Oggetto del Consiglio n. 4844 del 10 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4844/XVI - Continuazione della trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del D.L. n. 189 (Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2024) e del D.L. n. 195 (Assestamento al bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per l'anno 2025. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2025/2027). (Reiezione di dieci ordini del giorno. Ritiro di due ordini del giorno)
Bertin (Presidente) - Con 27 Consiglieri presenti possiamo iniziare. Siamo all'ordine del giorno n. 4 del gruppo di Forza Italia. Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (FI) - Apprendo oggi dal web che a Quart aprirà un punto vendita Decathlon nella nostra regione, quindi ben vengano le diciotto assunzioni, ma quante saranno le piccole attività già messe in difficoltà a subire in termini economici questa nuova apertura? È chiaro che bisogna mettere a terra una legge regionale che regolamenti la grande distribuzione e magari le grandi nuove aperture, quindi interveniamo oggi su un tema di cruciale importanza per la nostra comunità: il commercio, un settore che, come ben sappiamo, riveste un ruolo fondamentale per l'economia locale, la vitalità dei centri urbani e la coesione sociale. Purtroppo siamo qui a constatare, con preoccupazione, un fenomeno che sta impoverendo le nostre città: la desertificazione commerciale, l'abbiamo già più volte evidenziato in questo Consiglio.
Apprezziamo l'iniziativa di questa Giunta e dell'Assessore di rendere strutturale una misura a sostegno delle piccole attività commerciali, riconoscendone l'importanza di supporto economico locale, tuttavia, nonostante questo sforzo, il settore è ancora afflitto da criticità ben note, ma c'è un aspetto in particolare che ci preoccupa e che riteniamo non riceva la dovuta attenzione nelle politiche di sostegno e valorizzazione, che è quella che riguarda la poca attenzione del commercio su area pubblica; ne ho già parlato forse nel lontano 2021, quindi all'inizio della legislatura. Stiamo parlando appunto dei mercati, delle fiere, che anche loro comunque, insieme alle piccole attività commerciali, mantengono viva magari una comunità, una piazza, quindi un presidio sociale e un elemento distintivo dell'identità cittadina, come detto, un importante veicolo di aggregazione e animazione urbana, come appunto lo sono anche le piccole attività di vicinato. La valorizzazione quindi di questo settore può contribuire al contrasto della desertificazione commerciale.
A nostro avviso, dobbiamo integrare le diverse forme di commercio in una strategia di sviluppo e di rilancio, andando anche a valorizzare le nostre piccole attività commerciali come stiamo facendo, ma anche quelle su area pubblica che sono quelle che riguardano i mercati, quindi l'operatore commerciale. Per questo motivo, come gruppo di opposizione, impegniamo la Giunta regionale a istituire un tavolo di lavoro per il commercio su area pubblica, entro, se possibile, la fine della legislatura. Questo tavolo dovrà coinvolgere i rappresentanti delle associazioni di categoria, gli operatori del settore e l'Assessorato competente. È chiaro che bisogna individuare strategie mirate per rilanciare questo tipo di settore.
Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Collega Ganis, abbiamo letto anche noi la notizia, in questo caso si tratta di un subentro a un'attività che purtroppo, dopo molti anni, ha chiuso la sua presenza sul nostro territorio, quindi, da questo punto di vista, se non altro, a un'attività che chiude ce n'è una che apre. Potremmo discutere sulle dimensioni e soprattutto sulla tipologia, ma in questo caso, come lei sa, non abbiamo nessuna competenza perché chi ci ha preceduti in quest'aula nel 2012 aveva coraggiosamente scritto un articolo di modifica dell'articolo 1 della legge 12/1999, che è stata cassata dalla Corte costituzionale perché limitava la libertà di concorrenza, quindi purtroppo, da questo punto di vista, abbiamo le mani legate, ma ne abbiamo parlato anche grazie alle sue attività ispettive in molte occasioni in quest'aula.
Come lei sa bene, l'Assessorato intrattiene rapporti continui e costanti con le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori del commercio, attraverso momenti di confronto formale e informale che hanno già consentito di affrontare temi rilevanti per il comparto e, in alcuni casi, di dare anche delle risposte, ovviamente non esaustive, ma che comunque hanno in qualche modo limitato l'emorragia soprattutto dei piccoli esercizi. L'istituzione di un nuovo tavolo formale in questa fase della legislatura non apporterebbe elementi sostanzialmente nuovi rispetto al lavoro già in corso e rischierebbe di replicare strumenti esistenti, questo perché lei, collega Ganis, intende giustamente attribuire al tavolo una funzione strategica e di indirizzo. Per tale ragione non è opportuno attivare uno strumento così rilevante a ridosso della fine della legislatura, in un contesto in cui è verosimile che la prossima Amministrazione voglia definire in autonomia la composizione, il mandato, il funzionamento e gli obiettivi di eventuali strumenti di confronto e programmazione, per cui qualsiasi lavoro avviato ora rischierebbe di restare incompiuto e di essere superato dalle nuove priorità politiche. A questo proposito le dico che comunque lasceremo traccia di un lavoro che si sta completando, che potrà certamente servire per intavolare e proporre delle risposte che comunque, per chiunque venga ad amministrare, potrà essere sicuramente un elemento di lavoro dal quale prendere spunto.
Va anche considerato che la concreta possibilità di convocare e far funzionare il tavolo prima della fine della legislatura appare poco realistica e questo perché nel periodo estivo, come lei ben sa, gli operatori del commercio su area pubblica sono fortemente impegnati nella stagione turistica e d'autunno, ovviamente, avremo il rinnovo del Consiglio regionale. Siamo al penultimo Consiglio, dopodiché andremo in ordinaria amministrazione, per cui, anche se dovessimo produrre della documentazione, non potremmo poi tradurla in atti concreti, quindi c'è un lavoro che si sta completando, come le dicevo, che lascerà traccia, per cui, alla luce di queste considerazioni, riteniamo più utile e coerente proseguire, fino al termine della legislatura, l'attività di confronto già in essere con le rappresentanze del settore attraverso gli strumenti già operativi, senza istituire nuovi organismi che in questa fase non avrebbero né l'efficacia, né le prospettive necessarie. Un'eventuale valutazione sull'opportunità di strumenti specifici, come le ho già detto, potrà essere rimessa alla nuova Amministrazione nel quadro delle sue priorità politiche e programmatiche per cui, alla luce di quello che le ho rappresentato, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno, altrimenti ci sarà un voto di astensione da parte della maggioranza.
Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Grazie Assessore per la risposta. Apprendiamo da lei che è un subentro, quindi questa nuova attività non apre nuova, ma subentra a un'attività che ha chiuso da poco. Quello che però spaventa è che questo colosso francese che aprirà tratterà un settore legato al mondo della montagna, quindi pensate a tutte le nostre piccole attività che veramente sono legate a questo mondo.
Ringrazio l'Assessore anche per la sua risposta e per la sua attenzione al problema, quindi, come abbiamo più spesso evidenziato in questo Consiglio, bisogna sicuramente andare a modificare la legge regionale che così potrà dare delle risposte esaustive a questo settore.
È chiaro che - e la ringrazio per la sua attenzione anche prestata nei confronti degli operatori del commercio, quindi agli ambulanti - i tempi sono stretti per intervenire, ma noi come gruppo e chi voterà questa mozione si farà portavoce del problema. La ringrazio ovviamente per il lavoro svolto, ma noi, come gruppo, porteremo al voto quest'ordine del giorno per lasciare una traccia del nostro impegno verso questa tematica e verso un settore che, secondo noi, va valorizzato.
Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 20 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno successivo: il n. 5 del gruppo PCP. Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Quest'ordine del giorno tratta un tema che, in qualche modo, è stato spesso affrontato in questo Consiglio regionale e non solo in questa legislatura, ma è un annoso problema per la Valle d'Aosta: la questione delle palestre rispetto alle scuole secondarie.
Con ottimismo l'assessore Caveri aveva messo aveva messo nel suo primo DEFR di Assessore all'istruzione e cultura tre palestre, quindi ricordo bene che molto probabilmente non sarebbe stato l'optimum ancora per riuscire a coprire tutte le esigenze delle scuole superiori, però sicuramente avrebbe dato una bella spinta, invece ci troviamo di nuovo nell'assestamento dei soldi rispetto alla realizzazione di una palestra in via dalla Chiesa e, sotto questo punto di vista, come avevamo già evidenziato, molto probabilmente anche la collocazione è poco funzionale rispetto alla dislocazione, perché comunque le scuole secondarie sono tutte nella parte del centro e già solo per raggiungere a piedi quella palestra comunque si va a perdere molto tempo, dopodiché sappiamo bene che quella è stata un'esigenza legata anche a diversi dinieghi di cui forse parlerà anche l'Assessore, nel senso che molto probabilmente quella è stata un po' un ripiego rispetto ad altre zone più funzionali. Sappiamo anche che nella programmazione prevista ci sono sia la sistemazione del Manzetti che dell'ex Regina Maria Adelaide, quindi a maggior ragione tutto questo dovrebbe in qualche modo essere affrontato in maniera organica, come dicevamo già mi sembra questa mattina o ieri rispetto alla scuola di Pont-Saint-Martin.
Quello che in qualche modo sollecitiamo con quest'ordine del giorno è l'impegno del Governo a istituire un tavolo interistituzionale per valutare anche l'utilizzo di parte di quella che sarà l'area campo del Puchoz, perché comunque è in una zona sia vicino al futuro edificio delle ex Magistrali, sia all'edificio dell'attuale Liceo Bérard, Liceo che sappiamo anch'esso avere problemi di palestre perché, nonostante sia una struttura fatta da poco, la necessità di palestra adesso va a ripiegare sulla vecchia palestra dell'Adelaide e non è nemmeno sufficiente, quindi, sotto questo punto di vista, anche la scelta forse rispetto al Bérard andava già ripensata ai tempi, proprio per garantire comunque le ore di educazione fisica per questi ragazzi. Lo dico anche perché ne parliamo spesso rispetto al disagio giovanile, molto fa anche l'attività sportiva e purtroppo in questo momento spesso le famiglie non hanno neanche la possibilità di far fare attività sportiva ai propri figli, quindi magari proprio quelle ore di educazione fisica sarebbero comunque in qualche modo importanti anche per quello che riguarda il corpo e il fisico dei ragazzi. L'idea quindi è quella di sollecitare in qualche modo un incontro con il Comune di Aosta per cercare di evitare gli spiacevoli avvenimenti del corso di questi anni, dove comunque c'era un tira e molla fra le varie destinazioni.
Per quello che ci riguarda, avevamo già proposto anche la zona dello studentato perché proprio dove c'è l'attuale CRAL Cogne sotto c'era una palestra, veniva utilizzata comunque come palestra, quindi avevamo già proposto anche quella come soluzione e si era detto in qualche modo si sarebbe pensato e valutato, anche perché, facendo uno studentato, molto probabilmente potrebbe anche essere utile avere quella palestra. Questo quindi vuole essere un ordine del giorno un po' per gettare le basi perché magari, nella prossima legislatura, non dico le tre palestre, ma non ci si fermi alla palestra di via dalla Chiesa, ma magari, in qualche modo, ci possa essere anche la possibilità di intervenire in maniera più forte ed evidente rispetto a questo annoso problema.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz per il Governo, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Intanto premetto che l'ordine del giorno tocca diversi ambiti, l'ambito dei lavori pubblici, le palestre sono di competenza dei lavori pubblici, i trasporti, lei ha citato anche i trasporti all'interno del suo ordine del giorno e anche l'Assessorato dello sport, che comunque, pur non occupandosi direttamente di palestre scolastiche, però posso garantire rispetto anche alle considerazioni che faceva lei circa l'importanza dello sport in quanto elemento di crescita sana e di benessere dei nostri ragazzi, che la Valle d'Aosta non dico che non sia seconda a nessuno, ma comunque nell'ambito dello sport investe molto, sia in quello agonistico, ma anche di base promozionale. Questo lo dico a premessa perché mi sembra corretto dirlo.
Ho già detto qualcosa in replica rispetto a questa questione delle palestre, ne ho già in parte parlato e ho già anche detto che abbiamo fatto diversi tavoli con il Comune di Aosta perché attualmente la nostra attenzione è concentrata sulla realizzazione della prima palestra. Noi adesso si parlava di diverse strutture, eccetera, devo dire che con il collega Sapinet abbiamo fatto diversi incontri con il Comune. So che l'assessore Caveri aveva fatto tutta una trattativa, mi diceva prima, con il Comune per ricercare dei luoghi idonei e alla fine, per il momento, ci si è fermati a questa collocazione che è quella in corso di progettazione in via Generale Carlo Alberto della Chiesa. Questo è in stretta collaborazione con il Comune di Aosta. Dicevo che abbiamo già fatto dei tavoli con i tecnici, politici, eccetera, è un intervento atteso e strategico che, come lei diceva, è volto a rispondere alle carenze strutturali di spazi sportivi scolastici, in questo caso nella città di Aosta.
Per quanto concerne l'impianto sportivo del Puchoz (lei ha citato il Puchoz), volevo solo dirle che da alcuni anni il sistema educativo, la Sovrintendenza, utilizza anche per attività curricolari di scienze motorie gli spazi del Puchoz attraverso una convenzione, quindi viene proprio utilizzato da diversi istituti scolastici della città.
Alla luce di quanto sopra, adesso io non voglio accampare qua di nuovo - siamo alla fine della legislatura - tavoli interistituzionali, tavoli ne abbiamo già fatti abbastanza e, come le dicevo, la nostra attenzione al momento è concentrata su questo primo aspetto, oltre naturalmente al fatto di procedere a un lavoro di rimessa a norma, di ristrutturazione, eccetera, dei vari spazi scolastici con l'obiettivo anche di ridare alla città degli spazi idonei e all'interno di questi spazi anche degli spazi adibiti a palestre, quindi alle attività motorie.
Le chiederei quindi sostanzialmente, anche nel riconoscere che comunque l'attenzione dell'Amministrazione rappresenta per noi una priorità, una preoccupazione costante, con la garanzia che, qualora si dovesse continuare quest'esperienza, si continuerà, credo a prescindere anche da noi... credo che tutti abbiano interesse poi alla fine che le attività sportive possano caratterizzarci anche come comunità e il benessere credo sia una priorità di tutti, e lo abbiamo dimostrato, soprattutto il benessere dei nostri ragazzi, le chiederei, se può, di ritirare quest'ordine del giorno, diversamente ci asterremo.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Ho compreso, Assessore, ma non ritiro l'ordine del giorno semplicemente perché voglio in qualche modo che rimanga agli atti quest'impegno, perché, come dicevo, gli spazi sono quelli che sono, ma dall'altra parte non possiamo pensare che con quella palestra abbiamo risolto il problema, perché, come ha detto lei, giustamente andare a risolvere anche in parte il problema dell'attuale Regina Maria Adelaide che è esploso nei numeri di iscrizione, immagino anche che in prospettiva sarà veramente difficile che quella palestra possa anche solo pensare di essere sufficiente solo per quell'istituto.
Certo, nella rivisitazione generale di tutta l'istruzione secondaria può anche esser pensato qualcosa di diverso, ma era importante ed è importante che in qualche modo rimanga una delle proposte che ci sentiamo di fare proprio perché - e lo sa l'Assessore Caveri - io vedevo anche con favore la questione dell'Area Ferrando, anche perché i vincoli di cui parlavano in Area Ferrando, sono addirittura vincoli minori rispetto a quelli che c'erano nell'attuale area lungo il Buthier, perché lì c'erano altrettanti vincoli, eppure la palestra si è fatta. Sotto questo punto di vista, credo che anche il Comune di Aosta dovrebbe rendersi conto del disagio sia rispetto ai ragazzi, sia rispetto anche ai costi che, in qualche modo, dobbiamo sostenere facendo spostare tutti questi ragazzi con pullman ormai da decenni. Manteniamo quindi l'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Cogliamo l'occasione per chiarire alcuni punti. Devo inizialmente dire alle colleghe che non è molto chiara l'impegnativa che hanno voluto scrivere su quest'ordine del giorno, poi mi si potrà in diretta fare qualche chiarimento, perché si scrive che si vuole istituire il tavolo interistituzionale per valutare l'utilizzo di una parte dell'area Campo Puchoz ai fini scolastici con palestre e aree attrezzate. Non si capisce se queste potenziali palestre dovrebbero essere costruite sul campo di gioco, nelle strutture... no, perché, quando si parla di palestra, non è molto chiaro, quindi qual era il fine, non si capiva.
La criticità che noi evidenziamo in realtà è in nuce rispetto alla volontà che esprime, ha voluto esprimere e di cui ci ha già dato un assaggio il Comune di Aosta nella volontà di arrivare a trasformare un campo, che è il campo glorioso che ha visto le grandi vittorie e le grandi partite, l'epopea del calcio valdostano nella vetrina situata appunto in città, l'idea di trasformarlo in un parco un po' magari come il parco che troviamo di fronte alla stazione, che diventa la notte ricettacolo di personaggi poco raccomandabili, con la difficoltà di poterlo frequentare perché sono numerosi casi di spaccio, di stupro, di aggressioni e quant'altro, sinceramente l'idea di replicare in una zona ancora meno centrale, perché, se ci immaginiamo che tutto quello che le ho descritto avviene in una parte della città, che è proprio di fronte al Tribunale, e che tendenzialmente un minimo di presidio e anche di passaggio c'è, figuriamoci estendere questo incasellamento anche a una zona che è meno centrale e che obiettivamente non si capisce bene come vuole essere utilizzata.
