate dei nostri ordini del giorno". Io non voglio essere così pessimista e voglio invece immaginare che quando si fanno certe scelte, quando si schiaccia con il dito su questo pulsante, si è consapevoli di fare le scelte che si ripercuotono su centinaia o migliaia di persone, sulla vita di centinaia di migliaia di persone. Proprio per questo motivo, per dimostrare che ovviamente non è soltanto un parto della nostra immaginazione il fatto che il personale sia assolutamente contrario a questa scelta, abbiamo depositato, Assessore, lei penso sia stato informato, così come la Giunta, una raccolta firme, che ci è stata consegnata questa mattina, di 326 dipendenti che hanno sottoscritto il testo che adesso vi vado a leggere. La raccolta firme si intitola così: "Tuteliamo il personale socio-sanitario della Valle d'Aosta": "Con la notizia della prossima istituzione di un nuovo ente strumentale regionale incaricato della gestione dei servizi alla persona, che dovrebbe assorbire assistenti sociali, educatori, OSS e operatori di sostegno, attualmente dipendenti della società di servizi ma anche dei CEA regionali e delle Comunità per anziani delle Unités des Communes, si sono aperte numerose incertezze sul futuro, tanto per il personale coinvolto quanto per gli utenti e le famiglie degli utenti che usufruiscono dei servizi citati. Immaginare che il personale non venga automaticamente assorbito dal nuovo ente, ma debba affrontare una nuova selezione, rischiando così di perdere il posto di lavoro dopo anni di servizio, rischiare di perdere professionalità e sicurezza economica a discapito del servizio non garantisce certezze per il futuro dei servizi socio-sanitari in Valle d'Aosta. Viste le preoccupazioni espresse da più parti, con le quali si è evidenziata la possibilità secondo la quale l'ente potrebbe ridurre i costi di gestione a discapito dei lavoratori, senza alcuna chiarezza sulle formule di reclutamento delle figure professionali (OSS, assistenti sociali, educatori) e sulle tutele dei dipendenti della Società di servizi in caso di mancato superamento della selezione, così come sulla condizione di chi, dopo aver superato un concorso per lavorare nella Pubblica Amministrazione, si trovi al di fuori della stessa; consapevoli che il problema non sia di facile soluzione, ma sia in una gravità tale da richiedere un'urgente presa in carico, con la presente raccolta firme si chiede al Consiglio regionale di approvare - ascolti bene, Assessore ? ogni iniziativa consiliare utile che disponga il blocco dell'istituzione del nuovo ente strumentale regionale". Firmato da 326 dipendenti.

Le dico anche una cosa in più: questa raccolta firme è di 326 dipendenti perché è stata fatta in due-tre settimane, perché, se il periodo fosse stato più ampio, sicuramente di firme ce ne sarebbero molte di più. Io quindi metto in guardia lei, metto in guardia la sua maggioranza, sul fatto che ci sono centinaia di persone che sono contrarie all'istituzione di quest'ente strumentale: ecco perché col presente ordine del giorno finalmente potremo perlomeno creare chiarezza nelle persone che sono al di fuori di qui. Se da una parte ovviamente ci sarà, come noi auspichiamo, la scelta di bloccare quest'ente strumentale, saremo tutti ovviamente contenti di aver preso atto e portato avanti una scelta che va nella direzione di tutelare le persone che si sono appellate a questo Consiglio. Se invece si preferirà continuare ad andare avanti come si è deciso, in maniera ovviamente acritica e anche immune alle sollecitazioni che arrivano, ebbene, perlomeno potremo indicare in maniera molto chiara chi ha voluto fare questa scelta e chi invece non ha voluto farla.

La Lega ha una posizione chiara: con quest'ordine del giorno impegna l'Assessore competente "a sospendere o revocare ogni azione attualmente in essere che vada nella direzione della creazione di un ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona e predisporre invece ogni azione utile che possa valorizzare la gestione dell'attuale servizio unitamente a un assorbimento dei dipendenti della Società di servizi nell'Amministrazione regionale".

Presidente ? Ha chiesto la parola all'assessore Marzi, ne ha facoltà per il Governo.

Marzi (SA) ? Noi naturalmente chiederemo di ritirare l'ordine del giorno, altrimenti ci asterremo e spieghiamo immediatamente il perché: perché quest'ordine del giorno è chiaramente un'azione politica, anche perché viene presentata nella discussione di un disegno di legge che non tratta assolutamente il tema. Naturalmente, l'ordine del giorno viene utilizzato per strizzare l'occhio a una serie di persone che - ne siamo assolutamente convinti - avranno la lucidità di comprendere fondamentalmente due cose: la prima è che non c'è nessuna azione da bloccare, dato che, come il collega Manfrin e i colleghi Consiglieri sanno, non esistono disegni di legge di creazione di enti strumentali, proprio perché, come richiamato dal collega Manfrin, da un punto di vista politico, sono assolutamente in corso, anche con le rappresentanze sindacali, una serie di interlocuzioni che hanno come obiettivo quello di trovare delle soluzioni amministrative a una serie di problemi completamente diversi tra loro. Ad esempio, per restare sull'ordine del giorno, lei nell'impegnativa parla espressamente dei "lavoratori dipendenti della Società di servizi", in particolar modo dei "lavoratori dipendenti della Società di servizi che si occupano della gestione dei servizi alla persona", per cui lei parla di assistenti sociali, parla di educatori. Di fatto, all'interno della Società di servizi non ci sono soltanto questi lavoratori, ma ce ne sono anche altri.

