Oggetto del Consiglio n. 4841 del 9 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4841/XVI - Continuazione e chiusura della discussione generale congiunta sulle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, sul D.L. n. 189 (Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/ Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2024) e sul D.L. n. 195 (Assestamento al bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per l'anno 2025. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2025/2027).
Bertin (Presidente) - Ci sono 27 Consiglieri presenti. Siamo in discussione generale dei disegni di legge iscritti ai punti 11 e 12 dell'ordine del giorno. Qualcuno vuole intervenire in discussione generale? Consigliere Lucianaz, a lei la parola.
Lucianaz (GM) - Bondzor a tcheut, totse i Gruppo Misto de deure la sin-a é spéo de pa direndjì la dijestchón a gneun. [Traduzione letterale dal patois: Buongiorno a tutti, tocca al Gruppo Misto dire la sua e spero di non disturbare la digestione a nessuno]
Ho solo detto che spero di non disturbarvi la digestione con questo intervento. Sicuramente non dirò nulla ai colleghi dell'opposizione, che come me cercano di fare il loro dovere e svolgono il loro ruolo. Comincerei rivolgendomi al vicepresidente della Regione, Bertschy, che non c'è... va bene, salto di una pagina e poi riprendo.
Assessore Marzi, se è disponibile, io le direi che ieri ho avuto modo di vedere questo nuovo video che lancia finalmente, come intende lei, la realizzazione dell'ampliamento dell'ospedale. Ha detto la sua verità, come giustamente ognuno ritiene di fare correttamente. C'è qualche appunto da fare su questo aspetto, legato naturalmente al disegno di legge in discussione, perché? Perché più volte è stata richiamata la progettazione delle fasi 4 e 5 per quanto riguarda questo ospedale e naturalmente quest'Amministrazione regionale ha sempre scaricato sulle fasi 4 e 5 tutti i problemi e le criticità che sono via via emerse, quindi noi naturalmente non sappiamo assolutamente cosa siano queste fasi 4 e 5, perché mai abbiamo avuto modo di vedere delle progettazioni, degli elaborati. Ricordo solo che nel 2023 è stato citato dal Presidente della SIV: "verrà fornito il preliminare aggiornato delle fasi 4 e 5, dove l'aggiornamento sarà importante", quindi parliamo di più di due anni fa. Il preliminare, quindi, rimane una delle cose che devono proporre i progettisti, ma tutto questo è in una fase che si chiude nel giro di prossimi mesi, non certo nei prossimi anni. Era il maggio 2023. Stiamo ancora aspettando qualche elaborato.
Come è successo per la parte del blocco K e dell'Hospital street - finalmente ieri l'assessore Marzi si è cimentato a raccontare ai cittadini valdostani quanto sarà determinante per il futuro della comunità -, stiamo anche qui aspettando elaborati che non verranno forniti e cifre che difficilmente saranno corrispondenti alla realtà.
L'assessore Marzi nel 2023, sempre a maggio, diceva: "C'è un anno di ritardo, stiamo lavorando per confermare il progetto esecutivo - mi riferisco al blocco K, quindi fase 3 - entro la fine dell'estate di quest'anno per andare in gara", quindi entro il 2023. "Questo comporterebbe l'inizio dei lavori per il 2024". Naturalmente l'assessore Marzi slitta sempre di qualche anno, così è successo per le centrali tecnologiche e sicuramente succederà anche per il ben reclamizzato ampliamento dell'ospedale. Finora siamo solo a due anni di ritardo e non siamo ancora partiti, da quanto dice l'assessore Marzi, figuriamoci quello che si diceva prima.
In poche parole, abbiamo una Giunta che non conosce i costi, quanto verrà a costare nel complesso l'intero complesso ospedaliero. Naturalmente ci sono delle proiezioni, ora siamo a 200 e qualche milione, possiamo tranquillamente ipotizzare che il tutto finirà con oltre il doppio della cifra, cifre che permetterebbero di realizzare due ospedali nuovi, non uno, due ospedali nuovi, in una zona immersa nel verde, nel bel verde valdostano, anziché nel carrefour più trafficato della città di Aosta, magari con qualche albero a disposizione, ma questo a voi non interessa, di avere un ospedale che sia efficiente e un ospedale in mezzo al verde. Che problema è per voi?
Del progetto preliminare, appunto, non se ne sa nulla. Intanto vediamo che cosa si combinerà su questo ospedale. Presto vi farò avere tutte le criticità che siamo riusciti a rilevare in questa progettazione, che finalmente è stata messa a gara.
Per tornare al disegno di legge in discussione, troviamo l'articolo 56, invece, in cui sicuramente l'USL dimostra di essere determinata a efficientare la gestione e qui non si parla di migliorare le liste di attesa, ma si parla di finanziare l'implementazione della centrale operativa del numero europeo armonizzato 116117. Con questo numero la centrale operativa si confronterà con le altre centrali operative già attive, creando una rete di sistema e connessione territoriale, quindi una realizzazione di altri investimenti per il potenziamento dell'assistenza territoriale. Tutto questo per la modica cifra di 900.000 euro, ma non sappiamo quanto migliorerà le liste di attesa.
Mi fermo qui, assessore Marzi, per lei...
Vicepresidente Bertschy, il riferimento a lei è per il fatto che, giustamente, lei si lamenta ogni tanto delle mie continue critiche al suo operato ma, come lei sa bene, io non appartengo alla maggioranza, quindi sono libero di esprimere tutto ciò che penso.
Tra l'altro, non ho un atteggiamento così civettuolo nei suoi confronti, proprio perché abbiamo sempre avuto occasioni di scontrarci anche sugli aspetti più importanti della gestione e degli investimenti che riguardano la nostra Regione, a cominciare da quando ho preso posto in quest'aula. Lei giustamente ha firmato una risoluzione di condanna per le mie parole, perché, a suo dire, avrei esclamato cose inenarrabili. Le garantisco che tutta quella verità sta emergendo, quindi poteva anche evitare certi atteggiamenti. Lo stesso è avvenuto appena dopo, quando mi ha rimproverato di parlarle dei parcheggi di Aosta e del traffico cittadino e lei giustamente diceva che non aveva la competenza di parlare con l'Amministrazione comunale. L'Amministrazione comunale l'abbiamo invitata in quest'aula, l'abbiamo audita e naturalmente il Sindaco di Aosta e gli Assessori competenti ci hanno detto che era un problema di finanziamenti e di relazioni con l'Amministrazione regionale. Lei naturalmente ha scaricato, come giustamente fanno anche gli altri.
Aosta ha un problema enorme di circolazione di auto, di parcheggi. Anche i pullman vengono a parcheggiare ad Aosta, anche i turisti, e non tutti vanno al cimitero o nell'area della Croix noire, che, tra l'altro, adesso è transennata, perché ci sono da mesi dei lavori in corso. Si può fare di più per la città di Aosta quindi e la Regione potrebbe fare la sua parte. Non ho visto nessuna soluzione a tutte le richieste che in questi tre anni io e il gruppo a cui appartenevo abbiamo ripetutamente avanzato.
Vedo però che in questo disegno di legge è previsto il finanziamento all'interscambio della stazione di Pont-Saint-Martin, al Comune di Nus il progetto di miglioramento della viabilità di collegamento ciclopedonale e dell'accesso alla stazione, al Comune di Gressoney-Saint-Jean, a Aymavilles, a Saint-Nicolas, a Torgnon, quindi i parcheggi si fanno e si finanziano, come no? Ad Aosta no, Aosta deve essere vietata alle auto, non si vogliono le auto in città, che Aosta muoia. Questo è l'atteggiamento di questa maggioranza e lo dico chiaramente.
L'ultimo appunto, assessore Bertschy, così avrà modo di rispondermi per le rime su tutti questi punti. Vedo, tra l'altro, finanziamenti notevoli agli impianti di sci, un rinnovo tecnologico e mi ha particolarmente sorpreso il potenziamento dell'innevamento programmato nei comprensori di Rhêmes e Valgrisenche. Benissimo, ottima cosa potenziare gli impianti di innevamento, peccato che lo dica lei, lo dica la sua maggioranza, così attenta ai problemi del riscaldamento climatico e dello sviluppo sostenibile, che vede con assoluta preoccupazione il fatto che nevichi ancora a quote basse e invece si investe proprio a quote basse per fare impianti di innevamento. Allora, ci credete o non ci credete a questo riscaldamento climatico? Io non ci credo, ve lo dico spesso e volentieri, e come me l'80% degli Italiani, che sostiene che la balla del riscaldamento climatico sia sostenuta da interessi e da gruppi di potere che hanno tutto l'interesse a continuare su questa falsa riga. Ognuno poi la pensi come vuole, l'importante è che sappiate poi giustificare che oggi c'erano zero gradi - e siamo a luglio - a 1.700 metri.
J'épargnerai les critiques à l'assesseur Guichardaz face à la réalité d'une école publique toujours moins identitaire, toujours moins valdôtaine, toujours plus loin des attentes de nombreuses familles valdôtaines, toujours plus digitalisée, bien sûr, mais dangereusement pour la santé et l'esprit de nos jeunes, toujours plus (incompréhensible), toujours plus éphémère. Ce n'est pas l'école valdôtaine que veulent les familles valdôtaines. Après vous êtes libres de proposer l'école que vous voulez, mais je suis libre de vous critiquer dans vos choix.
Une autre critique c'est par rapport à la gestion des monuments archéologiques. 2050 c'est justement l'anniversaire d'Aosta romaine, dont on a parlé longtemps ici. La ville d'Aoste est recouverte de publicité qui parle de cette Aosta romaine, mais dommage qu'on voit comme la moitié des lieux archéologiques liés à Rome sont fermés ou inaccessibles.
Le chantier de l'Hôpital d'Aoste, par contre, c'est le pire des choix que pouvait faire votre Assessorat. Vous avez permis de vandaliser le site archéologique du Cromlech et du Tumulus, et j'ai bien regardé le projet, en coupant avec du béton, une quantité de béton, le cercle justement du VIIe siècle avant Jésus Christ, avec les Tumulus qui, d'ailleurs, sont contemporains. Là, à mon avis, c'est une vandalisation que votre Assessorat ne pouvait pas permettre, mais on a déjà discuté de cela.
Velocemente l'assessore Caveri, che ci ha parlato in audizione di 3,4 milioni destinati, dall'articolo 66, ai servizi regionali applicati che potrebbero essere applicati a "Io", all'applicazione dello stato, alla gestione dell'anagrafe dei disabili, un sistema nuovo per la concessione di contributi allo sport, la gestione, sempre con sistemi informativi, del patrimonio paesaggistico e architettonico, il settore archeologico, borse di studio al progetto "Erasmus", la funzionalità per la gestione del settore dei toponimi, i sistemi tecnologici, ci propone con questo disegno di legge i sistemi di lettura delle targhe e Info Mobilità, un nuovo hardware per l'Amministrazione, il miglioramento complessivo del sistema del settore digitale, un sistema, a suo dire, che si può considerare orizzontale rispetto alla rete dell'Amministrazione, che riguarda finanziamenti regionali, finanziamenti FESR, finanziamenti PNRR, e chi più ne ha, più ne metta. Questo, a mio modo di vedere, è il solito disco rotto dell'assessore Caveri. Sta giustamente spingendo sulla digitalizzazione, le cifre sono notevoli, anche lui spinge sul fatto che si sta lavorando su temi fondamentali come il cambiamento climatico, che deve giustificare questa importante spesa. Io vi ricordo che c'è gente che è andata a vivere fuori dalla Valle d'Aosta perché con 800 euro al mese non si riesce a vivere in Valle d'Aosta e questo spreco - mi sia permesso - di denaro pubblico in una digitalizzazione, in una Valle in cui non si riescono ancora a raggiungere le proprie case, in cui le strade rimangono chiuse, in cui si ha difficoltà a parcheggiare in città, in cui il commercio chiude perché ha un carico fiscale non conforme al giro d'affari che svolgono... che tutto questo carico pubblico venga utilizzato per queste amenità, mi permetta: "amenità", visto che sono amenità, poi per lei sarà prioritario... le garantisco che sono tantissimi i Valdostani che non accettano questo sperpero di denaro pubblico. Bene, ne parleremo. Tra l'altro, le ricordo che due anni fa sono stati approvati 11 progetti presentati dalla Regione: "DigitAlps Museum" per la digitalizzazione del patrimonio museale e delle collezioni; "TechyourWorld", trasformazione digitale verde; "Recrosses", decarbonizzazione del territorio frontaliero; "ALP'AERA" per l'analisi degli impatti del cambiamento climatico e (incomprensibile) - ci siamo ancora - sulla qualità dell'aria nelle valli alpine; c'era il progetto Becca; il progetto "PrévRisk-CC", per l'adattamento degli effetti del riscaldamento globale, altri 2,5 milioni, assessore Caveri, continuiamo a investire su...
(intervento dell'assessore Caveri fuori microfono)
...ma certo, bene, bene, soldi pubblici, perché noi le tasse le paghiamo. Certo che le paghiamo le tasse. Progetto "SeTe", progetto "FRIDHA", progetto "DAHU", progetto "TransiT", progetti "Alcotra", progetti "AlpMed", eccetera. Tutti fondi europei, benissimo, non li tiriamo fuori noi, però l'Imu la paghiamo, le bollette le paghiamo, le tasse le paghiamo, la benzina la paghiamo anche cara. Poi, per carità, i soldi arriveranno dall'Europa e lei vedo che è molto attivo a cercare di reperire tutte le possibilità per ottenerne il più possibile, io le dico che i Valdostani fanno fatica, tanti Valdostani fanno fatica e vedere che il bilancio della Regione è utilizzato per queste spese... saranno solo, come dice lei, 3,6 milioni, però questa è la realtà...
(intervento di un consigliere fuori microfono)
...appunto, appunto. Tra l'altro, ci sono dei soggetti che in Valle d'Aosta hanno più accesso di altri, ad esempio, vedo che a Venaria Reale nell'ultima riunione del Comitato di sorveglianza del programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Francia - parlo di giugno scorso, non è tanto distante - abbiamo un importo di 44,5 milioni, in cui il nostro - ho scritto "globetrotter", mi scusi - il nostro assessore Caveri... senza offesa, ci mancherebbe... ha previsto dei progetti che, chissà perché, beneficiano le Unités des Communes, l'Institut Agricole Régional, la Fondazione Montagna sicura e poi altri soggetti come il Parco nazionale, il Parco del Mont Avic e il consorzio turistico. Sicuramente quindi ci sono dei soggetti in Valle d'Aosta, istituzionali o meno, che hanno un canale prioritario per ottenere questi finanziamenti, quando abbiamo migliaia di imprese che non hanno il minimo accesso, vuoi per difficoltà burocratiche, vuoi per non conoscenza di questo sistema complesso, che è quello dei finanziamenti europei, però abbiamo delle autostrade per alcuni e dei grossi ostacoli per altri.
All'assessore Sapinet ricordo dei dossi: è tre anni che le parlo dei dossi a Charvensod. Lei naturalmente non se ne occupa, perché non gliene frega granché di cosa le dicono i Consiglieri comunali, però la situazione dei dossi è sempre peggiore e le garantisco che ieri un'ambulanza ha fatto fatica, perché è sempre peggio, ma sono solo tre anni che glielo dico. Le ho segnalato del ponte di Pollein, dove c'è l'accesso pedonale, ma non c'è l'uscita, quindi uno deve cadere nella scarpata della Grand Place del gioco di Tsan, ma anche di questo non si è occupato, ha cose ben più importanti di cui occuparsi. Le ho parlato dei problemi di circolazione a Pont Suaz, ancora adesso, in estate, quindi non ci sono le scuole, continuiamo ad avere lunghissime code, soprattutto il pomeriggio e spesso anche al mattino, non ve ne siete voluti occupare. Con il mio gruppo abbiamo fatto numerose iniziative sul problema delle rotonde e di questo collo di bottiglia, non è di vostro interesse. Abbiamo anche cercato di dire: bene, allora rendiamo percorribile il tratto della tangenziale sud, che quindi permetta un traffico più fluido per tutti gli ingressi ad Aosta. Non è il caso, il presidente Testolin ha parlato di ulteriori sconti e passaggi gratuiti, quindi per voi va benissimo l'asse autostradale. Le ripeto che la tangenziale sud non è nata per essere un asse autostradale, era tutt'altra l'intenzione.
Le ricordo, assessore Sapinet, anche che per il collegamento per Cogne abbiamo fatto tante iniziative nel ricordare che la strada di Cogne è pericolosa, ma non solo tale strada, combinazione, però, tutti gli anni, o quasi tutti gli anni, abbiamo dei problemi su quella strada. Gli sforzi del vostro Assessorato sono stati importanti, ci mancherebbe, lo riconoscono tutti, però abbiamo il risultato che c'è gente che rimane bloccata, che non sa se l'indomani può andare al lavoro, che non sa se può rientrare dalle vacanze, perché quella è l'unica via di accesso. Le pietre continueranno a rotolare sia nella zona del Pont di Chevril, sia nella zona del (incomprensibile), sia sotto Sylvenoire, la conosciamo bene quella zona e quindi c'è solo il rischio che succedano poi dei fatti più gravi. Che cosa abbiamo proposto? Abbiamo proposto, col gruppo a cui appartenevo, ma ho continuato a farlo, lo studio di un tunnel di collegamento, almeno da sapere quanto potrebbe costare la realizzazione di un collegamento secondario tra Eaux-Froides e Epinel, di modo da avere una via d'accesso sempre aperta, dove possono passare le auto, i camion, i pullman, i mezzi di soccorso e anche le biciclette. Un tunnel è aperto tutto l'anno, è aperto giorno e notte, è aperto con qualsiasi condizione meteorologica, non ha bisogno di ulteriori manutenzioni, se non la spesa dell'investimento, naturalmente. Pensateci, ma non ci avete voluto pensare.
