Oggetto del Consiglio n. 4726 del 21 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4726/XVI - P.L. n. 126: "Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo".
Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 8 dell'ordine del giorno. La proposta di legge è composta da 17 articoli. Si esamina il nuovo testo predisposto dalla V Commissione. Sono stati depositati tre emendamenti dall'assessore Marzi e un emendamento dall'assessore Guichardaz. Relatore è il consigliere Restano a cui do la parola.
Restano (RV) - Signor Presidente, colleghi Consiglieri, la proposta di legge sulla promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo che ci accingiamo a discutere è stata costruita attraverso un percorso che definirei articolato e partecipato.
La norma, depositata il 3 novembre 2023, trae origine dalla relazione presentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche della famiglia, riguardante le politiche per l'invecchiamento attivo in Valle d'Aosta, prevista nell'ambito del progetto "Coordinamento nazionale partecipato e multilivello delle politiche sull'invecchiamento attivo" del 2020 e successiva presentazione dei risultati di una consultazione con i referenti dell'Amministrazione e con gli stakeholder della società civile del novembre 2021.
La prima relazione richiamata evidenzia una discrepanza tra l'impianto legislativo in uso in Valle d'Aosta, molto datato nel tempo e basato su una logica assistenzialista, e l'architettura dei servizi territoriali che invece mostra una grande vivacità. La relazione individua due obiettivi a medio e lungo termine: l'approvazione di una legge sull'invecchiamento attivo e la ricerca di un certo equilibrio tra i servizi di cura e assistenza, integrati con servizi di prevenzione e mantenimento delle capacità funzionali per la popolazione anziana che ancora non ha sviluppato delle gravi fragilità e deficit psicofisici.
Oggi, approvando questa proposta di legge, il Consiglio regionale assolve i due impegni sopramenzionati, datati 2020 e 2021, ma soprattutto questa legge, considerando gli anziani protagonisti e attivatori di politiche, di azioni e di servizi in favore di sé stessi, delle famiglie e delle comunità di appartenenza, li riconosce come una risorsa e non come soggetti da assistere. L'obiettivo principale della norma è quello di favorire la crescita personale degli anziani, valorizzando la loro capacità progettuale e la loro esperienza di vita. Per raggiungere lo scopo è necessario promuovere e sostenere l'auto-organizzazione, il volontariato, la cittadinanza attiva, lo sviluppo di reti sociali. All'interno di questa proposta di legge Enti locali, USL, strutture residenziali, istituzioni scolastiche e universitarie, organismi di formazione, associazioni di tutela e di rappresentanza degli anziani promuovono e sostengono l'auto-organizzazione, il volontariato, la cittadinanza attiva e lo sviluppo sostenibile di reti sociali. Gli ambiti di intervento spaziano dalle politiche familiari e la formazione permanente, dalla prevenzione sanitaria al contrasto dei fenomeni di discriminazione, dalla cultura al tempo libero.
La norma si compone di 17 articoli. È stata elaborata previa analisi della normativa prodotta dalle altre Regioni nel corso dell'ultimo decennio, cogliendo dalle stesse quanto è ritenuto più importante e confacente alla realtà del nostro territorio.
Fin dalla lettura del primo articolo afferente alle finalità della legge si percepisce la portata rivoluzionaria della norma in quanto una serie di azioni previste in norma, quali il mantenimento e il potenziamento dell'autonomia delle persone anziane, il potenziamento, il mantenimento, il riacquisto della salute psicofisica nell'ambito degli abituali contesti di vita, la valorizzazione delle esperienze professionali, formative e umane, il mantenimento e il riacquisto delle relazioni personali, la promozione e il sostegno di politiche e interventi a favore dell'invecchiamento attivo, coordinati e integrati negli ambiti della salute, delle politiche sociali, del lavoro, della formazione professionale, della cultura e del turismo sociale, dello sport e del tempo libero, dell'impegno civile, del volontariato, valorizzando il confronto e la partecipazione con le forze sociali, il contrasto dei fenomeni di esclusione e discriminazione nei confronti delle persone anziane, sostenendo azioni e interventi che rimuovono gli ostacoli a una piena inclusione sociale e garantiscono l'invecchiamento sano e dignitoso, presuppongono un approccio al fenomeno dell'invecchiamento attivo completamente differente da quello tradizionalmente applicato. Infatti, come già accennato, la norma prefigura un'ampia rete di soggetti attuatori, quali gli Enti locali, l'USL, le Aziende di servizi alla persona, le strutture residenziali, le istituzioni scolastiche, l'Università della Valle d'Aosta e gli organismi di formazione accreditati, le associazioni e le organizzazioni di rappresentanza delle persone anziane, le associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, gli enti, le organizzazioni, le fondazioni, le associazioni non aventi scopo di lucro, la cooperazione e l'impresa sociale, l'Università della terza età, gli enti del terzo settore, nonché i soggetti privati che operano in modo integrato e coordinato tra loro negli ambiti e per le finalità di cui alla legge.
Notevole rilievo è stato posto alle politiche familiari, riconoscendo la famiglia una risorsa fondamentale delle politiche di contrasto alla solitudine, che, pertanto, viene sostenuta e supportata ai fini della permanenza più lunga possibile nel contesto domiciliare della persona anziana in alternativa al ricovero in strutture di cura residenziali. La permanenza dell'anziano all'interno di un contesto familiare o affettivamente attivo favorisce la partecipazione attiva dell'anziano alla vita della Comunità, altro punto fermo della norma. La partecipazione delle persone anziane a processi educativi, ad attività ricreative e formative lungo tutto l'arco della vita costituisce una modalità fondamentale per affrontare da protagonisti la longevità.
Attraverso l'articolo della formazione permanente, la Regione sostiene una molteplicità di attività, tra le quali: la mutua formazione inter e intragenerazionale tra appartenenti a culture differenti, riconoscendo e promuovendo il valore della differenza di genere; le attività dell'Università della terza età; valorizza le esperienze professionali acquisite dalle persone anziane, favorendone il ruolo attivo nella trasmissione dei saperi alle nuove generazioni; sostiene la formazione, l'aggiornamento e la riqualificazione continua di tutti coloro che operano a vario titolo e anche con specifiche competenze professionali nei confronti delle persone anziane; la formazione e l'aggiornamento del settore sportivo e della mobilità articolare.
