Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2068 del 14 dicembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 2068/XVI - Continuazione della trattazione congiunta delle Relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del D.L. n. 82 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2023/2025) e del D.L. n. 83 (Bilancio di previsione per il triennio 2023/2025). (Reiezione di sette ordini del giorno. Approvazione di dieci ordini del giorno. Ritiro di un ordine del giorno).

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 31 Consiglieri, riprendiamo l'analisi dell'ordine del giorno. Siamo all'ordine del giorno n. 13 del gruppo della Lega. Per l'illustrazione dell'ordine del giorno, il consigliere Manfrin, a cui passo la parola

Manfrin (LEGA VDA) - Cominciamo questa seduta con l'ordine del giorno che è relativo al Bonus Social VDA. Non mi faccio grosse illusioni rispetto a quella che è stata l'accoglienza degli ordini del giorno che mi hanno preceduto nella giornata di ieri, quindi ovviamente esporrò i problemi senza soverchia immaginazione di chissà quale accoglimento, ma ritengo che sia opportuno mettere due o tre puntini sulle "I".

Come sappiamo, è stato detto che il Bonus Social VDA ha giustamente toccato migliaia di famiglie valdostane, con erogazioni che hanno un certo range, è arrivato ieri peraltro anche il quadro della situazione che ci è stato trasmesso rispetto ai risultati. Sono 8.342 famiglie.

Rispetto a quello che si è fatto, abbiamo avuto modo già di elencare alcuni problemi e alcune criticità e rispetto a queste ne abbiamo evidenziate principalmente tre.

Con la prima questione andiamo ad affrontare direttamente le famiglie che sono, loro malgrado, rimaste escluse dalla percezione di quest'aiuto.

Io credo che ieri si sia detta una cosa inesatta, si è detto che ci sono moltissime famiglie che si sono vergognate di presentare questa richiesta e per questo non hanno potuto accedere.

Ricordo a me stesso - prima che all'Aula e anche al di fuori di quest'Aula - che la domanda si faceva con un'applicazione, tramite un computer, quindi non è che ci si dovesse recare chissà dove e inginocchiarsi di fronte al satrapo locale, chiedendo cortesemente la grazia di avere un bonus; c'era un'applicazione sulla quale inserivo i miei dati, il mio Iban e se si riteneva che io fossi destinato... che avessi i requisiti, mi veniva accordato. Quindi non è che c'era un'umiliazione nell'avere e nel richiedere questo bonus.

A conforto, a beneficio di questo dato abbiamo quello che le associazioni dei consumatori e i sindacati ci hanno esposto durante le varie audizioni e sono stati proprio i sindacati, nello specifico uno solo a cui abbiamo chiesto una stima... peraltro quando l'ho chiesta alcuni colleghi hanno manifestato stupore, perché avevo chiesto più o meno di capire quante erano le persone che non avevano potuto avere l'Isee per poter poi presentare la richiesta del Bonus Social.

Un solo sindacato, non mi ricordo più se era un patronato... comunque una sola associazione, un solo ente, ci ha detto di avere prenotazioni eccedenti per 40 unità, cioè 40 famiglie che avrebbero voluto accedere a questo bonus e avevano richiesto l'Isee e non hanno potuto accedere.

Questo perché? Perché si è voluto procrastinare l'entrata in vigore di questo bonus. Noi avevamo chiesto che venisse già iniziata la raccolta a luglio, si è voluto attendere ancora e si è voluto fare poi a settembre, nel giro di un mese evidentemente molte famiglie non hanno fatto a tempo a richiedere l'Isee.

Io credo che si debba partire da un dato, che è corretto: si è detto giustamente che ci sono 8.400 famiglie che hanno potuto accedere a questo aiuto, ed è un dato giusto, è un dato importante, è un dato che ovviamente ci conforta nella scelta e in quello che abbiamo affermato, cioè che questa misura dovrebbe essere evidentemente una misura che si ripete nel tempo; dobbiamo però anche pensare una cosa, che quando abbiamo parlato in Commissione di questa misura, ci è stato detto che le famiglie che si trovano in quella fascia di Isee sono 11.400, quindi a fronte di 8 mila famiglie che hanno potuto fare questo tipo di richiesta ce ne sono 3 mila che sono rimaste escluse, quindi giusto parlare di chi ha potuto accedere, ma parliamo anche di quelle 3 mila famiglie che non hanno potuto accedere a questo aiuto.

Proprio per questo chiediamo, con la prima impegnativa di quest'ordine del giorno, di riaprire la possibilità delle domande per tutte quelle persone che non hanno fatto a tempo a fare l'Isee - magari, utilizzando la DSU, come giustamente ha chiesto ieri la collega Foudraz - ma rientrano nelle fasce di reddito previste.

E ancora - ne abbiamo parlato ieri, lo ribadiamo oggi - ci è stato detto che verrà dato un aiuto che assomma mi pare che il Vicepresidente Bertschy abbia detto a tre volte quello che il Bon Chauffage dava nella sua ultima erogazione, quella del 2017, che è un dato corretto soltanto se si guarda la fascia più alta, la fascia che corrisponde al 9% del totale, che prende fra i 1.250 e i 1.500 euro - poi, in realtà, il 56% prende meno di 1.000 euro - ma quello che dobbiamo ricordarci è che in realtà è vero che c'è un'erogazione oggi, ma il Bon Chauffage non è stato erogato per il 2018, per il 2019, per il 2020, per il 2021 e oggi arriviamo a proporre questa misura ed erogarla, per cui, se c'è un aiuto che è superiore al Bon Chauffage, non abbiamo aiutato persone che sono in difficoltà e che abitano in una regione che ha particolari difficoltà nell'affrontare i mesi invernali, non abbiamo erogato alcun aiuto, quindi questo va considerato.

Se a questo aggiungiamo, come giustamente è stato scritto nelle mail che sono arrivate, che le persone che fanno domanda possono ricevere un aiuto sì ma non devono avere debiti con la Regione, e dall'altra parte mettiamo il fatto che le persone che fanno questo tipo di domande inevitabilmente si trovano all'avere per esempio il bollo auto non pagato, ma per motivi di mancanza di liquidità, perché parliamo di famiglie poverissime, anche a Isee zero, ne consegue che siccome io riceverò mille euro, 600 euro, 700 euro dalla Regione come Bonus Social, dall'altra parte io ho 500 euro, 600 euro, 800 euro di bolli non pagati che ovviamente andranno a elidere quello che io percepisco.

Quindi, per carità, sicuramente una famiglia si troverà ad avere un debito in meno, ma il problema è che quel bonus andava per pagare la bolletta elettrica alla fine del mese; se io non ho i soldi per pagare la bolletta elettrica, evidentemente quel bonus non mi è servito a nulla. Sì, per carità, non avrò più un debito con il bollo auto con la Regione, ma io la bolletta elettrica non la potrò pagare e, se mi staccano l'utenza, io l'inverno me lo faccio senza riscaldamento.

Ecco perché con la seconda impegnativa noi chiediamo che le persone che hanno un debito nei confronti della Regione possano usufruire del Bonus Sociale utilizzando i fondi non erogati per coprire quelle che sono eventualmente le mancanze che loro ancora versano nei confronti della Regione, perché, se questo dev'essere un bonus, dev'essere un bonus che serve e non un bonus che copre ma che fa saldo zero se non peggio.

Infine è stato giustamente detto, l'ho ripetuto ieri e l'ho ribadito, si è detto che si poteva fare di più però non si è voluto fare e non si sa bene perché.

In realtà i fondi c'erano, perché proprio per il fatto che i fondi che sono stati stanziati erano sicuramente importanti, la possibilità che avevamo adombrato - nonostante i cenni di diniego che vedo sorgere dai banchi del Governo - era molto semplice ed era questa: siccome i fondi erano ingenti, si è detto mettiamo un tetto alle erogazioni, quindi più di questo non si va a erogare, ed è corretto perché è chiaro che avere un Bonus Social da 15 mila euro a famiglia, sicuramente alla famiglia fa piacere, ma diventa un po' irrispettoso nei confronti di quelli che sono ancora in uno stato di necessità, ma se io opero dei risparmi, se io opero degli avanzi, perché non andare a incidere sulle famiglie che hanno un Isee anche superiore ai 20 mila euro?

Ecco perché con la nostra proposta avevamo detto: "Mettiamo dei limiti di un certo tipo, mettiamo dei limiti più bassi e, con gli avanzi che eventualmente si dovessero generare, raccogliamo le domande di quelli che sono i nuclei dai 20 mila ai 30 mila euro di Isee, la famosa classe media, che viene sempre purtroppo ignorata quando non proprio massacrata, e proviamo a disporre una misura anche per queste fasce di Isee".

Anche questa proposta ci è stata bocciata. Riteniamo che sia importante andare a utilizzare però i fondi non erogati per dare una risposta anche a queste fasce, quindi con la terza impegnativa chiediamo un impegno in questo senso.

Mi rendo conto anche che i dati rispetto all'utilizzo dei fondi piuttosto che le famiglie, ci sono arrivati ieri mattina, gli ordini del giorno li abbiamo depositati anche noi ieri mattina e quindi alcuni dati possono risentire di una certa datazione, però quello che riteniamo importante sono questi tre capisaldi, cioè, primo, la riapertura delle domande per poter dare delle risposte anche a quelle persone che sono state escluse, ovviamente loro malgrado, a quelle 3 mila famiglie che ancora potrebbero fare domanda e a cui non è stata data la possibilità.

Secondo: poter dare la possibilità a chi ha dei debiti con la Regione di avere un aiuto e non di utilizzare in una partita di giro questi fondi che escono da una porta ma rientrano dalla finestra e, terzo, dall'altra parte a riaprire, con gli eventuali avanzi, anche agli Isee superiori ai 20 mila euro.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Io penso che il consigliere Manfrin in parte abbia già un po' anticipato quella che sarà la mia posizione, ma non perché debbano esserci delle preclusioni, ma perché di fatto, come ha già anticipato lei, i dati probabilmente quando avete lavorato l'ordine del giorno non li conoscevate e quindi ci sono degli ostacoli che probabilmente si sono evidenziati successivamente.

Capisco ovviamente lo scopo positivo del suo ordine del giorno, ma ci sono sicuramente degli ostacoli dal punto di vista amministrativo.

Venendo quindi alle impegnative, riguardo a riaprire i termini per la presentazione delle domande, non è fattibile, perché sono fondi del 2022 e quindi siamo già oltre i termini per l'impegno finanziario, pertanto non sarebbe più possibile.

Sul fatto che ci siano stati grandi ritardi a noi non risulta - l'ha già anticipato anche il vicepresidente Bertschy - nel senso che abbiamo fatto delle simulazioni e nel mese di ottobre e novembre, i tempi, tra presentazione DSU e Isee sono stati veramente molto brevi, tant'è vero che è nostra intenzione fare delle valutazioni; adesso non mi ricordo più, come ha detto lei, se è un patronato o un sindacato, valutare realmente quale sia stata questa difficoltà per capire dove ci sono stati problemi perché a noi, di fatto, al momento non risultano. Quindi, come dicevo, la prima impegnativa non è accoglibile.

La seconda: utilizzare i fondi erogati per coprire i debiti. La normativa nazionale non lo permette, quindi non potremmo farlo neanche se volessimo, sarebbe un illecito amministrativo e quindi è una strada assolutamente non percorribile.

Impegnare il Governo regionale a utilizzare gli eventuali fondi non erogati. I fondi che avanzeranno saranno tra i 17 e i 20 mila euro, questo vuol dire che tra i 20 e i 30 mila di valore Isee, abbiamo circa 2 mila persone, il che vorrebbe dire che questi 20 mila euro divisi 2 mila persone, sono circa 10 euro a testa. Ritengo che questo non avrebbe molto senso, in quanto questi sono gli avanzi di questa misura.

Gran parte delle erogazioni che sono state fatte va dai 700 ai 900 euro, abbiamo delle persone, delle famiglie, che ricevono 1.500 euro di contributo su tutte e tre le fasce di Isee - ovviamente in misura minoritaria - però la media è sui 700-800 euro per famiglia su tutte e tre le fasce.

Ritengo che sia una cifra congrua e ridurre ulteriormente la cifra per ampliare la platea, partendo ovviamente da 8 milioni di disponibilità, secondo me non sarebbe stato così corretto in questo momento, in quanto non avremmo dato un aiuto significativo.

Ovviamente ognuno ha il suo punto di vista. Con gli avanzi attuali, potremmo dare circa 10 euro a famiglia, tra i 20 e i 30 mila euro, per cui non lo ritengo opportuno e non ritengo accoglibile quest'ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Come vede, posso cercare di vedere oltre il tempo e provare ad anticipare le sue risposte.

Io voglio essere molto breve. Rispetto alla riapertura, sono felice che lei voglia fare questo approfondimento, glielo dico perché, magari, come avremo anche modo di parlare per esempio sulla questione dell'assegnazione degli alloggi di cui ci ha messo al corrente ieri piuttosto che della questione tra poco riguardo al teleriscaldamento, a volte i dati che le forniscono non sono così corretti e così esaustivi o forse sono dati che tengono conto soltanto di una visione burocratica e non della realtà, come per esempio considerare assegnati degli alloggi che in realtà hanno stipulato un contratto ma sono alloggi che esistevano da anni senza un contratto, però si pagava un affitto, ma questo è tutto un altro capitolo.

Sono lieto che lei voglia approfondire perché è corretto, è agli atti della Commissione: si è detto che quaranta famiglie non hanno potuto fare la domanda, erano in coda per chiedere l'Isee e non hanno potuto riceverlo, quindi è un dato di fatto e si può verificare tranquillamente.

