Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4195 del 11 dicembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4195/XVI - Trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del D.L. n. 168 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2025/2027) e del D.L. n. 169 (Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2025-2027). (Reiezione di undici ordini del giorno. Ritiro di due ordini del giorno)

Bertin (Presidente) - Con 29 Consiglieri presenti riprendiamo con gli ordini del giorno. Siamo agli ordini del giorno di tutti i gruppi di minoranza. Per il primo degli ordini del giorno chi si prenota? Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dall'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza. Capisco la costernazione dai banchi della Giunta, però così è, se vi pare.

Sarò molto più breve nella presentazione di quest'ordine del giorno che ha la firma dei Capigruppo di minoranza e che riprende quanto è già stato chiesto nella giornata di ieri. Abbiamo appreso tutti dagli organi di stampa delle dimissioni rassegnate dal Presidente della SITRASB in data 9 dicembre 2024, chiediamo al Consiglio regionale l'impegno... in particolare chiediamo ai Presidenti delle Commissioni competenti di organizzare in via d'urgenza un'audizione con il Presidente dimissionario di SITRASB e i nominati di parte regionale. Non è una richiesta inusuale, questo Consiglio ha avuto anche interruzioni per situazioni che riguardavano le società partecipate anche di conto minore o comunque anche che non prevedevano appunto le dimissioni o non riguardavano le dimissioni del vertice di un'importante società partecipata, una società che è stata sicuramente interessata negli ultimi tempi da numerose notizie di stampa, è il caso - e per questo chiediamo un impegno ai Presidenti delle Commissioni competenti - di organizzare in via d'urgenza le audizioni del Presidente dimissionario e anche dei nominati di parte regionale.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Rispondo io anche se l'invito e la richiesta sono rivolti ai Presidenti delle Commissioni competenti, per sottolineare come in questi casi, come è già successo in precedenza rispetto agli impegni da parte dei Presidenti di Commissione, evidentemente rimane nell'ottica di approfondimento dei temi trattati di poter sviluppare all'interno della Commissione stessa la richiesta di audizione, che in questo come in altri casi può trovare una motivazione nelle situazioni che si vengono a presentare.

Nell'astenerci su quest'ordine del giorno rinviamo - così come in altre situazioni lo faremo e lo abbiamo fatto in precedenza, dandone comunque contezza a quest'Aula - alla discussione interna alla Commissione per l'organizzazione dei lavori che vedranno evidentemente coinvolte le persone che si riterrà opportuno audire in quella sede.

Presidente - Vi sono altri interventi? Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Accogliamo con favore il fatto di segnalarci che in Commissione possiamo richiedere, quindi sicuramente adesso manderemo una lettera al Presidente della IV Commissione. È naturale però che, visto che in IV Commissione ci sono credo all'incirca 20-30 punti ancora all'ordine del giorno, magari questa venga posta con urgenza vista la necessità comunque di avere dei chiarimenti, perché ieri il Presidente ci ha segnalato che erano questioni personali. Il Presidente, utilizzando un mio accesso agli atti, ha chiesto egli stesso i verbali dei Consigli di amministrazione, quindi da quei verbali immagino che anche il Presidente abbia letto alcune dichiarazioni e credo che ci debba essere, almeno per quello che riguarda il Consiglio regionale, almeno chiarezza rispetto a quanto emerge. Spero che il Presidente di IV Commissione abbia accolto l'urgenza di quest'incontro, quindi adesso prepareremo subito la lettera da fargli avere in modo che magari possa avvenire prima delle interruzioni natalizie.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Prendiamo atto della risposta, noi portiamo comunque in votazione l'ordine del giorno. Oltre alla IV Commissione, guardo anche il Presidente della II Commissione, e penso che stia già dando corso anche alla richiesta lui, perché ricordo, se non erro, che c'è una previsione e l'avevamo già provata a utilizzare in II Commissione: c'è la possibilità di audire le parti nominate di parte regionale anche in II Commissione visto che riguarda un'importante società partecipata, se non qualcosa di più. Chiederemo anche la possibilità di audire congiuntamente (Commissioni IV e II) questa partecipata.

Vorrei anche fare un appello al Presidente del Consiglio perché adesso ho provato a ricostruire le eventuali relazioni che i nominati di parte regionale, se non erro, devono trasmettere al Consiglio regionale anche per mezzo del Presidente del Consiglio, le chiederei di intervenire per comprendere se ci sono o qual è l'ultima relazione che i nominati in seno alla SITRASB di parte regionale hanno trasmesso alla Presidenza del Consiglio per poter poi avere la possibilità, ma questo a tutti i Consiglieri, di avere contezza dell'ultima relazione, almeno la più aggiornata, che è stata trasmessa dai nominati di parte regionale su quella partecipata.

Presidente - Vi sono altri interventi? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo al secondo ordine del giorno della Lega. Ha chiesto la parola la consigliera Foudraz, ne ha facoltà.

Foudraz (LEGA VDA) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione questa mattina, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione, prima ancora di ascoltarne comunque l'illustrazione e le motivazioni e di questo sinceramente me ne dispiaccio, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito.

A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente prendiamo atto di quanto scarsa sia la considerazione che lui ha dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dell'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, io l'avevo già rilevato non ricordo più se in un Consiglio di fine estate o comunque insomma l'avevo già fatto presente, però a questo punto lei forse dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Passiamo all'ordine del giorno presentato, un ordine del giorno che si intitola: "Risorse agli Enti locali ai fini dell'abbattimento dei costi della TARI nei confronti degli utenti". Alla luce dell'attuale contesto economico e sociale che vede crescere sempre più la povertà, e ne abbiamo parlato proprio nell'ultimo ordine del giorno che abbiamo discusso in mattinata, il primo presentato dalle colleghe di PCP, quindi la povertà, e conseguentemente la difficoltà di far fronte alle varie spese per i cittadini. Si rende assolutamente necessario attuare politiche che vadano nella direzione di allentare, per quello che si può, la pressione tributaria dei Valdostani. Questa situazione di povertà sta crescendo sempre di più ed è sotto gli occhi di tutti, basti pensare al numero crescente di famiglie che si rivolgono al Banco Alimentare e al sempre più crescente fenomeno della raccolta dei generi alimentari che tantissime associazioni di volontariato eseguono nel corso di tutto l'anno nella nostra regione e non solo nella nostra regione.

Ad accentuare ancora di più questa situazione di difficoltà ad arrivare alla cosiddetta "fine del mese" si aggiungono quelle spese che ogni famiglia deve sostenere perché fruisce di servizi che sono sì indispensabili per la collettività, servizi che però in termini di costo impattano in maniera importante sugli ormai fragili budget familiari. Mi riferisco appunto alle spese per la tassa sullo smaltimento dei rifiuti: la Tari, che in Valle d'Aosta registra quest'anno l'aumento più alto rispetto alle altre Regioni d'Italia; aumenti che vanno da un +20% sino a quasi un +30% rispetto alle bollette emesse ricevute nell'anno che è appena passato, nel 2023. La spesa media per l'anno in corso di una famiglia valdostana è di 365 euro e il parametro che è stato utilizzato per arrivare a questo calcolo è stato quello di una famiglia tipo composta da tre persone, una casa di proprietà di circa 100 metri quadri, almeno questo è quello che emerge dal rapporto 2024 dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, aumenti che colpiscono tutte le famiglie valdostane.

L'ordine del giorno presentato dal nostro gruppo va quindi nella direzione di dare un aiuto concreto alle famiglie, una piccola boccata di ossigeno, andando a prevedere negli stanziamenti previsti a bilancio destinati alle Amministrazioni locali come trasferimenti di risorse senza vincolo di destinazione una sorta di premialità nel trasferimento delle risorse stesse nei confronti delle Amministrazioni locali che decideranno di abbattere i costi della TARI sostenuti dai loro cittadini.

Riassumendo, quindi con quest'ordine del giorno il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a valutare la possibilità di trasferire risorse finanziarie senza vincolo di destinazione agli Enti locali premiando nel trasferimento di queste somme gli Enti che attueranno politiche di riduzione della pressione tributaria TARI nei confronti dei loro cittadini.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Farò due tipi di osservazioni: una di ordine più tecnica e l'altra un po' più politica. Parto da quella tecnica, così teniamo quella politica alla fine. Come lei sa, perché ha fatto l'Amministratore comunale tanto quanto l'ho fatto io, il percorso di copertura della TARI è un percorso che, essendo un servizio a tariffa, deve essere coperto completamente dagli incassi da parte dell'Amministrazione comunale, quindi, se li riduco da una parte, devo aggiustarli dall'altra. In questo contesto sono ammesse delle deroghe, delle situazioni che possono andare a creare degli spazi per l'Amministrazione comunale, che è legittimata a valutare sul proprio territorio le necessità di situazioni che più di altre meritano un'attenzione, che può essere un parametro fisso, quello che avete indicato voi, 10 mila o quello che è, o situazioni magari conclamate che possono essere oggetto di particolare attenzione da parte dell'Amministrazione, oppure anche da parte di quelle che sono determinate attività presenti sul territorio per cercare di incentivare a mantenerle, però questo rientra in un contesto di valutazione che l'ente che deve gestire il servizio deve mettere in piedi.

È chiaro che un sistema come quello proposto sarebbe un sistema dove si direbbe che tout court delle agevolazioni vengono riassorbite dall'Amministrazione regionale, il che non è di suo un percorso virtuoso, perché se un Ente locale ha degli oneri e degli onori, che sono quelli di amministrare una popolazione, una comunità, deve trovare al suo interno anche gli equilibri per poterlo fare nella maniera più corretta possibile. Se questo non potesse essere, bisognerebbe fare una valutazione non di andare ad agevolare qualcuno e altri no a livello generale, ma bisognerebbe fare un percorso dove le amministrazioni dovrebbero cercare di trovare dei sistemi da valutare, magari dopo un anno o due, e poi da condividere, laddove sia necessario, con la Regione se le risorse che erano a disposizione non sono sufficienti. Questo è il modus operandi che andrebbe sperimentato.

L'altro aspetto invece, che è quello politico, e che è molto più interessante è quello che voi come gruppo e lei, consigliera Foudraz, andate a rivalutare il fatto di sostenere le Amministrazioni locali dandogli una parte senza vincoli di destinazione da poter destinare a questo tipo di intervento. Peccato che poi fate tre emendamenti dai quali andate a prelevare dalla destinazione agli Enti locali senza vincolo di destinazione 11 milioni di euro. Allora c'è una certa incongruenza tra i due approcci, perché, se vogliamo sostenere gli Enti locali, lasciamogli 11 milioni all'interno dei quali avranno un po' di spazio, un po' di margine per fare questo tipo di iniziativa e siamo tutti d'accordo. Sovente viene comodo andare a indicare negli emendamenti, e lì anche il consigliere Marguerettaz quando stimola... poi è interessante vedere dove andiamo a prendere i soldi, perché molte volte sono quelli che si lamentano di meno perché non sono una persona, non hanno un'identità assoluta, gli Enti locali sono di tutti e sono di nessuno... quindi, quando c'è bisogno di prendere qualcosina in giro, andiamo a prenderli da lì. In questo caso è evidente questa incongruenza, per cui per noi questo è un ordine del giorno sul quale andremo ad astenerci.

Presidente - Altri gruppi? Non vedo altre richieste... ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Non volevo rubare la parola al collega Marguerettaz, però volevo intervenire su quest'ordine del giorno. Noi avevamo già portato all'attenzione ormai un anno fa il problema legato al tema dei rifiuti e alle tariffe e ringrazio il Presidente della III Commissione che ha convocato appunto per il nuovo anno un momento di approfondimento e poi anche in realtà sul tema in generale dei rifiuti anche con l'assessore Sapinet avevamo già avuto modo di approfondire che è un tema più che di attualità e che purtroppo lo sarà anche prossimamente.

Sull'impegnativa sinceramente qualche dubbio anche da parte nostra c'è, però la volontà di trovare una soluzione o comunque dare uno sprone per riuscire a trovare delle soluzioni che possano portare a delle riduzioni di quella che è più una tariffa che un tributo ormai è comunque da nostra parte condivisibile, quindi l'ordine del giorno lo voteremo.

Sulle soluzioni e sulle modalità non devo certo difendere i colleghi, però, come ho già avuto modo di dire, è ovvio che ognuno di noi ha cercato le risorse laddove c'erano, facendo anche delle scelte, magari coraggiose, magari anche difficili, magari anche opinabili, ma giustamente come anche su altre poste si possono fare delle considerazioni. Sicuramente è più facile fare delle scelte partendo dalle voci entrate e quindi definire le spese, piuttosto che andare a riallocare le spese per trovare delle entrate e coprire delle scelte. Adesso spero di essermi fatto capire. Ognuno di noi ha dovuto cercare le risorse laddove poteva trovarle.

Poi invece mi si consenta una battuta sulle varie lamentazioni, spesso queste non vengono solo da persone fisiche, ma anche da persone giuridiche e anche da istituzioni, che alla fine sono sempre rappresentate da persone in carne e ossa, quindi diciamo che le risorse finanziarie sono un po' richieste da tutti, anche da enti che a volte non hanno vita ma sono fatti e sono ricoperte da persone umane, come tutti noi.

Detto questo, l'ordine del giorno, almeno nello spirito, lo sosterremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Probabilmente non ho capito il riferimento che ha fatto il Presidente della Regione, ma questo è probabilmente un mio limite, ma cerco di dare un'interpretazione autentica di quello che dissi qualche Consiglio fa, ossia: ma gli ordini del giorno fanno fine ma non impegnano e come disse in allora l'assessore Aggravi quando approvò un ordine del giorno sulla casa da gioco: "Un ordine del giorno non si nega a nessuno"... quindi dissi: "Sarebbe il caso di presentare degli emendamenti dove si fanno delle proposte per delle modifiche al bilancio". Presidente, il mio non fu uno stimolo come mi è parso di capire così a vanvera, ma fu uno stimolo proprio per dire: "Dite dove volete andare a togliere le risorse per mettere su delle azioni che voi considerate positive" e ovviamente condivido il suo ragionamento nel momento in cui dice alla Lega: "Da un lato cercate di dare degli aiuti agli Enti locali, poi dall'altra parte, quando predisponete degli altri emendamenti, ritenete che gli stanziamenti che vengono fatti nei confronti degli Enti locali, non essendo in particolare finalizzati per delle azioni specifiche, sono da un certo punto di vista...

Per confermare la nostra astensione rispetto a questo emendamento, a quest'ordine del giorno, ho cercato di dare una rappresentazione rispetto allo stimolo che ho dato qualche Consiglio fa.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Per fortuna, le cose fuori microfono non si sentono. È sicuramente un grande stimolatore sotto questo punto di vista Marguerettaz, non diciamo cosa potrebbe anche essere perché potrebbe esserci un pubblico non adulto in questo momento a seguirci, quindi sicuramente è stato da stimolo alla presentazione di emendamenti, però io vorrei, sotto questo punto di vista, evidenziare una problematica che furbamente il Presidente ha accolto dicendo: "Mah, in finanza locale voi andate a prendere da risorse senza vincolo per determinati interventi". Ecco, non potremmo prenderle altrove, quindi, sotto questo punto di vista, non è che possiamo fare degli emendamenti di finanza locale andando a prenderli nei trasferimenti con vincolo, perché sappiamo che sono vincolati. Sotto questo punto di vista credo che anche gli emendamenti della Lega siano anch'essi uno stimolo per far sì che magari la Giunta regionale nelle prossime iniziative si renda anche conto delle necessità dei Comuni. Per questo, ad esempio, noi presenteremo invece un ordine del giorno, abbiamo fatto una scelta diversa rispetto a quella della Lega, su una necessità che ...

Presidente - Consiglieri, vi invito ad abbassare il volume... scusi, Consigliera, vada avanti...

Guichardaz E. (PCP) - ...da tempo c'è all'interno dei Comuni, ma, dovendo andare a cercare nelle risorse senza vincolo, abbiamo deciso di presentare un ordine del giorno e non un emendamento.

Capisco quindi che era un modo per bypassare anche la necessità politica di quanto veniva proposto, quindi, sotto questo punto di vista, però a noi non convince molto quest'ordine del giorno, quindi anche noi ci asterremo rispetto a quest'iniziativa.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Esprimo anch'io due considerazioni a nome del gruppo relativamente a quest'ordine del giorno che è stato presentato dai colleghi della Lega. Indubbiamente il tema della TARI è un tema che tocca abbastanza e in modo significativo le famiglie valdostane perché hanno visto crescere la tariffa in questi ultimi anni in modo esponenziale. Pertanto, al riguardo dell'impegnativa che prevede il trasferimento di somme agli enti che attuano politiche di riduzione della pressione tributaria, lo intendiamo come trasferire delle risorse agli enti che perseguono degli obiettivi di miglioramento della gestione del servizio della raccolta, perché questo porta alla riduzione della tariffa dei cittadini perché questo è un servizio dove vengono ribaltati i costi al 100%.

La vera partita che sta dietro a queste parole è la riduzione del costo del servizio, che è un obiettivo ambizioso e sul quale credo che occorrerà andare a fare delle verifiche approfondite perché, a nostro avviso, per le informazioni che abbiamo, ci vuole una regia più attenta a livello globale di raccolta di tutti i dati, di tutti i sub ATO della Valle d'Aosta, perché da una parte c'è l'ATO che ha le sue incombenze, dall'altra ci sono tutti i sub ATO che sono responsabili dell'organizzazione dei servizi, quindi degli appalti di gestione.

Il costo deriva dall'appalto di gestione, al netto poi delle operazioni di gestione e trattamento al centro di Brissogne dei rifiuti che vengono raccolti. È un tema sul quale presteremo attenzione, un tema sul quale abbiamo presentato anche noi un ordine del giorno in relazione alla problematica della gestione del centro di Brissogne e pertanto esprimiamo la condivisione rispetto all' impegnativa che è stata proposta.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Foudraz, ne ha facoltà.

Foudraz (LEGA VDA) - Il presidente Testolin ha giustamente fatto due appunti, uno di tipo tecnico e uno di tipo politico e ha parlato appunto di copertura dei costi del 100%. Sì, lo so benissimo, oltre a essere stato amministratore del Comune di Aymavilles per 15 anni, lavoravo - attualmente sono in aspettativa per mandato politico - presso il Servizio tributi associato della Unité Monte-Emilius, quindi so benissimo come funziona il fatto della copertura dei costi, ovvero il 100% del costo del servizio di smaltimento dei rifiuti deve essere coperto dalle bollette della tassa rifiuti, quindi da quello che devono pagare gli utenti. Poi ci sono giustamente ammesse delle deroghe che sono gestite in autonomia dall'ente locale, che giustamente fa i suoi conti, mette a bilancio quello che pensa di poter esentare, infatti citavo nella formulazione dell'ordine del giorno che ci sono già realtà territoriali che presentano degli atti deliberativi nei quali praticamente la pressione tributaria della TARI viene ridotta per tutte quelle famiglie che hanno un ISEE sino a 10 mila euro. Adesso la nuova povertà purtroppo non si attesta più solo su un ISEE di 10 mila euro, andiamo oltre. Abbiamo ascoltato stamattina che rientrano nella fascia della povertà anche coloro che hanno degli ISEE che arrivano a 25 mila euro.

Dal punto di vista politico, è vero, noi, come Lega, siamo andati a prendere risorse per 11 milioni di euro con degli emendamenti, vero è anche che comunque voi, come Governo regionale, potevate in tutta tranquillità accettare quest'ordine del giorno, perché io sto parlando comunque di trasferimenti di somme senza vincolo di destinazione, le stesse che peraltro abbiamo preso per trovare la copertura agli emendamenti. Questa quindi è una vostra volontà politica, potevate dire no a quegli emendamenti, ma sì a un disegno di questo tipo che va nella direzione di agevolare le famiglie, ripeto: la povertà sta crescendo in una maniera esponenziale. Se adesso magari nelle vie del centro, vediamo uno, due, tre - passatemi il termine - clochard invisibili o quello che volete, io non lo so ma, andando di questo passo, probabilmente, anziché vedere le vetrine illuminate, troveremo tanta gente che staziona lì con i cartoni sdraiati a terra.

Presidente - Vi sono altri interventi? Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 2 di RV. Consigliere Brunod, a lei la parola.

Brunod (RV) - Abbiamo ascoltato le parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione, prima ancora di ascoltarne i contenuti e le motivazioni, arrivando ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte di tali dichiarazioni, purtroppo prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Non siamo stupiti di questo atteggiamento, però forse a questo punto dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Quest'ordine del giorno ha come titolo: "Definizione del tracciato integrale della ciclovia Baltea di fondovalle". Visti i contenuti dei due disegni di legge, cioè il 168 (legge di stabilità regionale per il triennio 2025-2027) e il 169 (bilancio di previsione finanziario della Regione 2025-2027)... analizzando il programma regionale dei lavori pubblici del triennio 2025-2027, abbiamo rilevato che sono previsti importi con copertura finanziaria sul nuovo triennio di programmazione per la realizzazione di un itinerario ciclabile Alta Valle, Union des Communes Grand-Paradis nel tratto compreso tra i comuni di Sarre e Aymavilles e la realizzazione di un primo tratto della pista ciclabile denominata Bassa Valle, compreso tra i comuni di Montjovet e Issogne. Nello specifico uno di questi due interventi che ho appena citato, quello dell'Alta Valle, è di 5.474.000 euro, mentre quello successivo 5.193.000 euro, una parte di queste risorse erano già impegnate con un importo ante 2025, sia per un intervento che per l'altro, mentre per la restante parte, cioè per gli anni 2025, 2026 e 2027 vi sono degli importi previsti con risorse del bilancio regionale e parti con risorse dello Stato. Evidenziamo che, dall'analisi delle schede identificative degli interventi sopracitati, gli stessi avranno come periodo di inizio lavori il secondo trimestre del 2026.

Occorre tener conto che, dai dati riportati dall'Assessore competente in occasione dell'audizione in Commissione il 19 novembre 2024, risultano esserci ancora tutta una serie di tratti non definiti dalla Ciclovia Baltea di fondovalle che dovrebbe collegare Courmayeur con Pont-Saint-Martin, inoltre su alcune parti è stata approvata la progettazione di fattibilità tecnica economica nonostante ad oggi non sia stata ancora presa una decisione definitiva su come procedere per queste parti di tracciato. Rimarchiamo che il settore del cicloturismo a livello nazionale e internazionale ha avuto negli anni una grande crescita, sarebbe quindi opportuno poter delineare quanto prima in maniera definitiva l'intero tracciato, con l'obiettivo di poter procedere successivamente al reperimento delle risorse finanziarie e alla realizzazione completa del percorso, quindi poter finalmente integrare al meglio la nostra offerta turistica con tale prodotto.

