Oggetto del Consiglio n. 1850 del 5 ottobre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1850/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno ad inserire nel calendario venatorio 2022/2023 la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile".
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori, siamo al punto n. 9 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione della mozione il consigliere Ganis si è prenotato, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Una mozione di grande attualità, dato che l'attività venatoria 2022-2023 è in corso. A seguito della mozione all'oggetto n. 1086, approvata in Consiglio regionale in data 7 novembre 2019, "Impegno per la sospensione della caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile", sarebbe opportuno oggigiorno fare un po' di chiarezza sulla vicenda, perché dopo aver letto il resoconto del dibattito avvenuto in aula, appare chiaro ed evidente, da chi come il sottoscritto fa parte di questa categoria, che la mozione di sospendere la caccia alla lepre variabile e alla pernice bianca non è fondata su alcun studio scientifico dedicato, anzi, come risulta da documenti provenienti dall'Assessorato competente, sarebbero gli interventi dei cacciatori e la loro azione a svolgere un controllo e a monitorare lo stato di salute della specie in questione.
Prima di relazionare la mozione, che come gruppo presentiamo all'attenzione di questo Consiglio, vorrei evidenziare la finalità dell'attività venatoria, perché nessun cacciatore ha come scopo quello di condurre all'estinzione una specie selvatica, tutt'altro. Quello che va sottolineato è che l'attività venatoria ha come scopo di preservare la fauna selvatica vivente all'interno di un determinato territorio, mediante i censimenti fatti in primavera a opera dei cacciatori e mediante i piani di abbattimento controllati. Inoltre, l'attività venatoria rappresenta uno strumento utile ad arginare i danni provocati a culture e allevamenti dalla fauna selvatica. Ricordo che il mondo venatorio rappresenta una realtà molto importante per l'economia del nostro Paese, e il collega Manfrin lo aveva ricordato parlando di numeri: sono circa centomila gli addetti che gravitano attorno all'attività venatoria.
Ora, dopo questo breve inciso, torniamo a parlare della mozione. Personalmente, dopo aver letto il resoconto del dibattito in aula, sono rimasto sbalordito dalle parole avventate, prive di fondamento e soprattutto di poca conoscenza del mondo venatorio.
Ad esempio, che i cacciatori con licenza C siano i soli a cacciare le pernici e le lepri è sbagliato. Esistono vari tipi di carnet: il carnet B che riguarda la caccia ai lagomorfi, il carnet C che riguarda la caccia ai galliformi alpini; questo a dimostrazione della poca conoscenza del tema. E non esiste, per fortuna, il carnet per i colletti bianchi, perché qualche consigliere non si è limitato a dire di essere contro la caccia a priori, opinione che rispetto, ma si è lasciato scappare anche una battuta alquanto infelice. La considerazione da parte dell'ex Consigliera che "Qualcuno non sa come divertirsi", la trovo di pessimo gusto, direi quasi offensiva nei confronti di chi pratica quest'attività. Tra l'altro, nella presentazione della mozione, era palese il voler cercare il sostegno e l'appoggio dell'Assessore di allora, e come ho già evidenziato, prendendo più delle posizioni personali che basate realmente su degli studi scientifici e sulla conoscenza di come viene esercitata l'attività venatoria.
In base a queste considerazioni, che fanno parte e sono tranquillamente reperibili nel resoconto della mozione summenzionata, vorrei fare un po' di chiarezza e far presente a questo Consiglio come viene gestita l'attività del prelievo venatorio delle due specie.
Innanzitutto vorrei far presente che oggi nessuno studio è stato avviato nella nostra regione sul numero e la quantità riferita alla specie della lepre variabile e della pernice bianca, evidenziando che l'attività venatoria a queste due specie è stata sospesa senza alcun supporto tecnico-scientifico. Prima si sarebbe dovuto effettuare uno studio e successivamente, in base alle risultanze, eventualmente sospenderne il prelievo; ma questa è una considerazione.
Vorrei ricordare in aula che l'ISPRA, nel 2019, aveva approvato i relativi prelievi, tra cui otto pernici bianche e quindici lepri variabili, sempre rispettando le caratteristiche demografiche della popolazione e garantendo loro, grazie allo studio di tecnici, la conservazione della specie. Detto questo, va ritenuto che l'impatto dell'attività venatoria su queste specie risulta a bassa valenza, in relazione al numero esiguo di cacciatori che praticano quest'attività.
Vorrei ora evidenziare la parte tecnica che riguarda la nostra mozione, al fine di rendere edotti il maggior numero di consiglieri, affinché possano comprendere l'importanza dell'attività venatoria sul nostro territorio. Innanzitutto, per quello che concerne la lepre variabile, i prelievi effettuati sono stati utili per determinare il tetto di prelievo stabilito dall'ufficio fauna, mantenendo così, seppur in mancanza di studi scientifici, l'assoluta conservazione e sviluppo della specie. Inoltre, sempre attraverso il piano faunistico venatorio regionale, non essendo stati effettuati fino a oggi censimenti specifici, gli unici dati al momento sull'evoluzione della specie e sulla struttura della popolazione presente nel territorio sono quelli forniti e ricavabili dalle statistiche venatorie.
