Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1851 del 5 ottobre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1851/XVI - Inizio della discussione generale sulla mozione: "Impegno del Governo regionale a prevedere misure di sostegno a favore di cittadini e operatori economici di tipo strutturale, su medio e lungo periodo, per mitigare gli effetti negativi dovuti ai rincari del mercato dell'energia".

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 10 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, il consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Nel mese di luglio avevamo presentato quest'iniziativa che poi, per varie ragioni, è slittata e viene discussa oggi. È una situazione che credo che sia ancora amplificata rispetto ad allora e tratta del problema del caro energia, soprattutto della corrente elettrica per i valdostani, ma anche per tutti gli italiani.

È sicuramente questa una questione molto complessa. C'è stato un impazzimento del mercato dell'energia, direi una vera e propria esplosione dei costi nel 2022, alla quale non si vede ancora una possibile soluzione e che desta grande preoccupazione. Sicuramente tutti i valdostani e tutti noi, in approccio all'inverno, abbiamo avuto modo in questi giorni di controllare le bollette del riscaldamento ed elettriche e tutti guardano con apprensione a questa tematica. C'è chi è andato a fare degli acquisti del pellet e ha già toccato con mano qual è l'incremento dei costi, chi dei prodotti petroliferi del gasolio, ma ancor peggio chi è collegato alle reti elettriche e alle reti del gas, perché vive una situazione di apprensione amplificata poiché non sa ancora oggi cosa si troverà di fronte a spendere nei prossimi mesi. È addirittura una situazione di spesa al buio e ci si troverà poi di fronte al dover riconoscere delle bollette che saranno sicuramente ancora più pesanti rispetto a quelle che sono state emesse attualmente.

Sicuramente ci sono tante ragioni a fronte di questi aumenti, la più semplice è quella di attribuirla alla guerra, visto che la Russia ha bloccato i rifornimenti di gas su tutto il territorio dell'Unione Europea, però credo che non sia sufficiente fare queste valutazioni perché, a mio avviso, c'è una tendenza su ampia scala che porta all'incremento dei costi dell'energia, perché c'è una grossa domanda a fronte di una scarsità di risorse. Probabilmente è una questione che durerà nel tempo purtroppo, e sottolineo purtroppo, e quindi c'è la necessità di affrontarla prendendo delle misure che possano mitigare l'esposizione dei cittadini a queste difficoltà.

In Italia, più che in altri Paesi, si hanno delle grosse difficoltà in questo momento, perché abbiamo una grossa dipendenza energetica sostanzialmente dall'estero. L'Italia è il primo Paese dell'Unione Europea a 27 per la produzione elettrica da gas e questo discende da politiche che sono state fatte nel tempo o da politiche che non sono state fatte. Do due dati, per fare poi una riflessione: l'Italia produce il 50 percento dell'energia elettrica da gas, la Germania il 14,4 percento, la Francia il 6 percento. Queste sono scelte che sono state fatte nel tempo di politica energetica, che ha portato qualcuno a essere meno dipendente dall'estero per le forniture, mentre altri hanno aumentato la percentuale di dipendenza. Questo tipo di politiche ha portato già a degli effetti che si sono manifestati nelle bollette. In Italia le bollette, per queste ragioni, sono aumentate del 68 percento fino al mese di settembre. In Germania solo del 19, in Francia del 7 percento.

Allora, bisognerebbe fare delle riflessioni, e qui credo che sia l'aula deputata per farle a livello politico. A volte ci siamo persi, probabilmente anche a livello locale, in discussioni sull'inquinamento delle polveri sottili, ma nel frattempo che si fanno questi ragionamenti non ci si rende conto che forse si rischia di morire di freddo, per i costi che le mancate azioni portano poi a riverberare sulla società.

Sicuramente ci sono più ambiti d'intervento e l'ambito sovralocale è quello di riferimento per poter intervenire in modo significativo su queste situazioni, perché sono situazioni che stanno scappano di mano.