Rispetto a questo - lo dico subito per sgombrare il campo -, noi siamo favorevolissimi ad avere delle palestre in più - e ci mancherebbe altro -, però, anche da quello che abbiamo potuto vedere nella bella stagione, per esempio, si è sempre utilizzato il Puchoz quando era stadio per l'attività fisica e noi riteniamo che la vocazione sportiva del Puchoz debba rimanere tale, non debba essere un parco, che è completamente inutile e anche fuori posto, ma debba essere restituita al Puchoz la sua vocazione.
In primis, ovviamente, per l'utilizzo del calcio. Anche soltanto considerando quella che è stata la storia e considerando che ad oggi - e faccio una piccola digressione perché vedo spesso i post di un Assessore ai lavori pubblici con le mani dietro la schiena così che guarda i cantieri come Umarell che ci racconta di come cambia la città in maniera straordinaria e poi ci rendiamo conto che ci aveva detto che in questi cinque anni sarebbe stato fatto un lavoro straordinario a Montfleury per fare queste gradinate con questo spettacolare accesso di pubblico, parcheggi e mi immaginavo un lavoro degno del ponte Morandi, invece ci rendiamo conto che la zona dello sterrato del Montfleury sembra una zona bombardata di Baghdad, le tribune sono un lontano ricordo e le uniche possibilità per assistere alle partite sono le persone che stanno aggrappate - praticamente dando le spalle al cimitero e in piedi - sulla ringhiera. Questa è la vocazione sportiva della città di Aosta, nel frattempo l'unico stadio che avrebbe la possibilità di ospitare delle partite è creare degli spalti... e ve lo dico, io con il collega Sammaritani abbiamo avuto ancora la fortuna di poterci giocare con i veterani e abbiamo percorso quel corridoio di cemento dove rimbombano i tacchetti quando lo percorri e ti mette ancora i brividi pensare alla storia che è passata da quello stadio. Pensare che quello stadio diventi ricettacolo di degrado, di persone poco raccomandabili e di personaggi sbandati sinceramente ci fa venire i brividi.
Ultimamente, circa un anno fa, abbiamo presentato, grazie ovviamente al collega Distort, al consigliere Togni e all'architetto Varetti un progetto alternativo e delle osservazioni alla possibilità che il Comune aveva dato per una destinazione appunto di questo stadio, avevamo appunto evidenziato la vocazione sportiva e noi immaginiamo che se si il percorso che porterà questa struttura a diventare parco e invece si cercasse di integrare e di suturare questa struttura con il resto della città, valorizzando, per esempio, la zona del parcheggio, valorizzando il terreno di gioco per attività sportive che non sono ovviamente soltanto il calcio, si possono fare molteplici sport, ma anche dando la possibilità alle scuole di poter fare attività ovviamente di attività fisica, quindi nella bella stagione poter fare attività sportiva all'aperto, allora assolutamente non potremmo che concordare. Viste quelle che sono, purtroppo, le premesse rispetto a quello che viene inserito e cioè la vocazione anche di parco, quindi destinare pezzi di parco a questo utilizzo, il voto della Lega non potrà che essere di astensione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Io ho la fortuna "di vivere" assolutamente al centrocampo del Puchoz, Puchoz, che ho avuto modo di frequentare quando ero calciatore, giocando anche nell'Aosta e successivamente valutando i vari percorsi dove si giocava a calcio, dove delle società di calcio facevano venire nel pomeriggio i loro ragazzini, quindi i pulcini, gli esordienti, gli allievi, gli juniores e facevano l'allenamento e poi giocavano a calcio e organizzavano tornei, tornei nazionali e tornei internazionali, Triangle de l'amitié, eccetera.
Quello che la Giunta Nuti, quello scempio che la Giunta Nuti ha voluto fare rispetto al campo Puchoz è vergognoso in modo assoluto. Lo hanno già chiamato parco ma parco non è, è un prato che costa di manutenzione delle cifre improponibili, perché tutte le notti deve essere irrigato e come viene irrigato? Con l'acqua potabile, l'acqua che paghiamo tutti quanti noi e non va bene. Siccome riesco a monitorarlo quotidianamente, e vi invito a farlo, perché adesso hanno fatto la gabbia intorno... al pomeriggio ci sono al massimo 7-8 bambini, ragazzini piccoli, e che cosa fanno? Giocano a calcio. Mettono per terra le sacche per fare le porte e giocano a calcio. Verso sera arriva un gruppo di Signore, ne hanno diritto, e perché vengono verso sera? Vengono con il loro velo, eccetera, e perché vengono di sera? Perché di giorno non si può stare. Quando c'è il sole, non c'è un filo d'ombra e chi ha organizzato i centri estivi deve verificare che i bambini si inchiodano contro il muro di giorno o pomeriggio per evitare il sole perché fa troppo caldo. Quella vergognosa idea di spostare il campo Puchoz e di toglierlo al calcio è incredibile. Noi pretendiamo, lavoreremo, ci faremo garanti del fatto che il nostro percorso da avviare sarà quello di restituire al calcio lo stadio Puchoz.
Va anche detto che le iniziative musicali, che sono state realizzate recentemente, hanno tutto il diritto di poter essere organizzate anche in occasione di un campo di calcio, perché a San Siro fanno i concerti e in altri stadi fanno i concerti, quindi si può tranquillamente fare una cosa di questo tipo, ma lasciare il prato Puchoz, non parco, in quello stato è davvero una vergogna per la città di Aosta.
Aggiungo un pezzettino: qui a fianco c'è una struttura che si chiama Circolo Tennis Aosta, un circolo direi di una certa storia perché lì hanno giocato in tanti - anche Sammaritani gioca a tennis - ed è in uno stato vergognoso.
C'è una proposta privata di investimenti di 2 milioni di euro che ancora giace probabilmente nel cassetto del Sindaco, ma possiamo andare avanti così? E già che finisce al 90esimo posto, scusate...
Presidente - Ci sono altri? Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Così come è stato detto per la scuola, credo che lo si possa affermare anche per lo sport, servono dei dati per iniziare a fare dei ragionamenti, bisogna comprendere quanto sia riferito alle palestre, quanto sia l'utenza scolastica e di quante palestre necessitiamo. Quanto sia l'utenza portata dagli atleti, dagli sportivi, divisa anche per fascia d'età, per comprendere quello che deve essere l'investimento e come orientarlo. Per i campi da calcio non entro nel merito della conservazione dello stadio Puchoz o meno, posso sostenere il collega Baccega quando dice che necessitano di urgenti lavori i campi da tennis perché sono sotto gli occhi di tutti però mi chiedo: forse sarebbe da avviare un interlocutore con il delegato della Federazione italiana gioco calcio, che, se è sempre lo stesso, ha anche delle collaborazioni con l'Assessorato dello sport, per comprendere quali sono le reali esigenze della Federazione gioco calcio in Valle d'Aosta, questo prima di fare delle proposte che potrebbero, ad oggi, e come dicono tutti a fine legislatura, non avere molto senso. Naturalmente dichiarando il nostro voto di astensione, l'invito è quello di raccogliere un maggior numero di dati possibili e di avviare le riflessioni per la prossima legislatura.
Presidente - Posso intervenire anch'io in discussione a nome del gruppo ma, visto che l'ordine del giorno ha preso una piega che poco ha a che fare con il merito dell'ordine del giorno, aggiungo anch'io una considerazione.
Ricordo che l'idea di fare dello stadio Puchoz un parco è una vecchia idea che nasce addirittura con la Giunta Thiébat e tutte le successive Amministrazioni l'hanno tenuta come idea, pertanto non esageriamo nell'attribuire responsabilità ad altri. Peraltro, per quanto mi riguarda, in quello spazio avrei fatto il nuovo teatro di Aosta, un parco e un parcheggio. All'epoca qualcuno scelse invece di acquistare da un privato il Cinema Splendor e lì è stato realizzato, però sulle vicende della zona parco Puchoz le idee sono tante, non è solo da oggi che se ne parla.
Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Mi ha preceduto, nel senso che evidentemente l'ordine del giorno non era chiaro e io non mi sono spiegata, quindi lo ritiro perché, a parte l'Assessore che è entrato nel merito della questione delle palestre, in qualche modo il consigliere Restano, anche se ho una visione diversa rispetto ai numeri, perché quelli bene o male li conosciamo bene... ritiro l'ordine del giorno perché evidentemente non si è voluto comprendere quello che si chiedeva in quest'impegnativa.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Ordine del giorno n. 5 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.
Lavy (LEGA VDA) - Questo è un ordine del giorno che ha due valenze: la prima è quella di capire un pochino quale sia lo stato dell'arte dello studio riguardante il collegamento funiviario Pila/Cogne, ormai è da qualche mese che è stata avviata la gara per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, quindi sarà occasione credo anche per avere un aggiornamento.
L'altra valenza è per in qualche maniera sollecitare ad accelerare l'iter di studio, progettazione e realizzazione poi dell'opera, tenendo però anche in considerazione che la funivia non risolve di certo il problema del traffico veicolare e di questo già ne aveva anche parlato il collega Distort qualche tempo fa in merito alla riqualificazione della galleria del Drinc (almeno come via di fuga), ci sarà poi anche un emendamento che verrà discusso poi successivamente.
È passato un anno dall'alluvione che ha colpito Cogne, sono passati pochi giorni da quelle colate detritiche che hanno interessato la strada regionale che appunto porta a Cogne. Non è una novità che la strada regionale 47 sia sovente oggetto di eventi che la bloccano o che appunto impediscono il suo transito.
Ciò che si teme di più - ed è da ricordare che queste colate sono state ripulite subito, non è praticamente successo niente, niente di straordinario - è l'effetto mediatico di questi eventi, perché, è ovvio, l'abbiamo visto anche sui media nazionali che questa colata, che era niente appunto di speciale, ha provocato una sorta di allarmismo per cui Cogne isolata, Cogne irraggiungibile, ai telegiornali facevano passare le immagini di un anno fa, quindi è ovvio che tutto questo si trasforma in terrorismo per i turisti, e non solo per i turisti, e fanno sì che Cogne venga dipinta come un luogo irraggiungibile e soprattutto pericoloso. Ecco, avere sicuramente un collegamento alternativo, in questo caso una funivia, impedirebbe di avere questa sorta di sillogismo Cogne, paese isolato Cogne, paese pericoloso, pur sapendo però che, in caso di forte maltempo e di venti forti, anche la funivia non credo possa funzionare, però sarebbe sicuramente un'opera che eviterebbe bene o male l'isolamento di Cogne, l'isolamento della comunità che vive di turismo soprattutto d'estate. Poi altro discorso è la questione della strada, perché sappiamo benissimo che, se capita qualcosa, possiamo avere anche la funivia, ma le macchine rimangono lì, quindi anche qua se ne parlerà. Con questo ordine del giorno quindi chiediamo in qualche maniera di accelerare l'iter di studio, progettazione e realizzazione di un collegamento alternativo alla strada regionale 47, anche valutando l'aspetto del traffico veicolare, con il fine di evitare che dei prossimi eventi climatici che possano in qualche maniera impedire l'accesso a Cogne possono creare tutto questo terrorismo mediatico che non fa bene né a Cogne, né alla Valle d'Aosta.
Presidente - Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - La strada regionale 47 è sempre stata oggetto di puntuale attenzione per le sue criticità idrogeologiche e l'abbiamo visto anche attraverso la realizzazione di imponenti opere di difesa da frane e inondazioni.
Le conseguenze molto intense di un evento sono state sistemate in un mese, l'abbiamo visto lo scorso anno, ricollegando il Comune al resto della Valle. L'ultimo evento è stato comunque un evento violento, contenuto nella durata nella sua criticità che ha generato una chiusura della strada, ma risolta in breve tempo, come ha detto correttamente lei, con un effetto mediatico decisamente negativo, addirittura riprendendo fotografie dello scorso anno e bene hanno fatto i referenti ADAVA e di Cogne a lavorare a livello comunicativo. Addirittura si è parlato più di questo evento, che è durato veramente qualche ora rispetto all'evento di aprile che ha generato criticità sull'80% circa delle nostre viabilità regionali, a testimonianza che la regionale 47 di Cogne è un punto molto critico, ma non è la sola, e l'abbiamo visto, e abbiamo voluto poi nella scorsa settimana anche fare un po' il punto, a 70 giorni dall'evento, una testimonianza del grande lavoro fatto dalle strutture di Protezione civile, viabilità, ma lo sforzo delle imprese sugli interventi fatti nella Valle di Rhêmes, nella Valsavarenche, sulla regionale di Ollomont, su quella di Doues, sulla regionale della Valle del Lys proprio per mettere in evidenza che l'evento di aprile ha coinvolto tutta la nostra Regione.
Nei momenti di crisi bisogna ovviamente pensare a soluzioni rapidamente realizzabili, come abbiamo fatto l'anno scorso e quest'anno, ma anche nel 2023, pensando a quanto è successo nella valle di Bionaz il 14 di agosto, ma nel medio e lungo termine bisogna studiare, e siamo concordi, possibili soluzioni valutando i pro e i contro di ciascuna di queste soluzioni a queste criticità. Tra le criticità inserisco anche i restringimenti che ci sono nella Valle del Lys all'altezza dei comuni di Fontainemore e di Lillianes, che sono oggetto di ragionamenti e di studi insieme ai Sindaci della zona, tenendo sempre ben presente gli interessi della comunità di Cogne quando parliamo di strada regionale 47 e delle altre comunità quando ci rivolgiamo ad altre situazioni.
Ogni ipotesi va quindi ben sviluppata, esaminata, valutata, tenendo conto e tenendo presente che la vulnerabilità della strada agli eventi meteo si sta evolvendo e che le previsioni diventano sempre più incerte e tutto ciò ci porta anche a ridefinire e ripensare anche al ruolo dei cantonieri e dei capo cantonieri, che diventeranno sempre più degli operatori della viabilità perché vediamo che anche l'aspetto della loro reperibilità diventa fondamentale in estate come in inverno quando si occupano della questione dello sgombero neve.
A questo riguardo - e qui abbiamo fatto il punto con il collega Bertschy -, relativamente all'affido da parte della Pila per lo studio di fattibilità del collegamento intervallivo, che rappresenta indubbiamente un'alternativa, una possibile strada da percorrere, l'iter dello studio è in fase avanzata, mi diceva il collega, e di qui a poco sarà possibile fare delle prime riflessioni, delle prime valutazioni, che saranno sicuramente elementi importanti per il futuro per porre in atto poi le giuste strategie.
Questo per quel che riguarda quell'affido. Sul resto dal giugno dello scorso anno siamo attivi per ripristinare e riprendere la normalità sulla regionale di Cogne, che ha avuto anche delle chiusure in più, sempre conseguenti all'evento 2024, che sono state calibrate anche in periodi di bassa stagione, laddove possibile, quindi ripristinare l'esistente, mantenere l'efficienza dell'attuale viabilità, che comunque, e va detto, non è solo la regionale di Cogne, ma è la strada che porta anche alle frazioni alte di Aymavilles e che serve anche importanti infrastrutture energetiche. Le opere che si stanno realizzando sono indispensabili ed espliciteranno la loro funzione ancora a lungo, per certi aspetti sono imprescindibili, come si è detto, ci sono le frazioni di Aymavilles, i territori lungo la strada 47, nel mentre si faranno valutazioni, se necessario, studi di approfondimento per esaminare soluzioni alternative o integrative e si deciderà che cosa fare per poi porre in atto la soluzione che sarà definitiva.
Come le dicevo, da qui a poco lo studio è in fase avanzata, quindi sarà sicuramente un elemento importante su cui fare dei ragionamenti.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Più che un intervento di voto è un intervento che chiede una risposta, visto che penso che il primo firmatario interverrà nuovamente, gli pongo non dico una domanda ma un appello, perché stavamo ascoltando anche l'intervento dell'Assessore e nell'esame degli ordini del giorno l'appunto che ci siamo fatti è sull'iter dello studio, ma quale studio? Mi spiego: è lo studio del collegamento funiviario? C'è un altro studio in essere sulla parte stradale? È per capire un po' meglio perché nelle premesse non troviamo un'indicazione specifica, io faccio tesoro delle iniziative che il nostro gruppo e anche altri gruppi hanno fatto su quella parte di DEFR dove si specifica che lo studio della Pila è quello relativo al collegamento funiviario e siccome però si cita, e il collega Lavy ha citato anche l'eventuale riqualificazione del Drinc, come abbiamo anche fatto noi con altre iniziative, il tema era capire quale studio si volesse accelerare, perché, se si vuole accelerare lo studio funiviario, ha una finalità - almeno questa è la visione nostra e del sottoscritto -, se si vuole accelerare uno studio per una valutazione complessiva della viabilità alternativa, non avremmo presentato il terzo emendamento che avremo modo di discutere. Era soltanto questo il punto, perché per noi il collegamento funiviario ha una sua possibile valenza ma come via alternativa di accesso alla Valle riteniamo che sia necessario fare dell'altro, sennò non avremmo presentato il terzo emendamento. Pongo quindi questa domanda per poi capire come votare.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lavy.
