Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1849 del 5 ottobre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1849/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno a dare attuazione all'articolo 1 della legge regionale 11/2021 in materia di prelievo, cattura ed eventuale abbattimento di esemplari monitorati di Canis lupus".

Bertin (Presidente) - Punto n. 8 all'ordine del giorno. Si è prenotato il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Solo per chiedere una breve sospensione.

Presidente - Sospensione accordata.

La seduta è sospesa dalle ore 09:26 alle ore 09:47.

Bertin (Presidente) - Riprendiamo con il punto n. 8 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione il consigliere Planaz si è prenotato, le passo la parola.

Planaz (LEGA VDA) - Questa mozione era già stata presentata il 14 e 15 luglio e doveva essere discussa il 27 e 28 luglio, poi come da Regolamento la discutiamo oggi. Ma questo non cambia l'analisi e il motivo di questa mozione, che impegna tutto il Governo: è uno strumento per dare più forza alla legge che avevamo presentato nel 2021 sul controllo della specie lupo.

Io qui voglio ribadire una cosa importantissima. Io penso che nessuno in quest'aula, e soprattutto nel nostro gruppo, abbia voglia di affrontare quest'argomento per andare a portare un documento così crudele nel far fronte a eventuali emergenze. A volte abbiamo visto che purtroppo, a causa di un mancato controllo su determinate specie, in questo caso e nella nostra regione riguarda il lupo, ma se andiamo a vedere anche fuori dal nostro territorio, parliamo di carnivori in generale. Vediamo che nel vicino Vallese sono stati costituiti dei movimenti contro il controllo dei carnivori nelle zone montane, soprattutto per sensibilizzare la popolazione, perché - non dimentichiamolo - nessuno vuole abbattere degli animali o diminuire certe specie, e penso che, come si dice più volte, neanche noi umani dovremmo avere questo diritto. Purtroppo, da secoli è stato fatto questo controllo di tutte le svariate specie, in questo caso carnivori, a volte anche nocivi, piuttosto che altre, per arrivare a creare una condizione di vita, soprattutto nelle zone rurali. Perché, se non vengono controllate anche le specie che fanno meno danni, tipo gli ungulati, gli erbivori e quant'altro, per certe specie per le quali non c'è un controllo, a volte intervenire per mano dell'uomo evita di creare determinati danni anche in termini di pubblica sicurezza. Non dimentichiamo i fatti successi nei nostri comuni, dove lupi in dispersione si avvicinavano a scuole, asili e quant'altro, e la preoccupazione di tutti i cittadini si è fatta sentire, ma senza purtroppo poter agire per dare una sicurezza in più a tutta la popolazione.

Partiamo da quando si è voluta una reintroduzione forzata del lupo nella nostra regione e in tutta Europa. In certe zone del mondo il lupo non si è estinto completamente, mentre nelle nostre zone più antropizzate in passato, dal dopoguerra in avanti, purtroppo si era estinto completamente e la popolazione si era abituata a vivere in un determinato modo. La morfologia della nostra regione non ha centinaia e centinaia di ettari di foreste dove far restare i carnivori, ma ci sono piccole frazioni, delle piccole foreste, dei piccoli villaggi, degli alpeggi. Il lupo dovrebbe essere una specie che controlla gli animali selvatici, ma non è così facile perché, se prendiamo delle estensioni come il nord America o la Russia, logicamente con delle piccole misure è facile mantenere questi predatori nelle loro aree naturali, senza che invadano le aree urbanizzate.

Se partiamo da come è stato introdotto il lupo nella nostra regione, forse non dovevamo arrivare a un documento di questo genere e si poteva prevenire un pochettino. Ci sono state ideologie sbagliate e anche rappresentanti istituzionali che si vantavano come esperti di questo carnivoro, che hanno portato un'ideologia di questo animale per farlo inserire nei nostri territori. Forse non erano così esperti e una scelta più accurata avrebbe fatto sì che oggi non si arrivasse a presentare prima una legge e poi oggi un documento che rafforzi questa legge, per intervenire nei casi in cui il lupo potrebbe attaccare o avvicinarsi alle case. Se si fosse avuta una visione più efficace, studiando meglio l'animale, oggi si sarebbe potuto dire: abbiamo inserito un animale che serve per la biodiversità, per il controllo delle specie nell'habitat naturale e quant'altro, però non era eccessivamente importante intervenire, perché magari non faceva così danno. Invece, proteggerlo eccessivamente, anche in situazioni in cui era quasi indifendibile, ha fatto sì che, nel corso di breve tempo, se pensiamo che i primi avvistamenti sono stati fatti quasi vent'anni fa, lo sviluppo di quest'animale è aumentato esponenzialmente. E questo ha fatto sì che per il controllo di questa specie siano state impegnate delle risorse e siano stati assegnati degli importi non indifferenti.

