Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4725 del 21 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4725/XVI - Piano regionale faunistico-venatorio. (Approvazione di due ordini del giorno. Reiezione di due ordini del giorno)

Bertin (Presidente) - 30 Consiglieri presenti. Finita la discussione generale, fatta la replica, stiamo discutendo gli ordini del giorno presentati. È già stato affrontato l'ordine del giorno n. 1 di PCP. Passiamo al primo ordine del giorno di Rassemblement. Chi lo illustra? Consigliere Planaz, a lei la parola.

Planaz (RV) - Come già anticipato nella mattinata odierna, noi abbiamo presentato un ordine del giorno riguardante un eventuale piano di prelievo riguardante la specie dello stambecco. Vorrei soffermarmi e spiegare bene da dove nasce da parte del nostro gruppo questa scelta, perché non vorrei che fosse presa in considerazione malamente. Questo nostro ordine del giorno nasce dal fatto che abbiamo preso visione, a seguito di questo piano faunistico, di tutta una serie di dati scientifici, principalmente l'espressione del parere di ISPRA, pareri ministeriali, per poi arrivare a valutare il piano faunistico che stiamo analizzando e andare a fare la nostra proposta.

Oggi noi, come gruppo di Rassemblement Valdôtain, con questo ordine del giorno non chiediamo la caccia alla specie della Capra Ibex, ma chiediamo una cosa diversa, che va nella nostra ottica - e speriamo che sia condivisa da tutta o parte dell'Aula - di rafforzare la specie dello stambecco. Infatti, considerata la popolazione presente sul nostro territorio, noi chiediamo di andare a valutare se ci sono ancora delle aree a vocazione o a grande vocazione, territori non popolati dalla specie. Si domanda di prelevare in altre aree, altre zone dove oggi la popolazione dello stambecco ha una popolazione elevata in base alla superficie idonea per la specie e di spostarla in queste aree. Un'operazione di tale tipo avverrebbe sempre sotto la grandissima attenzione di esperti faunistici, guardie forestale e quant'altro. Cosa andiamo a chiedere? Di valutare se nella nostra regione ci sono ancora aree dove si potrebbe dare vita a nuove famiglie di questa specie prelevandole in quelle aree dove la popolazione è elevata.

Quali sono le cause di una popolazione elevata? Fa strano che una specie per tanti anni... forse anche se torniamo indietro di 300 anni, 200 anni o 100 anni... ha rischiato quasi l'estinzione. Oggi cosa accade? Che, a causa del sovraffollamento, in una determinata area questa specie può andare in sofferenza alimentare e si possono creare dei danni agli animali che sono magari giovani, piccoli o anche più adulti ma più deboli, perché non hanno a sufficienza da mangiare. Cosa facciamo? Noi andiamo a identificare se ci sono delle aree dove c'è la possibilità di formare altre famiglie e altri gruppi di questa specie, andiamo a valorizzare e dare spazio agli altri esemplari più deboli e quant'altro. Dopodiché, se il numero di questa specie è soddisfacente e sempre studiato, con tutta una serie di dati specifici, tipo un numero... lo dico anche da allevatore: 3,5 capi per 100 ettari è una misura territoriale importante per questa specie, però importantissima per lo sviluppo della stessa. In più avremo - tanto non saremo noi come gruppo di Rassemblement a farlo ma il tutto avverrà sempre sotto il vigile controllo di chi si occuperà di questa cosa - la possibilità di andare a identificare se ci sono delle malattie infettive, che possono creare delle difficoltà per la sopravvivenza della specie.

Un altro fatto per cui in passato non abbiamo voluto appoggiare iniziative di questo tipo, la nostra preoccupazione principale, è che oggi questa specie non ha nessun timore né dell'uomo, né degli animali, perché è un animale che ha avuto per anni una grande protezione. È un motivo in più perché il prelievo di questa specie, soprattutto per i primi periodi, abbia l'attenzione molto elevata di andare a identificare quei capi che magari sono un po' più anziani o un po' più deboli per preservare la razza e mantenere anche un equilibrio, come si fa nelle altre specie, il che vuol dire maschi e femmine che possono garantire la riproduzione di tutti i capi.

Cosa chiediamo in questa iniziativa? Chiediamo al Governo regionale "di prevedere, entro i prossimi dodici mesi, una bozza di norma di attuazione da presentare all'attenzione della Commissione paritetica per prevedere la possibilità di aprire una caccia di selezione a questa specie". Poi, se andiamo a leggere in tutte le premesse, viene specificato proprio che non sarà una caccia o un prelievo come su tutte le altre specie. Ci sarà un monitoraggio e ci saranno dei prelievi accurati solo su determinati capi, che non creeranno sicuramente un rischio per la specie. Questo lo voglio sottolineare a tutti gli effetti, perché la cosa più importante per noi come gruppo - e penso per tutti noi - è non creare delle difficoltà per la sopravvivenza della specie, ma dobbiamo fare sì che questo aiuti ad avere dei dati, delle analisi ulteriori su questa specie per far sì di conoscerla meglio anche dal punto di vista genetico, perché, come esaminato - e ci siamo confrontati anche con degli esperti -, tutta la popolazione di questa specie ha quasi tutta la stessa genetica. Cosa vuol dire questo? Se noi andiamo a prendere animali in tutto l'arco alpino, derivano tutti dalla stessa famiglia e qua il rischio di consanguineità tra le specie è una cosa da poter monitorare, valutare e, visto che le famiglie sono molto sparse e divise su tutto il territorio, anche andare a individuare se ci sono eventuali variazioni a livello genetico, che, scambiando alcuni esemplari da una famiglia all'altra, possono aiutare a rafforzare queste razze.

Noi aspettiamo la risposta su questa iniziativa, ci sarà un dibattito dato che è una questione sentita, immagino, da tutte le parti politiche e da tutti. È normale, ognuno avrà la sua visione. Speriamo che l'ordine del giorno venga considerato favorevolmente, non nell'ottica di dire: apriamo la caccia allo stambecco, ma in quella di dire: oggi noi con questa iniziativa diamo il via a un iter per poter legiferare per un eventuale primo dislocamento di questi capi - che magari in certe aree sono un po' più numerosi, in altre neanche presenti - e in più, eventualmente, effettuare alcuni prelievi.

Presidente - Altri? La parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - Per riprendere l'iniziativa che è stata presentata dai colleghi di Rassemblement Valdôtain, credo che questa iniziativa sia già all'interno in parte del piano faunistico perché, come ho ricordato nelle mie repliche anche all'osservazione fatta dal consigliere Ganis, il paragrafo 4.1.6.3 è un paragrafo che parla delle azioni per una possibile gestione dello stambecco in Valle d'Aosta.