Lavy (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore per la risposta, ringrazio anche il collega Aggravi per il quesito che ha posto. Diciamo che era un ordine del giorno che ampliava tutte le questioni, perché, certo, c'è questo studio che è sotto gli occhi che sta progredendo da parte della Pila per quanto riguarda il collegamento funiviario, però nel testo c'è anche scritto che è da tenere anche in considerazione l'aspetto del traffico veicolare che, tramite funivie, di sicuro non può essere portato. Questo è un ordine del giorno molto ampio che va a toccare sicuramente l'aspetto della funivia, ma non solamente. Ho citato appunto che ci sarà anche un emendamento per quanto riguarda una viabilità alternativa, che sicuramente è importante proprio perché in qualche maniera in caso di - e speriamo che non capitino più - calamità naturale, anche avendo una funivia, le macchine rimangono a Cogne o non possono salire, quindi è un ordine del giorno molto amplio.
Il fatto che abbia risposto l'assessore Sapinet e non l'assessore Bertschy dimostra che in qualche maniera si tocca più anche l'aspetto della viabilità, meno l'aspetto degli impianti a fune. Mi sarei comunque aspettato magari qualche informazione in più riguardo l'iter di studio da parte della Pila per il collegamento funiviario, però diciamo che serve per fare un pochino il quadro generale senza impegnare oggi, perché comunque oggi non si può impegnare niente e nessuno, siamo a poche settimane dalla fine della legislatura, sicuramente però questo di un collegamento alternativo sarà tema centrale nella prossima legislatura.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - I dubbi posti dal collega Aggravi sono un po' i dubbi che abbiamo avuto anche noi ascoltando l'Assessore e soprattutto i nostri dubbi stanno anche un po' nelle premesse, anche alla luce di quanto nel tempo aveva proposto la Lega, quindi di trasformare la galleria del Drinc in una strada. Sotto questo punto di vista, viste le premesse e vista l'impegnativa che, in qualche modo, non dà un indirizzo, lascia aperto a molto spazio quando per noi l'indirizzo principale dovrebbe essere quello che abbiamo esplicitato più volte, avevamo proposto, anche durante la fase proprio dell'alluvione, di far intervenire il Genio Ferrovieri proprio per riuscire a capire se poteva essere in qualche modo ripristinata quella via di fuga e poi, vedendo anche gli studi fatti dal Consorzio di miglioramento fondiario di Gressan dove all'interno dello studio c'è anche una parte del sopralluogo, dove comunque in qualche modo, a parte una piccola infiltrazione, non ci sono chissà che grossi danni da evidenziare. Per noi comunque la soluzione rimane quella principalmente di ripristinare quella tratta ferroviaria, naturalmente, come abbiamo detto anche durante il periodo dell'anno scorso, quindi dopo l'alluvione, per uno scopo emergenziale e non pensato per altri scopi, ma credo che anche in questo senso stava andando l'ordine del giorno della Lega.
Dopodiché comprendiamo bene quanto ha detto il consigliere Lavy perché è di tutta evidenza, e lo abbiamo appreso con il tam tam dei giornali e tutto quello che avviene quest'oggi, perché tutti noi frequentatori della valle di Cogne, quando andavamo in discoteca a Les Trompeurs sovente magari rimanevamo su dai nostri amici perché non riuscivamo a scendere, quindi in qualche modo il problema in quella vallata c'è sempre stato. Effettivamente adesso il problema è che, nel momento in cui c'è anche solo l'interruzione di un giorno, viene comunque estesa a tutti e la preoccupazione, giustamente, anche per chi l'anno scorso ha subito comunque quei danni, ha dovuto lasciare le auto nella vallata e via dicendo è ancora molto evidente.
Non voteremo quest'ordine del giorno ma in quell'ottica, nel senso che per noi non è che bisogna fare una valutazione a tutto campo, andrebbe fatta una valutazione di nuovo su quella parte lì e poi certo che, se in quel senso non si può andare, bisognerebbe ripensarci, però è per questo che non voteremo quest'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (GM) - Non posso non intervenire su questo punto perché è da anni che chiediamo a questo Governo di essere un po' più lungimirante su questo punto. Io capisco i capricci dell'assessore Bertschy che giustamente crede nel collegamento funiviario e insisterà su quella soluzione, capisco anche i capricci della collega Guichardaz che crede nel treno fermamente e quel progetto vuole portare avanti.
Io ritengo, come già è stato fatto in passato con il gruppo a cui appartenevo, che la soluzione più economica, più sicura, che dà garanzie di essere utilizzata 24 ore su 24, 365 giorni all'anno e che permetta il passaggio di mezzi pesanti, di biciclette, di auto, di pullman e di tutto quanto occorre sia la realizzazione di un collegamento tramite un tunnel che certamente non comporterebbe la spesa di altre soluzioni. Non c'è neppure la volontà, da parte di questo Governo, di prendere in considerazione quest'idea che sicuramente sarebbe quella più economica e più pratica.
È una scelta vostra, sicuramente a Cogne c'è chi vuole la funivia, nessuno dice che non bisogna fare funivie, però qua c'è un'esigenza, siamo nel 2025, i turisti hanno il diritto di rientrare a casa anche quando piove e lo stesso per chi al mattino deve partire per andare al lavoro. Se mio nonno stava a Cogne tre giorni e ne approfittava per fare festa, come sempre è stato fatto a Cogne, adesso ci sono altri tempi e altre condizioni e credo che l'Amministrazione regionale debba garantire la percorribilità delle proprie strade.
Presidente - Altri? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 5 di Forza Italia. La parola al consigliere Baccega.
Baccega (FI) - Sarò molto breve perché avevo già anticipato ieri questa nota, quell'informativa che è uscita su tutte le testate locali e riguarda la denuncia dell'Associazione valdostana paraplegici e della Disval che hanno verificato che il percorso naturalistico realizzato a Champdepraz nella zona di Ville Chevrère all'interno del Parco del Mont Avic lamentava uno stato di abbandono del sentiero stesso che era proprio stato realizzato affinché fosse accessibile anche alle persone con disabilità motorie, che giustamente hanno il pieno diritto di vivere la montagna.
Riteniamo che sia giusto che l'Assessorato competente presti la giusta attenzione visto che le risorse vengono date ai Comuni e i Comuni, in qualche modo, devono agire, quindi chiediamo se si sono già mossi, ma immagino di sì, potrebbe essere quasi un'interrogazione, ma volevamo capire se si andava nella direzione di ripristinare il percorso.
Presidente - La parola all'assessore Carrel.
Carrel (PA) - La ringrazio, Consigliere, per quest'ordine del giorno che ci permette di fare un po' di chiarezza. Mi sono interfacciato anche con il collega Grosjacques con il quale abbiamo condiviso un po' la risposta essendo un ambito di competenza di entrambi gli Assessorati.
Relativamente al percorso naturalistico Champdepraz-Chevrère, voglio in primo luogo evidenziare che esso riveste una valenza multifunzionale poiché viene utilizzato anche come pista poderale. In base a quanto riferitomi dagli uffici, tale percorso ha visto la luce a seguito dell'inserimento all'interno del progetto Alcotrà Intégration Bien-être dans les Alpes relativo al biennio 2013-2014, con capofila l'Assessorato della sanità e con il coordinamento dell'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali, il cui scopo era quello di avvicinare alla natura e al territorio alpino le persone diversamente abili. Tale progetto ha previsto la realizzazione di due percorsi: quello di Verrayes in località Champlong all'interno dell'area Picnic e quello di Champdepraz oggetto di quest'ordine del giorno.
Rispetto alla manutenzione di tali percorsi, mi preme specificare che, ai sensi della legge regionale 65/1987: "Iniziative per l'insediamento e la cura del verde pubblico e per la gestione delle aree e dei percorsi attrezzati", l'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali provvede alla realizzazione di percorsi della salute in complessi boscati di proprietà della Regione così come di altri enti che ne facciano espressa richiesta.
Per quanto riguarda invece la manutenzione di tali percorsi, voglio ricordare che, una volta realizzati, la manutenzione ordinaria finalizzata al mantenimento della loro fruibilità viene affidata ai Comuni, come lei ben ha già ricordato nelle premesse, mentre gli interventi di manutenzione straordinaria sono eseguiti dall'Amministrazione regionale in amministrazione diretta dalle squadre di operai forestali sotto espressa richiesta dei Comuni. Nel caso specifico la richiesta di manutenzione straordinaria del percorso naturalistico di Champdepraz, rivolto anche alle persone diversamente abili, regolarmente presentata dal Comune, è già stata inserita tra gli interventi del piano dei cantieri forestali previsti nel corrente anno approvato con DGR 273 del 17 marzo 2025, con parere favorevole della competente Commissione del Consiglio regionale espresso in data 13 marzo del 2025, al fine di restituire al sentiero le condizioni ottimali di percorrenza. Purtroppo, in occasione degli ultimi eventi alluvionali dello scorso mese di aprile, a causa delle intense precipitazioni, il fondo del percorso è stato pesantemente danneggiato, rendendo impraticabile la sua fruizione con le sedie a rotelle e si è reso necessario rivalutare la tipologia di intervento effettuando un necessario sopralluogo avvenuto ieri, il 9 luglio del 2025. A seguito di tale sopralluogo è emersa la necessità di ripristinare o sostituire delle staccionate lungo il bordo del percorso, nonché di provvedere alla sistemazione di tratti in corrispondenza dell'attraversamento dei corsi d'acqua. L'Assessorato quindi, insieme al Comune, stanno seguendo con attenzione la problematica e stanno cercando di trovare la soluzione ideale.
Per quanto riguarda invece l'ambito di competenze dell'Assessorato del turismo, si conferma che l'unico ambito di responsabilità è quello della promozione turistica in riferimento al sito istituzionale www.lovevda.it . Si segnala che il 4 luglio del 2025, in seguito a un contatto telefonico con il Vicesindaco di Champdepraz, l'Ufficio del turismo di Pont-Saint-Martin territorialmente competente ha inviato una richiesta scritta al Comune per ottenere aggiornamenti puntuali sulla situazione del percorso naturalistico, con l'obiettivo di aggiornare correttamente le informazioni presenti sul sito. La richiesta, inoltrata via mail, ha chiesto chiarimenti circa lo stato attuale della percorribilità, sia in generale, sia in relazione all'accessibilità delle persone con disabilità, nonché informazioni sulle eventuali tempistiche per il ripristino. In assenza di una risposta ufficiale e tempestiva da parte del Comune, la scheda descrittiva del percorso è stata oscurata in via precauzionale sul sito lovevda.it nell'attesa di ricevere dati certi e aggiornati da pubblicare. Quest'ultima parte ovviamente mi è stata fornita dal collega Grosjacques, che si è interfacciato con i suoi uffici.
Presidente - La parola al consigliere Brunod.
Brunod (RV) - Ho ascoltato anch'io attentamente la risposta dell'assessore Carrel e, come avevamo appreso anche da informazioni stampa, noi anticipiamo che ci asterremo su quest'ordine del giorno in quanto la sua impegnativa è già superata in base alle interlocuzioni che ci sono state tra l'Amministrazione comunale di Champdepraz e l'Assessore per quanto riguarda l'intervento da effettuarsi; ovviamente anche noi cerchiamo di chiedere all'Assessorato che possa anticipare quanto prima un intervento per ripristinare quest'importante tragitto.
È giusto fare un'osservazione che non è stata fatta in merito a quest'ordine del giorno che crediamo sia molto importante in quanto sia in quest'ordine del giorno, sia nell'iniziativa che il gruppo che ha proposto l'ordine del giorno... ha presentato anche un'interrogazione che è simile all'interpellanza che abbiamo presentato noi; ci auspicavamo che fossero state messe e accorpate insieme nella discussione trattando lo stesso argomento e sicuramente verranno, penso, affrontate nel prossimo Consiglio. All'interno di queste interpellanze e di quest'ordine del giorno presentato dai colleghi di Forza Italia vi è un'imprecisione, che anche nei commenti che sono apparsi sugli articoli di stampa è stata evidenziata più volte ed è giusto ribadire: è stato citato all'interno del Parco naturale del Mont Avic.
Io ovviamente conosco molto bene queste zone e credo sia molto importante, quando si fanno delle iniziative e si danno delle informazioni, darle nel modo più preciso e dettagliato possibile, soprattutto quando vengono da noi Consiglieri che dovremmo conoscere molto bene il territorio dove viviamo e dove ci sono anche queste problematiche. Questo è un aspetto che riteniamo molto importante perché poi sappiamo che sui social si scatenano tutti e quindi una cosa che è grande così la si fa diventare enorme, questo è un po' un argomento e nient'altro.
Ci auguriamo che al più presto venga ripristinata e ricordiamo, come ha detto l'Assessore, che molto probabilmente il discorso di avere una duplice funzione, sia per quanto riguarda gli accessi per ovviamente le attività agricole, vi è quest'importante iniziativa che riguarda le persone con disabilità, quindi può succedere che a volte alcuni tratti di questa pista non siano in perfette condizioni, ma ovviamente noi siamo convinti che, attraverso l'attenzione della Regione, del Comune e di tutte le Associazioni, in primis quelle che ovviamente hanno spinto per arrivare a questo risultato, si riesca a ottenere una manutenzione perfetta per avere in maniera costante e decorosa queste piste.
Presidente - La parola al consigliere Baccega.
Baccega (FI) - Io non voglio entrare in polemica con il collega Brunod, evidentemente se le testate giornalistiche hanno scritto che rientrava nel Parco del Mont Avic... io sono abituato a guardare il Puchoz, certo non frequento le stradine da stambecco che lei frequenta, quindi mi sembra che sia corretto che lei ci abbia dato delle specifiche. Non capisco la polemica ma mi adeguo.
Presidente, io quell'interrogazione ovviamente la ritiro, perché le risposte in qualche modo l'Assessore me le ha date, quindi non è che voglio proseguire, come ritirerò anche quella riguardante la strada statale 26, che è un'interrogazione che non ha senso che andiamo a ribadire neanche nel prossimo Consiglio, quindi consideratele pure stralciate.
Lei non mi ha chiesto di ritirare l'ordine del giorno e io non lo ritiro, quindi lo portiamo al voto, lo votiamo con convinzione ma semplicemente per dire che sono soddisfatto della risposta, che l'Assessorato si è mosso, però dal 13 marzo, l'approvazione della Commissione, al sopralluogo di ieri un po' di tempo è passato, direi che forse l'azione poteva essere più immediata. Mi rendo conto, peraltro, che c'è stato il problema dell'alluvione, quindi delle precipitazioni, che possono avere sicuramente interrotto tutto il percorso di manutenzione. Grazie Assessore.
Presidente - Per il gruppo la parola all'assessore Carrel.
Carrel (PA) - Solo per rispondere e per specificare un aspetto: il 13 marzo abbiamo approvato il piano e nel piano era in previsione il lavoro nel mese di ottobre del 2025. Ovviamente cercheremo di anticiparlo. Il lavoro era un lavoro inferiore rispetto a quello che poi realmente è oggi perché ci sono stati dei danni, che, come ho potuto specificare, sono più importanti, quindi stiamo valutando come intervenire, ma era solamente per specificare questo e per mettere a verbale.
Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 24 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 6 di PCP. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Ho anticipato nel mio intervento in discussione generale che avremmo presentato quest'ordine del giorno che fa riferimento all'articolo 29 dell'assestamento che al comma 1, lettera f), prevede lo stanziamento di 80 mila euro per la progettazione del restauro di un ulteriore tratto della cinta muraria romana di Aosta.
Come sappiamo, il nostro capoluogo di regione, tra le città di origine romana, è uno dei pochi che conserva in buono stato la maggior parte di questa sua cinta muraria, che rappresenta i resti di una cortina difensiva che si estendeva per 2 chilometri e mezzo, però purtroppo - e lo abbiamo già detto in altre occasioni - in circa metà di quest'estensione la cinta non è adeguatamente visibile, soprattutto non esiste né all'interno, né all'esterno delle mura un percorso pedonale completamente utilizzabile e praticabile per ammirare appunto le caratteristiche delle mura di Aosta, e non c'è e non è previsto un progetto articolato che preveda interventi sistematici e completi di restauro che si svolga anche su un periodo e su un arco di tempo molto dilatato, perché sappiamo che sono interventi costosi - ci è stato spiegato anche in precedenti occasioni dall'Assessore - e che richiedono tempo e cura, ma siamo anche convinti che un restauro, che sia appunto completo e che preveda la percorribilità potrebbe costituire un elemento di attrattività per la città, e non solo per la città, e siamo convinti che si tratterebbe di un atout per il turismo molto importante.