Cosa alquanto importante, come avviene per la lepre variabile, è la raccolta del cristallino degli animali prelevati, al fine di analizzare la popolazione della specie sul territorio valdostano. Ma non solo: sarebbe stato alquanto importante continuare a monitorare il rapporto giovani/adulti, attraverso la palpazione dell'avambraccio del tubercolo di stroke, che è un nucleo cartilagineo presente alla sommità della lepre, utile a determinarne l'età, al fine di poter successivamente stabilire il numero di capi da prelevare per conservare la specie.
In merito alla pernice bianca, si effettuano monitoraggi per zone campione fino agli anni ottanta e lo stesso Ufficio fauna ha precisato che il tetto dell'abbattimento stabilito avviene dopo l'esito dei censimenti annuali, sempre con l'intento di mantenere la popolazione vitale. Esistono in merito degli studi, i quali possono affermare che l'areale censito negli anni è di circa 2500 esemplari e si fa presente nell'anno 2020. Va evidenziato inoltre che il prelievo è vietato nelle aree protette e nelle zone ZTS, cioè zone a protezione speciale, e che i piani calcolati fanno riferimento alle sole aree campione, affinché l'attività non abbia impatto rilevante sulla dinamica e vitalità della specie. Va tenuto conto che il tetto stabilito per il prelievo è altamente di garanzia per la specie e risulta essere pari allo 0,5 percento delle consistenze primaverili e dello 0,27 percento di quelle estive, valutato solo sui siti di monitoraggio e dai dati effettuati sulla pernice bianca nell'ultimo periodo 2008-2020, che poco si discostano da quelli rilevati negli anni 1980-1990; tali dati confermano la stabilità della specie. Rimangono evidenti le difficoltà di monitoraggi primaverili, censimenti derivanti dalle avverse condizioni meteorologiche che possono pregiudicare i risultati in alcune annate.
Evidenziata questa parte tecnica, si ritiene che si possa riaprire il prelievo venatorio alle due specie. In particolar modo, secondo i numeri stabili già in passato per quanto riguarda la lepre variabile, mentre per quello che concerne la pernice bianca il tutto sarà subordinato dalle risultanze delle operazioni di censimento da parte dei cacciatori, tenendo conto anche delle eventuali modifiche e correzioni che potranno derivare dagli studi da approvare. Ecco che la riapertura del prelievo per entrambi le specie, e il conferimento dei capi eventualmente prelevati ai centri di controllo, potrebbero risultare indispensabili alla maggior richiesta di una conoscenza qualificativa delle due specie, oltre a poter approfondire, tramite campionature mirate, lo stato generale e genetico della specie.
In base a queste considerazioni tecniche, il Consiglio regionale impegna il Presidente della Regione e il Governo regionale a inserire all'interno del calendario venatorio 2022-2023 la possibilità di cacciare le specie della pernice bianca e della lepre variabile.
Presidente - L'illustrazione della mozione è stata fatta, a questo punto apriamo la discussione generale. Si è prenotato da remoto l'assessore Sapinet a cui passo la parola.
Sapinet (UV) - Grazie collega Ganis. La mozione in oggetto impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a inserire all'interno del calendario venatorio 2022-2023 la possibilità di cacciare le specie della pernice bianca e della lepre variabili. Come ha ben ricordato il collega Ganis, la caccia è attualmente sospesa a seguito della mozione all'oggetto n. 1086 del 7 novembre 2019, che impegnava la Giunta regionale ad adottare tali misure fino all'effettuazione di un adeguato studio scientifico finalizzato alla definizione dell'attuale stato quantitativo e qualitativo delle specie e comunque per un periodo.
I dati del 2019 ci parlavano di prelievi decisamente ridotti, di un'attività venatoria contenuta, dovuta anche a un esiguo numero di partecipanti. La presenza di queste specie nelle Alpi sta subendo una leggera contrazione, a causa anche del riscaldamento globale: questo ci dicono i tecnici, che ci dicono però anche che la situazione in Valle d'Aosta sembra essere meno allarmante rispetto agli altri contesti alpini. La preoccupazione è rivolta in particolare al momento climatico che spinge ovviamente questa specie a quote più alte per gli inverni senza neve, condizione necessaria perché avvenga la caratteristica muta.
In attuazione alla mozione del 2019, sono in corso gli studi delle due specie. Per quanto attiene alla pernice bianca lo status è indagato nell'ambito della revisione del Piano regionale faunistico venatorio, mentre la lepre variabile è oggetto di uno studio specifico coordinato dall'Istituto Oikos di Milano, che vede impegnati i cacciatori e i forestali nella raccolta di campioni fecali sul territorio regionale. Dall'esame dei campioni, anche mediante analisi genetica, si determinerà la densità precisa degli animali presenti in Regione.
