Oggetto del Consiglio n. 4602 del 16 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4602/XVI - Reiezione di mozione: "Impegno ad organizzare alcuni dei corsi abilitanti per docenti presso sedi ubicate in Valle d'Aosta".
Bertin (Presidente) - Riprendiamo con l'ordine del giorno, siamo al punto n. 5, mozione illustrata dalla consigliera Minelli, apriamo la discussione generale.
La discussione generale sulla mozione è aperta. Consigliere Perron ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Come molti sanno, la Lega più volte ha portato sul tavolo l'argomento che oggi viene messo nuovamente in mozione, su questo però ringrazio i colleghi, la Minelli in primis, poi il collega Aggravi, che hanno fatto materialmente il lavoro di sintesi tra le varie iniziative e hanno poi aggiornato puntualmente i punti, perché chiaramente le cose si sono poi sviluppate, quindi c'erano dei punti in più, quindi li ringrazio per il lavoro che hanno fatto.
Non entrerò nuovamente negli aspetti più tecnici della questione, li abbiamo già visti varie volte, quello che a noi preme sottolineare, per quanto riguarda il nostro gruppo, è nuovamente il punto politico, cioè noi riteniamo che l'Università della Valle d'Aosta debba avere come missione quella di coprire il fabbisogno dei corsi abilitanti per i professori valdostani, almeno per quel che riguarda le materie più generaliste, e tra queste, ovviamente, il francese, vista la nostra specificità; questo lo avevamo già detto ed è il punto a monte che riteniamo essere fondamentale. Quando si dice: "C'è l'appoggio del CIFIS di Torino", a nostro avviso quello deve essere un piano B, non il piano A, il piano A deve essere quello con l'Università, compatibilmente con i fondi, compatibilmente con le regole, ma è un punto per cui l'Università va orientata in quel modo e si deve fare di tutto perché i docenti valdostani possano avere questo tipo di servizio da fare in Valle d'Aosta, perché sappiamo tutti benissimo quanti sono i problemi per spostarsi dalla nostra Valle, anche solo per andare a Torino: abbiamo il grosso problema della ferrovia ferma e quindi sappiamo benissimo quale grosso aggravio può essere per i docenti per spostarsi e per andare a Torino, ma poi su queste considerazioni arriverò anche un po' più avanti.
Aggiungo un altro elemento di ordine decisamente più generale: si evita sempre - questo è un mio parere personale - un punto fondamentale, cioè nelle nostre società stiamo soffocando in atteggiamenti sempre più burocratici, soffochiamo nelle certificazioni, nelle attestazioni, nella complicazione di ogni aspetto della vita professionale.
In questo caso penso che la professione d'insegnante sia una delle professioni maggiormente colpita da questo, non interessa praticamente più a nessuno la trasmissione di una vera conoscenza, spesso gli insegnanti sono trasformati in burocrati al servizio di un sistema burocratico e non della conoscenza.
Questo è un allarme che è stato lanciato anche da insigni pensatori, mi pare lo stesso Cacciari ne abbia parlato, mi pare che Barbero abbia detto più o meno la stessa cosa; questa, purtroppo, è una dinamica che stiamo vedendo e riteniamo che sia un allarme che debba essere lanciato.
La stessa selezione degli insegnanti... e la Lega a livello nazionale, specie con il lavoro (che è stato riconosciuto, in maniera anche bipartisan) dell'ex senatore Pittoni, si è molto spesa sul tema del far ripartire la questione per le abilitazioni dei docenti, e dal 2020 circa sappiamo che sono ripartite, per molti anni si era stati bloccati a livello nazionale, sappiamo che la Regione, in virtù del suo Statuto, che è un po' a metà tra quello che è l'essere regionale e il dipendere poi dalla normativa nazionale a meno che non si voglia procedere a dei percorsi diversi di regionalizzazione, parlo di scelte politiche, ...oppure rimaniamo in questa terra di confine per cui a volte rischiamo di avere gli svantaggi di entrambe le soluzioni.
Dopo anni quindi i corsi di questo tipo sono partiti, il problema è che siamo finiti in una vera e propria selva. Il ruolo dell'Università, come ente formatore, fa sì che per i docenti, questo va detto a chiare lettere, aumentino i costi, aumenta la formazione teorica, che poi spesso è inutilizzabile in moltissime classi - chiaramente parlo per esperienza personale, visto che ho insegnato in molti istituti professionali, è un punto che a me fa sempre piacere considerarlo d'onore questo, perché a volte gli insegnanti di certi istituti sono in prima linea nella società e hanno a che fare con problematiche molto complesse - ma posso dire tante cose teoriche, quando poi uno arriva in classe passano tutti in secondo piano e ci sono altri tipi di capacità che entrano in gioco.
Di questo passo, e questo voglio dirlo chiaramente, rischiamo di allontanare le migliori competenze e intelligenze dall'insegnamento, specie per molti giovani che saranno spinti verso altre professioni, perché diventare insegnante sta diventando davvero un qualcosa di estremamente complicato e non è più lo stesso lavoro che veniva svolto soltanto 20 anni fa, quando, ad esempio, anche io sono entrato nella scuola.