Si impegna quindi il Governo regionale, entro sei mesi, a individuare e approvare a livello definitivo i percorsi dei tratti ad oggi non ancora definiti nella Ciclovia Baltea di fondovalle Courmayeur/Pont-Saint-Martin - all'incirca si parla del 30-33% sull'intera tratta del percorso, che è previsto in circa 84 chilometri - e l'altro punto è a confermare oppure individuare percorsi alternativi definitivi per quanto riguarda i tratti del tracciato sui quali ad oggi è già stata approvata la progettazione di fattibilità tecnico-economica.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet per il Governo, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Grazie collega Brunod, buon pomeriggio a tutti. Quello delle ciclabili è un dossier che, anno dopo anno, vede aggiungersi dei chilometraggi a quella che è sia la realizzazione che la progettazione. Poi è chiaro che questo percorso potrebbe essere magari più rapido o meno rapido, ma dobbiamo tenere conto di tutti gli elementi.

In merito al completamento dei tratti che ad oggi non sono ancora definiti della Ciclovia Baltea di fondovalle, quindi Courmayeur/Pont-Saint-Martin, si evidenzia che, a testimonianza dell'importanza che tale infrastruttura rileva, la Regione, a partire dal 2020 ad oggi, quindi parliamo di cinque annualità, ha effettuato e sta effettuando investimenti per complessivi 22,900 milioni di euro, quindi quasi 23 milioni di euro in cinque anni sulle ciclabili, quindi questo è un dato che è stato citato anche in Commissione. Ringrazio il collega che dà l'opportunità di ripeterlo qui per dire che sicuramente si deve, si può, dobbiamo fare di più e siamo qui per farlo e se sono state spese queste risorse è anche grazie a un'attenzione che c'è stata, un'attenzione di cui do atto a lei, al collega Restano e a tanti altri, voi avete contribuito con le vostre iniziative anche all'azione di sollecitazione e di stimolo che l'opposizione ha correttamente fatto su questa tematica, insieme ai vari colleghi che seguono la bicicletta, le ciclabili, il turismo della bicicletta e tutti i colleghi di Giunta, in anni dove comunque è chiaro che tra l'alluvione, Covid e altre situazioni hanno probabilmente ancora limitato quello che poteva essere uno sforzo ancora più concreto. Nello specifico, 7,2 milioni di euro per i tratti già realizzati in un corso di realizzazione, 3,5 milioni per i tratti da realizzare con gara già aggiudicata, 11 milioni di euro per i tratti in corso di progettazione e 1,2 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria.

Come dicevo, abbiamo parlato di 22.900.000 euro, ma metà degli investimenti sopracitati sono stati realizzati con un lavoro di tutte le strutture coinvolte, attingendo appunto a risorse extra bilancio regionale.

Occorre considerare poi la particolarità di quei tratti che giustamente lei cita che fanno parte di una realtà composta di spazi angusti, limitazioni per strade regionali e comunali, autostrade, linea ferroviaria e gasdotti, una parte di territorio particolarmente ostica, terreni già utilizzati per altre attività, quindi l'identificazione dei percorsi e l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni risulta in alcuni tratti non immediata, nello specifico il collegamento Donnas-Hône e collegamento Montjovet-Saint-Vincent.

Abbiamo fatto un'illustrazione dettagliata degli interventi in Commissione consiliare, analizzando tutti i dettagli e le criticità, compresi anche i prossimi sviluppi di interconnessione al territorio, con opportunità che sono emerse strada facendo, quindi la possibilità di finanziare un intervento già programmato, la passerella di Aymavilles con Saint-Pierre, con finanziamento legato al Dipartimento ambiente, l'altra passerella, quella Fénis-Nus con risorse direttamente regionali, su sollecitazioni anche degli Enti locali, e poi il raccordo interno a Châtillon con la medesima forma di finanziamento che ha coinvolto quindi la passerella di Aymavilles.

Resta quindi confermato l'impegno a completare le progettazioni, a finanziare le iniziative per ultimare definitivamente l'itinerario di fondovalle, cercando di non diminuire il ritmo che c'è stato in questi ultimi cinque anni, ritmo quindi di risorse e di lavoro portato avanti, anche se è possibile di incrementarlo previo reperimento delle necessarie risorse economiche, ma su questi dossier vediamo che le opportunità via via emergono, sia interne ma soprattutto anche esterne al bilancio regionale, ma anche in relazione - qui i tempi ce li dettano un po' questi studi specifici che sono in corso sui versanti - a tratti appunto come quelli che citavo prima dei Comuni di Hône e di Saint-Vincent. Dopo l'esito di questi studi sarà possibile definire i tratti per questi due collegamenti; diverso invece il discorso per l'Alta Valle che va di pari passo con il percorso del piano regionale dei trasporti.

Come dicevo, grazie anche alle vostre iniziative, all'attività che arriva dalle minoranze, non verrà meno l'attenzione, non verrà meno il lavoro cercando di andare ad incrementare il ritmo e le risorse impegnate.

Pertanto ci sarà da parte nostra un'astensione se l'iniziativa non verrà ritirata.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Noi volevamo ringraziare i colleghi di Rassemblement Valdôtain per la presentazione di quest'ordine del giorno; è un ordine del giorno che ci dà l'opportunità di chiarire che Forza Italia non è contro le ciclabili. Questa è una ciclabile che ha ragione di esistere, non ha ragione di esistere questa improbabile ciclabile che è stata realizzata nella città di Aosta perché non è frequentata, perché crea problemi al traffico, perché crea ingorghi e crea tutto quanto abbiamo già detto al Sindaco che non ha voluto ascoltare. Quella maggioranza del Comune di Aosta, che è la maggioranza autonomista di Sinistra, è una maggioranza che auspichiamo vivamente che vada a casa.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Noi siamo comunque favorevoli alle ciclabili, abbiamo letto con molta attenzione quest'ordine del giorno di cui condividiamo molti punti, nelle premesse in particolare, però ci sono anche alcuni aspetti che non ci convincono. In particolare per quello che riguarda l'impegno che avete previsto. Immagino che quest'ordine del giorno, come tutti gli altri, non passerà, però avremmo voluto proporre una modifica. Il primo impegno laddove si chiede "entro sei mesi di individuare e approvare a livello definitivo i percorsi dei tratti ad oggi non ancora definiti della Ciclovia Baltea di fondovalle Courmayeur-Pont-Saint-Martin" ci vede d'accordo. Ci saremmo limitati a questa approvazione a livello definitivo per i tratti ancora mancanti, ma avremmo invece chiesto di eliminare il secondo punto proprio perché andare a insistere sull'individuare percorsi alternativi definitivi per quello che riguarda i tratti su cui già è stata approvata una progettazione, ci preoccupa perché sappiamo benissimo che all'interno di questi tratti, di questa parte, è possibile che intendiate - o comunque verrebbe presa in considerazione - anche la questione della ciclabile relativa al tratto sull'Aosta/Pré-Saint-Didier, quindi sull'ordine del giorno, pur condividendo lo spirito generale che lo ha animato, ci asterremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ovviamente voteremo con assoluta convinzione quest'ordine del giorno che ci permette di evidenziare una volta di più da una parte come arrivare ad avere una ciclovia che collega tutta la Valle d'Aosta è sicuramente un obiettivo assolutamente sfidante e necessario, soprattutto averla in tempi brevi, perché è davvero un fiore all'occhiello della nostra Regione e in chiave turistica porta un plusvalore di certo apprezzamento.

Quello che però mi preme sottolineare, come ha già evidenziato anche il collega Baccega che mi ha preceduto, è proprio la questione della differente percezione che i cittadini aostani e valdostani hanno fra le due. Io sinceramente non ricordo a memoria, ma penso né di aver visto scritte né di altre (incomprensibile) sui social, né nient'altro, non ho mai sentito nessuno lamentarsi della Ciclovia Baltea, della ciclabile che attraversa la nostra Regione, per adesso per il pezzo che appunto parte da Sarre e arriva fino a Pontey. A differenza invece di questo, una ciclabile assolutamente inutile, assolutamente assurda... e non riesco a non pensare ogni volta a quel pezzo che è stato chiuso in maniera idiota in Corso Battaglione. Hanno chiuso una corsia intera sbarrandola con dei paletti di ferro alla fine e impedendo alla gente di poter svoltare a sinistra, in particolar modo alle volanti della Polizia di Stato che ha la sede lì, hanno impedito e chiuso completamente quel pezzo, spesso vediamo lunghe colonne di macchine che devono obbligatoriamente affrontare la rotonda per poter andare in via Chambery creando lunghi ingorghi e spesso vediamo anche le volanti della Polizia che si incolonnano e rimangono ferme con i lampeggianti accesi non potendo far nulla perché è tutto bloccato.

Credo che queste siano le due facce della medaglia: una pista ciclabile assolutamente utile, quella che attraversa la nostra regione e va lungo il fiume e mostra anche le bellezze del territorio, ho avuto piacere quest'estate di fare una sfida con me stesso e di percorrerla tutta, incontrando dei bellissimi angoli del nostro territorio, godendo della vista che si ha dal fiume, anche il fresco, peraltro, che si può godere, fermandoci abbiamo incontrato anche degli asinelli che pascolavano lì intorno alla pista, è stato molto bello anche apprezzare della natura che la circondava... e una follia che è quella che è stata fatta su Aosta. Un rallentamento, una cancellazione di parcheggi, un'assurdità imposta che ha distrutto il commercio, che ha distrutto la mobilità e che evidentemente, se cambierà il Governo di Aosta, sarà chiaramente cancellata.

Ovviamente quindi confermeremo con forza quest'ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Brunod, a lei la parola.

Brunod (RV) - Ringrazio anche i colleghi che sono intervenuti su questo tema. Solo una precisazione: si è parlato anche di piste ciclabili diverse da quella che era l'oggetto dell'ordine del giorno, ben venga, quando si parla di sport, di settore bici, che si ampli la tematica.

Solamente una precisazione, che, come gruppo RV, insieme ai colleghi abbiamo anche diverse volte segnalato delle criticità che ci sono anche sulla Ciclovia Baltea di fondovalle e soprattutto sulle potenzialità che questo tracciato e questo itinerario può avere, soprattutto se guardiamo quello che c'è anche in altre regioni, quello che viene fatto per quanto riguarda la segnaletica che vi è lungo il tracciato, le dimensioni di queste piste ciclabili, quindi tutte le sue potenzialità, quindi il lavoro che rispetto a quanto è fatto fino ad oggi possiamo migliorare sicuramente anche noi.

Per quanto riguarda la risposta che ci è stata fornita dall'Assessore competente, diciamo che il pensiero in merito alla tematica... anche la risposta l'accogliamo in maniera positiva, ovviamente siamo un po' delusi o perplessi rispetto all'astensione in merito a quest'ordine del giorno. Sicuramente, come abbiamo detto, dai toni e dalle risposte fornite dall'Assessore, se non c'era in principio quest'ordine di astensione su tutti gli ordini del giorno, siamo quasi convinti che sarebbe passato quest'ordine del giorno su questa tematica, come già nel DEFR del 2023, quando, parlando di ciclabile, c'era stata l'approvazione all'unanimità. Probabilmente in quest'annata qua diversa, come è stato detto dal Presidente in mattinata, per coerenza sulle modalità che sono state tenute nella discussione del DEFR, vi siete astenuti come maggioranza su tutto, anche per quanto riguarda la seduta del bilancio regionale.

Non neghiamo che sono state investite e si investono importanti risorse per quanto riguarda il settore bici e piste ciclabili, 22 milioni e 900 mila euro in cinque anni sono un buon segnale, ma sicuramente non bisogna pensare che sia stato fatto il meglio che si può fare. Ci riferiamo a che cosa? L'ordine del giorno era uno stimolo, come abbiamo già detto precedentemente con altre iniziative, all'Assessore competente che si trova ad oggi in mano a gestire questa tematica, che è un iter partito 20 anni fa, quindi noi crediamo, come ha detto anche l'Assessore, che bisogna cercare di mantenere questa velocità, anzi, sarebbe quasi meglio cercare di accelerare i tempi per arrivare il prima possibile a chiudere questo cerchio e a completare definitivamente questo percorso di 84 chilometri nonostante le diverse difficoltà che presenta il territorio della Valle d'Aosta. Tutti sappiamo che la nostra regione e le nostre vallate sono più complesse di altri territori e quindi noi dobbiamo trovarci pronti anche a gestire per tempo e con ogni mezzo e ogni strumento queste difficoltà.

Ringraziamo le strutture competenti per il lavoro che hanno svolto in questi anni, per il lavoro che stanno facendo e faranno.

Perché abbiamo messo quest'impegnativa? Ovviamente c'è stato un suggerimento della collega Minelli, ma crediamo che anche a livello di Regolamento gli ordini del giorno non possono essere modificati, anche perché tanto sappiamo già a priori, come è stato ribadito dalla dichiarazione dell'Assessore, che ci sarà l'astensione.

Noi siamo convinti che queste due impegnative cercavano di andare a impegnare, a definire almeno in maniera ufficiale il tracciato sul quale poi l'Amministrazione va a reperire risorse, a intervenire, ma per cercare di evitare di fare degli interventi spot su dei pezzi, che ben vengano, sono molto importanti per le realtà territoriali, i Comuni dove beneficeranno di queste piste ciclabili... ma almeno avere un'idea chiara e netta su dove vogliamo andare almeno a livello di tracciato, di impostazione crediamo sia molto importante per anticipare le tempistiche, ma soprattutto per avere a medio e lungo termine un'idea ben chiara su come impostare poi le risorse regionali per la progettazione e la realizzazione dei lavori senza poi magari dover in corso d'opera andare a perdere del tempo a definire certi passaggi varianti o cambiare dei tracciati che ad oggi non sono ancora definiti.

Portiamo quindi a voto ugualmente l'ordine del giorno, soprattutto per ribadire la tematica che c'è di tutto il Consiglio regionale in merito al tema delle due ruote e anche perché, secondo noi, prima arriviamo a chiudere questo cerchio, a completare quest'itinerario, riusciremo anche a dare una risposta più significativa a quello che tutto il settore del cicloturismo, le sue potenzialità, anche attraverso gli investimenti che la Regione Valle d'Aosta fa per portare i grandi eventi nella nostra regione.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 2 di Forza Italia. Consigliere Baccega, a lei la parola.

Baccega (FI) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Giunta che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dell'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Entrando nel merito invece dell'ordine del giorno, si dice: "il Consiglio regionale impegna il Governo regionale ad affrontare le tematiche richiamate in premessa in una o più convocazione - perché una o più convocazione? Perché i temi sono tanti, i temi sulla sanità sono tanti - con la presenza dell'Assessore competente". Perché l'Assessore competente? Perché abbiamo bisogno di dialogare con l'Assessore competente rispetto a tutta una serie di cose che sono successe... cose che sono successe direi nell'ultimo mese, negli ultimi 20 giorni.

Abbiamo partecipato al dibattito sulla sanità valdostana che si è tenuto nel convegno organizzato dal partito di Fratelli d'Italia dove pare si sia fatto un accordo dove non si parlava di Ospedale, stranissimo ma è un accordo, quindi non eravamo noi gli organizzatori, dove si è fatta una rappresentazione pazzesca della sanità valdostana in tutti gli ambiti; sembrava che tutto andasse a gonfie vele. Anche l'Assessore alla sanità del Piemonte ha lusingato ampiamente questa nostra sanità, però poi nelle audizioni tutte le categorie, rispetto al bilancio di previsione, sollecitavano e sono arrivate in modo significativo a dare tutta una serie di perplessità ed è stato un lavoro improbo, guardi, tutta questa documentazione è la documentazione che riguarda quest'ordine del giorno.

Poi c'è stato il rapporto AGENAS per la valutazione del multidimensionale delle performance delle aziende sanitarie, è una valutazione del mese di novembre, quindi dove l'area della prevenzione ha la performance molto bassa, l'area distrettuale è nella media, l'assistenza ospedaliera molto bassa, la sostenibilità economica nella media, Programma Nazionale Esiti, che è la valutazione degli indicatori di mortalità, quindi il nostro target è sempre più anziano, over 65, è sicuramente molto alta.

Direi che tutte le persone audite in Commissione, in occasione del confronto sulla previsione del bilancio, hanno espresso perplessità e hanno dato corpo alla necessità di avere degli approfondimenti.

Abbiamo anche preso atto della nota dell'Union Valdôtaine, che, rispetto al recente sciopero, ha affermato: "La valorizzazione del personale sanitario rappresenta una delle opportunità assolute, come dimostrato dalle importanti risorse economiche destinate in questa legislatura al comparto dei lavoratori sanitari". Ci chiediamo perché non avete mai approvato l'indennità per le OSS e per gli amministrativi.

Crediamo inoltre sia necessario essere attrattivi anche attraverso misure che migliorino la qualità e il benessere degli operatori sanitari.

Prendiamo atto che c'è un piano della salute e benessere sociale sul quale vogliamo fare degli approfondimenti e direi che tutti questi punti, che sono una decina, non potranno che richiamare ulteriori atti ispettivi che faremo prossimamente; bastavano una o due riunioni di Commissione per chiarire tutto l'aspetto.

Poi c'è anche un atto aziendale dell'Azienda USL, su tanti punti dell'atto aziendale siamo sicuramente e profondamente in ritardo, gli ospedali di comunità, Brocherel non se ne parla, dimenticato? La struttura di Morgex è operativa?

C'è anche il rapporto di Cittadinanzattiva su elaborazione dei dati di AGENAS che evidenzia che la Valle d'Aosta è il secondo territorio e Regione italiana per maggior calo percentuale di prestazioni totali erogate dalla sanità pubblica.

Ovviamente non possiamo non tornare a parlare di recruitment, i dati che ho estrapolato rispetto alla risposta che mi è stata data nell'accesso agli atti - e i dati sono eloquenti - dicono chiaramente che nell'anno 2023 su 24 concorsi per dirigenti sanitari medici, dove la volontà era di assumerne 55, ne sono stati assunti 19. Nel 2024 su 27 concorsi, dove c'erano 56 dirigenti sanitari medici da assumere, ne sono stati assunti 17 a tempo indeterminato e 3 sono in fase di assunzione, quindi siamo lontani da quella che poteva essere un'attrattività che era stata in qualche modo deliberata.

Mi riferisco anche, rispetto all'atto aziendale, agli incarichi di direzione di struttura semplice; io il 30 settembre 2024 feci una richiesta di documentazione a seguito della delibera della Commissione giudicante e non ho ancora ricevuto nessun atto. La risposta era: "Non è ancora conclusa l'operazione di nomina".

Poi è stato fatto un regolamento, di questo regolamento ne abbiamo copia e non solo per l'emergenza-urgenza, direi per la Radiologia e per la Ginecologia.

Se tutti qua ridono, non si riesce più a lavorare però, caro Presidente, la pregherei di chiedere un po' di attenzione...

Presidente - Consiglieri...

Baccega (FI) - ...ma è noto a tutti noi che tutto questo possa generare disaffezione, cioè tutte queste problematiche, nomine non fatte, documentazione richiesta, approfondimenti, quindi ti lasciamo in surplace, facciamo un nuovo regolamento successivamente, questo non può che generare della scontentezza nell'ambito dei sanitari. Galleggiamo, ma probabilmente si aspetta che qualcuno che ha motivazioni diverse riesca a raggiungere quei benefici che dovrebbero avere nella presentazione del documento. Questo genera disaffezione, malcontento e quella conflittualità che da sempre c'è in questa sanità valdostana, conflittualità! Ora vediamo anche l'avviso di mobilità interna dell'Azienda per una posizione da dirigente sanitario medico da assegnare alla Direzione di area territoriale. Sappiamo benissimo chi è in testa a questa cosa, prima era assistente dell'Assessore, poi non era assistente dell'Assessore, poi è andato in USL, insomma, anche queste cose in qualche modo ci fanno pensare.

Non possiamo non richiamare, Assessore, le dichiarazioni che lei ha fatto rispetto alle liste d'attesa, l'ho già detto e lo ribadisco qui... questo l'ha detto al convegno richiamato da tutte le testate locali: "Sulle liste d'attesa in Valle d'Aosta al momento non c'è soluzione". Magari, se ci confrontiamo in Commissione, qualcuno un'idea può metterla in campo, però questa era l'idea di una convocazione della Commissione. Ci sono poi i dati della mobilità sanitaria della nostra Regione, noi abbiamo i dati del 2022, forse è meglio che li aggiorniamo e andiamo a verificare nel 2024 che cosa è successo.

Uno spazio importante dovrà prenderlo l'Ospedale Parini, l'inizio lavori della fase 3... va in gara d'appalto, ce lo ha comunicato l'altro ieri, la gara d'appalto è a breve. Per le fasi 4 e 5 non abbiamo nessuna informazione, dovremmo capire.

Come ha detto ieri il consigliere Jordan, noi con questi ordini del giorno avevamo intenzione di costruire, di collaborare, di contribuire, di cercare di sostenere e lo dico anche al Presidente della V Commissione, che ovviamente sarà coinvolto in tutti questi passaggi, è questo il motivo per cui in Commissione vogliamo andare ad approfondire e vogliamo andare a dare le nostre suggestioni, le nostre proposte che possono essere confacenti, come in passato è stato per alcune cose, magari poi sono state richiamate dopo, messe in campo dopo, però sono state proposte che alla fine hanno portato a casa dei risultati anche per la sanità valdostana, che è davvero fortemente in crisi, là fuori tutti quanti ci chiedono: "Ma che cosa sta succedendo in questa Valle d'Aosta dal punto di vista sanitario, perché il 27% dei pazienti va a curarsi a Torino, in Piemonte, in Lombardia o a Biella?".

Questo è il senso di quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (SA) - Nel caso specifico, indipendentemente da quanto letto in maniera automatica all'inizio di qualsiasi ordine del giorno, noi ci saremmo astenuti, avremmo chiesto di ritirare l'iniziativa perché, da un punto di vista politico, non è assolutamente supportabile, soprattutto non è supportabile perché, di fatto, dà un'impostazione assolutamente non coerente con quanto inserito nel bilancio e buona parte delle sollecitazioni politiche che lei giustamente ha fatto hanno già avuto anche un riscontro nel mio discorso di ieri in termini di replica al bilancio stesso.

