Oggetto del Consiglio n. 4759 del 4 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4759/XVI - D.L. n. 185: "Disposizioni in materia di urbanistica e pianificazione territoriale. Modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), e ad altre leggi regionali. (Approvazione di un ordine del giorno. Reiezione di un ordine del giorno)".
Bertin (Presidente) - Consigliere Cretier, per quale motivo? Ne ha facoltà.
Cretier (FP-PD) - Vorrei chiedere una brevissima sospensione per un incontro della maggioranza.
Presidente - Mozione d'ordine, va bene. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 15:12 alle ore 15:24.
Presidente - Riprendiamo i lavori dopo la pausa. Come detto in precedenza, fatta la replica, si passa agli ordini del giorno.
Vi sono due ordini del giorno del Rassemblement Valdôtain. Qualcuno intende illustrarli?
Consigliere Aggravi, per illustrare l'ordine del giorno n. 1: ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Abbia pazienza, Presidente, ma noi qua siamo soli e quindi dobbiamo arrangiarci come possiamo.
I due ordini del giorno, come ho anticipato già nella discussione generale, sono legati a degli argomenti che abbiamo rappresentato anche negli emendamenti.
In particolare, l'ordine del giorno che stiamo affrontando lo abbiamo intitolato "Semplificazione delle procedure edilizie per interventi non interferenti con le condizioni di pericolosità idraulica e/o geologica".
A fronte del contenuto dell'articolo 80bis della legge 11/1998, come modificato dal disegno di legge che stiamo trattando, che disciplina, tra l'altro, le condizioni di realizzazione degli interventi edilizi in aree soggette a pericolosità idraulica o geologica; considerati i numerosi interventi edilizi che, pur ricadendo formalmente in aree classificate a rischio, non comportano alcuna reale interferenza con le condizioni di rischio, in ragione della loro ubicazione, altezza e caratteristiche costruttive; e considerato anche che, nella prassi, casi come l'apertura di finestre ai piani alti, chiusura di logge, inserimento di abbaini e quant'altro, previsti dalla legge 24/2009, risultano oggi oggetto...
Presidente - Consigliere Aggravi, mi dicono che sta illustrano il secondo.
Aggravi (RV) - Chiedo scusa. Benissimo... li presento tutti e due così almeno efficientiamo. Parto dal primo... questo è il n. 2. Allora ricomincio da capo. Abbiano pazienza i colleghi, sarò ancora più rapido.
Il n. 1... avete numerato però... chiedo scusa, qual è il n. 1? Benissimo, perché l'altro è l'articolo 84 e io avevo considerato il n. 1 quello che citava l'articolo 80bis, ma va bene lo stesso, faccio finta di non aver parlato per tre minuti.
L'ordine del giorno che stiamo trattando, dal titolo "Sanatoria di singole unità immobiliari in condominio, in presenza di difformità edilizie che coinvolgono parti comuni", tratta l'articolo 84 della legge 11/1998, come modificato dal disegno di legge in esame.
Nelle premesse, citiamo il fatto che, in ambito condominiale, la presenza di difformità edilizie che coinvolgono anche parti comuni rende spesso impossibile la regolarizzazione di singole unità, anche in assenza di pregiudizio per le altre proprietà; considerato che molte situazioni di fatto si presentano oggi consolidate, prive di reale impatto sull'uso collettivo o sull'interesse di altri condomini, e considerato che una soluzione normativa mirata permetterebbe di superare rigidità procedurali, tutelando al contempo i diritti degli altri proprietari e la conformità urbanistica, e che tale possibilità dovrebbe comunque essere subordinata al consenso formale del condominio, ai sensi dell'1136 del Codice civile e alla compatibilità edilizia dell'intervento impegneremmo, come Consiglio regionale - qui, chiedo scusa, non c'è ovviamente il titolare dell'impegnativa, che dovrebbe essere il Governo regionale - a precisare, nell'ambito dell'attuazione del disegno di legge in esame, che la possibilità di procedere alla sanatoria di una singola unità immobiliare in condominio - anche in presenza di difformità che coinvolgano parti comuni, ai sensi dell'articolo 1117 del Codice civile - è subordinata al consenso formale dell'assemblea condominiale, ai sensi dell'articolo 1136 del Codice civile, e può riguardare esclusivamente la porzione interessata dalla difformità, senza estendere l'intervento all'intero edificio, purché l'uso e l'interesse delle restanti unità non risultino pregiudicati e sia rispettata la compatibilità edilizia dell'intervento stesso.
Questo è l'ordine del giorno "fratello" dell'emendamento n. 3 che abbiamo presentato.
Chiedo ancora scusa per la confusione, ma in realtà io ragionavo di trattare gli articoli, o meglio, gli ordini del giorno nel senso degli articoli del testo di legge, quindi pensavo di partire dall'80 e poi all'84. Abbiamo fatto il contrario, ma il risultato non cambia.
Presidente - Per il Governo, assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Come diceva, è il gemello dell'emendamento n. 3, quindi diamo un po' anche la risposta già anche a quello.
L'emendamento attiene a una fattispecie concreta, ampiamente diffusa, che trova esatta regolamentazione nel Libro 3, Titolo 7, capo II, del Codice civile, "del condominio e degli edifici", e concerne una materia riservata alla potestà legislativa statale.
L'articolo prevede già una scissione degli aspetti di irregolarità tra le parti comuni e le parti private degli edifici e anche in questo caso - quindi, bene l'ordine del giorno - l'ambito applicativo della norma potrà essere, come da impegnativa, meglio esplicitato nella circolare applicativa della legge, che verrà approvata a stretto giro.
Con l'integrazione "dopo il Consiglio regionale impegna" ovviamente "il Governo regionale" (quello che andremo a integrare), ci si trova d'accordo e si propone il voto favorevole.
Presidente - Altri gruppi intendono intervenire nella discussione dell'ordine del giorno? Non vedo altre richieste di intervento.
Mettiamo in votazione l'ordine del giorno, così come modificato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
L'ordine di giorno è approvato.
Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2, sempre del gruppo Rassemblement.
Consigliere Aggravi, a lei la parola.
Aggravi (RV) - L'ordine del giorno n. 2 ci fa tornare all'articolo 80bis, modificato dall'articolo 39 del disegno di legge in esame. È il fratello maggiore, o minore, dipende da come lo vogliamo vedere, del nostro emendamento n. 2.
Anche in questo caso la volontà, con l'ordine del giorno, è quella di inserirsi nella parte applicativa del disegno di legge e, in particolare, di portare semplificazione delle procedure edilizie per interventi non interferenti con le condizioni di pericolosità idraulica o geologica.