Riteniamo che - anche a fronte, invece, della questione per esempio della rottamazione delle cartelle - dei ragionamenti si debbano fare, quindi se a livello nazionale si ragiona in termini di rottamazione delle cartelle, anche a livello regionale un'idea rispetto alla tutela delle famiglie più deboli forse si debba produrre.

Ancora, rispetto ai 30 mila euro e all'innalzamento dell'Isee, riteniamo che sia una questione di principio pensare che anche persone che, per esempio, hanno un Isee molto alto, oltre i 20 mila euro, ma ce l'hanno perché in realtà hanno delle proprietà di cui non possono disporre, di cui non possono liberarsi ma che gli pesano sull'Isee; riteniamo che l'Isee non fotografi quella realtà, che quelle persone siano in realtà in una situazione molto diversa rispetto a quella che viene evidenziata, a livello di testimonianza, e riteniamo opportuno portare al voto quest'iniziativa.

Presidente - Ci sono altri che vogliono intervenire? Se non vi sono altri interventi, mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 17 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo al seguente, il n. 14. Si è prenotato il consigliere Aggravi a cui passo la parola.

Aggravi (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno vorrebbe parlare di finanza locale. Tempo fa è apparsa sui quotidiani, soprattutto nazionali, una notizia relativa alla sentenza della Corte costituzionale 209/2022 che ha dichiarato illegittima l'esenzione IMU per solo una delle due prime case occupate da coniugi perché, in caso contrario, sarebbero discriminate le coppie sposate e unite civilmente rispetto ai conviventi di fatto.

È banale dire - e lo sappiamo benissimo - che i bilanci dei nostri Comuni poggiano su questo tipo d'imposta che ha avuto altrettanto una storia complicata e complessa e sappiamo - l'abbiamo visto e lo vediamo dal capo di finanza locale a ogni bilancio e a ogni intervento che viene fatto di stanziamento fondi, rimodulazioni o finanziamento anche delle cosiddette leggi di settore - quanto ovviamente c'è di finanza derivata e quanto possiamo vedere, quanto è la finanza propria dei nostri Comuni.

Questa sentenza che è passata un po' in sordina sui media locali e devo dire anche di altre realtà i cui bilanci vivono sulle prime e seconde case, più che altro sulle seconde case, specifica che per i coniugi che hanno pagato una delle due prime case come seconda casa in fase di acconto 2022, quindi entro lo scorso 15 giugno, esiste la possibilità di scalare l'importo direttamente con il salto del 16 dicembre o di inviarlo al 2023 se il Comune in cui si trova l'immobile lo consente.

Vi è tutta una serie di possibilità di rimborso che possono essere chieste ovviamente a fronte poi - e qua lo si specifica ma si entra un po' in procedure anche un po' pelose se vogliamo riguardo ai controlli.

Sappiamo che alcuni Comuni hanno negli anni portato avanti dei giusti controlli per comprendere se l'imposta era dovuta, ovvero se alcune esenzioni non erano giustificabili, però sappiamo che in quel caso lì sostanzialmente direbbero il collega Sammaritani e i colleghi avvocati "Si va poi in contenzioso" e lì si sa che si entra nel livello dell'incertezza.

A fronte di questo, un po' anche in ottica, se vogliamo, di prevenzione, o meglio prioritaria, o meglio di conoscenza complessiva di quello che può essere un fenomeno che, almeno a nostro giudizio, non dev'essere sottovalutato per le possibili ricadute, soprattutto penso ai Comuni che hanno vocazione turistica, l'ordine del giorno impegna il Presidente della Regione - in quanto ovviamente titolare della delega sugli enti locali e di concerto con l'Assessore alle finanze - ad attivare un'interlocuzione con il Consiglio permanente degli Enti locali sugli effetti finanziari che potrebbe apportare la già richiamata sentenza 209 sui bilanci dei Comuni valdostani, informandone successivamente le competenti Commissioni consiliari entro la data di adozione della delibera di Giunta di applicazione delle disposizioni di finanza locale.

Questo un po' per fare il punto in ottica preventiva rispetto alla messa a terra delle misure di quest'anno relative alla finanza locale.

Probabilmente, ripeto, questo è un fenomeno che magari in alcuni casi deve essere ancora valutato, capito e purtroppo, o per fortuna, ovviamente toccherà caso per caso, perché, soprattutto nel momento in cui si dovrà o si andrà o si potrà andare a contenzioso nel singolo caso - lì sappiamo che poi si apre tutto il discorso delle bollette, dimostrare che uno dei due coniugi effettivamente risiede per motivi di lavoro, e quindi non è soltanto il discorso della residenza anagrafica nella casa dichiarata a sua volta prima casa, il discorso del medico di famiglia - ci sono tutta una serie di giustificazioni - perdonatemi la sintesi - di quello che può essere poi...

Però oggettivamente questa sentenza rischia di creare un effetto finanziario non positivo sui bilanci dei Comuni e poi soprattutto in un momento tra l'altro, per carità, contingente, ma in cui ci stiamo, a vario titolo e in vari modi, facendo dei ragionamenti sul futuro del sistema di finanza derivata, io penso che un'interlocuzione con gli Enti locali possa essere positiva e soprattutto possa anche permettere di monitorare un fenomeno che potrebbe avere delle ricadute costose in tutti i sensi.

Presidente - Il Presidente della Regione ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Sì, il problema posto da quest'ordine del giorno, in buona sostanza, un'interpretazione che la Corte costituzionale ha dato sulla definizione di abitazione principale, perché poi il fulcro della questione è lì, rischia effettivamente di avere delle ripercussioni importanti sui Comuni a più alta densità di seconde case. E' chiaro che nella nostra regione abbiamo dei Comuni nei quali una sentenza di questo tipo è del tutto ininfluente, altri nei quali invece rischia di essere non voglio dire dirompente, perché non è forse la definizione, ma comunque di una certa rilevanza.

Quindi è corretto, secondo me, porre la giusta attenzione a questo tipo di problema e soprattutto alle sue ricadute.

Condivido con il collega Aggravi il fatto che in questa fase mancano sicuramente delle certezze, mancano dei dati, manca tutta una serie anche di passaggi probabilmente che nasceranno anche, può darsi, a livello legislativo nazionale, mi immagino delle forme di compensazione perché non è un problema che riguarda solo i nostri Comuni ma tutti i Comuni italiani.

Io condivido in pieno l'impegnativa di quest'ordine del giorno e, quindi, tutte le considerazioni fatte: la necessità di un'interlocuzione con gli Enti locali, con il Consiglio permanente degli Enti locali. L'unico dubbio che ho - e che quindi proporrei eventualmente di modificare - è la scadenza entro la quale fare, così, interlocuzioni, per il semplice motivo che la data di attuazione della DGR applicativa significa sostanzialmente fra un paio di mesi.

Il problema è che fra un paio di mesi sicuramente non avremo la possibilità di avere i dati perché sono dati anche di difficile estrapolazione dalle banche dati dei Comuni, quindi probabilmente ha più senso magari mettere come scadenza, se siamo d'accordo, la prima rata di IMU, tanto comunque la questione sarà nell'esercizio finanziario in corso, quindi l'IMU ha una prima rata e una seconda rata a dicembre, quindi secondo me se mettiamo giugno come termine per questa verifica è una cosa che non sposta a livello di sostanza e ci permette di arrivare magari con dei dati un poco più precisi da parte dei Comuni.

Effettivamente sono dati molto difficili da estrapolare, quindi io non so quale può essere la formulazione, possiamo mettere entro sei mesi oppure entro la prima rata, è la stessa cosa. Secondo me potrebbe essere. entro fine giugno.

Quindi, se siamo d'accordo su questa soluzione, condividiamo l'impegnativa e la votiamo.

Presidente - Consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - L'obiettivo ovviamente non sta nella scadenza ma sta nel contenuto, quindi può andare benissimo parlare di fine giugno 2023, o comunque sei mesi, valutiamo anche con la Segreteria come riportarlo e ringraziamo per l'attenzione data all'ordine del giorno.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli:35

L'ordine del giorno n. 14 è approvato all'unanimità.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 15, sempre della Lega. Si è prenotato il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno andiamo a trattare un tema che è di assoluta attualità ma che, mi permetto di ricordare, il sottoscritto e il nostro gruppo portavano all'attenzione di quest'assemblea già a settembre 2021.

A settembre 2021 in un'iniziativa avevamo evidenziato che alcuni alloggi e alcuni condomini di edilizia residenziale pubblica erano stati allacciati in maniera forzosa, con lettere di minacce e quant'altro, alla rete del teleriscaldamento e quelli che erano già stati collegati al teleriscaldamento avevano denunciato un aumento dei costi che era doppio o triplo rispetto a quello che utilizzavano prima.

In quell'occasione ci venne detto che in realtà gli aumenti non c'erano.

A gennaio 2022 però questi aumenti vengono evidenziati in due servizi giornalistici, entrambi con dei rappresentanti di condomini privati, che ho voluto riportare, cioè proprio a gennaio del 2022 si riportava che nel 2021 395 condomini registravano aumenti fino al 100% del costo per kilowatt/ora consumato. Questo era uno degli articoli usciti il 14 di gennaio.

Quindi, già a gennaio 2022 si evidenziava che nel 2021, prima ancora che arrivasse la guerra, c'era già stato un aumento inusitato rispetto ai costi.

Un altro articolo a seguire, il 16 di gennaio, evidenziava che l'aumento era del 120% dei costi in bolletta, quindi tariffe che schizzavano da 0,05 a 0,11 e la società non forniva risposte.

A questo seguivano numerose altre iniziative che evidenziavano un aumento dei costi e un pericolo appunto per le famiglie che si vedevano allacciate al teleriscaldamento.

A queste iniziative c'è sempre stato risposto che, in realtà, non era vero che c'erano questi aumenti; arriviamo però alle notizie di questa settimana, cioè con la denuncia all'antitrust da parte di alcune associazioni dei consumatori che riferiscono di circa 6 mila famiglie di Aosta collegate al riscaldamento che hanno avuto un aumento, che definirei brobdingnagiano, del 140%, dal 100% di cui eravamo partiti nel 2021.

Dicono anche queste associazioni - che ieri hanno fatto una conferenza stampa - che hanno chiesto un incontro ma non è stato concesso, però il problema è evidente, perché magari finché lo dice il sottoscritto darà voce e corpo a fantasie, però le bollette che avevo in mano erano reali, le ho presentate, le ho addirittura allegate agli atti e sono state ignorate; sono stati presentati i dati in alcuni approfondimenti giornalistici e anche questi sono stati bollati come fasulli, e l'Ordine dei giornalisti mi impone di dire che - guardo qui il collega di fronte - che assolutamente i giornalisti dicono sempre e solo la verità, descrivono sempre e solo la verità, quindi dev'essere una verità anche quella... adesso però siamo addirittura alla denuncia dell'antitrust, nero su bianco, da parte dell'Associazione dei consumatori che più volte in Commissione ha evidenziato un aumento di questi costi.

Quali sono i problemi? I problemi sono per quelli che abitano nei condomini privati, effettivamente il teleriscaldamento è un monopolio, perché il teleriscaldamento viene preso, viene installato e rende inservibile la caldaia che si aveva prima. Se si vuole ripristinare la caldaia, bisogna pagare fra i 25 e i 30 mila euro, una spesa che evidentemente è superiore rispetto ai consumi o alle bollette che non può pagare. Da quel momento, quindi dal momento del collegamento in poi, chi fornisce quel tipo di riscaldamento può fare il prezzo che vuole, perché non ci sono dei concorrenti su cui poter cambiare.

È chiaro che se ci troviamo in questa condizione di condomini privati, immaginiamoci quelli che sono stati obbligati negli alloggi di edilizia residenziale pubblica a essere collegati a forza e si trovano ad affrontare bollette che loro non hanno mai né richiesto né ottenuto.

Questi due problemi hanno una radice comune che è appunto il teleriscaldamento, e nello specifico la società Telcha, società che - non tutti lo sanno - è partecipata per il 10,98% da CVA.

Ecco perché, a fronte di questo, riteniamo sia opportuno aprire una riflessione, quindi con questo ordine del giorno chiediamo di fronte a questo grave problema - proprio per evitare che questo sistema di monopolio soffochi le famiglie con bollette che non si possono affrontare con dei costi così alti - che si possano verificare, anche tramite le partecipate regionali, le motivazioni di questi momenti e che si possa, per quanto possibile, favorire l'applicazione di tariffe accessibili e in linea con le altre fonti di approvvigionamento energetico.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Rispondo anche a nome del collega Bertschy per la semplice ragione che viene evocata la partecipata, quindi nella ripartizione dei compiti mi è stato dato il compito di rispondere.

Il tema del teleriscaldamento è un tema estremamente interessante; io appartenevo alle Cassandre che nel dicembre del 2013 scrivevano di avere qualche dubbio rispetto all'economicità del sistema di teleriscaldamento, perché all'epoca avevo avuto un lungo confronto sui teleriscaldamenti in Europa all'interno del Comitato delle Regioni, tra l'altro all'interno di un gruppo che non può essere accusato di estremismi, come gruppo dei democratici e dei liberali di cui facevo parte all'epoca, quindi era pieno di liberisti; adesso non vedo il collega Aggravi ma credo che sarebbe stato un gruppo che gli sarebbe piaciuto.