Un'attenzione viene rivolta agli anziani che devono completare l'attività lavorativa, favorendo la realizzazione di interventi di carattere sociale che agevolano il completamento della vita lavorativa, la preparazione al pensionamento e il trasferimento di competenze ai lavoratori più giovani.
Di particolare importanza su ritiene l'istituzione del Tavolo interistituzionale sull'invecchiamento attivo quale sede di confronto permanente sul tema. Di esso fanno parte, fra gli altri, il Coordinatore dell'ufficio di piano, i rappresentanti dei Dipartimenti Politiche sociali e sanità, i rappresentanti del Comune di Aosta, dell'USL, del CELVA, delle organizzazioni sindacali, del Forum del terzo settore e delle organizzazioni di promozione sociale. Al tavolo sono invitati a partecipare l'Assessore alla Sanità e politiche sociali, il Presidente della Commissione consiliare competente e un rappresentante della minoranza consiliare. Il Tavolo predispone il piano per l'invecchiamento attivo, ha durata triennale e integra e coordina le diverse politiche e risorse regionali in coerenza con la programmazione nazionale relativa agli interventi e ai servizi previsti dalla legge. Al fine di armonizzare le diverse azioni, monitora lo stato di attuazione della legge e propone progetti per la valorizzazione dell'invecchiamento attivo.
In conclusione questa legge è una legge nuova e innovativa. Possiamo definirla una legge quadro che tenta di fare sistema di tutte le importanti politiche sino ad oggi messe in campo.
Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato ai lavori di stesura della legge, i rappresentanti delle istituzioni, gli Uffici del Consiglio e dell'Assessorato della sanità e i colleghi per il contributo portato durante il percorso di approvazione della norma.
Presidente - La discussione generale è aperta. Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Grazie collega Restano. La relazione è sicuramente modificata rispetto alla relazione iniziale, soprattutto a seguito degli emendamenti che l'assessore Marzi ha voluto inserire, una relazione che parla di un "percorso articolato e partecipato". Vero, dopo un progetto di legge che è stato presentato il 3 novembre 2023 non si poteva dire altrimenti. Vogliamo sottolineare anche però che ci sono state lunghe pause, spesso poco giustificate. Si fa riferimento alle normative di altre Regioni e diciamo che anche noi, proprio andando a lavorare su questo progetto di legge, su questa normativa, avevamo assolutamente proposto al Consiglio regionale, per semplificare e ottimizzare, il Capo dedicato all'istituzione dell'Autorità garante dei diritti delle persone anziane.
Il tutto nasce da dati chiari e inequivocabili. Sappiamo benissimo che nel 2030 il 28,4% sarà over 65, nel 2041 un 34,1% sarà over 65, quindi l'obiettivo di tutti era migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano tenuto conto appunto di questi dati che confermano che in Valle d'Aosta la popolazione è sempre più longeva e bisogna garantire a questa popolazione sempre più longeva un invecchiamento attivo con un processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, di partecipazione in sicurezza, per migliorare la qualità della vita, così come è definito appunto dall'Organizzazione mondiale della sanità. Era un'iniziativa che tende a intervenire nei due ambiti, quindi la sfera sociale e la sfera sociale riguarda l'assistenza, il volontariato, le relazioni sociali, questo ce lo ha sollecitato anche il sindacato nelle varie audizioni, la sfera personale, il tempo libero, il turismo, le attività ludico-operative come il giardinaggio, ma anche la partecipazione alla vita pubblica. Qui si dovrà intervenire molto probabilmente a livello statale affinché la Madia non precluda questo, che è il percorso che si era individuato.
Va detto che l'Autorità garante dei diritti delle persone anziane anche a livello nazionale e anche in altre Regioni - si cita appunto la normativa delle altre Regioni nella relazione - è presente, fortemente presente. C'è un atto presentato alla Camera dei Deputati e all'esame delle Commissioni competenti, c'è un atto presentato al Senato della Repubblica, ma c'è ancora un ultimo atto, che è un disegno di legge, il n. 2383, che sottolinea appunto che "il Garante è scelto tra persone di notoria indipendenza e di comprovate professionalità ed esperienze nell'ambito delle problematiche sociali, sanitarie ed economiche sulla terza età, nel settore geriatrico, nel settore psicologico e nel settore delle scienze umane ed è nominato con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato". Ci sarà quindi un Garante nazionale. A sua volta, sempre nell'articolo 2, "le Regioni istituiscono ? una volta che verrà approvato questo percorso, questa legge ? gli uffici del Garante regionale delle persone anziane al cui coordinamento provvede l'Ufficio del Garante ? l'Ufficio nazionale ? e determinano le modalità per la nomina e la durata in carica del Garante regionale e dei suoi delegati, che possono anche svolgere attività decentrata sul territorio regionale". Comma 3: "Ove gli uffici del Garante regionale non siano ancora istituiti, in ciascuna Regione le attività di competenza del medesimo Garante sono svolte da uno o più delegati del Garante ? quello romano ? decentrati sul territorio della stessa Regione".
Ora, noi avevamo proposto il Garante della Valle d'Aosta nella figura della dottoressa Squillaci, che in realtà, di fatto, è già Garante dei minori, Garante dei detenuti, Garante della disabilità e mi rendo conto che, lette anche le relazioni che ha presentato, l'impegno diventava gravoso. Era quindi una preoccupazione anche dettata dal fatto che le cronache di tutti i giorni ci segnalano un aumento delle truffe, anche oggi l'USL ha scritto: "attenzione che ci sono delle truffe in atto, non siamo noi certamente, ma è qualcun altro". È pieno di truffaldini in questo Paese e arrivano anche nella Valle d'Aosta. È quindi una cosa ignobile, che sicuramente deve essere punita severamente. Attualmente c'è un basso livello di sanzioni penali, una pena lieve, come quella prevista dall'articolo 640 del Codice penale, nonché l'applicazione dell'equivalenza tra circostanze attenuanti e aggravanti, dove troppo spesso le prime prevalgono sulle altre. Il Governo italiano ha quindi recentemente adottato misure per contrastare le truffe agli anziani, ma non si tratta di una legge vera e propria, tant'è che il 19 maggio 2025 sono stati firmati due protocolli d'intesa con il Ministero dell'interno, l'Associazione bancaria italiana e Poste Italiane per rafforzare la protezione delle persone più vulnerabili. Ecco che la figura del Garante in questo caso entra sicuramente in campo. Non credo che possa entrare in campo rispetto a questi percorsi brutti, schifosi un tavolo interistituzionale, come previsto dalla norma.
