Oggetto del Consiglio n. 2066 del 13 dicembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 2066/XVI - Chiusura della discussione generale congiunta sulle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, sul DL n. 82 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2023/2025) e sul DL n. 83 (Bilancio di previsione per il triennio 2023/2025).
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 34 consiglieri riprendiamo l'analisi dei disegni di legge n. 82 e n. 83. La discussione generale è stata chiusa, siamo in fase di replica dei relatori e del Governo regionale. Si è prenotato il consigliere Malacrinò, relatore di maggioranza e Presidente della II Commissione, ne ha facoltà.
Malacrinò (FP-PD) - I disegni di legge di cui stiamo parlando in questi giorni si occupano di bilancio, il bilancio è fatto di numeri che sono stati ben illustrati ieri e oggi da parte dei colleghi di maggioranza.
L'attenzione a certi temi in questa fase non si fa con le chiacchiere ma con le risorse messe a disposizione; dire che non si danno risposte a temi come lavoro, salute e welfare, dopo la chiara relazione dell'assessore Marzi, che è anche stata consegnata a tutti, significa non essere corretti e non aggiungo altro. Mi permetto di rileggere parte dell'intervento dell'Assessore: "più 44,5 milioni nella Missione 13, "Tutela della salute", più 7,5 milioni nella Missione 4, "Istruzione e diritto allo studio", più 15 milioni nella Missione 12, "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia", più 11 milioni nella Missione 15 "Politiche per il lavoro e formazione", più 6,5 milioni nella Missione 6 "Politiche giovanili, sport e tempo libero" e mi fermo qui.
Inoltre nel disegno di legge n. 82 c'è un particolare articolo, forse sottovalutato: l'articolo 40 che rimanda a un altro documento. Si tratta dell'allegato 1 nel quale vengono elencate tutta una serie di leggi regionali in vigore che verranno finanziate con questo bilancio. Si tratta di un elenco piuttosto corposo dove si possono trovare alcune risposte ai rilievi fatti dai colleghi di minoranza. Anche in questo caso non leggerò l'intero elenco, mi limiterò a citare solo alcune misure: due fanno riferimento all'Assessorato dell'agricoltura, la legge regionale n. 67/1992, che registra un aumento di 800 mila euro, e la legge regionale n. 17/2016 in materia di agricoltura e sviluppo rurale, che registra un aumento di circa 3 milioni di euro. Sempre in questo lungo elenco vorrei segnalare 9.620.000 euro sulla legge regionale n. 8/2016, che registra 5 milioni in più per l'insediamento di imprese e la legge regionale n. 1/2020 che all'articolo 29 registra un aumento di 400 mila euro a favore degli esercizi di vicinato, dunque dei nostri territori di montagna. Credo che con questa manovra abbiamo messo in campo tutte le azioni e le risorse che possono contribuire a far superare il difficile momento, con l'obiettivo di arrivare a uno sviluppo costante che faccia crescere la nostra economia e il benessere dei nostri cittadini.
Inoltre trovo assurdo che in un momento così complicato qualcuno sia anche riuscito a criticare una misura che distribuirà 8 milioni di euro a 8.342 famiglie valdostane.
Presidente - La parola al consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - In realtà, di fatto, la mia replica vera l'ho già fatta in discussione generale, ringrazio ancora il collega Malacrinò che mi consente di aggiungere due pezzi e ne approfitto anche visto che vedo il collega Caveri, così posso anche specificare, così lo ripetiamo visto che il concetto è importante, e vado a specificare quello che ho detto in discussione generale... nessuno ha negato, almeno non so se mi sono perso da parte degli altri colleghi degli interventi particolari, però, vedete, e qui alzo la palla al collega Marzi - chissà poi lui cosa se ne farà di questa palla - ma tutti gli aumenti che sono stati indicati nelle presentazioni dei membri di maggioranza, aumenti di risorse, se noi andiamo a vedere sia le tabelle riassuntive, elencate alcune delle missioni da parte dell'assessore Marzi, sia se si va a vedere i numeri, vediamo quello che plasticamente abbiamo detto dall'inizio: che è una constatazione, non è un fatto politico.
Rispetto al 2023, gli esercizi 2024 e 2025 sono più poveri, quindi tutta una serie di aumenti che troviamo sul 2023... è inutile che dica di no, Malacrinò, non ha guardato i numeri, non li ha letti, si faccia le somme, se vuole, gliele do io perché le ho fatte e soprattutto le dico un'altra cosa: sugli esercizi di vicinato abbiamo messo 400 mila euro in più. Mi dica sul 2024 e 2025 quanto avete messo... zero.
Quello che noi diciamo, e non è tanto una critica politica, è inutile prendere su questi aspetti critiche politiche, è che, dal punto di vista delle risorse, c'è un problema ed è un problema che va risolto non politicamente, tecnicamente, perché sul 2024 e sul 2025 ci sono meno risorse e sulla parte della sanità è ben rappresentato e lo dico perché quella è la missione più grossa. Oggettivamente quindi sì, ognuno fa la sua critica e fa la sua parte, però sul discorso delle risorse è inutile dire: "abbiamo messo di più". Sì, sul 2023 ma sul 2024 e sul 2025 ci sono meno risorse, perché anche voi potete mettere le risorse che ci sono, a meno che non abbiate trovato un modo per moltiplicarle.
Detto fra noi, quindi è inutile dire: "dà delle risposte", "questo bilancio finanzia delle leggi"... bravi, negli allegati ci sono da sempre delle leggi che vengono finanziate, leggi di settore e quant'altro, non si possono non finanziare, un bilancio serve per quello: serve per finanziare le leggi che già ci sono, perché sennò abbiamo un grosso problema o chi dice questo ha un grosso problema.
La critica politica invece - e mi spiace che lei non mi abbia risposto - l'ho fatta, ad esempio, sul discorso dello sconto del 40 percento di CVA, qui cerco di prendere l'attenzione dell'Assessore alle partecipate. Dire che la Regione Valle d'Aosta, tramite la sua partecipata, ha effettuato uno sconto del 40 percento non è corretto, è fuorviante se non è pure pericoloso, perché sennò è inutile che se alcuni colleghi, suoi, tra l'altro, ex colleghi di movimento, partito agglomerato, non lo so, dicono delle cose, gli si fa delle giuste rimostranze e io per primo non è la prima volta, e poi in una relazione di bilancio troviamo scritte queste cose. Tirate fuori l'atto con il quale - e sono molto curioso - la Regione, tramite la sua partecipata, ha effettuato questo sconto, oppure è una scelta aziendale della partecipata? Allora delle due l'una, o qualcuno non ha capito cos'è il controllo analogo, o qualcuno non ha capito che la CVA è liberata dalla Madia e vuole anche dire che il pubblico non può utilizzare la sua partecipata come una in house - semplifico - oppure stiamo cercando di appropriarci di scelte sì di enti della Regione, sì di partecipate della Regione ma che operano nel mercato e devono operare al di là delle indicazioni che gli vengono date dalla Regione, perché la Regione è un'azionista e tale si deve comportare e scrivere certe cose in una relazione del bilancio è pericoloso e in più è fuorviante, perché fuori si veicola un'informazione sbagliata in questo caso. Lei quindi può benissimo parlare di bonus social, di bonus entreprises in questa relazione, poteva anche parlare degli unicorni rosa, però sinceramente scrivere queste cose è grave ed è pericoloso per tutti!
Qui quindi le faccio la critica e qui mi aspetto che magari l'Assessore, da qui alla fine del Consiglio, qualcosa dica, perché comunque questa è una relazione della maggioranza, quindi mi aspetto che quando prossimamente qualche collega, magari di una parte ideologica più affine a lei, chiederà e dirà che il Governo deve dire alla sua partecipata di fare gli sconti, questa volta la votiate, perché altrimenti siete incoerenti con quello che c'è scritto qua, che rimane agli atti. Questo è ben peggio, poi sulle misure e sul fatto degli avanzi io l'ho spiegato il punto, nessuno ha fatto una critica e l'ho detto all'Assessore, l'Assessore, tra l'altro, non ha assolutamente bisogno di difese e mi risponderà come io penso su quello che lui ha riportato ed è quello che io ho consigliato, ho cercato di dare dei consigli e delle collaborazioni su un problema che non tocca una parte politica, tocca l'Amministrazione, quindi tocca tutti, perché il problema del quadro delle entrate non se l'è inventato Stefano Aggravi questa notte, nessuno se l'è inventato, è un dato di fatto, già nel DEFR ne abbiamo lungamente discusso. C'è comunque un problema di risorse e c'è un problema di governo della spesa, perché se le tue risorse di provenienza esterna, che non governi te, incidono fortemente sul bilancio e, ripeto, la parte sanitaria lo dimostra in maniera marcata, allora hai dei problemi di programmazione. In più, se devi fare vedere degli emendamenti in corso d'aula, e questa è una questione politica, per migliorare la programmazione finanziaria, vuol dire che questo bilancio, quando è stato concepito, non ci aveva pensato, chissà come mai mi dico io, però la risposta non la possiamo dare noi.
Per concludere, è vero, non c'è lo sciacallo dorato, magari ci sono le linci; io auguro alle linci di non essere dei gattoni, perché altrimenti sinceramente non so dove andremo a finire.
Presidente - Come dicevo, siamo in fase di replica, per il Governo ha chiesto la parola l'assessore Barmasse, ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Questo mio intervento non vuole essere ovviamente un'ulteriore illustrazione della legge di bilancio in discussione, che è stata ampiamente illustrata ma è una risposta puntuale ad alcune osservazioni che sono state fatte dai colleghi di minoranza, che ringrazio per i loro interventi, anche perché mi consentono di chiarire meglio alcuni aspetti, anche per chi ci ascolta e alcune delle scelte fatte da questo Governo.
La consigliera Guichardaz ha ragione quando dice che la nostra azione di governo è andata avanti anche se il piano per la salute e per il benessere sociale che è stato licenziato dalla Giunta regionale in aprile non è ancora stato approvato dalla Commissione consiliare competente, sappiamo tutti bene che i bisogni di salute dei cittadini non si sono fermati nell'attesa dell'approvazione del documento, tutt'altro... ciò che lei ha sostenuto oggi dovrebbe proprio richiamare un po' l'attenzione di tutti sull'urgenza di approvare questo documento che manca a questa Regione da circa dieci anni.
In relazione al tema del nuovo presidio ospedaliero, ne approfitto per sottolineare che il progetto esecutivo del primo lotto verrà consegnato prima della pausa natalizia e quello relativo all'ampliamento del corpo C, ovvero il secondo lotto, verrà consegnato nei primi mesi del 2023, questo ci permetterà per il primo lotto di andare in gara d'appalto nei primi mesi del 2023.
Il masterplan modificato è stato presentato al tavolo tecnico, di cui oltre alla componente regionale, c'è anche la partecipazione del Comune di Aosta, che si è tenuto in data 4 novembre 2022. Proprio i rappresentanti dell'Amministrazione comunale hanno apprezzato la maggiore dotazione di verde pubblico e verde pensile garantita dall'attuale versione.
Per quanto riguarda i lavori di adeguamento dell'antincendio del Beauregard, questi sono necessari al fine di adeguare l'edificio alla normativa vigente e garantire la piena sicurezza attuale dell'edificio, sono ancora in corso delle valutazioni sull'utilizzo futuro del Beauregard, ma penso che sarà una struttura importante che andrà mantenuta o per le lungodegenze, o comunque in relazione anche al fatto che il Covid ha cambiato la percezione di quelle che possano essere delle soluzioni durante le eventuali epidemie o pandemie che dir si voglia, quindi una struttura sanitaria in più potrebbe essere, anzi, a mio avviso, diciamo che il mio è un giudizio personale, molto utile e potrebbe anche essere molto utile per le lungodegenze.
Per quanto riguarda l'ex Maternità a cui mi sembrava avesse accennato, c'è la Psichiatria che verrà trasferita nel nuovo Presidio ospedaliero, così come anche tutta una serie di ambulatori che saranno poi trasferiti in quella poi che è la struttura di Via Brocherel, i cui lavori di progettazione sono iniziati nel 1997 e che probabilmente, all'inizio del 2023, grazie a una collaborazione sicuramente proficua con il Comune di Aosta, probabilmente si riuscirà poi a iniziare i lavori per portare a termine quest'opera e poter quindi trasferire questi ambulatori che adesso noi abbiamo all'ex Maternità in questa sede. Per quanto riguarda l'ex Maternità, sarà comunque da fare un ragionamento, ovviamente non è un ragionamento sanitario in senso stretto ma è un ragionamento che va fatto un po' con tutti gli enti, tra cui il Comune e la Regione su cosa farne. In questo momento nei tavoli in cui è stata presentata la problematica non sono state fatte delle proposte significative ma sarà sicuramente un argomento da valutare e per il quale trovare delle soluzioni. Ritornando invece all'aspetto sanitario dell'ex Maternità, noi trasferiremo le attività, come ho già detto, nel nuovo presidio ospedaliero nella struttura di via Brocherel.
Per quanto riguarda invece la carenza di personale sanitario, è un tema sicuramente caro a me ma penso a tutto il Consiglio regionale, siamo perfettamente coscienti, così come ha detto anche lei, Consigliera, delle carenze di personale sanitario, non solo in ambito regionale ma su tutto l'ambito nazionale, e non solo, ed è proprio per questo che, oltre alle azioni specifiche nell'ambito delle competenze dell'Assessorato: penso, per esempio, alla cosiddetta "indennità di attrattività", quanto abbiamo già scritto nel piano rispetto, ad esempio, alla clinicizzazione di alcune delle strutture complesse della nostra azienda, che significa creare dei rapporti con l'Università... e abbiamo richiesto all'Azienda USL di predisporre un piano aziendale specifico per l'attrattività e di dotarsi di un ufficio recruitment, attività questa che non era stata mai prevista prima d'ora e che prenderà avvio, non il recruitment ma sicuramente tutta una campagna di informazione anche sul sito dell'azienda che inizierà a breve.
Per quanto riguarda invece l'ARER e i fondi stanziati per il suo funzionamento, si precisa che, in data 1° gennaio 2018, il Comune di Aosta ha ceduto il proprio patrimonio di edilizia residenziale pubblica ad ARER andando di fatto a raddoppiare la dotazione immobiliare precedente; tuttavia, queste unità immobiliari cedute erano caratterizzate da un elevato numero di alloggi già affittati con un livello di manutenzione complessiva molto scarso, che ha richiesto ingenti lavori di manutenzione ordinaria, come il rifacimento di colonne e impianti messi in sicurezza.
Inoltre vi erano numerosi alloggi sfitti per i quali si rendono necessari importanti lavori di manutenzione straordinaria al fine di renderli adeguati alle nuove assegnazioni. Questa non è una questione di secondo piano, anche il fatto che questi interventi di edilizia sono stati oggetto dello stesso importante incremento dei costi delle materie prime che il settore edile ha subito negli ultimi mesi.
Sicuramente gli 800 mila euro che noi daremo all'ARER, almeno se il bilancio verrà approvato, non sono la soluzione di tutti i mali ma è la prima volta che viene finanziato l'ARER, fino ad ora l'ARER si era finanziato esclusivamente con i proventi degli affitti. Questo ha creato dei problemi di bilancio e sicuramente tutte le attività, anche di piccola manutenzione, non erano finanziate. Pensiamo quindi con questi 800 mila euro non di risolvere il problema dell'ARER ma di dare comunque un aiuto che, come dicevo prima, non era mai stato fatto. L'ARER comunque nel 2022 ha chiuso il bilancio in pareggio.
Per quanto invece riguarda l'affermazione che ha fatto il consigliere Manfrin, ma è solo per una precisazione sul fatto che non sono state fatte assegnazioni di appartamenti, ho chiesto all'ARER e nel 2020 centotrentadue sono state le nuove assegnazioni, più sessantuno assegnazioni di emergenza abitativa, quarantadue le nuove assegnazioni nel 2021, trentadue di emergenza abitativa, per un totale di settantaquattro e sono quaranta le assegnazioni fatte fino ad oggi nel 2022. Sicuramente le persone in attesa sono tante, non è facile dare delle risposte, ma sicuramente l'impegno in tal senso mi sembra che sia stato importante da parte dell'Amministrazione. Non è finito qui, il problema dell'ARER è sicuramente un problema particolare, ci sono tante richieste, siamo in un momento di crisi ma il Governo sta cercando di fare la sua parte cercando di finanziare, poi lo sapete perché ne abbiamo già parlato tante volte, nel 2023 inizieranno tutti i lavori di riqualificazione, alcuni dei quali sono già iniziati, del Quartiere Cogne e dell'edilizia residenziale. Queste sono un po' le precisazioni che volevo fare.
Presidente - Altre repliche del Governo? Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Alcune considerazioni, rischiando magari di ripetere qualche concetto già espresso in Commissione, ma anche l'occasione per rispondere a qualche considerazione fatta dai colleghi, che ringrazio.
I numeri del bilancio dell'Assessorato, che sono in linea con quelli del 2022, che sono comunque un punto di partenza, per analizzare bene il confronto tra le diverse annualità, occorre innanzitutto tener conto, come l'abbiamo già detto, che c'è una lieve diminuzione dei fondi destinati al PSR per la nuova programmazione 2023-2027, che è compensata dall'incremento di alcune voci e dall'inserimento di alcune voci nuove.
Per quel che riguarda il PSR, anche qui l'abbiamo già detto ma è corretto ricordarlo, è chiaro che la nuova programmazione 2023-2027, quindi il ragionamento è su quegli anni, sappiamo che partirà nel 2023 inoltrato, quindi un 2023 che sarà in gran parte ancora coinvolto dalla coda della vecchia programmazione, quella proroga 2021-2022, che ha erogato risorse importanti che sulla carta vengono ripartite sui due anni ma poi in pratica sappiamo bene che i benefici di queste risorse vengono spalmati anche in buona parte sul 2023 e probabilmente qualcosa anche sul 2024. Un'attenzione confermata, crescente, nei confronti dei consorzi di miglioramento fondiario, dove in questi ultimi anni, e questo continuerà, c'è un aumento delle risorse destinate agli investimenti, alla manutenzione; questo è stato reso possibile grazie al potenziamento dell'ufficio e anche da una rimessa in moto delle varie realtà territoriali. A questa voce, quella delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, è stata affiancata una nuova misura di accessibilità che è emersa in seguito ai vari confronti con il territorio, che non vuole essere una semplice misura, ma un segnale a tutto il settore, un'azione che segue un po' il principio della misura monticazione, quindi il mantenimento del territorio, il benessere degli animali, la qualità del prodotto nata e pensata in realtà proprio nell'ottica di andare a servire e ad aiutare coloro che lavorano in alpeggio, ma che poi in realtà potrà dare risposte anche ad altre parti del territorio e anche ad altri settori.
Un aspetto sempre legato, a quello dei consorzi e a quello assicurativo. Qui un passaggio forse più rilevante dal punto di vista del principio rispetto a quello che è poi il peso economico; poi 1.700.000 euro sul capitolo delle spese di gestione, che permetterà di erogare un contributo al 60 percento come già anticipato e ipotizzato.
Una realtà importante viene rappresentata dalle strutture, dai caseifici e da altri immobili di cui curiamo le manutenzioni attraverso Valle d'Aoste Structure, qui c'è un potenziamento di questi numeri. Nell'ambito della gestione di tali immobili, quindi manutenzioni straordinarie e ordinarie, sono state impegnate risorse pari a 2 milioni e mezzo dal 2017 ad oggi, quindi è corretto e doveroso andare a integrare questo capitolo. Si è parlato - l'hanno fatto alcuni colleghi che ringrazio - del sostegno e del supporto alla zootecnia. Come l'anno scorso quindi l'impegno della totalità delle risorse in questa fase, considerata l'impossibilità di finanziare alcune voci in assestamento, come la misura monticazione e i concorsi genetici. Qui la misura pascolamento quest'anno non è più inserita all'interno della misura monticazione ma è una voce a sé, quindi sono risorse aggiuntive, una misura pascolamento nata un po' come correttivo. Così come un piccolo aumento contenuto ma significativo si è voluto dare sulla voce dei concorsi genetici in seguito un po' al cambio di gestione, all'irrobustimento di questa misura avvenuta durante il 2023, poi trasferimenti ad AREV per le varie attività e ANA.Bo.Ra.Va.. Qualcuno ha citato i 3 milioni messi in campo in questo 2022, questi 3 milioni proposti dal Governo e sostenuti, se ben ricordo, da quasi la totalità di questo Consiglio, che ringrazio, non sono frutto di una variazione o di risorse derivanti dall'assestamento ma risorse che sono derivate da altre entrate spendibili in parte correnti, in quanto una misura che era finanziabile ma che rappresenta una spesa corrente, quindi non era possibile coprirla in fase di assestamento. In realtà, non è che quest'anno abbiamo questi 3 milioni in meno, è nel 2022 che li avevamo in più proprio per un'annata veramente e straordinariamente difficile, che speriamo di non ripetere ma che ovviamente, se così dovesse essere, noi siamo pronti a sostenere questo settore ma la vera sfida per questo 2023, sperando in un'annata migliore, è sicuramente quella anche di lavorare al fine di avere il giusto riconoscimento economico dei prodotti e di uno in particolare: la Fontina DOP.