All'epoca raccontarono sia agli Inglesi ma soprattutto a quelli provenienti dai Paesi del centro dell'Est Europa i rischi derivanti dai sistemi di teleriscaldamento; io scrivevo dicendo del costo crescente e sappiamo che pesa sempre qualche rischio di approvvigionamento, visto che il grosso arriva dall'Algeria e dalla Russia.

All'epoca la prima crisi del metano era proprio dovuta al fatto di aver chiuso i tubi in Algeria, mentre oggi ci troviamo di fronte alla Russia e, non per fare la Cassandra, dicevo: "Speriamo dunque che non sia un'operazione temeraria e che fra qualche anno non si scopra, per chi ha aderito ai contratti, che i costi peseranno parecchio e che la via per tornare ad altri sistemi non sarebbe così banale. In più, l'utente finale del sistema, una volta effettuato l'allacciamento, non ha di fatto la facoltà di cambiare fornitore", come capita invece in altri settori dell'energia e anche della telefonia.

A questo punto - e mi stupisce francamente che l'associazione consumatori ci arrivi oggi - è chiaro che è un regime monopolistico, può piacere o non può piacere.

Venendo alla questione degli aumenti e aderendo con qualche modifica all'ordine del giorno, io devo dire che è vero che i prezzi sono aumentati enormemente e che in questo momento l'Authority, peraltro su altri settori, sta esaminando la posizione di alcune società fornitrici di energia tra cui anche Engie, che è questa società che oggi gestisce Telcha, non nel teleriscaldamento, però l'accensione di questi focus è molto interessante e tra l'altro non colpisce CVA e possiamo essere tranquilli, mentre ha colpito moltissime società grandi e piccole.

Ora è vero che qualunque caldaia a gas ha avuto aumenti analoghi, ed è vero - e questo è un ragionamento che va fatto con il Governo nazionale, dobbiamo parlarne con i Parlamentari - che, mentre gas ed energia elettrica hanno avuto riduzione degli oneri di sistema, queste stesse riduzioni nel teleriscaldamento non ci sono state, così come la riduzione al 5% dell'Iva non è valsa sul teleriscaldamento dove pesa ancora un 22%.

Questi sono temi di tipo nazionale che, in qualche maniera, dovremmo affrontare.

Resta comunque la necessità di fare chiarezza, di avere delle certezze, quindi da questo punto di vista accettiamo l'ordine del giorno, chiedendo solo nell'ultima parte, "Ricordata la partecipazione di CVA", di aggiungere solo: "La partecipazione minoritaria del CVA" che quindi non ha una governance della società e la parte impegnativa dovrebbe diventare: "Verificare, con i diversi interlocutori, le motivazioni di tali aumenti e a presentare in Commissione gli esiti", togliendo la seconda parte.

Se su questo si aderisce, la maggioranza voterà a favore.

Presidente - Consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ritengo che siano delle modifiche assolutamente accoglibili e che vanno nella direzione che abbiamo proposto, cioè fare una verifica rispetto ai costi.

Quello che diceva giustamente l'assessore Caveri, che condivido appieno, rispetto anche all'aumento dei prezzi delle materie combustibili, e nello specifico dei gas, però secondo me viene un po' confutata, nella parte di "C'è stato un aumento da parte di tutte le fonti" da un ottimo approfondimento giornalistico che ho citato qui che è quello del 14 di gennaio, perché qui sono messi a paragone - siccome si è fatto un lavoro approfondito - quei condomini che avevano quell'allaccio e chiedendo quali erano i consumi che si avevano con l'allaccio a metano al gas e quei condomini invece che avevano l'allaccio al teleriscaldamento e si è osservato che l'aumento di chi era collegato al teleriscaldamento era superiore rispetto all'aumento di chi era allacciato al gas. Quindi evidentemente se c'è un aumento di tutte le fonti di approvvigionamento energetico, c'è anche però dall'altra parte un problema che appunto riguarda il teleriscaldamento in primis.

Adesso stavo cercando un pezzo per citarvelo, ma l'articolo è abbastanza lungo, quindi non vorrei tediare l'Aula e vorrei portare al voto per poi andare ad esaminare gli altri ordini del giorno, però capire qual è il motivo per il quale se tutte le fonti di riscaldamento aumentano e ce n'è qualcuna che aumenta molto di più, e si pone in una maniera inaffrontabile da parte di molte famiglie, credo che sia un nostro compito, che la tutela dei Valdostani sia importante e credo che sia la direzione nella quale dobbiamo andare.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno così come emendato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

L'ordine del giorno n. 15 è approvato all'unanimità.

Passiamo all'ordine del giorno n. 16 della Lega, si è prenotato il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Ormai sembra di essere quasi arrivati a una saga di un film e la puntata in questo caso potrebbe essere intitolata "Weissmatten II la vendetta" perché con quest'ordine del giorno - l'assessore Bertschy lo saprà molto bene - è ovvio che si vuole fare un punto della situazione per quanto riguarda tutte le stazioni sciistiche, ma si sa benissimo che le problematiche continuano a essere solamente in un certo tipo di stazione. Però facciamo un po' il punto.

Quando abbiamo discusso della legge, la famosa legge sui piccoli impianti, assolutamente necessaria in questa fase, io comunque l'avevo avvertita, le avevo detto: "Guardi, faccia attenzione perché comunque sa, visto che vengono impegnati dei soldi pubblici, semmai capitasse qualche inefficienza - era già bene o male consuetudine in alcune società per quanto riguarda la gestione dei piccoli impianti - l'interpellanza o comunque un'iniziativa in Consiglio arriverà".

Eccola qui, puntuale, perché comunque purtroppo certe questioni rimangono nel tempo anche se lei stessa aveva dato un certo tipo di assicurazioni, però con quest'ordine del giorno si vuole un poco fare un punto più generale della questione, capire com'è andato questo inizio di stagione in tutte le piccole stazioni, proprio per capire se si è capito il senso della legge, che serve per mantenere aperte le piccole stazioni, per dare delle risposte al territorio e non deve esserci neanche un minimo di pensiero di sperpero di denaro o quant'altro.

Ecco perché con quest'ordine del giorno si vuole comunque invitarla in Commissione, nella prima seduta possibile, per relazionare sull'apertura delle piccole stazioni perché, ripeto, dalle varie notizie che mi sono arrivate, da nessuna parte ci sono stati grandissimi problemi, solamente in una ci sono state grandi problematiche per cui "lavic" non sono stati usati, i mucchi della neve che sono ancora lì, i gatti fermi, gli skilift fermi, snowpark non ha aperto se non dopo una sua visita pastorale, allora chiediamoci, c'è qualcosa sempre che non funziona in un certo luogo, in certe società, però con quest'ordine del giorno si vuole fare il punto generale della situazione.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Senza entrare nel merito della questione puntuale, visto che l'impegnativa chiede di riferire alla Commissione consiliare alla prima occasione utile sulle piccole stazioni, accettiamo l'ordine del giorno, credo sia non solo utile ma anche opportuno, visto l'impegno che il Consiglio regionale ha messo nell'approvazione della legge, nel sostenere questo indirizzo; ben volentieri vengo a riferire ma soprattutto porto delle informazioni che sono a disposizione, tenendo sempre la giusta considerazione del ruolo politico rispetto a quello gestionale, che evidentemente compete alle società con anche la responsabilità rispetto alla gestione della sicurezza e di tutto quanto.

Devo dire che in generale c'è stata un'attenzione a provare ad aprire nonostante le condizioni oggi della neve siano ancora condizioni molto, molto limitate, soprattutto in alcune località, perché poi - e non sto parlando nello specifico di Weissmaten, sto parlando in generale - non dobbiamo rischiare neanche di aprire per aprire, poi di non avere condizioni né di qualità dei servizi né di sicurezza e quindi poi di farci criticare rispetto all'eventuale giornata "non divertente" da parte di chi fruisce degli impianti di sci.

Un dato mi sembra però molto significativo: questa partenza di stagione è un'ottima partenza di stagione, le società hanno incassato circa 12 milioni e mezzo di euro, più Skyway 1 milione e 400 da inizio ottobre a oggi, e, considerando le difficoltà che ci sono state comunque per una parte del mese di novembre sul Cervinia rispetto all'anno scorso, è un dato superiore a quello del 2021-2022, quindi è una stagione dello sci che parte bene, anche con dei buoni primi ingressi, quindi speriamo veramente che nei prossimi giorni la neve ci aiuti a completare gli impianti con una buona nevicata, le società sono al lavoro con i propri impianti d'innevamento - per fortuna in questo periodo fa freddo - per completare la qualità dei comprensori in vista delle vacanze di Natale però, ripeto, questi dati sono dati confortanti che speriamo possano essere preludio di un'ottima stagione.

Comunque confermo la disponibilità - e anche l'opportunità - di una relazione in Commissione, anche per capire come sta andando il progetto sugli Skipass a 100 euro, vediamo come vanno le cose.

Presidente - Consigliere Lavy, a lei la parola.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie, Assessore, si dimostra comunque sempre bravo a fare slalom per evitare certi temi, ma assolutamente ne parleremo in Commissione proprio perché, appunto, fra tutte le piccole stazioni, ho avuto bene o male diverse sentori e bene o male quasi in tutte la faccenda sta andando direi discretamente bene, in una no, ed è un gran peccato proprio perché qui si parla addirittura di un vero e proprio danno economico, perché delle condizioni di base, non dico per aprire tutto, ma per aprire almeno lo Snowpark un po' prima di sabato scorso c'erano, e mi immagino quanto siano stati felici tutti gli operatori economici intorno alla pista nel vedere chiuso qualsiasi cosa. C'è qualcosa che non va, ma appunto ne parleremo in Commissione.

La ringrazio quindi per l'accoglimento di quest'ordine del giorno e lo voteremo convintamente.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Passiamo ora agli ordini del giorno di Pour l'Autonomie. Ordine del giorno n. 1. Consigliere Carrel a lei la parola.

Carrel (PA) - Con quest'ordine del giorno volevamo tornare sul tema del Bonus Entreprises, tema che abbiamo già trattato nella nostra relazione in discussione generale, un tema che è stato già oggetto di diverse dichiarazioni da parte di vari gruppi.

Era nostra intenzione andare a richiedere il finanziamento appena dopo l'assestamento con la prima variazione delle risorse, dei 14 milioni mancanti per finanziare le 941 domande che, con le risorse che abbiamo stanziato con la legge 21 e la legge 25, non hanno trovato copertura.

Ritiriamo quest'ordine del giorno in vista appunto di quanto la maggioranza ha presentato nell'emendamento, in quanto proprio nell'emendamento presentato dalla maggioranza vi è un'attenzione specifica a questo tema, quindi è inutile discutere un ordine del giorno se poi discuteremo l'emendamento ed entreremo nel merito di questa problematica: lo ripetiamo: dal nostro punto di vista, è fondamentale trovare le coperture necessarie per dare le risposte dovute a tutti.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Affrontiamo l'ordine del giorno n. 2, sempre di Pour l'Autonomie. Consigliere Rollandin si è prenotato, ne ha facoltà.

Rollandin (PA) - Richiamato il fenomeno delle disuguaglianze nell'accesso, nell'uso delle tecnologie in Valle d'Aosta, che risulta essere estremamente elevato, e analizzati i diversi fattori legati, che impongono la necessità di abbattere il digital divide nella nostra comunità; sottolineata l'importanza, soprattutto per i giovani, e le famiglie di ogni classe sociale di poter acquisire un tablet o un PC portatile; evidenziati gli importanti sforzi realizzati dalla nostra Regione, grazie anche ai finanziamenti europei per la posa della fibra ottica nel nostro territorio regionale e sentite le relazioni del Presidente della Giunta in II Commissione, si impegna il Governo regionale a destinare parte dell'avanzo di bilancio per applicare il progetto "Un computer in famiglia", già realizzato nella nostra Regione nel 2011.

Come tutti sanno, questo ha avuto un successo notevole e credo che sia importante per tutti dare un segnale di attenzione nei confronti dei giovani, che devono trovarsi nella giusta situazione.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Rispetto all'ordine del giorno richiamato, sicuramente cogliamo lo spirito propositivo e anche il richiamo a un'iniziativa di qualche anno fa, che sicuramente vedeva, da questo punto di vista, la Valle l'Aosta essere agli albori e anche tra i primi a fare tutta una serie di scelte, prima fra tutti quella della banda ultralarga, della Bul VdA, quindi di conseguenza nel cogliere positivamente la cosa, riteniamo che oggi vadano espressi, e poi passerò la parola al collega Caveri, perché naturalmente questo tema lo riguarda, anche per tutto quanto il mondo scuola che viene richiamato nelle premesse... a nostro avviso proponiamo una modifica all'ordine del giorno nel quale manteniamo tutte quante le premesse e specifichiamo rispetto alla parte delle premesse degli evidenziati: che questo interviene per il Piano scuola ed è complementare al progetto per la banda ultralarga; tra l'altro questo è un tema che è stato più volte trattato anche in Consiglio e che vede la Valle d'Aosta essere la prima Regione in Italia rispetto a questa progettualità, che va naturalmente a inserirsi all'interno di tutte quante le opere che più volte abbiamo trattato sulle scelte politiche del passato di arrivare a dotare la Regione autonoma Valle d'Aosta di una rete di fibra, della dorsale di fibra - per un costo di 24 milioni di euro che arrivarono da fondi europei e nazionali, e anche con innesti di finanziamenti regionali - che hanno di fatto permesso alla Regione di essere una delle pochissime Regioni ad avere la fibra che arriva nella piazza di ogni singolo Comune.