Io comunque sono sicuro che la Valle d'Aosta poi in qualche modo, una volta che il Governo avrà varato il disegno di legge, dovrà adeguarsi. Avremmo voluto anche presentare un emendamento, una mozione, un ordine del giorno, ma ci sembrava superfluo proprio perché andiamo a fine legislatura.
Diciamo semplicemente che agli atti rimarrà questo intervento dove Forza Italia sottolinea l'esigenza di avere in questo contesto un Garante regionale e che comunque, indipendentemente da questo, vista la validità del percorso che abbiamo fatto col collega Restano nell'ambito di questo intervento che va nella direzione di avere una giusta attenzione per l'invecchiamento attivo, noi sicuramente andremo nella direzione per votare tranne che gli interventi che si andranno a susseguire non creino dei disturbi a questo percorso che noi abbiamo fatto.
Presidente - Consigliere Di Marco, a lei la parola.
Di Marco (PA) - La proposta di legge n. 126 si pone come obiettivo quello di promuovere e valorizzare l'invecchiamento attivo, un ambito complesso e articolato che in Valle d'Aosta, da un lato, nel corso degli ultimi anni è stato oggetto di tutta una serie di iniziative strutturate e avviate dal nostro Dipartimento Politiche sociali, mentre, dall'altro, non è attualmente trattato specificamente in nessuna legge regionale e quindi manca di quel quadro normativo necessario a poter sviluppare organiche politiche locali. Con il testo normativo oggi portato alla nostra attenzione si vuole quindi sanare questa lacuna affrontando e definendo in maniera capillare i diversi aspetti e interventi relativi al tema dell'invecchiamento attivo. Un tema certamente importante per la nostra comunità dato che ormai da diversi anni si registra anche nella nostra Regione una costante crescita degli indici di vecchiaia, di dipendenza strutturale e di ricambio della popolazione, che testimoniano di una società sempre più longeva grazie soprattutto ai progressi raggiunti in campo medico e sociale.
In una realtà demografica ormai da tempo caratterizzata da un continuo aumento del numero di anziani, l'invecchiamento attivo, definito dall'Organizzazione mondiale della sanità come "il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano", rappresenta, dal punto di vista individuale, uno strumento di prevenzione indispensabile per perseguire il fine di un invecchiamento quanto più possibile in salute; e, dal punto di vista sociale, uno strumento senz'altro efficace a rispondere alle molteplici problematiche derivanti dall'invecchiamento della popolazione. Invecchiare in modo attivo significa affrontare la fase inevitabile di cambiamenti connessi con l'avanzare dell'età, utilizzando al meglio le proprie risorse fisiche, mentali e sociali per attivarsi o restare attivi in maniera formale o informale in uno o più ambiti della sfera sociale o personale scelti sulla base delle proprie inclinazioni e motivazioni. Secondo studi scientifici accreditati, esiste infatti un legame positivo fra l'invecchiare in maniera attiva e gli effetti che ne derivano per la persona, quali i benefici sulla salute, sia fisica che psicologica, sul mantenimento di una buona autonomia, e la percezione di una migliore qualità della vita, arricchita di significati, di interessi e di relazioni.
Come Gruppo consiliare di Pour l'Autonomie, da sempre in prima linea nel sostenere iniziative aventi come scopo quello di promuovere il benessere di tutte le fasce di cittadini valdostani, non possiamo pertanto che dichiararci concordi con la finalità di questo testo che è quella di valorizzare il ruolo delle persone anziane nella Comunità e promuoverne la partecipazione alla vita familiare, sociale, civile, economica e culturale, contrastando al contempo qualsivoglia fenomeno di esclusione e di discriminazione ai loro danni, che sia di ostacolo a una piena e reale inclusione sociale.
Per motivi di sintesi non starò a ripercorrere nel dettaglio i singoli articoli, già ben illustrati dal collega relatore Restano, ma mi limiterò a esprimere delle valutazioni su alcuni di essi.
In merito alla programmazione delle azioni da porre in essere, valutiamo come centrale che vengano promosse iniziative territoriali rivolte alle persone anziane in diversi settori, da quelli della salute a quelli sociali e culturali, favorendo la costruzione di reti di supporto coordinate e integrate, che svolgeranno un ruolo cruciale nell'attuazione di dette iniziative.
Entrando nel dettaglio delle attività descritte dalla proposta di legge, voglio rimarcare l'importanza che attribuiamo a quelle relative in primo luogo alle politiche per la partecipazione attiva, mirate a incoraggiare gli anziani a prendere parte alla vita di comunità, favorendone l'assunzione di ruoli di cittadinanza attiva, quali, ad esempio, nel volontariato, anche nella sua forma civica, dal grande valore sociale. È nostra opinione, infatti, che il volontariato, esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà, possa rappresentare per l'anziano un'ottima opportunità per rendersi e sentirsi utile aiutando gli altri, restando in attività, condividendo nuove esperienze e stringendo nuove amicizie. E in secondo luogo, alle politiche familiari e in favore della domiciliarità dirette ad incentivare la permanenza dell'anziano nel proprio contesto e limitarne l'ospedalizzazione o il ricovero in strutture assistenziali protette, attraverso il supporto integrato rivolto sia alle famiglie che a coloro che ne sono purtroppo privi e la sperimentazione - e questo ci sembra molto interessante ? di forme di reciproco aiuto tra famiglie in difficoltà.