L'assessore Bertschy continua a parlarci del collegamento funiviario, tanti auguri, anzi, ci ha anche promesso che ci avrebbe portato in audizione in Commissione degli elaborati, non abbiamo visto nulla, ma come anche per il Couis non abbiamo visto granché. Questa comunque è stata la proposta, di studiare almeno la realizzazione di un tunnel di collegamento, almeno per Cogne, poi si può pensare anche ad altre valli. Questo non è nelle vostre corde, è sufficiente quella strada e quella strada continuerà, purtroppo, a creare grossi problemi.
Forse è l'ora di terminare. Come avete notato, sono sufficientemente critico verso le scelte di questa Amministrazione. Questi 200 e tanti milioni potevano essere utilizzati anche in modo diverso, sicuramente per alleviare, dove possibile, il costo della vita ai Valdostani. Non tutti hanno le vostre disponibilità economiche, penso che lo possiate immaginare e invece qui, giustamente, voi avete investito in progetti che a cominciare dal riscaldamento climatico e dalla quantità di milioni... poi mi racconterete voi quali studi sono stati effettuati, che danno poi concreta realizzazione a questo denaro speso, mentre lasciate da parte delle tematiche più vicine ai Valdostani. I Valdostani andranno a votare e vedremo quanto sapranno premiare questo "sperpero" - passatemi il termine - di denaro.
Due parole ancora sul green gate. Ve l'ho già detto in aula: lo scandalo del vice della von der Leyen, Timmermans. Ora è stato scoperto, sappiamo benissimo che europarlamentari sono stati lautamente retribuiti per fare certe dichiarazioni, per votare certi emendamenti e per tendere verso una certa linea sul riscaldamento climatico, sugli aspetti climatici. Vi ricordo che gli ambientalisti parlano di ambiente, ma non parlano dei cambiamenti climatici, i veri ambientalisti, quindi gli ambientalisti non si occupano di clima e si dissociano dalle menzogne sul clima. Le menzogne sul clima sono messe ad arte e ben retribuite, anche agli organi di stampa e a chi può usufruirne, ma a questa, che ho già definito "panzana", l'80% degli Italiani non crede più. Tra l'altro, ne siamo coscienti, noi Valdostani che viviamo quotidianamente questo clima. Sappiamo benissimo che abbiamo periodi di caldo e periodi di freddo e questo succederà ancora negli anni a venire. Termino dicendo al presidente Testolin che anche lui avalla questa lettura, mi dispiace, perché da Valdostano concreto e pratico come mi immagino potrebbe avere una sensibilità diversa verso questo aspetto. Questo è proprio l'esempio di un'Amministrazione che segue le direttive europee, che segue i (incomprensibile) di "Agenda 2030", è una vostra scelta, l'abbiamo ampiamente criticata. I gruppi di potere ci stanno indirizzando verso una certa direzione, io da un Governo autonomo mi sarei aspettato delle scelte e delle decisioni sicuramente più consone al territorio che amministriamo, che voi amministrate.
Non farò altri interventi, immagino, ma potete ben immaginare che ho un giudizio assolutamente critico verso questa montagna di soldi, a mio modo di vedere, su tanti aspetti, mal distribuita.
Dalle ore 15:10 assume la Presidenza il vicepresidente Sammaritani.
Sammaritani (Presidente) - Non vedo altre prenotazioni. Nel frattempo volevo soltanto comunicarvi che è stato depositato dal gruppo Rassemblement Valdôtain un ulteriore ordine del giorno, che stiamo mandando, in modo che possiate esaminarlo, anzi, è già stato mandato. Consigliere Ganis, vuole intervenire? A lei la parola.
Ganis (FI) - Ringrazio gli intervenuti e chi prima di me ha espresso un certo malcontento, evidenziando una serie di criticità che condivido. Nella mia breve relazione, sebbene vi saranno dei temi ridondanti, cercherò di evidenziare alcune criticità non ancora affrontate nel dettaglio.
Ci troviamo oggi a discutere i disegni di legge regionale n. 189 e n. 195, due atti che la Giunta presenta come assestamento al bilancio di previsione e seconda variazione al bilancio per il triennio 2025-2027. Se analizziamo attentamente questo documento, emerge con forza una critica tangibile: c'è una scarsa programmazione e una gestione improvvisata delle risorse regionali, già evidenziata anche da chi mi ha preceduto. Il dato più eclatante che balza agli occhi è l'applicazione di un avanzo di amministrazione disponibile dell'esercizio 2024 pari a 277 milioni. Cari colleghi e colleghe, cittadini valdostani, questa, a nostro avviso, non è una virtù, ma la chiara dimostrazione di una mancata capacità di programmazione iniziale. Se questi soldi non sono stati spesi nel 2024, perché non sono stati pianificati e utilizzati per le reali esigenze della nostra comunità? Perché solo ora, con operazioni di assestamento di bilancio, si decide come destinarli, spesso con interventi spot e risorse allocate all'ultimo minuto? Noi ci chiediamo con forza dove sono finiti gli investimenti per ridurre le liste di attesa. Questo disegno di legge non ne fa menzione diretta, mentre i nostri cittadini attendono mesi per una visita o un esame, lo ha ben ricordato il nostro Capogruppo. Si parla di completamento di strutture, ma non di un piano per l'efficienza dei servizi e per la riduzione delle liste di attesa.
E le scuole? Nonostante alcune risorse siano destinate all'edilizia scolastica e al rinnovamento dei laboratori, il documento stesso ammette che restano ancora da soddisfare richieste relative a interventi su edifici scolastici risalenti a giugno 2024. Questo dimostra che, pur avendo un avanzo, non si è riusciti a coprire i fabbisogni più basilari e urgenti. Riprendo invece un passaggio del relatore di maggioranza: per la scuola di Issogne sono stati destinati 800.000 euro, ma vi rendete conto che il progetto risale al lontano 2016? Approvato in data luglio 2021, con un impegno finanziario di circa 5,3 milioni, e oggi ancora da realizzare. Sono anni che i cittadini di Issogne attendono la scuola d'infanzia.
Inoltre, gli interventi di manutenzione e monitoraggio del ponte sulla Dora Baltea che unisce i comuni Issogne e di Verrès non sono ancora ultimati e continuano a creare problemi di transito per i residenti. Questi sono gli interventi urgenti di cui le nostre infrastrutture necessitano, ma da fare subito, in tempi stretti.
Trattiamo ora un altro tema importante: perché non vediamo un impegno concreto per le famiglie in difficoltà? Gli interventi si concentrano su disabilità e anziani non autosufficienti, ma manca una risposta organica alle crescenti difficoltà economiche di molte famiglie valdostane.
E le infrastrutture? Si finanziano singole aree di sosta, interventi sulla viabilità locale, sulla mitigazione dei rischi idrogeologici, ben vengano, ma dove sono le nuove importanti infrastrutture che dovrebbero appunto rilanciare il nostro territorio? Questi sono interventi localizzati e non una programmazione strategica. Quello che mi rallegra in tutto questo è che in questa legislatura, che finalmente è riuscita a durare cinque anni, non sono state realizzate cattedrali nel deserto oppure infrastrutture lasciate lì a marcire, oppure svendute veramente per poche centinaia di euro, come il trenino di Cogne.
Inoltre, nel disegno di legge n. 195 non troviamo fondi specifici per i centri estivi, un servizio essenziale per le nostre famiglie, né un vero e proprio rilancio del settore del commercio, così duramente colpito dalla crisi. Ricordo che la legge sul commercio è datata 1999 e più volte lo abbiamo evidenziato in questo Consiglio: una legge che andrebbe rivista.
Altro servizio essenziale per le nostre famiglie sarebbe quello di reintrodurre il bon chauffage, più volte menzionato in questo Consiglio regionale, un contributo importante, direi essenziale, per le nostre famiglie valdostane.
Prendiamo, ad esempio, alcuni interventi previsti nel disegno di legge n. 195: il contributo straordinario per la nuova sede del liceo linguistico a Courmayeur, o la scuola di Pont-Saint-Martin. Sono progetti validi, ma perché sono straordinari? Non potevano essere inseriti in una programmazione pluriennale per l'edilizia scolastica?
Gli interventi sulla viabilità e i parcheggi - lo ha ricordato la collega Foudraz - come quello vicino a Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean, sono necessari, certo, ma si tratta di interventi specifici, quasi dei tappabuchi, che non si inseriscono in una visione di rete infrastrutturale regionale integrata, ad ampio respiro. Il finanziamento per la strada di collegamento intervallivo tra Gressoney-Saint-Jean e Brusson attraverso il colle Ranzola è un'opera singola. Importante, certo, ma non rappresentativa di un piano strategico di sviluppo territoriale complessivo.
Questo disegno di legge, quindi, dimostra una preoccupante mancanza di visione strategica. Le risorse che dovevano essere utilizzate per il benessere dei nostri cittadini, per lo sviluppo a lungo termine della nostra Regione vengono invece destinate a degli interventi spot, spesso in risposta a delle emergenze, o anche a delle richieste forse arrivate all'ultimo minuto, invece di essere frutto di una pianificazione attenta e lungimirante.
Il nostro gruppo di opposizione chiede una gestione più responsabile e strategica delle risorse. I soldi pubblici non possono essere considerati un tesoretto e poi spesi in fretta e furia alla fine dell'anno, ma devono essere impiegati per costruire il futuro della nostra Regione, con una programmazione chiara, trasparente e attenta alle reali esigenze dei Valdostani. Proprio per questo, colleghi, il nostro gruppo non si limiterà a evidenziare queste criticità, ma agiremo in modo costruttivo, come abbiamo sempre fatto, presentando a questo disegno di legge n. 195 degli ordini del giorno, che mirano a correggere le lacune, a orientare queste importanti risorse verso una programmazione sensata e a renderle finalmente utili per il bisogno della nostra comunità, proposte concrete, adattabili al contesto attuale, che possono trasformare questa manovra in un'opportunità di sviluppo reale e duratura per la nostra Valle d'Aosta.
Presidente - Chiedo se ci sono altre richieste di intervento. Se non ce ne sono, passiamo alle repliche del Governo... no, il consigliere Restano ha chiesto di intervenire, a lei la parola.
Restano (RV) - A questo punto credo che tante cose siano state dette, è stato analizzato l'assestamento di bilancio quasi articolo per articolo. Il nostro Capogruppo ha relazionato anche in merito al rendiconto, quindi forse è superfluo andare oltre. Vorrei però ancora sottoporre all'aula una considerazione forse un pochino più politica: per l'ennesimo anno, come già detto da chi mi ha preceduto, discutiamo un assestamento con un avanzo direi mostruoso: 270 milioni non spesi. La domanda che tanti si pongono in quest'aula e fuori dall'aula è: perché tutto questo? Si tratta di risorse che, se fossero state allocate durante la discussione del bilancio di previsione, avrebbero potuto servire per fornire degli incentivi economici al personale sanitario, evitando forse un'emigrazione all'estero oppure per fornire degli incentivi alle OSS, per ridurre le liste di attesa, per incentivare gli esercizi commerciali e così via. Abbiamo assistito alle indicazioni dei colleghi, se ne possono dire di ogni, ma perché non si è fatto? Questa è la domanda. Forse per la mancanza di personale? È forse colpa della burocrazia? O forse dobbiamo pensare che si tratta di una scelta politica, o ancora, forse peggio, l'assenza di una visione politica, o un'incapacità da parte di chi gestisce il bilancio? È una storia che negli anni si è ripetuta, che si ripete: avanzi che crescono ma, come già detto, i bisogni della popolazione rimangono. Bisogni che sembrerebbero, per certi punti di vista, ignorati dalla politica. Questo rappresenta, visto da una certa parte, una sconfitta per la politica. Soprattutto potrebbe essere inteso come un insulto, un'offesa all'elettore valdostano, al cittadino.
Il gruppo di Rassemblement ritiene che sia giunto il momento di dire basta, anche se a fine legislatura. La Valle d'Aosta non può più permettersi una paralisi di questo tipo. Noi non vogliamo essere complici in futuro, e neppure oggi, di una deriva di questo genere. Sembra che questa nave stia navigando a vista, questa è la percezione, e che sia forse il caso di cambiare rotta. Cosa fare? Si deve forse pensare di cambiare l'equipaggio? O forse è il caso di integrare l'equipaggio? Questo cambiamento consentirebbe finalmente... lo ripeto: questo cambiamento, più o meno significativo, consentirebbe finalmente di dare un senso al bilancio, di dare una nuova direzione, una direzione politica, una direzione responsabile e lungimirante. Perché, colleghi, governare significa scegliere e noi siamo pronti a scegliere, siamo pronti a incidere, nei modi e nei tempi dovuti, senza ritardi, come tanti hanno detto oggi. Siamo pronti a farlo per la nostra gente.
Presidente - Grazie, consigliere Restano. Invito chi vuole intervenire a prenotarsi. Se c'è qualcuno che vuole intervenire, altrimenti sono costretto a chiudere e a passare alle repliche. Se non ci sono prenotazioni, passiamo alle repliche del Governo... no, consigliere Di Marco... vi inviterei a prenotarvi per tempo, sennò questa pantomima, per non dire un'altra parola, sennò pubblicizzo un Consigliere... prego, consigliere Di Marco.
Di Marco (PA) - Il disegno di legge n. 195, relativo all'assestamento del bilancio di previsione della nostra Regione per l'anno finanziario 2025, è un documento certamente corposo con cui si destinano importanti risorse disponibili a investimenti strategici e a interventi prioritari in diversi settori chiave per lo sviluppo della Valle d'Aosta.
Nel preparare questo intervento con il collega Carrel ci siamo a
lungo confrontati sulla portata e sul significato di questo testo,
arrivando a concludere che politicamente se, da un lato, è senza
dubbio adeguato a dare risposte ad alcune tra le necessità
manifestate dalla nostra comunità; dall'altro, è chiaramente
espressione di questa fase particolare, che anticipa di pochi mesi
la fine di una legislatura caratterizzata da tante decisioni prese,
ma anche da tante decisioni rimandate all'ultimo minuto, o a
data da destinarsi dell'ormai prossimo futuro che vedrà insediarsi
un nuovo Consiglio e un nuovo Governo; e da un clima non sempre
improntato alla condivisione, che ha reso ben difficile il
confronto aperto e costruttivo, che, secondo noi, di Pour
l'Autonomie, deve essere il fondamento per un'azione comune rivolta
a conseguire il benessere e lo sviluppo della nostra
collettività.
Venendo adesso alle disposizioni contenute nel disegno di legge, più che trattare di articoli e cifre, mi limiterò a esprimere delle brevi considerazioni su alcune di esse.
Per quanto attiene alle disposizioni in materia di edilizia
scolastica, valutiamo come appropriati sia i contributi
straordinari concessi ai Comuni di Courmayeur, Donnas e
Pont-Saint-Martin, per la realizzazione, rispettivamente, della
nuova sede del liceo linguistico, della scuola Grand-Vert e di
un'innovativa struttura scolastica, con valenza sportiva e
legata al mondo della montagna; e sia il finanziamento di
interventi di investimento prioritari, motivati da specifiche
necessità, su edifici scolastici di proprietà regionale, quali
l'École Hôtelière della Valle d'Aosta di Châtillon, la costruenda
scuola prefabbricata definitiva di Issogne, e ,in Aosta, l'Institut
Agricole Régional - per cui è previsto anche un ulteriore
finanziamento regionale per la manutenzione straordinaria
dell'immobile e per il restauro conservativo del "Padiglione delle
vigne" - ; le scuole secondarie di secondo grado di via della
Chiesa e gli edifici scolastici siti in via Chambéry, via Torino e
in via Festaz. Tutti stanziamenti che, come Gruppo consiliare di
Pour l'Autonomie, riteniamo fondamentali, previa valutazione
dell'andamento demografico, in un'ottica di manutenzione e
adeguamento del patrimonio edilizio scolastico, nonché di
miglioramento della qualità dell'istruzione e della sicurezza degli
studenti e del personale. Permettetemi però di rimarcare come, dal
nostro punto di vista, sia mancata la determinazione di avviare un
ragionamento circa la possibilità di riattivazione delle strutture
scolastiche di Saint-Vincent e di Châtillon, attualmente non più
operative; un tema su cui abbiamo da sempre concentrato, e
continueremo a concentrare, la nostra attenzione nella convinzione
che costituisca una seria e concreta risposta alle necessità
scolastiche della Media Valle.
Altra questione affrontata, a nostro parere correttamente, in questo assestamento è quella relativa alla concessione di contributi straordinari al Comune di Aosta per la realizzazione dei lavori di pavimentazione della rete viaria di proprietà; dei lavori di riqualificazione di via Sant'Orso e piazzetta della Collegiata dei Santi Pietro e Orso, che rivestono un forte interesse storico; e soprattutto dei lavori di completamento della struttura per persone anziane non autosufficienti e del Poliambulatorio sanitario di via Brocherel, intervento questo che siamo davvero soddisfatti venga finalmente attuato dopo un lungo e complicato percorso, costellato di ritardi, ripensamenti e diversi progetti di utilizzo mai tradotti in realtà. È nostra opinione, infatti, che Aosta, col suo ricchissimo patrimonio storico e culturale, in ragione della sua forte identità di città alpina, per la sua posizione strategica e per il ruolo cruciale che svolge all'interno del nostro territorio, meriti una particolare attenzione, nonché la realizzazione di tutta una serie di interventi di ristrutturazione e rinnovamento, che la rendano sempre più attrattiva turisticamente e migliorino la qualità della vita dei residenti.
