Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4554 del 2 aprile 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4554/XVI - Reiezione di Mozione: "Avvio di iniziative volte a promuovere una attività di tutela e di prevenzione dall'effetto nocivo delle radiazioni elettromagnetiche".

Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere dopo la pausa con il punto 4.02.

Consigliere Lucianaz per illustrare la mozione.

Lucianaz (GM) - Ritorno su questo punto: l'elettrosmog, l'inquinamento provocato da radiazioni elettromagnetiche.

Naturalmente, sono cosciente di ricevere numerose critiche: di essere contrario allo sviluppo tecnologico e agli ingenti fondi stanziati sullo sviluppo di questo settore, soprattutto sulla Valle d'Aosta, però - penso lo sappiate meglio di me - non sono stati condotti né studi approfonditi sulle possibili complicazioni, sui possibili pericoli per la salute, in particolare per lo sviluppo della 5G, per la prima volta in Italia non è stato coinvolto neppure l'Istituto superiore di sanità né il Ministero della Salute per le autorizzazioni previste dalle leggi italiane su questa nuova tecnologia, quindi è normale, almeno ritengo che sia normale, che i cittadini abbiano dei dubbi, siano preoccupati, chiedano informazioni.

Questo è un po' il senso di quest'ulteriore mozione.

Chi ieri ha potuto assistere qui in Aula all'audizione del dottor Gandus, del dottor Teodoro e della professoressa Belpoggi e ha seguito con un certo interesse... mi ricordo che c'erano ampi spazi delle Commissioni vuote, nonostante fosse un'audizione congiunta, si contavano i Consiglieri in Aula, ma probabilmente non interessa a tanti quest'argomento, e la cosa mi preoccupa proprio perché siete legislatori, perché siamo qui per occuparci anche della salute, oltre che del segnale telefonico, dei nostri concittadini.

Mi preoccupa particolarmente l'attitudine dell'Assessore alla sanità, che non si è mai una volta espresso su quest'argomento. Io ritengo che oltre ad altri interessanti approfondimenti che facciamo su altri aspetti salutistici, l'Assessorato alla sanità e le strutture regionali non si sentono coinvolte da quest'aspetto che preoccupa, ripeto, tutta la comunità.

In particolare, la prima domanda, il primo impegno che chiedo a questo Governo è di osservare quanto prescritto dalla legge regionale 25, votata nel 2005, la quale mira a garantire, tra le altre cose, informazione completa e tempestiva ai cittadini.

Qui il Governo regionale ha fatto nulla, molto meno del patois, ancora. Non abbiamo trovato (almeno io ho cercato) informazione altroché completa, non c'è informazione tempestiva ai cittadini su quanto sta avvenendo con il proseguimento dei programmi della digitalizzazione della Valle d'Aosta.

Non solo la legge 25 regionale: sapete bene che c'è una legge quadro italiana, che è la 36/2001, che prevede, tra le altre cose, all'articolo 1 ("Finalità della legge"), comma 1, al punto b), e cito letteralmente: "Promuovere la ricerca scientifica per la valutazione degli effetti a lungo termine e attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui all'articolo 174, paragrafo 2, del Trattato istitutivo dell'Unione europea". Questo è previsto da una legge quadro italiana.

Al comma 1c), la legge prevede di "assicurare la tutela dell'ambiente, del paesaggio, promuovere l'innovazione tecnologica, le azioni di risanamento volte a minimizzare l'intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili".

Questa sensibilità c'era già nel 2001, quando le onde elettromagnetiche erano decine di volte inferiori a quelle che sono propagate attualmente.

Sempre all'articolo 1, comma 1a): "Assicurare la tutela della salute dei lavoratori e della popolazione dagli effetti dell'esposizione a determinati livelli di campi elettromagnetici". Questo è previsto dalla legge e questo è disatteso, sia dal Governo italiano, sia dal Governo regionale valdostano.

Sempre la legge 36, all'articolo 8, cita: "Sono di competenza delle Regioni, nel rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, nonché dei criteri delle modalità fissati dallo Stato, fatte salve le competenze dello Stato e delle autorità indipendenti". Questa è una delle competenze previste per la Regione, che deve occuparsi della salute e dell'ambiente locale.

Sempre l'articolo 8, commi 1 e 2, della legge succitata parla di modalità per il rilascio delle autorizzazioni all'installazione degli impianti: "La Regione deve attenersi ai principi relativi alla tutela della salute pubblica, alla compatibilità ambientale, alle esigenze di tutela dell'ambiente".

