Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4763 del 5 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4763/XVI - Reiezione di mozione: "Incarico ad un soggetto esterno per la definizione dello stato attuale di alcune specie di animali selvatici".

Bertin (Presidente) - 31 Consiglieri presenti, riprendiamo con l'analisi dell'ordine del giorno. Punto n. 8.

Per presentare la mozione si è prenotato il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Torniamo a parlare di fauna selvatica con questa mozione che potrebbe, sulle prime, apparire addirittura un po' una replica di uno dei nostri ordini del giorno a proposito del Piano faunistico e venatorio, dove dicevamo che, a proposito dei modelli di valutazione ambientale, sarebbe opportuno adottarli e quindi magari affidare a un soggetto esterno la creazione di questi modelli.

Qui parliamo invece di una cosa che peraltro nasce da prima, perché questa mozione è stata depositata prima del Consiglio in cui poi abbiamo discusso il Piano faunistico venatorio e nasce invece da un fatto specifico, cioè da una relazione tecnica relativa alla situazione della quarta circoscrizione venatoria, dove gli uffici regionali rispondono a delle preoccupazioni, a una missiva dei cacciatori che insistono su quel territorio.

Noi, quindi, nel richiamare altra interpellanza, mi pare a prima firma del collega Manfrin, oggetto N. 4647, iscritta al punto n. 47 dell'ordine del giorno dell'adunanza del 16 e 17 aprile 2025, e trattata poi il 17 aprile, che aveva ad oggetto specificamente il tema della consistente riduzione di alcune specie di animali selvatici, in particolare camoscio, capriolo e cervo;

esaminata sia la relazione tecnica prodotta all'inizio del corrente anno - a cui facevo già cenno prima - dall'ufficio fauna selvatica e ittica, su istanza di alcuni cacciatori della quarta circoscrizione venatoria, sia le successive e conseguenti deduzioni di Federcaccia Valle d'Aosta;

raccolte anche le osservazioni di alcuni specialisti del settore, gente di comprovata esperienza che si occupa ormai da anni di fauna selvatica;

valutate le conclusioni riportate in questa relazione - che adesso poi andrò magari un po' a sviscerare meglio e a dettagliare - che individuano le cause della drastica riduzione della consistenza della fauna selvatica regionale, soprattutto delle specie (come dicevamo) del cervo, camoscio e capriolo, ma non solo in realtà, che individuerebbe queste cause nella riduzione intanto nel numero dei cacciatori e nel conseguente peggioramento della qualità e della quantità dei censimenti, nel prelievo illecito e, solo in via residuale, nella pressione generata dalla predazione del lupo;

considerato che il contenuto di questa relazione evidenzia non solo una certa confusione, perché è inevitabile, ma lo vedremo poi un poco meglio, soprattutto una carenza di proposte per risolvere queste problematiche già citate anche peraltro nelle deduzioni di Federcaccia, dove comprensibilmente si reagisce un poco all'imputazione quasi totale del fenomeno ai cacciatori, o comunque alla loro scarsa collaborazione nei censimenti;

ritenuto poco obiettivo l'approccio dell'ufficio regionale, il quale, praticamente, si autoassolve - poi vedremo che non è neanche del tutto vero - da qualsiasi anche minima responsabilità;

atteso che in altre regioni che vivono nella stessa nostra situazione in realtà la fauna selvatica (quanto meno per certe specie) risulta in aumento, cosa dice questa relazione tecnica?

Riferendosi a tutto il territorio regionale in realtà, anche se parte da delle criticità specifiche della Quarta Circoscrizione (che, per intenderci, è quella che comprende i Comuni che vanno da ovest a est, da Jovençan, Gressan eccetera fino a Saint-Marcel, quindi Nus, Pollein, Quart, Saint-Christophe e Fénis), la relazione dice che si prende in esame la situazione generale della regione e si dice che c'è stata una sostanziale evoluzione numerica, che è un eufemismo, dovuta a diversi fattori. Evoluzione numerica vuol dire un grosso calo per intenderci, perché francamente mi sembra un po' scritta da un politico, non certo da lei Assessore ma sicuramente è un po' politichese questa relazione - e cosa ci dice? Dà degli schemi, dei numeri importanti, che per esempio ci fanno capire che il cervo, per fare un esempio, da 2.105 capi nel 2023 è passato a 1.516, quindi in un anno -589 capi, cioè il 28% in meno, e mi sembra un dato davvero preoccupante.

Il camoscio sostanzialmente è abbastanza stabile, il capriolo invece è quello che soffre di più, l'abbiamo già visto anche in altre iniziative trattate in questo Consiglio: per il capriolo, dal numero massimo del 2018 che era di 6.648, siamo arrivati nel 2024 a 2.952, quindi un -55%.

Questo lo definirei non tanto una sostanziale evoluzione quanto un crollo inesorabile e inarrestabile.

Dice questa relazione che sostanzialmente tutte le specie hanno subìto delle diminuzioni - con il caso più eclatante del capriolo, ma anche il cervo non scherza - e le cause possono essere molteplici. Esordisce dicendo che il numero dei cacciatori con il carnet "A", quindi il carnet relativo agli ungulati, è calato del 10%, e questa riduzione potrebbe (dice la relazione) aver influito sulla quantità e sulla qualità dei dati raccolti, perché, come sappiamo, i cacciatori partecipano, non tutti, ma molti partecipano ai censimenti.

Poi si parla - e questo era stato oggetto anche dell'iniziativa di cui dicevo prima del collega Manfrin - del discorso sugli eventuali prelievi illeciti, cioè si parla di eventuali prelievi illeciti ma si dice: "Non avendo dati a disposizione sulla sua influenza non è possibile fare supposizioni in merito", quindi sostanzialmente si va a individuare una delle cause principali di questo calo nei prelievi illeciti, senza però dire se ci siano, addirittura non solo quanto sarebbero consistenti ma se ci siano. Come dire: c'è un'epidemia di una malattia che viene da Marte ma non è detto che sia arrivata, quindi chi lo sa? Davvero è preoccupante, perché un ufficio che si occupa solo di questo e deve fare degli studi scientifici, rigorosi e monitorare la situazione della fauna selvatica che è un elemento fondamentale della nostra regione... davvero fa un po' preoccupare.

C'è poi tutta la tabella del tasso teorico di prelievo, cioè quella che è stata praticamente la strategia di prelievo di questi animali e il successo di caccia che, naturalmente, sono percentuali che non coincidono: il tasso teorico di prelievo è quello che viene valutato dagli uffici come possibile e sostenibile per una specie, il successo di caccia naturalmente è l'effettivo prelievo che poi avviene a seguito dell'attività venatoria.

Vediamo anche qui dei dati e dei numeri interessanti, perché, per esempio, per il capriolo nel 2023 il tasso teorico di prelievo era il 12,1%, con un successo di caccia del 73%, che significa (questo dato non è riportato ma, secondo me, andava riportato perché è significativo perché poi è il dato reale) in effetti -8,83% di tasso di prelievo effettivo.

Nel 2024 dal 12,1% si passa al 5,8%, quindi è evidente che si è capito tardivamente -perché il crollo era già iniziato dal 2019 - che anche il tasso di prelievo doveva essere di molto ridotto, perché altrimenti probabilmente questo animale avrebbe subìto conseguenze ancora peggiori. Il tema è: "Se dal 2018, 2019 in particolare, cominciamo ad avere un calo molto consistente di questa specie, perché non ci si è mossi prima? Perché si è arrivati a passare dal 2022 da un 16,3 di tasso teorico di prelievo, al 2023 al 12,1 e al 2024 addirittura al 5,8?" Neanche la metà. Vuol dire che hai sbagliato qualcosa nelle previsioni, perché se da un anno all'altro dimezzi il tasso di prelievo, evidentemente avevi sbagliato qualcosa prima, non avevi una chiara consapevolezza della consistenza della specie, questo è indiscutibile.