Questa iniziativa però va un po' oltre e detta, anche da un certo punto di vista correttamente, dei termini entro i quali il Dipartimento deve impegnarsi a mettere in piedi tutta una serie di azioni necessarie per poi arrivare alla proposta di una bozza di norma di attuazione da proporre poi in Commissione paritetica e poi da lì ovviamente sappiamo bene tutti qual è l'iter che deve seguire, ma è un tassello in più che va però nella direzione che abbiamo appunto già tracciato nel piano faunistico e che, anche dal punto di vista tecnico, ci è stato sostenuto da parte dei tecnici presenti in audizione in commissione, anche a fronte di specifiche domande da parte dei colleghi in quella sede.

In Valle d'Aosta nel 2024 risultano 3.876 stambecchi e, senza ripercorrere tutto quanto lei ci ha illustrato nelle premesse, tecnicamente è possibile procedere a un piano stambecco che vada un po' a ripercorrere la situazione in Trentino-Alto Adige, dove abbiamo una norma di attuazione e un piano di gestione dello stambecco 2022-2026. La Regione Valle d'Aosta quindi in questo momento è nelle condizioni di poter giustificare tecnicamente come possiamo andare a selezionare, ovviamente, perché il primo obiettivo - lo abbiamo già ricordato questa mattina - è quello di valorizzare la fauna presente nel nostro territorio, ma nello stesso tempo andare a permettere una selezione per fare anche tutta una serie di prelievi e di analisi che possono essere utili alla ricerca e anche allo stato di avanzamento della specie, come sta evolvendo questa specie all'interno del nostro territorio e come possiamo aiutarla al meglio.

Dal nostro punto di vista, quindi, questa vostra iniziativa è accoglibile ed è un'iniziativa che va a ripercorrere un po' il solco di quanto già previsto all'interno del piano faunistico. Credo sia corretto quanto è stato presentato in quanto era corretto aspettare il piano faunistico prima di andare a porre in essere tutta una serie di azioni, perché - lo abbiamo detto varie volte - è corretto andare prima a vedere la programmazione a livello macro per poi andare a lavorare sui singoli settori e sulle singole specie, sul come intervenire nelle singole specie. Questa quindi è sicuramente l'occasione giusta per presentare questo tipo di ordine del giorno e, dal nostro punto di vista, ci sarà un voto favorevole a questa vostra iniziativa.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio il collega Planaz, il proponente dell'iniziativa, e anche l'Assessore per l'assenso dato a questo tipo di proposta. Ci fa particolarmente piacere perché, ovviamente, abbiamo preso atto del fatto che la proposta che avevamo lanciato ad aprile 2024 - che ai tempi raccolse delle astensioni, anzi la maggior parte delle astensioni, quindi gli unici voti favorevoli furono i gruppi di Lega e di Forza Italia - adesso invece trova l'accoglimento del Governo. Non possiamo quindi che esserne piacevolmente colpiti. Ben venga quindi questo passo avanti. Ovviamente già ai tempi - io riprendo l'iniziativa che ai tempi venne posta all'attenzione di questo Consiglio - impegnava il Governo regionale a mettere in atto ogni azione utile per addivenire a una gestione venatoria della specie Capra Ibex. Esattamente come avevamo posto, l'obiettivo è quello.

Rileviamo solo una cosa, giustamente ci è stata fatta notare una piccola criticità di questo ordine del giorno e cioè "si impegna il Governo regionale a prevedere, entro i prossimi dodici mesi, una bozza di norma di attuazione". Ora, io non so se questo Governo traguarderà e riuscirà ad arrivare alla fine dei dodici mesi di continuità. Io chiaramente non parlo a lei, ma probabilmente prendersi un impegno per i prossimi dodici mesi potrebbe essere un po' difficoltoso, quindi io pongo all'attenzione del dibattito se il Governo si può prendere un impegno di prevedere una bozza nei prossimi dodici mesi posto il fatto che tutto è possibile se si fa nel breve. Questo credo che possa essere uno spunto del dibattito su cui magari riflettere. Noi ovviamente la nostra posizione non la cambiamo, eravamo favorevoli prima, siamo favorevoli adesso.

Presidente - La parola al consigliere Ganis.

Ganis (FI) - Ringrazio gli intervenuti. Ricordo all'Aula che la mozione cui ha accennato il collega era una mozione che mi vedeva appunto come primo firmatario. Sono ben contento di averla portata in aula insieme al gruppo Lega e ribadisco che allora il gruppo Lega e il gruppo Forza Italia hanno votato in maniera favorevole, mentre il gruppo di Rassemblement si era astenuto.

A distanza di un anno, quindi sono cambiate un po' le carte sul tavolo. Sicuramente ci sono stati degli approfondimenti, come ha ben evidenziato l'Assessore, però i dati, a mio avviso, erano quelli di circa un anno fa, non sono cambiati più di quel tanto. Un anno fa quindi il gruppo di Rassemblement non votava la mozione e oggi porta in aula un emendamento appunto per il prelievo dello stambecco. ben venga, quindi.

Ricordo una cosa anch'io, perché il collega Manfrin l'ha ben evidenziato: c'è una criticità in questo emendamento, che è quella appunto dei giorni: "nei prossimi dodici mesi". La legislatura finirà prima, quindi il Governo che farà? Questa credo che sarà una cosa importante da discutere all'interno dell'aula. Noi aspetteremo per poi fare le dovute osservazioni ed eventualmente fare una scelta su votare o meno questo emendamento.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Intervengo per una nota forse più politica e più di rappresentazione del passato. Io ringrazio i colleghi Ganis e Manfrin, che hanno ricordato dei momenti passati e voglio integrare il loro ricordo con alcuni passaggi e poi fare una giusta considerazione sul tema dei dodici mesi e della norma di attuazione. Vedete, all'epoca, - ed era il 9 maggio 2024 quando si discusse la mozione che ha ricordato il collega Manfrin - l'impegnativa, se non erro - ho ascoltato e preso qualche appunto -, aveva visto il nostro gruppo astenersi.