Come avevo iniziato a rappresentare precedentemente, considerato il numero di interventi edilizi che, pur ricadendo formalmente in aree classificate a rischio, non comportano alcuna reale interferenza con le condizioni di rischio in ragione della loro ubicazione, altezza o caratteristiche costruttive; considerato appunto anche il fatto che tali procedure poi risultano sproporzionate rispetto alla reale incidenza degli interventi e comportano comunque forme di aggravio per i cittadini, i tecnici, gli uffici regionali preposti, vorremmo impegnare l'Assessore competente a dare mandato alle strutture regionali affinché valutino l'introduzione, nell'ambito della definizione delle modalità applicative del disegno di legge in esame, della possibilità che gli interventi edilizi oggettivamente non interferenti con le condizioni di pericolosità idraulica o geologica possano essere autorizzati mediante la nostra proposta - sappiamo che potrebbe essere soggetta a un emendamento, quindi ascolteremo l'Assessore - e mediante una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa da un tecnico abilitato, prevedendo contestualmente la disciplina delle relative modalità attuative, dei criteri tecnici degli ambiti di applicazione, anche in coordinamento con la delibera 378/2021, al fine di assicurare maggiore efficienza procedurale, responsabilizzazione professionale e proporzionalità nei procedimenti autorizzativi.
Presidente - Per il Governo, assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Si dà risposta congiuntamente anche all'emendamento n. 2, che di fatto è parallelo all'ordine del giorno. Emendamento che non può essere accolto, perché introduce un criterio generico, "interventi edilizi che non comportano interferenze con le condizioni di pericolosità", che quindi non può essere determinato a priori, ma si collega forzatamente a un'elencazione di casi specifici.
La disciplina è uniformata al principio che l'impatto dell'intervento sulla pericolosità va verificato con la relazione di compatibilità e la delibera prevista definirà proprio le procedure semplificate per i casi fattibili.
Si è anche fatto un tentativo di capire un eventuale emendamento, ma, in questa fase, diventa articolato riuscire a prendersi un impegno di questo genere.
Pertanto, il percorso andrà sviluppato e definito e si propone l'astensione per la maggioranza.
Presidente - Altri gruppi intendono intervenire?
Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Prendiamo atto della risposta dell'Assessore e ci dispiace che non si sia trovata una possibilità di mediazione.
Mi sono dimenticato di intervenire in precedenza sull'ordine del giorno n. 1, e lo faccio parlando del n. 2: visto che il primo è stato accolto, annuncio il ritiro dell'emendamento n. 3, che era sostanzialmente gemello. Visto il voto sull'ordine del giorno n. 2, confermo che invece non ritiriamo l'emendamento di riferimento, che appunto è il n. 2, quindi lo porteremo al voto.
Peccato.
Presidente - Consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Da parte nostra c'è un allineamento totale ai contenuti di questo ordine del giorno, perché tra l'altro va proprio nella linea della semplificazione promessa, dichiarata alla base di tutto il disegno di legge n. 185.
Questa è una semplificazione che avviene attraverso, tra l'altro, due fasi: la prima è l'esiguità della natura dell'intervento, che è estremamente semplice. Si riferisce a interventi secondari, che non influiscono minimamente sull'aumento del livello di pericolosità, per quanto riguarda la collocazione di questo intervento nell'area a vincolo.
In più, rilancia un altro elemento estremamente fondamentale, che è la possibilità, da parte del professionista, che è un professionista che è abilitato, che ha studiato, che ha sostenuto l'esame di abilitazione, che si forma in continuazione, che giuridicamente è responsabile e ha tutti gli strumenti per potersi esprimere in questo ambito, di potersi esprimere e dire "Mi prendo io la responsabilità, quindi procediamo in questa direzione, semplificando le procedure".
Tra l'altro, mi sembra che gli uffici abbiano anche bisogno di essere sostenuti, da questo punto di vista, evitando di continuare il congestionamento. Oppure gli attori del territorio che non abbiano delle limitazioni, che non hanno in realtà una misura finalizzata proprio alla garanzia della sicurezza.
Questo ordine del giorno chiarisce esattamente questi aspetti.
Presidente - Altri interventi? Non vedo altri interventi.
Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 13
Astenuti: 20 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo ora all'analisi del testo. Ricordo che il testo è quello elaborato dalla III Commissione consiliare.
Iniziamo con l'articolo 1. Vi sono interventi su questo articolo?
Mettiamo in votazione l'articolo n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 27
Astenuti: 6 (Aggravi, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 1 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo 2. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 2 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 3? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 4? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 5? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 6? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 7? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 8? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 9? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 10? Mettiamo in votazione l'articolo 10. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 24
Astenuti: 9 (Aggravi, Baccega, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n.10 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 11. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz E., Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 11 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 12? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 13? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 14? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 15? Stesso risultato.
Stesso risultato per l'articolo n. 16.
Stesso risultato per l'articolo n. 17.
Stesso risultato per l'articolo n. 18.
Stesso risultato per l'articolo n. 19.
Stesso risultato per l'articolo n. 20.
Stesso risultato per l'articolo n. 21?
No, mettiamo in votazione l'articolo n. 21. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 24
Astenuti: 9 (Aggravi, Baccega, Ganis, Guichardaz E., Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 21 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 22. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 24
Astenuti: 9 (Aggravi, Baccega, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 22 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 23. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 24
Astenuti: 9 (Aggravi, Baccega, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 23 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 24? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 25? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 26? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 27? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 28? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 29? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 30? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 31? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 32? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 33? Mettiamo in votazione l'articolo n. 33. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 33 è approvato.
Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 34. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 24
Astenuti: 9 (Aggravi, Baccega, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 34 è approvato.
Possiamo dare lo stesso risultato per l'articolo n. 35? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 36? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 37? Stesso risultato.
All'articolo n. 38 c'è il primo emendamento di Rassemblement. È ritirato o è quello che rimane? Quello che rimane.
Per illustrare l'emendamento, consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - La modifica che proponiamo ha lo scopo di colmare una lacuna normativa rilevante nel campo della regolarizzazione edilizia per edifici realizzati prima del 1° settembre 1967, ovvero prima dell'entrata in vigore della cosiddetta legge Ponte.
Il testo attuale dell'articolo 80, comma 3ter, consente la sanatoria delle parziali difformità, ma non contempla i casi di variazioni essenziali o di totali difformità in edifici storici costruiti in epoche in cui non vi era obbligo di rilascio del titolo abilitativo e non esisteva alcuna distinzione giuridica tra diverse tipologie di difformità edilizia.
Tale omissione rischia di generare disparità di trattamento, escludendo dalla sanatoria situazioni maturate in un contesto giuridico e tecnico radicalmente diverso da quello attuale. L'emendamento permette, quindi, di regolarizzare con apposita SCIA in sanatoria anche tali casistiche, favorendo la certezza dei diritti e il recupero del patrimonio esistente.
La norma si fonda sul principio della non retroattività della disciplina sanzionatoria urbanistica, recependo un'interpretazione coerente con il quadro costituzionale e giurisprudenziale e valorizza strumenti probatori, anche indiretti, per dimostrare l'epoca di realizzazione.