La stessa cosa, anche se in modo meno grave, succede per il cervo: abbiamo un tasso teorico di prelievo nel 2023 del 35,8 con un successo di caccia del 66%, che vuol dire in realtà un tasso reale del 22% di prelievo.

Questi dati quindi ci fanno già comprendere come purtroppo per l'attività svolta da questi uffici abbiamo una sostanzialmente incertezza nel muoversi, perché davvero c'è stata evidentemente una mancata consapevolezza e quantomeno comunque una mancata comunicazione della situazione perché, l'abbiamo già detto, per esempio per il cervo: qui abbiamo comunque un calo consistente, in altre regioni - in un articolo del 21 marzo 2025, si parla dell'Alto Adige: "Cervi, presenza raddoppiata negli ultimi 20 anni, registrati fino a 10 mila capi in tutta la provincia" - abbiamo un trend assolutamente contrario a quello della nostra regione.

Cosa si dice in questa relazione a proposito del capriolo che è la specie più a rischio, più colpita da questo calo demografico? "La drastica riduzione del capriolo è stata probabilmente" - quindi di certezze proprio non ce ne sono - "l'effetto congiunto di più variabili. Un piano di prelievo medio che si è testato attorno al 18%, con una buona resa in termini di successo di caccia", a me non sembra poi particolarmente un successo ma questo naturalmente è imputabile sempre agli uffici, perché sono gli uffici che stabiliscono i tassi di prelievo, "Già sottopressione della predazione del lupo", finalmente viene fuori anche il lupo che, probabilmente, invece qui ha una responsabilità un po' maggiore rispetto a quella che qui si cerca di adombrare ma neanche troppo, "Dalla possibile competizione del cervo, anche la qualità dei piani di prelievo potrebbe avere influito", è sempre tutto molto condizionale, è per quello che parlavo prima di un po' di politichese, perché di certezze non ce ne sono in questa relazione.

Se pensiamo che questo, ribadisco, è l'ufficio preposto a fare questo, davvero ci fa un po' preoccupare, anche la sex ratio, cioè stabilire se prelevare femmine piuttosto che maschi in che proporzione eccetera, probabilmente - si capisce, non è scritto esplicitamente - è stata sbagliata.

Abbiamo quindi un dato certo: dal 2019 in poi stava crollando il numero dei caprioli ma, a quanto pare, ci si è accorti soltanto l'anno scorso di questa situazione così pericolosa.

Le conclusioni: per non tediarvi troppo, poi magari qualcuno interverrà e avremo modo anche di specificare meglio questi risultati e questa situazione; le ragioni: quando si va a identificare e a enucleare le ragioni per le quali ci sarebbero questi cali in particolare per questi ungulati; il capriolo ha subìto sicuramente l'azione predatoria del lupo, ma anche un cospicuo piano di prelievo prolungato nel corso del tempo, e già questa è una dichiarazione di colpevolezza, se vogliamo, perché, se c'è un costante decremento e tu solo dopo 5 o 6 anni te ne accorgi e modifichi il piano di prelievo, probabilmente c'è qualcosa che non funziona.

Poi si torna al discorso che mi sembra un po' surreale davvero, l'ho già accennato prima: un'ulteriore possibilità da prendere in considerazione sono gli abbattimenti illeciti: "Tali prelievi, se presenti, possono avere influito pesantemente". Francamente questo fa sorridere ma anche preoccupare, perché dire che questi prelievi possono aver influito pesantemente ma non sappiamo se ci siano stati... poi alla fine è questo che viene detto espressamente, la frase questo significa.

Ma allora, scusate, se non si sa se ci siano, un ufficio che è preposto a questo o fa qualcosa per capire se ci siano o meno o sennò non ne parla nemmeno, perché in realtà, se l'analisi scientifica è questa, davvero io mi chiedo come si possa risolvere un problema, perché non si può risolvere un problema in questo modo, cioè se attribuisci a un fattore un elemento determinante o probabilmente determinante, ma non sai se esista, questo davvero è abbastanza surreale; lo dico proprio espressamente: io non sono particolarmente un esperto, però davvero mi sembra un sistema di ragionamento che crea dei problemi, qualsiasi fosse la materia da trattare in ordine a individuare una problematica e le relative soluzioni.

Diciamo che queste sono le cause che, come abbiamo visto, in realtà non vengono identificate e, anzi, se ne adombrano alcune che in realtà però non si sa se esistano.

Per quanto riguarda invece le soluzioni, anch'esse mi sembrano davvero una dichiarazione d'incapacità sotto questo profilo; non voglio offendere nessuno, naturalmente, ma è evidente che dire che per il capriolo, per esempio, bisognerebbe ridurre al minimo il prelievo per almeno 3-5 anni, chiudere la caccia alla specie dove le densità sono vicine alla densità-soglia definita dal piano faunistico regionale e portare la sex ratio degli abbattimenti a uno a uno, non so se queste misure possano essere sufficienti, visti i risultati e vista la tardività con la quale s'interviene, ci pare che non sia un granché di soluzione questa qua.

"Cessare i prelievi": per carità, io non voglio difendere nessuna categoria, ma abbiamo visto che il prelievo reale di fronte a un tasso di prelievo teorico del 5,8% per un capriolo con un successo di caccia che si può ipotizzare attorno al 66-70%, come gli anni precedenti - dico così perché per il 2024 non viene riportato - allora un tasso di questo genere significa il 4%.

Io non so se riducendo questo prelievo venatorio, e quindi aggiungendo il 4%, si possa risolvere il problema, non credo proprio, quindi è evidente che diventa difficile poter fare affidamento su una relazione di questo genere che poi, per chiudere il cerchio, alla fine poi ci sono anche delle conclusioni; ora si parla di problematiche che si cerca di sfocare e di sfumare, si parla di possibili soluzioni che sono, a mio avviso, molto modestamente davvero poco incisive e poi si fanno anche delle conclusioni in questa relazione con delle prospettive future, dicendo che c'è da migliorare una gestione e si torna di nuovo a puntare il dito sui cacciatori.

Permettetemelo, ma, come dico, non sto qui a difendere nessuno ma davvero si parla di mancata volontà di rinnovarsi da parte di molte parti sociali, ma noi non possiamo fare affidamento su dei volontari - che peraltro negli ultimi anni non è che siano stati trattati così bene - perché abbiamo visto con la vicenda della pernice bianca e della lepre variabile, quando si è trattato di chiudere si è chiuso al volo senza avere dati scientifici e quando si è trattato di riaprire ci sono voluti mesi, mesi e mesi prima di fare questa attività contraria e altre situazioni, per cui non credo che ci sia tutto questo entusiasmo da parte di soggetti che lo fanno sicuramente per passione, che qualche volta vengono anche accusati evidentemente, seppur velatamente, di fare dei prelievi illeciti, che non vengono informati particolarmente perché solo in casi in cui si chiede e si stimola - perché questa relazione nasce da uno stimolo fatto proprio da una circoscrizione specifica - gli si risponde in qualche modo, peraltro secondo me in un modo insoddisfacente, ma comunque gli si risponde finalmente, è evidente che non credo che sia il modo per fidelizzare e per incentivare i cacciatori a partecipare a questi censimenti, quindi non è questo il problema, non è la non partecipazione dei cacciatori a mio avviso, come torno a ripetere da profano, che crea il problema. Il problema è che questi animali sono in drastica diminuzione e ci sono sicuramente dei fattori naturali che incidono su questo, ma questo ufficio pare non aver ben chiarezza di quali siano i problemi, o meglio, i problemi sì, ma neanche tanto, perché se ne accorge un po' tardivamente, ma comunque quali siano le soluzioni, soprattutto o la linea, la progettualità, l'idea da perseguire.