Dopo la proposta che fece il collega Planaz, chiedendo ai proponenti di modificare quota parte dell'impegnativa... inserendo che cosa all'interno dell'impegnativa? Un passaggio che indicava e impegnava il Governo regionale, nell'ambito della procedura di definizione del nuovo piano regionale faunistico-venatorio, "a valutare le modalità di addivenire a una prossima gestione venatoria della specie Capra Ibex". All'epoca io, proprio aspettandomi nel futuro un ulteriore appunto, sono intervenuto nel dibattito e ho giustamente voluto ricordare e dire che in quella situazione capivo benissimo che c'era la necessità giusta e comprensibile da parte di una parte politica o più parti politiche, come avviene in tutte le azioni che facciamo in quest'aula, è inutile prenderci in giro, di portare a casa un risultato pronta mano, ma, secondo il gruppo di Rassemblement Valdôtain, questo passaggio doveva essere inserito all'interno della procedura di definizione del piano regionale faunistico-venatorio proprio per definire gli elementi necessari per prendere questa decisione e gli elementi ci sono oggi, perché? Proprio perché, combinato disposto tra quello che abbiamo detto oggi e quello che proponiamo oggi, abbiamo un piano faunistico-venatorio in discussione. Abbiamo avuto modo di parlarne in Commissione, abbiamo avuto modo soprattutto di leggerlo. Quello che quindi dissi all'epoca - sono contento per chi ha delle certezze, noi siamo molto più semplici, pragmatici e anche realisti, non ce le abbiamo -, rafforzando appunto la proposta del collega Planaz, è: se ci accettate l'emendamento, siamo pronti a votare la mozione. Dissi anche: perché non si dica poi che chi non ha votato questa mozione era contrario, questo l'ho detto, è nel resoconto, e lo dissi proprio apposta perché, in un momento di lucidità ? non mi capita spesso, ma ogni tanto ce l'ho ? mi aspettavo che pro futuro, giustamente, si sarebbe fatto questo appunto, anche perché comunque noi lo dicemmo all'epoca, non eravamo contrari. Noi abbiamo chiesto di integrare un'impegnativa che, secondo noi, era riduttiva, semplicistica e mi spiace che all'epoca, lo dico soprattutto al primo firmatario collega Ganis, non ci avete voluto ascoltare. Mi spiace perché in quella sede - me lo ricordo benissimo - c'era molta agitazione e quindi forse in quella sede non siamo riusciti a capirci o non ci avete voluto ascoltare. Mi spiace, però questo è quanto. All'epoca ci siamo astenuti condizionatamente perché il nostro emendamento non è neanche stato preso in considerazione.

Vengo al tema dei dodici mesi e vi ringrazio per averlo sottolineato, perché è vero, molto probabilmente, anzi sicuramente non ci sarà un orizzonte di dodici mesi di questa legislatura. Potevamo scrivere: tre mesi, quattro mesi, sei mesi, dodici mesi. Non c'è tempo, perché poi lo si porta in Commissione paritetica, poi cade tutto, poi non si discute. È vero, ma è un punto politico. Io invece vi chiedo: ma perché continuate a presentare progetti di legge? Forse dovevamo inserire in un ordine del giorno che dava dei voucher per la caccia dello stambecco? Forse quello non aveva dei problemi, non avrebbe dato adito a delle critiche. Perdonatemi l'ironia, nel senso che ognuno qua si sta giocando le sue carte.

Siamo a fine legislatura e ognuno presenta dei progetti di legge, verosimilmente sappiamo come vanno le cose. C'è anche chi li presenta a Roma, però ha delle potenzialità che noi non abbiamo. Poi bisogna leggerne i contenuti e sono molto curioso, l'ho già detto, di leggere i contenuti e di vedere effettivamente, perché le leggi, lo sappiamo, possiamo scriverle tutti, siamo bravissimi a vendere fumo e aria fritta, ma poi bisogna vedere se ci sono i contenuti e soprattutto se ci sono i soldi nelle disposizioni finanziarie, perché altrimenti le leggi poco hanno senso.

Non voglio parlare di altre cose di cui ci sarà molto tempo in campagna elettorale per parlarne. Io accetto la critica dei dodici mesi, ma se non si continuano a presentare dei progetti di legge, giusti, che io mi auguro ci sia il tempo per discutere e approfondire, però mi sembra che il "tic tac" delle Commissioni stia andando oltre e stia arrivando, sostanzialmente, fossimo in un'altra sede, al semestre bianco... come chi presenta ancora dei disegni di legge, giusti, comprensibili e leciti, per carità di Dio, però non venga a fare poi l'appunto a chi giustamente vuole almeno arrivare al risultato politico di portare in Commissione paritetica un testo che nulla vieta nella prossima legislatura, a chi ci sarà, di prendere in mano e portare a compimento.

Presidente - La parola all'assessore Carrel, per il gruppo.

Carrel (PA) - Intervengo per rispondere giustamente alle osservazioni che sono pervenute dai gruppi di Lega e Forza Italia. Io credo che, al di là di della legislatura, ci siano le istituzioni e quindi, se il Consiglio regionale impegna il Governo, come è successo a chiunque abbia avuto l'onore di ricoprire un ruolo all'interno di un Governo o all'interno di un Consiglio regionale, si prende in carico tutta una serie di dossiers che sono stati avviati e deve portare a termine.

Oggi andiamo a dire chiaramente che l'indicazione di questo Consiglio regionale è quella di andare nei prossimi dodici mesi a cercare delle soluzioni tecnicamente sostenibili sulla questione dello stambecco. Glielo dico perché eravamo insieme all'opposizione quando avevamo proposto la modifica di una mozione sulla pernice bianca che aveva chiuso la caccia alla pernice bianca, per rimanere nel mondo venatorio, in una legislatura che non era questa, però gli effetti li abbiamo ovviamente avuti anche su questa legislatura. L'indicazione politica oggi è quindi quella di andare a procedere nello studio, ovviamente se tecnicamente sostenibile, per andare in questa direzione.

Quello che credo sia corretto sottolineare è quanto è avvenuto circa un anno fa in Consulta faunistica, quando, trattando del calendario venatorio, è stato proprio l'ISPRA a dirci che i dati che avevamo sullo stambecco potevano prevedere la possibilità di andare a redigere un piano stambecco che prevedesse un prelievo. È questo che poi ci ha spinti a muoverci in quella direzione. L'ho detto più volte: c'è già un incarico a un tecnico faunistico per studiare la questione, oggi questo tecnico faunistico, questo incarico ha come priorità quella del piano di gestione del lupo, ma è ovvio che con questa mozione, se verrà approvata, il secondo step, non appena avremo un piano di gestione lupo, sarà quello di andare a studiare situazioni dello stambecco. Dopodiché finisce la legislatura, finisce questo Governo, ce ne sarà un altro, ma chi si troverà al Governo avrà sulla sua scrivania un iter già tracciato, sul quale ovviamente potrà fare le valutazioni che riterrà più opportune, ma avrà chiaro un iter che questa legislatura gli ha consegnato. Io credo che questo sia il compito che tutti noi abbiamo, chi al Governo, chi all'opposizione, chi in Consiglio, ma che comunque sia questa l'indicazione chiara sulla quale dobbiamo lavorare e continuare a lavorare. In caso contrario potremmo spegnere i motori e andare tutti a fare campagna elettorale, ma non credo sia questo il momento, perché il momento ci richiede ancora di continuare a governare e di continuare a dare delle risposte. Ovviamente, quando si danno le risposte, almeno dal mio punto di vista, si cercano di dare in prospettiva, quindi guardando anche oltre la campagna elettorale e oltre la legislatura.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, a lei la parola.