Però tutto questo, se uno avesse avuto un pelino di conoscenza della specie, si poteva magari prevenire e non arrivare oggi e dire: "Ah, guarda che cattivi, vogliono abbattere il lupo". Perché, come sappiamo, le specie animali si adattano al territorio, si proteggono, fanno in modo che quando vengono attaccati modificano i loro comportamenti e, anche volendo, oggi l'estinzione di quest'animale sarebbe difficile. Solo dopo la Seconda guerra mondiale si è riusciti a estinguere completamente l'animale, cosa che non è giusta, perché con un numero controllato di animali sul nostro territorio si eviterebbero molti danni e molti disagi alla popolazione. In questo momento chi ha pagato più cara l'introduzione di questi predatori nelle campagne è stato purtroppo l'allevamento e gli allevatori in particolare, perché si sono trovati a modificare un modo di gestire le loro aziende, in un momento in cui si ha già molta difficoltà a reperire personale; è un lavoro che nessun giovane vede con entusiasmo, in cui inserirsi per avere una vita.

Così, da un lato c'era già tutta una serie di problematiche del settore per le quali non si riuscivano a dare delle risposte concrete, dall'altro si è aggiunta un'ulteriore problematica che a tutt'oggi non è risolta. Mi dispiace sottolineare questo fatto, ma purtroppo vediamo sempre più sovente, non solo in Valle d'Aosta ma anche fuori dalla nostra regione, allevamenti che chiudono dalla disperazione per i molti attacchi nei confronti dei loro allevamenti. Si parla a volte di piccoli allevamenti che non hanno la forza di sopportare la perdita di quattro o cinque animali, perché sono allevamenti magari di persone giovani che partono con entusiasmo, con la passione di crearsi un gregge, una mandria a loro piacere, con la razza che pensano più si adatti al territorio e quant'altro, ma poi da un momento all'altro la loro mandria o il loro gregge viene attaccato da questo predatore, che distrugge e abbatte capi che avevano, al di là di un affetto economico, anche un valore d'affezione. Perché sappiamo tutti, nelle nostre realtà, l'importanza dell'affezione e del rapporto che c'è tra il conduttore, tra il proprietario e i suoi animali, che è un po' diverso forse dai grandi allevamenti della pianura, magari con migliaia di capi; da noi, con i nostri piccoli allevamenti, ci sono persone che si trovano demoralizzate, non protette e neanche risarcite. Senza contare il fatto che, per poter accedere a eventuali risarcimenti, bisogna attivare tutto un procedimento di prevenzione, che non è sempre praticabile nei territori montani e che va a sconvolgere tutta l'attività - come dicevo prima - di queste piccole aziende, dove si trovano già con delle difficoltà di personale e degli orari inaccettabili. Fanno dei sacrifici per mantenere un territorio e degli animali, ma a volte si trovano nella situazione di non avere la manodopera necessaria per fare determinati recinti, come abbiamo già spiegato più volte. In più, questi recinti alla fine risultano anche molto inefficaci, perché quando uno si mette in gioco e prova a dire: "Voglio aderire a tutte queste misure di prevenzione", poi vede che il lupo agilmente scavalca questi recinti e si consuma il suo pasto tranquillamente; trova gli animali recintati, sono più di facile preda perché sono recintati, di conseguenza vede un piatto preparato lì a disposizione; i recinti non sempre sono efficaci.

La nostra mozione era per portare tutte queste problematiche all'attenzione e andare a rinforzare quella proposta di legge, che avevamo già presentato insieme al gruppo di Pour l'Autonomie quando ci siamo insediati in questo Consiglio regionale. Non è per dare atto che adesso usciamo fuori e diamo ordine di sparare a tutti i lupi che si vedono, però è per contenere una specie. Oggi forse non è il lupo il problema, perché il lupo in sé resta nascosto, resta isolato più che può. La preoccupazione è un'altra e infatti anche a livello europeo ci si è mossi per gli animali in dispersione, che oggi si trovano a girare vicino ai centri abitati, vicino alle aziende e quant'altro. Il nemico numero uno del lupo oggi è l'ibridazione, di cui nessuno ha tenuto conto e bisogna prenderne atto che questa è una conseguenza dell'eccessiva protezione di quest'animale.

Il lupo in branco, quando esce e attacca prede domestiche o quant'altro, attacca quasi sempre la sua preda e la porta a buon fine, perché ha la forza, come gruppo, e la tecnica di poter arrivare alla sua preda. Nel caso degli animali in dispersione, abbiamo visto più volte che si avvicinano ai centri abitati, alle case, alle aziende, alle stalle. E qui - l'ibridazione, è normale - quando un animale si trova da solo, è nel gene di ogni specie animale, cerca di ricreare di nuovo un branco e una specie che lo porti di nuovo a poter sopravvivere, per portare avanti il suo istinto. Qui oggi ci troviamo neanche ad affrontare il danno del lupo in se stesso, ma il danno dell'ibridazione, che fa male sia al lupo - perché non possiamo proteggere il lupo in caso di ibridazione e ci vogliono analisi costosissime e prelievi per capire se veramente un animale è di puro sangue o un ibrido - sia, dall'altro canto, abbiamo questi animali che non hanno proprio l'istinto del lupo; hanno più un istinto di avvicinarsi alle case, all'uomo, essendo incroci, e vanno a mettere a rischio tutta l'intera popolazione di lupi. Questo è un altro errore che è stato fatto e che non è stato valutato.