Davvero quindi il nostro stimolo, Assessore, era l'altra volta quello di parlare di modelli di valutazione ambientale e in questo caso invece, con un'impegnativa, di dire che sarebbe forse opportuno commissionare a un soggetto esterno, all'ufficio regionale fauna selvatica ittica, uno studio - scientifico, questo - finalizzato alla definizione dell'attuale stato quantitativo e qualitativo delle specie selvatiche del cervo, del camoscio e del capriolo, a individuare le cause della loro diminuzione, le azioni necessarie, anche relativamente e chiaramente alle modalità del prelievo venatorio, per evitare il loro ulteriore decremento che ci pare essere arrivato ormai a un punto quasi di non ritorno.

Facciamo quindi attenzione, la fauna selvatica è una componente imprescindibile dell'habitat della nostra regione che ha delle caratteristiche particolari, che quindi non può prescindere dalla resistenza della fauna selvatica, come credo comunque dappertutto, ma per noi in particolare, quindi bisogna dedicare particolare attenzione e relazioni come queste non possono soddisfarci.

Presidente - La mozione è stata illustrata. La discussione generale è aperta.

Si è iscritta a parlare la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Abbiamo esaminato il testo di questa mozione e anche i documenti che vi vengono citati e su quello che riguarda la diminuzione della fauna selvatica i dati riportati nei documenti, in ultimo anche nel piano faunistico venatorio, sono abbastanza chiari. È un fatto che, rispetto al 2018, la fauna selvatica sia diminuita.

Si mantengono, mi pare grossomodo, i numeri senza grandi variazioni del camoscio, mentre c'è un calo significativo dei cervi, mi pare si possa parlare del 30-40% e poi chi soffre di più sono i caprioli che sono sostanzialmente dimezzati, ma sono dati di cui abbiamo già parlato anche in precedenti occasioni e che sono comunque in qualche modo conclamati.

Appurata la diminuzione del numero dei capi presenti sul territorio, ci sono poi delle valutazioni da fare e questa mozione, facendo riferimento alla relazione tecnica prodotta dall'Ufficio sulla fauna selvatica, fa sostanzialmente, mi pare, una critica e io lo vedo anche un po' come un attacco agli uffici.

Noi crediamo che il lavoro degli uffici regionali che si occupano della fauna selvatica sia un lavoro fatto in maniera corretta ed esaustiva e che, soprattutto per quello che riguarda il piano faunistico, sia preciso sui dati.

Crediamo anche che ci sia una posizione equilibrata da parte di quest'ufficio che fa delle valutazioni tecniche e poi ovviamente c'è chi si occupa della parte politica e di alcune decisioni che poi vengono prese - decisioni sulle quali abbiamo più volte manifestato o contrarietà o delle perplessità - ma se rimaniamo all'oggetto anche della mozione, perché poi nel suo impegno chiede di commissionare ad un soggetto esterno all'ufficio che abbiamo appena elencato, in qualche maniera è un attacco alla Regione, perché, se si pensa che gli uffici preposti non siano sufficientemente adeguati e non abbiano gli strumenti magari per farlo, si dice che le cose non funzionano.

Noi crediamo che non sia così, che i dati riportati siano corretti, abbiamo fatto anche noi riferimento a persone di comprovata esperienza che si occupano di fauna selvatica da molti anni e crediamo che si sia di fronte a una situazione della quale bisogna prendere atto: bisogna prendere atto che c'è una diminuzione della fauna che è dovuta a molteplici fattori e, tra l'altro, è corretto, a nostro avviso, ciò che l'Ufficio dice, cioè che la predazione del lupo, perché poi in sostanza parliamo anche di questo attraverso questa mozione, incide ma non così significativamente e incidono anche gli abbattimenti.

Allora, di fronte ad una situazione di calo della fauna, per quella che è la nostra posizione, bisogna rivedere il piano degli abbattimenti e deve essere rivisto in forma più restrittiva.

Tra l'altro si dice appunto che c'è un aumento della predazione del lupo, e anche questo è un dato di fatto, ma il lupo è un predatore per definizione, e la selezione che opera è diversa da quella che operano i cacciatori, tra l'altro, perché è appurato scientificamente che la selezione del lupo è quella che va ad attaccare, e quindi a predare, i capi più deboli, mentre mi sembra sia abbastanza notorio che la caccia, e quindi il cacciatore, cerchi di prendere l'esemplare più bello, ma questa è una cosa che va abbastanza da sé.

L'altra questione riguarda anche il fatto che, così come è organizzata attualmente la caccia - ed è una delle cose che ho imparato perché non lo sapevo in maniera così precisa - è che si può sparare fino ad un'ora dopo il tramonto. Questo significa che tutta una serie di capi che possono essere colpiti, e quindi abbattuti da parte dei cacciatori, poi essendo che diventa buio non vengono in tanti casi neppure poi recuperati e dai dati che abbiamo raccolto si dice che si arriva al 15% di cervi, in questo caso il dato che ho trovato riguardava i cervi, 15% che va perduto.

Ci sono quindi tante cause che possono portare anche alla situazione che è stata evidenziata dai cacciatori.

Io credo che si debba essere anche un poco realistici, di fronte a una diminuzione della fauna dobbiamo preoccuparci non soltanto del piano di abbattimento ma dobbiamo anche metterci nella testa che la fauna selvatica, in una regione come la nostra, è anche una delle attrattività che ci possono essere per i turisti e per i residenti, ormai si avvistano sempre meno degli animali selvatici e credo che questo richieda anche una riflessione.

Sul fatto di affidare a un soggetto esterno all'ufficio regionale lo studio a noi sembra davvero poco opportuno e ci sembra anche poco rispettoso di un lavoro che viene fatto, mi sembra anche da tanto tempo, da persone che hanno una conoscenza del territorio in particolare e una preparazione che non credo debba essere messa in discussione.

Sappiamo che un tempo erano assegnati ai cacciatori mi pare due ungulati e mezzo a testa, adesso arriviamo a uno, ci sono delle circoscrizioni che sono più penalizzate probabilmente, ma i dati ci dicono questo, quindi andare a fare uno studio - non si capisce poi bene affidato a chi e con quali criteri - in buona sostanza per dire che bisogna aumentare la possibilità di abbattimento a me sembra una proposta che non deve essere accettata, per cui noi non voteremo questa mozione e ci sembra anche davvero poco corretto che si definisca quest'ufficio come poco obiettivo.

Presidente - Consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (RV) - Sembra opportuno anche da parte del nostro gruppo fare due o tre precisazioni a fronte di questa mozione, mozione che va nell'ottica di salvaguardare la fauna selvatica della nostra regione e che, come si è capito già in tutte le azioni che abbiamo fatto in questa legislatura, l'attenzione nostra come gruppo è riguardo alla protezione della fauna selvatica, al controllo e a tutta una serie di attività che vanno a regolare la fauna selvatica, ma anche tutta una serie di attività antropiche e anche l'attività venatoria.

Mi dispiace che, quando portiamo all'attenzione tematiche o interventi riguardo questa tematica, il cacciatore venga un po' dipinto come quello che vuole distruggere tutto il mondo faunistico. Andiamo ad analizzare i dati. Ringrazio per l'illustrazione il consigliere Sammaritani, che ha precisato tutta una serie di dati dove vengono sottolineate tutta una serie di tematiche, numero di cacciatori e quant'altro; se pensiamo che diminuiscono i cacciatori, anche in passato vi erano le probabilità di qualche prelievo illecito, è un numero che non si può controllare, perché, se l'autorità competente non ne viene a conoscenza, logicamente questo reato non c'è.