Guichardaz E. (PCP) - Credo che invece un'assoluta certezza sia il voto che esprimerò io in aula. Sotto questo punto di vista, immagino che nessuno possa immaginare nemmeno un voto di astensione, perché è vero, l'impegnativa, come diceva il consigliere Aggravi, è un po' edulcorata rispetto a quella che era prevista nel 2024, però sinceramente, come abbiamo detto nel 2024 - e lo ribadiamo oggi - non vediamo nessuna necessità di abbattere gli stambecchi.

Sotto questo punto di vista, cerco di ribadire alcuni concetti già espressi questa mattina proprio nel nostro ordine del giorno, che invece chiedeva di non aprire e neanche di immaginare l'apertura di questa caccia. A parte il fatto che, ribadisco, lo stambecco rimane il simbolo del Parco del Gran Paradiso e di quasi tutte le campagne pubblicitarie della Valle d'Aosta e ricordando che questo simbolo già nel 1800 ha rischiato di scomparire, oggi sappiamo che - e su questo dissento dalle cose dette questa mattina dal consigliere Planaz - è in pericolo anche per la questione dei cambiamenti climatici, perché sicuramente l'attività... e anche semplicemente il nutrimento lo ricerca in periodi, come è stato detto anche dal Consigliere, non certo di pieno sole e si sposta anche spesso nel periodo notturno, quindi è più soggetto anche a possibili predazioni.

Sotto questo punto di vista, mi stupisce che proprio chi attacca in continuazione... la questione lupo... continua a dirci su proprio quelli che possono essere degli animali predati, perché sicuramente gli ungulati sono parte della catena alimentare del lupo... quindi chi continua a parlare dei danni del lupo, del cinghiale e via dicendo vuole andare a sparare a chi all'agricoltura non fa assolutamente del male, all'uomo non fa assolutamente del male. Ci chiediamo quindi perché c'è questa necessità che, ribadisco, noi non vediamo. Credo di poter parlare anche per la consigliera Minelli, anzi ne sono quasi certa. Sicuramente quindi il mio voto sarà contrario e sarà solo uno, ma è come se ce ne fossero due anche per questo ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Ganis, è già intervenuto. Uno per gruppo. Per il suo gruppo è già intervenuto. Altri gruppi? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 34

Favorevoli: 33

Contrari: 1

L'ordine del giorno è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno seguente: il n. 2 di Rassemblement Valdôtain. La parola al consigliere Planaz.

Planaz (RV) - Questo è un ordine del giorno sempre referente al piano faunistico-venatorio regionale, che riguarda la legge regionale 64/1994, l'articolo 15, comma 1, lettera a), con riferimento all'elezione del Presidente. "Richiamato l'articolo 17, comma 1, che indica la Valle d'Aosta come unico Comprensorio alpino di caccia ripartito in 8 circoscrizioni; considerato che il comma 1, lettera b), dell'articolo 15 indica che gli 8 rappresentanti dei cacciatori disegnati dagli appartenenti alle 8 circoscrizioni venatorie di cui all'articolo 17 sono individuati nella misura di uno per ciascuna di esse; preso atto che l'elezione del Presidente e la designazione dei rappresentanti non hanno attualmente un ruolo coordinato fra di loro; considerata la necessità di una gestione uniforme nella totalità dei cacciatori tesserati nella circoscrizione per una migliore rappresentatività e per rafforzare la sinergia fra il Presidente e i rappresentanti delle circoscrizioni".

Questo ordine del giorno, per farla breve, oggi va proprio nell'indirizzo delle nostre volontà di dare ancora più forza a questo piano faunistico regionale e, ahimè, oggi chi rappresenta tutta una serie in questo caso di calciatori, a volte si trova nell'impossibilità, a seconda di tutte le varie circoscrizioni, dei diversi gruppi di cacciatori e quant'altro, di avere a volte un'idea uniforme e poter dare il massimo della rappresentatività dove è stato assegnato. Noi chiediamo al Governo regionale di modificare l'articolo 15 della legge regionale 64/1994 entro la prossima elezione del Comitato regionale per la gestione venatoria, prevedendo che il Presidente sia eletto dai presidenti delle circoscrizioni. Andiamo a sottolineare che... scusate, è stato emendato... praticamente tramite un confronto con il Comitato venatorio tengo a precisare che andiamo a dare la possibilità per ogni circoscrizione di scegliere il proprio rappresentante. Di qui in avanti ci saranno i rappresentanti delle varie circoscrizioni che andranno a definire chi è che deve rappresentare tutte le varie circoscrizioni.

Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - Grazie consigliere Planaz. Questo ordine del giorno è sicuramente un ordine del giorno più tecnico, che riguarda più l'organizzazione del mondo venatorio. Come abbiamo già avuto modo di dire nella presentazione del piano faunistico, questo piano indica come direzione quella della circoscrizione come centro della gestione del mondo venatorio, riordina un attimo anche tutti gli aspetti legati ai regolamenti e dà come indirizzo quello di uniformare un attimo questo mondo che ha, dal nostro punto di vista, la necessità di essere rappresentato al meglio. Questo ordine del giorno quindi ci invita di fatto a valutare insieme al mondo venatorio... perché è corretto, riguardando il mondo venatorio, condividere con loro le eventuali modifiche per andare a portare delle modifiche a quello che potrebbe essere l'articolo 15 della legge 64/1994.

Condivido con lei che oggi il sistema è un sistema abbastanza ibrido, anche legato a tutta una serie di evoluzioni che si sono susseguite nel tempo della legge con cui veniva scelto e poi votato il Presidente del Comitato caccia, quindi è corretto andare a mantenere le 8 circoscrizioni, esattamente come richiesto dalla maggioranza dei cacciatori e inserito nel piano faunistico. È altrettanto corretto dare la possibilità a chi farà il Presidente del Comitato venatorio di essere il Presidente, quindi di avere poi la certezza di avere la maggioranza delle circoscrizioni e dei voti delle circoscrizioni all'interno del Comitato, perché questo è un elemento fondamentale per il buon funzionamento del mondo venatorio e anche per un confronto politico con l'Assessore di turno e con l'Ufficio Fauna. Avere quindi una rappresentatività forte e stabile ci potrà sicuramente aiutare a poi attuare quello che nel piano faunistico abbiamo ipotizzato e sul quale oggi, di fatto, poniamo semplicemente le basi.

Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.

Ganis (FI) - Come gruppo, ci siamo confrontati con le associazioni maggiormente rappresentative e ci è stato detto che, prima di andare a modificare l'articolo 15, sarebbe opportuno andare a modificare la legge 64/1994. Come gruppo, quindi noi ci asterremo a questo ordine del giorno.

Presidente - Altri gruppi? La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Presidente, anche per avermi atteso. Solo per dire che anche noi abbiamo guardato l'ordine del giorno e abbiamo visto l'emendamento, perché i dubbi erano i medesimi che ha sollevato il collega Ganis. Qui però, nella sua riformulazione, quindi nell'emendamento che è stato proposto, c'è proprio un previo confronto con le associazioni venatorie. Essendo quindi stato inserito questo elemento nella riformulazione dell'ordine del giorno, a questo punto riteniamo che l'ordine del giorno sia assolutamente ricevibile e recepibile, così potremo votare a favore.