Per quello che riguarda il settore delle risorse naturali, nello specifico i cantieri forestali, importanti risorse per quel che riguarda l'incremento dei costi delle materie ma anche e soprattutto per i rinnovi contrattuali, quindi un piano lavoro che incide con 12,6 milioni per garantire 375 operai per 140 giornate con altri 25 operai sul Dipartimento agricoltura. Qua la visione è un po' quella di lavorare per l'aumento del numero delle giornate, mantenendo sostanzialmente invariato quello degli operai. Con le prossime selezioni sarà importante riuscire ad aumentare la professionalità di questi operai per cercare di dare le giuste risposte agli Enti locali. È corretto sicuramente avere anche un'azione sociale ma altrettanto corretto è veramente rispondere alle esigenze dei Comuni, così come importante è la voce dei lavori dei cantieri cosiddetti "esterni", che cubano per circa 3 milioni di euro.
L'anno passato ci ha lasciato un territorio più fragile, con la necessità di intervenire in tempo rapido, con la struttura Sistemazione Montane, insieme alle strutture del collega Marzi, nel 2022 in cui è piovuto poco ma il nostro territorio ha subito danni ingenti che le nostre strutture sono riusciti poi a ripristinare, quindi interventi di somma urgenza su 2.500.000 euro. Il tutto è in linea con gli obiettivi del DEFR, il settore zootecnico, il passaggio alla nuova programmazione, il settore forestazione e la sentieristica e altre sfide particolarmente rilevanti, come già citato, il prezzo dei prodotti.
C'è stata attenzione al settore vitivinicolo con lo studio di alcune misure per dare risposta a un settore decisamente performante e il supporto al settore ortofrutticolo, che rappresenta una realtà in forte crescita.
Oltre a quanto fare nel 2023, rimane appunto da completare quanto avviato nel 2022, la volontà di coprire la totalità delle richieste della legge 21/2022 non può che vedermi favorevole, un segnale importante che daremo a tutte le aziende, aziende che hanno affrontato di petto una situazione difficile, hanno deciso di investire e questo è un segnale comunque importante in un'annata decisamente difficile, soprattutto per il settore agricolo.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Caveri, ne ha facoltà.
Caveri (AV-VdA Unie) - Mi pare che molte delle questioni che concernono le mie deleghe siano state trattate già nel corso del DEFR e nel confronto sugli ordini del giorno nella seduta scorsa, torneremo su qualche aspetto degli ordini del giorno che sono stati presentati.
Accenno solo alla questione posta dal collega Carrel: quella del dimensionamento delle scuole, è del tutto evidente che questa questione della programmazione dell'edilizia scolastica diventerà nel tempo uno dei temi più significativi, non a caso anche negli incontri con i Comuni abbiamo segnalato la necessità che nei finanziamenti che stanno anche arrivando sul 2022 per la ristrutturazione delle scuole o per la costruzione di nuovi immobili si tenga conto della situazione di ogni singolo Comune, perché è del tutto evidente che bisogna evitare di costruire delle scuole troppo grandi laddove i dati demografici ci danno purtroppo delle risultanze negative. Così come bisognerà dimensionare nel lavoro svolto insieme al collega Marzi le scuole superiori di Aosta senza fare delle costruzioni che poi in qualche maniera siano troppo grandi e non più adatte allo scopo scolastico. Io mi limiterò solo a due passaggi: uno dei quali è la sollecitazione del collega Aggravi.
Il primo passaggio credo sia significativo, cioè ricordare le ragioni che in qualche maniera collegano il nostro bilancio a una questione di cui ho avuto l'occasione di occuparmi ancora questa mattina nella discussione all'assemblea dell'UNCEM e poche settimane fa a Trento in una discussione con i colleghi delle Regioni di EUSALP. Come voi sapete, EUSALP raccoglie 48 Regioni, chiamiamole così, anche se talvolta sono länder o sono cantoni svizzeri, e cioè questo discorso di bilanci di Regioni alpine, che anche nel rapporto con i singoli Stati e tenendo conto dei differenti assetti istituzionali, pongono un problema che credo emerga con grandissima chiarezza nel nostro bilancio.
Già nella storia antica della Valle d'Aosta, quando la Valle d'Aosta godeva nel rapporto con Casa Savoia dei cosiddetti "privilèges", i privilèges non erano privilegi, erano semplicemente lo specchio di una realtà i cui costi sono grandemente diversi dai costi che valgono nelle zone di pianura. Questo dei sovraccosti quindi sarà uno dei temi importanti dell'anno a venire, riprenderemo, come Assessorato, nella parte affari europei, il famoso studio che facemmo una decina di anni fa, più di dieci anni fa, sui sovraccosti della montagna, perché bisogna dire la verità, i sovraccosti restano un punto di riferimento importante anche nei rapporti finanziari con lo Stato ma anche nella redistribuzione delle somme all'interno del nostro bilancio.
È chiaro che da noi costa di più la sanità, costano di più i trasporti, costa di più la scuola e questi sono elementi che oggi, rispetto ad allora, vedono anche scenari nuovi, perché noi avremo anche i sovracosti del cambiamento climatico, che obbligheranno il nostro territorio ad avere tutte quelle misure di contrasto che deriveranno dall'aumento della temperatura che sappiamo essere un elemento oggettivo difficile da stoppare. Anche se domani i Grandi della Terra in qualche maniera frenassero la situazione, noi sappiamo che c'è un abbrivio che nei prossimi anni ci porterà comunque dei cambiamenti che costeranno.
Credo quindi che questa questione del centrare sempre nei rapporti interni, quindi anche con la distribuzione che viene fatta in questo bilancio assai opportunamente per il sistema degli Enti locali, ma anche più in generale nei rapporti con lo Stato, ma anche nei rapporti con l'Europa. Io ricordo che si ottenne tanti anni fa nei Trattati europei questa considerazione dei territori di montagna come territori rispetto ai quali la coesione sociale deve sposarsi con la coesione territoriale.
Io ricordo quando affrontammo questa battaglia a Bruxelles, sembrava quasi paradossale parlare con burocrati europei degli handicap naturali che ci sono in Valle d'Aosta e in tutte le zone di montagna, sembrava quasi che noi fossimo dei matti quando ci dicevano: "ma i vostri posti sono bellissimi" e uno diceva: "sì, i nostri posti sono bellissimi, le montagne sono bellissime ma, nel tarare regolamenti e direttive comunitarie, come le leggi dello Stato, bisogna sempre tenere conto delle particolarità del nostro territorio".
La parte conclusiva è per far fumare il calumet della pace ai colleghi Aggravi e Malacrinò, nel senso che io credo che il passaggio che Malacrinò ha fatto sia un passaggio in cui, occupandosi delle diverse questioni energetiche, ha voluto rimarcare un impegno della Valle d'Aosta in questo settore. Ha ragione il consigliere Aggravi che certo noi non potremo fare nulla con un atto amministrativo perché mai come in questo momento dobbiamo tenere separata la Regione da CVA per l'ovvia ragione che noi stessi dovremmo, se le cose non cambieranno, e personalmente auspico che cambieranno, nel senso che il mio auspicio è che lo Stato italiano, come i Francesi, come i Danesi e come Tedeschi, si renda conto che fare le gare per le concessioni in questa fase vorrebbe dire, in un periodo di crisi energetica, perdere un elemento strategico. Il fatto che sia stato applicato al settore energetico il Golden Share non è molto rassicurante, perché io voglio vedere come fa lo Stato italiano, se domani l'Électricité de France S.A decide di comprare CVA, ad opporsi. Sarebbe una normativa nazionale che si scontrerebbe contro le più solide normative europee in materia di concorrenza. Io quindi credo che il passaggio fosse in assoluto in buona fede ed è vero che forse interpretava quel pensiero che abbiamo avuto nell'incontro con CVA, cioè una sorta di idem sentire da parte di tutti i gruppi politici, che comunque auspicavano che questi sconti rimanessero, così come addirittura le colleghe di un nostro gruppo politico in un sindacato ispettivo più avanti, chiedono a noi di dire a CVA di aumentare gli sconti del 50 percento, cosa che ovviamente non potremmo fare. Tra l'altro, segnalo la notizia di oggi sui giornali di come l'Autorità che si occupa di energia sia intervenuta anche su alcune società che erano state citate in quest'aula come particolarmente generose, c'è stato un intervento dell'Autorità dell'energia che le ha fortemente sanzionate. Questa dovrebbe essere una cosa che pende su di noi come spada di Damocle nell'avere sempre rapporti in punta di piedi con la nostra partecipata.
Concludo con un pensiero rispetto alle prospettive dei settori che mi competono per il 2023: è del tutto evidente che il fatto che domani si approvi in Giunta il decreto applicativo della legge 20 credo sia un elemento positivo di chiusura dell'anno, che possa consentire nell'equilibrio di capacità di non incidere laddove esistono elementi di autonomia nelle società stesse, però fissando delle linee guida che, a mio avviso, sono anche migliorative rispetto alle rigidità di alcuni passaggi della legge Madia.
Nel settore dell'istruzione certamente ci troviamo di fronte a scelte che in parte arrivano da Roma e che incidono su di noi. Pensiamo allo sforzo finanziario che abbiamo dovuto fare in chiusura d'anno per la chiusura dei contratti, noi pagheremo in questi giorni gli stipendi pieni con una tempistica addirittura anticipatoria rispetto allo Stato, però è del tutto evidente che in questi settori, come peraltro è anche la sanità, che sfuggono ai nostri controlli contrattuali questo fa sì che effettivamente ogni tanto ti arrivino delle sorprese, che nel caso nostro hanno in qualche maniera messo in grande sofferenza la parte che ci concerne del bilancio e, per fortuna, siamo riusciti a poter chiudere il cerchio. Però questo dimostra che in alcuni settori - mi spiace doverlo rimarcare per l'ennesima volta -la nostra autonomia è ancora un'autonomia limitata rispetto ad altre autonomie come possono essere le Province di Trento e di Bolzano, quindi ogni sforzo che passi attraverso norme di attuazione, come si può fare più ordinariamente, o anche attraverso - quando ne avremo il coraggio - una riforma statutaria profonda. Credo che alcuni livelli di potere e competenze devono essere nel tempo aumentati.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Come spesso capita a questo punto della discussione di questi atti, sia quando si ha la fortuna pro-tempore di vederli da questa sala, sia quando li si è seguiti per tempo, ovviamente l'intervento tende a essere più politico e più circostanziato; nel momento in cui si prepara la relazione, chiunque la prepari e, secondo me, il livello delle tre relazioni quest'anno è stato un livello assolutamente adeguato, si cerca comunque sia di essere rispettosi anche dell'Aula perché in una qualche maniera le polveri sono ancora bagnate, quindi visto che non si sa politicamente quale sarà il tenore al quale poi si andrà incontro nel dibattito dell'atto politico per antonomasia, cioè la finanziaria regionale, comunque sia, è corretto cercare di darsi un'impostazione il più istituzionale possibile.
Nelle premesse il collega Aggravi nella sua relazione questo lo rende chiaramente evidente, addirittura dice in modo molto chiaro: "io non ho assolutamente intenzione di mettermi a fare una sorta di - utilizzo un termine un po' indelicato - autopsia di un atto amministrativo, ma assolutamente voglio fare una valutazione prospettica e di matrice politica e mi concentrerò soprattutto su due aspetti: uno quello legato all'andamentale degli avanzi di amministrazione e un'analisi rispetto a una problematica che noi come minoranza rileviamo rispetto all'andamentale delle entrate, quindi, di conseguenza, della capacità programmatoria dell'ente". Questo è stato richiamato anche da alcuni colleghi di minoranza durante il dibattito che poi dopo è susseguito. A mio avviso, prima di tutto bisogna cercare di entrare nel merito rispetto a una serie di "novità": la prima per tutte è quella del Collegio dei revisori, perché, ad esempio, il sottoscritto, nel momento in cui si è trovato a dover scrivere la relazione che poi ho presentato e che ho distribuito, ha cercato di dare merito al lavoro politico organizzativo consiliare nella prima parte della relazione di riferimento; in secondo luogo, e qui ci sta la politica, quello di dare contezza dei numeri rispetto a un bilancio che dà delle risposte non soltanto a parole, come richiamato dal collega Malacrinò, che ringrazio sia per il lavoro che ha svolto in Commissione che per la sua relazione, ma lo fa anche in maniera concreta dando dei numeri.
Ovviamente a quel punto si poteva fare la scelta di dare una traduzione più politica, il sottoscritto invece ha fatto la scelta di dare una valutazione politico-amministrativa, perché comunque sia stiamo parlando di un bilancio che è un atto che, a partire soprattutto dal 118, si traduce in una maniera di definire le capacità di spesa, quindi le scelte politiche, che sono le missioni del 118, quindi, anche per correttezza e per omogeneità, per parlare tutti quanti la stessa lingua, non ho dato una traduzione di natura organizzativa assessorile dipartimentale ma una declinazione della spesa secondo le declinazioni del 118 stesso.
A mio modesto avviso, però prima di arrivare alla terza parte, che è quella più politica, più personale e anche la più breve se posso dire, infatti è stata vissuta come tutte quante le opinioni, cioè come una cosa che aggiunge e non toglie tanto per essere chiari... quella visione è una visione politica nella quale invece credo, credo che il bilancio che abbiamo fatto ha cercato anche di tradurre quanto segue. Quello che però è assolutamente importante in prima istanza rappresentare è la certezza dei numeri e questo naturalmente non è stato messo in discussione da nessuno dei partecipanti, però la replica è generale e quindi è rivolta anche a chi ci segue.
Secondo me, nella parte conclusiva del primo parere che il Collegio dei revisori dei conti esprime sul primo bilancio successivo a parere, è importante partire da questo dato: che è una formule figée sicuramente ma comunque sia è importante stigmatizzare. Il Collegio considera attendibili le previsioni di entrata nel senso della loro plausibile accertabilità e le previsioni di spesa, coerenti le previsioni di entrata e di spesa con gli atti di programmazione interna, con le disposizioni di legge vigenti anche con riferimento ai vincoli di finanza pubblica, quindi naturalmente ha espresso parere positivo.
Nella lettura delle entrate sicuramente dobbiamo fare un'analisi precisa rispetto al fatto che il 2023 risulta avere delle entrate straordinarie che in una qualche maniera però, e cercherò di rappresentarlo, si è cercato di dare una declinazione chiaramente di natura politica, una declinazione di candidatura politica che parte da che cosa? Da tutta una serie di entrate che vanno a intervenire sulla parte 2 e 4 del titolo di spese, quindi, tanto per essere chiari, degli investimenti. Certo, alcune di queste voci, sono voci più ridondanti, cito per tutti il primo stralcio del secondo lotto dell'Università, che sul triennio pesa 15 milioni di euro, edilizia scolastica per 37 milioni e mezzo di euro sul triennio, le strade che soltanto sul 2023 assommano a 23 milioni di euro ma sul 2024 18 e sul 2025 16, gli impianti a fune, che soltanto sul 2023 valgono 18 milioni di euro, oltre agli interventi straordinari degli ultimi 18 mesi, poi ci sono 30.2 milioni di euro per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi di riferimento, oltre a un intervento sul servizio idrico che sul triennio vale da solo 11 milioni di euro. Tutto quanto questo, e passiamo ad un aspetto che abbiamo più volte trattato... quindi queste entrate straordinarie si è cercato di declinarle in investimenti.
Tra le altre cose, come, tra l'altro, richiamato anche dalla relazione del collega Aggravi, è verissimo che sul 2024 e sul 2025 le entrate calano, ma come avrà notato il collega Aggravi perché ha fatto un'analisi assolutamente matematico-algebrica corretta dell'andamentale - anche se sa meglio di me che sull'andamentale delle entrate potremmo aprire un mare magnum -, a tutti gli effetti sono praticamente in linea con il 2022, l'anno che abbiamo appena vissuto. Quello che io denoto pertanto è questo: da un punto di vista finanziario, ci sono tutta una serie di aspetti sui quali sicuramente c'è necessità di concentrarci tutti e sicuramente chi governa in questo momento e chi governerà nel medio dovrà concentrarsi particolarmente, ma più che sugli aspetti finanziari, su quelli organizzativi.
Mischiare gli ambiti tra aspetti finanziari e organizzativi è plausibile, è possibile, ma è soprattutto politico, quindi, secondo me, è corretto rappresentarlo in una determinata maniera se si occupa pro-tempore una parte dell'aula, è altrettanto però corretto che, da un punto di vista politico, chi occupa l'altra parte dell'aula cerchi di tenere la barra dritta; perché? E qui veniamo alla solita analisi che viene fatta degli avanzi di amministrazione. Anche per correttezza, visto che vengono citati gli avanzi di amministrazione, in alcune delle relazioni dal 2018 e visto che anche altri colleghi della minoranza erano rappresentati sempre partendo... come dire? dagli ultimi anni, è più corretto tracciare l'andamentale degli avanzi di amministrazione della Regione autonoma Valle d'Aosta a partire dal momento nel quale il 118 del 2011 di fatto è entrato in vigore, perché da quel momento lì in un qualche modo si crea un momento di rottura. Momento di rottura non soltanto di natura amministrativa ma naturalmente anche politico, perché nel momento in cui ti cambiano le regole del gioco, a tutti gli effetti cambia anche lo sport, tanto per essere chiari.
I numeri tendono in maniera abbastanza chiara a rendere evidente di che cosa stiamo parlando, quindi leggiamoli tout court. Nel 2016, con il riaccertamento straordinario dei residui dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, passaggio obbligatorio da un punto di vista amministrativo, quindi niente di straordinario - scusate il gioco di parole -, tutti gli Enti italiani hanno dovuto fare questo passaggio, compresi i Comuni valdostani, compresa la Regione autonoma Valle d'Aosta, si venne a creare quello che tecnicamente si definì un disavanzo tecnico. Nel calcolo per il passaggio da un sistema contabile all'altro dei debiti e dei crediti si venne cioè a creare un disavanzo tecnico da 278.836.000 euro; poi, di fatto, nel calcolo dell'avanzo disponibile sul 2016 - perché il 118 venne applicato per la prima volta in questa Regione nel 2017 - si trasformò in un avanzo disponibile pari a meno 201.991.000 eccetera. Sull'esercizio 2017 il disavanzo è stato di 60 milioni di euro, sull'esercizio 2018 c'è stato un avanzo da 23 milioni di euro, su quello 2019 un avanzo da 176, su quello 2020 un avanzo da 201, su quello 2021 un avanzo da 113. Prima di tutto è verissimo che l'avanzo di amministrazione è entrato a far parte tout court della vita organizzativo-politica amministrativa dell'Ente Regione autonoma Valle d'Aosta, ma se vogliamo dircela tutta - e questo lo dico soprattutto a chi continua a rappresentare il fatto che questi numeri quando c'era, non erano così - in una qualche maniera se valgono gli avanzi, valgono a maggior ragione i disavanzi, tanto per essere chiari.
Secondo: al momento, per motivi politici, per motivi amministrativi, per motivi organizzativi, è un buon dato che gli avanzi di amministrazione ci siano ed è anche un buon dato, che gli avanzi di amministrazione si possano spendere solo nel Titolo II, quindi, di conseguenza, o eventi eccezionali che non voglio neanche citare, comunque sia debbano essere destinati a investimenti, quindi in sviluppo economico. Cito, tra l'altro, il rendiconto della Banca d'Italia, che dice appunto, su tutti quanti gli avanzi della Valle d'Aosta, che la distribuzione della parte disponibile del risultato di amministrazione dei singoli Comuni è risultata migliore Regione rispetto alla media di altre Regioni di riferimento". Questo è un andamentale che sta cogliendo tutti quanti i Comuni valdostani, che, tra l'altro, a differenza della Regione autonoma Valle d'Aosta, erano vincolati a spese di Titolo II e Titolo IV, quindi per investimenti già prima e questo, tra l'altro, si evidenzia anche nella continuazione della lettura di questi dati. Questo lo dico perché anche quest'anno, e non voglio assolutamente riaprire una serie di dissertazioni di matrice tecnico-amministrativa, però vengono richiamate, lo dico per correttezza da nessuno dei due relatori, né di maggioranza, né di minoranza, sono state richiamate tematiche politiche che ci hanno visto dibattere da luglio in poi, ma che in una qualche maniera ci avevano già visto fare tutta una serie di dissertazioni che avranno annoiato sicuramente quelle dieci persone che ci seguono e sicuramente anche buona parte dell'Aula sulla differenza e la possibilità di spesa tra spese correnti e spese di investimento.