Per far capire questo punto e per allontanarlo dai punti tecnici che sono già stati sviscerati bene dalla collega - ne abbiamo già parlato varie volte, e sicuramente l'Assessore ci addurrà nuove motivazioni tecniche, immaginiamo - voglio leggervi un messaggio che una collega mi ha mandato, una collega che è coinvolta personalmente da questo tema, e che giustamente mi scrive: "Io non so davvero cosa si possa fare arrivati a questo punto perché la situazione è critica. Domani è il 16 aprile" - cioè oggi - "Per molte classi di concorso i calendari disciplinari, inclusi noi di francese, non sono ancora stati pubblicati. L'impegno richiesto è sovraumano, come anticipavo i corsi sono dal lunedì al sabato, indicativamente dalle ore 14:00 alle ore 20:00, cioè quattro volte a settimana a Torino, martedì, mercoledì, venerdì e sabato mattina, i restanti giorni online, dalla prossima settimana, settimana del 28 fino a data sconosciuta, ma comunque non prima della metà di giugno. Abbiamo dunque tutti i pomeriggi impegnati. Per chi si è iscritto al percorso da 36 CFU la situazione è ancora più insostenibile: oltre ai corsi abbiamo anche 120 ore di tirocinio che, sinceramente, non so come farò a concludere, perché il CIFIS, con cui la Sovraintendenza è in stretto contatto" - quantomeno questo è quanto è stato detto, quindi riporto - "almeno così ha dichiarato, non ci ha ancora mandato la documentazione", era ieri, "registri per segnare le ore eccetera, per poter iniziare concretamente, nonostante la mia scuola abbia già mandato tutti i moduli richiesti quasi una settimana fa. Dobbiamo restare due settimane senza stipendio per poter concentrare tutte le ore di tirocinio e sperare di riuscire a completarle, visto che manca concretamente il tempo. Con tutti i permessi che dovremo prendere, tutti i corsisti si trovano nella medesima situazione, le nostre classi rimangono scoperte per un sacco di ore. Il danno è enorme, non solo a livello didattico, ma anche umano. Ieri i miei ragazzini erano disperati dopo che ho detto loro che per due settimane avrebbero avuto un supplente e che, in generale, avrei dovuto prendere permessi su permessi perdendo gran parte delle lezioni. Arruolarsi alla NASA, secondo me, sarebbe più semplice".
Queste sono delle considerazioni che, purtroppo, chi vive queste situazioni conosce; nuovamente il problema, come dicevo, è a monte, è un problema generale, ma ci sono responsabilità poi specifiche di visione per quello che riguarda il ruolo dell'Università, come dicevo all'inizio.
Questi corsi probabilmente sono pensati per persone che magari sono appena laureate, che hanno la possibilità di formarsi, mentre l'organico però, purtroppo, questo è il problema, è così carente da anni nella scuola, è così puntellato dal ricorso di docenti precari che molte persone subiscono il paradosso di essere già state letteralmente messe in una classe a fare un lavoro con le condizioni uguali a tutti gli altri, perché la scuola ne ha un grandissimo bisogno; faccio l'esempio personale: mi arrivano spesso - ancora adesso che non mi ero nemmeno più messo nelle graduatorie - richieste di supplenza, quindi è continuamente una ricerca di persone che lavorino nella scuola.
Ci sono dei docenti che sono messi sul campo, sono già lì in prima linea e poi vengono messi sotto la lente d'ingrandimento e spremuti con ore aggiuntive di formazione e di tirocini quando il lavoro lo svolgono già, magari da anni e magari anche in quel momento, cosa che poi crea il corto circuito, che però noi avevamo già previsto anzitempo, sapendo che si sarebbe finiti così: a poche settimane dalla fine della scuola ci saranno degli insegnanti costretti in qualche modo a dover lasciare per finire questi corsi e poi riprendere l'anno successivo, e il danno viene fatto certamente alla didattica e ai ragazzi.
Questo per far capire la complessità del problema e della tematica, speriamo che ci vengano date delle informazioni aggiuntive che siano positive per alleviare questo fardello che, purtroppo, molti docenti sono costretti ad affrontare anche in Valle d'Aosta, in questo caso anche sul francese che dovrebbe essere quantomeno, a sentire qualcuno, una delle prerogative fondamentali anche di questo Governo.
Presidente - Siamo in discussione generale, ci sono altri interventi? Chiedo di prenotarsi. Se non vedo prenotazioni, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Replica il Governo, assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie per questa discussione.
Apro subito facendo una considerazione riguardo a ciò che ha appena esposto il collega Perron circa il ruolo degli insegnanti che lei dice sono inascoltati, sono del tutto abbandonati a una burocrazia soffocante eccetera eccetera: ha ragione e non posso che prendere atto di quello che dice.
Come lei sa, non siamo al Governo, al Governo c'è il Ministro Valditara da una parte e il Ministero dell'Università comunque non è al momento commissariato, quindi, se questi ritardi ci sono e se questa burocrazia c'è, evidentemente qualcuno dovrebbe farsene carico e prendere atto.
Mi fa piacere perché sono anche un po' preoccupato dall'atteggiamento del vostro segretario Salvini, in particolare, che prende sempre come riferimento il Presidente Trump come fosse il monumento dell'efficienza e della democrazia; mi fa piacere che lei dica che valorizza gli insegnanti, perché non mi sembra che sia a oggi l'atteggiamento che viene così cavalcato altrove dai vostri modelli.