C'è una caratteristica, però, che ad oggi accomuna tutti i lavoratori dipendenti della Società di servizi che sarebbero coinvolti in un futuro nella creazione di un ente strumentale che cerca di superare l'attuale problema che attanaglia questi dipendenti.

Tra l'altro, collega Manfrin, mi fa piacere che lei ha raccolto queste firme, perché anche noi abbiamo avuto molto l'occasione di parlare con loro e, pensi un po', loro ad oggi hanno un problema che è conosciuto da tantissimo tempo, che non è mai stato superato e che con l'approvazione di quest'oltre del giorno continuerebbe a non essere superato: questi lavoratori si trovano nella strana condizione di fare lo stesso lavoro di alcuni loro colleghi che però hanno come datore di lavoro, ad esempio, il pubblico impiego che non soltanto guadagnano più di loro, ma hanno tutta una serie di garanzie in più. Questo problema lo conosciamo benissimo. Lo conosciamo talmente bene che abbiamo cercato di trovare una soluzione, la sola possibile, che sarebbe quella di arrivare a istituire un ente che, appunto, gli darebbe la possibilità di avere un tipo di contratto pubblico, che, di fatto, consentirebbe loro non soltanto di arrivare a guadagnare quanto i loro stessi colleghi, ma addirittura di entrare in una serie di dinamiche, sia in termini di flessibilità che di premialità, che consentirebbe loro di superare una questione annosa. Questo è il principale problema che i lavoratori della Società di servizi hanno e che non solo è conosciuto, ma a cui addirittura si sta cercando di trovare una soluzione immediata.

Il problema che i lavoratori della Società di servizi hanno, e che è appunto conosciuto da tantissimo tempo, è un problema completamente diverso e con le rappresentanze sindacali non più tardi del 12 giugno abbiamo avuto un tavolo che è tuttora attivo e che sta cercando di risolvere questo problema. Probabilmente questo tipo di soluzione arriverà con la prossima legislatura consiliare perché non vi è sicuramente, ad oggi, la possibilità di risolvere questo problema, tant'è che non esistono, appunto, dei disegni di legge che istituiscono nessun ente. Sono semplicemente in corso una serie di interlocuzioni anche con le rappresentanze sindacali, oltre naturalmente che con i lavoratori che hanno voluto rappresentare questo tipo di situazione nel corso degli anni proprio perché questi problemi sono assolutamente conosciuti.

Tra i temi di riferimento che lei segnala, vale a dire quando ci sarà e se ci sarà quest'ente - cosa che noi ci auspichiamo perché li aiuterebbe a risolvere questi problemi - c'è appunto il problema che ad oggi i lavoratori che lei cita, quelli della Società di servizi, sono dipendenti della Società di servizi e quindi bisogna trovare la migliore delle soluzioni possibili per fare in modo che le selezioni che hanno fatto per diventare lavoratori della Società di servizi un domani valgano anche nel momento in cui verrà o verrebbe istituito quest'ente. Anche questo è uno dei temi che si sta trattando anche con le rappresentanze sindacali nel tentativo di essere il più efficaci possibile, quindi nel caricare il meno possibile questi passaggi per quanto riguarda questi lavoratori e queste lavoratrici.