Quando noi siamo andati a licenziare la legge di assestamento, abbiamo fatto delle scelte, le migliori possibili, tenendo conto che la legge di assestamento per la prima volta nella storia non poteva spendere in parte corrente, quindi, di conseguenza, bisognava privilegiare gli investimenti. Questo è un dato tecnico, non è opinabile. C'è una differenza invece che è opinabile, e questo non lo dico naturalmente per quest'Aula ma lo dico in termini generali politici: la differenza che c'è tra quando si fanno proclami e quando poi dopo si va a ricoprire una sedia e si governa e allora non soltanto si devono mettere per terra le idee, ma si devono anche mettere le idee per terra per come realmente si possono fare e non magari per come le si è raccontate. Stiamo vedendo, ad esempio, a livello di governo centrale - e questo è valso per il Governo attuale, è valso per i Governi precedenti, che fossero tecnici o politici - come a tutti gli effetti, quando poi si tratta di avere a che fare con i numeri e soprattutto con le finanziarie, in una qualche maniera se si era parlato un po' troppo di bonus, bonus sociali e via discorrendo, ci si trova con un limite strutturale che è quello che è la spesa corrente e si scopre che in realtà certe cose non si possono fare e che bisogna per forza di cose fare i conti con le risorse disponibili. Come si rende evidente questo? Il modo in cui si rende più evidente questo è dato da una serie di interventi che sono venuti fuori durante questo dibattito rispetto al fatto che viene continuamente chiesto di mettere in disponibilità dei fondi, delle risorse, dei contributi, di parte corrente, cioè dal dibattito è stato chiaramente detto: "c'è della difficoltà, spendete in parte corrente", il secondo dopo però ci viene fatto notare che la parte corrente, di fatto, pareggia su 1 miliardo e 200, che è troppo rispetto a 1 miliardo e 100 dell'anno dopo, non lo dico a lei, collega Aggravi, che, da questo punto di vista, come il sottoscritto - sottoscritto naturalmente anche con dei limiti oggettivi - cerca di raccontare il meglio possibile senza menare per il naso nessuno, però d'altra parte bisogna cercare di essere precisi e coerenti. Se tu chiedi di abbassare le spese correnti e di spendere in contributi, di fatto stai raccontando che contemporaneamente è sia giorno che notte da un punto di vista finanziario. Quello che invece puoi fare è quello di dire: "spendete in parte di investimento tutte le risorse che trovate in più perché la Valle d'Aosta ne ha bisogno". Bene, ma allora poi non puoi chiedere che fine hanno fatto gli interventi che si sono finanziati, ad esempio, con l'ultima legge di assestamento. Con l'ultima legge di assestamento noi abbiamo introitato fondi per circa 42 milioni di euro, in realtà 78 milioni di euro sono arrivati con l'ultima legge di assestamento per il tramite di Finaosta da CVA. Questi denari sono entrati nel bilancio regionale e lo hanno cominciato a sostenere in modo strutturale. Ciò si è reso assolutamente evidente perché è stato: a) richiamato nel DEFR; b) richiamato nella legge di stabilità attuale; c) si evidenzia dai numeri. Addirittura soltanto per sostenere la continuità delle opere pubbliche regionali si è intervenuti per 42 milioni di euro sul vecchio triennale e lo si fa anche sull'ultima annualità del 2025 con 25 milioni di euro. Se in si vogliono fare delle analisi, sicuramente queste analisi debbono essere fatte da un punto di vista organizzativo e se vogliono essere fatte da un punto di vista organizzativo, l'organizzazione riguarda in continuità tutti coloro i quali hanno amministrato e tutti coloro i quali andranno ad amministrare. Sicuramente da questo punto di vista tutto è perfettibile, compresa l'attuale situazione che questo Governo sta vivendo, in un momento però assolutamente delicato nel quale è riuscito con responsabilità e umiltà... Non credo che questi termini possano essere utilizzati come sinonimo di precarietà, tanto per essere chiari; io in tanti ambiti faccio abbastanza schifo, sul significato delle parole me la cavo e quindi, di conseguenza, tradurre il concetto di responsabilità e umiltà e 25 mesi di stabilità di governo come precarietà, da un punto di vista logico e anche da un punto di vista numerico, ciò non sussiste. Sussiste invece la parte politica, quindi la rappresentazione di una propria visione dei numeri. Ecco che allora il fatto di avere in una qualche maniera rappresentato il bilancio attraverso degli schemi che possono essere letti da tutti con le difficoltà del caso, ma sicuramente guardando al futuro, è stato il risultato che siamo riusciti ad avere.
Sicuramente questo è un momento delicato per tutti, compreso quindi per la Regione autonoma Valle d'Aosta, dunque nessuno, almeno il sottoscritto... e se debbo dire in sincerità, neanche i colleghi sia di maggioranza, sia di minoranza che hanno parlato si sono messi invece a parlare di ricchi premi e cotillon. Questo non l'ha fatto nessuno, per correttezza va detto, però in una qualche maniera questo atteggiamento serio nei confronti di questo bilancio che ha avuto plausi mediati un po' da tutti, va anche letto come un atteggiamento corretto nei confronti di chi ci sta ascoltando perché sappiamo benissimo quali sono le difficoltà e, com'è stato richiamato, da questo punto di vista, quoto assolutamente l'intervento del collega Aggravi, sicuramente nessuno può permettersi di non sapere che sul 2024 e sul 2025, ma questo capita spessissimo sui Titoli 2 e 4 delle entrate, non c'è lo stesso tipo di andamentale rispetto al 2023.
Chiudo con una piccola nota che annoierà tutti: la parte che lei giustamente ha richiamato, quel piccolo inciso nell'analisi tecnica che ci siamo scambiati io e lei sul 118... avrà notato che io in piena correttezza istituzionale, nel rispetto anche del fatto che quello è un documento che rimane agli atti, ho parlato di flussi finanziari. Non ho mai giocato con il fatto che l'avanzo è legato anche ad aspetti di natura organizzativa. C'è un dato però oggettivo, cito per tutti l'FCDE tanto per essere chiari, il Fondo Crediti Dubbi ed Esigibilità, un obbligo previsto dal 118/2011, che è la fattispecie-tipo che evidenzia come l'aumento delle spese, perché viene vista come spese, in realtà, da un punto di vista reale, vale 5 milioni di euro ma ce ne sono altri, ma non voglio annoiarvi, corrisponde perfettamente alla fattispecie di quel piccolo inciso che avevo inserito all'interno della relazione di riferimento.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Ringrazio il collega Marzi che in una situazione finanziaria molto difficile anche questa volta ha cercato di rendere all'Aula le informazioni nella maniera più corretta possibile, perché poi nella discussione politica a volte strumentalizzare alcuni dati, sia da parte della maggioranza che della minoranza, diventa il gioco delle parti politiche, mentre i numeri sono numeri, sui numeri non si discute, la politica può dire tutto quello che vuole ma i numeri sono numeri.
Arriviamo alla discussione di questo bilancio, l'ho detto nello scorso dibattito sul DEFR in una situazione politica molto particolare, non ci tornerò, però è bene sottolineare che il Governo ha fatto tutto il possibile in un contesto politico difficile per cercare di fare al meglio il suo lavoro e vedremo nel 2023-2024-2025 chi presenterà i prossimi bilanci come li migliorerà, come sarà capace di portare le modifiche e le visioni politiche differenti per dare un segnale politico differente da quello che magari non si ritrova nel nostro bilancio. Sicuramente, e non lo dico in senso polemico, ad oggi, e può essere anche una volontà politica quella, non abbiamo trovato elementi in quello che è stato proposto per dire che ci possono essere grandi stravolgimenti in quello che stiamo facendo, mentre abbiamo trovato delle corrette critiche, ma alle quali dobbiamo ribattere, rispetto alla gestione organizzativa finanziaria dell'Amministrazione regionale anche alla visione politica di alcuni progetti.
Tengo a dire che la spesa corrente oggi è stata più volte citata, non può essere usata a proprio piacimento, cioè la spesa corrente, ad oggi, per com'è gestita contiene dentro le spese quelle ripetitive ma poi contiene anche le politiche attraverso le quali si fanno degli interventi nel sociale, per quello che mi riguarda, nelle politiche del lavoro, degli interventi a sostegno delle associazioni. Se la politica corrente quindi diventa un problema, poi, come ha detto giustamente l'assessore Marzi, non si può immaginare di replicare riproponendo misure alla gran parte di politica corrente. La politica corrente sarebbe bello poterla dividere in spese ricorrenti e politiche d'investimento per far crescere la comunità. Lo sappiamo bene che alcune politiche sono a sostegno dei nuclei più deboli ma altre sono a sostegno dello sviluppo di progetti, ripeto, per quello che mi riguarda, il lavoro ma per tanti le politiche di promozione turistica sono spese correnti, non sono investimenti, ma come non considerarli investimenti, come non andare ad analizzare quella spesa come una spesa di investimento? Bisognerebbe averne addirittura di più. Dall'altra parte come non riconoscere che questo Governo ha cercato, l'avete sottolineato, è vero che il momento dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione è diventato un momento importante in questa fase. Viviamo in una fase di emergenza dove la programmazione finanziaria non è facile da mettere in campo ed è giusto che chi fa politica all'interno del Governo e la maggioranza provi, in una fase molto delicata, a trovare nei vari momenti in cui si possono imputare e utilizzare le risorse una collaborazione per la quale poter esprimere dei progetti di investimento e di sostegno alla comunità. Lo abbiamo detto l'anno scorso e lo ridiciamo quest'anno, non abbiamo nascosto che abbiamo organizzato il progetto di bilancio cercando di tener conto anche del fatto che ci saranno delle risorse in assestamento. Non ci siamo vergognati di dirlo alle associazioni, non ci vergogniamo di dirlo in aula, speriamo che un bel giorno si possa programmare con le risorse certe cercando di migliorare sempre il risultato dell'avanzo di amministrazione. Questo Governo, come tanti altri Governi regionali, si è trovato però di fronte negli ultimi anni a una modalità di utilizzo delle risorse che è ben differente da quella del passato. Conosciamo tutti quanto diventa più difficile impegnare, impegnare nella maniera giusta, impegnare nel momento giusto le risorse e poi chiudere il bilancio con largo anticipo rispetto al passato, perché quello ce lo dice il famigerato 118 più volte sostenuto. È anche quello però che ha permesso di evitare che le Amministrazioni pubbliche trascinassero nel tempo impegni di bilancio senza mai sostenerlo e bloccando le risorse, quindi, bene o male, ci sono dei vantaggi e degli svantaggi e bisogna essere sempre più bravi. Sempre più bravi però vuol dire che certe poste è facile imputarle, quando uno sa qual è il costo di una pianta organica, mette quei soldi, magari con un leggero aumento può produrre o meno un disavanzo; ci sono altre politiche che abbiamo adottato in maniera sperimentale e abbiamo dovuto capire che tipo di risposta potevano dare le imprese a certi progetti. Abbiamo visto negli investimenti, credo con grande sorpresa di tutti, l'anno scorso avevamo messo 12 milioni, siamo arrivati a 18; quest'anno li abbiamo messi prima 8 poi 4, siamo arrivati a 12 ma le imprese sono arrivate a 25. È un segnale che io credo che nessuno potesse programmare in quei termini e correttamente i gruppi politici di opposizione e maggioranza hanno lavorato, noi con un emendamento, voi con degli ordini del giorno, per dare una risposta che le imprese hanno dato a quella misura. Criticare un emendamento che la maggioranza si fa per cercare di impegnare delle risorse e dare sicurezza alla comunità come voi volete fare con gli ordini del giorno io trovo che non sia corretto, nel senso che la misura si è chiusa il 15 novembre, noi il progetto di bilancio lo abbiamo prenotato a fine ottobre; come potevamo immaginare che quelle risorse non sarebbero state sufficienti?
È chiaro che l'emendamento ce lo facciamo oggi, ma quanti emendamenti il Governo nazionale sta facendo sulla sua legge finanziaria? I gruppi di maggioranza si stanno emendando la legge finanziaria, sono pieni i giornali e i telegiornali tutti i giorni. Potremmo raccontare cosa chiede Forza Italia, cosa chiede la Lega. Tutti si stanno emendando la propria legge, ma è normale perché il Consiglio dei ministri ha scaricato una legge, il Governo ha scaricato una legge, c'è una discussione, si va a emendare. Sono partiti da tremila emendamenti a livello nazionale, siamo arrivati a qualcosa di meno e adesso si cercherà credo, come in tutte le discussioni e confronti politici, di trovare una soluzione perché ognuno ha i propri progetti, i propri obiettivi, c'è chi giustamente nell'ultima campagna elettorale ha annunciato certi provvedimenti, chi altri, il Governo ha iniziato a lavorare e ha cercato di fare il possibile, però abbiamo fatto un emendamento, voglio dire permetteteci quanto meno di correggere quello che non potevamo fare in una fase iniziale. Si poteva fare con ordini del giorno come abbiamo fatto noi, noi abbiamo cercato di dare ancora maggiori certezze giustamente a un impegno che tutte le forze politiche ritengono di sottolineare. Il famoso bonus social che viene più volte richiamato, in ritardo, non in ritardo, intanto le risorse che metteremo a disposizione delle famiglie sono per alcune famiglie due o tre volte quello che avrebbero potuto prendere quei provvedimenti che fino al 16 e 17 sono stati fatti con il bon de chauffage. Nel 2016 sono stati 320 euro, il massimo nel 2017 587; oggi alcune famiglie arriveranno a 1.500. Si può far di meglio? Sicuramente, cercare delle risorse in spesa corrente e utilizzarle, però alcuni interventi andranno a tre volte il valore di allora, con fascia ISEE a 17 mila euro. Noi siamo arrivati a 20 mila. Si può fare di più? Certamente, come abbiamo già detto l'altra volta, bisogna trovare delle risorse oppure prendere delle risorse da una parte e metterle dall'altra parte, rinunciare a qualcosa e mettere qualcos'altro perché molti meglio di me sanno che il bilancio pubblico non è il pozzo di San Patrizio dove si può prendere e continuare a spendere. Ci sono dei limiti e la politica si esprime per dei provvedimenti. Sicuramente quindi bisogna dare alle famiglie delle risposte. Personalmente ritengo che il bon de chauffage non debba essere nemmeno più imputato in una struttura come quella dell'Assessorato dello sviluppo economico, perché non sono interventi a sostegno della riduzione dei consumi energetici o dell'efficientamento energetico, è una misura sociale come quella che abbiamo impostato. Oggi quindi avrete notato che non abbiamo sospeso la legge fino al 2023 perché io credo che il Consiglio regionale dovrà confrontarsi per trovare delle modalità per riorganizzare delle misure a sostegno dei costi delle famiglie che tengano in considerazione anche questo intervento ma noi, come Assessorato, ci dobbiamo occupare di altre misure, di misure appunto di riduzione dei consumi o di aumento dell'efficienza energetica, quindi la discussione è aperta cercando delle risorse.
Nell'incontrare le associazioni non ci siamo nascosti, abbiamo detto che il bilancio che presentavamo era un bilancio che cercava di dare delle risposte nella maniera migliore possibile a tutti i settori, cercando anche di tenere nella giusta considerazione le priorità del momento ma ricordando a tutti che questo bilancio - l'assessore Marzi l'ha detto tra le righe ma glielo dico in maniera ancora più forte - avrà un forte innesto di risorse date dalle risorse dei fondi strutturali. Mi pare che il collega Marquis l'abbia sottolineato evidenziando il fatto che questo comporterà un aggravio a livello amministrativo, perché sappiamo tutti quanto è difficile spendere i soldi dell'Europa rispetto agli altri, però questi soldi andranno a dare sostegno a certi Assessorati per sviluppare politiche, per quello che mi riguarda, al sostegno delle politiche energetiche e di altre politiche, nel fondo sociale avremo possibilità di innestare risorse per quanto riguarda le politiche del lavoro, le politiche di coesione sociale, la conciliazione.
Il progetto di bilancio quindi ha tenuto anche in considerazione un fatto: che nel 2024-2025 ci sarà una diminuzione delle risorse ma piano piano dovremo capire cosa potremmo inserire come fondi strutturali, sapendo che poi - e qua condivido quello che dice solamente il collega Aggravi - ci sarà anche il PNRR. Tutti hanno forse enfatizzato e oggi vediamo quanto è difficile utilizzare e soprattutto mettere nella condizione di dare le risposte migliori, però quelle risorse anche arriveranno e saranno risorse da tenere in considerazione. Un bilancio quindi che fa il possibile per dare continuità per quello che ci riguarda alle misure per le imprese, che sono tutte finanziate, per quello che riguarda le politiche del lavoro, che per la seconda volta negli ultimi anni sapete che le politiche del lavoro erano state ridotte a finanziamenti del fondo sociale, oggi ci sono risorse regionali in spesa corrente e, per fortuna, perché con quelle abbiamo potuto misurare delle politiche. Nell'ultimo periodo, nel Consiglio politiche del lavoro abbiamo cercato di piano piano trovare delle misure che diventino più di sistema e meno di risposta soprattutto alle emergenze. È chiaro che tarando queste nuove politiche, alcune cose si riescono a raggiungere, altri obiettivi vanno risperimentati e si cerca di arrivare alla risposta migliore con una collaborazione che ci deve stare tra il mondo del lavoro, forze sociali e imprese. È in questo senso che noi dobbiamo migliorare, cercare di organizzare sempre meglio il nostro progetto di bilancio, perché la riduzione dell'avanzo di amministrazione deve diventare un obiettivo di tutti, cercando però di considerare che lavoriamo per sperimentare e innovare anche certe misure.
Io quindi ritengo che il possibile lo si sta facendo e lo si sta facendo senza rinunciare anche a fare delle cose nuove. Poi capisco che chi ha altre idee possa criticare quello che stiamo facendo, è legittimo; io posso dire che dall'Osservatorio che abbiamo con le associazioni, con il mondo delle imprese, con il mondo del lavoro, in ogni caso è significativo l'apporto che viene dato alle nostre politiche per migliorarle e per dirci che siamo sulla strada di dare delle risposte, magari non complete, magari non esaustive, magari non quello che ci si aspetta in tutti i settori, però la strada che stiamo seguendo è la strada - e sostengo quello che ha detto il collega Marzi - dell'umiltà per cercare di fare in un momento veramente difficile tutto quello che si può fare, sperando di arrivare, di qui alla fine della legislatura a un sistema di programmazione finanziaria che sia molto più rispondente a quello che è stato giustamente osservato anche dai banchi dell'opposizione, perché tutti noi ci aspettiamo di migliorare ancora nella programmazione perché intorno al Palazzo regionale e dentro il bilancio pubblico ci sono le risposte, per seguire il bilancio pubblico, si possono fare, se il bilancio pubblico sa ben programmare, gli investimenti necessari nel mondo del lavoro e in generale nel sistema economico sociale e produttivo.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie colleghi anche per il dibattito, che è sempre foriero anche di suggerimenti e di suggestioni importanti credo per tutto il Consiglio, non solo per chi governa. Io interverrò nel merito di alcuni temi discutendo su alcuni ordini del giorno che sono stati presentati dall'opposizione e sono intervenuto anche diffusamente durante le audizioni e la discussione in aula sul DEFR, quindi ritengo che si siano approfondite molte questioni relative al bilancio che riguarda i due Dipartimenti di cui al momento pro-tempore sono l'Assessore di riferimento, Dipartimento turismo e Dipartimento dei beni culturali. Posso però ribadire che questo bilancio continua a guardare alla cultura e agli ambiti di competenza del Dipartimento turismo, oltre al turismo, anche lo sport e il commercio con l'attenzione dovuta a settori che sappiamo essere strategici e necessitanti di sostegno e di promozione, soprattutto dopo un periodo di grande crisi e di grossi problemi manifestatisi anche a seguito della pandemia e delle crisi finanziarie ed economiche che si sono succedute nel tempo e che hanno toccato soprattutto il settore dell'impresa privata e anche i settori del turismo, dello sport, del commercio e anche quello della politica.
Le risorse del 2023 degli anni successivi, come avete potuto verificare studiando e scomponendo il bilancio, risultano importanti, sia per interventi sul patrimonio culturale pubblico e privato e anche a favore della promo comunicazione culturale, turistica e a sostegno dello sport, che è considerato un importante traino turistico ma anche un elemento fondamentale per la crescita di una comunità sana e in buone condizioni di benessere psicofisico. Naturalmente si sono aumentate le risorse, come avete potuto vedere, per la copertura dei mutui e le attività ricettive, per gli esercizi di vicinato, accogliendo anche un richiamo da parte sia delle imprese che delle opposizioni, si sono incrementati e portati anche a termine progetti e visioni relativamente agli impianti sportivi insieme alle strutture del collega Marzi, ricevono particolare attenzione sempre nell'ottica di un ammodernamento dell'impiantistica sportiva a favore tanto della cittadinanza quanto dei turisti e dei nostri ospiti, che sono per noi una risorsa fondamentale.
