Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2067 del 13 dicembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 2067/XVI - Trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del DL n. 82 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2023/2025) e del DL n. 83 (Bilancio di previsione per il triennio 2023/2025). (Reiezione di cinque ordini del giorno. Ritiro di sei ordini del giorno. Approvazione di un ordine del giorno)

Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori del Consiglio dopo la sospensione. A questo punto bisogna affrontare gli ordini del giorno che sono pervenuti alla Presidenza. L'ordine del giorno inizia con quelli presentati dal gruppo della Lega. Ricordo che le modalità di discussione degli ordini del giorno sono strutturate nella presentazione, nella replica da parte del Governo e in un intervento per ogni gruppo consiliare. Possiamo iniziare, come dicevo, con gli ordini del giorno della Lega. La parola alla consigliera Foudraz per l'ordine del giorno n. 1 della Lega.

Foudraz (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno vuole andare nella direzione di agevolare le migliaia di famiglie valdostane, che, per evidenti difficoltà economiche legate all'anomalo andamento storico, sotto innumerevoli punti di vista, stanno attraversando momenti molto difficili. Con quest'iniziativa si vuole proporre al Governo regionale di valutare, per l'anno 2023, qualora si adottassero provvedimenti normativi a sostegno del reddito delle famiglie valdostane, la possibilità di presentare le domande inoltrando in prima istanza la Dichiarazione Sostitutiva Unica, ovvero la DSU per intenderci, e solo successivamente la produzione del documento dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, l'ISEE. Per quale motivo viene avanzata tale richiesta? Conosciamo tutti bene le realtà e le difficoltà che i tanti Valdostani incontrano nell'ottenere in tempi brevi l'ISEE, che permette loro di inoltrare le relative domande a sostegno della loro condizione economica, difficoltà che sono state anche evidenziate durante le numerose audizioni effettuate in sede di Commissioni consiliari regionali da parte dei rappresentanti dei centri di assistenza fiscale del nostro territorio, difficoltà che non sono certamente da imputare agli operatori dei vari centri di assistenza fiscale che, per riuscire a soddisfare le richieste della maggior parte degli utenti, hanno fatto in passato e fanno tuttora salti mortali. Difficoltà che non possono nemmeno essere imputate agli utenti, perché il più delle volte gli aiuti vengono messi in campo oggi per domani. Queste difficoltà direi che sono legate appunto ai tempi molto stretti entro i quali spesso vengono aperti i termini di presentazione delle istanze di sostegno. Una programmazione più accurata delle misure da attuare per il sostegno alle categorie più fragili consentirebbe sicuramente l'accesso a una platea più ampia di beneficiari.

Con l'ultimo intervento di aiuti, approvato con la legge regionale 21/2022, per intenderci quello che è stato più volte richiamato in questa due giorni in aula, ovvero il bonus social VdA, la platea prevista, in base ai dati pervenuti dall'INPS che ci erano stati comunicati in Commissione consiliare, doveva ricadere su circa 11.300 famiglie valdostane, famiglie valdostane che avevano un ISEE fino a 20 mila euro. Abbiamo appreso in questi giorni che le famiglie che hanno potuto accedere all'aiuto sono state 8.342; questo vuol dire che 3.000 nuclei familiari non sono riusciti a presentare la domanda, 3.000 famiglie sono tantissime su una popolazione totale di circa 125.000 abitanti, famiglie che hanno sicuramente bisogno di un'attenzione particolare perché con un ISEE che arriva a 20 mila euro non c'è molto margine per poter vivere con serenità.

Ieri durante la lettura della relazione al bilancio predisposta dal consigliere Malacrinò ho sentito dire che probabilmente tante famiglie non si sono recate negli uffici preposti all'inoltro delle domande perché si sentono a disagio nel dover dichiarare la loro condizione economica; in parte quest'affermazione potrebbe corrispondere a realtà, ma credo solo in parte. Penso invece che la motivazione principale sia proprio da ricondurre ai pochi giorni che le famiglie avevano davanti a loro per presentare la richiesta: meno di un mese, perché il portale informatico era accessibile dal 18 ottobre al 15 novembre e sicuramente queste famiglie non erano in possesso dell'ISEE, documento essenziale per procedere nei vari passaggi previsti con l'invio telematico della domanda: ecco perché riteniamo corretto proporre questo genere di modifica, una modifica che consentirebbe, con la presentazione della DSU e solo in seguito dell'ISEE, un trattamento paritario per tutte le famiglie che attraversano dei momenti di fragilità, dando quindi la possibilità a tutti di accedere al beneficio senza escludere nessuno, senza attuare disparità di trattamento. Peraltro questa modalità viene già attuata per l'accesso ad altri benefici, come, ad esempio, per le borse di studio universitarie, sarebbe quindi opportuno che le procedure in questi settori attuate dall'Amministrazione regionale andassero tutte nella stessa direzione, che siano rese uniformi, visto che sempre di aiuti si parla, un'uniformità con il solo scopo di agevolare le famiglie valdostane, famiglie bisognose che vengono escluse dalla possibilità di ottenere forme di sussidio stabilite dalla nostra Regione.

Preso atto dunque delle relazioni ai disegni di legge n. 82 e n. 83, con quest'ordine del giorno il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a valutare la possibilità per l'annualità 2023, nella definizione di eventuali provvedimenti normativi a sostegno delle categorie socialmente più fragili residenti nel territorio della Regione autonoma Valle d'Aosta, di presentare la relativa domanda di aiuto o sostegno al reddito corredata in prima istanza con la sola DSU e solo successivamente integrandola con l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, l'ISEE, onde permettere l'accesso a tutti i possibili fruitori di eventuali sussidi previsti da norme regionali.

Presidente - Per il Governo ha chiesto la parola all'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Riguardo a quest'ordine del giorno, comunico che noi, come Dipartimento politiche sociali, per quello che ci riguarda, è possibile presentare le domande di contributo con la sola presentazione della DSU. L'ISEE è richiesto solo ai fini dell'erogazione del contributo in quanto la DSU non contiene gli importi e la scala di equivalenza del nucleo richiedente.

Per quanto riguarda il bonus social, invece, è stata prevista la sola presentazione dell'ISEE perché i tempi erano estremamente stretti, quindi potevamo concludere la procedura nei tempi richiesti, cioè che l'impegno finanziario entro i termini richiesti perché essendo appunto un finanziamento relativo al 2022 non avevamo i tempi.

Questo tipo di problematica è una problematica, come dicevo, che come Politiche sociali è già stata affrontata, e la si sta ancora analizzando, penso che ci sia una valutazione in sede di Commissione, ma la si stava già comunque analizzando eventualmente per diffonderlo anche ad altre strutture. Per questo motivo io propongo l'astensione da parte del Governo su quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Foudraz.

Foudraz (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Noi non ritireremo quest'ordine del giorno ma lo porteremo al voto, perché non ritengo sia sufficiente questo tipo di risposta dato che reputo che uniformare per tutti i settori l'inoltro delle domande sia un vantaggio che può agevolare tutte le famiglie valdostane. Porteremo pertanto al voto l'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Per dire che sosterremo quest'ordine del giorno, anche se ci chiediamo... so che la collega Foudraz non può più replicare, però ho dimenticato di chiederle prima un chiarimento: nell'impegnativa si chiede che in prima istanza si presenti la sola dichiarazione sostitutiva, la DSU, e solo successivamente l'integrazione con l'ISEE. Ci sono delle situazioni in cui le famiglie, proprio perché sanno che redigere l'ISEE richiede tempo, molto in anticipo chiedono già ai patronati di procedere alla redazione dell'ISEE, quindi era capire se in ogni caso si presenta prima la DSU o se qualcuno che ha già invece fatto preparare l'ISEE può accedere con quello, però il senso dell'ordine del giorno è comunque quello di andare nella direzione di agevolare il più possibile la presentazione delle domande, quindi noi lo sosterremo.

Presidente - Un minuto per un chiarimento per maggiore chiarezza dell'ordine del giorno.

Foudraz (LEGA VDA) - L'ordine del giorno va proprio in quella direzione, proprio per permettere alle famiglie che non si sono prese per tempo - perché comunque gli aiuti escono, come ho detto, prima oggi per domani, perché non sono strutturati annualmente - che non sono in possesso dell'ISEE, di poter accedere alla domanda, alla piattaforma informatica in prima istanza solo con la DSU e solo successivamente integrandola con l'ISEE.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo dunque all'ordine del giorno successivo: il n. 2 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno riguarda il mondo dell'arte e della cultura. Sappiamo dell'importante lavoro di promozione dell'artigianato tradizionale che si è svolta negli anni grazie al connubio di intenti rivolto al settore museale, didattico ed espositivo, ma le attività legate al settore tradizionale per loro stessa natura non possono comprendere la totalità espressiva del mondo artistico valdostano e non. È un settore, ovviamente, regolato quello dell'artigianato per sua stessa natura come dicevo, regolato nei materiali e spesso mi dicono anche nei temi, cioè se qualcuno ha in questo caso una scultura con dei temi particolari che non rientrano nel mondo tradizionale, questi temi vengono in qualche modo scartati. Sappiamo dell'esistenza, adesso in parte sommersa e slegata alla grande promozione dei canali ufficiali regionali, seppur qualcuno c'è, di una proposta artistica più ampia e variegata.

Sappiamo quanto sia importante, e posso dirlo anche come artista, il confronto artistico con realtà esterne che ha sempre portato indubbi vantaggi e alla crescita sia degli artisti valdostani che dei fruitori dell'offerta culturale della nostra Regione e sappiamo ancora che in Valle esistono già consolidate e rinomate realtà regionali che si occupano di arte contemporanea con musei e sedi espositive regionali, quali, ad esempio, il Castello Gamba e la Chiesa di San Lorenzo.

Ora, uniamo un po' questi elementi tutti insieme: Assessore, io credo che questa sia una proposta innovativa, sensata e fattibile. Quello che le chiediamo è in generale di promuovere interventi a favore dell'arte di tipo contemporanea, quindi slegato al settore dell'artigianato tradizionale che proprio anche riguarda un Assessorato diverso dal suo, quindi le chiediamo in questo caso di avere un'attenzione per quello che è un po' l'altro lato della luna, quello che è rimasto un po' sicuramente più oscurato, più al di fuori delle luci in questi anni, e come? Quello che le proponiamo è la creazione di una biennale di scultura contemporanea, senza limiti di materiale utilizzato; per biennale intendo un concorso, chiarisco anche un po' per i non addetti ai lavori che sono tematiche un po' specifiche, quindi un concorso, ovviamente non è un'idea innovativa in generale perché esistono biennali di altro tipo in altre parti d'Italia. Una biennale di scultura contemporanea in Valle, perché scultura? Perché è più semplice partire da un settore più specifico e poi, se la cosa dovesse funzionare, se si rivelasse di una certa validità, è un sistema che può essere utilizzato anche per altri tipi di arte.

La proposta che le facciamo è aperta a due categorie: la prima riservata ai soli residenti qui in Valle e la seconda invece aperta anche agli artisti fuori dalla Valle. Qual è il fine? Il fine è nel primo caso dei Valdostani censire l'attività artistica valdostana di questo tipo e, dall'altro, di ampliare l'offerta culturale e attrarre nuovi artisti nella nostra Regione.

Riguardo al budget, tanto per dare delle grandi linee, non sono budget elevatissimi, potrebbero essere premi in denaro per i primi classificati, visibilità che è possibile dare in molte strutture regionali, in molte parti della Regione o anche al di fuori, per gli altri. Ci sono talenti in Valle di livello nazionale e internazionale che riguardano la scultura di tipo contemporaneo? Lo sapremo, potremmo saperlo, sicuramente ce ne sono, sicuramente sarebbe una condizione per creare quell'humus anche culturale che potrebbe favorire ai talenti di esprimersi e quindi è un elemento importante, quindi le chiediamo di valutare il nostro ordine del giorno.

Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega Perron per la suggestione non intesa nel senso francofono di suggerimento ma proprio perché la proposta è suggestiva e peraltro è una proposta che variamente mi è già stata fatta non solo da scultori che alle volte si annoverano tra l'artigiano e l'artista contemporaneo, alle volte un po' mescolando e confondendo i livelli. Mi è già stata fatta anche, per esempio, da cenacoli di pittori valdostani, i quali sarebbero interessati anche loro a una biennale, hanno proprio usato questa terminologia della pittura contemporanea, anche sulla letteratura, per esempio, qualcuno ha proposto, questo è un tema che piano piano, attraverso anche la nascita della Saison Littéraire, per esempio, l'organizzazione di un premio letterario valdostano aperto sia ai Valdostani che fuori. Sono temi e proposte suggestive ma che rientrano in una programmazione che può essere presa in considerazione, ma sicuramente va programmata su tempi più lunghi che non attraverso un impegno generico di creazione di qualcosa che io potrei anche dirle: "va bene", poi siccome non ci sono delle tempistiche e non c'è nulla... Diciamo che è nostro interesse far crescere le forme di linguaggio contemporaneo che peraltro le frequenti mostre e iniziative alle quali spesso ha partecipato anche lei, dimostrando anche grande interesse verso il tema, al Gamba ma anche al Forte di Bard nelle nostre aree espositive dimostrano comunque questa volontà, cioè la volontà in qualche modo di valorizzare anche quelle forme che non sono annoverate all'interno della concezione di artigianato di tradizione ma forme artistiche diversamente declinate e sulle quali peraltro io mi sono confrontato anche con le strutture, non è facile dare una definizione chiara e univoca.

Le forme artistiche contemporanee hanno già trovato e trovano spesso ospitalità sia al San Lorenzo che al Gamba, ma allo stato è piuttosto inimmaginabile una biennale così strutturata, intanto perché rischierebbe - ripeto - di incrociarsi in questo momento con forme artistiche che non possono essere troppo annoverate in un ambito piuttosto che in un altro. Noi possiamo impegnarci... e questo glielo chiedo proprio anche per arrivare a un accordo, perché credo che su questi temi non ci sia la volontà della vispolemica o di infilarlo con chissà quale proposito di altro genere... ma noi ci possiamo impegnare a valutare anche, insieme all'Assessorato del collega Bertschy, quindi dell'Assessorato dell'artigianato, delle forme di valorizzazione della scultura contemporanea, ma io non me la sento oggi di dirle che sarà fattibile l'organizzazione di una biennale della scultura contemporanea. L'impegno è quello, se vogliamo assumercelo in via informale o comunque non formalmente legato a un ordine del giorno, di capire come fare a valorizzare maggiormente a questo punto la scultura contemporanea e le altre forme di arte contemporanea in modo tale che non sia solo più l'artigianato di tradizione ma che si possa valorizzare in maniera più ampia. Le chiederei quindi di ritirare, se possibile, quest'ordine del giorno. altrimenti ci asteniamo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Da parte mia sono disposto anche a modificare un po' l'iniziativa, l'impegnativa, troviamo un accordo tanto per mettere un punto fisso di direzione di visione che viene presa, mi pare che lei sia d'accordo su questo, non ho capito benissimo ma è questo che le ripropongo io, a questo punto prendiamo la parte dell'impegnativa che riguarda la valorizzazione della scultura di tipo contemporaneo, la modifichiamo, cominciamo a mettere un punto come ordine del giorno e una direzione e poi più avanti si troverà il modo di metterla a terra in maniera più specifica. Questa è la proposta ancora che le faccio io, troviamo una quadra e mettiamo un punto; è una cosa sentita da molti artisti, non è che me la sono inventata io, ho parlato con molta gente del settore che mi ha raccontato di quest'esigenza, so che può essere fattibile e troviamo un terreno di accordo. Questa non è una discussione di tipo politica, come sa io sono su sponde molto diverse dalle sue politicamente, ma questo non pregiudica nulla. In questo caso io sono d'accordo con lei a venirle incontro, mettiamo questa cosa in via un po' più generale come un modo per mettere un punto oggi verso la scultura di quel tipo contemporaneo e si mette ai voti così. Mi dica lei.

Presidente - Un minuto assessore Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - L'impegnativa è comunque un'impegnativa che è molto mirata e così com'è scritta va nella direzione, dal titolo in poi, verso un prodotto che è quello della biennale di scultura contemporanea e non di un ragionamento e di un'attenzione verso l'arte contemporanea. Quello che le dicevo io è che noi ci possiamo impegnare ad attenzionare maggiormente il tema che lei ha posto sul tavolo ma né con delle tempistiche, né con degli impegni precisi assunti sotto forma di ordine del giorno. Questo è quanto.

Presidente - Consigliere Perron, è già intervenuto... soltanto che sia un po' breve... a lei la parola.

Perron (LEGA VDA) - A questo punto io prendo l'impegno teorico che lei lascia... io lo ritiro così posso anche più avanti valutare altre iniziative. Porto a casa il suo impegno, anche le persone che mi hanno segnalato questa cosa e che credono in progetti di questo tipo... che ci sarà un'attenzione precisa su questo punto. Ritiro quest'ordine del giorno anche perché più avanti a questo punto ci sarà, secondo me, la possibilità di riparlarne nello specifico.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato, passiamo al seguente, ordine del giorno n. 3. Ha chiesto la parola il consigliere Brunod per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Abbiamo preso atto dei contenuti riportati nei disegni di legge n. 82 e n. 83 e nel documento di economia e finanza regionale per il triennio 2023-2025. Nel paragrafo 1.8 della Sezione 3 del DEFR vengono trattati i temi relativi all'Assessorato beni culturali, turismo, sport e commercio; rileviamo che nel paragrafo relativo allo sport si apprende che una delle priorità del settore sarà procedere a una verifica degli attuali strumenti di sostegno a favore dello sport, così come definiti dalla legge n. 3/2004, individuando gli strumenti che si sono rilevati nel tempo scarsamente utili alla crescita del movimento sportivo valdostano e individuandone eventuali ulteriori e diversi.

Tenuto conto che il Capo IV della legge regionale 3/2004 disciplina le sponsorizzazioni nel settore sportivo e che la delibera di Giunta regionale 1096 del 9 agosto 2019 definisce le disposizioni attuative del Capo IV della legge 3/2004, evidenziamo anche che già nel DEFR 2022-2024 la medesima tematica era già evidenziata come una delle priorità del settore.

Abbiamo appreso che, in data 21 novembre 2022, è stata approvata la DGR n. 1435 avente il seguente oggetto: "Approvazione della pubblicizzazione dell'immagine turistico-sportiva della Valle d'Aosta mediante la sponsorizzazione per la stagione agonistica invernale 2022-2023 ai sensi della legge 3/2004 e dalla DGR 1096/2019 di atleti valdostani praticanti le discipline invernali sportive.

Tenuto conto che l'articolo 38 del Capo VIII, "Disposizioni in materia di sport e turismo" e il DL regionale n. 82 prevede alcune modifiche alla legge regionale 1° aprile 2004 n. 3, rileviamo che nella Missione 6, "Politiche giovanili, programma sport e tempo libero" al capitolo "Spese di sponsorizzazione atleti sportivi valdostani", nel bilancio di previsione 2023-2025 sono previsti in bilancio 130 mila euro annui per gli anni 2023-2024-2025, cioè il medesimo importo che era già stato previsto per il 2022.

Rimarchiamo che nel corso di questa legislatura in più occasioni abbiamo presentato iniziative che evidenziavano alcune criticità e limitazioni di questa parte della legge e delle relative disposizioni applicative.

Tenuto conto che il comma 2 dell'articolo 23 del Capo IV della legge 3/2004 prevede che le domande di sponsorizzazioni siano presentate annualmente alla struttura competente a pena di decadenza entro il 30 settembre, relativamente gli atleti praticanti le discipline invernali e entro il 31 marzo relativamente agli atleti praticanti le altre discipline sportive.

Riteniamo che sia molto importante portare a termine al più presto la verifica degli attuali strumenti di sostegno a favore dello sport in modo tale che gli atleti praticanti le altre discipline sportive possano effettuare le domande di sponsorizzazione con scadenza al 31 marzo 2023 facendo riferimento a nuovi criteri e strumenti maggiormente rispondenti alle attuali esigenze del mondo sportivo valdostano.

Il Consiglio regionale quindi impegna il Governo regionale a predisporre la verifica e revisione degli attuali strumenti di sostegno a favore dello sport, così come definiti dalla legge 3/2004, in modo particolare per quanto riguarda il Capo IV della legge 3/2004 e le relative disposizioni attuative in modo tale che gli atleti praticanti le altre discipline sportive possano presentare le domande di sponsorizzazione con termine previsto entro il 31 marzo 2023, facendo riferimento a nuovi criteri e strumenti maggiormente rispondenti alle attuali esigenze del mondo sportivo valdostano.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Credo che lei, collega, sappia che se si vuole rivedere entro i primi mesi dell'anno la normativa nel senso da lei auspicato, ciò non è possibile perché, come lei sa, i tempi richiesti per una riflessione in tal senso, anche da farsi, tra l'altro, con il CONI, l'ASIVA e le Federazioni, sono troppo ristretti per arrivare al varo di nuove regole entro la prima scadenza di febbraio e marzo, quindi non ci sono i tempi tecnici, così come non esiste la possibilità neppure in questa fase, quindi in prospettiva dell'anno prossimo, d'incrementare le risorse se non andando a pescare nelle risorse che già sono state aumentate, tra l'altro, delle manifestazioni sportive. È qualcosa quindi che si potrebbe fare aumentando il budget ma non credo che al momento questo sia l'interesse né suo, né nostro. Peraltro il tema delle sponsorizzazioni è un tema che abbiamo discusso, noi l'abbiamo inserito nel DEFR perché sin dall'insediamento, anche confrontandomi con i colleghi che prima di me hanno fatto il mio mestiere, quindi hanno molta più esperienza di me... è un tema che praticamente già da quando è entrata in vigore la legge 3/2004 è stato in qualche modo oggetto di ripensamenti, di valutazioni, eccetera, senza che poi si sia mai arrivati a trovare una quadra, perché, come lei sa, il tema delle sponsorizzazioni è un tema che va a toccare i diritti alla tutela dell'immagine, i diritti di altri sponsor a essere valorizzati, sponsor che possono, come lei sa, soprattutto sugli atleti di alto livello, investire moltissime centinaia di migliaia di euro, cose che, per esempio, la Regione Valle d'Aosta non è in grado di fare.

Oggi la normativa è una normativa di fatto di sostegno, come lei sa, sono praticamente dei contributi che vengono dati ad atleti regionali sulla base di valutazioni tecniche, quindi la visibilità dell'atleta, l'importanza della disciplina anche da un punto di vista del percepito regionale, degli investimenti, eccetera. Per poter cambiare questa disciplina, a nostro parere, occorrerebbe proprio non riformare il Capo IV ma proprio abrogarlo del tutto e cercare di capire come fare in qualche modo a essere anche più liberi rispetto a una vera forma di valorizzazione degli atleti di alto livello, degli atleti che in qualche modo sono testimonial della nostra Regione e degli sport che praticano. Questo però vuol dire che queste forme di sostegno, oggi lei ha citato la delibera, sono limitate ad alcuni atleti di rilievo regionale che però sono anche conosciuti, in qualche modo verrebbero meno. Le due cose quindi devono essere contemperate; affinché vengano contemperate, anche per andare nella direzione che ci siamo dati sul DEFR, noi abbiamo assegnato ai nostri due dirigenti... l'anno scorso proprio con un obiettivo dirigenziale, dal quale poi è emanato uno studio preciso, che ha evidenziato come effettivamente questo tipo di sostegno non può essere fatto sulla base di leggi e regolamenti e di fatto fatti sotto forma di contributo.