Certamente determinante ci appare inoltre che le persone anziane possano continuare a essere parte integrante dei processi formativi, sia quelli mirati ad apprendere nuove conoscenze attraverso le attività dell'Università della terza età e l'organizzazione di percorsi formativi a essi rivolti, quali, tra gli altri, quelli riguardanti le nuove tecnologie, i corretti stili di vita, la sicurezza stradale e domestica; e sia quelli mirati a tramandare alle nuove generazioni i saperi, i mestieri e le esperienze e i talenti acquisiti nel corso della loro vita. Entrambi impegni che hanno un'indubbia rilevanza nell'ottica di un invecchiamento attivo perché permettono all'anziano di mantenere attiva e vivace la mente e di sentirsi parte integrante della società, apprendendo nuove competenze e abilità, e dando il proprio contributo alla crescita dei giovani.
Stesso dicasi per le disposizioni riguardanti cultura e tempo libero, con cui si prevede di agevolare anche economicamente la partecipazione degli anziani ad attività culturali, ricreative e sportive, essenziali per consentire loro di sviluppare relazioni solidali e continuative, e ad eventi di teatro, cinema, mostre e musei, permettendogli così di continuare a coltivare le proprie passioni e i propri interessi o di scoprirne di nuovi; e con cui si definisce altresì la possibilità di affidargli la gestione gratuita di terreni di proprietà pubblica, per svolgervi attività di giardinaggio o di orticoltura, che hanno comprovati effetti positivi sul loro benessere psicofisico.
Due parole voglio anche spenderle per il Piano per l'invecchiamento attivo e per il Tavolo interistituzionale sull'invecchiamento attivo.
Riguardo al Piano, giudichiamo opportune tutte le disposizioni relative alle sue tempistiche e alla sua durata, che daranno modo di avviare un aperto e costruttivo confronto tra tutte le parti in causa e di coordinare le diverse politiche e le risorse regionali, statali e comunitarie.
Riguardo al Tavolo, in ragione del fatto che l'invecchiamento attivo è un concetto multidimensionale, riteniamo fondamentale che a parteciparvi siano, oltre alle figure istituzionali, anche i rappresentanti di organizzazioni della società civile, quali, tra le altre, quelle del volontariato e del terzo settore, al fine di mantenere sulla materia un approccio che sia sempre il più ampio e completo possibile.
Concludendo, l'interezza di questo articolato va esattamente nella direzione da noi auspicata, mostrando una grande attenzione nel trattare le diverse questioni afferenti al tema dell'invecchiamento attivo. E, di conseguenza, sosterremo questa proposta così come predisposta dalla V Commissione consiliare, nella certezza che promuovere e valorizzare l'invecchiamento attivo sia indispensabile per garantire agli anziani una prospettiva di vita per quanto possibile pienamente soddisfacente in termini di qualità e per contribuire in modo concreto allo sviluppo armonico della nostra collettività.
Presidente - Consigliere Manfrin, possiamo fare dopo la pausa? Sospendiamo brevemente i lavori consiliari.
La seduta è sospesa dalle 16:56 alle 17:19.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Invito i colleghi nel foyer a rientrare. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Oggi ci troviamo a discutere una proposta di legge, la n. 126, che rappresenta sicuramente un passo avanti significativo per la nostra Regione nella promozione dell'invecchiamento attivo, che è un tema cruciale in un contesto demografico che è sicuramente in continua evoluzione.
Desidero esprimere, a nome del gruppo Lega, un sincero apprezzamento per questa iniziativa, che si inserisce pienamente nei nostri principi e valori e risponde alle sfide poste dall'aumento dell'età media e dell'aspettativa di vita, valorizzando il ruolo delle persone anziane nella nostra comunità.
Questa proposta di legge si distingue per una sua visione interdisciplinare e omnicomprensiva e, attraverso l'articolato, essa mira a favorire l'autonomia, il benessere psicofisico, la partecipazione sociale e l'inclusione delle persone over 65, riconoscendo il loro valore come risorsa per la società.
Il piano per l'invecchiamento attivo, il Tavolo regionale permanente di confronto e la cabina di regia, sono strumenti concreti che garantiscono un coordinamento efficace tra gli attori coinvolti, promuovendo interventi integrati in ambiti chiave come la salute, la formazione e la cultura, il volontariato e le politiche familiari. Particolarmente lodevole è poi l'attenzione alla prevenzione dell'isolamento sociale, alla promozione di corretti stili di vita, elementi fondamentali per garantire un invecchiamento sano e dignitoso.
La proposta valorizza le competenze e le esperienze delle persone anziane, favorendo il trasferimento di saperi alle nuove generazioni e il loro coinvolgimento attivo in progetti sociali come il volontariato civico, la gestione di terreni comunali per le attività di giardinaggio e cura dell'ambiente. Questi interventi non solo migliorano la qualità della vita degli anziani, ma rafforzano il tessuto sociale della nostra Regione.
L'invecchiamento attivo, come definito dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 2002, è il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute e partecipazione in sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. Numerosi studi internazionali dimostrano che l'invecchiamento attivo porta benefici significativi sia a livello individuale che collettivo. Sul piano della salute fisica, l'attività fisica regolare e uno stile di vita sano riducono il rischio di patologie croniche come il diabete, l'ipertensione e le malattie cardiovascolari; sul piano psicologico, la partecipazione sociale e culturale aiuta a prevenire depressione e declino cognitivo, migliorando il benessere generale.
In Valle d'Aosta, lo abbiamo detto più volte, i dati demografici confermano l'urgenza di politiche come quelle proposte. Secondo l'Istat, dal 1° gennaio 2025 la popolazione valdostana conta 122.700 residenti, con il 25,8% di età superiore ai 65 anni e un'età media di 47,7 anni, in aumento rispetto ai 47,3 dell'anno precedente. L'indice di vecchiaia regionale, che misura il rapporto tra over 65 e giovani fino a 14 anni, è pari a 215,1 nel 2024, indicando un significativo invecchiamento della popolazione. Inoltre, il tasso di natalità è tra i più bassi d'Italia, con 1,05 figli per donna. Il saldo naturale negativo è -6,4 per mille, con 613 nascite contro un tasso di mortalità dell'11,6 per mille nel 2024.
