Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4134 del 20 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4134/XVI - Reiezione di mozione: "Impegno della Giunta regionale ad avviare uno studio sulle conseguenze delle emissioni delle reti 5G e delle nuove infrastrutture".

Bertin (Presidente) - Per illustrare la mozione, il consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - La prossima introduzione della tecnologia di telefonia mobile di quinta generazione, di seguito ovviamente chiameremo 5G, darà luogo a nuovi scenari di esposizione della popolazione a campi elettromagnetici a radiofrequenza, che saranno messi in bandi di frequenza, 694-790 MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz, diverse da quelle utilizzate attualmente per la telefonia mobile, da 800 MHz a 2,6 GHz.

Uno degli aspetti di particolare novità del 5G consiste nel fatto che non sarà finalizzato solo alla comunicazione tra persone, ma anche al cosiddetto Internet delle cose, in cui i vari dispositivi wireless comunicano direttamente tra loro, utilizzando in particolare onde elettromagnetiche di frequenza appartenente alla banda 26,5-27,5 GHz, indicate spesso come onde millimetriche, anche se queste ultime corrispondono più precisamente alle frequenze comprese tra 30 e 300 GHz, lunghezza d'onda comprese tra 1 e 10 mm..

Onde elettromagnetiche di così elevata frequenza, durante la loro propagazione, non riescono a penetrare attraverso gli edifici o comunque a superare ostacoli e inoltre vengono facilmente assorbite dalla pioggia e dalle foglie.

Per questo motivo sarà necessario utilizzare, in maggiore misura rispetto alle attuali tecnologie di telefonia mobile, le cosiddette Small Cells, aree di territorio coperte dal segnale a radiofrequenza le cui dimensioni, che possono andare da una decina di metri indoor a qualche centinaio di metri outdoor, sono molto inferiori a quelle delle macro celle, che possono essere estese anche a diversi chilometri.

Ciò comporterà l'installazione di numerose antenne e questa proliferazione di antenne è una delle principali cause di preoccupazione della popolazione circa possibili rischi per la salute connessi alle emissioni elettromagnetiche del 5G.

In seguito alla valutazione della IARC del 2013, che aveva definito i campi elettromagnetici a radiofrequenze come possibili cancerogeni per gli effetti su tumori della testa legati all'uso prolungato del cellulare, sono stati condotti numerosi studi che hanno indagato le associazioni tra l'esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici e vari problemi di salute, oncologici e non.

Le esposizioni derivanti non dall'uso del telefono cellulare ma da altri sorgenti, quali le stazioni radio base SRB, sono di natura diverse, soprattutto perché i possibili effetti non sono limitati alla testa e, come appare da studi di monitoraggio, sono di minore intensità.

A oggi, gli studi sugli effetti sulla salute delle esposizioni alle sezioni radio base forniscono risultati contrastanti.

Peraltro, a causa dei limiti di emissione, il 62% dei siti esistenti nelle aree urbane risulterebbe non aggiornabile al 5G e gli extra costi, per realizzare le coperture, ammonterebbero a 1,3 miliardi di euro circa per operatore.

Per mantenere i 6 Volt al metro, si stima una spesa di circa 4 miliardi di euro all'anno, un costo decisamente elevato per le compagnie di telefonia.

Occorre anche sottolineare che le emissioni del 5G si combinano ad altre forme di emissioni elettromagnetiche, tutte con le conseguenze che tali emissioni possono avere sia sulla salute che sull'ambiente.

Un gruppo di ricercatori svedesi ha pubblicato il primo studio al mondo che documenta gli effetti immediati sulla salute umana delle radiazioni 5G, si tratta di gruppi di persone che, tra il 2023 e il 2024, hanno iniziato a stare male subito dopo l'installazione delle nuove antenne 5G vicino alle loro abitazioni, precisamente a una distanza compresa fra i 3 e i 538 metri.

In alcuni casi i sintomi sarebbero stati così gravi da costringere le persone a trasferirsi altrove.

La ricerca è stata condotta dall'oncologo dottor Lennart Hardell della Fondazione svedese per l'ambiente e la ricerca sul cancro, noto per gli studi epidemiologici sui tumori tra gli utilizzatori del cellulare, in collaborazione con Mona Nilsson della Fondazione svedese per la protezione delle radiazioni.

I ricercatori hanno misurato il campo elettromagnetico nelle abitazioni di coloro che lamentavano problemi di salute correlati al 5G e hanno documentato che il 5G comporta un notevole aumento della radiazione a radiofrequenza pulsata rispetto alle generazioni precedenti della telefonia mobile.

Le persone oggetto dello studio abitavano da anni vicino a ripetitori della telefonia mobile, ma non avevano mai lamentato disturbi con le reazioni del 2G, 3G e 4G, ma hanno iniziato a stare male entro le 24 ore successive all'attivazione del 5G.

Lo studio svedese è particolarmente innovativo, perché documenta gli effetti sulla salute delle radiazioni del 5G nelle reali condizioni d'uso, mentre fino ad oggi c'erano soltanto studi sugli effetti biologici delle diverse frequenze del 5G.

Gli effetti biologici delle radiazioni non sono legati soltanto alla densità di potenza, che dà informazioni sulla sua intensità ed è responsabile del riscaldamento, ma sono determinati anche dalla qualità delle radiazioni, ovvero dalla sua pulsazione, polarizzazione e rimodulazione.

I sintomi più comuni che sono stati trovati appunto nelle persone in questione erano disturbi del sonno, stanchezza, mal di testa, irritabilità, problemi di concentrazione, compromissione della memoria a breve termine e problemi della pelle.

Questi sono gli stessi sintomi descritti più di 50 anni fa come sindrome da microonde o malattia da radiofrequenza.