Per questo l'impegno che prevede quest'ordine del giorno è che il Governo valuti - e sottolineo "valuti" - l'affidamento di uno studio e la predisposizione anche di una norma che prevedano un programma appunto pluridecennale di interventi articolati. Questa valutazione può essere esaminata sicuramente dagli uffici anche in un momento come questo, cioè al termine di un percorso di legislatura, così come è possibile per gli uffici che si occupano del Legislativo mettersi all'opera per valutare un'apposita norma di legge su questo tema e siamo convinti che, nell'ottica di una diversificazione dell'offerta turistica della città e della Regione, questo costituirebbe un elemento di estrema importanza e attrattività.
Presidente - La parola al consigliere Manfrin per mozione d'ordine.
Manfrin (LEGA VDA) - Solo per fare una proposta, perché vedo che l'ordine del giorno - l'avevo già visto in realtà ma ho collegato adesso - delle colleghe che parla della cinta muraria è simile a un nostro ordine del giorno che parla di videosorveglianza e sicurezza. Se per economia dei lavori vogliamo eventualmente unire la discussione e poi fare due votazioni separate per cercare di tagliare, io lo propongo, poi...
Presidente - La parola alla consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Credo che si tratti di due questioni diverse. Voi parlate di videosorveglianza e di sicurezza, noi parliamo di un'altra cosa, quindi chiederei di mantenere separate le due cose.
Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Per me era lo stesso rispondere a entrambe.
Intanto predisporre adesso un'apposita norma di legge... lei diceva che gli uffici legislativi possono farlo adesso in tempi rapidi, come lei sa, valutare diventa un po' complicato, anche perché siamo proprio al limitare della legislatura. Tolto questo, credo che lo strumento ideale - e di questo ne abbiamo già parlato varie volte, perché sono stato più volte interpellato e interrogato sull'argomento - sia il piano strategico per la cultura, per il quale peraltro abbiamo anche stanziato delle risorse, sul quale si sta lavorando alacremente. Credo sia lo strumento che rappresenta l'occasione utile per valutare all'interno del contesto cittadino aostano le effettive potenzialità di una maggiore fruizione dei beni culturali, è uno degli ambiti e uno dei capitoli all'interno del piano sul quale si sta lavorando. In tale ambito quindi potranno essere previsti specifici processi tecnici e normativi, nonché individuate le necessarie risorse professionali e finanziarie funzionali al raggiungimento degli obiettivi. Questo per dire che lo strumento è questo ed è uno strumento che tiene in considerazione, in un'ottica anche integrata, la fruizione dei nostri beni culturali e non in un'ottica frammentata.
In riferimento alla cinta muraria romana, si evidenzia che l'estensione complessiva è attualmente pari a circa 3,8 chilometri considerando sia il tracciato interno che quello esterno alla città. In funzione delle esigenze di tutela e conservazione del bene, il patrimonio Soprintendenza attua una programmazione periodica degli interventi di restauro, una di quelle è oggetto, tra l'altro, di quest'integrazione di 80 mila euro, tali interventi sono affidati mediante incarichi di progettazione a partire sempre dai tratti in condizioni di maggior degrado. Questa è una prassi. Si sottolinea che la progettazione del restauro di un bene storico archeologico presenta un'elevata complessità data la natura dei materiali impiegati e le specificità conservative, come nel caso delle malte utilizzate, quindi ogni settore della cinta richiede valutazioni puntuali, calibrate sullo stato di degrado, sia superficiale, sia strutturale riscontrato.
Per quanto concerne l'accessibilità di cui lei ha parlato, si evidenzia che alcuni tratti della cinta risultano inglobati in giardini privati o costituiscono addirittura la base di edifici, come, ad esempio, lungo via Tourneuve. Attualmente circa il 70% della cinta è visibile e visitabile, un ulteriore 23% è visibile ma non è accessibile da vicino, mentre il restante 7% non risulta né visibile, né visitabile essendo questo inserito in proprietà privata e questo giusto per dare un dato che magari manca. Lo studio quindi di un percorso che valorizzi maggiormente la cinta muraria potrà essere opportunamente sviluppato e, come ho detto prima, in sinergia con gli strumenti di pianificazione culturale che ho richiamato e ovviamente con la partecipazione della città di Aosta, perché non si può prescindere da un coinvolgimento, perché ogni tipo di operazione sul tessuto urbano va concertato, come è sempre stato fatto peraltro.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Sì, Assessore, ovviamente è un tema su cui eravamo già intervenuti, ci siamo tornati più volte e le stesse cose che lei adesso mi dice sono una ripetizione di quanto è già stato detto. Sappiamo benissimo che ci sono tratti di queste mura che sono inglobate all'interno di proprietà private, ma è una delle ragioni per cui chiedevamo che si arrivi a pensare a un progetto che sia effettivamente molto più ambizioso di quello che sta portando avanti comunque l'Assessorato e la Soprintendenza e cioè il recupero di tratti singoli di mura, facendo le valutazioni che sono quelle corrette, cioè di come deve essere effettuato il recupero con una priorità di interventi, ma l'obiettivo è un altro: l'obiettivo è proprio quello di avviare una concertazione e giustamente anche con il Comune di Aosta, ma a questo punto anche con i privati cittadini che sono interessati della questione per arrivare a una cosa che potrebbe essere molto caratteristica anche della città, cioè una percorribilità dell'intera cinta muraria in una città alpina come Aosta sarebbe, secondo me, per quello che ho potuto imparare anche viaggiando un pochino e vedendo come viene organizzato il turismo storico e archeologico in varie città, un'opportunità che non bisogna lasciarsi scappare.
Lei dice: "può essere realizzato all'interno del piano strategico della cultura", questo piano strategico della cultura mi sembra di poter dire che era previsto dal DEFR, non abbiamo visto una realizzazione, o comunque una predisposizione tale per cui sono chiare le linee di questo piano strategico, sarà sicuramente qualche cosa su cui chi verrà dopo di lei, dopo questo Governo, dopo di noi, valuterà, ma proprio per questo iniziare a pensare a valutare le linee di uno studio e la predisposizione di una norma credo che richieda del tempo ma non è un impegno che non possa essere adottato anche in una fase... chiamiamola così, di passaggio o di transizione da un'Amministrazione all'altra. Sicuramente è un tema che riproporremo, un tema che sarà oggetto, per quello che mi riguarda, anche di proposte che andranno nella direzione di quanto ci sarà da fare per la prossima legislatura.
Se fate un po' riferimento a città importanti che sono neanche tanto distanti da noi e che hanno la fortuna di avere reperti di questo tipo, vi renderete conto che si punta tantissimo in questo senso, ma una cosa è fare piccoli tratti, cercare di fare a spizzichi e bocconi un intervento, altra cosa è pensare a un progetto molto più ambizioso che io credo debba essere preso in considerazione.
Presidente - Altri? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Siamo ora all'ordine del giorno n. 6 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno riprendiamo quanto avevamo già esposto qualche tempo fa rispetto alla nostra contrarietà di come è stata modificata la viabilità del Comune di Aosta, abbiamo evidenziato a più riprese l'inserimento di piste ciclabili per larga parte completamente inutili o con la conseguente cancellazione di centinaia di parcheggi senza che venissero create delle alternative, si è poi scaricata sugli incolpevoli abitanti di Aosta e non soltanto. Abbiamo già detto più volte come Aosta sia una città dove sono concentrati tutta una serie di servizi, abbiamo chiaramente servizi ospedalieri, abbiamo chiaramente i servizi degli Assessorati, abbiamo tutta una serie di uffici pubblici, tutta la Plaine e ovviamente non soltanto la Plaine si reca ad Aosta, spesso quotidianamente, e di certo non lo fa in bicicletta. Immaginiamo le persone non dico di Jovençan che arrivano in bicicletta ad Aosta, ma immaginiamo quelli di Excenex, che probabilmente in discesa sicuramente farebbero anche abbastanza veloce e a risalire credo che avrebbero qualche difficoltà in più e di certo comprarsi le biciclette elettriche non è così accessibile.
Alla luce di questo evidentemente con quest'ordine del giorno, come già fatto in passato, abbiamo chiesto una cosa importante, cioè abbiamo chiesto di concordare con il Comune di Aosta la concessione di un contributo finalizzato a ripristinare la viabilità, eliminando le assurde limitazioni di parcheggio e le piste ciclabili inutilizzate, aumentando gli stalli a supporto di attività commerciali, amministrative e di civili abitazioni. Tutto questo lo abbiamo scritto in un momento precedente rispetto a quello che è stato evocato, ovvero la pessima valutazione, proprio una delle peggiori, quindi ottantanovesimo posto su 94, un risultato davvero eccezionale per il Sindaco di Aosta, Sindaco che è stato scaricato dalla sua stessa maggioranza che ovviamente si appresta a dire: "Sì, è vero, lui ha fatto degli errori, ma non c'è più lui", la maggioranza ovviamente che lo sosteneva rimane ad oggi, quindi non sarà sufficiente cambiare pelle per dire di aver cambiato quel passato. I danni li ha fatti, non soltanto, lui stesso ha definito il suo operato irreversibile, una definizione che, di solito, si dà per delle malattie e credo che forse la similitudine sia calzante. Purtroppo questa patologia ha colpito Aosta per cinque anni, adesso lo si incolpa di tutto quello che è accaduto, però evidentemente c'è chi è pronto a sostituirlo e continuare a perpetrare il modello delle piste ciclabili, della mobilità green, delle "Città a 15 minuti", che è uno dei grandi capitoli che l'Unione europea, piuttosto che "l'Agenda 20-30" a livello internazionale ci vorrebbe imporre. Insomma, ci si propone di continuare a soffocare le persone, di colpevolizzarle per il possesso di un'automobile perché brutti e cattivi l'automobile no, avremo modo anche di parlarne durante la legge che cerca e chiede di ripristinare alcuni incentivi per quanto riguarda i buoni benzina, ma, giunti a questo punto, crediamo sia necessario e quanto mai urgente andare a ripristinare una serie di posteggi, non soltanto cancellare. Faccio un esempio su tutti, lo rifaccio ogni volta ma io ogni volta che passo da quella parte sinceramente mi vengono i brividi: la zona, quella strada che porta in Corso Battaglione davanti alla Questura, ci sono due corsie, una di queste, che è una corsia utilizzabile, finisce con dei... non so come definirli, con degli ovali di metallo, messi lì quasi a sfregio a dire: "Sai che c'è? Io non ti faccio andare in via Chambéry, se vuoi girare dall'altra parte ti metti in colonna, aspetti un quarto d'ora, poi fai tutta la rotonda e poi vai dall'altra parte, e lo faccio perché tu hai la macchina e voglio farti un dispetto", perché non ci sono altre motivazioni per la presenza di quegli archi di metallo lì obiettivamente. Ecco, fosse soltanto quella, è la cifra della follia che è stata messa in campo in questi cinque anni.
Con quest'ordine del giorno quindi noi chiediamo che perlomeno si concerti... non sarà possibile, è ovviamente provocatorio, ma riteniamo che lanciare un grido di dolore e di allarme della città di Aosta sia utile e necessario e con quest'ordine del giorno vogliamo farlo.
Presidente - La parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Rispondo io, in realtà poi con il contributo per la prima parte del Comune di Aosta, un passaggio delle strutture del collega Bertschy e poi chiuderò ancora con due considerazioni legate un po' più strettamente alle mie deleghe.
Ci dice il Comune di Aosta che i finanziamenti che il Comune ha avuto per la realizzazione della ciclabile fanno capo al FESR e al piano nazionale della sicurezza stradale, che chiaramente hanno anche dei vincoli conseguenti di mantenimento delle infrastrutture per un certo periodo di tempo. Si è tuttavia consapevoli della pressione che il capoluogo vive sulla viabilità e anche in questa direzione vanno le risorse messe a disposizione dal Comune di Aosta - questo lo dico io -, come interlocuzioni messe in atto abbiamo visto su questa parte di assestamento risorse importanti; interlocuzioni che non sono solo quindi, come dicevo, del mio Assessorato, ma anche in relazione al sistema trasporti, all'evoluzione urbanistica e demografica della città di Aosta, direi della Plaine in generale, compresi i cambiamenti al tessuto commerciale, certamente più un cambiamento radicale nelle abitudini dei consumatori e ad aspetti prettamente logistici.
Come dicevamo l'utilizzo della bicicletta è un punto importante nell'ambito delle politiche adeguate che facilitano il cambiamento, la realizzazione di piste ciclabili poi costituisce per l'appunto un importante tassello di questo processo in linea con quanto previsto nella bozza del piano regionale dei trasporti. Su questo, per quel che riguarda le mie competenze dell'Assessorato delle opere pubbliche territorialmente che ha competenza sulla ciclabile di interesse regionale, quindi sull'asse centrale, condivido quello che ogni tanto e anche oggi ha sollevato il collega Lucianaz, cioè sull'importanza anche di andare a creare questi collegamenti tra reti ciclabili comunali e ciclabili regionali, dove si riesce, così come è stato per il Comune di Aosta, a reperire finanziamenti interessanti, l'ultimo nell'ordine del tempo, un bando del quale abbiamo beneficiato con il mio Assessorato e le strutture del collega Bertschy, che permetterà quindi degli interventi importanti su quel che riguarda il comune di Châtillon e il collegamento tra Aymavilles e Saint-Pierre, questa è una questione in più che porto all'attenzione dell'Aula.
Riguardo all'ordine del giorno, se non verrà ritirato, ovviamente ci sarà l'astensione.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Solo per replicare brevemente a quanto detto dall'Assessore ma anche per fare un minimo di giusta narrazione. Io spero che l'Assessore non volesse dire... ma non lei, nel senso che lei riporta quello che dice il Comune di Aosta. Io spero che quello che riporta il Comune di Aosta, per esempio, rispetto al reperimento dei fondi, cioè: "Ma guardate che abbiamo fatto con i fondi FESR", non significhi quello che immagino, cioè due cose: primo, se sono fondi europei, si possono buttare. Spero che non fosse questo dire l'intento e dire: "No, guardate che sono fondi FESR e quindi li possiamo utilizzare... costruiamo le cattedrali nel deserto, la mongolfiera più grande del mondo sul Monte Bianco", non funziona così; la seconda cosa la dico guardando in particolare un Assessore "Euroinomane": bisogna rendersi conto una volta per tutte che i fondi europei non vengono creati dagli gnomi nottetempo che lavorano nelle banche, nei sotterranei, che ci creano... no, sono soldi che gli Stati, compresa l'Italia, versano all'Unione europea e l'Unione europea - e l'Italia nell'Unione europea - è contribuente netto, significa che noi diamo più soldi di quelli che riceviamo, quindi significa che, quando un'opera viene pagata con fondi europei, viene pagata con fondi nostri e questo dovremmo scriverlo ogni volta, invece di mettere le placche sulle strutture: "Fatta con i fondi dell'Unione europea". No, fatta con i soldi nostri perché l'Unione europea non ha un ghello, glieli diamo noi i soldini per fare le cose di cui poi si fregia, quindi questo dovrebbe essere riportato. Soltanto queste due note per ricordare che l'Unione europea non ci regala niente, noi diamo i soldi all'Unione europea e che quei soldi lì sono stati buttati in opere inutili.
Noi ovviamente siamo contrari e manterremo quest'ordine del giorno.
Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 15
Favorevoli: 13
Contrari: 2
Astenuti: 17 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Rosaire, Sapinet)
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 6 di Forza Italia. La parola al consigliere Ganis.
Ganis (FI) - Interveniamo oggi su una questione di fondamentale importanza che tocca direttamente la vita di molti concittadini valdostani: la gestione delle patologie croniche, in particolare il diabete, e il loro impatto sull'autonomia e l'inclusione sociale. Abbiamo presentato quest'ordine del giorno come gruppo di Forza Italia proprio per richiamare l'attenzione su questa problematica e porre delle soluzioni concrete. Il Codice della strada e il suo regolamento di attuazione stabiliscono i requisiti per l'idoneità alla guida, questo include specifiche valutazioni per chi soffre di patologie croniche come il diabete, soprattutto se trattato con terapia a rischio ipoglicemico. Abbiamo preso atto che l'applicazione di questa normativa ha portato, per un numero significativo di diabetici valdostani, alla sospensione o revoca della patente di guida o a una drastica riduzione della sua validità, a seguito appunto delle valutazioni delle commissioni mediche locali. Comprendiamo che tali provvedimenti mirano a garantire la sicurezza stradale, tuttavia dobbiamo anche riconoscere che l'impatto spesso è devastante sull'autonomia personale e sulla qualità di vita dei soggetti coinvolti, quindi molte di queste persone si trovano senza patente e non riescono più a svolgere magari le attività normali che una persona svolge tutti i giorni, andare a fare la spesa, andare anche a lavorare.