Con quest'iniziativa si esprime ovviamente una volontà politica che fa seguito alla mozione del 2019, un passaggio che ha ben ricordato il collega Ganis e che molti di noi ricordano, sul quale tanto si è già detto. Fu una direzione presa con una votazione senza l'avvallo di dati tecnici o particolari approfondimenti, come ha ben ricordato Ganis nell'ambito del dibattito. In seguito a quella mozione, nonostante l'ormai nota carenza di personale degli uffici e del Corpo forestale della Valle d'Aosta e le difficoltà dovute alla pandemia, che proprio in quei mesi cambiava le nostre vite e influiva così inaspettatamente e pesantemente sugli aspetti organizzativi, gli uffici si sono attivati per approfondire la tematica. In particolare, dopo un'iniziale difficoltà a reperire i tecnici che in Italia fossero in grado di affrontare tale studio, le necessarie valutazioni per parametrizzare i dati e le procedure necessarie, la valutazione di ISPRA, nel corso del 2021 lo studio ha preso il via e ora è entrato in una fase operativa, grazie anche al supporto degli stessi cacciatori che stanno collaborando attivamente.
Qui mi collego alle parole del collega: i cacciatori si sono messi a disposizione dei tecnici al fine di continuare quest'opera; un'attività venatoria che ha ben descritto, un'attività anche di volontariato sul territorio continua durante l'analisi dei censimenti ma non solo, e questo ne è un ulteriore esempio.
Nel richiedere alcune leggere modifiche nella parte iniziale, si esprime comunque la volontà di votare favorevolmente quest'iniziativa, dando - ripeto - un'indicazione politica. Si è detto anche nell'iniziativa precedente della differenza fra un passaggio tecnico e un passaggio politico: a ciascuno il suo ruolo. Un iter tecnico non banale, perché la modifica del calendario necessita comunque del parere della Consulta faunistica, del Comitato regionale per la gestione venatoria e infine dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Un percorso tecnico che terrà conto degli sviluppi degli studi in corso, per arrivare poi a una delibera della Giunta regionale. Ritengo comunque corretto che questo Consiglio si possa esprimere nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, dando così un avviso politico a tre anni di distanza dall'iniziativa precedente.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Dopo la presentazione della mozione del collega Ganis, che è entrata nel merito decisamente tecnico di un percorso che si era interrotto nel 2019, e anche dopo la relazione tecnica che i dirigenti dell'assessorato hanno preparato per l'Assessore, ci preme evidenziare alcune parti del testo che ci hanno in qualche modo catturati e che vengono richiamate nella mozione. In particolare, mi riferisco alla finalità dell'attività venatoria che è orientata a preservare tutta la fauna selvatica vivente all'interno del territorio valdostano, con i censimenti che vengono effettuati a primavera da parte dei cacciatori e per effetto dei piani di abbattimento controllato. Ma ancora, la presenza - l'ha sottolineato l'assessore - di documentazione in assessorato, risalente al 2020, dove si sottolinea che le due specie oggetto della mozione non sono assolutamente minacciate dal rischio di estinzione, perché per mantenere la specie erano stati istituiti già dei piani di prelievo, peraltro ridotti, e che le due specie in questione sono ricomprese nell'elenco delle specie dei cacciabili.
Dopo tre anni passati dall'approvazione della mozione del 7 novembre 2019, che impegnava la Giunta a sospendere la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile, e alla successiva delibera di Giunta, la n. 638, che di fatto sospendeva effettivamente la caccia delle due specie, noi crediamo che si possa riaprire e rendere possibile la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile, inserendole nel calendario venatorio in essere.
Ho citato la legge 64 del 1994 perché su questo tema, nel quale siamo stati coinvolti da molti amici, l'ho detto nell'intervento della mozione precedente, tanti ci hanno avvicinati sottolineando alcuni aspetti che vanno sicuramente ripresi e valutati con attenzione rispetto alla legge 64, che richiama questa passione venatoria che normalmente viene tramandata e che certamente fa parte della cultura e della passione di molte famiglie, soprattutto delle popolazioni di montagna, ma non solo. Sulla base di queste sottolineature di molti, che abbiamo ascoltato con interesse soprattutto per conoscere, è emersa la necessità di lavorare alla predisposizione di una rivisitazione della legge e dei regolamenti sulla caccia.
Tornando alla mozione, per risparmiare tempo, annunciamo ovviamente il nostro voto favorevole, con l'auspicio che si agisca subito, presto e che con una modifica immediata del calendario venatorio si possa agire già nella stagione in corso. La politica deve dire che cosa vuol fare: è stato detto poco fa in quest'aula, e quindi subito e senza rimandi che si agisca.