In tutti i casi osservati, i livelli di radiazione erano inferiori ai livelli considerati sicuri dagli standard internazionali; questi proteggono infatti solo dagli effetti del riscaldamento immediato delle radiazioni, ovvero dagli effetti termici, e non dagli altri effetti biologici che sono dovuti all'interferenza del campo elettromagnetico esterno con quello dei sistemi viventi, e quindi effetti non termici.

A conferma del ruolo delle radiazioni del 5G c'è anche l'osservazione che i soggetti irradiati, una volta trasferiti in un'altra casa con livelli di radiazioni più bassi, stavano meglio; i sintomi si attenuavano e nella maggior parte dei casi scomparivano completamente dopo un breve periodo.

In Italia i limiti di esposizione sono misurati su una media di 24 ore e non di 6 minuti, come avviene invece in tutto il mondo. L'intervallo di 6 minuti è il tempo biologico necessario alle cellule a dissipare il calore prodotto dalla radiazione di radiofrequenza attraverso la circolazione sanguigna.

Si tratta quindi di un tempo necessario per proteggere le cellule dagli effetti del riscaldamento prodotto dal campo elettromagnetico.

Questa scelta è stata fatta nel 2012 dal Governo Monti che ha portato la media di misurazione della radiazione da radiofrequenza da 6 minuti a 24 ore, con lo scopo di diluire i valori misurati e aumentare di fatto i limiti delle radiazioni da radiofrequenza.

È evidente quindi che, con il crescente utilizzo di queste tecnologie, si rendono necessari studi condotti da enti terzi rispetto all'Amministrazione regionale, all'insegna della trasparenza e della piena accessibilità dell'informazione alla comunità, al fine di garantire alla popolazione un'informazione chiara, soprattutto in caso di installazione di nuove antenne vicino a scuole, ospedali e aree residenziali.

Peraltro, lo stesso Consiglio europeo, con raccomandazione del 12 luglio 1999, nell'atto 519 EC, ha previsto al punto 6 che gli Stati membri dovrebbero promuovere programmi di ricerca al fine di migliorare la conoscenza degli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana, tenendo conto delle raccomandazioni e degli sforzi di ricerca comunitaria e internazionale.

Con questa mozione, chiediamo quindi al Governo regionale di attivare, attraverso un finanziamento da prevedere esplicitamente a tal fine, un sistema di studio e monitoraggio complessivo di sistema dell'impatto sulla salute umana e su quella ambientale dell'intero sistema di infrastrutture, reti e loro emissioni che si otterrà con l'aggiunta delle nuove infrastrutture reti 5G, al fine di garantire e tutelare la salute dei Valdostani.

Presidente - Il Consigliere Manfrin ha illustrato la mozione, la discussione generale è aperta. Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Il nostro gruppo condivide la necessità di digitalizzazione che c'è per il nostro Paese e ovviamente anche per la nostra regione.

La diffusione della banda ultralarga su tutto il territorio nazionale, sia con la fibra, sia con il 5G, laddove non è possibile un'alternativa, può servire a colmare una lacuna, quella del Digital Divide che è indubbiamente una lacuna del nostro territorio.

Ma questo deve avvenire, a nostro avviso - o meglio, doveva avvenire - senza modifiche dei limiti di esposizione e di attenzione cautelativi a fronte di rischi o potenziali rischi sanitari che, con l'aumento, possono ovviamente manifestarsi.

Attualmente il limite è stato fissato a 15 Volt al metro, dal decreto concorrenza nel 2023, e precedentemente era di 6 Volt al metro, quindi parliamo di un più che raddoppio, ed è un limite che ha generato non poche polemiche, perché non esiste nessun motivo valido per innalzare il valore di attenzione per i campi elettromagnetici generati dalle alte frequenze, se non quello economico, da parte ovviamente dei gestori delle telecomunicazioni, che intendono risparmiare sui costi delle loro infrastrutture.

È una soglia che è stata assunta senza un vero fondamento scientifico e ci sono forti preoccupazioni che sono state manifestate da più parti, veramente molte; ne cito soltanto una, perché è quella che, fra le tante che ho letto, mi è sembrata anche più convincente e che è quella della dottoressa Belpoggi che è stata a lungo direttrice scientifica dell'Istituto Ramazzini di Bologna che, come sappiamo, è un istituto che si occupa di prevenzione del cancro.

Attualmente è responsabile scientifico dell'ISDE, l'Associazione dei medici per l'ambiente.

La dottoressa Belpoggi, in una recente pubblicazione, affermava: "A cambiare sarà la densità di potenza, cioè l'energia assorbita dal nostro corpo, che aumenterà di sei volte tanto. Oggi l'Italia ha voluto allinearsi agli altri Paesi europei, innalzando il suo limite, ma allora perché non si è allineata anche nei tempi di misurazione? É vero che il limite considerato sicuro è di 61 Volt al metro, quindi noi siamo a 15, che è molto al di sotto, quindi dovremmo teoricamente stare tranquilli, ma il fatto è che negli altri Stati europei, che hanno anche limiti superiori a quello italiano, questi valori sono stati misurati sui picchi massimi. In Italia, invece, sono misurati su tutta la giornata, giorno e notte, quindi a fare la media ci sono anche le ore notturne, dove il traffico di telecomunicazioni, lo sappiamo, è, se non azzerato, quasi azzerato".

Che cosa succede quindi? Che i dati, in qualche modo, risultano falsati.

Da questa cosa è chiaro che il nostro corpo, o di chi si espone a questi picchi, ha una frequenza più elevata, su questo credo che non ci piova.