Altro problema ancora che è in corso di discussione riguarda, invece, un'altra categoria di lavoratori e di lavoratrici che sono quelli oggi dipendenti degli Enti locali che a loro volta hanno un'altra serie di difficoltà non sono tanto legate al contratto che gli viene applicato perché è un contratto pubblico e appunto, come appena richiamato per i lavoratori e le lavoratrici della Società di servizi, un contratto che ha tutta una serie di garanzie: il problema è più degli Enti locali, dei Sindaci che durante questi anni spesso sono venuti a rappresentare una problematica, anche qui assolutamente conosciuta, rispetto non soltanto alla difficoltà di trovare queste centrali professionalità sul territorio, perché sono poi i lavoratori dipendenti che concretamente consentono di tenere aperte le nostre microcomunità, le nostre strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie. Anche in quel caso ci sono due tipi di problemi. Il primo è trovarne di personale, perché si ha una difficoltà enorme a trovarlo e quindi a garantire la sua presenza sul territorio. Il secondo anche a far fronte a una problematica che spesso abbiamo trattato in questo Consiglio e che sappiamo che i loro datori di lavoro, e quindi i Sindaci assieme ai Segretari delle Unités, stanno affrontando giorno per giorno anche col nostro aiuto. In questo Consiglio, ad esempio, spesso si è parlato delle microcomunità in testata di Valle - una per tutte, ad esempio, quella di Gaby, piuttosto che quella di Gressoney - che, guarda caso, hanno problematiche proprio a reperire il personale OSS perché ad oggi, oltre a mancare, ci sono una serie di problemi di natura gestionale, proprio perché, di fatto, ogni singola Unité risulta essere il datore di lavoro di dipendenti. Ad oggi, quindi, non soltanto quest'ordine del giorno risulta essere un ordine del giorno che io lo capisco si semplifica talmente tanto da poter essere rappresentato con l'adagio del volere "la botte piena e la moglie ubriaca". Di solito, nel momento in cui si danno questo tipo di soluzioni amministrative, magari si riesce a strizzare l'occhio a coloro i quali non hanno ancora tutti gli elementi del caso, ma certo non si risolvono i problemi di questi lavoratori e queste lavoratrici.

I principali motivi per i quali non si possono risolvere questi problemi sono due: primo, perché vengono equiparati quando invece hanno esigenze e necessità completamente diverse tra loro; secondo, perché vengono date per certe situazioni, piuttosto che scoop, rispetto all'istituzione di enti quando noi sappiamo benissimo, perché negli ultimi giorni lo abbiamo concordato, quali saranno i disegni di legge che nel corso del mese di luglio verranno approvati e tutti noi sappiamo che non esiste un disegno di legge di istituzione dell'ente strumentale, appunto, per la gestione di queste problematiche. Ora, per il fatto che però questo disegno di legge non esiste, e quindi tutti questi lavoratori e lavoratrici, anche coloro i quali hanno firmato la petizione, possono stare assolutamente sereni, ciò non toglie invece che i loro problemi non vengono assolutamente risolti, così come non sono stati risolti nel corso degli ultimi anni. Pertanto è impossibile approvare quest'ordine del giorno perché, di fatto, non esiste nessun disegno di legge/azione amministrativa che in questo momento istituisce nulla.

C'è però un problema e cioè che il problema rimane. Io vedo che anche rispetto a quest'ordine del giorno, così come in tantissime polemiche che ho sentito nel corso dei mesi, il Governo ha cercato di essere assolutamente trasparente con tutti sia con i lavoratori e le lavoratrici che nel corso degli anni sono venuti a rappresentare i loro problemi, sia con le rappresentanze sindacali, con le quali è aperto un tavolo di confronto assolutamente trasparente e votato a risolvere i problemi... Tuttavia, detto tutto ciò, quello che rimane assolutamente in sospeso è come cercare di dare delle soluzioni assolutamente diverse a tre problemi. Il primo è il fatto che ad oggi esiste un dipartimento delle Politiche sociali della Regione autonoma Valle d'Aosta, unico in Italia, che fondamentalmente svolge il ruolo di programmazione e di gestione, e ciò non è più il caso che sia. Il secondo riguarda le esigenze che ci sono da parte appunto dei lavoratori e delle lavoratrici della Società di servizi che continuano, come succede da anni, a prestare dei servizi facendo lo stesso lavoro di alcuni loro colleghi, ma guadagnando di meno e, di fatto, avendo anche meno sbocchi di natura professionale. Terza, è l'assoluta difficoltà che c'è oggi sul territorio a gestire, ai sensi della normativa vigente, i servizi resi alle persone con una società che, come richiamato poc'anzi da alcuni colleghi, continua a invecchiare e continua a esprimere dei problemi di cronicità e comorbidità, che, di fatto, debbono essere gestiti sicuramente in maniera diversa.

Io capisco che la semplificazione dell'imperante e in arrivo campagna elettorale porti a strizzare l'occhio, a seconda del caso, a Destra o a Sinistra, però l'oggetto del contendere è che invece ad oggi le soluzioni prospettate in quest'ordine del giorno non ci sono. Io però, collega Manfrin, non so dirle se questo è un bene piuttosto che un male. Mi auguro invece che per il prossimo futuro delle soluzioni si trovino.

Presidente - La parola al consigliere Baccega.