Il tema quindi è all'ordine del giorno, lo è dal 2004, è un tema di non facile soluzione sul quale abbiamo coinvolto - ripeto - anche esperti di immagine di tutela dei diritti di immagine e dei diritti di sponsorizzazione. Lo stiamo vedendo ma non è possibile ovviamente nei termini che lei indica, perché tecnicamente questi termini non sono fattibili, quindi non è possibile approvare quest'ordine del giorno, ma in ogni caso, com'è scritto nel DEFR e nel nostro programma, stiamo andando avanti con l'idea di arrivare comunque a una soluzione che contemperi l'esigenza di sostegno di atleti e dall'altra parte l'esigenza di visibilità per la Valle d'Aosta utilizzando atleti di alto livello e di grosso calibro internazionale e nazionale.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Non siamo pienamente soddisfatti di questa sua risposta perché più o meno, se si ricorda bene, già un anno fa abbiamo proprio trattato questo tema e, se non mi ricordo male, un anno o comunque ancora più di un anno fa anche alcuni suoi colleghi di maggioranza avevano proprio inerente al discorso delle sponsorizzazioni dei settori giovanili, evidenziato che c'erano queste criticità, queste difficoltà, soprattutto nel sostegno dei giovani in quanto - adesso riportiamo a titolo esemplificativo l'importo è di 500 euro lordi ad atleta, sempre che le risorse siano sufficienti - ritenevamo un po' tutti che erano scarse.

È passato un anno e siamo sempre allo stesso punto, è un po' questo che a noi dispiace, poi capiamo che magari in pochi mesi non è che così semplice rivedere una normativa, però se andiamo indietro di più di un anno, capiamo che siamo già come tempistiche più di un anno. È questo che noi vogliamo mettere in evidenza e, come lei ha ben detto, leggendo il comma 2 dell'articolo 19, che recita: "per le finalità di cui al comma 1 la Regione attua specifiche azioni e sponsorizzazioni riferite ad atleti e sportivi praticanti le rispettive discipline sportive ai più alti livelli tecnico-agonistici"... è un peccato che quello che c'è scritto qua poi, come lei anche lei ha spiegato, con i fatti non si può fare per ovvi motivi che la Regione non riesce a concorrere da quanto viene fatto dai privati, però è un dispiacere che passano gli anni e purtroppo non riusciamo a sfruttare al meglio le potenzialità che potremmo avere attraverso diciamo delle formule tutte da studiare dove sfruttare l'immagine di questi grandi campioni delle varie discipline che la Valle d'Aosta possiede, anche se siamo piccoli, abbiamo delle eccellenze nei vari settori, quindi anche se lei ha detto che vi asterrete, noi lo votiamo lo stesso per mettere in evidenza che su questo tema bisogna cercare di lavorare in fretta per sfruttare al meglio le potenzialità che può avere questa parte di sponsorizzazioni e soprattutto sfruttare le nostre eccellenze in campo sportivo per veicolare al meglio la nostra Regione.

Presidente - Non vedo altre richieste, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 4, sempre del gruppo della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - L'ordine del giorno nasce in realtà non soltanto dall'analisi di questi documenti di bilancio e dall'importanza che i fondi che arrivano dall'Europa rivestono per lo sviluppo delle progettualità legate al territorio, ma anche già in parte dalla discussione, dal confronto che si era avuto legato appunto al documento di economia e finanza.

Sappiamo tutti che la Valle d'Aosta, dopo le vicissitudini che tutti conosciamo, ha trovato una realtà a cui è stata assegnata la titolarità dei fondi del cosiddetto "bando borghi", sappiamo che per l'appunto è il Comune di Arvier che si adopererà per sviluppare il progetto denominato "Arvier agile e la cultura per il cambiamento". Un progetto che sappiamo avere, come da descrizione, tre filoni fondamentali di indirizzo: quello della ricerca e della sperimentazione, quello del confronto di realtà, ci sono numerosi partner che lo sponsorizzano e anche quello della divulgazione scientifica con la realizzazione di un museo sul futuro alpino.

Nel corso dell'esame del documento di economia e finanza era anche capitato... o quando si è parlato di ricerca, si è parlato anche di potenziali iniziative che potevano nascere, o forse dovevano anche nascere intorno a questa realtà, ne cito una fra tutte... o, meglio, sono tante le progettualità di rafforzamento della ricerca e di finanziamento a vario titolo delle attività di ricerca.

Abbiamo letto a metà novembre scorso che c'erano ancora però delle notizie riguardo a un'attesa rispetto al decollo di questo progetto e la sua concretizzazione, per questo riteniamo che potrebbe essere utile capire qual è lo stato di avanzamento della concretizzazione di questo progetto e soprattutto eventualmente, a fronte appunto di un confronto che può nascere, e noi abbiamo proposto di coinvolgere le Commissioni competenti per audire l'Assessore regionale competente e i referenti promotori, nonché ogni altro soggetto che eventualmente è utile a questo tipo di confronto e che è coinvolto nel progetto, di comprendere lo stato di avanzamento della messa in opera del medesimo e - perché no? - eventualmente anche valutare delle attività, delle iniziative, collaterali che possono essere d'aiuto, di sostegno o anche sfruttare l'impatto che una cifra come quella stanziata dal bando borghi ha e può avere sull'area destinataria di questo finanziamento. Pertanto l'impegnativa dell'ordine prevede: "impegna i Presidenti delle competenti Commissioni consiliari in materia a convocare in audizione l'Assessore regionale competente, i referenti e i promotori del progetto "Arvier agile", nonché ogni altro soggetto coinvolto a vario titolo nel progetto al fine di comprenderne lo stato di avanzamento delle attività di messa in opera dello stesso.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Se permette, rispondo io e non i Presidenti delle Commissioni. Ci siamo confrontati e per noi non vi è assolutamente alcun problema, anzi, è un modo anche per mettere a punto questo processo, che sappiamo essere un processo non facile perché coinvolge una piccola comunità con delle organizzazioni che vanno strutturate con delle professionalità e con una serie di operatività che effettivamente richiedono un'attenzione particolare. Per noi quindi non è un problema approvare quest'ordine del giorno e poi sarà compito dei Presidenti delle Commissioni, adesso non so quali saranno le Commissioni competenti, lo verificherete voi anche in base alle ricadute, ma non è un problema per noi votare favorevolmente.

Presidente - Posso mettere in votazione? Metto in votazione, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

L'ordine seguente è il n. 5 sempre della Lega. Consigliere Brunod a lei la parola.

Brunod (LEGA VDA) - Preso atto dei contenuti riportati nei disegni di legge n. 82 e n. 83 e nel documento di economia e finanza 2023-2025, rileviamo che l'articolo 23 del Capo V "Interventi in materia di sviluppo economico" del disegno di legge n. 82 si occupa dei programmi d'investimento oggetto di cofinanziamento europeo e statale. La mozione presentata nella seduta del Consiglio regionale del 21 aprile 2021 aveva come oggetto l'impegno a modificare l'attuale percorso previsto dal progetto "Bassa Via della Valle d'Aosta" al fine di inserire i comuni di Pontey e Champdepraz nell'itinerario del progetto, ricordiamo che il testo dell'impegnativa della mozione era il seguente: "il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a portare avanti in tempi brevi le iniziative necessarie per prendere in considerazione la problematica sopra esposta e quindi nell'ottica di una migliore e più completa promozione e valorizzazione di tutte le località a media e bassa quota dell'Adret e dell'Envers della Valle d'Aosta, procede attraverso le azioni più idonee a inserire nel percorso anche i comuni di Pontey e Champdepraz, unici due comuni del Fondovalle della Regione Valle d'Aosta non rientranti nell'itinerario del progetto "Bassa Via della Valle d'Aosta" attraverso una modifica dell'attuale percorso con le varianti proposte dai Comuni interessati per valorizzare al meglio le loro peculiarità, itinerario che ad oggi non è ancora stato ultimato nell'esecuzione dei lavori in maniera definitiva e, di conseguenza, andando anche a rielaborare tutte le integrazioni e variazioni necessarie che si riferiscono all'aspetto della promozione del prodotto turistico "Bassa Via della Valle d'Aosta" nella sua totalità". Rimarchiamo che l'Assessore competente nella sua risposta affermò che i principi e i contenuti espressi nella mozione erano più che condivisibili ma che la maggioranza avrebbe espresso un voto di astensione per una questione legata alle tempistiche del progetto in fase ormai di ultimazione e per questioni legate alle procedure relative al cofinanziamento dal programma operativo regionale investimenti per la crescita, FESR 2014-2020.

Ricordiamo che in data 25 giugno 2021 presentammo anche un'interpellanza per chiedere se all'interno dei vari filoni progettuali del piano integrato Pa.C.E. vi era la possibilità e l'intenzione di prendere in considerazione l'impegnativa della mozione citata sopra.

Tenuto conto che il 12 settembre 2022 è stato approvato dalla Commissione europea il programma regionale FESR 2021-2027 della Regione autonoma Valle d'Aosta per un valore complessivo di 92.489.293 euro, abbiamo appreso che tale programma 2021-2027 del FESR prevede di sostenere nel prossimo settennio i seguenti tre obiettivi strategici: OP1, "Un'Europa più competitiva e intelligente", OP2, "Un'Europa resiliente, più verde e a bassa emissione di carbonio", OP4, "Un'Europa più sociale, rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell'inclusione sociale e nell'innovazione sociale".

Prendendo atto che la Giunta regionale, con delibera di Giunta 1211 del 17 ottobre 2022 ha preso atto della decisione di esecuzione della Commissione europea che approva il programma FESR 2021-2027, riteniamo che, in riferimento ai nuovi finanziamenti legati al FESR 2021-2027, sarebbe molto importante valutare la possibilità di poter prendere nuovamente in considerazione i contenuti espressi nel testo della mozione con l'obiettivo di ottenere una più ampia e completa promozione e valorizzazione delle peculiarità del nostro territorio che si trovano nelle vicinanze dell'attuale percorso del "Cammino Balteo" e che ben si presterebbero per essere integrate nell'itinerario.

Il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a valutare la possibilità di poter prendere nuovamente in considerazione i contenuti espressi nella mozione, oggetto n. 495, citato nelle premesse e verificare se essa possa rientrare all'interno dell'obiettivo strategico OP4, "Un'Europa più sociale, rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell'inclusione sociale e nell'innovazione sociale" del programma FESR 2021-2027.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Le risposi io nel 2021, le rispondo io anche oggi, ma confesso che, per quello che riguarda i fondi FESR, mi sono confrontato con il collega Caveri che ringrazio. Gli interventi proposti sono molto localizzati, sono molto puntuali e non si prestano particolarmente a essere inseriti in un fondo di ampio respiro come il FESR; tra l'altro, i fondi per questa programmazione sono già destinati e quindi difficilmente si troverebbe in quella programmazione una possibilità e un'opportunità di finanziamento.