Qui apro una piccola parentesi: è stato evidenziato che, in una disposizione di legge per la promozione dell'invecchiamento attivo, più di un ordine del giorno è stato presentato ed è stato approvato a prima firma del collega Restano. La cosa interessante è che ci sono ordini del giorno che pongono un traguardo come quello di dotarsi di una norma che possa promuovere l'invecchiamento attivo che vengono approvati, da cui ne consegue una proposta di legge come questa, che si accinge a essere discussa e spero approvata; e poi ci sono degli ordini del giorno, degli emendamenti, delle proposte di legge e delle mozioni, insomma, una serie di iniziative veramente corpose dal 2018 ad oggi - e abbiamo appena detto i dati, sicuramente critici, sulla natalità - che, quando si concretizzano con la richiesta di predisporre anche in Valle d'Aosta il fattore famiglia, vengono dimenticati in un angolo, perché "sì, avevamo approvato degli ordini del giorno e delle mozioni, avevamo tutte le intenzioni di farlo, però anche no, perché non si può fare". Questa discrepanza è abbastanza tragicomica, ma prendiamo quello che di buono c'è e quindi prendiamo che, perlomeno per questa parte di impegno, l'impegno consiliare che si è preso lo si vuole portare a termine.
I dati che ho evidenziato mettono al primo posto la necessità di interventi mirati per sostenere una popolazione sempre più anziana. Gli studi medici, come quelli citati dalla rivista "I luoghi della cura", dimostrano che l'invecchiamento attivo riduce il carico sul sistema sanitario, diminuendo l'incidenza di ospedalizzazioni e l'ingresso in strutture residenziali, ad esempio, programmi di stimolazione cognitiva e attività motoria, come quelli previsti dalla proposta dall'articolo 9, possono ritardare il declino funzionale e migliorare l'autonomia. Inoltre, il coinvolgimento in attività di volontariato e socializzazione, come previsto dagli articoli 11 e 12, è associato a una riduzione del 20-30% del rischio di depressione negli anziani, secondo una notevole documentazione scientifica a livello internazionale.
La proposta di legge quindi risponde a queste sfide con un approccio integrato, promuovendo la domiciliarità e la telemedicina, come previsto dall'articolo 9; riduce la pressione sulle strutture sanitarie, un aspetto cruciale considerando che a livello nazionale oltre il 75% degli ospiti delle RSA ha più di 65 anni.
Inoltre, iniziative come palestre della terza età, previste dall'articolo 7, e il supporto al turismo sociale, all'articolo 10, favoriscono l'attività fisica e l'accesso alla cultura, migliorando la qualità della vita e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità.
Dal punto di vista economico e sociale, l'invecchiamento attivo contribuisce alla sostenibilità del nostro sistema di welfare. In Valle d'Aosta il rapporto di dipendenza strutturale è di 59 individui non attivi ogni 100 lavoratori nel 2024. Coinvolgendo gli anziani in attività produttive e di volontariato si alleggerisce il carico economico sulla popolazione attiva, mentre il trasferimento di competenze professionali, previsto dall'articolo 8, valorizza il loro ruolo nel mercato del lavoro e nella formazione dei giovani.
Concludo sottolineando che questa proposta di legge rappresenta un investimento strategico per il futuro della Valle d'Aosta. Promuovendo l'invecchiamento attivo non solo miglioriamo la qualità della vita delle persone anziane, ma costruiamo una società più inclusiva - e qui realmente si può utilizzare il termine "inclusiva" - e solidale. È per questo quindi che auspichiamo che il Consiglio possa deliberare e votare favorevolmente questa iniziativa affinché la nostra Regione possa diventare un modello di eccellenza nella valorizzazione del contributo degli anziani.
Ringrazio chiaramente i proponenti per il loro lavoro e auspico un'approvazione unanime di questa legge, che risponde alle esigenze della popolazione che invecchia con dignità e vitalità.
Presidente - Ci sono altri interventi in discussione generale? La discussione generale è chiusa. Per la replica, la parola all'assessore Marzi.
Marzi (SA) -Buon pomeriggio a tutti. Innanzitutto crediamo opportuno evidenziare, in una replica del Governo che vuole soprattutto essere politica, un'analisi rispetto a un percorso attivato e attuato che oggi crediamo, con il merito di tutti, avrà, o dovrebbe avere, un esito positivo.
Naturalmente, da un punto di vista tecnico, il collega Restano con la sua relazione e gli interventi di tutti i colleghi Consiglieri che ci sono stati, e che ringrazio per la loro pertinenza competenziale, hanno evidenziato qual è il contenuto della proposta di legge che adesso andiamo ad analizzare e che, tra l'altro, è stata oggetto anche di tutta una serie di audizioni da parte della V Commissione e del presidente Padovani, che ringrazio per il corposo lavoro fatto, con tutte le parti sociali, sindacali e di categoria, che hanno comunque portato un loro contributo. Naturalmente quello che io adesso andrò a evidenziare è una puntualizzazione in termini di processo e non di contenuto. Crediamo quindi opportuno evidenziare l'importanza di aver voluto condividere come maggioranza questa proposta di legge del collega Restano, che oggi può quindi essere messa all'attenzione dell'aula come proposta dell'intero Consiglio. È un dato importante questo perché l'invecchiamento attivo è un tema attenzionato e, al pari di altri temi sempre più attuali quali la denatalità e la sanità, deve essere affrontato con un approccio unitario e non divisivo. In tal senso il collega Manfrin è sempre bravissimo a fare politica, ma c'è un particolare non secondario rispetto al fatto che la proposta di legge sul "fattore famiglia" non era applicabile, mentre questa sì. Lavorare insieme, come stiamo già facendo su questo tema, quello dell'invecchiamento attivo, rappresenta infatti una sfida strategica e un'opportunità fondamentale per la nostra Valle e per il nostro Paese, che deve essere intrapresa con l'obiettivo di valorizzare le risorse che le persone anziane possono offrire alla società, promuovendo un invecchiamento in salute attivo e partecipativo, riducendo di conseguenza anche il carico sui servizi sanitari e sociali. Tra l'altro, bisogna chiamarle "persone anziane", perché si parla di invecchiamento attivo ma nella nostra vita quotidiana spesso le persone con un'età avanzata in termini di attività risultano essere sicuramente molto più attive di persone con età inferiore. Per farlo, è essenziale quindi dare priorità alla collaborazione per integrare le politiche di sanità, di welfare, di istruzione e di coesione sociale, creando un sistema sinergico che favorisca la prevenzione, l'inclusione e la partecipazione, oltre che l'incontro e la collaborazione intergenerazionale. Per essere pragmatici, dobbiamo trasformare in una grande opportunità la presa d'atto che è centrale la presenza delle persone anziane all'interno delle famiglie, anche rispetto al numero sempre più elevato delle persone che si trovano nella fascia della vita definita tecnicamente della terza età. In sintesi, dobbiamo continuare a lavorare tutti assieme, istituzioni e realtà del territorio, e questo è lo scopo del Tavolo interistituzionale sulle politiche dell'invecchiamento che abbiamo costituito a gennaio 2024, proprio per creare le opportunità, i progetti e le strutture affinché le persone anziane continuino a collaborare per la costruzione e lo sviluppo della comunità, consapevoli, così come in altri ambiti, che da soli non si va da nessuna parte.