Baccega (FI) ? Noi intanto affermiamo subito che voteremo l'ordine del giorno e crediamo che non sia corretto dire che siamo vicini alle elezioni e quindi siamo lì che spingiamo nella direzione di poter avere il consenso da una parte piuttosto che dall'altra, perché, se ricordate bene, noi su questo tema già un anno e mezzo fa avevamo presentato una sorta di interpellanza nella quale si chiedeva per quale motivo ai dipendenti della Società di servizi che avevano fatto la selezione si chiedeva loro il francese e non ottenevano l'indennità di francese e così pure anche i dipendenti di INVA... Ci fu detto che si sarebbe lavorato nella direzione di equiparare quanto meno gli stipendi. Lì si parlava solo di stipendi e non di percorsi. È vero, l'istituzione dell'ente strumentale ancora non esiste, però lo sa tutto il mondo che c'è questa roba in piedi, che qualcuno sta lavorando in quella direzione e questo ha creato una fortissima preoccupazione.

Ora, noi non abbiamo avuto modo di sentire, se c'era una petizione che si muoveva non l'abbiamo vista, però abbiamo avuto anche noi delle sollecitazioni importanti affinché si prendesse in qualche modo visione di un qualcosa. Tenuto conto che, appunto, l'ente strumentale non era ancora neanche istituito, messo nero su bianco, valutato, abbiamo giustamente in qualche modo soprasseduto a intervenire adesso, a fine legislatura. Lo hanno però fatto i colleghi e noi condividiamo questa preoccupazione, che non è la preoccupazione solo della Lega, ma è una preoccupazione anche di Forza Italia e di tanti che sono venuti a sollecitarci in questa direzione. Il nostro voto quindi sarà favorevole.

Presidente - La parola la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) ? Noi invece ci asterremo su quest'ordine del giorno per una serie di motivi. Innanzitutto perché - l'ha detto chiaramente l'Assessore e me ne felicito - per quattro volte, rispondendo a mia iniziativa, aveva detto che ci sarebbe stato un disegno di legge entro la fine della legislatura, invece oggi ha dichiarato che il disegno di legge non ci sarà. Sotto questo punto di vista, quindi sarà sicuramente tema di campagna elettorale, con visioni completamente diverse, perché le sollecitazioni che più volte ha fatto l'Assessore non ci vedono dalla stessa parte. Sotto questo punto di vista, non condividiamo quanto anche oggi è stato dichiarato dall'Assessore, ma dall'altra parte diciamo, visto che non c'è nulla sul tavolo e lo dimostra anche la risposta alla mia interrogazione scritta che ho ricevuto nei giorni scorsi, che i colleghi hanno visto, dove si dice chiaramente che l'obiettivo comune è quello di arrivare a un quadro definitivo che potrà essere consolidato nella prossima legislatura... ribadisce quindi anche nell'interrogazione scritta che, sotto questo punto, di vista non c'è nulla.

Quello che fa specie però è che proprio a una delle domande che io ho posto in quell'interrogazione scritta, ossia "è possibile estendere il contratto di comparto ai lavoratori della Società dei servizi?", mi è stato fatto un giro, perché di solito, quando interviene l'assessore Marzi, lo posso capire, ma addirittura per iscritto. Se voi andate a prendervi la risposta, questa risposta non c'è. Mi si dice: "no, ma noi pensiamo che sia meglio fare l'ente". La domanda era: "è possibile applicare il contratto di comparto?". "Sì, perché lo facciamo in ARER. Sì, perché lo facciamo in altri enti2. Sotto questo punto di vista, quindi, il contratto di comparto può essere assolutamente applicato ai lavoratori della Società dei servizi. Ecco la seconda motivazione per cui non votiamo quest'ordine del giorno, perché non sarebbe corretto dire di assorbire chi è nella società dei servizi tout court all'interno dell'Ente Regione, dove le persone hanno tenuto un concorso. Secondo noi bisogna fare di nuovo dei concorsi per poter far sì che questo personale diventi totalmente regionale, ma sotto questo punto di vista quello che chiedono gli operatori è di poter avere lo stesso contratto, cosa che si può fare anche domani. Dopodiché c'è una questione di IVA, se vuole, assessore Bertschy, poi lo potrà dire, però, sotto questo punto di vista, non possiamo dire che non si possa applicare il contratto.

Altra risposta che mi è stata data all'interno dell'interrogazione scritta, quindi per una volta dico agli operatori della Casa di riposo di J.B. Festaz che, a differenza di altre volte, questa volta loro sono fortunati perché tutto quello di cui stiamo discutendo non verrà applicato alla loro categoria e fa specie quanto viene detto poi: "per non determinare ulteriori elementi di complessità". Anche sotto questo punto di vista quindi si riconosce l'assoluta complessità.