Il complessivo intervento sul "Cammino Balteo" trovò il finanziamento con tali fondi, ma era un intervento ovviamente di un certo spessore, con un ritorno anche culturale per via del collegamento dei vari castelli. Io ricordo all'epoca da Sindaco ci fu un coinvolgimento di tutti i Comuni coinvolti ma di tutti i Comuni in generale, perché poi se ne parlò anche al Celva, un confronto che permise ai vari Comuni di proporre delle varianti, degli interventi che andavano magari a offrire al territorio che magari inizialmente non erano stati tenuti in considerazione. Comunque tutte le possibilità, perché poi l'oggetto dell'iniziativa è oggetto anche di confronto con i Sindaci coinvolti, sono allo studio dell'Assessorato e delle Amministrazioni con le quali ci siamo coinvolti anche grazie alle sue iniziative. In tal senso forse il FEASR a cui fa capo il PSR, i fondi leader, ad esempio, saranno sicuramente più adatti. Tale programmazione è in via di definizione, sarà definita più avanti, anche attraverso il GAL, come, ad esempio - un esempio l'abbiamo dal passato bando -, con la misura 7.5 che era destinata alla sentieristica comunale. Sicuramente quindi si faranno dei ragionamenti insieme ai Comuni tenendo conto di tutto ciò. Per il momento io chiederei il ritiro dell'ordine del giorno, in alternativa ci sarà l'astensione da parte della maggioranza.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore, volevo solo fare una piccola precisazione sul pezzo che ho riportato dove dicevo: "l'Assessore competente mi ha risposto", era l'assessore Guichardaz, non lei, però ovviamente so che anche lei si occupa molto di questa parte ed è sempre molto collaborativo e disponibile in questa direzione, quindi apprezzo molto la sua risposta, ovviamente avete maggiori strumenti rispetto a quelli che abbiamo noi in merito, quindi capisco che probabilmente quell'asse non è quello ottimale, dall'altra parte mi fa molto piacere che comunque dei suggerimenti che abbiamo evidenziato voi ne terrete conto attraverso le prossime iniziative, strumenti, bandi, come lei ha detto che ci saranno in futuro, quindi da parte mia, come ho già fatto altre volte, ritiro l'ordine del giorno e monitoreremo l'evoluzione della cosa in quanto penso che questo sia un progetto molto importante (il Cammino Balteo) e se tra tutti riusciamo a renderlo più performante ancora, secondo me, sarebbe un grande risultato per la Valle d'Aosta intera.

Presidente - L'ordine del giorno è pertanto ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - Ordine del giorno n. 6. Consigliere Aggravi, a lei la parola.

Aggravi (LEGA VDA) - L'ordine del giorno n. 6 è uno di quegli ordini del giorno che è stato presentato con riferimento all'articolo 3 della legge 21, un ordine del giorno che, come quello presentato da altri colleghi, impegnava il Governo regionale, nell'ambito di un prossimo provvedimento di variazione al bilancio, a stanziare le risorse necessarie a coprire tutte le richieste consegnate entro i termini previsti e che risponde alle disposizioni di legge. Di fatto avete presentato un emendamento che prioritizza l'applicazione dell'avanzo, in realtà quest'ordine del giorno aggiunge anche un altro pezzo, ovvero la richiesta, una volta terminate le procedure di impegno delle risorse, a fornire alle Commissioni consiliari competenti in materia un quadro di dettaglio sulle tipologie di investimenti che hanno beneficiato del contributo, ovvero dei beneficiari aventi diritto.

Ora, non so se è l'assessore Bertschy che mi risponde, io non voglio farla arrabbiare perché nella replica che lei ha fatto mi è sembrato particolarmente arrabbiato su quest'aspetto, ma nessuno ha criticato la volontà della prioritizzazione dell'avanzo che sinceramente poteva arrivare prima e non dico prima della presentazione del bilancio, ma prima della giornata odierna.

Detto questo, io mi rimetto ad ascoltare la posizione del Governo, mi sento soltanto di fare due osservazioni su questa richiesta: da un lato, c'è un'impegnativa che sostanzialmente va nella direzione di chi ha presentato quell'emendamento, e la compagine di maggioranza conferma; dall'altro, però, c'è un pezzo in più, il pezzo chiamiamolo di una sorta di valutazione e di approfondimento che le Commissioni competenti possono fare a seguito del completamento delle richieste, per capire anche qual è stata l'applicazione della legge e - perché no? - la valutazione futura. Prima di esprimermi, quindi mi rimetto a quello che ci dirà il Governo.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Grazie collega Aggravi. Non ero arrabbiato, e poi ci sono a volte anche fattori esterni che coincidono al momento prima o al momento dopo degli interventi, anzi, mi sembra di aver anche giustamente osservato nella maniera più positiva possibile il modo anche di lavorare che si propone su tanti provvedimenti. Rispetto a questo, avrà modo il collega Testolin di presentare l'emendamento e anche di spiegare la motivazione di un provvedimento più forte di un ordine del giorno, che evidentemente è nato dalla maggioranza ma speriamo che venga confermato da tutti.

Rispetto all'ordine del giorno, noi vi chiederemmo, se fosse possibile, di ritirarlo con l'impegno di aggiornarvi puntualmente sull'evoluzione della misura. Oggi abbiamo dei primi dati che potremmo già confermare, probabilmente rispetto a qualche struttura, sugli impegni dei primi 12 milioni. Mano a mano che avremo delle informazioni ve le renderemo, come stiamo facendo in maniera un po' più informale alle Commissioni, direi la IV e la II, anche perché lo studio e l'analisi di come sono state utilizzate queste risorse che erano differenziate nella percentuale interessa tutti perché, com'è stato detto, e l'avete precisato, mano a mano dovremo cercare di andare sempre più a migliorare questi provvedimenti, che, se renderemo strutturali, dovranno essere ancora migliori di come li stiamo mettendo in campo oggi, per cercare di raggiungere gli obiettivi per i quali riteniamo che vadano sostenute le imprese in un momento difficile, dove sappiamo che non possiamo entrare in merito a provvedimenti a sostegno della liquidità rispetto ai costi delle materie prime o dell'energia, cerchiamo di fare provvedimenti che rendano un aiuto quanto meno per la competitività dei nostri settori di impresa ma proprio per questo dobbiamo misurarli.

Io quindi vi chiederei di ritirarlo, con l'impegno di mantenere un'informazione puntuale alle Commissioni mano a mano che abbiamo delle informazioni da darvi e possiamo renderle sempre più dettagliate, proprio perché, fatti gli impegni, possiamo cominciare a dire: quanti sono gli interventi al 35, al 45 o qual è la tipologia di interventi come macroarea sulle quali abbiamo dato la prima parte dei contributi e poi inizierà l'istruttoria della seconda parte, quella che non è finanziata, e anche su questo si potrà fare.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Assessore, lo ritiro, nel senso che mi fido della parola, anche perché alla fine, se così non dovesse essere, lei mi ha già sostanzialmente creato del lavoro e quindi le interpellanze poi arriveranno, quindi sostanzialmente va bene quest'impegnativa e va benissimo l'aggiornamento in itinere, diciamo così, dei vari impegni, quindi ritiriamo l'ordine del giorno.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - Passiamo al successivo ordine del giorno, il n. 7. Consigliere Brunod, a lei la parola.

Brunod (LEGA VDA) - Abbiamo letto i disegni di legge n. 82 e n. 83 e ovviamente, come già detto prima, il DEFR 2023-2025, tenuto conto che l'articolo 39 del Capo VIII, "Disposizioni in materia di sport e turismo" del disegno di legge regionale n. 82 prevede la proroga del progetto "Scivolare a scuola" fino all'anno 2025 dove l'onere derivante dall'applicazione del presente articolo è determinato, per l'anno 2025, in euro 35 mila.

Nel corso di questa legislatura in alcune occasioni abbiamo presentato iniziative che valorizzavano positivamente l'attuale progetto "Scivolare a scuola" ma al tempo stesso si chiedeva di valutare la possibilità di ampliare maggiormente il numero di discipline da poter praticare o provare per i ragazzi o almeno poter effettuare da parte dei professionisti dei vari settori delle dimostrazioni pratiche sul campo e soprattutto valutare la fattibilità di poter aumentare la programmazione e i relativi contenuti di queste giornate in modo da renderle ancora più interessanti e attraenti per i ragazzi andando a trattare ulteriori temi legati alla montagna, allo sport, alle regole e ai relativi valori. Abbiamo appreso che anche in altre Regioni - vedi il progetto scuola "Scivolare a scuola" portato avanti dal Comitato regionale Alpi centrali - stanno portando avanti con grande successo questo importante progetto dove inoltre vengono affrontate a 360 gradi maggiori tematiche sia durante la parte degli incontri nelle scuole che durante la Giornata sulla neve.

Volevo citare alcuni passaggi di questo progetto che viene portato avanti nelle Alpi centrali dove l'obiettivo principale di "Scivolare" è la promozione dello sport nelle scuole del territorio, attraverso la pratica delle discipline invernali e contemplate dalla Federazione Italiana Sport Invernali con l'obiettivo generale di favorire la promozione dello sport come stile di vita corretto, promuovere il concetto di sport di tutti e per tutti, dai giovani agli anziani, dalle persone normodotate a quelle con diverse abilità, incentivare il concetto di lealtà, educazione, fair play, aggregazione, spirito di sacrificio e di correttezza sportiva, educare al concetto sport come strumento per il benessere e la crescita personale, sviluppare il concetto di terre alte e la valorizzazione dei territori montani, promuovere il concetto di sport come strumento di crescita emotiva e come strumento per superare le difficoltà della vita, diffondere il concetto di cultura sportiva attraverso la pratica degli sport invernali.

Il Progetto Scuola, promosso dal Comitato Alpi Centrali, si avvale della preziosa collaborazione della Regione Lombardia, CONI Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Enti di promozione sportiva, inoltre si avvale del supporto dei Comuni del territorio, i gestori degli impianti di risalita, i maestri della Scuola Italiana Maestri di Sci, Comitati FISI provinciali, Sci Club del territorio. L'obiettivo del progetto è coinvolgere il maggior numero di scuole primarie e secondarie del territorio, favorire la pratica degli sport invernali nel contesto montano, che, di per sé, consente di praticare lo sport all'aria aperta, migliorare il proprio stile di vita a contatto con la natura, incentivare il rispetto alla natura e all'ambiente montano, implementare le conoscenze sull'ambiente di montagna. Negli incontri nelle scuole è previsto un incontro con un campione del panorama degli sport invernali con studenti e scuole, per favorire la conoscenza delle diverse discipline sportive e per rendere edotti gli studenti del significato di sportivo agonista e dell'impegno profuso nel raggiungimento dei risultati. Presentazione della Federazione Sport Invernali, proiezione di videoclip di presentazione altamente coinvolgenti delle discipline invernali, nozioni di base su regole di comportamento in montagna e sulle piste di sci, nel corso dei vari incontri promozione del dibattito fra ospiti e studenti, realizzazione da parte degli studenti di elaborati nel giorno stesso o nei successivi dedicati all'incontro. Poi sempre nel Progetto Scuola vi sono le giornate sulla neve come vengono effettuate anche da noi e, per quanto riguarda queste giornate, il programma prevede la partenza in bus dalla scuola in orario, arrivo alla stazione invernale prescelta, assegnazione dell'equipaggiamento in base alle discipline scelte, due ore di lezione di sci alpino, sci di fondo o altre attività, pranzo al sacco in locali riscaldati o in ristoranti convenzionati e poi vi è, ove possibile, visitare strutture dove vengono illustrati aspetti della vita di montagna, fattorie, alpeggi, musei e poi avviene il rientro. Ci tenevo a illustrare un po' le modalità con le quali viene svolto questo progetto in altre Regioni per cercare di creare qualcosa di più ampio come ho detto nelle premesse.