Un ulteriore tema rilevante presente in questo disegno di legge è quello relativo al finanziamento del settore degli impianti a fune. Considerata l'importanza che detti impianti rivestono nello sviluppo del turismo invernale ed estivo regionale, per la loro funzione di mezzo di risalita per gli sciatori e di mezzo di trasporto per raggiungere località scarsamente collegate, stimiamo come appropriato che si intervenga: con finanziamenti mirati, tra l'altro, allo sviluppo degli impianti e delle connesse strutture di servizio, come anche dello sci nordico; e con un fondo speciale per il finanziamento del nuovo provvedimento legislativo per interventi di ricapitalizzazione di società di questo settore. Questo premesso, pensiamo altresì che, a partire dalla prossima legislatura, si renda indispensabile avviare un'attenta riflessione in merito alle prospettive future di questi impianti e, in generale, delle stazioni turistiche, alla luce soprattutto dei cambiamenti climatici e delle conseguenze negative che potrebbero determinare in termini economici e ambientali.
Per quanto riguarda l'Assessorato dell'Agricoltura e Risorse naturali, le valutazioni effettuate di concerto con il collega Carrel ci hanno permesso di identificare diverse voci di investimento da finanziarsi con questo assestamento. Ne citerò solo alcune. In primo luogo, gli interventi nel settore di difesa del suolo, comprensivi del consolidamento strutturale del Rû Neuf nel comune di Aymavilles e della messa in sicurezza del sentiero 8 nel comune di Valtournenche; e gli investimenti nel settore delle sistemazioni idraulico-forestali a seguito dell'evento calamitoso del giugno 2024. Relativamente a questi ultimi, dopo le misure di somma urgenza attuate un anno fa e l'accurato lavoro di programmazione e di progettazione svolto durante l'inverno, è giunto ora il momento di eseguire nel comune di Cogne interventi definitivi di stabilizzazione strutturale di nodi idraulici critici, viabilità agricola, opere di derivazione sulla rete idraulica minore in diverse località dell'area, e interventi di ripristino del nucleo agricolo di Pra Surpiaz; che tengano conto, in prospettiva futura e al pari di tutti gli interventi della stessa natura compiuti fino ad oggi, dell'impatto dei cambiamenti climatici e della necessità di proteggere il territorio da frane, valanghe e alluvioni, fenomeni questi purtroppo sempre più frequenti nella nostra Regione. Gli ultimi eventi franosi causati da un forte temporale si sono registrati solo una manciata di giorni fa.
In secondo luogo, il finanziamento degli interventi di investimento nel settore agricolo e nei laboratori del settore agroalimentare. Nel primo caso a essere autorizzate per l'anno 2025, ai sensi della legge regionale 17/2016, sono misure finalizzate a sostenere gli attori centrali della nostra agricoltura e della gestione del suo territorio, quali i Consorzi di Miglioramento Fondiario, per cui sono previsti contributi diretti allo sviluppo e alla manutenzione delle infrastrutture rurali; i proprietari di alpeggi e le imprese agricole operanti nei settori della produzione agricola primaria, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, per cui sono previsti contributi mirati a supportarne gli investimenti. Entrambe le predette misure vengono oggi rifinanziate dopo che, grazie all'impegno dell'Assessore Carrel, è stata riattivata la predetta legge di riferimento attraverso l'approvazione della legge regionale 1/2024 e si sono ottenuti ottimi risultati con i bandi a sportello aperto indetti dall'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali. Voglio quindi esprimere la nostra soddisfazione per aver raggiunto un obiettivo che è da sempre stato tra le priorità di Pour l'Autonomie e su cui ci siamo concentrati con tenacia e perseveranza in questi ultimi anni. Nel secondo caso a essere utilizzata è la spesa per l'acquisto di attrezzature tecnico-scientifiche da assegnare ai laboratori regionali di analisi nel settore agroalimentare, le cui attività sono basilari per garantire la sicurezza alimentare e per supportare le imprese agricole e zootecniche della nostra Regione.
Tra le altre disposizioni contenute in questo documento che ci appaiono di particolare interesse voglio ancora ricordare quelle relative agli interventi di investimento: in materia di sanità, per l'acquisto di attrezzature e ambulanze, l'adeguamento tecnologico delle apparecchiature sanitarie biomedicali, la compartecipazione alla realizzazione della nuova sede del Centro traumatologico di La Thuile e alla ristrutturazione di quella dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta; in materia di ambiente, per attività di monitoraggio e di ottimizzazione delle risorse idriche e per l'erogazione di ulteriori contributi per l'acquisto di veicoli a bassa emissione e a pedalata assistita, per la micro-mobilità elettrica e per l'installazione di stazioni di ricarica domestica; in materia di trasporti, viabilità e infrastrutture stradali, per la realizzazione di interventi prioritari sulla rete viaria regionale e per la messa in sicurezza di ponti sensibili in tema di atti anticonservativi nei comuni di Châtillon e Introd; in materia di sport, per l'attività di manutenzione, adeguamento, realizzazione delle elencate infrastrutture ricreativo-sportive di interesse regionale; in materia di conservazione dei beni culturali, per l'effettuazione di interventi su strutture di interesse storico di proprietà regionale - tra cui il Museo archeologico regionale, il Castello Savoia e il Forte di Bard - e le attività di restauro del patrimonio architettonico e storico-artistico; e in materia di sviluppo economico, per l'efficientamento energetico nel settore dell'edilizia residenziale, per il sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali, e per i Programmi di investimento oggetto di cofinanziamento europeo e statale.
In conclusione, mi resta solo una cosa da aggiungere: come Pour l'Autonomie, siamo assolutamente convinti che strumenti legislativi come questo vadano discussi a 360 gradi, con tutta la maggioranza. Quindi alla domanda "si poteva fare di più?" la nostra risposta è certamente affermativa, ma, nonostante ciò, esprimeremo un voto favorevole a questo disegno di legge, di cui non possiamo che apprezzare la cura dimostrata nel trattare i singoli temi ed ambiti di intervento, e nell'elaborare le relative disposizioni; e di cui condividiamo l'obiettivo primario che è quello di consentire a ogni Assessorato di dare soluzioni concrete ai nostri diversi settori e alla nostra comunità.
Dalle ore 15:55 riassume la Presidenza il presidente Bertin.
Bertin (Presidente) - Consigliere Cretier, a lei la parola.
Cretier (FP-PD) - Il relatore di maggioranza ha enunciato la consistenza dei residui attivi in 539 milioni di euro circa, quelli passivi per 212 milioni di euro. Per effetto degli accantonamenti e dei vincoli di legge - questo è importante - l'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2024 è di 277 milioni di euro.
Riporto alcuni richiami di dove vogliamo destinare i finanziamenti richiesti e sostenibili in questo momento. Non riporto le cifre, che tutti possono leggere nel disegno di legge.
Patrimonio edilizio scolastico. Dall'articolato richiamo alcune voci per investimenti su adeguamenti strutturali e di costo e messa in sicurezza ed efficientamento energetico necessari degli edifici scolastici di proprietà degli Enti locali. Il sostegno agli investimenti rientra in un'ottica di prospettiva, viste le segnalazioni degli Enti locali, per le loro esigenze, che passa poi per una valutazione che terrà conto sicuramente di iscrizioni ai vari plessi nel comprensorio locale.
L'articolo 8, che molti hanno citato, in deroga autorizza un contributo straordinario al Comune di Donnas, per la scuola di Grand-Vert, che è sostenuto da un progetto e sui costi interviene il PNRR. Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione per creare un plesso funzionale inserito in prossimità di una zona agricola, un progetto che accoglierà in un unico edificio la scuola d'infanzia e primaria, con annessa palestra, struttura più accogliente, con uno spazio verde e con la possibilità di fare attività all'aria aperta, sia per fare dei laboratori che momenti di gioco e, per extrema ratio, anche locali per la Protezione civile, il tutto nel rispetto di criteri ambientali minimi e consumo di energia quasi zero. Complesso che era già attrattivo nel passato, ma che diventa un luogo di incontro, di pedagogia, didattica e socializzazione per l'intera comunità locale, e non solo. Anche qui si sono fatte delle valutazioni con dati alla mano per capire le dimensioni e l'attrattività rispetto anche alle zone, ai comuni attorno, che già nel passato, per questioni legate, faccio un esempio, all'orario di inizio delle lezioni, indirizzavano i ragazzi direttamente alla scuola.
L'articolo 9, invece, propone un sostegno al Comune di Pont-Saint-Martin per l'acquisizione del DOCFAP relativo al recupero della scuola secondaria di primo e secondo grado, con obiettivi orientati allo sport e al turismo, modello classe de neige - questo l'ho letto nella relazione -, ma evidentemente la posizione geografica si rivolge ad altri tipi di sport, come descritto nella relazione di accompagnamento al disegno di legge. Tra l'altro, in Commissione ci hanno spiegato che l'intenzione è quella di dare delle abilitazioni, dei crediti formativi e i dati che ci hanno fornito erano per capire quali numeri poteva avere a disposizione il comprensorio, non solo sulla Valle d'Aosta, ma anche sul vicino Canavese.
L'articolo 10 prevede un sostegno per la realizzazione di un parcheggio pubblico presso il Castello Savoia, necessario per il grande flusso di visitatori e turisti al bene di proprietà regionale. Se ricordate bene, esiste già un parcheggio sterrato, che quindi andrà sicuramente rimesso a posto, al piano rasoterra, come ha evidenziato la collega, ma sicuramente credo che, se messo in atto durante il periodo invernale, malgrado le nevicate, sarà ripulito e tenuto in ordine.
In seguito, l'assestamento rivolge lo sguardo agli Enti locali, alla riduzione del rischio idrogeologico in una formula preventiva per ridurre e sistemare le viabilità e i rischi legati alla prevenzione su aste torrentizie. Non mancano gli interventi finanziari per i comprensori sovracomunali, in merito, ad esempio, ai collettori di reflui urbani, ma anche interventi legati alla qualità del servizio idrico integrato. Anche per gli enti sono finanziati interventi per la rete stradale, per migliorare e dare un servizio necessario ai tanti visitatori che fruiscono delle nostre località e per evitare parcheggi selvaggi, che spesso impediscono il regolare flusso dei mezzi, in particolare quelli di soccorso. Non manca neanche il sostegno al Comune di Aosta per la pavimentazione di strade e di piazzette storiche e il completamento del Poliambulatorio di via Brocherel, con un accordo di programma.
Al Capo II sono raggruppati interventi in materia di edilizia scolastica, con delle priorità specifiche: lo IAR, la scuola alberghiera e la scuola di Issogne, ma solo per adeguamenti degli impianti strutturali e una lunga serie di interventi su immobili, ma anche sui laboratori per il corpo studentesco.
Non mancano investimenti su beni di interesse storico: il turismo ormai è stabilmente orientato anche ai beni culturali. Gli investimenti puntano anche al miglioramento di apparecchiature moderne, multimediali e informatiche, che spesso diventano obsolete e vanno sostituite.
Non mancano poi gli interventi sull'illuminazione notturna, sia per fruire delle bellezze artistiche interne, ma anche per aumentare la sicurezza e la visibilità nelle ore serali.
Sono poi autorizzati interventi a carattere religioso del grande patrimonio disponibile nel nostro splendido territorio e la naturale disponibilità di opere, ma che vanno valorizzate, protette e rese fruibili al pubblico.
Non mancano interventi per le nostre radici storiche e culturali, come la manutenzione straordinaria dell'immobile a Saint-Nicolas del Centre d'études francoprovençales Willien.
Infine, non mancano interventi nello sport: il Centro regionale di tiro a volo, la piscina di Verrès e un particolare riferimento anche ai campi di sport tradizionali a Brissogne. Tutto questo per i nostri giovani, sportivi e non.
La rete degli impianti a fune necessita di un'importante quota dell'assestamento per investimenti per garantire la massima sicurezza e un continuo ammodernamento delle infrastrutture e il potenziamento visti gli ultimi e ottimi risultati della stagione appena trascorsa. 16 revisioni generali la dicono lunga sulla necessità anche di intervenire sul sistema degli innevamenti e degli adeguamenti.
Al Capo V, un lungo elenco di interventi sulla necessità di sostenere ancora il ripristino delle superfici dopo gli eventi calamitosi, che purtroppo non hanno ancora finito di far danni. La frequenza e l'intensità sono sempre più elevate. Un intervento ha come obiettivo le aziende danneggiate dal grande incendio anche del 2023 a Aymavilles, ma anche per la prevenzione e gestione preventiva degli eventi, per una colonna mobile nella Protezione civile e il posizionamento di stazioni idrometeorologiche. Non dimentichiamo poi gli interventi di messa in sicurezza, che si applicano ancora sugli eventi del 2024 nel comune di Cogne, lavori post calamità, viabilità agricola, opere di derivazione rete idraulica principale e secondaria e relativi manufatti sono prese in considerazione nell'articolato di legge.
Dopo aver approvato il PTA e avendo avuto delle criticità, si procede con l'installazione di misuratori sulle aste torrentizie, monitoraggio di acque superficiali e sotterranee per dare una rilevanza di analisi anche per la cittadinanza.
Sottolineo anche la disponibilità dell'Ente Parco Mont Avic per l'acquisto di una sede di proprietà degna del mandato istituzionale e per raccogliere tutti gli amanti di un parco naturale, che siano turisti, visitatori e fruitori di una grande rete di sentieri e laghi in quota.
Infine, per non dimenticare il settore agricolo, è molto atteso il sostegno a questo settore, che rimane essenziale per tante motivazioni, in particolare per il sostegno ai consorzi di miglioramento fondiario, sentinelle comunitarie sulle infrastrutture comprensoriali; sulla regimazione delle acque, sulla rete della viabilità generale e la fruizione dei sentieri, il controllo del territorio attraverso gli associati e le sue costanti corvées, anno dopo anno purtroppo si riducono i partecipanti, per ovvi motivi anagrafici, ma la loro importanza è indiscutibile e preziosa, necessaria per leggere la reale situazione territoriale. I rischi non sono solo per il settore agricolo, ma anche per le zone antropizzate che a volte stanno a valle, ormai concretamente inserite nel territorio e nell'ambiente agricolo.
Non dimentico gli altri settori, ma vi sono stati altri colleghi che hanno menzionato tutto l'articolato di legge, degni di essere menzionati di pari rango e di pari importanza. Insomma, in questo assestamento possiamo leggere un concatenarsi di interventi a copertura di tutti i settori, ma con una programmazione specifica, a volte su richiesta degli Enti locali, a volte per necessità successive agli eventi alluvionali datati 2023 e 2025 - non mancano neanche quelli del 2025 -, a volte per programmazione finanziaria, a copertura di leggi regionali, ormai una quota sempre più consistente e destinata al fragile territorio valdostano, ma non manca il sostegno alle sue bellezze naturali, ai suoi beni architettonici, patrimoni religiosi e storici, alla sua sicurezza e alla sua fruibilità, insomma, per la comunità e i suoi Enti locali, per rendere la Valle d'Aosta più attrattiva, più inclusiva, con servizi a disposizione, assolvendo al mandato che termina col prossimo Consiglio, pensando al futuro dei nostri giovani, ma anche a tutti coloro che vogliono insediarsi nelle nostre vallate e magari costruire una famiglia.
Infine, ho sentito di un insulto ai Valdostani, ma non è così. I Valdostani si sentono traditi da coloro che, per tante motivazioni, legittime e opportune, politiche, hanno cambiato in corso d'opera il riferimento, il simbolo, il partito, la coalizione elettorale e gli accordi di programma e su questo mi sembrava giusto proporre la mia idea.
Presidente - Consigliere Cretier, tolga la prenotazione. Consigliere Chatrian, a lei la parola.
Chatrian (UV) - Grazie Presidente per avermi dato la parola. Qualche considerazione su quest'ultimo assestamento di questa legislatura. Dopo avere approvato cinque bilanci triennali, oggi ci accingiamo ad approvare questo ulteriore documento importante, ma che è figlio di scelte fatte nei cinque bilanci che in questa legislatura abbiamo approvato. "Abbiamo" nel senso di chi ha dato la disponibilità, come forza di maggioranza, di prendersi carico, oneri e onori, di fare delle scelte in questo quinquennio. Perché dico questo? Dico questo perché ho veramente cercato di seguire attentamente il dibattito oggi in aula e devo dire che ho apprezzato certi interventi da dei colleghi di minoranza, quando c'è una certa onestà intellettuale. Oggi non stiamo approvando un bilancio, le scelte programmatiche sono già state fatte negli altri cinque bilanci principali, fatte in questa legislatura.
Oggi andiamo a decidere una parte minima, anche se rilevante e importante, di riallocazione delle risorse. La sintetizzerei così, se siete d'accordo: se voi andate a scorrere gli 80 articoli che ci accingeremo a sostenere e a votare, la sintesi è "si autorizza a", "si dispone l'incremento a", "si rideterminano le risorse a", o ancora "si concede un contributo straordinario a". Diciamo che sono delle integrazioni a delle importanti, robuste, scelte fatte nel quinquennio di legislatura.