Naturalmente su questo s'innesta anche la possibilità d'intervenire con il Piano scuola, complementare appunto al progetto di banda ultralarga.

Nel cogliere positivamente quanto rappresentato nelle premesse, chiediamo di variare la parte impegnativa che diventerebbe a questo punto la seguente: "Il Governo regionale a individuare specifiche misure a supporto delle famiglie e dei giovani per favorire e agevolare l'evoluzione digitale della comunità valdostana, sia attraverso la formazione sia verificando le future disponibilità finanziarie ad acquistare gli strumenti più adeguati".

Su questa seconda parte dell'impegnativa lascio la parola al collega Caveri, sulla prima parte invece abbiamo voluto fare quest'inserimento perché rispetto al Piano che viene richiamato, quindi un piano che è di oltre dieci anni fa, quello che anche tramite la tragedia della pandemia si è reso evidente è il fatto che spesso non è semplicemente l'acquisto di uno strumento che in una qualche maniera aiuta a supplire il digital divide, ma sia gli interventi strutturali che sono stati posti in essere in piena continuità amministrativa, e che tra l'altro hanno anche riguardato i proponenti, sia gli aspetti invece più di natura formativa rispetto agli interventi che oggi devono essere posti in essere su un territorio così delicato come quello valdostano.

Per cui ci sentiamo di proporre questa modifica e quindi, di conseguenza, se la modifica viene accettata, poi dopo di votarlo.

Presidente - Interviene anche l'assessore Caveri e, in questo caso, utilizza il tempo del suo gruppo.

Caveri (AV-VdA Unie) - Come il consigliere Rollandin ha ricordato, "Un computer in famiglia" ebbe negli anni un grande successo; la prima edizione risaliva al 2008 e quest'idea di dare ai ragazzi un computer, che poi diventava il computer di famiglia, è un tema che dovremmo riprendere e stiamo aspettando di avere certezze sui fondi FSC, Fondo Sviluppo e Coesione, per inserirlo nelle scuole - stiamo ragionando sulla prima media e sulla prima superiore - in maniera di andare a coprire due archi scolastici, stiamo anche definendo quale tipo di tablet dare.

È chiaro che all'epoca si pensava proprio a un computer, oggi si preferirebbe un tablet proprio per la rapidità di un suo possibile utilizzo, quindi ci auguriamo nel 2023 di poter riprendere quest'iniziativa che ebbe un successo così elevato.

Presidente - Consigliere Rollandin.

Rollandin (PA) - Ringrazio gli Assessori che si sono pronunciati in tal senso con le dovute differenziazioni e con gli adeguamenti che sono stati giustificati dall'esigenza che è stata poi rivista dall'assessore Caveri.

Il nostro stimolo sostanziale era quello di non lasciar cadere quel lavoro che era stato fatto nel tempo e che aveva comportato un beneficio importante per i giovani e che non può essere di fatto interrotto.

È importante che ci siano quelle considerazioni che Caveri ha voluto giustamente sottolineare e credo che il senso vero di quest'iniziativa andava nelle direzioni che sono state poi meglio specificate e che quindi accettiamo.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno così come modificato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 3, sempre di Pour l'Autonomie. Si è prenotato il consigliere Carrel a cui passo la parola.

Carrel (PA) - Con quest'ordine del giorno parliamo di personale del Corpo Forestale, un Corpo che ci distingue dal resto della Nazione, un Corpo che è rimasto il Corpo Forestale della Regione autonoma Valle d'Aosta ed è un Corpo che ha bisogno di personale, anche per vari motivi di esigenze organizzative per il servizio importante che svolge su tutto il nostro territorio regionale.

Andando nel concreto e senza elencare tutti gli atti e i concorsi che sono stati fatti all'interno del Corpo Forestale, il quale ha visto l'assunzione, o meglio, prevede l'assunzione, perché sono stati fatti i concorsi ma verranno poi assunti otto ispettori e dodici collaboratori, andando a riprendere la delibera 446/2022 nella quale si evidenzia la dotazione organica del personale di cui all'articolo 5 comma 2 lettera B, concentrandoci essenzialmente sulla questione riguardante agli agenti, sovrintendenti e gli ispettori, abbiamo visto che vi è una graduatoria aperta di un concorso bandito nel 2021 da cui andremo ad attingere per assumere degli agenti forestali.

Sorge un problema che non è un problema ma è una questione organizzativa dal nostro punto di vista importante, legata al corso che gli agenti forestali devono effettuare prima di essere assunti a tempo indeterminato, quindi il corso che gli permette di diventare allievi di agenti forestali.

Questo è un corso organizzato e finanziato dalla Regione Valle d'Aosta ed è un corso a cui può partecipare chi ha vinto la graduatoria, quindi i tre posti messi a bando, che vanno a coprire le esigenze del 2019-2020-2021 e i posti disponibili successivamente sino alla data di inizio del corso. Sto citando l'articolo 2 comma 3 del regolamento regionale 17 maggio 2010 n. 2.

I posti disponibili successivamente sono sicuramente dodici per il 2022 - perché ormai siamo nel 2022, e ve ne sono altri anche, in quanto vi sono dei posti lasciati e liberati dalle graduatorie che ho citato in premessa.

Quindi volevamo chiedere al Governo regionale di impegnarsi e andare a effettuare questo corso coprendo tutto il fabbisogno, anche del 2023, tenendo in considerazione che il regolamento regionale ci permette di attivare il corso anche per un numero non superiore al 25% dei posti disponibili ...il personale riservatario, il quale non verrà assunto subito dopo il corso ma verrà assunto in seguito.

Crediamo che fare economia anche sull'organizzazione di questi corsi sia necessario per dare le risposte opportune anche al Corpo. Inutile dal nostro punto di vita è avviare un corso esclusivamente per il personale da assumere entro il 2022, visto che ormai mancano quindici giorni all'inizio del 2023, sarebbe bene avviarlo - visto che questi cosi si avviano in inverno e immagino sia già stato avviato l'iter per organizzare il corso - nel mese di gennaio o magari febbraio in modo da poter includere anche il fabbisogno 2023 e dare una risposta più corposa alle esigenze del personale del Corpo Forestale della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Di fatto l'ordine del giorno prevede quello che già stiamo un po' facendo, portando avanti, ne sono testimonianza le risorse che sono state poste sul bilancio proprio in previsione dell'organizzazione del corso e di tutte le spese conseguenti alle nuove assunzioni.

È una carenza importante di personale riscontrata in questi anni che via via ovviamente con i pensionamenti rischia di aggravarsi.

Quindi, come dicevo, un ordine del giorno che prevede già quello che a seguito stiamo portando avanti, c'è stata la graduatoria definitiva, poi la serie delle verifiche successive al concorso e poi dei ritardi che - non ci nascondiamo, ci sono stati - relativi a dei contenziosi.

In questa fase ci stiamo attivando per l'organizzazione delle visite mediche che vanno fatte prima dell'avvio del corso che speriamo di fare al più presto.

Per quanto riguarda l'impegnativa, andrei a modificare "L'organizzare" con "Completare l'iter necessario ad avviare il corso", essendo già un iter avviato e poi "Considerando il fabbisogno di personale aggiornato al 2023".

Infatti, come diceva correttamente, partendo ora sul 2023, potremmo riuscire ulteriormente ad aumentare i candidati ammessi al corso, tenendo conto - come dicevo - dei pensionamenti e delle procedure interne, quindi i vari passaggi che sono in atto, andando a considerare il fabbisogno proprio al momento della partenza del corso, della data d'inizio corso, poiché chi ha superato il livello dopo il sesto mese libera di fatto la casella da agente.

Sappiamo però che il numero minimo sicuramente sarà diciannove, quindi dai diciannove in su perché abbiamo tre posti vacanti del 2021, ai quali si sommano i dodici del 2022, ai quali è possibile aumentare un 25% di riserve, quindi di personale che verrà formato; diciannove è il numero minimo, da lì si potrà salire, proprio andando a capire nella data iniziale del corso e si potrà ulteriormente aggiungere quelli che saranno gli altri posti vacanti.

Questo è fondamentale per dare un segnale al territorio e per riuscire a far lavorare nel modo migliore le nostre quattordici stazioni forestali che sono un importantissimo presidio sul territorio, quattordici stazioni che sono alla base anche della revisione dell'iter di legge della 12/2002; abbiamo un gruppo di lavoro composto proprio dai lavoratori che si è ritrovato fino al mese di ottobre. Ora stiamo facendo anche degli approfondimenti su alcuni passaggi proprio per completare quest'importante iter.

Quindi si propongono quelle modifiche e il voto favorevole.

Presidente - Consigliere Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Grazie, Assessore, per l'esposizione e per averci illustrato cosa è già stato fatto.

Ringrazio già per le modifiche, che accettiamo, perché vanno nella direzione che abbiamo cercato di evidenziare con il nostro ordine del giorno; quello che credo che sia importante è coordinarsi al meglio tra uffici regionali del personale e il Comando, in modo da comprendere a chi far fare gli esami per poi partire con il corso prima possibile, perché, se ho capito bene, sarà necessaria un'altra delibera di Giunta per comprendere quale sarà il fabbisogno del 2023 e quindi bisognerà poi procedere a integrare gli esami, quindi tutte le visite - anche a questo personale, oltre ai diciannove che già possono procedere con le visite - e poi far partire il corso.

Più si riescono ad abbreviare questi tempi, e immagino che sia a beneficio di tutti, meglio è.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno così come modificato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Passiamo ora agli ordini del giorno presentati da PCP. Cominciamo con il n. 1. Consigliera Erika Guichardaz si è prenotata per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Questo primo ordine del giorno riprende un po' quanto detto in fase di discussione del bilancio e quanto ho chiesto anche alle persone audite in Commissione, quindi le varie associazioni, le organizzazioni sindacali e anche i firmatari della petizione "Il riscaldamento non è un lusso" dove in sostanza si chiede, vista anche l'importanza della misura messa in campo quest'anno e avendo visto anche i risultati di questa misura, che si torni ad avere una misura stabile per quello che riguarda i costi del riscaldamento. Quindi nella nostra impegnativa chiediamo di ripristinare il Bon de Chauffage o di pensare a una misura stabile che possa essere una certezza per i cittadini e non una misura come quella che è stata fatta quest'anno, dove fino al mese di settembre ben non si sapeva e poi, come abbiamo detto, vi sono stati anche grossi problemi per una questione legata alle tempistiche e alle procedure.

Quindi quello che si chiede con quest'ordine del giorno è di ripristinare una misura stabile, tenuto conto anche del fatto che sappiamo bene che i costi energetici non andranno a diminuire nel corso del prossimo anno e quindi questa potrebbe essere una risposta vera ai Valdostani che in questo momento vivono in una situazione di difficoltà.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Di questo tema ne abbiamo parlato a lungo, l'anno scorso in particolare il gruppo Lega aveva portato sia un emendamento che un ordine del giorno.

C'è una petizione in corso che non abbiamo capito se però rimarrà in discussione o no perché dall'informazione che è arrivata c'è da valutare anche il prosieguo dell'istruttoria.

Il tema è aperto per le forze politiche, la risposta che abbiamo dato al Bonus Social, ribadisco, è una risposta molto, molto importante, che altri territori non hanno messo in campo, quindi la Regione Valle d'Aosta si distingue anche per questo.

A mio avviso il Bon Chauffage non è più una legge che compete, in termini proprio di organizzazione, ai temi dell'energia, ma deve rientrare in una dimensione che è quella del Bonus Social che ci dà oggi una piattaforma utilizzabile, una legge rifinanziabile, anche un'organizzazione utilizzabile nell'immediato, quindi se nei prossimi mesi si riterrà come Consiglio regionale di andare in questa direzione reperendo delle risorse - perché poi ci vanno delle risorse - il tema rimane aperto.

Io ricordo che 8.340 famiglie hanno fatto domanda, la base statistica è da verificare, lo abbiamo detto anche in Commissione, perché oggi finalmente abbiamo una base che è quella delle persone che hanno fatto domanda.

Stiamo cercando di capire, in collaborazione anche con l'Inps, quali sono questi riferimenti; il dirigente Pozzan nell'audizione ha spiegato bene che ci sono anche persone che non hanno voluto fare domanda per altri motivi, quindi la composizione andrà vista e dovremmo capire qual è la base statistica di riferimento definitiva, però su 8.342 domande, 6 mila famiglie hanno fatto domanda per conto loro e delle 2.398 deleghe, 870 sono dei patronati e dei CAF, quindi il 10%. Il dato molto, molto positivo è che le famiglie valdostane sono evolute, hanno una buona manovrabilità sulle piattaforme e quindi io vedo tutto questo come un merito della nostra comunità che sta seguendo l'evoluzione di quello che sta avvenendo e lo sta facendo con grande attenzione perché, ripeto, la risposta è una risposta importante.

Da ieri ci sono in pagamento più di 2 mila domande e giorno dopo giorno questo andrà avanti con continuità, quindi alcune famiglie credo già nel corso della settimana cominceranno a ottenere il contributo, altre lo otterranno nei giorni successivi, però tutto lo sviluppo del lavoro sta andando nella direzione in cui deve andare.

Ripeto, sul Bon Chauffage il tema è aperto ma soprattutto è aperto in Commissione perché dovete dare una risposta o in un senso o nell'altro a una petizione che è stata presentata e rispetto all'organizzazione futura c'è da valutare insieme come lavorare.