Io ho provato a fare alcune analisi sui consumi personali, giusto per capire di cosa stiamo parlando. Dal 2021 al mese di settembre c'è stato un aumento del 65 percento delle bollette a pari consumo; questo è il costo che ci troviamo costretti ad affrontare. Con il nuovo aumento che entra in vigore dal primo del mese di ottobre, c'è un ulteriore aumento del 57 percento. Il tutto porta, rispetto a gennaio 2021, a un incremento del 153 percento delle bollette di energia elettrica, e non si hanno nemmeno delle rassicurazioni su quello che è il futuro. Invito tutti a leggere una bolletta elettrica e non si riesce neanche a trovare su qualsiasi bolletta qual è il costo unitario del kilowatt/ora;

bisogna fare tutta una serie di calcoli per arrivarne a capo, e anche qui credo che venga generata confusione nella comunità.

Sempre facendo due conti, perché alla fine bisogna contestualizzare su dei numeri quello di cui si discute, tenuto conto di quello che è il rapporto che è stato prodotto dal Ministero della transizione ecologica sui consumi energetici e sulla situazione energetica del 2021, emergono dei dati che possono dare conto di quello che è il riflesso di questi aumenti sulla comunità valdostana. Noi oltretutto, rispetto alle medie, bisogna tener conto che siamo un paese di montagna e quindi i costi sono sicuramente superiori rispetto a quelli che derivano dalle medie nazionali. A livello di consumi elettrici, rispetto ai consumi che abbiamo di 140 milioni di kilowatt/ora, abbiamo più o meno per le famiglie un incremento di 40 milioni di euro di bollette rispetto ai dati che abbiamo detto prima, delle percentuali di aumento che ci sono state. Ci saranno circa 60 milioni di euro di aumento sul riscaldamento e sui trasporti una trentina di milioni. Stiamo parlando di 150 milioni di euro di aumento del costo delle forniture energetiche per le famiglie valdostane.

E non abbiamo ancora parlato del discorso dell'imprenditoria, che è ancora più complesso, al quale dovremo far fronte questo autunno. Su questo esprimo grande preoccupazione, perché anche in questi giorni, parlando con degli esercenti di attività, dicono: "mi sono arrivate le bollette", ma c'è gente a cui sono arrivate bollette da 10 mila euro! Io non lo so come faranno a sostenere queste spese, soprattutto in una realtà come quella valdostana dove abbiamo una maggiore fragilità del tessuto economico, viviamo di stagionalità, viviamo di situazioni che spesso stanno in equilibrio di misura. Quindi non so cosa ci aspetterà nei prossimi mesi, se la politica non sarà in grado di prendere delle decisioni e degli interventi.

A questo riguardo credo che questa sia l'occasione. Come ha detto prima il collega Marguerettaz, la politica deve dire quello che vuole fare, ma bisogna anche capire quello che può fare rispetto alla situazione che stiamo vivendo, e bisogna farlo - a mio avviso - senza delle preclusioni di natura ideologica, perché siamo in una situazione di emergenza e in una situazione di guerra, sotto questo profilo. Mai nessuno di noi avrebbe potuto immaginare che dall'invasione della Russia in Ucraina ci potessero essere dei riverberi che sconvolgessero completamente le abitudini di vita, che mettessero a rischio tutto il modello produttivo, la produzione, una grande difficoltà della quale non sappiamo ancora vedere delle soluzioni.

Pertanto, è vero che a livello nazionale devono essere prese delle determinazioni di natura politica per far fronte a questa situazione, ma è anche vero che quando si ha la neve davanti la porta di casa, il primo che deve occuparsene è il padrone di casa, di far pulizia davanti il proprio uscio. Quindi, anche noi dobbiamo capire cosa possiamo fare di fronte a questa situazione.

Noi siamo dei grandi produttori, come Valle d'Aosta, di energia elettrica rinnovabile. Negli anni 2000 è stata fatta una grande operazione di acquisizione delle centrali idroelettriche, che è stato il più grande investimento a livello di lungimiranza politica dell'ultimo ventennio, un investimento che ha creato delle grandi soddisfazioni alla Regione, sia sotto il profilo politico, ma soprattutto sotto il profilo economico, sia per lo sviluppo che ha potuto dare all'impresa della produzione di energia, ma sia anche agli introiti che ne sono derivati alla Regione attraverso le accise e le tasse.