C'è una piccola possibilità di questo margine di prelievi illeciti - che penso avvenga in questo periodo come è avvenuto anche in tempo passato e sono quantitativi sicuramente di piccola entità - anche se prima la situazione e l'attività venatoria veniva gestita in un certo modo, il numero di animali continuava ad aumentare, oggi invece ci troviamo in una situazione inversa, cosa che noi abbiamo denunciato più volte e purtroppo con l'arrivo del lupo nella nostra regione anche tutta una serie di modi di vivere della fauna selvatica è dovuto cambiare e non è cambiata così velocemente perché non si è potuta abituare agli attacchi dei lupi o dei canidi e quant'altro, logicamente ha dovuto abituarsi e cercare di proteggere le specie più deboli.

I dati lo confermano ma noi lo avevamo già detto a priori che se non c'era un controllo a monte di questo predatore il rischio che le popolazioni di alcune specie (come quella del capriolo e in seguito anche quella del cervo) potevano avere una diminuzione dei capi a seguito degli attacchi, perché logicamente se abbiamo il predatore che da molti anni non c'era nella nostra regione, poi viene introdotto o arriva nella nostra regione e di qualcosa si deve nutrire, qualche pasto se lo cerca dove forse non è proprio il suo habitat, ad esempio gli animali domestici, però logicamente le specie che sono più deboli sono quelle che oggi - e lo vediamo dai dati - subiscono un calo.

Cosa dire di questa mozione? Noi sosteniamo tutte le iniziative portate in quest'aula per approfondire e dare supporto anche agli uffici competenti per capire quali siano le modalità per poter portare avanti le iniziative per proteggere queste specie che oggi rischiano un calo della popolazione, e in alcuni casi anche magari non proprio il rischio di estinzione, perché non dimentichiamoci che nelle regioni vicino alla nostra il numero di caprioli - come sottolineato anche dal consigliere Sammaritani - non è così in diminuzione, bisogna anche tener conto di tutta una serie di fattori: se ci avviciniamo al vicino Canavese, ad esempio, i caprioli sono molto più numerosi, sono molto più presenti e sono anche molto più pesanti perché hanno molta più alimentazione a disposizione, perché si trovano in un clima più mite, a diversità della nostra regione dove dobbiamo anche poi tener conto (al di là di tutte le predazioni e dei prelievi) anche dell'aspetto climatico: in determinati situazioni, in determinati anni le precipitazioni nevose e anche i cali di temperature vanno a creare degli scompensi e delle carenze alimentari a questi animali e, di conseguenza, dopo una lunga sofferenza alimentare possono indebolirsi ed essere più di facile predazione, perché logicamente quando non hanno la possibilità di nutrirsi e di avere le forze necessarie - come ha detto la collega Minelli - i più deboli sono di più facile attacco.

Adesso che il lupo scelga solo i più deboli, quello io lo lascio dire a qualcun altro perché non ne avrei la certezza, perché il lupo penso che vada e si nutrisca di quello che è un po' più di facile preda, ma non è che stia a guardare proprio gli animali un po' più scarsi e lasci quelli più belli ai cacciatori. Io non penso che sia così, comunque ognuno ha le sue visioni e logicamente è giusto che le espliciti.

Noi, piuttosto che andare a dare un incarico esterno, daremmo forza a tutti gli uffici competenti per approfondire questo; noi siamo a disposizione, eventualmente io penso che anche il Presidente della III Commissione e tutti i Commissari siano a disposizione per fornire ulteriori dati e per capire cosa è successo, se il calo di queste popolazioni riguardi solo esclusivamente dei possibili prelievi illeciti o sia dovuto all'alto numero di predazioni o ad altre coincidenze che possono creare dei danni a queste popolazioni di animali.

Noi siamo a disposizione per affrontare anche eventualmente in Commissione... aspetteremo la risposta dell'Assessore, se ci fosse una modifica di questa mozione noi la sosterremmo, perché è nell'ottica del nostro gruppo di dare e approfondire il più possibile queste tematiche.

Io, a differenza della collega Minelli, la certezza che un ufficio non sbagli mai niente non ce l'ho, sicuramente hanno le competenze e hanno anche molti dati e hanno anche a disposizione degli strumenti che forse noi non sempre abbiamo, però se tutti questi dati e gli approfondimenti, frutto di testimonianze anche di fuori, li portiamo in queste sedi per dare forza al documento che abbiamo approvato lo scorso Consiglio per dare più forza alla tutela di questi animali....

Voglio ancora soffermarmi sui censimenti, che praticamente sono effettuati grazie a un gesto volontario da parte dei cacciatori, io non saprei quale sia l'altra forma di metodo di controllo di tutta la fauna selvatica, anche gli orari di uscita al mattino, ovvero 05:00-06:00 del mattino: non è che tutti siano disposti a fare delle uscite per andare a contare gli animali.

Poi tengo a precisare che, dietro ai censimenti effettuati dai gruppi di cacciatori nelle varie circoscrizioni c'è anche il controllo del Corpo forestale e so io, e posso affermarlo, che è già successo che abbiano fatto rifare dei censimenti, perché secondo gli studi e anche i dati che avevano al Corpo forestale non c'era il numero di animali sufficiente e hanno fatto riconteggiare gli animali, a volte anche per manifestazioni che si fanno nelle zone, che magari disturbano un po' la fanno selvatica; quel mattino che si fa il censimento magari ci sono dei dati che dimostrano la ridotta popolazione su varie specie, a volte lo fanno anche rifare.

Io penso che sul nostro territorio ci sia un controllo abbastanza capillare, non potremo avere la certezza dei dati di tutti gli animali che abbiamo nella nostra regione, ma sicuramente una linea e un dato medio sicuramente ce l'abbiamo.

Aspettiamo la risposta dell'Assessore. Così com'è noi la mozione non la sosterremo, anche se condividiamo l'iniziativa e l'impegno per la tutela di tutte queste specie animali. Siamo però a disposizione, adesso aspetteremo la risposta da parte dell'Assessore per eventualmente altre azioni in Commissione o quant'altro per approfondire meglio la tematica.

Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.

Ganis (FI) - Ho avuto modo, in passato, di disquisire con il collega Sammaritani e anche con Federcaccia su questa tematica. Il calo di alcune specie cacciabili nella nostra eegione non è una novità, l'ha anche ricordato la collega Minelli.

Permettetemi, già nel lontano 2023 il sottoscritto lo evidenziava presentando una serie d'iniziative, appunto volte a segnalare questa criticità, quindi il calo di queste specie diciamo che non è, appunto, una novità.

Oggi il nostro gruppo di opposizione ha esaminato la mozione presentata dal gruppo Lega in merito alla preoccupante riduzione di alcune specie di animali selvatici cacciabili - come il camoscio, il capriolo e il cervo - e desidera esprimere la propria posizione in merito.

La mozione, a nostro avviso, ha il merito di portare all'attenzione del Consiglio regionale una problematica significativa: c'è questo calo di alcune specie di animali selvatici.

A nostro avviso questo è un passo importante e fondamentale per affrontare questa questione che necessita di risposte urgenti.

Mi permetta il buon collega Sammaritani: questo non è un dato che riguarda solo la circoscrizione n. 4, credo che anche l'Assessore lo sappia benissimo, ma riguarda anche le altre circoscrizioni.