Sull'organizzazione le ricordo semplicemente questo: noi avevamo assunto i docenti, unica Regione in Italia, il primo di settembre di quest'anno. Se il CIFIS non ha al momento fatto gli elenchi o non ha ancora stabilito, come dice lei, gli orari eccetera, le ricordo che le previsioni normative sono quelle contenute nel 270/2025, quindi recentissimamente è stato fatto il decreto ministeriale e, di conseguenza, è di tutta evidenza che fintanto che non era certa la possibilità di attivazione, cioè il Ministero non aveva dato il suo nulla-osta attraverso il decreto ministeriale di cui abbiamo parlato lungamente in questa sede e in altre sedi - immagino che il CIFIS e l'Università di Torino, in particolare, non è che si potesse mettere a fare chissà che cosa - quindi penso che sulla questione probabilmente bisogna interrogarsi e cercare di capire per quale motivo oggi ci sono ancora questi ritardi.
Desidero aprire comunque questa mia risposta con una considerazione preliminare: ho letto in pausa pranzo con attenzione il testo emendato della mozione che avete riscritto oggi e non posso non notare un lavoro accurato, direi quasi chirurgico, di semplificazione e alleggerimento del testo originario, e di questo vi devo rendere merito: una sorta di cesello, per utilizzare un termine che sicuramente non vuole essere polemico ma descrittivo, ed è un cesello che ha lasciato - come lei ha evidenziato, collega Perron - intatta l'impalcatura della mozione mantenendone il cuore politico, giustamente, ma che ha, al tempo stesso, eliminato molte delle articolazioni più puntuali e concrete presenti nel testo iniziale che voi avete presentato, mi sembra, un mese fa.
Tra queste indicazioni mi permetto di ricordare:
la richiesta di una deroga per le docenti in maternità e per i docenti con gravi problemi di salute, affinché non siano penalizzati nel corso di abilitazione - è presente comunque nell'impegnativa;
la proposta di attivare un punto informativo presso l'UniVdA per supportare i docenti nella complicata procedura d'iscrizione ai corsi - lo mettevate nella mozione;
il riferimento esplicito all'impegno già messo in campo dalla Regione e dall'Assessorato che rappresenta e che è stato tolto - avrebbe fatto piacere che fosse mantenuto nelle premesse, ma va bene;
il richiamo alla normativa vigente, compreso il chiarimento sull'abrogazione dell'articolo 3, comma 4 della legge 341/1990;
la valorizzazione del ruolo storico dell'Università della Valle d'Aosta nella formazione degli insegnanti, dei corsi abilitanti fino ai corsi di sostegno, in cui probabilmente sarebbe emerso (se si fosse mantenuta la trascrizione, il testo originario) che, per esempio sui costi di sostegno la Valle d'Aosta si fa carico totalmente del corso per TFA, per gli insegnanti, proprio presso l'Università della Valle d'Aosta.
Ebbene, anche se questi riferimenti non compaiono più nel testo emendato, mi permetterete di entrare comunque nel merito, brevemente, di quanto era stato sollevato nella mozione originaria, questo anche per rispetto, io credo, dei docenti che aspettano da un mese la risposta, per rispetto anche del Consiglio che da un mese ha questa mozione in calendario e anche per il rispetto del lavoro che, insieme alla struttura dell'Assessorato e con l'Università, abbiamo portato avanti in questi mesi.
Fin dall'autunno 2023 abbiamo seguito da vicino la partita dei nuovi percorsi abilitanti, e voi lo avete evidenziato perché sono state innumerevoli le iniziative presentate in questo Consiglio.
Ci siamo a più riprese confrontati con il Ministero - come ho già avuto modo di dire - con il dirigente responsabile della direzione del reclutamento del personale scolastico, con il CIFIS, con l'Università della Valle d'Aosta e con i sindacati.
Abbiamo inviato delle PEC, come peraltro era stato anche richiesto da parte vostra ai due Ministri, al Ministro Valditara e alla ministra Bernini, in tempi non sospetti. Abbiamo sollevato le varie questioni nei congressi sindacali a cui ho avuto modo di partecipare e ho condiviso le preoccupazioni con i rappresentanti di tutte le categorie sindacali in svariate riunioni.
Diciamo che si è agito: come peraltro abbiamo avuto modo di spiegare già in Consiglio e anche attraverso i media, oramai questo è un tema che credo discutiamo da alcuni mesi.
I risultati di questo lavoro ci sono, anche se non sempre sono visibili da chi guarda da fuori. Grazie alla partecipazione dell'UniVdA e del Centro interregionale per la formazione degli insegnanti secondari (e quindi svelo che cosa vuol dire CIFIS per chi ci ascolta) e a un dialogo costante con le università piemontesi, sono stati ottenuti alcuni risultati importanti che spero non possano essere negati:
il primo è la frequenza sincrona a distanza di tutte le attività trasversali senza obbligo di spostamenti, parliamo di un terzo del monte orario complessivo del corso;
la possibilità di tirocinio diretto svolgibile in Valle d'Aosta presso le scuole regionali;
in più quote riservate ai residenti valdostani per le classi di concorso con fabbisogno locale.
La cosa interessante è l'iscrizione in soprannumero per tutti i vincitori di concorso destinati al ruolo in Valle, cosa che non era per niente scontata, ma il CIFIS, l'Università di Torino e le interlocuzioni che abbiamo avuto ci hanno permesso di avere la possibilità d'iscrivere in soprannumero tutti gli insegnanti interessati.
Poi, riguardo alla vostra richiesta che avevate fatto circa un punto informativo presso l'UniVdA per supportare i docenti nella complicata procedura, i supporti informativi che sono stati attivati in questo periodo - e anche prima - sono un indirizzo mail, un numero di telefono attivo due giorni alla settimana in orari assolutamente accessibili, uno sportello in presenza il martedì e il giovedì pomeriggio, oltre a FAQ, manuali eccetera; questo credo che risponda anche alla vostra esigenza di avere dei supporti per gli insegnanti che, ricordo, sono una quarantina.