Riteniamo che, in vista del prossimo progetto "Scivolare a scuola", stagione invernale 2023/2024, sarebbe molto interessante poter prevedere una più ampia programmazione e gestione dei contenuti da trattare durante le diverse giornate sia in aula che sulla neve, in modo tale che tutti i ragazzi possano usufruire di questo progetto come una grande opportunità per scoprire ancor meglio alcune tematiche sulla montagna in generale, sul mondo sportivo, sulle sue regole e i relativi valori.

Termino dicendo che il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a prendere in considerazione le riflessioni contenute espresse nelle premesse dell'ordine del giorno affinché il prossimo progetto "Scivolare a scuola" nella stagione invernale 2023-2024 possa essere integrato con l'aggiunta di ulteriori discipline sportive a livello sperimentale e con una più ampia programmazione dei contenuti sia per quanto riguarda le giornate da svolgersi in aula che per quanto riguarda quelle sulla neve.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Rispondo a nome anche dell'assessore Caveri e dell'assessore Guichardaz con i quali abbiamo concordato la risposta.

L'iniziativa sia nelle premesse che nell'esposizione ci trova completamente in accordo sia per gli obiettivi che vuole raggiungere che per le considerazioni che vengono fatte. Quando abbiamo attivato e avviato il nostro progetto "Scivolare a scuola", lo abbiamo attivato anche con l'obiettivo, da un lato, di creare quelle condizioni per i ragazzi migliori di quelle attuali, il 50 euro di Skipass è andato con "Scivolare a scuola" e poi per riportare in montagna, fare dello sport, dello sport invernale, a conoscere le nostre montagne le nostre famiglie e i nostri ragazzi, per far capire loro, al di là dello sport, tutto quello che comporta lo stare in montagna. Speriamo quindi che queste esperienze possano dare ai ragazzi degli stimoli per, da un lato, continuare nello sport ma, dall'altro, anche diventare dei professionisti in più campi, compresi quelli che riguardano gli impianti, la ricettività e tutto quello che appunto rappresenta quel mondo.

Ci prendiamo l'impegno di organizzare già dal mese di gennaio una riunione con tutti gli attori dell'attuale progetto, insieme a lei, con il piacere di farla partecipare per spiegare dove siamo arrivati, la complessità del tenere insieme all'Amministrazione regionale strutture che non dipendono direttamente da noi e che stanno offrendo un grande contributo: per esempio, i maestri di sci, per capire come possa essere implementato senza andare a limitare invece quello che stiamo già facendo.

L'assessore Caveri ricordava prima che nell'ambito dei percorsi di istruzione ci sono anche altre iniziative che riguardano la conoscenza della montagna, dobbiamo capire quale spazio ha la scuola per accogliere progetti ulteriori perché dobbiamo creare le condizioni perché la scuola possa accogliere quello che esprime con quest'ordine al giorno. Ci prendiamo quindi l'impegno di organizzare una riunione nel più breve tempo possibile per fare il punto intanto della situazione del progetto attuale, abbiamo qualche mese davanti per ragionare sulla stagione 2023-2024 e poi per allargare il tavolo ad altri soggetti, perché, come lei ha sottolineato, per esempio, lo SkiAlp avrebbe bisogno di altri professionisti, piuttosto che altre attenzioni. Questo è l'impegno che, a nome del Governo, ci prendiamo, sottolineando che siamo tutti concordi che abbiamo bisogno di portare i nostri ragazzi in montagna per far fare loro dello sport e far loro conoscere soprattutto un mondo che rappresenta anche un volano importante della nostra economia.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore e anche gli Assessori competenti in materia per aver capito perfettamente l'obiettivo che aveva quest'ordine del giorno. Capiamo perfettamente che essendo un progetto che coinvolge diversi settori, non è così semplice da coordinare, quindi da parte nostra c'è la disponibilità ovviamente di ritirare quest'ordine del giorno perché comunque abbiamo capito che c'è interesse e attenzione sul tema e cercare di lavorarci per trovare delle possibilità di ampliare e dare attenzione anche ad altri aspetti, ovviamente con i dovuti modi, i dovuti tempi giusti per cercare di fare sinergia con gli esperti della materia e con i vari settori che dovranno essere coinvolti. Da parte nostra quindi ritiriamo l'ordine al giorno e vi ringraziamo per la collaborazione.

Presidente - L'ordine del giorno n. 7 è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - Passiamo all'ordine del giorno n. 8. Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno ha come obiettivo i consorzi di miglioramento fondiari che nella nostra regione sono 176 e questo numero fa molto riflettere. Dal punto di vista organizzativo questi consorzi hanno la particolarità della loro concentrazione sul territorio, inseriti nel contesto, nella sua piccolezza, vanno a controllare e hanno una visione più attenta del territorio, perché, essendo piccoli e concentrati nelle vallate e nei comprensori, hanno una visione più accurata di quello di cui necessita, dall'altra parte vediamo che, dal punto di vista organizzativo, soprattutto se guardiamo fuori dal nostro contesto regionale, ci sono consorzi di grande portata con dei comprensori molto vasti che, se devono accedere a delle risorse nazionali o anche a dei fondi europei, sono organizzati in un modo un po' più costruttivo e di più facile accesso e in sempre più occasioni vediamo che queste risorse sono di grande entità.

Quest'ordine il giorno non ha l'obiettivo di andare a fondere dei consorzi, com'è già citato nella legge del 2001: la legge dell'8 gennaio, la n. 3/2001, che andava nell'ottica di fusione di comprensori di consorzi di miglioramento fondiario ma guarda oltre. Lasciamo i piccoli consorzi a vigilare, a lavorare sul territorio, a capire quali sono le necessità più importanti del territorio, ma nell'ottica di andare a costruire dei consorzi di secondo livello o secondo grado, come si preferisce chiamarli, che vadano a essere più corposi e più forti nel caso in cui si debba affrontare delle pratiche importanti, come a volte vediamo... sovente ci sono risorse a disposizione ma poi l'ente o il consorzio di piccole dimensioni non ha la forza, anche in termini economici, magari di accedere a una piccola parte di questi finanziamenti. È per questo che l'ordine del giorno chiede al Governo competente, all'Assessore competente una procedura per la creazione di uno o più consorzi di secondo livello che abbia la possibilità di poter aderire o anche presentarsi a livello nazionale con maggiore forza.

Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Grazie collega Planaz. 176 consorzi di miglioramento fondiario sono effettivamente un numero importante e qualche ragionamento su una riorganizzazione guardando il territorio sicuramente in corso andrà fatta su vari livelli.

La procedura di cui si parla nell'ordine del giorno, la procedura in questione non prevede solo una revisione della norma, che è la 3/2001, ma un profondo processo di revisione di tutta l'organizzazione dei consorzi di miglioramento fondiario, che certamente hanno in Valle d'Aosta alcune caratteristiche, tra le quali una notevole frammentazione territoriale, che è specchio di una gestione del territorio fatta di piccoli comprensori e piccole comunità; una gestione puntuale, accurata e sostenibile della nostra superficie agricola produttiva, una gestione che è anche oggetto spesso di confronto con i consorzi stessi ma anche con gli amministratori comunali, non ultima oggi una riunione nella pausa al Celva proprio che siano anche i Comuni di sostegno di un supporto a questi consorzi per generare e garantire un ricambio generazionale che non sempre c'è, e qui torniamo sullo spopolamento della montagna, ma su questo i nostri Comuni stanno lavorando.

Il consorzio di secondo livello non è la soluzione a tutti i problemi, è una soluzione sicuramente, può essere un elemento utile nei processi di gestione dei consorzi ma anche con delle criticità non da poco che stiamo proprio approfondendo nell'ambito delle attività, dell'ufficio e dei tecnici che sono a disposizione. Ha infatti una personalità giuridica di diritto pubblico con tutto quello che comporta a livello di obblighi di pubblicità, trasparenza, personale, eccetera. C'è un rischio: quello di caricare i nostri consorzi di miglioramento fondiario di incombenze ulteriori e di costi importanti. Questa comunque, come dicevo, o altre soluzioni organizzative sono allo studio, anche in un confronto con il territorio e con gli uffici proprio per trovare lo strumento migliore che possa far beneficiare i nostri consorzi di finanziamenti che ci sono e sono anche importanti. È un aspetto da valutare, così come gli accordi di programma tra consorzi o le convenzioni, strumenti che sono già in uso, più immediati e leggeri, che già ora stanno permettendo a diversi consorzi di miglioramento fondiario di presentare progettazioni su bandi nazionali. Come dicevo, stiamo lavorando su queste ipotesi, quindi su questi tre e più percorsi, grazie anche e soprattutto al lavoro di chi segue l'ufficio regionale in Assessorato dei consorzi che colgo l'occasione per ringraziare. Alla luce di tutto questo, quindi proporrei di ritirare l'ordine del giorno, in alternativa ci sarà l'astensione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Assessore, condivido in parte la sua risposta e in parte no, mi perdoni; è bene che ci sia il coinvolgimento dei Comuni e quant'altro a supporto di questi consorzi. Io oggi penso che tutti abbiamo potuto appurare che tutti hanno sensibilità verso i consorzi e la loro importanza. Le risorse che sono state messe in campo per i consorzi in questo periodo, anche se aumentate di un pochettino, sono risorse che servono al mantenimento ordinario degli stessi e non guardano a investimenti che per anni erano importanti nei bilanci della Regione, e sono stati fatti dei lavori importanti su tutto il territorio. È per questo motivo che la costituzione dei gruppi consorziati, che non vanno a eliminare i consorzi attuali, che sono importantissimi, questo nessuno lo mette in dubbio... ma non condivido neanche la sua risposta laddove dice che aumenterebbe i costi di gestione dei consorzi, perché non è vero, perché se noi aggreghiamo più enti e le spese di gestione possono anche essere raggruppate: ad esempio, un presidente o più presidenti, o più consiglieri, secondo me, c'è un vantaggio dal punto di vista della gestione di questi consorzi, ma questo non sarebbe l'obiettivo di quest'ordine del giorno... è proprio per avere dei consorzi, l'hanno fatto in molte altre Regioni e anche qui questa mattina si è parlato delle richieste delle associazioni di categoria... ma non è molto attento, Assessore, perché sono richieste che sono fatte anche da associazioni di categoria importanti che hanno anche degli uffici in altre Regioni dove questi consorzi si sono attivati e hanno avuto dei successi soprattutto per quanto concerne il recupero di risorse per andare a investire sul territorio e sul comprensorio dei consorzi e dare delle risposte sugli investimenti, perché con 1 milione e 700 daremo solo delle risposte di manutenzione ordinaria, di gestione ordinaria dei consorzi, ma non delle risposte soprattutto in questo periodo con queste crisi climatiche in corso avremmo bisogno di risorse importantissime per andare a dare delle risposte ai territori. Mi dispiace che non accetta anche di modificare questa parte dell'ordine del giorno, però noi lo portiamo in votazione perché ci crediamo.

Presidente - Non vedo altre richieste, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

L'ordine seguente è il n. 9. Si è prenotato il consigliere Ganis a cui passo la parola.

Ganis (LEGA VDA) - Nei primi mesi del 2022 sono stati registrati circa 254 fenomeni meteorologici estremi nella nostra penisola, il 27 percento in più rispetto al 2021, questo a dimostrazione del fatto che il clima sta cambiando o forse è già cambiato.