Si è detto - e lo ha detto bene l'Assessore - che è stato fatto un tavolo con le organizzazioni sindacali per rispondere a molte delle domande poste in quest'ordine del giorno. Sotto questo punto di vista, mi stupisce che si approfondisca adesso la questione della cassa previdenziale. Molto probabilmente lo studio avrebbe dovuto affrontare anche le questioni legate ai dipendenti, perché non è ininfluente il fatto di passare da una cassa previdenziale a un'altra. Sotto questo punto di vista, chiedete a chi passa da una cassa all'altra se è così ininfluente. Dopodiché si continua con la solita tiritera che non si trovano operatori. Sotto questo punto di vista, più volte abbiamo detto... e lo hanno detto anche i Sindaci, perché i Sindaci, quando si vuole, vengono considerati, altre volte no. I Sindaci più volte ci hanno detto che, ad esempio, sull'esame di francese loro sanno che ci sono delle difficoltà. Quello potrebbe essere un primo passo.

L'altro passo, come abbiamo detto, poteva essere quello di pensare alle case non solo per gli stagionali del turismo, ma anche per i lavoratori come questi, gli operatori sanitari, che cercano delle case. Sotto questo punto di vista, quindi, invito a fare una riflessione in questo senso. Dopodiché, ribadisco, per me questo sarà un tema importante che affronteremo, perché è sicuramente una delle visioni opposte che abbiamo, sicuramente, sotto questo punto di vista, è un tema centrale anche per la Valle d'Aosta e sarà tema di cui discuteremo ampiamente in campagna elettorale.

Non è vero che togliere la gestione all'Amministrazione vuol dire semplificare, perché io mi chiedo, e le chiedo, Assessore, se ha voglia di ascoltarmi: secondo lei, un educatore di sostegno, anche se gestito da un ente pubblico economico, ma lavora in una scuola, non dovrà comunque interfacciarsi con l'istituzione scolastica e via dicendo? Abbiamo quindi solo cambiato con chi dovrà interfacciarsi la scuola, non sarà più la Società dei servizi ma un altro ente. Sotto questo punto di vista, quindi, la complessità è assolutamente la stessa: glielo dico perché quel mestiere l'ho fatto per tempo della mia vita, quindi so benissimo di cosa sto parlando.

Non me ne voglia il collega Manfrin, se fosse solo il titolo dell'ordine del giorno glielo avrei votato, l'impegnativa non ci convince e quindi ci asterremo.

Presidente ? La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) ? Assessore, io la ringrazio per aver inventato una nuova tipologia di ente strumentale, che potremmo definire l'ente strumentale di Schrödinger, che esiste o non esiste a seconda di quello che lei vuole comunicare. Sa, siamo tutti in campagna elettorale secondo lei, però lei dà sfoggio delle sue magiche doti di provare, come lei ha detto poi durante il suo intervento, più che ad avere "la botte piena e la moglie ubriaca", a dare "un colpo al cerchio e un colpo alla botte". Perché le dico questo? Perché lei ci dice: guardate, non c'è nessun disegno di legge che istituisce l'ente strumentale, quindi non vi preoccupate. Poi però si commissiona uno studio alla società Poleis, che arriva qui con tanto di diapositive, di proiezioni e ci dice: "la società sarà così, il trasferimento dei dipendenti sarà cosà, faremo questo, faremo quell'altro, si potrà fare questo, si potrà fare quell'altro". Poi ci dice: "vabbè, ma passaggi ne sono stati fatti e quant'altro", poi però nel vostro DEFR scrivete che volete creare un ente strumentale, lo scrivete nel vostro DEFR! Lei allora ci deve spiegare qual è la verità, perché se ci dice, Assessore, che tutto quello che scrivete nel DEFR e dite che volete fare sono fanfaluche, allora ne prendiamo atto. D'ora in poi quello che scriverà la sua maggioranza - posto il fatto che saranno ovviamente le urne a determinare quale sarà - nel DEFR... possiamo prendere atto del fatto che non lo volete realizzare o che scrivere quello o scrivere altro tanto vale.

Voi delle azioni le avete fatte e le avete fatte in maniera concreta, perché poi ci dice che non c'è niente, però poi fate gli incontri, da quello che dice, con le organizzazioni sindacali, perché allora fate gli incontri con le organizzazioni sindacali se poi in realtà non si fa niente? Cioè ci spieghi questo, Assessore, c'è un po' una contraddizione in termini. Dopodiché con le organizzazioni sindacali noi siamo felici che vi incontriate, non abbiamo visto comunicazioni ufficiali, avremmo gradito magari avere comunicazioni ufficiali delle organizzazioni sindacali, magari a lato del tavolo d'incontro, eccetera, non ne abbiamo viste. Prendiamo atto che il 12 giugno vi siete riuniti, prendiamo atto che non è stato scritto, né detto niente.

Ci dice, Assessore, che questa soluzione serve per dare delle garanzie ai lavoratori della Società di servizi. Beh, ne prendiamo atto, Assessore. Innanzitutto vorrei anche dire una cosa. Lei ci dice: "abbiamo ben presente il problema". È vero, Assessore, e mi fa piacere che abbiate ben presente il problema, ma a me tocca ricordare che questo problema c'era nel 2020, quando lei era già Assessore. Siamo nel 2025, questo problema rimane. Sa quindi cosa le dico? "Buongiorno principessa!". Questo problema in cinque anni non l'avete risolto, però avete le soluzioni in tasca per il futuro. Mi permetta di dubitarne e permetta di dubitarne a tutti quelli che qua al di fuori l'hanno sentita dire che avete le soluzioni in tasca. Se in cinque anni non siete stati capaci di fare nulla, mi spiace, ma qualche dubbio ci sovviene.