Abbiamo anche previsto, insieme alla Sovraintendenza e alle organizzazioni sindacali, come ho già avuto modo di dire, permessi di studio specifici, abbiamo fatto un contratto integrativo regionale specifico, dove abbiamo aggiunto e abbiamo messo in cima alle priorità proprio i corsi abilitanti, comprensivi dei tempi di spostamento e credo che nessun CIR abbia previsto anche i tempi di spostamento.
Abbiamo revisionato le borse di studio che sono state estese anche ai docenti iscritti ai percorsi abilitanti, cosa che prima non c'era, sempre in un'ottica, io penso, di accoglimento anche delle vostre sollecitazioni, perché poi il ruolo della minoranza è anche quello di fare delle proposte e non è che per partito preso uno non le voglia accogliere.
Sulla questione particolarmente sensibile delle docenti in maternità e dei colleghi con problemi di salute, vorrei fare una precisazione: le previsioni normative contenute nei DM 156/2025 e 270/2025 oggi consentono la sospensione del percorso, con la possibilità di riprenderlo l'anno successivo senza perdere i crediti acquisiti e con l'esonero delle tasse per l'anno in cui si ripete; questo, non è stato detto, è scritto nel bando del CIFIS e il Ministro Valditara - proprio in risposta a un question time, credo del nostro deputato Franco Manes - ha ribadito che la maternità non pregiudica l'assunzione in ruolo.
Il completamento del percorso potrà avvenire dopo la legittima sospensione con nomina a partire dall'anno scolastico successivo. Lo dico senza rivendicazione ma anche con un po' di orgoglio istituzionale: la questione è stata da noi affrontata, come dicevo prima, e nei fatti in larga parte risolta, e se questo è avvenuto grazie anche alle nostre sollecitazioni, ben venga. Se altri poi hanno contribuito, io da quello che ho capito tutti quanti si sono attivati affinché questa cosa potesse essere risolta, meglio ancora, l'importante per noi è che i docenti non siano lasciati soli e che i loro problemi siano affrontati e risolti.
Per venire alla mozione - quella nella versione emendata, in cui impegnate il Governo a un'interlocuzione con il Ministero e con il CIFIS, al fine di permettere agli insegnanti di seguire corsi abilitanti organizzati in modalità sincrone con le opportune collaborazioni eccetera - l'interlocuzione con il Ministero dell'istruzione e del merito con il CIFIS non solo è attiva ma non è mai stata interrotta, è parte costante del nostro lavoro e ci ha già consentito - come ho avuto modo d'illustrare - di ottenere una serie d'importanti risultati a favore dei docenti valdostani, magari non sufficienti, ma per noi comunque erano e sono importanti: dalla frequenza, come ho detto, in modalità sincrone per le attività trasversali, al tirocinio in Valle d'Aosta, passando per l'accesso in sovrannumero e le quote riservate.
Tuttavia non possiamo in alcun modo garantire la possibilità di frequenza dei corsi abilitanti presso sedi ubicate in Valle d'Aosta, come è richiesto nell'impegnativa della mozione, ed è il motivo per cui ci asterremo nel caso in cui non la ritiriate. Questo non per mancanza di volontà politica o di impegno da parte nostra. Ricordo cosa abbiamo fatto, per esempio, per i TFA, per il sostegno eccetera, lì dove è stato possibile anche per i numeri, per il personale eccetera, ci siamo attivati, ripeto, anche su sollecitazione delle parti in causa, compresa la minoranza.
Io non disconosco mai il dibattito come momento importante anche di valutazione.
Come ho evidenziato, molte delle difficoltà attuali non dipendono dalla Regione ma sono legate a criticità strutturali e a tempistiche estremamente ristrette e a stabilità a livello ministeriale e lei, collega Perron, plasticamente le ha rappresentate.
Si pensi, solo per fare un esempio, al fatto che le Università accreditate hanno avuto meno di un mese di tempo per predisporre i corsi: oggi lei mi dice che ancora non ci sono le date, in un contesto già segnato da carenze di personale, da gravi vincoli logistici e poi da tempi comunque sempre ristretti.
L'Università della Valle d'Aosta, pur partecipe del CIFIS, non potrà e non ha potuto attivare percorsi abilitanti nel corrente anno accademico proprio in ragione di queste condizioni oggettive, come spiegato in dettaglio, e come sarà poi ulteriormente chiarito nel corso dell'interpellanza che discuteremo penso domani.
È dunque alla luce di queste considerazioni che abbiamo deciso di astenerci su questa mozione, pur riconoscendo ai colleghi l'intento generale, pur condividendone, almeno in parte, lo spirito, ma non possiamo assumere impegni che sappiamo di non poter realisticamente mantenere e che rischierebbero di generare aspettative non fondate nei confronti dei docenti coinvolti, già provati da un percorso formativo impegnativo e da regole complesse che, ripeto, non abbiamo stabilito noi, perché questo credo che sia importante come messaggio, che rimanga agli atti e che sia trasmesso agli interessati.