Ci è stato rappresentato che i contenuti di quanto sostanzialmente viene chiesto, viene presentato, sono già presenti nell'articolo 59bis, ma abbiamo ritenuto comunque di riformulare l'emendamento rispetto a quanto presentato in Commissione, perché lo ritenevamo utile come contributo al lavoro che è stato fatto su questo disegno di legge.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - L'emendamento ha ad oggetto una fattispecie di rilevante interesse pratico ma, come ha anticipato il collega, la fattispecie è già disciplinata dall'articolo 59bis, comma 2, della legge regionale 11/1998, nella parte in cui è previsto che, per gli immobili realizzati in un'epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto e da altri documenti probanti quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d'archivio o altro atto pubblico o privato di cui sia dimostrata la provenienza e dal titolo abilitativo che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l'intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.
Le disposizioni di cui al secondo periodo si applicano altresì nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo, del quale tuttavia non sia disponibile copia.
In forza di tale disposizione, le varianti realizzate prima del 1° settembre 1967 nell'ambito di interventi per i quali non era necessario acquisire il titolo abilitativo edilizio non costituiscono illecito.
L'accoglimento dell'emendamento, nella parte in cui esso prevede la necessità di regolarizzazione mediante SCIA in sanatoria, contrasterebbe con l'impianto normativo vigente regionale e statale e determinerebbe un onere aggiuntivo attualmente non previsto.
L'ambito applicativo di detta norma verrà meglio esplicitato nella circolare applicativa della legge, che verrà approvata a stretto giro.
Pertanto, come maggioranza, si propone l'astensione.
Presidente - Altri interventi su questo articolo?
Mettiamo in votazione l'emendamento n. 1 del Rassemblement. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 15
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'emendamento non è approvato.
Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 38. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'emendamento sull'articolo è approvato.
All'articolo n. 39 vi è l'emendamento n. 2 di Rassemblement.
Per illustrare l'emendamento, consigliere Aggravi. Ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - In realtà avevo già in parte cercato di rappresentare l'emendamento con riferimento all'ordine del giorno. L'obiettivo di questo emendamento, ancor più forte rispetto all'ordine del giorno, è quello di addivenire a una semplificazione delle procedure edilizie per interventi non interferenti con le condizioni di pericolosità idraulica o geologica.
Vi risparmio la lettura della relazione, che però avete nel dossier e che sostanzialmente riprende i contenuti dell'impegnativa di cui abbiamo già dato lettura. Sicuramente l'impegnativa, laddove si cita appunto la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa da un tecnico abilitato, poteva essere oggetto di emendamento e semplificata rispetto a quello che noi rappresentavamo. Io mi auguro che almeno il suggerimento, o comunque la suggestione, venga considerato nell'ambito delle disposizioni applicative che seguiranno l'approvazione di questo disegno di legge.
Presidente - Mettiamo in votazione o vi sono interventi?
Mettiamo in votazione l'emendamento n. 2 di Rassemblement. La votazione è aperta. La votazione è chiusa?
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 13
Astenuti: 20 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'emendamento non è approvato.
Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 39. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 39 è approvato.
All'articolo n. 40 posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato.
All'articolo n. 41, stesso risultato.
All'articolo n. 42 ci sarebbe l'emendamento n. 3, di Rassemblement, che è stato ritirato, dico bene?
C'è l'emendamento del Consigliere del Gruppo Misto. Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (GM) - Premetto che è l'unico emendamento della giornata del Gruppo Misto.
Il cruccio è abbastanza semplice: la ratio è che la proposta di modifica del disegno di legge potrebbe risultare in contrasto sia con la legge regionale 19/2007, "Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi", in cui a ogni domanda/istanza è prevista una risposta motivata, anche di diniego, sia con la legge statale 11/1998, in cui sono comunque previsti i termini di conclusione dell'iter burocratico per il rilascio di titoli autorizzativi, le SCIA, tanto di approvazione che di diniego.
Con tale modifica legislativa, per ogni tipo di istanza si favorisce il consolidamento, nella pubblica Amministrazione, dell'uso del tacito diniego, in questo caso.
Si evidenzia pertanto che la mancata motivazione del diniego ad ogni istanza potrebbe impedire la possibilità di rivolgersi al Tar per dovuti ricorsi avversi, proprio per la mancata motivazione. Se vige il tacito diniego, non è dato sapere quale sia l'eventuale causa ostativa che nega l'approvazione.
L'altro aspetto, non irrilevante, sarebbe determinato dall'inerzia dell'ufficio tecnico comunale che per vari motivi, vuoi carenza di personale, vuoi inefficienze per varie ragioni, impedirebbe lo svolgersi dell'iter burocratico, lasciando il cittadino committente e il progettista in un limbo: "Cosa faccio? Aspetto? Non aspetto? Mi rivolgo al Tar? Chiedo al Sindaco?", in attesa di un diniego che non arriva.
Si richiede pertanto la modifica proposta del disegno di legge, in quanto in contrasto con la normativa in vigore di cui sopra e del principio della buona etica.
La proposta è di modificare il comma 4, sostituito dall'articolo 42 del disegno di legge, con il seguente testo: "Decorso inutilmente il termine di cui ai commi 2 e 3, l'interessato inoltra istanza al Presidente della Giunta regionale affinché eserciti i poteri sostitutivi. Il Presidente della Giunta regionale nomina, nei 15 giorni successivi, un commissario ad acta che, nel termine di 30 giorni, adotta il provvedimento che ha i medesimi effetti della concessione edilizia. Gli oneri finanziari relativi alle attività del commissario sono a carico del Comune interessato".
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - La richiesta di reintrodurre lo strumento del commissario ad acta risulta ormai desueta, poiché consisteva in un appesantimento procedurale importante. Abbiamo rimosso tale strumento, che non compromette e/o attenua le cautele di cui dispone il privato in caso di silenzio, o in caso di inerzia, del Comune.
Avverso il silenzio è sempre possibile proporre ricorso al Tar. L'inerzia potrebbe altresì integrare la fattispecie di un reato di omissione di atti d'ufficio.
Inoltre, le procedure delle sanatorie - ce lo ha sottolineato anche la Commissione Affari legislativi del Parlamento nel parere sul disegno di legge di conversione in legge del decreto "Salva casa" - rivestono caratteri di livello essenziale, a cui anche le Regioni autonome devono attenersi.
Pertanto, si propone l'astensione.
Presidente - Non vedo altre richieste.
Mettiamo in votazione l'emendamento del Gruppo Misto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 13
Astenuti: 20 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'emendamento non è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 42. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 42 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 43. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 18
Astenuti: 14 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 43 è approvato.
Possiamo dare lo stesso risultato per l'articolo n. 44? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 45, stesso risultato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 46. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 24
Astenuti: 8 (Aggravi, Baccega, Ganis, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 46 è approvato.
Possiamo dare lo stesso risultato per il n. 47? No.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 47. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 47 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 48. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 48 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 49? Stesso risultato.