Mi permetto solo di prendere trenta secondi rispetto a quanto è stato evocato sulle iniziative politiche. Non me ne voglia, ovviamente, il collega Aggravi. Soltanto per dire che, ovviamente, le iniziative che vengono messe in campo, soprattutto quelle di quel tipo di respiro vedono una doppia possibilità. Così come il collega Aggravi ha evocato la possibilità di non votare un ordine del giorno, un'iniziativa, una mozione, la mozione nello specifico che era stata presentata, perché bisognava aggiungere una parte e modificarne una, quindi il senso diventava diverso... si è voluti andare nello specifico, le proposte di legge hanno un loro orizzonte, che è l'orizzonte di dire: se vengono approvate, sviluppano i loro effetti un minuto dopo che vengono pubblicate. Diverso è dire diamo un orizzonte temporale di dodici mesi a fronte del fatto che è vero che un Governo ci sarà, ma è altrettanto vero che quel Governo potrebbe riflettere una maggioranza diversa, o anche, banalmente, potrebbe essere lo stesso identico Governo ma che riparte da zero e non ritiene di avere degli impegni politici presi. Questo è semplicemente il rilievo che abbiamo formulato, che peraltro è andato in ogni caso nella direzione del fatto che abbiamo votato favorevolmente, perché noi condividiamo lo spirito e, a prescindere dalle eventuali minime differenze rispetto a quelle che vengono proposte, riteniamo che quella sia la direzione e noi abbiamo condiviso quella direzione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Il fatto personale consiste nel fatto che il collega Manfrin mi ha ascoltato, però ha rappresentato una situazione un po' diversa da quella che ho detto. Io ho argomentato dicendo che l'emendamento che noi proponevamo prevedeva il fatto che ci fosse un processo di pianificazione, quella del piano faunistico-venatorio, che in quel momento non c'era. Oggi c'è e quindi, coerentemente, noi non avevamo detto: "non votiamo perché non accettate", no, c'era una coerenza rispetto a quello che dicevamo.

Sul tema invece dei dodici mesi, abbia pazienza, non ho iniziato io, nel senso che le pulci me le avete fatte voi e io vi ho fatto notare che il tempo è quello che è. Poi lei sa meglio di me che spesso e volentieri le leggi, una volta approvate, necessitano di delibere applicative che non è detto che si manifestino il giorno dopo, anzi sappiamo benissimo che a volte si aspetta un sacco di tempo. Des deux l'une, quindi, abbiamo ragione e torto tutti e due.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (UV) - Come fare a non intervenire dopo i colleghi su un atto amministrativo comunque interessante, interessante per due motivi: il primo per un ordine temporale, perché il tutto è partito nel 2020, ormai quattro anni e mezzo fa, con la ricerca di dati, la ricerca di elementi, la ricerca di quegli indirizzi utili a elaborare e confezionare un nuovo piano che alla base deve essere aggiornato e, dall'altra, invece, l'iter avvenuto in Commissione, dove tutti i Consiglieri, maggioranza e opposizione, hanno avuto la possibilità di poter avere tutti gli elementi utili prima, durante e dopo.

Peccato che questi ordini del giorno arrivino un po'... collega Assessore, lo abbiamo detto in maggioranza qualche oretta fa... peccato che questi... diciamo inviti sul piano più politico arrivino all'ultimo minuto, ma sono ben accetti...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...no, ma perché l'abbiamo deciso di votare insieme come maggioranza, parlo come maggioranza, dato che per adesso chi decide le regole del gioco è chi è in maggioranza. Era solo per mettere a fattor comune le proposte che arrivano, giustamente, dai tavoli dell'opposizione.

Vi assicuro che l'emendamento che abbiamo appena trattato, collega Assessore, è fatto veramente bene, è talmente fatto bene che una maggioranza non può astenersi nel momento in cui il "richiamato", il "tenuto", il "richiamato", il "rilevato" e il "ritenuto" riprende praticamente il piano che stiamo approvando. Come dire? Quando le cose sono fatte bene, è impossibile non sostenere degli ordini del giorno che vanno nella direzione di questa maggioranza, noi abbiamo inserito all'interno del piano faunistico la possibilità di cacciare una nuova specie. L'impegnativa, che è quella "di prevedere entro dodici mesi una bozza di norma di attuazione"...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...lo so, mi lasci fare una premessa, era per elaborare un concetto interessante che, collega Carrel, si ricordi di mettere a terra, perché altre volte abbiamo approvato degli ordini del giorno molto delicati e nessuno gli ha dato, come si dice, gambe. La invito quindi veramente a provare a dare gambe al precedente emendamento. Parlavamo non del piano faunistico, parlavamo di altre cose un po' più delicate.

Tornando invece al secondo emendamento, che è quello in questione, la maggioranza indubbiamente, sostenendo questo secondo emendamento, ha voluto, collega Planaz, inserire la possibilità non di modificare, ma di valutare con chi di dovere il percorso insieme. Era per mettere in evidenza la decisione di questa maggioranza nell'approvare, anche qui, un ordine del giorno fatto bene, che riprende il nostro piano. Come poter non darvi corso visto che le criticità ci sono?

Il mio passaggio è più di natura politica, collega Carrel. Viste le modifiche che abbiamo fatto e come sono stati fatti bene questi due ordini del giorno, cerchiamo tutti insieme di dar loro corso. Sosterremo naturalmente, visto e considerato che lo abbiamo deciso in maggioranza, questi due emendamenti.

Presidente - Altri? La parola all'assessore Carrel per il gruppo.

Carrel (PA) - Come ho fatto nell'ordine del giorno di prima, per nuovamente cercare di dare correttamente le risposte, che siano amministrative o politiche, che sono state giustamente sollevate.

Io credo - e lo ha detto bene questa mattina la collega Guichardaz - che questo sia un percorso che abbiamo cercato di condividere il più possibile con tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione, quindi accolgo con favore il fatto che i colleghi di Rassemblement Valdôtain abbiano preso spunto dal piano, con i quali abbiamo avuto modo di confrontarci sullo stesso. Credo quindi sia sicuramente un passo avanti importante per andare poi ad attuare questo piano il meglio possibile nei prossimi mesi, ma credo che questo sia quello che auspichiamo tutti insieme di poter fare al di là del chi governerà e chi non governerà, perché credo che l'aspetto più importante sia poi dare le risposte a una situazione di gestione della fauna, che è una situazione delicata e molto complicata, che tant'è, ci vede confrontarci spesso e volentieri in quest'aula, ma di cui dobbiamo assolutamente prendere atto e non possiamo nasconderci.

Presidente - Altri gruppi? Metto in votazione l'ordine del giorno, che, se non mi sbaglio, è stato emendato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 32

Favorevoli: 32

Astenuti: 1 (Guichardaz Erika)

Il Consiglio approva.