Presidente - È pervenuto un testo emendato alla Presidenza e credo che sia stato o già distribuito o in via di distribuzione. Ricordo che siamo in discussione generale, chi vuole intervenire? Consigliera Minelli ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Non ho ancora ricevuto il testo emendato, ma faccio ugualmente delle considerazioni generali su questa mozione, partendo dal fatto che ricordo molto bene la discussione che c'era stata in Consiglio il 7 novembre del 2019. Una discussione che poi si era conclusa con la richiesta di un voto segreto a quella mozione; erano presenti 33 consiglieri, i voti favorevoli erano stati 19, i contrari 3 e gli astenuti 11. Questo a fronte del fatto che, prima della richiesta del voto segreto, a dichiararsi espressamente a favore della mozione erano stati sette consiglieri, quindi chiaramente c'era stato qualche problema in quel momento per il voto finale, ma eravamo in una situazione di dinamiche particolari, un po' come forse potremmo ritrovarci a dover vivere anche adesso.
Giustamente, nella premessa della mozione - e poi lo ha ricordato il collega Ganis - si riporta l'impegno di quell'iniziativa che diceva esattamente: "Si impegna la Giunta regionale ad adottare immediatamente tale misura, fino all'effettuazione di un adeguato studio scientifico finalizzato alla definizione dell'attuale stato quantitativo e qualitativo della specie e comunque per un periodo di almeno cinque stagioni venatorie". Come è stato ricordato, non ne sono passate cinque, ne sono passate tre e io questo studio finalizzato alla definizione dello stato quantitativo e qualitativo non l'ho visto; è stato spiegato che ci sono stati problemi legati alla pandemia e a quant'altro...Ma di fatto, come stamattina ci è stato ricordato, con il voto di una mozione si prende un impegno politico. Secondo me lo si prende anche votando delle leggi, e avevamo votato quella legge sul lupo, di cui abbiamo discusso prima, che era il risultato - se vogliamo - di un lungo lavoro di mediazione che non è neanche stato fatto nel 2021, ma già dal 2019, infatti i testi erano già stati presentati e rivisti fin da allora. Ma se una mozione è un atto politico, io so di aver votato nel 2019 una mozione che aveva un preciso impegno politico che chiedeva di fare la sospensione della caccia, in attesa di uno studio scientifico e comunque per un periodo di almeno cinque stagioni venatorie. Ovviamente non ho cambiato idea, perché mi sembrava coerente allora, e mi pare coerente oggi, fare una scelta di quel tipo, considerato che i dati relativi alla presenza della lepre variabile e della pernice bianca nella nostra regione, come su tutto l'arco alpino, erano preoccupanti, perché erano comunque in netto calo; cosa che non succede nelle altre regioni italiane, dove la situazione è diversa. Allora, - mi scuso per non aver verificato oggi, ma non sono riuscita a trovarlo, evidentemente non sono abbastanza brava a smanettare su Internet - nel 2019, tranne la Provincia di Bolzano, nessuna Regione dell'arco alpino aveva autorizzato la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile; probabilmente una ragione c'era.
Il collega Ganis poi ha fatto riferimento - senza citarmi - all'intervento che io avevo fatto, ma io lo ricordavo bene, a una scarsa conoscenza della materia e soprattutto del mondo della caccia. Sì, collega Ganis, io non ho un'ampia conoscenza di questo mondo, anche perché fondamentalmente sono contraria alla caccia, però so benissimo che ci sono delle differenze soprattutto quando si deve parlare di contenimento, e non a caso ho anche votato la legge sul lupo; ma qui non stiamo parlando certamente di contenimento di queste due specie, perché non possiamo parlare di contenimento quando abbiamo dati come quelli che anche lei ha citato. Ricordo però che, nel momento in cui avevo fatto riferimento ai cacciatori con permesso C, ovviamente non potevo esserne a diretta conoscenza, ma erano dati che avevo cercato di verificare in due modi: attraverso informazioni di un funzionario dell'Assessorato e attraverso le comunicazioni di un amico cacciatore - perché anche chi non è favorevole alla caccia normalmente i rapporti di amicizia li mantiene anche con chi ha delle idee contrarie-. Detto ciò, i ricalcoli che erano stati fatti allora sulla quantità di capi cacciati a stagione venatoria erano corretti, perché li avevamo verificati proprio con chi di questo si occupa direi o per mestiere in un caso, o perché ha fatto una scelta, che è quella di dedicarsi a quest'attività e che sicuramente ne sa molto più di me.