Continuiamo a guardare con attenzione anche verso i nostri enti non economici, quindi i maestri di sci, le guide alpine, verso l'ASIVA e i nostri enti strumentali, quindi la Film Commission, il Forte di Bard, sempre in un'ottica di una vocazione della nostra Regione, in particolare per lo sport, per la cultura, per le attività, in particolare outdoor tipiche della montagna e anche di una promozione e conoscibilità del nostro territorio. Crediamo con questo bilancio e con i bilanci degli anni precedenti di aver fatto un provvedimento che guarda all'impresa turistico-commerciale con grande rispetto e attenzione e la politica anche sugli investimenti di cui hanno diffusamente parlato i colleghi negli interventi precedenti lo attesta, così come guardiamo alla reputazione della nostra destinazione, che continua ad aumentare in termini di conoscibilità nel solco anche di un disegno e di un percorso intrapreso dai miei predecessori attraverso un'azione di promozione proprio della destinazione e della costruzione di una vocazione della nostra Regione per un turismo e per un'accoglienza anche di qualità. I dati di bilancio dicono di una stretta correlazione tra il programma di governo, il DEFR e il bilancio, a dimostrazione anche, e questo lo voglio dire, di un'azione di governo coerente in questi due anni e qualche mese di governo della nostra maggioranza.
Sull'avanzo di amministrazione hanno detto i colleghi, posso solo aggiungere che le associazioni imprenditoriali, oltre che una soddisfazione per le misure che sono state intraprese in questi anni a sostegno ancora prima che cominciasse questa legislatura, hanno ribadito la loro soddisfazione per l'attenzione verso l'impresa, verso le imprese turistiche, verso un mondo che effettivamente ha patito moltissimo durante la crisi e la pandemia e oggi durante questa crisi oramai conclamata energetica, ma hanno anche espresso l'auspicio di una politica degli investimenti che crei sviluppo nel tempo e non solo una politica di sostegni temporanei che crediamo abbia fatto il suo tempo e che debba lasciare il posto a investimenti e a provvedimenti di tipo più strutturale.
Presidente - Il Presidente della Regione ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Senza ripetere quanto detto in replica dai miei colleghi e senza entrare nel merito delle questioni puntuali relative ai numeri, ma qualche considerazione la voglio fare anch'io.
Come al solito il dibattito sulla legge di stabilità, in particolare di bilancio, è occasione per uno scambio di punti di vista sull'amministrazione e sull'allocazione delle risorse, come sempre, i punti di vista e le soggettività rispetto a quanto viene fatto e proposto sono leggermente diversi; per fortuna, come abbiamo detto in occasione del DEFR, come diceva il collega Bertschy poco fa, i limiti sono i numeri che, per fortuna, hanno un limite di soggettività, di visione o di prospettiva abbastanza chiara, quindi questo al di là della qualità della valutazione fatta dalle parti sociali, dalle parti datoriali, dagli Enti locali su questo bilancio, che possono essere più o meno positive, i numeri comunque, se letti con lo sguardo giusto, sono numeri assolutamente positivi.
Si è parlato molto nel dibattito e anche nelle repliche della questione degli avanzi, l'analisi tecnica e il punto di vista che è stato portato sugli avanzi, seppur puntuali, sono state abbozzati, perché le analisi per le quali gli avanzi di amministrazione aumentano o diminuiscono sono molto complesse e hanno tantissime variabili che sono difficili da analizzare in maniera sommaria, e l'ha sottolineato bene l'assessore Marzi spiegando da dove nasce anche l'andamento degli ultimi anni, in particolare con il cambio di regole del 2016, il riaccertamento straordinario delle risorse, non voglio ripetere quanto è stato detto in maniera molto puntuale. Anche qualcuno, adesso non ricordo chi, aveva sottolineato l'eccezionalità di alcuni dati sugli avanzi: ad esempio, l'avanzo del 2020, ma sono letture che hanno anche delle ragioni molto reali e molto anche facili da capire. Il 2020 è stato l'anno in cui per dieci dodicesimi dell'anno siamo stati in ordinaria amministrazione, quindi è evidente che l'avanzo di amministrazione era particolarmente importante, solo per fare alcuni esempi.
Credo che questo bilancio, che io spero approveremo domani o dopodomani, sia un bilancio tutt'altro senza prospettive, solido, ancorato su previsioni realistiche e realizzabili; è una cosa banale questa forse? Io non credo perché non è sempre così. Io non ho l'abitudine di nascondermi dietro un dito, come ho già detto tante volte, anche perché ci vorrebbe un dito troppo grande per nascondermi, quindi è impossibile, però credo che, per mettere in campo le risorse, dunque per spendere e quindi anche per evitare che gli avanzi siano importanti, serva una macchina efficiente, una macchina che in questo momento, per quanto ci riguarda, non lo nascondo, lo diciamo da tempo, è in sofferenza, ma, badate bene, non voglio scaricare sulla parte tecnica i problemi dell'Amministrazione, tutt'altro, è esattamente il contrario, è una macchina che, nonostante gli sforzi di tutta la parte tecnica (il coordinatore, i dirigenti, i funzionari, di tutti gli amministrativi), è oggettivamente in difficoltà, quindi una revisione che porti in qualche modo fluidità, efficacia, efficienza nell'azione amministrativa non è più rinviabile, lo diciamo da tempo e devo anche dire che il cantiere, l'abbiamo già detto, è ampiamente aperto da questo punto di vista. È sicuramente una prospettiva di cambiamento non banale che richiede del tempo, che richiede degli sforzi e che richiederà soprattutto del coraggio per essere completamente attuata nelle sue forme. Una revisione che dovrà portare... e vengo anche ad altri interventi che sono stati fatti in particolare rispetto ai problemi di reclutamento del personale... una revisione che anche da quel punto di vista dovrà portare delle importanti forme di novità, perché abbiamo, la necessità di un sistema di reclutamento più dinamico, più efficiente, più moderno mi sentirei anche di dire dal punto di vista molto generale. Non è che questa non sia una questione inserita nella nostra agenda, tutt'altro, è un problema che affrontiamo quotidianamente, come sapete, anche dalle discussioni che facciamo in Consiglio rispetto alle iniziative che voi portate, quindi è un aspetto particolarmente problematico in questo momento ma che si inserisce all'interno di un passaggio articolato di revisione e quindi che lo rende ancora più complesso.
Riguardo invece alla questione posta dal collega Carrel sul comma 7 dell'articolo 7 della stabilità, naturalmente, come avevo già avuto modo di accennare in Commissione, con quella formulazione non si vuole in nessun modo mettere in secondo piano le nostre particolarità linguistiche e il bilinguismo, esattamente il contrario, perché si tratta, così com'è scritta, di una misura che permette in qualche modo proprio di evitare la deroga tout court che è stata presentata da altre Regioni o anche dalla Provincia autonoma di Bolzano, per fare un esempio, su tutte le procedure che riguardano il reclutamento a tempo determinato per il PNRR. Il PNRR ha una connotazione di eccezionalità nella gestione amministrativa che ha inserito tutta una serie di deroghe anche nel reclutamento del personale.
Noi abbiamo preferito con questa soluzione porre in essere due elenchi di idonei in modo da poter scegliere, nell'elenco degli idonei con il bilinguismo in prima battuta, nel caso in cui questi idonei non fossero sufficienti, nel momento in cui l'Amministrazione si trova nel dover scegliere se portare avanti i progetti del PNRR che ha in cantiere senza ulteriore personale, prima scelta, di portarli avanti con il personale eventualmente che non ha il bilinguismo o, terza scelta, rinunciare ai finanziamenti del PNRR. Queste sono le scelte, però con questa formulazione, rispetto all'esclusione tout court, come ha fatto la Provincia di Bolzano, dell'esame della seconda lingua, abbiamo deciso di porre in essere questa soluzione che permette comunque di poter scegliere se rinunciare al finanziamento o se pescare in una graduatoria a tempo determinato con personale che non ha il bilinguismo o altrimenti di procedere diversamente.
Per quanto riguarda gli Enti locali, credo sia stato riconosciuto e condiviso lo sforzo che è stato fatto e anche credo che questo sia un inizio - come è stato detto da diversi e come avevo detto anch'io nella mia introduzione ieri - e che sia un percorso che ha delle tappe ancora molto lunghe e molto complesse.
Abbiamo presentato quattro emendamenti per recepire alcune osservazioni fatte per questioni ordinamentali e non questioni economiche finanziarie da parte del CPEL, come sempre avviene, sono emendamenti della maggioranza che anch'io credo non siano da demonizzare, perché non abbiamo la presunzione di aver fatto due leggi e due documenti perfetti, quindi sono sicuramente migliorabili e gli emendamenti sono ben accetti. Per quanto riguarda gli emendamenti, poi li analizzeremo nel dettaglio, sono emendamenti che riguardano semplificazioni in materia di personale in buona parte, in particolare per quanto riguarda le facoltà assunzionali degli Enti locali, che hanno una natura completamente diversa rispetto all'Amministrazione regionale, poi altre semplificazioni che riguardano il reclutamento del personale per il BIM, quindi questioni abbastanza puntuali.
L'altro aspetto che è stato toccato ancora dai miei colleghi nelle repliche e nel dibattito, che è l'altro macro argomento che sempre c'è quando si discutono i bilanci a tutti i livelli, è la questione delle spese correnti, quindi la necessità di diminuire le spese correnti, lo sappiamo bene, com'è stato ribadito anche dal collega Bertschy poco fa, quanto le spese correnti abbiano una connotazione molto diversa e possano essere lette, come giustamente è stato sottolineato, come degli investimenti in un certo senso e così lo sono.
Mi sento solo di sottolineare - e l'ha già fatto l'assessore Marzi ma lo voglio sottolineare anch'io - come sia interessante che in questa lettura, nello stesso intervento, si sia parlato della necessità di diminuire le spese correnti e dall'altra di inserire nuovi contributi. Questa è veramente una visione particolare che mi ricorda dinamiche della fisica che mi sono tanto care, visioni indeterministiche alla base della meccanica quantistica, senza entrare nel merito, ma perché così è, mi viene in mente il dettato di Schrödinger per chi conosce il paradosso ma che appunto è un paradosso. Come mi ricorda sempre il collega Aggravi, la contabilità non è come la fisica per fortuna, ma che nello stesso intervento, da un lato, si vogliono aumentare i contributi e, dall'altro, diminuire le spese correnti, è piuttosto interessante. Com'è stato detto, questo è un bilancio che non è perfetto, che non è privo di mancanze, ma io credo sia il bilancio migliore che in questo momento potevamo fare con le risorse a nostra disposizione. Abbiamo cercato di dare in un momento molto difficile, com'è stato detto, le migliori risposte possibili alla nostra popolazione.
Presidente - Abbiamo finito le repliche e passiamo... ha chiesto la parola il consigliere Padovani per mozione d'ordine.
Padovani (FP-PD) - Per chiedere una sospensione per una riunione dei gruppi di maggioranza per visionare gli ordini del giorno pervenuti.
Presidente - Propongo, considerata l'ora, che la sospensione coincida anche con il cambio d'aria dei locali. Dopo riprendiamo con gli ordini del giorno senza fare ulteriori sospensioni per arieggiare i locali.
La seduta è sospesa dalle ore 16:36 alle ore 17:42.
OGGETTO N. 2067/XVI - Trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del DL n. 82 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2023/2025) e del DL n. 83 (Bilancio di previsione per il triennio 2023/2025). (Reiezione di cinque ordini del giorno. Ritiro di sei ordini del giorno. Approvazione di un ordine del giorno)
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori del Consiglio dopo la sospensione. A questo punto bisogna affrontare gli ordini del giorno che sono pervenuti alla Presidenza. L'ordine del giorno inizia con quelli presentati dal gruppo della Lega. Ricordo che le modalità di discussione degli ordini del giorno sono strutturate nella presentazione, nella replica da parte del Governo e in un intervento per ogni gruppo consiliare. Possiamo iniziare, come dicevo, con gli ordini del giorno della Lega. La parola alla consigliera Foudraz per l'ordine del giorno n. 1 della Lega.
Foudraz (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno vuole andare nella direzione di agevolare le migliaia di famiglie valdostane, che, per evidenti difficoltà economiche legate all'anomalo andamento storico, sotto innumerevoli punti di vista, stanno attraversando momenti molto difficili. Con quest'iniziativa si vuole proporre al Governo regionale di valutare, per l'anno 2023, qualora si adottassero provvedimenti normativi a sostegno del reddito delle famiglie valdostane, la possibilità di presentare le domande inoltrando in prima istanza la Dichiarazione Sostitutiva Unica, ovvero la DSU per intenderci, e solo successivamente la produzione del documento dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, l'ISEE. Per quale motivo viene avanzata tale richiesta? Conosciamo tutti bene le realtà e le difficoltà che i tanti Valdostani incontrano nell'ottenere in tempi brevi l'ISEE, che permette loro di inoltrare le relative domande a sostegno della loro condizione economica, difficoltà che sono state anche evidenziate durante le numerose audizioni effettuate in sede di Commissioni consiliari regionali da parte dei rappresentanti dei centri di assistenza fiscale del nostro territorio, difficoltà che non sono certamente da imputare agli operatori dei vari centri di assistenza fiscale che, per riuscire a soddisfare le richieste della maggior parte degli utenti, hanno fatto in passato e fanno tuttora salti mortali. Difficoltà che non possono nemmeno essere imputate agli utenti, perché il più delle volte gli aiuti vengono messi in campo oggi per domani. Queste difficoltà direi che sono legate appunto ai tempi molto stretti entro i quali spesso vengono aperti i termini di presentazione delle istanze di sostegno. Una programmazione più accurata delle misure da attuare per il sostegno alle categorie più fragili consentirebbe sicuramente l'accesso a una platea più ampia di beneficiari.
Con l'ultimo intervento di aiuti, approvato con la legge regionale 21/2022, per intenderci quello che è stato più volte richiamato in questa due giorni in aula, ovvero il bonus social VdA, la platea prevista, in base ai dati pervenuti dall'INPS che ci erano stati comunicati in Commissione consiliare, doveva ricadere su circa 11.300 famiglie valdostane, famiglie valdostane che avevano un ISEE fino a 20 mila euro. Abbiamo appreso in questi giorni che le famiglie che hanno potuto accedere all'aiuto sono state 8.342; questo vuol dire che 3.000 nuclei familiari non sono riusciti a presentare la domanda, 3.000 famiglie sono tantissime su una popolazione totale di circa 125.000 abitanti, famiglie che hanno sicuramente bisogno di un'attenzione particolare perché con un ISEE che arriva a 20 mila euro non c'è molto margine per poter vivere con serenità.
Ieri durante la lettura della relazione al bilancio predisposta dal consigliere Malacrinò ho sentito dire che probabilmente tante famiglie non si sono recate negli uffici preposti all'inoltro delle domande perché si sentono a disagio nel dover dichiarare la loro condizione economica; in parte quest'affermazione potrebbe corrispondere a realtà, ma credo solo in parte. Penso invece che la motivazione principale sia proprio da ricondurre ai pochi giorni che le famiglie avevano davanti a loro per presentare la richiesta: meno di un mese, perché il portale informatico era accessibile dal 18 ottobre al 15 novembre e sicuramente queste famiglie non erano in possesso dell'ISEE, documento essenziale per procedere nei vari passaggi previsti con l'invio telematico della domanda: ecco perché riteniamo corretto proporre questo genere di modifica, una modifica che consentirebbe, con la presentazione della DSU e solo in seguito dell'ISEE, un trattamento paritario per tutte le famiglie che attraversano dei momenti di fragilità, dando quindi la possibilità a tutti di accedere al beneficio senza escludere nessuno, senza attuare disparità di trattamento. Peraltro questa modalità viene già attuata per l'accesso ad altri benefici, come, ad esempio, per le borse di studio universitarie, sarebbe quindi opportuno che le procedure in questi settori attuate dall'Amministrazione regionale andassero tutte nella stessa direzione, che siano rese uniformi, visto che sempre di aiuti si parla, un'uniformità con il solo scopo di agevolare le famiglie valdostane, famiglie bisognose che vengono escluse dalla possibilità di ottenere forme di sussidio stabilite dalla nostra Regione.
Preso atto dunque delle relazioni ai disegni di legge n. 82 e n. 83, con quest'ordine del giorno il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a valutare la possibilità per l'annualità 2023, nella definizione di eventuali provvedimenti normativi a sostegno delle categorie socialmente più fragili residenti nel territorio della Regione autonoma Valle d'Aosta, di presentare la relativa domanda di aiuto o sostegno al reddito corredata in prima istanza con la sola DSU e solo successivamente integrandola con l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, l'ISEE, onde permettere l'accesso a tutti i possibili fruitori di eventuali sussidi previsti da norme regionali.
Presidente - Per il Governo ha chiesto la parola all'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Riguardo a quest'ordine del giorno, comunico che noi, come Dipartimento politiche sociali, per quello che ci riguarda, è possibile presentare le domande di contributo con la sola presentazione della DSU. L'ISEE è richiesto solo ai fini dell'erogazione del contributo in quanto la DSU non contiene gli importi e la scala di equivalenza del nucleo richiedente.
Per quanto riguarda il bonus social, invece, è stata prevista la sola presentazione dell'ISEE perché i tempi erano estremamente stretti, quindi potevamo concludere la procedura nei tempi richiesti, cioè che l'impegno finanziario entro i termini richiesti perché essendo appunto un finanziamento relativo al 2022 non avevamo i tempi.
Questo tipo di problematica è una problematica, come dicevo, che come Politiche sociali è già stata affrontata, e la si sta ancora analizzando, penso che ci sia una valutazione in sede di Commissione, ma la si stava già comunque analizzando eventualmente per diffonderlo anche ad altre strutture. Per questo motivo io propongo l'astensione da parte del Governo su quest'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Foudraz.
Foudraz (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Noi non ritireremo quest'ordine del giorno ma lo porteremo al voto, perché non ritengo sia sufficiente questo tipo di risposta dato che reputo che uniformare per tutti i settori l'inoltro delle domande sia un vantaggio che può agevolare tutte le famiglie valdostane. Porteremo pertanto al voto l'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Per dire che sosterremo quest'ordine del giorno, anche se ci chiediamo... so che la collega Foudraz non può più replicare, però ho dimenticato di chiederle prima un chiarimento: nell'impegnativa si chiede che in prima istanza si presenti la sola dichiarazione sostitutiva, la DSU, e solo successivamente l'integrazione con l'ISEE. Ci sono delle situazioni in cui le famiglie, proprio perché sanno che redigere l'ISEE richiede tempo, molto in anticipo chiedono già ai patronati di procedere alla redazione dell'ISEE, quindi era capire se in ogni caso si presenta prima la DSU o se qualcuno che ha già invece fatto preparare l'ISEE può accedere con quello, però il senso dell'ordine del giorno è comunque quello di andare nella direzione di agevolare il più possibile la presentazione delle domande, quindi noi lo sosterremo.
Presidente - Un minuto per un chiarimento per maggiore chiarezza dell'ordine del giorno.
Foudraz (LEGA VDA) - L'ordine del giorno va proprio in quella direzione, proprio per permettere alle famiglie che non si sono prese per tempo - perché comunque gli aiuti escono, come ho detto, prima oggi per domani, perché non sono strutturati annualmente - che non sono in possesso dell'ISEE, di poter accedere alla domanda, alla piattaforma informatica in prima istanza solo con la DSU e solo successivamente integrandola con l'ISEE.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo dunque all'ordine del giorno successivo: il n. 2 della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno riguarda il mondo dell'arte e della cultura. Sappiamo dell'importante lavoro di promozione dell'artigianato tradizionale che si è svolta negli anni grazie al connubio di intenti rivolto al settore museale, didattico ed espositivo, ma le attività legate al settore tradizionale per loro stessa natura non possono comprendere la totalità espressiva del mondo artistico valdostano e non. È un settore, ovviamente, regolato quello dell'artigianato per sua stessa natura come dicevo, regolato nei materiali e spesso mi dicono anche nei temi, cioè se qualcuno ha in questo caso una scultura con dei temi particolari che non rientrano nel mondo tradizionale, questi temi vengono in qualche modo scartati. Sappiamo dell'esistenza, adesso in parte sommersa e slegata alla grande promozione dei canali ufficiali regionali, seppur qualcuno c'è, di una proposta artistica più ampia e variegata.