Certi colleghi, con una certa onestà intellettuale, lo hanno detto: come si fa a non essere d'accordo a finanziare tutta una serie di opere, leggi regionali che hanno mancanza di risorse, oppure leggi già esistenti, che hanno la necessità di essere rialimentate, legate, ad esempio, alle somme urgenze o al territorio. Ho apprezzato particolarmente l'intervento della collega Minelli quando ha detto che "a certi interventi necessari come si fa a dire di no?". Evviva, questa è la parte bella della politica. Come si fa invece a dire di no... se uno non condivide, ad esempio, il collocamento della strada poderale Colle del Ranzola, evviva anche questo, è una scelta assolutamente tutta politica. Questo per dire che cosa? Altri colleghi, invece, ho avuto difficoltà a seguirli quando è stato detto: "non fate delle scelte strategiche", "non c'è programmazione". Scusate, ho provato a mettere in fila cinque scelte strategiche che abbiamo fatto in questa legislatura, non di più, cinque, abbastanza importanti, fatte però nelle sedi opportune, cioè quando abbiamo approvato i bilanci triennali. La prima: anche su questo, evviva la collega Minelli e la collega Guichardaz, che hanno abbandonato la maggioranza, abbiamo fatto una scelta strategica quando abbiamo deciso di votare per l'ampliamento del nuovo ospedale. Evviva la politica! Tanto è vero che oggi - dov'è l'assessore Marzi? - ieri o l'altroieri hanno pubblicato i tempi e i modi, speriamo, di inizio lavori - non "speriamo", ma inizio lavori - per gennaio 2026, frutto di una scelta politica fatta in questa legislatura. Ma perché? E riprendo un passaggio di un collega di opposizione, che ha fatto poc'anzi... evviva anche questo, perché in questo quinquennio c'è stata una stabilità politica, quindi abbiamo potuto fare delle scelte importanti, che non tutti hanno condiviso, anche questo: evviva, perché c'è stato un posizionamento di natura politica.
C'è stata una modifica in questa legislatura? Sì. C'è stata una modifica importante? Sì, che è quella di integrare con una forza che ha portato il suo contributo, che è PLA, due anni e mezzo fa. Io non parlerò dei singoli Assessori, non farò delle classifiche dando delle pagelle ai singoli Assessori, ai singoli Consiglieri o alle singole Commissioni, ma cercherò, come Union Valdôtaine, di fare invece un ragionamento un po' più generale e un po' più politico.
Il secondo elemento importante, per quanto ci riguarda, oltre all'ospedale, che è la prima scelta politica, secondo noi, è l'aeroporto. Solo una maggioranza stabile poteva rilanciare il dossier aeroporto e lo abbiamo fatto con i tempi, con i modi, con le difficoltà, sì, ma solo se c'era stabilità politica si poteva dare corso a questa ulteriore scelta necessaria.
La terza, dove magari non tutti erano d'accordo, sì, ma è stata fatta un'altra scelta di campo: quella della ferrovia. Non possiamo non dire che questa scelta è stata fatta per tutta una serie di motivi.
La quarta, che troviamo anche in questo assestamento, ma è un "di cui". Mi spiacerebbe che si terminasse questa legislatura, questo quinquennio, parlando solo dei - entre guillemets - "50 milioni di euro" inseriti nell'articolo di riferimento, per il riammodernamento degli impianti a fune, sci alpino e sci nordico. Perché dico che mi spiacerebbe ci si fermasse solo all'ultimo articolo o alla terza variazione? Perché in questo quinquennio abbiamo fatto una scelta di campo, sempre di natura politica. Io sono contento, noi siamo contenti, che sovente le nostre colleghe non siano favorevoli alle scelte che abbiamo fatto, è una scelta di natura politica, l'abbiamo fatta perché avevamo una forza di natura politica per dare corso a questa necessità. Che non sono nuovi impianti, sono, a oggi, principalmente Pila, La Thuile, Courmayeur... adesso arriverà il grosso posizionamento della 3S al Breuil, a Torgnon, a Gressoney, per arrivare al riammodernamento dei nostri impianti. Senza dimenticarci, però, a questo ci tengo, come quarto elemento, delle piccole stazioni. In tutto questo in questo quinquennio abbiamo fatto anche il passaggio delle piccole stazioni con una legge ad hoc. Non volevamo dimenticarcene, è stata anche lì una scelta di natura politica. Le grandi scelte, per i grandi numeri, per i grandi posti di lavoro, per tutta una serie di... dall'altra parte abbiamo avuto quella capacità comunque di cibler le piccole stazioni.
In tutto questo non ci siamo fatti mancare la questione delle tariffe. In tutto questo non ci siamo dimenticati che finalmente, grazie anche alla ridefinizione delle tariffe che hanno messo in campo le società degli impianti a fune, o i loro amministratori, i Valdostani hanno iniziato nuovamente - sarà un caso, sarà un aiuto, sarà un creare le condizioni - a mettere gli sci sia di fondo che in discesa, e non solo. In tutto questo c'è indubbiamente una scelta di campo e una scelta di natura politica. Senza dimenticarci che il riammodernamento degli impianti, oltre a essere utile, ci garantisce comunque una quota di mercato non indifferente nel sistema quanto meno europeo.
Come quinto, scelte che vediamo anche in questo assestamento, purtroppo, con le mille difficoltà che tanti di voi hanno già messo in evidenza ovvero la gestione del territorio, che è comunque la conseguenza dei cambiamenti climatici, che sono comunque tutta una serie di somme urgenze di cui sempre di più chi si occuperà nelle prossime legislature del bene pubblico e della gestione del sistema pubblico valdostano dovrà tenere conto, tant'è vero che in questi 80 articoli troverete numerosi articoli in cui si va a rideterminare o ad autorizzare nuove risorse per la gestione del nostro territorio.
Termino con quest'ultima considerazione. In questo assestamento tanti colleghi hanno già fatto l'elenco e messo in evidenza tutti gli articoli. Io sintetizzerei così le principali riallocazioni o aumenti di autorizzazione finanziaria: i mutui, l'efficientamento energetico, un'attenzione particolare agli Enti locali, come dicevo poc'anzi il territorio, le somme urgenze, la questione territoriale, i nostri consorzi di miglioramento fondiario, gli impianti a fune, come dicevo prima, e le scuole. Ho sintetizzato indubbiamente, ma per dire che cosa? Per dire che questo è un assestamento finale di una legislatura. Sono le ultime risorse da riallocare, da riautorizzare, da rilanciare, ma che sono la conseguenza di scelte che sono state fatte nel quinquennio, dove non tutti hanno condiviso le scelte che abbiamo fatto, ma che sono figlie di scelte strategiche, che erano anni... per un'instabilità politica, quanto meno dal 2013 al 2020, in cui non c'era la forza politica di fare la scelta e soprattutto sostenerla e, di conseguenza, darle corso.
Ho voluto fare una panoramica generale senza entrare nel dettaglio, ma, come Union Valdôtaine e come ricomposizione di una parte importante dell'area autonomista, pensiamo, senza dare le pagelle a nessuno, perché non saremo noi a darci le pagelle, ma saranno la comunità, la popolazione e le persone a darci eventualmente delle pagelle successivamente, il 28 di settembre... riteniamo che siamo stati garanti non solo della stabilità politica, ma avevamo cercato, insieme al PD e insieme alla Stella Alpina e a PLA, e anche a chi ha voluto in certe occasioni sostenere i provvedimenti, fare delle scelte importanti per tutta la comunità.
Presidente - Chiudo la discussione generale? Ci sono altri? Non vedo altre richieste, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per il Governo, replica? Qualcuno deve replicare, io non lo faccio. Assessore Sapinet, a lei la parola.
Sapinet (UV) - Inizio io la serie delle repliche, augurando un buon pomeriggio e ringraziando i colleghi per gli interventi della mattina e di questo pomeriggio.
Un atto concreto, un atto importante, io direi anche un atto condiviso, in particolare probabilmente con qualche collega più di altri, quei colleghi che, come ha citato qualcuno, hanno voluto essere magari protagonisti, hanno voluto venire al tavolo più di altri, ma si è cercato - ho cercato, almeno per gli articoli di mia competenza, per le tematiche di mia competenza -, come su altri percorsi legislativi, di ascoltare, di condividere e di mettermi a disposizione del gruppo, della maggioranza e anche di altri che hanno chiesto delucidazioni, che hanno voluto essere informati e che abbiamo affrontato in un percorso anche in Commissione.
Così come ringrazio quei colleghi di Governo, alcuni poi li citerò passo passo, con i quali si condividono dei percorsi, perché poi gli articoli sono sempre trasversali, vengono assegnati a un Assessore, ma spesso sono oggetto di un lavoro comune. Iniziamo qualche replica. È il caso dei fondi europei, che ha citato il collega Lucianaz, in carico al collega Caveri ma che ci vede al fianco per quel che è in particolare la questione del cambiamento climatico. Poi c'è chi dice che non esiste, io ho un ruolo politico, pertanto rimango nel mio, ma ascolto con attenzione quei convegni e quei momenti informativi ai quali ho la fortuna e il piacere di partecipare. Fondi europei - ne cito due, non me ne vogliano gli altri - in enti come Arpa e Fondazione Montagna sicura, che sono dei pilastri, sono coloro che ci permettono poi che queste risorse vengano spese sul territorio.
Sottolineerò alcune tematiche riprendendo le competenze dei tre Dipartimenti, partendo dall'attenzione al territorio, un'attenzione al territorio che poco fa... e non è un caso che l'abbia messo in evidenza il collega Chatrian che in montagna ci vive... ai 1.500 metri di Torgnon. In questo senso vanno sia gli interventi relativi alla mitigazione del rischio idrogeologico, sia alcuni interventi che permettono anche uno sviluppo sostenibile delle nostre vallate, dei nostri villaggi e dei nostri borghi, una programmazione puntuale questa da parte del Dipartimento e parliamo anche delle opere idrauliche, che però spesso deve modularsi in base alle varie criticità, che non sono mancate.
Sul sostegno al BIM ringrazio anche la collega Minelli che poi in un suo emendamento vuole ulteriormente potenziare le risorse a disposizione del BIM, questo nasce da una stretta collaborazione e un lavoro quotidiano con BIM e SEV a seguito delle valutazioni fatte anche sugli interventi che gli Enti locali richiedono e che BIM e SEV saranno in grado di progettare e realizzare nei prossimi mesi, una particolare attenzione poi è portata sul completamento del collettore del collegamento al depuratore di Donnas.
Si è citato anche l'Entrelor, sul quale era stata trasmessa una preziosa e direi anche esplicativa relazione che illustra il tutto, soprattutto il valore aggiunto di questa zona, oggetto di studi e di ricerche in passato, con l'Institut Agricole Régional, zona che potrà nuovamente essere interessata da questo, una tutela e una valorizzazione quindi del nostro territorio e di quegli enti, di quelle entità che collaborano anche alla loro valorizzazione e alla loro promozione, come il Museo di Scienze naturali e lo spazio espositivo, in particolare quello dedicato alla marmotta di Lyskamm, ma anche al Parco regionale del Mont Avic, che sarà oggetto di un ordine del giorno e un'attenzione confermata a quello che è dopo l'ampliamento, dopo aver rafforzato la pianta organica di questo ente... ecco che si vuole dare una risposta anche alla sede, ma, come detto, ne parleremo in un ordine del giorno.
Attenzione alle aree protette: è un percorso che continua rispetto a come era stato avviato nel 2024, in particolare facendo riferimento alla legge 10/2002, ovvero sulla Riserva del Mont Mars, a cui ha fatto seguito un accordo di programma. L'anno scorso ci si è interrogati su cosa è stato fatto e cosa invece non è stato fatto in merito a questo, quindi si prosegue dopo l'articolo che nel 2024 venne votato, se non all'unanimità, quasi - adesso non ricordo - sulla valorizzazione di questa importante realtà. Un ambiente quindi che è una parte importante come tematica e come delega lo sappiamo bene.
Dicevo che siamo alla fine di una legislatura, ecco quello che si consegna a un Dipartimento Ambiente, che è stato riportato all'interno dell'Assessorato del territorio e all'interno delle opere pubbliche... e io spero che lì rimanga, per chi verrà dopo di me, proprio perché sono convinto che in questo modo si sia più efficaci e che sia possibile dare maggior forza e maggior peso a questo Dipartimento, che, come dicevo, ha un peso importante, anzi, lancio anche una proposta: quella per cui dovremmo pensare anche a una diversa denominazione, perché le denominazioni degli Assessorati sono importanti e fa bene il collega a ricordarcelo, portando la parola "ambiente" all'inizio.
Andando avanti, una parte importante è relativa alle infrastrutture che, come detto, vengono effettuate in due modalità: in parte attraverso un intervento diretto delle strutture dell'Assessorato, in parte attraverso i finanziamenti alle amministrazioni comunali, quindi in particolare sulle viabilità regionali, che negli ultimi anni sono state messe a dura prova con eventi meteorologici, soprattutto nell'ultimo triennio. È stata citata la strada regionale n. 47, dove direi che l'attenzione non è mancata e non manca, ma non solo. Sono innumerevoli gli interventi, le criticità e i disagi che le comunità hanno dovuto sopportare, ma criticità che sono state affrontate con determinazione, poi risolte: Ollomont, Rhêmes, Valsavarenche, Doues, Fontainemore, Lillianes; anche piccoli punti: penso al villaggio di Courtil, sopra Pontboset, quindi una visione che non deve essere solo per qualcuno, ma che è stata e sarà per tutti.
Un piccolo riferimento ai dossi, l'abbiamo detto, ma lo ripetiamo: i dossi sono di competenza comunale, anche sulle strade regionali, sulle quali si comunica ai Comuni e sulle quali c'è un monitoraggio.
Su interventi anche generali un'attenzione in particolare al finanziamento ai Comuni di Émarèse e Challand-Saint-Anselme per il grande onere al quale hanno dovuto far fronte in occasione del "Giro d'Italia".
Ma si sposano anche principi di interventi a margine delle strade regionali e principi anche per quel che riguarda alcune viabilità comunali, che sono sì comunali, ma che sono strategiche per il flusso del traffico regionale: penso a tutta la strada dell'Envers, quest'anno è oggetto di finanziamento il comune di Fénis, ma io credo che non mancheranno sicuramente i sostegni in futuro, come ci sono stati in passato.
Sulle rotatorie qualcuno, forse il collega Baccega, citava quella di Pont-Saint-Martin, che è a parte rispetto al programma di rotatorie ANAS, è per quello che poi non la citeremo, ma permette di concludere un iter che è stato avviato lo scorso anno, con un grande sforzo da parte del Comune di Pont-Saint-Martin, non solo la richiesta, ma è un Comune che si è presentato con dati concreti e che hanno testimoniato e hanno rappresentato bene il problema di viabilità che c'è in quel tratto di strada, in particolar modo in inverno.
Sottolineo poi l'articolo 52: un intervento strategico che sono contento molti colleghi hanno ricordato in rapporto alla prevenzione dei gesti anticonservativi, un finanziamento, quindi, per quel che riguarda il Comune di Introd, dove il ponte è di fatto strada regionale, infrastruttura regionale e invece Châtillon, dove l'infrastruttura è di proprietà comunale, dove c'è stato un lavoro veramente importante da parte dell'Associazione Mandorlo Fiorito, che si è presentata al tavolo con uno studio corposo e ben fatto, che colgo l'occasione per ringraziare. Una tematica che è stata affrontata insieme al collega Marzi, insieme al collega Guichardaz e con il Presidente, che darà l'avvio a questo intervento. Bene il collega Di Marco che l'ha ricordato.
L'edilizia scolastica trova, come di consuetudine, nell'assestamento il completamento di importanti interventi in corso, sia a livello di lavori, sia in considerazione di progettazioni e di accordi di programma, in sinergia con l'Assessorato del collega Guichardaz, che permette di realizzare importanti investimenti senza pregiudicare il naturale evolversi delle dinamiche demografiche e delle esigenze delle istituzioni scolastiche.
Come detto, il sostegno alle Amministrazioni locali è importante, con il finanziamento di opere minori di pubblica utilità, che è andato - lo abbiamo ricordato negli anni scorsi - a sostituire la vecchia legge n. 26. Si dà un po' meno, ma si dà a tutti. In questi anni questo ha permesso ai Comuni di realizzare e completare diversi interventi sul territorio, ma anche di migliorare una programmazione con benefici anche per il settore imprenditoriale. Da quest'anno una quota specifica va a esaudire le richieste delle Unités des Communes, anche attraverso il contributo per opere più rilevanti, poi il contributo al capoluogo regionale, Aosta. Qualcuno ha messo anche in discussione il finanziamento al cosiddetto "Brocherel", ma credo sarebbe stato folle non chiudere questa partita. Bene quindi mettere un punto finale a questi percorsi, che forse per troppi anni abbiamo dovuto portare avanti. Poi puntuali attenzioni, come per le ripavimentazioni, a quelle che sono sì delle esigenze di un Comune, ma per il Comune capoluogo di Regione, così come per la riqualificazione di alcune zone strategiche.