In conclusione, proprio per coerenza con quel voto che era un impegno preciso e chiedeva di fare la sospensione in attesa di uno studio che desse dei chiarimenti, e comunque per un periodo non inferiore alle cinque stagioni venatorie, il voto sarà di astensione.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - L'intervento della collega Minelli ci permette di fare un approfondimento rispetto alla mozione che è stata citata e che oggi discutiamo. Si parla di un indirizzo che è stato preso a maggioranza su 33 votanti, con 19 favorevoli. Ha fatto bene la collega Minelli a dire qual è stata la modalità di voto. La modalità di voto è stata la votazione segreta, cioè quella, dal punto di vista mio, più imbarazzante che ci sia, perché la votazione segreta permette a dei pavidi, permette a delle persone che non sono coscienti, che non sono nella condizione di rappresentare correttamente il loro pensiero e, non è sfuggito alla collega, perché lo ha detto chiaramente, verosimilmente quel voto non solo non doveva essere così, ma aveva degli altri obiettivi. Collega Minelli, la pernice bianca e la lepre variabile non c'entravano niente con quella votazione! Erano personaggi meschini, dico io, che avevano altri obiettivi, quelli di mettere in crisi un Governo. Ma un governo non si mette in crisi con una votazione segreta, si mette in crisi affrontando i temi dal punto di vista politico.
Lei - come dire? - in modo così, un venticello, dice che magari è una situazione che potrebbe ripetersi; io spero proprio di no! Perché vede, al di là di coloro che si sono espressi, e si sono espressi anche in modo chiaro, hanno detto che loro, alcuni di loro, sono contro la caccia, a prescindere dalla pernice o dalla lepre, erano contro la caccia, io invece sono favorevole alla caccia. E la decisione che è stata presa la scorsa legislatura, è stata presa: primo, con una votazione segreta; secondo - lo ha detto Ganis nel presentarlo -, senza nessun tipo di dato. Quindi il paradosso di tutta questa questione è che noi oggi per riaprire la caccia abbiamo bisogno di una serie di studi, ma per chiudere la caccia non c'è stato bisogno di niente. Diciannove fantasmi - fantasmi perché nascosti dietro il voto segreto - che hanno bloccato un'attività che in allora era consentita, in virtù dei censimenti e in virtù delle proporzioni che c'erano.
Ecco perché io dico che, per coloro che guardano da fuori, ovviamente con il loro interesse, dicono "Ma che Consiglio regionale...! Voi mettete in moto un'attività sulla base dei pruriti, sulla base delle emozioni che sono momentanee".
Io rispetto, collega Minelli, che lei legittimamente, come tutta una serie di persone, dica "Io sono contro la caccia"; tutto giusto dal punto di vista vostro, ma io dico una cosa diversa. Io dico che la caccia fa parte del nostro patrimonio, della nostra cultura, delle nostre abitudini, e quindi nel rispetto degli equilibri, nel rispetto della presenza dei vari selvatici, è possibile fare dei prelievi. Ecco perché siamo favorevoli a questa mozione. Ovviamente, lo ha detto bene l'Assessore, siamo favorevoli, purtroppo abbiamo preso una deriva e quindi io spero che questa modifica possa essere presa il prima possibile, il più presto possibile. Avremo ovviamente bisogno dei dati tecnici, perché ormai abbiamo messo in piedi una procedura che non riusciamo a controllare. Ma facendo riferimento anche a quanto detto prima, la volontà politica è di aprire la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile il prima possibile. Questa è l'indicazione politica. Dopodiché questa è la sollecitazione che dobbiamo dare ai tecnici, che dobbiamo dare alle strutture, affinché lavorino in tal senso.
Torno a dire che è paradossale - ma io nel 2019 non c'ero - che la caccia sia stata chiusa in base a una votazione segreta. Coloro che si erano espressi contro erano quattro o cinque, con allora l'assessore Chatrian piuttosto che l'assessore Testolin che avevano dato tutta una serie di chiarimenti che permettevano la continuazione di questo prelievo, che è assolutamente contenuto: si parlava, mi pare, di otto capi, quindi una cosa assolutamente sostenibile. Ecco perché, collega Minelli, l'esaltazione di una votazione a voto segreto per me è una pratica condannabile e che censuro, dal punto di vista mio.
Presidente - Consigliere Chatrian ne ha facoltà.
Chatrian (AV-VdA Unie) - Qualche considerazione sulla mozione presentata dai colleghi. Rinfrescando un po' il dibattito di qualche anno fa, che oltretutto era stato interessante, qualche collega si era posizionato legittimamente, rispettando le posizioni di ognuno di noi, in maniera molto ideologica: siamo contrari; invece nel dibattito è stato detto, non so se avete avuto modo di rileggere la discussione del 2019, anche da un punto di vista scientifico qual era il supporto numerico scientifico. Vorrei mettere in evidenza solo questo passaggio, perché all'epoca avevamo i tecnici che ci avevano supportato nell'intervenire su quella mozione.
Voce fuori microfono
Probabilmente la lepre non solo non era à la une, ma non ero da solo. Probabilmente eravamo in tanti, e poi forse qualche giochetto, un po' di nascosto, di quelli che hanno paura di affrontare le cose, di quelli che sono forti con i deboli. Di solito chi è forte con i deboli si nasconde con il voto segreto, con la manina "tac!" e lì ci scappa eventualmente quella pochezza magari, che culturalmente invece ti darebbe la possibilità di dire "Ci sono delle cose che funzionano meglio o meno e si deve cercare di trovare la migliore soluzione".