Vi ho citato due leggi, una regionale e una statale, per dire quanto il legislatore -all'epoca, non nel 2024 o 2025 - facesse attenzione, avesse premura per la salute dei propri cittadini.

Oggi pare che sia a Roma con il Mimit, sia in Regione Valle d'Aosta questa preoccupazione per la salute dei cittadini proprio non sia di casa.

Si parla di ARPA: giustamente, in risposta a una interrogazione, o forse era una mozione, l'assessore Caveri parlava dell'ARPA, sostenendo: "L'ARPA fa continuo riferimento all'ICNIRP", cioè quell'agenzia privata europea che ben 20 anni fa ha svolto dei test non su esseri umani naturalmente, perché non è previsto dalla legge, ma su dei mannequin per misurare appunto l'impatto che le onde elettromagnetiche potrebbero avere sul corpo umano.

Questo non era un robot, era un semplice manufatto di resina e di sostanze diverse.

Che cosa è stato appurato? Che gli effetti termici effettivamente si potevano notare a una certa distanza con un determinato numero di onde di una certa grandezza. Il problema è che mai questo istituto, che è l'unico a cui fa riferimento l'ARPA italiana, come l'ARPA regionale, non ha mai svolto misurazioni sull'effetto prodotto sui tessuti biologici dell'essere umano, cioè oltre al riscaldamento, una continua esposizione alle onde elettromagnetiche potrebbe - come documentato da oltre 10 mila studi indipendenti - provocare dei problemi, e non sto a elencare quante malattie sono segnate, sono veramente tante.

Allora quello che si chiede, e anche ieri è stato ricordato in audizione, non è più l'aspetto della precauzione, è l'aspetto della prevenzione, perché siamo sicuri che queste onde elettromagnetiche non fanno bene alla salute.

Mi si dirà: "Sì, va beh, sono onde che esistono anche in natura"; certo, le onde elettromagnetiche sono quelle che fanno vivere il nostro sistema corporeo, le nostre cellule. Il mondo intero ha una serie di energie, oltre ai movimenti molecolari interni e le oscillazioni cellulari, abbiamo le interazioni di ioni, però ci sono i raggi cosmici, l'energia luminosa, geomagnetismo... tutti quanti emettiamo elettromagnetismo.

Fino agli anni 1940 si parlava di un pulsato naturale di 0,0002 volt/metro; ora, riferendoci alla normativa europea, anche l'Italia sta, a grandi passi, correndo verso un innalzamento di queste emissioni.

Qualcuno ha dimostrato che non fanno male? No, non è stato ancora dichiarato che queste onde non sono così nocive alla salute, nonostante l'AIRC abbia naturalmente e forzatamente dichiarato che sono possibili cause di cancro.

Ritorno sull'aspetto della prevenzione: è possibile che questo Governo, che questo Assessorato alla salute, che questa maggioranza regionale, che questo Consiglio non vogliano prendere in considerazione anche l'aspetto della salute? Cioè una diffusione alla comunità di alcuni studi, di alcuni aspetti e non soffermandoci alla solita trita e ritrita frase "Lo dice l'ARPA".

L'ARPA è stata qui, era il 7 gennaio di quest'anno, abbiamo rivolto delle domande, non è bastato il tempo per le domande e non è stato organizzato un secondo incontro. Io personalmente ho inviato 22 domande all'ARPA, sono ancora in attesa da mesi di risposte, però non saranno solo mica le mie risposte che possono interessare la popolazione? Ma dico, il Governo regionale si preoccupa della salute dei giovani valdostani?

Abbiamo saputo che sui telefonini non vengono svolte misurazioni perché si prevede che i telefonini rispettino le norme di legge. Ieri ci è stato detto che vengono abbondantemente superati i limiti di legge da questi telefoni, nonostante quanto sia dichiarato dal bugiardino che accompagna il telefono.

Non vi preoccupate della salute dei vostri figli? Fate quello che volete, avete un ruolo comunque pubblico e quello che io chiedo è che quest'Assemblea si occupi di più della salute, soprattutto dei giovani, che sono quelli più sensibili alle onde elettromagnetiche, ma di tutti quanti.