Per l'articolo n. 50, stesso risultato?
Mettiamo in votazione l'articolo n. 50. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 50 è approvato.
All'articolo n. 51 vi sono l'emendamento n. 1 della Lega, soppressivo, e 3 emendamenti: 2 di PCP, uno in subordine, e uno della maggioranza. Ci sono un po' di emendamenti, insomma.
Chi si prenota per l'illustrazione? Consigliera Guichardaz? Il primo sarebbe quello della Lega.
Consigliere Distort, a lei la parola.
Distort (LEGA VDA) - L'emendamento n. 1 prevede la soppressione dell'articolo 51, "Limitazione all'applicazione della legge regionale 4 agosto 2009, n. 24".
Noi ci siamo già espressi più volte, sempre e costantemente, a difesa della legge "Casa", la legge 4 agosto 2009, n. 24, appunto, per cui tutto ciò che rende limitativo l'applicazione della legge "Casa" non trova riscontro da parte nostra.
Riteniamo che i contenuti della legge 24/2009 permettano formule di premialità volumetrica e che tale premialità inneschi meccanismi virtuosi, che costituiscono i presupposti per favorire il riuso del patrimonio edilizio esistente, in linea con i principi di riduzione del consumo di suolo.
Ogni limitazione nell'applicazione di tali contenuti è quindi da considerarsi una controtendenza agli obiettivi di riduzione del consumo di suolo.
Ricordiamo poi che la legge è in atto da sedici anni e solo ora, a quanto pare, si corre ai ripari per singoli usi impropri. Ricordiamo che questo non è il nostro modus operandi, pensare di arrivare con l'autorità dell'organo legislativo regionale per correre ai ripari in queste situazioni. Ricordiamo anche che l'articolo 3 della legge 24/2009 prevede il parere della Commissione edilizia comunale. Per cui esistono strumenti, anche dal punto di vista paesaggistico, perché sono necessari i recepimenti di autorizzazioni di pareri, di assensi per poter procedere all'applicazione del Piano casa.
Riteniamo quindi che ci sia tutta una serie di strumenti e pensare di andare in questa direzione, di creare delle limitazioni che piovono dall'alto non sia corrispondente alla nostra linea politica, in particolare sul Piano casa.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Torniamo sull'argomento. Siamo assolutamente favorevoli a quella che era e che è l'applicazione del Piano casa nella nostra Regione, tant'è che un percorso, come ricordavamo poc'anzi, nell'estate scorsa ci ha portato a una delibera migliorativa dell'impianto.
Oltre che una delibera, in seguito al confronto che c'è stato, proprio a dimostrazione che nulla viene calato dall'alto, ma anzi è un'azione sollecitata anche dal basso, dai nostri enti locali, con la seconda delibera c'è stata l'istituzione di un tavolo che ha portato a iniziare un percorso che oggi genera questo articolo.
Per qualcuno è troppo, per qualcun altro è troppo poco. Questo è il risultato di un percorso che abbiamo fatto insieme ai territori e con i territori.
La formulazione dell'articolo 51, come detto, scaturisce quindi dall'esame di quelle che erano le criticità emerse nel corso della revisione della disciplina attuativa della legge "Casa": alcune criticità, tanti aspetti positivi che condividiamo con alcuni colleghi.
Approvata poi quindi con delibera il 6 agosto del 2024, la norma che oggi intendiamo inserire non mette assolutamente in discussione gli effetti positivi dell'applicazione della legge "Casa", ma prende atto delle criticità evidenziate da alcune stazioni turistiche, in particolare nella necessità di potenziare le infrastrutture pubbliche per far fronte all'aumento delle utenze collegate, l'acquedotto in primis.
La norma, quindi, dispone una possibilità di sospendere l'applicazione dei benefici volumetrici con adeguate motivazioni e senza alcun obbligo, secondo i criteri che saranno declinati con apposita delibera di Giunta regionale.
Un impianto dell'articolo che intendiamo ulteriormente migliorare con l'emendamento che a breve i colleghi illustreranno, e in tutti gli altri Comuni l'applicazione della legge "Casa" continuerà a essere possibile nei limiti stabiliti dalla disciplina attuativa e con il valore aggiunto che nella nostra Regione è rappresentato dall'applicazione del Piano casa nelle zone A, come già detto.
Pertanto, la maggioranza propone l'astensione.
Presidente - Se non ci sono altri interventi su questo, mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 13
Contrari: 3
Astenuti: 17 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Rosaire, Sapinet, Testolin)
Sempre all'articolo n. 51, come detto, vi sono due emendamenti di PCP e un terzo in subordine. Li illustriamo tutti insieme.
Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Li ho già parzialmente illustrati in discussione generale.
Come dicevo, il primo emendamento è per aprire anche al Comune di Aosta quanto riferito rispetto alle "grandi stazioni turistiche", anche alla luce delle osservazioni fatte proprio per aumenti volumetrici che abbiamo affrontato durante questa Legislatura, che avevano proprio fatto emergere, da parte della Giunta comunale di Aosta, questa criticità. Forse non si sono accorti che c'era questo articolo e non hanno proposto di aggiungere anche il loro Comune.
Rispetto a quanto diceva il consigliere Distort, ci sono stati meccanismi virtuosi, questo è innegabile. Si è parlato tanto della questione del consumo di suolo, ci sono anche tante esperienze sul territorio, e la invito anche solo a percorrere la strada dal Comune di Gressan al ponte di Jovençan per vedere com'era prima quella zona e com'è attualmente.
Dopodiché, di altri ampliamenti abbiamo parlato anche all'interno del Consiglio regionale.
Vi è però poi una problematica, che è riferita alla questione dei servizi e delle infrastrutture, perché lei sa bene che quando vi sono degli aumenti, soprattutto quelli di cui parlavamo questa mattina, ad esempio 100.000 m³ in più a Courmayeur, questo vuol dire anche dover dare i servizi, quindi fognature, acqua, tutto quello che c'è di conseguenza.
Sotto questo punto di vista, molto probabilmente alcune distorsioni che ci sono, è del tutto evidente, potevano e possono essere regolamentate.
La legge poi prevedeva un monitoraggio. Io sono andata a rivedermi i dati e nel 2023 erano gli stessi dati che ritroviamo oggi nel monitoraggio che c'è sul sito della Regione. Immagino che, se dal 2023 ad oggi non c'è neanche un metro di ampliamento volumetrico, molto probabilmente quel monitoraggio non sta funzionando, o forse semplicemente non viene implementato, o io non so dove guardare e continuo a guardare una scheda sbagliata.
Quello che voglio dire è che, per riuscire a capire anche gli effetti di questa norma, molto probabilmente il monitoraggio era assolutamente indispensabile. Troviamo Comuni come Gressoney-La-Trinité, ma anche altri Comuni, che hanno zero metri cubi e zero pratiche. Ritengo che in quindici anni di norma questo dato risulti essere un po' strano.