Per prendersi degli impegni, bisogna avere delle risorse. Oggi le risorse non ci sono ed è giusto che, indicando un ordine del giorno, ci diciate dove andare a togliere questi soldi, perché altrimenti tocca a noi fare delle scelte che, in questo momento, nel nostro programma di bilancio, non abbiamo fatto.

La nostra risposta è questa: "Ci sono interventi che - ripeto quello che ho detto ieri - rispetto al Bon Chauffage precedente sono di tre volte superiori, quindi è già un intervento di grande attenzione e ribadisco ancora una volta che altri territori non hanno messo a disposizione".

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Credo che il Governo sia quello che debba fare le scelte e basarsi sulle priorità del Governo. Noi diciamo che secondo noi questa è una priorità, quindi lo aveva fatto con un emendamento la Lega, lo avevamo già fatto noi l'anno scorso e qui chiediamo il ripristino del Bon de Chauffage o un'altra legge stabile.

Quello che noi chiediamo è che non vi sia più l'incertezza come c'è stata quest'anno.

Mi dispiace, nella sua risposta ha citato la petizione dicendo "Non sappiamo se si prenderà in considerazione o meno", ma quella petizione, indipendentemente dalla presa in considerazione o meno in Commissione, riporta il disagio di molte famiglie valdostane che credo registriamo tutti noi.

Credo che sia uno dei disagi principali della nostra comunità in questo momento a cui questo bilancio non dà una risposta e, da quanto dice lei, non volete dare neanche una risposta a breve.

Prendiamo atto di questo, ma mettiamo in votazione quest'ordine del giorno.

Presidente - Assessore Bertschy interviene come gruppo.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Non solo il bilancio dà una risposta, noi mettiamo soldi per il lavoro, mettiamo 4 milioni di euro per far lavorare le persone e la scelta che abbiamo fatto l'anno scorso è una scelta di questo tipo. Voi ritenete di fare altre scelte, lo proponete ma diteci dove togliere i soldi.

Il nostro programma noi lo presentiamo con il bilancio; è troppo comodo dire "Vi dovete impegnare", bisogna dire dove togliere i soldini, nel turismo, nell'agricoltura, nella sanità? Dove dite che aumenta la spesa corrente? Dovete dirci dove togliere i soldini.

Noi la risposta la diamo adesso a cavallo dell'anno in pieno inverno e ci impegniamo a valutare durante l'anno cosa si potrà fare con un intervento che è stato di 8 milioni di euro che è di tre volte superiore a quello precedente.

Poi voi volete continuare a raccontare che si può fare, mettete il ditino su uno dei capitoli di bilancio e dite: "Nella spesa corrente tolgo 8 milioni di euro di qua per dare altri contributi", sennò vi cercate delle nuove entrate.

Noi oggi la risposta la diamo in questi termini e con questa capacità di spesa che nessun'altra Regione ha messo disposizione.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz è già intervenuta, un minuto.

Guichardaz E. (PCP) - Naturalmente, grazie della disponibilità. All'assessore Bertschy chiedo anche la disponibilità degli uffici, perché, come lei ben sa, noi della minoranza non abbiamo gli stessi strumenti della maggioranza e la invito a guardare bene quei dati, perché le situazioni di maggiore fragilità, come le dicevamo, sono quelle che non sono state raggiunte da questa misura, e ne siamo sicurissime; lo si vede anche dai dati e dal fatto che proprio le zone di montagna più disagiate sono quelle che hanno risposto meno e, da quello che io ricordo, la invito a guardare anche i dati del Bon Chauffage: il fatto che si poteva fare riferimento ai Comuni, ai luoghi di prossimità di quelle persone, permetteva a queste persone di fare domanda.

Io ho una percezione diversa della comunità valdostana rispetto a quella che dice lei, che hanno tutti Spid e via dicendo e sanno fare queste cose.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Presidente - Passiamo al seguente. Ordine del giorno n. 2. Consigliera Erika Guichardaz ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Interveniamo di nuovo su un tema ripreso anche dagli altri colleghi di minoranza e che riprende un po' l'ordine del giorno che Pour l'Autonomie aveva presentato e che ha ritirato. Noi non ci sentiamo di ritirare quest'ordine del giorno perché nonostante l'emendamento presentato dalla maggioranza - che arriva in zona Cesarini, ma siamo sicuramente contenti che in qualche modo ci si faccia carico di questa problematica - riteniamo che quelle imprese che hanno fatto delle spese d'investimento debbano essere in qualche modo ricompensate il prima possibile, quindi andare con l'avanzo o andare invece con la prima variazione di bilancio crediamo vari le tempistiche, e se questa è una priorità, come è stato messo in quell'emendamento, credo che proprio quel Governo regionale dovrebbe trovare già le risorse adesso.

Su questa misura avevamo già posto dei problemi, e se vi ricordate eravamo state le uniche due a non votarla, proprio perché immaginavamo già che sarebbe successo quanto è accaduto e dai dati che fornirete in Commissione sarà interessante capire se proprio le aziende più stabili e più solide sono quelle che hanno fatto domanda per prima e da quello capiremo anche altre cose.

Sottolineo inoltre che mi è stato evidenziato che ci sono imprese che nel momento in cui hanno visto che le misure non erano più finanziate, non hanno neanche fatto domanda, quindi quelle vengono bypassate bellamente e, come ripeto, queste cose si potevano capire già prima di mettere in piedi la misura, perché era abbastanza evidente che sarebbe accaduto quanto è accaduto.

Quindi noi chiediamo di dare questi soldi il prima possibile, quindi non intervenire sull'avanzo ma intervenire sulla prima variazione di bilancio.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Il seguente è il n. 3. Consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Torniamo su un tema di cui abbiamo parlato in diverse interpellanze in questo Consiglio regionale, che è il tema dell'esclusione dei ragazzi della scuola primaria del convitto dall'erogazione dei voucher per la frequenza dei collegi e convitti.

Dalla risposta dell'assessore Barmasse nel mese di novembre, come immaginavamo, è stato registrato un aumento considerevole per quello che riguarda proprio le famiglie più fragili, si parla di circa 300 euro più gli 800 che devono anticipare rispetto a prima, quando la rata veniva completamente coperta.

Si sta anche avvicinando il momento dell'iscrizione, quindi credo ci debba essere anche una certa chiarezza rispetto a chi andrà a iscriversi il prossimo anno al convitto, per capire quali sono i costi che dovranno affrontare le famiglie.

Quindi in una prima impegnativa chiediamo se il Governo regionale può valutare delle forme di sostegno per quelle famiglie che quest'anno naturalmente avendo fatto la preiscrizione a gennaio si sono trovate poi con una situazione di difficoltà successivamente; se il Governo intende valutare la possibilità di rivedere le scelte effettuate, questo anche in collaborazione con il convitto proprio in vista delle iscrizioni future, e poi poniamo un altro punto - di cui sicuramente so che l'Assessore Caveri dovrebbe essersene già fatto carico, comunque se ne farà carico a breve - che è la questione degli educatori. Chiedo scusa, nell'impegnativa ho messo educatori di sostegno, sono gli educatori e basta.

Volevamo anche chiedere un impegno forte da parte dell'Amministrazione regionale per quello che riguarda l'equiparazione di quelle lauree di cui abbiamo parlato e che, secondo noi, proprio adesso, con questo nuovo Governo, vale la pena riprendere in considerazione le valutazioni fatte con i due Governi precedenti perché l'Assessore si era interfacciato con due Ministri, quindi varrebbe la pena interfacciarsi anche con il Ministro attuale per capire se si può, in qualche modo, risolvere la problematica dell'equiparazione delle graduatorie.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Per quanto riguarda la prima impegnativa, le forme di sostegno per l'anno scolastico 2022/2023 per le famiglie rientranti nelle prime due fasce di reddito, noi riteniamo che per i convitti e i collegi, tra cui rientra anche il Collegio Federico Chabod, sono previsti dei voucher per le prime due fasce di Isee, così come tutti i doposcuola, pari al 90 e 70% del costo della retta senza limite d'importo della retta. É ovvio che se la retta è più elevata, la quota a carico delle famiglie sarà più alta.

Inoltre è previsto, per i nuclei in carico ai servizi sociali, quindi nuclei più fragili, attraverso la presentazione di una relazione motivata la copertura fino al 100% del costo, quindi riteniamo che l'attuale disciplina tuteli già le situazioni più fragili.

Per quanto riguarda poi le modifiche delle scelte effettuate, presumendo che la modifica auspicata riguardi la riammissione degli studenti - ovviamente della scuola primaria, così come ha detto - al beneficio del voucher, per il servizio di convitti e collegi, ribadisco che la scelta operata è stata fatta a seguito di attenta valutazione per ripristinare e uniformare il trattamento sul territorio regionale.

Secondo noi, questa è una misura che dà una maggiore equità su tutto il territorio non differenziando un doposcuola rispetto all'altro per quanto riguarda la scuola primaria, perché dal nostro punto di vista, poi ovviamente ognuno fa le sue valutazioni e se ne assume le responsabilità, il servizio in questo caso è un servizio di doposcuola, paragonabile a tutti gli altri doposcuola.

Quindi applicare delle tariffe e servizi differenziati, secondo noi, non sarebbe una misura equa sul territorio per tutte le altre famiglie.

Per quanto riguarda il terzo quesito, lascio la risposta all'assessore Caveri.

Presidente - l'assessore Caveri ne ha facoltà.

Caveri (AV-VdA Unie) - Intervengo nel tempo del gruppo per ragioni regolamentari.

Ogni tanto i rapporti con Roma sono abbastanza grotteschi, nel senso che un deputato dei 5 Stelle ha posto, con un'interrogazione parlamentare, credo che voi lo sappiate perché avete oramai inglobato i 5 Stelle nel vostro gruppo, il deputato Iaria ha posto questa questione e il Ministero cosa ha fatto? Ha scritto a noi per sapere come ci stiamo comportando rispetto a questa questione del riconoscimento per gli assistenti di questa L18.

In realtà è un compito loro, non è un compito nostro, nel senso che noi nell'espletare le procedure concorsuali, dobbiamo seguire le indicazioni e devo dire che le indicazioni sono chiarissime, nel senso che per adesso l'L18 è esclusa.

Quindi noi nella risposta che daremo, ribadiremo che si tratta di una decisione che dev'essere assunta dal Ministero.

Tuttavia, nel frattempo, il 20 ottobre del 2022 c'è stata una sentenza del Giudice del lavoro, il dottor Luca Fadda, che ha dato torto a chi, attraverso l'avvocato Sacha Bionaz - che tra l'altro è anche insegnante nella scuola valdostana, è molto interessante questo fatto di avere un avvocato che è insegnante nella scuola e fa l'avvocato per difendere i colleghi - assieme all'avvocato Paolo Tosi hanno perso questa causa e il Giudice del lavoro dice: "Il titolo di studio in possesso degli attori" - si riferisce a quelli che hanno fatto causa, "Non risultava idoneo all'inserimento in graduatoria, per cui la resistente non poteva che escluderli dall'inserimento nella medesima", quindi dichiara la cessazione della materia.

A maggior ragione, dopo una prima sentenza chiarificatrice della Corte d'Appello e una seconda sentenza del Tribunale di Aosta, noi speriamo che il Ministero si scuota e decida di allargare, anche se le motivazioni del Giudice che vengono poste rispetto alla scienza dell'educazione, che è questa famosa L18, sono piuttosto ruvide. Bisognerà vedere il Ministero che cosa deciderà e noi ovviamente ci adegueremo, ritenendo che alcune ragioni degli attori possono anche starci, però non abbiamo spazio di manovra.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Immaginavo già le risposte perché, ahimè, non si comprende che il convitto è un'istituzione scolastica a differenza degli altri che voi definite doposcuola, quindi c'è una diversità notevole. Qui abbiamo diversi convittori o semiconvittori che hanno frequentato quel luogo e sanno la diversità rispetto ai doposcuola.

Noi avevamo messo in maniera più larga la possibilità di rivedere le scelte effettuate, perché la scelta effettuata poteva essere quella di ricomprendere nuovamente quegli alunni all'interno dell'erogazione dei voucher, ma potevano esserci anche forme diverse sotto questo punto di vista.

No, Assessore, se lei si ricorda, nella risposta che mi ha dato non è così; le persone in difficoltà andranno a pagare di più, e se vuole le porterò anche la documentazione rispetto a questo.

Bene che il deputato Iaria abbia fatto quest'interrogazione e abbia in qualche modo smosso il Ministero, chiederemo magari copia della risposta, perché sotto questo punto di vista sarebbe importante che finalmente venisse riconosciuta quest'equiparazione.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo al n. 4. Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Illustro brevemente l'ordine del giorno, non torno sulle premesse che, peraltro, ho avuto modo d'illustrare a questo Consiglio più volte e che riguardano l'ampliamento del Parco del Mont Avic limitatamente ai terreni di privati cittadini e ad alcune particelle del Comune di Fénis.

Abbiamo rilevato che nella manovra di bilancio che stiamo discutendo è stato finalmente inserito un finanziamento aggiuntivo di 110 mila euro che era rimasto in sospeso nelle annate precedenti, appunto per il Parco regionale del Mont Avic, quindi chiediamo - ormai a conclusione di quattro anni e più dalla domanda effettuata dal comitato per l'ampliamento - di dar corso, entro trenta giorni, a quest'obiettivo, inserendo ovviamente soltanto quei terreni, perché tutto il resto dovrà essere discusso con i Comuni, e le interlocuzioni da tempo sono già cominciate, chiediamo appunto che venga dato corso a quest'ampliamento considerato anche che la delibera per farlo è pronta da oltre un anno, direi da un anno e mezzo.