Sappiamo quanto sia importante, e posso dirlo anche come artista, il confronto artistico con realtà esterne che ha sempre portato indubbi vantaggi e alla crescita sia degli artisti valdostani che dei fruitori dell'offerta culturale della nostra Regione e sappiamo ancora che in Valle esistono già consolidate e rinomate realtà regionali che si occupano di arte contemporanea con musei e sedi espositive regionali, quali, ad esempio, il Castello Gamba e la Chiesa di San Lorenzo.
Ora, uniamo un po' questi elementi tutti insieme: Assessore, io credo che questa sia una proposta innovativa, sensata e fattibile. Quello che le chiediamo è in generale di promuovere interventi a favore dell'arte di tipo contemporanea, quindi slegato al settore dell'artigianato tradizionale che proprio anche riguarda un Assessorato diverso dal suo, quindi le chiediamo in questo caso di avere un'attenzione per quello che è un po' l'altro lato della luna, quello che è rimasto un po' sicuramente più oscurato, più al di fuori delle luci in questi anni, e come? Quello che le proponiamo è la creazione di una biennale di scultura contemporanea, senza limiti di materiale utilizzato; per biennale intendo un concorso, chiarisco anche un po' per i non addetti ai lavori che sono tematiche un po' specifiche, quindi un concorso, ovviamente non è un'idea innovativa in generale perché esistono biennali di altro tipo in altre parti d'Italia. Una biennale di scultura contemporanea in Valle, perché scultura? Perché è più semplice partire da un settore più specifico e poi, se la cosa dovesse funzionare, se si rivelasse di una certa validità, è un sistema che può essere utilizzato anche per altri tipi di arte.
La proposta che le facciamo è aperta a due categorie: la prima riservata ai soli residenti qui in Valle e la seconda invece aperta anche agli artisti fuori dalla Valle. Qual è il fine? Il fine è nel primo caso dei Valdostani censire l'attività artistica valdostana di questo tipo e, dall'altro, di ampliare l'offerta culturale e attrarre nuovi artisti nella nostra Regione.
Riguardo al budget, tanto per dare delle grandi linee, non sono budget elevatissimi, potrebbero essere premi in denaro per i primi classificati, visibilità che è possibile dare in molte strutture regionali, in molte parti della Regione o anche al di fuori, per gli altri. Ci sono talenti in Valle di livello nazionale e internazionale che riguardano la scultura di tipo contemporaneo? Lo sapremo, potremmo saperlo, sicuramente ce ne sono, sicuramente sarebbe una condizione per creare quell'humus anche culturale che potrebbe favorire ai talenti di esprimersi e quindi è un elemento importante, quindi le chiediamo di valutare il nostro ordine del giorno.
Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega Perron per la suggestione non intesa nel senso francofono di suggerimento ma proprio perché la proposta è suggestiva e peraltro è una proposta che variamente mi è già stata fatta non solo da scultori che alle volte si annoverano tra l'artigiano e l'artista contemporaneo, alle volte un po' mescolando e confondendo i livelli. Mi è già stata fatta anche, per esempio, da cenacoli di pittori valdostani, i quali sarebbero interessati anche loro a una biennale, hanno proprio usato questa terminologia della pittura contemporanea, anche sulla letteratura, per esempio, qualcuno ha proposto, questo è un tema che piano piano, attraverso anche la nascita della Saison Littéraire, per esempio, l'organizzazione di un premio letterario valdostano aperto sia ai Valdostani che fuori. Sono temi e proposte suggestive ma che rientrano in una programmazione che può essere presa in considerazione, ma sicuramente va programmata su tempi più lunghi che non attraverso un impegno generico di creazione di qualcosa che io potrei anche dirle: "va bene", poi siccome non ci sono delle tempistiche e non c'è nulla... Diciamo che è nostro interesse far crescere le forme di linguaggio contemporaneo che peraltro le frequenti mostre e iniziative alle quali spesso ha partecipato anche lei, dimostrando anche grande interesse verso il tema, al Gamba ma anche al Forte di Bard nelle nostre aree espositive dimostrano comunque questa volontà, cioè la volontà in qualche modo di valorizzare anche quelle forme che non sono annoverate all'interno della concezione di artigianato di tradizione ma forme artistiche diversamente declinate e sulle quali peraltro io mi sono confrontato anche con le strutture, non è facile dare una definizione chiara e univoca.
Le forme artistiche contemporanee hanno già trovato e trovano spesso ospitalità sia al San Lorenzo che al Gamba, ma allo stato è piuttosto inimmaginabile una biennale così strutturata, intanto perché rischierebbe - ripeto - di incrociarsi in questo momento con forme artistiche che non possono essere troppo annoverate in un ambito piuttosto che in un altro. Noi possiamo impegnarci... e questo glielo chiedo proprio anche per arrivare a un accordo, perché credo che su questi temi non ci sia la volontà della vispolemica o di infilarlo con chissà quale proposito di altro genere... ma noi ci possiamo impegnare a valutare anche, insieme all'Assessorato del collega Bertschy, quindi dell'Assessorato dell'artigianato, delle forme di valorizzazione della scultura contemporanea, ma io non me la sento oggi di dirle che sarà fattibile l'organizzazione di una biennale della scultura contemporanea. L'impegno è quello, se vogliamo assumercelo in via informale o comunque non formalmente legato a un ordine del giorno, di capire come fare a valorizzare maggiormente a questo punto la scultura contemporanea e le altre forme di arte contemporanea in modo tale che non sia solo più l'artigianato di tradizione ma che si possa valorizzare in maniera più ampia. Le chiederei quindi di ritirare, se possibile, quest'ordine del giorno. altrimenti ci asteniamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Da parte mia sono disposto anche a modificare un po' l'iniziativa, l'impegnativa, troviamo un accordo tanto per mettere un punto fisso di direzione di visione che viene presa, mi pare che lei sia d'accordo su questo, non ho capito benissimo ma è questo che le ripropongo io, a questo punto prendiamo la parte dell'impegnativa che riguarda la valorizzazione della scultura di tipo contemporaneo, la modifichiamo, cominciamo a mettere un punto come ordine del giorno e una direzione e poi più avanti si troverà il modo di metterla a terra in maniera più specifica. Questa è la proposta ancora che le faccio io, troviamo una quadra e mettiamo un punto; è una cosa sentita da molti artisti, non è che me la sono inventata io, ho parlato con molta gente del settore che mi ha raccontato di quest'esigenza, so che può essere fattibile e troviamo un terreno di accordo. Questa non è una discussione di tipo politica, come sa io sono su sponde molto diverse dalle sue politicamente, ma questo non pregiudica nulla. In questo caso io sono d'accordo con lei a venirle incontro, mettiamo questa cosa in via un po' più generale come un modo per mettere un punto oggi verso la scultura di quel tipo contemporaneo e si mette ai voti così. Mi dica lei.
Presidente - Un minuto assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - L'impegnativa è comunque un'impegnativa che è molto mirata e così com'è scritta va nella direzione, dal titolo in poi, verso un prodotto che è quello della biennale di scultura contemporanea e non di un ragionamento e di un'attenzione verso l'arte contemporanea. Quello che le dicevo io è che noi ci possiamo impegnare ad attenzionare maggiormente il tema che lei ha posto sul tavolo ma né con delle tempistiche, né con degli impegni precisi assunti sotto forma di ordine del giorno. Questo è quanto.
Presidente - Consigliere Perron, è già intervenuto... soltanto che sia un po' breve... a lei la parola.
Perron (LEGA VDA) - A questo punto io prendo l'impegno teorico che lei lascia... io lo ritiro così posso anche più avanti valutare altre iniziative. Porto a casa il suo impegno, anche le persone che mi hanno segnalato questa cosa e che credono in progetti di questo tipo... che ci sarà un'attenzione precisa su questo punto. Ritiro quest'ordine del giorno anche perché più avanti a questo punto ci sarà, secondo me, la possibilità di riparlarne nello specifico.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato, passiamo al seguente, ordine del giorno n. 3. Ha chiesto la parola il consigliere Brunod per l'illustrazione, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Abbiamo preso atto dei contenuti riportati nei disegni di legge n. 82 e n. 83 e nel documento di economia e finanza regionale per il triennio 2023-2025. Nel paragrafo 1.8 della Sezione 3 del DEFR vengono trattati i temi relativi all'Assessorato beni culturali, turismo, sport e commercio; rileviamo che nel paragrafo relativo allo sport si apprende che una delle priorità del settore sarà procedere a una verifica degli attuali strumenti di sostegno a favore dello sport, così come definiti dalla legge n. 3/2004, individuando gli strumenti che si sono rilevati nel tempo scarsamente utili alla crescita del movimento sportivo valdostano e individuandone eventuali ulteriori e diversi.
Tenuto conto che il Capo IV della legge regionale 3/2004 disciplina le sponsorizzazioni nel settore sportivo e che la delibera di Giunta regionale 1096 del 9 agosto 2019 definisce le disposizioni attuative del Capo IV della legge 3/2004, evidenziamo anche che già nel DEFR 2022-2024 la medesima tematica era già evidenziata come una delle priorità del settore.
Abbiamo appreso che, in data 21 novembre 2022, è stata approvata la DGR n. 1435 avente il seguente oggetto: "Approvazione della pubblicizzazione dell'immagine turistico-sportiva della Valle d'Aosta mediante la sponsorizzazione per la stagione agonistica invernale 2022-2023 ai sensi della legge 3/2004 e dalla DGR 1096/2019 di atleti valdostani praticanti le discipline invernali sportive.
Tenuto conto che l'articolo 38 del Capo VIII, "Disposizioni in materia di sport e turismo" e il DL regionale n. 82 prevede alcune modifiche alla legge regionale 1° aprile 2004 n. 3, rileviamo che nella Missione 6, "Politiche giovanili, programma sport e tempo libero" al capitolo "Spese di sponsorizzazione atleti sportivi valdostani", nel bilancio di previsione 2023-2025 sono previsti in bilancio 130 mila euro annui per gli anni 2023-2024-2025, cioè il medesimo importo che era già stato previsto per il 2022.
Rimarchiamo che nel corso di questa legislatura in più occasioni abbiamo presentato iniziative che evidenziavano alcune criticità e limitazioni di questa parte della legge e delle relative disposizioni applicative.
Tenuto conto che il comma 2 dell'articolo 23 del Capo IV della legge 3/2004 prevede che le domande di sponsorizzazioni siano presentate annualmente alla struttura competente a pena di decadenza entro il 30 settembre, relativamente gli atleti praticanti le discipline invernali e entro il 31 marzo relativamente agli atleti praticanti le altre discipline sportive.
Riteniamo che sia molto importante portare a termine al più presto la verifica degli attuali strumenti di sostegno a favore dello sport in modo tale che gli atleti praticanti le altre discipline sportive possano effettuare le domande di sponsorizzazione con scadenza al 31 marzo 2023 facendo riferimento a nuovi criteri e strumenti maggiormente rispondenti alle attuali esigenze del mondo sportivo valdostano.
Il Consiglio regionale quindi impegna il Governo regionale a predisporre la verifica e revisione degli attuali strumenti di sostegno a favore dello sport, così come definiti dalla legge 3/2004, in modo particolare per quanto riguarda il Capo IV della legge 3/2004 e le relative disposizioni attuative in modo tale che gli atleti praticanti le altre discipline sportive possano presentare le domande di sponsorizzazione con termine previsto entro il 31 marzo 2023, facendo riferimento a nuovi criteri e strumenti maggiormente rispondenti alle attuali esigenze del mondo sportivo valdostano.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Credo che lei, collega, sappia che se si vuole rivedere entro i primi mesi dell'anno la normativa nel senso da lei auspicato, ciò non è possibile perché, come lei sa, i tempi richiesti per una riflessione in tal senso, anche da farsi, tra l'altro, con il CONI, l'ASIVA e le Federazioni, sono troppo ristretti per arrivare al varo di nuove regole entro la prima scadenza di febbraio e marzo, quindi non ci sono i tempi tecnici, così come non esiste la possibilità neppure in questa fase, quindi in prospettiva dell'anno prossimo, d'incrementare le risorse se non andando a pescare nelle risorse che già sono state aumentate, tra l'altro, delle manifestazioni sportive. È qualcosa quindi che si potrebbe fare aumentando il budget ma non credo che al momento questo sia l'interesse né suo, né nostro. Peraltro il tema delle sponsorizzazioni è un tema che abbiamo discusso, noi l'abbiamo inserito nel DEFR perché sin dall'insediamento, anche confrontandomi con i colleghi che prima di me hanno fatto il mio mestiere, quindi hanno molta più esperienza di me... è un tema che praticamente già da quando è entrata in vigore la legge 3/2004 è stato in qualche modo oggetto di ripensamenti, di valutazioni, eccetera, senza che poi si sia mai arrivati a trovare una quadra, perché, come lei sa, il tema delle sponsorizzazioni è un tema che va a toccare i diritti alla tutela dell'immagine, i diritti di altri sponsor a essere valorizzati, sponsor che possono, come lei sa, soprattutto sugli atleti di alto livello, investire moltissime centinaia di migliaia di euro, cose che, per esempio, la Regione Valle d'Aosta non è in grado di fare.
Oggi la normativa è una normativa di fatto di sostegno, come lei sa, sono praticamente dei contributi che vengono dati ad atleti regionali sulla base di valutazioni tecniche, quindi la visibilità dell'atleta, l'importanza della disciplina anche da un punto di vista del percepito regionale, degli investimenti, eccetera. Per poter cambiare questa disciplina, a nostro parere, occorrerebbe proprio non riformare il Capo IV ma proprio abrogarlo del tutto e cercare di capire come fare in qualche modo a essere anche più liberi rispetto a una vera forma di valorizzazione degli atleti di alto livello, degli atleti che in qualche modo sono testimonial della nostra Regione e degli sport che praticano. Questo però vuol dire che queste forme di sostegno, oggi lei ha citato la delibera, sono limitate ad alcuni atleti di rilievo regionale che però sono anche conosciuti, in qualche modo verrebbero meno. Le due cose quindi devono essere contemperate; affinché vengano contemperate, anche per andare nella direzione che ci siamo dati sul DEFR, noi abbiamo assegnato ai nostri due dirigenti... l'anno scorso proprio con un obiettivo dirigenziale, dal quale poi è emanato uno studio preciso, che ha evidenziato come effettivamente questo tipo di sostegno non può essere fatto sulla base di leggi e regolamenti e di fatto fatti sotto forma di contributo.
Il tema quindi è all'ordine del giorno, lo è dal 2004, è un tema di non facile soluzione sul quale abbiamo coinvolto - ripeto - anche esperti di immagine di tutela dei diritti di immagine e dei diritti di sponsorizzazione. Lo stiamo vedendo ma non è possibile ovviamente nei termini che lei indica, perché tecnicamente questi termini non sono fattibili, quindi non è possibile approvare quest'ordine del giorno, ma in ogni caso, com'è scritto nel DEFR e nel nostro programma, stiamo andando avanti con l'idea di arrivare comunque a una soluzione che contemperi l'esigenza di sostegno di atleti e dall'altra parte l'esigenza di visibilità per la Valle d'Aosta utilizzando atleti di alto livello e di grosso calibro internazionale e nazionale.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Non siamo pienamente soddisfatti di questa sua risposta perché più o meno, se si ricorda bene, già un anno fa abbiamo proprio trattato questo tema e, se non mi ricordo male, un anno o comunque ancora più di un anno fa anche alcuni suoi colleghi di maggioranza avevano proprio inerente al discorso delle sponsorizzazioni dei settori giovanili, evidenziato che c'erano queste criticità, queste difficoltà, soprattutto nel sostegno dei giovani in quanto - adesso riportiamo a titolo esemplificativo l'importo è di 500 euro lordi ad atleta, sempre che le risorse siano sufficienti - ritenevamo un po' tutti che erano scarse.
È passato un anno e siamo sempre allo stesso punto, è un po' questo che a noi dispiace, poi capiamo che magari in pochi mesi non è che così semplice rivedere una normativa, però se andiamo indietro di più di un anno, capiamo che siamo già come tempistiche più di un anno. È questo che noi vogliamo mettere in evidenza e, come lei ha ben detto, leggendo il comma 2 dell'articolo 19, che recita: "per le finalità di cui al comma 1 la Regione attua specifiche azioni e sponsorizzazioni riferite ad atleti e sportivi praticanti le rispettive discipline sportive ai più alti livelli tecnico-agonistici"... è un peccato che quello che c'è scritto qua poi, come lei anche lei ha spiegato, con i fatti non si può fare per ovvi motivi che la Regione non riesce a concorrere da quanto viene fatto dai privati, però è un dispiacere che passano gli anni e purtroppo non riusciamo a sfruttare al meglio le potenzialità che potremmo avere attraverso diciamo delle formule tutte da studiare dove sfruttare l'immagine di questi grandi campioni delle varie discipline che la Valle d'Aosta possiede, anche se siamo piccoli, abbiamo delle eccellenze nei vari settori, quindi anche se lei ha detto che vi asterrete, noi lo votiamo lo stesso per mettere in evidenza che su questo tema bisogna cercare di lavorare in fretta per sfruttare al meglio le potenzialità che può avere questa parte di sponsorizzazioni e soprattutto sfruttare le nostre eccellenze in campo sportivo per veicolare al meglio la nostra Regione.
Presidente - Non vedo altre richieste, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 4, sempre del gruppo della Lega. Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - L'ordine del giorno nasce in realtà non soltanto dall'analisi di questi documenti di bilancio e dall'importanza che i fondi che arrivano dall'Europa rivestono per lo sviluppo delle progettualità legate al territorio, ma anche già in parte dalla discussione, dal confronto che si era avuto legato appunto al documento di economia e finanza.
Sappiamo tutti che la Valle d'Aosta, dopo le vicissitudini che tutti conosciamo, ha trovato una realtà a cui è stata assegnata la titolarità dei fondi del cosiddetto "bando borghi", sappiamo che per l'appunto è il Comune di Arvier che si adopererà per sviluppare il progetto denominato "Arvier agile e la cultura per il cambiamento". Un progetto che sappiamo avere, come da descrizione, tre filoni fondamentali di indirizzo: quello della ricerca e della sperimentazione, quello del confronto di realtà, ci sono numerosi partner che lo sponsorizzano e anche quello della divulgazione scientifica con la realizzazione di un museo sul futuro alpino.
Nel corso dell'esame del documento di economia e finanza era anche capitato... o quando si è parlato di ricerca, si è parlato anche di potenziali iniziative che potevano nascere, o forse dovevano anche nascere intorno a questa realtà, ne cito una fra tutte... o, meglio, sono tante le progettualità di rafforzamento della ricerca e di finanziamento a vario titolo delle attività di ricerca.
Abbiamo letto a metà novembre scorso che c'erano ancora però delle notizie riguardo a un'attesa rispetto al decollo di questo progetto e la sua concretizzazione, per questo riteniamo che potrebbe essere utile capire qual è lo stato di avanzamento della concretizzazione di questo progetto e soprattutto eventualmente, a fronte appunto di un confronto che può nascere, e noi abbiamo proposto di coinvolgere le Commissioni competenti per audire l'Assessore regionale competente e i referenti promotori, nonché ogni altro soggetto che eventualmente è utile a questo tipo di confronto e che è coinvolto nel progetto, di comprendere lo stato di avanzamento della messa in opera del medesimo e - perché no? - eventualmente anche valutare delle attività, delle iniziative, collaterali che possono essere d'aiuto, di sostegno o anche sfruttare l'impatto che una cifra come quella stanziata dal bando borghi ha e può avere sull'area destinataria di questo finanziamento. Pertanto l'impegnativa dell'ordine prevede: "impegna i Presidenti delle competenti Commissioni consiliari in materia a convocare in audizione l'Assessore regionale competente, i referenti e i promotori del progetto "Arvier agile", nonché ogni altro soggetto coinvolto a vario titolo nel progetto al fine di comprenderne lo stato di avanzamento delle attività di messa in opera dello stesso.
Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Se permette, rispondo io e non i Presidenti delle Commissioni. Ci siamo confrontati e per noi non vi è assolutamente alcun problema, anzi, è un modo anche per mettere a punto questo processo, che sappiamo essere un processo non facile perché coinvolge una piccola comunità con delle organizzazioni che vanno strutturate con delle professionalità e con una serie di operatività che effettivamente richiedono un'attenzione particolare. Per noi quindi non è un problema approvare quest'ordine del giorno e poi sarà compito dei Presidenti delle Commissioni, adesso non so quali saranno le Commissioni competenti, lo verificherete voi anche in base alle ricadute, ma non è un problema per noi votare favorevolmente.
Presidente - Posso mettere in votazione? Metto in votazione, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.
L'ordine seguente è il n. 5 sempre della Lega. Consigliere Brunod a lei la parola.