Oggi ci troviamo a intervenire ancora più efficacemente, noi come Regione Valle d'Aosta, ma io spero che questo sia un documento che vada anche al Governo nazionale ed europeo, per modificare le regole di protezione di quest'animale, perché se non lo si fa più in fretta possibile, anche chi tifa a favore di quest'animale si troverà un giorno ad avere una specie che non è più il lupo, ma sarà una specie ibrida che non avrà l'efficacia di quello che si voleva avere dal lupo e che creerà danni, al di là dell'allevamento e della zootecnica, che sono i settori principali che risentono di quest'introduzione, anche poi per l'avvicinamento a case e quant'altro, anche con un problema di ordine pubblico.

Se pensiamo e andiamo tutti a ricercare oggi su giornali sparsi per il mondo, troviamo, come si era sempre detto, che il lupo non attacca mai l'uomo. A me fa sorridere questa cosa, perché io non ritengo esperto uno che faccia un'affermazione di questo tipo, perché è impossibile dichiarare che un lupo o un animale qualsiasi non attaccherà mai l'uomo. Se degli esperti di animali vogliono far passare che il lupo non attaccherà mai l'uomo, non è vero. Infatti vediamo, anche se contenuti, alcuni attacchi a ciclisti, fortunatamente fuori dalla nostra regione, non da noi qua, ma anche a gente che passeggia tranquillamente. Abbiamo visto molti attacchi a dei cani, che sono il miglior amico dell'uomo. Oggi quasi tutti hanno un cane e hanno la necessità di passeggiare tranquillamente nei sentieri, con almeno un po' di sicurezza. La certezza che non ci sia un attacco verso il nostro amico a quattro zampe è bassa, però si può avere un controllo di questa specie con delle leggi, che regolino il controllo di questa specie, come tutte le altre specie che oggi sono regolamentate dai sistemi di controllo, in base al numero di animali che ci sono. Questo fa sì che non è che - torno a ribadire - si vogliono eliminare tutti i lupi, però se abbiamo degli esemplari che si avvicinano nelle città, nei paesi, nelle scuole, alle aziende e quant'altro, bisognerebbe intervenire e purtroppo le soluzioni non sono molte per far sì che questo fenomeno non aumenti.

Aspetto la risposta dell'Assessore, che oggi saluto in videochiamata. Io mi auguro che oggi si faccia una riflessione su questo documento, per dare anche un po' di voce a chi è fuori e che oggi si trova ad affrontare il problema del lupo di persona, per attacchi alle mandrie, ai greggi e quant'altro, che oggi non è tutelato. Per un'eccessiva tutela di questo predatore, a volte rischiamo di non tutelare delle attività, delle aziende, delle persone che forse hanno gli stessi diritti. È per questo motivo che io adesso aspetto con ansia la replica dell'Assessore e poi faremo il nostro punto.

Presidente - Apriamo la discussione generale. Si è prenotato l'assessore Sapinet da remoto, a cui passo la parola.

Sapinet (UV) - Innanzitutto direi che è corretto evitare delle divisioni tra chi è pro o chi è contro una certa linea, ma sicuramente sostenere un discorso di coesistenza che, lo sappiamo bene, in territori come il nostro, non è così facile.

Per quello che riguarda i dati, negli scorsi Consigli siamo entrati nello specifico su quella che è la presenza del predatore sul nostro territorio. Più volte lo abbiamo detto, bisogna passare da una logica di protezione a una di gestione. Poi altri dati, quelli più incoraggianti, hanno dato atto che anche il settore zootecnico si è attivato per cercare un percorso di coesistenza, con l'acquisto di attrezzature finalizzate alla prevenzione, così come abbiamo analizzato anche i dati dei rimborsi, sui quali poi mi esprimerò successivamente. Quindi, uno sforzo c'è, ma va detto e va ricordato che il tempo impiegato dal lupo per inserirsi all'interno del nostro territorio è stato decisamente più rapido, rispetto a quello che il settore impiegherà per cercare una coesistenza che, come ho detto, è sicuramente molto difficile.

L'articolo 1 della legge regionale 11 del 2021 prevede che, al fine di assicurare la coesistenza del lupo con l'allevamento tradizionale di montagna, preservandone la produttività e prevenendo danni gravi nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica, o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale, economica, nonché per garantire la sicurezza di tutti gli abitanti e dei frequentatori a vario titolo del territorio regionale, il Presidente della Regione, di concerto con l'Assessore regionale competente in materia di agricoltura e risorse naturali, con proprio decreto, previo parere favorevole dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, più noto come ISPRA, può autorizzare il prelievo, la cattura e l'eventuale abbattimento di esemplari monitorati della specie Canis lupus, a condizione che non esistano altre soluzioni valide e che tali azioni non pregiudichino il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente della popolazione specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. Questo è l'articolo al quale sicuramente viene chiesto di dare seguito, laddove non esistano altre soluzioni valide. Purtroppo, veniamo da alcuni giorni nei quali ci sono statio degli attacchi proprio in territori particolari della nostra regione, dove è veramente estremamente difficile andare a porre in atto delle misure preventive.