Soffermandosi su alcuni dei punti che lei cita, il primo: noi stiamo discutendo un bilancio di previsione e, per quanto riguarda la Missione inerente alla sanità e salute, la n. 13, di fatto ci stiamo trovando a gestire spese e quindi risorse aggiuntive per circa 56 milioni di euro in più, che più o meno riguardano un aumento in ordine annuale del 14%. Circa 400 milioni di euro per quanto riguarda le spese non vincolate e il resto per quanto riguarda le spese vincolate, con due caratteristiche fondamentali, la prima: i livelli essenziali di assistenza vengono garantiti con l'importo più alto di sempre, nel 2021 erano 248 milioni di euro, più indietro ancora - lei lo sa perché era Assessore alla sanità - i LEA erano garantiti con importi più bassi ancora. Ad oggi siamo a 278 milioni di euro, che da sola è la cifra più alta di sempre e questi 278 milioni di euro non sono semplicemente inseriti nella prima annualità del bilancio di previsione, ma soprattutto - e questo è un dato molto positivo - sono garantiti in piena continuità su tutte e tre le annualità del bilancio. In termini di spesa corrente, inoltre, il rapporto su tutte e tre le annualità dell'attuale bilancio di previsione è sopra il 25% per ognuna delle tre annualità nel rapporto tra la Missione Sanità e salute, la 13 del nostro bilancio di previsione, e il totale delle spese correnti. Altro dato di riferimento non secondario - ma questo lei lo sa perché riguardava una cifra che c'era anche quando lei era Assessore alla sanità -: vengono garantiti 6.650.000 euro di investimenti in maniera continuativa, cosa che nelle altre aziende uniche sanitarie locali in termini di investimento non viene mai garantita.

Per quanto riguarda il finanziamento e lo stanziamento pro capite della nostra Regione per ogni singolo cittadino valdostano, pertanto noi garantiamo un trasferimento assolutamente non equiparabile a livello nazionale, con un rapporto tra la Missione 13 e il prodotto interno lordo valdostano nella misura di quasi il 10%, in Italia siamo attorno al 6, e con un rapporto tra la parte di spesa corrente e la Missione 13 che è nell'ordine superiore al 7,5%, in Italia siamo sempre al 6.

A livello locale pertanto non sono sicuramente il trasferimento finanziario e le risorse che risultano essere un problema. Questo però non basta sugli altri due grandi macro problemi della sanità pubblica italiana in questo momento. Il secondo da lei citato è legato anche alle risorse umane e alla difficoltà di reperire risorse umane. Lei ha dato i dati del 2023, sicuramente ieri mi ha ascoltato, io sul 2024 ho letto tutti quanti i concorsi rapportandoli all'anno precedente che hanno visto una crescita. Dobbiamo anche renderci conto che le leggi di attrattività che abbiamo trattato, che stanziano dal 2022 al 2027 con questo bilancio di previsione quasi 81 milioni di euro aggiuntivi per quanto riguarda il recruitment e le RAR, di fatto hanno visto crescere il numero di persone che partecipa ai nostri concorsi in maniera assolutamente significativa. La prima legge di attrattività è di fine 2022, è normale che avrebbe dato dei risultati a partire dal 2023 e questi non soltanto si sono confermati nel 2023, ma sono in crescita sul 2024, come è naturale che sia. Naturalmente però il fatto che vengano fatte delle azioni per migliorare anche questo problema della sanità pubblica, soprattutto sugli infermieri, non è garanzia di risultato immediato, ma è sicuramente la via giusta per migliorare questo tipo di aspetto.

Venendo anche al tema sul nuovo Ospedale Parini, io credo che il fatto di essere riusciti tutti quanti assieme in 18 mesi ad arrivare all'approvazione in Giunta della progettazione esecutiva, quindi di conseguenza di essere pronti con la gara, è un dato assolutamente rilevante se teniamo conto che lo stanziamento di riferimento aggiuntivo sul nuovo Ospedale, se non sbaglio, è stato stanziato con la prima legge di assestamento dell'estate del 2023.

Arrivando poi a un altro tema di riferimento, cioè quello richiamato dai titoli dei giornali, lei non me ne voglia, era presente quella sera, lei sa che i titoli di giornali se non li fanno i giornalisti che scrivono gli articoli... perché tutte le volte che chiediamo giustamente il tal senso ci viene riportato che vengono fatti da altra parte del giornale, men che meno li fa l'Assessore di riferimento. Quel tipo di titolo non era assolutamente esaustivo rispetto a quello che è stato il tema trattato in una lunga serata di ormai dieci giorni fa, dove il sottoscritto ha accettato un invito più per dovere istituzionale, vista la presenza del mio omologo piemontese, che giustamente aveva deciso di essere presente in Valle, però quella serata è stata una serata molto articolata, che ha visto come primo interlocutore il Direttore generale dell'Azienda USL della Regione Autonoma Valle d'Aosta fare un discrimine di tutta la sanità valdostana secondo appunto i vari temi che io ho cercato di riassumere nei primi sei minuti di intervento e andando, di fatto, a fare un'analisi sui problemi e le azioni che si stanno mettendo in campo, naturalmente in un rapporto con altre Regioni italiane dove i problemi sono ancora maggiori. Problema 1: i finanziamenti, noi questo problema non lo abbiamo; problema 2: il discorso delle risorse umane, noi lo abbiamo, stiamo cercando di fare il meglio possibile, tutti quanti assieme, i risultati si cominciano a vedere, ma rimane il fatto che, da un punto di vista geografico, comunque, siamo molto lontani dalla fucina delle risorse umane che sono in ambito sanitario in maggior luogo le Università. Si parla poi spesso del problema della carenza dei medici ma, in realtà, come è stato richiamato quella sera e come continua a essere, le principali carenze sono rispetto agli infermieri e alle infermiere. Naturalmente questo in Italia assume dei contorni ancora più drammatici rispetto a quanto non avviene a livello valdostano.

Arriviamo invece al tema citato dall'articolo di giornale che, ripeto, non ho fatto io. Per quanto riguarda le liste d'attesa, io sia quella sera, sia in Consiglio, e anche oggi, arrivai a dire una cosa che è estremamente sintetica per come è stata rappresentata sia ieri da alcuni colleghi durante il dibattito, sia da quest'iniziativa. Io ebbi a dire - e, tra l'altro, è confermato anche dalla presentazione che ha fatto sia il Direttore generale sia i sindacati presenti - che, per quanto riguarda le liste d'attesa, queste assumono un problema di natura comunitario, che però è il problema più recepito dalla cittadinanza e che tutte le volte che si parla di lista d'attesa le due cose che ho appena finito di rappresentare in 6-7 minuti di intervento si cancellano perché l'immediata percezione nei confronti della sanità pubblica da parte della cittadinanza tutta, in Italia ma anche da altre parti, è che tu puoi star facendo la cosa migliore del mondo, ma nel momento in cui si ha necessità di una visita e i tempi sono così lunghi, non credono assolutamente alle prime due cose che abbiamo appena detto. È un dato di fatto assoluto, ed è a livello nazionale - e lei lo sa perché la sua forza politica fa parte di un Governo nazionale che sulle liste d'attesa sta cercando di mettere in piedi tutta una serie di attività, e anche in Valle d'Aosta queste attività hanno avuto un riscontro -, che, da un punto di vista oggettivo, le liste d'attesa scontano una serie di problematiche inserite nel servizio sanitario pubblico, quindi compreso quello regionale, che hanno circa 30 anni di storia in Italia. Probabilmente - e questa è la sintesi che è venuta fuori quella sera da parte di tutti quanti gli interlocutori - la mancanza di programmazione e progettazione sulla sanità 30 anni fa, soprattutto rispetto al calo che ci sarebbe stato in termini di numero di medici presenti sul territorio nazionale, è una cosa che non si risolve in un giorno, un mese e neanche in un anno. Siamo pertanto tutti impegnati anche in Valle d'Aosta, anche l'Azienda USL, con i prossimi obiettivi 2025 a dare una soluzione a questo problema, ma questo problema non ha una soluzione immediata né qui né in tutta Italia, tant'è che lo Stato se ne sta occupando in maniera prioritaria con due azioni dedicate solo nel 2024.

Per quanto riguarda l'atto aziendale, sicuramente è stata una cosa positiva e ha dato una mano a tutti quanti i discorsi che abbiamo fatto prima in termini di recruitment, quindi ci sarà sicuramente occasione nel 2025 di avere degli altri incontri in Commissione ma, per quanto riguarda quest'iniziativa, noi le chiediamo di ritirarla, altrimenti ci asterremo.

Presidente - Altri? Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio ovviamente i colleghi di Forza Italia per la presentazione di quest'ordine del giorno che ci permette anche di parlare di questo tema.

Io devo dirle, Assessore, che durante l'intervento che lei ha fatto nella giornata di ieri sono rimasto interdetto, ho chiesto conferma alla collega e tutti e due concordavamo su una cosa che lei ha detto e ci chiedevamo se effettivamente lei aveva detto questa cosa, quindi io le chiederei, anche soltanto con un cenno della sua testa, di confermare che lei ha detto ieri che il boarding, sostanzialmente in media l'attesa è di 6 minuti al Pronto Soccorso, perché noi avevamo capito questo. Di quanto aveva detto? Quanti minuti ha detto?

(interruzione dell'assessore Marzi fuori microfono)

...perché noi avevamo capito 6 minuti e ci era venuto un po' male... ecco, sulle 6 ore è evidente... almeno abbiamo avuto anche un'interpretazione, perché abbiamo un po' di questioni aperte...

(interruzione dell'assessore Marzi fuori microfono)

...ci siamo confrontati e avevamo capito così, quindi abbiamo chiesto conferma, quindi la media dell'attesa per il Pronto Soccorso è di 6 ore.

Ora, come lei ricorderà, Assessore, abbiamo più volte trattato questo tema in aula e quello che fa un po' rabbia a volte è quello sostanzialmente di sentirsi dire: "Sì, ma noi abbiamo già fatto tutto quello che potevamo, meglio di così non potevamo fare" e lascia un po' con l'amaro in bocca. E io ho capito quello che lei ha detto nel suo intervento, però lei si metta nei panni di quello che è accaduto, per esempio, banalmente due o tre giorni fa, lo conosciamo tutti, abbiamo dei collegamenti con le persone, di persone che magari portano il genitore anziano e il genitore anziano, con magari grossi problemi, aspetta 6-7-9-12-15 ore in attesa di una sistemazione o la situazione che si è venuta a creare, con boarding e pazienti disseminati ovunque, che danno l'impressione appunto che ci sia una grossa criticità.

Ora sapere che quello che ci dice è "La situazione è così, non si può fare niente", obiettivamente lascia un po' basiti, ecco perché riteniamo che sia assolutamente opportuno quest'ordine del giorno, ecco perché lo voteremo con convinzione, nella speranza che un passaggio che è stato fatto in realtà già all'inizio di questa legislatura, era stato fatto con l'assessore Barmasse che ci aveva riportato dei dati puntuali, ai tempi si usciva dalla questione del Covid, c'era stato un blocco degli ospedali, c'era stato un accumulo di quelle che erano le liste d'attesa e si era immaginato appunto di andare a capire quali erano le visite, quali erano le prestazioni che avevano le maggiori criticità e vedere di intervenire. Perché non fare il punto in Commissione? Noi siamo assolutamente favorevoli e voteremo quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Vede, Assessore, nella sua dialettica forbita a volte succede che qualcosa ci può sfuggire. Io non ho parlato di risorse perché mai come quest'anno in questo bilancio le risorse per la sanità sono importanti e forse negli ultimi dieci anni l'importo a disposizione è più alto da sempre, tanto che la spesa pro capite per i 123 mila e rotti Valdostani va a 3.851 euro e poi vedremo con il nuovo bilancio sicuramente in crescita. La più alta d'Italia, lo abbiamo sottolineato. Io credo che le risorse si diano più che sufficienti, il problema non sono le risorse, il problema è una gestione, è una cura delle liste d'attesa e delle aperture delle agende perché il problema è soprattutto organizzativo. Chi è che gestisce queste liste d'attesa?

E poi io le voglio suggerire di andarsi a riguardare la trasmissione "L'aria che tira" del 2 novembre 2024 e non so se lei ha visto se è l'intervista di un Valdostano che evidenzia una problematica pazzesca che tutta Italia ha visto, mi hanno telefonato da tutte le parti. "Ma che cosa succede in quella Regione?" che all'ISAV dopo una settimana gli fanno l'intervento e qua ci vuole più di un anno in attività elettiva? Cosa succede? Cosa rispondiamo a queste cose? Come rispondiamo a questi problemi che hanno visto in tutta Italia? Questo è il problema.

Noi volevamo tutto questo discuterlo in una Commissione, ma non è detto che non ci venga voglia di programmare un Consiglio straordinario sulla sanità valdostana e - perché no? - ci penseremo come gruppo di minoranza per capire se tutte queste tematiche in qualche modo possono avere delle risposte, perché il dossier solo di quest'ordine del giorno è tanta roba così. Non lo ritiro e lo voteremo.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà come gruppo.

Marzi (SA) - Più che altro come specifica. Io ieri ho parlato di un passaggio come boarding medio sul 2023 e sul 2024 da 7 ore e 57 a 6 minuti e 11, con una media Italia di 31 ore. Era semplicemente per dare specifica di questo passaggio.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Ringrazio i colleghi di Forza Italia perché con quest'ordine del giorno ci date l'opportunità di dire la nostra.

Noi non facciamo parte della V Commissione, quindi non possiamo richiedere in maniera importante e forte la convocazione della Commissione, tant'è che molte volte mi avete visto intervenire in questa sede per rimproverare il Presidente della Commissione per le sue mancate convocazioni, mentre qua possiamo esprimere il nostro voto e dire cosa ne pensiamo e magari sollecitare la convocazione della Commissione. Vedete, l'argomento di cui stiamo parlando è all'ordine del giorno, la sanità è l'esigenza, la preoccupazione più avvertita dagli Italiani, a prescindere da come hanno votato, gliene do ragione, Assessore. "Continueremo a parlarne, ad attraversare il Paese, a parlare con infermieri, operatori sanitari, a raccogliere i bisogni dei cittadini. Le liste d'attesa si sono allungate all'infinito": questo ha dichiarato Elly Schlein del Partito Democratico pochi giorni fa in merito alla mobilitazione sulla sanità. È in minoranza, per forza che dice così. Ma cosa fate voi del Partito Democratico, federalisti europei per la sanità valdostana? Qual è la vostra posizione politica? Come vi comportate? Avete la Presidenza di una Commissione, della Commissione sanità, e oggi non votate la sua convocazione? Presidente, batta un colpo per cortesia, una volta si faccia vedere che lei è presente, che è sul pezzo, o voi fate parte di quella parte componente del Partito Democratico che in Emilia Romagna ha allungato le liste d'attesa e ha fatto un fallimento sulla sanità? Forse siete quella componente, quell'ala lì e allora continuate a contribuire sotto quest'aspetto.

Vi faccio un esempio per farvi capire di quanto è allarmante la situazione in Valle d'Aosta, in una Regione d'Italia con oltre 1.000.000 di abitanti la spesa sulla mobilità passiva è di 83 euro ad abitante, in Valle d'Aosta la spesa è due volte e mezzo di più. In effetti in bilancio passiamo - non so se l'ha guardato il Presidente di Commissione - da 11 milioni a 20 e oltre milioni di spesa. Ma questo cosa significa? Volete forse dire che in termini di sanità più si spende meglio sono efficienti le risorse? Non funziona così e voi non reagite. Voi reagite solo per votare contro gli ordini del giorno in separata sede. Ah, questo è il vostro modo di comportarvi? Siete trasparenti, complimenti! Noi voteremo convintamente a favore di quest'ordine del giorno. Grazie collega.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (UV) - Direi che abbiamo apprezzato la replica del collega Baccega nel condividere che gli sforzi che sono stati fatti in questi anni, eravamo insieme in Giunta con il collega Baccega nel momento in cui c'era il Covid ed era difficile. Penso che non ci sia nessun problema nei prossimi giorni a entrare nel merito anche in V Commissione, per chi vuole venire in V Commissione, al di là di chi è componente, non componente, chi vuole essere presente, c'è lo spazio per elaborare, capire, studiare, presentare, trovare le risorse, ma trovare anche i medici, gli infermieri. Le soluzioni sono già state messe sul tavolo, oltretutto martedì concedo gentilmente al Presidente della V il nostro giorno, quindi martedì c'è la convocazione della V Commissione, dove avremo modo di entrare in merito su altri temi. Poi qui il gioco delle parti lo conosciamo molto bene, è facile, semplicissimo, ma il gioco di entrare nel merito in Commissione penso che ci sia tutto lo spazio invece nell'approfondire e soprattutto trovare le soluzioni su tematiche molto delicate.

Ho ascoltato il collega Manfrin poc'anzi quando ha replicato alle risposte che l'Assessore, mi sembra ieri o l'altro ieri, ha messo in evidenza e quindi solo per fare un po' di chiarezza che tutte le volte che anche in V Commissione da parte dell'opposizione sono stati richiesti degli approfondimenti, compatibilmente con le tematiche che abbiamo sul tavolo, entriamo nel merito e cerchiamo per chi vuole indubbiamente... chi vuole fare invece populismo... forse è semplicissimo posizionarsi su altri lidi.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - È stato detto molto, forse anche ripetuto molto, perché molte cose le sentiamo praticamente a ogni Consiglio. Alcune sollecitazioni fatte dal consigliere Baccega però non trovano ancora una volta una risposta.

Sotto questo punto di vista, avevamo già posto il problema di quell'intervista a La7, lo riproporremo nel prossimo Consiglio regionale perché l'Assessore è l'unico credo in Valle d'Aosta che non l'abbia vista, quindi gli abbiamo messo anche il link per poterla vedere in modo che almeno si renda conto di quello che succede in Valle d'Aosta. Sentiamo anche spesso continuare a parlare di questioni di risorse umane e anche qui, lo sa bene l'Assessore perché l'avevo anche sollecitato, di persone che addirittura da fuori Valle vorrebbero venire in Valle d'Aosta ma, guarda caso, non gli viene data la mobilità per poi vedere qualche giorno dopo uscire il concorso.

Ci sono alcune anomalie secondo il nostro punto di vista - e lo abbiamo posto anche all'interno della Commissione - che devono essere affrontate, perché, a fronte sì di interventi che sono stati già messi in piedi dall'assessore Barmasse... ci tengo a dirlo, perché mentre ero Presidente della V Commissione ho seguito quanto ha fatto all'epoca l'Assessore e, sotto questo punto di vista, molte delle cose che sta portando avanti l'assessore Marzi sono in continuità con le idee messe in campo proprio allora, però è evidente che questo problema deve essere affrontato con un'assoluta urgenza. Lo abbiamo detto prima rispetto alla misura strutturale su cui non si vuole sentir parlare, lo diciamo anche su questo tema. Sono forse i due temi. Gran parte delle energie dovevano essere messe su questi temi, a nostro avviso e non è un caso che proprio sono questi i temi che vengono affrontati nei primi ordini del giorno. Noi quindi condividiamo quanto proposto dal consigliere Baccega e lo voteremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cretier, ne ha facoltà.

Cretier (FP-PD) - Un po' di silenzio per favore. Volevo soltanto rispondere al collega Restano, che probabilmente non ha ascoltato o non ha capito quello che ho detto ieri, perché nessuno ha nascosto i problemi della sanità. Nessuno di noi. L'abbiamo anche detto che ci sono ancora una serie di problemi, le direttrici in cui sta operando l'Assessorato e l'Assessore sono quelle della risoluzione dei problemi ma ci va un po' di tempo. Questo mi sembrava giusto dirlo, poi è il momento, il gioco delle parti, le temperature che aumentano... e le prospettive e credo che il passaggio nella Commissione si farà e, visto che i temi sono tanti, bisognerà anche organizzarsi. Stiamo affrontando il bilancio e la settimana prossima abbiamo di nuovo un Consiglio su tanti temi da affrontare, quindi personalmente è soltanto un rinvio.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 2 di PCP. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione, prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto sia scarsa la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupite dall'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tener conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Abbiamo esaminato i disegni di legge del bilancio e abbiamo visto l'articolo 26, di cui abbiamo anche parlato in Commissione quando è stato audito il Presidente del CSV, e quest'articolo del disegno di legge 168 è relativo proprio a un contributo per il funzionamento del Centro dei servizi per il volontariato, un contributo che prevede il triennio 2025-2027 e la motivazione che è stata esplicitata è quella di continuare a sostenere le realtà solidaristiche territoriali costituite dalle organizzazioni di volontariato e di promozione sociale in maniera gratuita.

Devo dire che nell'audizione del dottor Latino, cioè del Presidente del CSV, è stata evidenziata l'importanza di questo contributo, di questa attenzione che l'Amministrazione riserva da un po' di tempo - prima non era così, abbiamo insistito molto in questo senso - a questa realtà, che poi comprende altre realtà associative. Però sempre in quell'audizione il Presidente ci ha fatto presente, ci ha ricordato quella che è anche la situazione attuale della sede del CSV, che è stata trasferita in via Avondo; è stata trovata una soluzione con degli spazi che sono sicuramente più piccoli e sono - è stato detto in maniera molto chiara - insufficienti rispetto alla precedente sede in via Xavier de Maistre, che era più grande; e poi ci ha anche rinnovato un auspicio ed è quello di avere in futuro una sistemazione, una sede più dignitosa, e abbiamo parlato di nuovo di Casa del volontariato valdostano. Sono stati resi noti recentemente alcuni dati che riguardano il mondo del volontariato a livello nazionale e anche a livello locale, e sono state contate in Valle d'Aosta come volontarie del no profit 17.625 persone.

Sono dati poi che sono riferiti - è un dato Istat - all'elaborazione del censimento del 2021, vuol dire sostanzialmente che ci sono 10,4 volontari ogni 10.000 abitanti, il 16,1% della popolazione, ed è la media più alta in Italia dopo il Trentino Alto Adige.

In Valle d'Aosta, in relazione a queste persone che si occupano di volontariato, ci sono moltissime realtà associative, di cui un centinaio almeno fanno riferimento direttamente agli spazi che da sempre il CSV metteva a disposizione. Il dato interessante anche è che, a fronte di un numero alto di pensionati che hanno ovviamente un po' più di tempo da dedicare anche a attività di volontariato, sta crescendo il numero degli studenti: si parla di 1.700 studenti. Non mi sembra poco, ma è ovviamente un numero che speriamo che vada a incrementarsi nel tempo.