Resta comunque confermato il nostro impegno continuo e determinato per garantire condizioni di equità e di sostenibilità per tutti i docenti valdostani e resta anche confermata la volontà per il futuro di valutare, insieme al CIFIS e ai Ministeri competenti, l'attivazione diretta di corsi presso l'UniVdA laddove le condizioni normative, logistiche e organizzative lo consentano, a partire proprio dai corsi più gettonati di cui lei ha fatto cenno: il francese, aggiungerei anche l'italiano, laddove è possibile, nel senso che abbiamo considerato e stiamo considerando, laddove le condizioni lo permetteranno, proprio di attivare, quando sarà possibile e in termini speriamo brevi e poi, comunque, rispondendo all'interpellanza, fornirò anche dei dati finanziari relativi agli organici eccetera, che chiariranno ancora meglio la situazione.
Presidente - Consigliere Aggravi si è prenotato, ne ha facoltà?
Aggravi (RV) - Non torno sui temi che sono già stati presentati dai colleghi, anzi, mi si consenta di ringraziare la collega Minelli per l'attività di coordinamento tra i firmatari.
Sicuramente questa è una mozione che sconta il tempo, perché comunque ha rincorso l'ordine del giorno, come altre iniziative, ma le mozioni, lo sappiamo, hanno un problema maggiore, perché hanno un'impegnativa, oltre che a delle premesse, che bisogna adeguare e, oggettivamente, quando si sono fatte alcune valutazioni, si poteva addirittura, vista la complessa situazione che, per carità, in parte è stata risolta, ci sono dei correttivi, ci sono dei passaggi... lei parlava dei tirocini che si possono condurre sul territorio della valle, i tirocini indiretti mi risulta che comunque debbano essere fatti in presenza, quindi abbiamo sempre una serie di questioni; così come, e questo lo prendo positivamente, avevamo anche valutato un pro futuro, più che un elemento di contingenza, ovvero che cosa si potrà fare in prospettiva anche, nel senso che oggi abbiamo avuto il problema, cerchiamo di arginarlo, comprendiamo cosa si potrebbe fare e - almeno per quello che mi riguarda - ben venga la valutazione con il CIFIS e i Ministeri riguardo all'attivazione di corsi e mi sento di dire non solo quelli attrattivi, ma anche quelli che hanno un senso d'identità della nostra realtà, e forse quello di francese più di altri.
Certo è che, per carità, si poteva anche ridurre l'impegnativa a un'impegnativa generica, io mi sarei aspettato da parte sua una sorta - mi passi il termine, Assessore - di impegno generale, di interlocuzione con il CIFIS, con i Ministeri o quant'altro per mantenere alta la guardia sul tema e per cercare eventuali soluzioni che guardassero probabilmente più al futuro. Sicuramente la colpa non è da trovare in chi sta cercando di gestire le cose in valle, sicuramente c'è una problematica politica nazionale come una problematica burocratica nazionale, perché poi - fatta la legge, e a volte fatto il decreto - deve arrivare tutto il resto.
Questo lo sappiamo, non penso che nessuno metterà dei dazi sugli insegnanti però, al netto di questo, il problema rimane: già, se vogliamo, chi vince un concorso e poi deve fare pure un'abilitazione, oggettivamente è già un qualcosa che lo fa pensare, ma la legge non l'abbiamo fatta noi, quindi mi sarei aspettato - almeno per quello che mi riguarda, poi i colleghi diranno giustamente la loro - un emendamento che rendesse l'impegnativa più generica ma che potesse essere condiviso in senso lato, anche a fronte - e lei l'ha detto - di un'attività che è stata fatta da parte dell'Assessorato e delle varie strutture.
Nessuno ovviamente vuole dare colpe a destra o a sinistra, ma il problema è grande, come un problema è il disagio dello spostamento che, comunque, non ha solo una problematica personale, ma anche temporale, perché per spostarsi da alcune sedi per raggiungerne altre, ovviamente il tempo è tutt'altro che semplice e, soprattutto questo si scarica - come abbiamo già avuto modo di dire e come in parte ha anche detto lei - sullo stesso sistema scolastico valdostano, perché, ovviamente, se ho un'insegnante che si deve spostare e si deve abilitare, devo sostituirlo in qualche modo e non è detto sempre che la cosa sia congeniale non tanto all'insegnante stesso o a chi lo sostituisce, ma soprattutto allo studente e agli utenti finali della scuola.
Oggettivamente quindi mi sarei aspettato un'ulteriore proposta emendativa che potesse anche dare forza non soltanto all'Assessore ma a tutto il Governo nelle interlocuzioni, al di là delle PEC, con le controparti nazionali.
Io quello che spero, al di là del passaggio di generica valutazione, è che effettivamente si consideri anche, in questo caso come in altri, la possibilità di creare dei nuovi percorsi legati alla nostra Università e che possano farne effettivamente un polo di attrazione e non soltanto un polo che ci siamo trovati... è brutto dirlo, però non è che è nato dal nulla, ma il polo universitario, al di là dei corsi che ci sono o che ci saranno, potrebbe anche essere, anzi, a mio giudizio dovrebbe anche essere attrattivo, perché no, perché vediamo sempre le cose come da fare dai Valdostani all'estero o all'esterno, dovremmo anche guardare la nostra realtà, e l'Università più di altre, come un polo di attrazione più che qualcosa che va fatto per sopperire a una mancanza temporanea.
Siamo sicuramente dispiaciuti, ripeto, io mi aspettavo un emendamento forse più generico dell'impegnativa, con la possibilità di poter dare a questa mozione non soltanto i voti della minoranza.