Presidente - Per il Governo, il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Do anch'io per fatte tutte le premesse e tutte le risposte alle premesse che la Minelli ha dato per fatte, perché ne abbiamo già parlato tante volte, quindi non ripeto che siamo d'accordo sull'ampliamento.

L'unico dubbio che c'è rispetto a quest'ordine del giorno è la tempistica, perché entro trenta giorni vuol dire entro metà gennaio; capirete che nelle ultime settimane dell'anno, e soprattutto nelle prime settimane dell'anno, ci sono tutta una serie di iniziative anche legate al bilancio che vanno messe in atto, quindi noi approviamo l'ordine del giorno se viene tolto il termine di trenta giorni.

Possiamo mettere un termine di qualche mese, altrimenti non lo votiamo.

Se scriviamo "Entro sei mesi", è un termine entro il quale sicuramente ci possiamo prendere l'impegno di portare avanti.

Condividendone la linea, l'iniziativa e tutto quanto, non credo comunque che questo sia uno degli aspetti più urgenti che l'Amministrazione deve affrontare in queste settimane.

Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Grazie al presidente Lavevaz, che ancora una volta mi ribadisce, come ha fatto in svariate occasioni, che questa non è una priorità.

Le priorità possono essere altre, io posso convenire con lei che ci siano priorità che hanno una valenza superiore; torno a ripetere che quattro anni senza dare delle risposte concrete alle persone forse alla fine una risposta può diventare anche una priorità per qualcuno.

Al di là di questo, possiamo togliere i trenta giorni considerato che andremmo a metà di gennaio, come lei dice e che siamo in chiusura dell'anno; le faccio presente che la delibera, da quello che mi consta, perché era pronta all'epoca e non sono da inserire altre particelle e altri terreni, quelli sono e quelli rimangono, c'è un testo pronto, avete fatto uno stanziamento, finalmente, quindi mi sembra che chiedere sei mesi -sei mesi! - sia sinceramente quasi una presa in giro.

Le dico che per quello che mi riguarda così è. Io le dico che possiamo mettere entro marzo e in quel senso può andar bene. Se non riusciamo nemmeno da qui al 31 di marzo a mandare avanti una delibera, io mi preoccupo sinceramente.

Presidente - Allora mettiamo in votazione con la modifica al 31 marzo 2023, emendata precisando: 31 marzo 2023. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 33

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Ordine del giorno n. 5. Consigliera Minelli, a lei per l'illustrazione.

Minelli (PCP) - Quest'ordine del giorno è collegato all'articolo 35 del disegno di legge 82, che autorizza il finanziamento all'acquisto di un treno elettrico a completamento dell'iniziativa per l'acquisto di altri tre treni legati ai fondi del Ministero delle infrastrutture.

Si parla di una cifra considerevole, sono 12 milioni, che vanno ad aggiungersi, ovviamente, ai finanziamenti regionali già stanziati per l'acquisto dell'altro materiale rotabile.

Alla luce del fatto che questi treni devono essere commissionati dalla Regione, costruiti appositamente, e consapevoli della situazione che c'è in relazione agli attuali treni bimodali Stadler, noi crediamo che sia necessario prevedere alcuni accorgimenti, che sia necessario chiedere alcune modifiche nell'allestimento dei treni stessi, che sono volte a migliorare la qualità del trasporto.

In particolare ci siamo riferiti a mo' di esempio - perché poi ci possono essere anche altri elementi - ad alcuni aspetti, cioè all'installazione delle tendine parasole che non ci sono sui treni bimodali, e chi viaggia con una certa frequenza sa che questa è una delle richieste, delle criticità che ci sono, ma, più in particolare ancora, la scelta dei rivestimenti dei sedili: attualmente - io vi invito a viaggiare - io lo faccio abbastanza regolarmente, a distanza di così poco tempo dall'acquisto dei treni sono sudici ma non soltanto perché non c'è un servizio di pulizia efficiente, proprio perché i materiali che sono stati adottati sono di difficile manutenzione. Sui vecchi Minuetto, diciamo così, c'è una similpelle facile da pulire con qualsiasi detergente, questi no, e sono tutti macchiati.

Ancora, l'aumento delle postazioni per le biciclette che sono sottodimensionate e scomode per i viaggiatori: mi è capitato ancora la settimana scorsa di viaggiare su uno Strapuntino, perché il treno è molto affollato e le biciclette sono posizionate in modo che poggiano sulla testa di chi è seduto.

Quindi ci sono alcuni accorgimenti che vale la pena, dovendo spendere dei soldi, di chiedere anche l'individuazione di maggiori spazi.

Quello che chiediamo è di tener conto di queste richieste di migliorie che possono però essere soltanto esemplificative e di interloquire sia con il personale ferroviario, sia con le associazioni dei pendolari e più in generale con l'utenza, al fine di acquistare un materiale rotabile che sia rispondente alle esigenze dei viaggiatori, anche per quello che riguarda il comfort del viaggio.

Presidente - Per il Governo, il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Trovo le considerazioni fatte dalla collega Minelli assolutamente puntuali, tant'è che anche in un recente incontro - al quale ho partecipato anch'io insieme ai tecnici con i responsabili di Stadler, stavamo parlando non tanto dei 12 milioni che sono a bilancio ma dei tre treni che sono già acquistati e che sono ordinati - si facevano dei ragionamenti proprio in riferimento alle migliorie da apportare ai nuovi treni.

Devo dire che quest'elenco che lei ha fatto in buona sostanza tre su quattro sono punti di cui abbiamo già parlato anche con Stadler, uno no, quindi per correttezza non dico che ci asteniamo, perché lo stiamo già facendo, ma approviamo l'ordine del giorno perché le osservazioni sono corrette.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Ordine del giorno n. 6 sempre di PCP. Si è iscritta a parlare la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Abbiamo visto che nei disegni di legge della manovra di bilancio e anche nel DEFR, che è stato approvato quindici giorni fa, sono previste delle risorse ingenti per quello che riguarda gli impianti a fune, quindi sia per la gestione, sia per investimenti nel settore.

In II Commissione, durante l'analisi dei documenti, durante la discussione, era stata anche fatta una richiesta specifica di dati relativi al dettaglio dell'impiego di queste risorse, ci era stato detto che sarebbe arrivata della documentazione, poi probabilmente non ci si è capiti, non c'è stato il tempo, non lo so, comunque a oggi questi aggiornamenti non sono pervenuti.

Noi crediamo che sia necessario avere un quadro esaustivo della situazione relativa agli interventi di ordinaria manutenzione, straordinaria, smantellamento, realizzazione di nuovi impianti e via di seguito, quindi chiediamo al Consiglio di impegnare l'Assessore competente a illustrare nella Commissione, nel dettaglio, questi interventi appunto suddivisi a seconda delle varie tipologie. Tra l'altro avevamo già chiesto un intervento di questo tipo, avevamo già chiesto di avere un confronto in Commissione il 23 febbraio scorso, quindi quasi un anno fa, a margine della discussione di un'interpellanza della collega Guichardaz e, proprio in conclusione di quella discussione, il Presidente della IV Commissione aveva dato la disponibilità ad affrontare il tema per approfondire, cito: "Tutto quello che è emerso dall'esposizione della collega Guichardaz non credo che sarà l'unico tema sul quale ci confronteremo, ma credo che questo sia il punto di partenza".

La IV Commissione è a disposizione però da allora effettivamente questo confronto non c'è stato. Quindi l'impegno è ad effettuarlo a partire da adesso.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Assolutamente d'accordo.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 32

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

A questo punto interrompiamo brevemente per arieggiare i locali.

(La seduta è sospesa dalle ore 10:53 alle ore 11:19)

Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Siamo all'ordine del giorno n. 1 di Forza Italia. Consigliere Marquis per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Con quest'ordine del giorno parliamo di piano di manutenzione della pavimentazione stradale sulle strade di competenza regionale.

A livello di premessa, va detto che lo stato di manutenzione della pavimentazione stradale è da sempre uno degli indicatori che misurano il livello di civiltà e sottintende anche il livello di attenzione verso la valorizzazione e lo sviluppo di un territorio. Capita a tutti di andare anche in altre realtà, in altre regioni, in vacanza, e la prima cosa che vediamo è come sono tenute le strade: questo è già un elemento che ci lascia pensare a come veniamo accolti in un'area territoriale.

Detto questo, il tutto nasce da alcune considerazioni, perché c'è stata evoluzione su questa materia di manutenzione che una volta era fatta sulla base visiva, veniva stabilita, mentre adesso viene pianificata nelle Regioni che pongono più attenzione al problema in modo oggettivo, attraverso dei rilevamenti di natura scientifica, attraverso delle rilevazioni radar con dei furgoncini, sostanzialmente, che sono allestiti, fanno rilievo di tutta la rete territoriale stradale, dopodiché viene individuato un indicatore di differenziazione della pavimentazione, della regolarità.

Da questi dati emergono tutti gli elementi necessari per pianificare i successivi rinnovi del manto e quindi in definitiva poi quanto si deve accantonare per tenere le strade in ordine.

Tenere le strade in ordine non è solo una risposta al discorso del comfort ma anche alla sicurezza: tanti incidenti stradali derivano dal fatto che le strade non sono in ordine, e su questo ci sono anche delle esperienze, sia a livello regionale che a livello comunale, di sempre più richieste danni che provengono da parte di cittadini che subiscono dei sinistri.

Ho visto e guardato con grande attenzione a quello che accade nella Provincia di Bolzano che, sostanzialmente, è una realtà montana che sovente prendiamo a confronto.

La realtà di Bolzano ha già messo in atto quest'attività di gestione della manutenzione attraverso una sperimentazione su tutte le strade provinciali e statali di sua competenza, circa 280 km di strada vengono già gestite con questa modalità. Da quest'anno tutta la rete stradale della Provincia di Bolzano, 2.800 km, verrà trattata in questa modalità; ma non solo la Provincia di Bolzano, già la Lombardia, addirittura delle città in Sardegna hanno sperimentato e adottano questa metodologia.

Quindi abbiamo ritenuto che sia un approccio innovativo e importante per dare delle certezze che possono essere soprattutto importanti anche per una realtà di montagna che presenta delle difficoltà aggiuntive.

Tutti vediamo come sono messe sostanzialmente le strade valdostane, le irregolarità che hanno le nostre regionali, che necessiterebbero di un'attenzione ancora maggiore rispetto a quella che attualmente viene data.

A livello di valutazione dei costi delle manutenzioni, basta fare un raffronto con quanto spende l'Anas Valle d'Aosta. L'Anas Valle d'Aosta mette a disposizione 3 milioni all'anno degli asfalti su 145 km di strade, la Regione ne ha sostanzialmente 500 e per tenere lo stesso grado di manutenzione dovrebbe mettere a disposizione circa 9-10 milioni per potere, come da buone prassi e da buone pratiche, rinnovare ogni dieci anni completamente il manto di usura di tutta la rete stradale.

Quindi sostanzialmente la proposta che viene fatta è un'impegnativa di andare nella medesima direzione che è andata la Provincia di Bolzano, quindi di cercare di fare una rilevazione dello stato di fatto per poter orientare in modo oggettivo e scientifico gli interventi successivi di manutenzione, affinché la manutenzione non sia una scelta di carattere politico, ma che sia una scelta oggettiva e programmata che va calendarizzata in tutti gli anni.

Ci sono, secondo noi, a livello di progettualità, delle cose che devono uscire dalla sfera di scelta politica ma che devono rientrare nel naturale svolgimento dell'attività che la Regione deve fare per garantire la sicurezza dei cittadini, di coloro che percorrono le strade e anche, sostanzialmente, di tutti i turisti.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Leggendo in maniera assolutamente positiva l'iniziativa, soprattutto per quanto riguarda i numeri che riguardano l'opera della struttura viabilità (faccio solo un passaggio sul fatto che le gallerie sono cinquantuno) si evidenzia che la programmazione degli interventi è sempre effettuata tenendo conto delle priorità e, ovviamente, delle disponibilità finanziarie alla fase di programmazione.

Si ricorda, ad esempio, a tal fine che nell'anno in corso sono stati già ultimati alcuni importanti interventi che hanno coinvolto tutta una serie di ponti.

Sono inoltre in fase avanzata i lavori sul viadotto in località Acque Fredde della regionale per Pila e saranno conclusi entro l'anno il rifacimento del ponte sulla Regionale di Saint-Denis e Verrayes e nel capoluogo di Chambave e gli interventi urgenti di rinforzo sul ponte di Issogne.

Analogamente agli interventi su tutta una serie di ponti, che non sono stato a citare per non annoiare, si opera per la manutenzione della pavimentazione stradale.

Come mi ha fatto rilevare qualche collega, un paragone con le strade statali è un po' improprio, perché naturalmente l'asfalto va per superficie e non per lunghezza e quindi, di conseguenza, siccome le strade statali tendono ad essere molto più larghe di quelle regionali, la valutazione potrebbe incorrere in un rapporto non diretto.

Si opera quindi per le pavimentazioni stradali sulle quali si sconta purtroppo un decennio, tra il 2010 e il 2020, decennio che lei sicuramente conosce meglio di me, nel quale, per le carenze di finanziamenti, gli interventi sono stati effettuati in maniera molto limitata.

Nello specifico, relativamente alle pavimentazioni bituminose, sono stati completati a novembre gli interventi di manutenzione previsti per il 2022. Questi hanno interessato circa 20 km di strada per un investimento di 3.2 milioni di euro.