Rispetto invece all'emendamento n. 2 e all'emendamento n. 3, è un po' per chiarire la tempistica e spero che l'Assessore in qualche modo rassicuri. I due emendamenti sono proprio riferiti a una questione di tempistica: se è possibile che il Consiglio comunale - e dubito che sia così - possa comunque intervenire prima della delibera di Giunta; altrimenti, se dobbiamo aspettare la delibera di Giunta (sappiamo che molto probabilmente ci sarà un lasso di tempo che sarà piuttosto lungo, a meno che la delibera non sia già pronta adesso), per capire un po' le tempistiche e per evitare magari una corsa al titolo edilizio. Questo è semplicemente per riuscire a comprendere meglio quanto state pensando, proprio in divenire, sicuramente anche il termine di 30 giorni, come dicevo questa mattina, è molto ridotto, ma era solo per capire dove state andando e come pensate di procedere rispetto a questo aspetto.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Risposta alle tre proposte emendative da parte del gruppo della collega Guichardaz.
Sul primo, la richiesta di estendere l'applicazione della legge regionale 24/2009 al Comune di Aosta: nel corso degli incontri e dell'ampio confronto che c'è stato è emersa la necessità di costituire un tavolo di lavoro con i Comuni di Courmayeur e Valtournenche per quel che riguarda quindi i Comuni turistici. Da qui è scaturita la formulazione dell'articolo 51, con la possibilità di estenderlo poi ad altri Comuni di tipo turistico.
Il Comune di Aosta non ha rilevato analoga necessità, anche in ragione delle esigenze di riqualificazione che la città richiede. Pertanto, su questo si propone l'astensione.
I due successivi: consentendo ai Comuni di deliberare la sospensione anche in assenza di delibera di Giunta regionale attuativa perderebbe senso la delibera stessa e, in caso di deliberazioni comunali contrastanti con la delibera approvata in un secondo tempo, non sarebbe garantita l'applicazione omogenea dello stesso articolo 51.
Per quanto riguarda il terzo emendamento, alternativo al secondo, l'approvazione della delibera entro 30 giorni non pare possibile e diventa difficile prendersi un impegno anche per 60, ad esempio, per dire un numero, in considerazione della volontà di introdurre un passaggio della Commissione consiliare competente, sarà l'emendamento successivo, per i contenuti appunto della delibera stessa e per le esigenze di confronto all'interno della Commissione che potrebbero emergere.
Pertanto, proporremo l'astensione anche su questo.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Vorrei esprimere la posizione di voto sui due emendamenti e quello in subordine.
Sul primo emendamento, nulla quaestio: Aosta non l'ha chiesto e quindi non ci esprimeremo, o meglio, ci asterremo.
Sugli altri due mi permetta di fare una considerazione ulteriore. Non li voteremo per due motivazioni molto semplici. La prima è pensare che si possa consentire ai Comuni, nelle more dell'approvazione dell'articolo, di poter comunque procedere con la deliberazione, oggettivamente, considerate le materie - e mi trovo anche abbastanza d'accordo con quanto espresso dall'Assessore -, mi preoccupa, perché se c'è una gerarchia c'è una legge, c'è una delibera di attuazione, e quindi io mi auguro che, prima di avere n modalità di approvazione, e soprattutto possibilità di andare a rappresentare un po' di tutto e di più all'interno delle deliberazioni dei Comuni che decidono di adottarla, ci debba essere necessariamente una modalità di applicazione definita da una delibera di Giunta.
Faccio un passaggio ulteriore: perché, a maggior ragione, non voteremo questo emendamento? Perché all'interno dell'articolo 51 c'è un passaggio che secondo me è estremamente impattante per tutta una serie di questioni, al di là di come la si pensi.
In particolare, al comma 2 dell'articolo 51, c'è la lettera b), in cui si dice appunto che le limitazioni del comma 1 sono stabilite con deliberazione del Consiglio comunale, che "disciplina, anche per singole aree territoriali, destinazioni d'uso e tipologia di immobili, le modalità e le limitazioni". Voi capite che quello che sarà scritto all'interno della deliberazione del Consiglio comunale ha un livello di discrezionalità e di impatto, non solo sul territorio, ma anche sulle pari opportunità dei soggetti interessati, che non necessariamente sono dei perfidi speculatori. Può anche darsi che siano dei semplici cittadini che vogliono applicare una possibilità, che è il Piano casa.
Mi spiace che le colleghe, ma lo ridirò poi nella parte successiva... comprendo benissimo l'impostazione ideologica, che in più occasioni è stata rappresentata verso il Piano casa, ma all'interno di questo articolo, ed è questo che ci preoccupa più di tutto, c'è un passaggio in cui la discrezionalità che si dà alla deliberazione del Consiglio comunale è altissima.
Voteremo invece a favore dell'emendamento della maggioranza, che inserisce il passaggio in Commissione consiliare, perché la delibera prevista dal comma 3, quella appunto che definirà le modalità e le linee guida per la definizione delle deliberazioni, sarà molto importante, estremamente importante, proprio per evitare che si creino delle situazioni spiacevoli, lo dico così, all'interno di territori comunali che non sono di ampiezza tale da avere un'omogenea gestione delle opportunità e delle possibilità.
Anzi, io lo dico per conoscenza diretta anche di certi territori: in particolare, il fatto di andare a disciplinare singole aree territoriali rischia di generare, se non c'è un'omogeneità e non c'è una gestione oculata del testo della deliberazione, delle linee guida, figli maggiori e figli minori, se non cugini o soggetti diseredati.
Questo è molto pericoloso, perché comunque si dà sicuramente la possibilità di limitare uno strumento che può essere criticabile, ma dall'altro lato si dà una discrezionalità che in parte ci preoccupa, a maggior ragione se non ci sono delle linee guida applicative.
A noi dispiace, ma voteremo contro l'emendamento n. 2, ci asterremo sul primo e anche sul subordine, visto che è legato all'emendamento n. 2, voteremo contro.
Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Ho lasciato parlare il consigliere Aggravi per permetterglielo, nel senso che l'emendamento n. 2 e l'emendamento n. 3 vengono ritirati, perché l'obiettivo che avevano questi due emendamenti era comprendere che cosa stava pensando e cosa stava facendo la Giunta.
Abbiamo compreso che non saranno 30 e non saranno molto probabilmente nemmeno 60 giorni. Era un po' per mettere in guardia rispetto a quanto può accadere, se questa cosa viene rimandata a chissà quando nel tempo. Va bene quello che ci ha risposto.
L'emendamento n. 1 invece rimane, perché comunque era un'esigenza emersa negli anni, quindi molto probabilmente ci chiediamo se è stata solo una dimenticanza, o se effettivamente, come dice l'Assessore, è che invece non l'hanno proprio proposta.
Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento n. 1 di PCP. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 2
Contrari: 6
Astenuti: 25 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Marquis, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'emendamento n. 1 del gruppo PCP non è approvato.