Noi riteniamo che sia importante non soltanto assicurare, come è stato fatto giustamente con quest'articolo, un contributo per il triennio al CSV, ma quello che chiediamo ancora una volta è di continuare - e uso non a caso quest'espressione -, di perseguire con le associazioni di volontariato presenti nella nostra regione un percorso che sia quello di andare a trovare risorse adeguate per la progettazione e per la successiva realizzazione della Casa del volontariato valdostano. Lo avevo già detto: possibilmente non tramite una nuova costruzione, ma attraverso il recupero di fabbricati che possano permettere al CSV di avere in futuro una sede adeguata e dignitosa, questo nell'ottica di riconoscere - e in qualche modo anche premiare io direi - quel ruolo che tutti riconosciamo come importante, ma direi anche come insostituibile, che è ricoperto dal mondo del volontariato e dall'associazionismo nella nostra regione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Rispondo io in merito a quest'ordine del giorno in funzione di un percorso che è già stato intrapreso negli anni scorsi, che è frutto comunque anche di un inserimento nel DEFR 2024-2026 delle attenzioni che il mondo del volontariato, così come lo ha rappresentato la collega Minelli, merita. Senza voler entrare nei particolari, credo che il mondo del volontariato abbia e sia una realtà molto importante e attenzionata a 360 gradi sul nostro territorio, fortunatamente dalle attenzioni che i Comuni riservano alle associazioni presenti nel loro territorio a quello che l'Amministrazione condivide con lo stesso. Con il Presidente del CSV negli scorsi anni si sono valutate delle opportunità e anche la messa a disposizione da parte dell'Amministrazione regionale di locali, che, pur non essendo al centro di Aosta, potevano rappresentare una valida alternativa al momento di criticità che veniva a esplicitarsi con la necessità di allontanare il CSV dagli storici spazi di via Xavier de Maistre. A questa proposta, che l'Amministrazione aveva messo sul tavolo di concerto con l'Assessorato competente al sociale, il CSV in primis ha risposto positivamente, dopodiché ha fatto delle valutazioni di ordine diverso su un'iniziativa, una proposta che è stata avanzata dal Comune di Aosta e che è quella che attualmente sta utilizzando uno stabile in via Avondo. Nello stesso tempo aveva individuato in prospettiva una localizzazione definitiva in un altro stabile che l'Amministrazione comunale ha in un certo senso prospettato in un futuro non troppo distante. Noi da parte nostra abbiamo espresso al CSV la piena disponibilità, laddove ce ne fosse bisogno, di proseguire un iter di rivalutare anche quelle che sono state le nostre proposte. Al momento il CSV ha fatto una scelta, per voce della sua assemblea, che è quella che sta vivendo, ma le porte sono sicuramente aperte. Non c'è nessun tipo di preclusione, c'è la massima disponibilità e anche per questo, per il percorso che è stato fatto e per l'attenzione che tutto il Governo, e penso il Consiglio, mette a disposizione di queste associazioni di volontariato, più di 200 associazioni di volontariato, penso che possiamo chiedere il ritiro dell'ordine del giorno, altrimenti ci sarà da parte nostra un'astensione.

Presidente - Ci sono interventi? Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Sappiamo bene che era stata prospettata, nel momento in cui si trattava di abbandonare la storica sede di via Xavier de Maistre, una soluzione nel comune di Quart, estremamente decentrata, e non mi stupisco che quella soluzione fosse stata giudicata poco idonea, poco adatta. Poi c'è stato il trasferimento in via Avondo, sappiamo che c'è anche in ballo la questione dell'edificio del Centro per l'impiego, non so se è a questo che il Presidente si riferiva, ma immagino di sì. Dice anche il Presidente che è stata espressa massima disponibilità, piena disponibilità anche nel rivalutare le proposte, non c'è quindi preclusione, c'è disponibilità e credo sia una cosa peraltro che era già avvenuta, che avevamo già sentito. Io credo che dalla disponibilità, dall'intenzione bisogna poi passare ai fatti, perché anche nel caso in cui si decidesse di concerto che la seconda sede messa a disposizione dal Comune di Aosta possa essere giudicata utile e importante, poi però non è chiavi in mano, quindi bisogna sicuramente intervenire, fare dei lavori e sappiamo tutti benissimo che le associazioni di volontariato, ma anche un Comune su un intervento così significativo, non hanno quelle disponibilità, lì sì finanziarie, che sono invece potenzialmente nelle disponibilità della Regione.

Io devo dire anche un'altra cosa però: può sembrare antipatico fare dei confronti, ma noi sappiamo benissimo - e la nostra posizione su questo era stata molto evidente, molto chiara e netta - che nel 2023 in pochissimo tempo, in un mese, si era deciso uno stanziamento di 3 milioni per la Maison de la montagne, poi andato in avanzo, sappiamo che c'erano stati dei problemi. Ora le cose sono cambiate, è stata stanziata una somma diversa quest'estate e siamo ora a 4.800.000 euro per una struttura che sarà utilizzata dai maestri di sci e dalle guide alpine.

L'altro giorno, sentendo le notizie sugli iscritti all'associazione dei maestri di sci, abbiamo sentito parlare di 2.200 persone, un numero ragguardevole; siamo in una regione alpina e quindi c'è molta gente che aderisce a queste associazioni. Quindi è stata fatta una scelta, dal nostro punto di vista con alcune cose discutibili, ma è una scelta fatta che va avanti, che avrà una struttura di cui abbiamo visto anche alcuni rendering e quindi si è imboccata una strada. Quello che noi chiediamo è che con altrettanta convinzione si decida di imboccare anche la strada finanziaria, quindi di stabilire delle risorse, ovviamente non oggi, perché sappiamo che i bilanci sono blindati, se non l'avessimo saputo ce lo avreste ricordato, perché non si può insinuarsi nelle pieghe dei bilanci, né con emendamenti né in altro modo. Però passare dalle parole, apprezzabili peraltro, ai fatti, io credo che sarebbe visto molto bene dal mondo del volontariato, che, c'è poco da fare, in tante situazioni supplisce a difficoltà che vengono dalle Istituzioni, non magari per volontà ma proprio perché è difficile riuscire ad arrivare dappertutto... e meno male che c'è il mondo del volontariato.

Anche apprezzando, come dicevo, il fatto che ci sia una disponibilità, non ritiriamo l'ordine del giorno e chiediamo invece che in futuro su una nuova manovra finanziaria ci sia un impegno molto preciso e con tanto di numerini.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis.

Ganis (FI) - Per dichiarazione di voto. Quest'ordine del giorno valorizza l'importanza del CSV nella nostra regione. Anche il nostro gruppo riconosce il grande lavoro svolto dalle associazioni di volontariato, un impegno gratuito e spontaneo per il benessere della comunità valdostana, l'ho già evidenziato nell'intervento di apertura. Purtroppo ci sono associazioni che hanno bisogno per poter andare avanti di contributi necessari, ma bisogna dar loro anche la giusta importanza anche attraverso la realizzazione della Casa del volontariato, come ha evidenziato la collega Minelli, mediante appunto il recupero di una struttura già esistente. Tenuto conto che il nostro gruppo ha presentato un ordine del giorno che va appunto in quella direzione, a valorizzare il CSV, noi voteremo l'ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Nei giorni scorsi, quando all'Assemblea dei maestri di sci è stata data la notizia della costruzione della Maison de la montagne, sono stato contattato da più persone che esprimevano una voce critica rispetto a questa scelta da parte del Consiglio regionale. Nel confermare il mio convinto sostegno a questa decisione, ho però preso atto di quanto mi hanno riportato queste persone, vale a dire il fatto di scegliere l'investimento in termini di risorse finanziarie, anziché valorizzare magari degli immobili di proprietà regionale.

Oggi, nel prendere atto dei numeri che ci ha fornito il Presidente della Regione, non posso esimermi da una riflessione che è la seguente e va un po' anche forse nel senso di quanto detto dal Presidente: è giusto che la Regione intervenga a favore di queste importanti associazioni, che hanno un ruolo fondamentale per la Valle d'Aosta e forse potrebbe evocare a sé questa scelta qualora i rappresentanti del CSV ne facciano domanda come di solito i rappresentanti della Giunta hanno luogo a risponderci. Non abbiamo ricevuto domanda e in questo caso, qualora vi fosse una richiesta da parte del CSV, chiederei che la si prenda in considerazione, che si possa valorizzare delle strutture già esistenti, altrimenti che si dia un importante contributo affinché si possa fornire una risposta definitiva a quest'esigenza.

Presidente - Metto in votazione, non vedo altre richieste. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2 dei gruppi di minoranza. Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Vado preliminarmente con il mantra di oggi: abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissioni. Noi non siamo stupiti dell'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Passiamo all'ordine del giorno in senso stretto, che nasce dalla nota del Presidente del Consiglio regionale con la quale è stata comunicata la decisione assunta dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con deliberazione n. 98/2024 del 27 novembre scorso, approvata con tre voti a favore e due contrari. La decisione comunicata è quella di trasferire la sede delle Co.re.Com. e della Consulta regionale per le pari opportunità dall'attuale sede di Montfleury alla sede degli uffici del Consiglio regionale in Aosta, via Piave n. 1, la palazzina che ospita anche i gruppi consiliari. Quest'ipotesi è nata dalla richiesta dell'Assessorato dei beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali attraverso la nota protocollo 7310 del 12 novembre 2024 in cui si chiede al Consiglio regionale l'eventuale disponibilità di spazi da parte del Consiglio regionale che possano accogliere soggetti, cinque in particolare fra associazioni, fondazioni, eccetera, le cosiddette "sociétés savantes", finanziati dall'Amministrazione regionale che, a vario titolo, sul territorio si occupano di cultura e anche per due enti riconosciuti per legge, che parrebbe trattarsi appunto essere la Fondazione Chanoux e Film Commission.

Questa scelta di organizzazione comporterebbe necessariamente la dismissione da parte del Consiglio regionale della prestigiosa sede del castello di Montfleury, il cui contratto di locazione è stato rinnovato solo un anno fa, era a novembre del 2023, proprio per far fronte alle esigenze di adeguati spazi per gli uffici del Co.re.Com. e per le riunioni della Consulta regionale per le pari opportunità, oltre che - perché questa è un'ipotesi comunque sempre possibile, e lo ricordiamo a noi stessi - per eventuali necessità dei gruppi consiliari per conferenze stampa o altre necessità compatibili naturalmente con la capienza di quella sala riunioni che c'è appunto al castello di Montfleury.

Sul mutamento di localizzazione degli uffici dei due richiamati organismi incardinati, cioè Co.re.Com e Consulta, sono stati sentiti il Presidente e i membri del Comitato del Co.re.Com, le cui valutazioni non sono state richiamate nella deliberazione e questo, secondo me e secondo noi, è già una carenza e una lacuna abbastanza importante, nella deliberazione 98/2004 non c'è traccia di quest'audizione, quanto meno dei contenuti, anche se in modo magari sommario, principale, mentre gli organi rappresentativi della Consulta, per quanto ne sappiamo, non sono nemmeno stati interpellati su questa ipotesi e nemmeno credo addirittura parrebbe nemmeno dopo la decisione già presa, quindi questo mi sembra un discreto sgarbo istituzionale.

Abbiamo poi interpellato naturalmente anche per le vie brevi - qualcuno di noi ha interpellato anche separatamente, visto che quest'ordine del giorno è congiunto - la Presidente e i membri del Comitato del Co.re.Com. e risulta che le valutazioni unanimi di questo Comitato in ordine alla scelta di trasferimento siano totalmente negative e per vari ordini di motivi, fra i quali qui nell'ordine del giorno sono espressi in modo riassuntivo però le funzioni di controllo e vigilanza svolte dal Co.re.Com., anche nei confronti di attività svolte dalla Regione e dai suoi rappresentanti, le funzioni svolte dal Co.re.Com. di tutela dei cittadini in materia di comunicazione, sia in via preventiva, monitoraggio e vigilanza, sia per la gestione poi delle controversie fra i cittadini e operatori telefonici, quindi una sorta di attività di mediazione, quasi paragiurisdizionali. Le funzioni di controllo e vigilanza, oltre che sanzionatorie, svolte dal Co.re.Com. in materia di rispetto della normativa sulla par condicio dei momenti elettorali.

"Tutte queste citate attività farebbero propendere per una sistemazione anche fisica" dicono coloro che si occupano del Co.re.Com. e che lo gestiscono attualmente in locali non così strettamente collegati a quelli sede degli uffici regionali e dei gruppi consiliari, come avverrebbe nell'ipotesi di inglobamento invece del Co.re.Com. all'interno della palazzina di via Piave, addirittura con un unico e condiviso accesso, come parrebbe diventerà da parte del soggetto controllore e del soggetto o uno dei soggetti controllati.

In ordine poi all'inidoneità degli spazi per lo svolgimento delle varie attività proprie delegate del Co.re.Com., è stato ancora osservato che trasferire la struttura del Co.re.Com. e gli attuali dipendenti, quattro a tempo pieno, oltre al Presidente e ai membri del Comitato da una sede di circa attuali 500 metri quadri a una che ne dispone di soli 100 pare soluzione poco opportuna, anche perché fra le attività del Co.re.Com. - l'abbiamo già citata - c'è quella delegata da AGCOM relativa alla soluzione delle controversie fra cittadini e compagnie telefoniche, che prevede momenti di confronto fra cittadini e la controparte, che sono momenti assimilabili un po' a un'udienza camerale davanti a un organo di conciliazione o giudiziario, che richiede quindi il rispetto anche della riservatezza.

Inoltre avverrebbe evidentemente che con la scelta operata il Consiglio regionale perderà la titolarità del contratto di locazione della sede di Montfleury a favore dell'Amministrazione regionale, quindi la conseguenza sarà che in futuro in caso di necessità di ulteriori spazi per le strutture del Consiglio regionale, che non sono mai da escludere, ivi compresi naturalmente per l'operatività dei gruppi consiliari... non ci sarebbe più alcuna possibilità di trovare collocazione all'interno della palazzina di via Piave, con evidenti conseguenze negative in ottica di ottimizzazione dell'attività degli organi consiliari e di razionalizzazione degli spazi, proprio quando invece si era deliberato appunto di trovare ulteriori spazi per alcuni degli uffici connessi alle attività consiliari.

L'attuale collocazione del Co.re.Com. e della Consulta per le pari opportunità al castello di Montfleury costituisce, tra l'altro, una sistemazione che agevola l'accesso e il parcheggio sia dei dipendenti e soprattutto direi dei membri di nomina dei due organismi, i quali svolgono un'attività che spesso, anzi, per tutti praticamente, non è attività esclusiva e per buona parte di essi, mi riferisco in particolare alla Consulta, viene svolta in modo volontario e gratuito, quindi diremmo che la necessità per queste persone, se non addirittura il diritto, come abbiamo scritto, di accedere con facilità e gratuitamente alla sede della Consulta sembra essere importante.

C'è poi un cenno nella delibera di cui parliamo a un risparmio di risorse pubbliche. Si cita, si dice molto sommariamente, molto sbrigativamente che si è valutato opportuno nonché conveniente ed economico - senza altre valutazioni - fare questa scelta perché ci sarebbe un risparmio di spesa, in realtà non è un risparmio di spesa vero e proprio, è un trasferimento di spesa. Le risorse pubbliche sono sempre le stesse, ciò che non pagherebbe il Consiglio lo pagherebbe l'Amministrazione regionale, la quale, peraltro, è colei che fornisce le finanze e le risorse al Consiglio, quindi di fatto un vero e proprio risparmio non c'è. Se poi pensiamo inizialmente al trasferimento dei mobili, magari alla richiesta di mobili nuovi, ai traslochi, eccetera, io direi addirittura che forse ci sarà un aggravio di spese sulle prime nel primo momento, quindi nessun tipo di risparmio.

Riteniamo che questa scelta operata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, su stimolo dell'Assessorato a cui abbiamo fatto riferimento, non risponda né alle esigenze organizzative del Consiglio regionale, né alle esigenze di risparmio di risorse pubbliche, pertanto la nostra impegnativa... vorremmo chiaramente che il Consiglio regionale impegnasse il Governo regionale a voler revocare la richiesta formulata al Consiglio regionale dall'Assessorato dei beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali di individuare all'interno dei locali in disponibilità al medesimo Consiglio regionale degli spazi nei quali sistemare organismi esterni e/o altri enti vari. Credo che l'Amministrazione regionale abbia la possibilità di trovare questi spazi anche altrove abbondantemente senza ricorrere all'ausilio del Consiglio regionale, che, come abbiamo detto, già non è che naviga nello spazio assoluto, quindi direi che a tutta la minoranza appare che questo impegno sia congruo e intelligente da attuare.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (FP-PD) - Voglio solo correggere il collega relativamente alla lettera. La lettera è stata inviata dalla nostra Dirigente che si occupa delle attività culturali al patrimonio e al Consiglio, è una lettera che è stata inviata ai vari dirigenti, quindi non si fa riferimento specifico né a locali del Consiglio e la richiesta è molto generica che spiega la necessità - che, tra l'altro, è stata scritta e riscritta sui vari DEFR che si sono succeduti - di valorizzare in una logica anche di rete le sociétés savantes.

Io vi ricordo che in questi quattro anni variamente tutti i gruppi, tutti, hanno richiesto una particolare attenzione verso le associazioni culturali; ricordo, per esempio, il collega Lavy che deve avermi fatto qualcosa come tre-quattro iniziative relativamente alle sedi mancanti o presumibilmente mancanti di alcune associazioni culturali, ravvisando la necessità, anche in una logica di sistema e quindi in una logica di valorizzazione di sistema, che le associazioni fossero, per quanto possibile, messe nella condizione di poter avere una sede. Qualcuno addirittura aveva parlato... adesso non mi chiedete chi, non ricordo quali colleghi, forse parlando di AVAS o di altre sedi, avevano parlato forse sulla scia della casa della montagna e di una casa della cultura addirittura... forse il collega Lavy se ben ricordo. Oggi, tra l'altro, è stata evocata anche la possibilità di una casa del volontariato.

Noi, anche raccogliendo le vostre istanze, perché io mi sono riletto le risposte a diverse iniziative e ci eravamo in qualche modo impegnati nel cercare delle soluzioni, perché, come sapete, noi abbiamo un complesso di sociétés savantes, più delle associazioni alle quali diamo un contributo annuale e fisso, questo stabilito per legge, che totalizzano dei contributi importanti.

La necessità è stata in questi quattro anni anche quella di mettere a sistema queste sociétés, di incontrarle, di cercare di capire come poterle farle lavorare in rete, tant'è che abbiamo anche elaborato nella corresponsione del contributo alle sociétés savantes in particolare, gli altri, come sapete, sono contributi stabiliti per legge... e in questa direzione stiamo andando, come avevo detto, anche per cercare di emancipare, per esempio, il Centre d'Études francoprovençales, di cui il collega Lavy si era variamente interessato, a cui abbiamo comunque garantito delle risorse anche in un'ottica di reperimento di una sede che fosse una sede prestigiosa e localizzata, per quanto possibile, nei luoghi anche di nascita e di origine di queste entità. Noi quindi non abbiamo fatto altro che cercare di mettere a valore un po' le richieste di tutti, cioè cercare di costruire un percorso che desse alle varie associazioni che oggi non hanno una sede, o comunque anche alle associazioni che hanno una sede ma che hanno la necessità di trovare degli spazi comuni per potersi interfacciare e interloquire tra di loro... Tra l'altro, come sapete, abbiamo anche cercato di incentivare il coordinamento attraverso una figura di coordinamento che si occupasse delle sociétés savantes, che sta facendo, tra l'altro, un ottimo lavoro e di raccordo con il mondo della scuola, perché quello ci interessava anche, cioè che le sociétés non fossero qualcosa che lavorasse solo ed esclusivamente per le proprie finalità statutarie, ma che fosse un lavoro da mettere a patrimonio comune.

Noi quindi abbiamo fatto semplicemente questa lettera, cioè l'ha fatta la nostra Dirigente, era una richiesta esplorativa di disponibilità di spazi per associazioni culturali ed enti culturali riconosciuti per legge. Noi quindi la lettera l'abbiamo mandata nell'ottica che voi ci avete, tra l'altro, indicato in questi anni e l'auspicio è proprio quello di riuscire, quando sarà possibile, di riuscire a trovare una sede che abbia la possibilità e che dia la possibilità alle sociétés e anche alle associazioni alle quali contribuiamo direttamente proprio di poter cominciare a lavorare in rete e a sistema. Sinceramente il fatto di chiedere di revocare dopo che per diversi anni comunque siamo stati sollecitati nella direzione di... tanto da metterla addirittura nel DEFR questa valorizzazione, l'abbiamo ribadita più volte e a noi sembra un po' contraddittorio.

Adesso la questione Co.re.Com. sinceramente è una questione che non concerne la nostra richiesta, nel senso che noi ci siamo limitati a fare semplicemente una richiesta al Patrimonio del Consiglio regionale di poter trovare delle sedi opportune.

Ovviamente nel ringraziarvi anche per aver sollevato il tema e per averci dato modo di chiarire il contenuto della nostra richiesta, anche per l'impegnativa perché non può chiedere a noi di ritirare una nota rispetto a una richiesta esplorativa, le chiederei di ritirare l'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Prima di dire le due cose che mi ero appuntato, Assessore, era il 7 ottobre 2022 in cui una mozione chiedeva per l'appunto - e forse è quello che lei citava relativamente all'AVAS - la creazione di una maison de la mémoire valdôtaine, però, vede, tra chiedere la creazione di una maison de la mémoire o de la culture o centre de promotion de la culture come c'è, se non erro, nel programma di legislatura... e, tra l'altro, lei oggi dice: "È stata fatta una richiesta esplorativa", io mi immagino anche che sia stata fatta una valutazione sulla congruità di quella sede o di quella possibile nuova sede relativamente alle necessità delle sociétés savantes.

Qui mi collego a quello che volevo dire, nel senso che noi abbiamo... e in particolare quando si parla, e l'ha detto il collega Sammaritani nella presentazione, come c'è nel contenuto dell'ordine del giorno... il Co.re.Com. ha una funzione - e semplifico - essenziale anche di controllo e di vigilanza, quindi lo stesso posizionamento del Co.re.Com. non è banale, non è una qualsiasi société savante, con tutto il rispetto, che hanno altre funzioni, che non hanno anche una finalità legata a una specifica normativa di riferimento, quindi anche il fatto di monitorare e di vigilare l'attività che viene fatta relativamente non soltanto a gestire le controversie legate agli operatori telefonici, ma anche tutta quella che è la gestione della normativa della par condicio ne fa un ente particolare.

Non sto parlando solo a lei: sto parlando anche in senso lato a chi ha risposto a questa richiesta esplorativa, che è altrettanto particolare, perché, se c'è qualcuno che ha degli spazi o delle disponibilità, forse è più l'Amministrazione, quindi il Patrimonio, rispetto al Consiglio regionale.

Sul tema poi del risparmio io oggettivamente, quando sono venuto a conoscenza della problematica, sono andato un po' a vedermi il bilancio del Consiglio Valle, in particolare il centro di costo 3 con tutta una serie di cifre e sono un po' stupito relativamente al passaggio che ha sottolineato giustamente il collega Sammaritani: "ha valutato opportuno, nonché conveniente ed economico", perché oggettivamente, se c'è un finanziamento che deriva dall'Autorità, dall'AGCOM, e che comunque riconosce un rimborso, se ho capito bene, anche non soltanto legato alla locazione degli immobili... e prendo i dati dal centro di costo 3, di circa 16.200 euro, ma è anche legato ad altre spese, non è che domani mattina, tolto il costo del canone di locazione, si hanno dei risparmi perché non paghiamo le strutture o quant'altro, quindi su questa valutazione complessiva ci sarebbe da fare un approfondimento. Sono anche stupito, come Capogruppo, che oggettivamente nell'ultima o nelle Capigruppo precedenti non se ne sia parlato, perché qualche volta è anche capitato di parlare vista anche l'importanza di questo ente, così come anche della Consulta per le pari opportunità che è stata citata.