Dopodiché ci dice: "questa è la soluzione migliore - quella dell'ente strumentale - per i lavoratori della Società di servizi", ma glielo avete già detto che dovrete fare una selezione e siete obbligati a fare una selezione? E glielo avete detto ai lavoratori della Società di servizi che, nel caso in cui non superassero questa selezione, che non sarà solo per i lavoratori della Società di servizi ma potranno partecipare tutti, se ovviamente non verranno presi, si troveranno senza un lavoro? Glielo avete detto questo? È questa la sua soluzione? "Facciamo una bella selezione dove potete stare fuori e non avrete più un lavoro". Se questa è la sua idea di sicurezza e di certezza per i lavoratori, ne prendiamo atto. Ne prenderà atto anche chi sta al di fuori da qui ma, mi spiace, io dubito fortemente.

Ancora: ci dice che c'è difficoltà di reperimento del personale OSS. Assessore, guardi, facciamo pace un po' non col cervello, con noi stessi. Vede, io ero qui, così come tanti colleghi, quando più di una volta abbiamo presentato degli emendamenti che cercavano di estendere l'indennità di attrattività; perché? Perché dicevamo che in Valle d'Aosta avere gli OSS era un problema, trovare gli OSS era un problema e che in Valle d'Aosta nelle strutture sanitarie il personale e le figure che mancano maggiormente sono gli operatori socio-sanitari. Sa lei e la sua maggioranza cosa avete fatto? Avete bocciato questa proposta ogni singola volta in cui l'abbiamo presentata e avete detto: "no, ma presenteremo poi una proposta in più". La proposta in più è: lavorate di più e vi paghiamo di più. Grazie al piffero! Se quindi questo è il principio col quale voi conducete la necessità di reperire delle figure di questo tipo, allora mi spiace, Assessore, ma queste figure non le troverete mai, se si fanno figli e figliastri nella sanità. Questo è molto chiaro e non c'è ente strumentale che tenga.

Ancora: ci dice che non ci sono addentellati per discutere di questo tema. Assessore, ma li legga i testi, ma guardi l'ordine del giorno! Le abbiamo anche citato l'articolo su cui ci colleghiamo, non è una roba campata in aria! Voi parlate di strutture socio-sanitarie, parlate di Unité des Communes in questo assestamento. Lo rilegga, le abbiamo citato l'articolo 23. Almeno si prepari quando risponde sulle cose! Non risponda a "cavolo" quando deve intervenire solo perché deve difendere la posizione.

Lei quindi ci dice che la soluzione è questa, però non si vuole mettere in campo. La soluzione è l'ente strumentale, però non lo vogliamo fare, però poi forse lo faremo, lo farà il futuro, però forse non lo facciamo. Non c'è una proposta di legge, però la mettiamo nel DEFR, però poi dopo paghiamo lo studio alla Poleis, però non esiste. Assessore, o da una parte o dall'altra. Lo vuole fare? Lo dica in maniera molto chiara. Noi non lo vogliamo fare, glielo diciamo con quest'ordine del giorno. Chi vota quest'ordine del giorno ovviamente non lo vuole fare, né oggi né mai. Se lei non lo vota, è inutile che si inventi delle storie. Lo vuole fare? Lo comunicherà con questo voto e ci faremo anche noi portatori dello stesso ai 326 sottoscrittori della petizione e ovviamente anche a tutti quelli che non hanno potuto firmare ma che le avrebbero comunicato cordialmente che, ovviamente, con quest'ente strumentale non vogliono avere niente a che fare.

Presidente - La parola all'assessore Carrel per il gruppo.

Carrel (PA) ? Io sicuramente non ho tutti gli elementi che hanno invece alcuni colleghi o, meglio, che hanno presentato forse in aula con grandi convinzioni. Io però sicuramente sono qui per sottolineare che anche il gruppo Pour l'Autonomie ha ricevuto diverse sollecitazioni su questo problema ed è un problema che ci vede attenti.