L'impegno richiesto al Governo regionale di commissionare uno studio scientifico a un soggetto esterno a nostro avviso è un punto di forza, perché tale approccio garantisce maggiore obiettività dell'analisi, superando le possibili autoreferenze paventate dalla mozione stessa nei confronti dell'ufficio regionale. Uno studio indipendente, a nostro avviso, può fornire dati più precisi e attendibili. Questo - e mi dispiace collega Minelli - non vuol dire avere poca fiducia nei confronti degli uffici preposti.

A nostro avviso la mozione quindi non si limita soltanto a chiedere una definizione dello stato quantitativo e qualificativo delle specie cacciabili, ma mira anche a individuare le cause della loro diminuzione e le azioni necessarie per evitare l'ulteriore decremento. Questo, a nostro avviso, denota un approccio orientato alla risoluzione del problema.

Includere le modalità di prelievo venatorie tra gli aspetti da analizzare nello studio scientifico è opportuno, ricordiamo che il ruolo della caccia, quello dei cacciatori - di cui io faccio parte, come anche il collega Planaz - è un fattore rilevante (e l'abbiamo già più volte evidenziato) nella gestione della fauna selvatica e deve essere considerato in ottica di sostenibilità.

Infine la mozione fa riferimento alle deduzioni di Federcaccia Valle d'Aosta, dimostrando appunto l'ascolto e l'attenzione verso le osservazioni di soggetti direttamente coinvolti e portatori d'interesse.

A nostro avviso, quindi, per queste ragioni, noi, come gruppo di opposizione, valuteremo positivamente l'intento della mozione per affrontare queste problematiche, in particolare la proposta di uno studio scientifico esterno e indipendente.

Riteniamo che tale iniziativa sia cruciale per ottenere dei dati oggettivi e per orientare le future politiche di gestione faunistica nella nostra regione.

Presidente - In discussione generale della mozione ci sono altri interventi? Qualcun altro vuole intervenire? Non vedo altre richieste... Consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Soltanto una doverosa replica, credo, alle dichiarazioni, a quanto affermato dalla collega Minelli.

La tecnica, secondo la quale - ormai un po' di esperienza ce l'ho - tutte le volte che si dice che qualcuno potrebbe fare di meglio diventa un attacco diretto agli uffici non funziona, o almeno non dovrebbe funzionare, nel senso che noi abbiamo rilevato delle criticità in una relazione che evidenziano un'evidente difficoltà a individuare certi problemi che devono essere affrontati in modo scientifico, in modo rigoroso, con l'individuazione di soluzioni che dovrebbero essere altrettanto scientifiche e rigorose, quindi non si tratta di un attacco diretto agli uffici che possono avere tutti i problemi del mondo, e io non so quali possano essere (essere sotto organico, non avere specialisti particolari in una determinata branca scientifica...) io questo non lo so e non mi interessa neanche più di tanto; prendo atto dei risultati.

Così come già in passato, quando si parlava delle problematiche della sanità, qualcuno si alzava dicendo: "Non potete attaccare i medici o gli infermieri" ed era tutt'altra cosa; la stessa cosa avviene oggi.

Noi non stiamo attaccando nessuno - né lei, Assessore, né gli uffici che fanno capo al suo Assessorato - stiamo soltanto dicendo che forse sarebbe opportuno farsi aiutare da qualcun altro. È come se hai un amico che ha un problema psicologico e gli dici: "Vai dallo psicologo", "Eh no, è un attacco personale a lui", "Eh, va beh, allora che si butti giù da un ponte". Che razza di ragionamento è? Non è un ragionamento corretto mi pare.

La collega Minelli dice: "Va beh, prendiamo atto di questo ineluttabile fatto, la fauna selvatica sta diminuendo", solo qui, eh, qua a fianco, come ha già detto anche bene il collega Planaz, a fianco no, in Trentino aumentano i cervi, qui diminuiscono, prendiamone atto, sarà il cambiamento climatico, che ne so, peccato che poi quando si parla di cambiamento climatico il ragionamento è contrario, e noi diciamo: "Guardate che è abbastanza ineluttabile per certi versi", anche se, per carità, l'uomo ci mette del suo e voi dite dall'altra parte: "No no no, è tutta colpa dell'uomo, bisogna andare con le batterie" eccetera.

Bisognerebbe mettersi un po' a fare dei ragionamenti un po' più coerenti.

Poi il fatto che il lupo sia un predatore che preda i capi più deboli... l'ha già detto anche il collega Planaz che ne sa più di me e ho dei dubbi, molti hanno dei dubbi, che il cacciatore invece cacci i capi più belli e lasci al lupo gli altri sono tutte considerazioni che mi sembra che di scientifico abbiano abbastanza poco.

In realtà è evidente che si tratta di una visione comunque sempre ideologizzata, cioè è tutta colpa del cacciatore. Io, come ho detto già prima, non volevo assolutamente portare su questo terreno la discussione, ma purtroppo in parte sono costretto: non è colpa del cacciatore. Abbiamo visto che i piani di prelievo, le percentuali di prelievo, sono di fatto irrilevanti rispetto a quanto stiano diminuendo questi animali, quindi non è quello il fattore. È questo il problema. Sarebbe troppo facile dire: "Va beh, chiudiamo la caccia e sicuramente ci sarà un'esplosione di nuovo di caprioli e di cervi".

Non è così, quindi è per questo che bisogna preoccuparsi perché, per esempio, il cambiamento climatico per certi versi, per esempio per il cervo, è un fattore positivo, perché se trova più erba e più flora più in alto, sale ancora più in alto ed è più difficile da predare ma, a quanto pare, non è servito neanche questo, anzi, qui è in diminuzione.

Non è affatto uno studio finalizzato, anche perché se è uno studio scientifico rigoroso non si può dire a priori che esiti avrà, non è assolutamente finalizzato alla possibilità di aumentare i prelievi venatori, non è questo il senso. È finalizzato a preservare queste specie, perché l'interpretazione data dalla collega Minelli mi sembra davvero molto parziale, molto orientata.

Non è questo, il problema è se i nostri uffici, per motivi di qualsiasi genere, non sono riusciti intanto ad attuare una politica tale, magari anche incolpevolmente, da far incrementare o quantomeno mantenere la fauna selvatica, bisogna comunque ricorrere a qualche rimedio.

Abbiamo ritenuto che farsi aiutare da qualcun altro, poi dire non si sa da chi, come, che c'entra? É chiaro che tutte le volte che fai uno studio cerchi di rivolgerti a qualcuno di bravo che speri che faccia bene, che speri che trovi le soluzioni giuste, che faccia delle analisi corrette e dopo vedrai cosa succede, ma quantomeno ci hai messo del tuo, ci hai messo lo sforzo.

Francamente volevo assolutamente smentire quest'interpretazione data da una parte politica di questo Consiglio che dice: "Certo, volete soltanto far sì che qualcuno vi dica: "Uscite fuori, sparate a chi volete".

Non funziona così, non è assolutamente questo il senso di questa mozione.

Presidente - In discussione generale altri? Nessuno si è prenotato, chiudo la discussione generale. Per il Governo l'assessore Carrel.

Carrel (PA) - In primo luogo, collega Sammaritani, voglio chiarire che non condivido quanto da lei considerato e ritenuto nelle premesse di questa mozione, in quanto, come ho già avuto modo di sottolineare in quest'aula durante la discussione del Piano faunistico venatorio, il principale obiettivo dell'Ufficio fauna selvatica e ittica dell'Assessorato agricoltura e risorse naturali è quello di gestire la fauna selvatica, al fine d'incrementare il numero e la distribuzione sul territorio regionale, continuando a garantire il pieno rispetto dell'impatto degli animali selvatici sugli ecosistemi forestali, sull'agricoltura, sui siti naturali, sulle specie che li occupano e sulla sicurezza pubblica, ad esempio gli incidenti stradali e la peste suina africana, due temi su cui ci siamo più volte confrontati anche in aula.