Gli emendamenti n. 2 e n. 3 sono ritirati.
Vi è adesso l'emendamento della maggioranza. Lo diamo come illustrato.
Lo mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Distort, Foudraz, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Perron, Sammaritani)
L'emendamento è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 51, così come emendato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Contrari: 6
Astenuti: 9 (Aggravi, Baccega, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano)
L'articolo n. 51 è approvato.
Segue l'emendamento n. 4 di Rassemblement, che introduce l'articolo 51bis.
Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Avevo già esplicitato le motivazioni per le quali avevamo presentato questo emendamento e voglio rimarcarle, ringraziando tra l'altro la collega Guichardaz perché, nel presentare e nel trattare l'emendamento n. 2, mi ha dato l'occasione di riflettere ulteriormente sull'articolo 51, e in particolare nel principio che ho rappresentato precedentemente, ovvero il rischio di una discrezionalità forte nell'ambito dell'applicazione dei limiti di cui all'articolo 51.
Proprio per evitare un'ulteriore discrezionalità e in particolare dare un segnale, o meglio, cercare di fare un'analisi più complessiva, abbiamo cercato di rappresentare, con questo emendamento n. 4, una posizione politica chiara del gruppo di Rassemblement Valdôtain.
Se da un lato si vede il Piano casa come lo strumento col quale si è andati ad appesantire il carico insediativo di alcuni Comuni, soprattutto dove i valori immobiliari sono più alti rispetto ad altrove, riteniamo che però ci si dimentichi anche di altri strumenti che nel tempo hanno contribuito a caricare ulteriormente il carico insediativo all'interno di questi Comuni.
L'articolo 51bis cerca di disciplinare, in maniera simile al limite introdotto dall'articolo 51, gli accordi di programma di cui agli articoli 26 e 27 della legge n. 11.
In generale, la preoccupazione che abbiamo è che, se da un lato limitiamo l'applicazione e aumentiamo tra l'altro una discrezionalità, quindi sarà fondamentale capire e leggere la delibera applicativa dell'articolo 51, se da un lato andiamo a limitare l'applicazione del Piano casa, perché lo riteniamo un elemento di aumento del carico insediativo e soprattutto di volumetria all'interno di un Comune, non possiamo dimenticarci anche strumenti che nel tempo hanno consentito, e consentiranno, di aumentare ulteriormente il carico abitativo e insediativo di un Comune.
Si crea sostanzialmente una guerra tra le piccole e medie volumetrie e le grandi volumetrie.
Sarebbe interessante, ne abbiamo anche parlato in Commissione con l'Assessore e i dirigenti, fare un'analisi complessiva, non solo di applicazione del Piano casa, ma di tutti gli strumenti e di quanto hanno pesato poi sulle infrastrutture dei singoli Comuni. Perché è inutile che io blocchi il Piano casa e poi faccia un accordo di programma che sì ha un interesse pubblico, ma che mi genera non un appartamento in più, ma magari ottanta appartamenti, e poi mi devo trovare a fare degli investimenti, in termini di fognature e di servizi, notevoli, che pagherà magari lo stesso Comune, magari a distanza di tempo. Evito di citare casi che conosco molto bene, se i colleghi vogliono possiamo prenderci volentieri un aperitivo in un comune e vi rappresento in tal senso certe situazioni.
Rischiamo di avvantaggiare gruppi di interesse spesso molto grandi e molto esterni alla nostra regione, piuttosto che i singoli cittadini.
Rubo l'espressione che ha usato la collega Guichardaz, della corsa al titolo edilizio: io mi auguro che limitare il Piano casa e lasciare liberi altri strumenti eccezionali di sviluppo urbanistico non possa invece generare una corsa sostanzialmente a cercare il grande investitore che può creare delle operazioni che il singolo cittadino, il singolo proprietario, non può fare.
La nostra volontà è inserire un articolo che, almeno in parte, non sicuramente in modo puntuale e preciso, prova a restituire una pari dignità e opportunità nei confronti di chi oggi è proprietario di strutture e vuole svilupparle. Strutture che spesso sono anche proprietà di famiglia da lungo tempo.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - La normativa, anche regionale, delimita in modo piuttosto definito il perimetro dell'interesse pubblico. In tal senso, la possibilità di realizzare interventi di interesse pubblico, che costituisce il presupposto per l'avvio di un accordo di programma, difficilmente può essere limitata da una deliberazione comunale, soprattutto nel caso in cui l'interesse e l'iniziativa sortiscano da un altro ente, diverso dal Comune. La regia di queste procedure speciali non è un'esclusiva dei Comuni.
È inoltre utile ricordare che l'istituto dell'accordo di programma, di cui agli articoli 26, 27 e 28 della legge regionale 11/1998, è dotato di una disciplina attuativa di cui alla delibera di Giunta regionale 469/2008 e alla delibera di Giunta regionale 1797/2009, che precisa anche il livello progettuale richiesto.
Pertanto, si propone l'astensione.
Presidente - Consigliere Distort, ha la parola.
Distort (LEGA VDA) - Vorrei solo riferire, a nome del mio gruppo, che apprezziamo la provocatorietà che esprime questo emendamento. Provocatorietà che fa emergere quanto le limitazioni proposte al Piano casa generino di fatto figli e figliastri.
Apprezzando questo, e dichiarandolo apertamente, tuttavia noi dichiariamo anche che, insieme a questo apprezzamento, ci sarà comunque il nostro voto di astensione, semplicemente per rimanere fedeli a questa nostra linea, che per noi è una conditio sine qua non di valorizzazione fino in fondo delle opportunità del Piano casa.
Presidente - Non vedo altri. Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 4
Astenuti: 29 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Perron, Padovani, Rosaire, Sammaritani, Sapinet, Testolin)
L'emendamento non è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 52. La votazione è aperta.
Stiamo votando l'articolo n. 52. Proviamo a chiudere e riaprire la votazione. C'è un problema al sistema.
La votazione è aperta sull'articolo n. 52. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 27
Astenuti: 6 (Aggravi, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Perron, Restano)
L'articolo 52 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 53. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 18
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
L'articolo n. 53 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 54? Stesso risultato.
All'articolo n. 55? Stesso risultato.
All'articolo n. 56? Stesso risultato.
Adesso passiamo alla votazione della legge nel suo insieme. Ci sono interventi?
Consigliere Distort, in dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Solo due parole, penso che siano ormai superflue, perché la nostra posizione si è esplicitata in maniera cristallina.
Tengo però, a nome del nostro gruppo, a precisare che riconosciamo, come è già stato detto da parte nostra, l'esercizio di adeguamento normativo in questo ambito nel settore della disciplina urbanistica ed edilizia. Per questo motivo, abbiamo espresso il nostro voto favorevole ad alcuni articoli.
Rimane comunque evidente che nel suo complesso il disegno di legge non risponde all'attesa di riforma urbanistica che il territorio chiede, direttamente o anche indirettamente... perché la capacità della politica sta anche nel percepire le dinamiche che non vengono espressamente rivolte, questa è capacità di ascolto e capacità di osservazione.