Infine, chiudo con la questione delle infrastrutture sportive, visione e percorsi condivisi con i Comuni, con il collega Grosjacques, dove ricordo i capitoli destinati ai finanziamenti della legge 16/2007, quindi un percorso condiviso non solo nell'erogazione di fondi, ma nel momento che porta poi una certa infrastruttura a essere riconosciuta di interesse regionale, capitoli rafforzati quindi, così come sono rafforzati i confronti con i Comuni e bene dare risposte alle richieste che erano in attesa.
Anche quest'anno andiamo a implementare - anche in relazione alle sollecitazioni di quest'aula, e anche al confronto, a volte acceso, a volte meno, ma comunque sempre costruttivo - gli interventi previsti in bilancio sull'edilizia residenziale pubblica. Guardo il collega Baccega, al quale volentieri ho trasmesso il mio intervento, precisando che l'accesso agli atti è riferito ad altre cose...
(intervento del consigliere Baccega fuori microfono)
...se non è arrivato, arriva nel pomeriggio, assolutamente.
Abbiamo voluto essere concreti, intervenendo sia direttamente che indirettamente, supportando gli Enti locali, anche per essere più efficaci e proprio nella logica di mettere in campo le risorse.
Siamo verso la fine della legislatura, i giorni scorreranno rapidi, due giorni di Consiglio e poi sicuramente le strutture saranno al lavoro per far sì che queste risorse arrivino agli Enti locali e sui territori dove devono dare quelle risposte, un percorso seguito a un'attività di ascolto delle istanze, da parte di tutti gli attori, un momento di valutazione di queste richieste e poi un'azione che c'è stata e che ci sarà, ma bene chi ha ricordato la stabilità politica di questi anni, che ha sicuramente permesso di mettere in campo tutta una serie di iniziative che stanno dando e che daranno le risposte che i cittadini e il territorio della Valle d'Aosta aspettano.
Presidente - Altri? Assessore Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Grazie Presidente e grazie ai colleghi che sono intervenuti in discussione generale, andando a porre l'accento sui diversi capitoli e articoli che vengono portati all'attenzione di questo assestamento. Io credo che, per quanto riguarda i Dipartimenti Agricoltura e Risorse naturali, potremo dividere i vari interventi che andrò rapidamente a ripercorrere in due casistiche diverse: una è quella di cercare di risolvere e dare delle soluzioni a dei problemi che ci sono stati presentati all'inizio di quest'anno; la seconda, invece, è un continuare a mettere delle risorse economiche a fronte di scelte politiche che oggettivamente i dati ci dicono avere funzionato e sulle quali credo sia opportuno continuare a lavorare in questa direzione.
Per quanto riguarda i problemi e le soluzioni che questo bilancio di assestamento prova a dare, cito in primis sicuramente l'articolo 16, dove sono previsti 270.000 euro per la pista forestale rû Herbal nel comune di Challand-Saint-Anselme, una pista in cui crediamo, una pista forestale utile al consorzio di miglioramento fondiario, ma utile anche per la gestione del bosco e - perché no? - anche per una maggiore sicurezza. Un progetto quindi sul quale il competente ufficio sta lavorando da tempo e che oggi vede introdurre queste risorse che sono fondamentali per poter continuare questo lavoro.
Abbiamo poi, all'articolo 40, 150.000 euro per dei lavori di consolidamento sul rû Neuf, consolidamento dell'attraversamento della strada regionale 47, e 2,5 milioni per mettere in sicurezza il passaggio del sentiero 8 in Valtournenche.
Anche 1.390.000 euro per il Comune di Cogne, un Comune sul quale, come Assessorato, abbiamo investito numerose risorse in somma urgenza e sul quale durante l'inverno ci siamo confrontati anche con gli altri uffici per andare avanti con la progettazione e la programmazione di tutti gli interventi utili e necessari per andare a risistemare i danni che ha causato l'evento calamitoso del 29 giugno 2024. È sicuramente un percorso che vuole andare a ripristinare le aree agricole, vuole rendere accessibili le aree agricole, che purtroppo, per varie vicissitudini, non sono più state accessibili e sicuramente pone l'attenzione all'aspetto agricolo e alla sopravvivenza delle aziende agricole in quel territorio. Questi 1.390.000 euro hanno esattamente questo fine.
Infine, ma non sicuramente ultimi per ordine di importanza, vi sono gli 1,9 milioni che abbiamo previsto in questo assestamento per il consorzio di miglioramento fondiario sui comuni di Villeneuve, Saint-Pierre e Sarre. È un progetto lungimirante, un progetto che ha avuto la fortuna, ma non solamente la fortuna, la caparbietà e la capacità di attingere a delle risorse di fondi nazionali ed è a questo che i nostri consorzi devono mirare in futuro. È un progetto che ha la necessità di avere dei fondi regionali per poter vedere di fatto chiuso l'intero ciclo di gestione dell'acqua, una gestione dell'acqua ampiamente innovativa, di cui ho potuto prendere visione insieme agli uffici e che posso garantire essere un progetto innovativo, che guarda sicuramente al futuro, a cui tutti i nostri consorzi devono puntare in futuro. Proprio per questo motivo crediamo che questo sia un investimento utile non solo a chiudere questo progetto, ma a essere come esempio per tutti, perché in questa direzione dobbiamo muoverci e questa è sicuramente una delle misure che rientrano nel capitolo, come ho potuto anticipare nelle premesse, è una soluzione a un problema che ci è stato presentato all'inizio di quest'anno, ma è sicuramente anche una scelta politica. È sicuramente una scelta politica, infatti, quella di andare a investire su chi, come ha detto giustamente il consigliere Cretier, investe nel territorio e fa un po' da sentinella delle esigenze del territorio, quindi i consorzi di miglioramento fondiario.
Rimanendo in tema, nelle scelte politiche che in questi due anni e mezzo abbiamo portato all'attenzione della Giunta e del Consiglio regionale vi è sicuramente un ampliamento degli investimenti per i consorzi di miglioramento fondiario, che sono passati da un tetto massimo di 75.000 euro sino a un tetto massimo di 200.000 euro, perché ci rendiamo conto che le situazioni legate al risparmio idrico, all'efficientamento idrico, ma alle infrastrutture dei consorzi di miglioramento fondiario sono sempre più delicate e sempre più difficili da affrontare. Dobbiamo dare un sostegno sempre più concreto a questi attori del territorio, che sono fondamentali. Ebbene, arrivare oggi, nel mese di luglio, a prevedere 2,5 milioni di euro per le manutenzioni sui consorzi di miglioramento fondiario è un bel segnale perché significa che con questo bando, a sportello aperto, i consorzi di miglioramento fondiario hanno attinto a tutte le risorse che erano previste a bilancio, quindi vi è la necessità di reintegrare queste risorse. Credo che questo sia un successo, dal punto di vista politico-amministrativo, per quanto riguarda i consorzi di miglioramento fondiario.
L'altro aspetto è sicuramente legato ai bandi degli articoli 5 e 6 della legge 17/2016, che ha ben citato il collega Di Marco, ricordando come abbiamo modificato, con la legge 1/2024, questa legge per prevedere ancora 1,2 milioni di euro per tutte le aziende e le imprese agricole valdostane che hanno la necessità di fare degli investimenti sotto gli 80.000 euro. Ricordo che abbiamo scelto questa cifra (80.000 euro) in quanto, per quanto riguarda tutti i fondi europei, non sono previsti degli aiuti sotto gli 80.000 euro e questo ovviamente per un'economia familiare e di montagna come la nostra con delle piccole, a volte piccolissime aziende è un handicap a cui la Regione Valle d'Aosta, con la modifica della legge 1/2024, ha portato delle soluzioni, soluzioni che sono ben accolte dalle nostre imprese, che necessitano ancora di 1,2 milioni di euro per dare risposte concrete sul territorio sino alla fine dell'anno.
Infine, l'articolo 44, che prevede 650.000 euro per il Corpo forestale, da utilizzare per il ripristino dei sentieri di divulgazione ambientale, per l'acquisto di attrezzature e per immobili. Lo inserisco appunto nelle scelte politiche e non nelle soluzioni ai problemi, perché questo articolo è legato anche alla scelta politica che abbiamo fatto come Giunta e sulla quale, come Dipartimento, abbiamo lavorato insieme al Comando del Corpo forestale per integrare le risorse umane all'interno del Corpo forestale e per prevedere, per ben due volte, l'avvio di corsi di nuovi agenti, stiamo lavorando per avviare il terzo corso e questa credo sia una risposta concreta al Corpo forestale, di massima attenzione al ruolo che esso svolge su tutto il territorio, una risposta concreta a tutti quei giovani che erano in attesa di poter partecipare a questi corsi. Sicuramente è anche una risposta che ha dei costi, in quanto ovviamente, quando abbiamo un organico più corposo, abbiamo dei costi in più, ma abbiamo anche la possibilità di svolgere tutta una serie di funzioni che prima non riuscivamo più a svolgere. Credo quindi che questo sia un altro risultato politico sul quale possiamo confrontarci e avere diverse visioni, ma è un risultato politico che volevo portare all'attenzione di quest'aula.
Presidente - La parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Solo un breve intervento, grazie Presidente, con riferimento all'articolo 58, che tratta delle "Disposizioni in materia di sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali". Questo è un articolo importante per quel che riguarda il sostegno agli investimenti delle due più importanti categorie produttive: quella commerciale e quella appunto turistico-ricettiva, che attraverso questi 19 milioni che vengono trasferiti al fondo di rotazione, presso la Finaosta, danno la possibilità a chi vuole investire - e abbiamo una serie di progetti sui quali stiamo lavorando per le analisi di competenza - di poter elevare il tetto della copertura da 10 milioni a 13 milioni per quel che riguarda le attività turistico-ricettive e da 3 a 4 milioni per quel che riguarda le attività commerciali.
Rispetto alle quote precedenti, significa comunque, pur mantenendo invariato il tetto del 75% di finanziamento, una risposta importante, anche alla luce dei grandi investimenti che sono previsti sul nostro territorio e che denotano una vitalità del settore, soprattutto turistico-ricettivo, a sostegno e a vantaggio del nostro movimento turistico.
Questo è l'unico articolo... vi saranno altre misure che troveranno spazio nella terza variazione di bilancio, però tutta una serie di attività le ha già in qualche misura citate il collega Sapinet per quel che riguarda gli investimenti sulle strutture sportive di interesse regionale, che sono disciplinate dalla legge 16/2007. Il lavoro è stato in piena sinergia, anche per dare delle risposte alle infrastrutture sportive, che sono elementi importanti e che ci consentono, ad esempio, nel settore dello sport quest'anno di ospitare nuovamente delle squadre di calcio professionistiche. Siamo tornati, quindi, all'attività di ospitalità dei ritiri, non in grande stile come si faceva alcuni anni fa, anche perché è cambiata la filosofia delle squadre di calcio, quindi non ci sono più ritiri di calcio, ma soprattutto quelle di prima fascia preferiscono le tournées, che certamente, dal punto di vista economico, sono più redditizie. Il fatto di voler intervenire sulle strutture sportive ci consente di avere un ventaglio di strutture da mettere a disposizione non solo nel calcio per quel che riguarda le squadre professionistiche, ma anche in altri sport, come, ad esempio, la pallavolo e il basket, solo per citarne alcuni.
C'è stato quindi un lavoro trasversale, un lavoro insieme agli altri colleghi, ai colleghi dell'Agricoltura, ma anche dei Beni culturali e della Sanità.
I grandi investimenti che sono proposti negli impianti di risalita contribuiscono in modo trasversale a far sì che la nostra Regione possa presentarsi, dal punto di vista turistico, sempre più con un turismo di qualità, sostenibile e soprattutto accessibile, che oggi ci pone davvero all'interesse del panorama delle località turistiche.
Un assestamento quindi che dà delle risposte, anche al mondo del turismo, con l'articolo 58, come dicevo, in particolare, ma più in generale con tutta una serie di attività che premiano gli investimenti che sono stati fatti in questi ultimi anni attraverso i risultati che, di mese in mese, possiamo misurare con le presenze e gli arrivi che nella nostra regione continuano a crescere e che sono ovviamente il frutto di una serie di iniziative che hanno creato le condizioni affinché la Valle d'Aosta continui a essere una delle mete più ricercate.
Presidente - La parola all'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Per quanto riguarda l'Assessorato della sanità, della salute e delle politiche sociali, secondo me, è utile, anche grazie ad alcuni degli interventi che sono arrivati da parte dei colleghi Consiglieri, che ringrazio, provare a connotare, in un quadro più generale, di cosa stiamo parlando.
Innanzitutto, a fronte di un avanzo di amministrazione libero di circa 277 milioni di euro, per quanto riguarda l'Assessorato di riferimento, parliamo di un investimento al Titolo II, in aggiunta a quanto è stato messo a previsionale, di circa 10 milioni che più o meno corrisponde al 4% del totale. Questo perché - e questo lo dico soprattutto per i colleghi che durante la fase di dibattito continuano, secondo me, volontariamente, a mischiare il Titolo I con il Titolo II - l'Assessorato della sanità, della salute e delle politiche sociali è soprattutto un Assessorato da spesa corrente, di conseguenza, non è sicuramente nello stanziamento che viene fatto per il Titolo II: quindi è in fase di applicazione di avanzo libero, quindi con l'assestamento, che l'Assessorato dimostra l'attenzione che il Governo tutto ha dato a questo Assessorato.
Del resto - e questo lo dico anche per connotare un po' le cifre che durante il dibattito generale sono state rappresentate - secondo me è assolutamente importante dare delle percentuali, perché poc'anzi, durante il dibattito generale, alcuni colleghi hanno millantato una gestione non oculata a fronte, ad esempio, di risparmi nel caso del Dipartimento sanità e salute di circa 5 milioni di euro, mentre per quanto riguarda le Politiche sociali stiamo parlando più o meno di 6 milioni, per un totale di 10-11 milioni di euro. Ebbene, queste potrebbero sembrare delle cifre irrilevanti, ma naturalmente i numeri vanno sempre relativizzati. Parlare di 5 milioni di euro di risparmi sul 2024, a fronte di 477 milioni di euro destinati alla sanità, quindi di fatto c'è un risparmio di circa l'1% - sicuramente possiamo migliorare - ma vuol dire che il restante 99% è stato impegnato, così come da previsionale. Lo stesso vale anche per le Politiche sociali dove in larga parte i fondi investiti con questo assestamento sono frutto di economie gestionali e, quindi, in tutti e due i casi, oltre a dimostrare un'assoluta sensibilità posta in essere col bilancio di previsione scorso, rinnovata poi con quello attuale, sicuramente vanno anche fatti i complimenti agli uffici per come sono stati capaci di impegnare i denari posti in essere con i precedenti bilanci di amministrazione.
Se poi invece vogliamo entrare più nel merito, ma potremo anche farlo grazie ad alcuni ordini del giorno che i colleghi hanno portato e porteranno all'attenzione del Consiglio, in estrema sintesi, da un punto di vista più politico che amministrativo risulta essere assolutamente evidente, nuovamente, la politica a favore della disabilità e delle persone con disabilità non tanto per gli ulteriori 100.000 euro che vengono stanziati per una politica di eliminazione delle barriere architettoniche, che vanno naturalmente a sommarsi ai 150.000 già stanziati, ma soprattutto perché tutto questo si collega a una deliberazione degli ultimi due anni che ha permesso di sbloccare i piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche, i famigerati PEBA, che in Valle d'Aosta erano bloccati, nel momento in cui si è andati a deliberare, da 37 anni. Io credo che, dopo un'azione di quel tipo, quanto sta avvenendo non è null'altro che una prosecuzione di un'assolutamente buona politica.
Venendo agli ulteriori stanziamenti, 2 milioni di euro per la 80/1990, quindi fondamentalmente per interventi di natura strutturale a favore delle strutture presenti sul territorio, per quanto riguarda le "micro" per gli anziani - dicendola in maniera gergale per renderci anche più chiari a coloro i quali ci stiano ascoltando - non è null'altro che la prosecuzione di un'attività fortissima che negli ultimi anni si è posta in essere per quanto riguarda, appunto, tutte le strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie previste sul territorio.
Con gli stanziamenti attuali andiamo, tra l'altro, a chiudere il cerchio degli interventi previsti per tutte le micro territoriali per cui, alla fine, con questa azione posta in essere negli ultimi anni non ci sarà una sola micro presente sul territorio che non sia stata ristrutturata o non sia in corso di ristrutturazione, o comunque non sia in fase di progettazione per arrivare alle ristrutturazioni del caso.
Lo stesso vale anche per un'attività che spesso ha raccolto l'attenzione del Consiglio, rispetto a interventi in termini di investimenti che sono stati fatti sia per i macchinari e i grandi macchinari sanitari piuttosto che per l'edilizia sanitaria perché, come abbiamo già avuto spesso modo di richiamare, con questi ulteriori 5 milioni di euro non facciamo null'altro che confermare una particolare attenzione in tal senso. Del resto, abbiamo spesso avuto l'occasione in Consiglio anche di dire che, ad oggi, risultiamo essere la prima Regione d'Italia per capacità di spesa di questi fondi regionali e nazionali per quanto riguarda appunto gli interventi sia in termini di edilizia sanitaria a livello strutturale che in termini di acquisto e manutenzione dei grandi macchinari sanitari: quindi con questa particolare attenzione, con questo stanziamento non facciamo null'altro che confermare questa attenzione. Lo stesso vale per l'intervento che stiamo facendo, sempre in collaborazione con il territorio, per quanto riguarda il Centro traumatologico di La Thuile e, non ultimo, l'importante intervento che il collega Sapinet è andato a richiamare in convenzione con il Comune di Aosta per quanto riguarda i 5 milioni su Brocherel.