Presidente - Altri interventi? Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Qualche considerazione anche a fronte di quanto detto dall'Assessore nel suo intervento. È chiaro che il lavoro che abbiamo cercato di fare è stato proprio
quello di riattualizzare questa mozione - che, come diceva il collega Aggravi, sconta il tempo che è passato - e abbiamo cercato d'introdurre alcuni degli elementi di cui eravamo a conoscenza, vale a dire le modifiche, le cose nuove che erano intervenute in questo periodo, quelle che per lo meno noi conoscevamo e che in qualche modo erano state riportate anche nel comunicato stampa dell'Assessorato, che è del 20 marzo, che non era così dettagliato rispetto a quanto lei poi ha aggiunto nel suo intervento.
Da parte mia, io credevo che proprio avendo introdotto nel testo della nuova mozione degli elementi che sono oggettivi ma che, in qualche modo, testimoniano del fatto che sono stati portati avanti alcuni atti, alcune azioni che ho detto migliorative... nel senso che il fatto stesso di poter iscriversi anche come soprannumerari ai corsi organizzati da CIFIS Piemonte è una cosa positiva, ed è stato detto.
Certo, abbiamo dovuto togliere delle parti, compresa quella che, dal mio punto di vista, poteva essere qualificante nel momento in cui è stato depositato il primo testo, e cioè lo sportello a supporto degli insegnanti, ma, se avete fatto caso, quello era per le modalità d'iscrizione, ormai sono iscritti, perché altrimenti, se non si fossero iscritti, la situazione sarebbe ancora più grave.
Le criticità iniziano - ed è stato ricordato più volte - dal ritardo con cui sono stati pubblicati i decreti ministeriali che sono stati pubblicati soltanto il 24 febbraio, quindi sul fatto che ci sia un ritardo a monte, dal nostro punto di vista va detto e va sottolineato.
Sottolineo però anche un'altra questione, che è quella che - considerata la nostra situazione, cioè la situazione della scuola in Valle d'Aosta - a me fa un po' specie, ed è il fatto che per quello che riguarda i corsi di francese (al di là dei decreti che erano di febbraio, ma occorreva in qualche maniera essere pronti, e non si poteva fare obiettivamente da febbraio in avanti, perché se devono essere stipulate delle convenzioni con università italiane o anche non italiane, per quello che riguarda la formazione degli insegnanti di francese, che nella nostra regione dovrebbero essere un valore aggiunto a livello di qualità della preparazione...) io penso che su questo invece ci sia stata una scarsa attenzione, o comunque anche una non presa in carico, come dicevo, di una prerogativa permessa dalla legge nazionale.
Poi mi permetto di dire che è un po' singolare, forse anche un po' inutile avere un'università in Valle - che, oltretutto lo sappiamo, è nata a partire dal corso di formazione per gli insegnanti, quindi avere quest'università in valle, nata con quegli obiettivi - che poi non è nelle condizioni di organizzare qui i corsi per la classe di francese, che avrebbero potuto attirare anche degli altri insegnanti, cioè avremmo potuto anche noi in qualche modo entrare nel circuito di questa formazione; mi sembra che una cosa del genere, vista in modo un po' più generale, faccia un po' a pugni con il mandato statutario dell'Università della Valle d'Aosta.
Una cosa che ci permettiamo di dire nell'ambito della discussione, ovviamente non è oggetto della mozione, è che ci sia un'attivazione in questo senso per il futuro, in modo da poter, almeno per questa classe - in collaborazione con il CIFIS Piemonte, perché poi i numeri sappiamo quali sono - fare da riferimento anche per quegli insegnanti.
Sono d'accordo con il collega Aggravi: sarebbe stato importante, e secondo me anche positivo pure per la maggioranza, emendare ancora questo testo (che già vi è arrivato modificato) per dare un segnale ancora più evidente e concreto dell'attenzione che tutti quanti vogliamo avere giustamente nei confronti di insegnanti... lei ha poi detto che sono quaranta come se quaranta fossero pochi: non è un esercito, ma per i numeri che abbiamo noi, quaranta insegnanti che in questo momento dell'anno devono fare, come ha sottolineato il collega Perron, i salti mortali, con difficoltà enormi per poter completare la formazione e, al tempo stesso, perché poi molti hanno questo senso di responsabilità nella nostra scuola che io credo sia da sottolineare, cercando di continuare il proprio lavoro o di ridurre al minimo le assenze... forse questo avrebbe potuto essere un buon segnale.
Sul fatto che non si possano garantire degli spazi adeguati per effettuare i corsi in modalità asincrona, ne prendo atto, forse perché questa richiesta arriva anche un po' tardivamente, ma devo dire che nell'ambito dell'organizzazione generale del percorso io credo che si trattasse anche di un elemento, di un punto che doveva essere preso in considerazione molto tempo fa e forse, a quel punto, si sarebbe riusciti a organizzarsi diversamente, con qualche fatica, di questo sono consapevole, ma poteva essere importante.
Se i colleghi poi sono d'accordo, ma mi sembra di aver capito almeno dal collega Aggravi di sì, porteremo avanti la mozione.
Presidente - Consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Dico subito che anche per noi va bene portare al voto questa mozione, giustamente. Parto dal primo punto e sarò molto rapido.
Su Trump lasciamo stare, Assessore, non si impegoli in argomenti che non c'entrano nulla perché ha visto sul giornale la cosa di Harvard, lasci perdere perché non abbiamo Trump qua. Ha visto sulla questione di Harvard che Trump ha detto: "Tagliamo i fondi da Harvard", a quello si riferiva lei? Guardi, gli insegnanti in America avranno tutti altri problemi... ancora più fuori tema giustamente come dico, lasciamo perdere Trump, poi, se vuole, facciamo una discussione ad hoc ma non è il caso di Trump qui sui docenti della Valle d'Aosta che insegnano francese.