Questo è stato oggetto più volte anche di confronto, l'abbiamo detto e lo ricordo, con il tavolo del lupo delle Regioni alpine e poi anche all'interno di confronti con i vicini francesi e svizzeri. L'ultima bozza del piano nazionale di gestione lupo, aggiornata a luglio del 2022, considera la specie distribuita in due porzioni di un'unica popolazione, peninsulare e alpina, e attribuisce alla popolazione italiana lo stato di conservazione soddisfacente.

Per quanto attiene agli interventi di prelievo, cattura ed eventuale abbattimento di esemplari di lupo previsti dalla legge regionale 11 del 2021, si comunica che, laddove si verifichino predazioni in cui le misure di prevenzione non risultino efficaci, si provvederà a inviare a ISPRA la relazione sulla situazione in esame (predazioni effettuate, danno accertato e lupi presenti) e sugli interventi di cattura o abbattimento ipotizzato per l'ottenimento del relativo parere necessario alla realizzazione dell'intervento.

Questo percorso è stato fatto su un caso. Sono state riscontrate alcune rigidità, che poi sono state evocate e inserite all'interno delle osservazioni che la nostra Regione ha inviato in occasione del processo di revisione del piano nazionale di gestione lupo. Già delle prime osservazioni risalgono al 2020, le ultime sono appunto del settembre del 2022. Quindi, già quando è stata presentata l'iniziativa vi era questa scadenza proprio a settembre e la nostra Regione, di concerto con le altre Regioni, in particolar modo con il Friuli e le Province autonome di Trento e Bolzano, oltre a inviare le nostre osservazioni, ha condiviso quelle dei colleghi, che andavano appunto in un'unica direzione, quella un po' che ci viene chiesta anche con quest'iniziativa, la quale tra l'altro è anche in linea con la normativa regionale, nata a inizio della legislatura, ma che, ricordiamo bene, è frutto di un lavoro della legislatura precedente e che era pronta già verso la fine del 2019.

Si ritiene, con alcune modifiche che abbiamo concordato, di poter accogliere i contenuti dell'iniziativa e continuare quest'azione che stiamo portando avanti, sempre con maggior forza, sperando di incidere sempre più, insieme ai colleghi, come dicevo, delle altre Regioni e insieme ovviamente ai nostri parlamentari neoeletti, a cui porgo anch'io i miei sinceri auguri.

Nello specifico, per quel che riguarda le modifiche, nella prima parte si vorrebbe togliere solo la parte dove si parla del turismo, ma la parte più importante è quella dell'impegnativa, quindi "Il Consiglio impegna il Presidente della Regione e l'Assessore competente a continuare l'azione finalizzata a far riconoscere che lo stato di conservazione del lupo in Valle d'Aosta ora è soddisfacente, così come previsto dalla legge regionale 18 maggio 2021 n. 11, dando seguito alle osservazioni presentate nel corso del 2020 e del 2022 nell'ambito del processo di revisione del Piano nazionale di gestione della specie lupo" e poi "a dar corso, nel caso di attacchi plurimi agli allevamenti, all'articolo 1 della legge summenzionata, procedendo quindi al prelievo, alla cattura e all'eventuale abbattimento di esemplari monitorati della specie Canis lupus".

Concludo con un passaggio per quel che riguarda i rimborsi. Come si è parlato anche nello scorso Consiglio, si sta lavorando per far sì che, per queste risorse che vengono erogate, l'azione possa essere fatta al di fuori del regime di de minimis. Per questo serve un decreto ministeriale e insieme alle altre Regioni avevamo sostenuto questo percorso che, se nel caso dovesse ancora avere dei tempi dilatati, ecco che si potrà, in alternativa, lavorare al fine di procedere con una notifica direttamente all'Unione Europea. Qui si percorrerà ovviamente la strada più rapida, non in solitaria ma insieme alle altre Regioni, proprio perché si è riscontrato, ma ce lo siamo detti, questo problema: in caso di predazioni importanti, le nostre aziende hanno dei tetti di de minimis molto contenuti all'interno dei quali poi vi sono altri rimborsi.

Ovviamente esprimo il voto favorevole all'iniziativa della maggioranza.

Presidente - Siamo in discussione generale. Consigliera Erika Guichardaz ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Solo per poter avere il testo di cui ha parlato l'Assessore, che noi non abbiamo e, nel caso, avere un attimo di tempo per vederlo.

Presidente - Dobbiamo soltanto farlo firmare e ve lo facciamo distribuire. Il tempo di fare la scansione e il testo della mozione modificata vi sarà distribuita.

Breve pausa.

La mozione emendata è stata mandata via e-mail. Consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Chiedo una sospensione per poterla leggere e analizzare.

Presidente - Sospensione accordata.

La seduta è sospesa dalle ore 10:23 alle ore 10:37.

Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere, dopo la breve sospensione. Siamo in discussione generale riguardante il punto 8, la mozione del consigliere Planaz ed altri. Qualcun altro vuole intervenire in discussione generale? Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo che valga la pena fare due considerazioni dopo l'intervento dell'Assessore che, dal punto di vista tecnico, ha dato tutta una serie di informazioni. Come consiglieri, al contrario, dobbiamo fare delle valutazioni di natura politica.