Nella lotta alla crisi climatica il nostro Paese è in ritardo, manca una vera strategia di prevenzione e si continua a rincorrere le situazioni di emergenza avverse, tant'è che alcune di queste le abbiamo riscontrate anche nella nostra regione. Situazioni estreme, come l'alluvione del 2000, che molti ricorderanno, e che ha causato morte e distruzione mettendo in ginocchio un'intera regione. Fortunatamente grazie alla volontà dei nostri cittadini, ai volontari, agli amministratori locali, agli uomini della Protezione civile, la Valle d'Aosta ebbe la forza di rialzarsi da quel tragico evento. Questo segnò un punto di partenza, numerosi interventi, studi, programmazione e monitoraggi divennero utili per ridurre i rischi idrogeologici, non solo, quest'evento calamitoso portò all'adozione da parte della Giunta regionale della legge del 18 gennaio 2001, la n. 5, avente come oggetto l'organizzazione delle attività di protezione civile.

Da quello che si evince dalla summenzionata legge, il Comitato regionale per la Protezione civile, composto dal Presidente della Giunta o da un Assessore delegato, dai dirigenti delle strutture regionali, dai rappresentanti degli Enti, dalle Istituzioni locali e regionali, compresi i rappresentanti delle Associazioni di volontariato, adotta i piani di emergenza. Nella nostra Regione, sempre facendo riferimento alla legge, l'articolo 12 attribuisce al Presidente della Giunta le competenze di protezione civile, presiede il Comitato regionale per la protezione civile e dirige direttamente il Centro di coordinamento dei soccorsi. Inoltre vorrei ricordare a tutta l'Aula che c'era una direttiva ministeriale, quella del 30 aprile 221, avente come oggetto: "Indirizzi di predisposizione dei piani di protezione civile", nella quale nel punto 1.2 si menziona che "le Regioni provvedono all'adozione e all'attuazione del piano regionale di protezione civile, il quale prevede criteri e modalità di intervento da seguire in caso di emergenza".

Ma qual è l'importanza di avere un piano regionale di protezione civile? È quello di avere uno strumento utile di supporto alle decisioni di emergenza, nel quale vengono individuati degli obiettivi da conseguire per organizzare una risposta adeguata e immediata al verificarsi dell'evento e allo stesso tempo programmare le più adeguate politiche di mitigazione del rischio di sviluppo e di gestione del territorio. Ma non è tutto, perché un piano di emergenza deve predisporre anche di uomini e mezzi, preparati ad affrontare un lavoro di grande responsabilità per la comunità. Proprio per questi motivi, anche la nostra Regione è dotata di un piano regionale di protezione civile, che mette in evidenza gli interventi operativi per affrontare le possibili situazioni di emergenza individuate e i diversi piani di dettaglio. Tenuto conto a questo punto dell'importanza della pianificazione dell'emergenza e del piano di protezione civile regionale, vorremmo segnalare che tale documento è stato adottato dal Comitato regionale per la protezione civile in data 12 dicembre 2016.

In base a queste considerazioni, l'ordine del giorno impegna il Presidente della Regione ad aggiornare il piano regionale dell'emergenza protezione civile al fine di poter gestire al meglio le emergenze, l'allertamento e l'analisi dei rischi in caso di grandi eventi calamitosi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Chiaramente non si possono che condividere le considerazioni con le quali il Consigliere ha presentato l'ordine del giorno, in particolare il fatto che gli strumenti di protezione civile in senso ampio debbano essere sempre e costantemente aggiornati. Come ha ricordato lei, il piano vigente prevede proprio che il Comitato regionale per la protezione civile sia l'organismo che dà l'impulso, perché poi i relativi aggiornamenti del piano siano attuati laddove il Comitato stesso lo ritenga necessario.

Voglio rassicurare questo Consiglio che la Presidenza della Regione porta costantemente all'attenzione del Capo della Protezione civile, che peraltro ha il ruolo di assicurare il funzionamento e il seguito delle direttive e delle decisioni che il Comitato regionale della protezione civile assume, le esigenze di verifica e di aggiornamento degli strumenti pianificatori regionali anche sulla base di quanto sollecitato dal Dipartimento nazionale di protezione civile quando questo è necessario. In ultimo, solo per fare un esempio, nel corso del mese di novembre la Presidenza ha trasmesso al Capo della Protezione civile delle nuove raccomandazioni operative per prevedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni di frana o di alluvione durante la stagione autunnale e invernale in corso. Spetta poi al Capo della Protezione civile, come dicevo prima, farsi da garante e monitorare costantemente l'adeguatezza e l'attualità delle pianificazioni regionali che, ricordo, non si esauriscono nel piano regionale di protezione civile, ci sono tutta una serie di pianificazioni di dettaglio, che hanno delle procedure applicative poi corrispondenti, per citarne solo qualcuna: il piano di emergenza dighe, il piano regionale di gestione di rischio idraulico, il piano regionale di emergenza e viabilità, che è stato attivato ancora stamani mattina e numerosi altri.

Ad oggi quindi non si ritiene di approvare l'ordine del giorno ma se ne recepiscono sicuramente le intenzioni, che sono quelle di sollecitare un'attività che la Presidenza compie giornalmente con il Capo della Protezione civile. Per questo chiediamo di ritirare l'ordine del giorno oppure ci asterremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Grazie Presidente per le risposte, ovviamente non mi convincono, nel senso che io qui ho un piano regionale di protezione civile adottato dal Comitato regionale dove lei praticamente lo presiede ed è stato appunto adottato il 12 dicembre 2016. Dal 2016 ad oggi tante cose sono cambiate, c'è stata anche una pandemia, con quello che è successo e, tra l'altro, con tutti i volontari che sono intervenuti in soccorso, come minimo, oggi come oggi, andrebbe aggiornato, ma non solo perché c'è stata la pandemia, ma c'è stata anche un'evoluzione morfologica del territorio, è cambiata anche la carica antropica, sono cambiati anche gli insediamenti urbani e commerciali. Ci sono tante cose che vanno considerate all'interno di un piano di protezione civile. Le dico solo che la Regione Lombardia l'ha aggiornato un mese fa, noi siamo indietro di qualche anno e forse sarebbe opportuno aggiornarlo. Lei è il responsabile del piano regionale di protezione civile, veda lei.

Presidente - Un minuto ancora.

Ganis (LEGA VDA) - Ovviamente andremo al voto, grazie.

Presidente - Non vedo altre richieste di intervento, metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 10. Si è prenotato il collega Segretario Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno porta come titolo: "Revisione delle misure di sostegno per interventi nel settore dell'edilizia residenziale di prima abitazione in località montane o economicamente svantaggiate". Con quest'ordine giorno noi intendiamo suggerire al Governo l'avvio di un percorso di revisione dell'attuale corpus normativo che regola le disposizioni applicative per la concessione di mutui agevolati nel settore dell'edilizia residenziale per la prima abitazione, in particolare per quelle zone di territorio che si ritrovano svantaggiate economicamente e demograficamente per altitudine o per caratteristiche territoriali. Riteniamo quindi necessario che un sano governo del territorio consideri tutte le azioni necessarie a favorire i processi di ripopolamento e di crescita economica nei territori di montagna, che accusano depressione demografica ed economica; ovviamente siamo perfettamente consapevoli che le dinamiche di popolamento, di spopolamento e di ripopolamento, nell'ambito delle varie parti dei territori dipendono da vari fattori e quindi da varie iniziative che si potrebbero mettere in atto, a partire chiaramente da un innesco di dinamiche generali di economia, creare quindi le condizioni economiche. Si tratta di creare le condizioni di appetibilità per insediamento nel territorio, quindi lavorare sui servizi primari, secondari; si tratta, tra l'altro, a proposito di servizi, anche di lavorare sulla digitalizzazione. Favorire sia gli elementi, quindi le dinamiche di insediamento, ma soprattutto le dinamiche economiche.

Noi quindi siamo perfettamente consapevoli che il nostro ordine del giorno non è la panacea, il nostro ordine del giorno vuole essere un avvio, vuole essere un primo passo che lavora su qualcosa che, in realtà, non incide in modo così determinante sulla finanza pubblica, ma lavora sui processi, sui metodi, sulle graduatorie, sull'applicazione di parametri compensativi rispetto alle situazioni svantaggiate che va ad avvantaggiare le situazioni svantaggiate. È chiaro che una maggior disposizione delle finanze è considerata, è necessaria e opportuna, però fondamentalmente si tratta di partire con questo primo approccio che va a lavorare su tutto il corpus disciplinatorio sia delle erogazioni di contributi e di finanziamenti, sia anche a livello normativo della disciplina edilizia, creando quindi incentivazioni all'attività edilizia residenziale, così come relative al recupero del patrimonio privato esistente, sapendo che queste iniziative costituiscono automaticamente una leva determinante anche in secondo ordine per favorire i meccanismi demografici ed economici delle varie aree. Sono questi temi che appartengono alla disciplina della sociologia urbana e rurale che appartiene al piano di studi di varie competenze, noi architetti - siamo in tre in quest'aula - l'abbiamo nel piano di studi, ricordiamo un esame che, se fatto bene, va a inquadrare perfettamente il legame tra la formazione dell'architetto e il ruolo dell'amministratore nell'esame di sociologia urbana e rurale, dove si parla di fenomeni di urbanizzazione e fenomeni di ruralizzazione, con rispettive dinamiche, e si capisce cos'è che va a generare, a spingere verso l'urbanizzazione piuttosto che spingere verso la ruralizzazione, cioè la ripopolazione dei territori montani.

Noi, di conseguenza, siamo perfettamente consapevoli che il ruolo della disciplina dell'abitare e dell'incentivazione dell'attività edilizia non si colloca come Cenerentola nelle dinamiche che vanno a incentivare i fenomeni di ripopolamento e soprattutto di compensazione economica all'interno delle aree svantaggiate. Richiamiamo quindi tutto l'assetto legislativo e normativo, che non sto a elencare, ma si tratterebbe, sulla base del nostro ordinamento, del nostro assetto legislativo regionale vigente, di avviare gli approfondimenti e le riflessioni necessarie per andare a verificare la possibilità di modificare questo assetto in modo tale da mettere in atto, come ho detto e ripeto, misure compensative che vadano a generare vantaggio in territori che, di fatto, sono svantaggiati. Siamo perfettamente consapevoli che, nel caso in cui il Governo intenda allinearsi e accettare questa provocazione, o comunque questo suggerimento, queste modifiche saranno sicuramente oggetto di studio da parte degli uffici che hanno la competenza specifica in quest'ambito, per cui noi con quest'ordine del giorno non andiamo a declinare le misure e i dettagli. Noi spingiamo, sottolineiamo, suggeriamo l'adozione di un percorso di approfondimento in modo tale che ci sia una diversa modulazione delle disposizioni di assegnazione dei mutui attraverso particolari criteri di accesso o con particolari percentuali di erogazione, parallelamente a una disciplina edilizia premiante. Sono tutti questi fattori che possono essere i meccanismi che potranno generare quell'innesco virtuoso di un'economia territoriale dedicata alla montagna e alle zone economicamente depresse in inversione delle attuali dinamiche.

Detto questo, noi esplicitiamo l'impegnativa specifica con cui chiediamo che il Consiglio regionale impegni il Governo della Regione ad avviare - sottolineo "avviare" - un percorso di revisione della vigente disciplina regionale relativa ai finanziamenti agevolati e alle misure di sostegno per interventi nel settore dell'edilizia residenziale di prima abitazione, modulando specifiche misure di incentivazione a beneficio dei beni posti in località montane o economicamente svantaggiate, ovviamente preventivamente mappate - ovviamente mappate le zone non i beni - nell'ottica di favorire idonee politiche abitative e innescare, conseguentemente, dinamiche economiche di valorizzazione in ambito di tali parti del territorio regionale. Grazie per l'attenzione.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Comincio con il dire che l'iniziativa di riferimento da parte del collega Distort non solo interviene in maniera puntuale rispetto a un tema sul quale sicuramente tutto quanto il Consiglio è sensibile, andando di fatto anche a lambire alcune delle interlocuzioni che ci sono state durante la fase di predisposizione del bilancio regionale avvenute in II Commissione da parte di alcuni portatori di interessi territoriali, che hanno comunque rilevato alcune valutazioni da compiere rispetto a questo tema, in particolar modo da parte di ADAVA.