Nella nostra Regione, nonostante strumenti normativi già esistenti, come la legge 15/1984, che istituisce l'Università valdostana della terza età, che, tra l'altro, ringraziamo per il lavoro che svolge, e la legge regionale 93/1982 in materia di "Promozione di servizi a favore delle persone anziane", con alcuni progetti della Programmazione europea 2014-2020, sono sostanzialmente due i documenti di programmazione regionale che tracciano il percorso che abbiamo sopra descritto e che abbiamo poi avviato: il primo è il piano regionale della prevenzione 2021-2025, approvato dalla Giunta regionale nel 2021; il secondo è il piano per la salute e il benessere sociale 2022-2025, che abbiamo approvato in Consiglio nel giugno del 2023. Questi delineano l'obiettivo di contrastare, attraverso interventi intersettoriali e diversificati, l'invecchiamento precoce negli anziani e promuoverne uno stato di buona salute come prerequisito per un invecchiamento attivo e partecipe alla vita sociale. Tracciato quindi questo percorso di programmazione, ha preso corpo l'analisi dello stato dell'arte delle politiche degli interventi per ciascuna Regione, avviata nell'ambito del coordinamento nazionale partecipato multilivello delle politiche sull'invecchiamento attivo. Tale coordinamento è promosso dal Dipartimento delle Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con l'istituto di ricerca IRCCS INRCA di Ancona.
Il 26 gennaio 2024, in linea con questi due documenti programmatori e con quanto richiamato, è stato istituito, nell'ambito del piano di zona, il Tavolo interistituzionale regionale sull'invecchiamento attivo con funzione di coordinamento, monitoraggio e verifica delle politiche regionali in materia di invecchiamento attivo, appunto. Con l'istituzione del Tavolo si è superata la settorializzazione degli interventi, favorendo una visione più ampia di sistema attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati nel territorio rappresentativi in materia e, a tal fine, strutturato in maniera flessibile per garantirne la massima rappresentatività. Il Tavolo ha quindi avviato il lavoro di mappatura dei fabbisogni, delle politiche, dei servizi e delle iniziative esistenti sul territorio regionale, lavoro questo necessario per poi definire proposte di intervento, condividere le buone prassi e programmare i futuri servizi. La mappatura che è stata fatta dal tavolo ha evidenziato la presenza sul territorio regionale di numerose e variegate iniziative seppur distribuite in modo disomogeneo nei diversi Comuni della Regione, portando quindi a condividere la necessità di sensibilizzazione sul tema e di ulteriore coinvolgimento degli Enti locali e delle varie associazioni e realtà sul territorio. Lavoro questo che, tra l'altro, è stato condiviso con tutti i Consiglieri e che è stato anche già restituito politicamente e amministrativamente.
Punto focale di questo percorso è stata quindi la Conferenza regionale per la promozione e la sensibilizzazione sul tema, svoltasi il 22 novembre del 2024, dal titolo: "Politiche per l'invecchiamento attivo in Valle d'Aosta. Esperienze e prospettive", naturalmente aperta alla cittadinanza e finalizzata alla promozione della cultura sull'invecchiamento attivo e alla condivisione degli obiettivi da realizzare nel prossimo futuro. La Conferenza, oltre al territorio, alle parti sociali, al terzo settore e all'associazionismo, ha visto a livello nazionale la partecipazione del Dirigente del Dipartimento Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del ricercatore rappresentante l'istituto di ricerca IRCCS INRCA di Ancona, tra l'altro, questo il collega Restano lo sa perché era presente e a memoria ricordo anche forse la presenza del collega Baccega.
Il Coordinamento nazionale delle politiche sull'invecchiamento attivo ha riconosciuto che i passaggi e gli strumenti di governo che abbiamo realizzato negli ultimi anni hanno favorito lo sviluppo di un approccio più organico e di sistema delle iniziative che in Regione sono state promosse; ha riconosciuto, inoltre, che anche se settorialmente in Valle d'Aosta le iniziative a favore dell'invecchiamento attivo sono state promosse secondo una certa continuità e attraverso buone pratiche.
È in questo senso che abbiamo quindi valutato di condividere la proposta di legge del collega, proponendo le opportune proposte di valorizzazione e di integrazione al testo della stessa, anche secondo quanto già realizzato sul tema attraverso il percorso di costruzione partecipata e il Tavolo svolto all'interno del Tavolo interistituzionale regionale, la cui sintesi è stata rappresentata nel corso della Conferenza regionale dello scorso novembre.