Brunod (LEGA VDA) - Preso atto dei contenuti riportati nei disegni di legge n. 82 e n. 83 e nel documento di economia e finanza 2023-2025, rileviamo che l'articolo 23 del Capo V "Interventi in materia di sviluppo economico" del disegno di legge n. 82 si occupa dei programmi d'investimento oggetto di cofinanziamento europeo e statale. La mozione presentata nella seduta del Consiglio regionale del 21 aprile 2021 aveva come oggetto l'impegno a modificare l'attuale percorso previsto dal progetto "Bassa Via della Valle d'Aosta" al fine di inserire i comuni di Pontey e Champdepraz nell'itinerario del progetto, ricordiamo che il testo dell'impegnativa della mozione era il seguente: "il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a portare avanti in tempi brevi le iniziative necessarie per prendere in considerazione la problematica sopra esposta e quindi nell'ottica di una migliore e più completa promozione e valorizzazione di tutte le località a media e bassa quota dell'Adret e dell'Envers della Valle d'Aosta, procede attraverso le azioni più idonee a inserire nel percorso anche i comuni di Pontey e Champdepraz, unici due comuni del Fondovalle della Regione Valle d'Aosta non rientranti nell'itinerario del progetto "Bassa Via della Valle d'Aosta" attraverso una modifica dell'attuale percorso con le varianti proposte dai Comuni interessati per valorizzare al meglio le loro peculiarità, itinerario che ad oggi non è ancora stato ultimato nell'esecuzione dei lavori in maniera definitiva e, di conseguenza, andando anche a rielaborare tutte le integrazioni e variazioni necessarie che si riferiscono all'aspetto della promozione del prodotto turistico "Bassa Via della Valle d'Aosta" nella sua totalità". Rimarchiamo che l'Assessore competente nella sua risposta affermò che i principi e i contenuti espressi nella mozione erano più che condivisibili ma che la maggioranza avrebbe espresso un voto di astensione per una questione legata alle tempistiche del progetto in fase ormai di ultimazione e per questioni legate alle procedure relative al cofinanziamento dal programma operativo regionale investimenti per la crescita, FESR 2014-2020.
Ricordiamo che in data 25 giugno 2021 presentammo anche un'interpellanza per chiedere se all'interno dei vari filoni progettuali del piano integrato Pa.C.E. vi era la possibilità e l'intenzione di prendere in considerazione l'impegnativa della mozione citata sopra.
Tenuto conto che il 12 settembre 2022 è stato approvato dalla Commissione europea il programma regionale FESR 2021-2027 della Regione autonoma Valle d'Aosta per un valore complessivo di 92.489.293 euro, abbiamo appreso che tale programma 2021-2027 del FESR prevede di sostenere nel prossimo settennio i seguenti tre obiettivi strategici: OP1, "Un'Europa più competitiva e intelligente", OP2, "Un'Europa resiliente, più verde e a bassa emissione di carbonio", OP4, "Un'Europa più sociale, rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell'inclusione sociale e nell'innovazione sociale".
Prendendo atto che la Giunta regionale, con delibera di Giunta 1211 del 17 ottobre 2022 ha preso atto della decisione di esecuzione della Commissione europea che approva il programma FESR 2021-2027, riteniamo che, in riferimento ai nuovi finanziamenti legati al FESR 2021-2027, sarebbe molto importante valutare la possibilità di poter prendere nuovamente in considerazione i contenuti espressi nel testo della mozione con l'obiettivo di ottenere una più ampia e completa promozione e valorizzazione delle peculiarità del nostro territorio che si trovano nelle vicinanze dell'attuale percorso del "Cammino Balteo" e che ben si presterebbero per essere integrate nell'itinerario.
Il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a valutare la possibilità di poter prendere nuovamente in considerazione i contenuti espressi nella mozione, oggetto n. 495, citato nelle premesse e verificare se essa possa rientrare all'interno dell'obiettivo strategico OP4, "Un'Europa più sociale, rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell'inclusione sociale e nell'innovazione sociale" del programma FESR 2021-2027.
Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Le risposi io nel 2021, le rispondo io anche oggi, ma confesso che, per quello che riguarda i fondi FESR, mi sono confrontato con il collega Caveri che ringrazio. Gli interventi proposti sono molto localizzati, sono molto puntuali e non si prestano particolarmente a essere inseriti in un fondo di ampio respiro come il FESR; tra l'altro, i fondi per questa programmazione sono già destinati e quindi difficilmente si troverebbe in quella programmazione una possibilità e un'opportunità di finanziamento.
Il complessivo intervento sul "Cammino Balteo" trovò il finanziamento con tali fondi, ma era un intervento ovviamente di un certo spessore, con un ritorno anche culturale per via del collegamento dei vari castelli. Io ricordo all'epoca da Sindaco ci fu un coinvolgimento di tutti i Comuni coinvolti ma di tutti i Comuni in generale, perché poi se ne parlò anche al Celva, un confronto che permise ai vari Comuni di proporre delle varianti, degli interventi che andavano magari a offrire al territorio che magari inizialmente non erano stati tenuti in considerazione. Comunque tutte le possibilità, perché poi l'oggetto dell'iniziativa è oggetto anche di confronto con i Sindaci coinvolti, sono allo studio dell'Assessorato e delle Amministrazioni con le quali ci siamo coinvolti anche grazie alle sue iniziative. In tal senso forse il FEASR a cui fa capo il PSR, i fondi leader, ad esempio, saranno sicuramente più adatti. Tale programmazione è in via di definizione, sarà definita più avanti, anche attraverso il GAL, come, ad esempio - un esempio l'abbiamo dal passato bando -, con la misura 7.5 che era destinata alla sentieristica comunale. Sicuramente quindi si faranno dei ragionamenti insieme ai Comuni tenendo conto di tutto ciò. Per il momento io chiederei il ritiro dell'ordine del giorno, in alternativa ci sarà l'astensione da parte della maggioranza.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore, volevo solo fare una piccola precisazione sul pezzo che ho riportato dove dicevo: "l'Assessore competente mi ha risposto", era l'assessore Guichardaz, non lei, però ovviamente so che anche lei si occupa molto di questa parte ed è sempre molto collaborativo e disponibile in questa direzione, quindi apprezzo molto la sua risposta, ovviamente avete maggiori strumenti rispetto a quelli che abbiamo noi in merito, quindi capisco che probabilmente quell'asse non è quello ottimale, dall'altra parte mi fa molto piacere che comunque dei suggerimenti che abbiamo evidenziato voi ne terrete conto attraverso le prossime iniziative, strumenti, bandi, come lei ha detto che ci saranno in futuro, quindi da parte mia, come ho già fatto altre volte, ritiro l'ordine del giorno e monitoreremo l'evoluzione della cosa in quanto penso che questo sia un progetto molto importante (il Cammino Balteo) e se tra tutti riusciamo a renderlo più performante ancora, secondo me, sarebbe un grande risultato per la Valle d'Aosta intera.
Presidente - L'ordine del giorno è pertanto ritirato.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Ordine del giorno n. 6. Consigliere Aggravi, a lei la parola.
Aggravi (LEGA VDA) - L'ordine del giorno n. 6 è uno di quegli ordini del giorno che è stato presentato con riferimento all'articolo 3 della legge 21, un ordine del giorno che, come quello presentato da altri colleghi, impegnava il Governo regionale, nell'ambito di un prossimo provvedimento di variazione al bilancio, a stanziare le risorse necessarie a coprire tutte le richieste consegnate entro i termini previsti e che risponde alle disposizioni di legge. Di fatto avete presentato un emendamento che prioritizza l'applicazione dell'avanzo, in realtà quest'ordine del giorno aggiunge anche un altro pezzo, ovvero la richiesta, una volta terminate le procedure di impegno delle risorse, a fornire alle Commissioni consiliari competenti in materia un quadro di dettaglio sulle tipologie di investimenti che hanno beneficiato del contributo, ovvero dei beneficiari aventi diritto.
Ora, non so se è l'assessore Bertschy che mi risponde, io non voglio farla arrabbiare perché nella replica che lei ha fatto mi è sembrato particolarmente arrabbiato su quest'aspetto, ma nessuno ha criticato la volontà della prioritizzazione dell'avanzo che sinceramente poteva arrivare prima e non dico prima della presentazione del bilancio, ma prima della giornata odierna.
Detto questo, io mi rimetto ad ascoltare la posizione del Governo, mi sento soltanto di fare due osservazioni su questa richiesta: da un lato, c'è un'impegnativa che sostanzialmente va nella direzione di chi ha presentato quell'emendamento, e la compagine di maggioranza conferma; dall'altro, però, c'è un pezzo in più, il pezzo chiamiamolo di una sorta di valutazione e di approfondimento che le Commissioni competenti possono fare a seguito del completamento delle richieste, per capire anche qual è stata l'applicazione della legge e - perché no? - la valutazione futura. Prima di esprimermi, quindi mi rimetto a quello che ci dirà il Governo.
Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Grazie collega Aggravi. Non ero arrabbiato, e poi ci sono a volte anche fattori esterni che coincidono al momento prima o al momento dopo degli interventi, anzi, mi sembra di aver anche giustamente osservato nella maniera più positiva possibile il modo anche di lavorare che si propone su tanti provvedimenti. Rispetto a questo, avrà modo il collega Testolin di presentare l'emendamento e anche di spiegare la motivazione di un provvedimento più forte di un ordine del giorno, che evidentemente è nato dalla maggioranza ma speriamo che venga confermato da tutti.
Rispetto all'ordine del giorno, noi vi chiederemmo, se fosse possibile, di ritirarlo con l'impegno di aggiornarvi puntualmente sull'evoluzione della misura. Oggi abbiamo dei primi dati che potremmo già confermare, probabilmente rispetto a qualche struttura, sugli impegni dei primi 12 milioni. Mano a mano che avremo delle informazioni ve le renderemo, come stiamo facendo in maniera un po' più informale alle Commissioni, direi la IV e la II, anche perché lo studio e l'analisi di come sono state utilizzate queste risorse che erano differenziate nella percentuale interessa tutti perché, com'è stato detto, e l'avete precisato, mano a mano dovremo cercare di andare sempre più a migliorare questi provvedimenti, che, se renderemo strutturali, dovranno essere ancora migliori di come li stiamo mettendo in campo oggi, per cercare di raggiungere gli obiettivi per i quali riteniamo che vadano sostenute le imprese in un momento difficile, dove sappiamo che non possiamo entrare in merito a provvedimenti a sostegno della liquidità rispetto ai costi delle materie prime o dell'energia, cerchiamo di fare provvedimenti che rendano un aiuto quanto meno per la competitività dei nostri settori di impresa ma proprio per questo dobbiamo misurarli.
Io quindi vi chiederei di ritirarlo, con l'impegno di mantenere un'informazione puntuale alle Commissioni mano a mano che abbiamo delle informazioni da darvi e possiamo renderle sempre più dettagliate, proprio perché, fatti gli impegni, possiamo cominciare a dire: quanti sono gli interventi al 35, al 45 o qual è la tipologia di interventi come macroarea sulle quali abbiamo dato la prima parte dei contributi e poi inizierà l'istruttoria della seconda parte, quella che non è finanziata, e anche su questo si potrà fare.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Assessore, lo ritiro, nel senso che mi fido della parola, anche perché alla fine, se così non dovesse essere, lei mi ha già sostanzialmente creato del lavoro e quindi le interpellanze poi arriveranno, quindi sostanzialmente va bene quest'impegnativa e va benissimo l'aggiornamento in itinere, diciamo così, dei vari impegni, quindi ritiriamo l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Passiamo al successivo ordine del giorno, il n. 7. Consigliere Brunod, a lei la parola.
Brunod (LEGA VDA) - Abbiamo letto i disegni di legge n. 82 e n. 83 e ovviamente, come già detto prima, il DEFR 2023-2025, tenuto conto che l'articolo 39 del Capo VIII, "Disposizioni in materia di sport e turismo" del disegno di legge regionale n. 82 prevede la proroga del progetto "Scivolare a scuola" fino all'anno 2025 dove l'onere derivante dall'applicazione del presente articolo è determinato, per l'anno 2025, in euro 35 mila.
Nel corso di questa legislatura in alcune occasioni abbiamo presentato iniziative che valorizzavano positivamente l'attuale progetto "Scivolare a scuola" ma al tempo stesso si chiedeva di valutare la possibilità di ampliare maggiormente il numero di discipline da poter praticare o provare per i ragazzi o almeno poter effettuare da parte dei professionisti dei vari settori delle dimostrazioni pratiche sul campo e soprattutto valutare la fattibilità di poter aumentare la programmazione e i relativi contenuti di queste giornate in modo da renderle ancora più interessanti e attraenti per i ragazzi andando a trattare ulteriori temi legati alla montagna, allo sport, alle regole e ai relativi valori. Abbiamo appreso che anche in altre Regioni - vedi il progetto scuola "Scivolare a scuola" portato avanti dal Comitato regionale Alpi centrali - stanno portando avanti con grande successo questo importante progetto dove inoltre vengono affrontate a 360 gradi maggiori tematiche sia durante la parte degli incontri nelle scuole che durante la Giornata sulla neve.
Volevo citare alcuni passaggi di questo progetto che viene portato avanti nelle Alpi centrali dove l'obiettivo principale di "Scivolare" è la promozione dello sport nelle scuole del territorio, attraverso la pratica delle discipline invernali e contemplate dalla Federazione Italiana Sport Invernali con l'obiettivo generale di favorire la promozione dello sport come stile di vita corretto, promuovere il concetto di sport di tutti e per tutti, dai giovani agli anziani, dalle persone normodotate a quelle con diverse abilità, incentivare il concetto di lealtà, educazione, fair play, aggregazione, spirito di sacrificio e di correttezza sportiva, educare al concetto sport come strumento per il benessere e la crescita personale, sviluppare il concetto di terre alte e la valorizzazione dei territori montani, promuovere il concetto di sport come strumento di crescita emotiva e come strumento per superare le difficoltà della vita, diffondere il concetto di cultura sportiva attraverso la pratica degli sport invernali.
Il Progetto Scuola, promosso dal Comitato Alpi Centrali, si avvale della preziosa collaborazione della Regione Lombardia, CONI Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Enti di promozione sportiva, inoltre si avvale del supporto dei Comuni del territorio, i gestori degli impianti di risalita, i maestri della Scuola Italiana Maestri di Sci, Comitati FISI provinciali, Sci Club del territorio. L'obiettivo del progetto è coinvolgere il maggior numero di scuole primarie e secondarie del territorio, favorire la pratica degli sport invernali nel contesto montano, che, di per sé, consente di praticare lo sport all'aria aperta, migliorare il proprio stile di vita a contatto con la natura, incentivare il rispetto alla natura e all'ambiente montano, implementare le conoscenze sull'ambiente di montagna. Negli incontri nelle scuole è previsto un incontro con un campione del panorama degli sport invernali con studenti e scuole, per favorire la conoscenza delle diverse discipline sportive e per rendere edotti gli studenti del significato di sportivo agonista e dell'impegno profuso nel raggiungimento dei risultati. Presentazione della Federazione Sport Invernali, proiezione di videoclip di presentazione altamente coinvolgenti delle discipline invernali, nozioni di base su regole di comportamento in montagna e sulle piste di sci, nel corso dei vari incontri promozione del dibattito fra ospiti e studenti, realizzazione da parte degli studenti di elaborati nel giorno stesso o nei successivi dedicati all'incontro. Poi sempre nel Progetto Scuola vi sono le giornate sulla neve come vengono effettuate anche da noi e, per quanto riguarda queste giornate, il programma prevede la partenza in bus dalla scuola in orario, arrivo alla stazione invernale prescelta, assegnazione dell'equipaggiamento in base alle discipline scelte, due ore di lezione di sci alpino, sci di fondo o altre attività, pranzo al sacco in locali riscaldati o in ristoranti convenzionati e poi vi è, ove possibile, visitare strutture dove vengono illustrati aspetti della vita di montagna, fattorie, alpeggi, musei e poi avviene il rientro. Ci tenevo a illustrare un po' le modalità con le quali viene svolto questo progetto in altre Regioni per cercare di creare qualcosa di più ampio come ho detto nelle premesse.
Riteniamo che, in vista del prossimo progetto "Scivolare a scuola", stagione invernale 2023/2024, sarebbe molto interessante poter prevedere una più ampia programmazione e gestione dei contenuti da trattare durante le diverse giornate sia in aula che sulla neve, in modo tale che tutti i ragazzi possano usufruire di questo progetto come una grande opportunità per scoprire ancor meglio alcune tematiche sulla montagna in generale, sul mondo sportivo, sulle sue regole e i relativi valori.
Termino dicendo che il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a prendere in considerazione le riflessioni contenute espresse nelle premesse dell'ordine del giorno affinché il prossimo progetto "Scivolare a scuola" nella stagione invernale 2023-2024 possa essere integrato con l'aggiunta di ulteriori discipline sportive a livello sperimentale e con una più ampia programmazione dei contenuti sia per quanto riguarda le giornate da svolgersi in aula che per quanto riguarda quelle sulla neve.
Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Rispondo a nome anche dell'assessore Caveri e dell'assessore Guichardaz con i quali abbiamo concordato la risposta.
L'iniziativa sia nelle premesse che nell'esposizione ci trova completamente in accordo sia per gli obiettivi che vuole raggiungere che per le considerazioni che vengono fatte. Quando abbiamo attivato e avviato il nostro progetto "Scivolare a scuola", lo abbiamo attivato anche con l'obiettivo, da un lato, di creare quelle condizioni per i ragazzi migliori di quelle attuali, il 50 euro di Skipass è andato con "Scivolare a scuola" e poi per riportare in montagna, fare dello sport, dello sport invernale, a conoscere le nostre montagne le nostre famiglie e i nostri ragazzi, per far capire loro, al di là dello sport, tutto quello che comporta lo stare in montagna. Speriamo quindi che queste esperienze possano dare ai ragazzi degli stimoli per, da un lato, continuare nello sport ma, dall'altro, anche diventare dei professionisti in più campi, compresi quelli che riguardano gli impianti, la ricettività e tutto quello che appunto rappresenta quel mondo.
Ci prendiamo l'impegno di organizzare già dal mese di gennaio una riunione con tutti gli attori dell'attuale progetto, insieme a lei, con il piacere di farla partecipare per spiegare dove siamo arrivati, la complessità del tenere insieme all'Amministrazione regionale strutture che non dipendono direttamente da noi e che stanno offrendo un grande contributo: per esempio, i maestri di sci, per capire come possa essere implementato senza andare a limitare invece quello che stiamo già facendo.
L'assessore Caveri ricordava prima che nell'ambito dei percorsi di istruzione ci sono anche altre iniziative che riguardano la conoscenza della montagna, dobbiamo capire quale spazio ha la scuola per accogliere progetti ulteriori perché dobbiamo creare le condizioni perché la scuola possa accogliere quello che esprime con quest'ordine al giorno. Ci prendiamo quindi l'impegno di organizzare una riunione nel più breve tempo possibile per fare il punto intanto della situazione del progetto attuale, abbiamo qualche mese davanti per ragionare sulla stagione 2023-2024 e poi per allargare il tavolo ad altri soggetti, perché, come lei ha sottolineato, per esempio, lo SkiAlp avrebbe bisogno di altri professionisti, piuttosto che altre attenzioni. Questo è l'impegno che, a nome del Governo, ci prendiamo, sottolineando che siamo tutti concordi che abbiamo bisogno di portare i nostri ragazzi in montagna per far fare loro dello sport e far loro conoscere soprattutto un mondo che rappresenta anche un volano importante della nostra economia.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore e anche gli Assessori competenti in materia per aver capito perfettamente l'obiettivo che aveva quest'ordine del giorno. Capiamo perfettamente che essendo un progetto che coinvolge diversi settori, non è così semplice da coordinare, quindi da parte nostra c'è la disponibilità ovviamente di ritirare quest'ordine del giorno perché comunque abbiamo capito che c'è interesse e attenzione sul tema e cercare di lavorarci per trovare delle possibilità di ampliare e dare attenzione anche ad altri aspetti, ovviamente con i dovuti modi, i dovuti tempi giusti per cercare di fare sinergia con gli esperti della materia e con i vari settori che dovranno essere coinvolti. Da parte nostra quindi ritiriamo l'ordine al giorno e vi ringraziamo per la collaborazione.