Oggettivamente, almeno per quello che mi riguarda, sì, è vero, noi vi abbiamo chiesto - dico anche in senso generale, perché la delega del patrimonio comunque va coinvolta - però non abbiamo indicato, sia mai, la sede, cioè trovare una sede o lavorare per una sede, tra l'altro, su quella mozione, vado a memoria, ma mi ricordo così, si era anche cercato di evidenziare l'assurdità del fatto che la Maison de Mosse è nel piano delle alienazioni, c'è un'associazione dentro e cosa ne facciamo? Oggettivamente io mi ricordo che nella discussione che avevamo fatto c'era anche quel tema, quindi abbiamo un'ulteriore sede che però abbiamo inserito nel piano delle alienazioni, ma forse su questo è poi necessario fare una revisione complessiva di quel piano o capire cosa farne.

Detto questo, l'impegno e la sottoscrizione anche di quest'ordine del giorno derivano anche un po' da una serie di dubbi e di perplessità legate soprattutto alla tipologia di ente e della funzione che fa il Co.re.Com. rispetto ad altri, dove verrebbe posizionato e il dubbio, forse perché sono un po' più appassionato di numeri, relativamente alla convenienza economica.

Mi chiedo anche, e qui non ho avuto una grande risposta, ma è vero che non è un'interpellanza ma un ordine del giorno... occorre capire se effettivamente quella sede per le sociétés savantes può andare bene o forse va bene solo ad alcune di quelle e non a tutte e non è banale questo, perché, se si cerca una sede che deve servire a tutta una serie di enti, perché andare magari a trovarla solo a uso di alcuni di questi? È molto particolare, tra l'altro, uno di questi ha una funzione che magari nei prossimi Consigli cercheremo anche di sfruttare un po' di più o ricordare un po' di più.

Da parte nostra quindi c'è il sostegno completo a quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Devo rilevare, assessore Guichardaz, che lei qui oggi ha fatto un po' il Ponzo Pilato, nel senso che ha detto: "È un dirigente del nostro Assessorato che ha fatto una richiesta esplorativa", io fatico a credere, anzi, non ci credo per niente, glielo dico francamente, che una scelta del genere venga da un dirigente e non sia frutto della scelta amministrativa, ma anche politica, dell'Assessore, o comunque di una parte di questa maggioranza, lo dico in modo molto esplicito. Perché lo dico? Anche perché ci sono degli elementi documentali, nel senso che lei ha fatto riferimento a delle iniziative, sì, noi abbiamo fatto più di un'iniziativa, collega Lavy, ma in particolare quella del collega Aggravi, con quella mozione del 2022, a cui lui ha già fatto riferimento, che è proprio quella della creazione di una maison de la mémoire valdôtaine e in quell'occasione lei ha detto delle cose che sono esattamente contrarie alla direzione in cui va adesso invece questa decisione e questa richiesta nei confronti del Consiglio, ma in generale quella di trovare una casa comune, perché lei adesso - e qui cito testualmente alcuni passaggi - dice che "la Regione dà dei contributi finalizzati non a condizionare la natura e le scelte politiche di queste sociétés savantes, ma ad aiutarne il funzionamento e l'attività". Poi dice quanto più o meno eroga la Regione o erogava in quel momento, poi anche diceva all'epoca: "Credo che si possa lavorare d'intesa con le associazioni per capire se vi è un interesse diretto a centralizzare i costi e le spese di funzionamento, cosa che finora non è emersa, non ce l'ha chiesta nessuno". Questo lo voglio dire in modo esplicito - dice lei rispondendo al collega Aggravi - visto che molte associazioni sono fortemente radicate nel territorio - giustamente quello che osservava adesso il collega Aggravi - nelle comunità in cui sono nate e che lì hanno trovato il loro humus costitutivo". È giusto, queste sicuramente non gradiranno venire ad Aosta e non ci verranno. Proseguiva: "Devo dire che non vi è un interesse allo stato attuale così forte a una concentrazione, non mi viene adesso un altro termine, piuttosto le varie sociétés propenderebbero a un aumento dei finanziamenti anche in virtù degli aumentati costi". Sostanzialmente quindi dice: "Ma no, quest'esigenza non c'è mai stata manifestata, l'impegno da parte nostra può essere quello di sondare per valutare". Faccio solo presente che la presa in carico di una o più sedi comuni da parte della Regione presuppone lo stanziamento in bilancio e nel DEFR... delle risorse necessarie proprio per queste strutture. Parliamo di milioni di euro, così come un processo di centralizzazione dei costi presuppone le risorse finanziarie umane che devono essere inserite in un apposito piano". Insomma, sostanzialmente quest'esigenza è sorta molto recentemente a quanto pare, non si sa dove, non si sa come, forse questa Dirigente a cui lei fa riferimento si è inventata questa cosa, ma non ci crediamo, come le abbiamo detto.

Allora io sono andato a guardare anche il DEFR, ma nel DEFR avete scritto qualcosa del genere? Non c'è niente, non c'è niente a proposito di questa centralizzazione e di questa revisione logistica, nell'ottica di concentrare almeno alcune delle sociétés savantes, perché nel DEFR 2025-2027 non c'è nulla, nei DEFR precedenti non c'è nulla, quindi in tutto ciò c'è una contraddizione fra quello che lei diceva nel 2022: "bisogna operare sul DEFR, bisogna operare sul bilancio e adeguare il DEFR e i bilanci a questo scopo". Non c'è nulla. Allora c'è qualcosa che non funziona, oltretutto è evidente che è anomalo che l'Amministrazione regionale, con il suo patrimonio anche immobiliare e con le sue disponibilità finanziarie, vada a chiedere al Consiglio: "Mi trovi un posto per metterci le sociétés savantes e un paio anche di enti che sono legati all'Amministrazione regionale? (Fondation Chanoux e Film Commission)". Qua mi sembra davvero anomalo e oltretutto, come ho detto già nell'esposizione dell'ordine del giorno, a parte che in via generale in qualche modo questa richiesta, accolta peraltro guarda caso abbastanza entusiasticamente a quanto pare dall'Ufficio di Presidenza, la trovo un po' lesiva della dignità e del prestigio anche del Consiglio regionale e degli Enti in esso incardinati, nello specifico il Co.re.Com. e la Consulta. Questo lo trovo in generale abbastanza lesivo di questa dignità.

Riassumendo, proprio per concludere, è evidente che l'impegnativa è quella di chiedervi di ritirare questa richiesta, perché, se cade la richiesta, cade anche la decisione che sta a valle della richiesta, nel senso che lei ci dice: "Abbiamo fatto una richiesta esplorativa e l'Ufficio di Presidenza si è precipitato a dire: "Sai che c'è? Tolgo un pezzo di ciò che volevo destinare all'ampliamento di alcuni spazi, fra questi anche una sala riunione decente per i gruppi consiliari e alcuni uffici, peraltro sono 100 metri quadri, non stiamo parlando di chissà quali spazi enormi e ci porto coloro che adesso stanno in 500 metri quadri, li compatto tutti lì, Consulta e Co.re.Com. assieme, così staranno tutti bene, fraternamente molto vicini". Questo ci sembra davvero poco coerente con anche le scelte recenti effettuate proprio dall'Ufficio di Presidenza in Consiglio regionale, che invece ha detto: "Forse ci serve qualche spazio in più, quindi chiediamo la ristrutturazione di questi 100 metri", scarsamente motivata in ordine soprattutto, come diceva anche il collega Aggravi, che ne sa più di me su questo tema, sul risparmio di denaro, che, di fatto, non ci sarà, perché tanto, come dicevamo, se sposti una posta di spesa da un soggetto all'altro, sempre soldi pubblici sono, è anche inopportuno in prospettiva futura, oltre che in contrasto, chiaramente, con le esigenze del Co.re.Com. e della Consulta, la Consulta manco consultata, in contraddizione con il suo accesso e nome e il Co.re.Com. invece, che ha manifestato più di un contrasto, di un'opinione contraria a questo trasferimento.

Attualmente non ritireremo quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Jordan, ne ha facoltà.

Jordan (UV) - L'ordine del giorno è impegnativo nei confronti del Governo regionale e l'assessore Guichardaz ha già risposto, quindi non entrerò nel merito delle sue dichiarazioni, che, tra l'altro, condivido, però, come detto dai proponenti, le premesse dell'ordine del giorno fanno riferimento al Co.re.Com. e in qualche modo ci obbligano a replicare.

Al di là dell'utilizzo politico della vicenda, che non mi interessa e non mi condiziona, vorrei con quest'intervento indicare alcuni elementi che sono utili ad avere una migliore comprensione della scelta di destinare gli uffici del Consiglio come sede del Co.re.Com.. L'ipotesi di trasferimento del Co.re.Com. in nuovi spazi dell'attuale sede del Consiglio regionale si è generata a seguito dell'intervento di ristrutturazione degli immobili che è attualmente in corso, interventi che riguardano anche spazi attigui agli attuali uffici del Consiglio, spazi non utilizzati. A seguito della verifica sulla necessità di spazi da parte delle strutture del Consiglio, è emerso che i locali attualmente utilizzati hanno già oggi un margine di occupabilità maggiore dell'attuale tasso di occupazione. Da qui è emersa la possibilità di razionalizzare gli spazi utilizzati dal Consiglio regionale e proseguire quel percorso di ottimizzazione avviato con lo spostamento del Difensore civico. L'obiettivo, assolutamente corretto e ragionevole, è quello di razionalizzare la gestione degli immobili e quindi rendere disponibili tutti gli spazi di cui dispone il Consiglio dell'immobile in via Piave. L'obiettivo è di buon senso, un obiettivo corretto che va nel senso di un miglior utilizzo degli spazi e un contenimento dei costi. Le strutture dirigenziali hanno pertanto verificato la fattibilità dell'operazione che è stata oggetto di attende valutazioni, così da mettere nelle migliori condizioni l'Ufficio di Presidenza di prendere la decisione.

Il mettere a disposizione spazi, ritenuti adeguati e funzionali rispetto alle attuali esigenze del Comitato, non vuole in nessun caso condizionare l'autonomia e l'indipendenza del Comitato. L'indipendenza non può certo considerarsi garantita da questioni logistiche, ma piuttosto dalla gestione corretta e dalla relazione tra i diversi organi, segnatamente tra il Consiglio regionale e il Comitato, questo e precedenti. Rapporti che sono sempre stati improntati al totale rispetto della sua autonomia, così come l'attività che rientra, seppur con alcune particolarità, nel novero di tutte le attività che sono gestite negli edifici della nostra Pubblica Amministrazione, Consiglio compreso.

Il Co.re.Com. è, per legge, incardinato presso il Consiglio regionale, sono più di vent'anni che questa configurazione non lede minimamente la sua autonomia e la sua indipendenza. Ciò è avvenuto, avviene, avverrà a prescindere dal luogo in cui il Co.re.Com. risiede e siamo sicuri che condividere l'immobile con i restanti uffici del Consiglio non potrà in nessun modo - lo ripeto - condizionarne l'attività e l'indipendenza.

Giova anche ricordare che l'Ufficio di Presidenza, nel rispetto delle norme regionali e nazionali, mette a disposizione gli strumenti per lavorare sentito il Comitato e così è stato fatto. La Presidenza del Consiglio ha quindi presentato la proposta al Comitato e, a seguito del confronto effettuato, nel quale sono state sentite le osservazioni del Comitato, il presidente Bertin ha riscontrato mettendo in evidenza per quali motivi le loro osservazioni non trovano riscontro.

Per quanto concerne l'asserita inidoneità degli spazi, è interessante ricordare che il Comitato deve garantire l'occupazione a tempo pieno di quattro dipendenti e quella saltuaria dei cinque membri del Comitato. Non può considerarsi una mancanza di rispetto per un organo il fatto che si assegni una sede proporzionata alla sua effettiva occupazione. Si tratta invece di un buon utilizzo delle risorse pubbliche. I 500 metri quadri attuali del castello di Montfleury credo siano sproporzionati rispetto alle reali esigenze di occupazione del Co.re.Com.. Riguardo alla riservatezza nella gestione delle conciliazioni, che, come abbiamo appreso sono decisamente diminuite negli ultimi anni, mi sembra di ricordare undici conciliazioni nella fase finale, credo che non ci siano difficoltà a trovare soluzioni logistiche più che adeguate alle esigenze degli uffici nell'ambito degli spazi indicati, assicurando anche altri spazi di pertinenza del Consiglio regionale, come sale riunioni ad esempio, che saranno sicuramente messe a disposizione del Co.re.Com. qualora si rendesse necessario.

In ultimo la questione del risparmio, questo è acclarato, è evidente, perché duplicare costi quando questi si possono evitare? La duplicazione dei costi di gestione - tralascio la parte di economia di scale - e il maggior costo del canone della locazione della sede di Montfleury ingenereranno, a seguito delle dismissioni di questi locali, un risparmio netto di 51.000 euro sul bilancio del Consiglio regionale. Quest'importo potrebbe sembrare ridotto rispetto al costo totale del Consiglio regionale, ma questo non giustifica la necessità di non risparmiare dove si può, dove è evidente, dove è possibile farlo, dove sarebbe un problema, anzi, una responsabilità non farlo, perché per l'Amministrazione pubblica ottimizzare le risorse è sempre un dovere. Il Co.re.Com. ha un bilancio di 350 mila euro, di cui solo 47 mila euro arrivano dall'AGCOM e dalle funzioni delegate, gli altri sono fondi del Consiglio regionale.

Sono favorevole a un utilizzo diverso del castello di Montfleury, quando questo sarà utilizzato per altre finalità di tipo culturale, il castello potrà assicurare e garantire un'ottima funzionalità a favore di associazioni e fondazioni, che potrebbe essere ospitato in un luogo (il castello di Montfleury) di prestigio più consono a finalità culturali, rispetto alle funzioni attuali che sono di tipo amministrativo e di ufficio. Oltretutto - ed è stato detto - questa scelta risponde a un'esigenza che da anni è posta all'attenzione del Consiglio e l'Assessore ha ricordato bene le diverse iniziative. Anche in questo senso nella futura destinazione del castello di Montfleury il Consiglio intende riservarsi la possibilità di utilizzare il salone per eventi o iniziative che il Consiglio riterrà utile di organizzare, così come l'attività della Consulta che attualmente ha la sede in via Piave, ma che può svolgere l'attività di assemblea nel salone del castello.

Oltre a questi aspetti, immagino che ci saranno anche razionalizzazioni rispetto agli spazi attualmente utilizzati da queste associazioni, razionalizzazioni che sono sicuramente di tipo funzionale ma anche di tipo finanziario e quindi anche in questo caso si generano economie di scale ed è indice, lo ripeto, di buona amministrazione.

Presidente - Non vedo altre richieste. Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà, per mozione d'ordine.

Sammaritani (LEGA VDA) - A nome del gruppo Lega, chiedo il voto segreto.

Presidente - Procediamo con la votazione con voto segreto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 26

Favorevoli: 17

Contrari: 9

Astenuti: 9

L'ordine del giorno non è approvato.

Sospendiamo brevemente per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 17:44 alle ore 18:07.

Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Passiamo all'ordine del giorno n. 3 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione, prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanta scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dall'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Torniamo su questo tema: quello della desertificazione bancaria, ho voluto presentare quest'ordine del giorno perché non ero soddisfatto della sua risposta, Presidente, e colgo anche l'occasione nel caso per chiederle scusa per l'espressione finale che ho usato l'altro giorno perché, appunto, mi è scappata ma la foga era tanta. Si tratta di 99 sportelli bancari nel 2013, 66 oggi in Valle d'Aosta, 40 mila valdostani risiedono in Comuni che non registrano la presenza di alcuna banca sul loro territorio. Oltre un terzo di Valdostani è stato privato dell'accesso agli sportelli bancari dal 2015 ad oggi;

18.500 valdostani risiedono in Comuni che hanno un solo sportello bancario, il 68% dei Comuni valdostani non ha sportelli bancari sul proprio territorio. Si tratta di numeri assolutamente preoccupanti e questi sono dati dell'UILCA (UIL Credito, Esattorie e Assicurazioni).

Mi sono permesso di inviare la sua risposta dell'altro giorno ad alcune persone, ad alcuni conoscenti con una diversa fascia di età e anche di provenienza comunale diversa e tutti, ripeto tutti, non hanno apprezzato ciò che ha detto perché ritengono gli sportelli bancari un servizio essenziale, soprattutto per la popolazione anziana. Un conto sono i sondaggi personali, un altro sono quelli più seri e quelli più seri, appunto, mi danno ragione.

Sempre secondo l'UILCA, 9 persone su 10 sono insoddisfatte della chiusura delle filiali bancarie nel proprio comune, 5 su 10 dichiarano di recarsi in una sede bancaria almeno una volta al mese, 7 su 10 dichiarano inoltre di aver avvertito abbastanza o molto la mancanza di una filiale bancaria nel proprio comune. Questo quindi non è assolutamente un servizio marginale, anzi, è un servizio essenziale. Gli istituti bancari, come ho detto già l'altra volta, sono enti privati, quindi non possono essere di certo obbligati a mantenere sul territorio gli sportelli bancari ma istituire un tavolo, un osservatorio, chiamatelo come volete, credo sia assolutamente doveroso.

Un patto etico per la montagna che funga da bussola per gli istituti di credito per trovare soluzioni che non penalizzino ulteriormente le Terre Alte del Piemonte è la proposta che l'assessore Marco Gallo ha avanzato durante il vertice convocato in Regione Piemonte sui paesi di montagna senza banche. All'incontro hanno partecipato Stefano Cappellari, presidente del Comitato ABI Piemonte, accompagnato dal segretario regionale Aldo Lombardo e i vertici dell'UNCEM, Marco Bussone e Roberto Colombero. Pure il Piemonte su questo tema sta andando avanti.

Un osservatorio sulla presenza degli sportelli sul territorio per poterne scongiurare la chiusura è quello che sarà proposto alla Giunta regionale della Toscana e con una risoluzione per intensificare l'impegno nei confronti dei cittadini che abitano e lavorano nelle aree interne, rurali, montane sull'area della regione. Ad annunciarlo è stato il presidente della Commissione per il sostegno delle aree interne del Consiglio regionale toscano, Marco Niccolai del Partito Democratico. Anche la Toscana sta andando avanti.

"Meno sportelli bancari - ci arriverò, Assessore... - e dipendenti, meno gruppi storici del credito, proliferazione di nuovi soggetti non bancari nel finanziamento delle imprese e delle famiglie stanno trasformando il settore del credito in Liguria. Il sospetto è che esista una correlazione con l'espansione di usura e altre pratiche illegali". "Dopo il Covid abbiamo avuto un'esplosione di segnalazioni di operazioni sospette, da 100 mila a 150 mila in tutta Italia" ha spiegato Davide Riccardi, responsabile dell'Ufficio studi della CGIL Liguria. Anche qua si sta affrontando il tema.

"Abbiamo scelto la strada dei confronti e dell'analisi - ha detto l'assessore regionale Magnacca ai componenti dell'Osservatorio del credito - lo strumento che permetterà alla Regione e a tutti gli attori principali del mondo produttivo regionale di monitorare l'andamento delle politiche del credito, perché è nostra intenzione condividere una serie di iniziative concrete per fermare il processo di desertificazione bancaria che sta interessando il nostro territorio e che a sua volta ha risvolti occupazionali sul personale bancario e sul sistema economico regionale che si vede privare di una fonte importante di crescita e sviluppo". Qui siamo in Abruzzo.

"Dobbiamo in ogni Regione definire degli osservatori regionali, crediamo anche che sarebbe importante definire delle classifiche di sostenibilità delle banche sulla base della presenza territoriale" sono parole di Riccardo Colombani, segretario generale FIRST CISL, che ha rilanciato appunto le proposte per fronteggiare il fenomeno della desertificazione bancaria.

Questi sono solamente alcuni esempi di come comunque sia un tema urgente questo della desertificazione bancaria, perché garantire un servizio ai cittadini, soprattutto più anziani, è assolutamente essenziale. Io ho riflettuto e le ho anche chiesto scusa in merito alla risposta che ho dato l'altro giorno e mi auguro che anche lei, Presidente, abbia un minimo riflettuto sulle parole che ha dato l'altro giorno. Con quest'ordine del giorno quindi si chiede al Governo regionale, insieme ai Sindaci e all'Associazione dei consumatori, di istituire un tavolo, un osservatorio - si può chiamare in diversi modi - di confronto con i responsabili degli istituti di credito per capire, da un lato, i motivi della chiusura degli sportelli bancari e bancomat nei comuni valdostani e, dall'altro, per trovare delle soluzioni al fine di garantire un servizio essenziale, soprattutto alla popolazione più anziana e a chi vive nei piccoli comuni, come appunto sta già capitando e stanno già facendo altre Regioni.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Intanto ringrazio il collega Lavy, ci sono dei momenti dove si dicono delle cose, ma sicuramente lo si fa nel senso positivo, che se poi si ripetono tre o quattro volte magari diventano ridondanti.

Al netto di quello, ho riportato delle interpretazioni che sono all'ordine del giorno e che sono delle situazioni che vengono presentate quotidianamente nel confronto tra i Comuni che fanno determinate richieste nei confronti degli istituti di credito e le risposte che gli istituti di credito mettono a disposizione di queste comunità, che evidentemente hanno ogni intenzione di mantenere sul territorio uno sportello bancario, che, oltre a quello che può rappresentare da un punto di vista del servizio, vuol dire anche una o due persone che possono lavorare sul territorio, il che dà un minimo di economia, crea una sorta di indotto.

Detto questo, non è che ci si può esimere dal mettere a fattor comune delle situazioni che sono conclamate anche dal rapporto della Banca d'Italia che non sto a ripetere, ma del quale, se vuole, gliene do una copia se non l'ha già visto e che identifica in questo percorso purtroppo una caratteristica del momento storico che stiamo vivendo, che è trasversale in tutta Europa e non soltanto sul nostro territorio. Con questo, al netto di aprire un nuovo tavolo o un nuovo percorso di confronto, credo che se questa esigenza ci viene manifestata dai Comuni che in qualche modo possono essere interessati a un'azione congiunta assieme alla Regione e alle associazioni di categoria, al netto che i risultati possano poi essere positivi o negativi, i termini di monitoraggio ci sono, sono evidenti. Le casistiche ci mettono comunque in una posizione ancora di privilegio rispetto ad altre realtà per una serie di motivi, però, se abbiamo contezza di quello che sta succedendo sul territorio valdostano, vediamo caratterizzate in nero foncé la presenza di banche nei territori che hanno una certa appetibilità, quindi, per quanto ci concerne, le zone sono due o tre, oltre quella del fondovalle che converge su Aosta, quella della Valdigne e quella della Valtournenche e di altre località turistiche più blasonate, le altre hanno dei colori dal punto di vista dell'intensità di presenza degli istituti di credito molto più blandi e con delle caratteristiche che sono dovute alle situazioni che le ho rappresentato.