Quello delle onde elettromagnetiche, al momento, resta un argomento che è ancora, a nostro avviso, troppo poco indagato. Sono stati fatti degli approfondimenti, ma riteniamo che non siano - a livello generale, intendo - sufficienti, perché essere esposti 24 ore su 24, soprattutto per alcune categorie di persone, penso ai bambini, agli anziani, alle donne incinte, può essere pericoloso; uso il "Può" perché non abbiamo dati certissimi, però è una cosa che tutta una serie di scienziati ci dice, e allora perché non sostituire, per esempio, le grandi antenne - che hanno una concentrazione - con una serie di antenne più piccole anche per diluire questa esposizione?

Si poteva mantenere i 6 Volt che avevamo fino a prima del cambiamento della situazione, ma per mantenerli che cosa occorreva? Occorreva una spesa molto alta, che è stata stimata tra i 3 e i 4 miliardi all'anno, un costo che gli operatori non vogliono sostenere.

Ben venga quindi l'impegno di questa mozione, che sostanzialmente che cosa chiede? Chiede un approfondimento e un monitoraggio dell'impatto sulla salute.

Noi riteniamo che sia corretto che si attivi, anche nella nostra regione, un'attività di questo tipo, proprio perché quest'impatto della tecnologia 5G è considerato in maniera controversa dagli uni e dagli altri, ma avere un approfondimento può comunque aiutare a fare chiarezza.

Voteremo quindi la mozione.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Baccega, a seguire il consigliere Lucianaz. Consigliere Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Abbiamo letto con grande attenzione la mozione che è stata presentata dai due gruppi di opposizione e che ci hanno riportati alla mozione che noi abbiamo posto all'attenzione della Giunta nel maggio scorso, individuando nei percorsi di Terna la volontà e la necessità di fare una verifica e una serie di approfondimenti.

Anche nel Comune di Gignod, avevamo valutato due diverse situazioni, una che attraversava i Comuni da Charvensod fino ad Aymavilles e l'altra che riguardava appunto l'antenna che dovrà essere posizionata nel Comune di Gignod; in quella mozione avevamo proprio chiesto un approfondimento, individuando in ARPA il soggetto che poteva darci delle importanti informazioni rispetto a uno studio che deve, secondo noi, essere fatto.

L'impegno quindi che la mozione pone all'attenzione del Consiglio, ovvero di fare un approfondimento sulla salute dell'intero sistema d'infrastrutture e di reti e delle loro emissioni, che si otterrà con l'aggiunta delle nuove infrastrutture reti 5g, è sicuramente in linea con quello che è il nostro pensiero.

Si tratta sicuramente di approfondire e si tratta soprattutto di dare un minimo di sicurezza anche alle popolazioni che in qualche modo sono vicine a questi impianti e che talvolta sono sollecitate da informazioni che possono anche essere fuorvianti.

Che la scienza ci dia delle risposte concrete rispetto a questi percorsi.

Voteremo con convinzione questa mozione.

Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (RV) - Ho apprezzato gli interventi dei consiglieri Manfrin e Minelli, segno che si sono preparati con attenzione su questo tema complicato, e sarebbe il caso che tanti Consiglieri qui in quest'aula se ne occupassero almeno un poco.

Ringrazio per l'intervento anche Baccega.

Ho sostenuto questa mozione - non poteva essere diversamente - e facendolo mi rivolgo in particolare alla maggioranza del Consiglio, che è così sensibile ai temi della salute e dell'ecosistema, così resiliente a combattere la loro battaglia in nome di un ambiente più pulito e più sano; in particolare i padri di famiglia responsabili che si preoccupano per il domani delle future generazioni.

Volevo dirvi che i campi elettromagnetici rappresentano uno degli inquinanti ambientali più diffusi, in rapido aumento nell'ambiente, e che sono capaci di modificazioni biologiche su cellule e organismi viventi, gli uomini compresi.

I campi magnetici sono naturali, come sappiamo, controllano tutti i processi vitali degli esseri viventi, quindi i movimenti molecolari, oscillazioni cellulari, interazioni ioniche.

I campi elettromagnetici sono prodotti dalla natura, e parlo di raggi cosmici, energia luminosa, geomagnetismo della terra e degli esseri viventi stessi.

Il fatto è che fino al 1940 il fondo naturale pulsato era di 0,0002 Volt/metro, ma nel secolo scorso c'è stato un enorme ingresso di campi artificiali a bassa e alta frequenza, quindi antenne radio, telefoni, cavi elettrici, lampade, elettrodomestici, elettrodotti eccetera eccetera, ad alta frequenza, a bassa frequenza, a bassa frequenza ma alta intensità, eccetera eccetera, l'argomento è molto complesso.

Il livello di radiazioni radiofrequenza dal 1940, anzi, facciamola più breve, dal 1985 al 2005, in 20 anni, il livello di radiazioni radiofrequenza nei paesi industrializzati è aumentato di 5 mila volte, quindi 5 mila volte in più radiazioni che l'essere umano, come tutti gli esseri viventi, riceve. Farà bene?

Il sistema 5G nasce nel secolo scorso negli USA da una ricerca dell'industria militare per la guida dei carri armati, droni, missili, visualizzazioni di immagini 3D, funziona con elementi emittenti onde ad alta frequenza, nelle bande 700 MHz e 27 GHz, ma si arriverà presto a 86 GHz, cose impressionanti, con antenne Phased array, che sono vettori a schiera di fase, non sto a farla più difficile, ma qui c'è il problema che ci sarebbe da approfondire la geometria fissa delle reti 3G attualmente esistenti, mentre la rete 5G richiede una geometria diversa.

Tutto questo per dire che stiamo installando una 5G sulla geometria fissa della 3G, questo è naturalmente sottoutilizzato, ma questi sono argomenti che speriamo di affrontare in sede con i tecnici.