Non la faccio più lunga, l'impegnativa è divisa in differenti temi, il secondo è di fornire risposte all'iter delle competenze derogate dagli Enti locali alla struttura regionale, cioè questa maggioranza ha votato una legge nel luglio 2024 grazie alla quale la struttura regionale acquisisce totale competenza sulle installazioni e sulla logistica degli impianti che emettono e ricevono onde elettromagnetiche.

Bene, vorremmo, per una volta, da luglio a oggi, avere qualche informazione, se non in questa sede, in un'altra sede, ma avere qualche informazione di come sta funzionando questa struttura, quali sono le criticità, quali sono state, in particolare, le problematiche che hanno portato la totalità, da quanto ho capito, dei Sindaci valdostani, unico caso in Italia, a delegare totalmente la loro competenza, alla faccia dei principi federalisti, a una struttura regionale.

Sappiamo che l'autorizzazione comunque deve essere data dal Comune. Vorremmo capire come funziona e quale ruolo ha ARPA.

ARPA a noi qui in questa sede ha detto che quando si avvertono degli sforamenti, quando viene segnalata un'antenna che potrebbe causare dei problemi, loro intervengono, e sovente è successo, di riportare nei limiti di legge quest'emissione, ma bisogna aspettare che siano i cittadini a comunicare che le emissioni sono eccessive? É questo il modo di monitorare la Valle d'Aosta?

Tra l'altro, anche ieri è emerso che ARPA non ha tutti gli strumenti per misurare con precisione questa concentrazione di onde elettromagnetiche, perché sappiamo che le onde elettromagnetiche si accavallano: oltre alla 5G avremo le 4G, avremo le 3G, avremo le 2G che si concentrano tutte, non parliamo poi dei satelliti, sul cittadino, sul corpo umano. Quindi viviamo e vivremo in un forno a microonde 24 ore su 24, e sarà strano e difficile anche trovare delle zone in Valle d'Aosta in cui gli elettrosensibili, anche se l'Assessore sostiene che non esistono, le migliaia di casi di elettrosensibili trovino pace e rifugio per il proprio corpo.

Al terzo punto l'impegnativa prevede di valutare, in ottemperanza alla legge 36, la legge quadro italiana, la stesura di una specifica norma di attuazione sulla gestione dell'attività della radiotelecomunicazione sul territorio valdostano. Questo è previsto da una legge di Stato per le Regioni a Statuto speciale, quindi abbiamo anche gli strumenti, se vogliamo darci da fare, per occuparci della salute dei valdostani.

Termino con il quarto punto: promuovere una pronta e sinergica collaborazione con le strutture sanitarie competenti, che finora non hanno battuto colpo, al fine di garantire alla popolazione valdostana la più ampia attività di tutela e di prevenzione dell'effetto nocivo delle radiazioni elettromagnetiche.

Presidente - La discussione generale è aperta. Chi vuole intervenire in discussione generale sulla mozione è pregato di prenotarsi. Se non vedo prenotazioni... Consigliera Minelli, a lei la parola.

Minelli (PCP) - La tematica che affronta questa mozione è già stata in qualche modo oggetto di altre discussioni in Aula e naturalmente in Commissione.

Proprio ieri abbiamo avuto in audizione l'avvocato Teodoro, la professoressa Belpoggi e il dottor Gandus, che hanno esposto le loro considerazioni, le loro osservazioni, direi non soltanto e per qualcuno anche non tanto, sulla tecnologia del 5G, ma più in generale considerazioni in materia di emissioni elettromagnetiche.

Sono state delle audizioni sicuramente interessanti, in particolare direi l'audizione dell'avvocato Teodoro che ha illustrato quelle che sono le possibilità e soprattutto i limiti per i Comuni di intervenire su una materia che è estremamente complessa e che riguarda però direttamente il loro territorio, perché, come diceva il collega Lucianaz, poi alla fine l'autorizzazione formale deve venire dai Comuni, che però non hanno obiettivamente grandi spazi di manovra, grandi margini di manovra.

Ho trovato particolarmente interessante, poi, l'audizione della professoressa Belpoggi che ha evidenziato, in maniera direi anche abbastanza netta, che non esistono in questo momento - almeno questa è la sua opinione - degli studi autorevoli sul 5G tali da poter esprimere, su questa tecnologia in particolare, delle opinioni molto nette e molto precise, ma più in generale ci è stato prospettato un problema ampio che è legato in generale alle emissioni e alle onde elettromagnetiche.