Torniamo al punto politico, questa è la nostra visione: fare i corsi più generalisti in Valle, a nostro avviso, doveva essere un punto politico da tempo per l'intera maggioranza che, in effetti, mi pare sia stata un po' in imbarazzo su questo tema, perché lei rappresenta la sinistra, ma gli altri rappresentano la parte più autonomista, e non avere i corsi di francese in Valle forse, e dico forse, per una maggioranza autonomista è ancora più sentito che non avere i corsi di un altro tipo, e penso che difficilmente verrò smentito su questo.
C'è stato quindi dell'imbarazzo, imbarazzo che riteniamo giustificato, a nostro avviso. A monte, deve essere un punto quello, per cui l'Università giustamente si prenda l'onere nel futuro, e se lo facevamo prima probabilmente risolvevamo altri problemi; ne avremmo avuti altri organizzativi? Certo, prendiamo il personale, l'Assessore è lei, la Giunta, siete voi, trovate un sistema di fare questi corsi il più possibile in Valle d'Aosta. Questo è il punto politico che noi mettiamo.
Poi giustamente sul futuro si vedrà ma, a nostro avviso, si poteva fare, si poteva anticipare, perché dal Ministero le notizie vengono fuori, si possono anticipare, a nostro avviso non c'è stata la volontà politica prima.
È legittimo e giustamente ne risponderete voi.
Se Dio vorrà che il vento cambierà nei prossimi anni vedremo, sicuramente però quello è un punto che noi vorremo approfondire appunto perché l'Università, secondo noi, deve rendere un servizio di quel tipo ai docenti valdostani, vista tutta la problematica a catena che si sviluppa e quello che stiamo vedendo, purtroppo, con quello che dicono i docenti, sappiamo di veri e propri salti mortali su questo.
Il Punto politico quindi, a nostro avviso, resta; lei mi dice che il CIFIS ha tardato, il CIFIS non si è mosso perché aspettava le direttive ministeriali, certo, ma se sul CIFIS non eravamo lì a mandarli a Torino e ci organizzavamo qua, i ritardi ci li beccavamo però noi, in qualche modo, lo risolvevamo qua.
Così non è stato, è un punto politico, andiamo avanti, ma su questo io direi che non c'è discussione.
Poi, se vogliamo allargare il punto politico, giustamente, visto che il mio partito è al governo, in particolare con il Ministro Valditara, guardi, io le posso dire: che cosa ha fatto il suo partito, il PD, negli ultimi vent'anni nella scuola?
Il PD è stato nel Governo Monti 2011, Letta 2013, Renzi 2014, Gentiloni 2016. In tutti quegli anni i concorsi di questo tipo non ci sono stati, tutti lo sanno che sono stati fermi questi concorsi. Sono ripartiti a partire dal 2020, tra l'altro in piena pandemia, con la Azzolina, con tutti i problemi che avevamo già rappresentato appena arrivati in Consiglio, lo ricordo bene perché erano le mie primissime sedute, quindi si sono quantomeno riattivati, il PD al Governo non li aveva attivati, quindi abbiamo delle problematiche, ma sono partiti.
Tra l'altro c'è anche un discorso, sempre se vogliamo vedere le responsabilità politiche di livello nazionale, che quantomeno lei vada su "Orizzonte scuola" - quindi non la pagina della Lega, così non deve vedere la foto di Salvini - guardi su "Orizzonte scuola": nel 2023 + 4,5 gli insegnanti di stipendio, nel 2024 +5,8; "Il Ministro sostiene che con il taglio del cuneo fiscale abbiamo fatto +17%. Gli insegnanti sono ancora pagati poco in Italia, ma abbiamo migliorato un po' le posizioni", quindi qualcosa noi lo abbiamo fatto.
Venendo qui, per chiudere, porteremo la mozione al voto, dispiace anche a noi che non venga emendata in qualche modo e si sia trovata una direzione univoca per tutti; i correttivi di cui lei ha parlato io onestamente non so se saranno sufficienti per alleviare il carico di chi sarà coinvolto, teniamo di no, però giustamente qui ognuno si prenderà le sue responsabilità.
Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Abbiamo ascoltato anche noi con attenzione la replica da parte dell'Assessore, una replica in cui si è cercato anche di polemizzare sul ruolo del Ministero, sui ruoli esterni alla Valle d'Aosta.
Riteniamo che la materia sia alquanto complessa, va bene, ma credo che noi dobbiamo focalizzarci sotto il profilo politico sulle responsabilità che abbiamo in Valle d'Aosta, nella nostra realtà.
Il punto pregnante quindi è che riteniamo che, al di là delle difficoltà che ci sono state in questa fase, non sia concepibile che i corsi abilitanti, soprattutto per quanto riguarda la materia del francese, non vengano previsti in Valle d'Aosta. Bisogna, a nostro avviso, trovare la soluzione a questa questione, organizzarsi, se c'è da implementare il personale si implementi ma non si può, su quest'argomento, demandare ad altre istituzioni fuori Valle la collaborazione per assolvere le nostre esigenze del tutto particolari e che fanno riferimento alla nostra autonomia.
Per questa ragione credo che ci sia da lasciare un segno di testimonianza di questa mozione e pertanto torneremo su quest'argomento con un'interpellanza per parlare di futuro, ma per quanto riguarda la messa a fuoco della situazione attuale riteniamo che sia da confermare l'impegnativa che è stata predisposta.