In tutto questo, il 5G opererà con frequenze molto più elevate di quelle finora utilizzate e si sommerà ai campi delle attuali 2G, 3G e 4G, rendendo tra l'altro difficile la misurazione del campo elettromagnetico da parte delle ARPA.

Si renderà necessaria l'installazione di numerosissimi micro ripetitori in aree urbane: si calcola 250 antenne per miglio quadrato, il che corrisponde a un'antenna ogni 100 m² circa, ricordiamo, ci sarà un'antenna ogni 100 m².

Notizia di oggi: a Milano mille lampioni vedranno l'installazione di small cell, di cui parlava il collega Manfrin, installate sui pali dell'illuminazione pubblica, se ne occuperà l'A2A.

Cosa succede? Che le piccole celle sui lampioni saranno all'inizio di un processo che porterà alla rete, naturalmente più potente, più diffusa per migliorare la connessione, ma i residenti stanno già raccogliendo firme, perché questo è il primo passo verso un modello di Smart City, naturalmente questo per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.

Ma cosa avviene altrove? Ad Arezzo l'8 ottobre 2024, quindi parlo di poco più di un mese fa, il Comune ha fatto dietrofront.

Il Comune di Arezzo ha proceduto alla redazione di un provvedimento di annullamento d'ufficio in autotutela riguardo l'installazione della nuova stazione radio base per telefonia cellulare. L'atto è stato conseguentemente affidato al parere tecnico che ha evidenziato la prevalenza della tutela della salute pubblica sull'erogazione di servizi di telefonia mobile, peraltro l'area era già coperta.

"L'antenna va smontata", queste le parole del Comune, sono state evidenziate le mancate indifferibilità e urgenza, quali presupposti per il rilascio dell'autorizzazione e l'indisponibilità della ditta a individuare una diversa soluzione li ha costretti appunto a questa decisione.

Si determina quindi di procedere all'annullamento d'ufficio dell'atto autorizzativo precedentemente accordato e, conseguentemente, di disporre il ripristino dello stato dei luoghi. L'antenna è stata presa e portata via.

In seguito l'esempio del Sindaco di Cassano Ionio, è bene ricordarlo: ha emesso un'ordinanza con cui chiedeva lo stop ai lavori, in attesa che venissero effettuate tutte le verifiche atte ad assicurare la tutela della salute della popolazione.

In Toscana, lo saprete bene, il 22 settembre scorso, quindi neppure due mesi fa, la delibera di Giunta regionale, a firma dell'Assessore all'ambiente e dell'Assessore alla sanità, ripeto: l'Assessore all'ambiente e l'Assessore alla sanità regionali, sicuramente più attenti alla salute dei loro concittadini di altre realtà montane che conosciamo bene, hanno stanziato una cifra di 222 mila euro per condurre quella che forse è la prima ricerca scientifica condotta a livello pubblico, almeno in Italia.

La Toscana ha deciso uno studio sui 5G, sei città capoluogo di circa 100 mila abitanti, Pisa, Livorno, Lucca, Firenze, Prato e Arezzo, anzi, qualcuna di molto più di 100 mila, cercheranno di capire quale legame c'è tra i tumori accusati dalla popolazione, soprattutto infantile, e i campi elettromagnetici generati dalle stazioni radio base che stanno sorgendo un po' dappertutto in Toscana.

Finora la comunità scientifica, come sostenevano i colleghi che mi hanno preceduto, ha indagato solo sull'aspetto dei campi elettromagnetici, cioè l'aspetto termico. Ben diverso è l'aspetto sui tessuti biologici.

Ci saranno le due agenzie regionali che sono coinvolte.

ARPA Toscana è incaricata di misurare l'esposizione all'inquinamento da banda larga superveloce; tra i suoi compiti: analizzare i limiti e gli scenari di sviluppo della rete 5G; elaborare un modello matematico che consenta la previsione su scala urbana dei livelli di esposizione presenti nei capoluoghi; misurare l'esposizione con le centraline già in dotazione e acquistarne altre; svolgere controlli sugli impianti 5G esistenti, possibilmente di gestori diversi, e su quelli in costruzione che si stanno installando; applicare agli impianti dei dosimetri speciali per la banda larga per misurare l'esposizione e valutare i livelli di esposizione dove questa è più alta e dove la densità della popolazione è maggiore, questo in particolare nelle zone dove ci sono scuole, con la presenza di bambini.

All'ARS, invece, l'Agenzia Regionale di Sanità, spetterà: il monitoraggio della salute e la sorveglianza epidemiologica sulle città in cui si registrano livelli di campo elettromagnetico un po' più alti, le stime potranno essere perfezionate anche all'interno di abitazioni e scuole; fare una stima delle possibili associazioni tra esposizione ai campi elettromagnetici e malattie.

"Sulla base della scarsa letteratura scientifica disponibile", dice l'ARS, "si prevede di focalizzare l'attenzione sulla popolazione infantile, in quanto più suscettibile agli effetti dell'inquinamento elettromagnetico".

Cosa succede ai bambini? Succede che i CEM, cioè i campi elettromagnetici, non hanno problemi ad attraversare il corpo umano, lo dimostrano le immagini ottenute dalle apparecchiature radiologiche a risonanza magnetica, che mostrano l'ingresso del campo nella scatola cranica umana al contatto, ad esempio, di un cellulare.

Questa dinamica è alla base della patogenesi dei tumori del nervo acustico e delle aree del tessuto cerebrale esposte al lato del contatto con il telefono mobile.

La cosa impressionante è che nell'adulto, la penetrazione è di pochi centimetri, mentre in un bambino attraversa quasi completamente il cervello, naturalmente avendo una base più fragile, più leggera.