L'attenzione è stata focalizzata in particolare sull'innalzamento dei limiti che per il nostro Paese sono passati da 6 volt/metro a 15, che è un limite ancora inferiore rispetto a quello che è adottato in altri Paesi europei, ma che non trova una giustificazione specifica se non in una questione che è quasi esclusivamente economica, cioè il costo, per le aziende di telefonia, e comunque le aziende in generale, che comporta utilizzare più antenne piccole dislocate sul territorio piuttosto che grandi impianti.

Poi l'altra questione è quella relativa al periodo di esposizione: nel nostro Paese si fa il calcolo sulla media delle 24 ore, quando sappiamo benissimo che durante le ore notturne cala sensibilmente l'esposizione, però poi il calcolo si fa su tutte le 24 ore, quindi i dati sono anche in qualche modo un po' falsati.

Per il principio di precauzione, secondo la professoressa Belpoggi, secondo il dottor Gandus anche per il principio di prevenzione, sarebbe il più possibile auspicabile che intanto si rivedesse questa decisione, ma che si mettessero in atto delle azioni per sostenere in qualche modo i Comuni che si trovano in una situazione particolarmente difficile.

L'altro aspetto che è stato toccato un po' da tutti è l'informazione che deve essere data ai cittadini.

Ora non mi dilungo più di tanto, ne abbiamo parlato molto ieri, sulla mozione presentata dai colleghi ci sono alcune premesse che condividiamo, altre forse un po' meno perché ci sono delle sfumature, direi così, di interpretazione un po' diverse; faccio un esempio: i rischi per la salute correlati alla tecnologia 5G in questo momento non sono ancora, come dicevo, così conclamati, così evidenti e quindi ci sono alcuni punti un po' più incisivi che avremmo sfumato maggiormente, ma è l'impegnativa quella che poi in particolare conta e riteniamo che quanto previsto da questi quattro impegni illustrati dal collega Lucianaz siano condivisibili, perché siamo convinti che occorra garantire un'informazione completa e tempestiva ai cittadini, lo abbiamo detto per tanti argomenti, e di certo questo non fa eccezione.

Avere anche delle informazioni sull'iter delle competenze derogate agli Enti locali è importante, pur sapendo che, da quello che ci è stato anche detto ieri, gli Enti locali davvero possono poco e poi è interessante anche questa questione legata alla possibilità di una norma di attuazione, proprio perché fino a questo punto sappiamo che dobbiamo fare esclusivamente riferimento alla normativa nazionale e allora bisogna almeno valutare se c'è un margine in questo senso.

Infine, l'ultimo impegno, che non è strettamente legato alla tecnologia del 5G ma è più generale, credo che sia da sostenere, perché si parla di promuovere una collaborazione con le strutture sanitarie competenti al fine di garantire ai cittadini valdostani una più possibile ampia attività di tutela e di prevenzione dall'effetto nocivo in generale delle radiazioni elettromagnetiche, che non sono soltanto quelle del 5G. Ieri ci è stato spiegato bene che anche il 4, il 3, il 2 hanno delle implicazioni, possono avere delle implicazioni sulla salute e devono essere adottati una serie di accorgimenti nella vita quotidiana da parte di tutti noi che utilizziamo non solo telefonini, ma i device più disparati.

Un'azione quindi anche di informazione e di buone prassi che si potrebbero adottare ha un significato, ha un senso ed è corretto, a nostro avviso, che si chieda di promuovere la collaborazione con le strutture sanitarie.

Il nostro voto quindi alla mozione sarà favorevole.

Presidente - Altri interventi nella discussione generale? Non vedo richieste. La discussione generale è chiusa? Per il Governo, l'assessore Caveri ne ha facoltà per replica.

Caveri (UV) - Ho l'impressione che siamo di fronte a un repetita iuvant da una parte e dall'altra, nel senso che queste sono risposte che abbiamo già fornito.

Ringrazio il presidente Chatrian, che è stato fautore di quest'audizione. Io non ho le competenze tecniche per cui riferirò quello che mi è stato detto dagli uffici, anche se ho delle convinzioni personali che non sono in linea con quelle del consigliere Lucianaz; mi sembra che la posizione della consigliera Minelli sia quella di un principio di precauzione, piuttosto che una contrarietà completa nei confronti del 5G.