Secondo me, e cogliamo anche l'occasione per fare i complimenti al dottor Vevey per essere stato confermato come presidente dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, nella giornata di oggi è anche importante l'intervento da 1,5 milioni di euro che con questo assestamento poniamo in essere, appunto, per l'Istituto zooprofilattico, di fatto quindi dando piena conferma non soltanto di un'attenzione a questo tema, che ci vede collaborare spesso con l'Assessorato del collega Carrel, ma anche rispetto a una politica sempre attenta, confermata anche dalla presidenza del dottor Vevey in tal senso.
Riteniamo quindi che, anche in questo caso, sia importante non soltanto dare delle connotazioni quali-quantitative, ma anche delle connotazioni di un intervento che si inserisce in una politica più ampia, fatta di attenzione sia alla sanità che alle politiche sociali valdostane.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Caveri, ne ha facoltà.
Caveri (UV) - Io volevo limitarmi a ringraziare il consigliere Lucianaz di avermi dato del globetrotter. Per adesso lo metterò sul biglietto da visita, poi magari più tardi lo sceglierò anche come epitaffio, nel senso che ritengo che essere globetrotter sia una caratteristica che tutti i Valdostani dovrebbero avere: quella di girare il mondo per piacere o per lavoro.
Fin qui la cosa scherzosa. Trovo meno opportuno invece che lei abbia criticato quell'insieme di misure nel settore del digitale che sono invece indispensabili in diversi settori e che sono state raccolte in questi circa 3,5 milioni. Lo trovo non offensivo nei miei confronti, perché sono permaloso, ma credo di essere permaloso su livelli più elevati che rispetto a queste critiche, ma trovo sia invece negativo per tutto l'insieme dell'Amministrazione regionale e per il Dipartimento di cui mi occupo, quello dell'innovazione, e anche per INVA, perché tutte quelle misure che sono state scelte sono misure di profonda modernizzazione di diversi settori dell'Amministrazione.
Così come respingo la sua ironia, anzi, direi il suo sarcasmo, nei confronti dei progetti che sono stati approvati a Venaria nell'ambito di Interreg Alcotra. Anche qui tutti i soggetti che hanno presentato, in una logica transfrontaliera, diverse progettualità, lo hanno fatto sulla base di proposte serie, progettualità serie, che sono state peraltro validate negli incontri che abbiamo avuto con i nostri partner, che sono il Piemonte, la Liguria, Provence-Alpes-Côte d'Azur e Auvergne-Rhône-Alpes. Sono delle progettualità serie, che si aggiungono alle centinaia di progettualità che dall'inizio degli anni Novanta caratterizzano Interreg.
Mi stupisce che da parte di una persona dall'envergure di tipo internazionale, del mondo della francofonia - e talvolta anche, mi par di capire un po' nostalgico del Duché d'Aoste - ci sia una mancanza di sensibilità nei confronti, invece, di tutti quei soggetti che nella cooperazione transfrontaliera lavorano quotidianamente su progetti seri. È vero, con fondi che derivano dall'Unione europea, che, se noi non adoperassimo sarebbe certamente qualcun altro a farlo, quindi più si attraggono questi finanziamenti in Valle d'Aosta e meglio è per i Valdostani.
Presidente - Sospendiamo brevemente i lavori per arieggiare i locali.
La seduta è sospesa dalle 17:09 alle 17:24.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Siete invitati a prendere posto. Per la replica, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - In questa replica desidero soffermarmi su alcuni articoli del disegno di legge di assestamento, che toccano ambiti per me particolarmente significativi: dalla scuola alla cultura, dalla valorizzazione del territorio alla tutela del patrimonio, nella consapevolezza che ogni investimento in questi settori rappresenta un investimento nel futuro della nostra comunità.
Parto dall'articolo 6. Faccio una panoramica dei vari articoli, riservandomi poi approfondimenti su alcuni articoli che sono oggetto di ordini del giorno che sono stati presentati dall'opposizione. L'articolo 6 è quello relativo ai contributi e agli investimenti per l'edilizia scolastica degli Enti locali. L'articolo 6 testimonia la coerenza, credo, di un impegno pluriennale a favore dell'edilizia scolastica valdostana. Negli ultimi anni siamo passati da uno stanziamento iniziale di 1 milione di euro a 4 e poi a 6, fino ad arrivare oggi a 7.150.000 euro. Si tratta di contributi rivolti agli Enti locali, Comuni e Unités, che sappiamo essere proprietari e competenti delle scuole dall'infanzia alle scuole elementari e alle scuole medie, che, tramite una piattaforma strutturata di rilevazione dei fabbisogni, possono segnalare le priorità di intervento. L'assegnazione dei contributi avviene secondo criteri chiari e definiti, che garantiscono equità e trasparenza nella distribuzione delle risorse.
In questo caso con questo articolo parliamo di investimenti fondamentali per la messa in sicurezza, l'adeguamento sismico delle opere di ristrutturazione, il completamento e l'efficientamento energetico degli edifici scolastici e altri interventi. Gli edifici scolastici - ce lo ricordiamo sempre, ormai in questi anni lo abbiamo detto variamente - non sono semplicemente dei contenitori di attività didattica, ma sono dei veri e propri presidi territoriali, che sono fondamentali per la vita delle comunità locali. Senza la scuola - lo diceva qualche collega prima - alla fine le comunità perdono la loro identità, si svuotano e assistiamo a quei fenomeni di spopolamento che, purtroppo, per territori montani come i nostri, sono abbastanza un rischio. Sappiamo bene che lo spopolamento e il calo demografico, che è stato più volte evocato in quest'aula, colpiscono con forza la Valle d'Aosta. Tuttavia, come dicevo prima, proprio per questo la scuola rimane uno degli strumenti più efficaci per garantire coesione futura della comunità. Investire nella scuola significa favorire la permanenza delle famiglie nei territori, come dicevo prima contrastare l'abbandono delle aree montane, e costruire anche opportunità sociali ed economiche. Il nostro modello scolastico territoriale è fatto di piccoli plessi, di reti di relazioni umane, che è una delle più alte forme di presidio montano, lo diciamo oramai da cinque anni. Credo che questo articolo, che magari è passato un po' in sordina, ma è estremamente importante anche da un punto di vista simbolico, rappresenti una delle sue principali leve operative.
Per quanto riguarda l'articolo 7, di cui ha parlato, se ben ricordo, anche il collega Aggravi, esprimendo una certa soddisfazione, quello relativo alla nuova sede per il liceo linguistico a Courmayeur, questo articolo segna un importante passo nella valorizzazione dell'offerta scolastica secondaria in Alta Valle e un intervento strategico e condiviso proprio per la realizzazione di una sede nuova del liceo linguistico di Courmayeur, con annesso studentato. Si tratta di una struttura attrattiva, sia per la sua curvatura sportiva, che sappiamo le conferisce una forte identità, sia anche per l'offerta linguistica, che risponde a esigenze contemporanee di apertura internazionale e mobilità. Il progetto non solo qualifica e stabilizza una realtà scolastica che da anni convive con una certa precarietà logistica e strutturale, come credo il collega Aggravi sappia molto bene, ma contribuisce anche a costruire nuove competenze, a trattenere studenti in Valle d'Aosta e anche ad attrarne da fuori, oltre che a rendere più sostenibile lo studentato, in particolare l'accesso a Courmayeur per chi abita lontano. Lo studentato prevede tra la ventina e la trentina di posti, almeno quello che ci è stato presentato dal Comune di Courmayeur e va proprio in questa direzione. L'intervento, come dice l'articolato, sarà attuato in sinergia con gli Enti locali e i criteri - questo è importante - per l'individuazione e le modalità di realizzazione saranno definiti con delibera di Giunta, previa intesa con il Consiglio permanente degli Enti locali. Questo perché ogni opera strategica non interessa solo un territorio, ma è comunque un'opera più complessiva anche da un punto di vista politico.
L'articolo 8 è un contributo straordinario al Comune di Donnas per la nuova scuola e il centro di Protezione civile, anche questo è stato evocato. L'articolo 8 assegna un contributo straordinario al Comune di Donnas per far fronte proprio all'incremento dei costi dell'intervento di realizzazione del nuovo plesso scolastico, che già è stato finanziato con fondi PNRR. Si tratta di una seconda scuola storicamente presente nel territorio, che diventerà anche un centro operativo per la Protezione civile e un punto di riferimento anche multifunzionale per la comunità. La nuova struttura è già in fase avanzata di realizzazione, è stata ampiamente condivisa, tra l'altro, con la cittadinanza ed è stata anche progettata con attenzione, come sapete, attraverso le procedure che sono in uso per questo tipo di progettualità PNRR. Inoltre, gli aumenti dei costi imprevisti derivano da fattori oggettivi e non riconducibili al Comune, che sono legati proprio all'inflazione edilizia, a difficoltà di reperimento materiali, alle modifiche anche normative sopravvenute. L'intervento come Regione quindi vuole proprio scongiurare il rischio di incompiutezze e garantire una struttura moderna, sicura, polifunzionale, al servizio di tutti.
L'articolo 9 è uno studio di fattibilità per una nuova scuola a Pont-Saint-Martin... ah, no, l'articolo 9 è il famoso articolo... ne accenno, poi avremo modo di discuterne, perché sono arrivati diversi ordini del giorno. Questo è un articolo à la une, ma è interessante il dibattito. Io credo che introduca un'importante prospettiva: quella di uno studio di fattibilità innovativa di una sede scolastica nel comune di Pont-Saint-Martin proprio all'interno del quadro di programmazione che è definito dal documento di coordinamento DOCFAP. È un passaggio che, a nostro avviso, guarda al futuro della scuola in modo serio e responsabile, con uno sguardo proprio lungo, non finalizzato ad oggi, sui bisogni dei territori e delle nuove generazioni. È bene chiarirlo subito - e poi avremo modo di parlarne discutendo gli ordini del giorno -: non si tratta della nascita di un nuovo ordinamento scolastico, né di un'autonomia scolastica separata, né tanto meno di una duplicazione delle scuole esistenti. Si tratta invece proprio di uno studio per valutare la possibilità concreta di dotare il territorio del basso Lys di una struttura moderna, innovativa e ben integrata nel sistema regionale, capace di offrire un indirizzo scolastico secondario, perché, come sapete, abbiamo parlato di ottica orientante - poi, nel rispondere, anche la collega Minelli chiedeva informazioni e darò qualche altro elemento - coerente, questo, con le vocazioni locali e complementare all'offerta attuale, ne abbiamo già parlato in Commissione lungamente, ma non avrò problemi ad aggiungere anche in aula.
In questi anni abbiamo assistito a un lento, ma inesorabile svuotamento dell'offerta formativa nei territori più periferici e questo è anche frutto di scelte compiute in passato. In quel momento si privilegiava un modello accentrato, con il progressivo potenziamento, lo sappiamo, di Aosta e di Verrès, lasciamo stare Courmayeur. Questa centralizzazione, se da un lato ha permesso alcune economie di scala, diciamo così, ha tuttavia impoverito aree storicamente caratterizzate da un forte radicamento scolastico, come Pont-Saint-Martin, ma anche come Saint-Vincent, perché anche su questo poi si è aperto un dibattito, un'area dotata, peraltro, di infrastrutture, di trasporti efficienti, di un tessuto economico e sociale vivace e di una naturale connessione con i Comuni confinanti del Piemonte.
Questa iniziativa non nasce per caso, ma si inserisce nel solco di una riflessione condivisa, che da tempo coinvolge amministratori locali, dirigenti scolastici e professionisti del settore educativo. È una riflessione che punta a contrastare, come ho già avuto modo di dire in Commissione, lo spopolamento, a rafforzare l'identità educativa dei territori, a costruire poli scolastici legati proprio alle vocazioni locali, anche con riferimento, come abbiamo detto, alle professioni di montagna, dallo sport, alla cura e al sociale, che è l'offerta che viene corrisposta dal polo scolastico di Verrès. Attualmente l'Isiltp non è escluso, anzi, tra le possibilità c'è che questa scuola innovativa possa rientrare all'interno dell'istituzione dell'Isiltp. L'ipotesi progettuale allo studio è un'ipotesi, è uno studio di fattibilità, non è una realizzazione, non entra in conflitto, lo voglio ribadire, con nessuna scuola attualmente attiva. Al contrario, si propone di lavorare in sinergia con le istituzioni esistenti, evitando sovrapposizioni e offrendo invece una possibile curvatura didattica orientata alla valorizzazione delle competenze e delle opportunità lavorative del territorio. Questa apertura progettuale è il frutto di un approccio programmatorio e dinamico proprio previsto dal DOCFAP, che consente di accompagnare con visione e metodo l'evoluzione della scuola valdostana. In questo senso la previsione di una sede scolastica integrata a Pont-Saint-Martin potrebbe rivelarsi strategica non solo per il basso Lys ma, come ho detto prima, anche per il sistema scolastico regionale nel suo complesso, nella misura in cui saprà essere complementare, attrattiva e sostenibile. Su Saint-Vincent avremo modo di parlare, a breve, tra l'altro, incontreremo sia gli amministratori locali che altri soggetti per un'ipotesi che abbiamo già esplicitato in sede di Commissione. Anche per la zona di Saint-Vincent, su cui peraltro credo vi sia anche un'interpellanza, non mi ricordo di quale collega, esiste una prospettiva, una programmazione di cui stiamo discutendo.
Articolo 10: parcheggio di Castel Savoia e Gressoney-Saint-Jean. Non mi ricordo chi aveva evocato l'articolo 10, ma questo finanzia la realizzazione di un parcheggio a servizio del Castel Savoia, che oggi, dopo il Castello di Fénis, è uno dei siti culturali più visitati della Valle d'Aosta, dovrebbe essere il secondo in ordine di accessi. L'intervento, chi è del territorio lo sa, è assolutamente necessario, anche perché attualmente, come credo abbiate potuto verificare tutte le volte che vi siete recati a Gressoney per eventi presso il Castello, le auto parcheggiano nel parcheggino che c'è appena sotto, a bordo strada, con evidenti problemi, come ci è stato evidenziato dal Comune e anche da chi opera lì quotidianamente, di sicurezza, di accessibilità e anche di impatto paesaggistico. Il parcheggio sarà progettato con attenzione, in dialogo ovviamente con l'Amministrazione locale e migliorerà significativamente l'esperienza di visita, in una logica di fruizione sostenibile. Inoltre, come avete potuto vedere, sarà accompagnato anche da un intervento di rifacimento dell'illuminazione del percorso del parco, valorizzando ulteriormente il sito.
Per quanto riguarda la palestra, anche lì credo ci sia un ordine del giorno, l'articolo 25 prevede un necessario adeguamento delle risorse per la realizzazione della nuova palestra in via generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. La scelta di quest'area, lo voglio ricordare, è frutto di un confronto tecnico e politico tra la Regione e il Comune di Aosta, che abbiamo ancora fatto, tra l'altro, qualche tempo fa con il collega Sapinet, a seguito di un'attenta ricognizione delle aree potenzialmente idonee, in un contesto urbano complesso, dove la disponibilità di suoli liberi è sempre più rara.
Il collega Caveri, quando aveva la delega all'Istruzione, ha più volte risposto a iniziative in questo senso e più volte spiegò che diverse opzioni sono state analizzate negli anni e scartate anche per motivi oggettivi: vincoli archeologici, ad esempio, problematiche urbanistiche, eccessiva distanza dagli istituti scolastici interessati. Via Dalla Chiesa, quindi, a seguito di questa ampia concertazione, che è proseguita anche recentemente, si è rivelata alla fine come l'unica sede praticabile, ma anche su questo avremo poi modo di rispondere.
Articolo 26: sostegno a laboratori professionalizzanti. Anche su questo tema abbiamo parlato più volte. Voi sapete che i nostri laboratori scolastici periodicamente devono essere potenziati nelle loro attrezzature, soprattutto quelli legati all'istruzione tecnica e professionale, un investimento importante per rafforzare le competenze di base tecnico-scientifiche e pratiche, valorizzando la dimensione laboratoriale e sperimentale della formazione.
Per quanto riguarda poi gli articoli dal 29 al 34, non sto qui a fare l'elencazione, ma, come vedete, si interviene sulla conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Interveniamo su beni regionali che vanno conservati, che hanno bisogno di manutenzione, di valorizzazione, di tutela, perché sono spesso anche luoghi importanti sotto il profilo storico-artistico, come il MAR, Castel Savoia, il Castello di Saint-Pierre, la cinta muraria di Aosta, il Forte di Bard, il Palazzo Roncas, che attualmente è sede della Soprintendenza ai beni culturali.
È chiaro che noi abbiamo ereditato, dopo molti anni di lavori, Palais Roncas; Palais Roncas è stato progettato e ora occorrono gli ultimi lavori. I famosi tendaggi di cui si è parlato prima, le tende, sono semplicemente delle tende che assicurano la privacy e che assicurano anche, tra l'altro, un benessere lavorativo, forse ne aveva parlato qualcuno, come tutti i luoghi di lavoro, necessita di ultimazione.