Quando si affrontano alcuni temi, la politica ha due aspetti che deve evidenziare: da un lato quello che vuole fare e dall'altro quello che può fare; non necessariamente le due cose coincidono. A scanso di equivoci, noi crediamo che -parlo a livello personale - la voglia sia quella di controllare e contenere la specie lupo, perché noi dobbiamo affrontare gli argomenti in modo ragionevole, con buon senso, senza preclusioni ideologiche. Non credo che la vita di un lupo valga di più della vita di una pecora, di un manzo, di una capra o di un cane; quindi, nel momento in cui una specie prende il sopravvento e ha uno sviluppo che non è più considerato tollerabile, bisogna intervenire. Questa è l'indicazione politica, dopodiché non si possono fare delle promesse a vanvera, perché dobbiamo muoverci in un contesto nazionale, in un contesto europeo e non sempre quello che è il desiderio potrà essere raggiunto. Ma dev'essere chiaro: la volontà nostra è quella di contenere la razza.

Lo si scrive nella mozione e non credo che ci possano essere delle smentite: oggi la presenza del lupo è un costo per la nostra società. Quando si introducono una serie di rimedi, bisogna poi valutarli ex post.

Nella mia vallata hanno introdotto tutta una serie di cani da guardiania. L'anno dopo i conduttori hanno dovuto togliere i cani da guardiania, perché hanno creato dei problemi. Essendo una valle che è ovviamente praticata da pellegrini -pellegrini non in senso dispregiativo, pellegrini perché c'è la Via Francigena - in una situazione del genere i cani da guardiania hanno aggredito le persone e i conduttori di alpeggio hanno avuto delle grane incredibili. Quindi alle fine, mettendo sul piano della bilancia, hanno dovuto dire: "Beh, forse se perdo tre o quattro pecore ho meno problemi rispetto ai danni che devo pagare, perché un cane mi ha morsicato un viandante".

Planaz ovviamente è molto più addentro alla questione: le reti, il lavoro per mettere le reti. Noi in un momento come questo, stiamo creando una serie di problemi ai conduttori, e questo accade perché molto probabilmente la presenza del lupo è al di sopra di quella che è fisiologicamente tollerabile in Valle d'Aosta.

Questa è la volontà. Non può non esserci un ragionamento di natura politica: noi vogliamo contenere. Dopodiché, l'Assessore ha spiegato molto bene, faremo tutto quello che è possibile, ma tutto quello che è possibile dev'essere fatto a livello locale e a livello nazionale, in modo tale da far un coordinamento del lavoro delle Regioni con gli altri Assessori, con gli altri Presidenti, e arrivare a questo risultato.

Nessuno, è stato detto bene, vuole arbitrariamente sparare al lupo, ma io devo dire la verità, dal punto di vista ideologico non vedo perché si gridi allo scandalo nel momento in cui dovesse esserci un abbattimento del lupo e non nel momento in cui abbiamo tutta una serie di altri animali che vengono aggrediti dal lupo. Uno per tutti, perché qua abbiamo parlato della selvaggina, abbiamo parlato delle mandrie, ovviamente anche lì, quando ci sono delle mandrie che vanno in un dirupo, diventa poi sempre difficile capire se è stato il lupo, un cane vacante, un fulmine, un drone, ma il problema esiste. Ma coloro che hanno perso dei cani d'affezione e che non li hanno più trovati, siamo sicuri che non siano finiti nelle fauci del lupo? Io non è che devo fare demagogia e devo fare degli interventi per sensibilizzare, ma faccio un ragionamento realistico: dal punto di vista politico l'obiettivo è quello di contenere la razza, con tutti gli strumenti che sono stati indicati nella legge che abbiamo approvato nel 2021. Nella legge che abbiamo approvato nel 2021 c'è anche l'abbattimento. L'abbattimento del lupo per noi non è un tabù.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (PA) - Il tema che è stato ripreso oggi dal collega tiene conto delle difficoltà che già si erano avute nel momento dell'approvazione della legge. La legge voleva essere lo strumento più adeguato a evitare che ci fossero una serie di interventi da porre senza delle regole. Sono state fatte le regole, si è cercato di far capire il perché era necessario intervenire, e intervenire in modo adeguato, tenendo conto di tutta la storia che abbiamo già fatto sulla presenza del lupo come, dove e quando.

Noi sappiamo benissimo delle difficoltà per gli allevatori e per tutte le altre categorie che hanno un cane. C'è una difficoltà non secondaria nelle nostre valli laterali, in particolare. È vero che il lupo l'hanno visto anche ad Aosta, sotto altre specie, ma credo che su questo sia evidente l'esigenza di attivarsi per prevenire; quindi, sarebbe utile e importante forse fare un riferimento a quello che è stato da quando abbiamo proposto, attivato e approvato la legge a oggi, per capire che cosa possiamo fare di meglio per evitare i danni che sono stati fatti.