Voglio sottolineare, inoltre, che l'Ufficio negli anni ha regolarmente sottoposto all'attenzione del Comitato regionale per la gestione venatoria soluzioni alternative in merito all'assegnazione dei capi cacciabili, ai periodi di caccia e all'attribuzione dei punteggi ai cacciatori.

Tali soluzioni alternative potrebbero migliorare una distribuzione degli animali più equa e ai cacciatori valdostani.

Infatti, ai sensi della deroga prevista dall'articolo 31, comma 2bis della legge regionale 64/94, il Comitato regionale per la gestione venatoria può intervenire con una metodologia di assegnazione e ripartizione dei capi cacciabili diversa da questa attualmente in uso.

La situazione attuale delle popolazioni faunistiche è stata oggetto di approfonditi studi scientifici con il conferimento di numerosi incarichi esterni a tecnici di comprovata esperienza e capacità, che sono confluiti nel testo della bozza del Piano regionale faunistico venatorio.

Di predetti incarichi,- e ci tengo a sottolinearlo, l'ho già fatto durante la discussione dell'ordine del giorno del Consiglio passato, appunto nel momento dell'approvazione del Piano faunistico - voglio ricordare l'incarico affidato in data 11 febbraio 2021 al raggruppamento temporaneo di professionisti per la redazione del rinnovo del Piano regionale faunistico venatorio e l'elaborazione di tutti i dati a disposizione a partire dal 2006 fino alla data della fine dell'incarico, quindi oggi di fatto, grazie all'approvazione del Piano faunistico e grazie al lavoro di questi professionisti, ne abbiamo di dati e ne abbiamo anche in quantità più che sufficiente;

L'incarico affidato per continuità al dottor Matteo Martinet in data 3 dicembre 2024 per l'aggiornamento dei dati 2024 e per il completamento della bozza integrata a seguito della discussione della bozza da parte del Comitato regionale per la gestione venatoria della Consulta faunistica regionale di Ispra, nonché delle osservazioni pervenute in fase di VAS; detto incarico ha previsto, inoltre, la redazione del protocollo di gestione del lupo su cui stiamo lavorando e che credo sia - e l'ho detto più volte - uno degli aspetti più problematici dell'attuale panorama faunistico e del Piano della gestione dello stambecco, un altro tema che ci ha visto discutere appunto durante il precedente Consiglio.

L'incarico rinnovato in data 8 febbraio 2024 all'Istituto Oikos di Milano, al fine di creare un sistema di monitoraggio della lepre variabile, ottenere i primi dati scientifici su questa specie e produrre una relazione finale inclusa nel Piano regionale faunistico venatorio; detto incarico si è concluso a fine 2024 e attualmente il Corpo forestale della Valle d'Aosta sta effettuando il monitoraggio della specie seguendo quanto indicato dallo studio prodotto da questo incarico.

Poi vi è l'incarico affidato nel corso del 2023-2024 a tre tecnici faunistici, di cui due in carico all'Amministrazione regionale e uno in carico al Comitato, per lavorare in qualità di tecnici nei centri di controllo durante il periodo di caccia, addetti alle verifiche biometriche e al controllo dei capi cacciati conferiti dai cacciatori.

La risultanza di questo intenso lavoro di approfondimento è confluita nel Piano regionale faunistico venatorio approvato nello scorso Consiglio e nei suoi allegati, in cui viene analizzato in maniera specifica l'attuale stato quantitativo e qualitativo di camoscio, capriolo e cervo, nonché di tutte le altre specie di fauna selvatica presenti sul territorio regionale che possono avere interesse gestionale.

Vengono inoltre individuate le possibili cause delle diminuzioni di alcune specie e vengono indicate le azioni necessarie per contenere e per annullare il loro declino.

Si ritiene, pertanto, non opportuno commissionare a un nuovo soggetto esterno ulteriore studio scientifico.

Mi permetta, vista la discussione, di integrare con alcune informazioni che credo essere anche un po' fuorvianti.

Capisco che lei abbia basato questa sua iniziativa sulla lettera che l'Ufficio fauna ha inviato in risposta a delle osservazioni della circoscrizione n. 4, e di questo abbiamo avuto modo di discuterne anche con il suo capogruppo Manfrin quando ha presentato un'iniziativa, e ho avuto già modo in quell'occasione di rispondere per quanto riguarda la critica legata agli abbattimenti illeciti, quindi i dati ce li abbiamo, i dati li abbiamo comunicati in Consiglio, quindi andare a riprendere quella frase di quella lettera... è una lettera che, voglio sottolineare, è molto più ampia e non accusa i cacciatori, bensì fa un'analisi a 360 gradi della situazione della fauna in Valle d'Aosta, esattamente come abbiamo cercato di farla durante la discussione e durante l'approvazione del Piano faunistico venatorio.

Mi permetto di evidenziarle, perché credo che sia corretto, che a seguito di quella lettera vi è stata anche la circoscrizione n. 3 che ha scritto una lettera all'Ufficio fauna e, a fronte di questa lettera, l'Ufficio fauna, con firma congiunta del coordinatore e del sottoscritto, in quanto ovviamente è una decisione anche politica, ha risposto anche a quella lettera; questa lettera spesso e volentieri non viene citata e prende atto, anche nettamente, del fenomeno lupo, come abbiamo fatto appunto con l'approvazione del Piano faunistico. In questa lettera, in chiusura, è stata messa la possibilità, per tre giorni di metà maggio, da parte dell'Ufficio fauna di incontrare i rappresentanti di circoscrizione per discutere in anteprima i dati dei censimenti e i piani di abbattimento.

Non condivido quindi con lei quando dice che i cacciatori non vengono informati e non sono coinvolti nel processo decisionale, perché, se leggiamo non solamente la lettera della circoscrizione n. 4 ma leggiamo tutte le lettere e gli scambi d'informazioni che vi sono tra il mondo venatorio e l'ufficio fauna, questo è un elemento costante.

Dopodiché io credo, ma l'ho già detto in diverse occasioni, che il problema della fauna in Valle d'Aosta esiste, non lo risolviamo con degli incarichi, lo risolviamo con delle scelte. Queste scelte sono incluse all'interno del Piano faunistico, perché nel Piano faunistico vi sono delle possibilità di scelte di piani di abbattimento diversi, di gestione venatoria diversa, dovremmo lavorare su quelle soluzioni senza fossilizzarci sulle varie situazioni delle varie circoscrizioni, ma guardando la gestione complessiva della fauna in Valle d'Aosta.

Pertanto con questa risposta ho cercato di testimoniare come l'Ufficio fauna sia un ufficio fondamentale per la nostra Regione, che si avvale di tecnici professionisti - già lo fa da diversi anni - presenti sul territorio, si avvale di quei dati per prendere delle decisioni e queste decisioni spesso e volentieri vengono appunto prese in accordo, o comunque comunicate anticipatamente al mondo venatorio e alle associazioni ambientaliste, perché crediamo realmente che il patrimonio faunistico sia un patrimonio dell'Amministrazione, quindi che sia un patrimonio da tutelare a tutti i costi, e credo che questo con l'approvazione del Piano faunistico abbiamo avuto modo di approfondirlo, e non poco.