Questo è stato il percorso sin qui realizzato che abbiamo sinteticamente riportato e che è contenuto nel report del Dipartimento per le Politiche della famiglia pubblicato nello scorso mese di febbraio e che abbiamo provveduto a distribuire a tutto il Consiglio attraverso la V Commissione, ma è naturalmente disponibile a tutti e che in alcuni casi è stato citato, per qualche dato, dai colleghi in Consiglio.
È questo il percorso che di fatto ci permette oggi di poter condividere con basi già solide l'approvazione di una legge dedicata, da lei proposta, che ora può essere legge di tutto il Consiglio. Una legge che rappresenta un quadro normativo di riferimento per lo sviluppo di politiche sul tema a livello regionale, in coerenza con le riforme che a livello nazionale si rendono necessarie per affrontare in maniera strutturale e valorizzata il generale progressivo e inesorabile invecchiamento della popolazione.
Sia per il lavoro che è stato fatto in Consiglio, sia per il lavoro che è stato fatto in Commissione, sia per il lavoro di tutti coloro i quali hanno partecipato alla Commissione e per la proposta che è arrivata, che, tra l'altro, vedrà una serie di emendamenti come risultato di un processo tecnico - emendamenti che sono già stati valutati in Commissione e che vedranno un voto positivo - noi riteniamo che quanto fatto sia la ciliegina su una torta che era stata avviata, ma a cui mancava un cappello legislativo, che con questo disegno di legge andiamo a colmare, con pieno spirito collaborativo e di promozione del tema.
Presidente - La parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz, sempre in fase di replica.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie colleghi. La proposta di legge che oggi siamo chiamati a discutere e che mi auguro a questo punto - dalle dichiarazioni credo sarà così - sarà approvata all'unanimità rappresenta molto più di un testo normativo: è un atto politico e culturale che parla del nostro modo di intendere la comunità, il benessere, le relazioni tra generazioni. È in fondo una legge che ci chiede che tipo di società vogliamo essere.
Viviamo, come è già stato detto dai colleghi che sono intervenuti prima di me, in una società che invecchia. Lo dicono i dati demografici e ce lo conferma l'esperienza quotidiana, ma questa trasformazione, troppo spesso letta in chiave negativa o emergenziale, può diventare, se ben accompagnata, una delle più grandi opportunità del nostro tempo, perché l'invecchiamento, se valorizzato in modo intelligente e rispettoso, non è una fase di ritiro, ma un tempo di possibilità, di restituzione, anche restituzione di senso. Questa legge lo afferma con chiarezza e coerenza e riconosce che le persone anziane non sono semplicemente portatrici di fragilità, ma sono soggetti attivi, capaci di contribuire ogni giorno alla vita sociale, culturale, educativa e persino produttiva della società. Pensiamo solo al ruolo quotidiano dei nonni: spesso sono loro a sostenere le famiglie di nuova generazione, a garantire tempo, presenza, affetto, cura. Sono loro a facilitare e agevolare la conciliazione tra tempo di vita e tempi di lavoro, a custodire anche la memoria familiare e a tramandare il sapere dei gesti. In questo senso l'invecchiamento attivo è anche un fattore chiave di sviluppo demografico e coesione sociale ed è anche, come dicevo prima, una leva economica indiretta, riconosciuta oramai anche dagli attori del mercato. Dicevo che non basta riconoscerlo, come si fa spesso quando si parla di vecchiaia o quando si parla di crisi demografica, ma bisogna strutturare questo contributo. È qui che la politica deve fare la sua parte ed è quello che fa questa legge.
Come Assessore ai sistemi educativi e alle politiche per le relazioni intergenerazionali, ai beni e alle attività culturali, ritrovo in questo testo molteplici riferimenti puntuali alle competenze che ho l'onore di rappresentare. Fin dall'articolo 1, che riconosce tra gli ambiti fondamentali per promuovere l'invecchiamento attivo l'educazione, la cultura, la partecipazione e la trasmissione dei saperi; e anche l'articolo 3, che richiama la necessità di integrare le azioni con la programmazione regionale in ambito educativo e culturale. Il cuore della legge, per quanto ci riguarda, batte però in modo particolarmente significativo, perlomeno per me, nell'articolo 4, dove tra i soggetti attuatori vengono individuati gli istituti scolastici, l'Università della Valle d'Aosta e l'Università della terza età, che rappresenta una delle esperienze oramai più vive e diffuse del nostro territorio. Permettetemi una piccola parentesi sull'Università della terza età, che è un presidio di formazione permanente, di socialità, di benessere, che oggi conta oltre 800 iscritti e decine di corsi attivati ogni anno su tutto il territorio regionale. Come Assessorato, l'abbiamo sostenuta con convinzione attraverso un contributo annuale, che recentemente, con la prima variazione di bilancio, è stato anche aumentato, consapevoli che questa realtà va accompagnata e fatta crescere. Credo però che sia stato fatto anche di più. Insieme anche al collega Davide Sapinet e ai suoi uffici stiamo lavorando per individuare una sede più ampia, funzionale e accessibile, che possa rispondere ai numeri crescenti sia dei partecipanti, sia delle lezioni per garantire migliori condizioni logistiche per docenti e corsisti. Questo si riferisce al presente, ma lo sguardo va anche al futuro e il mio auspicio per la prossima legislatura, chiunque ci sarà, è che si metta all'ordine del giorno politico, proprio nei programmi, non solo elettorali ma anche operativi, la realizzazione di una sede stabile, dedicata e condivisa, capace di accogliere non solo l'Università della terza età, ma anche le realtà associative, le fondazioni, i centri di formazione che si occupano di invecchiamento attivo e di cittadinanza adulta.
L'articolo 6 affronta il tema delle famiglie, riconoscendo sia il diritto della persona anziana a essere sostenuta, sia il ruolo cruciale degli anziani nel sostenere le famiglie più giovani. La reciprocità, colleghi, è al centro di questa visione. Qui si inserisce pienamente il concetto proprio di comunità educante, che non è un dispositivo pedagogico, l'ho detto più di una volta, ma è una cornice culturale: tutti educano, tutti apprendono in ogni età della vita. Una comunità educante si fonda su un principio semplice ma, secondo me, potente: l'educazione è responsabilità condivisa, non riguarda solo le scuole, ma anche le famiglie, le associazioni, le biblioteche, le imprese, i Comuni, gli Enti locali, le cooperative, i centri culturali, le organizzazioni di volontariato, le parrocchie e sì, riguarda anche e soprattutto le persone anziane, che possono trasmettere esperienza, valori, senso di appartenenza, identità. Costruire una comunità educante significa costruire relazioni tra soggetti diversi, superare le barriere tra i settori, integrare linguaggi e approcci.