Sicuramente la società CVA ha fatto delle promozioni, il 40 percento di sconto sull'energia. Sotto questo profilo, a mio avviso, c'è anche poca informazione sul territorio valdostano, perché c'è gente che non ne beneficia ancora di questa promozione, e ci sono 40 mila utenti che non beneficiano di questa scontistica. Credo che bisognerebbe fare anche un po' di chiarezza, perché non agevola il fatto che si vada a leggere sul sito che la promozione finisce alla fine del mese di dicembre. Questo crea un po' di spavento, e bisognerebbe dare un po' più di tranquillità nell'evidenziare che la cosa andrà avanti, perché diversamente ci sono dei soggetti e delle persone che non hanno il coraggio di passare dal mercato di maggior tutela al mercato libero per poter beneficiare di questa scontistica. È del tutto evidente che la CVA fa quello che può, nel rispetto delle regole del mercato, ma è altrettanto evidente che la società mette in campo degli utili. Sono degli utili significativi e quest'anno, rispetto agli anni passati, ancorché ci sia stata una riduzione della produzione del 16 percento, c'è stato un utile di 135 milioni di euro.

Allora forse, a livello locale, come a livello sovralocale, ci sono due possibilità che si possono esperire per far fronte a questa situazione. Una è quella di ridurre i costi. Il ridurre i costi si può fare in due modi: attraverso l'immissione o il prelievo di utili della società, o risorse dell'amministrazione da mettere a disposizione dei cittadini, o attraverso il potenziamento della produzione da rinnovabile sul territorio valdostano. Questo è sicuramente un approccio più sul medio periodo rispetto all'effetto immediato, o sennò bisogna cercare di ridurre consumi. Sono queste le tre leve su cui, a mio avviso, bisogna lavorare.

Quindi, il discorso della possibilità di mettere a disposizione degli utili. La proposta che è stata avanzata a livello di mozione, che riprende una risoluzione che era stata approvata nel 2019 e che è tuttora valida e ne conferma ancora di più oggi l'importanza, in cui al primo punto si chiede di proporre una norma di attuazione per l'azzeramento degli oneri di sistema. Va precisato che in questo preciso istante lo Stato ha azzerato gli oneri di sistema; quindi, in questo momento non sono in bolletta ma, attenzione, si tratta di una sospensione, non che sono stati eliminati. Per dar conto dell'importanza di questo numero, nel 2019 i valdostani spendevano 45 milioni di euro in bolletta per gli oneri di sistema; questa è la valenza di questa misura nell'ultimo anno che abbiamo contabilizzato. Pertanto, credo che sia importante in questa fase, ancorché sia stata sospesa l'applicazione degli oneri di sistema, di fare una battaglia per ottenere l'esenzione come Valle d'Aosta di questa posta dalle bollette elettriche, che sicuramente appena ci sarà un minimo di riduzione del costo dell'energia, della materia prima, verrà di nuovo rimessa nelle bollette dei valdostani.

Il secondo impegno è quello che ho descritto prima: bisognerebbe predisporre un'iniziativa legislativa mettendo a disposizione un numero robusto, il più robusto che siamo in grado di mettere di risorse, per far sì che si possa lenire le difficoltà che vivono in questo momento i valdostani.

Un'altra curiosità riguardo al rinnovabile: bisognerebbe anche chiedersi, perché tutti ci ricordiamo le discussioni che vennero fatte qui in quest'aula, se a volte ci preoccupiamo di salvare un pesciolino in più, magari su alcuni investimenti, una pernice bianca piuttosto che guardare allo sviluppo dell'economia, ma credo che poi alla fine bisogna puntare alla concretezza, perché se non si pensa alla concretezza, si rischia poi di rimanere sulla discussione ad affrontare le questioni in modo molto astratto.