Apprezzo la risposta dell'assessore Marzi sul tema, in cui si dà massima disponibilità all'interlocuzione e si dice chiaramente che non abbiamo un disegno di legge pronto, quindi la strada non è ancora del tutto tracciata. Abbiamo un indirizzo, abbiamo una direzione, il come si arriva a quell'indirizzo e a quella direzione è ancora in discussione e credo che questo sia il ruolo della politica, perché, ripeto, le sollecitazioni che ha ben rappresentato il collega Manfrin presentando quest'ordine del giorno sono delle sollecitazioni che arrivano anche agli altri gruppi consiliari e credo che spetti alla politica, appunto, fare sintesi di tutte queste sollecitazioni e indicazioni. Spetterà ovviamente alla prossima legislatura trovare delle soluzioni a un problema che sicuramente si basa su uno studio che è stato fatto, e ci è stato anche ampiamente presentato, prima in Giunta e poi in maggioranza, e credo anche in Commissione in seconda battuta. Uno studio che non individua una soluzione tout court, ma traccia una strada. Questa strada ovviamente spetta però non agli studi a cui incarichiamo di dare le risposte, ma spetta alla politica e spetta a quest'Aula.

Credo quindi che questo sia il messaggio con cui auspichiamo venga accolta la nostra astensione su quest'ordine del giorno, perché la prossima legislatura sicuramente dovrà affrontare con serietà e con concretezza un problema che ci è stato rappresentato, che è un problema che tocca i nostri anziani, ma non solo i nostri anziani, perché poi stiamo parlando sicuramente delle OSS e dei lavoratori, ma anche dei servizi che con questi lavoratori riusciamo a garantire. Abbiamo quindi il servizio e ovviamente anche chi lavora per garantire questo servizio.

È quindi un problema sicuramente complesso e, come gruppo di Pour l'Autonomie, ne siamo sicuramente consapevoli. Abbiamo anche noi diverse sollecitazioni, stiamo approfondendo il tema e lo stiamo approfondendo anche grazie all'importante studio che è stato fatto, che credo che sia il punto di partenza dal quale la politica poi dovrà trarre delle conclusioni, che ad oggi non sono ancora definite.

Presidente ? La parola al consigliere Restano.

Restano (RV) - Intervengo solo per significare la nostra posizione per, come si suol dire, reporter la pendule à l'heure. Noi non abbiamo votato il DEFR, non abbiamo votato il piano della salute e il benessere sociale e durante la discussione di questi atti ci siamo espressi in maniera fortemente critica rispetto a quest'iniziativa. Sono oltre due anni e mezzo... significando anche ulteriori problematiche rispetto a quelle che hanno illustrato i colleghi. Non vi è dubbio che il modello attualmente in atto è un modello da modificare e da cambiare. Bisogna tenere come punti fermi, a nostro avviso, la professionalità degli operatori, i posti di lavoro, adeguare i contratti ad altre realtà assimilabili e possibilmente migliorare i servizi.

Da tutto questo discorso, colleghi, mi preme sottolineare che sono stati esclusi i servizi sul territorio. Annunciamo allora di volere portare equità e correggere delle storture e poi lasciamo in mano agli Enti locali i servizi per il territorio. Mi chiedo perché. Abbiamo dei dubbi rispetto al modello proposto in discussione, ciononostante, per correttezza, devo dire che forse io avevo frainteso, ma avevo già capito alcuni Consigli fa, su dichiarazione dell'Assessore, che non si sarebbe fatto durante questa legislatura. Il discorso quindi è stato rimandato alla prossima legislatura e sarà oggetto di un'accesa campagna elettorale anche all'interno delle stesse (incomprensibile).

Detto questo, però, secondo noi, bisogna anche porsi delle domande rispetto ai costi amministrativi di gestione di una società di questo tipo, di questo ente strumentale. Quale potrebbe essere l'approccio rispetto a un accompagnamento al comparto sanità? Come ho detto e come ho avuto modo di dire più volte, noi delle idee ce le abbiamo e per ora ce le teniamo per noi, perché le porteremo in campagna elettorale. Siamo chiari, non le esponiamo.

Certo, come tutti quanti i colleghi presenti in quest'aula siamo stati contattati, abbiamo espresso, ormai da più anni, quelle che erano e sono le nostre convinzioni, quello che sarebbe stato, cioè che quest'iniziativa non sarebbe andata in porto. Oggi non ci sentiamo di votare quest'ordine del giorno, in parte per i motivi espressi dalla collega, ma perché siamo consapevoli che non è un argomento che sarà portato a termine, proprio rileggendo le dichiarazioni dell'Assessore di alcuni Consigli fa.

Presidente ? Per il gruppo dell'Union, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) ? Credo che questo tipo di argomenti vada trattato in maniera un po' più seria di com'è stato affrontato con questo tipo d'iniziativa, perché alla base di qualsiasi progetto c'è innanzitutto un bisogno: quello di dare delle risposte a delle situazioni che o non sono più sostenibili, o devono essere migliorabili.