Sarebbe stato più opportuno che intervenisse il consigliere Lavevaz, con cui peraltro mi sono in parte confrontato per avere qualche informazione, perché da una parte c'è la necessità di informare i cittadini, dall'altra c'è la necessità di non disinformare i cittadini, perché esiste tutto un panchant un po' cospirazionista, non mi riferisco alla discussione di oggi, ma sappiamo che ci sono persone che vanno dalle popolazioni a dire: "Queste cose vi faranno venire le orecchie a punta o vi fanno venire le antenne, il 5G, ti controllano", tutte queste baggianate che, purtroppo, riempiono il web.

C'è poi il principio di precauzione, ma c'è anche il senso di responsabilità che ci deve essere da parte dei cittadini.

Tra l'altro, è vero che il Governo attuale ha aumentato il quantitativo di emissioni con l'innalzamento dei limiti e certamente su questo c'è stata una scelta che immagino sia stata, come in parte ha anche riconosciuto una delle persone che sono intervenute, a vantaggio di una maggior efficienza del 5G, però certamente ci sono dei paesi europei che hanno limiti più bassi, ma ce ne sono anche che ne hanno di più alti.

Cercherò, nel rispondere, di rifarmi ad alcune delle domande, dicendo che naturalmente non c'è stato nulla di impositivo nel passaggio dei tralicci all'Amministrazione regionale, perché è stata un'esplicita richiesta dei Comuni e delle Unités des Communes, questo per la semplice ragione che la gestione dei tralicci è complessa, è costosa e l'interlocuzione con quelli che affittano i tralicci non è facile, perché siamo di fronte a delle multinazionali che talvolta hanno avuto degli atteggiamenti piuttosto arroganti nei confronti di Comuni e di Unités des Communes e si ritiene che la Regione possa avere delle strutture sia tecniche sia giuridiche che abbiano un maggior spessore per poter affrontare questa discussione.

Nonostante la complessità tecnica degli argomenti, che rientrano comunque nelle competenze degli Enti preposti, che sono l'ARPA, che è stata più volte evocata, e anche la Divisione controllo emissioni radioelettriche del Ministero delle imprese del Made in Italy, che ha un ruolo importante e sovraordinato rispetto ai ruoli che potrebbe eventualmente avere una Regione, si evidenzia come l'Amministrazione regionale, nel tempo, abbia assicurato massima attenzione alle problematiche legate alle emissioni radioelettriche sul territorio.

Ci sono state numerosissime discussioni con gli amministratori locali, con l'obiettivo di individuare le migliori soluzioni per supportare sia la popolazione residente che quella turistica, garantendo da una parte la massima fruibilità dei servizi, perché chi non ha la possibilità di avere un collegamento telefonico o dei dati, viene poi a lamentarsi del fatto che non ci sono abbastanza tralicci e abbastanza impianti, nel rispetto naturalmente della sicurezza e della salute pubblica.

Per quanto riguarda il punto 1 e il punto 2, in esecuzione della legge regionale 16/2024, che modifica la legge 25/2005, la struttura regionale competente ha avviato le necessarie attività per acquisire tutte le informazioni utili all'aggiornamento del catasto delle infrastrutture presenti sul territorio (quindi c'è una logica di sistema che prima era piuttosto diffusa e non sempre puntuale), iniziando, questo lavoro, prioritariamente da quelle pubbliche, per poi integrare successivamente quelle private, in particolare, in conformità con quanto previsto dal comma a) bis dell'articolo 1 della legge 25/2005, che prevede la razionalizzazione e l'ottimizzazione della pianificazione e della realizzazione dei siti attrezzati per radiotelecomunicazioni e delle postazioni, promuovendo l'unitarietà della gestione di quelle di proprietà pubblica.

Per questo, sono state avviate interlocuzioni con gli operatori di radiotelecomunicazione e con le società di gestione delle torri di telecomunicazione, per condividere questi obiettivi e anche per conoscere - cosa che abbiamo messo in una delle leggi passate in questo Consiglio - i loro piani di sviluppo e valutare le eventuali esigenze che potrebbero essere soddisfatte con le infrastrutture già realizzate e gestite dalla pubblica Amministrazione.

Si ricorda comunque, come è stato detto, che il processo di autorizzazione e l'installazione di nuove postazioni rimane in capo agli Enti locali per il tramite dello Sportello unico.