Ritengo anche che la presentazione dell'iniziativa del collega Distort, quindi non soltanto l'iniziativa stessa, ma anche la presentazione che è stata posta in essere rileva come, pur essendo assolutamente centrato lo spirito dell'iniziativa stessa, in realtà lambisce tutta una serie di ambiti molto ampi, nel senso che, come da lui giustamente richiamato, non c'è soltanto l'aspetto di intervento economico-finanziario in capo attualmente a una legge dedicata, che è la 3/2013, il sostegno alla casa principale, ma sicuramente ci sono anche tutta una serie di aspetti di natura urbanistica che vanno presi in considerazione, non ultimo aggiungo io anche quelli di matrice patrimoniale in capo alla 68/1994, perché in alcuni casi ci sono una serie di stabili che fanno parte del piano alienazioni e valorizzazioni che comunque possono essere ceduti ai Comuni ma non possono garantire, se non per finalità di natura istituzionale, un passaggio gratuito.

Detto tutto questo e prendendo anche in considerazione che ci sono alcuni colleghi in Consiglio, come da lei richiamato, sicuramente alcuni colleghi Presidenti di Commissioni, che sono, anche per il loro passato da Sindaco, particolarmente attenti a questo tema, le chiederemmo, cogliendo lo spirito appieno, di ritirare l'iniziativa prendendoci noi l'impegno, come Governo, di portare il tema nelle Commissioni deputate per essere trattato in maniera ampia su tutti gli aspetti politico-amministrativi del caso.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Solo per aggiungere alcune considerazioni rispetto a quelle che ha fatto l'Assessore, intanto non solo la sua iniziativa non è una provocazione, ma è un atto che dobbiamo tenere in giusta considerazione, anche perché lei ha posto l'accento su un problema che, come ribadito dall'Assessore, è stato portato in audizione in fase di discussione del bilancio e che va allargato rispetto alle premesse e all'impegnativa non solo alla prima abitazione, ma anche in riferimento a quello che era stato sottolineato dalle associazioni anche nelle zone, quindi non particolarmente svantaggiate ma, al contrario, anche nelle zone dove, per effetto di un turismo accentuato, abbiamo la difficoltà di reperire del personale proprio perché non ci sono abitazioni da mettere a disposizione di questa categoria di lavoratori.

Oltretutto, in quanto conoscitore della problematica, avendo fatto il Sindaco in un Comune di montagna a vocazione turistica anche se non di prima fascia, comunque il problema era sentito anche per le giovani coppie, che, non avendo alle spalle famiglie nella condizione di garantire a loro delle abitazioni, si trovavano spesso costrette ad andare a formare la loro famiglia in Comuni dove il costo degli affitti era decisamente inferiore rispetto alla loro disponibilità finanziaria.

Il lavoro che ci propone il collega Distort quindi è sicuramente da prendere in considerazione, quindi, come Presidente della IV Commissione, raccolgo volentieri l'invito che sarà esteso a una pianificazione più ampia che dovrà rivedere ovviamente gli strumenti urbanistici dei vari Comuni e anche le norme che finanziano questi tipi di interventi.

Come l'Assessore ha ricordato, abbiamo l'articolo 9 della legge n. 3/2013 che finanzia già l'edilizia convenzionata, quindi recuperi o nuove costruzioni con il vincolo ovviamente di mettere sul mercato queste abitazioni a canone agevolato. L'ordine del giorno pertanto è sicuramente interessante e dà l'avvio all'esame di una problematica che, insieme al collega Chatrian, che credo dirà qualche cosa sulla questione, ci impegniamo a prendere in carico fin dalle prossime settimane. Le rinnovo l'invito dell'Assessore al ritiro dell'ordine di giorno, ovviamente con l'impegno di costituire un gruppo di lavoro che vada a esaminare la problematica in tutte le sue sfaccettature.

Presidente - La parola al consigliere Chatrian.

Chatrian (AV-VdA Unie) - Nel confermare comunque la mia e la nostra disponibilità, insieme al collega Grosjacques, su come affrontare non solo la proposta che lei ha messo nero su bianco in quest'ordine del giorno, ma, da un punto di vista più generale, io penso anche come Commissioni, proprio la III e la IV, toccando due aspetti: quello pianificatorio, quindi urbanistico-territoriale, dei Comuni a vocazione turistica di media e alta montagna, legati principalmente alle richieste che il presidente Fosson di ADAVA ci ha fatto in Commissione, e dall'altra, riuscire a dare anche una risposta invece all'altra esigenza che lei invece ha inserito all'interno di quest'ordine del giorno cercando di calmierare i costi soprattutto nei Comuni a vocazione turistica chiamiamola di primo ordine dove sono quasi inarrivabili, in modo che ci sia sul piano invece più politico e amministrativo, quindi regionale, un accompagnamento con già le leggi esistenti, ma non solo esistenti, magari andando ad arricchirle e trovare dei migliori elementi e soluzioni per accompagnare, comunque trovare le soluzioni alle criticità che lei ha messo in evidenza e che il collega Grosjacques ha ampliato conoscendo bene quali sono le criticità. Penso che l'obiettivo sia invece trovare, oltre alle criticità che ben conosciamo, delle soluzioni nei prossimi mesi dando la disponibilità da parte nostra, come Presidente di Commissione, nell'iniziare un percorso per poi cercare di raggiungere invece l'obiettivo, cioè -perché no? - un nuovo disegno di legge, una nuova legge, di conseguenza un accompagnamento anche da un punto di vista economico-finanziario. La inviterei quindi a ritirare quest'ordine giorno ma con questo nostro impegno nel non solo proseguire ma ampliare per trovare la miglior soluzione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore, grazie ai Presidenti delle Commissioni IV e III. È proprio vera la frase "pulsate et aperietur vobis", bussate e vi sarà aperto. Allora senza voler enfatizzare troppo la dinamica in atto in questo momento su quest'ordine del giorno, però comunque effettivamente l'obiettivo era questo. Preciso innanzitutto che "provocare" non voleva minimamente essere inteso nel senso di un'incitazione aggressiva, ma un'incitazione all'azione, provocare, cioè proprio chiamare a un determinato obiettivo in senso etimologico, tant'è che il dibattito è diventato particolarmente interessante.

Quello che si intendeva e si intende in quest'impegnativa è avviare un percorso e un percorso, per quanto lungo sia, inizia sempre con il primo passo. Il primo passo aveva come strumento il voto di quest'ordine del giorno, primo passo è anche l'impegno assunto davanti ai microfoni, e quindi registrato, dei Presidenti delle Commissioni III e IV, per assumere lo studio e l'approfondimento del settore. Il fatto che ci sia quest'intendimento è segnale assolutamente positivo e, di conseguenza, l'obiettivo di quest'ordine giorno si intenderebbe così raggiunto. Pertanto ritiro l'ordine del giorno, mi sono confrontato con i miei colleghi e siamo d'accordo. Chiaramente vigileremo sul mantenimento di questa promessa, ricordandovi che c'è una fiducia alla base di questa posizione, di questo ritiro, non deludete questa fiducia.

Presidente - L'ordine del giorno n. 10 è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - Passiamo al seguente: all'ordine del giorno n. 11. La parola al consigliere Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno riprende una problematica già più volte evidenziata in questo Consiglio regionale: quella relativa ai manufatti contenenti amianto nel nostro territorio. In risposta a una nostra interpellanza, l'Assessore competente, in questo caso lei, Presidente, precisava che nel 2019 si era provveduto a smaltire e a bonificare una superficie di tetti contenenti amianto pari a 278 mila metri quadri, cifre importanti, ma quelle che emergono da una nostra ricerca sono forse più allarmanti e preoccupanti, tant'è che il solo Comune di Allein conta circa 780 metri quadrati di superfici contenenti amianto, perché se le strutture regionali censite sono solo 25 per un totale di 7.700 metri quadrati, quante sono a questo punto le strutture private e pubbliche contenenti amianto? Qualche dubbio e qualche preoccupazione ci assale.

Tra l'altro, gli edifici contenenti amianto risultano essere, oltre che numerosi, anche di diversa tipologia: residenziali, agricoli, caserme, scuole, turistiche, privati, tutti documentati nella tabella degli immobili censiti. È palese, non tutti gli immobili e manufatti contenenti amianto e censiti devono essere bonificati o sottoposti a intervento nell'immediato, perché torno a ribadire che l'amianto diventa pericoloso e nocivo per la salute quando si deteriora, ma molti di questi manufatti meritano tutte le attenzioni del caso. Inoltre molti immobili oggi non rappresentano un problema, questo è vero, ma tra 20 anni? Cerchiamo di essere un po' lungimiranti e pensare anche al futuro dei nostri figli.

Vorrei evidenziare che esistono delle misure dirette da parte dell'Amministrazione regionale per smaltire e bonificare i manufatti in amianto, peccato che non sono bandi nostri, perché provengono da altre Regioni come la Lombardia e il Piemonte; bandi aventi una sola finalità: quella di rimuovere e bonificare gli edifici che contengono appunto amianto.

A questo punto, evidenziata ancora una volta in questo Consiglio regionale la pericolosità dell'amianto, il sottoscritto impegna l'Assessore competente a valutare la possibilità di definire una misura di sostegno per la rimozione e/o relativa messa in sicurezza delle coperture e dei manufatti in amianto censiti sul territorio regionale, dandone adeguata informativa alla Commissione consiliare competente in materia entro sei mesi dall'approvazione del presente ordine del giorno.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Siamo ripartiti con il benchmarking sul Piemonte e la Lombardia, mi fa piacere. Ho fatto una rapida verifica, in realtà il Piemonte, da quanto mi risulta, finanzia soltanto i Comuni per interventi su privati, nel senso che, laddove i privati siano inadempienti rispetto a questioni di rilevato pericolo, i Comuni intervengono, quindi il finanziamento del Piemonte è sui Comuni per interventi marginali. La Lombardia invece, da quello che mi risulta, finanzia soltanto la rimozione di edifici pubblici, l'amianto su edifici pubblici, questo è quello che risulta da una rapida verifica. Comunque ha richiamato in maniera quasi completa la mia risposta all'interpellanza dove facevo presente che appunto dal censimento fatto dall'Arpa risultano ancora ad oggi circa 7 mila metri quadrati, probabilmente non sono tutti censiti, su questo sono d'accordo anch'io, ci saranno alcune superfici che sfuggono, ma credo che la maggior parte del materiale ancora da smaltire sia lì. Io credo che abbia senso agire nella rimozione dei tetti di amianto laddove questi siano pericolosi, abbiano delle condizioni di pericolo tali per le quali sia necessario rimuoverli. Negli anni, negli ultimi 10-15 anni i Comuni in particolare si sono fatti promotori di iniziative di questo senso, anche con i privati, facendo anche ordinanze importanti. Io sono abbastanza certo che di enti di proprietà comunali, adesso io non ho i dati censiti, sicuramente non scuole come ha detto lei, ma anche altre strutture che presentano tetti in amianto in Valle d'Aosta oggi credo che non ci siano più, però posso sbagliarmi, poi se avrò i dati, li potremo tranquillamente guardare. Quello che però non credo abbia troppo senso oggi, proprio venendo anche ai ragionamenti che lei ha fatto, cioè che negli ultimi anni sono stati smaltiti centinaia di migliaia di metri quadrati di tetto in amianto, intervenire oggi dove rimane una parte residuale di interventi da fare, è come dire chi è stato lungimirante o comunque attento, o comunque ha voluto in qualche modo intervenire per mettere in sicurezza o comunque fare degli interventi, in casa sua l'ha fatto a sue spese, e oggi che ne rimangono... quelli meno attenti, i residuali, interveniamo con un aiuto. Questo oggettivamente non credo che abbia troppo senso dal mio punto di vista, considerando anche che ci sono tutta una serie di aiuti, dipende dal tipo di fabbricato, per il recupero di fabbricati laddove si va a migliorare l'efficienza energetica, piuttosto che altri interventi, che vanno a coprire il lavoro di ripristino o comunque di miglioramento energetico.