Dato che la nostra Regione presenta una conformazione particolare, la dispersione abitativa e una rete di trasporti pubblici che non sempre riesce a coprire tutte queste località genera un problema a chi effettivamente non ha più la patente di guida. Questo rende l'uso del mezzo privato spesso indispensabile e l'assenza della patente diventa così un ostacolo per l'accesso ai servizi essenziali. Questa situazione, a nostro avviso, genera un grave isolamento sociale, difficoltà nell'accesso a visite mediche, terapie, monitoraggio della malattia e anche appunto nel fare tutte le attività quotidiane, quindi il vuoto assistenziale che ne deriva può compromettere seriamente la salute e la sicurezza di questi cittadini. È dovere primario della Regione garantire un sistema di welfare inclusivo, capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini più fragili, assicurando loro il diritto alla mobilità, all'autonomia e all'accesso alle cure. Per queste ragioni con l'ordine del giorno chiediamo al Consiglio regionale di impegnarsi su due fronti principali: il primo è quello di incrementare le ore di assistenza domiciliare per i cittadini con patologie croniche invalidanti e con una specifica attenzione a coloro che hanno subìto la sospensione o la revoca della patente e l'altro è potenziare l'integrazione delle figure mediche nelle cure del paziente diabetico attraverso la creazione di un team multidisciplinare efficiente e costantemente aggiornato.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Comprendiamo e siamo a conoscenza dei problemi dei cittadini ai quali è stata sospesa e revocata la patente, come da lei richiamato nella prima parte dell'ordine del giorno. In questo senso, tra l'altro stanno proseguendo gli interventi mirati che sono già in corso rispetto a questo tema, è importante però comprendere due cose. La nostra Regione ha già attivato percorsi specifici per il rafforzamento dell'assistenza di prossimità, che non si limitano soltanto all'incremento delle ore del servizio di assistenza domiciliare, o SAD, come da lei richiamato, il quale però ha una funzione prevalentemente socio-assistenziale e non è quindi il servizio strutturato per rispondere a bisogni legati alla mobilità, all'accesso ai servizi e/o alla partecipazione sociale. L'impegno attuale, che è già in corso, è quindi volto a costruire una rete più articolata e flessibile di supporto socio-relazionale. In tal senso facciamo richiamo alla figura dell'animatore di comunità, già sperimentata nell'ambito dei PUA, con otto animatori suddivisi sul territorio valdostano, servizio questo nato come sperimentazione ma ad oggi già reso stabile. Infatti queste otto figure ad oggi sono figura professionale stabile degli otto punti unici d'accesso previsti sul territorio regionale e oggetto anche di molte iniziative, nonché approvati con il piano della salute e del benessere sociale.
Questa figura quindi, quella dell'animatore di comunità, ha dimostrato di essere capace di intercettare precocemente le situazioni di isolamento e di facilitare l'accesso ai servizi, potenziando la sinergia con i servizi sociali e il mondo del volontariato per continuare a lavorare per una presa in carico più completa, flessibile e aderente ai reali bisogni delle persone e alle specificità territoriali della nostra Regione. Questa credo sia una risposta e una sintesi anche rispetto alla sua utile presentazione dell'ordine del giorno.
Venendo alla domanda n. 2, quindi quella rispetto alla patologia del diabete, abbiamo potenziato la presa in carico integrata e multidisciplinare delle persone affette da diabete, patologia naturalmente cronica, complessa, che richiede una gestione articolata sia dal punto di vista clinico che educativo e psicologico. Patologia, questa, assolutamente subdola e che, di fatto, risulta essere tra le primissime cause di mortalità nel mondo occidentale. Per tale ragione confermiamo già ad oggi il lavoro in team che coinvolge diverse figure professionali: i diabetologi aggiornati sulle nuove tecnologie, i podologhi, gli psicologi, i dietologi, ginecologi e ostetrici, fino agli infermieri specializzati e ai fisioterapisti, perché una risposta assistenziale integrata è essenziale per migliorare l'aderenza alle terapie, prevenire complicanze e garantire una migliore qualità di vita ai pazienti. È proprio per tale motivo che la nostra Azienda USL ha già avviato percorsi di presa in carico multidisciplinare nei trattamenti del diabete. La multidisciplinarietà di cui sopra è data dal coinvolgimento sinergico di tutte le figure professionali che prima ho citato. In tal senso vi è già oggi una costante attenzione alla formazione degli operatori, anche in relazione alle tecnologie emergenti come i micro infusori di nuova generazione o i sistemi di monitoraggio continuo della glicemia e ciò è evidente dato che l'Amministrazione regionale prevede l'accesso gratuito a favore degli assistiti sia di farmaci che di dispositivi tecnologici per la misurazione e il monitoraggio della glicemia, oltre alla formulazione nasale del glucagone, che, essendo facilmente iniettabile, è considerato un farmaco salvavita nei casi di crisi ipoglicemica grave. Non essendo stati ricompresi - collega Ganis, questo è importante perché rende assolutamente evidente quanto l'attenzione che ad oggi stiamo ponendo è già assolutamente rilevante e sopra la media - dallo Stato nei livelli essenziali di assistenza nazionale questi farmaci che le ho appena citato, tanto per essere chiari, non sono coperti finanziariamente. Gli acquisti di quanto le ho detto sopra sono invece stati finanziati e resi gratuiti con risorse sul bilancio regionale, sempre per garantire ai nostri pazienti l'assistenza più completa e aggiornata. Credo, a rischio di smentita, che siamo a livello nazionale l'unica Regione che comprende questo tipo di assistenza per la patologia del diabete.
Continuiamo quindi a lavorare per rendere più stabile, strutturato ed efficiente questo modello, rafforzando il coordinamento tra le diverse figure professionali coinvolte, la multidisciplinarità di cui sopra e sostenendo ulteriormente la formazione continua del personale, con particolare attenzione all'evoluzione tecnologica e ai bisogni specifici delle diverse fasce di popolazione - gli adulti, gli anziani, le donne in gravidanza, i giovani -, confermando che i confronti con i rappresentanti delle associazioni dei diabetici, sia l'Associazione dei diabetici minori che l'Associazione dei diabetici adulti, sono costanti e continui, segno questo di un dialogo costruttivo e trasparente, rafforzando così l'ascolto, la collaborazione e l'efficacia delle nostre iniziative.
Tutto ciò detto, si rende evidente che abbiamo compreso e condividiamo la sensibilità a questi due temi che l'ordine del giorno evidenzia e con le risposte date non solo abbiamo reso merito alle domande poste, ma soprattutto abbiamo cercato di dimostrare che non solo tutto ciò è condiviso, ma che nei fatti siamo già andati oltre rispetto a quanto richiamato dall'impegnativa del suo ordine del giorno. Per questo motivo ci asterremo qualora lei decidesse di portarlo alla votazione. Credo che nei fatti abbiamo reso evidente, e questo non è naturalmente merito del sottoscritto o di tutti coloro i quali mi hanno preceduto, ma è merito dell'impostazione del Dipartimento che attraverso tavoli continui su questo tipo di patologie ha lavorato, lavora e lavorerà per fare in modo di essere perennemente sul pezzo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (FI) - Grazie Assessore per la risposta. Vede, secondo me, dovrebbe confrontarsi maggiormente con chi si opera, con chi lavora in questo settore, perché le impegnative che noi, come gruppo, abbiamo messo all'interno di quest'ordine del giorno nascono proprio da chi rappresenta, da chi lavora all'interno dell'Associazione diabetici, quindi o quello che dicono loro è fuffa, oppure ha ragione lei, perché le segnalazioni sono queste: difficoltà negli spostamenti per andare al lavoro o per partecipare alla vita di tutti i giorni, perché due ore a settimana, fornite da queste persone che aiutano le persone che hanno una patologia non sono sufficienti.
C'è un'altra difficoltà: quella che viene riscontrata all'interno delle Commissioni mediche locali, quindi magari potrebbe fare i dovuti controlli. Poi io le ho detto nell'impegnativa che vengono a mancare dei medici veramente professionisti e questo è vero, tra l'altro, manca anche un tavolo... no, il tavolo c'è ma non viene mai aggiornato, c'è un tavolo dove lei è presente, se non sbaglio, ma viene mai aggiornato, un tavolo che praticamente non porta a nulla.
Quelle che noi abbiamo messo all'interno dell'ordine del giorno sono impegnative che vengono dettate da chi lavora all'interno dell'Associazione, quindi noi, come gruppo, non possiamo ritirare questa mozione e la porteremo al voto perché da parte nostra c'è l'impegno volto a trovare una possibile soluzione a queste persone che hanno questo tipo di problema.
Presidente - La parola al consigliere Aggravi.
Aggravi (RV) - Intervengo su quest'ordine del giorno del collega Ganis per esprimere alcune considerazioni che non sono tanto dettate da una logica politica o di commento politico ma, in realtà, caro collega, purtroppo devo dirlo da esperienza diretta e personale su questo tema.
Le posso dire che il vero tema che si collega alle Commissioni mediche locali, magari non parlerò di grandi temi, ma di esperienza personale, di conoscenza di questo problema, già il fatto che chiunque di noi ha delle difficoltà ad andare davanti ad una Commissione, qualsiasi essa sia, ha uno stress e una preoccupazione, in più si trova magari non soltanto ad avere una patologia perché, come ha detto l'Assessore, il diabete, in qualsiasi sua forma, è una malattia subdola, perché, se ti curi, da un lato, ti crei degli ulteriori problemi, dall'altro lato - e, lo sappiamo benissimo -, potresti avere anche altre problematiche, ne cito alcune, problematiche di natura renale, problematiche di natura vascolare, lei sa benissimo che poi c'è un altro problema. Non si va davanti alla Commissione così, in tranquillità, bisogna passare da una visita diabetologica, in alcuni casi neurologica, in alcuni casi si va giustamente dal proprio oculista, cioè ci sono una serie di carte, di permessi di ingresso, per poter arrivare - lo dico così per farci capire - davanti alla Commissione, per essere pronti a essere esaminati, dove sostanzialmente spesso e volentieri dei soggetti che hanno delle gravi patologie e delle problematiche di stress vengono messi, per carità anche giustamente, sotto ulteriore stress. Anzi, più che le ore di assistenza domiciliare su questo tema io mi sarei aspettato che si chiedesse un altro passaggio che è un grosso problema, se lei ha parlato con chi va davanti a queste Commissioni, che è intanto certezze di tempistiche, certezze nelle comunicazioni, possibilità di fare le visite e glielo dico per esperienza personale, perché soprattutto è molto complesso riuscire ad avere una visita neurologica, che, tra l'altro, deve avere delle tempistiche ben definite e che non può essere fatta l'anno prima o nel semestre precedente. Ci sono dei passaggi che possono sembrare banali, ma sono necessari e funzionali ad arrivare davanti alla Commissione che vanno oltre le ore di assistenza domiciliare e le dico anche oltre la lista che lei ha rappresentato a titolo esemplificativo e non esaustivo, diciamo che c'è altro che un team dietro all'elencazione che è stata fatta... molto complessa perché spesso e volentieri il paziente diabetico, che ha altre patologie, non riesce magari a fare in tempo la visita neurologica per arrivare davanti alla Commissione e si trova magari in una situazione dove gli viene addirittura detto quattro mesi prima a tale data: "Lei deve ricordarsi di chiamare per prenotare la visita", una persona che magari ha grandi problemi, altro che problematiche legate soltanto all'appuntamento della visita per il rinnovo della patente. Le ripeto e le dico - e su questo non voglio aggiungere altro perché la tematica mi tocca anche abbastanza ogni anno, tra l'altro, non solo a me ma anche a una persona a me cara - che l'impegnativa iniziale, secondo me, poteva anche essere molto più semplice e poteva cercare di dare un'informazione chiara al soggetto che deve andare davanti alla Commissione e di essere messo in condizioni di poter fare le visite propedeutiche alla Commissione medica.
Per quello che riguarda invece gli elementi che possono permettere una vita tranquilla e dignitosa a chi purtroppo deve convivere con una patologia che, ripeto, ha sempre delle sorelle, perché il diabete non è mai da solo, ha sempre delle patologie collegate... io banalmente addirittura, prima di parlare dei micro diffusori, e ripeto, lo dico anche qua per esperienza professionale, anche già le fascette per farsi le quattro o cinque misurazioni al giorno con il pungidito perché magari non si sopportano gli strumenti per il controllo costante della glicemia, è già un qualcosa di buono e di importante. Sicuramente anche qui si può migliorare, perché lo sappiamo, su queste tematiche poi subentrano anche le gare, non è detto sempre che il nuovo fornitore sia migliore di quello precedente, anzi, forse in alcuni casi andiamo oltre. Bisogna ovviamente anche qui far fronte a delle difficoltà che hanno determinate persone con la tecnologia, con il banale inserimento della fascetta dentro l'apparato di misurazione della glicemia, quindi la tematica è estremamente complessa.
Aggiungo un altro passaggio, ripeto, forse con piccole accortezze e le dico anche perché sono sicuro che l'Assessore mi sta ascoltando e sono sicuro che anche le strutture tecniche, che comunque sono sempre disponibili, e questo bisogna dirlo, lo stanno facendo, anche banalmente la possibilità di avere i piani terapeutici aggiornati e che ti mettono in condizione di poter avere le misure di cui parlava l'Assessore è importante, perché, ripeto, abbiamo a volte a che fare giustamente con delle persone che non sono avvezze alle telefonate al CUP, alle telefonate al proprio medico di famiglia e torniamo sul problema dei medici di famiglia rispetto alle strutture, cioè è estremamente complesso. Con piccole accortezze si può almeno mettere in condizione il paziente, il soggetto che deve già convivere quotidianamente con questa problematica di poter vivere meglio, in maniera dignitosa, e soprattutto presentarsi agli appuntamenti che gli vengono fissati, anche perché - ripeto - il tema delle Commissioni mediche è sicuramente un tema che genera notevole stress verso le persone e anche e soprattutto una limitazione della libertà, perché almeno io la vedo così e penso che siamo tutti d'accordo, spesso e volentieri vedersi togliere la patente è un'ulteriore limitazione della propria libertà. Ci sono quindi delle piccole accortezze prima addirittura di arrivare a complicare ulteriormente le cose, sicuramente l'USL può fare molto di più, tra l'altro, nella scorsa legislatura si era parlato molto, lei ha citato il Tavolo, io penso che, se già le due Associazioni riescono oggi a parlarsi, è una vittoria, perché nel tempo è successo di tutto, chi è stato Assessore alla sanità lo sa, il suo collega Baccega glielo potrà dire in maniera chiara.
Da parte nostra... almeno io ho approfittato e ho voluto approfittare magari non in maniera esaustiva e ho parlato molto a braccio e forse più con il cuore che con la testa questa volta, ho voluto rappresentare delle problematiche che ci sono e toccano direttamente le persone. Non ce ne voglia se non voteremo l'ordine del giorno, ci asterremo, ma ci asterremo perché, secondo noi, le impegnative necessarie oggi forse magari sono più di poco conto e più semplici ma sono quelle necessarie. Per arrivare all'ottimo, penso che né questa legislatura, né la prossima riusciranno a fare qualcosa. Io penso che piccole misure e piccole accortezze possono permettere a chi già deve convivere con questa brutta compagna di viaggio, che è appunto la patologia diabetica, di vivere nel migliore dei modi. Grazie comunque per aver portato questa importante tematica alla discussione del Consiglio.
Presidente - Consigliere Ganis, lei è già intervenuto. Metto in votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 25 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Interrompiamo brevemente i lavori del Consiglio. Forse non lo sapete ma è convocata da ieri la Conferenza dei Capigruppo, pertanto state calmi, non succede niente...
(ilarità in Aula)
...ricordo che è convocata nella sala Emilio Lussu.
La seduta è sospesa dalle ore 17:08 alle ore 17:39.
Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere. Siamo all'ordine del giorno n. 7 del gruppo PCP. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Quest'ordine del giorno parte dall'articolo 47 del disegno di legge 195, che prevede uno stanziamento di un milione e mezzo di euro a favore del Parco del Mont Avic, dell'Ente Parco, per l'acquisto di una sede di proprietà. Durante l'audizione, ma poi anche dalla relazione di accompagnamento al disegno di legge è emerso che questa necessità deriva dal fatto che gli attuali uffici, che sono dislocati effettivamente su più immobili nel territorio di Champdepraz, rappresentano un ostacolo alla funzionalità dell'attività amministrativa e all'accoglienza di turisti e visitatori. Non entro tanto nel merito della scelta dell'immobile, anche perché abbiamo chiesto di quale edificio si trattasse, non lo abbiamo saputo, non lo abbiamo compreso, ma il tema dell'ordine del giorno è, in qualche modo, comunque collegato anche al fatto che si compia una scelta di questo tipo.