Al momento dell'approvazione della legge avevamo tenuto conto anche della normativa nazionale e internazionale, avevamo anche preso in conto le sollecitazioni fatte in diversi punti della Valle, e non solo, per rimediare a quella che era tutta la difficoltà della presenza del lupo. Ora credo che su questo un minimo di riflessione vada fatta, per capire come e che cosa dev'essere modificato - se dev'essere modificato, come è stato detto nella legge - e poi conseguentemente attivarsi.

Presidente - Siamo in discussione generale della Mozione, altri sono intenzionati ad intervenire? Se non vi sono altre prenotazioni, chiudiamo la discussione generale. Da parte del Governo ci sono delle repliche? Non vedo prenotazioni, l'Assessore è già intervenuto in discussione generale, pertanto passiamo alle dichiarazioni di voto. Consigliere Baccega per dichiarazione di voto.

Baccega (FI) - Credo che il consigliere Planaz abbia illustrato la mozione dando tutta una serie di suggestioni piuttosto significative. A fianco a quello che è stato nostro percorso in questi ultimi mesi da una valle all'altra, dove abbiamo raccolto fortemente da parte delle popolazioni di montagna, degli allevatori, di coloro che hanno anche degli alpeggi, la grande preoccupazione che, nonostante la protezione del lupo che era quella parte significativa che la legge prevedeva, dall'altra parte la difficoltà di una coesistenza con gli abitanti e con gli allevatori soprattutto, al di là dei rimborsi che sono stati poi erogati, la preoccupazione è decisamente ancora forte e ancora significativa, quindi c'è bisogno dare corpo in modo più intenso e significativo a quello che è il provvedimento che individua la legge. L'ha detto bene poco fa il consigliere Marguerettaz, dobbiamo dare corso a quel percorso che porta anche all'eventuale abbattimento del lupo, che noi condividiamo.

Vado a significare un aspetto: il 29 settembre il Consiglio degli Stati svizzeri ha approvato, a larga maggioranza, una revisione della legge sulla caccia con un progetto che vorrebbe consentire l'abbattimento preventivo di questi animali. Questo è un passo significativo, che poi porterà sicuramente al Consiglio nazionale che si dovrà esprimere in questa direzione. Credo che lo stesso percorso dovremmo farlo noi, condividendo con tutte le altre Regioni che sono coinvolte, soprattutto con lo Stato, da questo preoccupante e pericoloso fenomeno, oltre che costoso. Quindi diciamo che questa mozione va nella direzione di una nostra condivisione e la votiamo con favore.

Presidente - Si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Il nostro gruppo invece si asterrà su questa mozione, perché troviamo un po' ridondante dire di dar corso a una legge che abbiamo tutti votato. Diamo per scontato che quando si voti una legge in Consiglio regionale, poi si intenda dare corso alla legge stessa. Ed è una legge che - ci tengo a sottolineare - è stata votata all'unanimità, con un percorso anche importante all'interno della Commissione, quindi c'era anche quella parte relativa alla questione dell'abbattimento del lupo. A quanti dicono che ci sono questioni ideologiche, dico che a quel punto non avremmo neanche dovuto votare quella legge, fosse stato così, mentre invece riteniamo che sotto questo punto di vista sia importante che entrambe le specie possano convivere. Sottolineiamo, come ha detto bene l'assessore Sapinet, che molto è stato fatto dagli allevatori in questo periodo: lo vediamo e lo sentiamo dagli allevatori con i quali parliamo costantemente.

Sarebbe interessante forse conoscere, magari anche all'interno della Commissione, oppure lo chiederemo con un accesso agli atti, quanto è stato indicato dall'assessore Sapinet, rispetto all'azione che è stata fatta in questo anno e far conoscere a tutti noi anche lo stato di conservazione del lupo in Valle d'Aosta che è stato aggiunto dalla maggioranza.

Riteniamo inoltre importante quanto ha detto l'Assessore, e che poteva essere inserito all'interno dell'impegnativa, di andare a modificare il de minimis, cioè iniziare a prendersi un impegno più concreto all'interno di questa mozione. Sappiamo bene che non è una questione solo regionale, ma l'impegno di cui ha parlato l'Assessore poteva forse essere esplicitato in questa mozione, e molto probabilmente avrebbe avuto anche un senso ben diverso, non semplicemente quello di dare corso a una legge che abbiamo tutti noi votato.

Non ritenendo che questo porti nulla di più rispetto a quello che è stato votato nel maggio del 2021 da tutti noi, il nostro gruppo si asterrà.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Manfrin per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Precedo il collega Planaz rispetto alla dichiarazione di voto. Credo che il collega - che ringrazio per l'ottimo lavoro svolto - potrà chiarire ulteriormente qual è la posizione, qual è la valutazione del nostro gruppo che ha deciso di portare quest'iniziativa in quest'aula.

Credo che a fronte dell'intervento della collega Guichardaz vadano chiariti un paio di aspetti. Il primo: in questa mozione si prende un impegno politico, che è poi quello che questo Consiglio deve assumere e che questo Consiglio è chiamato a rappresentare. Io sono abituato a esaminare in maniera più profonda la parte dell'impegnativa, ma io credo che oggi anche leggere una parte delle premesse sia importante. Con la parte delle premesse, rispetto a quello che è stato detto, su una serie di misure che sono state adottate, si riconosce e si sancisce che le misure non sono risultate sufficientemente efficaci e che i risarcimenti spesso non bastano a compensare i danni subiti. Credo che l'esempio del collega Marguerettaz sul cane smarrito sia assolutamente esemplificativo.