Abbiamo investito nel potenziamento dei laboratori scientifici della Soprintendenza, con una nuova strumentazione diagnostica. Come sapete, la nostra Soprintendenza è particolare: a differenza delle altre Soprintendenze sul territorio italiano, ha poteri cosiddetti ministeriali, ha un laboratorio interno, è un esempio, anche da un punto di vista di identità rispetto a tante altre Soprintendenze, ha dei laboratori che hanno una reputazione molto alta.
Per quanto riguarda il Teatro Splendor, l'ho detto in Commissione, si utilizzeranno delle risorse per concludere il percorso di adeguamento del teatro e, per poterlo fornire di strumentazioni necessarie alle proiezioni cinematografiche, perché attualmente è un teatro, eccetera.
Per quanto concerne poi l'articolo 71 (Disposizioni in materia di istruzione universitaria), ho avuto modo di dirlo in Commissione l'articolo è una sorta di prima integrazione dei costi di gestione del nuovo polo universitario. Voi sapete che noi abbiamo ereditato questo polo universitario ed è evidente che, quando ci si insedia, non si possono sapere i costi di gestione e le spese. È un'opera complessa e ambiziosa, che comporta degli oneri aggiuntivi, così come comportano degli oneri aggiuntivi anche i piani triennali di sviluppo, che fanno sì che la nostra Università, in prospettiva, possa diventare un'Università che sempre di più possa moltiplicare la propria offerta. Abbiamo attivato recentemente i corsi TFA, stiamo lavorando per i CFU, per partire con i corsi in lingua francese, abbiamo messo nel piano di sviluppo la cosiddetta "L19", che è la laurea in Scienze dell'educazione, eccetera. È un investimento importante ed è sicuramente un primo investimento perché l'Università richiederà nella prossima legislatura, quello sì, un ragionamento anche importante in termini poi di consolidamento e di stabilizzazione delle risorse.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UV) - Un breve intervento anche da parte mia, ringraziando tutti coloro che sono intervenuti, la maggioranza e ovviamente tutti i colleghi di Governo, perché tra le tante cose che possiamo sottolineare in maniera positiva di questa legislatura c'è anche stata la capacità sempre di trovare soluzioni all'interno del Governo per finanziare, indistintamente dalle deleghe, dai settori, i progetti che nel DEFR e nel programma di legislatura si è cercato di realizzare, le strategie che si è cercato di realizzare. Difficilmente si è usciti dalle riunioni di Giunta senza aver voglia di trovare una soluzione e questa io la trovo una nota di merito, anche di maturità, per chi fa politica, perché le risorse, come abbiamo sempre modo di dire, non sono infinite e delle scelte bisogna farle. Sottolineo con piacere l'intervento del nostro vicecapogruppo Albert Chatrian: le scelte poi sono fatte dalle persone che con buon senso trovano delle soluzioni per rendere concreta l'attività di legislatura e i progetti annunciati.
Io, senza stare a dare dei giudizi, trovo che a volte nella lettura di certi atti si rischi di essere un po' distanti dalla complessità tecnico-amministrativa che c'è oggi a gestire i bilanci pubblici. Noi siamo bilancio pubblico di eccellenza in Regione, perché, oltre a noi, li fanno gli Enti locali e tutti gli altri, ma il nostro è molto più complesso: lo dico perché il bilancio è la conseguenza del DEFR, è la conseguenza del bilancio triennale e la conseguenza di programmi di realizzazione importanti come i fondi strutturali o, come nel caso degli ultimi tre anni, del PNRR, dei fondi di Stato, di tutta una serie di fondi che intervengono complessivamente all'interno dell'attività dell'Amministrazione. Una volta fatte le scelte nel DEFR e nel bilancio, poi devono essere la conseguenza di finanziamenti che portano avanti i progetti.
In tutta questa seconda fase però non vorrei che venisse confusa la capacità di programmazione con la possibilità di realizzare progetti e con un mondo che idealmente si ritiene perfetto: una volta che si decide una cosa, la si può fare, non è così, basta un'autorizzazione che arriva un po' più tardi, basta un progetto che non viene finanziato al momento giusto, basta un programma europeo che va riprogrammato. Bastano mille cose per ritardare, nell'esercizio di un anno di finanza, l'attività delle strutture, che non è l'attività della politica. La politica le sue scelte le ha fatte a monte.
Nel cercare quindi di colpire il nemico politico, secondo me, a volte si sbaglia bersaglio, si va a colpire l'attività delle strutture amministrative, che invece stanno vivendo momenti sempre più complessi, ricordandoci sempre che dobbiamo cercare di fare al meglio il nostro lavoro, perché poi c'è sul nostro bilancio il controllo contabile e tutto quello che ne consegue... anche perché poi la legislatura va a scadenza, arriveranno nuove maggioranze e nuovi Governi, la lettura va sempre fatta tenendo conto di tutto quello che c'è dietro l'attività che oggi noi definiamo di fare, perché il rischio è poi di demotivare quelli che invece tutti i giorni in ufficio cercano di realizzare i nostri progetti e di portarli avanti. Anche nel leggere la relazione di gestione quest'anno... e credo che chi ci prova ci mette tutto l'impegno perché sono documenti di una tale mole e complessità che diventa difficile leggerli e interpretarli al meglio, però alla pagina 54 della relazione di gestione, all'ultimo paragrafo, è evidenziato bene il fatto che: "Si precisa che le economie di stanziamento si riferiscono per oltre il 50% a risorse con vincolo di destinazione, che, a seguito dell'approvazione del rendiconto, potranno essere reiscritte nel bilancio di previsione 2025-2027 per il finanziamento di interventi aventi le medesime finalità". Nella programmazione di un bilancio, se non avessimo i fondi pluriennali, non realizzeremmo un'opera, non realizzeremmo un servizio, non potremmo dare mantenimento a tutto quello che si svolge con un arco temporale, che non è quello dei dodici mesi, che poi è ridotto ad ancora meno di dodici mesi. Anche nel dire che gli impegni si fermano a una certa percentuale, ripeto, senza tener conto che il FESR e il fondo sociale, tanto per dire, non si realizzano nell'anno, ma si realizzano nell'arco di un settennio... e, non prendendo in considerazione il fatto che l'incidenza degli impegni di stanziamento è ben superiore all'incidenza d'impegno sull'anno, e questo matura con una percentuale completamente diversa... ripeto, si rischia di fare un po' un'analisi che non è completa e che si porta come critica politica, ma invece diventa una sottolineatura rispetto alle attività amministrative che si stanno cercando di realizzare. Lo dico perché ho ben inteso... e da una parte condivido quello che diceva il consigliere Aggravi sul fatto che si bloccano dei fondi, è esattamente così, ma dall'altra parte il bilancio nuovo libera altri fondi e, se noi non bloccassimo dei fondi, non potremmo portare avanti dei progetti. Ci mancherebbe ancora che potessimo realizzare i progetti nell'anno.
Il bilancio quindi deve essere giustamente ingessato nella misura in cui questi progetti, una volta calibrati, e i progetti si calibrano con le progettazioni esecutive per quello che riguarda le opere pubbliche, o le gare dei servizi per quello che riguarda l'assegnazione dei servizi... e allocano le risorse necessarie. Dopo di questo succede che i cittadini devono chiedere, per esempio, sui servizi le risorse - penso alle misure a sportello, penso ad altre misure - e quello diventa una stima di difficile valutazione. Come facciamo alla fine a sapere durante l'anno quante persone chiederanno le risorse sulla legge n. 6 degli investimenti innovativi? Ci proviamo, sulla stima dell'anno passato facciamo la valutazione, ma, se nell'anno successivo le imprese, per quanto riguarda, per esempio, le nostre misure, chiedono meno o più soldi, lo puoi vedere nell'arco dell'anno. Il lavoro quindi è un lavoro estremamente complesso, dobbiamo cercare di migliorarlo ancora. Quello che stiamo facendo per ogni Assessore è di valutare rispetto ai capitoli di bilancio come ridurre i capitoli che sono di troppo. Per quello che riguarda il mio lavoro da Assessore su alcuni dipartimenti, quelli che usano il Fondo sociale e il FESR, stiamo cercando di fare quella transizione che ci è stata richiesta in Consiglio regionale per tutte quelle spese che possono essere spesate, portate dalle risorse regionali ai fondi strutturali. Tutto questo avviene con tutta quella fase di concertazione delle regole, che sono diverse, che vanno comprese, che vanno applicate, sulle quali bisogna far formazione del personale. A volte quindi ci può essere un avanzo su un capitolo che nell'anno successivo non si ritrova più proprio perché è completata la transizione, per quello che riguarda noi, ripeto, ai fondi strutturali. Comunque c'è tanto lavoro da fare e sicuramente c'è la possibilità di efficientare ancora l'utilizzo del bilancio, ripeto, con questa particolare attenzione, che è un'attenzione che dobbiamo porre tutti quanti.
Rispetto all'assestamento, per quello che riguarda l'Assessorato, noi abbiamo dato continuità alle politiche che abbiamo impostato con le strategie del DEFR e con le innovazioni portate con le leggi e con le attività che si fanno anche in maniera trasversale. Ci sono attenzioni al settore dell'industria con finanziamenti che verranno compresi poi, una volta votati e spiegati in via definitiva, e ci sono attenzioni per completare quella fase importante di rinnovamento di impianti e di revisioni che il settore degli impianti a fune richiede fino a quando non si troverà un sistema a livello finanziario differente per il futuro. Sicuramente in questa legislatura, grazie alla visione politica della maggioranza, abbiamo fatto notevoli passi in avanti di investimento, con l'obiettivo di dare a questo settore... che però ha dimostrato di crescere nel fatturato e nell'attrazione di persone di costruire una resa e un valore aggiunto per tutti questi investimenti. Rispetto a questo, evidentemente, l'obiettivo deve essere quello di continuare in questa direzione, perché è questo un asset che abbiamo sempre ritenuto strategico per tutte le ricadute che questo comporta a valle del lavoro di investimento sugli impianti.
Vado infine a volume basso, senza polemica, all'intervento fatto questa mattina dal consigliere Marquis, che ha ripreso un articolo apparso questa mattina sulla stampa chiedendo appunto qui spiegazioni o quanto meno di rivedere questo tipo di dichiarazione. La dichiarazione non l'ha fatta l'Assessore, la dichiarazione l'ha fatta il Direttore di Trenitalia in seguito alla domanda posta dal giornalista, che gli chiede: "Quale tipo di materiale rotabile potrà arrivare ad Aosta con l'elettrificazione, Frecciarossa o Italo lo sogniamo, o ci fermiamo al BTR normale?". Il Direttore di Trenitalia, dopo aver spiegato che si tratta di due servizi diversi, uno è a mercato, uno è un servizio pubblico, il nostro ferroviario, "domani potrà arrivare?", risponde: "Non si esclude nulla". Su questo c'erano sei testate giornalistiche, qualcuno ha ripreso l'argomento spiegando la risposta, qualcun altro non l'ha proprio ripreso e qualcuno ci ha fatto la pagina della stampa in una conferenza stampa che è durata 40 minuti, dove c'erano mille cose da dire. Evidentemente questa è stata la cosa più importante per chi ha scritto l'articolo. Non è stata una dichiarazione dell'Assessore, non è stata una visione. Tra l'altro, nell'articolo vengono anche riprese le parole, tra le cose che sono state dette, che riguardano gli investimenti, l'articolo cita RFI, ma era presente Trenitalia. C'è un po' di differenza, uno fa gestione e l'altro fa investimenti. Vorrei però anche che si evitasse di ribaltare e di strumentalizzare anche quello che non si dice e che la politica si facesse fuori dall'aula del Consiglio. Qui più volte io ho ribadito cosa stiamo facendo: stiamo portando avanti i cantieri dell'elettrificazione con molto impegno. Oggi hanno demolito la prima parte della volta della galleria di Ivrea, tanto per darvi una notizia in diretta. Stiamo gestendo al meglio le politiche tariffarie, dal 2024 ad oggi, oltre il 30%, siamo passati al 60% dello sconto per gli utenti e questi sono soldi che sono nei bilanci, che hanno determinato un risparmio ulteriore di 600.000 euro per gli utenti del trasporto del trasporto sostitutivo. Siamo passati da 2.200 abbonati del 2023 sul TPL a più di 5.500, stesso periodo, maggio 2023-maggio 2025. Questi abbonati oggi utilizzano il trasporto pubblico a 20 euro al mese senza limitazione di tratta, una volta avevano una limitazione del viaggio di andata e di ritorno. Da due giorni abbiamo anche dato vita all'abbonamento unico, che è il frutto di un grandissimo lavoro delle strutture. La scelta politica noi l'abbiamo compiuta nel tempo, le strutture ci hanno lavorato e sono riuscite a mettere d'accordo aziende di trasporto pubblico e l'azienda ferroviaria e soprattutto a rendere leggibili i progetti, i sistemi e a renderli interoperabili di modo che questo progetto potrà solamente più crescere in futuro e arrivare a sempre nuovi prodotti. Questa quindi è la visione che si sta lanciando.
Infine, lo faremo nei prossimi 40-50 giorni, sta arrivando a conclusione il lavoro di analisi del protocollo che lancerà i DOCFAP per valutare quali saranno le possibili attività di investimento sulla linea da qui a Torino, in particolare, come abbiamo detto più volte, tra Chivasso e Ivrea o anche nella zona della Bassa Valle. Sono questi i lavori che stiamo facendo e, come mi è capitato di dire nello scorso Consiglio regionale, anche riferendomi alla Lega, che ringrazio per l'attenzione che ha sempre dato comunque al trasporto e alle attività di trasporto, cominciando a pensare che, oltre ai nostri servizi pubblici, ci possa essere anche un'attenzione da parte di chi oggi conduce il Ministero e dei gruppi politici che fanno parte della maggioranza verso progetti che possano portare in Valle d'Aosta nuovi servizi ferroviari, che devono essere ovviamente gestibili all'interno di una situazione di infrastruttura quale quella che abbiamo. Ci saranno ancora altri investimenti sulla linea che siamo riusciti a costruire insieme a RFI, che riguarderanno l'ammodernamento delle stazioni ferroviarie, anche alcuni di questi partiranno già nel corso di questo mese. La visione quindi non è quella di un sognatore, anche se un po' di sogni bisogna averli, che non guarda alla realtà, la visione è di un Governo e di una maggioranza che, attraverso il loro Assessore, rendono molto concreto il lavoro quotidiano e cercano di farlo al meglio per far sì che quest'infrastruttura in questa legislatura progredisca e nelle prossime possa ancora progredire. A dicembre 2026 l'infrastruttura ferroviaria ripartirà elettrificata e con quattordici treni nuovi, nove nuovi più cinque bimodali, dei quali sei comprati dalla Regione Valle d'Aosta e tre comprati da Trenitalia all'interno di quest'appalto. Direi ancora un po' di pazienza, ma si avrà finalmente una linea all'altezza della nostra potenzialità e un'infrastruttura quanto meno ordinata e moderna. Tutto questo per dire e per concludere che l'attività che portiamo avanti anche con quest'assestamento è un'attività che si propone di concludere alcuni progetti, di realizzarne degli altri, di dare una risposta maggiore dove le misure non potevano che essere allocate per quelli che erano i programmi. Mi riferisco, per esempio, all'avviso sull'efficientamento energetico del patrimonio pubblico: avevamo 5 milioni di euro col FESR e abbiamo oggi domande per circa 7 milioni e mezzo, abbiamo garantito la copertura di questa graduatoria una volta che sarà completata l'istruttoria. Per non dire appunto dei nuovi 8 milioni di investimenti sull'efficientamento energetico, che stanno producendo un grandissimo risultato sia per quello che riguarda la politica energetica, ma soprattutto per lo sviluppo economico. Leggere l'assestamento semplicemente come un'assegnazione di risorse, articolo per articolo, per Assessori, a nostro avviso, è sbagliato. Noi stiamo cercando di completare con queste risorse i progetti che ci sono e di avanzare con quelli che possono avanzare in un periodo in cui si possono impiegare queste risorse.
Presidente ? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Testolin (UV) ? È stato quasi tutto detto, penso che in 10 ore di confronto le cose salienti siano emerse, in un clima peraltro che, in certi momenti, è un po' quello degli ultimi giorni di scuola, dove c'è un'attenzione più a quelle che saranno le vacanze estive, soprattutto la ripresa dell'anno scolastico a settembre, per programmare le attività da svolgersi in questo periodo.