Il Parco del Mont Avic ha visto negli ultimi anni un costante aumento dei suoi visitatori, un ampliamento del perimetro, lo sappiamo, attraverso l'inserimento di terreni privati, oltre che di proprietà del Comune di Fénis. C'è stato anche un incremento del personale, quindi sono stati fatti dei passi avanti che abbiamo giudicato positivamente e su cui avevamo insistito ripetutamente. Siamo però convinti che quest'area protetta abbia ancora del potenziale da esprimere e questo può avvenire anche attraverso l'allargamento ad altri Comuni limitrofi e a terreni di proprietari privati che esprimano una manifestazione di interesse a entrare appunto nel Parco. Siamo a conoscenza del fatto che il Comitato per l'ampliamento del Parco ha ripreso la sua attività di interlocuzione con vari soggetti privati interessati all'inserimento dei loro terreni nell'area protetta. È un tema che abbiamo già sollevato altre volte e che ha radici abbastanza lontane, perché, nel momento in cui si era pensato a un primo allargamento del Parco del Mont Avic, erano stati contattati i Comuni di Châtillon, di Chambave, di Pontey, di Fénis, oltre che naturalmente ai due Comuni di Champdepraz e di Champorcher che già ne facevano parte. C'era stata una manifestazione di interesse, almeno da parte di alcuni di questi Comuni, mi riferisco in particolare al Comune di Pontey, su cui si era ragionato per quello che riguardava l'eventuale inserimento della porzione di territorio che riguarda la Valmeriana, quindi per la valorizzazione anche del Sentiero delle Macine di quel Comune e poi era stata avviata anche - lo aveva già fatto prima di me l'allora assessore Chatrian e poi l'avevo fatto io nel periodo in cui avevo ricoperto la carica di Assessore all'ambiente - un'interlocuzione anche con il Comune di Chambave e l'interesse era evidente, bisognava però anche affrontare il tema delle necessità, delle richieste del Comitato dei cacciatori locali e si era ragionato all'epoca anche sulla possibilità di cambiare un po' le condizioni, le regole per quello che riguardava la disponibilità delle aree, anche pensando di rivolgere magari una parte delle possibilità di caccia verso altri territori, comunque erano tutte questioni che dovevano essere ovviamente approfondite e che richiedevano anche del tempo. Intanto sappiamo che c'è poi stato questo primo ampliamento, come dicevo, soltanto con i terreni privati e con una porzione di territorio del Comune di Fénis.
Quello che chiede quindi l'ordine del giorno è un impegno al Governo a riprendere le interlocuzioni con i Comuni che ho citato, quindi Châtillon, Chambave, Pontey e Fénis, naturalmente anche Champorcher e Champdepraz con l'Ente Parco e anche con il Comitato per l'ampliamento, al fine semplicemente di valutare la possibilità di arrivare ad allargare questo territorio protetto per promuovere una maggiore tutela della biodiversità che in quella zona ha un'importanza, perché questo significherebbe anche al contempo migliorare l'offerta turistica e l'attrattività dei Comuni in questione.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Grazie collega. Parliamo nuovamente del Parco del Mont Avic, quindi prendiamo atto di quanto inserito nelle premesse, che il Comitato per l'ampliamento ha ripreso la sua attività di interlocuzione con i soggetti interessati all'inserimento dei propri terreni nell'area protetta. Si precisa - lo dico a titolo informativo - che anche nell'ultimo anno non è arrivata alcuna richiesta o comunicazione a tale riguardo, ma probabilmente potrebbe arrivare, non lo so.
In merito a un ulteriore ampliamento dell'area protetta dei comuni limitrofi di Chambave, Pontey, Fénis, Châtillon, Champorcher e Champdepraz, facciamo presente che i territori interessati sono compresi all'interno della zona di protezione speciale Mont Avic-Mont Emilius, in parte godono quindi già di un regime di tutela che va appunto nella direzione di salvaguardare degli elementi naturali di specie avifaunistiche e habitat vegetali che hanno determinato l'istituzione che contribuiscono a salvaguardare la biodiversità dell'area. Tuttavia preciso che con le Amministrazioni comunali e gli enti territoriali possiamo affermare che il confronto è costante anche su questa tematica, Amministrazioni che incontriamo regolarmente, avendo anche altre deleghe, e con le quali ci si confronta anche su quest'argomento, quindi possiamo dire che il dialogo non è da riprendere, ma perché poi, in realtà, non è mai stato interrotto, anche alla luce di quelle che erano delle posizioni non proprio unanime all'interno dei singoli Comuni, quindi con delle sensibilità sicuramente diverse all'interno dei singoli Comuni, ma che stanno e che sono stati appunto oggetto di confronto continuo in questi anni.
Per quel che riguarda il recente ampliamento del Parco, ha comportato una serie di impegni di tipo economico che l'Amministrazione regionale ha sostenuto attraverso quello che è innanzitutto l'incremento del trasferimento annuo, l'adeguamento della pianta organica proprio per permettere all'Ente di gestire in modo opportuno l'area protetta. Il nuovo trasferimento, disposto con la legge di assestamento in esame, è finalizzato ora a permettere all'Ente Parco le valutazioni di acquisto di una sede di proprietà che appunto consenta all'Ente di espletare le diverse funzioni connesse alla gestione del territorio in modo più funzionale ed efficiente sia per quanto riguarda l'attività amministrativa che l'accoglienza dei turisti per sopperire alle criticità attuali che vedono l'Ente Parco in affitto in parte dal Comune, in parte da un privato e delle condizioni sicuramente non ideali, quindi una conseguenza di quelli che sono stati l'ampliamento e l'adeguamento della pianta organica.
Per quello che riguarda l'ulteriore ampliamento, non possiamo che confermare che il dialogo è sempre attivo e da ricordare che più del 30% del territorio regionale è già un'area protetta, ma possiamo assicurare sulla continuazione appunto di questo dialogo. Sulla questione si esprimeranno, io credo, i singoli Comuni che andranno tutti al voto e sull'appuntamento elettorale potrà indubbiamente in alcuni di essi, se non in tutti, essere un punto importante di quelli che saranno i loro programmi.
Per quanto detto, noi continueremo il confronto e il dialogo, pertanto invitiamo la collega a ritirare l'iniziativa, in alternativa ci asterremo.
Presidente - Qualcuno degli altri gruppi? Non vedo richieste... la parola alla consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Immagino che le interlocuzioni con tutti questi Comuni, ovviamente non soltanto per la questione che è stata trattata dall'ordine del giorno, siano continuate perché immagino che siano tante le questioni sul tappeto.
Per quanto riguarda l'ampliamento che c'è stato, che si è verificato e che lei dice ha richiesto una serie di risorse, un adattamento della pianta organica, rilevo che la richiesta di personale da parte del Mont Avic è ben anteriore all'ampliamento e che quindi quell'aumento, diciamo così, di territorio solo in parte è collegato al fatto che siano state implementate le risorse umane, ma è comunque ovvio che, se si vuole fare in modo che tutto funzioni, anche il personale deve essere adeguato. Questo però a fronte del fatto che una realtà come quella è cresciuta nel tempo, sta dando dei risultati in termini di riscontri, anche numerici, per quello che riguarda i visitatori e, di conseguenza, le ricadute sul territorio circostante.
Lei mi dice, cosa che conosco molto bene, che il Parco sta all'interno di un'area che ricomprende il Mont Avic e il Mont Emilius e che - anche questa notizia che va bene ripetere ma che conosciamo - il territorio della Valle d'Aosta per il 30% prevede delle aree protette. C'è anche un'indicazione che è a livello europeo a incrementare la percentuale delle aree protette e poi c'è un discorso che sta in qualche modo à côté, parallelo alla presenza delle aree protette ed è la reale applicazione di tutte le norme che riguardano quelle aree e la salvaguardia di quelle aree stesse. Su questo sappiamo che ci sono in corso questioni che in qualche maniera - e non mi riferisco al Parco del Mont Avic - sono un po' contraddittorie rispetto alla normativa in particolare delle aree "Natura 2000".
Poi, Assessore, lei mi dice che in quest'ultimo anno "non è arrivata nessuna richiesta specifica, potrebbe arrivare", sì, immagino che potrebbe arrivare, è anche vero che, almeno per quello che riguarda il periodo in cui mi sono occupata della questione, ma ricordo benissimo anche il periodo precedente in cui quel ruolo era ricoperto dall'allora assessore Chatrian, non c'è stata soltanto l'attesa di vedere arrivare delle richieste da parte dei Comuni, ma c'è stata un'attivazione da parte dell'Amministrazione regionale a fare in modo che si puntasse su quella realtà, sul suo ampliamento, ma a partire da che cosa? A partire da una valutazione reale di quella che era stata la portata del Parco su quella porzione di territorio della nostra Regione.
Dico di più: attualmente sono molti i Comuni della Bassa Valle che fanno riferimento al Parco del Mont Avic anche per progetti che devono essere in qualche modo in sinergia. Il Parco, perché è conosciuto, perché è ormai una realtà consolidata, può fare da traino anche per una serie di altri progetti. Quando c'è stato il trentennale del Parco, c'è stata una collaborazione importante insieme al Forte di Bard, sono tanti anche, come dicevo, i Comuni che chiedono proprio di poter mettere anche in campo progetti che in qualche maniera vedano una collaborazione. Di conseguenza la stessa cosa può succedere, oltre che con i Comuni della Bassa Valle, che pure non fanno parte, tranne i due storici, Champorcher e Champdepraz, gli altri non ne fanno parte e si appoggiano. A maggior ragione la stessa cosa potrebbe avvenire per quei Comuni che sono confinanti o comunque che insistono su quell'area.
L'invito quindi, nonostante il rifiuto, ad accettare l'ordine del giorno è un invito che mi sento di fare e che spero venga messo tra gli obiettivi che ci saranno da parte di chi dovrà governare nella prossima legislatura ma non ritiriamo l'ordine del giorno, anche perché sappiamo che lato privati ci si sta muovendo proprio in questo periodo.
Presidente - La parola al consigliere Brunod.
Brunod (RV) - Ho ascoltato attentamente la presentazione di quest'ordine del giorno e anche la risposta dell'Assessore competente.
Noi, come Rassemblement Valdôtain, siamo sempre stati a favore di queste intenzioni di allargamenti o eventuali allargamenti quando avvengono in modo naturale con i modi e i tempi giusti.
Ci asteniamo su quest'ordine del giorno in quanto crediamo che, come ha detto anche bene l'Assessore, in questo momento sia giusto che le prossime future Amministrazioni comunali prendano in merito delle decisioni, ma soprattutto che questi input non vengano dall'alto verso il basso, ma siano i territori, i Comuni e gli interessati che comunque hanno tutti gli strumenti e le modalità per poter manifestare il loro interesse in merito, anche perché riteniamo che ci sono, come abbiamo detto, gli strumenti ma anche basta già semplicemente andare da chi ha vincolato negli anni questi territori, o comunque lavora quotidianamente all'interno di questi territori per capire quali sono i pro e i contro di essere all'interno di un'area protetta perché molte volte, magari dall'esterno, sembra tutto bello ma poi, in realtà, quando si fa parte di questi grandi progetti, o comunque ci sono questi ingressi all'interno di un'area protetta, ci sono anche tutta una serie di accorgimenti e di norme che bisogna ovviamente sottostare e quindi è bene saperli bene prima di andare ad affrontare determinate scelte.
Una cosa che da parte nostra è ovviamente pienamente condivisibile è dove all'interno delle vostre premesse avete messo che quest'area protetta ha ancora del potenziale da esprimere. Anche su quest'aspetto, come Rassemblement, più volte l'abbiamo detto e lo abbiamo ribadito attraverso iniziative, perché è un angolo di Valle d'Aosta che ha delle grandi potenzialità da un punto di vista della biodiversità, dell'ambiente, ma non solo e quindi crediamo che si possa fare molto di più in merito.
Nell'impegnativa si dice: "Promuovere una maggiore tutela della biodiversità in quella porzione di territorio regionale, migliorando al contempo l'offerta turistica della Media Valle" e noi aggiungiamo: "L'attrattività del Parco e dei Comuni interessati dallo stesso". Noi siamo convinti e qui ci auguriamo che i futuri Assessori competenti all'ambiente e al turismo che ci saranno a partire dall'autunno prossimo abbiano un occhio di riguardo ancor più di quanto è stato fatto fino ad oggi proprio per mettere in risalto queste grandi potenzialità come lei, collega Minelli, ha ben espresso all'interno delle premesse di quest'ordine del giorno. Per citare un esempio per quanto riguarda anche promuovere una maggiore tutela e biodiversità dell'ambiente, facciamo presente che io dico "purtroppo" in questi ultimi anni diversi sentieri, che sicuramente anche il collega Cretier conosce molto bene, che sono presenti all'interno del Parco si sono visti mettere dei cartelli di divieto di accesso.
Noi crediamo che anche la tutela dell'ambiente e una maggiore promozione e valorizzazione di questo territorio possano passare attraverso delle azioni semplici, come, per esempio, possono essere quelle di andare a mettere e a riportare all'interno del Catasto sentieri della Valle d'Aosta questi sentieri che i nostri vecchi, fin da lontani anni, hanno fatto sacrifici per farli, mantenerli e attualmente servono ancora per degli alpeggi e per le vie di comunicazione all'interno di questo territorio. Purtroppo, ad oggi, non essendo rete sentieristica ufficiale della Regione Valle d'Aosta, hanno questo cartello di divieto e lo sapete bene tutti voi che un paio di anni con un cartello di divieto di transito e questi sentieri si riempiono di rovi, arbusti o piante che cadono e vanno a morire. Io credo quindi che questo sia un peccato e sia uno stimolo per la futura Amministrazione regionale lavorare in tal senso, attraverso dei piccoli sforzi si può andare proprio a valorizzare la biodiversità e l'ambiente anche attraverso un ripristino di questa viabilità all'interno del Parco, che permette di scoprire e valorizzare di più tutto il territorio e che va a beneficio della Bassa Valle e dei comuni limitrofi.
Presidente - Altri? Non ci sono altri interventi? Posso mettere in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 2
Favorevoli: 2
Astenuti: 32 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Lucianaz, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Perron, Planaz, Restano, Rosaire, Sammaritani, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno successivo: il n. 7 della Lega. La parola al consigliere Perron.
Perron (LEGA VDA) - Ritorniamo sul tema che in parte abbiamo già approcciato ieri. Preso atto che a partire dal 2013 il territorio della Media Valle si è ritrovato a perdere numerosi istituti scolastici di base nel proprio territorio, dapprima il Liceo scientifico di Saint-Vincent, successivamente la sede dei geometri di Châtillon e in ultima la sede associata dell'ex IPR turistico di Saint-Vincent dall'anno scolastico 2022-2023, ubicato nella sede principale di Verrès; ricordata la risoluzione del nostro gruppo, il gruppo Lega Vallée d'Aoste, del gennaio 2022, quindi siamo a oltre tre anni fa, depositata insieme ai gruppi Pour l'Autonomie e Misto, votata all'unanimità, la quale impegnava il Vicepresidente della V Commissione consiliare ad avviare la calendarizzazione di audizioni per la possibile creazione di un liceo scientifico a indirizzo sportivo nella sede di via Monsignor Alliod a Saint-Vincent, anche valutando una sinergia con l'Istituto Gervasone di Châtillon, in questo caso in veste di collegio; preso atto che tali approfondimenti, nonostante il parere più che positivo fornito dai Comuni interessati, non ha dato seguito ad alcuna iniziativa per motivazioni più burocratiche che tecniche, mi pare che alla fine si arrivò a dire mancanza di personale, mancanza di possibilità di attivare una nuova attività e soprattutto per una mancanza di volontà politica; preso atto che - non sto a illustrare - stiamo parlando ovviamente del DL 195, che parla di documento di fattibilità delle alternative progettuali che vedrebbero la realizzazione di una struttura di scuola secondaria di primo e di secondo grado innovativa, con valenza sportiva e legata al mondo della montagna per un importo massimo di euro 500 mila di cui abbiamo parlato ieri e spero, assessore Guichardaz, che ci darà qualche notizia un po' più focalizzata su questo tema vista la confusione che regna sotto il cielo; rimarcato che la Valle d'Aosta è l'unica Regione d'Italia a non possedere un liceo sportivo, né un indirizzo professionale legato a professioni sportive specifiche per il territorio montano, ma è già presente a Ivrea, cioè a 16 chilometri di distanza da Pont-Saint-Martin un liceo sportivo frequentato da residenti della Valle d'Aosta, impegniamo il Governo regionale, anche se sappiamo che siamo alla fine del tempo, per la carità, ad avviare gli approfondimenti necessari volti alla creazione di un polo studentesco per giovani sportivi e futuri professionisti del settore sport.
Ricordo che un liceo sportivo è un liceo scientifico, non è un qualcosa per cui si mandano lì i ragazzi che fanno sport, ma che a scuola non hanno grandi risultati, è un liceo, quindi bisogna studiare e tanti di loro vanno poi a finire a studiare medicina, ad esempio, quindi non bisogna mai confondere le due cose, perché a volte c'è gente che ti scrive: "Ma mio figlio fa sport e vorrebbe fare una scuola..."; quella non sarebbe per nulla una scuola facilitata, sarebbe una scuola complessa, chiaramente come è un liceo.
Dall'altra parte abbiamo detto anche la possibilità, in concomitanza di esso, di un indirizzo professionale per dare a Cesare ciò che è di Cesare, come io tendo sempre a fare, nel bene o nel male, l'idea di un indirizzo professionale era uscito dalla consigliera Minelli e noi dopo avevamo unito tutto insieme, perché anche lì, se ci fosse un polo scolastico, ci sarebbe un livello liceale che potrebbe essere una costola dei licei che ci sono già, e una parte professionalizzante, magari anche di corsi di 2-3 anni, che possono aiutare i ragazzi che non sono lì per andare all'Università e magari neanche per andare al diploma, ma che potrebbero prendere delle agili abilitazioni che consentirebbe loro di andare sul territorio e magari lavorare direttamente in settori attinenti allo sport. In concomitanza di esso, dicevo, un indirizzo professionale nelle sedi scolastiche però che già ci sono, cioè quelle attualmente inutilizzate della Media Valle, cioè l'ex Istituto per geometri di Châtillon e/o l'ex sede di via Monsignor Alliod a Saint-Vincent, per capirci la zona vicino al cinema, anche valutando una sinergia con l'Istituto Gervasone di Châtillon in veste di collegio.