Questa questione dell'installazione è un tema di dibattito con i Comuni: c'è stata una recente sentenza del Consiglio di Stato a favore del Comune di Aymavilles che ha contestato una postazione ed è la prima volta che c'è una giurisprudenza di questo genere, che può essere molto positiva o molto negativa a seconda di come le expertise tecniche reagiranno a quest'osservazione e a questa richiesta che è stata fatta dai Giudici amministrativi. Positiva nel caso in cui si desse ragione a Aymavilles rispetto al fatto che un traliccio posto in un'altra zona avrebbe dato gli stessi risultati tecnici, potrebbe essere molto pericoloso e fare giurisprudenza se invece ci fosse una risposta di tipo negativo.

Terza questione: la norma di attuazione.

Ora, un conto è capire come funziona il meccanismo: noi abbiamo delle normative europee, abbiamo delle normative nazionali estremamente cogenti, allora il presentatore della mozione dice: "Ma noi potremmo fare su questa materia una norma di attuazione".

Rileggo, a beneficio di tutti, cosa dice l'articolo 48bis: "Il Governo è delegato a emanare uno o più decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione del presente Statuto e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l'ordinamento" - tema interessante, questo, dell'ordinamento perché non ci si riferisce solo allo Statuto, ma anche ai decreti luogotenenziali - "della Regione Valle d'Aosta, tenendo conto delle particolari condizioni e autonomia attribuite alla Regione".

È vero che noi nel tempo abbiamo emanato delle norme di attuazione che non erano strettamente legate alle competenze di cui all'articolo 2 (competenze esclusive) e di cui all'articolo 3 (competenze integrative): penso all'edilizia scolastica per l'Università, non rientrava certamente nelle nostre competenze perché nello Statuto di Università non si parla.

In questo caso, esisteva però la possibilità di insistere su questa particolarità dell'armonizzazione con le leggi dello Stato.

Devo dire, invece, che in queste materie la legislazione è solidamente nelle mani dello Stato, oggi immaginare di creare una situazione rispetto a questa materia differente per la sola Valle d'Aosta sarebbe una richiesta da avanzare alla Commissione Paritetica del tutto priva di fondamento, e la possibilità di ottenere in questa materia una deroga rispetto a una legislazione italiana molto dettagliata sarebbe una forzatura inutile perché non c'è spazio, secondo me, per questa sollecitazione.

Diverso è fatto salvo gli Statuti, perché in questa materia ci sono delle specificità che possono derivare dalle normative urbanistiche, ma è altra cosa rispetto alla questione delle radiofrequenze di questa materia di cui discutiamo oggi.

L'ultima questione riguarda promuovere una pronta e sinergica collaborazione rispetto a quelli che se ne occupano, ad ARPA, il mio Dipartimento per quanto riguarda i tralicci, per quanto riguarda seguire anche con il PNRR che finanzia ad esempio una parte di 5G, una parte di collegamenti in fibra ottica, una parte di collegamenti via radio che riguardano, tanto per fare un esempio, le strutture sanitarie piuttosto che le strutture scolastiche.

L'Amministrazione regionale ha sempre garantito collaborazione e disponibilità reciproca, le autorità sanitarie, quelle tecniche da una parte e viceversa, con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Dico nel pieno rispetto delle normative vigenti, e lo ripeto per la terza volta, perché questa è una normativa statale e quindi oggi un'eventuale battaglia di qualunque genere non può essere affrontata nel Consiglio Valle, ma dovrebbe, eventualmente, laddove si potesse immaginare di poterlo fare, in Parlamento. Uso il condizionale perché è del tutto evidente che i piani 5G sono legati a un contesto di tipo internazionale, a un contesto di tipo europeo di cui facciamo parte, uno può essere d'accordo o non può essere d'accordo, ma questa è la realtà.

Per queste motivazioni, si ritiene che la mozione che è stata presentata non aggiunga nulla rispetto a quanto ho cercato modestamente di poter dire, per cui la maggioranza su questo si asterrà.

Presidente - Altri interventi? Consigliere Manfrin per dichiarazione di voto.

Manfrin (LEGA VDA) - Solo brevemente per ringraziare innanzitutto il primo firmatario di questa mozione per aver fatto una proposta che va esattamente nella direzione che noi avevamo auspicato, peraltro anche con un'altra iniziativa di questo tipo, e cioè con una richiesta di fare degli approfondimenti che possano fugare alcuni dubbi che ci sono. Parliamo di dubbi per essere un po' super partes, ma ci sono evidenti rischi che sono stati sollevati nell'audizione che abbiamo ascoltato nella giornata di ieri, dubbi che sono stati sollevati da diverse parti, da parte della comunità scientifica.