Il dottor Gandus, che è stato in collegamento poco tempo fa con Aosta, in occasione di una serata dedicata proprio all'argomento, sosteneva che l'aumento dei tumori cerebrali infantili si sta riscontrando negli anni 2000 e probabilmente una delle cause potrebbero essere proprio le onde elettromagnetiche.

Gli studi - sono stati citati dal collega - sono infiniti, si parla di più di 10 mila studi, e citiamo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo studio del prof.Hardell, il National Toxicology Program, l'Istituto Ramazzini è stato pure citato, eccetera eccetera, ma abbiamo anche in sede giudiziali le sentenze: il Tar del Lazio nel 2019 e il Tar di Monza nel marzo 2019 hanno attestato il nesso tra campi elettromagnetici e cancro oltre ogni ragionevole dubbio.

Che cosa succede qui in Valle d'Aosta, invece? Per ben due volte, l'Assessore all'ambiente mi ha risposto che i dati corrispondono a quanto la letteratura e i recenti studi hanno documentato, però il problema è che c'è quest'istituto che ha effettuato questi rilevamenti, l'ICNIRP, International Commission on non-ionizing radiation protection, e ha stabilito a 61 Volt/metro il livello non preoccupante, ed è la misura adottata a livello europeo.

Il problema è che quest'istituto è considerato un'autorità soltanto dalla Commissione Europea, la quale ha conferito l'incarico a questa piccola associazione privata della Baviera di redigere le linee guida per la limitazione all'esposizione.

L'incarico è stato assegnato nel 1997 e nel 1998 sono già state diramate queste misure, cioè 61 Volt/metro, ma gli studi - ho parlato di più di 10 mila studi a livello mondiale - sostengono una cosa ben diversa, e cioè che già a 0,2 Volt/metro c'è interazione con il tessuto umano, quindi sicuramente c'è da fare parecchio, c'è da approfondire parecchio.

La deriva è che, oltre a questo disastro sulla terraferma, il progetto 5G arriverà anche dallo spazio. É previsto un lancio in orbita di almeno 20 mila satelliti che dalla stratosfera copriranno la terra con fasce orientabili, ognuno emetterà 5 milioni di watt sul suolo che si collegheranno ai miliardi di oggetti dell'Internet delle cose, parliamo di automobili, televisori, sensori, computer e tablet, si stima che già nel 2020 erano oltre 20 miliardi questi oggetti collegati, rendendo l'ambiente dove viviamo un vero forno a microonde 24 ore su 24, senza scampo, senza possibilità di spegnerlo o di nascondersi da qualche altra parte.

Ben venga quindi, speriamo in un pochino, un po' - non si pretende tanto - di buon senso da parte di questo Governo, ben venga un approfondimento: devo ammettere che il Presidente della III Commissione, a cui ho chiesto la possibilità di ottenere delle audizioni da parte del mondo scientifico in quest'aula, si è attivato e a breve dovremmo concordare questi incontri.

La richiesta è che venga ascoltato il mondo scientifico e non solo i rispettabilissimi tecnici dell'ARPA, per i quali abbiamo tutto il doveroso rispetto, però qui abbiamo scienziati che hanno dedicato la vita intera a queste ricerche.

Abbiamo scienziati, abbiamo medici, che quotidianamente si confrontano con questo problema.

Vorrei proprio capire quale può essere l'impedimento ad approfondire seriamente questa tematica.

Presidente - Ci sono altri interventi nella discussione generale? Non vedo altre richieste, chiudo la discussione generale. Per il Governo, replica l'assessore Caveri.

Caveri (UV) - Stavolta tocca a me perché si parla di tralicci, oltre che a parlare della tecnologia del 5G.

Ho sentito esposte le teorie ben note di coloro che sono contro il 5G, è un movimento interessante, antimodernista, che si collega ad altre teorie antimoderniste.

Ricordo quella che diceva che chi si faceva il vaccino sarebbe morto, adesso, facendo le corna, non vorrei morire alla fine del mio intervento, ma è del tutto evidente che esistono delle contraddizioni che vorrei subito dire.

Io capisco la posizione del consigliere Lucianaz, che da sempre si è battuto, e va dato atto anche della competenza tecnica che farebbe invidia alla laurea in fisica del collega Lavevaz, ma io trovo che ci sia una contraddizione nei colleghi della Lega e nei colleghi di Forza Italia, perché sono stati i vostri Governi, e in particolare il Governo Meloni, ad aumentare il tasso di elettromagnetismo - lo ha ricordato con la data del 2023 la collega Minelli - così come è il vostro Governo che si è rimangiato un decreto legislativo che avrebbe dato qualche chances ai Comuni almeno di spostare quei tralicci che verranno messi anche in Valle d'Aosta.

Devo correggere solo la consigliera Minelli: il 5G sono piccoli impianti, è molto diversa la tecnologia. Ci saranno più piccoli tralicci rispetto ai grandi tralicci che abbiamo oggi.

Allora è difficile oggi, consigliere Manfrin, sentire che la Lega valdostana - immagino in una logica di federalismo, che apprezzo - dica delle cose contrarie a quello che dice il Governo.

Il Governo ha, di fatto, liberalizzato il posizionamento dei tralicci, oggi nessuno può fare nulla, né la Regione, né i piani regolatori comunali, e vedremo come andrà a finire la questione di Arezzo, perché è nelle mani della giustizia amministrativa Con le ultime normative che da una parte hanno aumentato i limiti dei campi elettromagnetici in Italia, che restano - dico anche questo alla consigliera Minelli - inferiori a quelli della media europea, ma soprattutto con la legge di conversione di un recente decreto legge, c'è questa previsione: al fine di consentire il tempestivo raggiungimento di obiettivi di trasformazione digitale per gli interventi del Piano Italia 5G di realizzazione di nuove infrastrutture di rete idonee praticamente non si può fare più niente.