Rispetto alle osservazioni, alcune sono assolutamente condivisibili sia dal punto di vista dell'approccio da parte di alcuni membri dell'opposizione, sia quanto sottolineato dai membri di maggioranza e quanto rappresentato in senso collegiale, direi, dal Governo regionale. Un Governo regionale che, com'è stato ribadito, ha cercato di costruire un percorso che è in linea con il principio di sostenibilità degli interventi che vengono programmati ormai da alcuni anni con una certa linearità all'interno del documento programmatorio, che è il DEFR, e che oggi si trovano a dover allocare delle importanti risorse derivanti da un avanzo di amministrazione. Chi vuole trovare modo e metodo per sottolineare delle carenze lo fa cercando di semplificare gli approcci a un meccanismo complesso. Non sempre questi approcci semplificati sono in grado di rendere l'idea della complessità e dell'eterogeneità degli interventi che possono portare alla formazione di un avanzo di amministrazione. Alcuni derivano da regole contabili molto complesse, altri da delle evoluzioni anche da un punto di vista delle possibilità e delle opportunità di utilizzo delle risorse all'interno dell'anno, in modo da poter utilizzare, come qualcuno dei miei colleghi ha già sottolineato, preventivamente delle risorse europee, lasciando un po' indietro e magari non andando a utilizzare appieno, invece, delle risorse messe a disposizione dal bilancio regionale. Risorse che, peraltro, andranno a rimpinguare le opportunità e le possibilità di usarle in un contesto di investimento che è un contesto che sovente viene penalizzato all'interno della costruzione di un bilancio di previsione triennale, che deve fare attenzione a degli aumenti di spesa e, così come succede in qualsiasi famiglia valdostana, italiana e in generale, deve prima di tutto guardare alle spese correnti, alle spese di funzionamento della famiglia: mangiare, bere, far studiare i figli, metterli in sicurezza, trovare la possibilità di allestire il trasporto, mettere nelle condizioni di avere dei servizi sanitari all'avanguardia. Queste sono le priorità, per cui io non mi trovo assolutamente allineato con chi nei suoi interventi ha espresso un'esuberanza o un'abbondanza di fondi rispetto alle necessità dell'Amministrazione. I fondi sono qualcosa che quest'Amministrazione ha usato con attenzione, con parsimonia e con l'attenzione del buon padre di famiglia che prioritariamente utilizza le risorse che poi potrebbero sfuggire, per mantenere quelle che sono invece nelle sue competenze per poter fare delle altre iniziative, degli altri investimenti, proprio così come stiamo facendo.
Due considerazioni molto basiche, qualcuna è già stata sviluppata. Credo che questo approccio, questa voglia di dare una traccia e una continuità all'impostazione in questi anni del bilancio di previsione sia ancora rimarcabile all'interno delle iniziative che sono state sviluppate, con una trasversalità che è sempre più evidente. Poi, come diceva l'assessore Sapinet, bisogna che qualcuno si prenda in carico la spesa, l'investimento, la possibilità di renderlo poi fruibile, ma sono investimenti che molto sovente si intersecano tra vari Assessorati e danno questo segnale di collaborazione e di interscambiabilità dei bisogni, soprattutto in certi contesti. Il contesto dell'acqua è uno dei primi che ci viene a stimolare questo tipo d'attività e di condivisione, perché l'acqua è un bene che serve, dall'innevamento artificiale alla potabilità che viene garantita all'interno dei nostri acquedotti, a un utilizzo agricolo, a un utilizzo di produzione energetica, quindi ha delle attenzioni particolari che devono assolvere a 360 gradi a tutte queste necessità.
Più in generale, io credo che siano sottolineabili alcuni aspetti: quello della necessità della sicurezza del territorio e della sua cura, investimenti su attività che possano produrre e migliorare una fruibilità della nostra stagionalità per eccellenza, che è quella invernale sulle nostre montagne, ma che possano renderla fruibile anche nel periodo estivo e - perché no? - dieci, undici, dodici mesi all'anno. Le priorità sono quelle di continuare, anche con questi investimenti, a garantire il lavoro sul territorio, ad ampliare le opportunità di chi lavora nel turismo e a far crescere, anche con delle specializzazioni specifiche, chi si avvicina a un'attività particolare della montagna, un'attività che parla di territorio, un lavoro che parla di edilizia e che fa parte di quel ciclo virtuoso che, quando ci sono degli investimenti, può innescare anche lo sviluppo di nuove aziende sul territorio, di nuove professionalità, di nuovi investimenti ed è un circolo virtuoso; poi il sostegno tramite non solo dei finanziamenti ma soprattutto anche dei mutui, che sono l'essenza di quello che può essere l'accesso al credito in Valle d'Aosta. La percentuale di mutui prima casa e di mutui ristrutturazione che vengono sviluppati con fondi regionali è una percentuale molto importante sul totale del sistema bancario in Regione e gli oltre 30 milioni messi a disposizione di imprese e privati testimoniano di quest'attenzione, che non è un'attenzione una tantum, ma un'attenzione che ha fatto lievitare le disponibilità messe a disposizione dall'Amministrazione regionale che sfiora gli 800 milioni di euro a disposizione delle famiglie e delle imprese valdostane; poi ancora la programmazione garantita ai Comuni nelle loro attività di sostegno agli interventi, che sono poi quelli che danno le risposte concrete alla nostra cittadinanza, alle nostre famiglie, ai bisogni di manutenzione e di messa in sicurezza del nostro territorio.
All'interno di questo c'è qualcuno che ha detto che questo è un assestamento senza sogni. Io, al netto delle indicazioni e delle osservazioni che ha fatto il collega Chatrian, che ha avuto un approccio più ampio, quindi nel quinquennio, credo che, quindi al netto della ferrovia, degli impianti a fune, dell'aeroporto, della gestione del territorio, oggi siamo a parlare e abbiamo dato una dimostrazione con l'assessore Marzi, che ha voluto, assieme all'Azienda USL, lanciare quello che sarà l'investimento che premierà il lavoro e gli sforzi delle strutture dell'Amministrazione regionale, che da anni stanno lavorando per la costruzione del nuovo ospedale. Un nuovo ospedale che rimane per le sue caratteristiche una necessità, da una parte, ma anche un'opportunità molto importante per il territorio valdostano, un investimento da 200 milioni, una scelta strategica che chi ha gestito l'Assessorato negli anni ha cercato di portare avanti e che oggi, grazie alla tenacia di tutti quelli che ci hanno lavorato, può portare a un risultato concreto, che sarà sicuramente apprezzato e portato ad esempio dal nostro territorio.
Poi gli investimenti sugli impianti a fune. Penso che nulla fu più sogno di questo, nel senso che la Valle d'Aosta possa diventare, all'interno del panorama alpino, un punto di riferimento per le potenzialità e le possibilità di offrire dei servizi innovativi, con impianti di risalita moderni e all'avanguardia, credo che sia un motivo di rilancio anche di tutte quelle attività del territorio che guardano a questo tipo di opportunità, anche turistica e anche lavorativa, nel mondo tecnico, nel mondo della ricerca, nel mondo dell'ingegneria e che possono portare e attrarre anche da altri territori delle opportunità lavorative che possano essere sviluppate proprio qua da noi. Perché i sogni sono anche avere una diminuzione, così com'è stato in questi anni, della ricerca di lavoro, cioè aumentare i termini di occupazione sul nostro territorio, avere dei lavori che possano essere dignitosi e creare delle opportunità che attraggano capitali da fuori regione, non solo finanziari ma anche umani. Penso che sia un valore aggiunto e una di quelle cose a cui una buona amministrazione deve tendere.
Poi non dimentichiamo comunque che questo tipo di provvedimento, che non è solo amministrativo ma è anche un provvedimento capitale per il funzionamento dell'Ente Regione, è anche un momento all'interno del quale si possono cogliere delle fasi dove bisogna dare delle risposte a delle problematiche che non erano previste, ma anche a delle opportunità che si sono verificate, che possono rappresentare, sia per il territorio sia per i Comuni, così come per la Regione, così come per altre associazioni, delle opportunità di crescita e di investimento, nelle quali abbiamo cercato di dare con equilibrio una risposta importante, che sarà sicuramente percepita. Una risposta che va dai grandi piani strategici ai piccoli e a volte magari apparentemente insignificanti, investimenti, ma che per un territorio rappresentano il dare delle risposte ai residenti, mantenerli nel proprio contesto abitativo, permettergli di valutare diversamente il fatto di andarsene oppure di rimanere con le proprie famiglie sul nostro territorio. Ci sono poi delle situazioni che hanno affrontato la necessità di sicurezza in un territorio montano molto difficile. Gli investimenti fatti dalla Protezione civile anche sul sistema di radiotelecomunicazioni sul nostro territorio sono investimenti che permettono alla nostra Regione sempre più di affidarsi anche a delle manifestazioni internazionali che vivono la montagna a 360 gradi, con anche importanti manifestazioni che coinvolgono migliaia di persone e che devono poter garantire a queste persone il massimo della celerità, il massimo della reperibilità, il massimo della comunicazione sul nostro territorio, in qualsiasi tipo di condizione e in qualsiasi tipo di posizione esse si trovino.
Poi ancora le interazioni che si sono avute e che hanno portato degli investimenti importanti nella Bassa Valle su delle strutture, che, una volta rese più appetibili da un punto di vista anche energetico, possono dare continuità a dei posti di lavoro importanti di aziende nazionali che svolgono da anni un ruolo di primo ordine sul nostro territorio e che, per continuare a farlo, chiedono un tipo di collaborazione che possa garantirgli di poter continuare a lavorare con gli stessi benefici che altre Regioni e altre Comunità gli offrono. Questa penso che sia una visione di questo provvedimento tutt'altro che banale. Un provvedimento che è stato condiviso, probabilmente più di tanti altri che nel tempo sono stati presentati, che ha cercato di dare una risposta e una sintesi alle necessità del nostro territorio e di dare soprattutto delle risposte e un futuro alla nostra Comunità.
Presidente ? Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) ? Intervengo in replica per fare una considerazione relativamente principalmente a un aspetto che è stato giustamente oggetto di attenzione da parte della controparte del Governo regionale. Non entrerò sui vari aspetti, ma credo sia importante fare una giusta precisazione, soprattutto per quello che è stato un po' il leitmotiv della mia relazione di minoranza e che ho cercato di mantenere immutato nel corso delle varie volte che abbiamo esaminato i rendiconti di questa legislatura. Sicuramente - lo diceva anche qualcuno che mi ha preceduto - spesso si ha, passatemi il termine, un po' il vizio di confondere i bilanci di previsioni, i rendiconti, gli assestamenti. Questo è il magico mondo della politica, dove possiamo andare oltre le regole e quindi nella dialettica fare un po' "di tutta l'erba un fascio". Quando però si parla in particolare del rendiconto, e mi concentro sul rendiconto, si vanno ad analizzare, a commentare, ad approfondire dei risultati che sono il termine di un'attività e ci si concentra in particolare a livello di analisi sull'anno di riferimento, sui confronti degli anni precedenti e anche degli anni futuri.
I numeri che sono oggetto di analisi, di commento, di critica, di complimento non sono certo scritti da chi fa le relazioni o da chi fa i commenti, ma sono il risultato di un'attività, che nessuno va a criticare. Questo a me non piace, perché qualche volta si gioca un po' e su questo davvero non amo il fatto che si giochi un po' a dire che c'è qualcuno che punta il dito nei confronti delle strutture. Questo non è vero, le strutture vanno ringraziate sempre e comunque e il più grande ringraziamento - io lo dico sempre e l'ho sempre detto anche nella mia attività precedente, attuale e successiva, non politica -, il più grande complimento che si può fare a una struttura, sia essa pubblica o privata, è analizzare e smontare in senso positivo il bilancio e, meglio, i numeri che sono stati prodotti. Il più grande rispetto è analizzare il lavoro che è stato fatto, magari non con la dovuta profondità, perché non è possibile, siamo anche umani. Io sfido anche, perdonatemi se lo dico, quanti hanno letto la relazione sulla gestione 2024, come quelle precedenti, e a quanti magari si sono anche fatti due calcoli per capire qual è stato l'andamento di alcune missioni e di alcune tabelle.
Oggettivamente dico un'altra cosa e purtroppo ho questa deformazione professionale nel momento in cui in ogni relazione sulla gestione mi si presenta una tabella di previsioni definitive, impegni e relativa incidenza e poi si presenta una tabella molto più completa, per carità di dio, molto più interessante. L'ho proprio detto stamattina e ho voluto valorizzare quest'attività dove si inserisce anche la valutazione pluriennale, quindi del fondo pluriennale vincolato, che, al di là di essere una fortuna, è un obbligo contabile; anzi, ci permette di saggiare oggi quanto è poi la manifestazione economica di un evento successivo.
Tante valutazioni si sarebbero potute fare. Ho ritenuto opportuno rendere quanto più confrontabili le varie relazioni di minoranza. Avrei potuto scrivere molto di più, avrei potuto elaborare altre tabelle, perché comunque sia la tabella 4 della mia relazione, per banale e stupida che sia, è comunque una rielaborazione di numeri che sono stati fatti.
Avrei anche potuto valutare il peso degli impegni futuri sull'impegno complessivo, che, tra l'altro, è il 33%, non l'ho scritto perché non volevo neanche tediare ulteriormente i colleghi. Potevo anche fare una valutazione sulle incidenze delle economie e sugli stanziamenti. Ho preferito rendere confrontabili le varie relazioni.
Ho anche detto e ho cercato di rappresentare che cosa? Il fatto che in alcune situazioni, come la generazione dell'avanzo, non bisogna criticarla a sé stante, bisogna cercare di capire perché si è creato e chi dovrebbe cercare di capirlo, ancor di più della minoranza o di chi critica, è chi lo ha generato, ma non perché bisogna dare delle pagelle o dei voti, quelle le lascio al collega Chatrian, che simpaticamente parlava di pagelle, ma per capire dove si può migliorare, perché altrimenti noi oggi ci concentriamo sul rendiconto, ci concentriamo sull'assestamento, però ci perdiamo la programmazione, ci perdiamo il bilancio di previsione. Sicuramente siamo molto più attenti a misure o comunque documenti o provvedimenti normativi che mettono a disposizione prontamente delle risorse finanziarie, piuttosto che a quelle che definiscono la programmazione.
Ho anche cercato in alcuni passaggi della relazione di fare degli esempi di cose che possono essere successe - le banalizzo per spiegarmi - e che hanno impedito una manifestazione e un'incidenza puntuale sull'anno. Per carità di dio, faccio un esempio di una missione che non ho citato e che è stata in realtà indirettamente più volte citata: la missione 13 della tutela della salute ha degli impegni con imputazione sul 2024 pari a 367 milioni e ha giustamente una manifestazione futura, quindi un impegno futuro, pari a 190 milioni. Ci sono comunque... e cito quella perché ci sono delle spese che non si manifestano nello stesso anno, è una variabile, è un elemento. Ripeto, quindi, non è una critica. Quello che ho cercato di fare è stato un commento per valorizzare il lavoro che è stato fatto e per cercare di capire, secondo me, questa è la vera sfida, perché alcune situazioni che si sono già presentate nel 2023, che si sono presentate nel 2022, che si sono presentate nel 2021 e magari anche precedentemente, si presentano anche oggi, perché questo dovrebbe fare chi giustamente critica.
Poi io posso dirvi: secondo me, lo stanziamento all'articolo 9 non è corretto, ne proponiamo un altro. Infatti, abbiamo anche proposto degli emendamenti. Abbiamo sempre cercato di essere pratici pur sapendo che tanto ce li boccerete, perché oggettivamente, perdonatemi, sono al quinto anno e so come vanno a finire le cose, ma uno si impegna comunque perché è pagato per fare questo. Così come io sono sicuro che le strutture si siano impegnate per dare il meglio e si impegnino ancora a dare il meglio, ma, ripeto, quello che ho cercato di fare è stato fare un'analisi che potesse almeno servire a qualcosa, perché ogni tanto, quando si fanno delle relazioni di minoranza e non soltanto, sembra di fare delle cose inutili.
Faccio un ulteriore passaggio. È vero, in alcuni casi - e meno male che la vita funziona così - le cose dipendono dal caso. Non siamo certo noi a poter sapere quante persone aderiranno a un bando, parteciperanno a una procedura sportello, di converso però voglio sottolineare che, quando presentiamo delle proposte di legge, viene chiesto ai singoli Consiglieri di stabilire quanto può essere la quantificazione finanziaria di un determinato provvedimento, quindi noi dovremmo sapere quante persone vanno allo sportello a rispondere a una proposta che facciamo. Per carità di dio, siamo sicuramente più avvezzi alle arti divinatorie, noi che stiamo da questa parte del tavolo, però non chiedeteci altrettanto. Se quindi ogni tanto si fa una giusta critica, è per capire se ci sono delle cose che non vanno.
Non l'ho voluto sottolineare, spiego anche perché a un certo punto ho parlato dell'incidenza inferiore al 65% del rapporto tra gli impegni e le previsioni di 9 missioni su 19. Perché, se noi andiamo a vedere l'incidenza che c'è stata dal 2020 al 2024 - e non sto parlando delle partite relative alla missione 99, che sono per conto terzi, e i 20 dei fondi accantonamento - noi abbiamo un andamento che purtroppo - dico "purtroppo" - passa dal 74% del 2020 al 61% del 2024.
Ho cercato quindi una visione intermedia, ripeto, non per dare dei voti, non per dare delle pagelle, ma per cercare di lasciare un qualcosa di concreto a chi verrà o a chi c'è ancora oggi, perché comunque io mi auguro che una critica di questo tipo possa servire più alle strutture, alla politica e a noi stessi, piuttosto che a una critica becera dove potevo dire che va tutto male, perché altrimenti mi sarei potuto fermare, anzi, dire che non va assolutamente bene perché l'avanzo disponibile è ancora alto: 277 milioni, l'anno scorso era 294. Devo spiegare il perché, devo dire che cos'è che non funziona, perché altrimenti a che cosa serve l'opposizione? Soltanto per criticare beceramente? No, almeno questo è il punto di vista del sottoscritto e del gruppo del Rassemblement Valdôtain. Penso che altri colleghi di opposizione e di maggioranza condividano quest'impostazione.
Nessuno quindi ha voluto criticare le strutture, nessuno ha voluto criticare voi del Governo in maniera becera, ho cercato di argomentarlo. Spero che la relazione, questa come le altre, possa servire. Se non serve, che vi devo dire? Io il mio l'ho fatto e auguro a tutti voi buon lavoro.