Riconosciamo e ribadiamo che, dopo cinque anni di Legislatura, si è partorita una riforma dell'assetto normativo dell'edilizia e dell'urbanistica, ma non certo la riforma sostanziale di visione urbanistica. Questo rimane un dato di fatto e abbiamo piacere di ribadirlo.
Chiaramente, il nostro voto sarà di astensione.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Vorrei esprimere la posizione di voto complessiva e anche per esprimere il perché si è scelto di non votare i singoli articoli, quindi fare un voto differenziato.
Lo abbiamo detto sia in Commissione, sia in discussione generale: riconosciamo, lo abbiamo riconosciuto, che ci sono alcuni elementi di aggiornamento sicuramente positivo; come riconosciamo anche, lo dice la stessa legge all'articolo 1, che manca - ma su questo penso che tutti i colleghi siano pienamente d'accordo - per fare una riforma completa, una valutazione complessiva dello stato dell'arte della pianificazione territoriale, manca un documento che sta al di sopra dell'applicazione, che è il PTP. Lo sappiamo, non c'è bisogno di ripeterlo: è in una situazione di necessità e non ne facciamo colpe a nessuno. Questa è una considerazione più generale.
Detto questo, abbiamo ritenuto che andare a fare un voto diversificato all'interno degli articoli avesse poco senso, perché se si accetta l'impostazione che è stata data dalle strutture, e anche dagli estensori del provvedimento, è necessario... al netto forse dell'articolo 51, che è quello un pochettino più politico rispetto agli altri e andava ovviamente accettato in toto.
Abbiamo provato - lo abbiamo fatto già nel momento della Commissione e lo abbiamo fatto anche in Aula - a presentare degli ulteriori contributi in termini di emendamenti e di ordini del giorno. Riconosciamo che un ordine del giorno è stato accettato e ci auguriamo che sia quanto rappresentato nei contenuti degli emendamenti, che nell'altro ordine del giorno, comunque possano contribuire alla fase più applicativa.
Perché, ricordiamolo, al di là dell'intervento di legge, c'è una fase applicativa tutt'altro che semplice. In questo senso ci auguriamo che possa sempre più diminuire la discrezionalità e soprattutto le differenze, in maniera tale da poter dare delle indicazioni quanto più uniformi sul territorio, nell'interesse dei professionisti ma, soprattutto, di chi è proprietario di una casa o di un intervento legato a un immobile.
Nel complesso, potremmo dire che il nostro è un voto di astensione costruttiva, nel senso che qualcosa abbiamo presentato, spero che ci sia almeno riconosciuto lo sforzo e l'impegno fatto dal gruppo del Rassemblement Valdôtain, soprattutto su dei principi; richiamo soprattutto quanto espresso all'articolo 51, che abbiamo espresso con iniziative anche durante l'attività consiliare, al di là di questa modifica di legge.
Detto questo, noi ci asterremo nel complesso della legge.
Presidente - Consigliere Marquis, a lei la parola.
Marquis (FI) - In sede di dichiarazione di voto, confermiamo quanto è già stato detto nell'ambito della discussione generale.
Abbiamo avuto modo, durante la votazione dei singoli articoli, su alcuni articoli, di esprimere il voto favorevole, perché ritenevamo che gli aggiustamenti che sono stati proposti fossero utili a migliorare o a mettere ordine in determinate situazioni.
Tuttavia, a livello generale, il nostro posizionamento sarà di astensione, perché riteniamo che una modifica della legge urbanistica come la legge 11/1998 avrebbe dovuto essere più sostanziale di quella che è stata presentata.
Ci rendiamo conto che l'Amministrazione regionale ha cercato di dare soluzione ad alcuni problemi che erano sul tavolo, tuttavia, dal nostro punto di vista, le aspettative erano più alte, pertanto confermiamo l'astensione.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Desidero innanzitutto ringraziare, per il grande lavoro svolto, in Commissione e in Aula, il collega Distort, per la grande opera di sintesi e di proposizione che ha fatto e per la grande competenza che ha dimostrato nel percorso dall'inizio, fin da quando abbiamo cominciato a discutere di questo tema.
Proprio su questo, assessore Sapinet, io ho registrato le parole con cui è intervenuto, dicendo una cosa: che sostanzialmente nessuno è intervenuto sul tema dell'urbanistica in Commissione. Assessore, io non so se lei era in Aula o meno in questo annetto, perché ha detto che abbiamo mosso delle critiche e che è facile muovere delle critiche, ma che poi bisogna fare delle proposte. Ci ha detto che parlare di urbanistica e dare un'idea, dare una visione, bisognava farlo prima.
Io non so se lei in questo annetto, ma anche prima, dall'inizio della Legislatura, ha frequentato quest'Aula, perché il collega Distort si è alzato più volte e più volte, con ordini del giorno, con iniziative, con azioni ispettive, con mozioni e quant'altro, ha evidenziato qual è la posizione della Lega dal punto di vista urbanistico. Lo ha fatto ancora una volta, secondo me in maniera assolutamente centrata, nell'incontro che abbiamo fatto la settimana scorsa col viceministro Rixi, durante il quale abbiamo anche elaborato (lo ha fatto il collega Distort) dei punti che secondo noi sono esattamente quelli che andrebbero applicati alla nostra Regione. Se qualcuno avesse voluto avere un'idea di urbanistica, avrebbe potuto semplicemente prendere le iniziative portate dal collega, leggerle, e avrebbe avuto tranquillamente un'idea dell'urbanistica, di quello che andava fatto.
Adesso vedo che fa ampi cenni di diniego, probabilmente non si riferiva a noi, ma tanto per dirle che da parte nostra una proposta è arrivata. Che questa poi non sia stata colta credo che sia nei fatti e sia palese, come ha già detto il collega.
Lei ha detto, Assessore, che si è parlato molto di quando questo sarebbe stato approvato, di quando il decreto "Salva casa" sarebbe stato recepito, e poi non si è detto il come. Assessore, il come è abbastanza semplice: c'è una legge, che è già stata mediata a livello nazionale con tutti i portatori di interesse, come le ho ricordato nell'intervento di questa mattina, con le associazioni di categoria, i professionisti, i rappresentanti delle imprese e dei proprietari di casa. È stato un lavoro, un lungo lavoro, che ha messo al tavolo davvero decine e decine di soggetti che hanno portato le proprie osservazioni, e che hanno poi concretizzato queste osservazioni su un testo, che è quello che poi è stato approvato.
Il come era quello. Non era prendere una legge, o un decreto, che viene fatto per semplificare una normativa, e poi ridurlo, perché questo evidentemente crea dei problemi. È quello che noi abbiamo sottolineato.