Per questi motivi, pur condividendo la finalità, che è quella di una bonifica complessiva dell'amianto nella nostra regione, diventa difficile farlo in questi termini. Riteniamo quindi di non votare quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Grazie Presidente per la risposta. Concordo con lei per quanto riguarda il bando del Piemonte, infatti la rimozione di coperture in cemento amianto su edifici privati a seguito di inottemperanza alle ordinanze di bonifica è vero.

Per quanto riguarda invece la Regione della Lombardia, c'è proprio un bando di rimozione da edifici privati, quindi che riguarda proprio gli edifici privati, ce l'ho qua, poi dopo glielo faccio avere. Io ho fatto una richiesta di accesso agli atti e devo dire che la situazione, a mio avviso, poi le farò avere la documentazione, mi sembra alquanto critica, nel senso che qui si parla per Comune, io mi sono fermato dopo Aosta perché mi sono veramente preoccupato. Le dico che c'è amianto in edifici residenziali, in caserme, c'era comunque anche la scuola, forse la scuola di Verrès, adesso non mi ricordo più, edifici agricoli sui tetti, ma qua parla di superficie totale, io non so se tetti o non tetti, comunque qua sono tutti immobili che contengono amianto e le farò avere anche questo.

Personalmente che le posso dire? È una storia che portiamo avanti da troppo tempo, credo che questa problematica oggi incuta ancora molta paura tra i cittadini e molti ne pagano ancora le conseguenze. Credo sia arrivato il momento di chiudere veramente questa triste pagina relativa alla pericolosità di manufatti contenenti amianto, fossi io, interverrei nell'immediato.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo al successivo ordine del giorno: il n. 12, per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Era credo l'inizio della legislatura di questi cinque anni, nel 2020, e una delle prime iniziative che portavo in questo Consiglio riguardava appunto la sede del Centre d'études francoprovençales, ed era una cosa abbastanza normale perché, essendo di Saint-Nicolas, avevo portato una questione riguardante appunto il mio Comune, una questione annosa, perché la sede del Centre d'études, che è di un edificio regionale, è chiusa da tantissimo tempo per una questione normativa, perché appunto non è accessibile al pubblico e quant'altro, non sto qui a soffermarmi sugli aspetti tecnici.

In quella prima interpellanza ciò che era uscito era che doveva essere fatto un po' il ragionamento complessivo anche per quanto riguarda le varie sedi di questi centri culturali, di questi centri portatori appunto di interessi sul territorio perché, oltre al Centre, ci sono vari altri centri: il Centre Abbé Trèves, la Maison de Mosse e quant'altro, e sono totalmente d'accordo sul fatto che si debba fare un ragionamento anche complessivo per quanto riguarda questi centri sul territorio valdostano, alcuni di questi possono essere sicuramente... magari non dico accorpati ma centralizzati in un unico edificio, magari ad Aosta o in un comune della Plaine, altri no proprio perché hanno un atout molto specifico in territori e in comuni importanti o, meglio, che danno importanza a questi comuni, e il Centre d'études francoprovençales è uno di questi proprio perché al Comune di Saint-Nicolas dà un sacco di importanza. I lavori del Centre li conosciamo bene o male tutti, al di là di occuparsi anche in parte del "Concours Cerlogne": le pubblicazioni sulla lingua francoprovenzale, sulla cultura valdostana, e non solo, ha anche dei rapporti importanti con varie Università in giro per l'Europa, ha appunto un carattere internazionale, ma un Centre di questa portata, che ha una sede che non è accessibile, è ovvio che porta a tutta una serie di problematiche.

Per andare un pochino incontro a questa sorta di visione globale che doveva essere fatta, avevamo già presentato due tipi di iniziative: una già mi ricordo forse nell'aprile del 2021 l'avevo presentata io per quanto riguarda la Maison de la culture valdôtaine, si era parlato addirittura della Maison Bariller; un'altra pochi mesi fa portata dal collega Aggravi, sempre bene o male sullo stesso tema, per appunto ragionare sul fatto se sia opportuno o meno concentrare almeno una parte di queste associazioni in un edificio in maniera anche per portare un pochino più vantaggio dal punto di vista del personale, dello scambio di idee, di culture e quant'altro, però il problema sia nella mozione del 2021, sia in quest'ultima era il fatto che, a quanto pare, nessuna di queste attività culturali, nessuna di queste associazioni culturali aveva l'intenzione di spostare la sede. È da lì che si era portato anche avanti il discorso di fare una sorta di... non dico censimento ma di una sorta di pourparler con le varie associazioni per capire se ci fosse o meno l'intenzione di accorparne alcune, anche per portare avanti tutta una serie di questioni di risparmi di costi.

È ovvio che con quest'ordine del giorno si vuole un pochino capire se questa sorta di pourparler con queste associazioni sia stato fatto o meno e capire un pochino cosa si vuole fare, perché sicuramente una parte di queste associazioni culturali possono essere messe assieme, un'altra no perché sono degli atouts fondamentali del territorio valdostano: ecco perché con quest'ordine del giorno si vuole impegnare la Giunta e il Governo regionale, nella prossima variazione di bilancio - non c'è proprio un termine in quanto a tempi stretti - di individuare un ammontare corrispettivo per mettere a norma la sede del Centre d'études francoprovençales, che appunto per il Comune di Saint-Nicolas, ma non solo, per la Valle d'Aosta, è un Centre molto importante.

Presidente - Risponde per il Governo l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega. Intanto penso che sia superata abbastanza la questione delle sedi uniche perché non mi pare che le sociétés savantes, le associazioni che noi finanziamo direttamente, tra l'altro, apro una parentesi: il Centre d'ètudes francoprovençales rientra nel novero delle sociétés, lo finanziamo con una cifra piuttosto importante annualmente, credo ci aggiriamo intorno ai 40 mila euro all'anno, quindi noi continuiamo a ritenere che il Centre d'études francoprovençales sia un valore culturale importante e quindi che vada incentivato e continuare a finanziarlo da parte nostra e a valorizzarlo credo sia qualcosa di estremamente importante.

I lavori del Centre d'études poi si affiancano, tra l'altro, ai lavori del BREL, producono documentazione, che è fondamentale per preservare il patrimonio linguistico e culturale della nostra Regione. Vi è quindi tutto l'interesse in questa premessa per questa société e per l'importante ruolo che ha. La questione della sede è una questione che abbiamo dibattuto variamente, è una sede che, come lei sa, ha delle problematiche di carattere strutturale e anche di adattamento alla normativa proprio specifica per i diversamente abili, quindi lei la conosce meglio di me. Io dopo le sue iniziative ho avuto modo di vederla due volte, quindi mi ci sono recato, è una sede molto bella ma effettivamente di difficile adattamento sotto quel profilo, però è un valore, come diceva lei, importantissimo per il territorio, non solo il mantenimento del Centre d'études nel territorio di Saint-Nicolas perché indissolubilmente legato, ma è importante, a nostro parere, anche mantenere quella sede che è simbolica e rappresenta anche per la comunità credo un valore importante perché lì è nato il Centre d'études ed è una sede prestigiosa anche per la sua storia.

Ci sono interlocuzioni in corso direttamente con il Comune, nelle prossime settimane faremo degli incontri per capire quanto possa essere fatto in sinergia con il Comune. Non è escluso - forse la Sindaca glielo avrà riferito - che il Comune si prenderà carico proprio dell'acquisizione, attraverso, tra l'altro, la cessione di un altro bene, della sede di questa struttura; stiamo cercando di capire proprio insieme quale direzione assumere, perché, come lei sa, è nel piano di alienazione questa struttura, per cercare di favorire questa presa in carico da parte del Comune di Aosta e poi per ragionare anche sulla portata degli interventi da mettere in opera per un ente, che, come le dicevo, ha un'importanza non solo regionale ma anche internazionale.

A fronte di quest'impegno a valutare, insieme al Comune, proprio perché il Comune ha espresso la volontà in qualche modo di farsene carico, fermo restando gli aspetti finanziari, normativi, eccetera, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno a fronte di questo, poi lei potrà sicuramente continuare a tenersi in aggiornamento sia con me, sia con la Sindaca di Saint-Nicolas per capire, anche questo è un tema che credo non sia da mettere all'interno della polemica politica, perché è interesse credo non solo suo che arriva direttamente dal territorio ma della politica tutta e della comunità valdostana trovare finalmente una soluzione, ripeto: compatibilmente con i costi e compatibilmente con la fattibilità tecnico-operativa, però comunque stiamo lavorando su questo.

Presidente - La parola al consigliere Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Apprezzo la sua buona fede assolutamente, so benissimo delle difficoltà perché quella sede si trova in un edificio documento, quindi so benissimo anche le difficoltà di messa a norma. Il dubbio che mi viene però è non è che se il Comune acquisisce l'immobile, questi problemi spariscono, rimane non a norma l'edificio, e il Comune con che soldi lo mette a norma? Perché il problema sta lì, non è che il Comune ha 300 mila euro in bilancio da destinare tout court a mettere a posto la sede del Centre d'études, il dubbio mi viene.

Va bene, ci sono queste interlocuzioni e tutto, okay, però appunto la questione riguardo ai soldi rimane. Non so se in qualche maniera si può trovare un emendamento all'impegnativa, cercando di inserire anche, valutando un'interlocuzione con il Comune, però la Regione comunque deve avere un occhio molto attento perché successivamente poi il Comune di Saint-Nicolas verrà a bussare alla porta dicendo: "avremo bisogno dei soldi per mettere a posto la sede". Il problema quindi torna, non so se, Assessore, in qualche maniera si può cercare di emendare quest'ordine del giorno, altrimenti io lo porterei al voto comunque.

Presidente - La parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Apprezzo il tono del collega Lavy proprio nella direzione di evitare che questo tema entri dentro il tritacarne della discussione politica che non porta a risultato. Le interlocuzioni vanno proprio in quella direzione, cioè di cercare di capire se a fronte di una presa in carico del Comune, il quale Comune comunque è interessato a prendersene carico, quindi diversamente da altre situazioni dove alcune Amministrazioni chiedono che se ne faccia totalmente carico la Regione, che finanzi magari anche l'Associazione, ci sono situazioni multiple con le quali io mi confronto abbastanza spesso, in questo caso invece c'è questa volontà, poi gli strumenti io non glieli so dire perché non mi competono direttamente, rientra nel patrimonio e quindi è di competenza di altri, però l'impegno c'è, glielo posso garantire.

Presidente - La parola al consigliere Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Allora ritiro l'ordine del giorno e porterò, nel caso, altre iniziative se le questioni non avessero un'evoluzione come sperata.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - Considerata l'ora, proporrei di terminare oggi i lavori del Consiglio convocando per domani alle ore 8:45 la Conferenza dei Capigruppo. Buona serata.

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La seduta termina alle ore 19:55.