Detto questo, la disponibilità a valutare assieme ai diretti interessati nel momento in cui ci vengono palesate, evidentemente come qualsiasi altro tipo di iniziativa, non è che ci si sottrae a un confronto, anzi, si lavora per cercare di portare avanti un percorso al netto delle difficoltà, di portarlo avanti con interessi che sono evidentemente molto chiari e già molto ben rappresentati da chi invece sugli sportelli sta facendo una politica totalmente diversa. Al netto quindi di astenerci su quest'ordine del giorno, la disponibilità a un confronto con gli attori che possono essere interessati - e sicuramente ce ne saranno - c'è.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Le devo dire che per la prima volta oggi sono soddisfatto della sua risposta, sapendo benissimo che la linea che avete preso è quella di astenervi su tutto, però la risposta che ha dato sinceramente è stata un pochino un cambiamento rispetto a quello che mi aveva dato l'altro giorno, perché, da un lato, è un pochino tornato indietro evidenziando che c'è un problema. La risposta che aveva dato nel corso dello scorso Consiglio sembrava quasi che, di fronte alla chiusura degli sportelli bancari, non ci si potesse quasi fare nulla perché tanto la tecnologia va avanti, il progresso va avanti, quindi chi in pratica non era così propenso alla tecnologia doveva adattarsi, usiamo questo termine. Credo che anche forse alcuni suoi colleghi in maggioranza, il collega Chatrian magari, il collega Grosjacques, anche il collega Sapinet... ricordo benissimo il collega Sapinet quanto si è battuto per mantenere lo sportello bancomat a Saint-Nicolas, credo che loro abbiano fatto anche un'azione verso di lei per farle fare in qualche maniera qualche passo indietro sulle dichiarazioni che aveva fatto lo scorso Consiglio, perché non me li sarei mai visti andare a parlare ai Sen-Nicolaèn, Bretsonet, Torgnolèn [traduzione letterale dal patois: abitanti di Saint-Nicolas, di Brusson e di Torgnon] dicendo: "ma sì, ma, se non c'è lo sportello, si va avanti, il mondo va avanti, c'è lo sviluppo". Quello che mi è parso di capire dalla sua risposta è che sì, c'è un'esigenza che viene manifestata dai Comuni e dagli Enti locali, magari anche questo tavolo di concertazione, questo tavolo di confronto in qualche maniera può essere messo su.

Se ho capito in questo senso questo tipo di discorso, credo che si potrà fare un'azione anche a livello di CPEL per sensibilizzare gli Enti locali che abbiano dei problemi di carenza, meglio anche di chiusura di eventuali sportelli bancari per fare una richiesta e richiedere al Governo regionale di istituire questo tavolo di lavoro, tavolo di confronto, questo Osservatorio che, come ha detto lei, non è che risolve la situazione, però è ovvio che se c'è un organismo che in qualche maniera si allinea anche a quello che stanno facendo altre Regioni, che tiene d'occhio e monitora la situazione, forse può esserci un minimo più di deterrenza anche per gli istituti bancari a chiudere questi sportelli sul territorio. Credo quindi che per la prima volta oggi si possa ritirare quest'ordine del giorno.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Passiamo all'ordine del giorno successivo, il n. 3 di Rassemblement Valdôtain. Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dall'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse, a questo punto, lei dovrebbe tener conto di quanto espresso ieri da alcuni componenti della sua maggioranza.

Con quest'ordine del giorno, colleghi, parliamo per l'ennesima volta in questo Consiglio di promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo. È stata presentata una proposta di legge dal titolo appunto: "Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo" il 3 novembre 2023. Ormai sono trascorsi 13 mesi. In V Commissione, dopo vari solleciti, finalmente sette mesi dopo la sua presentazione, il Presidente della Commissione si è degnato di porre all'ordine del giorno la questione e abbiamo audito l'Assessore competente. Abbiamo preso atto del suo posizionamento in allora rispetto a questa proposta di legge. Trascorsi molti mesi, oltre quattro mesi, siamo riusciti, visto l'impegno importante che aveva la Commissione, a infilare un'audizione il 23 ottobre 2024.

Abbiamo audito l'Associazione dei consumatori, la Fédération des coopératives e delle associazioni di Cittadinanzattiva, la San Vincenzo de Paoli e l'Alzheimer Valle d'Aosta. Purtroppo non ero presente perché era stata convocata la Commissione in un giorno diverso da quello convenuto e, ahimè, avevo già un altro impegno. Come primo firmatario non ero stato ritenuto degno dal Presidente della Commissione di essere interpellato circa la data più propizia, ma non fa niente, perché tutto viene verbalizzato. Nel frattempo abbiamo ricevuto una richiesta di audizione da parte della Confagricoltura, un'associazione degli agricoltori, e successivamente, un anno dopo, non si sono presentati all'audizione. Un anno dopo, il 14 novembre, abbiamo proseguito nelle audizioni, è intervenuto il Difensore civico, il Presidente degli Ordini degli psicologi e degli assistenti sociali. Devo dire che quest'audizione ci ha messo in imbarazzo, perché mai in audizione si sono ricevuti tanti complimenti rispetto a un'iniziativa di questo tipo. Si sono sbilanciati e questo ci ha gratificati, hanno anche gratificato i colleghi che hanno presentato un emendamento rispetto a questa norma. Abbiamo poi successivamente ricevuto una nota della CGIL che conteneva delle proposte emendative in quanto non aveva potuto presenziare alle audizioni.

Ancora in ordine temporale è stata organizzata una conferenza dall'Assessorato competente presso la biblioteca comunale di Aosta, dove si è trattato il tema delle politiche per l'invecchiamento attivo nella Regione Valle d'Aosta quali possibili obiettivi. Devo dire - e la ringrazio per quest'iniziativa, Assessore - che in quell'occasione, come non l'ho mai nascosto, abbiamo apprezzato quanto viene fatto in Valle d'Aosta dal suo Assessorato e anche per merito di chi l'ha preceduta. Tra le altre persone c'è stato un intervento di Davide Lucantoni in nome del IRCCS INRCA, che è l'acronimo dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, che ha prodotto un lavoro sulla nostra Regione e sulle altre Regioni d'Italia per conto del Dipartimento per le politiche della famiglia. Tra le altre cose, nel riconoscere quanto di buono viene fatto in Valle d'Aosta, ha confermato l'assenza della norma di cui stiamo parlando oggi, una norma sulla promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo e la necessità che questa norma venga approvata nella nostra Regione. Probabilmente mi è sfuggito, ma non ho notato in quella sede la presenza del nostro valoroso Presidente di Commissione e mi dispiace che lei non possa essere ovunque, ma lei rappresenta una parte della nostra sanità e lì era opportuno esserci. È una questione di opportunità. Gli anziani della Valle d'Aosta è giusto che sappiano che lei non c'era, perché, se lei ci fosse stato, avrebbe potuto prendere atto di quanto afferma la CGIL Pensionati, che ha elogiato la norma e anche in questo caso ci ha imbarazzati, perché il Dirigente dell'Assessorato è dovuto intervenire dicendo: "Ma no, guardi che questa legge non è ancora stata approvata, non vada oltre", però ha sottolineato la necessità di questo provvedimento legislativo, l'importanza che ha questo provvedimento legislativo e ha parlato in nome di tutti i sindacati. In quella sede - ed è per questo che lei forse sarebbe stato opportuno ci fosse stato - c'erano anche gli agricoltori, quell'associazione di agricoltori che aveva chiesto di essere audita, che ha dato la disponibilità nuovamente se vogliamo audirla e poi ha detto: "Tanto ormai le cose sono fatte". Non sapeva che le cose non erano fatte evidentemente, ma noi ne abbiamo preso atto, non sto chiedendo di audirla, tanto è come se non lo facessi, non serve a niente.

Anche in questo caso, come potete aspettarvi, colleghi, sono andato a vedere cosa fa il PD in Italia e rende onore a queste leggi, tante volte hanno prodotto dei testi di legge e, collega Baccega, anche il PD ha chiesto l'istituzione del Garante per gli anziani, ma non in Valle d'Aosta, nelle altre Regioni, qua evidentemente non sono interessati, bocceranno addirittura - se tanto mi dà tanto - quest'ordine del giorno.

Comunque noi chiediamo, Assessore, che lei, nel termine di 45 giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno, se viene appoggiato, valuti le proposte emendative presentate dalla CGIL della Valle d'Aosta, proponga eventuali sue proposte emendative alla Commissione competente affinché si possa produrre e approvare un testo di Commissione entro i primi 15 giorni del mese di febbraio 2025. Abbiamo messo delle date tanto per dare un termine, per far capire che troppo tempo è trascorso da quando abbiamo presentato questa proposta di legge e non mi interessava, si poteva serenamente e tranquillamente dire: "Non siamo interessati, lo bocciamo" e finiva lì. Vediamo adesso cosa ne pensa lei, Assessore. La ringrazio.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (SA) - Naturalmente si esprime condivisione rispetto ai contenuti proposti che, come noto, è stato riconosciuto anche nelle premesse contenute nell'ordine del giorno, ricalcano quanto l'Amministrazione regionale valdostana sta già portando avanti nelle varie attività.

Cosa abbiamo sinora fatto? È stata conclusa la raccolta dei format necessari a raccogliere e mappare i fabbisogni, le politiche, i servizi e le iniziative esistenti sul territorio regionale, le eventuali proposte di intervento, condividere le buone prassi e programmare i futuri servizi. Sono state svolte inoltre le attività di sistematizzazione e sintesi dei risultati che sono stati restituiti a un tavolo interistituzionale lo scorso 11 ottobre, come da lei richiamato. La mappatura ha inoltre evidenziato la presenza sul territorio regionale di numerose e variegate iniziative seppur distribuite in modo diverso nei diversi Comuni della Regione; tra l'altro, era presente anche il CELVA e il suo Presidente, che ringrazio. La ricognizione rappresenta solo l'inizio della costruzione di uno strumento regionale più ampio e strutturato che andrà integrato, ampliato e aggiornato nel tempo. In tal senso sono state condivise le seguenti necessità: l'avvio di un'attività di sensibilizzazione sul tema, l'ulteriore coinvolgimento degli Enti locali e delle varie associazioni sul territorio ed è stato inoltre condiviso il programma definitivo della Conferenza regionale in tema di invecchiamento attivo. Le prossime azioni che verranno programmate e concertate nell'ambito del tavolo interistituzionale riguardano la definizione più puntuale di invecchiamento attivo e l'ampliamento dell'attuale mappatura e la relativa strutturazione, nonché la relazione annuale sulle attività regionali svolte nell'anno precedente, nonché sulle possibili iniziative da avviare per rafforzare la promozione dell'invecchiamento attivo.

Nel ribadire l'attenzione su quanto da lei trattato rassicuriamo comunque sul fatto che, in seno alla V Commissione, si sono già avviati i processi di analisi della proposta di legge regionale 126 da lei presentata sulla promozione e la valorizzazione dell'invecchiamento attivo, per questo motivo le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo. È assolutamente importante però puntualizzare due cose, collega Restano: la prima rispetto al fatto che quella mattinata dell'11 di ottobre è stata una mattinata che, di fatto, ha sintetizzato quanto avevamo già rappresentato nel corso dell'anno, cioè che, rispetto a questo tema, il tavolo interistituzionale era già stato istituito, stava lavorando e si sarebbe riunito per dare un primo ritorno su questo tema. Se è vero che gli intervenuti al tavolo hanno comunque parlato anche di legge, hanno chiaramente rappresentato, anche coloro i quali venivano da fuori regione, un lavoro eccezionale rispetto a quanto portato avanti nel corso degli anni su questo tema da parte della Regione Autonoma Valle d'Aosta, per cui sicuramente anche la sua proposta di legge o una legge di riferimento potrebbe essere a corollario come copertura di principio generale rispetto a questo tipo di politica, ma, di fatto, la Regione Autonoma Valle d'Aosta è anche già nella fase operativa fortemente in stato avanzato, che poi non è null'altro che quello che sono venuto a rappresentare in V Commissione nel mese di giugno. Lei dice: "Non vengo invitato", pensi un po' a quanto è particolare la prassi rispetto alle proposte di legge che vede l'Assessore essere audito per primo e poi dopo nei mesi successivi la Commissione si riunisce e ode tantissime altre associazioni che naturalmente possono portare il proprio contributo.

La seconda cosa è che dobbiamo assolutamente trovare un'occasione nella quale lei e il collega Padovani, in maniera affettiva, troviate un momento di sintesi e vi diate degli abbraccioni, perché, secondo me, questo tipo di approccio è un approccio che non rende merito a nessuno dei due, però di fatto è assolutamente importante - ed è per quello che le chiedo il ritiro dell'iniziativa - tenere conto che anche da parte della Presidenza della Commissione, della Commissione stessa, c'è stato sicuramente un ritorno rispetto alle audizioni che ci sono state in V Commissione rispetto alla possibilità di intervenire emendando la proposta da lei fatta a livello legislativo. Anche questa è una valutazione che con gli uffici e naturalmente a livello di Governo regionale stiamo valutando, per cui ritengo che quest'ordine del giorno, nel dare dei meriti, tra l'altro, era presente anche il collega Baccega quella mattina, a tutti coloro i quali hanno lavorato per le politiche che portano a trattare i temi dell'invecchiamento attivo in Valle d'Aosta già in maniera più che operativa e fattiva, a tutti gli effetti rendono anche merito del lavoro che è stato fatto sinora dal Presidente e dalla V Commissione e anche naturalmente da chi, come lei, ha fatto una proposta di legge.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Credo che lo abbiamo detto ma ci piace ribadirlo: l'invecchiamento attivo va inteso come processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, di partecipazione, di sicurezza per migliorare la qualità della vita, così come è stato definito dall'Organizzazione mondiale della sanità. Un'iniziativa che intende intervenire nei due ambiti: la sfera sociale e la sfera personale; per sfera sociale si intende assistenza, volontariato, relazioni sociali, e queste sono le cose che ci hanno un po' sollecitato tutti coloro che abbiamo audito, e poi la sfera personale, quindi il tempo libero, il turismo, le attività come il giardinaggio, ma anche la partecipazione alla vita pubblica perché il fatto che chi è pensionato non possa più neanche partecipare a un Consiglio di amministrazione mi sembra una cosa che non sta bene, sulla quale non sono personalmente d'accordo, che ho portato all'attenzione del mio partito anche a livello nazionale, è un percorso che in qualche modo si dovrà fare, perché non lo ritengo giusto e corretto. Persone che hanno una bella lucidità, che a 65 anni sono andati in pensione non possono non contribuire in una serie di contesti nei quali possono davvero mettere in campo la loro esperienza e poterla mettere a disposizione della collettività.

Lei, Assessore, ha citato il disegno di legge 126, non ha citato l'emendamento, io mi auguro che lei intendesse un unicum, perché l'emendamento tende a istituire anche la figura del Garante dei diritti delle persone anziane. Noi l'abbiamo individuata nel Difensore civico che abbiamo audito e per la quale sono arrivati anche lì attestati di solidarietà e di stima.

Le anticipo che è stato presentato al Senato della Repubblica il fascicolo iter del disegno di legge n. 535 che è proprio l'istituzione dell'Autorità garante dei diritti delle persone anziane. L'ha presentato il gruppo di Forza Italia e l'auspicio è che ovviamente questo percorso possa avere la solidarietà anche della Valle d'Aosta.

Aggiungo un'altra cosa: sono stati interessanti gli interventi in Commissione, è stata sicuramente interessante la mattinata del confronto del convegno che è stato organizzato dall'Assessorato, ci sono anche elementi di miglioramento della legge, quindi noi vediamo un'apertura affinché si possano fare quei miglioramenti che possono essere necessari per fare una legge che sia completa. Da questo punto di vista, credo che la Commissione possa elaborare un testo che in qualche modo accontenta tutti.

Non ci interessa dire: "Noi l'abbiamo presentata prima - almeno per quanto mi riguarda, ma credo anche il collega Restano - voi siete intervenuti dopo", ci interessa che il provvedimento alla fine vada a buon fine e vada a formulare quell'attenzione che è necessaria in una Regione dove gli anziani crescono sistematicamente.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al consigliere Restano.

Restano (RV) - Due puntualizzazioni. Assessore, la sua audizione è l'unica che è stata richiesta dal Presidente della Commissione, è lui che l'ha voluta audire per primo, non siamo stati noi, ma, detto questo, poco male, è stato importante poterla udire, Presidente, ci ha fatto capire tante cose.

Una piccola puntualizzazione: l'utilizzo dell'avverbio di tempo "già" mi sembra inopportuno. La prenda come una battuta, ci sentiamo un pochino presi in giro. Sono già stati avviati... alla buon'ora sono già stati avviati.

Ritornando sull'importante giornata che lei ha organizzato - e qui voglio sottolineare un aspetto -, cosa è emerso? Lucantoni ha fatto la sua relazione molto interessante e ha chiarito ciò che manca in Valle d'Aosta e ha avuto modo di far apprezzare a tutti quanto bene è stato fatto, come lei ha detto. Sabrina Casola e Stefania Magro, con dovizia di dettagli, hanno illustrato quanto viene fatto in Valle d'Aosta e quanto viene fatto dagli Enti locali. Interessantissima è stata l'audizione del dottor Castelli del Dipartimento di prevenzione, perché è sicuramente fondamentale sapere cosa facciamo a favore degli anziani, e questo l'hanno detto Casola e Magro; l'importante è sapere cosa si può fare in termini di prevenzione, perché capisce che... se avete avuto modo di leggere - e qui apprezzo gli interventi dei colleghi di maggioranza che vi hanno sensibilizzati sul tema e hanno approfondito la questione -, ma se avete potuto leggere qualcosetta sugli argomenti... bisogna invertire il paradigma, ve lo spiegherò magari un giorno se mai riusciremo a discutere questo progetto di legge. L'anziano non ha bisogno di sapere ciò che noi facciamo per loro, non deve sentirsi assistito. L'anziano deve essere posto in condizioni già prima che lo diventi, prima di terminare l'attività lavorativa, di sapere cosa può fare per sé stesso, deve essere attore protagonista del suo futuro e questo, ahimè, per ora non avviene. La norma si propone anche, attraverso i dovuti tavoli, di arrivare verso questo obiettivo; comunque noi vogliamo votarla perché rimanga scritto chi vota a favore e chi vota conto. La norma prima o poi in Consiglio ci arriverà, non lo so se in quel momento avrete maturato un parere favorevole o meno, non vogliamo, come ha detto il collega, attestarci alcun merito, però riconosciamo - e in questo caso devo dirlo - i demeriti degli altri.

Presidente - Posso mettere in votazione? Non vedo altre richieste, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 3 di Forza Italia. Consigliere Ganis, a lei la parola.

Ganis (FI) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione prima ancora di ascoltarne le illustrazioni e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dell'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Signor Presidente, mi permetta, prima di parlare dell'ordine del giorno, di esprimere una breve riflessione carica di amarezza e profonda delusione. Il nostro lavoro non è stato fatto per un esercizio fine a sé stesso, ma per rispondere ai bisogni reali delle persone, per dar voce a chi spesso rimane inascoltato, per proporre soluzioni concrete a problemi che ci toccano tutti. Eppure, nonostante questa chiusura che ci rattrista profondamente, non smetteremo di credere nella nostra missione. Anche se i nostri ordini del giorno, così come quelli degli altri colleghi, continueranno a essere ignorati, noi non ci arrenderemo. Porteremo comunque in quest'aula le difficoltà, le ansie, le preoccupazioni che affliggono i cittadini valdostani perché il nostro dovere, nonostante tutto, rimane quello di dar voce a chi non ha voce e di difendere i diritti di chi ci ha affidato queste responsabilità.

Trattiamo ora l'ordine del giorno. Oggi ci troviamo a discutere di una tematica cruciale per il futuro della nostra Regione, il sostegno alle famiglie, un tema che ci tocca tutti da vicino in quanto genitori, figli o semplicemente cittadini consapevoli dell'importanza della famiglia come cellula fondamentale della nostra società. Ricordo che altre forze politiche di minoranza hanno dimostrato una particolare attenzione su questo tema. Siamo ben consapevoli delle difficoltà che molte famiglie valdostane stanno affrontando in questo periodo, l'aumento del costo della vita, l'incertezza economica e le sfide legate alla conciliazione tra lavoro e famiglia rappresentano ostacoli sempre più impegnativi da superare. Gli aiuti stanziati dalla Regione, pur apprezzabili - lo abbiamo già evidenziato anche nei Consigli precedenti - non sono sufficienti a rispondere in modo adeguato a queste esigenze, è necessario quindi adottare delle misure innovative e flessibili, che possono realmente fare la differenza nella vita delle famiglie.

Come gruppo, proponiamo l'introduzione di assegni di genitorialità chiamati Flex. Si tratta di un modello di sostegno economico che si adatterebbe alle esigenze specifiche di ogni nucleo familiare, tenendo conto del numero dei figli, del reddito, delle spese sostenute e delle diverse fasi della vita familiare. Ma quali sarebbero i vantaggi di questa misura? Maggiore flessibilità, gli assegni potrebbero essere modulati in base alla necessità di ogni famiglia: ad esempio, per finanziare l'acquisto dei beni di prima necessità, il pagamento di rette per asili nido con scuole materne o per sostenere le spese legate ad attività educative e ricreative per i bambini. Il sostegno alla genitorialità, gli assegni Flex promuoverebbero una genitorialità più consapevole e responsabile, offrendo alle famiglie le risorse necessarie per crescere i propri figli in modo sereno e sicuro, il contrasto alla povertà infantile, questa misura contribuirebbe a ridurre il rischio di povertà infantile, garantendo a tutti i bambini le stesse opportunità di crescita e di sviluppo e il sostegno all'occupazione femminile, facilitando la conciliazione tra lavoro e famiglia, gli assegni Flex potrebbero incentivare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, con benefici sia per le singole famiglie che per l'intera economia regionale. Siamo consapevoli, come gruppo, che l'introduzione di nuovi servizi comporta costi aggiuntivi, tuttavia riteniamo che investire nelle famiglie sia un investimento nel futuro della nostra Regione. Per queste ragioni il nostro gruppo impegna il Governo regionale a introdurre gli assegni di genitorialità Flex, a sviluppare una piattaforma digitale per la gestione degli assegni e di garantire la copertura di una vasta gamma di servizi tramite gli assegni.

Presidente - Assessore Marzi, a lei la parola.