Sono inoltre in corso le procedure per l'affidamento di tre nuovi accordi quadro che garantiscono per il prossimo triennio 2023-2025 la possibilità di effettuare in modo tempestivo ed efficace i necessari e prioritari interventi di manutenzione sulle pavimentazioni delle strade regionali. L'intervento è previsto in 4.8 milioni di euro per ogni anno, quindi circa 5 milioni di euro, a proposito di programmazione.

Si evidenzia che il rifacimento di alcuni tratti di pavimentazione è seguito anche nell'ambito di specifici interventi di manutenzione su manufatti stradali.

Inoltre nella programmazione è già prevista, analogamente agli accordi quadro per le pavimentazioni, un ulteriore accordo quadro per manutenzione di manufatti stradali, in particolare cordoli e muri, che prevede lo stanziamento di un milione e mezzo sul 2024, due milioni sul 2025 e due milioni sul 2026. Per quanto attiene alla legge di assestamento, potranno sicuramente essere stanziate, qualora ci fossero, altre risorse. Ricordiamo che con la legge di assestamento 2022 sono stati posti in essere 4 milioni di euro.

Veniamo però a un aspetto che lei ha richiamato anche nel suo intervento sul bilancio che, secondo me, va interpretato in maniera corretta, cioè la differenza tra programmazione e risorse, quindi, di conseguenza, il fatto che stiamo approvando degli atti che citano delle cifre.

Le somme previste per la struttura viabilità nel triennio sono le seguenti: 23.062.563 euro nel 2023, 24.040.738 euro sul 2024 e 23.454.000 euro sul 2025, delle quali ci sono 6.888.700 euro in titolo 1 per ogni singola annualità. e invece, per quanto riguarda le spese di investimento, stiamo parlando di 16.173.000 euro sul 2023, 17.172.000 euro sul 2024 e 16.585.000 euro sul 2025.

Gli interventi proiettati, già individuati nella programmazione dei lavori, tra l'altro, sono già stati oggetto di tutta una serie di manutenzioni.

Sono confermati naturalmente i finanziamenti in titolo I, indispensabili per manutenere l'efficienza della transitabilità delle strade regionali, in particolare la manutenzione invernale con lo sgombero neve.

Tra l'altro, alla fine del 2022 è stata effettuata la gara per ventotto lotti, sono stati sottoscritti i contratti: la gara prevede cinque anni di durata e 20 milioni sul triennio.

Siccome sia nella discussione sul DEFR sia nella discussione sul bilancio è stata resa evidente la congruità di queste spese, secondo me è assolutamente interessante andare a pagina 11 del programma regionale dei lavori pubblici allegato al bilancio, perché a pagina 11, le cifre che ho appena citato sono evidenziate all'ultima riga dove c'è scritto "Struttura responsabile viabilità e opere stradali".

Vengono individuati già 4.529.000 euro impegnati sul 2022 e, di fatto, 31 milioni di euro sul prossimo previsionale, che fanno sì che sul prossimo previsionale per la viabilità regionale ci siano circa 36 milioni di euro.

Viene, tra l'altro, poi nelle tabelle successive anche evidenziato in maniera, a mio avviso, molto interessante tutto il ciclo per quello che riguarda la viabilità regionale, che ovviamente comprende anche la parte inerente alle asfaltature, quindi non solo la manutenzione straordinaria.

Venendo quindi alla sua iniziativa, la sua iniziativa evidenzia in tutta quanta la parte delle premesse un incastro tra manutenzione straordinaria e quanto ha richiamato rispetto a quello che tecnicamente è definito il catasto asfalti eseguito sulla base del metodo PCI.

Io ritengo che questa potrebbe essere sicuramente una valutazione da approfondire. L'ordine del giorno di riferimento però interviene sia nelle premesse che nella parte impegnativa rilevando - giustamente da un punto di vista politico da parte sua - una carenza anche di natura manutentiva.

Faccio presente che, ad esempio, il titolo dell'ordine del giorno è "Piano pluriennale di manutenzione programmata delle strade", per cui, cogliendo lo spunto rispetto a questo tema, quindi quello del PCI, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno, altrimenti noi ci asterremo, ma comunque le garantisco che con la struttura di riferimento faremo un approfondimento rispetto al metodo da lei richiamato per arrivare ad avere una visione, anche da questo punto di vista, del catasto asfalti.

Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Assessore, lei mi ha dato una risposta che ha parlato di tante cose, ma tante cose che non attenevano all'ordine del giorno che è stato presentato.

Ha snocciolato tutta una serie di numeri, sono numeri che non si riferiscono alle pavimentazioni stradali ma agli interventi che si fanno di manutenzione straordinaria, di messa in sicurezza delle strade, di allargamento sui muri di sostegno, sulle opere di protezione, sui ponti, sulle gallerie e su tutta la viabilità in generale.

L'aspetto della pavimentazione è tutta un'altra cosa. A livello d'importi, ha detto che l'anno scorso sono stati spesi 3,2 milioni di euro, quest'anno vengono messi a disposizione 1 milione e 600, così come nel 2024 e nel 2025.

Con questo trend, significa che rispetto alle buone pratiche che prevedono il rinnovo della pavimentazione strutturale al massimo ogni dieci anni, ci vanno vent'anni, quindi questo significa rassegnarsi a tenere le strade con i buchi, a tenere le strade che non sono in condizioni di sicurezza e in uno stato ammalorato.

Era questa la ragione per cui abbiamo chiesto con quest'iniziativa di portare avanti un rilevamento di natura scientifica.

Mi rendo conto però che siamo ancora un poco indietro rispetto all'approccio sulla questione, da parte sua c'è l'impegno a valutare, a informarsi sulla questione, lo riteniamo che sia un po' debole.

Se ci fosse qualcosa di più, siamo disponibili anche eventualmente a modificare l'impegnativa, questo dipende dal suo approccio.

Presidente - Mettiamo in votazione, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 2 di Forza Italia. Si è prenotato il consigliere Baccega, a cui passo la parola.

Baccega (FI) - Quest'ordine del giorno viene a recepire in parte una mozione - quella iscritta all'ordine del giorno al punto 50 - che va nella direzione di fare un'attenta valutazione rispetto a un'interrogazione che avevamo a suo tempo predisposta e che ci è pervenuta rispetto alle informazioni più approfondite che avevamo chiesto riguardanti gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica liberi - e per questo non assegnati - che necessitavano d'interventi di ristrutturazione.

Nell'ordine del giorno andiamo a significare ovviamente gli interventi che sono previsti correttamente dal progetto PinQua, dal progetto Sicuro Verde Sociale, dai quadri di manutenzione ordinaria, dal superbonus 110% ma, verificato che questi alloggi non saranno pronti per l'insieme di risorse finanziarie che dovranno arrivare e di percorsi di progettazione di gara per la realizzazione, riteniamo che gli anni per poter avere questi alloggi saranno piuttosto lunghi.

Valutiamo peraltro che 63 alloggi che sono iscritti nell'ambito degli alloggi non assegnabili e che richiedono interventi di ristrutturazione non hanno finanziamento e per questo chiediamo alla Giunta di prevedere nel prossimo assestamento di bilancio - perché ci rendiamo conto che andare a togliere risorse da una parte e dall'altra in questo momento non ha nessun significato - un finanziamento non inferiore ad un milione e mezzo di euro per ristrutturare alloggi ancora privi di finanziamento.

Perché diciamo questo? Perché abbiamo un percorso già sperimentato e do anche una suggestione, eventualmente sarà poi la Giunta a dare gli indirizzi rispetto a questo percorso, è chiaro che suddividendo in piccoli lotti, sei-otto alloggi, e dando risposte anche dal punto di vista edile a piccole imprese, si riesce a dare delle risposte in tempi ragionevolmente brevi, è già stato fatto in passato, e oltre a dare risposte all'edilizia, quella delle piccole imprese, si danno risposte più brevi e immediate al bando di Edilizia Residenziale Pubblica, che vede l'aggiornamento attualmente ancora con 484 nuclei familiari e alcuni di questi devono ancora fare la verifica dei requisiti.

Direi che su questo tema, rispetto alle note che sono state date ieri, abbiamo intenzione di fare degli approfondimenti e li faremo strada facendo.

Presidente - Per il Governo, assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Faccio solo alcune piccole precisazioni, con riferimento alle premesse di quest'ordine del giorno, in particolare in relazione ai dieci alloggi da ristrutturare di proprietà dei Comuni, a oggi tre di questi sono di proprietà del Comune di Aosta e non saranno più assegnabili, in quanto si tratta delle cosiddette villette, che man mano che si sfittano, rientrano nella piena disponibilità del Comune di Aosta per la vendita sul libero mercato; un'altra unità immobiliare non è compatibile con la destinazione abitativa, perché si tratta di una soffitta con passaggio di impianti comuni; altri cinque alloggi sono di proprietà del Comune di Champdepraz e uno del Comune di Pont-Saint-Martin e l'eventuale ristrutturazione di questi rientra pertanto nelle prerogative degli enti proprietari.

Un'altra considerazione riguarda la situazione relativa alla manutenzione straordinaria degli alloggi, che è un dato in continua evoluzione stante i rilasci che si verificano tutti i mesi.

Per quanto concerne gli alloggi che necessitano di manutenzione ordinaria, quindi i ventidue alloggi che prevedono interventi inferiori a 25 mila euro, oltre a quelli rilasciati successivamente, i lavori vengono eseguiti da ARER, compatibilmente con le risorse disponibili, sia nell'ambito dell'accordo quadro per la manutenzione ordinaria sia a valere sul servizio di piccole manutenzioni a bassa specializzazione.

Per quanto riguarda gli ulteriori alloggi che necessitano di interventi più rilevanti, risulta necessario finanziare uno o più accordi quadro per la manutenzione straordinaria, riferita esclusivamente alla manutenzione di alloggi sfitti per renderli nuovamente assegnabili.

Su quest'ordine del giorno sicuramente il Governo è disponibile e favorevole, questo anche a testimonianza della sensibilità di questo Governo su quest'argomento, sensibilità che in questo Consiglio ha espresso, praticamente siamo un triumvirato in quanto mi permetta una battuta un po' scherzosa, siamo io, lei e il consigliere Manfrin a occuparci di edilizia residenziale, ma direi - a mio avviso - che questo triumvirato in qualche maniera, ognuno con il suo ruolo, sta dando comunque dei risultati, quindi, mantenendo ognuno il suo ruolo, si è costruttivi da questo punto di vista.

Proprio perché il Governo sta, a mio avviso, facendo molto in quest'ambito, siamo favorevoli a quest'impegno e quindi voteremo favorevolmente quest'ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Baccega.

Baccega (FI) - Devo dire che sono favorevolmente impressionato e sono sicuramente contento di questo percorso che abbiamo fatto in quest'anno, dove abbiamo più volte dibattuto insieme al collega Manfrin su argomenti dell'edilizia residenziale pubblica.

Questo è sicuramente un risultato positivo che fa capire che c'è anche una sensibilità in questo senso che va nella direzione giusta e sono sicuro che darà dei risultati tanto a voi quanto a noi, perché poi i risultati dobbiamo darli ai cittadini.

Il poter assegnare sessanta alloggi da qui a un annetto, un annetto e mezzo, perché questi saranno poi i tempi di realizzazione, diventa davvero un fatto importante, importante soprattutto per andare a ridurre quella graduatoria che annualmente si aggiorna, a volte si aggiorna in termini positivi, a volte si aggiorna in termini negativi, perché magari qualcuno esce dalla graduatoria solo e semplicemente perché nella verifica dei requisiti ha 100 euro in più nell'Isee e non può più partecipare al bando o comunque viene escluso, ci sono anche di questi casi.

Siamo soddisfatti come Forza Italia per l'approvazione di quest'ordine del giorno.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 3 di Forza Italia.

Marquis (FI) - Con quest'ordine del giorno si chiede sostanzialmente l'introduzione di una misura a seguito della definizione dell'assestamento a favore dei Comuni per ridurre i costi energetici degli Enti locali.

Questo è un problema credo che sia à la une anche in Valle d'Aosta; abbiamo apprezzato che nella proposta di bilancio ci sia un trasferimento agli Enti locali di 6 milioni e 300 per far fronte alle difficoltà energetiche - sicuramente un incremento dei costi che c'è stato per via dell'inflazione - questa è una destinazione senza vincolo; riteniamo che però per il prossimo futuro ci sia anche la necessità non solo di far fronte alle situazioni che siano contingenti degli Enti locali, ma anche a quelle che possano diventare strutturali.

Pertanto con quest'iniziativa sostanzialmente si chiede di mettere a disposizione delle risorse per un piano, da definire, di incentivazione alla riduzione dei costi, anche attraverso degli interventi d'investimento dei singoli Enti locali e dei Comuni.

Presidente - Per il Governo il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Condivido pienamente le finalità dell'ordine del giorno, cioè migliorare l'efficientamento energetico anche degli edifici pubblici. ça va sans dire molti interventi sono già stati fatti negli anni da parte dei Comuni.

Ci sono due motivi per i quali non voteremo quest'ordine del giorno. Il primo è che l'Assessorato allo sviluppo economico ha previsto nell'ambito dei fondi FESR 5 milioni proprio per quest'obiettivo, cioè per l'efficientamento energetico degli edifici pubblici, oltre ai 3 milioni che sono previsti sulle comunità energetiche che sono in parte collegate a questo discorso, ma non direttamente legate, però 5 milioni sono destinati esattamente a questa finalità.