Vi è il primo ordine del giorno della Lega. La parola al consigliere Manfrin per illustrare l'ordine del giorno.

Manfrin (LEGA VDA) - Arriviamo a un tema sicuramente importante, di cui abbiamo parlato diffusamente e di cui non ho parlato peraltro solo io diffusamente questa mattina, è stato oggetto dell'intervento dell'Assessore e di molti colleghi all'interno di quest'aula ed è un ordine del giorno che va nella direzione che abbiamo sempre sostenuto. Come abbiamo anticipato già questa mattina, il principio è un principio diverso, cioè vogliamo capire effettivamente quanti sono i lupi nella nostra regione; è molto chiaro. Ci sono ovviamente molti dati contrastanti, ci sono molte speculazioni da una parte e dall'altra, non prendiamo ovviamente posizione perché in questo momento vogliamo trovare una soluzione che tenga conto di tutte le posizioni, ma ci sono dei dati e ci sono dei dati concreti di cui abbiamo tenuto conto e che abbiamo riportato all'interno dell'ordine del giorno. Uno dei dati concreti è dato dai campioni biologici che sono stati esaminati dal 2018 al 2021, che evidenziano su 307 analisi ben 179 individui presenti sul nostro territorio, quindi 179 sono gli individui certi che sono passati in Valle d'Aosta. Significa che, a fronte dei numeri che vengono forniti, che sono sempre quelli che vengono definiti il numero minimo, quindi 30, 40, 50, 70, siamo su una scala sicuramente superiore. Noi abbiamo voluto tenere conto di questi dati, che sono dati scientifici precisi, proprio per evitare eventuali speculazioni o, diciamo, modi di provare a dire che non è vero, che non è la realtà quella che viene evidenziata.

Anche per quanto riguarda, per esempio, gli avvistamenti abbiamo tenuto conto del numero di quelli che sono stati effettuati da fonti ufficiali, quindi c'è chiaramente il Corpo forestale, ci sono i cacciatori, quelli che vivono sul territorio, che hanno segnalato con prove documentali, con fotografie, con video o comunque con dati che sono stati trasmessi, che ci dicono che dal 25 gennaio al 9 febbraio 2025 gli avvistamenti sul nostro territorio sono stati fra i 120 e i 140. Significa quindi che partiamo da un dato evidente, che è sicuramente superiore rispetto a quello che viene dato come numero minimo, che, come abbiamo detto questa mattina, ci dice che sicuramente meno di quelli non ce ne sono sul nostro territorio, ma avere il numero minimo significa che i numeri possono essere da, mettiamo, 50 a un miliardo, perché non c'è il numero massimo. Avremmo allora necessità di comprendere effettivamente quale sia - adesso all'unità sarà sicuramente difficile, ma con la maggior precisione possibile - il numero totale dei lupi sul nostro territorio.

Io sono contento che, quando abbiamo sollevato il tema in Consiglio, il collega Carrel ci abbia dato in parte ragione e soddisfazione rispetto alla questione del monitoraggio che viene fatto coi droni e con le termocamere e abbiamo inserito anche i visori notturni, perché quelli sono metodi che vengono utilizzati anche da altre parti. Abbiamo fatto l'esempio di un parco in Abruzzo nel quale sono stati utilizzati sistemi di droni con le termocamere che hanno individuato alla singola unità un certo tipo di fauna selvatica che ci si era posti di contare e sono stati effettivamente individuati. È stato coperto l'intero territorio, che corrisponde esattamente al territorio che è stato monitorato nel progetto "Life WolfAlps" in sette giorni. Significa quindi che in sette giorni tutto il territorio della Valle d'Aosta, utilizzando quel metodo, potrebbe essere censito e quindi si potrebbero trovare o si potrebbero contare le singole unità di lupi presenti: ecco perché, a fronte dei dati che abbiamo reso noto e a fronte della necessità di avere un dato importante, ringrazio peraltro il collega Cretier per aver corretto un mio potenziale errore... anzi, visto che il collega Cretier ha detto che non me ne intendo e quindi ho fatto quell'errore perché non me ne intendo, sono lieto di aver fatto un solo errore in circa 15-20 minuti di intervento, per fortuna, un errore di lieve entità, se l'ho fatto, perché io non ricordo di aver pronunciato quelle parole, ma sono lieto di averlo fatto. Certo, non è un errore all'altezza dell'emendamento che il PD ha presentato e che gli è stato recentemente bocciato dal Consiglio dei Ministri e probabilmente dalla Corte costituzionale, ma sicuramente è un'entità di cui tener conto. La ringraziamo per il costante impegno e per la sua attenta vigilanza.

A fronte quindi di quello che appunto è stato detto e a fronte delle valutazioni che sono state fatte, con questo ordine del giorno impegniamo il Governo regionale "a predisporre monitoraggi puntuali che prevedano anche l'utilizzo di droni, termocamere e visori notturni per determinare, col minimo margine di errore, la consistenza effettiva della specie in Valle d'Aosta, col coinvolgimento di tutti gli attori interessati". Anche questo è un elemento importante di cui tenere conto, perché coinvolgere non soltanto chiaramente l'Ufficio Fauna, il Corpo forestale, ma anche ovviamente la parte venatoria, anche quella delle associazioni, anche chi è stato formato nel progetto "WolfAlps", tutte le parti che sono interessate permetterebbe a tutti, essendo coinvolte, di non rivolgersi delle accuse vicendevoli di aver truccato i dati, perché, se si è tutti coinvolti, è chiaramente impossibile dire che una parte ha tirato la coperta da una parte piuttosto che dall'altra. L'altra domanda poi è: "a redigere un piano regionale per la gestione del lupo alla luce del suo declassamento da specie particolarmente protetta a protetta".

Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - Grazie collega Manfrin per essere tornato su un tema che, come lei ha ben ricordato, ci ha visto già confrontarci diverse volte non sotto questa forma, cioè non sotto la forma dell'ordine del giorno, ma con iniziative che sicuramente sono utili ad approfondire la tematica.

L'eterno dilemma è quanti lupi abbiamo, quanti branchi di lupi. I tecnici continuano, giustamente dal loro punto di vista, a sottolineare che l'importanza non è il numero dei lupi ma il numero dei branchi di lupi, il concetto cambia poco, perché è corretto dire che dobbiamo capire e conoscere la realtà sul nostro territorio.