Però è stata detta una cosa, sia dal collega Rollandin che dalla collega Guichardaz, rispetto agli impegni che la legge già impone. È correttissimo: quando una legge c'è, quella legge va rispettata, una legge è legge, e su questo non ci piove. Però pongo all'attenzione di quest'aula un esempio che ritengo assolutamente necessario. C'è una legge, la 3 del 2013, che disciplina l'edilizia residenziale pubblica; chiedo scusa se faccio un salto un attimo di lato. Un articolo di questa legge disciplinava la morosità incolpevole. Secondo un articolo di questa legge, che a memoria dovrebbe essere il 42, entro mi pare novanta giorni la Giunta avrebbe dovuto adottare la delibera che disciplinava la morosità incolpevole. La legge è del 2013 e io ricordo distintamente che quando sono entrato in quest'aula nel 2018, quella delibera non c'era ancora, e per arrivare a quella delibera abbiamo dovuto aspettare il 2022.

Era un obbligo di legge, ma a quella legge non è stato dato corso. A maggior ragione oggi risulta necessario avere un impegno politico che evidenzi la necessità di dare applicazione a quella legge che a oggi, purtroppo, è rimasta lettera morta, soprattutto nella parte che viene evidenziata nella parte impegnativa. Quindi, a maggior ragione sosteniamo questa mozione e a maggior ragione il gruppo che mi onoro di rappresentare voterà in maniera favorevole.

Presidente - Si è prenotato da remoto l'assessore Sapinet per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Per confermare il voto favorevole con le modifiche che abbiamo apportato. Innanzitutto ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti e ribadisco i percorsi che sono in atto insieme alle Regioni, in particolar modo quelle dell'arco alpino, insieme ai cugini francesi e svizzeri.

Per quanto riguarda il discorso della legge, ricordo alcune rigidità che sono emerse, perché poi la legge è stata già messa in pratica, in particolar modo l'articolo 1 nel caso di Arvier dove appunto tutto l'iter è stato fatto, ma alcune rigidità, alcuni colli di bottiglia, sono risultati veramente difficili da superare. Questo è stato fatto presente nelle osservazioni: in particolar modo si chiede che vengano espresse anche da parte di ISPRA delle linee guida e non solo valutazioni caso per caso. Questa è la parte tecnica che però segue, come ha ricordato giustamente il collega Manfrin, un impegno politico.

Chiudo ribadendo la mia assoluta disponibilità ad andare alla prima occasione utile nella Commissione competente, proprio per aggiornare, anche perché le riunioni in corso sul piano lupo sono tante e quindi le prossime occasioni sicuramente saranno importanti per fare il punto e aggiornare i colleghi su quanto fatto e quanto da fare.

Presidente - Consigliere Planaz sempre per dichiarazione di voto ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Come dichiarazione di voto, accogliamo alcune modifiche condivise sull'impegnativa di questo documento che serve, come ho detto prima, a rafforzare questo documento, non è una sostituzione - come può sembrare - della legge, ma è proprio per rafforzare l'impegno di tutto il Governo per andare a intervenire su una problematica così delicata.

Ricordo che in questi ultimi tempi, non solo noi come Regione autonoma, a seguito della Regione autonoma di Trento e Bolzano, abbiamo legiferato, ma ci sono soprattutto la Francia e la Svizzera che hanno attuato dei controlli. E l'ultimo impegno è un documento che ho avuto modo di vedere ieri: sette Paesi europei oggi si impegnano per andare a controllare questa specie, per andare a contenere le problematiche.

Vorrei, se il Governo è d'accordo, aggiungere la richiesta dei nostri colleghi di portare questo in Commissione per approfondire e non dimenticare tutte le problematiche che ci sono. E vorrei ricordare che non c'è bisogno di venire qua dentro in quest'aula per capire se si è fatto sufficientemente al riguardo di questo problema, basta leggere e ascoltare il mondo, in questo caso quello agricolo, quello dell'allevamento, dove a proposito dell'ultimo attacco di Brissogne, il titolo del giornale riportava: "È possibile che nessuno ci aiuti?"; questo è il grido d'allarme di un allevatore.

Io penso che noi, in questa sede, dobbiamo - come anticipato dall'Assessore e anche dal consigliere Marguerettaz, ci sono delle decisioni politiche e delle decisioni tecniche con le quali non sempre la politica può incidere - fare il possibile per dare delle risposte. Per questo ringrazio l'Assessore, il Governo e tutti quelli che appoggeranno non solo questo documento, ma anche tutto quello che si farà da adesso in avanti per cercare di rispondere a questa richiesta d'aiuto. E non è a un singolo partito o a un gruppo di partiti, ma è a un intero mondo che ha bisogno di risposte veloci: è da anni che si aspettano, che si potevano in qualche modo prevenire, se già solo si fosse ascoltato una parte che oggi ha bisogno d'aiuto.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (AV-VdA Unie) - Per confermare il voto favorevole del nostro gruppo a questa mozione e anche per fare qualche considerazione, a seguito degli interventi che sono stati fatti da parte dei colleghi e da parte dell'Assessore competente.

