Oggetto del Consiglio n. 4134 del 20 novembre 2024 - Verbale

Oggetto n. 4134/XVI del 20/11/2024

REIEZIONE DI MOZIONE: "IMPEGNO DELLA GIUNTA REGIONALE AD AVVIARE UNO STUDIO SULLE CONSEGUENZE DELLE EMISSIONI DELLE RETI 5G E DELLE NUOVE INFRASTRUTTURE".

Il Presidente BERTIN dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri MANFRIN, FOUDRAZ, SAMMARITANI, DISTORT, GANIS, PERRON, LAVY e LUCIANAZ e iscritta al punto 8 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Illustra il Consigliere MANFRIN.

Intervengono i Consiglieri MINELLI, BACCEGA e LUCIANAZ.

Replica l'Assessore agli affari europei, innovazione, PNRR e politiche nazionali per la montagna, CAVERI.

Prende la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere BACCEGA (favorevole).

Replicano i Consiglieri MANFRIN e LUCIANAZ.

Prende la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera MINELLI (favorevole).

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli sedici (presenti: trentacinque; votanti: sedici; astenuti: diciannove, i Consiglieri BARMASSE, BERTIN, BERTSCHY, CARREL, CAVERI, CHATRIAN, CRETIER, DI MARCO, GROSJACQUES, GUICHARDAZ Jean-Pierre, JORDAN, LAVEVAZ, MALACRINÒ, MARGUERETTAZ, MARZI, PADOVANI, ROSAIRE, SAPINET e TESTOLIN

NON APPROVA

la sottoriportata

MOZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

VISTA la Direttiva 2018/1972/UE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018 che istituisce il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche;

EVIDENZIATO che la direttiva ha l’obiettivo di sviluppare le infrastrutture di rete a banda larga, compresa la rete mobile e il 5G;

PRESO ATTO che per arrivare a tale obiettivo sarà necessario modificare e/o migliorare le infrastrutture attraverso un sistema di monitoraggio che comprenda non solo le reti "nuove", ma anche il sistema globale di reti e campi elettromagnetici preesistente;

RICHIAMATA la legge 214/2023 che ha innalzato il limite di emissione delle antenne SRB dagli attuali 6V/m a 15V/m, sebbene "in via provvisoria e cautelativa", creando notevole apprensione nella popolazione, considerando il rischio per la salute delle persone fisiche, soprattutto nel lungo periodo;

RICORDATO che in seguito alla valutazione della IARC del 2013, che aveva definito i campi elettromagnetici a radiofrequenze come possibili cancerogeni per gli effetti su tumori della testa legati all’uso prolungato del cellulare, sono stati condotti numerosi studi che hanno indagato le associazioni tra l'esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici e vari problemi di salute, oncologici e non. Le esposizioni derivanti non dall’uso del telefono cellulare, ma da altri sorgenti, quali le stazioni radiobase (SRB), sono di natura diversa, soprattutto perché i possibili effetti non sono limitati alla testa e, come appare da studi di monitoraggio, sono di minore intensità. Ad oggi gli studi sugli effetti sulla salute dell’esposizione alle stazioni radiobase forniscono risultati contrastanti;

SOTTOLINEATO che a causa dei limiti di emissione il 62% dei siti esistenti nelle aree urbane risulterebbe non aggiornabile al 5G e gli extracosti per realizzare le coperture ammonterebbero a 1,3 miliardi di euro circa per operatore: per mantenere i 6 volt al metro si stima una spesa di circa 4 miliardi di euro all’anno, un costo decisamente elevato per le compagnie di telefonia;

EVIDENZIATE le preoccupazioni dei cittadini rispetto alle emissioni del 5G che si combinano ad altre forme di emissioni elettromagnetiche e sugli effetti che tale emissioni possono avere sia sulla salute che sull'ambiente;

SOTTOLINEATO che, con il crescente utilizzo di queste nuove tecnologie, si rendono necessari studi condotti da enti terzi all’Amministrazione regionale all’insegna della trasparenza e piena accessibilità delle informazioni alla comunità al fine di garantire alla popolazione un'informazione chiara e rassicurante, soprattutto in caso di installazione di nuove antenne vicino a scuole, ospedali e aree residenziali;

VISTA la Raccomandazione del Consiglio Europeo del 12 luglio 1999 (1999/519/EC) in cui si prevede al punto VI che gli Stati Membri dovrebbero promuovere programmi di ricerca, al fine di migliorare la conoscenza degli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana, tenendo conto delle raccomandazioni e degli sforzi di ricerca comunitari e internazionali;

IMPEGNA

la Giunta regionale ad attivare, attraverso un finanziamento da prevedere esplicitamente a tal fine, un sistema di studio e monitoraggio complessivo di sistema dell'impatto sulla salute umana e su quella dell'ambiente dell’intero sistema di infrastrutture, reti, e loro emissioni che si otterrà con l'aggiunta delle nuove infrastrutture e reti 5G, al fine di garantire e tutelare la salute dei valdostani.

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