Le spiego perché non voteremo questo ordine del giorno: non lo voteremo perché, come ho già avuto modo di anticipare diverse volte, i nostri uffici, l'Ufficio Fauna e i tecnici incaricati hanno un dialogo diretto con ISPRA, che si sta realizzando anche attraverso diversi incontri specifici per andare ad approvare un protocollo lupo in Valle d'Aosta. È stato proprio ISPRA a chiederci di mantenere lo stato di monitoraggio esattamente come quello del 2019, proprio per garantire una continuità e soprattutto per poter poi andare a confrontare i dati e ad approvare il protocollo. Non esula la possibilità di andare a fare altri tipi di censimento, ma nello stesso tempo è corretto dirsi che, visto che il secondo punto dell'impegnativa ci impone di fare quello che già stiamo facendo, cioè ci stiamo confrontando con ISPRA per arrivare a un protocollo, è corretto dirsi che ISPRA in questo momento ci chiede di mantenere lo stesso modo di calcolo del censimento dei lupi in Valle d'Aosta. Aggiungo però che, proprio andando nella direzione da lei auspicata, a inizio dell'anno 2025 ho affidato ai Dirigenti, che sono il Comandante e il Vicecomandante del Corpo forestale, un obiettivo: quello di avviare una APP o comunque una pagina del sito regionale all'interno della quale ogni cittadino, che sia esso appartenente a un'associazione, che sia esso un cacciatore, che sia esso semplicemente un cittadino che avvista un lupo, possa tramite una foto fare una segnalazione di avvistamento del lupo; questo perché? Perché ci stiamo rendendo conto sempre di più che la gente, anche in buona fede, non comunica l'avvistamento al Corpo forestale, ma magari ne fa una foto e la pubblica sui social. Questo ovviamente non corrisponde a una segnalazione e, dal nostro punto di vista, è corretto prevedere un iter che sia monitorato, che permetta poi alla stazione forestale di andare: uno, a porre in essere tutte le misure di prevenzione, soprattutto se è vicino ai centri abitati, due di verificare se è realmente un lupo o se sono dei canidi o altre specie, quindi andare a verificare la situazione e ci permette di avere un canale istituzionale. Questo è un obiettivo che deve essere realizzato nel 2025, quindi so che ci stanno lavorando e mi auguro vivamente che questo possa essere poi pronto entro la fine di quest'anno. Questo credo che vada appunto nell'ottica di maggiore trasparenza, maggiore condivisione, maggiore possibilità per tutti di segnalare gli avvistamenti e maggiore informazione anche per i cittadini, perché ci vorrebbero poi anche dei report di restituzione di tutti questi dati, quindi che tutti possano prendere visione di dove sono stati avvistati, di dove è stato certificato che lì c'è stato il lupo.

Presidente - Per i gruppi qualcuno vuole intervenire? Se non ci sono richieste di intervento, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 16

Favorevoli: 14

Contrari: 2

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 2 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani per illustrare il documento, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie Presidente...

Presidente - Consiglieri, un po' di silenzio.

Sammaritani (LEGA VDA) - ...grazie anche per la richiesta di silenzio.

Anche questo ordine del giorno è in linea un pochino con quello di prima, nel senso che, per fare una gestione delle specie, una corretta gestione delle specie, per capire quello che sta accadendo e perché sta accadendo, è evidente che bisogna partire sempre da studi, monitoraggi, valutazioni, eccetera. Più cose, anzi, più attività che riteniamo essere piuttosto carenti sia in generale per quanto riguarda il nostro Ufficio Fauna, sia per quanto riguarda anche questo piano faunistico. Non sono intervenuto in discussione generale perché molti Consiglieri hanno già espresso queste criticità. Effettivamente il piano faunistico è un po' datato anche nei dati, quindi è chiaro che questa esigenza appunto di fare questo tipo di studi, questo tipo di analisi scientifiche è ancor più sentita. Penso già che fine farà questo ordine del giorno considerato che c'è qualcuno in quest'aula che, invece di dire che il lupo è un problema, vediamo, per esempio, come si può monitorarlo meglio, eccetera, vota contro. Questa cosa davvero mi sembra ideologica e basta. Allo stesso modo diciamo in questo caso di fare dei modelli, cioè studiamo, facciamo dei modelli di valutazione ambientale. Che cosa significa? Significa analizzare la relazione tra una certa specie o più specie, naturalmente, con le caratteristiche anche del suo habitat. Questo è fondamentale per capire appunto che certe specie hanno, se le hanno, delle criticità e a cosa sono ricollegabili in relazione all'habitat in cui vivono. È un tema che di fatto si ricollega anche a quello che è oggetto di una nostra mozione, che sicuramente non verrà discussa in questo Consiglio visti i tempi e i numeri di questo ordine del giorno di questa seduta consiliare. È strettamente collegata perché effettivamente quella mozione parte da dati e da documenti forniti sempre dal nostro Ufficio Fauna, che fanno preoccupare un pochino in ordine alla chiarezza dei dati di cui è in possesso. Credo che faccia dubitare anche un pochino del ruolo anche dell'ISPRA, che lei, Assessore, ha citato a proposito dell'ordine del giorno precedente, quello sul lupo appunto, perché davvero a me, francamente, per l'esperienza che ho anche a proposito della famosa vicenda pernice bianca, lepre variabile, eccetera, mi sa tanto che ISPRA molto spesso non abbia una grande e chiara idea di quello che sta accadendo nel nostro territorio, ma che quello che ISPRA dice a proposito del nostro territorio molto spesso è quello che noi comunichiamo a ISPRA. Alla fine quindi il parere di ISPRA non è così oggettivo, non è così funzionale alla gestione, perché io mi ricordo all'origine quando si partì con la prima di quelle mozioni famose sulla pernice e sulla lepre senza nessun dato scientifico, qualcuno si alzò e disse: "sono specie in pericolo" e ISPRA ripeté in modo molto pedissequo: "sì, sono specie in pericolo", poi si scoprì che non era affatto vero. Ho quindi dei dubbi anche sull'efficacia e le funzioni di questo ufficio a livello nazionale.

Pertanto, molto semplicemente, con questo ordine del giorno diciamo: che facciamo? Visto che ce n'è necessità, visto che il nostro Ufficio Fauna per tante motivazioni, non so esattamente quali, ma comunque magari è in difficoltà o comunque non sempre ha una chiara visione di ciò che sta accadendo nel nostro territorio - mi sembra abbastanza pacifico visti i numeri di certe specie e il decremento di certe specie in modo anche molto significativo -, diremmo che sarebbe opportuno incaricare soggetti esperti, eventualmente anche reperiti appunto al di fuori delle strutture regionali, al fine di elaborare questi modelli di valutazione ambientale per certe specie oggetto di prelievo venatorio in modo appunto da avere un quadro il più chiaro possibile per poter poi intervenire. Credo sia un approccio scientifico oggettivo di buona amministrazione, si capisce il problema, si cerca di identificarlo in tutti i suoi caratteri e poi si vanno a cercare le soluzioni.

Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - Dalla sua esposizione credo, collega Sammaritani, che posso condividere il fatto che i dati siano dei dati che richiedono un'analisi, ma dubito che i dati cambierebbero se avessimo dei tecnici in più a elaborarli, nel senso che i dati rappresentano una situazione difficoltosa che non dipende né dall'Ufficio Fauna, né da quanti tecnici andiamo ad affiancare all'Ufficio Fauna, ma dipende - e ce lo siamo detti in varie risposte durante questa giornata di lavori - da tanti altri fattori su cui l'Ufficio Fauna sta cercando di trovare delle soluzioni o comunque di porre rimedio attraverso una gestione della fauna differente, che è parsa appunto dall'approvazione di questo piano faunistico.

Per risponderle ci tengo a evidenziare come per la redazione del rinnovo del piano faunistico è stato incaricato il raggruppamento temporaneo di professionisti del dottor Matteo Martinet, capogruppo, la dottoressa Elena Pittana, il dottor Carlo Borgo, la dottoressa Lolita Bizzarri, che hanno avuto quindi l'incarico di elaborare tutti i dati dal 2006 sino al 2024. Qui mi permetto, ma lo faccio proprio per onor del vero e per andare a specificare l'enorme lavoro che hanno fatto questi tecnici e l'Ufficio Fauna proprio anche per aggiornare questi dati, che giustamente erano fermi al 2022. Viste le osservazioni che sono emerse sia dalla discussione in Commissione, sia dalla VAS, abbiamo voluto integrare questi dati proprio per dare una visione chiara, concreta e attuale. Permettetemi quindi veramente ancora di ringraziarli, perché non è un aspetto secondario. Dopodiché all'Ufficio Fauna è stato affiancato un nuovo dipendente dall'anno scorso proprio per supportare l'attività di questo di questo ufficio, abbiamo rinnovato un incarico all'Istituto Oikos di Milano l'8 febbraio del 2024 per andare a monitorare la lepre variabile e ogni anno incarichiamo tre tecnici faunistici per lavorare nei centri di controllo. Sia nel 2023 che nel 2024 quindi due tecnici faunistici erano a carico economico dell'Amministrazione regionale e uno del Comitato venatorio. Il pool che quindi lavora sui dati e sul recepire i dati dal territorio è un pool abbastanza importante, a sostegno dell'Ufficio Fauna, e ci rappresenta una situazione che è quella che abbiamo oggi sotto gli occhi con l'approvazione di questo piano faunistico, ma non credo che, andando ad ampliare i professionisti che potremmo mettere intorno a questo tavolo, avremmo delle soluzioni diverse o, meglio, avremmo dei dati diversi. Questo credo di poterlo escludere a priori.

Credo al contrario che abbiamo bisogno del piano faunistico, di approvarlo, di andare a renderlo più attuale possibile... con gli adeguamenti che vengono richiesti all'interno di questo piano per andare a fare della politica venatoria che in futuro auspichiamo abbia dei risultati positivi. Questo credo che vada a beneficio di tutti, perché una buona gestione della fauna può solamente essere un risultato che tutti noi insieme auspichiamo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (FI) - Noi, come gruppo, lo abbiamo evidenziato nella relazione, riteniamo che l'attuale piano faunistico-venatorio manchi di modelli di valutazione ambientale per le diverse specie oggetto di prelievo venatorio, l'ha ben ricordato il collega. Noi quindi, per questi motivi, riteniamo che sia importante incaricare anche i soggetti esperti, ma anche soggetti esterni, che vengano appunto dal di fuori delle nostre strutture regionali, per elaborare tali modelli di valutazione ambientale.

Noi, come gruppo, quindi esprimiamo un parere favorevole a questo ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Noi invece ribadiamo quanto ho detto questa mattina, nel senso che proprio la parte più forte di questo piano sta proprio nella ricerca, nell'analisi e nei dati. Se non è la valutazione ambientale strategica a essere la valutazione, io mi chiedo quale deve essere lo strumento di valutazione, perché da questo ordine del giorno non lo comprendo. In questo caso quindi il nostro sarà invece un voto di astensione.

Presidente - Altri? Non ci sono altre richieste di intervento. Metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 10

Favorevoli: 9

Contrari: 1

Astenuti: 22 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'esame del documento e, in particolare, agli emendamenti. Il primo emendamento è dell'Assessore ed è a pagina 419. Vi sono interventi? La parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - Semplicemente per rappresentare e spiegare quanto richiesto dai primi tre emendamenti, che sono dei refusi che sono rimasti non corretti nell'ultima versione della bozza, che ci permettono di riallineare una graduatoria per tutti i cacciatori che non sono residenti in Valle d'Aosta e fanno domanda di cacciare in Valle d'Aosta. Una graduatoria di cui è stato deciso, per quanto possibile, di cercare di semplificare l'iter in accordo con il Comitato venatorio, andando a delegare a quest'ultimo l'intero iter e prevedendo delle graduatorie che siano triennali. Prevedendo delle graduatorie triennali, si prevede anche il riallineamento di tutto quello che riguarda l'aspetto dell'assegnazione dei capi ai non residenti, che sia triennale. Abbiamo quindi uniformato attraverso questi tre emendamenti questo aspetto che ci era sfuggito, quindi era rimasto un refuso all'interno del piano.

Presidente - Non vedo richieste di intervento. Metto in votazione l'emendamento n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 8 (Baccega, Distort, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Manfrin, Marquis, Sammaritani)

Il primo emendamento è approvato.

Metto in votazione il secondo emendamento o diamo lo stesso risultato? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Manfrin, Marquis, Sammaritani)

L'emendamento 2 dell'Assessore è approvato.

Vi è l'emendamento 3, a pagina 424, sempre dell'assessore Carrel. In questo caso posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. L'emendamento 4 riguarda le pagine 425 e 426. La parola all'assessore Carrel per illustrare l'emendamento 4.

Carrel (PA) - Come il Consiglio sa, due sedute fa abbiamo approvato un disegno di legge sul DDL Fauna che prevedeva un contributo fisso al Comitato venatorio e quindi, andando a superare il riparto del 60% e del 40% delle tasse legate al mondo venatorio, al Comitato venatorio. Per questo motivo il piano non è stato aggiornato, ma perché è stato approvato prima dell'approvazione della legge e quindi ci pareva corretto procedere all'emendamento proprio perché abbiamo deciso di stabilizzare le entrate del Comitato venatorio, anche su richiesta di tale Comitato, come ricorderete, per dare loro un contributo e dare loro la possibilità di continuare a esercitare il loro importante ruolo all'interno del sistema di gestione della fauna. Questo pezzo è quindi superato dalla legge che il Consiglio regionale ha approvato, ma l'iter del piano faunistico, come abbiamo avuto modo di dire, era già avviato e quindi era l'occasione corretta per poter procedere con l'emendamento.

Presidente - Interventi? Metto in votazione l'emendamento 4. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 14 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Planaz, Restano, Sammaritani)

L'emendamento è approvato.

Metto ora in votazione l'atto nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 10 (Baccega, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Sammaritani)

Il piano regionale faunistico è approvato.