Presidente - L'ordine del giorno n. 7 è ritirato.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Passiamo all'ordine del giorno n. 8. Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno ha come obiettivo i consorzi di miglioramento fondiari che nella nostra regione sono 176 e questo numero fa molto riflettere. Dal punto di vista organizzativo questi consorzi hanno la particolarità della loro concentrazione sul territorio, inseriti nel contesto, nella sua piccolezza, vanno a controllare e hanno una visione più attenta del territorio, perché, essendo piccoli e concentrati nelle vallate e nei comprensori, hanno una visione più accurata di quello di cui necessita, dall'altra parte vediamo che, dal punto di vista organizzativo, soprattutto se guardiamo fuori dal nostro contesto regionale, ci sono consorzi di grande portata con dei comprensori molto vasti che, se devono accedere a delle risorse nazionali o anche a dei fondi europei, sono organizzati in un modo un po' più costruttivo e di più facile accesso e in sempre più occasioni vediamo che queste risorse sono di grande entità.
Quest'ordine il giorno non ha l'obiettivo di andare a fondere dei consorzi, com'è già citato nella legge del 2001: la legge dell'8 gennaio, la n. 3/2001, che andava nell'ottica di fusione di comprensori di consorzi di miglioramento fondiario ma guarda oltre. Lasciamo i piccoli consorzi a vigilare, a lavorare sul territorio, a capire quali sono le necessità più importanti del territorio, ma nell'ottica di andare a costruire dei consorzi di secondo livello o secondo grado, come si preferisce chiamarli, che vadano a essere più corposi e più forti nel caso in cui si debba affrontare delle pratiche importanti, come a volte vediamo... sovente ci sono risorse a disposizione ma poi l'ente o il consorzio di piccole dimensioni non ha la forza, anche in termini economici, magari di accedere a una piccola parte di questi finanziamenti. È per questo che l'ordine del giorno chiede al Governo competente, all'Assessore competente una procedura per la creazione di uno o più consorzi di secondo livello che abbia la possibilità di poter aderire o anche presentarsi a livello nazionale con maggiore forza.
Presidente - Per il Governo, la parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Grazie collega Planaz. 176 consorzi di miglioramento fondiario sono effettivamente un numero importante e qualche ragionamento su una riorganizzazione guardando il territorio sicuramente in corso andrà fatta su vari livelli.
La procedura di cui si parla nell'ordine del giorno, la procedura in questione non prevede solo una revisione della norma, che è la 3/2001, ma un profondo processo di revisione di tutta l'organizzazione dei consorzi di miglioramento fondiario, che certamente hanno in Valle d'Aosta alcune caratteristiche, tra le quali una notevole frammentazione territoriale, che è specchio di una gestione del territorio fatta di piccoli comprensori e piccole comunità; una gestione puntuale, accurata e sostenibile della nostra superficie agricola produttiva, una gestione che è anche oggetto spesso di confronto con i consorzi stessi ma anche con gli amministratori comunali, non ultima oggi una riunione nella pausa al Celva proprio che siano anche i Comuni di sostegno di un supporto a questi consorzi per generare e garantire un ricambio generazionale che non sempre c'è, e qui torniamo sullo spopolamento della montagna, ma su questo i nostri Comuni stanno lavorando.
Il consorzio di secondo livello non è la soluzione a tutti i problemi, è una soluzione sicuramente, può essere un elemento utile nei processi di gestione dei consorzi ma anche con delle criticità non da poco che stiamo proprio approfondendo nell'ambito delle attività, dell'ufficio e dei tecnici che sono a disposizione. Ha infatti una personalità giuridica di diritto pubblico con tutto quello che comporta a livello di obblighi di pubblicità, trasparenza, personale, eccetera. C'è un rischio: quello di caricare i nostri consorzi di miglioramento fondiario di incombenze ulteriori e di costi importanti. Questa comunque, come dicevo, o altre soluzioni organizzative sono allo studio, anche in un confronto con il territorio e con gli uffici proprio per trovare lo strumento migliore che possa far beneficiare i nostri consorzi di finanziamenti che ci sono e sono anche importanti. È un aspetto da valutare, così come gli accordi di programma tra consorzi o le convenzioni, strumenti che sono già in uso, più immediati e leggeri, che già ora stanno permettendo a diversi consorzi di miglioramento fondiario di presentare progettazioni su bandi nazionali. Come dicevo, stiamo lavorando su queste ipotesi, quindi su questi tre e più percorsi, grazie anche e soprattutto al lavoro di chi segue l'ufficio regionale in Assessorato dei consorzi che colgo l'occasione per ringraziare. Alla luce di tutto questo, quindi proporrei di ritirare l'ordine del giorno, in alternativa ci sarà l'astensione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - Assessore, condivido in parte la sua risposta e in parte no, mi perdoni; è bene che ci sia il coinvolgimento dei Comuni e quant'altro a supporto di questi consorzi. Io oggi penso che tutti abbiamo potuto appurare che tutti hanno sensibilità verso i consorzi e la loro importanza. Le risorse che sono state messe in campo per i consorzi in questo periodo, anche se aumentate di un pochettino, sono risorse che servono al mantenimento ordinario degli stessi e non guardano a investimenti che per anni erano importanti nei bilanci della Regione, e sono stati fatti dei lavori importanti su tutto il territorio. È per questo motivo che la costituzione dei gruppi consorziati, che non vanno a eliminare i consorzi attuali, che sono importantissimi, questo nessuno lo mette in dubbio... ma non condivido neanche la sua risposta laddove dice che aumenterebbe i costi di gestione dei consorzi, perché non è vero, perché se noi aggreghiamo più enti e le spese di gestione possono anche essere raggruppate: ad esempio, un presidente o più presidenti, o più consiglieri, secondo me, c'è un vantaggio dal punto di vista della gestione di questi consorzi, ma questo non sarebbe l'obiettivo di quest'ordine del giorno... è proprio per avere dei consorzi, l'hanno fatto in molte altre Regioni e anche qui questa mattina si è parlato delle richieste delle associazioni di categoria... ma non è molto attento, Assessore, perché sono richieste che sono fatte anche da associazioni di categoria importanti che hanno anche degli uffici in altre Regioni dove questi consorzi si sono attivati e hanno avuto dei successi soprattutto per quanto concerne il recupero di risorse per andare a investire sul territorio e sul comprensorio dei consorzi e dare delle risposte sugli investimenti, perché con 1 milione e 700 daremo solo delle risposte di manutenzione ordinaria, di gestione ordinaria dei consorzi, ma non delle risposte soprattutto in questo periodo con queste crisi climatiche in corso avremmo bisogno di risorse importantissime per andare a dare delle risposte ai territori. Mi dispiace che non accetta anche di modificare questa parte dell'ordine del giorno, però noi lo portiamo in votazione perché ci crediamo.
Presidente - Non vedo altre richieste, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
L'ordine seguente è il n. 9. Si è prenotato il consigliere Ganis a cui passo la parola.
Ganis (LEGA VDA) - Nei primi mesi del 2022 sono stati registrati circa 254 fenomeni meteorologici estremi nella nostra penisola, il 27 percento in più rispetto al 2021, questo a dimostrazione del fatto che il clima sta cambiando o forse è già cambiato.
Nella lotta alla crisi climatica il nostro Paese è in ritardo, manca una vera strategia di prevenzione e si continua a rincorrere le situazioni di emergenza avverse, tant'è che alcune di queste le abbiamo riscontrate anche nella nostra regione. Situazioni estreme, come l'alluvione del 2000, che molti ricorderanno, e che ha causato morte e distruzione mettendo in ginocchio un'intera regione. Fortunatamente grazie alla volontà dei nostri cittadini, ai volontari, agli amministratori locali, agli uomini della Protezione civile, la Valle d'Aosta ebbe la forza di rialzarsi da quel tragico evento. Questo segnò un punto di partenza, numerosi interventi, studi, programmazione e monitoraggi divennero utili per ridurre i rischi idrogeologici, non solo, quest'evento calamitoso portò all'adozione da parte della Giunta regionale della legge del 18 gennaio 2001, la n. 5, avente come oggetto l'organizzazione delle attività di protezione civile.
Da quello che si evince dalla summenzionata legge, il Comitato regionale per la Protezione civile, composto dal Presidente della Giunta o da un Assessore delegato, dai dirigenti delle strutture regionali, dai rappresentanti degli Enti, dalle Istituzioni locali e regionali, compresi i rappresentanti delle Associazioni di volontariato, adotta i piani di emergenza. Nella nostra Regione, sempre facendo riferimento alla legge, l'articolo 12 attribuisce al Presidente della Giunta le competenze di protezione civile, presiede il Comitato regionale per la protezione civile e dirige direttamente il Centro di coordinamento dei soccorsi. Inoltre vorrei ricordare a tutta l'Aula che c'era una direttiva ministeriale, quella del 30 aprile 221, avente come oggetto: "Indirizzi di predisposizione dei piani di protezione civile", nella quale nel punto 1.2 si menziona che "le Regioni provvedono all'adozione e all'attuazione del piano regionale di protezione civile, il quale prevede criteri e modalità di intervento da seguire in caso di emergenza".
Ma qual è l'importanza di avere un piano regionale di protezione civile? È quello di avere uno strumento utile di supporto alle decisioni di emergenza, nel quale vengono individuati degli obiettivi da conseguire per organizzare una risposta adeguata e immediata al verificarsi dell'evento e allo stesso tempo programmare le più adeguate politiche di mitigazione del rischio di sviluppo e di gestione del territorio. Ma non è tutto, perché un piano di emergenza deve predisporre anche di uomini e mezzi, preparati ad affrontare un lavoro di grande responsabilità per la comunità. Proprio per questi motivi, anche la nostra Regione è dotata di un piano regionale di protezione civile, che mette in evidenza gli interventi operativi per affrontare le possibili situazioni di emergenza individuate e i diversi piani di dettaglio. Tenuto conto a questo punto dell'importanza della pianificazione dell'emergenza e del piano di protezione civile regionale, vorremmo segnalare che tale documento è stato adottato dal Comitato regionale per la protezione civile in data 12 dicembre 2016.
In base a queste considerazioni, l'ordine del giorno impegna il Presidente della Regione ad aggiornare il piano regionale dell'emergenza protezione civile al fine di poter gestire al meglio le emergenze, l'allertamento e l'analisi dei rischi in caso di grandi eventi calamitosi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Chiaramente non si possono che condividere le considerazioni con le quali il Consigliere ha presentato l'ordine del giorno, in particolare il fatto che gli strumenti di protezione civile in senso ampio debbano essere sempre e costantemente aggiornati. Come ha ricordato lei, il piano vigente prevede proprio che il Comitato regionale per la protezione civile sia l'organismo che dà l'impulso, perché poi i relativi aggiornamenti del piano siano attuati laddove il Comitato stesso lo ritenga necessario.
Voglio rassicurare questo Consiglio che la Presidenza della Regione porta costantemente all'attenzione del Capo della Protezione civile, che peraltro ha il ruolo di assicurare il funzionamento e il seguito delle direttive e delle decisioni che il Comitato regionale della protezione civile assume, le esigenze di verifica e di aggiornamento degli strumenti pianificatori regionali anche sulla base di quanto sollecitato dal Dipartimento nazionale di protezione civile quando questo è necessario. In ultimo, solo per fare un esempio, nel corso del mese di novembre la Presidenza ha trasmesso al Capo della Protezione civile delle nuove raccomandazioni operative per prevedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni di frana o di alluvione durante la stagione autunnale e invernale in corso. Spetta poi al Capo della Protezione civile, come dicevo prima, farsi da garante e monitorare costantemente l'adeguatezza e l'attualità delle pianificazioni regionali che, ricordo, non si esauriscono nel piano regionale di protezione civile, ci sono tutta una serie di pianificazioni di dettaglio, che hanno delle procedure applicative poi corrispondenti, per citarne solo qualcuna: il piano di emergenza dighe, il piano regionale di gestione di rischio idraulico, il piano regionale di emergenza e viabilità, che è stato attivato ancora stamani mattina e numerosi altri.
Ad oggi quindi non si ritiene di approvare l'ordine del giorno ma se ne recepiscono sicuramente le intenzioni, che sono quelle di sollecitare un'attività che la Presidenza compie giornalmente con il Capo della Protezione civile. Per questo chiediamo di ritirare l'ordine del giorno oppure ci asterremo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie Presidente per le risposte, ovviamente non mi convincono, nel senso che io qui ho un piano regionale di protezione civile adottato dal Comitato regionale dove lei praticamente lo presiede ed è stato appunto adottato il 12 dicembre 2016. Dal 2016 ad oggi tante cose sono cambiate, c'è stata anche una pandemia, con quello che è successo e, tra l'altro, con tutti i volontari che sono intervenuti in soccorso, come minimo, oggi come oggi, andrebbe aggiornato, ma non solo perché c'è stata la pandemia, ma c'è stata anche un'evoluzione morfologica del territorio, è cambiata anche la carica antropica, sono cambiati anche gli insediamenti urbani e commerciali. Ci sono tante cose che vanno considerate all'interno di un piano di protezione civile. Le dico solo che la Regione Lombardia l'ha aggiornato un mese fa, noi siamo indietro di qualche anno e forse sarebbe opportuno aggiornarlo. Lei è il responsabile del piano regionale di protezione civile, veda lei.
Presidente - Un minuto ancora.
Ganis (LEGA VDA) - Ovviamente andremo al voto, grazie.
Presidente - Non vedo altre richieste di intervento, metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 10. Si è prenotato il collega Segretario Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno porta come titolo: "Revisione delle misure di sostegno per interventi nel settore dell'edilizia residenziale di prima abitazione in località montane o economicamente svantaggiate". Con quest'ordine giorno noi intendiamo suggerire al Governo l'avvio di un percorso di revisione dell'attuale corpus normativo che regola le disposizioni applicative per la concessione di mutui agevolati nel settore dell'edilizia residenziale per la prima abitazione, in particolare per quelle zone di territorio che si ritrovano svantaggiate economicamente e demograficamente per altitudine o per caratteristiche territoriali. Riteniamo quindi necessario che un sano governo del territorio consideri tutte le azioni necessarie a favorire i processi di ripopolamento e di crescita economica nei territori di montagna, che accusano depressione demografica ed economica; ovviamente siamo perfettamente consapevoli che le dinamiche di popolamento, di spopolamento e di ripopolamento, nell'ambito delle varie parti dei territori dipendono da vari fattori e quindi da varie iniziative che si potrebbero mettere in atto, a partire chiaramente da un innesco di dinamiche generali di economia, creare quindi le condizioni economiche. Si tratta di creare le condizioni di appetibilità per insediamento nel territorio, quindi lavorare sui servizi primari, secondari; si tratta, tra l'altro, a proposito di servizi, anche di lavorare sulla digitalizzazione. Favorire sia gli elementi, quindi le dinamiche di insediamento, ma soprattutto le dinamiche economiche.
Noi quindi siamo perfettamente consapevoli che il nostro ordine del giorno non è la panacea, il nostro ordine del giorno vuole essere un avvio, vuole essere un primo passo che lavora su qualcosa che, in realtà, non incide in modo così determinante sulla finanza pubblica, ma lavora sui processi, sui metodi, sulle graduatorie, sull'applicazione di parametri compensativi rispetto alle situazioni svantaggiate che va ad avvantaggiare le situazioni svantaggiate. È chiaro che una maggior disposizione delle finanze è considerata, è necessaria e opportuna, però fondamentalmente si tratta di partire con questo primo approccio che va a lavorare su tutto il corpus disciplinatorio sia delle erogazioni di contributi e di finanziamenti, sia anche a livello normativo della disciplina edilizia, creando quindi incentivazioni all'attività edilizia residenziale, così come relative al recupero del patrimonio privato esistente, sapendo che queste iniziative costituiscono automaticamente una leva determinante anche in secondo ordine per favorire i meccanismi demografici ed economici delle varie aree. Sono questi temi che appartengono alla disciplina della sociologia urbana e rurale che appartiene al piano di studi di varie competenze, noi architetti - siamo in tre in quest'aula - l'abbiamo nel piano di studi, ricordiamo un esame che, se fatto bene, va a inquadrare perfettamente il legame tra la formazione dell'architetto e il ruolo dell'amministratore nell'esame di sociologia urbana e rurale, dove si parla di fenomeni di urbanizzazione e fenomeni di ruralizzazione, con rispettive dinamiche, e si capisce cos'è che va a generare, a spingere verso l'urbanizzazione piuttosto che spingere verso la ruralizzazione, cioè la ripopolazione dei territori montani.
Noi, di conseguenza, siamo perfettamente consapevoli che il ruolo della disciplina dell'abitare e dell'incentivazione dell'attività edilizia non si colloca come Cenerentola nelle dinamiche che vanno a incentivare i fenomeni di ripopolamento e soprattutto di compensazione economica all'interno delle aree svantaggiate. Richiamiamo quindi tutto l'assetto legislativo e normativo, che non sto a elencare, ma si tratterebbe, sulla base del nostro ordinamento, del nostro assetto legislativo regionale vigente, di avviare gli approfondimenti e le riflessioni necessarie per andare a verificare la possibilità di modificare questo assetto in modo tale da mettere in atto, come ho detto e ripeto, misure compensative che vadano a generare vantaggio in territori che, di fatto, sono svantaggiati. Siamo perfettamente consapevoli che, nel caso in cui il Governo intenda allinearsi e accettare questa provocazione, o comunque questo suggerimento, queste modifiche saranno sicuramente oggetto di studio da parte degli uffici che hanno la competenza specifica in quest'ambito, per cui noi con quest'ordine del giorno non andiamo a declinare le misure e i dettagli. Noi spingiamo, sottolineiamo, suggeriamo l'adozione di un percorso di approfondimento in modo tale che ci sia una diversa modulazione delle disposizioni di assegnazione dei mutui attraverso particolari criteri di accesso o con particolari percentuali di erogazione, parallelamente a una disciplina edilizia premiante. Sono tutti questi fattori che possono essere i meccanismi che potranno generare quell'innesco virtuoso di un'economia territoriale dedicata alla montagna e alle zone economicamente depresse in inversione delle attuali dinamiche.
Detto questo, noi esplicitiamo l'impegnativa specifica con cui chiediamo che il Consiglio regionale impegni il Governo della Regione ad avviare - sottolineo "avviare" - un percorso di revisione della vigente disciplina regionale relativa ai finanziamenti agevolati e alle misure di sostegno per interventi nel settore dell'edilizia residenziale di prima abitazione, modulando specifiche misure di incentivazione a beneficio dei beni posti in località montane o economicamente svantaggiate, ovviamente preventivamente mappate - ovviamente mappate le zone non i beni - nell'ottica di favorire idonee politiche abitative e innescare, conseguentemente, dinamiche economiche di valorizzazione in ambito di tali parti del territorio regionale. Grazie per l'attenzione.
Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Comincio con il dire che l'iniziativa di riferimento da parte del collega Distort non solo interviene in maniera puntuale rispetto a un tema sul quale sicuramente tutto quanto il Consiglio è sensibile, andando di fatto anche a lambire alcune delle interlocuzioni che ci sono state durante la fase di predisposizione del bilancio regionale avvenute in II Commissione da parte di alcuni portatori di interessi territoriali, che hanno comunque rilevato alcune valutazioni da compiere rispetto a questo tema, in particolar modo da parte di ADAVA.
Ritengo anche che la presentazione dell'iniziativa del collega Distort, quindi non soltanto l'iniziativa stessa, ma anche la presentazione che è stata posta in essere rileva come, pur essendo assolutamente centrato lo spirito dell'iniziativa stessa, in realtà lambisce tutta una serie di ambiti molto ampi, nel senso che, come da lui giustamente richiamato, non c'è soltanto l'aspetto di intervento economico-finanziario in capo attualmente a una legge dedicata, che è la 3/2013, il sostegno alla casa principale, ma sicuramente ci sono anche tutta una serie di aspetti di natura urbanistica che vanno presi in considerazione, non ultimo aggiungo io anche quelli di matrice patrimoniale in capo alla 68/1994, perché in alcuni casi ci sono una serie di stabili che fanno parte del piano alienazioni e valorizzazioni che comunque possono essere ceduti ai Comuni ma non possono garantire, se non per finalità di natura istituzionale, un passaggio gratuito.
Detto tutto questo e prendendo anche in considerazione che ci sono alcuni colleghi in Consiglio, come da lei richiamato, sicuramente alcuni colleghi Presidenti di Commissioni, che sono, anche per il loro passato da Sindaco, particolarmente attenti a questo tema, le chiederemmo, cogliendo lo spirito appieno, di ritirare l'iniziativa prendendoci noi l'impegno, come Governo, di portare il tema nelle Commissioni deputate per essere trattato in maniera ampia su tutti gli aspetti politico-amministrativi del caso.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Solo per aggiungere alcune considerazioni rispetto a quelle che ha fatto l'Assessore, intanto non solo la sua iniziativa non è una provocazione, ma è un atto che dobbiamo tenere in giusta considerazione, anche perché lei ha posto l'accento su un problema che, come ribadito dall'Assessore, è stato portato in audizione in fase di discussione del bilancio e che va allargato rispetto alle premesse e all'impegnativa non solo alla prima abitazione, ma anche in riferimento a quello che era stato sottolineato dalle associazioni anche nelle zone, quindi non particolarmente svantaggiate ma, al contrario, anche nelle zone dove, per effetto di un turismo accentuato, abbiamo la difficoltà di reperire del personale proprio perché non ci sono abitazioni da mettere a disposizione di questa categoria di lavoratori.