Il passaggio che vorrei mettere in evidenza è questo: forse il merito del piano di gestione ha un suo perché e ha il merito comunque di aver controllato una specie che non è in estinzione in Valle d'Aosta. Questa era un po' la sintesi da un punto di vista scientifico, numerico, ma poi la politica, o quella brutta politica, nascondendosi ha deciso di dare un'indicazione contraria rispetto a quello che era stato il dibattito. Però l'allora Governo regionale, rispettoso di un posizionamento, anche se di nascosto, anche se un po' becero, anche se un po' puerile forse, ha dato corso a quello che era l'indirizzo di quella mozione, di stoppare il tutto.
Conoscendo il mondo dei cacciatori, sapendo quanto conoscono il nostro territorio, forse non c'è nessun altro che conosce così bene il nostro territorio come i cacciatori, perché lo vivono, hanno modo comunque di poter cogliere probabilmente quello che non tutti noi, chi non è cacciatore, non può cogliere del proprio territorio, pensiamo che sia positivo dare un indirizzo sul piano più politico, quindi andare nella direzione di creare tutte le condizioni. Probabilmente sul piano tecnico sarà difficile che il nostro Assessore possa, nel giro di qualche ora, qualche giorno o qualche settimana, inserire nel 2022-2023, cioè nelle prossime ore, questa specie; diciamocelo in maniera anche abbastanza franca tra di noi, perché ci sono dei passaggi di natura tecnica che si devono fare. Ma penso che sia importante oggi, sul piano politico, dare corso invece alla riapertura con una certa scientificità, con un certo approccio e pianificazione/programmazione, in modo che si possa comunque - come dicevo poc'anzi - poter garantire una non estinzione da una parte e dall'altra una buona programmazione, come è stata fatta per tutte le specie. Perché penso che il lavoro che è stato fatto nel momento in cui si è cambiato il modo di cacciare, e ormai sono praticamente vent'anni, penso che lo stato dell'arte si possa definire buono, il fatto di avere comunque una garanzia di una biodiversità importante, in modo che possa essere comunque a conoscenza di tutti noi, di tutti i valdostani, ma anche di tutti quelli che frequentano il nostro territorio. Ribadisco il concetto: per noi il bene più prezioso che abbiamo è l'ambiente e, garantendo questa biodiversità con dei piani di controllo, penso che si possano raggiungere dei buoni risultati e degli obiettivi che da noi tutti sono prefissati.
Presidente - Consigliere Ganis per il secondo intervento, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Mi dispiace collega Minelli, ma c'è poca informazione in quello che lei dice. Come ho già ricordato, lei aveva detto che il carnet B riguarda i lagomorfi, mentre il carnet C riguarda la caccia ai galliformi, lei invece pensava al contrario, nel senso che tutti e due i carnet valessero sia per i lagomorfi sia per la caccia ai galliformi, quindi vede che c'è poca informazione.
Un'altra cosa. I numeri ci sono, perché esistono degli studi per cui si può affermare che l'areale censito negli anni è di circa 2500 esemplari; quindi, uno studio c'è che conferma il numero degli esemplari.
Condivido pienamente l'intervento del collega Marguerettaz, perché la mozione allora non era finalizzata a chiudere la caccia, ma aveva una valenza e una finalità, che era solo quella politica.
Mi auguro, a questo punto, che la riapertura avvenga il prima possibile.
Presidente - Consigliere Sammaritani ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Importante in questa discussione è quello che è venuto fuori sia per quanto riguarda l'oggetto proprio della questione, cioè la caccia a queste due specie, la lepre variabile e la pernice bianca, sia dall'altro lato l'aspetto politico che effettivamente incise in misura determinante quella volta in cui si fece - io ero presente - quella votazione, dove noi peraltro avevamo già preso posizione in modo contrario in quel caso, quindi favorevole alla caccia. Io sono certissimo, per averne anche parlato con loro, che i cacciatori abbiano capito benissimo, prima ancora che glielo dicessimo noi, che c'era stato un gioco politico che purtroppo aveva malauguratamente condizionato questa decisione, questa votazione, che nulla aveva a che fare con l'oggetto di cui si stava trattando.
Io credo che addirittura oggi, al di là di quei dati tecnici che mi ero preparato e che probabilmente magari dirò dopo in modo così en passant, direi che forse oggi noi abbiamo modo di mettere una pezza a questa cosa e finalmente rimettere un po' a posto le cose. Perché effettivamente quella volta quel gioco politico, che portò a questa votazione segreta e a un risultato che era sicuramente contrario a quello che sembrava essere all'interno di quest'aula l'orientamento principale e prevalente, oggi - grazie a Dio - con questa nostra iniziativa, che spero sarà condivisa dalla maggior parte dei presenti, si riesce finalmente a mettere un po' di giustizia. Giustizia in senso lato, perché effettivamente il discorso caccia, non caccia, può piacere o non può piacere e apprezzo la coerenza di chi dice, come la collega Minelli: "Io sono contro la caccia, quindi a me non datemi i numeri, non datemi niente, perché tanto io sono contro la caccia" ed è giusto che sia così, giustissimo. Noi invece che siamo per il rispetto della legge, siccome la caccia è consentita in Italia, e fino a prova contraria si può esercitare, riteniamo che l'approccio debba essere tecnico, oggettivo, concreto, nel senso che, se una specie è a rischio di estinzione, è giusto non cacciarla, se non è a rischio estinzione, è giusto cacciarla. É molto semplice, non è che ci sono tante considerazioni da fare.