La cosa che mi risulta piuttosto curiosa è che si dà credito alle tesi scientifiche soltanto nel momento in cui danno ragione a quello che dice il proponente e qua mi pare che ci sia, per l'ennesima volta, un po' questo gioco nel dire: se c'è una tesi scientifica, o pseudoscientifica, che mi dà ragione perché il progresso e quant'altro è bellissimo, quindi siamo a favore di questa scelta, allora la si cita e si dice: "Beh, questo lo dice la scienza e per noi invece quello che dicono l'opposto sono contrari".

Il principio scientifico però non è così e il principio scientifico non funziona così, al punto tale che proprio una Regione che sicuramente non è governata dalla nostra area politica, ovvero la Toscana, ha deciso di fare una scelta.

Il PD, come sappiamo, che governa la Toscana, di certo si è sempre dichiarato un partito che sta dalla parte della scienza - tranne quando bisogna definire quali sono gli uomini e le donne lì la scienza passa un po' in secondo piano - però per il resto diciamo che il PD si vanta di essere un partito a favore della scienza, e proprio dal partito fortemente dalla parte della scienza, magari rischiando di essere etichettato, come giustamente ha detto l'assessore Caveri, come quelli che credono che il 5G faccia venire le orecchie a punta, ha deciso però, addirittura con una delibera di Giunta, di promuovere uno studio che, secondo noi, è una misura minima per chi decide di preoccuparsi della salute dei propri cittadini. E la cosa interessante è che questo studio, peraltro, viene sostenuto, nelle sue motivazioni, da una raccomandazione - l'abbiamo citata, ma è bene citarla ancora - del Consiglio europeo del 12 luglio 1999, in cui si prevede al punto 6 che "Gli Stati membri dovrebbero promuovere programmi di ricerca al fine di migliorare la conoscenza degli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana, tenendo conto delle raccomandazioni e degli sforzi di ricerca comunitari e internazionali".

Qui abbiamo anche la dimensione europea: spesso ci viene evocata questa Unione Europea magica, che ci dà tutte le soluzioni, con i nostri soldi ovviamente, ma questa è un'altra questione, e anche quando l'Unione Europea per una volta scrive una cosa che è assolutamente condivisibile, si mette in dubbio il fatto che questa possa essere portata a compimento.

Immaginare che quindi una Regione come la Toscana possa integrare quelle che secondo l'assessore Caveri sono delle teorie terrapiattiste o quant'altro, ma che in realtà è un principio di precauzione di tutela per i propri cittadini, ci dice che forse probabilmente altre Regioni potrebbero seguire questo esempio, e sentire peraltro che si parla di un pericolo nel caso in cui, a fronte di un ricorso, ci sia un'espressione in favore di un territorio da parte di chi dovrebbe rappresentare la parte autonomista, quindi essere a favore dei territori, quindi se un territorio e la massima autorità cittadina dice che secondo lui qualcosa non va fatto, forse probabilmente è un sovvertimento un po' dell'ordine naturale delle cose, cioè sono autonomista ma se un territorio si esprime contro una scelta che gli viene imposta sul suo territorio, spero che perda perché così, altrimenti, si apre un pericoloso precedente giuridico.

Noi non troviamo pericolosi i precedenti giuridici se un territorio riesce ad avere ragione, abbiamo dovuto e abbiamo sopportato, purtroppo, alcune scelte, per esempio promosse dall'Associazione studi giuridici sull'immigrazione, che vanno a sfavore delle persone; per una volta, se quest'espressione venisse a favore delle persone, non potremmo che esserne felici.

Per queste motivazioni, noi voteremo convintamente questa mozione.

Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Per dichiarazione di voto e anche molto brevemente perché l'ordine del giorno del Consiglio regionale è corposo, quindi le sintesi sono sicuramente importanti in questa fase.

Devo ringraziare anch'io il collega Lucianaz che ha approfondito questo tema in più di un'occasione, e poi ieri abbiamo avuto l'audizione in Commissione di tre tecnici che, in qualche modo, ci hanno anche spaventati, devo dire, però riteniamo che su questo tema la gente si divide, ci sono quelli contro, quelli a favore, c'è un'effettiva complessità tecnica che personalmente e neanche i miei colleghi siamo in grado di approfondire ulteriormente, ma vorremmo farlo.

Ci sono tre passaggi dell'impegnativa che ci vedono sicuramente a favore, ovvero l'informazione completa e tempestiva ai cittadini e quello di dare alla comunità valdostana la più ampia attività di tutela e di prevenzione dall'effetto nocivo delle radiazioni elettromagnetiche.