La seconda motivazione per la quale non voteremo quest'ordine del giorno è che nel momento in cui, come io credo, individueremo ulteriori fondi a disposizione dei Comuni nell'assestamento, come ho sempre sostenuto, questi fondi devono essere - seppur, per ovvi motivi destinati a investimenti - gestiti nella libertà dei Comuni, quindi senza un vincolo di destinazione predefinito.

Quindi queste due cose insieme - il fatto che ci siano già 5 milioni per questa finalità e il fatto che eventuali fondi reperiti sull'assestamento per investimenti debbano essere destinati secondo l'autonomia dei Comuni - fanno sì che non voteremo quest'ordine del giorno così come presentato, pur condividendone le finalità in pieno.

Presidente - Consigliere Marquis ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Grazie per la risposta, non eravamo al corrente delle disponibilità sui fondi FESR, però bisogna tener conto che quelli sono per interventi di una certa rilevanza e non per piccoli interventi.

In realtà questa pianificazione s'intendeva di finalizzarla a delle piccole cose, non a dei grossi interventi, ma che possono essere solo anche interventi da sostenere per la regolazione degli impianti, che portino nell'immediato alla riduzione dei costi.

Riteniamo che molto probabilmente, senza aver esaminato la questione sul FESR, non si riferisce a un taglio piccolo d'interventi ma a degli interventi più corposi e significativi che richiedono delle progettualità diverse.

Per quanto riguarda il discorso che ha fatto sui trasferimenti, condivido pienamente che sia logico che i Comuni abbiano dell'autonomia, però ritengo altrettanto logico che ci possano essere delle forme di sensibilizzazione, soprattutto nel perseguire degli obiettivi che a volte tribolano a essere metabolizzati ma che porterebbero a far sì che i cittadini beneficino in fretta delle migliorie che vengono apportate attraverso la riduzione dell'imposizione fiscale, perché è curioso... sarebbe da vedere anche una mappatura dei consumi per fare un esempio, cioè guardare i consumi dell'anno scorso, vedere i consumi che ci sono quest'anno, vedere quelli che ci sono nel prossimo anno all'interno di tutta la mappatura degli enti locali per vedere se dappertutto sono state poste le giuste attenzioni, perché alla fine sennò paga sempre Pantalone il conto.

L'obiettivo era un po' questo, di cercare di sensibilizzare attraverso dei piccoli investimenti a portare avanti delle linee di condotta che possano dare dei risultati nel breve periodo. Questo era l'obiettivo del nostro ordine del giorno.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 4 di Forza Italia. Si è prenotato il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Torniamo sul tema dell'energia e sugli aiuti per le famiglie. Abbiamo parlato già ieri, nella discussione generale, del varo dell'iniziativa Bonus Energia sul 2022 che verrà liquidata a brevissimo, ma siccome questa è un'emergenza che purtroppo è destinata a permanere ancora per del tempo e non si sa quando ci sarà una riduzione dei costi, così come anche non si sa se l'inflazione galoppante che ha travolto un po' la nostra economia nell'ultimo anno che evoluzioni avrà nel prossimo futuro, ma sicuramente nel breve e medio periodo ci saranno delle difficoltà, che gravano sempre sulle fasce della popolazione più fragile.

Tenuto conto che il bilancio regionale ha avuto un incremento di 180 milioni di risorse rispetto all'anno scorso, abbiamo trovato strano che nella ripartizione delle risorse, in termini di programmazione, non sia al momento stato previsto o dato un indirizzo per individuare sul prossimo anno un'analoga misura che sia mirata ad affrontare queste problematiche.

Pertanto con quest'ordine del giorno chiediamo d'impegnare il Governo a programmare un ulteriore intervento sul 2023, chiaramente quando si libereranno le risorse dell'avanzo di amministrazione.

Presidente - Per il Governo, l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - La mia risposta, consigliere Marquis, non potrà che in parte seguire quella che è stata già la risposta dell'assessore Bertschy ad un'analoga iniziativa, un ordine del giorno, cioè in questo momento la misura che il Governo ha messo in atto è quella del Bonus Social di cui stiamo ancora valutando l'impatto sulle famiglie, in questi giorni - come è già stato detto - sono stati emessi i primi mandati di pagamento, circa duemila, e contiamo in tempi brevi di soddisfare tutte le richieste.

Presso le Commissioni è in corso la valutazione della petizione sull'energia, di cui attenderemo l'esito.

C'è sicuramente una sensibilità del Governo in tal senso, è un'iniziativa positiva, bisognerebbe aspettare le valutazioni delle Commissioni però il "Grosso problema " è che poi bisogna trovare nel bilancio le necessarie coperture.

In tal senso si è già espresso il vicepresidente Bertschy, quindi non mi ripeto, nel senso che ovviamente in un bilancio già fatto bisognerebbe capire dove togliere per mettere i soldi; se ci sarà la possibilità, il Governo se ne farà carico, sicuramente. Abbiamo comunque una piattaforma che ci potrà aiutare nell'eventuale erogazione ma in questo momento, come Governo, non possiamo prenderci quest'impegno, per cui propongo l'astensione da parte del Governo per quest'iniziativa.

Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Se da un certo punto di vista comprendo quello che dice, dall'altro non riesco a seguirla, perché... facendo un ragionamento molto semplice, abbiamo discusso ieri dell'avanzo di amministrazione: per trovare delle risorse, per individuare un capitolo d'indirizzo per andare in questa direzione e cominciare a dare delle certezze ai cittadini, perché se oggi noi dicessimo tra quattro mesi c'è una misura, sarebbe già un segnale che la gente capisce che dovrà arrivare. Se non diciamo niente, la gente non sa quale sarà il futuro che deve affrontare.

Ma sarebbe sufficiente dimensionare in modo un po' meno ciccione i capitoli che sono stati predisposti, perché se poi abbiamo 150 milioni di avanzo di amministrazione, vuol dire che i soldi c'erano, vuol dire quindi che è solo un problema di come si dimensionano gli altri capitoli, perché evidentemente l'avanzo di amministrazione deriva dal fatto che ci sono dei capitoli che sono dimensionati in un modo un po' troppo grande rispetto alle esigenze.

Al netto che non si tratta di fare il ragionamento sul bilancio 2023 che abbiamo oggi in discussione nella proposta, si tratta di prendere un'impegnativa per l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, di dare delle priorità, così come avete proposto con un altro emendamento d'individuare delle priorità sull'avanzo di amministrazione.

L'impegnativa è esattamente analoga, quindi se si può prendere l'impegno con un emendamento per definire delle linee prioritarie sull'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, se questa si ritiene che sia un'azione importante nei confronti dei cittadini, si può benissimo prendere l'impegno, non è che non ci siano le possibilità di esprimersi in materia.

Presidente - Assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Solo per una precisazione, che in realtà non è tanto di mia competenza, ma qualcosina l'assessore Marzi mi ha insegnato. L'avanzo di amministrazione è per interventi di tipo strutturale, per cui questa è spesa corrente e non è possibile prevederlo.

Ribadisco, non sono io l'Assessore alle finanze ma queste sono le indicazioni che ci sono state date e sono indicazioni che dobbiamo seguire, tant'è vero che nel precedente ordine del giorno, sempre del vostro gruppo, di Forza Italia, abbiamo approvato e abbiamo condiviso l'intervento perché è a carattere strutturale.

Questo è un intervento su spesa corrente e non è quindi programmabile e prevedibile sull'avanzo di amministrazione.

Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'ordine del giorno non è approvato.

Presidente - Passiamo all'ultimo ordine del giorno di Forza Italia. Si è prenotato il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Quest'ordine del giorno sostanzialmente si prefigge di fare una valutazione sulla spesa corrente e sull'evoluzione che ha avuto dal 19 al 23.

Il tema l'abbiamo trattato un po'anche ieri nella discussione generale, c'è stato un significativo incremento della spesa corrente e ci tengo a precisare, anche a maggiore chiarimento di quello che è stato detto ieri, che è ovvio che durante il periodo della pandemia ci sia stato un incremento di questa tipologia di spesa per sostenere le famiglie in grande difficoltà.

Superata la pandemia però ora è arrivato il momento di capire se questa evoluzione - che sostanzialmente ha subito ancora degli incrementi su questo bilancio triennale 2023-2025 - è una questione che sta diventando strutturale o meno, quindi sarebbe importante affrontare l'argomento e predisporre un rapporto di analisi sull'evoluzione della spesa corrente, quindi dal 2019 al 2023 che dia conto dell'aumento, per capire quali sono anche gli effetti di questa dinamica in chiave prospettica.

Presidente - L'assessore Marzi per il Governo.

Marzi (SA) - Quest'ordine del giorno è un po' la sintesi anche di un'ampia parte del dibattito che c'è stata nella fase iniziale, tra l'altro, portato avanti sia da lei che dal collega Aggravi rispetto all'andamento della spesa corrente, per cui a mio modesto avviso esprime una valutazione che dev'essere fatta a 360 gradi, indipendentemente dalla parte che pro-tempore si ricopre all'interno di questo Consiglio, però prima di proporle delle modifiche all'iniziativa, a mio avviso va in una qualche maniera stigmatizzato un punto: se noi ieri abbiamo fatto un'analisi degli avanzi d'Amministrazione degli ultimi sei o sette anni a partire dal 2016, abbiamo anche detto che il fatto che questi avanzi siano stati utilizzati in particolar modo nel 2020 e nel 2021, quindi i più congrui mettiamola così, perché sul 2019 abbiamo esplicitato - vado a memoria - un avanzo libero da 201 milioni di euro, e nel 2021 un avanzo libero, quindi sul 2020, da 176 milioni di euro e quest'anno l'avanzo libero era da 113.

Durante questo triennio - mettiamola così - ci sono state spesso necessità che sono state quelle di intervenire a favore del momento di crisi legato alla pandemia da Covid con una serie di contributi.

In poche parole la legge 8 e la legge 15 in particolar maniera hanno speso avanzo libero e avanzo disponibile trasformandolo in contributi per le difficoltà che stavamo vivendo, per cui è normale che poi dopo le spese correnti, in una qualche maniera, crescano in modo esponenziale e quindi, di conseguenza, è corretto il fatto di rilevare questo dato, però allo stesso tempo non si può poi continuamente chiedere - e questo non lo dico a lei, collega Marquis, lo dico in senso generale a tutto quanto il Consiglio - di intervenire con la parte di avanzo, o, comunque sia, con delle norme di riferimento che si limitano a interventi per momenti di difficoltà, perché naturalmente quello, in una qualche maniera, rappresenta una difficoltà sull'aumento della spesa corrente.

Lo stesso vale per i livelli che, ringraziando tutti quanti noi - stavo chiamando in causa chi non c'entra con il Consiglio ma è semplicemente affisso su una sua parete - in una qualche maniera noi ci troviamo nella condizione quest'anno, ad esempio sulla missione di riferimento legata alla sanità, di fatto di arrivare a 407 milioni di euro d'intervento e di arrivare su quella per i servizi sociali a 115, con un aumento che va per 45 milioni di euro sulla missione della sanità e per 20 milioni di euro sulla missione per i servizi sociali. Quindi, a tutti gli effetti, il fatto d'intervenire su determinate voci di spesa risulta essere per fortuna possibile in questo momento ma sicuramente è anche frutto di un momento storico particolarissimo, molto lungo, che nasce anche dalle scelte che politicamente, non solo a livello regionale ma sicuramente a livello nazionale, erano state fatte una decina-quindicina d'anni fa proprio nei confronti della medicina, in particolar modo quella del territorio, prima che poi si arrivasse con il Covid a scoprirne in parte tutte quante le magagne.

Per cui sicuramente ci sono un paio di macro fattori di natura straordinaria che hanno avuto un impatto assolutamente rilevante su questa spesa corrente, però il suo ordine del giorno sicuramente stigmatizza un aspetto, cioè l'andamento della spesa corrente - questo vale naturalmente per tutti gli enti locali italiani, a partire dal più piccolo dei Comuni fino alla più grande delle Regioni - che in una qualche maniera può essere assolutamente colto in maniera positiva.

Per questo motivo le propongo di modificare il primo premesso fermandoci a "incremento", di mantenere il "considerato e ricordato" in maniera identica, di cambiare il "rilevato" che a quel punto diventerebbe "rilevato che l'incremento della spesa corrente potrebbe presupporre un aumento strutturale della medesima" e, allo stesso tempo, di modificare l'impegnativa che a quel punto diventerebbe "iniziare un confronto in Commissione, predisporre un rapporto dettagliato di analisi sull'evoluzione della spesa corrente, a partire dal 2019-2023, che dia conto delle variazioni della spesa e relativo utilizzo anche al fine di valutare il suo impatto in chiave prospettica".

Presidente - Consigliere Marquis, a lei la parola.

Marquis (FI) - Ho visto la sua proposta emendativa, credo che possa essere condivisibile nell'obiettivo; ci tengo a rimarcare che non è una questione ovviamente di parte la presentazione di quest'ordine del giorno, credo che approfondire quest'argomento possa essere utile a tutti coloro che esercitano il ruolo di Consigliere in questa sala e credo che sia corretto e doveroso fare un approfondimento che potrà essere utile e ispiratore poi delle successive azioni politiche da parte di tutti nei rispettivi ruoli.

Quanto alle modifiche che sono state proposte nella premessa, la più significativa è quella di non identificare quanto è stato l'incremento, ma questo è un dato oggettivo - quindi non rileva il fatto che non si dica che c'è stato un incremento di 270 milioni di euro - pertanto credo che possiamo accettare la sua proposta e quindi voteremo credo all'unanimità favorevoli.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Con questo abbiamo terminato l'analisi degli ordini del giorno.