Capisco poi che manca sempre meno alla data delle elezioni e quindi capisco anche che certe iniziative devono cercare di dare delle risposte più politiche magari ad alcuni gruppi, ma io credo che il compito dell'Assessorato e dell'Assessore sia avere una visione a 360 gradi e quello che stiamo facendo sulla fauna, insieme a Federcaccia e Enalcaccia, è essere disponibili a discutere a 360 gradi della situazione della fauna in Valle d'Aosta, senza avere la presunzione di avere delle soluzioni immediate, perché soluzioni immediate purtroppo a oggi non ce ne sono, ma guardando un po' oltre la fine della legislatura.

Presidente - Il Governo ha replicato. Ci sono altri interventi? Consigliera Minelli per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Per dichiarazione di voto, il nostro sarà un voto di astensione. Vorrei fare però alcune precisazioni, perché è stato detto che le valutazioni che ho fatto durante il mio intervento hanno poco di scientifico.

Vorrei solo far notare una cosa: qualsiasi manuale di etologia ci dice chiaramente che i lupi sono dei predatori adattivi, questo vuol dire che, quando possibile - non è una regola assoluta e generale - tendono a cacciare degli animali, che siano o giovani o anziani o malati o feriti per una ragione molto semplice, perché è più facile per loro trasportarli e perché richiede una minore energia durante la caccia.

Io ho amici cacciatori, ne ho diversi, con cui il rapporto di amicizia può funzionare senza grossi problemi, tranne quando si tocca l'argomento "Caccia", ma questo succede anche per tante altre cose, e so che, laddove possibile, il comportamento è il contrario di quello che fa il lupo, cioè si cerca di prendere l'esemplare migliore, non quello malato o in qualche modo poco attrattivo.

Da questo punto di vista quindi credo che non ci sia niente di ideologico, ma ci sia semplicemente un riconoscimento di una situazione.

Dico di più: quel comportamento però selettivo che hanno i lupi aiuta a mantenere in qualche modo anche la salute della popolazione di selvaggina, perché un animale che può essere, invece, che ne so, malato, potrebbe infettare gli altri e quindi in qualche modo anche fare in modo che, sopravvivendo, diminuiscano le risorse che servono agli altri per continuare ad andare avanti. Questo giusto per dire.

La seconda questione, il collega Sammaritani dice: "Non c'è un attacco agli uffici", ma io leggo però, nell'ultimo capoverso, nell'ultimo punto delle premesse: "Ritenuto sicuramente poco obiettivo l'approccio dell'ufficio regionale".

Allora io, dal mio punto di vista, quando leggo una cosa del genere, se qualcuno dice che ritiene sicuramente poco obiettivo un comportamento significa che lo ritiene di parte. Io faccio 1+1, poi magari mi sbaglio, ma in italiano questo vuole dire la questione.

In ultimo, sul fatto che ci sia una presunta o scarsa considerazione dei cacciatori che non ricevono tutte le informazioni, è stato detto anche questo; io faccio rilevare una cosa: il Comitato venatorio, che è quello con cui ci sono le interlocuzioni strette per quello che so io da parte dell'Assessorato, era un tempo composto da 8 cacciatori, adesso all'interno ce ne sono 13, una volta il Presidente del Comitato era nominato dalla Regione, adesso è nominato dai cacciatori.

Mi sembra quindi che, da questo punto di vista, mancanze di rispetto non ce ne siano.

Forse ce n'è un po' di più di mancanza di rispetto per la parte diciamo opposta, cioè quella che dovrebbe rappresentare le associazioni ambientaliste, di difesa della fauna, che ha un rappresentante.

Lo squilibrio mi pare assolutamente evidente.

Presidente - Consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Dico fin da subito naturalmente che il nostro voto sarà favorevole, ma è giusto dire qualcosa anche in ordine a quello che è stato detto dall'Assessore e di nuovo dalla collega Minelli.

Capisco che, a pochi mesi dalle elezioni, tutte le volte che si faccia qualche considerazione in ordine a un problema sembra che si voglia andare a cercare i voti da qualche parte.

Anche io ho degli amici contro la caccia, ne ho altri che sono cacciatori, e credo, se la collega Minelli ha degli amici cacciatori, che siano cacciatori seri, siano i primi a dire che tengono all'ecosistema e siano i primi a dire che, se per caso una specie è a rischio di estinzione, la caccia per quella specie vada chiusa, perché altrimenti sarebbe come dire che un appassionato di un qualsiasi sport giochi contro lo sport, perori delle scelte che poi vanno a far sì che fra qualche mese o qualche anno quello sport non si potrà più realizzare o praticare; sarebbe talmente stupido che davvero mi sembra un'offesa ai cacciatori dire che vogliono continuare a sparare, anche laddove non ci sono più le condizioni per farlo. È banale ma, a quanto pare, forse bisogna ricordarlo a qualcuno.

Anche l'Assessore ha detto - a proposito per esempio della lepre variabile, che mi sembra proprio un esempio eclatante - che in questo Consiglio abbiamo deciso di chiudere la caccia, abbiamo deciso poi di riaprirla e adesso finalmente l'Assessore ci dice che è stato dato lo studio all'Oikos per fare finalmente il primo studio scientifico, ma è quello il problema: non si può continuare a fare delle scelte di questo genere senza avere uno studio scientifico alla base.

Il fatto che ci sia una certa incapacità di affrontare i problemi o di analizzare i dati dell'ufficio nostro non è un attacco ma è un dato di fatto, perché nel momento in cui io chiedo alla collega Minelli - che è molto attenta in genere alle parole, alla valutazione, a dire certe cose - di una frase del tipo: "Un'ulteriore variabile che può incidere pesantemente sulla dinamica di popolazione delle specie animali cacciate dal fenomeno degli eventuali prelievi è lecito, al momento però, non avendo dati a disposizione sulla sua influenza non è possibile far supposizioni in merito", ma che razza di frase è?

Torno a dire che davvero è paradossale dire: "Questo è un fenomeno molto importante, potrebbe avere una pesante incidenza su questo fenomeno, stiamo parlando di riduzione della fauna selvatica ma chissà se c'è".

Davvero, si scontra con la logica, forse il collega Distort potrebbe dirlo meglio sotto il profilo filosofico eccetera, ma davvero è preoccupante.

Questo non è un attacco agli uffici, l'ho detto prima: forse non hanno il personale, forse non hanno certe competenze all'interno degli uffici, non si può mica saper far tutto, però attenzione, sono i dati, sono i numeri che ce lo dicono: c'era un calo molto consistente, preoccupante di certe specie, non si sa esattamente a cosa sia dovuto, non si sa esattamente quali potrebbero essere le misure per poter far fronte, allora bisogna farsi aiutare da qualcun altro. È tutto qui, non è né pro cacciatori, né contro i cacciatori, né contro gli uffici.

Quando c'è un problema bisogna saperlo riconoscere e cercare la soluzione.

Avviene nelle aziende, avviene all'interno degli enti pubblici, avviene dappertutto. Purtroppo l'ente pubblico ha i tempi di risposta che molto spesso sono lenti e poi forse a volte anche condizionati da certa politica, quindi è questo il tema? Questo è un tema tecnico.

Quella che lei, Assessore, chiama lettera è intitolata "Relazione tecnica circoscrizione 4", che poi si estende a tutta la regione eccetera. Bontà loro, benissimo, altrimenti non avremmo potuto parlarne oggi evidentemente, quindi se è una relazione tecnica, io qui di tecnico ci vedo pochissimo, ci vedo dei dati che sono preoccupanti, delle soluzioni che non sono scritte e delle individuazioni di problematiche che sono molto incerte.