Noi non abbiamo i Comuni che oggi dicono: "Al posto di mettere il traliccio lì, lo mettiamo là", non hanno alcuna facoltà.

Questa era una chiarezza di tipo politico. Ripeto, chi è contro il 5G, lo fa legittimamente, mi stupisce che chi oggi con legge dello Stato ha favorito una massiccia movimentazione di questi tralicci, oggi in quest'aula dica il contrario.

Poi, per carità, ripeto, io immagino che ci sia un rispetto localistico e non vorrei che fosse solo uno schiacciare l'occhio a chi è contro il 5G.

Perché non c'è bisogno che si faccia uno studio specifico, questo non lo dico io, io ovviamente ho approfondito con i tecnici del Dipartimento, ma soprattutto con l'ARPA, che è quella che deve fare le misurazioni, che devono corrispondere a quei limiti che, come dicevo prima, sono aumentati. Secondo l'ARPA è inutile, perché lei stessa fa parte di un sistema di ARPA italiano che continua ad avere un costante scambio d'informazioni rispetto alle ricerche scientifiche che sono fatte e come voi sapete c'è anche un organismo centrale che si chiama ISPRA, anch'esso in connessione con tutti gli istituti che stanno facendo le ricerche e che in gran parte negano alcune cose che voi avete detto oggi, perché sono a tutt'oggi le risultanze ufficiali quelle che regolamentano la legislazione nazionale e noi non abbiamo, come autonomia, una possibilità di cambiare delle norme tecniche che hanno addirittura una valenza europea. Secondo l'ARPA è più che sufficiente far parte di questo sistema, sarebbero oggi degli studi specifici in Valle d'Aosta e soldi buttati via, perché tutti gli istituti di cui fa parte, con collaborazioni molto ampie, la nostra ARPA, lo stanno facendo con grande efficacia, quindi ci asterremo.

Presidente - Consigliere Baccega, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Ovviamente manterremo il voto.

Se nel mese di maggio la risposta che arrivava dalla Giunta fosse stata di questo tenore, noi certamente avremmo approfondito, ma non abbiamo avuto questa risposta da parte della Giunta, o c'è stato un passaggio successivo al mese di maggio, oppure...

Comunque noi qui chiediamo, ai fini della salute delle persone, se quello che sta succedendo sia un percorso fattibile. Lei mi dice che non si può più fare niente, ne prendiamo atto, però secondo noi un approfondimento rispetto alle popolazioni che hanno il Superphénix che gli passa sul tetto... qualcosa si dovrà vedere e fare perché, secondo me, qualche problema ci sarà. Faremo degli approfondimenti anche noi.

Io non ho parlato e non ho detto che Forza Italia è contro il 5G, questo non può mettermelo in bocca, ho semplicemente detto che ai fini della salute della popolazione sarebbe opportuno fare degli approfondimenti, ed ecco perché noi vogliamo votare questa mozione.

Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà. Il Consigliere Manfrin è promotore della mozione, per cui non 5 minuti bensì...

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie, assessore Caveri, per la sua risposta che, per una volta, sinceramente, mi aspettavo differente, proprio per il fatto che so che lei è una persona che si prepara e che approfondisce i temi; invece è caduto obiettivamente in una risposta che è più scontata delle battute di Topolino, e di questo me ne dispiaccio per due ordini di motivi.

Il primo è che lei ha tentato di provare a dipingere le persone che sollevano una richiesta, che non è di tornare all'età della pietra, di vivere come i mormoni, ma è una richiesta - come è stato detto correttamente dai colleghi di Forza Italia, così come dagli altri colleghi che mi hanno preceduto durante l'illustrazione di quest'iniziativa, durante la discussione generale - di avere delle tutele e di fare degli approfondimenti dal punto di vista della salute.

Io non sono noto per essere uno di quelli che vogliono piantare le margherite in autostrada, quindi non mi si può accusare di essere uno che odia la modernità, di certo odio le imposizioni, lei sa che io e lei la pensiamo in maniera differente sugli obblighi vaccinali per esempio, io sono per la libertà, lei è per obbligare a forza le persone, pena la morte sociale e lavorativa, sono questioni di scelta: era felicissimo che ci fossero degli obblighi per le persone che facevano o non facevano un determinato trattamento sanitario e questo segna la differenza tra noi che è assolutamente legittima, come lei ha evidenziato.

Se però lei avesse avuto un approccio meno ideologico e più nel merito - perché lei è capace di fare questo tipo di analisi, assolutamente, sicuramente molto più del sottoscritto che ha fatto meno politica di lei - e si fosse limitato a leggere il testo, avrebbe visto che qui non c'è nessuna teoria complottista, nessun terrapiattismo, nessuna ipotesi di cancellare qualsiasi rete tecnologica della nostra regione, ma una richiesta molto semplice, cioè fare degli studi e approfondire appunto il tema dei potenziali rischi della rete.

Lei ha sollevato la questione politica e sono felice che l'abbia fatto, le risponderò ovviamente in due parti.

La prima è che se lei va a vedere, nonostante l'aumento di cui lei ha parlato, che è assolutamente corretto, l'Italia rimane uno dei Paesi europei con le più basse emissioni, con i limiti più bassi, quindi evidentemente questo aumento è stato fatto, ma tenendo a mente che bisognava rimanere in certi standard, ovviamente rimediando critiche, che giustamente ha ricordato - e penso che non debba spiegare a lei, soprattutto che ha avuto una coabitazione in Giunta con movimenti politici, con idee che non condivideva - però a volte, quando si governa, si deve trovare anche una quadra e a volte si condividono cose che magari non si condividono, non sto dicendo che sia successo ma sto parlando in generale.