Rimettiamo quindi sul tavolo la nostra vecchia proposta per sentire quale può essere la risposta e anche eventualmente dai colleghi, anche eventualmente dall'assessore Caveri, che all'epoca era in carica, come mai quella proposta poi andò nel dimenticatoio.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - La proposta da voi presentata relativa all'ampliamento dell'offerta formativa risulta concentrata sulle scuole secondarie di secondo grado, mentre la nostra, di cui abbiamo ampiamente dibattuto, comprende anche un percorso in verticale tra primo e secondo ciclo di istruzione, non sto qui a ripetere quanto ho detto in occasione dell'ordine del giorno della collega Minelli.
Riteniamo tuttavia auspicabile valutare l'opportunità di orientare l'intervento professionale e progettuale relativo a Saint-Vincent non verso una proposta analoga per ciò che concerne naturalmente le scuole superiori a quella già ipotizzata per la Bassa Valle, bensì verso la realizzazione di una formula innovativa dedicata all'alta formazione attualmente assente sul territorio regionale. In tale prospettiva sono già in corso interlocuzioni con il Comune di Saint-Vincent, l'Università della Valle d'Aosta, il Grand Hotel Billia e l'IPRA finalizzate alla definizione di un percorso post secondario di eccellenza, con il coinvolgimento del Presidente della Regione, dell'Assessorato del turismo e degli Enti locali del territorio.
Al contempo va sottolineato come sia comunque apprezzabile e, seppur a fine legislatura e pur tra critiche e allarmi, venga finalmente accolta l'esigenza di ampliare il ragionamento sull'offerta scolastica della Bassa e Media Valle. È un passo avanti significativo che conferma che l'idea avanzata non era poi così peregrina. Il modello oggi proposto, infatti, ricalca per molti aspetti quello che si sta immaginando per Pont-Saint-Martin, con la differenza che quello di Pont-Saint-Martin concerne sia le scuole medie che le scuole superiori, un polo scolastico orientato allo sport, non limitato agli sport invernali, con una forte valenza orientativa ma anche professionalizzante. A tal proposito - e anche per rispondere alle sue considerazioni - è opportuno ribadire per l'ennesima volta che a Pont-Saint-Martin non si immagina un liceo sportivo, come è stato interpretato dai media, bensì un'offerta formativa innovativa di tipo professionale professionalizzante, capace di includere anche, come lei ha citato a titolo d'esempio, percorsi legati, ad esempio, alla gestione degli impianti a fune, alle professioni tecniche del turismo e dell'industria montana, seguendo modelli come quello già attivo a Moutier di cui abbiamo scritto in relazione, naturalmente questo sempre in conformità con quanto previsto dalle disposizioni vigenti. Come lei sa, in Italia non ci si può inventare dei percorsi di studio laddove questi sono già previsti dalle norme ministeriali, si può lavorare sugli IFP, si può lavorare su delle curvature, si può lavorare in parte sulla parte professionalizzante, ma sempre tenendo conto delle normative vigenti. Per Saint-Vincent, invece, la riflessione si sta indirizzando verso un modello differente, quindi non una replica di quanto già previsto altrove o già immaginato altrove, ma una nuova proposta ad alto valore aggiunto focalizzata sull'alta formazione in grado di valorizzare le sinergie tra istruzione, turismo, impresa e ospitalità.
Presidente - Altri gruppi? Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Dico subito che anche da questo secondo intervento sul tema dell'articolo 9 da parte dell'Assessore quello che emerge è che cosa si immagina di fare esattamente a Pont-Saint-Martin è estremamente nebuloso e confuso, perché sia dalle cose che lei dice, sia dalla relazione che abbiamo visto, sia dalle audizioni che ci sono state che tipo di istituzione scolastica si voglia fare è qualche cosa di assolutamente indefinito e credo che non vada bene una cosa del genere, ma l'abbiamo già detto, se si deve riflettere su come valorizzare i territori, le loro vocazioni, le scuole che devono essere fatte per dare una soluzione innovativa, come la chiama lei, bisogna avere un progetto che sia più strutturato e, per farlo, non si può arrivare a questo punto della legislatura. Era una cosa che poteva avere un senso tenuto conto però di tutta la realtà scolastica regionale, tenuto conto delle esigenze dei territori, tenuto conto di quelle che possono essere le vocazioni.
Io continuo a ritenere questo progetto o non so neanche se chiamare progetto... questa ipotesi, la chiamerei così, molto aleatoria e poco chiara, che non sappiamo bene dove ci porterà, perché comunque non riguarda, lo avete detto più volte, soltanto il segmento di scuola secondaria superiore, coinvolge anche la secondaria inferiore, ma proprio perché si pensa a una continuità, si pensa a un modello innovativo, bisogna che questo vada meditato, approfondito, ragionato, non si può buttarla lì come avete fatto.
Sull'ordine del giorno del collega Perron ci asterremo, ma un po' per la stessa ragione perché qui si chiede di fare un liceo scientifico a indirizzo sportivo e in concomitanza un indirizzo professionale legato allo sport nelle sedi che già esistono, potrebbe avere un senso anche questo, ne avevamo discusso all'epoca quando era emersa la prima proposta, il collega Perron se lo ricorderà, si era partiti con l'idea del liceo da parte nostra ed ero intervenuta io, avevamo pensato che era più...
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
...ho detto che voi avevate proposto il liceo, da parte nostra noi avevamo puntato di più l'accento sul fatto che potesse esserci una scuola di tipo tecnico o professionale ed era stata fatta tutta una discussione sulla scelta dei licei, sul fatto che sono comunque scuole di tipo diverso che richiedono anche un percorso di orientamento un po' più mirato e sostenuto fin dal segmento di scuola precedente. Come dicevo, così come è formulato, non voteremo l'ordine del giorno, ma restiamo convinti che l'approfondimento, sia quello che cita lei, sia quello che abbiamo messo noi nell'ordine del giorno, deve essere fatto senza prendere delle decisioni a questo punto della legislatura. È chiaro che l'ordine del giorno che portate avanti voi segue un percorso che avevate già delineato in passato, nel primo impegno, invece, dell'ordine del giorno che avevamo discusso precedentemente noi ponevamo l'accento su una priorità, quella sì che ritengo esserci, ed è quella di un edificio che va recuperato per la scuola secondaria di primo grado. Su tutto il resto io credo che sia assolutamente prematuro, e non solo, credo che non sia corretto non fare un ragionamento sull'offerta formativa globale della nostra Regione per quello che riguarda l'istruzione secondaria di secondo grado, quindi ci asteniamo sull'ordine del giorno ma con queste motivazioni.
Presidente - Altri? Posso mettere in votazione? Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Assessore Guichardaz, cosa le devo dire? Non ha chiarito granché. La mia impressione adesso a questo punto è che dovesse in qualche modo stanziare dei fondi e abbia usato questo mezzo dell'assestamento per buttarla lì, questa è la mia sensazione personale, perché comunque sia sono passati tre anni da quell'idea del liceo sportivo o professionale o quello che sia e sulla zona della Media Valle si è fatto zero. Ci sono gli edifici vuoti e su questo si è fatto zero e adesso si arriva a tempo scaduto a buttar la palla in tribuna con uno studio di 500 mila euro che va in una direzione che più fumosa di così non si può e poi dice: "Facciamo alta formazione sul territorio della Media Valle". Bene, siamo sempre lì, sono passati anni. Dovevate muovervi prima, ci sarebbe stato un lavoro di Commissione, di approfondimento; vi siete mossi così in una maniera francamente assurda, ma penso che lei, Assessore, se ne renda anche conto che è tutto piuttosto assurdo. È assurdo anche che mi ritrovo per la seconda volta a essere d'accordo con la collega Minelli, quindi è un po' tutto assurdo, mettiamola così, però non ci siamo proprio, si è perso del tempo, il territorio aspetta delle risposte, le risposte non sono queste in zona Cesarini nel finale. Difficilmente saranno queste, poi, se farete una genialata e Pont-Saint-Martin diventerà il centro mondiale di qualche attività, guardi, le farò i complimenti in differita più avanti, ma è ben difficile che con questa modalità, all'ultimo minuto e con un contenuto così fumoso, perché ieri lei è andato dal folklore valdostano allo sport, all'artigianato e non so, mancava il deltaplano e cose del genere, siamo passati per tutto l'universo mondo, io non lo so questo studio, questi 500 mila euro stanziati che ve li voterete che fine faranno e quali risultati daranno.
Se sarà il caso, guardi, le farò i complimenti, le manderò un messaggio anche tra anni, ma l'impressione è che il pronostico sia altamente sfavorevole e penso che l'abbiamo capito tutti.
Presidente - Posso mettere in votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Il successivo è l'ordine del giorno n. 7 di Forza Italia. Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Quest'ordine del giorno vuole porre l'attenzione su una problematica più volte discussa durante questa legislatura che riguarda la tempestività e l'efficacia degli interventi dei vigili del fuoco nella nostra Regione, in particolar modo in Bassa Valle.
Nonostante la mozione presentata dal gruppo Lega il 5 novembre 2024 non sia stata approvata, la discussione in aula ha messo in luce la sua complessità e l'urgenza di questa tematica, quindi i problemi sono sotto gli occhi di tutti.
Abbiamo un collegamento tra Aosta e la Bassa Valle garantito da una sola arteria, il che rende la Bassa Valle vulnerabile e a rischio di isolamento in caso di interruzione. Questo da solo basterebbe a giustificare un presidio locale dei vigili del fuoco permanente. Sono molti i cittadini della Bassa Valle a sentirsi di serie B perché, per quanto riguarda i tempi di intervento, possono quasi impiegare un'ora per raggiungere la zona in caso di emergenza, appunto da Saint-Christophe, e sono proprio le parole del Presidente durante la discussione in aula che ha sottolineato l'importanza di valutazioni sulla necessità del territorio per dare delle risposte concrete ed efficaci. È stato anche ricordato che la presenza di un distaccamento di professionisti in Bassa Valle è importante, soprattutto la presenza di personale professionista è indispensabile per garantire interventi rapidi. Per queste ragioni mi aspettavo di trovare un articolo nel disegno di legge 195 che trattasse questa tematica, anche perché i vigili del fuoco stanno ancora aspettando una legge regionale, che, a quanto pare, non verrà discussa in questo Consiglio e neanche nel prossimo. Per queste ragioni, con il nostro ordine del giorno, chiedo al Governo regionale se sia intenzione di valutare seriamente in tempi brevi, prima della fine di questa legislatura, l'istituzione di un distaccamento di vigili del fuoco professionisti nella Bassa Valle, considerando appunto le accresciute esigenze operative e la necessità di garantire un servizio più tempestivo ed efficace ai cittadini delle aree più distanti dalla caserma centrale.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Vede, Ganis, lei ogni tanto è un bravo ragazzo ma è un po' distratto, nel senso che sicuramente qualche assenza di troppo nelle sedi deputate probabilmente porta poi a fare delle affermazioni che non sono sempre corrette, invece la mancanza di attenzione durante lo svolgimento di mozioni, o comunque ordini del giorno precedenti, poi porta a dire delle cose che non sono esattamente quelle, perché, quando nel mese di novembre risposi all'interpellanza del collega Lavy, fui molto chiaro su un aspetto soprattutto: quello delle tempistiche e alla fine di una disamina che vedeva una trattazione molto attenta da parte del Governo rivolto tutto alle esigenze del Corpo dei vigili del fuoco era stato sottolineato come quella di una valutazione su un distaccamento in Bassa Valle, così come la valutazione di un distaccamento in Alta Valle, fossero delle questioni da verificare, anche alla luce di una situazione di assoluta possibilità da parte del Corpo di destinare le persone che erano state ipotizzate e questo almeno nel 2003 da dislocare in questi nuovi distaccamenti.
Avevo anche sottolineato il fatto che in Bassa Valle poteva anche nascere un qualcosa di sperimentale che potesse unire, per certi versi, le potenzialità dei professionisti con la presenza anche più aggregante dei vigili del fuoco volontari, trovando in quella sede anche dei percorsi di valorizzazione e di formazione che potessero incentivare e rimpinguare un po' le file anche del Corpo valdostano dei vigili del fuoco volontari.
Nelle corde dell'Amministrazione c'è stata anche, a livello di interlocuzioni con le comunità locali della Bassa Valle, la possibilità di valutare questo tipo di percorso, ma prima bisogna avere, come dicevo, il personale, un personale che si è provveduto a reclutare con il recente concorso di vigili che ha una graduatoria, se non sbaglio, di oltre 130 abilitati, dove mi sembra 16 o 19 saranno quelli che andranno a coprire i vuoti che il Corpo lamentava. Alla luce di questo e con la chiusura di un percorso normativo, che peraltro è stato licenziato dal Governo regionale quasi un mese fa, potrà avere la possibilità di dare tutte le necessarie valutazioni per poter procedere a una valutazione compiuta di dove andare a collocare l'eventuale nuovo distaccamento, di quanto personale metterci dentro e di quelle che sono, che saranno e potranno essere le attività.
Non c'è stato nessun passo indietro o passo in avanti, ci sono state delle valutazioni che devono essere frutto di una più ampia concertazione e di una più ampia attenzione, quella che ci va per avere anche le risorse necessarie per poter sostenere questo distaccamento sia da un punto di vista finanziario per il personale che deve entrarci, sia da un punto di vista finanziario per l'allestimento della sede e delle tempistiche che sono evidentemente correlate.
Pensare di fare una boutade in questa situazione è veramente, a mio avviso, sinonimo di poca conoscenza dei percorsi e anche di poca serietà da un punto di vista dell'affrontare i problemi e le tematiche con la giusta considerazione e con una giusta tempistica da poterla sviluppare in maniera corretta e soprattutto opportuna.
Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Io credo di essere un bravo ragazzo, lei sarà anche un bravo Presidente, ma oggi, secondo me, è caduto veramente in basso, nel senso che quello che io porto all'attenzione del Consiglio regionale non è un problema di Ganis Christian ma è un problema che viene riportato dai vigili del fuoco.
Mi è stato detto che i vigili del fuoco necessitano veramente di una maggiore attenzione da parte vostra e in questo periodo cosa è stato fatto? Nulla, perché lei ha detto e veramente... che è stato organizzato un concorso, ma questo concorso non è sufficiente a completare l'organico, quindi queste 16 persone che verranno assunte, ahimè, sono importanti, ma non sono così importanti da completare un organico funzionale.
Un'altra cosa che abbiamo portato all'attenzione di questo Consiglio era la legge regionale che i vigili del fuoco aspettano però ancora una volta l'avete tenuta nel cassetto. Sono 5 anni che tenete questa legge nel cassetto e non so cosa aspettate.
C'è ancora un Consiglio, io spero che a questo punto nell'ultimo Consiglio per magia esca fuori la legge e noi tutti ci mettiamo lì e la votiamo.
I problemi quindi non sono i problemi di Forza Italia, non sono i problemi del sottoscritto, ma sono i problemi dei vigili del fuoco effettivi.
Torno a ribadire che, a nostro avviso, il discorso di avere un punto di primo intervento di personale effettivo in Bassa Valle è importante, ringrazio anche i volontari che svolgono un ruolo veramente efficiente, però non possono essere paragonati al lavoro svolto da chi fa questo lavoro tutti i giorni.
Noi quindi porteremo al voto questa mozione perché crediamo che un punto di vigili del fuoco in Bassa Valle sia necessario per interventi rapidi e tempestivi.
Presidente - La parola al consigliere Lavy.
Lavy (LEGA VDA) - Questa è un'iniziativa che sosterremo, perché siamo ovviamente d'accordo con la creazione di un distaccamento di vigili del fuoco professionisti in Bassa Valle, ovviamente con la collaborazione dei volontari, perché tutta una serie di interventi, soprattutto nella Valle del Lys, nella Valle di Champorcher, per i vigili del fuoco che partono da Aosta sono effettivamente lontani.
Durante le celebrazioni di Santa Barbara, anche lei, presidente Testolin, aveva in qualche maniera, dopo che era stata bocciata la nostra mozione di cui ero primo firmatario, tra le righe fatto comunque capire che le valutazioni sono in corso.
È ovvio che, per carità, per creare un distaccamento, serve, come ho detto, il personale, serve individuare prima di tutto una sede, perché già anni e anni fa si parlava di una sede a Donnas che poi era un'ipotesi che era stata lasciata un po' da parte, quindi è ovvio che l'iter è sicuramente lungo e nel giro di qualche settimana di sicuro non è che si può fare chissà cosa.