Marzi (SA) - Il Dipartimento politiche sociali e il Dipartimento politiche del lavoro del collega Bertschy stanno collaborando per la messa a punto di una misura consistente in un voucher di conciliazione da destinare sia alle persone occupate, sia alle persone che frequentano politiche attive del lavoro. La misura è finalizzata ad andare incontro alle esigenze di conciliazioni che possono derivare dal sostenere carichi di cura familiare, come da lei citati, inerenti sia i minori, piuttosto che gli anziani, piuttosto che le persone con disabilità. Si prevede di finanziare tale misura attraverso risorse a valere sul Fondo sociale europeo con gestione attraverso un sistema informatico. La misura consentirà quindi ai nuclei familiari interessati l'acquisto di servizi volti alla cura e alle assistenze, quali, ad esempio, il servizio di baby sitting, l'attività di doposcuola, i servizi di assistenza per persone anziane e per persone con disabilità, piuttosto che i servizi di accompagnamento, proprio in linea con quanto da lei espresso. La misura risponderà in sostanza a quanto richiesto e verrà attivata a breve. Pertanto si richiede il ritiro dell'ordine del giorno, diversamente la nostra posizione sarà di astensione.

Presidente - Ci sono interventi da parte dei gruppi? Se non ci sono interventi, metto in votazione.... Consigliere Ganis, a lei la parola.

Ganis (FI) - Grazie Assessore per la risposta. Ben venga il voucher, voi ogni qualvolta che noi proponiamo qualcosa, ci dite sempre: "ci stiamo lavorando", quindi questa volta, come anche già le volte passate, noi porteremo al voto quest'ordine del giorno per dimostrare il nostro impegno e la nostra convinzione che le famiglie necessitano veramente di una tutela particolare.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 3 di PCP. Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione prima ancora di ascoltare l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dell'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza. Questo per dire che anche quest'ordine del giorno arriva da una segnalazione avuta all'interno delle varie audizioni, all'interno anche della discussione di ieri e soprattutto dell'illustrazione fatta dal Presidente rispetto alle cose che sono inserite in questo bilancio. Si è parlato di migliorie apportate nei confronti della Società dei Servizi, questo a fronte di risorse maggiori.

Noi però quello che ci chiediamo, perché non è dato capirlo, e in questo non abbiamo chiesto manchevolmente l'audizione della Società dei Servizi, ma meno male perché tanto l'esito sarebbe stato completamente uguale... ma, a fronte di un aumento di risorse, quello che a noi risulta ed è stato proprio anche specificato che le migliorie sono state apportate soprattutto rispetto all'aspetto anche educativo, perché sappiamo che all'interno della Società dei Servizi trovano collocazione anche gli operatori di sostegno... a fronte delle dichiarazioni abbiamo comunque chiesto se vi era stato un aumento di stipendio, se per caso vi era stato il riconoscimento delle ore di trasferta perse tra un'istituzione e l'altra, se era stato per caso in qualche modo espressa la volontà di non lasciare a casa questi operatori nel periodo estivo, nessuna di queste risposte c'è, quindi sinceramente immagino che le maggiori risorse inserite nella Società dei Servizi, ma sarà oggetto di una prossima interpellanza... immaginiamo che quindi le maggiori risorse sono legate semplicemente a un numero maggiore di studenti con disabilità da seguire.

Proprio a fronte di tutto questo... e magari nella sua replica capiremo anche se effettivamente le notizie che abbiamo sono vere o se invece c'è stato un aumento stipendiale e ci sono state risposte rispetto alle rivendicazioni fatte in questi diversi anni, perché come minimo sono quattro anni che il nostro gruppo e altri gruppi portano la situazione degli operatori di sostegno all'attenzione di quest'Aula, con la risposta oltretutto di diversi Assessori perché, se non ricordo male, una volta mi ha risposto lei, Presidente, una volta mi ha risposto l'Assessore all'istruzione, un'altra volta l'Assessore allo sviluppo economico perché nel mentre si era anche messo in piedi un tavolo proprio per la gestione del personale della Società dei servizi. Sappiamo poi che, entro la fine dell'anno, dovrebbe arrivare l'atteso studio rispetto all'ente strumentale e questo sta creando non poca preoccupazione all'interno dei lavoratori, anche se abbiamo avuto anche in questo senso rassicurazioni che sarà tutto migliorativo, quindi aspettiamo lo studio per vedere se effettivamente le promesse poi corrispondono alla realtà, ma quello che noi chiediamo è, nel caso in cui non si sia intervenuti - quindi capiremo se invece quest'intervento c'è stato -, di intervenire al più presto per migliorare le condizioni lavorative degli operatori di sostegno.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (FP-PD) - Oggi rispondo io perché è un tema trasversale, quindi è un tema che è stato preso in carico e a cuore sia dal nostro Assessorato e dalla nostra Sovraintendenza, sia dall'Assessorato di competenza del collega Bertschy, del collega Marzi e anche dal Presidente, quindi lei ha giustamente evocato diversi soggetti. Rispondo per tutti, anche per una questione di comodità, non senza lasciare poi a ciascuno di fare una precisazione, anche perché lei nell'impegnativa parla specificamente degli operatori di sostegno, per i quali, come lei ha ben detto, in questo bilancio, tra l'altro, abbiamo previsto 13.300.000 euro, in netto aumento rispetto agli anni precedenti, operatori, che, come abbiamo sempre avuto modo di dire, sono a disposizione delle persone più fragili, delle loro famiglie e sono una preziosa risorsa per l'intero sistema scolastico. Ovviamente a noi interessa ed è il motivo per cui è stato proprio affidato nell'ipotesi di costituire un ente strumentale, come è già stato evidenziato in più occasioni, che, secondo noi, è la soluzione più corretta, cioè quella che ci permetterebbe anche di applicare condizioni di lavoro diverse e più giuste, più attinenti a queste figure. Come le dicevo, figure che sono un investimento per le persone più fragili, ma per noi è importante che possano lavorare in condizioni di vita lavorative le più consone possibili. Quello che posso dire è che lo studio di fattibilità sull'ente strumentale è praticamente concluso, questa credo sia la notizia e quindi si prevede di intervenire a breve su quanto richiesto proprio nel suo ordine del giorno. Le proporrei quindi di ritirare l'ordine del giorno, poi politicamente ognuno fa quello che vuole, ma la direzione che abbiamo perseguito è la direzione che credo, a prescindere dalle singole maggioranze o minoranze, alla fine è quella forse più corretta da un punto di vista proprio di stabilizzazione delle condizioni stesse di questi lavoratori.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - A seguito di quanto ha detto l'Assessore, cercando di fidarci rispetto a quello che ha detto adesso in aula, rilevo comunque che l'aumento della spesa attualmente è semplicemente legato a un aumento del numero degli operatori, perché, come ha detto, queste migliorie non ci sono ancora state, però, se evidentemente voi avete già visto lo studio e in qualche modo sapete già che interverrete presto rispetto a questa materia, vi lasciamo il tempo di intervenire ricordando che la scuola inizia il 1° settembre, quindi è normale che tra aprile e maggio chiederemo conto di quest'impegno preso all'interno del nostro dibattito e quindi ritiriamo l'ordine del giorno.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Passiamo quindi all'ordine del giorno successivo: l'ordine del giorno n. 4 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - In apertura di illustrazione di questo ordine del giorno vorrei dire alcune cose che ritengo molto importanti e che ritengo che forse non siano state dette in maniera esaustiva precedentemente. Nello specifico vorrei dire che abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative dell'opposizione, prima ancora di ascoltarne l'illustrazione e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione.

Noi non siamo stupiti dall'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tener conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza. A fronte di questo, l'argomento che introduciamo è una vexata quaestio di questo Consiglio, ricordo distintamente che questa fu peraltro una delle leggi che discutemmo e approvammo, una delle prime, peraltro in collaborazione anche e proposta con i colleghi di Pour l'Autonomie, che avvenne nei primi mesi del 2021 e su questa ovviamente evidenziavamo quella che era una criticità, quindi il problema lupo in Valle d'Aosta.

Ebbene, su questo l'assessore Carrel ricorderà che nel Consiglio sul DEFR presentammo un ordine del giorno che andava proprio nella direzione di dire: a fronte di una prima espressione, quindi un intento che aveva delineato una potenziale presa di posizione dell'Europa proprio sulla specie Canis lupus ci chiedevamo quale sarebbe stato un po' il suo cosiddetto "punto di caduta". A questo si aggiunge ovviamente il fatto che ai tempi, come oggi, la maggioranza decise di bocciare in toto tutte le iniziative, quindi immagino che, a prescindere dalla condivisione o meno, l'esito sarà evidentemente lo stesso. Questo ovviamente non ci fermerà dal chiedere a questo punto direttamente poi al Presidente della III Commissione, che scorgo qui in aula, comunque un impegno per fare un passaggio di questo tipo, ma l'elemento che si aggiunge oggi è proprio che, in data 3 dicembre 2024, è stata raggiunta una storica decisione da parte del Comitato permanente per la Convenzione di Berna, che ha approvato con una larga maggioranza - larghissima oserei dire - il declassamento della specie Canis lupus da specie particolarmente protetta a specie protetta e la modifica segna sicuramente un cambio significativo nella gestione della specie in Europa, che, negli ultimi 10 anni, ha visto una crescita - pensate - della sua popolazione dell'81%. Questa decisione chiaramente è stata fortemente voluta da molti Stati membri, si narra anche addirittura che la stessa Ursula von der Leyen abbia dato il via libera a questo provvedimento quando gli è stato sbranato un puledro proprio dai lupi. Questa è una leggenda metropolitana che si è un po' diffusa, non sappiamo quanto sia vera o meno, però pare che questa sia stata anche una delle questioni che ha sbloccato un po' il procedimento.

Sappiamo anche che questo è il risultato di un lungo processo che è durato più di tre anni durante il quale sono stati evidenziati i conflitti fra la conservazione del lupo e le attività umane, in particolare l'agricoltura, l'allevamento e la pastorizia. Il cambiamento ovviamente non è immediato, abbiamo avuto questo primo passaggio, ma richiederà l'aggiornamento della direttiva Habitat e l'adeguamento delle normative nazionali, quindi ogni Stato poi dovrà adeguare le proprie, permettendo quindi agli Stati membri di adottare piani di gestione locali per il lupo e questo permetterà, tra le altre cose, di regolare la popolazione in base alle esigenze specifiche di ogni territorio.

Il primo passo che è stato effettuato prevede una serie di discussioni a livello europeo riguardo proprio alla direttiva Habitat e la possibilità di modificare gli allegati per il lupo in determinati contesti e quindi, se verrà poi concordato quello che noi possiamo definire un quadro legale, alcuni Stati membri con popolazione di lupo che è collocata in stato di conservazione favorevole potrebbero spostare il lupo dall'allegato IV, protezione rigorosa, all'allegato V, protezione. L'esigenza di mantenere uno stato di conservazione favorevole rimarrà, ma l'approccio alla gestione potrà diventare più flessibile per rispondere alle esigenze locali e regionali. Ovviamente abbiamo accolto con favore la notizia che la proposta sia stata accolta e recepita in maniera positiva come iniziativa e qui si badi bene perché è importante, è un passaggio fondamentale sia per chi ovviamente si schiera in una direzione, sia per chi si schiera dall'altra, ma questa viene recepita con lo spirito di bilanciare la conservazione e la gestione della specie. In particolare questa punta offre un'opportunità affinché la direttiva Habitat possa adattarsi a questo successo nella conservazione.

Su questo ovviamente io mi permetto... e ne approfitto per ringraziare il lavoro importante di molti, tra cui i principali, l'onorevole Francesco Bruzzone, che è responsabile del Dipartimento gestione fauna selvatica della Lega, con il quale abbiamo già ragionato circa la modifica della legge 157, che ancora considera il lupo particolarmente protetto e questo evidentemente è un passaggio che andrà fatto. Su questo credo sia necessario ricordare quanto previsto al comma 1 della legge regionale 18 maggio 2021 n. 11, che è quello di cui ho parlato all'inizio del mio intervento, ovvero quanto previsto proprio da quella legge che è stata approvata, penso a larghissima maggioranza - probabilmente soltanto le colleghe di PCP... o forse tutta PCP, non mi ricordo perché ancora c'era la maggioranza a quei tempi, ma non l'avevano votato, non ricordo bene quale fu l'esito della votazione, comunque ci fu una larghissima maggioranza -, che prevede che "il Presidente della Regione, di concerto con l'Assessore regionale competente in materia di agricoltura e risorse naturali, con proprio decreto, previo parere favorevole dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alla specie Canis lupus, può autorizzare il prelievo, la cattura e l'eventuale abbattimento di esemplari monitorati di detta specie, a condizione che non esistano altre soluzioni valide e che tali azioni non pregiudichino il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. Tali azioni sono adottate al fine di proteggere - e anche questo è un passaggio importante - la fauna e la flora selvatiche caratteristiche dei pascoli montani, di conservare i relativi habitat naturali, di assicurare la coesistenza del lupo con l'allevamento tradizionale di montagna, preservandone la produttività e prevenendo danni gravi, specificamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, e ad altre forme di proprietà, nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, o tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente, nonché per garantire la sicurezza di tutti gli abitanti e dei frequentatori, a vario titolo, del territorio regionale".

Io credo che questo sia stato un testo di sintesi assolutamente efficace e convincente e che evidentemente su questi presupposti possa trovare una sua applicazione: ecco perché, alla luce sia della storica decisione da parte del Comitato, sia ovviamente in predisposizione di quella che sarà poi dopo anche un po' una concertazione che dovrà essere fatta a livello nazionale rispetto alle esigenze dei territori, le chiediamo con questo ordine del giorno, ovviamente a lei, assessore Carrel, di riferire nella III Commissione consiliare circa gli eventuali aggiornamenti sul declassamento, anche in funzione di quanto previsto proprio dalla legge regionale che le ho citato.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - Viste le notevoli criticità legate alla presenza del lupo nella nostra regione, ho più volte sollecitato la problematica e preso posizioni nelle sedi preposte, come, ad esempio, in CPA, di concerto con altri Assessori dell'arco alpino, con dichiarazioni e lettere assieme a tutti i colleghi che ringrazio per la loro condivisione di questa lunga battaglia che non è assolutamente ancora finita. Abbiamo chiesto a più riprese l'approvazione di un piano di gestione del lupo in Italia fermo ormai da troppo tempo e su cui abbiamo avuto modo di confrontarci all'interno di questo Consiglio in diverse occasioni e su cui sapete, se non vi è l'unanimità di tutte le Regioni, purtroppo non è possibile adottare. Sulla base di un'analisi approfondita dello status del lupo nell'Unione europea, nel 2023 la Commissione europea proponeva finalmente un emendamento alla Convenzione di Berna per il declassamento del lupo da specie particolarmente protetta a specie protetta. Il 27 settembre scorso gli Stati dell'Unione europea hanno quindi richiesto tale declassamento alla Convenzione di Berna. La riunione del Comitato della Convenzione di Berna, tenutasi il 3 dicembre, come lei ha ben ricordato, ha confermato l'adozione della proposta dell'Unione europea, permettendo quindi l'avvio dell'iter del declassamento dello status di protezione della specie canis lupus da specie di fauna strettamente protetta dell'allegato 2 a specie di fauna protetta. La decisione finale è stata pubblicata venerdì 6 dicembre sul sito della Convenzione di Berna e la modifica entrerà in vigore tra tre mesi, il 7 marzo 2025, a meno che un terzo o più di un terzo delle parti della Convenzione di Berna del Consiglio d'Europa, e quindi 17 Paesi su 42, non vi si opponga. Una volta che l'emendamento della Convenzione di Berna sarà entrato in vigore, la Commissione europea proporrà uno specifico emendamento finalizzato all'adeguamento dello status di protezione del lupo negli allegati della direttiva Habitat, che dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Questa modifica legislativa permetterà agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni del lupo locali. Per arrivare alla conclusione dell'iter di declassamento, occorrerà quindi circa un anno.

Per quanto concerne la Valle d'Aosta, si evidenzia che nei mesi scorsi sono stati presi contatti necessari con ISPRA per avviare un tavolo di confronto sul lupo e che nel corso del primo semestre del 2025 verrà predisposto, con l'aiuto di tecnici esterni, un apposito protocollo di gestione del lupo sul territorio regionale nel quale si individueranno i criteri tecnici per la gestione anche ai sensi della legge 11/2021, la legge regionale che lei ha citato nella sua premessa, soprattutto alla luce del declassamento della specie prevista durante il prossimo anno. A tal proposito, con provvedimento dirigenziale del 3 dicembre 2024, il Dipartimento risorse naturali affidava il servizio di supporto tecnico specialistico per la predisposizione della versione definitiva del piano faunistico venatorio, e cito il capitolato d'appalto, la redazione della bozza di protocollo di gestione della specie lupo sul territorio regionale, al fine di disciplinare le attività di gestione e prevenzione degli impatti del predatore sulle attività antropiche e sulla rimanente fauna selvatica, assicurando la conservazione della specie. Questo è quanto stiamo già facendo e sicuramente vi è da parte mia la disponibilità, se lo richiederete, come corretto credo che sia alla III Commissione, di aggiornarci su quanto questi incaricati esterni avranno fatto, ovviamente, se l'incarico è di inizio dicembre, direi che potremmo aggiornarci però nei primi mesi del 2025 per avere degli elementi più opportuni e quindi qualcosa su cui dibattere.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (RV) - Ringrazio anche il collega per aver presentato quest'ordine del giorno. La dimostrazione di non accettare nessun ordine del giorno... questo è palese... penso sia una questione, un argomento di importanza per la nostra Regione senza una valenza - mi perdoni, Presidente - economica, ma che potrebbe dare, se non altro un po' di... per quelli che hanno vissuto in tutti questi anni le problematiche legate alla convivenza con il predatore... e sono stati illustrati benissimo tutti i passaggi e tutte le leggi che ci sono a tutela di questo animale, che a nostro avviso... in prima sede di questa consiliatura, abbiamo presentato un documento, poi assieme anche a tutta l'attuale maggioranza e non maggioranza... perché io penso che questa problematica non era solo di una parte politica, ma era sentita un po' da tutte le parti politiche... portare un documento per cercare di dare un po' di sollievo e cercare di risolvere queste problematiche. Quest'ordine del giorno è semplicissimo, chiede solamente... e ringrazio l'Assessore per aver spiegato in quest'aula le varie fasi per riuscire ad arrivare a un documento... che possa avere un protocollo come per tutte le altre specie animali, sia per il prelievo, sia per il controllo, per l'eventuale attività necessaria per il contenimento della specie.

Ci tengo a sottolineare un passaggio: questa modifica da parte dell'Unione europea e dalla Convenzione di Berna tocca tutti gli Stati europei, però, dagli ultimi censimenti che sono stati fatti, sia a livello europeo sia anche italiano... non dimentichiamoci che siamo la Regione con la più elevata popolazione di questo animale, ma con numeri esorbitanti, in altri Paesi erano già intervenuti anche pur non avendo tutte le autorizzazioni sia dalla Convenzione di Berna che dalla legge sull'habitat.

Noi lo voteremo con convinzione e io mi auguro che lavoreremo prima già di avere tutte le risposte sia dalla parte della Commissione europea che dello Stato vista la nostra legge... ci dà un qualcosa in più per poter intervenire in modo... se va bene, è un anno, ma occorre non trovarci impreparati per le prossime stagioni, occorre avere un documento che si possa intervenire nel caso in cui ci siano problematiche legate alla gestione di questo animale.

Ricordo anche molti fatti avvenuti fuori della nostra regione fortunatamente, ci sono attacchi dell'animale verso l'uomo e questo dovrebbe far pensare un po' tutti, anche per quanto riguarda la pubblica sicurezza. A mio avviso, in una regione come la nostra, dove ormai i boschi sono adiacenti alle case, agli alpeggi e quant'altro, la presenza di questo animale anche in numeri importanti è molto frequente, allerta e fa paura anche alla popolazione, perché poi quando si avvistano otto-dieci esemplari... sono tutti dei peluche per qualcuno, però, se si incontrano in certi ambienti isolati, dove non c'è magari modo di ripararsi, non è così sempre bello incrociarli.

Ringrazio di nuovo tutti quelli che si sono adoperati per arrivare a questo documento, io mi auguro che il Presidente della III Commissione non abbia nessun problema a portare in aula e in Commissione questa tematica in modo da essere preparati con un documento sia per salvaguardare questa specie, sia per tutte le altre che oggi stanno soffrendo una disparità di controllo, perché, da una parte, abbiamo tutta una serie di controlli su certi animali, dall'altra parte, c'è un animale che oggi è un po' lasciato così incontrollato.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (FI) - Per dichiarazione di voto. Per esprimere il voto favorevole del gruppo di Forza Italia. Il declassamento del lupo da specialmente protetto a protetto avrà un impatto notevole sulla gestione di questa specie. Anche il nostro gruppo ha presentato un ordine del giorno che tiene conto di quest'importante cambiamento, credo che ne discuteremo sicuramente domani in Consiglio. L'impegnativa, a nostro avviso, del gruppo della Lega non prevede spostamenti di risorse, ma la volontà e la responsabilità nei confronti di una tematica importante: quella del lupo. Noi, come gruppo, continueremo a vigilare su questa tematica, anche perché credo di aver dato un grande contributo a questa tematica, così come ha sempre fatto il collega Planaz.

Presidente - Altri? Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio ovviamente tutti i colleghi intervenuti e ringrazio l'Assessore per l'intervento puntuale che ha evidenziato un po' i traguardi che dobbiamo andare a raggiungere... che questo declassamento poi dovrà comportare per un raggiungimento e per una gestione che è quella che auspichiamo e che era stata tratteggiata proprio dalla citata legge del 2021 e lo ringrazio anche ovviamente per la disponibilità all'audizione che è stata manifestata con il Presidente della III Commissione, ovviamente ed è giusto, ed è un elemento che cogliamo, non eravamo a conoscenza di quest'incarico esterno, quindi di una predisposizione di una bozza di protocollo di gestione, che sicuramente, essendo stato assegnato - come giustamente ci ha aggiornato -a dicembre, è difficile che sia pronto o che si abbiano indicazioni adesso, quindi sicuramente nei primi mesi del 2025 saremo sicuramente ansiosi di avere gli ulteriori aggiornamenti.

Per il momento la ringraziamo, è evidente che purtroppo parliamo da una parte e dall'altra con delle barricate che sono state imposte oggi a livello politico, quindi una mancata accettazione... Io credo che non ci sarebbe stata alcuna difficoltà nell'accettare quest'ordine del giorno, non si può fare, prendiamo atto di quella che è stata la disponibilità comunicata, ma sarebbe stato forse un segnale migliore quello di approvare un'innocente richiesta di convocazione in III Commissione. Ovviamente voteremo convintamente quest'ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Chatrian, a lei la parola.