Devo dirle però anche un'altra cosa, assessore Caveri, che sulla questione politica lei però dimentica un piccolo passaggio, cioè che questo stesso impegno e questo stesso approfondimento è stato deliberato dalla Regione Toscana e non con una mozione, ma con una delibera di Giunta.

L'ultima volta che ho controllato, e controllo tutte le mattine, anche la Regione Toscana aveva la sua agenzia regionale per il controllo.

Nel momento in cui lei ci dice che i controlli dell'ARPA sono sufficienti, ci dice che la Regione Toscana è una Regione di pazzi scriteriati - che hanno un'agenzia regionale che non funziona, terrapiattisti, probabilmente vanno in giro anche con la carta stagnola sulla testa per non essere manipolati psicologicamente... - oppure possiamo accettare il fatto che forse, avere uno studio ulteriore e un approfondimento ulteriore, non possa che fare del bene, perché magari va anche a favore di quello che dice lei, magari conferma che non c'è nessun problema, che è tutto a posto, o magari no. Questo mi riporta un po' alla memoria quello che è accaduto questa mattina e quello che è accaduto la settimana scorsa durante la Commissione: abbiamo chiesto di fare un'audizione con le categorie imprenditoriali per avere il loro parere, ma no, si è detto di no, perché si preferisce evitare che magari ci sia il rischio che qualcuno possa smentire quello che dici o metterlo in dubbio, e qui mi sembra di essere esattamente nello stesso alveo. Si ha paura di fare un approfondimento perché magari i risultati non sono quelli attesi.

Ora vede, Assessore, noi abbiamo affrontato il dibattito con la massima apertura, penso che lei me ne possa dare atto, non ho fatto questioni politiche, non ho fatto questioni, crociate terrapiattiste, ho semplicemente posto una questione che è quella che lei vede, c'è da qualche parte sollevata un'evidente possibilità che questo possa nuocere alla salute, perché o immaginiamo che vada sempre tutto bene, oppure, se vogliamo mettere, come giustamente lei ha fatto più volte su più temi, la scienza al primo posto, possiamo immaginare che spesso la scienza si interroga e ha dei dubbi - è l'essenza di una dimostrazione - quindi avendo questa tecnologia da poco, anche gli effetti di lungo periodo di questa tecnologia non sono noti.

Se effettivamente quello che lei dice è vero, allora non avrebbe alcun senso la raccomandazione del Consiglio europeo del 12 luglio 1999, dove si chiede di promuovere programmi di ricerca al fine di migliorare la conoscenza degli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana, tenendo conto della raccomandazione degli sforzi di ricerca comunitari internazionali, probabilmente sarà stata un'Europa terrapiattista che non crede nel progresso e che ci vuole ridurre tutti a riportare l'età della pietra o forse ci sono delle giuste preoccupazioni.

Forse, a questo punto, la Regione, che è governata peraltro dal Partito Democratico, sarà effettivamente una Regione scriteriata, e allora io le consiglio magari di comunicarlo ai colleghi, dicendo che i vostri colleghi della Toscana sono tutti dei pazzi e non capiscono nulla o forse magari porsi dei dubbi. Mettere dei dubbi, avere dei dubbi probabilmente porta anche ad avere dei risultati che ci possono confermare o smentire quello che ipotizziamo, da una parte e dall'altra.

Io credo che questo sia un dubbio che può venire a tutti.

Lei ritiene di avere la scienza infusa e di dire: "No, non è così", ci dispiace per lei, però per noi non è così.

Noi ovviamente non ritireremo questa mozione, chiaramente siamo ansiosi di vedere come verrà distribuito il voto, noi la nostra posizione l'abbiamo espressa e penso sia chiara.

Presidente - Altri interventi? Consigliere Lucianaz che è tra i firmatari.

Lucianaz (RV) - Questa volta non mi indirizzo esclusivamente all'assessore Caveri con cui abbiamo aperto un dibattito su quest'argomento, ma alla Giunta intera, cioè io devo ammettere che l'Union Valdôtaine mi demoralizza sempre di più, un partito del quale sottoscriverei ogni riga del proprio Statuto, ma purtroppo qui vi state comportando in modo assurdo, non solo non vi interessa il francoprovenzale, e lo dimostrate a ogni iniziativa, non solo non vi interessate della salute dei Valdostani, quando affrontiamo il discorso dell'Ospedale, che voi giustamente considerate dal vostro punto di vista; c'è qualcuno che invece la vede in modo diametralmente opposto, ma, su questo punto, non riesco proprio a capire dove sia il vostro senso di amministratori.

Siete, a mio parere naturalmente, e sottoscrivo quello che dico, la delusione di un popolo, perché chiedere di approfondire una tematica come quella delle onde elettromagnetiche, sulla quale tutte le comunità... vi ho citato la volta scorsa le comunità del Levante ligure, in cui l'ANCI ligure si è attivata per chiedere approfondimenti, e, tra l'altro, il Presidente della Regione Liguria ha avuto delle difficoltà proprio su questi aspetti. Vi chiediamo almeno di discuterne in Commissione, che tra l'altro sono secretate, quindi non si può neppure diffondere i dati, neppure quello... vi ho citato l'articolo 191 del Trattato europeo, tanto caro all'assessore Caveri, che antepone la protezione della salute agli interessi economici; questo lo sappiamo tutti, ci sono interessi economici grandi, enormi, bene, cerchiamo di tutelarli, qualcuno è più convinto di altri, forse nessuno è contrario al progresso. Poi se io partecipo alle manifestazioni con i No Vax lo faccio ben volentieri, non vado a vedere chi frequentate voi, e comunque non me ne frega assolutamente nulla.