Su questo tipo di problematica, che è stata affrontata già in quest'aula molte volte, una volta sono stato io a risponderle per darle delle indicazioni sulla necessità di intervenire, perché la necessità di intervenire è un dato di fatto, non è un'opinione di parte. In questo momento la Società di servizi eroga milionate di servizi in questo contesto, ha dei costi che sono inficiati anche da delle spese che non sono trasformabili in una remunerazione adeguata ai lavoratori e consistono in spese troppo alte per quanto riguarda l'Amministrazione, con un coordinamento che non è sufficientemente definito, io direi, da un punto di vista organizzativo per garantire all'utenza il migliore dei servizi. Questi sono i tre elementi che devono essere presi in considerazione per poi fare tutta una serie di valutazioni.

Per affrontare la situazione attuale, l'Assessorato si è mosso per uno studio che ha dato delle indicazioni su come approntare e affrontare questo tipo di criticità, perché trattasi di criticità, con una varietà di situazioni all'interno della gestione che passano dal fatto che ci sono delle commistioni e dei lavori che vengono fatti all'interno dell'Amministrazione regionale, all'interno dell'Amministrazione comunale, all'interno della Società di servizi, e ha cercato di creare i presupposti per una sintesi, una sintesi che nel complesso va a migliorare tutta una serie di situazioni rispetto a quelle attuali.

Alla luce di quello che è stato lo studio, ci sono evidentemente delle perplessità che derivano, probabilmente, anche dal fatto che non c'è stata una comunicazione sufficientemente puntuale rispetto alle possibilità e alle opportunità di un cambio gestionale. La dimostrazione, se mi posso permettere, si evince anche un po' dalle sue parole di oggi, perché ha alternato delle frasi, che sono anche corrette, con delle cose che non esistono né nello studio, né nelle intenzioni della maggioranza.

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...no, perché, quando si fanno delle battaglie contro qualcosa, si fanno o per politica e mera acquisizione di consenso, che in questo periodo è più che plausibile, oppure per cercare di trovare delle soluzioni che vadano a dare dei benefici a chi dovrà essere l'oggetto di queste soluzioni. Gli oggetti di queste soluzioni sono da una parte i lavoratori, dall'altra gli utenti e dall'altra l'Amministrazione regionale.

Quando allora uno si trova ad amministrare, deve mettere in fila queste tre cose e poi si troverà a dover fare delle scelte che saranno le migliori possibili. Le garantisco che ha fatto delle affermazioni, all'interno delle criticità che possono emergere, che non sono assolutamente corrette. Adesso non me le sono elencate, ma lei vada ad ascoltarsi la registrazione e poi, in separata sede, ne parleremo. Così come la presunzione di poter esaurire un argomento come questo con una risposta a domanda scritta, quando probabilmente, se si è lavorato per un anno di tempo per capire quali possono essere le soluzioni, magari un minimo di analisi lo si è fatto.

La soluzione, a mio avviso, di buon senso è quella che tematiche di questo tipo devono essere affrontate con laicità, con l'obiettivo comune, che è l'obiettivo dell'Amministrazione regionale e di confronto in primis con le organizzazioni sindacali, che non si è voluto scavalcare in una sede come questa, perché altrimenti l'Amministrazione regionale avrebbe potuto benissimo esplicitare ai diretti interessati quali erano le opportunità. Sicuramente le indicazioni che venivano date sarebbero state magari più puntuali, ma sicuramente diverse da quelle che sono state utilizzate.

Credo allora che il buon senso ci deve portare a un massimo confronto e a una massima risoluzione delle possibilità di intervento che, dagli approfondimenti fatti e che si continueranno a fare daranno delle risposte molto chiare sia ai lavoratori che alla Regione, che agli utenti, perché un'interlocuzione seppur marginale c'è stata anche con le associazioni che sono deputate alla verifica delle opportunità e della gestione dei servizi che sono in itinere. Da questo punto di vista, credo che quanto esplicitato dall'Assessore, la scelta di rimandare a un percorso che è stato iniziato con un approfondimento e uno studio su una situazione che è una problematica e che è da risolvere, di tutto abbia bisogno meno che di essere interrotta a livello di confronto e a livello di opportunità di trovare delle soluzioni. Questo è il meccanismo che dovrà sviluppare nel prossimo futuro un confronto molto attento, ma anche molto approfondito, da parte di chi magari lo conosce un po' di meno.

In questo senso, evidentemente, il nostro sarà un voto di astensione, perché, coscienti dell'esistenza del problema, dovremo andare a trovare una soluzione, o dovrà farlo chi siederà al posto del Governo nella prossima legislatura, perché quello è un impegno che non si può poi demandare a qualcun altro o demandare a delle soluzioni semplicistiche, come qualche volta in quest'aula si pensa di poter fare, senza prendere in considerazione tutti gli elementi del gioco.

Presidente - Altri? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 29

Votanti: 10

Favorevoli: 10

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Con questo punto si concludono i lavori del Consiglio della giornata di oggi, che riprenderanno domani alle 9:00. Buona serata.

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La seduta termina alle ore 20:08.