Chatrian (UV) - Solo per accogliere positivamente l'invito di portare il tutto in Commissione. Chiederei, visti gli elementi che in parte l'Assessore ha messo in evidenza, nel momento in cui ha un quadro più completo e con i margini di manovra che in base alla nostra legge, in base alle modifiche fatte noi avremo e anche gli elementi che immagino questi consulenti porteranno all'interno del Dipartimento... quando ci sarà tutto questo, gentilmente, l'Assessore, ci inoltrerà una memoria utile poi all'incontro direttamente in Commissione, così almeno abbiamo gli elementi per poter essere utili a questa criticità, altrimenti allunghiamo solo un brodo, un momento comunque delicato, vista la situazione. Preferiremmo, da un punto di vista metodico, avere degli elementi certi, i margini di manovra, i consulenti cosa approfondiranno per poi approfondire insieme in Commissione.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo a quello successivo: l'ordine del giorno n. 4 di RV. Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (RV) - Torniamo su un argomento che è già stato trattato con delle precedenti iniziative, cioè il tema della realizzazione della pista forestale al Crest Damon nel comune di Pontboset.

Visti i contenuti dei disegni di legge 168 e 169 che stiamo trattando in questi giorni, rilevato che all'interno del programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 2025-2027 sono stati inseriti 16 interventi sotto la struttura Foresta e sentieristica, si evidenzia che l'importo di alcuni di questi lavori trova copertura finanziaria a partire dal nuovo triennio di programmazione. Ricordiamo che già nel programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 2024-2026 tra i vari interventi inseriti sotto la struttura Foresta e sentieristica vi erano anche i lavori di realizzazione della pista forestale citata in oggetto per un importo complessivo di euro 490.000, di cui 13.155 già impegnati con copertura finanziaria sugli anni precedenti al nuovo triennio di programmazione e ulteriori 26.000 euro disponibili alla data di redazione del programma, mentre i restanti 450.000 euro erano suddivisi e previsti con copertura finanziaria sul nuovo triennio di programmazione.

Richiamata l'interpellanza discussa in Consiglio regionale verso fine settembre 2024 avente quale oggetto gli intendimenti in merito alla realizzazione della pista forestale Crest nel comune di Pontboset, tenendo conto dei contenuti della delibera di Giunta regionale 616 del giugno 2024 e delle risposte forniteci dall'Assessore competente all'interpellanza sopracitata, rimarchiamo e ribadiamo che la realizzazione di tale pista forestale di collegamento alla frazione Crest Damon risulta essere molto importante per il Comune di Pontboset, per tutta la sua comunità, dove tale intervento risulterebbe essere anche un grande segnale di concreta attenzione anche per quelle località minori da un punto di vista della notorietà, ma che a livello di eccellenze e particolarità avrebbero tanto da poter offrire; purtroppo però molto spesso non hanno la forza e le risorse per poter mettere in risalto i loro valori.

Si impegna quindi l'Assessore competente a individuare, nella definizione del prossimo assestamento al bilancio di previsione triennale 2025-2027, le risorse finanziarie necessarie, utili per la realizzazione della pista forestale, anche eventualmente valutando e prevedendo in considerazione ulteriori e possibili soluzioni tecniche rispetto a quelle precedentemente individuate.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Relativamente alla realizzazione di una pista di collegamento tra i villaggi di Crest Desot e Crest Damon nel comune di Pontboset, avevo già avuto modo di rispondere e aggiornare i Consiglieri in occasione di un'interpellanza nel Consiglio regionale del 18 e del 19 settembre scorsi. La realizzazione della pista di collegamento tra questi due villaggi è stata richiesta dal Comune di Pontboset il 31 agosto 2020 e, come ricordato nelle premesse al quesito, era stata inserita nel programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 2024-2026 con una dotazione finanziaria complessiva di 490.000 euro.

Come già spiegato, con le risorse già precedentemente inserite a bilancio, nell'estate del 2023 si era dato avvio alla stesura del progetto di fattibilità tecnica ed economica e alla redazione della relativa relazione geologica e geotecnica, affidate rispettivamente al dottor Andrea Zoia e al geologo Manuel Bertolin con provvedimento dirigenziale 3921 del 30 giugno 2023 e con provvedimento dirigenziale 3959 del 3 luglio 2023.

Anche a seguito di confronti e sopralluoghi con gli uffici dell'Assessorato, volti a individuare la migliore soluzione progettuale per questi lavori, nel gennaio del 2024 i professionisti avevano proceduto alla consegna degli elaborati. L'importo previsto per i lavori, a seguito di tali confronti e sopralluoghi, è risultato decisamente superiore a quanto atteso, ossia a 1.189.750 euro, oneri esclusi, che comporta una spesa complessiva per l'Amministrazione di 1.548.000 euro.

Come riferitomi dal Dirigente della struttura Foreste e sentieristica, il costo netto dei lavori per la realizzazione dell'opera risultava quindi sensibilmente aumentato rispetto a quanto previsto dal documento preliminare alla progettazione. L'evidente differenza tra gli importi inizialmente inseriti nel programma regionale dei lavori pubblici e in dotazione finanziaria negli anni precedenti e gli importi invece stimati dagli elaborati di cui sopra è legata a un'evidente sottostima dei costi effettivi dei lavori di realizzazione di quest'opera. Gli elaborati progettuali infatti prevedono l'utilizzo di micropali infissi nel substrato roccioso, funzionali alla stabilità dei muri di sostegno di valle dei tornanti della pista forestale, circostanza che comporta appunto un incremento dei costi di realizzazione.

Preciso inoltre che il costo unitario per la realizzazione dell'opera risulta essere anche notevolmente più elevato rispetto ad analoghe opere di viabilità forestale realizzate nell'ultimo decennio, le quali vanno tutte ovviamente e correttamente, come ha detto lei, nella direzione di andare a salvaguardare altri villaggi all'interno della nostra regione.

Per quanto di competenza, specifico altresì che sono state vagliate anche ipotesi di percorsi alternativi, come, ad esempio, un eventuale altro percorso dalla parte opposta del villaggio. Quest'ultimo è però stato escluso in quanto tecnicamente non sostenibile, se non con ulteriori costi e che comporterebbe questa modifica anche la sovrapposizione e quindi la cancellazione della mulattiera già esistente di raccordo tra Crest Desot e l'Alta Via n. 2. In tal senso, considerate anche le priorità di intervento della struttura competente in ambito di viabilità forestale, e a seguito di vari incontri con i quali ho partecipato personalmente confrontandomi con i rappresentanti del Comune di Pontboset, la Giunta regionale, con propria deliberazione n. 616 in data 3 giugno 2024, ha deciso di non procedere alle successive fasi progettuali dei lavori di realizzazione di tale pista. Conseguentemente la relativa scheda di intervento verrà tolta dal programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 2025-2027 e le risorse verranno riallocate nell'ambito degli altri interventi di viabilità forestale.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (RV) - Ringraziamo l'Assessore per la risposta. Gran parte dei contenuti sono stati ripetuti quando abbiamo presentato l'interpellanza sempre in merito a quest'argomento e nella parte finale della risposta abbiamo avuto ulteriori informazioni in merito a quanto pare a dei dettagli e approfondimenti circa eventuali ulteriori possibilità per poter intervenire. Noi con quest'ordine del giorno volevamo porre l'attenzione in merito a quest'intervento perché tutti sappiamo quanto sia importante per queste comunità, questi villaggi e frazioni poter avere vie d'accesso per tutti i vari motivi e aspetti, che vanno dalla sicurezza alla valorizzazione del territorio, a poter riavviare certe attività, che poi con il tempo sono venute meno. Abbiamo quindi riproposto il tema, perché comunque, come abbiamo ribadito, analizzando il documento dei lavori pubblici, cioè il programma, abbiamo appreso che comunque ci sono diversi interventi che sono finanziati con queste risorse del bilancio regionale; importi che sono comunque di una certa importanza, perché, se comunque andiamo a vedere, ovviamente siamo convinti che tutti pensano che comunque località come Pontboset non siano meno di quelle, per esempio, di Verrayes, piuttosto che Lillianes o Fontainemore o La Salle, dove sono stati finanziati degli interventi che comunque hanno un certo importo a livello finanziario. Si vede che ci sono, come ho detto, interventi che superano anche il milione di euro, intorno al milione per questi interventi che ho appena citato, quindi si capisce bene perfettamente che, se vi è la volontà politica - siete voi il Governo, quindi è giusto che sia così - certe cose si possono realizzare e vanno in una certa direzione.

Come abbiamo ribadito diverse volte in merito a questi argomenti, o anche in altre iniziative, non è perché ci troviamo di fronte a certe difficoltà o le cose in corso d'opera diventano più complesse che bisogna stralciarle o bisogna cambiare reazione. Siamo in una Regione dove tutto il territorio è complesso, quindi anche i diversi aspetti, i diversi settori che riguardano adesso questo Assessorato o altri Assessorati presentano, nel portare avanti le iniziative e i lavori, delle difficoltà e ovviamente bisogna cercare tutti insieme di affrontarle al meglio e superare questi ostacoli per arrivare al risultato finale. Per esempio, abbiamo appreso poche settimane fa del definanziamento della strada per il Col Ranzola, dove 2,7 milioni di euro sono stati spostati per diversi motivi tecnici che sono subentrati nel corso del tempo, dove avremo modo, durante il prossimo Consiglio, di approfondire anche questa tematica; un intervento che riteniamo fondamentale, molto importante e strategico per vari aspetti, non solo quello turistico, ma anche sotto l'aspetto della sicurezza e quant'altro, ma in questo caso è stato ribadito prontamente, anche all'interno delle varie notizie stampa che abbiamo potuto leggere e approfondire, che a livello politico, quindi la maggioranza regionale, ha già confermato che vi sarà l'intenzione di reperire nuove risorse per finanziare quest'intervento per una sua realizzazione. Questo noi volevamo mettere in risalto, che se vi è l'intenzione e vi è una volontà politica, anche a fronte di certe difficoltà, le cose si possono fare.

Noi prendiamo atto di quello che lei ci ha risposto, è una cosa che ci dispiace, non poter riuscire a vedere realizzato anche quest'intervento ma soprattutto non noi, stiamo parlando di una località della Valle d'Aosta... come oggi riguarda questa località, magari domani può toccare ad altre, quindi il nostro invito è, indipendentemente poi dal risultato di questa votazione, che anche in futuro, quando si presenteranno difficoltà simili, si cerchi comunque in ogni modo, quando si intraprende un percorso politico dove inizialmente si è presa una direzione, come in questo caso della pista di Pontboset dove la maggioranza regionale... ovviamente stiamo parlando dell'Assessore precedente rispetto all'attuale Assessore con il quale stiamo adesso interfacciandoci... era stata presa una direzione di dare poi continuità a quello che si è voluto cercare di realizzare. Solo questo, quindi ne prendiamo atto ma portiamo al voto ugualmente l'ordine del giorno.

Presidente - Metto al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 4 di Forza Italia. Consigliere Marquis, a lei la parola.

Marquis (FI) - Abbiamo ascoltato le gravissime parole del Presidente della Regione, che ha annunciato il voto di astensione su tutte le iniziative presentate dall'opposizione prima ancora di ascoltarne le illustrazioni e le motivazioni, arrivando addirittura ad accusare la minoranza di insinuarsi in un provvedimento già definito. A fronte delle dichiarazioni fatte dal Presidente, prendiamo atto di quanto scarsa sia la sua considerazione dell'intera istituzione del Consiglio Valle, nonché di tutte le parti audite in Commissione. Noi non siamo stupiti dall'ennesima sua dimostrazione di arroganza, Presidente, però forse a questo punto lei dovrebbe tenere conto di quanto espresso ieri anche da alcuni componenti della sua maggioranza.

Detto questo, entriamo nel merito dell'ordine del giorno che abbiamo presentato in relazione al collegamento funiviario Pila-Cogne. Bisogna passare dalle parole ai fatti e partire, a nostro avviso, con il piede giusto. Questo è un argomento di cui si è trattato già in questo Consiglio, è stato trattato da diversi gruppi politici con la presentazione di diverse iniziative ispettive e si è di nuovo acceso il faro sull'argomento, a maggior ragione dopo l'alluvione che ha interessato la località di Cogne nello scorso 29 e 30 di giugno, in particolare insieme ad altre realtà della Valle d'Aosta, Cervinia e altre zone che hanno subito ingenti danni. Diciamo che è stata questa poi un'occasione di riparlare dell'accessibilità al comune di Cogne, che oggi è possibile tramite un'unica viabilità regionale. Bisogna evitare che la comunità, in occasione di eventi calamitosi, possa rimanere isolata.

Quest'intervento gioca su due livelli: uno, il più importante, è quello di dare un'opportunità di sviluppo turistico a un comprensorio che parte da Aosta, va a Pila e dovrebbe raggiungere Cogne. Su quest'iniziativa ci sono già stati diversi studi che sono stati svolti nel passato e in questi giorni, alla fine del mese di novembre, è stato pubblicato da parte della società il bando per l'acquisizione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap, che sarebbe la fase prodromica alla vera e propria progettazione relativa a questo tipo di collegamento. Questo documento dovrebbe essere il momento in cui si fanno le verifiche di tutte quelle che possono essere le soluzioni da adottare per realizzare poi l'opera conseguentemente, qualora ce ne siano le condizioni di sostenibilità economico e ambientale. Abbiamo presentato quindi quest'iniziativa per proporre al Governo regionale un'audizione presso la competente Commissione dell'Assessore competente, delegato, responsabili della Pila per conoscere i desiderata che dovranno essere soddisfatti o approfonditi dal documento di fattibilità delle alternative progettuali per capire quali sono gli input politici che sono stati dati a monte della predisposizione di questo bando per acquisire il documento di prefattibilità.

Presidente - Assessore Bertschy, a lei la parola.

Bertschy (UV) - Io credo che nel sottotitolo potevate scrivere: "Collegamento funiviario Pila-Cogne, complimenti alla maggioranza regionale per essere passati dalle parole ai fatti", perché, dopo aver dato negli ultimi DEFR quest'indicazione e aver inserito il collegamento nella bozza del piano regionale trasporti, abbiamo completato questa fase di avvio della seconda parte degli investimenti che ci porteranno a realizzare nei prossimi anni il collegamento con la procedura che porterà l'aggiudicazione dei servizi tecnici di redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali relativo al collegamento funiviario tra la località turistica di Cogne e il comprensorio di Pila nel comune di Gressan. Siamo quindi già nella fase dei fatti, come dicevo, anche perché è in fase di completamento il lavoro più importante per questo collegamento, che era la realizzazione del collegamento tra Pila e la Platta de Grevon.

Sabato mattina inizierà la sua attività la nuova telecabina nel tratto dal Couis 1 alla Platta, il prossimo anno si completeranno questi lavori e quindi sarà completamente attivo il collegamento. Nel frattempo lo studio sarà completato e avremo tutti gli elementi politici poi per trarre delle conclusioni e anche passare alla fase di finanziamento dell'opera se sarà realizzabile, soprattutto il documento ci dirà in quali condizioni. L'ordine del giorno, secondo me, non aggiunge e non toglie nulla, anche perché le Commissioni possono fare quest'attività in piena autonomia e, se ci sarà necessità di audire l'Assessore e la società, credo che lo potrete fare al di là dell'impegnativa dell'ordine del giorno.

Siamo contenti e ringraziamo anche il gruppo di Forza Italia per l'iniziativa che testimonia che stiamo lavorando nella giusta strada e speriamo di poter lavorare insieme alla miglior soluzione possibile e soprattutto che lo studio ci possa permettere di avere tutte quelle indicazioni che, sotto il profilo tecnico, sono al momento mancanti per compiere la decisione finale.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Ho ascoltato attentamente le considerazioni in replica che ha dato. Evidentemente non è stato ben compreso lo spirito dell'iniziativa, perché è stato detto: "Si acquisisce il documento e poi si faranno le valutazioni politiche". Il Codice degli appalti dice che, preliminarmente all'acquisizione di questo documento, bisogna dare delle indicazioni ai professionisti per come indirizzare sostanzialmente lo studio. Queste indicazioni per noi non sono delle indicazioni meramente tecniche, sono anche delle indicazioni o delle considerazioni di carattere politico che precedono l'espressione da parte dei tecnici per la predisposizione del documento, pertanto l'iniziativa che noi abbiamo presentato era per fare il punto della situazione, ma, come ha detto lei, magari lo faremo attraverso la richiesta di una convocazione nella Commissione competente per capire quali sono le indicazioni che vengono date a livello politico per predisporre lo studio, perché non è che in genere si dà mano libera a chi deve fare uno studio, perché diversamente si possono poi ottenere delle valutazioni che sono diverse rispetto a quelle che magari ci si aspetta, perché dire di valutare tutte le ipotesi progettuali vuol dir tutto e vuol dire niente, perché diversamente non ci sarebbe da predisporre un documento di indicazioni preliminari. Il documento evidentemente esprime dei desiderata, il nostro obiettivo era capire quali sono questi desiderata e pertanto credo che, da come ha detto lei, non dovrebbero esserci problemi a portare avanti una richiesta di audizione, mi pare di aver capito che ci sia la disponibilità poi ad assecondarla, pertanto la ringrazio.

Presidente - La parola alla consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Sinceramente mi chiedo quando si potrà fare anche questo perché in IV Commissione come minimo dobbiamo credo stare chiusi...

Presidente - Ma è stata ritirata?

Guichardaz E. (PCP) - ...no, non l'ha ritirata, perché lo abbiamo detto prima ma mi sembra che ci siano qualcosa come 20 o 25 punti ancora fermi in IV Commissione, quindi benissimo, si deciderà magari di fare una settimana di IV Commissione. Si prenda tutto il tempo, Assessore, perché gran parte naturalmente sono legati al suo Assessorato e quindi molto probabilmente la inviteremo sovente.

Rispetto a questo, nelle premesse abbiamo alcuni dubbi rispetto al fatto che il collegamento possa essere considerato una via di accesso o di fuga, perché, come abbiamo detto più volte, per noi la via di accesso è un'altra, esiste già e soprattutto può essere utilizzata in qualsiasi momento dell'anno, mentre sappiamo benissimo che un impianto di risalita non dà questa possibilità, ma condividiamo comunque la necessità di comprendere, perché, sotto questo punto di vista, abbiamo un precedente: quello invece del collegamento funiviario delle Cime Bianche dove invece è stato dato un incarico e molto probabilmente invece andava prima chiesta la percorribilità giuridica, come più volte abbiamo evidenziato, per capire se quella struttura si poteva fare o meno. Anche in questo caso quindi io inviterei a ricordare che noi adesso parliamo del collegamento, ma c'è ancora un punto di domanda, l'ha posto anche poco tempo fa il consigliere Lucianaz in Consiglio: la gestione di quel mega ristorante che si è voluto in cima alla Platta de Grevon e, sotto questo punto di vista, su questo non abbiamo ancora avuto delle risposte e, rispetto al mio ultimo accesso agli atti, anzi, le risposte sono piuttosto vaghe, non si sa ancora il destino di quella struttura nonostante, come ha detto l'Assessore, molto probabilmente dovrà partire l'anno prossimo. Siamo comunque contenti che sabato ci sarà quest'inaugurazione, perché l'ammodernamento di quell'impianto era necessario, quindi, sotto questo punto di vista, ribadisco... ma l'Assessore l'ha detto anche durante la presentazione ufficiale di quell'impianto, che era stato votato all'unanimità il finanziamento, perché questo è stato, nonostante tutte le polemiche che qualcuno ha voluto montare ad arte, soprattutto all'interno del mio Comune, quindi ci saremo con piacere all'inaugurazione di quell'impianto, perché assolutamente era una cosa da fare, però, come ho detto più volte, le nostre criticità invece stavano sotto altri punti di vista e quelle criticità per noi continuano a permanere.

Quello che secondo me... e non so se era questo l'intento del consigliere Marquis, sappiamo bene che c'è uno studio del SIF che dava indicazioni, ad esempio, rispetto al Col Tza Sèche rispetto alla Platta de Grevon. Adesso noi arriviamo alla Platta de Grevon, non ho compreso dall'Assessore se in questo studio di fattibilità... non ho ancora avuto il tempo di guardare perché so che la Pila l'ha già pubblicato... se c'è l'intenzione di capire se si possa andare a Epinel piuttosto che a Cogne o se è già definito anche l'arrivo a Cogne, perché questo io non l'ho letto, ma è un problema mio, non ho avuto assolutamente il tempo di leggermi la documentazione che c'è pubblicata sul sito della Pila, quindi non so se nelle soluzioni che dovranno portare avanti i progettisti ci sono le diverse possibilità, oltre all'opzione zero, perché è naturale che un documento di fattibilità delle alternative deve per forza prevedere l'opzione zero. Non so se in replica, come gruppo, l'Assessore invece può darci indicazioni in questo senso, se riferito allo studio che La Pila ha messo a bando adesso, nelle varie alternative ha previsto anche le diverse possibilità o se invece la possibilità è unica, oltre a quella che dicevo, che è l'opzione zero.

Presidente - Assessore Bertschy per il gruppo, a lei la parola.

Bertschy (UV) - Due piccolissime precisazioni, anche perché, al di là di quello che abbiamo dichiarato, mi pare che su ogni ordine del giorno ci sia la disponibilità ad argomentare e a confrontarci. Sabato non sarà un'inaugurazione, ma semplicemente l'avvio della telecabina, anche perché l'impianto lo inaugureremo una volta terminato anche con il primo troncone, però è sembrato corretto da parte della società creare le condizioni affinché chi voglia essere presente e salire lo possa fare.

Per quanto riguarda invece lo studio, probabilmente su questo poi se ci sarà modo di incontrarci in Commissione, sarà ancora più semplice parlarne, è proprio il documento di fattibilità delle alternative progettuali che ci dirà quale soluzione potrà essere adottata, anche perché all'interno di questo studio - e vengo anche all'intervento del collega Marquis - l'indirizzo che noi diamo è di studiare come poter realizzare questo collegamento. Sarà la valutazione tecnica e l'approfondimento progettuale che ci dirà dove, come, a quali costi finanziari e anche con quali tempi e nello studio può essere anche che emergeranno ulteriori soluzioni, perché vanno messe in relazione per fare poi una valutazione finale. Ripeto: c'è la disponibilità a confrontarci, siamo in una fase di avvio e si tratta di un'opera importante sulla quale è necessario ancora lavorare insieme.

Non è parte di questo ordine del giorno, ma lo anticipo, perché già ieri negli interventi in aula si è parlato nuovamente di Cime Bianche; abbiamo dato la disponibilità e i Presidenti delle Commissioni III e IV organizzeranno a gennaio un'audizione con la società, con la parte politica, se riterrete di farla intervenire, proprio perché si concluda il percorso di valutazione di quello che in questo momento abbiamo tutti a disposizione.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ricordo che domani mattina alle ore 08:45 sarà convocata una Conferenza dei Capigruppo per incontrare gli autonoleggiatori NCC e per eventuali questioni organizzative riferite al Consiglio. Buona serata.

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La seduta termina alle ore 19:59.