Da qui quello che io ho detto oggi, che sono felice sia piaciuto al collega Chatrian: cioè "troppo poco e troppo tardi". Il collega Chatrian dice che il "troppo poco" in realtà è quello che serviva, secondo noi non si è fatto abbastanza, quindi abbiamo delle visioni differenti. Secondo noi non si è recepito a sufficienza questo decreto, si poteva avere più coraggio, anche nella revisione della 11/1998, ma questo lo ha evidenziato, come già detto, il collega Distort, in maniera perfetta e centrata.
Sul "troppo tardi", sinceramente io penso che non ci siano margini di mediazione, perché vede, collega Chatrian, io capisco che si siano volute fare delle analisi, capisco, Assessore, che si sia voluto prendere del tempo per riflettere, però parliamo di maggio 2024, capisce? Voi a maggio 2024 avevate già il testo.
Poi dite: "Vabbè, aspettiamo la conversione". Vogliamo darvi il beneficio del tempo dei due mesi di conversione del decreto? Diamo i benefici del tempo di conversione del decreto, siamo a luglio. A luglio non si potevano fare quei confronti, che erano così importanti e fondamentali da dover limitare il decreto "Salva casa"?
Luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile. Scusate, a me sembra che effettivamente ve la siate presa con molta calma, troppa calma.
Ecco perché, evidentemente, anche per noi sul complesso del testo, pur avendo votato gli articoli, il voto sarà di astensione.
Presidente - Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (UV) - Intervengo in dichiarazione di voto, per ribadire il nostro voto positivo su questo impianto, su questo disegno di legge.
Il dato politico, per quanto ci riguarda, non solo è positivo, ma è una legge che sarà utile alla comunità valdostana tutta.
Inoltre, vorrei ribadire ulteriormente che, per quanto ci riguarda, è il giusto equilibrio cui volevamo tendere, avendo una visione chiara del nostro territorio.
Quindi sì, ci siamo presi del tempo, sì, abbiamo analizzato attentamente quel "Salva casa" nazionale molto aperto e abbiamo valutato attentamente quali potevano essere le proposte che a livello nazionale potevano essere utili per la nostra comunità e per i nostri cittadini, e dove invece volevamo scrivere nero su bianco le nostre prerogative, le nostre idee, inserite in queste modifiche fatte nella legge regionale 11/1998.
Senza nulla togliere al livello nazionale, che rispettiamo, ma non siamo d'accordo: per quanto ci riguarda, per il governo del territorio, alla base di tutto c'è l'ente territoriale principale, che è il Comune e, per salvaguardare questo ente, questo percorso e questa scelta di natura politica, indubbiamente abbiamo voluto fare tutti i confronti e i passaggi utili per inserirla all'interno di questo impianto.
È stata una sfida? Sì.
Riteniamo di avere raggiunto degli obiettivi utili per la nostra comunità? Per noi sì.
Adesso la sfida successiva sarà l'applicazione di questa legge, che tra poco andremo ad approvare.
Mi sembra che sia stato comunque un dibattito franco e interessante. Ci sembra che la nostra posizione sia equidistante e corretta tra chi non vuole assolutamente trovare delle soluzioni, perché bisognerebbe forse ancora vivere in una certa maniera, senza creare delle condizioni utili a chi invece, per scelta, ha deciso di abitare in un territorio comunque particolare, e chi dall'altra parte vuole probabilmente prendere per oro colato le regole del gioco che a livello nazionale sono state approvate.
Nessuna polemica, ma ci sembra che questo sia veramente le bon chemin.
Presidente - Assessore Sapinet, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Non sarei intervenuto, ma lo faccio solo per due precisazioni al collega Manfrin, con cui evidentemente o mi sono espresso male o non ci siamo capiti.
Tutto potrò dire del collega Distort, ma non che non sia intervenuto nell'ambito della Legislatura, ma anche nell'ambito di questo provvedimento, in Commissione, sulla tematica urbanistica. Anzi, ho precisato anche che non mi ossessiona, ma un confronto, magari spesso su posizioni diverse, non può che essere costruttivo e interessante.
Un dibattito, quello odierno, che ha messo tra le altre cose in evidenza che non si parlava del recepimento del solo decreto "Salva casa", ma anche di una prima modifica alla legge n. 11.
Qualcuno ha parlato di sfide, mi aggancio a quello: i prossimi passaggi sono quelli applicativi e poi la sfida della revisione del PTP, che i decisori politici si troveranno ad affrontare.
Presidente - Presidente della Regione, ne ha facoltà, in dichiarazione di voto.
Testolin (UV) - A chiusura di un dibattito sicuramente interessante, è mia intenzione non entrare nel merito di questioni tecniche e filosofiche, che sono state affrontate in maniera impeccabile da chi mi ha preceduto, sottolineando la bontà di questo provvedimento normativo, ma ringraziare per il lavoro di coinvolgimento che è stato fatto a livello di Commissione. Voglio ringraziare l'Assessore per essersi messo a disposizione per un confronto importante, intenso e lungo, per certi versi anche estenuante, con le varie controparti che, giustamente, su questo provvedimento hanno espresso i loro punti di vista.
Penso che il collega Chatrian abbia ben riassunto lo spirito di questo provvedimento: un provvedimento equilibrato, che cerca di adattare una riforma che deve essere calata su un territorio che è del tutto particolare, che ha necessità che sono probabilmente diverse da quelle standard, che possono andare bene per tutte le stagioni e per tutte le località, e che richiama quei concetti per cui molte volte la Valle d'Aosta ha caratteristiche particolari e ci lamentiamo quando, ad esempio, in ambito agricolo, ci vengono imposte situazioni che vanno bene per il resto d'Europa, ma che qua non trovano la loro applicazione, o comunque necessitano di approfondimenti maggiori e di un percorso più delicato per la loro applicazione.
Questo provvedimento penso che vada in quest'ottica: nell'ottica del rispetto dei territori e di chi li amministra, in un'ottica di confronto, anche con le associazioni di categoria e con i professionisti, che evidentemente anche al loro interno non hanno tutti uno stesso tipo di visione.
Questo è sicuramente un provvedimento importante, che dovrà essere poi calato con delle delibere applicative, che saranno altrettanto importanti da portare avanti, e sarà il preludio per ulteriori modifiche, che chiaramente dovranno abbracciare il campo più ampio del PTP, per dare completezza e organicità a questo percorso e chiuderlo complessivamente.
Grazie quindi a tutti coloro che hanno lavorato e che, anche dalla parte opposta, da una visione diversa, hanno comunque contribuito ad un dialogo costruttivo.
Presidente - Non vi sono altre dichiarazioni di voto.
Mettiamo in votazione la legge nel suo complesso. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 18
Astenuti: 14 (Aggravi, Baccega, Distort, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano, Sammaritani)
Il disegno di legge è approvato.
Prima di passare al punto seguente, sospendiamo brevemente i lavori del Consiglio per arieggiare i locali. Ricordo inoltre che, durante la pausa, è convocato l'Ufficio di Presidenza.
Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle 17:00 alle 17:28.