Mi chiedo: anche noi probabilmente potremmo fare qualcosa di più, come lo può fare l'Italia, sul potenziamento delle rinnovabili; lo sta facendo tutto il mondo, in Italia si parla molto ma si fa molto poco. Giusto per dare due riferimenti sotto questo profilo, quest'anno ci sono stati in Europa 32,4 Gigawatt di installazione di impianti di rinnovabile nuovi, 6,4 Gigawatt in Germania, 4 nei Paesi Bassi, 4 in Spagna, 4 in Francia, 1 Gigawatt in Italia! Ma perché questo? Facciamo tante parole, le sovrintendenze, la burocrazia, stiamo quattro o cinque anni per dare un'autorizzazione. Allora credo che in una situazione di emergenza, come quella che stiamo vivendo, bisognerebbe provare, anche nel nostro piccolo, a cercare di snellire queste pratiche, per far sì che il prima possibile ci possano essere degli ulteriori interventi che possono essere da volano per l'economia, ma che possono anche portare a una riduzione dei costi dell'energia per i valdostani, che possano quindi dare delle grosse utilità.

Questo è un insieme di ragionamenti che vogliono essere la base per alimentare una discussione nell'aula. Sicuramente è una discussione che più che mai è attuale, e credo che tutti condividiamo l'importanza di questo argomento, cercando alla fine di provare a trovare qualche soluzione, perché sicuramente ci avviciniamo a un momento che è molto difficile per la comunità valdostana nell'affrontare queste tematiche.

Presidente - La mozione è stata illustrata. Apriamo la discussione generale. Si è prenotato il consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Ho ascoltato con molto interesse la presentazione del primo firmatario collega Marquis, e altrettanto il mio gruppo ha esaminato, in vista di questo Consiglio, il contenuto della stessa mozione.

Io penso che il quadro che ci si sta presentando di fronte dal punto di vista mondiale, perché non è una situazione che riguarda soltanto la nostra realtà, è tutt'altro che semplice, come anche - e ormai è una cosa banale dirlo - le strategie energetiche che sono state messe in campo, non solo dall'Italia ma direi da tutto il continente europeo, si stanno dimostrando deboli e soprattutto di difficile sostegno. Ricordava il collega Marquis che l'Italia è il paese più metanizzato non soltanto d'Europa, ma direi del mondo; era una strategia che ai tempi di Enrico Mattei aveva un senso, poi dopo le cose si sono complicate. E lo voglio ricordare, si sono principalmente complicate quando abbiamo dovuto sostituire il gas libico con quello dell'Est, perché ogni tanto ci si dimentica che certe primavere arabe non hanno fatto poi così bene non soltanto ai singoli paesi, ma anche a noi che all'epoca eravamo obtorto collo obbligati a partecipare a una guerra che non ci apparteneva. Non voglio allargare troppo il discorso, perché è inutile lanciarsi qua in discorsi grandissimi, che dovrebbero essere affrontati soprattutto da un punto di vista più tecnico, se vogliamo, che politico.

Questa mozione ha un contenuto che ha, come rammentava sempre il collega presentatore, un ricordo storico: sostanzialmente ricorda un ordine del giorno che fu approvato nel maggio 2019, dopo una lunga sessione che questo Consiglio ha tenuto riguardo al futuro della Compagnia valdostana delle acque. In particolare, troviamo che l'impegnativa di oggi si riscontra all'interno di una parte delle impegnative di quella risoluzione che, tra l'altro, ho riletto con particolare interesse, perché proponeva anche di riprendere l'iter di quotazione della Compagnia valdostana delle acque e soprattutto di dar corso a un referendum consultivo, al fine di sottoporre alla valutazione della cittadinanza valdostana il disegno di legge appunto sulla quotazione. Ma questa è storia, guardiamo il presente.