L'articolo 7 esprime perfettamente questa visione, colleghi: promuove l'apprendimento permanente, la trasmissione dei saperi, l'incontro tra generazioni, il coinvolgimento anche delle imprese, dei sindacati, delle istituzioni culturali e formative. Questo al punto g), che sostiene la formazione delle persone anziane che si occupano dei nipoti, e al punto h), che promuove la cultura come strumento per leggere il presente. Sono espressioni, come dicevo prima, coerenti nel sistema educativo allargato a cui oramai tendiamo da tempo, credo, come maggioranza, come Giunta, ma credo più generalmente come comunità valdostana. In questa direzione si muovono molti dei progetti che come Assessorato abbiamo attivato. Cito con piacere "La Commune à l'école", che è promosso dal Celva, che ringrazio, con il nostro sostegno. Ogni anno coinvolge centinaia di bambini e bambine in un percorso di scoperta delle istituzioni e delle tradizioni del proprio Comune. Molti di questi percorsi passano attraverso il racconto degli anziani, testimoni della storia, anziani portatori di gesti, parole e ricette, sono gli anziani, i custodi di un sapere che va trasmesso proprio perché resti vivo.
Anche l'articolo 10 parla la lingua della cultura: sostiene l'accesso alle attività artistiche, sportive, creative, alla vita collettiva e partecipata.
L'articolo 12 valorizza il ruolo del volontariato sociale e culturale anche nei contesti più delicati, come le case di riposo, le strutture sanitarie, il carcere. In questa direzione, ad esempio, si inserisce il progetto "Micromusica", della SFOM, presentato recentemente proprio nella sede della SFOM, insieme al collega Rosaire, che porta la musica nelle microcomunità per anziane e anziani, con la partecipazione attiva di giovani musicisti. Credo sia un esempio bellissimo e concreto di incontro tra generazioni attraverso la cultura e, in questo caso, anche attraverso la musica.
È anche per rafforzare questa prospettiva che, in accordo con il collega Claudio Restano, abbiamo proposto poi di arricchire la composizione del Tavolo interistituzionale previsto dall'articolo 15 con la presenza di un rappresentante della Sovrintendenza agli studi. Non si tratta solo di rappresentanza formale, ma di dare pieno riferimento alla dimensione educativa dell'invecchiamento attivo.
Ringrazio sinceramente la sovraintendente Marina Fey e la coordinatrice Laura Ottolenghi, che ha guidato il passaggio dal Tavolo Legalità al nuovo Tavolo tecnico permanente Legalità e intergenerazionalità, dando a questo strumento una nuova anima più partecipata, più trasversale e più viva. Oggi più che mai serve una visione capace di tenere insieme sguardi, approcci, esperienze diverse. La multidisciplinarietà non è un vezzo, è una condizione necessaria per politiche pubbliche efficaci, sostenibili e generative. Per questo voglio ringraziare il collega Claudio Restano, proponente della legge, per la sensibilità con cui ha seguito questo percorso. Un grazie sentito davvero anche all'Assessore alla Sanità, che ha contribuito alla rielaborazione del testo con attenzione e pragmatismo, come abbiamo potuto ascoltare, al presidente della V Commissione, Andrea Padovani, insieme a tutti i Commissari, per la qualità del lavoro svolto.
Tutti a ogni età possono educare, costruire, custodire, trasmettere ed è questo, credo, il senso del nostro agire politico: non solo gestire servizi, ma generare relazioni che tengano, che reggano e che curino, relazioni che fondano una comunità. Per questo, da Assessore e mi esprimo anche da cittadino, quindi a titolo personale, da figlio di un genitore anziano, esprimo il mio convinto sostegno a questa proposta di legge che sento profondamente coerente anche con il nostro lavoro quotidiano e con l'idea di Valle d'Aosta che insieme vogliamo continuare a costruire, una Regione che riconosce il valore di ogni età e che fonda il proprio futuro sulla capacità di prendersi cura soprattutto del proprio passato.
Presidente - Abbiamo finito le repliche del Governo. Ci sono altri interventi? Non ci sono altri interventi. Possiamo passare al nuovo testo della V Commissione. Metto in votazione l'articolo 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
L'articolo 1 è approvato all'unanimità.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 2? Stesso risultato. Articolo 3. Stesso risultato. Articolo 4. Stesso risultato. Articolo 5. Stesso risultato. Metto in votazione l'articolo 6, poiché c'è un nuovo partecipante. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
L'articolo 6 è approvato all'unanimità.
Posso dare lo stesso risultato all'articolo 7? Stesso risultato. Articolo 8. Stesso risultato. Articolo 9. Stesso risultato. Articolo 10. Stesso risultato. Articolo 11. Stesso risultato. Articolo 12. Stesso risultato. Articolo 13. Stesso risultato. Articolo 14. Stesso risultato. All'articolo 15 vi sono diversi emendamenti, tre dell'assessore Marzi e uno dell'assessore Guichardaz. Li diamo per illustrati? Li diamo per illustrati. Metto in votazione l'emendamento n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
L'emendamento n. 1 è approvato all'unanimità.
Posso dare lo stesso risultato per l'emendamento n. 2? Stesso risultato. Emendamento n. 3. Stesso risultato. Emendamento n. 4. Stesso risultato. Passiamo ora al voto dell'articolo 15, così come modificato. Stesso risultato. Articolo 16. Stesso risultato. Articolo 17. Stesso risultato. Abbiamo finito l'articolato. Se vi sono dichiarazioni di voto, vi invito a prenotarvi, altrimenti metto in votazione la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
La proposta di legge è approvata all'unanimità.