Presidente - Assessore Guichardaz, ne ha facoltà per dichiarazione di voto.
Guichardaz J. (FP-PD) - In dichiarazione di voto per ribadire intanto che noi, come credo nessuno qua dentro, abbiamo intenzione di penalizzare e di giocare elettoralmente sugli insegnanti, a me non interessa entrare in polemica; se ho dato la sensazione di entrare in polemica dicendo che i problemi sono più a livello ministeriale che altro, mi scuso, ma questa è la realtà dei fatti. Purtroppo i tempi sono quelli che sono, si rincorre, ce lo siamo già detto e comunque, se è così, mi scuso.
Sulla questione dei 40, guardi che non era per ribadire... (Interruzione fuori microfono)... No, sia lei che la collega Minelli.
Sulla questione dei 40, non era per ribadire che siano pochi eccetera, ma era per puntualizzare che 40 - 44, mi sembra - siano sparsi su diverse classi di concorso e quando si organizzano e s'intendono organizzare dei corsi ci deve essere comunque un numero minimo, poi lo affronteremo credo nell'interpellanza del collega Marquis e avrò modo poi di spiegarlo.
Per la sostenibilità del corso stesso, un corso costa, mi sembra, sui 450 mila euro; in più rispetto al corso di francese, così come i TFA, così come altri corsi, necessita di una struttura che potrebbe essere anche attivata, io questo non lo dico, ma necessita di competenze.
Il TFA, per esempio, siamo riusciti ad attivarlo facendoci prestare un direttore di corso, che è obbligatorio che esista, non può essere preso in prestito dall'Università di Torino, ce lo siamo dovuti far prestare dalla Lombardia e oggi abbiamo assunto quel direttore proprio con un apposito concorso all'interno dell'Università che ci permetterà di continuare ad assicurare questo tipo di esperienza.
Naturalmente è un'esperienza che è sostenibile nel momento in cui la gente arriva da fuori. Vale per il francese, tra l'altro, io l'ho inserito anche nel DEFR perché non è una questione da consegnare ai posteri, io credo, come credete anche voi, che in Valle d'Aosta debba essere fatto, ma è evidente (mi sembra che siano nove o dieci gli insegnanti che devono fare l'abilitazione per la classe di concorso, la A25 mi sembra, di francese) è di tutta evidenza che nove non sono sostenibili.
Il minimo della sostenibilità deve essere venti, quindi si devono creare le condizioni affinché magari dal Piemonte, che però ha il corso disponibile a Torino, possano venire delle persone interessate, quindi devi creare anche delle strutture in più, delle Summer School, un'attrattività, devi costruire una promozione rispetto a un'offerta che sicuramente può essere migliore, legata al fatto che siamo una piccola università, alla prossimità, a poter seguire meglio gli insegnanti, però allo stato attuale ...
Qualcuno aveva rilevato la A60, la classe di tecnologia: ce n'è uno nella A60, che va a Torino, perché a Torino è stato attivato, comunque dopo le vostre sollecitazioni ma anche le nostre. Se mi permettete, io non è che voglio mettermi lì a mettere i puntini sulle "I", però qua non è il risultato di nessuno, non entro in polemica neanche con i colleghi di Forza Italia, ognuno ha lavorato per quanto possibile. L'unica cosa che io ho detto è che noi li abbiamo assunti dal primo di settembre, altre Regioni neanche il 30 dicembre avevano assunto gli insegnanti.
Probabilmente, si fosse fatto prima, non avremmo il caos che ha evidenziato il collega Perron.
Questa roba qua, comprimere nei tempi per chiudere entro il 31 di agosto, è un disagio enorme per le persone, per le quali abbiamo cercato veramente di fare il possibile: riguardo ai permessi per studio, abbiamo stabilito che le borse di studio possano andare anche a loro, abbiamo dovuto modificare completamente le piattaforme, riformulare di nuovo anche tutta la materia delle borse di studio, quindi non c'è nessuna intenzione da parte nostra di penalizzare nessuno, però vorrei che fosse chiaro che non è che uno si alza la mattina e riesce ad attivare un corso.
Per il TFA l'abbiamo fatto per quel motivo, ma abbiamo dovuto assumere una persona.
Per quanto riguarda il francese non abbiamo, allo stato attuale, persone all'interno dell'Ateneo che possano fare il direttore di corso. Stiamo cercando di costruire i presupposti affinché questo avvenga; dopodiché si spera che arrivino le persone da fuori, perché se poi ci troviamo a fare un corso che costa 450 mila euro per otto, sei o sette persone che siano... tra l'altro non si sa nemmeno, perché non è ancora chiaro, se domani ci sarà ancora il sistema dei CFU, perché è stato preannunciato che si continuerà però, come dice lei, si è sempre nell'incertezza, per cui è stato fatto il SIS 36 - 30 - 60, non si capisce niente, e alla fine tu fai degli investimenti notevoli in termini di risorse e di energie (lasciamo stare quelle finanziarie che però non sono poche, perché noi all'Università della Valle d'Aosta diamo 8 milioni e rotti mi sembra, siamo arrivati a 8 milioni di risorse) e se per fare un corso di questo genere, che costa esattamente come un costo di laurea strutturato, ce ne mettiamo altri 450, vuol dire trovare anche quelle, oltre che il personale.
Presidente - Altri interventi? Possiamo mettere in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
La mozione non è approvata.