All'interno della mozione, ricordo un lungo dibattito che avvenne in aula, si proponevano questi due elementi: il primo, di dar corso a una proposta di norme di attuazione per disporre la soppressione dalla bolletta elettrica della componente tariffaria a favore dello Stato relativa agli oneri di trasporto e di sistema. Questo è un ulteriore elemento che negli anni forse è stato dato un po' troppo per scontato, perché un altro grosso problema dell'energia è il trasporto ma soprattutto lo stoccaggio, perché quello che oggi fa sì che la old energy, quindi gli idrocarburi, sono più performanti rispetto alle energie green è questo, è un discorso di stoccaggio: il petrolio lo posso staccare, l'energia prodotta da un impianto eolico o fotovoltaico hanno altri problemi di stoccaggio su cui sicuramente la tecnologia ci darà delle risposte, ma magari non così performanti rispetto ad altri sistemi. E il vettore dell'idrogeno, che è tanto vituperato da chi invece vorrebbe coprire la superficie terrestre di pale eoliche o di impianti fotovoltaici, che poi magari un domani non potremo andare a stoccare all'interno delle discariche perché inquinano; ma questo è un altro discorso. Sono tutti degli elementi di forza e di debolezza, ma soprattutto di debolezza, di una transizione che è molto, molto complessa.

Il secondo proposito era quello, e questa è una parte dell'ultimo punto, del punto 3, di prevedere all'interno di una legge il rimborso ai residenti in Valle d'Aosta di una quota significativa della componente energia della bolletta elettrica relativamente alle utenze domestiche, attraverso gli utili resi disponibili alla Regione da CVA. Su questo punto non ritorno a dire quello che dissi all'epoca, e continuo a pensare, che la nostra società è stata negli anni forse un po' troppo spesso depauperata di un patrimonio utile e necessario soprattutto in chiave d'investimento, ma quello che è importante valutare, ed io continuo a dirlo, è separare quello che è il futuro industriale di un'azienda importante e fondamentale, su cui magari ci sarà anche da dire riguardo a tutta una serie di investimenti e di politiche di altra natura, penso alle assunzioni, e dall'altro lato quello che invece deve essere la ricerca di una soluzione a un problema contingente che, purtroppo, sta diventando la normalità, perché il futuro delle nostre bollette elettriche non solo non è - come ho già detto - così roseo.

Detto questo, erano due propositi che all'epoca trovarono il voto a favore di quest'aula ma non soltanto, perché all'interno di quella mozione c'erano tanti firmatari che oggi sono ancora seduti in questo Consiglio e che all'epoca votarono questa impegnativa. Quindi, dal punto di vista dell'utilità della discussione che si sta facendo in aula e soprattutto del voto finale, sinceramente sono curioso di capire quali possano essere le prospettive oggi di un impegno vecchio preso all'epoca se verrà riconfermato oggi, perché comunque - ripeto - è vero, la situazione di ieri era differente, ma se già all'epoca si sosteneva la necessità di dar corso a questi due interventi, mi chiedo oggi perché non si dovrebbe sostenere questo punto di vista e soprattutto questi due propositi che, ripeto, altro non sono che la riedizione di una mozione, non per sminuire ovviamente il contributo già dato allora del collega, ma riproposto oggi; già allora hanno trovato il loro sostegno e lo troveranno probabilmente, non lo so, sentirò le repliche, anche oggi. In caso positivo o in caso negativo il mio gruppo vorrebbe sapere quali sono le differenze tra ieri e oggi, oppure i punti comuni tra ieri e oggi, e quindi capire qual è il futuro anche dei lavori consiliari rispetto a due interventi che si prospettano comunque complessi. Ma, ripeto, non voglio tornare su discorsi fatti all'epoca, perché se questi due propositi troveranno gambe, come dice qualche collega, poi ne parleremo, però è curioso ed è interessante sapere chi ieri ha votato in una certa direzione che cosa ne pensa oggi.

Presidente - Immagino che la discussione generale sarà piuttosto lunga. Propongo, ovviamente se siete d'accordo, di sospendere adesso e di riprendere per avere più spazio a disposizione. Pertanto chiudiamo i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 12:55.