Un po' più complicata vediamo la situazione dello spingersi fino a valutare una norma di attuazione, però è un percorso che bisognerà in qualche modo approfondire, proprio perché abbiamo la possibilità, secondo me, di andare nella direzione di poter approfondire molto meglio questo passaggio.

Siamo comunque nella media dei limiti di emissione europea, e questo è un dato che in qualche modo ci può tranquillizzare, quindi detto ciò, noi voteremo la mozione così come è impostata perché riteniamo che si debba ancora dibattere su questo tema e approfondire.

Presidente - In discussione generale ci sono altri che vogliono intervenire? Assessore Caveri, ne ha facoltà per dichiarazione di voto.

Caveri (UV) - Come già nella discussione sulle pensioni, io sono incuriosito di come si riesca a girare la frittata. Cioè, questa è normativa in mano allo Stato - a essere precisi in mano al ministro Urso di Fratelli d'Italia -, perché le radiofrequenze e questa materia sono in mano allo Stato e, ripeto, come ha ricordato la Consigliera Minelli, c'è stato un innalzamento dei limiti che ha un po' stupito tutti.

Io non ho alcuna voglia di polemizzare, ma è molto difficile dire delle cose ad Aosta e farne delle altre a Roma, soprattutto quando potere e competenze sono nelle mani del Governo nazionale, per cui prendo atto di questa distonia: evidentemente, esiste un'autonomia delle forze politiche locali rispetto a quelle nazionali; mi auguro solo che coloro che voteranno a favore invieranno questa mozione presentata dal collega Lucianaz a chi ha potere decisionale su questa materia, e non è la Giunta regionale della Valle d'Aosta.

Presidente - Altre dichiarazioni di voto? Consigliere Lucianaz, 15 minuti, ne ha facoltà.

Lucianaz (GM) - Assessore, io intanto la ringrazio per le risposte che ha dato, anche se sicuramente non sono soddisfacenti.

In particolare, lei continua a ricordare la necessità di seguire il programma statale e quello che è in capo al Mimit, però io le ho letto prima cosa dice la legge italiana.

La legge italiana parla di tutta una serie di tutele alla salute della popolazione, indirizzate alla salute dei lavoratori e della popolazione: articolo 1 legge Quadro parla di assicurare la tutela dell'ambiente e del paesaggio. La legge italiana dice che bisogna proteggere dall'esposizione dei campi magnetici.

Da questo Governo, e da lei in particolare, non ho sentito una parola, che sia una, a difesa della salute, a difesa della precauzione, a difesa della prevenzione.

Giustamente lei si occupa di installazioni e segue i programmi finanziati dal PNRR, a me farebbe piacere che il PNRR garantisse anche degli studi previsti dalla legge italiana, che promuova la ricerca scientifica per valutare gli effetti a lungo termine e attivare misure di tutela. Questo prevede la legge italiana, non siamo in contrasto con legge italiana.

Poi, le ho detto, la legge valdostana all'articolo 1 dice: "L'informazione deve essere data completa e tempestiva ai cittadini", e anche di questo non ho sentito nulla neanche oggi.

Sarà repetita iuvant, ma è possibile che tutte le volte dobbiamo chiedere più informazione, più dettagli, più studi e la risposta è sempre la stessa? "Che abbiamo le mani legate..." Alla faccia dell'autonomia.

Quello che risulta da questa mozione, che il Governo, che la maggioranza, che l'Union Valdôtaine, che Stella Alpina, che Pour l'Autonomie e che il PD non vogliono, è che non vogliono dare la minima informazione ai cittadini, come è stato chiesto al punto 1 dell'impegnativa. Che questo Governo non vuole valutare neppure un percorso per studiare una norma di attuazione prevista dalla legge italiana quadro, gliel'ho detto prima, che questo Governo Testolin non vuole promuovere una collaborazione tra le strutture sanitarie competenti e le strutture tecniche per dare un minimo di garanzia alla popolazione.

Non chiediamo né la luna, né nulla al di fuori della legislazione in vigore.

Io mi fermo qui, tanto sarà repetita iuvant, ma mi toccherà la prossima volta avanzare un'altra interrogazione per avere altri elementi, visto che questo Governo non ne vuole dare neppure ai Consiglieri.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin).

La mozione non è approvata.