Se così vogliamo andare avanti, continuiamo così. Quando poi il lupo non avrà più da mangiare, andremo ai supermercati a fare la spesa per il lupo, perché se sarà così, se caprioli non ce ne sono più e cervi quasi niente, non so cosa mangeranno i lupi, poverini. Mangeranno Cappuccetto Rosso per forza, la nonna più che altro, e ci dispiace anche per la nonna.

Presidente - Assessore Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Solo per specificare che io, nella mia relazione, ho sottolineato che l'incarico a Oikos è stato affidato l'8 febbraio 2024 - quindi non è che l'abbiamo dato adesso, ma l'abbiamo dato l'8 febbraio 2024 - e che si è già concluso nel 2024, quindi era corretto solo evidenziarlo.

Per quanto riguarda la relazione tecnica sulla quale giustamente lei ha basato quest'iniziativa, capisco, ma è seguita anche da un Piano faunistico che abbiamo approvato lo scorso Consiglio e sono certo che nella lettura del Piano faunistico, oltre ad avere i dati, ha trovato anche delle indicazioni su come affrontare la questione in futuro, quindi da lì dobbiamo partire, secondo me, senza soffermarsi su quella relazione che fa seguito a diverse altre lettere che magari la invito a leggere tutte insieme, perché poi ha un senso leggere tutta la corrispondenza tra il Comitato e l'Ufficio fauna, perché vi sono diverse lettere che s'intercorrono ovviamente periodicamente, ma se la vede all'interno di questo ciclo d'informazioni sicuramente anche quella relazione tecnica assume un valore politico diverso rispetto a quanto correttamente, dal suo punto di vista, ha rappresentato oggi in aula.

Presidente - Consigliere Lucianaz per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Lucianaz (GM) - Bondzor a tcheut. Doe paolle eun patoué e aprì tradouèiso... tan pe soutin-ì ci eungadzemen perquè l'è tro de-s an de tem que no senten le streteure rejonale no conté cen que volon.

Bonjourà tout le monde! Deux mots en francoprovençal, suivra la traduction... dans le but de soutenir cet engagement, comme depuis trop longtemps nous entendons les structures régionales nous raconter n'ìmporte quoi.

Ho solo detto che sosterrò quest'impegno che richiede il primo firmatario Sammaritani in quanto è dal 2018, almeno in questa aula, che io sento le strutture regionali raccontarci la qualunque. Da quando ci hanno detto che c'erano pochi capi in circolazione - e parlo del 2018 - che erano sufficienti sei branchi per coprire l'intero territorio valdostano secondo gli studi dell'epoca e che sarebbero stati più che sufficienti... ora abbiamo perso il numero di quanti lupi stiano passeggiando sui nostri territori, ci è stato raccontato che lo stesso branco compiva 50-100 km da un giorno all'altro, abbiamo visto costi eccessivi per seguire gli spostamenti di questi branchi, abbiamo sentito raccontare di canidi e di non ben precisati animali che avevano assalito decine e decine di capi di ovini.

Insomma, sostengo ben volentieri qualsiasi cosa questo Governo possa fare per avere un'idea più chiara di qual è la situazione di questo predatore in Valle d'Aosta.

Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Innanzitutto solo per annunciare il voto favorevole del gruppo Lega su quest'iniziativa, come è di tutta evidenza, visto che siamo noi i promotori, ma anche per fare alcune precisazioni, e credo che il collega Sammaritani abbia illustrato, con dovizia di particolari, il nostro punto di vista.

Rispetto a quanto è stato detto credo che però sia necessario aggiungere un paio di questioni.

La prima: giustamente l'Assessore dice: "Noi abbiamo seguito le indicazioni che erano state date nel 2019, si arriva adesso al 2024, ne prendiamo atto e poi si fa un Piano faunistico venatorio e vedremo poi gli effetti tra cinque anni".

Il problema è che quello che si è sviluppato lo abbiamo visto tutti ed è sotto gli occhi di tutti, cioè un dimezzamento di diverse specie a di fauna per il cui dimezzamento oggi si vuole dare la colpa, come è stato sollevato da quella lettera ma concordiamo sul fatto che lo sguardo debba essere allargato. In realtà quella lettera è solo un riferimento perché nella risposta sostanzialmente si amplia lo sguardo su tutta la regione, quindi non soltanto sulla circoscrizione 4, e si parla di diversi elementi.

Leggere che l'Ufficio fauna ci dice che la responsabilità del dimezzamento di alcune specie di fauna (-50% -60%) sia dovuta da una parte, come giustamente ha ricordato il collega, ai bracconieri (di cui poi lei correttamente, Assessore, ci ha dato conferma: in realtà di questi bracconieri ci sono soltanto le prove di due casi in due anni, quindi significa che i bracconieri non è che possono aver compiuto delle stragi e soprattutto buttare la croce addosso dicendo: "No, ci sono dei cacciatori di frodo che vanno di notte", prendono e sterminano gli animali ed è per questo che vengono dimezzati) è una sonora assurdità.

Poi c'è un'altra questione che è appunto - e di questo dobbiamo assolutamente dare atto al lavoro che è stato fatto - l'errore che è stato fatto sulla sex ratio, quindi di fare un prelievo delle femmine superiore rispetto agli esemplari maschi, sostanzialmente con l'intenzione di equilibrare, siccome c'erano più femmine che maschi, così c'era scritto nel Piano faunistico venatorio, riequilibrare e quindi mettere a pari gli esemplari maschi con gli esemplari femmine. Questo però denota un errore di valutazione, è come se chi se n'è occupato non si rendesse conto che (cerchiamo di utilizzare dei termini alti) un esemplare maschio può procreare con diversi esemplari femmine, gli esemplari femmine non possono fare lo stesso.

È evidente quindi che se io mi concentro di più sul maschio e lascio la possibilità a più femmine di poter procreare, a quel punto riesco a far aumentare anche questo capitale.

Se io invece vado a colpire maschi e femmine nella stessa maniera, anzi, le femmine in maniera superiore, allora io faccio una politica miope, che è quella che ci porta a oggi e che è quella che ci porta agli errori che sono stati citati, perché evidentemente se si commette l'errore di dire: "No, va beh, ma pareggiamo le due specie", obiettivamente delle domande ce le facciamo, ma che tipo di ragionamenti sono stati fatti alla base? Questo ci deve sollecitare.

In ultimo non posso che concordare con il collega Lucianaz, con il quale abbiamo condiviso la scorsa legislatura, oltre che questa, nella quale purtroppo ci siamo sentiti raccontare di tutto.

Siamo entrati qui, mi ricordo nel 2018, dove gli esemplari di lupo in Valle d'Aosta erano forse una trentina, così riportavano i dati e i giornali. Poi sono cresciuti a 40, poi a 50, poi a 60, poi a 70, poi forse a 90, poi andavamo in Commissione e chiedevamo: "Ma quanti esemplari ci sono? ". Pochi, pochissimi, tutti gli altri sono cani. Ve lo giuro, l'ha detto ed è a verbale, un collega, che era parte del Corpo forestale qui in quest'aula, ci disse che in realtà il resto sostanzialmente erano cani che venivano posti a guardia del bestiame che scappavano e quando scappavano diventavano predatori verso il bestiame che in teoria dovevano difendere. Ci siamo sentiti raccontare anche questo!

Allora è chiaro che, come dire, tutto questo è un po' anomalo. Proprio per avere un giudizio terzo, proprio per avere delle certezze in più è evidente che un incarico a un soggetto esterno per noi sarebbe la soluzione migliore.

Noi condividiamo questa proposta e ovviamente sosterremo questa mozione.

Presidente - Altri? Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 11

Favorevoli: 10

Contrari: 1

Astenuti: 21 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Planaz, Restano, Rosaire e Sapinet).

La mozione non è approvata.