Il senso è che sostengo la libertà di ogni cittadino valdostano di esprimersi e vado anche ad ascoltarlo, guardate un po'.

Il fatto che si continui a citare recenti studi, asseverati, eccetera... io continuo a ribadirvi che l'Istituto della ICNIRP, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti di cui vi ho detto prima, è un'agenzia privata, con ridotta attività, costituita da una Commissione non istituzionale di dodici membri, bavarese, nella quale peraltro non era presente nessun medico - e mi rivolgo al Consigliere collega Barmasse, che mi ha detto che non c'è nessun medico in questa audizione. Neanche qui in questa Commissione c'è un medico, guardate un po', eppure l'ARPA, come tutti gli altri Governi politici, si affida a questo studio.

Voi forse non sapete, vi dico anche questo: nel 2020 la Corte d'appello di Torino ha denunciato il conflitto d'interessi dell'ICNIRP bavarese di cui vi ho detto prima, definendola "Organizzazione privata, le cui linee guida hanno una grande importanza economica e strategica per l'industria delle telecomunicazioni", con la quale diversi membri dell'ICNIRP hanno legami attraverso rapporti di consulenza. Dice sempre la Corte d'appello di Torino, sentenza del 2020: "Appare evidente che questi soggetti dovrebbero astenersi dal valutare l'effetto sulla salute, che l'ICNIRP stesso ha dichiarato sicuro e non nocivo alla salute". Queste sono sentenze di tribunali italiani.

Voi sorridete, come al solito continuate con questo spirito. Siete una vera delusione.

Presidente - Consigliera Minelli per dichiarazioni di voto.

Minelli (PCP) - Per dichiarazione di voto e per confermare quanto avevo detto in precedenza, cioè che sosterremo questa mozione, ma anche per fare una considerazione più che altro sulla risposta data dall'assessore Caveri, cioè proprio il cuore della mozione, vale a dire la necessità o meno di fare uno studio specifico.

Dice l'Assessore: "Non c'è bisogno che si faccia uno studio specifico, non lo dico io, lo dice ARPA, è del tutto inutile perché ARPA è all'interno di un sistema nazionale di cui fa parte anche ISPRA e quindi ci sono già studi che parlano, che documentano una serie di cose".

Credo che tutti noi sappiamo che ARPA stia all'interno del sistema SNPA, cioè del sistema federativo che comprende ventuno agenzie per l'ambiente, perché ci sono le due Province autonome di Trento e di Bolzano, e che comprende giustamente anche ISPRA, ma che cosa fa questo sistema? È un sistema che raccoglie gli studi che fanno le singole agenzie, e poi elabora ovviamente anche delle linee, dà delle indicazioni alle altre agenzie, ma non capisco bene il motivo per cui la nostra ARPA non potrebbe, sul nostro territorio, fare in piccolo uno studio con le caratteristiche che abbiamo evidenziato e poi ovviamente condividerlo, all'interno del sistema, ragionare con gli altri, perché normalmente questo è ciò che fanno, con la supervisione di ISPRA, con i rapporti che ci sono tra le varie agenzie.

A me la motivazione lascia un po' perplessa, che poi noi non possiamo cambiare le cose va bene, può essere assolutamente accettato, ma contribuire a un approfondimento di tipo scientifico su un territorio che è circoscritto (che forse si potrebbe anche prestare a fare delle valutazioni da condividere e magari da validare o non validare attraverso le altre agenzie che sul loro stesso territorio possono fare la stessa azione) a me sembrerebbe una cosa abbastanza sensata. Sinceramente è qualche cosa che mi ha lasciato un po' perplessa come motivazione.

Vorrei poi fare anche una precisazione, ma credo che l'Assessore, quando ha parlato, non si riferisse tanto a noi, poi mi sembra che lui lo abbia anche abbastanza esplicitato riguardo alla questione che ci sono persone che sono contrarie al 5G.

Io ho specificato, intervenendo, che dal nostro punto di vista questa è una tecnologia che non deve essere demonizzata, che sia la fibra che il 5G possono essere utili per colmare la lacuna che c'è, cioè il fatto che il nostro Paese sia scarsamente ancora digitalizzato, però questo non deve essere fatto a scapito di quella che potrebbe essere la tutela della salute dei cittadini.

Non pretendo di dire che sia assolutamente negativo, io ho riportato opinioni che sono opinioni di scienziati, e credo che abbiano anche un curriculum di tutto rispetto, ma poi, proprio per arrivare a una definizione e a una chiusura del cerchio, tutti gli studi che possono essere fatti, a mio avviso, sono utili e possono essere utilizzati anche per un dibattito più ampio che ovviamente non coinvolge soltanto la nostra regione. È ovvio che noi ci troviamo all'interno di un sistema Paese che è molto complesso, certamente invece condivido quanto detto dall'Assessore sul fatto che, a livello di decisioni governative, quella di spostare i limiti da 6 Volt/metro a 15 è una decisione che è stata presa a livello centrale, quindi è ovvio che su questo sono state fatte delle scelte. Poi ognuno può avere delle preoccupazioni, che sono assolutamente legittime, e voler approfondire, mi sembra che sia stato spiegato, ciò non toglie che il nostro Paese era in una situazione, rispetto agli altri Paesi europei - sicuramente dal mio punto di vista - migliore, perché quei 6 Volt al metro erano, dal punto di vista della tutela della salute, migliori del 15, così non è stato, si è deciso diversamente e su questo ci sono ovviamente delle responsabilità.

Presidente - Ci sono altre dichiarazioni di voto? Non vedo altre richieste, passiamo pertanto alla votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

La mozione non è approvata.

Con questo chiudiamo i lavori del Consiglio di oggi, i lavori riprenderanno domani alle ore 09:00.

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La seduta termina alle ore 19:56.