Ringrazio però il collega Ganis, che vedo essere l'unico firmatario di quest'ordine del giorno, perché ha letto molto bene la mozione di cui ero primo firmatario, tant'è che ne ha ripreso parola per parola, ha proprio preso tutto ciò che c'era da prendere e anche per quanto riguarda appunto quello che era stato detto in discussione.
Sicuramente un ordine del giorno importante che, come ho detto, sosterremo, che però sicuramente ci insegna qualcosa, perché, quando Gemini fa cilecca, forse serve leggere un pochino meglio, un pochino con più attenzione i resoconti delle iniziative dei colleghi per capirle meglio.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - In premessa mi dispiace, Presidente, che ogni volta, quando parliamo di questa tematica, lei riesca a dire delle cose spiacevoli, nel senso che oggi è toccato al collega Ganis. Ricordo che in riferimento, ad esempio, alla questione del concorso mi era stato imputato il fatto che avessi degli interessi personali che ancora oggi non ho capito quali sono.
Mi dispiace che, rispetto a questa tematica, che è una tematica che ha visto molto impegnato il Consiglio regionale in questi anni, e sicuramente basta andarsi a rivedere tutte le iniziative fatte, si pensi di attaccare un Consigliere perché porta una tematica che è una tematica importante e che sicuramente deve essere una tematica che deve essere affrontata nella prossima legislatura, che immagino anche i vari partiti politici affronteranno durante la campagna elettorale.
Detto questo, però noi non voteremo il suo ordine del giorno, collega Ganis, perché crediamo che, rispetto a questa tematica, ci deve essere una valutazione a 360 gradi, perché le problematiche, sì, sono riferite al distaccamento della Bassa Valle, ma ci sono problematiche anche riferite all'elisoccorso, ne abbiamo parlato più volte. Ci sono tematiche riferite alla vetustà di quell'edificio, al fatto anche di avere in continuazione problemi con i mezzi e adesso si aggiunge anche la problematica dell'aeroporto che in qualche modo viene di volta in volta rimandata, ma nel prossimo Consiglio andremo ad affrontarla perché in questo momento in aeroporto ci troviamo sia i vigili del fuoco che un'altra società che garantiscono non si sa bene come la sicurezza. Sotto questo punto di vista, forse è giusto porre l'attenzione su questo tema, ma andava affrontato a 360 gradi e forse andava affrontato anche rispetto al fatto che oggi abbiamo una graduatoria finalmente e molto probabilmente, dal momento che sappiamo che i corsi andranno fatti a livello nazionale e li fanno due volte l'anno, almeno questo da quello che ricordo io, quindi verranno fatti nella seconda parte dell'anno, molto probabilmente avere già le idee chiare rispetto anche alle future attività poteva essere anche un modo per assumere magari anche del personale in più proprio in quel senso, come lei giustamente ha ricordato.
Non lo votiamo quindi ma condividiamo la tematica che ha posto.
Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 25 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 8 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno torniamo a parlare del sistema informativo ospedaliero, del TrakCare, un sistema che è stato dotato da un po' più di un anno, ma che ha dato notevoli problemi di funzionamento. Lo abbiamo già portato questo tema più volte in Consiglio, sia noi che i colleghi di Forza Italia e pare però che queste problematiche sussistano ancora e non siano state comunque risolte, quanto meno non risolte appieno. Uno dei problemi di questo sistema è anche il fatto che, a quanto pare, non dialoga con altri sistemi che vengono utilizzati dalla nostra sanità regionale, sia con i sistemi che gestiscono la medicina territoriale, sia il sistema informativo che in pratica si occupa del Reparto di Rianimazione. Allora è evidente che questo, oltre a creare i soliti problemi che il sistema già di per sé ha, nel senso della macchinosità nel funzionamento, problematiche appunto nei tempi di inserimento dei dati e di lettura anche dei dati stessi, insomma, criticità varie, crea un'ulteriore criticità proprio per il fatto che se sistemi diversi, ma dello stesso sistema sanitario non dialogano fra loro è un po' come per semplificare per chi magari non è proprio un addetto ai lavori, quando i computer non dialogavano fra loro se avevano sistemi operativi diversi, poi nel tempo questi problemi sono stati in buona parte risolti, non sono stati risolti ancora a livello della gestione dei sistemi informativi sanitari complessivi della nostra Regione.
Vorremmo quindi impegnare il Governo regionale ad avviare le procedure necessarie per porre rimedio a queste criticità, a questa situazione, per far sì appunto che tutti i sistemi operativi in uso nella sanità regionale, a livello ospedaliero ed extra ospedaliero dialoghino bene fra loro per evitare chiaramente anche, oltre alla perdita di tempo, personale sanitario che ha delle problematiche e ha dei grossi problemi nell'operare, un rischio clinico che è sempre diffuso chiaramente.
Presidente - La parola all'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Grazie collega Sammaritani. L'attuale situazione del progetto "TrakCare" per il quale lei ha dimostrato correttamente molta attenzione, nonostante il pieno rispetto burocratico attraverso la trasparenza delle procedure a evidenza pubblica adite, è stato da subito e continua a essere un grande e costante problema di gestione. Si conferma in tal senso, relativamente a questo progetto, che l'Azienda USL ad oggi sta proseguendo nel percorso di definizione degli assetti contrattuali pregressi, con l'obiettivo di chiudere in modo ordinato e costruttivo le interlocuzioni ancora in corso.
Contestualmente si sta formalizzando il subentro della società partecipata in house INVA che assicurerà un'assistenza tecnica potenziata a supporto del completamento dell'ultima fase di realizzazione del sistema TrakCare e della piena operatività del Sistema Informativo Ospedaliero, quello che tecnicamente viene definito SIO.
Questo passaggio rappresenta - e so che è ascoltato con l'attenzione che una persona che fa la sua professione ha quando vengono utilizzati certi passaggi - un importante passo verso una maggiore stabilità e funzionalità del sistema informativo sanitario regionale. In tal senso, senza entrare nel merito della natura dei problemi che ad oggi non riguarda solo l'applicativo, è diventato peraltro presidio sanitario, cosa che il precedente TrakCare non era, con buon senso e tanta fatica stiamo facendo dei passi avanti, alcuni dei quali anche in parallelo, come appena richiamato.
Tra l'altro, proprio come lei richiama a livello di ordine del giorno, relativamente ai limiti nell'interazione tra il sistema informativo ospedaliero - e quindi il SIO - e i sistemi informativi della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione e dell'area territoriale, l'Azienda è impegnata a realizzare importanti attività di integrazione volte a facilitare lo scambio di informazioni. In particolare, si sta procedendo con l'integrazione della cartella specialistica "Margherita", della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione nel sistema informativo ospedaliero e con il collegamento del software territoriale SIRTE al SIO, al fine di garantire uno scambio efficiente e continuo di dati tra ospedale e territorio.
Tra l'altro, rispetto a questo applicativo che, come richiamato, sta dando problemi che non sono neanche tanto legati, mano a mano che si lavora su questo dossier - al vero e proprio applicativo, che, di fatto, in alcune altre Regioni sta vincendo altre gare - siamo riusciti anche ad avere delle interlocuzioni con il produttore diretto, ma Consip, di fatto, aveva permesso di adire attraverso soggetti diversi che poi hanno presentato TrakCare. In tal senso però, mentre un po' alla volta stiamo cercando con buon senso di chiudere questo delicatissimo dossier e contiamo di avere una mano anche da parte di INVA nel sostituirsi ad altri soggetti, vista la sua prossimità. Comunque su altri aspetti, in particolar modo sul PNRR dove abbiamo ricevuto una certificazione EMRAM di quarto livello e sul fascicolo sanitario, per fortuna, le cose vanno un po' meglio.
Visto quanto le ho rappresentato, le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - La parola al consigliere Baccega.
Baccega (FI) - Grazie Assessore. Relativamente a questa problematica, ieri ho lanciato una provocazione: pare che sia in qualche modo stata messa in campo una Commissione che deve validare il progetto, questo progetto TrakCare. Noi ci siamo occupati più volte di questo percorso, lei lo sa benissimo e lo facciamo ancora adesso ringraziando il collega Sammaritani per aver portato il tema anche a fine legislatura. La sensazione che abbiamo, e anche qualche informazione che arriva da ambienti molto pertinenti rispetto a questo percorso, è che non si può modificare, più di tanto non può dare questo applicativo, allora l'unica cosa che rimane da fare mi sa è di non rinnovare il contratto, perché altrimenti questa roba finirà davvero in un colabrodo e i soldi investiti sono stati tanti. Mi dica lei se è così.
Presidente - La parola al consigliere Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Devo dire che un po' probabilmente condivido anche quello che ha detto il collega Baccega, perché in certe situazioni, ma questo lo aveva credo già accennato lei negli interventi del passato... è evidente che, quando si fa un investimento del genere, si adottano di sistemi così importanti su strutture anche molto importanti e molto costose, anche inevitabilmente diventa difficile poi tornare indietro.
Ci fa piacere quanto meno che la questione - ma lo sapevamo, per carità - sia stata affrontata in modo molto serio dall'Azienda e anche dall'Assessorato perché è chiaro che si deve in qualche modo riuscire a risolvere, o quanto meno a rendere meno problematici possibili i problemi che sono stati evidenziati da chi il sistema operativo lo utilizza tutti i giorni, quindi confidiamo che INVA e i soggetti che se ne stanno occupando facciano un buon lavoro, per quanto sarà possibile.
Ci interessava portare comunque all'attenzione e in qualche modo credo un po' a rassicurare anche gli operatori della sanità su questo tema. Mi pare che la sua risposta sia in questo senso, quindi vogliamo fare anche questo atto di riconoscimento e di fiducia e ritiriamo l'ordine del giorno.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Ordine del giorno n. 9, sempre della Lega, con il consigliere Manfrin a cui passo la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Avevamo tentato di discutere quest'ordine del giorno precedentemente e riguarda sempre la cinta muraria, che è oggetto di un intervento che è evidenziato all'articolo 29. Nello specifico con quest'ordine del giorno, che è l'ultimo della discussione, chiediamo un'attenzione che è un'attenzione che abbiamo sempre posto in essere rispetto a questo tema, cioè un'attenzione rispetto alla sicurezza.
Ci sono molti tratti della cinta muraria di Aosta, è giusto dare una valorizzazione di quest'importante reperto archeologico anche perché non si dice mai abbastanza, ma c'è da dire che Aosta è ricordata per essere la seconda città per numero di reperti romani dopo Roma, quindi è un vanto chiaramente della nostra città ed è sicuramente una cosa da promuovere in tutto il mondo.
Quello che però purtroppo non è da promuovere è quello che a volte viene fatto lungo la cinta muraria, cioè purtroppo quello che caratterizza un po' il degrado di alcune zone. Ne prendo una su tutte ma i tratti sono molteplici, c'è la parte che è proprio dove c'è la stazione, sappiamo che c'è quel tratto di mura dove c'è anche una torre. Ebbene, in quella zona lì purtroppo è all'ordine del giorno la presenza di sbandati, la presenza di spacciatori, la presenza di persone che pernottano utilizzando il prato come se fosse un tappeto su cui addormentarsi. Si sono verificati più episodi chiaramente di degrado e che di certo non ci fanno ben sperare. Io non voglio eccedere nella presentazione, abbiamo sicuramente degli elementi da esaminare e si deve procedere alla votazione, sono emendamenti, non voglio dilungarmi troppo ma mi permetto di fare un'osservazione: abbiamo preso atto per quanto riguarda tutta questa lunghissima richiesta, e questo è l'ultimo ordine del giorno in discussione, che la maggioranza non ha voluto in nessuna maniera ascoltare le varie proposte fatte dall'opposizione.
Io ritengo che questa metta semplicemente in campo una proposta, che è una proposta di fare quello che sarebbe opportuno fare, quindi una videosorveglianza su questo tratto di città potrebbe essere un qualcosa di recepibile. Se riterrete di non recepire neanche questo, prendiamo atto che davvero in realtà non è che c'è una valutazione delle singole proposte, ma c'è semplicemente la volontà di dire no a tutto per partito preso. Io spero che non sia così e spero che si entri nel merito.
Presidente - Assessore Jean-Pierre Guichardaz, a lei la parola.
Guichardaz J. (FP-PD) - La Soprintendenza per i beni e le attività culturali, in base al decreto legislativo 42/2004, ha come compito esclusivo la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. È soltanto all'interno di questo ambito che può legittimamente esercitare le proprie funzioni.
L'installazione di impianti di videosorveglianza, secondo il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, il GDPR 2016/679, può avvenire solo se esiste una base giuridica adeguata. Nel caso della Soprintendenza tale base giuridica è rappresentata unicamente dalla necessità di tutelare i beni culturali, pertanto non rientrano tra le competenze della Soprintendenza impianti installati con finalità diverse, come la prevenzione del degrado urbano, dell'incuria, dell'inciviltà e della pericolosità sociale, come proposto nel suo ordine del giorno.
Qualora i competenti uffici intendano sottoporre al Comitato per la sicurezza, istituito con deliberazione della Giunta regionale 848 del 24 marzo 2006, una richiesta di autorizzazione per un nuovo impianto, il progetto dovrà prevedere la ripresa di immagini strettamente limitata al bene da tutelare, escludendo le aree circostanti, siano esse strade pubbliche e proprietà private.
Alla luce di quanto sopra si sottolinea che la gestione di impianti di videosorveglianza, con finalità di sicurezza e decoro urbano, rientra nelle competenze di altri soggetti istituzionalmente preposti al controllo dell'ordine pubblico. Lo stesso principio si applica all'illuminazione, anche in questo caso la Soprintendenza può intervenire unicamente per finalità di valorizzazione del patrimonio culturale e non per scopi legati alla sicurezza e al decoro urbano.
Presidente - La parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie assessore Guichardaz per l'ampia lezione di delizioso burocratese, che non tiene conto di un elemento che probabilmente deve essere sfuggito. Non leggo da nessuna parte che deve essere la Sovrintendenza a fare un progetto di videosorveglianza, cioè lei sostanzialmente dice: "Noi cogliamo l'occasione e diciamo: bene, avete intenzione di fare un progetto di interventi di restauro da eseguirsi sui tratti delle mura romane, bene, già che c'è un restauro mettete in campo - e non c'è da nessuna parte scritto Soprintendenza -, mettiamo in campo anche un progetto di videosorveglianza, illuminazione e presidio per prevenire il degrado e la criminalità".
Lei parla di un quarto d'ora di Sovrintendenza. Assessore, cosa vuole che le dica? Ma davvero, meno male che è finita la legislatura.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Solo per esprimere una dichiarazione di voto su questo specifico ordine del giorno. Ci asterremo ma per una ragione molto semplice e che è quella che immaginavo già nel momento in cui era arrivata la richiesta di discutere insieme i due ordini del giorno, perché quest'ordine del giorno non è direttamente collegato alla cinta muraria di Aosta, bensì a un argomento diverso che riguarda l'inciviltà, l'incuria, il degrado urbano, la criminalità che non mi sembra possano essere in qualche maniera suscitate dalla presenza di una cinta muraria, che va invece valorizzata e forse invece riguardano di più il fatto che gli episodi, anche un po' citati o comunque spiegati dal collega, si riferiscono a una zona che è piuttosto limitrofa alla stazione e non tanto alle mura, che non sono di certo soltanto in quella porzione di territorio della città, ma interessano tutto il perimetro del castrum e quindi delle mura romane.
È possibile, anzi, è necessario che in una città si prendano anche dei provvedimenti, però, per quello che riguarda, il collegamento con l'articolo 29 del disegno di legge noi non riusciamo a vederlo e, di conseguenza, la valutazione riguardo agli interventi che occupano, se vogliamo, aspetti diversi, ci fa propendere per un'astensione riguardo a quest'ordine del giorno.
Presidente - Consigliere Manfrin, le ricordo che lei è già intervenuto. Le do la parola per mozione d'ordine.
Manfrin (LEGA VDA) - Solo per chiederle per la seconda volta, Presidente, semplicemente un po' di rispetto rispetto al lavoro dei colleghi. Abbiamo fatto un lavoro accurato per agganciare le nostre iniziative ad articoli che sono inseriti in quest'assestamento e immaginare di dire a quest'Aula che il fatto che all'articolo 29 si finanzi un progetto di restauro dove si riscontra un alto grado di vulnerabilità e rischio sia in termini conservativi, sia di sicurezza civile e dire un'altra volta, prima dal Governo, adesso dai colleghi di opposizione, che non c'entra niente... io le chiedo semplicemente, Presidente, di dire una cosa: se questi ordini del giorno, che sono collegati, non c'entrano nulla con l'assestamento, ce lo faccia sapere, però non li ammetta neanche alla discussione. Se invece ci dice una volta per tutte... se sono ammessi alla discussione, allora se hanno senso essere discussi o meno, perché, se io avessi presentato, collegato all'assestamento, un ordine del giorno sui Puffi, io posso immaginare che lei ci dica che non c'entra niente e magari non l'ammette neanche alla discussione. Siccome però parliamo di mura romane e di videosorveglianza, le chiederei soltanto se quest'ordine del giorno ha senso di essere discusso oppure no.
Presidente - È stato ammesso. Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