Oltretutto, in quanto conoscitore della problematica, avendo fatto il Sindaco in un Comune di montagna a vocazione turistica anche se non di prima fascia, comunque il problema era sentito anche per le giovani coppie, che, non avendo alle spalle famiglie nella condizione di garantire a loro delle abitazioni, si trovavano spesso costrette ad andare a formare la loro famiglia in Comuni dove il costo degli affitti era decisamente inferiore rispetto alla loro disponibilità finanziaria.
Il lavoro che ci propone il collega Distort quindi è sicuramente da prendere in considerazione, quindi, come Presidente della IV Commissione, raccolgo volentieri l'invito che sarà esteso a una pianificazione più ampia che dovrà rivedere ovviamente gli strumenti urbanistici dei vari Comuni e anche le norme che finanziano questi tipi di interventi.
Come l'Assessore ha ricordato, abbiamo l'articolo 9 della legge n. 3/2013 che finanzia già l'edilizia convenzionata, quindi recuperi o nuove costruzioni con il vincolo ovviamente di mettere sul mercato queste abitazioni a canone agevolato. L'ordine del giorno pertanto è sicuramente interessante e dà l'avvio all'esame di una problematica che, insieme al collega Chatrian, che credo dirà qualche cosa sulla questione, ci impegniamo a prendere in carico fin dalle prossime settimane. Le rinnovo l'invito dell'Assessore al ritiro dell'ordine di giorno, ovviamente con l'impegno di costituire un gruppo di lavoro che vada a esaminare la problematica in tutte le sue sfaccettature.
Presidente - La parola al consigliere Chatrian.
Chatrian (AV-VdA Unie) - Nel confermare comunque la mia e la nostra disponibilità, insieme al collega Grosjacques, su come affrontare non solo la proposta che lei ha messo nero su bianco in quest'ordine del giorno, ma, da un punto di vista più generale, io penso anche come Commissioni, proprio la III e la IV, toccando due aspetti: quello pianificatorio, quindi urbanistico-territoriale, dei Comuni a vocazione turistica di media e alta montagna, legati principalmente alle richieste che il presidente Fosson di ADAVA ci ha fatto in Commissione, e dall'altra, riuscire a dare anche una risposta invece all'altra esigenza che lei invece ha inserito all'interno di quest'ordine del giorno cercando di calmierare i costi soprattutto nei Comuni a vocazione turistica chiamiamola di primo ordine dove sono quasi inarrivabili, in modo che ci sia sul piano invece più politico e amministrativo, quindi regionale, un accompagnamento con già le leggi esistenti, ma non solo esistenti, magari andando ad arricchirle e trovare dei migliori elementi e soluzioni per accompagnare, comunque trovare le soluzioni alle criticità che lei ha messo in evidenza e che il collega Grosjacques ha ampliato conoscendo bene quali sono le criticità. Penso che l'obiettivo sia invece trovare, oltre alle criticità che ben conosciamo, delle soluzioni nei prossimi mesi dando la disponibilità da parte nostra, come Presidente di Commissione, nell'iniziare un percorso per poi cercare di raggiungere invece l'obiettivo, cioè -perché no? - un nuovo disegno di legge, una nuova legge, di conseguenza un accompagnamento anche da un punto di vista economico-finanziario. La inviterei quindi a ritirare quest'ordine giorno ma con questo nostro impegno nel non solo proseguire ma ampliare per trovare la miglior soluzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore, grazie ai Presidenti delle Commissioni IV e III. È proprio vera la frase "pulsate et aperietur vobis", bussate e vi sarà aperto. Allora senza voler enfatizzare troppo la dinamica in atto in questo momento su quest'ordine del giorno, però comunque effettivamente l'obiettivo era questo. Preciso innanzitutto che "provocare" non voleva minimamente essere inteso nel senso di un'incitazione aggressiva, ma un'incitazione all'azione, provocare, cioè proprio chiamare a un determinato obiettivo in senso etimologico, tant'è che il dibattito è diventato particolarmente interessante.
Quello che si intendeva e si intende in quest'impegnativa è avviare un percorso e un percorso, per quanto lungo sia, inizia sempre con il primo passo. Il primo passo aveva come strumento il voto di quest'ordine del giorno, primo passo è anche l'impegno assunto davanti ai microfoni, e quindi registrato, dei Presidenti delle Commissioni III e IV, per assumere lo studio e l'approfondimento del settore. Il fatto che ci sia quest'intendimento è segnale assolutamente positivo e, di conseguenza, l'obiettivo di quest'ordine giorno si intenderebbe così raggiunto. Pertanto ritiro l'ordine del giorno, mi sono confrontato con i miei colleghi e siamo d'accordo. Chiaramente vigileremo sul mantenimento di questa promessa, ricordandovi che c'è una fiducia alla base di questa posizione, di questo ritiro, non deludete questa fiducia.
Presidente - L'ordine del giorno n. 10 è ritirato.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Passiamo al seguente: all'ordine del giorno n. 11. La parola al consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno riprende una problematica già più volte evidenziata in questo Consiglio regionale: quella relativa ai manufatti contenenti amianto nel nostro territorio. In risposta a una nostra interpellanza, l'Assessore competente, in questo caso lei, Presidente, precisava che nel 2019 si era provveduto a smaltire e a bonificare una superficie di tetti contenenti amianto pari a 278 mila metri quadri, cifre importanti, ma quelle che emergono da una nostra ricerca sono forse più allarmanti e preoccupanti, tant'è che il solo Comune di Allein conta circa 780 metri quadrati di superfici contenenti amianto, perché se le strutture regionali censite sono solo 25 per un totale di 7.700 metri quadrati, quante sono a questo punto le strutture private e pubbliche contenenti amianto? Qualche dubbio e qualche preoccupazione ci assale.
Tra l'altro, gli edifici contenenti amianto risultano essere, oltre che numerosi, anche di diversa tipologia: residenziali, agricoli, caserme, scuole, turistiche, privati, tutti documentati nella tabella degli immobili censiti. È palese, non tutti gli immobili e manufatti contenenti amianto e censiti devono essere bonificati o sottoposti a intervento nell'immediato, perché torno a ribadire che l'amianto diventa pericoloso e nocivo per la salute quando si deteriora, ma molti di questi manufatti meritano tutte le attenzioni del caso. Inoltre molti immobili oggi non rappresentano un problema, questo è vero, ma tra 20 anni? Cerchiamo di essere un po' lungimiranti e pensare anche al futuro dei nostri figli.
Vorrei evidenziare che esistono delle misure dirette da parte dell'Amministrazione regionale per smaltire e bonificare i manufatti in amianto, peccato che non sono bandi nostri, perché provengono da altre Regioni come la Lombardia e il Piemonte; bandi aventi una sola finalità: quella di rimuovere e bonificare gli edifici che contengono appunto amianto.
A questo punto, evidenziata ancora una volta in questo Consiglio regionale la pericolosità dell'amianto, il sottoscritto impegna l'Assessore competente a valutare la possibilità di definire una misura di sostegno per la rimozione e/o relativa messa in sicurezza delle coperture e dei manufatti in amianto censiti sul territorio regionale, dandone adeguata informativa alla Commissione consiliare competente in materia entro sei mesi dall'approvazione del presente ordine del giorno.
Presidente - Risponde il Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Siamo ripartiti con il benchmarking sul Piemonte e la Lombardia, mi fa piacere. Ho fatto una rapida verifica, in realtà il Piemonte, da quanto mi risulta, finanzia soltanto i Comuni per interventi su privati, nel senso che, laddove i privati siano inadempienti rispetto a questioni di rilevato pericolo, i Comuni intervengono, quindi il finanziamento del Piemonte è sui Comuni per interventi marginali. La Lombardia invece, da quello che mi risulta, finanzia soltanto la rimozione di edifici pubblici, l'amianto su edifici pubblici, questo è quello che risulta da una rapida verifica. Comunque ha richiamato in maniera quasi completa la mia risposta all'interpellanza dove facevo presente che appunto dal censimento fatto dall'Arpa risultano ancora ad oggi circa 7 mila metri quadrati, probabilmente non sono tutti censiti, su questo sono d'accordo anch'io, ci saranno alcune superfici che sfuggono, ma credo che la maggior parte del materiale ancora da smaltire sia lì. Io credo che abbia senso agire nella rimozione dei tetti di amianto laddove questi siano pericolosi, abbiano delle condizioni di pericolo tali per le quali sia necessario rimuoverli. Negli anni, negli ultimi 10-15 anni i Comuni in particolare si sono fatti promotori di iniziative di questo senso, anche con i privati, facendo anche ordinanze importanti. Io sono abbastanza certo che di enti di proprietà comunali, adesso io non ho i dati censiti, sicuramente non scuole come ha detto lei, ma anche altre strutture che presentano tetti in amianto in Valle d'Aosta oggi credo che non ci siano più, però posso sbagliarmi, poi se avrò i dati, li potremo tranquillamente guardare. Quello che però non credo abbia troppo senso oggi, proprio venendo anche ai ragionamenti che lei ha fatto, cioè che negli ultimi anni sono stati smaltiti centinaia di migliaia di metri quadrati di tetto in amianto, intervenire oggi dove rimane una parte residuale di interventi da fare, è come dire chi è stato lungimirante o comunque attento, o comunque ha voluto in qualche modo intervenire per mettere in sicurezza o comunque fare degli interventi, in casa sua l'ha fatto a sue spese, e oggi che ne rimangono... quelli meno attenti, i residuali, interveniamo con un aiuto. Questo oggettivamente non credo che abbia troppo senso dal mio punto di vista, considerando anche che ci sono tutta una serie di aiuti, dipende dal tipo di fabbricato, per il recupero di fabbricati laddove si va a migliorare l'efficienza energetica, piuttosto che altri interventi, che vanno a coprire il lavoro di ripristino o comunque di miglioramento energetico.
Per questi motivi, pur condividendo la finalità, che è quella di una bonifica complessiva dell'amianto nella nostra regione, diventa difficile farlo in questi termini. Riteniamo quindi di non votare quest'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie Presidente per la risposta. Concordo con lei per quanto riguarda il bando del Piemonte, infatti la rimozione di coperture in cemento amianto su edifici privati a seguito di inottemperanza alle ordinanze di bonifica è vero.
Per quanto riguarda invece la Regione della Lombardia, c'è proprio un bando di rimozione da edifici privati, quindi che riguarda proprio gli edifici privati, ce l'ho qua, poi dopo glielo faccio avere. Io ho fatto una richiesta di accesso agli atti e devo dire che la situazione, a mio avviso, poi le farò avere la documentazione, mi sembra alquanto critica, nel senso che qui si parla per Comune, io mi sono fermato dopo Aosta perché mi sono veramente preoccupato. Le dico che c'è amianto in edifici residenziali, in caserme, c'era comunque anche la scuola, forse la scuola di Verrès, adesso non mi ricordo più, edifici agricoli sui tetti, ma qua parla di superficie totale, io non so se tetti o non tetti, comunque qua sono tutti immobili che contengono amianto e le farò avere anche questo.
Personalmente che le posso dire? È una storia che portiamo avanti da troppo tempo, credo che questa problematica oggi incuta ancora molta paura tra i cittadini e molti ne pagano ancora le conseguenze. Credo sia arrivato il momento di chiudere veramente questa triste pagina relativa alla pericolosità di manufatti contenenti amianto, fossi io, interverrei nell'immediato.
Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo al successivo ordine del giorno: il n. 12, per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.
Lavy (LEGA VDA) - Era credo l'inizio della legislatura di questi cinque anni, nel 2020, e una delle prime iniziative che portavo in questo Consiglio riguardava appunto la sede del Centre d'études francoprovençales, ed era una cosa abbastanza normale perché, essendo di Saint-Nicolas, avevo portato una questione riguardante appunto il mio Comune, una questione annosa, perché la sede del Centre d'études, che è di un edificio regionale, è chiusa da tantissimo tempo per una questione normativa, perché appunto non è accessibile al pubblico e quant'altro, non sto qui a soffermarmi sugli aspetti tecnici.
In quella prima interpellanza ciò che era uscito era che doveva essere fatto un po' il ragionamento complessivo anche per quanto riguarda le varie sedi di questi centri culturali, di questi centri portatori appunto di interessi sul territorio perché, oltre al Centre, ci sono vari altri centri: il Centre Abbé Trèves, la Maison de Mosse e quant'altro, e sono totalmente d'accordo sul fatto che si debba fare un ragionamento anche complessivo per quanto riguarda questi centri sul territorio valdostano, alcuni di questi possono essere sicuramente... magari non dico accorpati ma centralizzati in un unico edificio, magari ad Aosta o in un comune della Plaine, altri no proprio perché hanno un atout molto specifico in territori e in comuni importanti o, meglio, che danno importanza a questi comuni, e il Centre d'études francoprovençales è uno di questi proprio perché al Comune di Saint-Nicolas dà un sacco di importanza. I lavori del Centre li conosciamo bene o male tutti, al di là di occuparsi anche in parte del "Concours Cerlogne": le pubblicazioni sulla lingua francoprovenzale, sulla cultura valdostana, e non solo, ha anche dei rapporti importanti con varie Università in giro per l'Europa, ha appunto un carattere internazionale, ma un Centre di questa portata, che ha una sede che non è accessibile, è ovvio che porta a tutta una serie di problematiche.
Per andare un pochino incontro a questa sorta di visione globale che doveva essere fatta, avevamo già presentato due tipi di iniziative: una già mi ricordo forse nell'aprile del 2021 l'avevo presentata io per quanto riguarda la Maison de la culture valdôtaine, si era parlato addirittura della Maison Bariller; un'altra pochi mesi fa portata dal collega Aggravi, sempre bene o male sullo stesso tema, per appunto ragionare sul fatto se sia opportuno o meno concentrare almeno una parte di queste associazioni in un edificio in maniera anche per portare un pochino più vantaggio dal punto di vista del personale, dello scambio di idee, di culture e quant'altro, però il problema sia nella mozione del 2021, sia in quest'ultima era il fatto che, a quanto pare, nessuna di queste attività culturali, nessuna di queste associazioni culturali aveva l'intenzione di spostare la sede. È da lì che si era portato anche avanti il discorso di fare una sorta di... non dico censimento ma di una sorta di pourparler con le varie associazioni per capire se ci fosse o meno l'intenzione di accorparne alcune, anche per portare avanti tutta una serie di questioni di risparmi di costi.
È ovvio che con quest'ordine del giorno si vuole un pochino capire se questa sorta di pourparler con queste associazioni sia stato fatto o meno e capire un pochino cosa si vuole fare, perché sicuramente una parte di queste associazioni culturali possono essere messe assieme, un'altra no perché sono degli atouts fondamentali del territorio valdostano: ecco perché con quest'ordine del giorno si vuole impegnare la Giunta e il Governo regionale, nella prossima variazione di bilancio - non c'è proprio un termine in quanto a tempi stretti - di individuare un ammontare corrispettivo per mettere a norma la sede del Centre d'études francoprovençales, che appunto per il Comune di Saint-Nicolas, ma non solo, per la Valle d'Aosta, è un Centre molto importante.
Presidente - Risponde per il Governo l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega. Intanto penso che sia superata abbastanza la questione delle sedi uniche perché non mi pare che le sociétés savantes, le associazioni che noi finanziamo direttamente, tra l'altro, apro una parentesi: il Centre d'ètudes francoprovençales rientra nel novero delle sociétés, lo finanziamo con una cifra piuttosto importante annualmente, credo ci aggiriamo intorno ai 40 mila euro all'anno, quindi noi continuiamo a ritenere che il Centre d'études francoprovençales sia un valore culturale importante e quindi che vada incentivato e continuare a finanziarlo da parte nostra e a valorizzarlo credo sia qualcosa di estremamente importante.
I lavori del Centre d'études poi si affiancano, tra l'altro, ai lavori del BREL, producono documentazione, che è fondamentale per preservare il patrimonio linguistico e culturale della nostra Regione. Vi è quindi tutto l'interesse in questa premessa per questa société e per l'importante ruolo che ha. La questione della sede è una questione che abbiamo dibattuto variamente, è una sede che, come lei sa, ha delle problematiche di carattere strutturale e anche di adattamento alla normativa proprio specifica per i diversamente abili, quindi lei la conosce meglio di me. Io dopo le sue iniziative ho avuto modo di vederla due volte, quindi mi ci sono recato, è una sede molto bella ma effettivamente di difficile adattamento sotto quel profilo, però è un valore, come diceva lei, importantissimo per il territorio, non solo il mantenimento del Centre d'études nel territorio di Saint-Nicolas perché indissolubilmente legato, ma è importante, a nostro parere, anche mantenere quella sede che è simbolica e rappresenta anche per la comunità credo un valore importante perché lì è nato il Centre d'études ed è una sede prestigiosa anche per la sua storia.
Ci sono interlocuzioni in corso direttamente con il Comune, nelle prossime settimane faremo degli incontri per capire quanto possa essere fatto in sinergia con il Comune. Non è escluso - forse la Sindaca glielo avrà riferito - che il Comune si prenderà carico proprio dell'acquisizione, attraverso, tra l'altro, la cessione di un altro bene, della sede di questa struttura; stiamo cercando di capire proprio insieme quale direzione assumere, perché, come lei sa, è nel piano di alienazione questa struttura, per cercare di favorire questa presa in carico da parte del Comune di Aosta e poi per ragionare anche sulla portata degli interventi da mettere in opera per un ente, che, come le dicevo, ha un'importanza non solo regionale ma anche internazionale.
A fronte di quest'impegno a valutare, insieme al Comune, proprio perché il Comune ha espresso la volontà in qualche modo di farsene carico, fermo restando gli aspetti finanziari, normativi, eccetera, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno a fronte di questo, poi lei potrà sicuramente continuare a tenersi in aggiornamento sia con me, sia con la Sindaca di Saint-Nicolas per capire, anche questo è un tema che credo non sia da mettere all'interno della polemica politica, perché è interesse credo non solo suo che arriva direttamente dal territorio ma della politica tutta e della comunità valdostana trovare finalmente una soluzione, ripeto: compatibilmente con i costi e compatibilmente con la fattibilità tecnico-operativa, però comunque stiamo lavorando su questo.
Presidente - La parola al consigliere Lavy.
Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Apprezzo la sua buona fede assolutamente, so benissimo delle difficoltà perché quella sede si trova in un edificio documento, quindi so benissimo anche le difficoltà di messa a norma. Il dubbio che mi viene però è non è che se il Comune acquisisce l'immobile, questi problemi spariscono, rimane non a norma l'edificio, e il Comune con che soldi lo mette a norma? Perché il problema sta lì, non è che il Comune ha 300 mila euro in bilancio da destinare tout court a mettere a posto la sede del Centre d'études, il dubbio mi viene.
Va bene, ci sono queste interlocuzioni e tutto, okay, però appunto la questione riguardo ai soldi rimane. Non so se in qualche maniera si può trovare un emendamento all'impegnativa, cercando di inserire anche, valutando un'interlocuzione con il Comune, però la Regione comunque deve avere un occhio molto attento perché successivamente poi il Comune di Saint-Nicolas verrà a bussare alla porta dicendo: "avremo bisogno dei soldi per mettere a posto la sede". Il problema quindi torna, non so se, Assessore, in qualche maniera si può cercare di emendare quest'ordine del giorno, altrimenti io lo porterei al voto comunque.
Presidente - La parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Apprezzo il tono del collega Lavy proprio nella direzione di evitare che questo tema entri dentro il tritacarne della discussione politica che non porta a risultato. Le interlocuzioni vanno proprio in quella direzione, cioè di cercare di capire se a fronte di una presa in carico del Comune, il quale Comune comunque è interessato a prendersene carico, quindi diversamente da altre situazioni dove alcune Amministrazioni chiedono che se ne faccia totalmente carico la Regione, che finanzi magari anche l'Associazione, ci sono situazioni multiple con le quali io mi confronto abbastanza spesso, in questo caso invece c'è questa volontà, poi gli strumenti io non glieli so dire perché non mi competono direttamente, rientra nel patrimonio e quindi è di competenza di altri, però l'impegno c'è, glielo posso garantire.
Presidente - La parola al consigliere Lavy.
Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Allora ritiro l'ordine del giorno e porterò, nel caso, altre iniziative se le questioni non avessero un'evoluzione come sperata.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Considerata l'ora, proporrei di terminare oggi i lavori del Consiglio convocando per domani alle ore 8:45 la Conferenza dei Capigruppo. Buona serata.
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La seduta termina alle ore 19:55.