Un po' di numeri. I cacciatori che hanno il carnet C, quello sui galliformi, erano più di 120 all'inizio degli anni duemila, adesso sono più o meno 55-60 in tutta la Valle; quelli con il carnet B, cioè i lagomorfi, la lepre fa parte dei lagomorfi appunto, sono circa un centinaio, quando una volta erano più di 200 all'inizio degli anni 2000, quindi parliamo di numeri bassi. Si è detto anche del numero dei prelievi autorizzati negli ultimi anni: fino al 2019 è stato possibile e la pernice bianca vedeva otto soggetti prelevabili sul piano di prelievo, peraltro abbattuti soltanto sette in quell'anno, e per la lepre variabile avevamo un piano di prelievo che ne prevedeva quindici, ne furono abbattuti sette. Quindi parliamo di numeri veramente bassi. Probabilmente l'inverno, le mountain bike o il trekking, eccetera, forse fanno danni maggiori, ma sicuramente non ci permetteremmo mai di dire che non si può più andare in bicicletta o a fare trekking per le nostre montagne.
Poi il discorso più generale. L'ultimo studio anche a livello europeo ha detto che praticamente il prelievo venatorio in realtà minaccia la natura o le specie per uno 0,66 percento, rispetto agli altri motivi di diminuzione degli animali o comunque di danni alla natura in generale. Quindi, direi che stiamo parlando veramente di numeri infinitesimali e soprattutto, come è già stato detto ampiamente, è inutile che lo ribadisca io, il prelievo venatorio, così come i censimenti soprattutto che vengono operati dai cacciatori che se non potessero più cacciare manco lo farebbero, è evidente, è uno degli elementi e dei presidi fondamentali per la tutela e la prosecuzione delle specie, perché soltanto attraverso il prelievo molto spesso si riesce a capire lo stato di salute di queste specie. Per esempio, per la lepre variabile è stato detto che il prelievo del cristallino è un elemento quasi imprescindibile, altrimenti, trattandosi di specie piuttosto difficili da individuare, perché sono davvero specie che si vanno a mimetizzare, cercano di nascondersi, hanno questo sistema di difesa, diventa estremamente difficile, se non vai proprio a cercarli, capire qual è lo stato di salute della specie. Paradossalmente può sembrare così a un profano, ma la caccia è addirittura elemento di presidio per la continuazione delle specie, perché davvero è attraverso l'attività venatoria e i relativi censimenti che si capisce lo stato di salute delle specie.
Senza preconcetti riteniamo che sia fondamentale riaprire e mettere un rimedio a quella che era stata una decisione del tutto politica e affatto oggettiva - sicuramente non ci era piaciuta all'epoca e ci piacerebbe ancor meno adesso - e voteremo sicuramente in modo molto convinto.
Faccio solo un ultimo cenno a una cosa che probabilmente a qualche cacciatore farà piacere, nel senso che io mi sono letto con attenzione la sentenza del TAR; i cacciatori avevano tentato di contestare l'esclusione di queste due specie dalla possibilità del prelievo e avevano fatto ricorso. In realtà anche il TAR ho notato che ha fondato la sua sentenza su un presupposto di fatto errato addirittura, cioè dicendo esplicitamente, quindi dando per assodato, che la pernice bianca fosse inserita nella lista delle specie minacciate in Italia, e così non è; quindi, una sentenza amministrativa che addirittura era fondata su un dato oggettivo sbagliato. Un po' quello che è successo per quella famosa mozione, malauguratamente votata in quel modo, che era fondata su dati non oggettivi e non tecnici, e purtroppo passò per motivi del tutto diversi da quelli che invece avrebbero dovuto portare alla votazione. Speriamo che in questo caso la politica riesca a mettere un po' una pezza a quello che aveva malfatto qualche anno fa.
Presidente - Consigliera Minelli per il secondo intervento.