Condivido abbastanza quello che è stato il tenore e soprattutto le esigenze che il nostro territorio e la nostra comunità hanno nel trovare probabilmente ulteriori soluzioni, però vorrei fare solo qualche considerazione legata alla legge che è stata approvata un anno e mezzo fa: va bene rafforzarla con una mozione di questo tipo di natura più politica che tecnica, ma all'interno della legge il passaggio è già molto chiaro. È talmente chiaro che la partita si giocherà tutta a livello nazionale e non regionale, perché quello che potevamo legiferare, quindi a livello di legge, lo abbiamo fatto, la seconda parte è quella legata invece assolutamente al parere favorevole dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca dell'ambiente.

Questo per ribadire il concetto che tutte le Regioni del nord Italia già nel 2019, già poi successivamente nel 2020 e poi nel 2022, hanno fatto pervenire quelle che erano le esigenze del territorio soprattutto alpino. Diciamo che il blocco oggi, sul lato più politico e non tecnico, è assolutamente a livello nazionale, anche perché da più di dieci anni il piano non è stato approvato, ma perché ci sono delle diversità di vedute tra le Regioni. Accolgo positivamente le sollecitazioni che sono arrivate praticamente da tutti i gruppi consiliari, ma l'imbuto non è più qui, nel senso che quello che noi potevamo fare, lo abbiamo fatto come Regione l'anno scorso all'unanimità nel maggio del 2021 e in maniera molto chiara e limpida è scritto nero su bianco sulla nostra legge, e tutti i governatori e assessori competenti, lo diceva prima l'Assessore competente, negli ultimi quattro anni à tour de rôle, al di là dei colori politici, destra, centro, sinistra, autonomisti o meno autonomisti, hanno scritto nero su bianco quelle che sono le esigenze dei nostri allevatori, delle nostre comunità e comunque di chi abita oggi la montagna. Il cul de sac per il lupo oggi è sul piano nazionale e non europeo, perché - è stato detto anche da altri colleghi - altri Stati sono andati in un'altra direzione o hanno fatto dei passi più avanti. Il nostro no.

Era solo per mettere a fattor comune queste informazioni. Sul fatto di trovare probabilmente ulteriori soluzioni, io penso che l'Assessore e i suoi uffici stiano lavorando.

Termino dicendo, come presidente della III Commissione, nel giro delle prossime settimane di poter organizzare un incontro, in modo da avere anche tutti gli elementi di cosa è stato fatto, di cosa è stato trasmesso a livello più politico rispetto alla questione più tecnica e rispetto anche a quello che è lo stato dell'arte dell'aggiornamento del Piano lupo a livello nazionale, perché l'imbuto e lì. Anche la nostra legge approvata nel maggio del 2021 ci dà questa possibilità, ma se non c'è quel parere favorevole comunque diciamo che la nostra legge arriva fino lì, ma poi non c'è la possibilità di portare a casa eventualmente il risultato. Quindi, come si diceva prima, sul piano politico forse siamo oltre, ma sul piano amministrativo c'è comunque quello che è il blocco della non approvazione a livello nazionale del Piano lupo.

Noi voteremo favorevolmente a questa mozione.

Presidente - Consigliere Cretier ne ha facoltà.

Cretier (FP-PD) - Semplicemente per dichiarare il voto favorevole del gruppo. Volevo fare anche io due considerazioni. Nel Comité Mixte ci siamo confrontati con i colleghi del Canton del Jura e con la partecipazione dell'altro gruppo della Wallonie-Bruxelles. Anche loro, soprattutto il Canton del Jura, hanno gli stessi problemi e le aziende agricole, come da noi, assolutamente hanno un difficile confronto con la fauna in generale, ma anche con il lupo in particolare. Però sappiamo che loro hanno un altro tipo di legislazione molto più complessa, ma hanno messo sulla bilancia gli aspetti positivi e negativi: mantenere una specie che è diventata ormai numericamente pressante sulle attività, dall'altra parte le associazioni ambientaliste che nella Confederazione Svizzera hanno un certo peso, ma c'è stata una condivisione del problema e si è trovata una soluzione. Non so bene i passaggi normativi, perché abbiamo capito che è molto complessa anche a livello cantonale, però sono arrivati alla soluzione e si prospetta quindi una gestione condivisa del problema.

Fatte queste considerazioni, anche come gruppo, sosterremo questa mozione.

Presidente - Se non vi sono altre dichiarazioni di voto, mettiamo in votazione la mozione. La votazione è aperta. Ricordo che si tratta di una votazione mista, in presenza e da remoto.

Appello nominale del Consigliere presente in remoto sulla piattaforma zoom.

Sapinet (UV) - Favorevole.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 32

Favorevoli: 32

Astenuti: 2 (Guichardaz Erika, Minelli)

Il Consiglio approva.

Con l'approvazione di questa mozione, sospendiamo brevemente per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 11:11 alle ore 11:32.