Minelli (PCP) - Per secondo intervento e per precisare alcune cose. Sembrerà strano, ma per una volta, rarissima - quindi segnatevela sul calendario - concordo con una parte del discorso che ha fatto il collega Marguerettaz poco fa, nel momento in cui ha definito pavide le persone che in quell'occasione hanno votato in quel modo e più in generale coloro che si nascondono dietro una votazione segreta. Concordo pienamente, tant'è vero che non mi è mai passato per la testa né di chiedere un voto segreto, non potrei farlo con i numeri che abbiamo noi, ma nemmeno di contribuire a chiedere un voto segreto, tant'è vero che in quell'occasione il voto segreto è stato chiesto da due gruppi che erano presenti in Consiglio regionale e non da quello che rappresentavo insieme al collega Bertin. E la stessa valutazione sul voto segreto credo che, se poi andate a rivedervi i resoconti di questa e della passata legislatura lo trovate, è qualche cosa che ho sempre profondamente stigmatizzato, perché credo che non sia un sistema da usare; non lo ritengo un sistema né corretto, né utile e soprattutto, e l'ha dimostrato quella votazione, ha sempre un fine diverso - tranne che in certe occasioni, e mi ricordo bene che sono quelle per questioni più economiche, ma lì è un altro discorso - ed è usato molto spesso per far emergere conflitti che ci sono o per raggiungere uno scopo secondario.
Al di là di questo, sulla questione di quella mozione e sul fatto che anche il collega Sammaritani poco fa ha detto che una persona si definisce contraria alla caccia e quindi chiede di eliminarla. A prescindere dal fatto che uno può avere una sua posizione e poi, come lei giustamente ha detto, sa che le leggi vanno rispettate, quella mozione non chiedeva di abolire la caccia alla pernice e alla lepre. Quella mozione chiedeva di sospenderla in attesa di uno studio e per un numero di stagioni venatorie. Qual era lo scopo? Lo scopo della mozione, non di chi ha usato la mozione per un altro motivo, era di garantire a quelle specie di riuscire a ripopolare, invece di continuare a calare, perché erano in calo.
Giustamente è stato detto che non è soltanto la caccia, il prelievo venatorio, che può mettere in pericolo l'esistenza di alcune specie ed è vero: tra le cause che mettono a rischio questi animali ci sono anche, e lo vediamo ormai in maniera forse ancora più evidente che tre anni fa, i cambiamenti climatici e tutto ciò che è connesso. Quindi a maggior ragione, in una situazione che presenta già delle criticità di per sé, per cause sulle quali è assolutamente molto difficile incidere - peraltro anche lì dovremmo pensare di fare qualche cosa - il futuro è incerto e la caccia ha una funzione obiettivamente diversa.
Torno a dire che in questo caso non stiamo parlando di specie che devono essere contenute. Il discorso è molto diverso rispetto ad altre specie, e lo fa anche qualcuno come me che dichiara di essere in linea di principio contrario alla caccia, perché riesco a distinguere le cose tra quella che è una mia posizione e quella che è una situazione contingente. Quella della lepre variabile e della pernice bianca è una situazione diversa. Mi fa invece un po' sorridere la seconda parte dell'intervento del collega Marguerettaz, quando dice con gran foga "riapriamo il prima possibile", quasi che fossimo in una situazione di pericolo per la presenza di questi animali!
Presidente - Vi sono altri interventi in discussione generale? Non vedo richieste, pertanto chiudo la discussione generale. Si è prenotato l'assessore Sapinet per la replica del Governo, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Due veloci considerazioni ringraziando tutti coloro che hanno preso la parola con interventi precisi, puntuali e molto interessanti. In particolar modo è stato ricordato l'esito di quella votazione che conoscevamo bene. Siamo andati a rivederci tutti i passaggi e tutti gli interventi: un voto - come hanno detto correttamente il collega Chatrian e il collega Marguerettaz - che aveva ben altri obiettivi. Come detto, da lì si è partiti con uno studio che, compatibilmente con tutte le problematiche che ho elencato prima, non ultimo anche il passaggio elettorale, è stato avviato e presto ci darà già dei numeri.
Ringrazio anche il collega Sammaritani per il suo intervento. Credo che sia importante questa votazione che ci dà la possibilità di dare un segnale politico diverso rispetto al 2019. Il mondo venatorio, come ha detto qualche collega, ha subito quella mozione che aveva altri obiettivi e altre finalità. Noi oggi possiamo dare un segnale diverso a un mondo, quello venatorio, che comunque fa parte della nostra storia, della nostra tradizione e che tanto sta dando al territorio. Nelle varie interlocuzioni con quel mondo si sta ragionando sul creare anche un momento che non sia solo di festa, ma anche un momento tecnico di promozione e di divulgazione di quella che è l'attività e di quelli che sono i dati che vengono reperiti grazie all'attività venatoria e anche all'attività del Corpo forestale.
Quindi, un segnale politico al quale sicuramente seguiranno i passaggi tecnici cercando, questo è un impegno ulteriore, di contenere al massimo le tempistiche.
Presidente - Dopo la replica, ci sono dichiarazioni di voto? Altrimenti passiamo direttamente alla votazione del testo emendato. Non vedo richieste. La votazione è aperta.
Appello nominale del Consigliere presente in remoto sulla piattaforma zoom.
Sapinet (UV) - Favorevole.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika, Minelli)
Il Consiglio approva.
